Varsavia una città che guarda al futuro

la Sirena di VarsaviaVarsavia una città che guarda al futuro

La Polonia, situata nel cuore dell’Europa, è stata in passato un luogo di unione e di divisione tra l’Europa dell’est e dell’ovest e la sua capitale Varsavia, detta nel diciottesimo secolo la Parigi dell’est anche per le tante testimonianze lasciate dagli artisti italiani, è da sempre una città esuberante, movimentata, piena di vita. Il suo spirito giovane la rende una città unica, che meglio risponde alle aspettative del turista. Il brillante connubio tra antico e moderno, riscontrabile Cambio della guardia a Varsavianella mentalità e nell’architettura, si realizza nel pieno rispetto delle tradizioni, assecondando la spinta naturale verso l’evoluzione. Su questa linea si presenterà la Polonia all’Expo Milano 2015 con un padiglione, che sarà completamente seminato a frutteto con filari di alberi di mele, di cui il Paese è leader in Europa. I visitatori potranno così raccogliere personalmente i frutti dagli alberi. Le pareti interne saranno rivestite da specchi per creare l’illusone amplificata di un frutteto che si estende all’orizzonte. Varsavia, grazie all’aeroporto “Warsaw Chopin”, è un punto di snodo per i trasporti nazionali e internazionali del Paese. L’aeroporto è situato a soli 13 chilometri dal centro cittadino e si collega alla capitale con un efficiente servizio ferroviario metropolitano. La stazione principale “Centralina” si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, eretto in soli tre anni quale dono dell’Unione Sovietica e per questo non molto amato, mentre la stazione degli autobus è poco distante. Per le informazioni turistiche di Varsavia è attivo il sito www.warsawtour.pl dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia, che conta otto milioni di visitatori all’anno, si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale Polacco per il Turismo: Varsavia monumento a Chopinwww.polonia.travel/it. Situata nel cuore della pianura della Masovia ha avuto vicende travagliate, da cui ne è uscita sempre a testa alta. Per comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco è stato realizzato nel 2004 “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia”, per ricordare alle giovani generazioni gli orrori della guerra. A tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori. Su di una superficie di tremila metri quadrati si possono vedere oltre mille reperti ed un filmato in 3D, che mostra la città distrutta al 90% dalla furia nazista. Una leggenda racconta che due sorelle sirene, nuotando nel Baltico presero strade diverse, una approdò a Copenaghen e l’altra risalì il fiume Vistola, fermandosi per riposarsi in un luogo che oggi è la città vecchia, dove fu catturata e liberata, poi, dal figlio di un pescatore a cui avrebbe promesso aiuto in caso di difficoltà. Certo è che di statue della sirena a Varsavia ce ne sono ben tre. Ma naturalmente ce ne sono molte altre piccole sculture in giro per la città che nessuno è il Castello Reale di Varsaviariuscito a contare. Varsavia è un fiorente centro culturale, con concerti autunnali di musica contemporanea e di jazz. Fryderyk Chopin, che ad otto anni dette i suo primo concerto, fu educato a Varsavia e tanti sono i posti che lo ricordano. Molti sono i concerti che propongono le composizioni chopiniane, come quelli che si tengono ogni domenica, fino alla fine di settembre nel parco reale di Lazienki, nel giardino delle rose, sotto il monumento che lo ritrae come “poeta del pianoforte”. Nel parco ci si può sedere su panchine multimediali, uniche nel loro genere, installate nel 2010 nel duecentesimo anniversario della nascita, che permettono a tutti, premendo un pulsante, di poter ascoltare la sua musica. Il Parco Lazienki, di 76 ettari, dove si possono avvicinare pavoni e graziosi scoiattoli e si può fare anche un giro in gondola, è una delle mete preferite delle passeggiate dei cittadini di Varsavia. Incantevoli sono gli edifici storici al suo interno, realizzati dall’ultimo re della il Palazzo sull'Acqua di VarsaviaPolonia, Stanislaw Poniatowski, grande amante delle arti, che andando a caccia nel parco, decise di far costruire il Palazzo sull’Acqua, che si riflette con il suo colore bianco nelle acque del laghetto artificiale e altre strutture monumentali come l’Orangerie vecchia, al cui interno c’è il bellissimo teatro di corte Stanislawoski; l’Anfiteatro estivo; il collegio militare e il palazzo Mysliewicki. La strada reale, che termina con il Palazzo del Belvedere, fino al 1994, residenza del capo dello Stato, collega i vari palazzi reali con il castello totalmente ricostruito. L’utilizzo di quadri, fotografie e ricordi della gente servì come base per un grandioso progetto architettonico di ricostruzione del centro storico completato nel ’62 e che l’Unesco nel 1980 ha premiato per la bellezza e la perseveranza dei suoi abitanti, proclamandolo patrimonio di tutta l’Umanità. Il verde è punto di forza di Varsavia e ne è un esempio il giardino pensile della Biblioteca dell’Università con i suoi originali 2000 metri quadrati di verde attrezzato sul tetto, unito da passerelle, ponti e pergolati. Per scoprire la vera “cultura” della vodka, si può scegliere un tour di degustazione di tre ore che propone la visita di almeno tre diversi locali caratteristici panorama_Varsaviaper assaggiare sei diversi tipi di vodka, ascoltando le storie e gli aneddoti sulla città e su questa bevanda tipica polacca, infatti, secondo molti, è nata proprio in questo Paese. La vodka si sa è tipica dei paesi freddi del nord Europa, ma c’è un altro liquore squisito da provare ma di gradazione inferiore. Si tratta dell’idromele, un liquore dolce ottenuto dalla fermentazione di una soluzione di acqua, miele e lieviti, che la leggenda vuole fosse la bevanda preferita da Odino, re dei Vichinghi, nonché l’ambrosia degli dei. Il termine “Luna di miele”, potrebbe nascere dall’usanza di consumare idromele nella settimana successiva al matrimonio per aumentare la probabilità di nascita di un erede maschio.

Harry di Prisco

Torun risplende nel buio della notte

La statua di Copernico a TorunTorun risplende nel buio della notte

È stato il salentino Luciano Mariano a curare di recente gli effetti di luce del “matrimonio del secolo” di Ritika e Rohan, celebrato in Puglia e costato circa 10 milioni di dollari per l’allestimento, gli alberghi e i resort, le guardie del corpo, gli abiti e gli inviti in oro massiccio, e la scenografia magnifica. Intanto l’artista delle luci Luciano Mariano lo abbiamo incontrato a fine agosto nella cittadina polacca di Torun dove personalmente e solo con l’aiuto di cinque la posta di Toruncollaboratori ha fatto sì che le luminarie sono diventate opere d’arte. « La Galaxy Gallery con il suo fascino barocco – ci ha detto l’artista salentino – ha illuminato il buio della notte con l’arte delle luminarie grazie ad un allestimento che ricorda la nostra tradizione salentina». I visitatori sono stati invitati ad entrare nella galleria di luci, che ha interpretato la teoria copernicana, attraverso un gigantesco portale, che ha voluto rappresentare la navata centrale di una chiesa, guidati dalla voce inconfondibile del grande Luciano Pavarotti in un applauditissimo “Buongiorno a te” come “buongiorno alla vita”. Si è concluso a fine agosto la VI edizione del Festival internazionale Bella Skyway, dal tema panorama di Torunstimolante: “Toccare l’orizzonte, per sperimentare l’infinito”, che ha trasformato Torun, che si affaccia sul fiume Vistola, attraverso giochi di luce, in un enorme laboratorio sperimentale, basato su scienza e astronomia, con l’obiettivo di comunicare con i visitatori in modo insolito e stimolante attraverso l’esperienza della bellezza. Gli impianti presentati sono diventate vere e proprie macchine del tempo, così da accompagnare i trecentomila visitatori in un viaggio temporale. Per cinque giorni alcune costruzioni effimere sono diventate parte del paesaggio urbano, mentre alcune facciate degli edifici si sono trasformate in schermi cinematografici 3D.
La Galaxy Gallery  di Torun di Luciano Mariano«Il turismo è in crescita – ha detto il direttore dell’Agenzia Informazione Turistica di Torun (www.it.torun.pl), Szymon Wisniewski – e la città attira oltre un milione e seicentomila visitatori all’anno di cui l’ 80% è polacco, anche se attualmente solo il 20% proviene dall’ estero e per la maggior parte dalla Germania». Situata a circa 200 chilometri a nord di Varsavia, la cittadina polacca è collegata con diversi treni alla capitale. È un luogo magico da visitare che affascina quanti cercano una Polonia vivace al passo con i tempi pur sempre legata al suo importante passato. Qui si possono incontrare tanti giovani che frequentano l’Università Nicolò Copernico, erede della ricca tradizione dell’Università Stefan Batory di Vilna. Torun, da non dimenticare, è il luogo di nascita del geniale astronomo padre della teoria eliocentrica. E naturalmente non poteva mancare nella piazza del Mercato il monumento a lui dedicato, tutto realizzato in bronzo come anche merita una visita la casa-museo, ricco di cimeli astronomici e documenti appartenuti allo scienziato e di arredi medievali. Il complesso urbano di Torun è costituito dalla Città vecchia e dalla Città nuova e dovunque si avvertono i segni del glorioso passato fatto di arte e cultura, inserito dall’Unesco nel 1997 nella lista bandiera_polaccadel patrimonio mondiale dell’umanità. Grazie ai suoi numerosi monumenti è una delle città più belle ed artistiche della Polonia, fondata nel 1233 sulla riva destra della Vistola. La cittadina visse un periodo di forte sviluppo con l’Ordine dei Cavalieri Teutonici e successivamente fece parte della Lega Anseatica, divenendo uno dei più grandi centri commerciali dell’Europa dell’est, costituendo la principale rotta di comunicazione sia per la navigazione fluviale, che in parte per quella marittima, nel tratto che va dal Baltico a Torun.
Harry di Prisco

Pienza

Pienza

La città capolavoro, voluta dal Papa Mecenate Pio II nel suo borgo natio di Corsignano. La città ideale del Rinascimento, quella in cui meglio si esprime l’utopia della “civitas” come sistema di vita e di governo. É la prima costruita secondo un “piano urbanistico” in soli 3 anni (1459-62) dall’architetto Bernardo Rosellino con bellissimi e imponenti edifici: il Duomo, il restauro del preesistente Palazzo Pubblico, quello Borgia e il Palazzo Piccolomini con il giardino pensile e il loggiato in cui Zeffirelli ambientò la casa dei Capuleti nel suo film “Romeo e Giulietta”. Pienza è iscritta nel patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1996, riconoscimento che, dal 2004, si estende anche a tutta la Val d’Orcia considerata l’espressione più alta del rapporto uomo-natura.

Nel 2014 Pienza celebra il centenario dalla nascita del poeta Mario Luzi, cittadino onorario che fece della città di Pio II la sua residenza di elezione.

Da secoli Pienza è un mercato del formaggio di pecora che, la prima settimana di settembre aveva messo in vendita alla fiera di San Matteo, divenuta nel 1974 “Fiera del cacio” che recentemente si è arricchita del gioco del “cacio al fuso” e di un concorso ONAF per i migliori pecorini (di caseifici e aziende agricole) della Toscana del Sud

Dalla vigna alla cantina: a Firenze il “Museo del Vino”

2Dalla vigna alla cantina: a Firenze il “Museo del Vino”
Il passato e il presente della viticoltura in via Martelli: ecco la prima struttura espositiva privata in collaborazione col museo archeologico

Firenze è una città perennemente “da scoprire”, le sue stradine, l’Oltrarno e le sue botteghe storiche ormai sempre più rare, i viali che portano fino al Piazzale Michelangelo, i cancelli chiusi, i portoni….ma se si riesce a scorgere attraverso i muri, i pergolati, le grate e le persiane si possono scoprire dei mondi impensabili, dei giardini dalla bellezza sconcertante, celati, ma spudorati nella loro bellezza. E così anche il centro storico, fatto di palazzoni severi, eleganti, classicheggianti ma che si aprono ad attività 4nuove, ad artigiani illuminati, arte e cultura, a collezioni impensate, a musei….
Come il Museo del Vino, nato in via Martelli:un’esposizione permanente dedicata al ciclo di lavorazione della vite e del vino, con oltre 500 oggetti storici, a partire da alcuni autentici reperti etruschi, romani e medievali concessi dal Museo Archeologico di Firenze. E’ il “museo del Vino” di Firenze la prima realtà del genere, espressione dell’intera Italia vinicola nel suo complesso: forte di trovarsi in una città dalla forte vocazione sia vinicola che museale, nelle sue due sale “Winex” (sintesi di Wine Exposure) intende mostrare tutti gli elementi che dal tralcio di vite portano fino alla bottiglia di vino, celebrando il forte retaggio dei saperi del territorio.

1Un’occasione unica per imparare qualcosa di più sul mondo della vigna e della cantina: la prima stanza – impreziosita da un decanter etrusco, un “kantharos” (coppa) e una brocca – è dedicata al rapporto tra l’uomo e la vigna, con una raccolta di oggetti caratteristici delle fasi di lavorazione dei tralci, mentre la seconda ripercorre i momenti del passaggio da mosto a vino.

6A mettere insieme la collezione che compone il museo è Giuseppe Iuppa, appassionato di archeologia, di mondo etrusco e di vino, nonché titolare del wine-bar Little David al cui interno sorge il museo: “Per molto tempo ho raccolto questo materiale in giro per l’Italia per piacere personale – spiega, con soddisfazione – e l’anno scorso finalmente mi sono deciso a selezionare gli esemplari più interessanti e ordinarli secondo un criterio didascalico, in modo da dare un valore aggiunto per fiorentini e turisti. Vorrei che il museo potesse diventare un’attrazione per far vedere ai visitatori di Firenze una parte importante del made in Italy enologico”.

Il “museo del Vino” è aperto tutti i giorni, dalle 10 a mezzanotte (in concomitanza con gli orari del Little David), ingresso libero per i clienti del wine-bar.

Per info:
info@littledavid.it
055.2302695

Segnalato da Cristina

Castello di Levizzano – Suggerito da Consorzio Castelvetro V.I.T.A.

Sorge nel meraviglioso paesaggio collinare dell’omonima frazione del Comune. La struttura, eretta come baluardo difensivo contro gli Ungari nel IX secolo, consiste in una cinta muraria al centro della quale è posta la cosiddetta “Torre Matildica”, mentre nella zona sud è ubicata una cappella dedicata ai SS. Adalberto ed Antonino, ora sconsacrata.

Consorzio Castelvetro V.I.T.A.
Via Tasso n.5 – 41014 Castelvetro di Modena (MO)
Tel. 059 758880 – E.mail: info@castelvetrovita.it

Visita giudata al Castello di Levizzano – Suggerito daConsorzio Castelvetro V.I.T.A.

castello-levizzano-rangone-520.jpgDomenica 8 Settembre 2013

15.30-18.30
Visita guidata ore 16.00

Sorge nel meraviglioso paesaggio collinare dell’omonima frazione del Comune. La struttura, eretta come baluardo difensivo contro gli Ungari nel IX secolo, consiste in una cinta muraria al centro della quale è posta la cosiddetta “Torre Matildica”, mentre nella zona sud è ubicata una cappella dedicata ai SS. Adalberto ed Antonino, ora sconsacrata.

Consorzio Castelvetro V.I.T.A.
Via Tasso n.5 – 41014 Castelvetro di Modena (MO)
Tel. 059 758880 – E.mail: info@castelvetrovita.it
 

La Tunisia e Malta a cinque stelle – Harry di Prisco

Malta.jpgL’inizio della stagione estiva ha fatto segnare in Tunisia un forte incremento nei numeri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un aumento pari al 21%. Lo ha reso noto il ministro del Turismo, Jamel Gamra, spiegando che, dal primo maggio al 20 giugno, in Tunisia sono arrivati 2.400.000 turisti, corrispondenti a 10 milioni di notti e ad entrate per circa un miliardo di euro.
“Tunisia viverla a pieno”, questo è il leit motiv della campagna promozionale internazionale della Tunisia targata 2013.
Non a caso è stato presentato a Napoli presso la struttura “Paradiso Blanco”, per iniziativa del nuovo tour operator “I Dolci Viaggi”, il nuovo catalogo Tunisi.jpg“Tunisia a cinque stelle”.  Nell’ occasione è intervenuto il vicedirettore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il Turismo (www.tunisiaturismo.it), Dora Ellouze, che ha spiegato come la nazione con il nuovo Ministro del Turismo, Jamel Gamra, intende presentarsi sul mercato sempre fedele alle esigenze del cliente così da arrivare a fare dell’Italia la prima destinazione sulla Tunisia, un paese stabile con un ottimo rapporto qualità/prezzo. «Il turismo ha il 7,5% del Pil e siamo fiduciosi – ella ha ribadito – che, attraverso il mercato del last minute, si possa arrivare a raggiungere l’obiettivo di 350.000 ingressi di turisti italiani, così come lo è stato nel 2010».
Tra le novità del catalogo il primo “Weekend del vino a Tunisi” programmato dal 6 al 9 settembre. L’iniziativa è frutto di una ricerca fatta da “I Dolci Viaggi” – Airongroup srl (booking@idolciviaggi.it) che si avvale dell’esperienza consolidata dell’imprenditore nel settore turistico, Angelo De Negri, ideatore tra l’altro anche della Borsa Mediterranea del Turismo. «Il brand “I Dolci Viaggi” propone – ha precisato De Negri – due destinazioni per l’estate 2013: Tunisia e Malta.  La vicinanza all’Italia, i costanti collegamenti e la forte tradizione turistica di questi due paesi mediterranei ci hanno agevolato nella nostra scelta. Le strutture alberghiere sono ottime e quelle da noi selezionate hanno caratteristiche d’eccellenza».  
Anche Abdel Malek Behiri, responsabile centro sud Italia dell’Ente nazionale tunisino per il Turismo ha confermato come sia giunto a proposito il catalogo proprio per dare un segnale nuovo in merito all’offerta turistica del Paese che è tranquillo, accogliente come prima più di prima».  Il pacchetto “Vin d’Africa” è stato illustrato da  Fabrizio Cantella, che si occupa in particolare di questa novità per “I Dolci Viaggi”.  «Era giusto promuovere il vino anche in questo Paese che vanta una tradizione millenaria che risale a diversi secoli a.C. e si deve all’agronomo tunisino Magon il primo trattato sulla produzione del vino, a riprova delle radici storiche delle vigne in terra d’Africa. Attualmente ci sono molte joint venture per produrre e mettere in vendita il vino nei circuiti esteri. Si è dato vita così ad una serie di cantine modello, per lo più dislocate nella penisola di Cap Bon, poco distante dalla capitale, che usano impianti e tecnologie in prevalenza italiane. Al weekend dedicato agli appassionati del vino, a cui sono riservati  tre pernottamenti presso l’Hotel a 5 stelle Hasdrubal di Hammamet, degustazioni presso tre cantine e cene tipiche, assistenza sul posto in italiano, nonché i voli, si potranno abbinare anche gli altri prodotti  inseriti nell’offerta turistica tunisina, come la cultura (è tutto visitabile il Museo del Bardo e il Museo di Sousse), il golf, la talassoterapia e naturalmente il mare.  Da Napoli ci sono tre voli alla settimana, garantiti dalla Compagnia Tunisair Express, in partenza per Tunisi (il lunedì e il venerdì si parte da Capodichino alle ore 13.45; il mercoledì la partenza è alle ore 16.00). «C’è anche la possibilità – a spiegarlo è il rappresentante Tunisair Express per l’Italia, che ha la sua sede a Palermo, Ben AbdelAdhim Khaled – di usufruire solo il mercoledì del collegamento Napoli – Tunisi – Jerba, anche se per Jerba bisognerà proseguire con un altro aereo». Gran successo sta riscuotendo da qualche anno il collegamento Napoli – Tunisi anche grazie ai nuovi aerei di linea, messi a disposizione dalla compagnia, che da sei mesi ha come direttore generale Miaoui Ali.
Per “I Dolci Viaggi” anche Malta è a cinque stelle. Collegata con Napoli in agosto con il volo del lunedì dell’Air Malta, la più piccola delle nazione dell’UE, è dotata di infrastrutture turistiche d’eccellenza, oltre allo splendido mare, ai divertimenti e all’ottimo cibo. A parlare dell’isola di Malta destinazione ottima per qualità/prezzo è stata Giulia Gambacciani, marketing and comunication executive presso Malta Tourism Authority (www.visitmalta.com/it).  «L’offerta turistica è notevole anche considerando che Malta con i suoi settemila anni di storia, che risale al neolitico di cui sono rimasti misteriosi templi megalitici dedicati alla dea della fertilità, è una destinazione ben nota agli italiani che per l’86% la consiglierebbero ad amici e parenti. Inoltre la destinazione è aperta non solo ai giovani ma ad una media di persone che si aggira sui 46 anni».
 
Harry di Prisco
 
 

Greve in Chianti – Cristina

Certo l’Italia non finisce mai di sorprenderci, dovunque si giri l’occhio si scorge, ma è meglio dire, si scoprono mille e mille opere d’arte, mille paesi e borghi pieni di fascino e testimonianze, mille botteghe artigiane, anch’esse testimonianze peculiari della nostra cultura, mille  trattorie, posti dove la cultura del cibo è sacra, tramandata, ricette segrete, fatte di ricordi, sapori che ti fanno pensare al profumo di pane fresco, profumi rimasti nel ricordo della nostra fanciullezza, dove le massaie insegnavano, tramandando nozioni e favole davanti allo scoppiettio di un camino acceso.
E’ bello il paese di Greve, si conoscono tutti, la gente che si incontra e si saluta, le chiacchiere al bar, i bambini che ordinatamente vanno a scuola, a piedi, il mercato del sabato, le botteghe con l’intreccio e la lavorazione del legno d’olivo, atmosfere sospese oltre il tempo, dove le stagioni hanno un volto che cambia, dalla bruma che avvolge la campagna d’inverno al sole abbacinante di certi pomeriggi d’estate, campagne assolate e olivi secolari, covoni di grano maturo, un mondo fatto di umanità, ma anche di serenità data dalla natura e il verde che la circonda, fatta di cipressi maestosi, il leit motiv della campagna toscana, e poi olivi, che ti abbracciano, si inchinano, materni e argentei, nella consapevole testimonianza del loro prodotto unico.
Greve in Chianti è uno di questi paesi, vicinissimo a Firenze e Siena, ma non per questo è un paese che si è sentito secondo, pieno anch’esso di testimonianze e opere d’arte, come un affresco del XIV secolo raffigurante una Madonna col Bambino e un trittico di Bicci di Lorenzo del 1420 circa.
Ma la caratteristica di Greve è l’artigianato e il cibo, oltre naturalmente al vino, il nostro meraviglioso Chianti.

La guida 2013 Relais du Silence presenta i suoi gioielli all’Elba – Harry di Prisco

la scogliera di Sant'Andrea.jpgÈ stata presentata in questi giorni sull’Isola d’Elba la nuova Guida 2013 della catena “Relais du Silence – Silencehotel” (www.relaisdusilence.com) che si basa su tre elementi importanti: tranquillità e rispetto per l’ambiente che favoriscono un soggiorno di relax, stile personalizzato, elegante, confortevole, gestione quasi sempre familiare dove i proprietari si occupano direttamente dell’andamento della “casa” e ricevono personalmente i loro ospiti.

«Qui si può vivere un’esperienza unica – ha detto Barbara Lovato, responsabile dei media di Atout France, l’Ente del Turismo francese (www.rendezvousenfrance.com), partner dell’iniziativa di aprile – che si basa sul rispetto dell’ambiente e dei luoghi autentici dove il cliente si deve emozionare. Ecco che il tempo non ha più valore e ci si dimentica della quotidianità. Mai un relais è uguale all’altro».

la villa San Martino di Napoleone.jpgSono 200 le strutture alberghiere distribuite in dieci paesi europei (22 di queste sono in Italia) che fanno parte dei Relais du Silence della Société Européenne d’Hotellerie, il primo gruppo cooperativo europeo multimarca di alberghi indipendenti. Per Stéphane Barrand, direttore generale di Seh United Hoteliers, il controllo continuo delle strutture è essenziale per far rispettare l’ecosistema. «In un ambiente propizio alla meditazione – dice Barrand – si potrà ritrovare sé stessi circondati da una natura incontaminata, rassicurante e distensiva». Non a caso nel 2009 i Relais du Silence hanno ottenuto il marchio di Qualità Turismo dal Ministero del Turismo Francese. «La scelta dei nuovi alberghi italiani da associare deve essere frutto di meticolosità e deve rispondere ai requisiti richiesti», così Enrico Ieri, Direttore per l’Italia della Seh. L’evento di aprile ha inteso far conoscere le strutture tutte immerse nella natura che offrono soluzioni uniche di soggiorno, di livello medio – alto che vanno dalle tre alle cinque stelle. La catena nata nel 1968 in Francia a Grenoble ha oggi la sua sede a Parigi. Man mano si è sviluppata in Portoferraio all'isola d'Elba.jpgtutt’Europa selezionando fra i suoi soci case patrizie, ville, castelli fattorie, mulini, antichi “alberghi di posta”, chalet, tutti diversi, ma tutti egualmente accoglienti e dotati di fascino e di confort. È possibile anche richiedere la carta Accent, gratuita, che premierà la fedeltà della clientela. Ma andiamo con ordine e parliamo dell’Elba, terza isola per grandezza della nostra bella Italia. Per raggiungerla ci si può imbarcare a Piombino Marittima, dove tre compagnie di navigazione dispongono di confortevoli traghetti che effettuano corse plurigiornaliere. Con una sola ora di navigazione si coprono i circa 10 chilometri che separano l’isola dal continente, raggiungendo il porto di Portoferraio. In alternativa esiste un collegamento veloce con aliscafo che in soli 35 minuti raggiunge l’Elba. Sull’isola ci sono due strutture alberghiere che fanno parte della catena, l’“Hotel Sant’Andrea” (www.hotelsantandrea.com), associato già da qualche anno, che si trova sulla Marciana Marittima-Elba.jpgcosta settentrionale a circa 30 km da Portoferraio e “La Tenuta delle Ripalte” di Capoliveri (www.tenutadelleripalte.it), situata sull’estremità sud – orientale, che è entrata a far parte dei Relais du Silence, da poco insieme ad altre due strutture del Sud Italia, il Relais Pian delle Starze a Marina di Camerota, nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed il Mirador Resort situato in Puglia a Laureto, una frazione di Fasano. La famiglia Garbati, titolare del “Sant’Andrea”, da quindici anni ha deciso di puntare sull’accoglienza. La posizione dell’albergo è straordinaria e permette di affacciarsi su un golfo che si contraddistingue per le acque cristalline ed i fondali dai mille colori. La caratteristica dell’albergo è di essere a conduzione familiare dove regna la cordialità e l’amore per i piccoli e i grandi dettagli che fanno da cornice a quest’ambiente che sa trasmettere pace e tranquillità. Ad aiutare in cucina il una baia dell'Elba.jpgcapofamiglia Sauro, che è poi lo chef della Casa, è la figlia Serena mentre l’altra figlia Elisa e la moglie Teresa si occupano dell’accoglienza. Una piacevole serata si potrà trascorrere sulla terrazza – giardino panoramica, particolarmente amata dagli ospiti, che si affaccia sull’incantevole baia di Capo Sant’Andrea. Si potrà cenare a lume di candela con piatti unici della cucina povera tradizionale, ma di gran gusto, che ricorda l’isola d’Elba di molto tempo fa. La cucina di Sauro è a base di pesce fresco, olio extra vergine d’oliva e buon vino, il tutto proveniente da questa terra incantevole circondata dal mare, tra il vento caldo di scirocco e il fresco vento del maestrale. L’altro Relais du Silence elbano è la “Tenuta delle Ripalte” di proprietà di Paolo Ederle, diretta da Riccardo Pironi. Si arriva dopo aver attraversato la cittadina di Capoliveri e dopo nove chilometri di strada panoramica e sterrata che oltrepassa le miniere di Monte Calamita, che hanno una storia millenaria da raccontare, dal tempo degli Etruschi fino al 1980, anno di chiusura dell’attività. Il giacimento si affaccia sulla punta del monte, accanto alla baia di Remaiolo, una delle spiagge più famose dell’Isola d’Elba, fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è protetta dall’Unesco per la varietà e la qualità dei suoi minerali. All’Elba ci sono ben 150 minerali diversi, molti sono nascosti proprio nelle rocce della montagna, sulle rive delle spiagge e nelle miniere. Esperte guide sono pronte ad accompagnare a scoprire la terra del ferro, dei cristalli e del mare. La Tenuta delle Ripalte di 450 ettari è poco distante ed è caratterizzata dal colore della terra arrugginita che contrasta con le verdi chiome dei pini. Non a caso è stata scelta a far parte degli Hotel Relais du Silence in quanto per arrivare sin qui ci si lascerà alle spalle lo stress di tutti i giorni. È circondata da 12 chilometri di costa, con spiaggette, cale e scogliere. Nel cuore di un verde altopiano sorge la villa ottocentesca, che fu dimora estiva del marchese Tobler che amava la coltivazione della vite. L’intero comprensorio, che rappresentava la più grande azienda agricola dell’Elba, fu poi abbandonato dai successivi proprietari e solo nel 1977 fu rilevata dall’attuale società “Tenuta delle Ripalte” che l’ha fatta diventare struttura turistica e agricola. La Tenuta, che conta al suo interno, fattorie, la villa padronale e altre ville vicine, comprende anche quindici ettari di nuove vigne che producono l’Aleatico, il passito della tradizione elbana, il vermentino, il rosso, nonché l’ultimo nato, il “Rosato delle Ripalte”, prodotto da uve a bacca rossa “aleatico”. Il Ristorante Calanova, dato in gestione dalla proprietà, è affidato alla cura dello chef veneto Matteo Cantarella e consente di pranzare e cenare all’aperto all’ombra di antiche querce di sughero.

Non si può lasciare l’Elba senza ricordare Napoleone Bonaparte che in quest’isola trascorse circa 10 mesi, portando notevoli migliorie: costruì strade, riorganizzò l’economia mineraria, incrementò la produzione e l’esportazione del vino, dando notevole impulso all’agricoltura.

Harry di Prisco

Soncino

Soncino è un Borgo che si può definire “della memoria: un’enciclopedia senza fine, un bene dell’umanità, un’avventura in cui scopriano noi stessi”. Soncino, non è solo un Borgo perfettamente conservato, ” a misura d’uomo”, ma soprattutto “un’esperienza”
Racchiuso nella cerchia muraria, contiene gioelli di storia, che difficilmente troverete raggruppati in uno spazio chilometrico così ristretto.
Varcando una delle quattro porte d’ingresso, sembra di compiere un Rito di passaggio, di lasciare il tempo ordinario per entrare in un tempo diverso, extraordinario, come direbbero gli antropologi
Loggette, portici e case, tante in mattoni a vista, piccole strade che separano in due il Borgo, a testimoniare antiche “divisioni”… Guefli e Ghibellini…
La frenesia dei tempi moderni, porta la necessità di riscoprire luoghi ricchi di storia, cultura, tradizioni, cucina nostrana, natura….ecco perchè visitare Soncino ripagherà dello sforzo di uscire dalle più facili sollecitazioni e Vi consegnerà ricordi ai quali sarete grati.

Essendo il nostro Borgo nel Parco Oglio Nord, è possibile effettuare scampagnate alla scoperta di luoghi estranei ai più rinomati e pubblicizzati percorsi ma che possone essere ricchi di interesse e soddisfare le esigenze dei turisti più attenti . Camminate, biciclettate discese in Gommone passeggiate con carrozze e cavalli lungo il Fiume, si possono ancora organizzare nelle giornate d’autunno e sapranno regalarci scorci di natura affascinante e colori indimenticabili.

Essendo il nostro Borgo nel Parco Oglio Nord, è possibile effettuare scampagnate alla scoperta di luoghi estranei ai più rinomati e pubblicizzati percorsi ma che possone essere ricchi di interesse e soddisfare le esigenze dei turisti più attenti . Camminate, biciclettate discese in Gommone passeggiate con carrozze e cavalli lungo il Fiume, si possono ancora organizzare nelle giornate d’autunno e sapranno regalarci scorci di natura affascinante e colori indimenticabili.
Prosegue sicuramente sino a fine mese in Rocca la mostra fotografica “AQUARIA RITROVATA” e l’esposizione degli “ANTICHI STRUMENTI DI TORTURA”, mentre sino al’11 Novembre, presso il Museo della Stampa, la collettiva “COINCIDENZE”
Non potranno mancare pranzi o cene con prodotti tipici nei caratteristici ristoranti-agriturismi del paese, oppure fugaci soste nei bar del centro per una pausa caffè davvero rilassante o uno shopping a prezzi agevolati pressi i nostri esercizi commerciali.
Per visitare al meglio il borgo e il territorio circostante, potrete soggiornare presso le nostre strutture che offrono tariffe vantaggiose ai turisti
Proseguono le prenotazioni per i laboratori didattici che con professionalità decennale, le nostre associazioni propongono a scuole di ogni ordine e grado, così come le visite giudate al Borgo che gruppi di adulti e sempre più famiglie scelgono di effettuare anche in periodi autunnali-invernali
Rimaniamo a disposizione per ogni informazione: turistica, gastronomica, visite guidate per gruppi, laboratori didattici, affitto locali Rocca Sforzesca e La Filanda, matrimoni in Rocca e molto altro.

Visita alla “Soncino Magica” – Soncino (CR)

Sabato 10 e sabato 24 novembre 2012

Ufficio turistico comune di Soncino 
Largo Salvini – Soncino (CR)
0374 83188 340 6611257
per info sul sito:
www.soncino.org/
turismo@comune.soncino.cr.it

 

Galleria Campari – Ufficio stampa Campari

1920_Dudovich.jpgGalleria Campari è stata inaugurata il 18 marzo 2010 in occasione del 150mo anniversario del marchio.
La Galleria Campari sorge negli spazi della palazzina liberty risalente al 1904, in via Gramsci a Sesto San Giovanni. L’edificio, allora nato quale primo stabilimento di produzione industriale a opera di Davide Campari, figlio del fondatore Gaspare, è stato ristrutturato dall’architetto Mario Botta che, con grande capacità compositiva, lo ha inserito nel contesto del nuovo edificio di indiscusso valore architettonico e urbanistico, che ospita dall’aprile 2009 l’Headquarters del Gruppo Campari.
Il primo piano della Galleria si divide in tre grandi aree tematiche dedicate a comunicazione, arte e produzione. E’ possibile trovare una selezione delle campagne pubblicitarie Campari, tra cui il celebre spot di Federico Galleria_Campari_First_Floor_12_thumb.pngFellini, i caroselli dal 1954 fino al 1977 e le immagini animate dei Calendari Campari dal 2000 al 2012. In più, una serie di opere originali su carta esposte nella parte centrale della Galleria. Tra gli autori di maggior interesse: Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Marcello Nizzoli Primo Sinopico e Ugo Mochi. Il secondo piano della Galleria porta il visitatore in uno spazio dedicato alla storia del prodotto e che si articola in una serie di stanze delle meraviglie dalle quali uscirà stupito e divertito. La narrazione si sviluppa lungo 5 stanze dove il visitatore si perde nel tempo e nello spazio del mondo Campari.
Galleria_Campari_Second_Floor_21_thumb.pngGalleria Campari è aperta al pubblico nel pomeriggio delle giornate di martedì, giovedì, venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30. A disposizione degli ospiti anche un Gift&Book Shop nel quale si possono acquistare immagini artistiche e memorabilia Campari. Ulteriori informazioni su orari e prenotazione visite guidate sono disponibili sul sito www.campari.com.
 
 
Gruppo Campari
 
Davide Campari-Milano S.p.A., insieme alle sue controllate (“Gruppo Campari”), è una delle realtà più importanti nel settore del beverage a livello globale. E’ presente in 190 paesi nel mondo con leadership nei mercati italiano e brasiliano e posizioni di primo piano negli USA e in Europa continentale. Il Gruppo vanta un portafoglio ricco e articolato su tre segmenti: spirit, wine e soft drink. Nel segmento spirit spiccano brand di grande notorietà internazionale come Campari, Carolans, SKYY Vodka e Wild Turkey e marchi leader in mercati locali tra cui Aperol, Cabo Wabo, Camparisoda, Cynar, Frangelico, Glen Grant, Ouzo 12, X-Rated Fusion Liqueur, Zedda Piras e i brasiliani Dreher, Old Eight e Drury’s. Nel segmento wine si distinguono oltre a Cinzano, noto a livello internazionale, i brand regionali Liebfraumilch, Mondoro, Odessa, Riccadonna, Sella&Mosca e Teruzzi&Puthod. Infine, nei soft drink, campeggiano per il mercato italiano Crodino e Lemonsoda, con la relativa estensione di gamma. Il Gruppo impiega oltre 2.200 persone e le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI – Bloomberg CPR IM) sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana. www.camparigroup.com.
 
Contatti
Galleria Campari
Chiara Latella – Tel +39 02 6225.551
chiara.latella@campari.com
 
Galleria Campari
Via Gramsci 161, Sesto San Giovanni
Tel. +39 02 6225.551
galleria@campari.com
 
D’Antona & Partners
Marianna Lovagnini – Tel +39 02 8557040
m.lovagnini@dandp.it
Federica Savino – Tel +39 02 85457037
f.savino@dandp.it

Le Lune di Pompei

Suggestivo itinerario notturno di gruppo con guida dell’area archeologica di Pompei

Quante volte hai sognato di avere una macchina del tempo? Magari per passeggiare per le strade di Pompei, immerso tra la folla dell’antica città, prima della terribile eruzione del Vesuvio. Lì dove s’intrecciavano storie di passioni e carriere politiche di gente comune e personaggi mitici e leggendari di altri tempi e civiltà, per scoprire la vita quotidiana delle abitazioni e delle
botteghe, il fermento dei luoghi pubblici, la devozione per gli dei e la pietas per i genitori, il gusto raffinato per l’arte e i piaceri della vita, il valore del talento, dell’ingegno e dell’operosità…

I parametri del viaggio sono già stati impostati, non ti resta che azionare il dispositivo e, come nei migliori film di fantascienza, ti ritroverai proprio in quell’epoca!

Emozioni ricche di cultura

Il percorso dura circa 90 minuti. Consigliate calzature comodeOgni gruppo è composto da circa 40 persone con relativa guida
Ogni gruppo parte a distanza di 20 minuti

Le Lune di Pompei
Piazza Bartolo Longo 36
80045 Pompei (NA)
http://www.lelunedipompei.com/

Ingresso da Porta Anfiteatro
Condizioni:
Il percorso inizia un’ora dopo il tramonto.
Prenotazione obbligatoria da martedì a domenica 10-20 al numero 081.19303885.

Nel parco della Reggia di Caserta

Il viaggio alla scoperta del Palazzo Reale by night cambia radicalmente concezione e contenuto: più suggestivo, più spettacolare, più creativo, arricchito da collaborazioni artistiche d’eccezione.
Il percorso dell’edizione 2010 è infatti narrato e musicato da Peppe Servillo, Fausto Mesolella e gli Avion Travel, con le fantastiche visioni di Giuseppe Ragazzini, animatore pittorico che ha già realizzato video e performance live
per Paolo Conte, Gianna Nannini, Paolo Virzì. Inoltre l’evento si avvale della partnership con Rai Teche: l’archivio della Tv di Stato ha messo a disposizione filmati e documentari sulla storia dei Borbone, che saranno parte integrante dell’itinerario.

L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Ente Provinciale per il Turismo diCaserta, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici,paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento, con il finanziamento dell’assessorato al Turismo della Regione Campania con fondi dell’Unione Europea.
L’itinerario prevede performance dal vivo e spettacoli di forte impatto scenografico, che evocano emozioni di grande intensità, tra giochi di luci,acqua e fuochi barocchi, con l’obiettivo di esaltare la maestosità del Parco della Reggia, vincitore dell’edizione 2009 del concorso “Il Parco più bello d’Italia”.

L’ITINERARIO
Le nuove atmosfere partono dalla rievocazione di Ercole e del suo mito ad opera di Peppe Servillo, attraverso la storia dell’Ercole Latino, la grande statua collocata a metà del “Cannocchiale” realizzato dal Vanvitelli, proprio di fronte  al monumentale scalone d’ingresso di Palazzo Reale. L’Ercole Latino faceva coppia con un’altra statua, identica ma contrapposta. Entrambe, copie romane di un originale greco, provenivano dal Palazzo Farnese di Roma. L’Ercole Latino fu creduto perduto, finché una studentessa non lo identificò proprio con la grande statua all’interno della Reggia.
Il percorso porterà poi per la prima volta i visitatori alla scoperta del “bosco vecchio” e della Castelluccia (realizzata tra il 1769 ed il 1773 per il divertimento del giovane Ferdinando IV, che la utilizzava per organizzare finte battaglie terrestri) recentemente restaurata e aperta al pubblico.I turisti saranno condotti fino alla Peschiera Grande, dove il sovrano preparava i suoi assalti giocando alla battaglia navale. Qui la sfarzosità dello spettacolo finale di magie d’acqua e di fuochi su musiche barocche segnerà il culmine dello stupore scenografico e vuole essere anche un omaggio alla magnificenza dell’epoca dei re, quando tutte le più importanti feste di corte terminavano con lo scintillio di fuochi capaci di far brillare il cielo in piena notte.
“Le tante novità ideate – sottolinea il presidente dell’Ept, Enzo Iodice – e l’entusiasmo che avvertiamo ci fanno auspicare che i nuovi Percorsi di Luce s’inseriranno tra gli appuntamenti più attesi della stagione estiva campana e tra i più esclusivi a livello nazionale”

Museo del Parmigiano Reggiano – Soragna (PR)

Da marzo a 8 dicembre 2011
 
Un museo dedicato al Parmigiano Reggiano
Il re della tavola.
Questo famoso e pregiato formaggio è conosciuto ed esportato in tutto il mondo.
Pare che le sue origini siano antichissime. Già citato nel Decamerone, dal Boccacio nel Trecento, per condire maccheroni e ravioli.
Immagini, disegni d’epoca, foto, oggetti datati tra ottocento e la prima metà del novecento .che ne raccontano la storia, la produzione, la stagionatura la commercializzazione, la trasformazione
Il ruolo del consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela della qualità
 
Sabato – Domenica e festivi  dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
Da febbraio a marzo e  venerdì solo prenotazioni per gruppi
Da lunedì a giovedì chiuso
 
Museum Shop Pubblicazioni, oggetti per la tavola e prodotti tipici del territorio
 
Didattica
Laboratori scientifici a tema per le scuole
www.museidelcibo.it
Prezzo biglietto con degustazione € 5
Prezzo biglietto senza degustazione € 4
Ridotto € 3
 
Museo del Parmigiano Reggiano
c/O Corte Castellazzi
Ingresso attraverso il percorso pedonale di Via dei Mille
Soragna (PR)
Telefono 0524/596129
prenotazioni.parmigiano@museidelcibo.it

Museo del prosciutto e dei salumi di Parma Langhirano (PR)

Da marzo a 8 dicembre 2011
 
Sabato – Domenica e festivi  dalle 10 alle 18
 
Il Museo del Prosciutto di trova il quella che viene riconosciuta la capitale del prosciutto, in una zona che ha nel suo DNA  la lavarozione e la stagionatura delle carni suine
 
Un viaggio nella storia per capire come si produceva, in passato fino ad arrivare alle moderne tecnologie .
Il ruolo del salume dal punto di vista politico e storico
Il ruolo del Consorzio del Prosciutto di Parma
Le razze suinie
Documenti storici
Proiezioni audio video
Fotografie
Degustazioni
 
Museum Shop Pubblicazioni, oggetti per la tavola e prodotti tipici del territorio
 
Didattica
Laboratori scientifici a tema per le scuole
www.museidelcibo.it
 
Da febbraio a marzo e da lunedì a venerdì solo prenotazioni per gruppi
 
Prezzo biglietto € 4
Ridotto € 3
Assaggio di Prosciutto Crudo prezzo 3 €
Ridotto 2 €
Degustazione prodotti tipici
 
c/o Ex Foro Boaro
Via Bocchialini 7
Langhirano (PR)
Telefono 0521/864324
prenotazioni.prosciutto@museidelcibo.it
 
c/o Ex Foro Boaro
Via Bocchialini 7
Langhirano (PR)
Telefono 0521/864324
prenotazioni.prosciutto@museidelcibo.it

Museo del pomodoro – Collecchio (PR)

Da marzo a 8 dicembre 2011
 
Sabato – Domenica e festivi  dalle 10 alle 18
 
Originario dell’America, il pomodoro arriva in provincia di Parma, nella seconda metà dell’Ottocento, i prodotti a base di pomodoro diventando nel tempo uno dei prodotti tipici della zona
Un museo che percorre la storia di questo ortaggio.
Dalla coltivazione alla trasformazione alla industria conserviera.
Il ruolo di questo ortaggio nella economia
La ricostruzione di una linea di produzione con 14 macchine d’epoca
Un percorso che parte dal’500 quando il pomodoro arriva in Europa, ed arriva ai giorni nostri sulle nostre tavole
Un intero museo dedicato al pomodoro le zone di produzione, la diffusione, le varietà esistenti, i principi nutritivi, le zone di produzione, le tecnologie di lavorazione, i prodotti che derivano dal pomodoro conserve, sughi, succhi…
Una sezione interessante è dedicata alla pubblicità, alla comunicazione al packaging latte, tubetti d’epoca, materiale pubblicitario e materiale di comunicazione di oltre 100 marchi attivi all’inzio del’900 nel parmense
Poi ancora pubblicità, ricette, dipinti, citazioni…insomma il Mondo del pomodoro a 360°
 
Museum Shop Pubblicazioni, oggetti per la tavola e prodotti tipici del territorio
Didattica
Laboratori scientifici a tema per le scuole
www.museidelcibo.it
 
Da febbraio a marzo e da lunedì a venerdì solo prenotazioni per gruppi
 
Prezzo biglietto con degustazione € 5
Prezzo biglietto senza degustazione € 4
Ridotto € 3
 
Museo del pomodoro
c/O Corte di Giarola
Strada Giarola 11
Collecchio (PR)
prenotazioni.pomodoro@museidelcibo.it

Calici di stelle Città del vino – Campoli del Monte Taburno (BN)

Da lunedì 8   a mercoledì 10  agosto 2011

X Edizione 

Ad agosto, nei giorni 8-9-10, ritorna a Campoli del Monte Taburno in provincia di Benevento, “Calici di Stelle –Città del Vino” appuntamento enogastronomico, rientrante tra i “Grandi Eventi” promossi dalla Regione Campania. Grandi sorprese interesseranno la manifestazione per questa edizione 2011. Il Forum dei Giovani, organizzatore dell’evento, ha promesso una cornice maggiormente accogliete rispetto agli anni precedenti anche e soprattutto per festeggiare al meglio i dieci anni di “Calici di Stelle”. Ricorre, infatti, quest’anno la decima edizione dell’evento che si presenta sempre con le sue vesti di rinomato appuntamento che vuole mette in mostra, durante la tre giorni, i prodotti tipici della tradizione contadina dell’entroterra sannita. Il Forum dei Giovani di Campoli da sempre si onora di organizzare la manifestazione che maggiormente promuove i prodotti agricoli e della tradizione del nostro territorio”. “Calici di Stelle” è una manifestazione a carattere nazionale, che rientra nel circuito di Città del Vino. L’edizione Sannita ha luogo a Campoli del Monte Taburno dall’8 di agosto fino al 10, giorno di San Lorenzo chiusura della manifestazione. L’evento è una vera e propria vetrina enogastronomica che affascina i tantissimi visitatori giunti nel piccolo paese ai piedi del monte Taburno da ogni angolo della regione e non solo. Le tre serate sono accompagnate da spettacoli musicali, ballo liscio, musica popolare e attrattive di vario genere che coinvolgono ogni singola fascia di età. Al centro dell’attenzione il re dei nostri prodotti agricoli, il Vino.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…UNO STAND GASTRONOMICO
DOVE POTER CONSUMARE I PRODOTTI DELLA TRADIZIONE
La festa prevede anche uno stand gastronomico (gestito dall’organizzazione) dove i visitatori hanno la possibilità di consumare i prodotti tipici della tradizione contadina(menù ancora da definire. Si prevede: cavatelli al sugo con tracchie di maiale; rustico con salami locali; padelaccia -soffritto di carne di maiale con peperoni e patate-; panino con salsiccia; pizzili -pastella fritta con fiori di zucca-; zucchine fritte; sfizi fritti di varia fattura; dolci di vari tipi).
A termine delle tre serate e possibile assistere ad uno spettacolo di fuochi pirotecnici che esalta maggiormente l’essenza stessa della manifestazione vista come un momento di festa e di aggregazione ma anche di promozione del territorio stesso.

LA GARA TRA I PRODUTORI PER ELEGGERE IL MIGLIOR VINO D’ANNATA
A caratterizzare le tre serate si svolge la consueto gara ufficiale, tra le varie aziende partecipanti, con lo scopo di premiare il vino migliore di annata. La giuria, che ha il compito di eleggere il migliore prodotto, è composta, come ogni anno, dai sommelier della Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori). I sommelier danno, ai presenti, anche la possibilità di una degustazione guidata del prodotto vinicolo. Alla serata partecipano anche note cantine della provincia e dell’intera regione che, non rientrando nella gara, hanno il solo scopo espositivo.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…MUSEO DELLA TRADIZIONE CONTADINA
Si ripropone, anche per quest’anno il Museo della Tradizione Contadini. L’idea nata grazie alla collaborazione con l’agenzia Art-Sannio e quindi con il Musa (Museo Provinciale delle Attività Contadina). Sarà allestito nei tre giorni un museo permanente. Completerà il tutto un punto dove i visitatori potranno vedere una ricostruzione di una cantina secolare. Stiamo parlando di una manifestazione che vede la presenza, nei 3 giorni, di migliaia di visitatori giunti da ogni parte della regione con il solo intento di degustare ed acquistare i nostri prodotti tipici. E’ necessario tener presente che la manifestazione non è affatto la classica sagra di paese, ma è una realtà, fortificatasi in nove anni di presenza, e che vede la partecipazione di migliaia di amatori, coinvolgendo numerose aziende enogastronimiche dell’intera regione; alla serata partecipano anche aziende che promuovono prodotti non alimentari della tradizione.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…LA STRADA DEL GUSTO
E’ stata creata la strada del gusto: decine di espositori in legno che danno la possibilità alle aziende enogastronomiche di esporre i loro prodotti e ne offrono la degustazione gratuita. E’ nostro impegno promuovere, tramite Calici di Stelle, quindi di Città del Vino e di tutti i canali possibili, le prelibatezze del nostro entroterra sannita e non solo, ecco perchè non mettiamo limiti geografici alla partecipazione delle aziende.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…LOTTERIA
Ogni anno si propone una lotteria, con estrazione al termine della terza serata, con premi ricchi e molto interessanti:
1° PREMIO: Viaggio per 2 persone in una capitale europea a scelta
2° PREMIO: Tv Palsma Lg 42 pollici
3° PREMIO: Netbook Samsung Nc110
4° PREMIO: Nintendo Wii Sports Resort
5° PREMIO: Fotocamera Digitale Samsung St30
6° PREMIO: 20 bottiglie di Vino delle aziende partecipanti all’evento

per il regolamento consultare il sito ufficiale dell’associazione: www.fdgcampoli.altervista.?org
Il costo del biglietto è di un piccolo contributo volontario di 2 euro.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…DIVERTIMENTO PER TUTTI
CON MUSICA E LUNA PARK
E’ intenzione dell’Associazione, per quest’anno, riuscire a dar vita a nuove attrattive anche per i piccoli visitatori; ecco perché abbiamo pensato di organizzare un piccolo Luna-Park con giostre e gonfiabili dove i ragazzi e i bambini di tutte le età possono divertirsi senza problemi. Un modo per concedere alle famiglie di trascorrere le tre serate in tranquillità affidando i loro bambini ad esperti che li faranno divertire con tanti giochi e divertimenti. Ad allietare le serate ci saranno spettacoli musicali di vario genere con ballo liscio, musica popolare e tanta altra buona musica.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…MOSTRA FOTOGRAFICA STORICA DI CAMPOLI E DELLA VALLE VITULANESE
E’ il professore Giuseppe Orlacchio che, con l’ausilio dei ragazzi del Forum, ha allestito una mostra fotografica nella quale si ripercorrono, per argomento le tappe storiche salienti di Campoli del Monte Taburno. I visitatori potranno conoscere la Campoli che fu: la vecchia chiesa parrocchiale, i luoghi del centro storico prima e dopo il restauro, i personaggi che hanno caratterizzato l’esistenza della nostra piccola comunità, ma anche i semplici cittadini che nella quotidianità hanno scritto pagine importanti.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…SOLIDARIETA’
Ricordiamo inoltre che da quattro anni il Forum dei Giovani di Campoli del Monte Taburno è gemellato con una associazione che pratica volontariato in Burkina Faso, presso la diocesi di Ouahigouya; alla conclusione di ogni festa inviamo parte del ricavato come contributo di solidarietà per le popolazioni disagiate della nazione africana. Nei primi due anni il nostro atto ha dato la possibilità ai volontari di scavare un pozzo e dare acqua potabile e per l’irrigazione a distese di terreno desertico. Anche quest’anno proponiamo una serie di iniziative, durante la manifestazione, che possano sensibilizzare l’opinione pubblica al tema del terzo mondo.

CALICI DI STELLE-CITTA’ DEL VINO E’…ESCURSIONI
NEL PARCO DEL TABURNO-CAMPOSAURO
L’evento giunto alla decima edizione vuole essere un polo di attrattiva per scoprire le bellezze della nostra terra. Ecco perchè anche quest’anno riproponiamo un programma che impegna anche le ore diurne. E’ un modo per adempiere alle richieste dei turisti che contattandoci ci chiedono di pernottare tra le nostre splendide montagne della “Dormiente Sannita”. Di conseguenza abbiamo organizzato una serie di escursioni nelle ore diurne dando, così, la possibilità ai visitatori di tuffarsi nel coinvolgente scenario paesaggistico dell’entroterra sannita. Attueremo visite guidate tra le bellezze del Parco del Taburno-Camposauro, offrendo la possibilità di pernottare il caratteristici agriturismi; dando la possibilità al turista di sentirsi coinvolto dalla magica tradizione contadina del luogo.

IL FORUM DEI GIOVANI DI CAMPOLI DEL MONTE TABURNO
Il Forum dei Giovani di Campoli del Monte Taburno è una associazione che raccoglie tantissimi giovani del comprensorio ed offre tante possibilità di aggregazione della fascia giovanile della popolazione. Si tratta di una associazione culturale senza scopo di lucro che ha il privilegio e l’impegno di promuovere il territorio e le sue innumerevoli realtà. L’Associazione ha dato vita ad un periodico in distribuzione gratuitamente e che possibile trovare sul web all’indirizzo internet: www.fdgcampoli.altervista.?org.
L’Associazione, al suo interno, ha anche una piccola compagnia teatrale che, in ogni festività natalizia propone commedie della tradizione napoletana di Eduardo Scarpetta ed Eduardo De Filippo.

DA SOTTOLINEARE: contattando gli organizzatori è possibile ricevere informazioni per il pernottamento e per i percorsi turistici diurni che porteranno i turisti a scoprire le bellezze suggestive sia storiche che paesaggistiche del Parco del Taburno-Camposauro

recapiti: fdgcampolimt@libero.it forumgiovanicampolimt@virg?ilio.it
link: www.fdgcampoli.altervista.?org
Per informazioni:
tel: Antonio Caporaso 334.8616538
Salvatore Caporaso 339.1884603
Luigi Iadanza 340.7728168
sito internet: www.fdgcampoli.altervista.?org
e-mail: forumgiovanicampolimt@virg?ilio.it ; fdgcampolimt@libero.it
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