I grandi maestri dell’impressionismo a Treviso

I grandi maestri dell’impressionismo a Treviso

Dal 29 ottobre al 17 aprile 2017.

Open your art

pescatori- (2)Open your art
Open your Art invita a immergersi nel linguaggio suggestivo della pittura cruda e accesa del maestro Lorenzo Chinnici e nella natura eterea e femminile dell’artista francese Cristine Bleny.
L’universo intenso e autentico carico dell’immaginario isolano di uno dei più significativi artisti siciliani, contrapposto alla fragile e misteriosa natura femminile della pittrice Bleny. Due interpreti diversi per stili tecniche ed emozionalità, eppure uniti da sottile filo conduttore: la sofferenza. Cruda e indignata l’emozione che traspare dalle opere di Chinnici, sommersa e delicata la sofferenza celata nella pittura dell’artista francese. Alla mostra sarà presentato il dipinto Evasione, opera del maestro Chinnici, che è stato teatro dell’incontro con Cristine Bleny durante la mostra The
Sinergy of Sons – Londra 2005 –
Nel dipinto è presente una macchia di vino che l’artista francese, contestando la pittura dell’artista siciliano, versò con indignazione dopo un accesa discussione tra i due. I due le-lavandaieartisti si ritrovarono due anni più tardi all’inaugurazione della mostra Fuoco nell’acqua e dal conflitto iniziale, causato dal differente linguaggio artistico e dal forte temperamento di entrambi, nacque un dialogo che è oggi un’intensa amicizia e forte desiderio di confronto. Per suggellare l’intesa i due artisti hanno apposto le loro firme sul dipinto.
Giovanni Carfì Urso, curatore della mostra, ha ideato questo titolo proprio elaborando l’impatto che esprimono due elementi potenti, il fuoco e l’acqua, quando trovano un equilibrio e un dialogo suggestivo nel confronto.
Con Open your Art si apre a Milano una nuova stagione del progetto Fuoco nell’acqua, che ha preso vita sulle rive del Lago di Como nell’estate 2016: un ciclo di mostre che toccherà
nel corso dell’anno le città di Positano, Venezia e Taormina. Le opere del maestro Chinnici saranno inoltre presenti alle prestigiose mostre internazionali in programma a New York e Monte Carlo. Open your Art è anche occasione per un confronto tra arte e design, in uno showroom vestito di un elemento d’arredo, la porta, che è archetipo dell’architettura e da sempre oggetto di design raffinato ed esclusivo.
La serata inaugurale verrà presentata dal Critico d’arte Antonio Lombardo, che introdurrà paesaggio-marino-gli artisti e guiderà lo spettatore alla conoscenza delle opere esposte. Nel corso della serata verrà presentata la monografia dell’artista Lorenzo Chinnici a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lasciatevi condurre dalla vostra immaginazione……Lorenzo Chinnici, artista, ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra Chinnici lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori prepotenti e spudorati, un una vita intera la sua cadenzata dall’arte, dai suoi primi approcci fatti di tecnica e pennello con gli insegnamenti di Renato Guttuso e poi avendo per maestro Salvatore La Rosa, la frequentazione della Bottega d’Arte di Salvatore Fiume, l’importanza delle conoscenze con altri grandi artisti come Mario Rossello, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Ugo Nespolo, una vita passata a “raccontare” la sua terra, rubandone i colori, dipingendo con le mani ma soprattutto con il cuore, dal rosso appassionato del fuoco dell’Etna all’azzurro del mare, al bianco della sua neve, alla natura, i cactus, i fiori, il verde.
Artista contemporaneo di fama internazionale, le sue opere sono state ospitate nelle gallerie di tutto il mondo. Costanti della sua espressione artistica sono l’essenzialità, la memoria, nonché la testimonianza di un mondo che affonda fra le cose: una terra promessa carica di concretezze. Continua a vivere e a lavorare in Sicilia. Da tempo è testimonial per le Maculopatie

buzzoole code

Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti tra passato e presente

ARMENISE Festa San Nicola

Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti tra passato e presente

17 dicembre 2016 – 31 marzo 2017

Le nostre sensazioni, le nostre percezioni, la nostra memoria, la nostra vita non possono essere raccontate e rappresentate che rispetto a un luogo. Noi siamo il nostro luogo, i nostri luoghi: tutti i luoghi, reali o immaginari, che abbiamo vissuto, accettato, scartato, combinato, rimosso, inventato. Noi siamo anche il rapporto che abbiamo saputo e voluto stabilire con i luoghi (Vito Teti, Il senso dei luoghi, Roma 2004).

MARTINELLI Polignano a mareLa frase del Teti, frutto di una lunga riflessione che ha attraversato i secoli, se non i millenni (dallo “spirito del luogo” di classica memoria a quello, aggiornato alla luce del celebre volume di Norberg Schulz, che lo identifica in quei particolari elementi naturali, culturali, antropologici propri di un luogo e non di un altro, che ne costituiscono l’identità più profonda) spiega come meglio non si potrebbe l’assunto di questa originale mostra promossa dalla Città Metropolitana di Bari, che è stata inaugurata il 17 dicembre 2016 presso la Pinacoteca: indagare se il genius loci così come inteso dagli autori più recenti trovi i suoi riflessi nelle opere degli artisti che in quel luogo hanno avuto la loro origine, in un percorso storico e descrittivo, articolato per grandi tematiche, che dal 1900 si spingerà sino ad oggi.

SAMBATI Porto CesareoDai pittori pugliesi del primo Novecento (Damaso Bianchi, Enrico Castellaneta, Francesco Romano) che hanno inventato un repertorio e un linguaggio pittorico adatto a rappresentare il particolare paesaggio “pugliese”, sin allora escluso, salvo rare eccezioni, dalla storia dell’arte, agli artisti attivi negli anni quaranta/settanta sino ad arrivare, senza soluzione di continuità, agli artisti contemporanei, in cui il rapporto con l’habitat, meno esplicito, non è però meno intenso e coinvolgente, sebbene rappresentato con modalità espressive totalmente differenti.

Il sottile, importante discrimine che ha guidato la scelta dei pezzi da esporre – provenienti SPIZZICO La Gravinain parte dal ricco patrimonio della Pinacoteca Metropolitana di Bari, in parte da altri musei italiani o da collezioni private e d’autore – ha tenuto presenti, per l’equilibrio e la validità comunicativa del percorso intrapreso, non soltanto fattori qualitativi ma anche il rispecchiamento delle tematiche proposte, che sono state individuate in una scelta quanto più possibile chiara e caratterizzante.

La mostra, inaugurata lo scorso 17 dicembre, resterà aperta sino al 31 marzo 2017 è documentata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, con saggi della stessa, di Gaetano Cristino, di Lucio Galante, con la riproduzione a colori di tutte le opere esposte, schede delle opere e biografie degli artisti.

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE e/o DIFFUSIONE.

Grazie

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 (IV piano)

70121 Bari Tel. 080/ 5412420-2-4-6

www.pinacotecabari.it

Per informazioni: Tel: 080/5412421 pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Ufficio Stampa: Tel. 080/5412427 pincorradogiaquinto@gmail.com;

Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all ‘ex Palazzo della Provincia.

Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

ORARIO: dal martedì al sabato ore: 9.00 – 19.00

domenica ore: 9.00 – 13.00

lunedì e festività infrasettimanali: chiuso

(La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura).

PREZZI D’INGRESSO: INTERO € 3,00
RIDOTTO € 0,50
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.
Ingresso libero in occasione di inaugurazioni, cerimonie e particolari iniziative in programma.

Non solo Rubens a Milano

Non solo Rubens a Milano

Dal 27 ottobre e fino al 29 febbraio 2017.

Una raccolta dei maggiori capolavori di Pieter Paul Rubens

A Palazzo Reale a Milano a partire

L’onda pop di Hokusai

L’onda pop di Hokusai

Dal 22 settembre e fino al 29 gennaio 2017
Palazzo Reale di Milano ospiterà più di duecento incisioni su legno, anche dette xilografie, di Hokusai e di altri grandi artisti del Sol Levane.

La Venere di Urbino torna a casa

La Venere di Urbino torna a casa

Fino al 18 dicembre 2016

Per la prima volta, dopo cinque secoli, il capolavoro di Tiziano torna nella sua città natale.
Presso il Palazzo Ducale

Il boom dell’arte pop italiana

Il boom dell’arte pop italiana

Fino all’11 dicembre 2016
Schifano, Baj, Manzoni, Pistoletto, Fomez, Rotella, Adami, Mauri, Angeli, Mambor, Baruchello, Fioroni, Ceroli…..
Presso la Fondazione Magnani Rocca a Parma

Giovedì 03/11 18h30 | FLASH BACK_SOUND Special Event | Duo Trillium Live| RSVP

Flash_Back_okGiovedì 03/11 18h30 | FLASH BACK_SOUND Special Event | Duo Trillium Live| RSVP

ingresso e intrattenimento musicale gentilmente offerto, solo in lista

RSVP: flashback@souait.com

a seguire aperitivo.

FLASHBACK e’ la manifestazione dedicata all’arte antica e moderna che si svolge a Torino

nel mese di novembre all’insegna dell’imperativo: L’arte e’ tutta Contemporanea.

FLASHBACK presenta le migliori gallerie di settore, che, selezionate sulla base dell’importanza

delle opere e sulla loro presentazione, rappresentano cambiamento, trasformazione e originalita’.

FLASHBACK: PalaAlpitour ingresso da Via Filadelfia 82 Torino

Trillium nasce dall’incontro di due musicisti interessati a diversi linguaggi musicali: dalla classica alla contemporanea, dal jazz al free jazz, dal rock al prog al metal. Era fatale che si incontrassero sulla musica di Anthony Braxton, il grande compositore e multistrumentista al confine tra Jazz e Contemporanea che da sempre cerca di superare le barriere tra i linguaggi.

«Suoniamo Mozart e Jimi Hendrix: l’importante non è il genere, ma il mood del momento»

Federico Marchesano da vent’anni alterna basso e contrabbasso suonando jazz, rock e classica: «I musicisti dovrebbero mettersi in gioco di più, suonando in location inconsuete, e i direttori artistici dovrebbero creare stagioni più accattivanti»

Ha partecipato a più di cinquanta dischi, Federico Marchesano: è uno dei contrabbassisti più attivi degli ultimi anni e vanta collaborazioni tra le più disparate, da Louis Sclavis a Gianluigi Trovesi, da Fabrizio Bosso a Saba Anglana, passando per 3quietmen, Butch Morris, Mau Mau, Domenico Caliri, Roy Paci, Gian Maria Testa, Marco Minnemann e moltissimi altri. La peculiarità di Marchesano è il suo eclettismo: diplomato al Conservatorio G. Verdi di Torino, perfezionatosi con Franco Petracchi, è stato professore d’orchestra ma anche un vorace ascoltatore di generi lontani come il jazz e il metal, che rielabora ed esegue con modalità sui generis (arco, pizzicato, distorsori ed effetti).

 

Edmondo Tedesco ricopre il ruolo di clarinetto basso nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino.
Si è dedicato all’esplorazione di diversi aspetti della musica contemporanea collaborando con una varietà di gruppi, dall’Ensemble Europeo Antidogma Musica (con il quale ha partecipato a festival internazionali in tutta Europa e in Giappone, Australia, Messico) al Toujours Ensemble fondato da Nicola Campogrande.
Il compositore portoghese Emmanuel Nunes gli ha affidato l’esecuzione delle sue opere per clarinetto all’Accademia Chigiana di Siena, a Parigi, in Spagna e Portogallo.
Ha registrato per Stradivarius alcune delle opere più significative per clarinetto di Franco Donatoni e Goffredo Petrassi.
Ha inoltre partecipato al Sonic Genome di Anthony Braxton nell’edizione 2015, già considerata storica, che si è tenuta al Museo Egizio di Torino per l’inaugurazione del Torino Jazz Festival.

 

Derek Fordjour

Derek_fordjour_FBDerek Fordjour

Agency & Regulation

Opening 7 Ottobre, ore 18.30
7 Ottobre – 2 Novembre 2016
Il lavoro di Fordjour parte dall’esplorazione del “game-ification” nelle strutture sociali, ovvero l’identificarsi nel gioco o nello sport, e l’inerente vulnerabilità dell’individuo in questo contesto. Fordjour è cresciuto all’interno delle segregazioni razziali legalizzate a Memphis, Tennesse, e vede nello sport la possibilità di riscatto per chi ha dovuto subire ingiustizie, ma anche una struttura e dei codici troppo rigidi di cui alla fine l’atleta paga il peso.

In molti casi, l’atleta, protagonista dei suoi quadri e spesso in uniforme, che appare forte ed invincibile, viene buttato nell’arena dove lotta di fronte al pubblico oltre le sue forze; egli è vulnerabile ed apre le proprie ferite allo sviluppo del gioco stesso, diventando egli stesso sostituibile, posseduto dall’estabilishment della squadra e responsabile di fronte a loro.

L’esperienza ed il confronto di queste idee aprono il lavoro di Fordjour ad una più ampia possibilità di ricordo delle sue personali ansie, come artista, come uomo Afro-Americano, soggetto esposto a varie forme di ostilità ed incertezze. In questo momento, quasi di cristallizzazione, la memoria dell’artista torna al tempo in cui in giovinezza ha compreso le ingiustizie delle disparità razziali compiendo una semplice analogia con le regole dello sport, per cui se le stesse non sono corrette, per quanto l’atleta possa giocare bene ed impegnarsi, egli non potrà mai vincere, come un bambino nero- Derek Fordjour – nell’eterna battaglia contro i segni dell’inferiorità. Questo simbolo di ingiustizia implica complessi problemi sociali in una narrativa artistico-allegorica.

Lo spazio sociale occupato sia dal “gioco” che dall’arte all’interno della cultura, costituiscono un fertile punto di discussione e critica sociale. Gli sport e le arti sono entrambi universi culturali. Non è immaginabile una cultura, passata o presente, che possa escludere entrambi. Quale sia la loro relazione è dunque punto di partenza per il lavoro dell’artista.
Per Fordjour lo sport dovrebbe senza dubbio essere riconosciuto come forma d’arte – sport ed arte hanno quel genere di relazione che Johann Wolfgang Von Goethe descriveva come affinità elettive- . Essi non hanno scopi pratici ed entrambi sono nati per quello che il filosofo Johan Huizinga ha chiamato “l’istinto del gioco”, oltre a relazionarsi tra loro in modo sibillino, sono compresi nell’estesa famiglia della “cultura”.

La nozione della “iper-aspettativa” suggerisce nuovamente ansietà nell’artista, come elemento riscontrato attraverso il completamento dell’educazione. In tal senso l’artista introduce nei suoi lavori la presenza delle medaglie e dei trofei, come simbolo negativo, che diviene punto di domanda nella scala dei valori dell’affermarsi attraverso un premio, ma anche potere dinamico distruttivo dei talenti neri attraverso la proprietà dei bianchi, ovvero una cronico onere psicologico per gli atleti di colore, che devono costantemente dimostrare la propria forza disconnettendosi dalla propria comunità.

Il primo incontro dell’artista con la scultura e l’oggetto sono stati gli intagli nel Ghana, al tempo stesso decorativi ed utili. Egli ricorda da bambino i regali del padre al ritorno dalla terra d’origine, come le palle di legno, o i busti neri che ricordavano le statue dei campioni dello sport.

Influenzato dalla narrativa figurativa dell’artista tedesco Christophe Ruckhaberle, come dai suoi elementi teatrali, le distorsioni dello spazio circostante, il movimento della scena, in modo che il pavimento diventi tutt’uno con il piano del quadro, Fordjour individua il soggetto quasi come una scultura racchiusa in e piccole nicchie che ricava all’interno del dipinto, confondendole con lo sfondo usato nella composizione, concettualizzando spazio e figura.
Mentre i pattern contenuti sui muri od i pavimenti hanno un significato simbolico, funzionando da strumento visuale, incrementano l’effetto ottico consentendo una ricca interrelazione tra immaginario e spazio reale all’interno fella struttura portante del dipinto. L’interesse per una prospettiva piatta sono referenziali di Wayne Thiebaud e di quell’intento di catturare l’opulenza e l’ atmosfera di quella classe Americana medio-alta.

Influenzato da Kerry James Marshall e dalla sua convinzione che la figura nera ostenti un apologetico ruolo nei canoni della storia dell’arte, il lavoro di Derek Fordjour si relaziona principalmente in un’inchiesta sulle disparità economiche e politiche che si manifestano nelle varietà dei sistemi sociali, ponendo l’accento su certe inguaribili iniquità correlate ad una cultura ossessionata dal desiderio di vincere ad ogni costo, sia individualmente che collettivamente.

Derek Fordjour, classe1974, vive e lavora a New York, NY.
Tra le mostre personali ricordiamo Upper Room, Robert Blumenthal Gallery, New York, NY; Meritocracy, Jack Bell Gallery, London, UK;The Big Game, Storefront Ten Eyck Gallery, Brooklyn, NY e Derek Fordjour : Eight Paintings, Papillion Art, Los Angeles, CA.
Tra le mostre collettive ricordiamo March Madness, curata da Hank Willis Thomas & Adam Shopkorn, Fort Gansevoort, New York, NY; Summer Fling, Johannes Vogt, East Heampton, NY; And There is an End, Roberts & Tilton Gallery, Los Angeles, CA; Mixed Doubles, Sometimes Gallery, New York, NY; No Such Place, Edward Tyler Nahem Gallery, New York, NY.

 

LUCE GALLERY
Corso San Maurizio 25
10124 Torino, Italia
T. +39 0118141011
www.lucegallery.com // info@lucegallery.com
Orari galleria: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30

 

Ufficio stampa Emanuela Bernascone
011 19714998 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

 

 
Agency & Regulation

Opening 7 Ottobre, ore 18.30
7 Ottobre – 2 Novembre 2016
Il lavoro di Fordjour parte dall’esplorazione del “game-ification” nelle strutture sociali, ovvero l’identificarsi nel gioco o nello sport, e l’inerente vulnerabilità dell’individuo in questo contesto. Fordjour è cresciuto all’interno delle segregazioni razziali legalizzate a Memphis, Tennesse, e vede nello sport la possibilità di riscatto per chi ha dovuto subire ingiustizie, ma anche una struttura e dei codici troppo rigidi di cui alla fine l’atleta paga il peso.

In molti casi, l’atleta, protagonista dei suoi quadri e spesso in uniforme, che appare forte ed invincibile, viene buttato nell’arena dove lotta di fronte al pubblico oltre le sue forze; egli è vulnerabile ed apre le proprie ferite allo sviluppo del gioco stesso, diventando egli stesso sostituibile, posseduto dall’estabilishment della squadra e responsabile di fronte a loro.

L’esperienza ed il confronto di queste idee aprono il lavoro di Fordjour ad una più ampia possibilità di ricordo delle sue personali ansie, come artista, come uomo Afro-Americano, soggetto esposto a varie forme di ostilità ed incertezze. In questo momento, quasi di cristallizzazione, la memoria dell’artista torna al tempo in cui in giovinezza ha compreso le ingiustizie delle disparità razziali compiendo una semplice analogia con le regole dello sport, per cui se le stesse non sono corrette, per quanto l’atleta possa giocare bene ed impegnarsi, egli non potrà mai vincere, come un bambino nero- Derek Fordjour – nell’eterna battaglia contro i segni dell’inferiorità. Questo simbolo di ingiustizia implica complessi problemi sociali in una narrativa artistico-allegorica.

Lo spazio sociale occupato sia dal “gioco” che dall’arte all’interno della cultura, costituiscono un fertile punto di discussione e critica sociale. Gli sport e le arti sono entrambi universi culturali. Non è immaginabile una cultura, passata o presente, che possa escludere entrambi. Quale sia la loro relazione è dunque punto di partenza per il lavoro dell’artista.
Per Fordjour lo sport dovrebbe senza dubbio essere riconosciuto come forma d’arte – sport ed arte hanno quel genere di relazione che Johann Wolfgang Von Goethe descriveva come affinità elettive- . Essi non hanno scopi pratici ed entrambi sono nati per quello che il filosofo Johan Huizinga ha chiamato “l’istinto del gioco”, oltre a relazionarsi tra loro in modo sibillino, sono compresi nell’estesa famiglia della “cultura”.

La nozione della “iper-aspettativa” suggerisce nuovamente ansietà nell’artista, come elemento riscontrato attraverso il completamento dell’educazione. In tal senso l’artista introduce nei suoi lavori la presenza delle medaglie e dei trofei, come simbolo negativo, che diviene punto di domanda nella scala dei valori dell’affermarsi attraverso un premio, ma anche potere dinamico distruttivo dei talenti neri attraverso la proprietà dei bianchi, ovvero una cronico onere psicologico per gli atleti di colore, che devono costantemente dimostrare la propria forza disconnettendosi dalla propria comunità.

Il primo incontro dell’artista con la scultura e l’oggetto sono stati gli intagli nel Ghana, al tempo stesso decorativi ed utili. Egli ricorda da bambino i regali del padre al ritorno dalla terra d’origine, come le palle di legno, o i busti neri che ricordavano le statue dei campioni dello sport.

Influenzato dalla narrativa figurativa dell’artista tedesco Christophe Ruckhaberle, come dai suoi elementi teatrali, le distorsioni dello spazio circostante, il movimento della scena, in modo che il pavimento diventi tutt’uno con il piano del quadro, Fordjour individua il soggetto quasi come una scultura racchiusa in e piccole nicchie che ricava all’interno del dipinto, confondendole con lo sfondo usato nella composizione, concettualizzando spazio e figura.
Mentre i pattern contenuti sui muri od i pavimenti hanno un significato simbolico, funzionando da strumento visuale, incrementano l’effetto ottico consentendo una ricca interrelazione tra immaginario e spazio reale all’interno fella struttura portante del dipinto. L’interesse per una prospettiva piatta sono referenziali di Wayne Thiebaud e di quell’intento di catturare l’opulenza e l’ atmosfera di quella classe Americana medio-alta.

Influenzato da Kerry James Marshall e dalla sua convinzione che la figura nera ostenti un apologetico ruolo nei canoni della storia dell’arte, il lavoro di Derek Fordjour si relaziona principalmente in un’inchiesta sulle disparità economiche e politiche che si manifestano nelle varietà dei sistemi sociali, ponendo l’accento su certe inguaribili iniquità correlate ad una cultura ossessionata dal desiderio di vincere ad ogni costo, sia individualmente che collettivamente.

Derek Fordjour, classe1974, vive e lavora a New York, NY.
Tra le mostre personali ricordiamo Upper Room, Robert Blumenthal Gallery, New York, NY; Meritocracy, Jack Bell Gallery, London, UK;The Big Game, Storefront Ten Eyck Gallery, Brooklyn, NY e Derek Fordjour : Eight Paintings, Papillion Art, Los Angeles, CA.
Tra le mostre collettive ricordiamo March Madness, curata da Hank Willis Thomas & Adam Shopkorn, Fort Gansevoort, New York, NY; Summer Fling, Johannes Vogt, East Heampton, NY; And There is an End, Roberts & Tilton Gallery, Los Angeles, CA; Mixed Doubles, Sometimes Gallery, New York, NY; No Such Place, Edward Tyler Nahem Gallery, New York, NY.

 

LUCE GALLERY
Corso San Maurizio 25
10124 Torino, Italia
T. +39 0118141011
www.lucegallery.com // info@lucegallery.com
Orari galleria: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30

 

Ufficio stampa Emanuela Bernascone
011 19714998 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
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Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” comunicazione GEP 2016

veduta dalla IV sala (sala Bellini) Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” comunicazione GEP 2016

Anche quest’anno la Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto” aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), sabato 24 e domenica 25 settembre 2016.
In programma sabato 24 settembre, oltre al consueto orario di apertura giornaliero dalle 9:00 alle 19:00, c’è anche l’apertura straordinaria, dalle 20:00 alle 23:00.
Domenica 25 settembre aperto dalle 9:00 alle 13:00.
Per tutto il week-end delle GEP c’è ingresso libero. Buona visita!

 

Con ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016

cartolina OnAirCon ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016

Domenica 25 settembre alla Rocca di Staggia. Solo su prenotazione: 3664792092 info@laroccadistaggia.it www.laroccadistaggia.it
Con ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016
Percorsi d’ arte architettura e design con trekking sulla via dei pellegrini, musica dal vivo, degustazioni di eccellenze eno-grastronomiche toscane, proiezioni di luci

foto 06Con “On Air”, progetto dell’Associazione Ottovolante per la Fondazione La Rocca di Staggia, suggestivo percorso espositivo ambientato nel cuore della Rocca, apre l’edizione 2016 di Fenice Contemporanea – il progetto di promozione dell’arte contemporanea e dei suoi molteplici linguaggi promosso dal Comune di Poggibonsi e dal Comune di San Gimignano in collaborazione con Fondazione Monte dei Paschi di Siena – Vernice Progetti Culturali con il sostegno della Regione Toscana nell’ambito di ToscanainContemporanea2016.
Domenica 25 settembre dalle 17 alle 20 la Rocca di Staggia si trasformerà in teatro di vita dove sarà possibile vivere percorsi originali che uniscono arte, architettura, design e gusto. (Solo su prenotazione: 366 4792092 info@laroccadistaggia.it www.laroccadistaggia.it).
Il primo itinerario è “On Air. La sedia nello spazio” – un progetto espositivo a cura di Donatella Bagnoli realizzato grazie al coinvolgimento attivo di SEGIS (compasso d’oro), azienda leader nella produzione di sedie di design – che vedrà collocate sedute d’autore in spazi esterni ed interni del Castello e in punti panoramici della cinta muraria creando finestre sull’orizzonte e corrispondenze  inedite che trasformano lo spazio architettonico in spazio immaginario.
Il secondo itinerario dal titolo “Sedute in Scena”, è invece dedicato della valorizzazione dell’opera di Remo Chiti futurista a Staggia avanguardia del ‘900, con la reinterpretazione della Scena n°9 della sceneggiatura del film “Vita Futurista” di cui fu autore: “Balla si innamora e sposa una seggiola, nasce un panchetto”. In questo caso sono gli artisti contemporanei: Francesco Bruni, Massimo Cantara, Gianni Gronchi, Manuela Mancioppi, Fabio Calvetti, Duccio Nacci, Cecco Ragni, Marcello Salvestrini e Donatella Bagnoli ad proporci la loro elaborazione del concetto di sedia. Le sedie storiche, realizzate da importanti design frutto di ricerca o casualità, diventano assenze-presenze che cambiano la percezione che abbiamo dello spazio. Sedute in scena avrà anche una sua declinazione urbana con la ricollocazione di alcune opere in spazi pubblici o ambienti naturali con il progetto “Insediare”. Le sedute saranno oggetto di animazioni teatrali, scenografie interattive, performance, foto dinamiche, improvvisazioni di danza e pittura, realizzate con la complicità degli studenti delle scuole che parteciperanno ai laboratori.
Ma On Air non è solo arte. Sarà anche una esperienza a tutto tondo di conoscenza e valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche. Alle 16.00 è prevista infatti la “Camminata con guida” alla scoperta delle vie dei pellegrini nella valle di Staggia a seguire il percorso “Arte e Gusto” con degustazioni inedite abbinate alle installazioni artistiche che coinvolgeranno  il visitatore in assaggi, azioni teatrali, performance. Protagonisti: Forme d’arte, formaggi di PAOLO PIACENTI, e salumi fatti ad arte dell’azienda RENIERI, rivisitati in chiave contemporanea dallo chef Stefano Bencini di CUCO; i dolci e i pani di CIACCI & FARAONI che nel granaio della Rocca si sposano con il Vermentino della BADIOLA circondati da una “fontana di luce” il cui riflesso si fa etichetta sulla bottiglia. Sarà inoltre possibile degustare la Vernaccia di MONTALPRUNO E POGGIO ALLORO e “Lo spirito trascendentale” di Remo Chiti racchiuso in una bottiglia di grappa, creata ad hoc per la Rocca da ALBONI. Tra le altre golosità anche la “BIS-CHERATA”, il gelato nato dalla maestria di Sergio Dondoli e le specialità degli chef ospiti della serata:  Enrico Orlandini da I’NOSTRANO con la sua  Zuppa di Cipolle e e Stefano Bencini di CUCO che propone una Terrina di fegatelli alla scorza d’arancia in insalata di frutta e fiori. Non mancherà la musica a sorpresa: una voce suadente, una sedia a forma di rosa un cantante straordinario che rivelerà la sua identità intonando “Besame mucho” nella stanza del Capitano, mentre all’alto della torre  giungono le note di “Volare”. Gran finale poi con la ragnatela di luce e la proiezione di immagini e suoni a cura di Duccio Nacci che trasformano la Rondella in una ragnatela di luce.

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Ufficio Stampa Fenice Contemporanea 2016
Natascia Maesi
Giornalismo&Comunicazione

natascia.maesi@gmail.com

Galleria Antonio Colombo | 22 settembre ore 18.30 | California Sun

Galleria Antonio Colombo | 22 settembre ore 18.30 | California Sunù

Antonio Colombo arte cCalifornia-Sun_webinvitationontemporanea
Mike Giant | Joshua Jefferson | Russ Pope
CALIFORNIA SUN
a cura di Luca Beatrice

Well I’m going out west where I belong
Where the days are short and the nights are long
….
Where they’re out there having fun in the warm California sun
“California Sun”, Ramones
Mike Giant Joshua Jefferson Russ Pope

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare California Sun, una mostra dedicata a Mike Giant, Josh Jefferson e Russ Pope, a cura di Luca Beatrice.
Se l’arte contemporanea internazionale, nella sua versione più patinata, si celebra e Mike Giant, Untitled, 2016, ink on paper, 80x80 cmconsuma nelle gallerie di Chelsea a New York, dall’altra parte, sulla costa occidentale, è la strada, l’universo sotterraneo e alternativo degli skateboarding e dei surfisti a farla da padrona, affermando non solo uno stile di vita ma anche una filosofia estetica e culturale. E’ a questa dimensione che già da anni Antonio Colombo Arte Contemporanea rivolge la sua attenzione, esponendo in Italia, molto spesso segnando un primato, le opere degli artisti più rilevanti di questo genere.
La stagione autunnale 2016 della galleria milanese inaugura i suoi spazi portando a Milano il sole della California. California Sun, questo il titolo della mostra curata da Luca Beatrice, presenta i nuovi lavori degli americani Joshua Jefferson, Russ Pope e Mike Giant. Provenienti da parti diverse del continente a stelle e strisce e connotati da linguaggi assolutamente eterogenei, i tre sono legati – chi per formazione (il passato di Pope da professionista dello skate lo lega alla costa ovest, Josh Jefferson è cresciuto a Santa Cruz), chi per una scelta di vita (Giant ha vissuto per anni tra San Francisco e Los Angeles) – da un comune denominatore: la radice culturale della West Coast.
Josh Jefferson, Head of Milton Hogoboom, 2016, mixed media on canvas, 51x41 cm_lowLontana dalle forme di accademismo ufficiale e pretenzioso, tipico dell’art system, il panorama artistico made in California è custode di un multiculturalismo underground, un mix estetico che si muove tra visionarietà psichedelica e narrazione punk, esprimendosi attraverso molteplici codici espressivi: dall’illustrazione al fumetto, dall’Urban art alla pittura, dal collage al tatuaggio.
Un’arte che viene dal basso, che prende avvio dal quotidiano, dal contatto con la gente e a essa si rivolge; fedele a una visione collettiva, contaminata e dinamica del linguaggio artistico che non manca di guardare al passato e alla storia dell’arte.
Se Mike Giant mette in pieni uno stile basato sulla perizia tecnica del tratto, only black&white, declinando soggetti – donne sensualissime, teschi, rapper – su supporti diversi come carta, skateboard, tatuaggi, dall’altra in maniera opposta lavora Josh Jefferson che dedicandosi alla pittura e al collage sviluppa un linguaggio gestuale e istintivo, rivolto a semplificare le forme e i profili tanto da trasformare i soggetti in immagini al limite dell’astratto. Apparentemente rapida, ma forte e incisiva, è la linea di Russ Pope che nei suoi ritratti quasi caricaturali traduce il quotidiano in fotogrammi di un racconto di vita che, se non vissuta, è certamente osservata e reinterpretata attraverso una pennellata energica e vitale.
Russ Pope_lowLa mostra presenterà opere di diverse dimensioni: dai piccoli A4 realizzati a collage di Jefferson ai dipinti su tela di medio formato di Pope fino all’eccezionalmente grande, rispetto la sua consueta produzione, lavoro su carta di Giant (180×180 cm). Oltre trenta le opere esposte e realizzate appositamente per Antonio Colombo Arte Contemporanea.
Nel catalogo testo critico di Luca Beatrice.

La mostra inaugura giovedì 22 settembre alle ore 18.30
e resterà aperta fino al 4 novembre 2016
da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 15.00 alle 19.00

 

Mike Giant nato in Upstate, NY nel 1971. Vive e lavora a Boulder, Colorado.
Principali mostre personali: 2015, Solo show, Blackbook Gallery, Denver, CO; Solo Show, FFDG, San Francisco, CA. 2014, Blackbook Gallery, Denver; FFDG, San Francisco, 2013, Manos de Oro Gallery, Oakland, California, 2010, Welcome to Frisco, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, 2007, Mike Giant solo show, Galerie Magda Danysz, Parigi.
Principali mostre collettive: 2015, Nothing is Real, MAO, Torino. 2010, Christmas Rodeo, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano; Orde di segnatori, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano. 2007, Fecal Face 7.5 Year Anniversary, 111 Minna Gallery, San Francisco. 2006, Skulls, Wheels, and Ink, Outre Gallery, Melbourne, Australia; New Works by Mike Giant and Mike Davis, White Walls Gallery, San Francisco; Fecal Face, 111 Minna Gallery, San Francisco

Josh Jefferson nato nel 1977 in Florida. Vive e lavora a Boston.
Principali mostre personali: 2016, Steven Zevitas Gallery, Boston. 2015-2016, Head Into the Trees, Gallery 16, San Francisco. 2015, Head First, TURN Gallery, New York.
Principali mostre collettive: 2015, This is Boston Not LA, Zevitas Marcus Gallery, Los Angeles; The Guston Effect, Steven Zevitas Gallery, Boston; Collagist/ish, Essex Flowers Gallery, New York.

Russ Pope nato a Los Angeles nel 1970. Vive e lavora in Massachusetts.
Principali mostre personali: 2014, Come on Pilgrim Orchard Extension Gallery, Boston, Massachusetts. Life Lines Needles and Pens San Francisco, California; 2013, Tax Included AR4T Laguna Beach; 2012 North American Anti-Social Gallery Vancouver, British Columbia.
Principali mostre collettive: 2015, From Cali with Love, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano. OC Weekly Best Artists Max Bloom Gallery Fullerton, California. 2014, Automatic Clips Hawaii Honolulu, Hawaii. Air Mail Beames Tokyo, Giappone. Living in Transitino Ian Ross Gallery, San Francisco, California. Chilled Air Think Tank Gallery Los Angeles, California. Baggage Claim AR4T Laguna Beach, California Laguna Beach, CA

ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA & C. S.a.s. – VIA SOLFERINO 44 – 20121 MILANO TEL/FAX 02.29060171 – www.colomboarte.com – E-mail: info@colomboarte.com – P.IVA /C.F. 12748100158

Clara Buoncristiani PR&Communication Studio | Milano, Viale Monte Grappa 14 • Brescia, Via Zuccari 14 (Italy) | www.clarabuoncristiani.it

Quando la cantina diventa una galleria d’arte: La Colomba di Roberto Turchi volta tra i tini del Casato Prime Donne a Montalcino

The Dove's Flight di Roberto Turchi per il Casato Prime DonneQuando la cantina diventa una galleria d’arte: La Colomba di Roberto Turchi volta tra i tini del Casato Prime Donne a Montalcino

L’opera del montalcinese Roberto Turchi inaugurata domenica nella tinaia

Per la prima volta, una performance di immagini digitali che trasformano la tinaia in uno spazio artistico multimediale

Si chiama The Dove’s Flight, il volo della colomba, e la sua naturale collocazione sarà non una galleria d’arte tradizionale ma una cantina, quella di Donatella Cinelli Colombini al Casato Prime Donne di Montalcino. Un’opera permanente realizzata da Roberto Turchi, pittore, esperto di vino, oste e interior designer montalcinese DOC, che ha reinterpretato uno spazio industriale con straordinaria sensibilità dimostrando una capacità narrativa eccezionale ma anche un’adattabilità non comune nell’uso delle moderne tecnologie. “Ho scommesso sulla sensibilità di Roberto nel reinterpretare gli spazi affidandogli il compito di dare un contenuto artistico a uno spazio industriale – ha detto Donatella Cinelli Colombini – sapevo di metterlo in difficoltà ma solo chi conosce il mondo del Brunello e ha un’autentica vena artistica, poteva riuscirci e lui c’è riuscito creando qualcosa di nuovo e straordinario”.

L’installazione artistica di Roberto Turchi – messa a punto con la collaborazione di Giuseppe Sanfilippo, Tommaso di Ronato e MCM Service – di fatto apre le porte a un nuovo modo di farsi portatori di un messaggio di arte e cultura, scegliendo un luogo a tutt’altro scopo delegato: la vera innovazione sta proprio in questo, portare fuori dalle sale dei musei quell’arte che in tali ambienti si contestualizza e trasmette un messaggio più forte ed emozionale.
The Dove’s Flight è una storia dipinta, che un sofisticato sistema tecnologico fa apparire sui tini come un’opera dinamica e coinvolgente per 3 minuti e porta i visitatori in un mondo in cui si mescolano immagini dipinte e reali, colori e suoni, emozioni e leggerezza. Un’esperienza, questa di Montalcino che nessuno aveva mai fatto prima: tinte intensissime e giustapposte, tratti distintivi di una poetica molto personale e contemporanea che tuttavia affonda le sue radici nel Quattrocento senese di Sassetta e Sano di Pietro. In questa innovativa opera d’arte le immagini di Montalcino si scompongono in un gioco cubista e a volte metafisico per poi diventare un racconto fatto di particolari di notevole forza evocativa: ironia, sogno e scene reali in un racconto con riferimenti storici importanti per la città del Brunello e per Donatella Cinelli Colombini in prima persona. Il volo della colomba inizia nella Fortezza di Montalcino – baluardo dell’ultimo libero comune italiano fino al 1559 e luogo che Giovanni Colombini nonno di Donatella e allora primo cittadino, fece restaurare riportandola all’antico splendore – e continua verso il palazzo pubblico di Montalcino cuore della vita pubblica e privata della gente del Brunello da oltre settecento anni, prima di uscire dall’abitato sfiorando il Duomo e giungere al Casato Prime Donne in tempo di vendemmia. Chi ama il Brunello e la sua terra troverà in questa installazione una magia capace di rinnovarne il sentimento. Anche perché, il suo “vernissage” coincide con l’inaugurazione della nuova tinaia studiata per salvaguardare il naturale perfetto equilibrio delle uve di Sangiovese della tenuta: tre uova e otto tini troncoconici a cappello aperto in cemento nudo firmati Nomblot e simili a quelli dei più famosi chateau di Borgogna.

L’occasione che ha portato al Casato Prime Donne l’arte di Roberto Turchi è stata la consegna dell’annuale Premio Prime Donne che quest’anno è stato attribuito a Chaimaa Fatihi, giovane musulmana che ripudia il terrorismo auspicando la pace universale, di cui la colomba di Turchi è simbolo per eccellenza.

The Dove’s Flight tuttavia non è l’unico esempio di arte “diffusa” promosso dalla cantina tutta al femminile di Donatella Cinelli Colombini: ogni anno, in occasione del Premio Prime Donne, una installazione realizzata da artisti del territorio viene infatti collocata nei vigneti e tra i sentieri che circondano la tenuta, accompagnati dalle dediche lasciate dalle vincitrici e incisa su cippi di travertino.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Casato Prime Donne, Montalcino – Fattoria del Colle, Trequanda SI 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

Addetta stampa Marzia Morganti Tempestini 3356130800
marzia.morganti@gmail.com

 

 

FestivalFlorio di Favignana Isole Egadi: show dell’arte

FestivalFlorio di Favignana Isole Egadi: show dell’arte

Dal 17 al 26 giugno 2016

5° edizione
Uno dei Festival d’Arte di maggior rilievo dell’Estate Siciliana.

L’acqua sarà il tema della XXII edizione

Artigianato e Palazzo  photo by Susanna StiglerL’acqua sarà il tema della XXII edizione
90 artigiani riuniti al Giardino Corsini
“Mostra Principe” dedicata alle creazioni in vetro di Laguna B
con dimostrazioni dal vivo di un maestro soffiatore di Murano

Questa mattina, sotto la Loggia del Buontalenti di Giardino Corsini è stata presentata la XXII edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO, alla presenza di Cristina Giachi Vicesindaca Comune di Firenze, Giorgiana Corsini Presidente Associazione Giardino Corsini, Pierluigi Rossi Ferrini Vicepresidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Maria Pilar Lebole Responsabile Progetto OmA – Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Guido de Vecchi Vicedirettore Generale Banca CR Firenze, Leonardo Ferragamo Vicepresidente Neri Torrigiani e Giorgiana Corsini Artigianato e PalazzoFondazione Ferragamo, Elisabetta Fabri Presidente e Amministratore Delegato Starhotels, Marcantonio Brandolini d’Adda Presidente e Direttore Creativo Laguna B, Anna Maria Tossani Giornalista gastronomica e curatrice dell’iniziativa “Ricette di Famiglia”, Neri Torrigiani Ideatore ed organizzatore di Artigianato e Palazzo.
Da giovedì 12 a domenica 15 maggio 2016 si rinnova l’appuntamento con la manifestazione dedicata all’artigianato di qualità che la Vicesindaca di Firenze Cristina Giachi ha definito “una realtà in grado di onorare la tradizione e di renderla viva nel presente, che riesce anno dopo anno a far parlare dell’artigianato come celebrazione del saper fare e del saper interagire con la bellezza”.
Per commemorare il cinquantesimo anniversario della Grande Alluvione di Firenze del Artigianato e Palazzo1966, gli ideatori e promotori di ARTIGIANATO E PALAZZO Giorgiana Corsini e Neri Torrigian hanno scelto di proporre una riflessione creativa sull’acqua, causa di distruzione e dolore ma da sempre simbolo di creazione e rinascita e di offrire un tema agli espositori: intorno all’acqua sarà infatti costruito il percorso espositivo della Mostra, con dei dischi turchesi che faranno da filo conduttore nella visita. Ispirandosi all’acqua, alla sua limpidezza e versatilità ma anche ai riflessi di luce generati dal suo scorrere flessuoso, gli artigiani potranno allestire i loro stand, creare manufatti unici e organizzare dimostrazioni dal vivo di come utilizzano l’acqua nei vari processi di lavorazione. Cornice unica e magistrale le limonaie e gli angoli verdi del seicentesco Giardino Corsini, aperto al pubblico per l’occasione, che si trasformeranno in vere e proprie botteghe artigiane.

La “Mostra Principe” dal titolo “Informe, senza forme, come l’acqua” sarà dedicata all’arte vetraria muranese e al brand veneziano Laguna B, art director Marcantonio Brandolini d’Adda, che con il suo gusto estetico fresco e cosmopolita, insieme all’amico Alvise Maria Paolo Penko oreficeriade Mezzo, ha saputo arricchire la collezione di oggetti da tavola in vetro di Murano, ideata dalla madre Marie e ispirata alla tradizione millenaria dei “goti de fornase”, bicchieri-patchwork che i maestri vetrai assemblavano con i frammenti di vetro rimasti per brindare a fine giornata.
Un esperto maestro vetraio muranese, coadiuvato dallo stesso Marcantonio, soffierà il vetro di fronte agli sguardi attenti dei visitatori in uno spazio a loro interamente dedicato nell’Orto delle Monache. Inoltre saranno in mostra i materiali utilizzati per comporre il vetro e le collezioni di Laguna B, otto linee di oggetti da tavola realizzate con antiche lavorazioni rese contemporanee grazie ad attrezzature, materiali e design innovativi.
Tra gli altri 90 artigiani italiani e stranieri che compongono la nuova selezione di maestri che sveleranno i segreti dei loro mestieri, alcune novità come il Castello di Potentino con il nuovo marchio di design “21st Century Castle”, lanciato da Charlotte Horton Greene e dal fratello Alexander Greene in collaborazione con artisti e designer di indubbio talento, tra cui spiccano i nomi di Nigel Coates, Jono Nussbaum, Clare Frost, Gerry De Bastiano: una linea di oggetti, complementi d’arredo e prodotti tessili realizzati grazie alle 8693f778-871c-400e-be0f-35059ddf6d92competenze di artigiani maremmani, utilizzando materiali locali, attingendo alla tradizione e all’estetica tipica dei paesaggi del Monte Amiata e ridefinendo il ruolo del Castello in un contesto moderno; la ditta artigianale Moscon d’Oro che produce vetrate artistiche e oggetti in vetrofusione e tecnica Tiffany; Dea Sandals Capri azienda di sandali gioiello su misura che si ispira all’antica arte del ciabattino dell’isola di Capri; Eva Munarin che plasma sculture dalle molteplici sfumature ottenute con argille toscane, smalti e “ingobbi”, terre essiccate e colorate con pigmenti naturali; Il Merlo Bags marchio di pelletteria artigiana fondato dalla giapponese Kyoko Morita che cuce interamente a mano le sue borse; Ditta Bernabei Tommaso, antica bottega di forgiatura del ferro battuto del Chianti fiorentino; Edizioni Clichy, casa editrice indipendente nata nel 2012, che offre un’ampia scelta di collane dedicate alla narrativa il giardino Corsinifrancese e americana contemporanea, a classici, saggi o ai libri per bambini, distribuite in tutta Italia da RCS libri e vendute nella libreria di via Maggio a Firenze. Insieme a loro alcuni espositori affezionati alla manifestazione che ogni anno confermano la loro presenza, tra cui Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, i raffinati prodotti in carta di Fabriano, l’argentiere Paolo Pagliai, il decoratore Tommaso De Carlo, la Moleria Locchi, il Consorzio il Cappello di Firenze, l’orafo Paolo Penko, i talentuosi allievi della scuola di oreficeria LAO – Le Arti Orafe tra cui Marco Belloli, Matteo Carbone e Alina Maya Lutz, che hanno recentemente presentato le loro opere alla fiera internazionale di gioielleria Inhorgenta a Monaco di Baviera.

Artigianato e Palazzo photo by Susanna StiglerArtigianato e Palazzo 2015 Tommaso Candria borse intrecciate a mano e Consorzio “Il Cappello di Firenze”
photo by Susanna Stigler
Per la terza edizione di “BLOGS&CRAFTS”, concorso dedicato ad artigiani under 35 e a blogger, realizzato con il sostegno di Fondazione Ferragamo e Starhotels e in collaborazione con Source, Italian Stories, Lungarno e BodyCare, sono stati selezionati 10 giovani artigiani, che esporranno gratuitamente in un’area a loro dedicata all’interno del Giardino Corsini, per un’opportunità di crescita dedicata alle nuove generazioni e un dialogo sempre più produttivo tra tradizione e nuove forme di comunicazione. Tra di loro il Forcolaio Matto Pietro Dri, tra i pochissimi al mondo a tramandare l’antica arte del maestro remèr, il liutaio Tommaso Pedani, Luca Turelli che realizza imponenti opere in vetro e Olivia Monteforte che crea scarpe su misura. Per descrivere, filmare e ritrarre il loro lavoro arriveranno a Firenze i migliori
Confermate inoltre le iniziative più apprezzate, come “Ricette di Famiglia”, presentazioni di libri gastronomici con degustazioni a cura della giornalista Annamaria Tossani, che, tutti i giorni alle 18,00 nel Giardinetto delle Rose, coinvolgerà scrittori e chef, tra cui il maestro Gualtiero Marchesi, Giovanna Esposito con Orçun Malkoclar, Luisanna Messeri insieme a Zeffiro Ciuffoletti e Licia Montagnani affiancata dallo chef stellato Luciano Zazzeri, che vede riconfermata la preziosa collaborazione con Richard Ginori che presenterà una nuova linea di piatti ispirati alla manifestazione ed accoglie per la prima volta la partecipazione di Riccardo Barthel.
Nello spazio “H2OmA Education” tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30 moltissimi laboratori artigianali dedicati ai più piccoli, per apprendere il ruolo fondamentale dell’acqua nelle lavorazioni artigianali e artistiche. I bambini dai 6 ai 12 anni potranno partecipare a corsi di decorazione e lavorazione della carta, doratura del legno, sbalzo, creazione di accessori e profumi, realizzati con la collaborazione del servizio didattico del Museo Horne, del progetto Let’s Work Artisans! Junior, di Atelier degli Artigianelli e delle aziende artigiane Maselli bottega d’arte, Giusto Manetti Firenze, Mazzanti Piume, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, Penko Bottega Orafa.
In programma anche l’incontro “Acqua da vivere e da rispettare” a cura del Comitato Alluvione Progetto Firenze 2016 giovedì 12 alle 17,00 e “La grande occasione? Produzione artigianale e generazione di contenuti nell’era digitale” venerdì 13 alle 16,00, entrambi sotto la Loggia del Buontalenti, oltre ai laboratori di intreccio di vimini a cura di Giotto Scaramelli (sabato 14 e domenica 15 orario 14,00/18,00) e le dimostrazioni di irrigazione e potatura di Mondorose (sabato 14 e domenica 15 ore 12,00).
Inoltre mercoledì 12 alle 11,00 sarà assegnato il “Premio del Comitato Promotore allo stand più bello” mentre domenica 15 alle 19,00 in occasione del brindisi di chiusura della Mostra sarà assegnato il “Premio Perseo – Banca CR Firenze” all’espositore più apprezzato e votato dai visitatori.

Maggiori informazioni sul sito www.artigianatoepalazzo.it

Si ringraziano i gentili sostenitori della manifestazione:
Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Associazione OmA Osservatorio dei Mestieri d’Arte, Banca CR Firenze, Fondazione Ferragamo,
Starhotels, Richard Ginori.
Si ringrazia la Fondazione Studio Marangoni con i suoi allievi
per le fotografie della XXII edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO.

ARTIGIANATO E PALAZZO
Giardino Corsini
XXII edizione
12/13/14/15 maggio 2016

Per maggiori informazioni
www.artigianatoepalazzo.it

Comitato Promotore Internazionale
Stefano Aluffi Pentini, Barbara Berlingieri, Fausto Calderai, Fabrizia Caracciolo, Matteo Corvino, Michel de Grèce, Maria de’ Peverelli Luschi, Giovanna Folonari, Bona Frescobaldi, Anna Gastel, Mario Augusto Lolli Ghetti, Fabrizia Lanza, Ginevra Marchi, Raffaello Napoleone, Carlo Orsi, Alvar Gonzales Palacios, Beatrice Paolozzi Strozzi, Natalie Rucellai, Luigi Settembrini, James Stourton, Simone Todorow, Christian Witt-Dörring.

ARTIGIANATO E PALAZZO
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Studio Ester Di LeoUfficio stampa

Biancovostamare Elena Conti giornalista e artista

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Biancovostamare Elena Conti giornalista e artista

A Siena Galleria Beaux Arts e Boutique Mamo, 5 maggio 2016

E’ un doppiogioco, quello di Elena Conti, professione giornalista, ma con una grande passione, l’arte e la pittura nel cuore, il suo gioco doppio, quello che compie ogni giorno, con i suoi occhi pieni di mare e la mente e il cuore verso il suo elemento, il mare, che sogna, guarda sorpresa, come per la prima volta, scruta l’orizzonte, ci si perde, in sogni e nostalgie fanciullesche, e vive la canzone lenta e inesorabile del suo mare, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle 13090886_10207945175981704_774587906_oonde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo.
E l’artista Elena Conti vive la sua passione giocandoci, fissandola sulla tela e andando oltre…….crea una sua Personale alla Galleria Beaux Arts in via Montani a Siena e raddoppia l’emozione portando il “suo mare” in città, per le strade del centro di Siena, scendendo in strada, “osa” creando un museo, addirittura in strada, esponendo l’arte in vetrina, alla Boutique Mamo, rubando la scena alla Galleria….un doppio gioco dunque, facendo una scelta innovativa, che esce dai soliti 13078383_10207945175061681_177791806_oschemi di “fare vetrina” una esposizione sulla strada dove il sogno del glamour diventa una realtà in una boutique del gusto, dove tutto è trendy e modaiolo, dove si è cercato di determinare il look per la stagione estiva enfatizzando il colore dell’estate, il bianco.
In una sofisticata boutique del centro di Siena, la stampa dei suoi quadri su trendissime Tshirt e sensuali parei ma anche dipinti fissati al muro come quinta, in un candore immacolato di bianco, un non colore che quasi sgomenta, per spingere il passante a sognare, forse a fuggire verso voglie d’evasioni, isole 13101498_10207959075009171_268719816_nincontaminate, tramonti e fughe d’amore, atmosfere dei grandi loft internazionali…..tutto è design, ricerca, glam, per Elena Conti tutto è….avanti!!!!!.

per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.