Una notte di stelle per Chez Moi

R0013017Una notte di stelle per Chez Moi

Chez Moi, Le borse di Patrizia….ci voleva una notte piena di stelle, dall’osservatorio più affascinante di Firenze, la Loggia, per incontrare Patrizia Frolli e le sue creazioni, Chez Moi, le sue borse che ci riportano all’artigianato di una volta, le nostre “Botteghe” fiorentine, fin dal Rinascimento, dove da sempre si è portata avanti con successo la manualità e l’estro dei maestri d’arte.
Oggi Patrizia Frolli rilegge la stessa passione in chiave contemporanea mantenendo vive quelle radici con una cifra stilistica moderna, creando eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di rose magnifiche fatte di tessuto, piume, Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli… la bellezza e la femminilità esasperata per immaginare un romanzo d’amore che sottolinea la seduzione con pennellate di verde elettrico, il rosso fuoco, il rosa caramella, l’arancio, momenti sottintesi e seducenti, con gli accenti ammiccanti di una moda..crea borse gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di una natura viva nei colori, densa di significati, piena di ricordi. E mentre a La Loggia davanti ad una Firenze incantata sfilano deliziose creazioni piene di colore, tessuti, rose, piume, nastri, ci facciamo raccontare la sua passione, come nascono le sue ispirazioni.
Patrizia che cosa è l’artigiano?
Artigiano vuol dire mani e cervello, la tecnica viene dopo, ma prima di tutto far fare alle mani quello che il cervello pensa, crea, decide, sogna…….E poi , successivamente, si pensa alla ricerca del tessuto migliore, i colori, le metallerie, tutto il mondo di accessori che ruotano intorno all’oggetto finito.
Parlare dei maestri artigiani e delle Botteghe vuol dire parlare della Toscana, di Firenze che è da sempre la scuola di pensiero dei maestri d’arte, che sono nati qui, in tutti i settori: dall’arte, nasceva nelle botteghe un mondo di “cultura” del lavoro, il nostro artigianato unico ed esclusivo, che tutto il mondo ci invidia.
A chi ti ispiri?
Per la creazione delle mie borse mi ispiro ad una donna libera dai condizionamenti e dai diktat della moda che cerca nell’accessorio un valore intrinseco, fatto di gioco, divertimento del colore, comfort e lunga durata. La donna del terzo millennio è attenta al rapporto qualità-prezzo e vuole che i suoi accessori non subiscano l’obsolescenza e l’impietoso scorrere del tempo, ma restino nel guardaroba per anni, sempre belli, femminili, flash di colore
Quale è la tua borsa perfetta?
La sto ancora progettando.
A tuo parere, quali sono gli accessori a cui non si può rinunciare per impreziosire un outfit?
“Oggi, la moda è tornata ad uno stile naturalistico, etnico, quasi da giardino dell’Eden. Io utilizzo tanti monili che rappresentano farfalle, metterne due o tre, anche se diverse, oppure utilizzare spille a forma di fiore reciso, mettendone svariati insieme quasi a creare una composizione e realizzare la “creazione nella creazione.
L’amore è un lusso?
Per me è il motore della mia vita, mio marito Piero e mia figlia, si è un lusso, fatto di semplicità, parole, gesti, complicità, pazienza, condivisione di tutto.
È per questo che le sue borse sono così glamorous?
qualità e fatto a mano, questo è un lusso, oggi , per me è sempre stato una questione mentale»..
Come ha cominciato a sognare borse?
Da sempre, sognare e avere la mente piena di fantasia, voglia di colore e forme, la volontà nel realizzare i propri desideri, fare del proprio meglio con ciò che si ha. Forse è quello che manca alle nuove generazioni, che hanno tutto…..banale, ma vero.

Chez Moi Le Borse di Patrizia
Piazza Barontini, 5 57023 Cecina (Li)
tel. 0586/682168 393/0710035

Il Gusto dell’Estate in Emilia Romagna con Tramonto DiVino

Tdv CesenaticoIl Gusto dell’Estate in Emilia Romagna con Tramonto DiVino

La cultura del cibo e del vino della nostra regione protagonista in 6 tappe con inizio il 19 luglio a Bologna. Oltre mille etichette in degustazione da 300 cantine, raccontate dai sommelier Ais. I principali prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna nella “via del gusto”. E ancora, prodotti protagonisti in ogni tappa, il Premio Metodo Classico, i vini premiati al Concorso Mondiale di Bruxelles e tanto altro ancora.

Bologna – Da Bologna a Piacenza passando per Ferrara; da Milano Marittima a Rimini con approdo a Cesenatico. In tutto sei località che si trasformano in capitali del cibo e del vino di qualità dell’Emilia Romagna, in un racconto fatto di centinaia di etichette regionali e prodotti d’eccellenza Dop e Igp. Tutto questo è Tramonto DiVino, la carovana del gusto della Regione Emilia-Romagna che da undici anni anima l’estate tra le città d’arte e le principali località balneari della Riviera.
Protagoniste oltre 1000 etichette di circa 300 cantine della regione della guida, fresca di stampa, “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”, raccontate e abbinate alle più blasonate produzioni certificate da decine di sommelier Ais, chiamati come ‘mediatori culturali’ dell’enogastronomia. Banchi d’assaggio dove la cultura enologica e l’identità territoriale sposano la più ricca e sofisticata produzione alimentare di un territorio principe per biodiversità e varietà di eccellenze. E ancora abbinamenti di nicchia, confronti al top fra differenti terroir del vino, racconto e meditazione su tutto quanto fa cultura, tradizione, fantasia e varietà gastronomica.

Nel suo consolidato format, Tramonto DiVino propone infatti una overture al calar del sole (ore 19,30) dove una suggestiva via del vino allestita con maestria da preparati sommelier offre in degustazione centinaia di etichette regionali, spaziando da Sangiovese, Albana, Trebbiano e Pagadebit di Romagna, ai Lambruschi emiliani freschi e frizzanti, ai vini ferraresi delle sabbie come il Fortana, al Pignoletto dei Colli bolognesi, alle Malvasie parmensi, fino ai piacentini Gutturnio e Ortrugo. Completano l’offerta una selezione di vini passiti e vendemmie tardive, bianchi e rossi. Tutti rigidamente classificati e selezionati dall’ultima edizione di Emilia Romagna da Bere e da Mangiare (PrimaPagina editore), guida regionale redatta insieme all’Associazione Italiana Sommelier Emilia e Romagna.
A duettare coi vini, i prodotti Dop e Igp della via del gusto e i prodotti delle Strade dei Vini e dei Sapori regionali. In degustazione Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, i tre Salumi Piacentini (Coppa, Salame e Pancetta), Mortadella e Patata di Bologna, Piadina Romagnola, Squacquerone di Romagna, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio-Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Olio extravergine d’oliva di Brisighella, Pesche e Nettarine di Romagna, Pere dell’Emilia-Romagna e Aglio di Voghiera. Questi prodotti saranno preparati, cucinati e serviti con l’aiuto di un food truck, gestito dagli chef e dagli allievi dell’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli.

Ideato per promuovere cultura e identità dei cibi e vini del territorio, Tramonto DiVino richiama migliaia di appassionati, turisti e winelover, che partecipano ad un’irripetibile esperienza del gusto, con la possibilità di assaggiare decine di prodotti e di vini raccontati dai protagonisti e abbinati con professionalità e maestria dai sommelier Ais e. Per questa edizione una new entry musicale, l’Osteria del mandolino, che accompagnerà tutte le tappe di Tramonto DiVino. Una formazione musicale che nasce per riportare alla luce e all’attenzione del pubblico la musica sviluppata in Italia dalla seconda metà dell’800 fino ai nostri giorni, attraverso autori illustri, virtuosi musicisti, brani originali e soprattutto attraverso il ballo liscio tradizionale e il suono dell’ocarina, strumento tipico della Bassa bolognese.

Le tappe

Sei le serate previste per l’edizione estiva di Tramonto DiVino e un appuntamento, nel periodo natalizio, in una riviera accogliente per gli ospiti delle feste di fine d’anno. Si comincia mercoledì 19 luglio a Bologna (Parco della Montagnola) ed è subito bis in riviera venerdì 21 a Milano Marittima in viale Gramsci, il salotto buono della cittadina balneare. Tramonto DiVino ritorna in agosto, venerdì 4 a Cesenatico in Piazza Spose Marinai, sabato 26 a Rimini in Piazza Cavour e mercoledì 6 settembre a Ferrara, in Piazza Municipio. Ultima tappa estiva venerdì 22 settembre a Piacenza in Piazza Cavalli. Poi Tramonto DiVino fa le valige dando appuntamento a Cervia per le feste di fine d’anno.

In ogni tappa tanti prodotti protagonisti
Ampliata e potenziata l’esperienza del prodotto ‘protagonista’, vedrà in ogni tappa più eccellenze del food che si confrontano con banchi d’assaggio “monografici” del vino, ordinati per territori, tipologie o ‘ospiti d’onore’. Sarà così ad esempio a Bologna dove la Piadina Romagnola Igp, la Mortadella Bologna Igp e la Patata di Bologna Dop sposano tre banchi d’assaggio tematici, quello dei 100 vini top regionali appena premiati dalla Guida Ais Emilia Romagna da bere e da Mangiare, quello del Pignoletto Doc e Docg realizzato con il contributo del Consorzio Colli Bolognesi e il banco d’assaggio dei vini internazionali premiati dal Concorso Mondiale di Bruxelles con cui la Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare” ha stretto recentemente una partnership.
Stesso format a Milano Marittima dove il Prosciutto di Modena Dop, l’Olio E.V.O. di Brisighella Dop e l’Aglio di Voghera Igp (anche nella innovativa versione “nera”) sposano il Banco di Romagna Albana Docg e Romagna Sangiovese Doc che celebrano, insieme al Consorzio Vini di Romagna, rispettivamente i 30 anni di Docg e i 50 di Doc.
Tutta dedicata a Piacenza l’esperienza dei protagonisti di Cesenatico che vede il banco d’assaggio di Gutturnio, Ortrugo e Malvasie realizzato con il contributo del Consorzio Piace Doc (Consorzio Tutela dei Vini DOC Colli Piacentini) ad accompagnare le tre Dop piacentine: salame, coppa e pancetta. Anche il “Premio Metodo Classico dell’Emilia-Romagna” dedicato agli spumanti regionali rifermentati in bottiglia, giunto alla sua quarta edizione, troverà casa e allestimento tematico nella splendida Piazza “Spose dei Marinai” di Cesenatico.
Continua anche quest’anno la collaborazione fra Tramonto DiVino e il Gelato Museum Carpigiani di Anzola dell’Emilia (Bo), che concluderà ogni tappa di Tramonto DiVino con una dolce e fresca degustazione di gelato abbinato ai vari prodotti regionali, ai condimenti e ai vini autoctoni.

A portata di smartphone
Gestito insieme all’assessorato all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Enoteca Regionale, Apt Servizi, Unioncamere, Associazione Italiana Sommelier e PrimaPagina editore, Tramonto DiVino anche quest’anno è a portata di smartphone. Vini, cantine, prodotti tipici, ricette, offerte vacanze, news ed eventi collegati alla manifestazione, sono infatti racchiusi nell’App “Via Emilia Wine&Food”, gratuita e disponibile in italiano e inglese, per Apple e Android, che permette di collegarsi all’universo intero della gastronomia e dell’enoturismo emiliano-romagnolo. Un info point con hostess e gadget sarà a disposizione per aiutare winelover e gastronauti a scaricare l’App. Ad ogni download sarà abbinata la possibilità di una piacevole vincita con il “gioco dei selfie”.

Selfie corner, contest Instagram, gioco dei selfie
Per promuovere vini e prodotti certificati in rete ritorna, il ‘gioco dei selfie’. In ogni tappa infatti sarà allestito il selfie corner dove, armati di selfie stick, singolarmente o a gruppi, si potrà praticare l’autoscatto e condividerlo in rete. Nel corner saranno a disposizione cartelloni che richiamano vini, cibi e situazioni del territorio oltre a gadget e simpatici oggetti evocativi su cibi e vini regionali, oltre a tutte le info per scaricare l’apposita App Via Emilia Wine&Food.
A fine serata, a coloro che hanno scaricato l’App sul proprio smartphone e preso parte a un semplice gioco basato sulle foto scattate e semplici domande sull’enogastronomia territoriale, verranno regalati prodotti del territorio come ricordo di Tramonto DiVino.

Partner dell’evento

Organizzato da Agenzia PrimaPagina di Cesena, insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, all’Enoteca Regionale, ad Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner il Gelato Museum Carpigiani, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di Modena, Coppa, Salame e Pancetta Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella e Patata di Bologna, Squacquerone di Romagna Dop (rappresentato dalla Centrale del Latte di Cesena), Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e di Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

Info e partecipazione

Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando a una degustazione e a un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto un ticket d’ingresso fissato a 15 euro. Il ticket prevede la consegna ai partecipanti della Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare”, un marsupio con calice per le degustazioni e un carnet di assaggi per i vini e i prodotti della gastronomia. Tutte le informazioni e il programma sono disponibili sul sito www.emiliaromagnavini.it e scaricando l��App “Via Emilia Wine & Food”.

Bologna, 6 luglio 2017

Ufficio Stampa PrimaPagina
Maurizio Magni – Filippo Fabbri
(tel. 347-1567681)

Filippo Fabbri – Agenzia PrimaPagina
Via Sacchi 31 – 47521 Cesena
tel. 0547 24284 – fax 0547 27328
cell. 347 1567681
fabbri@agenziaprimapagina.it
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Giro Giro Tondo

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Giro Giro Tondo
1 aprile 2017 – 18 febbraio 2018

Stefano Giovannoni ha progettato l’allestimento e riveste anche il ruolo di Art Director di Giro Giro Tondo. Design for Children. La decima edizione del Triennale Design Museum, ideata e diretta da Silvana Annicchiarico, è tutta incentrata sul tema dell’infanzia. Un’esposizione che è anche un viaggio nel mondo dei bambini, attraverso il design, l’architettura, i giochi, le immagini, gli spazi e gli oggetti a loro dedicati e rappresentati in 10 sezioni tematiche, ciascuna affidata a uno specifico curatore.

Un allestimento magico e sorprendente per i piccoli visitatori, e non solo. Sarà infatti per tutti anche l’occasione di incontrare i grandi nomi del design e di scoprire la loro fantasia e la sottile ‘delicatezza’ nel loro approccio al progetto del design per i bimbi. Attraverso l’interpretazione narrativa di Stefano Giovannoni il Triennale Design Museum diventa così espressione della memoria e dell’immaginario legati all’infanzia (qui illustrata con una preview).

“Incise sul pavimento dell’Ouverture le parole memoria e immaginario si incrociano in un sistema di assi cartesiani: sono i riferimenti alla base del progetto di allestimento, fondamentali in ogni progetto di comunicazione.” Stefano Giovannoni.
L’allestimento ha una forte componente figurativa, con un’anima pop, ed è punteggiato da stazioni in cui i visitatori possono interagire, giocare e imparare. Un percorso sinestesico che si snoda tra suggestioni visive, sonore e percettive. All’ingresso, il visitatore verrà accolto dalla gigantografia di Quadratino (fumetto di Antonio Rubino del 1910) – attraverso la quale si giunge alla sala Ouverture. In questa grande sala introduttiva le pareti sono rivestite con un film nero specchiante che riflette all’infinito gli oggetti fuori scala, più rappresentativi del design ludico. Fa da sfondo sonoro “Reflections” di Brian Eno. Da qui parte un vero e proprio playground, cammino esperienziale lungo un morbido manto antitrauma verde, tipico delle aree di gioco per bambini che ricopre il pavimento e gli elementi espositivi di tutti gli ambienti. Accolti in questa cornice, come un Giardino incantato, gli oggetti fuori scala diventano metafora della crescita del bambino intesa come ridimensionamento del mondo circostante.
Stefano Giovannoni è a disposizione per eventuali approfondimenti sul suo progetto.

Clara Buoncristiani
Ufficio stampa

SOS Dislessia

arcieria (1)SOS Dislessia

Ultimi giorni per iscriversi chiamando al 3387653970 o scrivendo a campusestivo1@gmail.com. Info su www.sosdislessia.it
Giochi di sopravvivenza e rivisitazioni storiche: nei campus estivi di SOS DISLESSIA l’apprendimento e l’autonomia passa dall’avventura
A luglio e settembre un’esperienza indimenticabile per imparare giocando ad essere protagonisti del proprio agire

Sono i giochi d’avventura come la sopravvivenza nel bosco, l’utilizzo della bussola e lettura di cartine topografiche, la conoscenza di funghi e piante autoctone, la pesca da torrente, l’arcieria e l’orientamento con le stelle, ma anche rivisitazioni storiche e laboratori creativi, la vera novità dei Campus estivi SOS Dislessia. Un’esperienza indimenticabile per imparare giocando ad essere protagonisti del proprio agire. I Campus si svolgeranno da lunedì 10 a venerdì 15 luglio per i ragazzi dalla fine della 4° primaria fino alla 3° secondaria di primo grado e da lunedì 4 a venerdì 9 settembre per i ragazzi che hanno concluso la 3° secondaria di primo grado fino alla 2° secondaria di secondo grado presso l’Agriturismo Piano di Bilù a Berceto in provincia di Parma, un luogo magico e di rara bellezza, immerso nella natura, situato su un altopiano dell’Appennino Tosco-Emiliano, circondato da boschi di castagni e cerri secolari.
Gli obiettivi. Acquisire nuove metodologie e strumenti utili ad uno studio efficace, promuovere la riflessione metacognitiva sul proprio metodo di studio, intraprendere con maggiore consapevolezza il percorso verso l’autonomia, utilizzare con flessibilità le strategie più idonee in relazione al compito richiesto e imparare ad estendere le strategie apprese a situazioni extrascolastiche, sono gli obiettivi dei campus che diverse aree di attività.
Il programma. Ogni momento della giornata è parte di un percorso unico nel quale i ragazzi si sperimentano e si mettono in gioco, per migliorare le loro capacità di apprendimento e vivere un’occasione unica di socializzazione imparando dal loro stare insieme. Si inizia con i Lab (dalle 9.00 alle 13.00) laboratori disciplinari adatti ad ogni età. Nell’aula informatica ogni ragazzo avrà la sua postazione e si lavorerà individualmente e in gruppo. Ogni giorno sarà dedicato ad una tematica diversa, e saranno sperimentati nuovi approcci all’apprendimento di tutte le materie scolastiche. Si prosegue con lo spazio Think (dalle 14.00 alle 16.00), uno spazio di riflessione sulle strategie e processi di apprendimento proposti nella mattinata che saranno poi riproposti nella attività pomeridiane. E infine si conclude la giornata con il modulo Adventure (dalle 16.00 alle 18.00) caratterizzato da giochi di avventura con attività come la sopravvivenza nel bosco, l’utilizzo della bussola e lettura di cartine topografiche, la conoscenza di funghi e piante autoctone, la pesca da torrente, l’arcieria e l’orientamento con le stelle, ma anche rivisitazioni storiche e laboratori creativi a cura della Cooperativa Un Mondo di Avventure. La quota di partecipazione di 650 € – da versare a APS Serenamente al momento dell’iscrizione (IBAN IT80X0630014200CC1440200660) – è comprensiva di assicurazione (per infortuni e responsabilità civile verso i terzi), vitto e alloggio, attività in aula e attività ricreative pomeridiane. Non comprende vitto ed eventuale alloggio dei genitori per gli ultimi giorni del campus (venerdì pomeriggio, sabato). Il viaggio è individuale e a carico dei partecipanti. Iscrizioni: 3387653970 campusestivo1@gmail.com www.sosdislessia.it.

Per contatti stampa
Natascia Maesi
cell + 39 335 1979414
mail: natascia.maesi@gmail.com

Piccole mostre preziose. Rarità e inediti della Pinacoteca Metropolitana di Bari

BELLIAZZIPiccole mostre preziose. Rarità e inediti della  Pinacoteca Metropolitana di Bari

Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

24 giugno – 24 settembre 2017
Per l’estate 2017 la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” propone un calendario di piccole iniziative espositive a cadenza quindicinale, pensate per far conoscere al grande pubblico opere d’arte di grande interesse ma non sufficientemente note o in alcuni casi mai esposte prima.
Il primo appuntamento è dedicato a I bambini e il loro mondo, dal 24 giugno al 16 luglio, con opere di Francesco Netti, Francesco Galante, Raffaele Belliazzi, Gaetano Stella, Rosa Tosches e altri.
Farà seguito, dal 19 al 27 luglio, Il fascino dell’Oriente negli artisti pugliesi tra Otto e Novecento, un percorso incentrato sul filone orientalista che ha interessato anche la pittura e la scultura pugliese, con lavori di Antonio Piccinni, Michele De Giosa, Angelo Cives e Francesco Netti.
Per agosto sono previste delle proposte monografiche su due grandi esponenti della pittura meridionale: si parte da Francesco Saverio Altamura e la pittura di storia, dal 29 luglio al 10 agosto, con l’esposizione dello spettacolare dipinto La X Legione, mai esposto a Bari, e del bozzetto raffigurante Mario vincitore dei Cimbri;
a seguire Le donne di Vincenzo Irolli, dal 12 agosto al 7 settembre, un affascinante percorso dedicato all’universo femminile, rappresentato in diverse delicate tele del pittore napoletano, quali La preghiera, La lettura e La bambola in castigo. L’ultimo appuntamento della serie riguarda I dipinti meno noti di Francesco Netti, dal 9 al 24 settembre, e porterà in esposizione opere da tempo non esposte in Pinacoteca, tra cui il monumentale Sant’Effremo e due studi di San Giuseppe Calasanzio.

Questo il calendario completo.

24 giugno-16 luglio 2017    I BAMBINI E IL LORO MONDO
19-27 luglio 2017    IL FASCINO DELL’ORIENTE NEGLI ARTISTI PUGLIESI TRA OTTO E NOVECENTO
29 luglio-10 agosto 2017    FRANCESCO SAVERIO ALTAMURA E LA PITTURA DI STORIA
12 agosto- 7settembre 2017    LE DONNE DI VINCENZO IROLLI
9-24 settembre 2017    I DIPINTI MENO NOTI DI FRANCESCO NETTI

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27    (IV piano)
70121  Bari
Telef. 080/ 5412420-2-4-6-7  www.pinacotecabari.it

Per informazioni: Tel: 080/5412420-2-4-6 -7
Ufficio Stampa Pinacoteca: Tel. 080/5412427
pincorradogiaquinto@gmail.com
pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Alla Pinacoteca  metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all’ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano,  ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

Giorni e orari di apertura:
dal martedì al sabato 09,00 – 19.00 (ultimo ingresso consentito ore 18:30)
domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30)
lunedì e festività infrasettimanali chiuso

Biglietto intero € 3,00

Biglietto ridotto € 0,50:
– soci ICOM*;
– soci FAI*;
– soci TOURING*;
– soci EMERGENCY*;
– possessori coupon QUI!CULTURA;
– soci COOP*;
– insegnanti* singoli;
– guide turistiche* singole.

Gratuito:
– minori di 18 anni e maggiori di 65 anni;
– disabili e loro accompagnatori;
– studenti universitari* e di istituti AFAM*  (Acc. Belle Arti e Conservatori Musicali);
– insegnanti* accompagnatori di gruppi scolastici;
– guide turistiche* di gruppi con più di tre persone;
– giornalisti*;
– per tutti prima domenica di ogni mese.

* muniti di relativa tessera di iscrizione alla categoria o altro documento equivalente

Ingresso libero per tutti:
–    la prima domenica di ogni mese (D. M. MIBACT 27-6-2014 n. 94)
–    in occasione di eventi, quando espressamente indicati in sede e
su locandine e inviti.

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura

La visita alle mostre in corso è inclusa nel biglietto d’ingresso

I bambini e il loro mondo

Se legate al contesto storico e artistico cui appartengono, le opere d’arte il cui soggetto sia legato all’infanzia si prestano particolarmente a raccontare, con maggiore adesione alla realtà rispetto ad altre, la situazione economica e sociale delle varie epoche cui appartengono, durante le quali non sempre il bambino è stato al centro dell’interesse e del rispetto da parte dell’adulto (e d’altronde anche oggi il cammino da percorrere è ancora lungo).
Il mondo infantile ha comunque sempre avuto uno spazio  nell’arte. Tralasciando l’archeologia, in cui comunque compaiono spesso putti ed eroti, e volendo accennare solo all’arte cristiana, non si può non constatare come sin dagli inizi compaiano “Bimbi divini”, come il piccolo Gesù, per lo più in braccio o comunque vicino alla Madre, San Giovanni Battista suo compagno di giochi, spesso introdotto nelle Sacre famiglie, Maria bambina, protagonista, con Sant’Anna, del soggetto apocrifo dell’Educazione di Maria, ecc.. Di essi pittori e scultori riescono a cogliere con grande spirito d’osservazione, sensibilità e delicatezza atteggiamenti di incantevole spontaneità, legati alla curiosità infantile, al gioco, o, al contrario, nel Bambino Gesù, alla prefigurazione della morte.
Ma varie sono le tematiche legate al mondo dell’infanzia: se i ritratti “posati”, dal Quattrocento all’Ottocento, sono riservati in genere ai bimbi  di estrazione regale o  genericamente aristocratica (fatti salvi i ritratti “borghesi” dell’Europa del nord, soprattutto  di ambiente fiammingo e olandese, dove la classe borghese si afferma sin dal XVII secolo), nello stesso periodo i bimbi compaiono numerosi nella pittura “di genere” (bimbi mendicanti e straccioni, bimbi lavoratori, bimbi impegnati in giochi di strada e in genere bimbi appartenenti al ceto popolare), che spesso non ha intenti di denuncia sociale.
È soprattutto tra Otto e Novecento  che si afferma il ritratto autonomo del bimbo borghese, testimonianza di una più grande capacità economica da parte dei committenti e alternativa, spesso, della fotografia. Nella scultura napoletana e di influenza napoletana la rappresentazione dei bambini, da Gemito in poi, diventa un vero e proprio genere, dando luogo a creazioni di grande brio e naturalezza.
Ovviamente non è possibile esemplificare un argomento così complesso e interessante attraverso le poche, seppur validissime opere della Pinacoteca scelte per questa piccola mostra. Ciononostante, vi si ritrovano temi interessanti: da quello del gioco (Rosa Tosches) e dello sberleffo (Pasquale Duretti), a quello dei bimbi lavoratori e sfruttati (Belliazzi, De Matteis), ai bimbi poveri ospiti certo involontari di istituti pubblici (Netti), o malati (Stella), ai bimbi ritratti in atteggiamenti di incantevole spontaneità (Canonica, Galante, Tota).

OPERE ESPOSTE:

Francesco Netti (Santeramo in Colle 1832-1894), Refettorio, dopo il 1885, olio su tela
Già attribuito ad Augusto Licata, il dipinto è firmato da Francesco Netti che in realtà riprese, probabilmente da una incisione (pubblicata nel 1885), un particolare del grande dipinto Ora di refettorio, smarrito, eseguito dell’artista siciliano.
Di grande qualità le nature morte squadernate sul tavolo, dinanzi ai piccoli ospiti di un refettorio colti in vari atteggiamenti.

Raffaele Belliazzi (Napoli 1835-1917), Il riposo, 1875, terracotta
La scultura, una delle prime espressioni del realismo napoletano, fu esposta alla Mostra nazionale di Napoli del 1877, suscitando l’incondizionata ammirazione dei critici. Autentico capolavoro della scultura meridionale del secondo Ottocento nonché snodo fondamentale nella carriera del Belliazzi, sorprende per la sconvolgente capacità mimetica che il Belliazzi dimostra nella rappresentazione del giovanissimo pastore, abbandonato al sonno, la bocca semiaperta, su una distesa erbosa; pastore del quale vengono descritti con incredibile meticolosità l’abito logoro, le calze slentate le “ciocie” e particolari anatomici come le folte ciglia e le ruvide mani in tensione.

Francesco De Matteis (Lecce 1852-Napoli 1917), Concerto di bambini, c.   1887, bronzo
Si tratta di una vera e propria tammurriata eseguita da due bimbi, laceri suonatori di strada, uno dei quali percuote vigorosamente un tamburello a sonagli, mentre l’altro lo accompagna con un bastone a tacche, strumenti comuni a Napoli nelle cosiddette “orchestre di guagliune” che si esibivano per strada, ricavandone di che vivere per sé e per la famiglia.

Pasquale Duretti  (Bari 1867-1939), Testa di ragazzo, 1928-29, bronzo
Il busto, di soggetto brioso e divertente, raffigura un ragazzo, con i capelli seminascosti da un berretto ottenuto piegando ad origami un foglio di giornale, colto mentre esegue uno sberleffo un po’ volgare, tirando fuori la lingua.
Il Duretti, noto soprattutto per il suo coinvolgimento nella decorazione scultorea del Teatro Petruzzelli a Bari, si dedicò anche alla produzione di ritratti femminili e infantili, che lo mostrano legato ad un sempreverde verismo nel rappresentare popolane e monelli in vivaci atteggiamenti, così come richiedeva il collezionismo privato dell’epoca.

Pietro Canonica (Moncalieri [Torino] 1869-Roma 1959), Ritratto di Mario, 1895-1898 (?), gesso patinato bronzo
Come indicano chiaramente i tasselli visibili sulla superficie, si tratta di un calco in gesso, probabilmente coevo alla realizzazione del primo originale in marmo, con liscia base quadrangolare, del ritratto del piccolo Mario Borgogna, conservato presso il Museo Civico “Borgogna” di Vercelli, fondato in memoria del padre Francesco dal collezionista Antonio Borgogna . Si tratta probabilmente del ritratto di un nipotino del fondatore del Museo.

Francesco Galante (Margherita di Savoia [BAT] 1884-Napoli 1972), Sonno tranquillo, fine anni Venti del Novecento, olio su tavola
Da sempre interessato a cogliere atmosfere domestiche, legate spesso all’ambiente familiare, Galante offre qui uno dei più freschi ritratti di “adorabili bimbe addormentate dipinte con infinito amore, tepore e rorida freschezza … in una gamma di toni caldi e puri” (Beatrice Testa, 1931).

Gaetano Stella (Bari 1888-1964), Bimbo malato, 1916-1917, gesso
Soggetto di pieno gusto verista (l’allusione è al Malatiello di Vincenzo Gemito, del 1870), questa testina dal modellato accurato e dalla superficie levigata raffigura con impressionante realismo un bimbo febbricitante, dell’età apparente di 9-10 anni, la bocca socchiusa quasi a voler “prendere aria”, gli occhi gonfi dalle palpebre abbassate, i capelli madidi di sudore trattenuti da una fettuccia.

Rosa Tosches Marzulli (Regalbuto [Enna] 1907-Roma 1990), Ragazzi che giocano a birilli, 1930, olio su tavola.
Uno dei dipinti di carattere familiare e intimista di questa quasi sconosciuta pittrice di origine siciliana, che ritrae un gioco che si svolge in un interno tipicamente borghese.

Il gruppo della Pinacoteca di Bari rappresenta un’edizione, ridotta e variata negli atteggiamenti, di gruppi consimili eseguiti dallo scultore, di cui uno conservato nel Museo Provinciale di Lecce.

Riccardo Tota (Andria 1899-Napoli 1998), Ritratto di bimba (Sorriso di bimba), c. 1925, olio su tavoletta
Il piccolo, delizioso dipinto è il ritratto della sorellina dell’artista, Ermelinda, nata nel 1915. Tutto giocato su una sinfonia di bianchi e grigi azzurrati, il ritratto coglie con immediatezza e acume la bimba in un atteggiamento ammiccante e con un’espressione vivace e birichina.

Storie e profumi antichi per nuove emozioni

Angelo Puddu con Vigan Mustafà (1)Storie e profumi antichi per nuove emozioni la storia di una famiglia legata al mare
A Firenze La Piccola Corte Di Agnese

Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, 11890916_10206217587032869_4342118183052382899_nuna boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.
La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, fregila di mareprende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia.
Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.

Ristorante La Piccola Corte Di Agnese
Borgo Ognissanti, 124
Firenze
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Famiglie al Grand Hotel Imperial estate 2017 in Trentino

hotel imperial levico terme 28Famiglie al Grand Hotel Imperial estate 2017 in Trentino

Grand Hoitel Imperial Levico Terme

Acqua termale e festival del benessere sostenibile

Dal 21 al 23 luglio il Festival del Benessere Sostenibile a Levico Terme, in Trentino, animerà il grandissimo parco termale e le vie del centro con proposte ed eventi dedicati al benessere.
Il Festival propone il Benessere Sostenibile in tutte le sue declinazioni con attività gratuite come incontri e dibattiti con esperti del settore, conferenze, laboratori, stage e proiezioni. Davanti al Grand Hotel Imperial, nel parco termale, la passeggiata tra gli alberi centenari si snoda su 2 chilometri di benessere a tutto tondo. Il tema di questa edizione è dedicata ai bambini: esercizi e attenzioni in gravidanza, alimentazione, cure, educazione e gioco, dalla competizione alla collaborazione.
Un’occasione estiva per le famiglie, ma anche per gli amanti del benessere e della vacanze salutari, per scoprire Levico e l’antica residenza degli Asburgo, luogo di salute e wellness per eccellenza, trasformata in un Grand Hotel con reparto termale. Il centro wellness coccola gli ospiti con trattamenti beauty ma anche legati alla fisioterapia, la piccola spa con sauna e bagno turco rilassa la muscolatura, la piscina interna e quella esterna permettono agli ospiti di mantenersi in forma e l’idromassaggio promette puro relax. L’acqua termale è un toccasana per tutti, bambini compresi. Per il suo effetto terapeutico, le cure e le applicazioni beneficiano di assistenza medica: i metodi applicativi sono la balneoterapia, gli impacchi di fango (utilizzato tra l’altro per chi soffre di neurodistrofia e malattie reumatiche psicosomatiche, artrosi, artrite reumatoide e psoriasica e per il trattamento in seguito a fratture sono anti-infiammatori e rilassanti, alleviano il dolore e promuovono la mobilità), ma anche inalazioni (per pazienti affetti da asma, allergie, varie malattie polmonari croniche, sinusiti, riniti o rinosinusiti, faringiti e laringiti). Esercizi di fisioterapia di respirazione possono essere di supporto. I bagni termali e i massaggi contribuiscono anche ad aumentare il benessere generale. Ci si immerge in un mondo di benessere accarezzato da mura antiche, con l’area termale ancora Belle Epoque, che profuma di passato e emoziona per i corridoi ordinati e lineari, le piastrelle antiche, gli alti soffitti. Benvenuti alle terme dove un tempo la nobiltà e personaggi illustri arrivavano da tutta Europa a farsi curare da queste acque benefiche.

L’HOTEL
Riaperto il 10 marzo 2016 con la nuova gestione tedesca, il Grand Hotel Imperial riporta alla luce il suo antico splendore: il fascino imperiale che lo contraddistingueva in tutta Europa già nel 1900, anno dell’inaugurazione permea ancora questo luogo di fascino, circondato da un parco di 15 ettari.
Entrando, ci si sente catapultati nella Belle Époque, la vacanza diventa anche un viaggio nel tempo, non solo nello spazio. E se il territorio promette per l’estate indimenticabili passeggiate nella natura, lunghi bagni nel lago di Levico (bandiera blu dal 2013), visite alle vicine città di Trento e Verona, panorami alpini che lasciano il segno e esperienze incredibili come il windsurf nel pittoresco lago alpini di Caldonazzo, anche l’hotel costituisce in se stesso un luogo magico dove trascorrere le vacanze. In estate, l’infinito parco di 15 ettari, lo inserisce in un contesto naturale unico ed esclusivo.
Highlight dell’hotel è anche l’acqua termale curativa di Vetriolo e Levico, un’acqua dotata di grandi proprietà che arriva direttamente nel reparto termale dell’hotel attraverso speciali condutture, così gli ospiti possono accedere alle cure termale senza uscire dalla struttura. Il Grand Hotel Imperial è l’unico hotel di Levico ad offrire questo servizio. L’“acqua forte” di Levico e Vetriolo, acqua termale unica in Italia (e rara da trovarsi in Europa) vanta tante proprietà curative (ad esempio per disturbi dermatologici e ginecologici, disturbi del sistema muscolo-scheletrico e nel sistema respiratorio), e anti-infiammatorie, stimola la circolazione e favorisce le funzioni corporee, agisce sul sistema nervoso con un effetto calmante ed è anche utilizzata con successo per curare le condizioni di paura e di stress.
Accanto al reparto riservato alle cure termali, c’è l’area wellness dell’hotel, a cui gli ospiti dell’hotel hanno libero accesso), che consiste in una piscina coperta molto luminosa, una vasca idromassaggio, sauna finlandese e bagno turco. Un menu di trattamenti beauty & wellness invita gli ospiti a rilassarsi tra massaggi e trattamenti esclusivi. Inoltre, nel parco c’è una splendida piscina all’aperto, con tanti lettini dove riposare nella natura e nel silenzio. Il canto dei grilli e il cinguettio degli uccelli, le fronde che ondeggiano nel vento e il profumo della resine del parco sono compagni di questa vacanza estiva, trascorsa tra la natura e la storia.
In questa location fiabesca, la cucina è all’altezza della dimora: lo chef Alfred Lageder vizia gli ospiti con sapori e piatti di alta qualità; anche la pasticceria è tutta “made in Grand hotel Imperial”. Nelle calde serate d’estate si può mangiare anche all’aperto, nella “dependance” del ristorante a bordo piscina: il barbecue esterno incanta gli ospiti con specialità di carne, pesce o verdure croccanti.
La carta dei vini permette di scegliere, sotto l’attenta guida del maître, il vino più indicato: nelle cantine imperiali, infatti, vi sono centinaia di etichette prestigiose, bottiglie dell’antica tradizione vinicola trentina ma anche provenienti da aree di produzione assai pregiate.
Naturalmente, anche le stanze del Grand Hotel Imperial sono luoghi senza tempo, impregnati di storia e di antichi splendori, di fascino e di magia. Pavimenti in legno, pareti in marmo, arredi raffinati che richiamano lo stile austro-ungarico. Le 81 stanze sono in parte arredate con mobili d’epoca, dispongono di terrazzi e balconi. La Sissi Suite è certamente quella più speciale: arredamento regale, dettagli principeschi e atmosfera d’altri tempi. Qui si dorme da principi e i “sogni d’oro” sono assicurati.

Pacchetto “Dolci Coccole”

Pacchetto della durata di 3 notti in camera doppia con trattamento di pernottamento e prima colazione;
Utilizzo della linea Wi-Fi nelle aree comuni;
Ingresso al centro benessere dotato di piscina interna con vasca idromassaggio, sauna finlandese e bagno turco e palestra;
Piscina esterna con Pool Bar;
Parco privato;
Garage privato;
Alta qualità della linea di cortesia di [comfort zone];
Bottiglia d’acqua minerale della sorgente Levico all’arrivo in camera;
Centro termale annesso all’hotel con cure fangobalneoterapiche.

Prezzo per 2 persone per il pacchetto: euro 529,00

Validità mese di luglio
Bambini fino ai 4 anni free of charge
Bambini dai 4 ai 7 anni non compiuti: sconto 50% sulla tariffa intera
Bambini dai 7 anni: sconto 30% sulla tariffa intera
Grand Hotel Imperial Levico Terme
Via Silva Domini 1
38056 Levico Terme, IT
+39 0461 700512
info@hotel-imperial-levico.com
www.hotel-imperial-levico.com

Info per la stampa:
Alessandra Fusé

 

Ferrarelle lancia il Loyalty Program Vinci Effervescente

Image.14949238337661Ferrarelle lancia il Loyalty Program Vinci Effervescente

Al via, fino al 30 aprile 2018, Vinci Effervescente, il loyalty program Ferrarelle che premia la fedeltà dei suoi consumatori con tanti premi effervescenti.

Inserendo sul sito www.vincieffervescente.it i codici univoci presenti all’interno delle confezioni di Ferrarelle da 1,5L PET o inquadrando i QR Code tramite l’app Vinci Effervescente, gli utenti iscritti al programma accumulano punti per partecipare all’estrazione di premi a scelta a seconda delle diverse soglie di vincita, e partecipano agli Instant Win ed anche alle più ricche estrazioni finali.

Vinci Effervescente non dimentica inoltre la solidarietà, da sempre tra i valori portanti di Ferrarelle, includendo nel concorso tre differenti modalità di donazione a favore di Fondazione Telethon, fondazione che dal 1990 lavora ogni giorno per dare risposte concrete a tutte le persone che lottano contro le malattie genetiche rare e che il marchio sostiene dal 2011. All’inserimento del primo codice, Ferrarelle donerà automaticamente alla fondazione uno dei 10 punti acquisiti, in aggiunta sarà anche l’utente a poter decidere di donare i propri punti al raggiungimento di qualsiasi soglia, e al termine del concorso, invece, verranno devoluti a Fondazione Telethon tutti i punti non utilizzati per il riscatto dei premi.
www.vincieffervescente.it

Havas PR Milan

w havaspr.it

Trattoria Neromo

10978606_1040881812594340_1829962956810532210_n (1)Trattoria Neromo
Il fascino discreto dell’Oltrarno nella cucina dei fratelli Guidi

Neromo, sembra quasi una cantilena, fiabe popolate di elfi e gnomi, fate gentili e l’uomo nero, il neromo, leggero come una farfalla, che evoca colori e battiti di ali, mossi da un refolo di vento, sembra uscito da una poesia… un vezzo di un bambino.
Siamo a Firenze, nell’Oltrarno fiorentino, l’atmosfera è d’altri tempi, si conoscono tutti e si chiamano per nome. Il fornaio, l’edicolante, la bottega del restauro, il doratore e il corniciaio, il ciabattino che risuola le scarpe, l’ebanista: sono loro i protagonisti della vita di questo piccolo borgo, un paesino nella città.
La città sembra lontana, qui siamo in Oltrarno, la parte meno conosciuta di Firenze, ormai fatta di turismo del mordi e fuggi, questa è la parte più amata dai fiorentini in quanto non meno glamour, ma qui si respira la vera Firenze fatta di botteghe e fondi, tra un vociare che è quasi un leit motiv affascinante, una base musicale al tran tran cittadino, “le botteghe” dei maestri d’arte dei mestieri dimenticati, tramandati, nozioni apprese da padre al figlio, locali e magazzini appartati, discreti, quasi nascosti.
Qui hanno aperto un locale Gianmarco e Tommaso Guidi, avevano il PantaRei, grande ritrovo di vip e calciatori, e da qualche anno hanno aperto questo sogno, il loro sogno lungo una vita, fatto di scelte e di coraggio, anche tenacia e professionalità in un mondo difficile come la ristorazione.
Una volta in questo fondo c’era il vinaino, le famose botteghe che servivano per la mescita del vino affiancato da qualche stuzzichino spartano ma gustoso, qui la botteghina di una volta teneva di tutto, dalle lamette da barba ai biscotti, poi la prima ristrutturazione e la successiva trasformazione dei fratelli Guidi in un locale di tendenza, con cucina creativa, dove si passa indifferentemente dal pesce freschissimo alla trionfante bistecca alla fiorentina e piatti tipici fiorentini e, primo attore, la pizza, unica, in tutte le stagioni, quella al tartufo.
Sembra di entrare in un paese incantato, dove la bellezza delle pietre delle pareti a facciavista si sposa con il morbido bianco del locale, l’ambiente è glamour, di tendenza, molto raffinato, clientela di livello con frequentazione di calciatori, Giancarlo Antognoni, il pugile kossovaro ormai fiorentino Vigan Mustafà, i giovani talenti Bernardeschi e Chiesa con Cesare Prandelli.
L’Arredamento è moderno, le forme che si armonizzano con i cromatismi del cibo, l’ingresso è dominato da un bancone che accoglie gli ospiti nell’attesa, dalle finestre la luce e il colore che variano negli ambienti, trasparenze impalpabili ed evanescenti che creano emozioni, e fuori la vita e i rumori della piazza dominata dalla Chiesa del Carmine, bella e armoniosa nel suo rigore. E poi il silenzio della notte con gli attimi di magia che danno vita alle forme, capannelli di giovani che ridono nella notte, sembra quasi di vedere le figure dei vecchi artigiani che toccano i loro capolavori delicatissimi come le corde di un violino per un concerto di archi, per creare nell’insieme un’opera d’arte, che si ripete da sempre, notte dopo notte, nell’Oltrarno fiorentino.
TRATTORIA NEROMO
Borgo S. Frediano, 23R, 50124 Firenze
055 238 2645
Press: Cristina Vannuzzi

Musica divina!

Sabrina Tedeschi e Beppe VessicchiopiccolaMusica divina!
Curioso esperimento del Maestro Vessicchio in occasione della XVIII edizione di Sorsi d’Autore

Capitel Nicalò Valpolicella DOC Superiore 2015 è stato protagonista di un curioso esperimento condotto dal Maestro Beppe Vessicchio, invitato a presentare il suo libro “La musica fa crescere i pomodori”, in cui mette in luce gli effetti positivi della musica su tutti gli esseri viventi, piante incluse.

Davanti a un pubblico divertito e attento, ai sommelier AIS Veneto e a Sabrina Tedeschi, in rappresentanza della Famiglia, il Maestro ha trasmesso le frequenze di una sua composizione di ispirazione mozartiana al Valpolicella Tedeschi per testarne le “reazioni”.

“È sicuramente stata un’esperienza curiosa in cui vino e musica, due piaceri della vita, due “mondi sensoriali” differenti, si sono incontrati in armonia! L’esperimento – chiaramente – non aveva valore scientifico, ma introduce la teoria secondo la quale la musica potrebbe, potenzialmente, influire sul carattere del vino.” afferma Sabrina Tedeschi.

Tedeschi, azienda storica della Valpolicella e parte delle Famiglie dell’Amarone d’Arte, ha fatto dell’ascolto dell’armonia e delle esigenze della natura uno dei punti fermi per la produzione dei suoi vini, esclusivamente provenienti da vitigni autoctoni. Questo approccio, già intrapreso da papà Renzo a partire dagli anni ’60, l’ha vista partner ideale della serata che vedeva coinvolto, insieme al Maestro Vessicchio, anche Giuseppe Maria Ricchiuto, fondatore di Specchiasol.

Fondamentale per la Famiglia unire l’esperienza, la tradizione e l’ascolto della natura con l’intensa attività di ricerca che ha da anni avviato anche in collaborazione con l’Università di Verona. La ricerca scientifica, infatti, è la strada scelta da Tedeschi per assicurare vini di elevata qualità. Una strada complessa, lunga e onerosa ma indispensabile poiché consente di comprendere meglio il terroir e di assicurare una costante qualità di produzione.

Trattoria Tre stelle al Forte dei Marmi

esterno-ristorante-trattoria-tre-stelle-forte-dei-marmi-17Trattoria Tre stelle al Forte dei Marmi

Cibo, un settore amato, di grande “moda”, fotografato da tutti, chi lo cucina e chi lo mangia, è onnipresente, ma anche una voce di grande peso nel settore dell’export. Un trend in costante crescita, seguito da media, social web e carta stampata, che spinge anche “gli addetti ai lavori” a ottimizzare al massimo l’impatto estetico di un piatto con il luogo in cui il cibo si gusta ed è fondamentale quindi, per chi lavora in ambito culinario, riuscire a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, anche attraverso la vista, forme di gradevolezza comunicate dall’habitat nel quale il piatto viene gustato, che diventa cultura visiva del cibo, considerata a largo respiro, orientata alla qualità, al colore, le forme, il buono ma anche il bello…….
E in tempo di vacanze, girellando senza meta per la Versilia, bella tutta e così vicina alle città, ci soffermiamo in un delizioso giardino all’aperto, insolito, nel centro di Forte dei Marmi, davanti e vicino ai brand più famosi del mondo, da Louis Vuitton a Scervino, da Gucci a Prada, una vera oasi del gusto, appagamento di sapori ma anche di immagini, dove Massimo Landi, chef patron della Trattoria Tre Stelle, ci propone piatti e abbinamenti di prodotti che rispecchiano la sua passione, competenza e qualità, ricette sempre nuove, gustose e invitanti, immagini orientate alla qualità, alla fantasia, alla sperimentazione con prodotti appena pescati, fatti di linguaggio, tradizione ed esperienza.
Tavoli e sedie ma anche cascate di fiori all’aperto, il lento “struscio” dei passanti nella strada, affascinante, vicino a panche ed enormi vasi bianchi di fiori, dove si rincorrono gerani e plumbago, dove le ortensie si mostrano in tutto il loro splendore, palme e oleandri, ciuffi di spigo che si fondono alle gardenie. Un isola statica, limitata da corde di cotone bianco dei marinai, sembra un giardino incantato, una location fantastica per presentare piatti e sapori, colori e fantasie, forme studiate e pensate, un luogo magico dotato di una grande cantina dai vini più importanti, immerso nella natura e nei fiori, che riesce a portati per mano in un viaggio mai intrapreso ma solo immaginato, a due passi dalla città….
Trattoria Tre Stelle
Via Giovanni Montauti, 6,
55042 Forte dei Marmi (LU)
Telefono: 0584 80220

Il Palio del Grano – Caselle Pittari (Sa)

Il Palio del Grano – Caselle Pittari (Sa)

15 luglio 2017

Gara della mietitura a mano del grano, fra tradizione, innovazione

Paesaggio dentro

Aryan Ozmaei, _Uomo e donna con montagne gialle e persiane_ 2017, 170X140 cm olio su telaPaesaggio dentro
Galleria Susanna Orlando

Aryan Ozmaei – Giuseppe Vassallo

a cura di Pietro Gaglianò
inaugurazione sabato 8 luglio 2017, ore 19

“Paesaggio dentro” una mostra interessante e attuale, moderna, che nasce dall’incontro di due personalità non comuni, presentando il lavoro di due artisti con formazioni ed esperienze diverse, che fissano sulla tela l’ispirazione che ricevono dal paesaggio, concepito come tema d’incontro, ma anche strumento attraverso il quale definirsi, un sistema armonioso di forme o di posizioni diverse del solito tema fra le parti, concetti diversi proprio per raccontare esperienze e stati d’animo vissuti e tradotti sulla tela, una sorpresa che permette di entrare in culture diverse assaporando il bello anche quando è imprevisto, celato, concettuale e poetico.

Aryan Ozmaei

Aryan Ozmaei, una presenza la sua che non potrebbe essere più attuale con la storia dei giorni nostri, giovane artista nata a Teheran e residente da anni a Firenze, mostra nei “suoi” Paesaggi la sua doppia cittadinanza che ispira la sua identità culturale di nascita, quasi un conflitto spirituale il suo, la tradizione del Paese dove è nata con riferimenti alla storia dell’arte europea e americana, ma anche la ricerca verso nuovi mondi, la posizione diversa della donna, l’arte intesa come mezzo ma anche come segno di libertà, la nostalgia del suo paesaggio, la sua terra.
Ma in queste grandi tele prendono il sopravvento le immagini e le abitudini dei suoi nuovi Paesaggi, il “suo Paesaggio dentro”, dove l’artista colloca figure familiari nella serenità dei ricordi, il suo non vuole essere uno scontro di culture ma la ricerca di un concetto armonico, il passato e il presente che non si sdoppiano ma convivono, attraverso l’arte, in una identità che guarda, con speranza, al futuro di un nuovo Paesaggio.

Giuseppe Vassallo,Oblio allegro ma non troppo - olio su tela 100 x 120 - 2017Il mondo di Giuseppe Vassallo

È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
(Odissea siciliana – Francine Prose)

In poche righe è riassunto l’immenso concetto di “vita in Sicilia” perché la Sicilia bisogna viverla, e l’artista Giuseppe Vassallo, della sua Sicilia, ne ha fatto il suo mondo, il suo “Paesaggio dentro” fatto di un lembo di spiaggia in riva al mare che ti cattura i sensi per la bellezza sconfinata, in un habitat fatto di natura, di mare, sabbia, ritmi cadenzati che seguono le onde e poi il vento e il mare in tempesta, ugualmente bello e affascinante.
Tutto un mondo di ricordi, legati alla sua terra, la sua ispirazione che ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori, un una vita intera cadenzata dall’arte, il “suo Paesaggio dentro” nella sua Sicilia.

Nota sul curatore della mostra: Pietro Gaglianò
Critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica; i rapporti tra le pratiche dell’arte visiva e i sistemi teorici della performance art e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, in cui linguaggi creativi sono impiegati in funzione antidiscriminatoria e come strumento per l’aumento della consapevolezza sociale.
Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione eventi. Ha collaborato con diverse istituzioni pubbliche e private e gallerie d’arte, e diverse amministrazioni comunali e provinciali in Italia.
Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.
“Paesaggio dentro”
A cura di: Pietro Gaglianò
Inaugurazione: sabato 8 luglio, alle ore 19
Periodo espositivo: dall’ 8 luglio al 5 agosto 2017
Orari Galleria: dal lunedì alla domenica 11-14 / 17-24

Galleria Susanna Orlando
Via Stagio Stagi, 12 Pietrasanta (LU)
T +39 0584 70214
info@galleriasusannaorlando.it
www.galleriasusannaorlando.it

Una nuova tappa del viaggio in Sicilia e dell’ospitalità di Casa Planeta apre nel capoluogo La Foresteria Palermo

images2Una nuova tappa del viaggio in Sicilia e dell’ospitalità di Casa Planeta apre nel capoluogo La Foresteria Palermo

Un elegante apartment hotel nel salotto nobile della città è pronto ad accogliere i turisti in visita alla Capitale italiana della Cultura 2018, con i percorsi esclusivi pensati e guidati dalla famiglia del vino

E a Menfi il wine resort e il Ristorante de La Foresteria, tappa de Le Soste di Ulisse hanno in serbo numerose novità per i viaggiatori dell’estate 2017

Nel cuore della città che è stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2018, la famiglia Planeta compie una nuova tappa del proprio “viaggio in Sicilia” e apre La Foresteria Palermo, pensata per chi vuole scoprire l’Isola da viaggiatore o per chi frequenta il capoluogo per lavoro ed è alla ricerca di una soluzione per sentirsi come a casa propria.  Un palazzo storico, costruito nei primi anni del ‘900 in via Principe di Belmonte, alle spalle di quello che domina piazza Florio e ospita la residenza di famiglia, accoglie sette eleganti e confortevoli appartamenti che racchiudono l’essenza dell’accoglienza di casa Planeta, come già avviene nel wine resort La Foresteria Menfi e nelle cantine dell’azienda, in cinque diversi territori della Sicilia.

L’inconfondibile stile delle dimore familiari contraddistingue anche le suites de La Foresteria Palermo, grazie all’eleganza degli arredi, frutto di un’attenta selezione di tessuti, materiali e oggetti dell’artigianato mediterraneo, e alla dotazione dei servizi, realizzata per il pieno comfort degli ospiti. E per rendere ancor più originale la loro esperienza palermitana, la famiglia Planeta è pronta a guidare i viaggiatori attraverso esclusivi percorsi culturali, gastronomici, sportivi, che intersecano solo in parte i circuiti ufficiali, per raccontare le tante anime della città di Palermo con gli occhi di chi ne ha toccato la storia per images3generazioni.
Circondati da un’ospitalità familiare e informale, gli ospiti avranno a portata di mano tutte le imperdibili esperienze che il capoluogo offre: da via Principe di Belmonte, ancor oggi l’unica isola interamente pedonale di Palermo, attraverso i luoghi monumentali dell’itinerario arabo-normanno patrimonio dell’Unesco, allo shopping di lusso, nell’elegante salotto di via Libertà e via Ruggero Settimo, tra gli storici caffè e le soste gourmet, fino alla città più verace, quella dei rioni e dei mercati.

Un’idea di viaggio, per l’estate 2017, che ben si combina con la destinazione Menfi, dove il wine resort La Foresteria e il suo Ristorante, che da quest’anno è anche tra le tappe gastronomiche de Le Soste di Ulisse, hanno in serbo numerose novità per gli ospiti della nuova stagione.
La tradizione di famiglia, già racchiusa nel libro “Sicilia, la Cucina di Casa Planeta”, offre numerosi piatti alla carta e come sempre si intreccia in chiave contemporanea alla cucina dello chef Angelo Pumilia, saldamente legata al territorio anche grazie alla rigorosa selezione delle migliori materie prime tra i produttori d’eccellenza dell’Isola.
Dal pranzo a bordo piscina o in veranda, al menu della cena che si arricchisce di due percorsi degustazione in abbinamento ai vini Planeta, i piatti del menu estivo – dalla Minestra di tenerumi agli Gnocchi ceci e seppia, dalle Mezze maniche 2 gamberi all’Insalata che diventa un sasso di mare con alghe e salsa di vongole – interpretano l’estate siciliana con un occhio ancor più attento a coniugare freschezza, leggerezza e intensità: accanto alle erbe aromatiche del giardino de La Foresteria, si fanno ancor più protagonisti l’orto e la frutta, con riguardo alla salute e al benessere oltre che alla qualità e al gusto. E tra i dolci arriva “Terra di Etna”, un gelato ai fiori dell’Etna leggermente affumicato con tartare di fragole e sesamo nero, che fa parte della “Collezione terre” ispirata ai territori di Planeta e alle loro zolle così diverse, con la loro struttura e i loro colori, generatrici di ingredienti diversi, così come di diverse varietà.

Festa del’estate Motta Baluffi(CR)

Festa del’estate Motta Baluffi(CR)

1 luglio 2017
Aperitivo con DJ, cena e musica anni 70-80-90. Gonfiabili per bambini – Frazione

Solarolo Monasterolo, Nido dei Corvi
Info: Pro Loco I Corvi tel. 339 8020336 – info@prolocoicorvi.it