A Roma il Ristorante Mansio, località Torrino Mezzocammino, chef Andrea Becattini, Bartender Jmmy Andrea Montanari – detto Jimmy il druido.

dentice marinato in rapa rossa con salsa di melograno e cavolo violaA Roma il Ristorante Mansio, località Torrino Mezzocammino, chef Andrea Becattini, Bartender Jmmy Andrea Montanari – detto Jimmy il druido.

La mia è la passione di trasmettere attraverso la mia cucina,  ci dice il giovane chef Andrea Becattini, sono nato sul mare e mi ritengo privilegiato, ma ho anche vissuto sempre il centro di Roma, due posti di grande bellezza, dove vivi la natura in pieno e ne rubi l’ispirazione, ma è bellissima anche la città piena di vita, suoni, rumore, gente, ho capito che per avvicinare le persone e farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano bisogna incontrare il mare, i suoi ritmi, ma anche i contadini, vignaioli, casari, gente autentica. Conoscere le loro storie, il loro lavoro, per poi raccontarlo con il cibo, uno strumento d’inclusione straordinaria.
Gli arredi del Ristorante Mansio, in località  Torrino Mezzocammino, restaurati, sono quelli della antica stazione di posta, dove stazionavano dignitari e ufficiali dell’Urbe, oggi, per contrasto, nel nuovo concept della Famiglia Tornatora brilla,  oltre allo chef Becattini, anche un’altra perla, Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido), il barman estroso, quasi un funambolo, che gioca con i contrasti e le sue folli – apparenti –  invenzioni, coccolando il cliente e creando un processo di fidelizzazione al locale che si incentiva e si rafforza attraverso la creazione di “piccole Mansio Experience by Jimmy”.

RISTORANTE MANSIO
Via Rinaldo D’Ami 1/3
00127 Roma
Località Torrino Mezzocammino
06 5283 1598
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto

Piatti d’autore, musica e intrattenimento nelle due anteprime di Mangiacinema a Cantù e a Parma

b5455414-da33-4d83-9e90-9a101070c79bPiatti d’autore, musica e intrattenimento nelle due anteprime di Mangiacinema a Cantù e a Parma

Mangia come scrivi
Invito a cena con il maestro Vincenzo Zitello
Invito a cena con lo spettacolo OperaSwing
Al via le due nuove stagioni di Mangia come scrivi: e la cena diventa spettacolo
Doppio appuntamento giovedì 21 settembre con il maestro Zitello a Cantù e venerdì 22 con “OperaSwing” a Parma

Le due anteprime di Mangiacinema (Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso in programma a Salsomaggiore dal 27 settembre al 4 ottobre) coincidono, anche quest’anno, con l’apertura delle stagioni di Mangia come scrivi di Cantù (Como) e Parma. La storica rassegna ideata nel 2006 dal giornalista Gianluigi Negri, che mette a tavola scrittori e artisti, nei primi due appuntamenti di settembre sarà totalmente incentrata sullo spettacolo, sulla musica e sui piatti d’autore.
Due imperdibili cene musicali attendono gli amanti della cucina raffinata e del divertimento: ogni cena di Mangia come scrivi si caratterizza, da dodici anni a questa parte, per la sua c442a8c3-b51c-4575-a0a9-59481ca24a8boriginalità nel proporre, di volta in volta, appuntamenti gustosi, unici, coinvolgenti per ogni tipo di pubblico.

L’APPUNTAMENTO DI CANTÙ CON VICENZO ZITELLO
La serata “Metamorphose XII” (anteprima di Mangiacinema) di giovedì 21 settembre si terrà al Ristorante Il Garibaldi di Cantù (inizio alle 20.30, info e prenotazioni:  031 704915) con il maestro Vincenzo Zitello protagonista assoluto. Il più grande arpista italiano presenterà il nuovo progetto musicale Metamorphose XII: un album nato per essere doppio, che racchiude l’essenza di dodici brani, ognuno composto in due versioni, quella per sola arpa e quella orchestrata con venti musicisti. È l’ascoltatore a scegliere il tipo di energia dalla quale attingere: per una metamorfosi delle idee e delle impressioni. Quattro, come sempre, le portate d’autore proposte dagli chef del Garibaldi Alda Zambernardi e Marco Negri, abbinate a tre vini della Cantina Perla del Garda (www.perladelgarda.it) selezionati da “Vineggiando” di Cantù.

L’APPUNTAMENTO DI PARMA: LO SPETTACOLO “OPERASWING”
La serata “OperaSwing” è la seconda delle anteprime di Mangiacinema. Si terrà venerdì 22 settembre all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma (inizio alle 21, info e prenotazioni: 0521 462578 o 348 2491140) ed avrà come protagonisti i maestri Gianluca e Gabriele Campanini con il giovane tenore Pietro Brunetto. L’opera che incontra lo swing, la grande musica italiana e americana, i suoni del Po e del Mississippi saranno interpretati da un trio di artisti coinvolgenti, accattivanti, sorprendenti. I fratelli Campanini (il primo al pianoforte, il secondo al clarinetto) sono le due anime della storica Orchestra Campanini. Brunetto è una delle voci più potenti che si siano affacciate sulla scena musicale nell’ultimo periodo. Lo spettacolo sarà reso ancor più gustoso grazie alle specialità proposte dallo chef Paolo Dall’Asta, abbinate a quattro vini selezionati da “Il Bere Alto” e al dolce d’autore firmato dall’artista Alessandro Battistini (che rimane il pastry chef anche di questa stagione di Mangia come scrivi e proporrà, in questa occasione, la sua spettacolare e inimitabile torta ai tre cioccolati).

MANGIACINEMA PER MANGIA COME SCRIVI
Nel mese di ottobre i Mangia come scrivi di Cantù e Parma saranno due eventi extra di Mangiacinema: a Cantù giovedì 12 ottobre, al Garibaldi, si terrà la serata “La parola amore esiste” con Alessandra Appiano, Loredana Limone, Lucio Nocentini e Nicoletta Sipos, mentre alla Tenuta Santa Teresa di Parma venerdì 20 ottobre sarà in programma l’evento “De Luca, Righetti, Soneri: e li chiamano commissari” con Carlo Lucarelli, Eraldo Baldini, Valerio Varesi.

Il menu musicale di Cantù
La stagione di Cantù
Piatti d’autore a Mangia come scrivi
CANTÙ
Ristorante Il Garibaldi
(piazza Garibaldi, 13)
Inizio serate: ore 20.30
Info e prenotazioni: 031 704915

GIOVEDÌ 21 SETTEMBRE
Metamorphose XII
(Anteprima di Mangiacinema)

OSPITE D’ONORE
Vincenzo Zitello
Vincenzo Zitello
GUARDA IL VIDEO “Celtic Raga” di Vincenzo Zitello
Il menu musicale di Parma
La stagione di Parma
Piatti d’autore a Mangia come scrivi
PARMA
Antica Tenuta Santa Teresa
(strada per Beneceto, 26)
Inizio serate: ore 21.00
Info e prenotazioni: 0521 462578

VENERDÌ 22 SETTEMBRE
OperaSwing
(Anteprima di Mangiacinema)
OSPITI
Gianluca e Gabriele Campanini, Pietro Brunetto
OPERASWING
GUARDA IL VIDEO “OperaSwing” con i Campanini e Brunetto

Contatti:
info@mangiacomescrivi.it

New Opening a Roma – Ristorante Cuore e Gusto

Devis PintoNew Opening a Roma – Ristorante Cuore e Gusto

Cuore e Gusto

Cuore e Gusto, Devis Pinto e Gabriel Davide Cucco, un fil rouge che lega con un linguaggio identico la cucina del nuovo Ristorante Cuore e Gusto, basata principalmente sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa che li porta fra le bancarelle del mercato, l’occhio attento ai prodotti della terra, la stagionalità della verdura e il pesce che arriva ogni giorno dalle barche dei pescatori.
Nel locale totalmente white parlano i colori e i sapori, in cucina piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche, tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di devisprodotti di mare e di terra, naturali, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura diventa fondamento di ogni proposta, piatti tradizionali per un vero e proprio percorso di gusto  per una clientela  che desidera  provare consistenze e sapori nuovi.
Gabriel Davide Cucco, il Titolare, che esordisce dicendo:  amicizia, condivisione e buon cibo sono sempre andati di pari passo, ho esperienze diverse in giro per il mondo, per me il cibo è condivisione e creatività, tradizione e ricerca. Cuore e gusto, la cucina si fa con il cuore, coinvolgendo i ricordi, deve raccontare le esperienze di chi cucina ma anche i sogni, le emozioni, ogni piatto deve raccontare la passione e la competenza nella misura in cui è rappresentato come gustoso 21317889_10213171553621796_1625113752450399620_ne invitante. Ho voluto creare Cuore e Gusto dove il cibo profumasse di terra, l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte, ogni volta che entro nel mio locale, trovo sapori antichi, che fanno parte della mia vita, che mi accompagnano in ogni evento cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima e mi accompagnano fra la gente.
E ci presenta il giovane chef Devis Pinto, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi, il filetto di maiale in crosta di sesamo con coulis di melograno e infuso di gingseng, ribes e vaniglia, le sfumature di un calamaro, l’uovo tra sogno o realtà, il baccalà 21271017_10213171555661847_4542546529364761388_nin sous-vide, con i coralli di mare, il Brownie a cui non puoi resistere, lo chef è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di guide e  stampa di settore, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
Ristorante Cuore e Gusto
Via Codigoro 30 – 06/52378038
Roma, zona Vitinia
Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto
www.ilfotografodeglichef.it

Cantine aperte in vendemmia

header_vendemmia2017_650Cantine aperte in vendemmia

sabato 9 e domenica 10 settembre 2017
ore 10.00 – 20.00

E’ tempo di vendemmia! E puntualmente torna un altro grande classico del Movimento del Turismo del Vino (MTV), un evento che da decenni muove milioni di enofili in ogni parte d’Italia.

La Fattoria Dei Barbi a Montalcino (SI) partecipa aprendo le porte agli appassionati di vino e di vita in campagna, per festeggiare e onorare la vendemmia in corso.

Sia sabato 9 che domenica 10 settembre 2017, alle ore 10.00 alle ore 20.00, potremo passare una giornata insieme tra le vigne cariche di Sangiovese con uno speciale trekking istruttivo e divertente guidati da Stefano Cinelli Colombini (orario continuato dalle 16 alle 19, un gruppo ogni ora), accompagnati poi nelle antiche cantine con degustazione finale (orario continuato dalle 10 alle 18, visite ogni mezz’ora), un salto nella storia del Brunello con la visita al Museo (orario continuato 10-18) e poi tutti a tavola alla Taverna dei Barbi per pranzo o cena a base di piatti tipici ispirati alla vendemmia.

Vi aspettiamo per un fine settimana all’insegna dei colori, odori e sapori del tempo della vendemmia nella patria del Brunello.

Ticket di ingresso: 35 euro e comprende tutte le attività e pranzo o cena. È gradita la prenotazione | RSVP > info@fattoriadeibarbi.it o tel. +39 0577 841111

X ANNUNCI
Cantine Aperte in Vendemmia alla Fattoria dei Barbi prosegue la stagione degli eventi 2017 alla Fattoria dei Barbi programmati con cadenza annuale: qui il calendario completo >> https://goo.gl/okA7o4

Fattoria dei Barbi | Montalcino
Loc. Podernovi 170 | Strada Consorziale dei Barbi
53024 Montalcino (SI)
www.fattoriadeibarbi.it | info@fattoriadeibarbi.it

RSVP e INFORMAZIONI
info@fattoriadeibarbi.it | tel. 0577 841111 – sabato e domenica 0577 841205
35 euro a persona

‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

20032107_10211235399254926_4398312417824700980_n (1)‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

Gente che va gente che viene…la gente si incontra, si ferma e  prosegue e sono  incontri che non destano emozioni.
Invece, a volte, certi incontri possono creare un percorso, vivere emozioni che si confrontano attraverso gli strumenti della loro professione, ma, soprattutto, attraverso il cuore, motore di scelte e di azioni che, con effetto a macchia d’olio, cerca e trova altri cuori, altre motivazioni che collimano e  così si crea un fiume, un mare di conoscenze, emozioni e amore.
Incontriamo  tre ragazzi, Valentina Borgogni, Carmine Candito, Leonardo Scuriatti al 6425 21032863_340676779719661_6094488401709863295_n (1)di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami, ragazzi con base a Firenze ma giramondo, partiti dalla loro città dove gestiscono ‘O Munaciello e venuti a Miami per portare i loro colori e profumi, le ricette gustose…e come diceva Plutarco, nelle persone belle è bello anche l’autunno…..ma per  Valentina, Leonardo e Carmine le stagioni sono tutte belle perché vivono tra Miami e nell’Oltrarno e vivere a Firenze non è casuale ma è un dono.
Può un posto dare un imprinting ad una cucina?
Quando il creativo è tale e lascia che sia il territorio ad esprimersi, tutto il fascino, la storia, le storie più lontane, i segreti culturali di quella terra possono esprimersi e manifestarsi e dare un tono, un appeal, una connotazione.
carmine e le sue pizzeEd è proprio da tutto quello che li circonda, dove sono nati e cresciuti che i 3 ragazzi del ‘O Munaciello hanno assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la loro cucina è arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei.
E questa magia i 3 ragazzi l’hanno portata da Firenze a Miami, attraverso Napoli…..tutto il fascino dell’Oltrarno fiorentino con le contaminazioni napoletane si riflettono nel locale, semplice ma ruspante, le maglie di Maradona attaccate, il forno a legna, caldo e accogliente per il pane fresco e fatto in casa, il bancone di mescita, come usava una volta, il primo impatto quando si entra,  fascino che stupisce sicuramente, perché, con la qualità, viene coniugato un percorso che unisce la tecnica con il territorio.

‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

Un viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

polposmalUn viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

Sono migliaia i ristoranti e le trattorie che lavorano a Firenze, città vocata per tradizione al turismo, ma chi ha la sensibilità di capire i colori della Toscana e le antiche ricette ed essere in grado di  conoscere  le antiche storie del cibo della Toscana ha già effettuato un viaggio culturale su una terra famosa per il suo immenso bagaglio di sapori. Normalmente ogni locale assume la tendenza ad avere una sua personalizzazione, avere una identità gastronomica, sia di pesce che di carne, e quello del Cipiglio è soprattutto un viaggio nell’armonia, un filo rosso che lega il cibo, l’arte, il vino e la creatività, la costruzione di un percorso fatto di colori, una road map  di cultura del cibo e del vino.
Siamo ad un passo dal centro storico di Firenze, nella periferia borghese della città, fatta da bellissimi ed eleganti palazzoni primi ‘900, le botteghe ancora piene di gente, non soppiantate dai supermercati, dove ci si conosce tutti e la quotidianità degli incontri riesce a farti compagnia, quasi come un cane fedele al suo vecchio padrone, e, nella zona, c’è ancora un cinemino della Parrocchia vicina; il locale è situato in una piazza fuori dai viali, fuori dal traffico, quasi un oasi perfetta, una grande porta che si apre su un locale fatto di gente, di allegria e di sapori buoni.
Un viaggio  nel nuovo e fresco design del look del nuovo Cipiglio, creato da Marco Rogai padre di Bernardo, dove domina un allegro cicaleccio nelle stanze rinnovate dall’arredo e dai colori, il soft tortora e pelle nera per le sedute, alle pareti un  sofisticato studio sull’estetica del vino, le opere d’arte dell’artista Elisabetta Rogai, recente new entry nella nuova società del ristorante, eseguite con la sua tecnica EnoArte, inventata da lei con l’aiuto dell’Università di Firenze, che raccontano attraversi i suoi dipinti la storia del vino associata al territorio e alle sue tradizioni.
E le antiche scatole di legno, inedito packaging del vino, i nomi delle le cantine che appaiono in maniera irriverente  sulle scatole di legno attaccate al muro come libreria …..o cantinetta? vecchie scatole, rarissime, che non ci sono più, scovate in qualche baule nella cantina della nonna, un tocco di allegria in un mondo serioso come quello delle cantine.
Primo attore le contaminazioni dall’estro della chef  Tiziana Spano, la pizza, forse la più buona di Firenze anche senza battage pubblicitario, qui servita in maniera innovativa con il vino rosè invece della birra, ragazzi che sanno lavorare, con le mani e con il cuore, la chef Tiziana Spano, Tommaso, Bernardo ed Elisabetta con il marito Marco Rogai, che con il loro lavoro, la comunicazione ben gestita e la semplicità del loro progetto parlano con eleganza ai sensi con un menù da mangiare anche con gli occhi e che  dimostra la versatilità della giovane chef, carne e pesce,  ogni tipo di ricetta, dalla più semplice alla più creativa, non importa andare lontano al Cipiglio si parla anche di arte, cultura, ospitalità e bel pubblico.
Aperto la sera per cena presenta piatti toscani, tipici, ricette e sapori di casa, una cucina senza moda, senza personaggi, senza vanità, qui “non va di moda” la moda del momento di chef sempre alla ribalta, ma una cucina curata, ricercata, con proposte di pesce freschissimo, polpo, vongole, spada, branzini, l’impepata di cozze e poi la pappa al pomodoro, la ribollita, le lasagne al forno con il ragù…come va fatto…..lo stinco, la tagliata, la carne migliore di Firenze e ancora……la pizza e i covaccini, oltre al pane fatto in casa su forno a legna, e poi i dolci “fatti in casa”….proposte, ricordi, calore di casa, ricette segrete e ormai dimenticate, di famiglie raccolte intorno al tavolo……
Come dice la chef Tiziana Spano: io amo  i  piatti della tradizione, piatti che non seguono mode e che sono sempre attuali.
Quello che mi sono posta per Il Cipiglio era di usare tutto il know how appreso per il mondo, dare un imprinting al locale, scoprire prodotti giornalieri, ritrovare i sapori di una volta, la pasta fatta in casa, le ricette della tradizione che sono la storia della nostra terra. Un posto particolare al nostro olio e al vino, alla magia e all’emozione che si prova davanti ad un piatto o ad un bicchiere di vino, alle emozioni dei cinque sensi che mettono in moto un “ricordo”   mentale che fa poi parte di noi stessi.
Stanze senza tempo, flash di fiori e piante, fuori il dehor pieno di allegria e ordinato disordine  mentre si sta a tavola……è un viaggio, quello di questi quattro professionisti, in allegria e passione, ma anche grande sacrificio, attraverso la storia, la cultura, l’arte, la sapienza del fare, l’armonia dei colori e della materia, l’artigianalità del buon cibo dunque, quello che all’estero tutti ci invidiano, che fa parte delle cose belle della Toscana e dell’Italia intera, una Regione da vivere con il suo immenso bagaglio di sapori e colori.
TRATTORIA CIPIGLIO
Via Raffaello Lambruschini, 15r
50134 Firenze FI
Telefono: 055 490804
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Erika Moriani

Storie e profumi antichi per nuove emozioni

Angelo Puddu con Vigan Mustafà (1)Storie e profumi antichi per nuove emozioni la storia di una famiglia legata al mare
A Firenze La Piccola Corte Di Agnese

Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, 11890916_10206217587032869_4342118183052382899_nuna boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.
La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, fregila di mareprende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia.
Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.

Ristorante La Piccola Corte Di Agnese
Borgo Ognissanti, 124
Firenze
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Trattoria Neromo

10978606_1040881812594340_1829962956810532210_n (1)Trattoria Neromo
Il fascino discreto dell’Oltrarno nella cucina dei fratelli Guidi

Neromo, sembra quasi una cantilena, fiabe popolate di elfi e gnomi, fate gentili e l’uomo nero, il neromo, leggero come una farfalla, che evoca colori e battiti di ali, mossi da un refolo di vento, sembra uscito da una poesia… un vezzo di un bambino.
Siamo a Firenze, nell’Oltrarno fiorentino, l’atmosfera è d’altri tempi, si conoscono tutti e si chiamano per nome. Il fornaio, l’edicolante, la bottega del restauro, il doratore e il corniciaio, il ciabattino che risuola le scarpe, l’ebanista: sono loro i protagonisti della vita di questo piccolo borgo, un paesino nella città.
La città sembra lontana, qui siamo in Oltrarno, la parte meno conosciuta di Firenze, ormai fatta di turismo del mordi e fuggi, questa è la parte più amata dai fiorentini in quanto non meno glamour, ma qui si respira la vera Firenze fatta di botteghe e fondi, tra un vociare che è quasi un leit motiv affascinante, una base musicale al tran tran cittadino, “le botteghe” dei maestri d’arte dei mestieri dimenticati, tramandati, nozioni apprese da padre al figlio, locali e magazzini appartati, discreti, quasi nascosti.
Qui hanno aperto un locale Gianmarco e Tommaso Guidi, avevano il PantaRei, grande ritrovo di vip e calciatori, e da qualche anno hanno aperto questo sogno, il loro sogno lungo una vita, fatto di scelte e di coraggio, anche tenacia e professionalità in un mondo difficile come la ristorazione.
Una volta in questo fondo c’era il vinaino, le famose botteghe che servivano per la mescita del vino affiancato da qualche stuzzichino spartano ma gustoso, qui la botteghina di una volta teneva di tutto, dalle lamette da barba ai biscotti, poi la prima ristrutturazione e la successiva trasformazione dei fratelli Guidi in un locale di tendenza, con cucina creativa, dove si passa indifferentemente dal pesce freschissimo alla trionfante bistecca alla fiorentina e piatti tipici fiorentini e, primo attore, la pizza, unica, in tutte le stagioni, quella al tartufo.
Sembra di entrare in un paese incantato, dove la bellezza delle pietre delle pareti a facciavista si sposa con il morbido bianco del locale, l’ambiente è glamour, di tendenza, molto raffinato, clientela di livello con frequentazione di calciatori, Giancarlo Antognoni, il pugile kossovaro ormai fiorentino Vigan Mustafà, i giovani talenti Bernardeschi e Chiesa con Cesare Prandelli.
L’Arredamento è moderno, le forme che si armonizzano con i cromatismi del cibo, l’ingresso è dominato da un bancone che accoglie gli ospiti nell’attesa, dalle finestre la luce e il colore che variano negli ambienti, trasparenze impalpabili ed evanescenti che creano emozioni, e fuori la vita e i rumori della piazza dominata dalla Chiesa del Carmine, bella e armoniosa nel suo rigore. E poi il silenzio della notte con gli attimi di magia che danno vita alle forme, capannelli di giovani che ridono nella notte, sembra quasi di vedere le figure dei vecchi artigiani che toccano i loro capolavori delicatissimi come le corde di un violino per un concerto di archi, per creare nell’insieme un’opera d’arte, che si ripete da sempre, notte dopo notte, nell’Oltrarno fiorentino.
TRATTORIA NEROMO
Borgo S. Frediano, 23R, 50124 Firenze
055 238 2645
Press: Cristina Vannuzzi

Trattoria Tre stelle al Forte dei Marmi

esterno-ristorante-trattoria-tre-stelle-forte-dei-marmi-17Trattoria Tre stelle al Forte dei Marmi

Cibo, un settore amato, di grande “moda”, fotografato da tutti, chi lo cucina e chi lo mangia, è onnipresente, ma anche una voce di grande peso nel settore dell’export. Un trend in costante crescita, seguito da media, social web e carta stampata, che spinge anche “gli addetti ai lavori” a ottimizzare al massimo l’impatto estetico di un piatto con il luogo in cui il cibo si gusta ed è fondamentale quindi, per chi lavora in ambito culinario, riuscire a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, anche attraverso la vista, forme di gradevolezza comunicate dall’habitat nel quale il piatto viene gustato, che diventa cultura visiva del cibo, considerata a largo respiro, orientata alla qualità, al colore, le forme, il buono ma anche il bello…….
E in tempo di vacanze, girellando senza meta per la Versilia, bella tutta e così vicina alle città, ci soffermiamo in un delizioso giardino all’aperto, insolito, nel centro di Forte dei Marmi, davanti e vicino ai brand più famosi del mondo, da Louis Vuitton a Scervino, da Gucci a Prada, una vera oasi del gusto, appagamento di sapori ma anche di immagini, dove Massimo Landi, chef patron della Trattoria Tre Stelle, ci propone piatti e abbinamenti di prodotti che rispecchiano la sua passione, competenza e qualità, ricette sempre nuove, gustose e invitanti, immagini orientate alla qualità, alla fantasia, alla sperimentazione con prodotti appena pescati, fatti di linguaggio, tradizione ed esperienza.
Tavoli e sedie ma anche cascate di fiori all’aperto, il lento “struscio” dei passanti nella strada, affascinante, vicino a panche ed enormi vasi bianchi di fiori, dove si rincorrono gerani e plumbago, dove le ortensie si mostrano in tutto il loro splendore, palme e oleandri, ciuffi di spigo che si fondono alle gardenie. Un isola statica, limitata da corde di cotone bianco dei marinai, sembra un giardino incantato, una location fantastica per presentare piatti e sapori, colori e fantasie, forme studiate e pensate, un luogo magico dotato di una grande cantina dai vini più importanti, immerso nella natura e nei fiori, che riesce a portati per mano in un viaggio mai intrapreso ma solo immaginato, a due passi dalla città….
Trattoria Tre Stelle
Via Giovanni Montauti, 6,
55042 Forte dei Marmi (LU)
Telefono: 0584 80220

Una nuova tappa del viaggio in Sicilia e dell’ospitalità di Casa Planeta apre nel capoluogo La Foresteria Palermo

images2Una nuova tappa del viaggio in Sicilia e dell’ospitalità di Casa Planeta apre nel capoluogo La Foresteria Palermo

Un elegante apartment hotel nel salotto nobile della città è pronto ad accogliere i turisti in visita alla Capitale italiana della Cultura 2018, con i percorsi esclusivi pensati e guidati dalla famiglia del vino

E a Menfi il wine resort e il Ristorante de La Foresteria, tappa de Le Soste di Ulisse hanno in serbo numerose novità per i viaggiatori dell’estate 2017

Nel cuore della città che è stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2018, la famiglia Planeta compie una nuova tappa del proprio “viaggio in Sicilia” e apre La Foresteria Palermo, pensata per chi vuole scoprire l’Isola da viaggiatore o per chi frequenta il capoluogo per lavoro ed è alla ricerca di una soluzione per sentirsi come a casa propria.  Un palazzo storico, costruito nei primi anni del ‘900 in via Principe di Belmonte, alle spalle di quello che domina piazza Florio e ospita la residenza di famiglia, accoglie sette eleganti e confortevoli appartamenti che racchiudono l’essenza dell’accoglienza di casa Planeta, come già avviene nel wine resort La Foresteria Menfi e nelle cantine dell’azienda, in cinque diversi territori della Sicilia.

L’inconfondibile stile delle dimore familiari contraddistingue anche le suites de La Foresteria Palermo, grazie all’eleganza degli arredi, frutto di un’attenta selezione di tessuti, materiali e oggetti dell’artigianato mediterraneo, e alla dotazione dei servizi, realizzata per il pieno comfort degli ospiti. E per rendere ancor più originale la loro esperienza palermitana, la famiglia Planeta è pronta a guidare i viaggiatori attraverso esclusivi percorsi culturali, gastronomici, sportivi, che intersecano solo in parte i circuiti ufficiali, per raccontare le tante anime della città di Palermo con gli occhi di chi ne ha toccato la storia per images3generazioni.
Circondati da un’ospitalità familiare e informale, gli ospiti avranno a portata di mano tutte le imperdibili esperienze che il capoluogo offre: da via Principe di Belmonte, ancor oggi l’unica isola interamente pedonale di Palermo, attraverso i luoghi monumentali dell’itinerario arabo-normanno patrimonio dell’Unesco, allo shopping di lusso, nell’elegante salotto di via Libertà e via Ruggero Settimo, tra gli storici caffè e le soste gourmet, fino alla città più verace, quella dei rioni e dei mercati.

Un’idea di viaggio, per l’estate 2017, che ben si combina con la destinazione Menfi, dove il wine resort La Foresteria e il suo Ristorante, che da quest’anno è anche tra le tappe gastronomiche de Le Soste di Ulisse, hanno in serbo numerose novità per gli ospiti della nuova stagione.
La tradizione di famiglia, già racchiusa nel libro “Sicilia, la Cucina di Casa Planeta”, offre numerosi piatti alla carta e come sempre si intreccia in chiave contemporanea alla cucina dello chef Angelo Pumilia, saldamente legata al territorio anche grazie alla rigorosa selezione delle migliori materie prime tra i produttori d’eccellenza dell’Isola.
Dal pranzo a bordo piscina o in veranda, al menu della cena che si arricchisce di due percorsi degustazione in abbinamento ai vini Planeta, i piatti del menu estivo – dalla Minestra di tenerumi agli Gnocchi ceci e seppia, dalle Mezze maniche 2 gamberi all’Insalata che diventa un sasso di mare con alghe e salsa di vongole – interpretano l’estate siciliana con un occhio ancor più attento a coniugare freschezza, leggerezza e intensità: accanto alle erbe aromatiche del giardino de La Foresteria, si fanno ancor più protagonisti l’orto e la frutta, con riguardo alla salute e al benessere oltre che alla qualità e al gusto. E tra i dolci arriva “Terra di Etna”, un gelato ai fiori dell’Etna leggermente affumicato con tartare di fragole e sesamo nero, che fa parte della “Collezione terre” ispirata ai territori di Planeta e alle loro zolle così diverse, con la loro struttura e i loro colori, generatrici di ingredienti diversi, così come di diverse varietà.

Da Firenze a Miami passando da Napoli ‘O Munaciello

pizza nera 2Da Firenze a Miami passando da Napoli ‘O Munaciello

‘O Munaciello a Miami Beach e l’avventura di tre ragazzi
Leonardo Scuriatti, Valentina Borgogni e Carmine Candito.
Al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami, qui siamo a Napoli, anche il nome ‘O Munaciello “piccolo monaco” in napoletano, uno spiritello leggendario del folclore napoletano citato nell’800 da Matilde Serao, mostra una appartenenza ad una terra con tutti i suoi colori e la gioia di vivere, schidionate di ferro che reggono corone di aglio, peperoncini e pomodorini piemolo, le profumate mele Annurca, i limoni di Amalfi e Sorrento, i prodotti provenienti dai terreni sotto il Vesuvio, ceste di frutta, il juke box, carrettini pieni di fiori e quello delle granite al limone, il locale è un piacevole caos organizzato, mostra la gerarchia di squadra, la fretta calma, la consapevolezza incosciente, l’ emozione di fare sempre le stesse cose, tutti i giorni, in maniera differente….tovaglie con i numeri della tombola alessandro nestastampatati, un album fotografico di un quartiere spagnolo per la carica seduttiva di un vero e proprio palcoscenico napoletano, ti aspetti da un momento all’altro di vedere apparire Totò, nel cinquantenario della sua scomparsa, aspettiamo di scorgere la sua malafemmena, e troviamo allegri panni tesi al sole di Napoli, Maradona, eroe indimenticabile al cuore dei napoletani, infatti la prima cosa che vedi, entrando, è il magico “numero 10” stampato sulle maglie di Maradona tese, come fossero al sole, tenute dai chiappini di legno.
I ragazzi, Leonardo, Valentina e Carmine ti portano per mano negli affascinanti quartieri spagnoli che hanno riprodotto a Miami, per un viaggio nella storia della migliore cucina del mondo, sapori, profumi e colori, dagli spaghetti, ragù, mozzarella, babà, sfogliatella, carmine e le sue pizzepastiera, caffè, salame di Napoli, struffoli, chiacchiere, zeppole di San Giuseppe, tortano, casatiello, caprese, delizie, cannelloni, lasagna, falanghina, limoncello ed infine l’enorme forno a vista, regno incontrastato di Carmine Candito, un gigante di simpatia per la pizza più buona di Napoli, prima portata a Firenze in Santo Spirito ed infine a Miami, dove le sue pizze ridono, sono opere d’arte, la sua cucina, napoletana, che nasce dal pane, ma si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica e la sua impronta napoletana è marcatamente evidente nelle portate principali, che risentono di un timbro che è connaturato nella storia della Campania, percorsi di terra, i colori della natura che circonda Napoli, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e ritornano in superficie, naturali e spontanei, ricerca di prodotti, di innovazione, di voglia di stupire, ma la terra Campana rimane sullo sfondo.
il numero 10Leonardo spiegaci il perché di questa nuova apertura
Miami Beach vede 2 milioni di turisti italiani ogni anno, ‘O Munaciello a Firenze ormai è arrivato ad un punto di eccellenza, siamo in 3 soci giovani e avevamo voglia di “allargarsi”, la cucina italiana negli Stati Uniti è seguita, amata, ricercata e, come prima base negli USA, ci siamo fermati a Miami Beach, dove, dopo 2 mesi dall’apertura, siamo già in un vortice di gente che fa la fila fuori del locale, gente che ritorna, attori e calciatori italiani che ci vengono a cercare, gli amici italiani, i fiorentini, i napoletani.
Che peso ha la tradizione nella cucina di ‘O Munaciello?
Il tema del nostro brand è la cucina napoletana, la tradizione è parte fondamentale ed integrante della cucina Campana, di quando a Napoli si faceva della condivisione uno stato sociologico, l’abitudine di stare insieme intorno alla tavola…per Napoli la tavola e la cucina sono cultura, storia, un fatto sociale che abbiamo voluto portare qui e i risultati ci stanno dando ragione. E Miami è compatibile allo spirito campano, qui è sempre festa, un estate che non finisce mai, i colori abbaglianti del mare, che si intravede dal nostro locale, basti pensare agli italiani che ormai da tradizione passano le feste di natale qui, la gente che è sempre fuori, la spiaggia sempre piena di ragazzi.

Valentina Borgogni da Firenze a Miami
10 anni di Munaciello a Firenze, un successo e una scommessa vinta in una città che ama la sua cucina toscana, ma la nostra allegria e gioia di vivere è stata vincente, principalmente per i prodotti campani che abbiamo portato, prima da Napoli a Firenze ed ora a Miami, la dolce sensualità dell’olio campano, qui l’ospite che si ferma trova nel piatto, quasi per magia, racconti di lunghe distese di viti, mozzarelle campane, il Vesuvio, cancelli di ferro incoronati dal glicine, la tavolozza infinita di sfumature di rosso, di arancio, i gialli, gli ocra, i viola……suggestioni autunnali, passioni estive, languidezze primaverili, richiami di una terra generosa.
Ed infine Carmine Candito, qui la tua Napoli…
Io penso che non esista al mondo una città amata come Napoli e qui negli Usa ne ho la conferma tutti i giorni, qui ho portato la mia “Pizza nera” fatta con un impasto lievitato dalle 24 alle 48 ore, preparato aggiungendo una piccola quantità di carbone vegetale attivo che le conferisce il colore nero con effetto immediato: il carbone vegetale ha la capacità di trattenere i gas che si sviluppano dalla fermentazione nel processo digestivo, rendendo così l’alimento altamente digeribile senza gonfiare l’addome ed è consigliata a tutte quelle persone che riscontrano intolleranze a pasta, pane e pizza e tutti i prodotti contenenti glutine.
‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

Trattoria Le Mossacce a Firenze

Trattoria Le Mossacce.jpgLa Trattoria Le Mossacce è nel pieno centro storico di Firenze, in Via del Proconsolo, angolo  Borgo degli Albizi, all’ombra del Bargello, la Firenze di Pratolini e della Viaccia, quella dei “bischeri”, dei barrocci e dei vinai, dei panini con la  trippa calda mangiata in piedi nelle piazze, la vecchia Firenze, amata o criticata, la “c” perduta per la strada, ma piena di cultura e ironia, dal dileggio facile per tutti, dai fiorentini personaggi buffi, irriverenti e ironici, dalla fede senza se e senza ma nella Fiore, passione che li vede tutti essere CT, dal lunedì al lunedì dopo….praticamente sempre!

Il locale si vede appena, una piccola insegna verde, la solita da 70 anni, un portoncino di vetro e legno preso d’assalto da file di turisti, che aspettano pazientemente l’ora d’entrata, rigorosamente alle 12 e alle 19……e loro, proprietari, cuochi e camerieri sono dentro il locale, non si scomodano per nessuno, finiscono di mangiare, e….quando gli pare….aprono……Stefano, Giovanni, Matteo, Fabio…..personaggi di una cultura dell’ ospitalità manifestata in modo semplice, diretto ma pieno di umanità, affetto, amore per il proprio lavoro….e allora ti senti in famiglia.

foto mossacce.JPGAlle ore prestabilite dall’orario appeso alla porta, non un minuto prima, entra una fiumana di persone, tutte rigorosamente in fila, e tutte collocate, tipo sardine, in tavolacci dove si mangia senza tovaglia, direttamente sul legno e un pezzo di carta gialla, e,  mentre ti apparecchiano, Fabio stappa il fiasco del vino, ti prendono la comanda e si comincia…….si inizia un concerto, fatto di profumi, antichi sapori, aria di casa, ricordi fanciulli, tutto il calore di casa tua, la tua parte più intima che viene fuori dai flash back di ricordi e sensazioni evocate da questi piatti, semplici, genuini, forse dimenticati dai più, piatti non banali nella loro semplicità….i calamai in zimino, l’ossobuco, la ribollita, la finocchiona, i fagioli al fiasco e all’uccelletto, il baccalà, il tiramisu…unico!!!!!, la francesina, la salsa verde sui bolliti, la trippa, il castagnaccio, lo spezzatino di muscolo…..

a sala è piccola, si sta gomito a gomito con gli altri commensali, il servizio è rapido, quasi brusco. Fiaschi impagliati attaccati, file di prosciutti sospesi, attaccati con le corde, i VinSanti e i “brutti buoni” in mostra, le locandine degli spettacoli cittadini attaccati ai muri, il bancone nell’ingresso, sulla sinistra il tavolone dei “capirotti”…….oggi i quotidiani clienti abituè…ma pochi anni fa il posto fisso della Gina, gentile e sola, che trovava alle Mossacce la sua “famiglia” e di Pietro Annigoni, con i suoi allievi, che aveva lo studio a “2 passi”…. come si dice a Firenze. Eppure  la sala è sempre piena,  non prendono prenotazioni ed è difficile che si possa trovar posto, anche perché al telefono non rispondono. Il motivo è semplice: alle Mossacce si mangia in maniera unica perché la cucina è una cucina fatta con il cuore…….Le portate variano a seconda della stagione, il menu è scritto a mano, rapido, essenziale, frutto della fantasia del giovanissimo cuoco, Matteo, che malgrado la giovane età, ha una cucina tradizionale e antica, frutto di ricette tramandate, classiche, caposaldi della cucina fiorentina e toscana.

Nessun piatto d’alta cucina alle Mossacce, nessun decoro, frasi essenziali, la gente che ti guarda in faccia, ti scruta, legge sul tuo viso chi sei: qua si bada alla sostanza, non c’è tempo da perdere in convenevoli. Le materie prime sono freschissime, selezionate e cucinate come la vera tradizione fiorentina comanda: qui i 4 elementi fondamentali della cucina fiorentina, pane, olio, carne e vino del Chianti sono rigorosamente osservati, fanno parte della filosofia del locale, filosofia tramandata dai “babbi” degli attuali proprietari….e anche questa è cultura vera, insieme a Giotto, Cimabue, Emilio Pucci e Ferragamo, il Duomo, il Pinocchio di Lorenzini/Collodi,  le Madonne, lo Scoppio del Carro, tutto il cuore fiorentino che il mondo osserva, guarda, cerca di apprendere e di copiare …..….e, che in fondo, ci invidia!

  Trattoria Le Mossacce

Firenze, Via del Proconsolo, 55R

 Cristina Vannuzzi Landini

PressOffices Comunicazione

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Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta

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Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta, un incontro romantico grazie ad una saletta interna romanticamente scaldata da un camino o ad una cena o pranzo in famiglia o con amici.

Il locale recentemente ristrutturato è pronto ad accogliere i vostri ospiti una location alternativa ideale anche per gli eventi, le cerimonie, banchetti, aperitivo cene pranzi aziendali o cene per gruppi.

Trattoria Nuova Magherno immersa nel verde della Pianura Padana (a circa 16 km da Pavia)  è la struttura ideale per il tuo evento immersa nel verde, tra coltivazioni di riso, frumento, granoturco.

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno

Ottimi piatti della cucina tradizionale lombarda con quel tocco creativo riproposti in chiave creativa con  ingredienti genuini e accuratamente selezionati. Da provare la vera pizza napoletana con ingredienti di alta qualità cotta nel forno a legna.
Un’ampia varietà di antipasti
Da provare la pasta fresca
Eccellenti anche i secondi di pesce e di carne
In ultimo per chiudere in bellezza ottimi dolci rigorosamente fatti in casa.
Specialità della casa sono i risotti (come quello con salsiccia sgranata e crema Montasio) senza glutine le rane provenienti dalle risaie che circondano il paese

Punti di forza : cucina genuina e di qualità, il personale gentile e veloce, location alternativa  e prezzo adeguato

Visitate il sito

FB @Trattorianuova2015

Buzzoole

Il Gourmettino a Firenze

14568236_10210391592497112_3285609128034114806_nIl Gourmettino a Firenze
“Cento metri a perpendicolo sul mare”
dal meraviglioso mare della Puglia all’Arte di Firenze….
nasce l’osteria contemporanea
“Il Gourmettino”

Fuori tanta gente che passa, curiosa, mille botteghe, quasi una musica di sottofondo, siamo nel centro storico fiorentino, ma entrando lasci tutto, i rumori della strada si affievoliscono….. noti subito un giardino d’inverno pieno di colori e profumi, un maestoso arancio nel centro di una corte, 14708129_1297108443641678_8265744103068311688_ninsolita e preziosa nel pieno centro della città, un angolo di Puglia, incastonato nel pieno centro, una sorta di insolita gemma, dove Domenico Cilenti, lo chef venuto dalla Puglia….dal suo locale Porta di Basso a Peschici …..a cento metri a perpendicolo sul mare…. ha fissato la sua base fiorentina, un locale pieno di luce e di allegria, dove ti accolgono tanti ragazzi, belli e sorridenti, davanti alla cucina a vista, una scatola di cristallo dove nascono mille sapori, i colori di un muro fatto di mattonelle pugliesi, qui 14718749_1529733727053075_5377079407276549576_nDomenico racconta la sua storia.
Il locale, magnifico nella sua rigorosa semplicità, unisce tutti gli elementi caratteristici della Puglia, il bancone all’ingresso ornato da una lastra di mattonelle di mille colori, parla della sua gente gentile, ma anche dei sapori e profumi antichi della sua terra, con la cucina, il vino, l’accoglienza discreta,
il locale è strutturato nei locali di una antica bottega fiorentina, per cui offre un ambiente raffinato, caldo, in un impatto di materiali fatti da pietra a vista, il color tortora mixato al grigio tenue, le volte a crociera, calde luci soffuse, tavoli di legno biondo con le gambe ottocentesche di ferro nero, una lunga panca in muratura piena di cuscini dai colori soft, una parete dove la sagoma del Duomo di Firenze è sottolineata da luci dando un tocco divertente alle rigorose volte a crociera, un sottofondo sound appena percepito…..e poi la gemma di verde che attira la vista, un arancio orgoglioso, piante, fiori, allegria. Ottimo e professionale il servizio, tutti pugliesi, giovanissimi e professionali, ed un’eccellente carta dei vini, calore dell’accoglienza in una 14125667_10210552716844355_9132364899390635184_olocation di grande raffinatezza.
E poi il “primo attore” Domenico Cilenti, la sua cucina parla della sua terra “a perpendicolo sul mare”, dove l’intensità e la varietà della tradizione del sud incontra la creatività con straordinarie materie prime del territorio, di terra e di mare, lo stile dell’osteria mixato alla contemporaneità, con piatti che richiamano alla mente sapori familiari, ancestrali, la burrata, il pallone di Gravina e il canestrato pugliese, la paparina con le olive, i lampascioni, la scapace, la giuncata, la stracciatella, e poi l’olio salentino……..una cucina basata nell’estro di questo giovane chef, già famoso, che merita grande attenzione, che scava nella memoria collettiva e ne tira fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, 14671230_10153862698862115_8723199993695549847_nil suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema….oggi, con Domenico Cilenti, nasce un locale a perpendicolo su Firenze.
Il Gourmettino
via Palmieri 31R
50122, Firenze – Italy
T. +39 055 2001237
firenze@ilgourmettino.com
GIARDINO Interno

Enoarte e la Puglia

14671230_10153862698862115_8723199993695549847_nEnoarte e la Puglia
Dalla Puglia a Firenze, il food, il vino e la pietra
Al Gourmettino l’Osteria Contemporanea di Domenico Cilenti

A Firenze si accendono le luci, Il Gourmettino, l’Osteria Contemporanea di Domenico Cilenti, apre i battenti con una serata dedicata agli amici, per una cena particolare: l’omaggio alla Puglia dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai.
14606385_1694804584173180_3303550916225312953_n (1)Ascoltare il tempo e la natura per un magico incontro, quello di Elisabetta Rogai con la Puglia, a Firenze al nuovo locale di Domenico Cilenti, Il Gourmettino, una performance live di EnoArte con una lastra di pietra dell’Azienda Dell’Erbe, leader mondiale, arrivata da Apricena nel Gargano, il Nero di Troia de le Cantine Le Grotte di Apricena (FG) e la cucina di Domenico Cilenti; a Firenze il segno tangibile di una evoluzione che racconta la capacità di produrre una qualità senza eguali, la storia, la natura e la cultura del territorio, così unici per caratteristiche e ricchezza, conferiscono ai prodotti della terra pugliese un valore aggiunto che, se pienamente utilizzato, può creare le condizioni di una nuova stagione di sviluppo condiviso.
Ed Elisabetta Rogai coglie l’attimo, usa i prodotti per “contaminarli” con la sua EnoArte, li vive, trasformandoli in un momento evocativo, ma anche innovazione, pensato, riflesso dai suoi pensieri, dalla sua curiosità, dal suo eclettismo…..nasce una nuova materia dove dipingere con il vino, la pietra garganica di Apricena, che lei domina, con grazia e con 14125667_10210552716844355_9132364899390635184_osapienza, la fa vivere, la plasma di colore, gli da un anima.
E l’eclettismo della Rogai ci porta per la prima volta ad un inedito abbinamento, pietra e vino, la pietra usata come inedita tela d’artista per dipingere con il vino, un abbinamento insolito ma anche logico, quello di unire, con l’arte, due prodotti della terra che ci rappresentano in maniera efficace, con tutte le caratteristiche della cultura come tradizioni, storia e la proiezione verso il futuro, stagione dopo stagione; niente, infatti, come il vino e la pietra parlano della nostra terra, che, coinvolgendo le emozioni in un bicchiere di vino suggeriscono la ricerca per individuare l’evoluzione delle aspettative, gesti armonizzati da un rapporto che acquisisce le sfumature più sofisticate per far nascere un capolavoro della natura.
DOMENICO CILENTI: L’EXECUTIVE CHEF DE IL GOURMETTINO
Nato a Peschici nel 1972, inizia la sua carriera culinaria nella cucina del ristorante di famiglia. Parte poi in Svizzera per lavorare come sous chef nelle cucine di Dario Ranza, executive chef della Villa Principe Leopoldo di Lugano.

Dal 2003, con l’apertura del suo ristorante “Porta di Basso”, contribuisce alla riscoperta del Gargano e del suo patrimonio gastronomico, grazie alla sua cucina d’innovazione pugliese.
La cucina di Domenico è focalizzata sulla creazione di un’esperienza totale fatta di sfumature nette e di sapori brillanti tipici del sud Italia, composta da prodotti interamente biologici, biodinamici o selvatici.
14708129_1297108443641678_8265744103068311688_nLo stile audace che caratterizza gli abbinamenti dei suoi piatti gli permette nel 2003, a un anno dall’apertura, di entrare nella guida Michelin. Nel 2006 vince il premio come miglior giovane chef della Puglia, nel 2008 quello di miglior giovane chef del Mezzogiorno a cura di Luigi Cremona, noto giornalista del mondo culinario e nello stesso anno è insignito del titolo di chef dell’anno in Puglia.
Oggi Domenico Cilenti è riconosciuto come uno dei più influenti cousine chef pugliesi nel mondo.

A Firenze da Carmine la cucina non è una moda……ma arte, cultura, ricordi…..

basilica di santa maria del carmineA Firenze da Carmine la cucina non è una moda……ma arte, cultura, ricordi…..

Come diceva Plutarco, nelle persone belle è bello anche l’autunno…..ma per Valentino, uno dei proprietari, le stagioni sono tutte belle perché lui vive a Firenze, nell’Oltrarno, in Piazza Del Carmine, e vivere a Firenze non è casuale ma è un dono.
Può un posto dare un imprinting ad una cucina? Quando il creativo è tale e lascia che sia il territorio ad esprimersi, tutto il fascino, la storia, le storie più lontane, i segreti culturali di quella terra possono esprimersi e manifestarsi e dare un tono, un appeal, una connotazione. Ed è proprio da tutto quello che lo circonda, dove è nato e vissuto, che Valentino ha assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della sua professione, ritornano chiari, portati in 20160213_133315superficie, naturali e spontanei.
La proprietà di Carmine, allergica ai palcoscenici mediatici, gestisce il locale, nato negli anni ’50, con amore e competenza, il suo è un lavoro di alto artigianato, di ricerca di prodotti, di innovazione, voglia di stupire ma con Firenze sullo sfondo. Tutto il fascino dell’Oltrarno si riflette nel locale, semplice ma ruspante, il bancone di mescita, come usava una volta, è il primo impatto quando si entra, intorno i rumori che si rincorrono in una lenta sinfonia, la gente si conosce da sempre, gli artigiani che stanno scomparendo, qui c’è la parte più vera della città. E così che Valentino ha portato la sua cucina del locale ai massimi livelli qualitativi, stupisce sicuramente, perché, con la qualità, ha coniugato un percorso che unisce la tecnica con il territorio.
20151205_140114La cucina toscana è povera, nasce dal pane, ma si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica e, certo, l’impronta di chi cucina e gestisce il locale è marcatamente evidente nelle portate principali, che risentono di un timbro che è connaturato nella storia della città, percorsi di terra toscana, sapori di pappardelle al cinghiale, la trippa, il fritto, la dolce sensualità dei vini rossi toscani, e l’ospite che si ferma, trova nel piatto, quasi per magia, racconti di lunghe distese di viti fra Firenze e Siena, cancelli di ferro incoronati dal glicine, la tavolozza infinita di sfumature di rosso, di arancio, i gialli, gli ocra, i viola……suggestioni autunnali, passioni estive, languidezze primaverili, richiami ad una terra generosa.

Valentino come nasce la sua passione per la cucina?
Il locale ha tanti anni, nato negli anni ‘50, noi lo gestiamo da 26 anni ed è immutato, io ho sempre amato la cucina, infatti fin da piccolo 10 12 anni non mi accontentavo delle banalità, per me ogni piatto è un per me le patate fritte si fanno come allora e non si usano quelle congelate, noi le facciamo tagliate fini fini, una per una, e fritte nell’olio d’oliva, quello di una volta e si asciugano sulla carta gialla……non sono solo patate fritte ma sono un mondo di bontà!!!!!

Hai avuto un maestro o una persona di riferimento che ha ispirato la tua ricerca?
ho sempre avuto punti di riferimento, passione principalmente, più che dei veri e propri maestri.

Cucina, innovazione o tradizione?
per me l’innovazione rappresenta un modo per esprimere il passato…ma con idee e metodi innovativi.
Come definisci la tua cucina?
…una buona cucina. ..la mia!!!

Che peso ha la tradizione nella tua cucina?
La tradizione è parte fondamentale ed integrante della mia cucina…lo stile di vita toscano, fiorentino, di quando si faceva della condivisione uno stato sociologico, lo stare insieme intorno alla tavola…

Trattoria Da Carmine
Piazza del Carmine 18r, Firenze, Italia

055-218 601

Ristorante l’accademia a Reggio Calabria 14 punti su La Guida de L’Espresso 2016

Scaloppa di Orata con cipolla rossa di tropea al greco calabres Ristorante l’accademia a Reggio Calabria  14 punti su La Guida de L’Espresso 2016

Filippo Cogliandro, chef e patron del Ristorante L’Accademia a Reggio Calabria: in questi giorni il suo ristorante ha avuto 14 punti sulla Guida de L’Espresso 2016.
Sembrano scale, infinite, interminabili, una montagna di scale che Filippo ha salito, dopo anni travagliati e dolorosi in cui un vago punteggio sulle guide prestigiose era un miraggio, nemmeno un sogno perché Filippo i sogni ha smesso di farli da tempo.
Oggi i 14 punti assegnati dalla Guida de L’Espresso 2016 all’Accademia, il locale di Filippo Cogliandro, si aggiungono alla nomina di Ambasciatore della Ristorazione Antiracket nel mondo e al secondo posto ottenuto nella sezione Ristoranti Gourmet, nell’ambito del Premio Nazionale “Ospitalità Italiana 2013”, ma sono emblematici perché vogliono significare tanto, sia per lui e la sua brigata che per la sua Calabria, bella da morire, anni di dolore senza piegarsi, il locale vuoto per la paura, e poi finalmente Don Ciotti, il Prefetto di Reggio, il Procuratore Capo De Raho, il Sindaco di Motta San Giovanni, Tano Grasso, il Comandante Ferdinando Mazzacuva, Claudio La Camera….la prima spiaggia di Libera,  ma anche gente comune che gli si stringe attorno e lo guarda negli occhi.
Filippo i giornali non ha più tempo per leggerli, altri accadimenti, altro dolore a gente che ha solo il difetto di lavorare, Filippo tira avanti e finalmente ha smesso di salire scale, ha aperto un tempio gourmet, L’Accademia, a Reggio Calabria, è orgoglioso per la nomina di Ambasciatore della ristorazione antiracket nel mondo, e, ultimamente, anche i complimenti di Raffaele Cantone, che conosce bene la sua storia; Filippo, con il suo sous chef Giovanni Dascola e la brigata, crea, inventa, ricorda,  grandi ceste di pesce appena pescato passano dalle sue mani, è un artigiano della creatività, i sapori si fondono con il suo cielo e il suo mare, lui si esprime con le mani, per creare, e con il cuore per raccontare la sua terra avendo capito che anche la cucina può testimoniare il suo attaccamento alla sua terra facendo apprezzare ai suoi clienti una buona cucina che viene anche dall’utilizzo dei prodotti del territorio.
MALL2160 (1)Da oggi Filippo comincia un percorso, fuori Reggio Calabria, in giro per le città dove la legalità ha un ruolo fondamentale ma la sua cucina sarà il primo attore, parlando attraverso i suoi piatti.  Un grande concerto, come dice Filippo Cogliandro, fatto di profumi e sapori, musica e armonia, musica e suoni, musica e parole, perché….il silenzio uccide.
Press Cristina Vannuzzi
L’Accademia Ristorante Gourmet
Via Largo Cristoforo Colombo, 6,
Reggio Calabria RC, Italia

Nuovo tris d’assi a Mangia come scrivi: Rattaro, Sparaco e Roversi

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Venerdì 13 novembre all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma la vincitrice e due dei finalisti del Bancarella 2015

PARMA – Giovani e premiati: la vincitrice del Bancarella 2015 e due dei vincitori del Premio Selezione Bancarella 2015. Tre autori talentuosi, tra i più amati dai lettori, per una serata unica e irripetibile. Sono la genovese Sara Rattaro, la romana Simona Sparaco e il mantovano (milanese d’adozione) Paolo Roversi i protagonisti della cena di Mangia come scrivi “Talenti da Bancarella”, in programma venerdì 13 novembre all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma.

I LIBRI
Le autrici di Niente è come te (Garzanti) e Se chiudo gli occhi (Giunti), con lo scrittore di Solo il tempo di morire (Marsilio), “giocheranno” secondo la formula della rassegna ideata e condotta dal giornalista Gianluigi Negri: tra una portata e l’altra, la Rattaro presenterà e leggerà la Sparaco, la Sparaco presenterà e leggerà Roversi, Roversi presenterà e leggerà la Rattaro.

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Per omaggiare gli autori, gli chef della Tenuta interpreteranno ricette della cucina mantovana, genovese e romana, senza dimenticare uno dei cavalli di battaglia della cucina parmigiana, come la rivisitazione della classica e saporita punta di vitello al forno. Ad accompagnare il tutto, i grandi vini selezionati da “Il Bere Alto” di Claudio Ricci.
Per informazioni sul ricchissimo menu e prenotazioni: 0521 462578.

IL SUCCESSIVO MANGIA COME SCRIVI A PARMA
Il prossimo appuntamento emiliano della rassegna si terrà venerdì 4 dicembre. I protagonisti della serata “Ritorno al Mondo piccolo” – che sarà dedicata alla figlia di Giovannino Guareschi, Carlotta, recentemente scomparsa – sono Guido Conti, Alessandro Gnocchi, Egidio Bandini e l’artista Roberto Meli.

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PARMA
Antica Tenuta Santa Teresa
(strada per Beneceto, 26)
Inizio serata: ore 21.00
Info e prenotazioni: 0521 462578

GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE
Talenti da Bancarella
OSPITI: Sara Rattaro, Simona Sparaco, Paolo Roversi

Contatti:
info@mangiacomescrivi.it Tel. 347 6961251

Da Bule al Bargino

1024px-BarginoDa Bule al Bargino
Un puledrino, svelto e agile, scattante, una massa di riccioli neri, gli occhi a scoprire il mondo, troppo grande per uno scricciolo d’uomo, in paese lo chiamavano Bule, la sua allegria contagiosa e il suo muoversi rapido, un puledrino di razza che correva da una parte all’altra , tra le stradine strette e i casolari, la sua grande libertà era il mare di verde che circonda Bargino, il paesino delizioso vicino a Firenze, nel cuore del Chianti Classico.
E il nome Bule è rimasto, il cavallino dalla criniera al vento corre sempre, impaziente, cresciuto in famiglia, tra profumi e sapori di un tempo, mantenendo lo spirito di vivere in una atmosfera semplice, di campagna come si dice con rimpianto, conoscere il profumo del pane, i sapori indimenticabili delle marmellate fatte in casa, il latte…il caffellatte di una volta, imparare i ritmi delle stagioni, il blog blog della pentola di coccio dei fagioli che sobbolle lenta, in un angolo del camino, tutto scandito dalle risate infantili del giovane puledrino; ormai in paese tutti lo chiamano Bule, persino la moglie Sara, ed il ragazzo cresce….e, nel 1996, nasce “Da Bule”, creato da Daniele Cestelli – il suo vero nome – appena maggiorenne e la sua nonna Gina.
All’ingresso ti accoglie una montagna di legna, ciocchi di olivo tagliato che anticipa grigliate e un forno capace, e poi una grande sala, tavoli in legno, tovaglie a quadretti bianchi e rossi, è già il passaporto per l’allegria, la cucina a vista dove si celebrano ogni giorno le storie di un tempo, le ricette antiche, semplici, della nonna Gina, il ricordo dei piatti, riportati sulla tavola, giorno dopo giorno, per fare riaffiorare i sapori di un tempo.
Oggi Daniele Cestelli, ormai Bule, è un bel giovane, e ha sempre la testa piena di riccioli neri, quasi una criniera, è coadiuvato dalla moglie Sara, in sala accolgono come si fa in campagna, va incontro al cliente con un sorriso per tutti, un discorso ininterrotto fra 10929547_1400500780274800_7774998309862071263_npaesani, ci si conosce tutti e i fatti di uno sono fatti di tutti, la sua cucina non è innovazione ma ricordo, non è ricerca ma nostalgia, non studia piatti nuovi, ricette che sorprendono ma cerca di recuperare i sapori antichi, la semplicità che  diventa stile ed eleganza, fatta da pecorini e salumi della zona, offre i fegatelli con i fagioli al fiasco, il baccalà con le cipolle, esalta la sua carne alla brace, con la bistecca alla fiorentina, la rosticciana, la scamerita, le salsiccie e i fegatelli di maiale, e per i buongustai ancora piccione, galletto, agnello, le schidionate di arrosti, il peposo, che nasce poco lontano, all’Impruneta, creato dai fornacini impegnati alla copertura del tetto del Duomo di Firenze con i coppi di cotto, usa la carne della zona, e poi la bontà dei dolci fatti in casa, gusti completamente diversi da quelli acquistati, dove ritrovi il lievito, la cannella, le uova razzolate poco più in là ed ecco i tiramisù, le crostate, la crema pasticcera, i biscottini tuffati nel passito…e Bule compie il miracolo, ti riporta ad essere bambino, e, attraverso il cibo, magicamente, riaffiorano i ricordi e le nostalgie di mondi perduti.

Forse ripensa alle sue corse, da ragazzino, dove tutto era più facile, abbandonarsi in un mare verde d’erba e di campi dei dolci panorami toscani, l’argento degli olivi, la nonna Gina, il calore unico e importante per un bambino di crescere con un nonno, a Bargino, il piccolo borgo ai piedi del Castello di Bibbione da una parte e il Castello di Pergolato dall’altra, i giochi dei ragazzi sul fiume Pesa e le gare a chi pescava il pesce più grosso nel lago del Mulinvecchio, vicino al cipresso secolare che domina l’incrocio al centro del paese.
Corri Bule, puledrino pieno di sogni….la nonna Gina sarebbe fiera.
Press: Cristina Vannuzzi Landini

TRATTORIA RISTORANTE DA BULE snc –
Str. reg. Cassia 90/I – 50026 – Bargino – San Casciano In Val Di Pesa (FI)
Tel: 055 8249489 | Cell: 338 1940183 |
E-mail: trattoriabule@gmail.com – info@trattoriadabule.it

Marco Ferradini e Enzo Gentile a Mangia come scrivi

be9315ef-71ed-4b33-94a9-ce4aeb96d484Marco Ferradini e Enzo Gentile a Mangia come scrivi
Giovedì 12 novembre “La grande canzone d’autore italiana” al Ristorante Il Garibaldi di Cantù

CANTÙ (Como) – Mangia come scrivi torna ad occuparsi di musica. Lo farà, grazie a Marco Ferradini e Enzo Gentile, che saranno protagonisti giovedì 12 novembre, al Ristorante Il Garibaldi di Cantù (Como), della serata “La grande canzone d’autore italiana”.

I PROTAGONISTI
Il cantautore di Teorema, originario di Como, che ha da poco pubblicato i singoli Due splendidi papà (in duetto con Gianni Bella) e Attimi, ricorderà l’indimenticato amico e artista Herbert Pagani, al quale aveva dedicato, nel 2012, il doppio cd La mia generazione (con la partecipazione, tra f1f81fc7-981e-4ead-949a-9ec6afb79385i tanti, di artisti come Eugenio Finardi, Alberto Fortis, Fabio Concato, Moni Ovadia, Ron). Il critico musicale milanese presenterà il suo ultimo libro Lontani dagli occhi – Vita, sorte e miracoli di artisti esemplari (Laurana), nel quale ripercorre la vita di Pagani, Fred Buscaglione, Piero Ciampi, Sergio Endrigo e Nino Ferrer, straordinari “poeti” uniti da un destino di chiaroscuri.
A tavola, seduti con il pubblico, tra un piatto e l’altro intratterranno i commensali, “guidati” dal direttore artistico Gianluigi Negri.

IL MENU
La serata prevede, come sempre a Mangia come scrivi, quattro portate e tre/quattro vini selezionati. Tra i piatti da non perdere del menu musicale, un antipasto con quello che e7f2c765-7c47-4d67-bca1-6010aa19effb“Gambero Rosso” ha definito il miglior prosciutto cotto italiano (il Branchi ’60) ed un primo con uno speciale ragù di maiale nero. L’inizio della cena è fissato alle 20.30. Info e prenotazioni: 031 704915.

LA SERA SUCCESSIVA
Venerdì 13 novembre Mangia come scrivi sarà a Parma, all’Antica Tenuta Santa Teresa. Protagonisti della serata “Talenti da Bancarella” saranno la vincitrice 2015 Sara Rattaro e i finalisti Simona Sparaco e Paolo Roversi.

Il menu musicale

CANTU’ (Como)
Ristorante Il Garibaldi (piazza Garibaldi)
Inizio serata: ore 20.30
Info e prenotazioni: 031 704915

GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE
La grande canzone d’autore italiana
OSPITI: Marco Ferradini e Enzo Gentile

Contatti:
info@mangiacomescrivi.it Tel. 347 6961251