Food and Wine in Progress: presentato a Expo il Congresso della Fic

Food and Wine in Progress: presentato a Expo il Congresso della Fic

A Firenze dall’8 all’10 novembre un grande evento che ospiterà migliaia tra cuochi e esperti del settore
Food and Wine in Progress: presentato a Expo il Congresso della Fic
Nello spazio Toscana Fuori Expo, ai Chiostri dell’Umanitaria, Federazione italiana cuochi, Unione regionale cuochi toscani, Ais Toscana e Cocktail in the world hanno raccontato in anteprima i retroscena dell’evento in programma alla Leopolda che si preannuncia senza precedenti

Food and Wine in Progress. Visioni, valori e vantaggi. E’ il titolo dell’evento che si svolgerà alla Stazione Leopolda di Firenze dall’8 all’10 novembre 2015. Promosso dalla Federazione italiana cuochi (Fic) e dall’Unione regionale cuochi toscani (Urct), con la preziosa partnership dell’Associazione italiana sommelier Toscana e Cocktail in the world, questo appuntamento è stato presentato in anteprima mercoledì 29 luglio negli spazi di Toscana Fuori Expo, presso i Chiostri dell’Umanitaria, con la collaborazione di Toscana Promozione. Cuore del progetto sarà il “XXVIII Congresso Nazionale della Federazione Italiana Cuochi” che per la prima volta ha voluto aprire le porte al pubblico, con un programma ricco di dibattiti, convegni didattici, cooking show, master, incontri con le Istituzioni, con i produttori Agroalimentari, con produttori di Vino, ristoratori, Sommelier, Barman ed altri attori del mondo dell’offerta enogastronomica italiana e internazionale. «Il tema del Congresso sarà il Cuoco 3.0 – annuncia il presidente della Fic, Rocco Pozzulo – e in questo contesto abbiamo riassunto in tre termini, valori, vantaggi e visioni, le tematiche che saranno approfondite e che porteranno per la prima volta alla stesura di un codice etico per il cuoco, un’occasione quindi importante per un settore in continua evoluzione che oggi rappresenta una voce importante nell’economia nazionale».

Nella splendida cornice della Stazione Leopolda, sede strategica dell’evento, sita a pochi metri dal centro storico di Firenze e facilmente raggiungibile da ogni direzione, nei suoi 4000 metri saranno allestite 4 aree. Durante la tre giorni si alterneranno ai fornelli i più prestigiosi cuochi del panorama Nazionale, che racconteranno al pubblico le loro esperienze, la propria filosofia gastronomica e cucineranno in diretta. La Nazionale Italiana Cuochi si esibirà in dimostrazioni e preparazioni, evidenziando le più affinate tecniche di cucina moderna. Sono attesi oltre 5 mila visitatori che potranno incontrare oltre 1.500 cuochi, tra i quali oltre venti stellati, 150 aziende vitivinicole in esposizione e altrettante legate ai settori del beverage e del food. Oltre 30 ore di cooking show con i migliori cuochi italiani, circa 200 sommelier Ais e ancora dibattiti, convegni e approfondimenti per avvicinare il consumatore al mondo dell’agroalimentare italiano con una formula mai sperimentata prima. «La Toscana con oltre 1.200 cuochi rappresenta un fiore all’occhiello per la Federazione e anche per questo siamo orgogliosi di ospitare dopo oltre quarant’anni il congresso – spiega Franco Mariani, presidente Urct – a maggior ragione se consideriamo che nella nostra regione da anni lavoriamo per valorizzare il patrimonio culturale enogastronomico, al quale riconosciamo un premio internazionale, il Premio Caterina de Medici».

L’Associazione Italiana Sommelier Toscana, che ad oggi conta 3.285 soci e 1.152 corsisti (di cui circa il 40% donne) frequentanti i 19 corsi attualmente avviati, sarà presente a Food&Wine in Progress con ”Eccellenza di Toscana” che prevede degustazioni guidate da Sommeliers AIS dei migliori vini delle 150 Aziende Vinicole Toscane facenti parte della Guida 2016 di AIS Toscana, a cui si aggiunge la disponibilità di un’area specifica dedicata a degustazioni di selezioni speciali e verticali di annate particolari e una particolare attenzione a Master e Degustazioni di Abbinamento Cibo-Vino.

Cocktail in the world con “Mixology ed erbe aromatiche” offrirà un progetto di royalty volto a creare una vetrina per la promozione del bere responsabilmente, creare una rete di professionisti solida, offrire formazione e supporto nella comunicazione ad aziende del settore. Il taglio dei singoli eventi, sarà focalizzato all’abbinamento cocktail/cibo, Mixology per l’appunto, e al connubio con le erbe aromatiche.
Il motto è “qualità e non quantità”.

Nei tre giorni aperti al pubblico, l’esposizione e la vendita di prodotti di nicchia che rappresentano l’eccellenza della toscanità in Italia e nel mondo nel rispetto della piramide alimentare. Quest’area esclusiva sarà riservata ai consorzi IGP, DOP, ecc. e ad aziende medio/piccole che rappresentano la qualità sia nel prodotto che nell’intera filiera. Inoltre ci sarà un’esposizione di piccoli macchinari ed attrezzature tecnologiche moderne per operatori del settore Food&Wine.

Il programma degli eventi è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione http://www.foodandwineinprogress.it/.

 

Didascalia foto in allegato: da sinistra il Presidente Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzolo, il Delegato Italian Barman Style Danny Del Monaco, Marzia Morganti Tempestini per AIS Toscana e il Presidente Unione Regionale Cuochi Toscani Franco Mariani

 

Milano, 30 luglio 2015 C.s. 02

 

Contatti:

Ais Toscana – Marzia Morganti Tempestini

Toscana Promozione – Barbara Orrico

Unione regionale cuochi toscani – Alessandro Maurilli

Expo si prepara al gran finale con l’aceto balsamico di Modena IGP

Expo si prepara al gran finale con l’aceto balsamico di Modena IGP

Due settimane di protagonismo della Regione Emilia Romagna accompagneranno l’Esposizione Universale verso la conclusione, con una serie di gustosi eventi dedicati all’oro nero di Modena

Gran Finale per Expo 2015 in compagnia dell’oro nero di Modena: da sabato 17 ottobre e fino al 31, il Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP sarà infatti protagonista presso la Piazzetta della Regione Emilia Romagna di una serie di eventi che ogni giorno, in vari orari, nell’ambito delle attività dello spazio “Modena, dove tutto diventa arte”, allieterà i presenti con suggestive performances teatro-sensoriali.

Cinque performance al giorno, per un totale di tre ore che quotidianamente saranno dedicate al prezioso alimento simbolo della cultura enogastronomica modenese: con una forma decisamente inedita, una introduzione canora seguita da un approfondimento del prodotto, il Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP presenterà la propria eccellenza attraverso un musical, una romanza proposta dal vivo per “de-cantare” la storia è la tradizione del prodotto e del suo territorio che proseguirà con una degustazione sensoriale e teatrale che porterà i partecipanti ad immergersi totalmente nella storia e nei sapori dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Una narrazione capace di introdurre all’arte del sentire e gustare, con tutti i sensi, i colori, i profumi, gli aromi, il corpo e la voce dell’oro nero.

“Essere presenti a Expo, vetrina mondiale che ha attirato l’attenzione di milioni di visitatori, è già di per sé una grande soddisfazione – ha sottolineato il Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni – siamo quindi più che onorati di poter rappresentare la città di Modena in questa prestigiosa vetrina, da condividere nelle prossime due settimane con le altre realtà della città e dell’intera provincia. Ci presenteremo in modo non convenzionale cercando di stupire ancora una volta il vasto pubblico che riusciremo ad intercettare non solo per la qualità dei nostri prodotti e della cultura del territorio modenese, ma pure con una modalità innovativa di presentarli e proporli.”
Ufficio Stampa Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP
Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
www.consorziobalsamico.it – www.martecomunicazione.com

 

MedDiet protagonista a Expo: la dichiarazione per la tutela e la promozione della dieta mediterranea

MedDiet protagonista a Expo: la dichiarazione per la tutela e la promozione della dieta mediterranea
Egitto,Libano, Tunisia , dopo esperienza del progetto che ispira coesine e richiama alla pace, chiedono di entrare a far parte dei paesi a patrimonio Unesco

Un progetto che mette al centro il Mediterraneo, lo spirito di coesione interna e l’identità dei Paesi coinvolti. Così ha definito il progetto MedDiet – implementato nel quadro del programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo e finanziato, per un ammontare di 4,49 milioni di euro, dall’Unione Europea tramite lo Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato e tra i 95 progetti finanziati dal Programma gestito dalla Regione Autonoma della Sardegna – Anna Catte, Direttore dell’Autorità di Gestione. “L’aspetto maggiormente positivo – ha ribadito – risiede nel fatto che MedDiet stia contribuendo a dimostrare che i benefici della Dieta Mediterranea non si riflettono soltanto sulle persone ma anche sulle economie locali e sta rafforzando lo spirito di coesione interna oltre che l’identità dei Paesi coinvolti. Non da meno, il fatto che contribuisce a migliorare l’immagine della regione Mediterranea all’esterno”.

Mediterraneo come tassello di pace, con la Dieta Mediterranea che unisce i popoli e che racchiude tra i suoi elementi fondamentali quell’olivo simbolo di pace da sempre anche secondo il Presidente dell’Associazione Città dell’Olio Enrico Lupi: “una grande opportunità di pace – ha aggiunto – per chi lo condivide attraverso i temi della Dieta Mediterranea. Un progetto il cui percorso ha avvicinato i Paesi portando benefici sia in termini di qualità dello stile di vita ma anche alle economie dei territori. Un tema comune, quello della Dieta Mediterranea, che unisce le due sponde del Mediterraneo e si candida a diventare un esempio per valorizzare ciò che siamo e che rappresentiamo”.

L’evento di capitalizzazione MedDiet ha rappresentato altresì l’occasione per manifestare l’interesse di Egitto, Libano e Tunisia, di entrare a far parte dei Paesi Patrimonio Unesco della Dieta Mediterranea . e quindi individuare le relative comunità emblematiche nei relativi Paesi. Un processo che, con l’aiuto della presidenza di turno dell’Italia potrebbe portare a un esito positivo entro il termine di sei mesi. In questo lasso di tempo, l’Italia coordinata dal MIPAAF che rappresenta i Paesi della Dieta Mediterranea già facenti parte del riconoscimento UNESCO, potrà aiutare i tre Paesi richiedenti Egitto, Libano e Tunisia, a vedere riconosciuta la loro ‘dieta mediterranea’ Patrimonio dell’Umanità. Obiettivo del processo sarà non solo garantire loro sostegno nell’inserimento nella rosa dei candidati ma altresì rafforzare le opportunità di dialogo interculturale e interreligioso tra realtà diverse a partire da un elemento che unisce tutti: il mangiare insieme, lo stile di vita, la convivialità nel rispetto reciproco delle diversità.

Anche il Segretario Generale della Confederation of Egyptian European Business Associations (CEEBA) Alaa Ezz e Primo Sottosegretario di Stato dell’Egitto, ha sottolineato come “Obiettivo di questo summit è quello di proteggere e salvaguardare la Dieta Mediterranea come parte integrante del nostro life-style. Non parliamo solo di ingredienti, dei processi produttivi e dell’alimento stesso, ma del modo in cui lo mangiamo, del modo in cui lo trattiamo e come guardiamo al cibo come parte della vita. Allo stesso tempo vogliamo creare un rete di solidarietà e supporto da parte delle Autorità Locali e Organizzazioni internazionali e divulgare il concetto ai bambini nelle Scuole: tutto questo fa parte di centinaia di attività che i partners hanno condotto nei 3 anni nel progetto per il progetto Met Diet”. Per il Segretario Generale della Confederation of Egyptian European Business Associations, il progetto MedDiet si configura come “una opportunità per preservare la nostra eredità culturale ma anche un beneficio economico che viene inteso sotto due punti di vista: promuovere l’export di food stuff tradizionale dei Paesi Mediterranei e cercare di attrarre turismo culturale, che rappresenta circa il 7% del turismo mondiale”.

Il team dei dodici partner è coordinato da Unioncamere Nazionale e si compone di rappresentanti dei sei Paesi coinvolti nel progetto, in particolare del Centro Servizi per le Imprese della CCIAA Cagliari, Associazione nazionale Città dell’Olio, Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, Foundacion Dieta Mediterranea (Spagna), Camera di Commercio di Tunisi, Rotes de l’Olivier (Grecia), Camera di Commercio di Messinia (Grecia), Asociation Espanola de Municipios del Olivo (Spagna), Association of Mediterranean Chambers of Commerce (Spagna), Confederation of Egyptian European Business Associations (Egitto), Institut National de la Recherche Agronomique de Tunisie (Tunisia) e Camera di Commercio di Beirut (Libano).

Qualche numero in più per inquadrare la portata del Progetto ENPI MedDiet, di durata triennale, che coinvolge Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Libano e Tunisia: 118.000 consumatori totali coinvolti, 4.800 bambini e ragazzi di 160 istituti scolastici, 1.200 insegnanti, 355 funzionari di istituzioni politiche nazionali, 240 ristoratori, 160 dirigenti scolastici, 160 promotori di enti locali, 20 funzionari delle Camere di Commercio. In totale, sono stati 48.200 i MedDiet Toolkit distribuiti e 20 gli info point a disposizione, 165 iniziative organizzate nel triennio sulla nutrizione, 126 le dichiarazioni di salvaguardia della Dieta Mediterranea e 90 istituzioni dei Paesi del Mediterraneo.
Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

 

 

Da Milano a Dubai, la dieta mediterranea Traghetta il Forum verso l’esposizione universale del 2020 negli emirati arabi

LOGHI FORUM (1)Da Milano a Dubai, la dieta mediterranea Traghetta il Forum verso l’esposizione universale del 2020 negli emirati arabi

Il messaggio del Ministro Martina: “Dieta medeitterranea risposta fondamentale per il tema centrale di Expo nutrire il pianeta”

La prossima tappa per la Dieta Mediterranea potrebbe essere Dubai: è una delle novità emerse durante il Forum Internazionale della Dieta Mediterranea che si è tenuto al Padiglione Unione Europea a Expo, e a cui il titolare del Dicastero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina ­- trattenuto a Roma dalla convocazione del Consiglio dei Ministri – ha fatto arrivare un messaggio di ringraziamento a tutti i presenti all’incontro e in particolare al Presidente del Forum Dieta Mediterranea Enrico Lupi assieme alla Camera di Commercio di Imperia – nella persona del suo Commissario Straordinario Franco Amadeo – e all’Azienda Speciale Promimperia, per il contributo fondamentale nel dare grande risonanza a un evento come questo: “La Dieta mediterranea – si legge – è sempre più un concetto attuale e quanto meno necessario, sia dal punto di vista nutrizionale che economico, culturale ed educativo e questo vale tanto più per il nostro Paese, per il suo specifico modello agricolo e alimentare. Ma non solo: la Dieta mediterranea costituisce una risposta fondamentale per il grande tema che è al centro di Expo, ovvero nutrire il pianeta. Di fatto, questo incontro e tutti quelli che caratterizzano la Settimana della Dieta Mediterranea, sottolineano come la Dieta vada ben oltre il cibo. Nel mondo sono ben 1,3 miliardi le persone che soffrono di disturbi legati a una cattiva alimentazione, soprattutto tra i più giovani: alla luce di tutto ciò abbiamo l’obbligo di ripartire dai principi della Dieta mediterranea anche nelle scuole, dove abbiamo modo di incidere positivamente sui bambini e quindi anche sulle loro famiglie. È un segnale importante poi – si aggiunge nella nota – la creazione proprio a Expo del Network delle Comunità della Dieta Mediterranea Unesco, una rete di città, comunità, centri di ricerca, associazioni ed espressioni della società civile che si impegnano a valorizzare il mangiare mediterraneo”.

Un simposio organizzato da MIPAAF, Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia, in concomitanza con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea e inserito tra gli eventi della Settimana della Dieta Mediterranea curata proprio dal MIPAAF a Expo, che ha posto l’attenzione su alcuni concetti strategici legati alla Dieta Mediterranea e acceso i riflettori su alcune best practices nazionali nei paesi riconosciuti Patrimonio Unesco ovvero Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Croazia e Cipro. A moderare le sessioni del pomeriggio, che si sono concluse con la firma della Carta dei Valori, il Direttore Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare del MIPAAF Emilio Gatto e il Dirigente e Coordinatore Gruppo Dieta Mediterranea al Mipaaf Pasquale Giuditta.

Tale Carta dei Valori della Dieta Mediterranea, presentata oggi da Alessandro Zagarella dell’Università degli studi di Roma, responsabile del progetto “Carta dei Valori della Dieta Mediterranea e del network delle Comunità Italiane della Dieta Mediterranea” – e firmata da Forum Dieta Mediterranea, Associazione Nazionale Città dell’Olio, Centro Internazionale Studi sulla Dieta Mediterranea Angelo Vassallo, Cluster Bio Mediterraneo, Comune di Pollica, Ecomuseo della Dieta Mediterranea di Pioppi, Legambiente, MedEat Research-Centro Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea e Unitelma – contiene molti dei concetti affrontati durante il Simposio. Zagarella nel suo intervento ha sottolineato come questa sia “un documento programmatico che nasce dall’esigenza di superare delle problematiche sorte a livello nazionale subito dopo il riconoscimento UNESCO. Problematiche rappresentate essenzialmente dalla frammentarietà delle attività che possono essere la valorizzazione dei riconoscimento UNESCO, l’enciclopedia dei valori della Dieta Mediterranea spesso fraintesa dalle comunità territoriali e la conoscenza limitata della normativa internazionale. Attraverso la firma odierna di questa carta, le comunità italiane che negli ultimi dieci anni si sono occupate di valorizzare il patrimonio UNESCO della Dieta Mediterranea – tra cui il Forum Internazionale della Dieta Mediterranea, Fondazione Internazionale della Dieta Mediterranea, l’Università Sapienza di Roma, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, l’Universit� Sororsala Ben in Casa di Napoli – si impegneranno nei prossimi anni, insieme al Ministero delle Politiche Agricole e alla Comunità Emblematica di Pollica, a valorizzare insieme, in maniera sistemica per ricavarne vantaggi diretti e indiretti, il riconoscimento che l’UNESCO ha assegnato alla Dieta Mediterranea nel 2010.”

Il riconoscimento Unesco rappresenta per i paesi che ne fanno parte, un importante fonte di vantaggi anche dal punto di vista comunicativo ed economico. Facendo attenzione a non confondere il concetto di brand economico con quello di brand commerciale, è infatti evidente che dal punto di vista del policy making, la DM può contare sul riconoscimento Unesco come fattore propulsivo per potenziare il messaggio che essa intende trasmettere, ma altresì verificare come questo “brand” sia riconosciuto da tutti come “valore collettivo” in grado di innalzare il livello di awareness e accrescere l’appeal nelle offerte e stimolare l’attenzione alla domanda di prodotti con esso identificabili. La Dieta Mediterranea non è quindi da considerarsi un mero valore nutrizionale, molto importante è anche il peso economico che questo stile di vita ha nel nostro quotidiano: ne ha parlato durante la prima sessione di lavori il Prof. Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese a La Sapienza di Roma, oltre che Direttore Scientifico di Eurispes e Presidente della Società Italiana Marketing, sottolineando come “per l’Italia, l’Istat stima il valore della spesa alimentare media mensile in circa 460 euro, di cui due terzi (circa 350 euro/mese) destinati all’acquisto di prodotti che si riconoscono nella piramide della DM. Uno studio congiunto de La Sapienza e dell’Università di Parma, ha altresì verificato come circa l’80% del sell out alimentare della distribuzione moderna sia generato dalle categorie della DM. Ma non è il solo risvolto economico che si può accreditare a questo “stile di vita”: sempre da uno studio de La Sapienza, è emerso che il potenziale delle offerte turistiche imperniate sulle valenze narrative della DM ammonta a circa 800 milioni di euro. Un business che si costruisce facendo leva su due concetti: creare nuove opportunità e perseguire uno sviluppo sostenibile in termini di sviluppo economico, inclusività sociale e sostenibilità ambientale”.

Le potenzialità della Dieta Mediterranea potrebbero tuttavia portare a un allargamento dell’area interessata dal nostro “stile di vita”, arrivando anche a coinvolgere i paesi arabi che, pur non essendo direttamente affacciati sul Mare Nostrum, vengono comunque raggiunti e conquistati da quello che è lo stile agroalimentare del Made in Italy. E con questi presupposti, la Dieta Mediterranea potrebbe aspirare a essere uno dei protagonisti della prossima Esposizione Universale, nel 2020 a Dubai. Ad affermarlo è Riccardo Garosci, Capo progetto al Comitato di candidatura Expo Milano, Presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare del Ministero dell’Istruzione e Coordinatore dell’ analogo Tavolo tematico per la ‘Carta di Milano’, che quest’oggi, intervenendo alla quinta edizione del Forum Internazionale della Dieta Mediterranea, ha sottolineato come “Expo Milano terminerà fisicamente il prossimo 31 ottobre, ma quanto emerso da questa irripetibile occasione di confronto tra i paesi del mondo su come nutrire responsabilmente il pianeta, continua a perpetrare la sua eredità immateriale guardando già alla prossima Esposizione, Dubai 2020, sul tema “Uniamo le menti, le culture, costruiamo insieme il futuro”. Tra Expo Milano e Dubai, è infatti già stato firmato un Protocollo d’Intesa per portare avanti anche in tale occasione il tema dell’alimentazione sviluppato in Italia. C’è un vivo interesse da parte di tutti a proseguire con azioni concrete di stampo culturale ed educativo su un tema molto caro anche ai paesi arabi, in quanto notoriamente innamorati delle eccellenze del food Made in Italy. Il Forum – ha aggiunto – è chiamato a lavorare da oggi e per i prossimi cinque anni, perché questi temi possano mantenersi attuali e diventare argomento di confronto anche nella prossima Esposizione Universale. Per questo è importante pensare di ampliare ulteriormente il ventaglio dei paesi coinvolti: non è condizione essenziale essere affacciati sul Mediterraneo per far parte di questo progetto, ma condividerne, valorizzarne e impegnarsi a promuoverne i principi”.

Nel corso della giornata sono poi intervenuti anche l’Assessore allo Sviluppo Economico e Imprenditoria della Regione Liguria Edoardo Rixi, il Rettore dell’Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza Francesco Avallone, il Segretario Generale di CEEBA Progetto ENPI MedDiet Alaa Ezz, il Prof. Tullio Scovazzi Ordinario di Diritto Internazionale Università di Milano Bicocca, il Prof. Pierluigi Petrillo Associato di Diritto Pubblico Comparato a La Sapienza di Roma, il Direttore del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Sanremo Massimo Conio, il Prof. Gaetano Golinelli Emerito di Economia e Gestione delle Imprese a La Sapienza di Roma e Presidente CUEIM, i rappresentanti dei paesi patrimonio Unesco per la Dieta Mediterranea, il Prof. Donato Limone Ordinario di Diritto dell’Informatica Unitelma La Sapienza, Domenico Nicoletti del Centro Studi Internazionali Angelo Vassallo e Stefano Pisani Sindaco del Comune di Pollica, coordinatore del Network delle Comunità Emblematica della Dieta Mediterranea Unesco.
Ufficio Stampa Forum Internazionale Dieta Mediterranea

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Presentati questa mattina a Expo i risultati del progetto Enpi Medidiet

Presentati questa mattina a Expo i risultati del progetto Enpi Medidiet

L’evento di capitalizzazione ha fatto da cornice anche alla firma della dichiarazione per la tutela e la promozione della Dieta Mediterranea

Centodiciottomila consumatori coinvolti, 4.800 bambini e ragazzi di 160 istituti scolastici, 1.200 insegnanti, 355 funzionari di istituzioni politiche nazionali, 240 ristoratori, 160 dirigenti scolastici, 160 promotori di enti locali, 20 funzionari delle Camere di Commercio, per un totale di 48.200 MedDiet Toolkit distribuiti e 20 info point a disposizione, 165 iniziative organizzate nel triennio sulla nutrizione, 126 le dichiarazioni di salvaguardia della Dieta Mediterranea e 90 istituzioni dei paesi del Mediterraneo. Questi i numeri presentati questa mattina a conclusione del progetto triennale ENPI MedDiet Dieta Mediterranea e Valorizzazione dei Prodotti Tradizionali, implementato nel quadro del programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo e finanziato, per un ammontare di 4,49 milioni di euro, dall’Unione Europea tramite lo Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato. L’evento di capitalizzazione in cui tale presentazione si è inserita, si è tenuto al Conference Centre Orogel e Cluster Biomediterraneo ed ha visto la partecipazione dei dodici partner di Italia, Spagna, Grecia, Egitto, Libano e Tunisia che portano avanti il progetto ENPI MedDiet, i quali si sono resi altresì protagonisti nella stessa sede, della firma della Dichiarazione per la Tutela e la Promozione della Dieta Mediterranea.
“Il progetto ENPI MedDiet – ha commentato il Capo Dipartimento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Bianchi, intervenuto all’incontro – costituisce un pezzo rilevante dei contenuti di Expo: quando abbiamo individuato le tematiche, ci siamo posti il problema di creare meccanismi di aggregazione che rispondessero all’esigenza di percorsi comuni come il Cluster BioMediterraneo, un esperienza che si collega molto a ciò che si dice oggi. Questi progetti di cooperazione rappresentano la vera risposta che il continente europeo deve offrire in questo momento di crisi: un Expo che pone al centro alimentazione e stili di vita, e la costruzione di sistemi sostenibili sono la risposta per un Mediterraneo unito che sia da esempio all’Europa che spesso non riesce ad esserlo. I punti di contatto sono molti, gli chef dei nostri paesi utilizzano molto spesso materie prime simili e il progetto rientra nelle strategie di cooperazione che il Ministero intende portare avanti . Sostenibilità sociale e ambientale, qualità del prodotto e del territorio circostante: questo è il modello della DM. Come Ministero ci assumiamo l’impegno di sostenere questo progetto e altresì lavorare insieme in un percorso di ampliamento del gruppo di cooperazione europeo emblematico”.
ENPI MedDiet è posto sotto l’autorità di gestione della Regione Autonoma Sardegna: “Ho ritenuto importante – ha affermato Anna Catte, Director ENPI CBC MED Programme – essere presente oggi come autorità di gestione del programma alla chiusura di un progetto che ha contribuito a creare un processo armonioso di cooperazione nell’area del Mediterraneo. Dal nostro punto di vista, l’aspetto maggiormente positivo risiede nel fatto che MedDiet stia contribuendo a dimostrare che i benefici della Dieta Mediterranea non si riflettono soltanto sulle persone ma anche sulle economie locali e sta rafforzando lo spirito di coesione interna oltre che l’identità dei paesi coinvolti. Non da meno, il fatto che contribuisce a migliorare l’immagine della regione Mediterranea all’esterno”.
Coordinato da Unioncamere, il progetto MedDiet vede il coinvolgimento di dodici partners dei sei paesi coinvolti nel progetto, in particolare del Centro Servizi per le Imprese della CCIAA Cagliari, Associazione nazionale Città dell’Olio, Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, Foundacion Dieta Mediterranea (Spagna), Camera di Commercio di Tunisi, Rotes de l’Olivier (Grecia), Camera di Commercio di Messinia (Grecia), Asociation Espanola de Municipios del Olivo (Spagna), Association of Mediterranean Chambers of Commerce (Spagna), Confederation of Egyptian European Business Associations (Egitto), Institut National de la Recherche Agronomique de Tunisie (Tunisia) e Camera di Commercio di Beirut (Libano)).
“Quelli che abbiamo presentato oggi – ha spiegato Amedeo Del Principe, Coordinatore del Progetto MedDiet per conto di Unioncamere – sono i risultati di un progetto molto importante che è riuscito a far condividere alcuni strumenti da 6 paesi del Mediterraneo a iniziare dalla Piramide Alimentare: abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo preposti ovvero condividerne la scientificità che ne è alla base e soprattutto creare un collegamento tra Dieta Mediterranea e produzioni  tipiche e tradizionali dei singoli paesi. Questa leva competitiva può dare un reale vantaggio alle piccole e medie imprese del bacino del Mediterraneo e allo stesso tempo portare risultati importanti in termini di export internazionale”

Domani a Expo la quinta edizione del Forum Dieta Mediterranea, tra economia, cultura e salute

LOGHI FORUM (1) Domani a Expo la quinta edizione del Forum Dieta Mediterranea, tra economia, cultura e salute

Dal simposio internazionale un invito ad adottare lo stile di vita “mediterraneo” come prevenzione primaria

Andrà in scena domani 18 settembre a partire dalle ore 10 a Expo nella Sala Europa del Padiglione Unione Europea, la V° edizione del Forum internazionale Dieta Mediterranea, per la prima volta lontano da Imperia – sua sede storica dal 2010 – ed inserito tra gli eventi della Settimana della Dieta Mediterranea curata dal MIPAAF in programma ad Expo dal 14 al 20, oltreché in perfetta concomitanza con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea istituita durante l’Expo delle Idee proprio per il 18 settembre. Il Forum, organizzato da MIPAAF, Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia, prevede la trattazione da più punti di vista del valore della Dieta Mediterranea: uno di questi è senz’altro l’aspetto salutistico di questo stile di vita, analizzato dal workgroup coordinato dal Dott. Massimo Conio, Direttore di gastroenterologia endoscopia digestiva all’Ospedale di Sanremo.

La Dieta Mediterranea svolge quindi un ruolo protettivo per la nostra salute? La risposta è che questo stile alimentare aiuta ad assumere nelle giuste proporzioni quegli alimenti che ci servono per mantenere sano il nostro organismo e ci indica quali sono i cibi che permettono al nostro fisico di rimanere in salute, abbinando una costante attività fisica.

Ma non solo: la Dieta Mediterranea può davvero svolgere un ruolo determinante nella prevenzione di malattie neoplastiche? “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – risponde Conio – ha calcolato che nel 2030 si verificheranno 12 milioni di decessi per cancro, in tutto il mondo. Dal 2004 ad oggi, in Europa, vi è stato un incremento di oltre 300.000 nuovi casi di cancro, soprattutto neoplasie mammarie, colorettali e del polmone. A tal proposito, è stato ipotizzato che almeno 1/3 delle neoplasie potrebbero essere evitate modificando l’alimentazione ed aumentando l’attività fisica, seguendo quindi i principi della Dieta Mediterranea, caratterizzata da un aumentato apporto di verdura, frutta, cereali, pesce e da un limitato consumo di alcol e carne rossa. Un “comportamento” che alla luce degli studi compiuti sembra effettivamente avere un’azione benefica nel mantenimento della salute: correggere le abitudini alimentari e lo stile di vita potrebbe ridurre l’incidenza del cancro colorettale del 25%, di quello mammario del 15% e per le neoplasie del pancreas, della prostata e dell’endometrio, del 10%. In ogni caso, riducendo l’apporto calorico e adottando la Dieta Mediterranea, si è in grado di prevenire patologie croniche: modificare la dieta significa effettuare la prevenzione primaria”.

Protagonista primario di questo stile di vita è l’olio extravergine di oliva, vero e proprio toccasana per l’organismo grazie alle sue proprietà antiossidanti e alle proprietà benefiche che esercita fin dalla nascita: esso contribuisce infatti alla formazione delle ossa, al processo di mielinizzazione del cervello, all’accrescimento e all’innalzamento delle difese immunitarie. Negli adulti è anche un ottimo controllore per il colesterolo LDL. Proprio in ragione degli effetti benefici che essa riflette sulla salute delle popolazioni che la adottano come stile di vita, la Dieta Mediterranea è diventata nel 2010 Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO e la promozione dei suoi principi si è estesa ben oltre l’ambito medico-nutrizionale. Da anni infatti, è stato avviato dalla collaborazione tra CCIAA di Savona, il reparto di cardiologia dell’ospedale di Savona con il patrocinio della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, un progetto denominato “I ristoranti del cuore”, per veicolare il messaggio che la prevenzione cardiovascolare a tavola non si conquista con sacrifici e rinunce ma semplicemente scegliendo determinati alimenti, anche fuori casa. Ad aderire finora, numerosi ristoranti della provincia di Savona che, dopo aver seguito un percorso formativo/informativo con medici e dietisti, si sono impegnati a presentare nei propri menù dei piatti “salva-cuore” contrassegnati da specifico logo.
Al termine del Forum, una cena di gala a Palazzo Italia, introdotta da una performance musicale in collaborazione con il Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo: il concerto “Classico…ma non troppo” eseguito dall’ensamble di dodici violoncellisti I Dodecacellos con la direzione del Maestro Andrea Albertini.

 

Ufficio Stampa Forum Internazionale Dieta Mediterranea

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Sabato 19 settembre il progetto Enpi – Meddiet protagonista a Expo

Sabato 19 settembre il progetto Enpi – Meddiet protagonista a Expo
Al conference center e al cluster Biometerraneo l’evento di capitalizzazione coordinato dalla confederazione delle associazioni egiziane di Busines Europee
Il futuro della Dieta Mediterranea si discute a Expo, con l’evento di capitalizzazione del progetto “ENPI MedDIET- Dieta Mediterranea e valorizzazione dei prodotti tradizionali”, in programma per sabato 19 settembre all’Expo Conference Centre e Cluster Biomediterraneo. Coordinato da Alaa Ezz Segretario Generale di CEEBA, la Confederazione delle Associazioni Egiziane di Business Europee, l’evento ha come obiettivo la presentazione di questo ambizioso progetto di durata triennale, implementato nel quadro del programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo e finanziato, per un ammontare di 4,49 milioni di euro, dall’Unione Europea tramite lo Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato.

Tredici partner provenienti da 6 paesi del Mediterraneo ovvero Italia, Spagna, Grecia, Egitto, Libano e Tunisia, coordinati da Unioncamere Roma (Centro Servizi per le Imprese della CCIAA Cagliari, Associazione nazionale Città dell’Olio, Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, Foundacion Dieta Mediterranea (Spagna), Camera di Commercio di Tunisi, Rotes de l’Olivier (Grecia), Camera di Commercio di Messinia (Grecia), Asociation Espanola de Municipios del Olivo (Spagna), Association of Mediterranean Chambers of Commerce (Spagna), Confederation of Egyptian European Business Associations (Egitto), Institut National de la Recherche Agronomique de Tunisie (Tunisia) e Camera di Commercio di Beirut (Libano)) – che si riuniscono per discutere dei tre concetti su cui poggia l’impianto progettuale, ovvero la creazione di un sistema di conoscenza condiviso della Dieta Mediterranea per migliorare la sostenibilità dei modelli di consumo alimentare del bacino basati sulla Dieta Mediterranea quale patrimonio comune; la costruzione di un processo di educazione nelle scuole, agli operatori e al consumatore finale per creare una crescente consapevolezza sull’importanza di quanto una corretta alimentazione possa incidere positivamente sulla salute di adulti e ragazzi, promuovere la conoscenza tra agricoltori, produttori e ristoranti al fine di proporre un marchio DM, ma anche fare in modo che le istituzioni promuovano un miglioramento dell’impianto normativo per la tutela e salvaguardia della Dieta Mediterranea nei paesi partner.

Nella prima parte della giornata, che avrà inizio alle 10 con i saluti istituzionali, due firme importanti: quella della Dichiarazione sulla Dieta Mediterranea da parte di tutti i soggetti coinvolti e quella della MoU per la Costituzione del Cluster Biomediterraneo come istituzione permanente. Dopo l’intervento del Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali del Governo Italiano Maurizio Martina, l’evento prosegue con uno show cooking con dodici chef (due per ciascuno dei sei paesi coinvolti nel progetto) e una degustazione – presso sei chioschi rappresentanti i sei paesi del progetto nella piazzetta del Cluster BioMediterraneo – di prodotti tipici di ciascun territorio facenti parte della Piramide Alimentare, ognuno con una propria specificità legata alle produzioni locali.
La seconda parte dell’evento di capitalizzazione sarà ordinata in tre tavole rotonde tematiche, dedicate ciascuna a un gruppo di lavoro. Domingo Valiente Llauradó della Fondazione Dieta Mediterranea coordinerà la tavola rotonda con gli Chef dal titolo “Marchio MedDiet per i Ristoranti – costruzione di una rete mediterranea?”, mentre Emanuele Cabras, coordinatore del progetto per il Centro Servizi Promozionali per le Imprese della Camera di Commercio di Cagliari sarà il moderatore della tavola rotonda con i rappresentanti dei Partner del progetto dal titolo “MedDiet: Promozione della dieta mediterranea attraverso i partner della sponda Nord e Sud”. Sarà invece moderata dal Segretario Generale di CEEBA e CEO FEDCOC Alaa Ezz – al quale sono state affidate anche le conclusioni – la tavola rotonda con i rappresentanti governativi di Libano, Tunisia ed Egitto, dal titolo “MedDiet Project works nel Sud del Mediterraneo – affrontare le sfide e futuri impegni”.

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Questa mattina a Expo presentata la settimana della dieta mediterranea alla presenza del Vice ministro Mipaaf Andrea Oliviero ed Enrico Lupi presidente del Forum Internazionale

LOGHI FORUM (1)Questa mattina a Expo presentata la settimana della dieta mediterranea alla presenza del Vice ministro Mipaaf Andrea Oliviero ed Enrico Lupi presidente del Forum Internazionale
IL simposio di scena venerdi 18 settembre del padiglione dell’unione Europea sarà l’evento clou della prima giornata mondiale della Dieta Mediterranea

Presentato questa mattina a Expo nello Spazio MIPAAF del Padiglione Italia durante l’evento di apertura della Settimana della Dieta Mediterranea UNESCO curata dal MIPAAF, il programma della quinta edizione del Forum Internazionale Dieta Mediterranea, il Simposio organizzato dal MIPAAF, dalla Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia, che raccoglie in questa edizione attorno allo stesso tavolo i rappresentanti dei 7 Paesi della Dieta Mediterranea Patrimonio Unesco Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Croazia, Cipro e Marocco e delle 7 Città Emblematiche della Dieta (Pollica in Italia, Soria, in Spagna, Koroni, in Grecia, Chefchaouen, in Marocco, Tavira, in Portogallo, Agros a Cipro e Brac ed Havara in Croazia) per fare il punto sulla progettualità in corso per la valorizzazione della Dieta Mediterranea non solo dal punto di vista nutrizionale ma anche economico, culturale ed educativo. L’evento di questa mattina che ha ospitato la presentazione del programma del Forum internazionale da parte del Presidente Enrico Lupi, ha fatto da apertura ad una settimana interamente dedicata alla Dieta Mediterranea e ai suoi principi, durante la quale si parlerà dell’importanza della Dieta Mediterranea in ogni suo aspetto. I lavori sono iniziati con il saluto introduttivo del Vice Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Andrea Olivero, di Dario Cartabellotta responsabile Unico Cluster Bio – Mediterraneo e di Enrico Lupi, Presidente del Forum Internazionale Dieta Mediterranea, il quale ha sottolineato come “l’obiettivo del Forum sia quello di incrementare la consapevolezza sulla Dieta Mediterranea come parte integrante dello stile di vita quotidiano. La quinta edizione che da Imperia si sposta all’Expo di Milano, nel cuore delle attività dedicata al cibo, vuole attirare l’attenzione internazionale sull’esperienza e i Enrico Lupi, Andrea Olivero, Dario Cartabellotta durante la presentazione di questa mattina a Expolavori portati avanti in cinque anni di attività, con particolare attenzione al valore economico della Dieta Mediterranea, che può tradursi in maggiori opportunità occupazionali, produttive e turistiche. La Dieta Mediterranea – ha proseguito Lupi – non è infatti solo un modo di combinare alimenti per garantire una vita sana, ma anche un fattore di sviluppo molto importante per il tessuto sociale e l’industria alimentare dei paesi del Mediterraneo e il simbolo di una identità culturale e socio-economica di primaria importanza per l’intero Bacino”.

L’intervento di Lupi è poi andato avanti con la presentazione dei vari tavoli di lavoro che in vista dell’evento del 18 settembre a Expo presso la Sala Europa del Padiglione Unione Europea – il quale si svolgerà in concomitanza con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea, istituita in sede di Expo delle Idee proprio per il 18 settembre.

Dopo i saluti istituzionali, venerdì 18 settembre il Forum Dieta Mediterranea si aprirà con una sessione dedicata all’UNESCO ed il Patrimonio Agro-Alimentare, seguita da una seconda sessione incentrata sulle azioni in campo nei Paesi della Dieta Mediterranea UNESCO e in particolare sulle best practices in Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Croazia e Cipro. Una sessione sarà dedicata anche al ruolo delle Comunità Emblematiche nella salvaguardia della Dieta Mediterranea UNESCO e alle best practices di Spagna, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro. La quarta ed ultima sessione, che precederà le conclusioni affidate al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, sarà infine dedicata alla presentazione della Carta dei Valori della Dieta Mediterranea e del Network delle Comunità Italiane della Dieta Mediterranea.

Ufficio Stampa Forum Internazionale Dieta Mediterranea

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Dieta mediterranea come brand o asset economico? Venerdì 18 settembre a Expo la quinta edizione del Forum

Dieta MediterraneaDieta mediterranea come brand o asset economico? Venerdì 18 settembre a Expo la quinta edizione del Forum con una sessione dedicata agli effetti sull’economia del territorio

La Dieta Mediterranea come Brand di successo o più genericamente asset economico dei paesi in cui essa è presente? La risposta arriva dalla prima sessione dei lavori del V° Forum Internazionale della Dieta Mediterranea che quest’anno cambia data e location e da Imperia si trasferisce a Expo Milano, dove venerdì 18 settembre si raduneranno i 13 paesi aderenti a Re.C.O.Med – la Rete delle Città dell’Olio del Mediterraneo – per fare il punto sulle attività dei tre workgroup dedicati all’economia, alla salute e all’educazione alimentare. Organizzato dalla Camera di Commercio di Imperia e dall’Azienda Speciale PromImperia, il Forum è stato inserito dal MIPAAF, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, all’interno della Settimana della Dieta Mediterranea coordinata dallo stesso Ministero e in programma dal 14 al 20 settembre proprio a Expo e la data in cui si terrà coincide altresì con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea.
Se i risvolti positivi che essa proietta sulla società in termini salutistici e nutrizionali sono più facilmente identificabili con le virtù di uno stile alimentare, un ragionamento più complesso e approfondito va compiuto sulla dimensione economica della Dieta Mediterranea, intendendo con questa i riflessi positivi che essa può avere sulle comunità che ne sono coinvolte in termini di sviluppo economico e sociale locale, legato alla specificità antropica ed ecologica territoriale.
Riflessioni e assunti che emergono studiando più in profondità questo fenomeno, che mette in luce come la sua diffusione sia foriera di valori non solo nutrizionali ma anche etici ed economici importanti. Quella che è andata delineandosi per la Dieta Mediterranea nel corso degli anni grazie al lavoro di studiosi ed accademici che sono riusciti a ritagliare attorno ad essa un profilo valoriale che andasse oltre quello meramente nutrizionale, è infatti una identità che si è formata e palesata solo di recente. “Stimare il valore economico della Dieta Mediterranea non è così facile – premette il coordinatore della sessione economica del simposio Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese a La Sapienza di Roma, oltre che Direttore Scientifico di Eurispes e Presidente della Società Italiana Marketing – perché abbracciando essa numerose categorie merceologiche si rende difficilmente distinguibile dal comparto alimentare tout court. La metodologia di studio che meglio si adatta a determinare tale valore è quella demand-side, ovvero analizzando non l’offerta ma la domanda finale, il peso delle categorie della DM e la loro dimensione economica virtuale. Una metodologia che conduce a una rappresentazione forse parziale ma certamente più affidabile e robusta del fenomeno”.

Soltanto in Italia, il peso della Dieta Mediterranea sul totale della spesa alimentare delle famiglie arriva al 75%, cifra destinata a divenire importante anche all’estero se quello che adesso è di fatto uno stile di vita sano diventasse un vero e proprio Brand, un driver di valore non indifferente soprattutto se legato ad una offerta turistica mirata all’esperienzialità e alla ricerca dei valori della Dieta Mediterranea stessa.

“Il Forum – continua Mattiacci – è la dimostrazione lampante di come l’Italia sappia essere leader, nel campo dell’alimentazione, in tanti modi differenti: dai prodotti a Indicazione Geografica garantita (Dop e similari) ai brand alimentari, dalla capacità di abbinare nei cibi tanti prodotti diversi, commodity e non (la cucina italiana), alla ristorazione nel mondo, straordinario esempio di “esportazione” della cucina quotidiana di famiglia, semplice e gustosa, sui tavoli dei locali, fino -appunto- alla Dieta Mediterranea, valore poliedrico condiviso fra tanti paesi mediterranei, diversi ma non del tutto alieni, proprio perché accomunati dalla triade mediterranea ovvero grano, ulivo e vite. Uno degli obiettivi del Forum è proprio quello di portare a Expo una testimonianza pubblica delle riflessioni fin qui compiute sul tema”.

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Enpi MedDiet arriva a Expo: sabato 19 settembre al Cluster biomediterraneo l’evento di capitalizzazione del Progetto

Enpi MedDiet arriva a Expo: sabato 19 settembre al Cluster biomediterraneo l’evento di capitalizzazione del Progetto
Sei paesi, tutti affacciati sul Mediterraneo, che condividono i principi contenuti nella Dichiarazione per la Tutela e la Promozione della Dieta Mediterranea e che, insieme, la sigleranno al termine dell’evento di capitalizzazione “ENPI MedDiet – Dieta Mediterranea e valorizzazione dei prodotti tradizionali” in programma nel Conference Centre Expo e nello Spazio Cluster Biomediterraneo a Expo 2015 sabato 19 settembre. Un ricco programma di interventi, coordinati dalla Confederation of Egyptian European Business Associations (CEEBA), sarà lo scenario nel quale si inserirà la presentazione di questo ambizioso progetto di durata triennale cofinanziato dalla Comunità Europea, che coinvolge Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Tunisia e Libano e che si pone come obiettivo specifico quello di aumentare la consapevolezza sulla Dieta Mediterranea (D.M.) quale parte integrante dello stile di vita e delle abitudini alimentari dei paesi partner, dove l’attuazione del partenariato strategico intrinseco al progetto si colloca all’interno di un più ampio concetto di sviluppo economico sostenibile dei paesi e territori mediterranei.
Tre i pilastri su cui appoggia il progetto – portato avanti da 13 partner coordinati da Unioncamere Roma (Centro Servizi per le Imprese della CCIAA Cagliari, Associazione nazionale Città dell’Olio, Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, Foundacion Dieta Mediterranea (Spagna), Camera di Commercio di Tunisi, Rotes de l’Olivier (Grecia), Camera di Commercio di Messinia (Grecia), Asociation Espanola de Municipios del Olivo (Spagna), Association of Mediterranean Chambers of Commerce (Spagna), Confederation of Egyptian European Business Associations (Egitto), Institut National de la Recherche Agronomique de Tunisie (Tunisia) e Camera di Commercio di Beirut (Libano)) provenienti da 6 paesi del Mediterraneo – in particolare: creare un sistema di conoscenza condiviso della Dieta Mediterranea, portare avanti un processo di educazione nelle scuole, agli operatori, e al consumatore finale e infine mettere a punto una formazione e una normativa per proteggere il patrimonio della Dieta Mediterranea nei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Con questi presupposti, il progetto MedDiet vuole contribuire a migliorare la sostenibilità dei modelli di consumo alimentare del bacino basati sulla Dieta Mediterranea quale patrimonio comune; sensibilizzare verso una maggiore consapevolezza sull’importanza delle abitudini alimentari e sui vantaggi derivanti da una corretta alimentazione soprattutto per quanto riguarda i bambini e i giovani ma anche i consumatori in generale in un’ottica di prevenzione di malattie e salvaguardia della salute; incentivare il know-how tra agricoltori, produttori alimentari e ristoranti nel proporre un autentico marchio Dieta Mediterranea (D.M.), nonché aumentare le capacità di regolamentazione e rafforzamento normativo da parte delle istituzioni ai fini della tutela e della salvaguardia della Dieta Mediterranea nei paesi partner.
Qualche dato numerico che aiuta a fotografare la portata del progetto: nella parte dedicata alle scuole sono state inserite nel progetto 10 scuole per ogni paese europeo (Grecia, Italia, Spagna) e 30 scuole per ciascuno dei paesi MED (Egitto, Tunisia, Libano), per un totale di 120 scuole, altrettanti dirigenti scolastici, 1200 insegnanti (dieci per ogni scuola) e 4.800 bambini, ai quali sono stati distribuiti tool kit; nella parte dedicata agli operatori novanta i promotori e un progetto pilota in 5 autorità locali per ogni paese UE e 10 autorità locali per ogni paese MED, per un totale di 45 eventi in 45 autorità locali; nella parte dedicata ai consumatori, oltre 11.000 sono stati quelli coinvolti nel progetto, ai quali sono stati distribuiti tool kit e messi a disposizione 20 info point sulla Dieta Mediterranea.
Con particolare riferimento al programma della giornata, al termine della sessione istituzionale dell’Evento di Capitalizzazione – introdotta e coordinata da Alaa Ezz, Segretario Generale CEEBA e CEO FEDCOC – tutti i soggetti coinvolti saranno chiamati a firmare la Dichiarazione per la Tutela e la Promozione della Dieta Mediterranea, a cui seguirà la parte dedicata alle Scuole MedDiet con la partecipazione di tre classi di alunni testimoni del progetto e uno show cooking finale con dodici chef, due per ogni paese partecipante. Sei chioschi rappresentanti i paesi del progetto saranno allestiti nella piazzetta del Cluster BioMediterraneo: presso di essi si potranno assaggiare i vari modi di interpretare i principi della Dieta Mediterranea, con la Piramide Alimentare differenziata da paese a paese secondo le disponibilità delle produzioni locali. Nella seconda parte dell’Evento, tre tavole rotonde sul Futuro della Dieta Mediterranea: la prima “Marchio MedDiet per i Ristoranti – costruzione di una rete mediterranea?” sarà moderata da Domingo Valiente Llauradó della Fondazione Dieta Mediterranea e sarà dedicata agli Chef, con un particolare riconoscimento per i 240 ristoranti già certificati che rappresentano un presidio permanente di promozione della DM, un punto di contatto attraverso cui ci si può immergere nell’atmosfera e nella cultura mediterranea e attraverso cui si trasmettono i più autentici significati di questo nostro patrimonio condiviso.
La seconda “MedDiet: Promozione della dieta mediterranea attraverso i partner della sponda Nord e Sud” moderata da Emanuele Cabras della CCIAA di Cagliari Centro Servizi Promozionali per le Imprese sarà rivolta ai Rappresentanti dei Partner del Progetto e la terza – che condurrà alle conclusioni finali – “MedDiet Project works nel Sud del Mediterraneo – affrontare le sfide e futuri impegni” moderata da Alaa Ezz con i Rappresentanti governativi di Libano, Tunisia, Egitto.
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Il Mediterraneo del cibo si riunisce ad Expo per sancire la dieta mediterranea come Best Pratice nell’educazione alimentare

LOGHI FORUM (1)Protagonisti 13 Paesi, venerdì 18 settembre, alla V edizione del Forum Internazionale nel padiglione Unione Europea
Il Mediterranoe del cibo si riunisce ad Expo per sancire la dieta mediterranea come Best Partice nell’educazione alimentare

Garosci:< Abbiamo 840 ‘pozzi di petrolio’ inesauribili non sfruttati da far conoscere meglio: sono i 50 siti Unesco e 790 marchi di Denominazione di Origine e l’Esposizione Universale è un’occasione per consegnare questa eredità all”Expo Generation”>

Dietro al cibo e ad ogni prodotto della Dieta Mediterranea si nascondono cultura, storia, tradizione, lavoro: tutti elementi che è importante trasmettere quando si parla di uno stile di vita sano che si identifica con uno stile alimentare chiamato appunto Dieta Mediterranea. Se ne parla venerdì 18 settembre a Expo Milano, nella Sala Europa del Padiglione Unione Europea in occasione della quinta edizione del Forum Internazionale Dieta Mediterranea, il simposio organizzato da Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia e dal MIPAAF, che vede coinvolti 13 Paesi affacciati sul Mediterraneo ed aderenti a Re.C.O.Med. Dopo quattro edizioni svoltesi a Imperia, il Forum si trasferisce a Expo per inserirsi nel programma degli eventi coordinati dal MIPAAF per la Settimana della Dieta Mediterranea a Expo, e in concomitanza con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea, istituita con l’Expo delle Idee per la giornata del 18 settembre.

Il Forum non sarà solo una occasione per parlare di buona alimentazione, ma anche per sensibilizzare i consumatori, di oggi e di domani, a una consapevolezza sul modo in cui ci nutriamo, senza dimenticarsi di valorizzare in maniera educativa quelle materie prime che vanno a comporre la Dieta Mediterranea. Di questo e di molto altro si è occupato nel corso degli anni il workgroup “Educazione alimentare e Dieta Mediterranea, basi formative per EXPO 2015” coordinato da Riccardo Garosci, Capo progetto al Comitato di candidatura Expo Milano, Presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare del Ministero dell’Istruzione e Coordinatore dell’ analogo Tavolo tematico per la ‘Carta di Milano’ che sarà consegnata all’ONU alla fine di Expo2015. E di questo renderà conto durante la sessione dedicata all’educazione alimentare del Forum di venerdì 18, sottolineando come la diffusione di interventi formativi non solo tra i teenager e i ragazzi in età scolare ma tra tutti i consumatori, possa creare in loro una coscienza e una cultura del mangiar sano che permetta di evitare patologie legate al peso con l’avanzare dell’età, non risolvibili se non ad alti costi sociali e medico sanitari.
L’altro tema su cui si concentrerà la sessione sull’educazione alimentare è il riconoscimento da parte dell’Unesco all’Italia della primogenitura storica e culturale sul cibo: un tributo alla capacità di saper fare, alla qualità della nostra scuola e della nostra formazione, all’uso sapiente di materie prime uniche, alle passioni e alle tradizioni. “L’Italia – ha sottolineato Riccardo Garosci – ha 840 pozzi di petrolio inesauribili da sfruttare e far conoscere meglio: sono i 50 siti Unesco e 790 marchi di Denominazione di Origine riconosciuti dalla UE in tutte le singole regioni del nostro paese. Oggi affidiamo con serenità questo patrimonio agroalimentare alle nuove generazioni e, grazie all’indispensabile collaborazione delle attuali forze lavoro del settore food ed enogastronomico italiano e il rinnovato impegno di Enti e Ministeri che seguono agricoltura, scuola e salute, possiamo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo, ovvero consegnare alla “Expo Generation” fatta da centinaia di migliaia di studenti che stanno visitando l’Esposizione di Milano, l’eredità immateriale di conoscenze sul cibo che rappresenta il patrimonio più prezioso che ci lascerà Expo al termine di questi sei mesi”.
Qualche dato che contribuisce a creare una fotografia del contesto a cui il gruppo di lavoro coordinato da Garosci si rivolge: oggi la popolazione scolastica italiana (tra i 7 ed i 17 anni) è sovrappeso nel 22% dei casi, senza contare un ulteriore 11% che soffre di obesità. Ciò significa che uno studente su tre si alimenta male ed è a rischio di sviluppare patologie in età adulta: una cattiva alimentazione non è solo consumare prodotti sbagliati, ma anche consumarli nelle quantità sbagliate. Il messaggio che ne esce è che non dobbiamo eccedere nelle porzioni, né saltare i pasti, né tantomeno escludere determinati alimenti dal proprio menu, soprattutto quelli legati alla Dieta Mediterranea (olio extravergine d’oliva, pasta, legumi e cereali, frutta e verdura), solo così si persegue il benessere psicofisico di un individuo. Infatti alterare il fabbisogno nutrizionale crea uno scompenso nel ciclo biologico dei soggetti inibendo qualsivoglia beneficio sulla propria salute. La chiave di tutto è quindi educare sin da piccoli a mangiare sano ed equilibrato, diffondere la conoscenza dell’eccellenza alimentare italiana e permettere ai consumatori, grandi e piccoli, di conoscere non solo i prodotti e la loro stagionalità, ma anche i territori di riferimento e il lavoro dell’uomo.

 

Ufficio Stampa Forum Internazionale Dieta Mediterranea

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La scuola enologica di Conegliano ad Expo con il progetto sulla biodiversità delle produzioni agroalimentari del veneto

Esterno della Scuola Enologica di Conegliano GB Cerletti (1)La scuola enologica di Conegliano ad Expo con il progetto sulla biodiversità delle produzioni agroalimentari del veneto

Venerdì 11 settembre a Palazzo Italia focus sul settore vitivinicolo dell’area Conegliano Valdobbiadene DOCG e sul settore Caseario

Sostenibilità e biodiversità delle produzioni agroalimentari del Veneto: se ne parla venerdì 11 settembre alle 12.30 ad Expo Milano, insieme agli Studenti della Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie per il Made in Italy del comparto Agroalimentare e Vitivinicolo Cerletti di Conegliano, chiamati a presentare presso il Corner Scuole di Palazzo Italia i risultati di un importante progetto di ricerca sulle biodiversità nel settore vitivinicolo – con particolare attenzione all’area Conegliano Valdobbiadene DOCG – e sul settore caseario veneto. La ricerca condotta nell’ambito delle attività curriculari del corso per Tecnico Superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing del settore agroalimentare e vitivinicolo è stata coordinata dalla Prof.ssa Damiana Tervilli – Direttrice della Fondazione ITS – e dal Prof. Luca Rossetto – Docente di Economia ed Estimo Rurale dell’Università degli Studi di Padova; peraltro la presentazione in un contesto di planetaria visibilità come l’Esposizione Universale rappresenta una occasione unica per far conoscere al mondo l’importante attività di ricerca che da sempre caratterizza l’Istituto Cerletti di Conegliano, la più antica Scuola Enologica italiana fondata nel 1876 per mano di Antonio Carpenè, capostipite della Famiglia del Prosecco per antonomasia e trisavolo dell’attuale Presidente della Fondazione ITS Rosanna Carpenè.

Una data che immediatamente richiama alla mente il prossimo importante traguardo che attende la Scuola, ovvero i primi 140 anni di attività, percorsi nel segno del rispetto e della trasmissione dei valori fondanti che essa incarna, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze agroalimentari del Territorio ponendosi essa stessa come interlocutore di eccellenza per la formazione sul Territorio di figure professionali legate all’agricoltura e alla viticoltura, e rivolgendosi di fatto a studenti di ogni ordine e grado, dai 14 anni fino al Master.

Nel corso della presentazione del prossimo 11 settembre a Expo, sarà posta l’attenzione sul concetto di biodiversità applicato a una realtà importante come quella della Regione Veneto e in particolare al territorio di Conegliano e Valdobbiadene, oltretutto candidato per il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si parlerà nella fattispecie di biodiversità applicata al settore caseario – ed in particolare al Formaggio Piave DOP – e ai vini del Veneto, con riferimento alla D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

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Con L’Istituto Nazionale Grappa a Expo 2015: 70 bottiglie e 21 distillerie presenti al salone della grappa nel padiglione “Vino a taste of Italy”

Spazio GrappaCon L’Istituto Nazionale Grappa a Expo 2015: 70 bottiglie e 21 distillerie presenti al salone della grappa nel padiglione “Vino a taste of Italy”

Si aprirà ufficialmente domani 23 maggio a Expo Milano 2015, il Padiglione “Vino A taste of Italy” e in questo suggestivo spazio all’interno della più importante esposizione mondiale del settore agroalimentare non poteva certo mancare l’IG Grappa, acquavite simbolo del made in Italy, la quale è riuscita grazie alla collaborazione tra Istituto Nazionale Grappa, Assodistil, ad essere presente all’interno del Salone della Grappa, uno spazio adiacente all’area “Biblioteca del Vino” posto al secondo piano del padiglione che si trova all’incrocio tra Cardo e Decumano.

“La Grappa – ha commentato il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – rappresenta una eccellenza esclusivamente italiana, un’Indicazione Geografica riconosciuta all’Italia, frutto delle peculiarità della tradizione distillatoria  italiana. Siamo veramente onorati di poter essere presenti a un evento di portata mondiale quale Expo 2015 nel caso specifico all’interno della filiera che valorizza il frutto della vite che, oltre alla produzione dei più rinomati  vini italiani, consente di ottenere la nostra acquavite di bandiera: un’acquavite che si distingue non solo per l’inimitabile personalità sensoriale, ma anche in termini di sostenibilità e virtuosismo nell’utilizzo, come materie prime, dei sottoprodotti della vinificazione.   E’ una occasione che non potevamo perdere, per promuovere il prodotto e per fare chiarezza sull’originalità della Grappa rispetto a tanti tentativi di imitazione che si trovano in vari paesi del mondo. Expo 2015 sarà una vetrina promozionale finalizzata a far conoscere al consumatore nazionale ed internazionale la Grappa, le sue peculiarità distintive a livello di ricchezza ed intensità aromatica, il valore del lavoro di tanti produttori che con passione, rispetto della tradizione e capacità d’innovazione ogni giorno portano avanti le proprie aziende che, in molti casi, vantano storie ultracentenarie “.

logo INGLe distillerie presenti in questa vetrina organizzata grazie all’impegno di Veronafiere – che raccoglie simbolicamente tutte le tipologie di prodotto – sono 21, per un totale di circa 70 bottiglie. Nel medesimo spazio, per tutta la durata dell’evento, vi sarà anche un video a riproduzione continua, in cui verrà mostrato come si fa la Grappa, soffermandosi con particolare attenzione al profondo legame che ciascuna grappa ha con il proprio territorio e con la viticultura.
La partecipazione dell’IG Grappa a Expo, sarà tutt’altro che passiva: a partire dal mese di giugno e per ogni venerdì fino al termine dell’esposizione infatti, dalle ore 14 alle 15.30 saranno organizzate sedute di degustazione guidate da sommelier professionisti, per poter meglio apprezzarne le note sensoriali ma anche per avvicinarsi e conoscere storie originali di produttori che si tramandano – alcuni anche da secoli – l’arte distillatoria di famiglia.

Ufficio stampa Istituto Nazionale Grappa
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IBalsamic BY Monari Federzoni 1912 Per Expo Milano 2015 la prima acetaia modenese nel cuore della città

IBalsamic BY Monari Federzoni 1912 Per Expo Milano 2015 la prima acetaia modenese nel cuore della città
Dal 26 maggio 2015

Dal 26 maggio il nuovo temporary shop firmato dagli specialisti dell’Aceto Balsamico di Modena IGP,
ospiterà eventi e degustazioni, oltre alla vendita di prodotti esclusivi

MILANO, 18 marzo 2015 – Una vera Acetaia Modenese ricostruita nel centro di Milano, in un negozio che unisce tradizione e innovazione. È il temporary shop iBalsamic by Monari Federzoni 1912, che aprirà in Corso Garibaldi 42, dal 26 maggio al 2 agosto 2015.

Uno spazio esclusivo e centrale con cui l’azienda – da oltre 102 anni specializzata nella produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP, nonché leader  del settore – porterà per più di due mesi la sua filosofia, le sue competenze e i suoi prodotti al grande pubblico nazionale e internazionale presente in città in occasione di Expo Milano 2015.

Momenti Balsamici
Con un concept che unisce l’esperienza di Monari Federzoni 1912 a un prodotto affermato in tutto il mondo come eccellenza gastronomica, iBalsamic sarà un vero e proprio “laboratorio del gusto”: eventi, esperienze e percorsi di degustazione, faranno infatti da cornice alla vendita della linea aceti e non solo. Al piano terra – che affaccia su Corso Garibaldi e che è dedicato all’innovazione e al lato gourmet – tutti visitatori potranno infatti acquistare anche bottiglie uniche, realizzate in edizione limitata per il temporary shop.

Ma il viaggio alla scoperta dei tanti sapori dell’Aceto Balsamico, proseguirà scendendo di un piano dove verrà ricreata l’atmosfera di una vera e propria Acetaia Modenese: la tradizione, la cultura e la storia dell’azienda sarà raccontata dalle botti per l’invecchiamento e la maturazione del Balsamico, ma anche dalle foto della famiglia Monari Federzoni di generazione in generazione e da una collezione di bottiglie storiche. All’interno di questo spazio ci sarà anche un angolo per gli assaggi e per gli incontri formativi.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.monarifederzoni.com, sul blog iBalsamic e sulla  pagina Facebook dell’azienda.

Monari Federzoni 1912
Monari Federzoni nasce nel 1912 al tempo in cui la signora Elena Monari gestiva un negozio di generi alimentari in Modena, coltivando la passione per il prodotto principe del territorio: l’aceto balsamico di Modena. Nel gennaio del 1912, la Signora Monari è la prima ad ottenere l’autorizzazione a rivendere l’aceto balsamico all’interno del suo negozio inaugurando una grande storia di qualità e passione.
Da semplice iniziativa familiare, forte dell’impegno di 4 generazioni e di esperienza, la Monari Federzoni oggi è un’azienda leader del settore, esportando in tutto il mondo e distinguendosi per primati produttivi e organizzativi come eccellenza del territorio e del Made in Italy sul mercato nazionale e internazionale.

Contatti stampa
Cecilia de Santis
Ufficio Stampa Monari Federzoni 1912
email: ciccidesantis@live.it

Luca Speroni
Ufficio Stampa c/o Fruitecom
email: luca.speroni@fruitecom.it

Da Castelnuovo Rangone (MO) a Expo 2015 con Cascina Triulza: Villani Salumi

VILLANI EXPO PIEDINOQuesta mattina alla Palazzina Vigarani a Modena la conferenza stampa di presentazione delle attività dell’azienda all’Esposizione Universale
Da Castelnuovo Rangone (MO) a Expo 2015 con Cascina Triulza: Villani Salumi racconta cinque generazioni della più longeva realtà salumiera Emiliana Caselli: Villani punta di diamante per l’export che cresce a due cifre negli ultimi 3 anni. Un’azienda proiettata verso il futuro
Oltre 210 dipendenti distribuiti in cinque siti di produzione, un fatturato – che porta con sé un incremento nel biennio 2012 – 2014 di 11 milioni di euro passando da 70 a 81 milioni nel 2014 – e una produzione di oltre 100 tipi di salume di altissima qualità, il tutto realizzato senza mai tradire lo spirito artigiano delle origini e mantenendo vivo l’attaccamento con il territorio e la popolazione che lo vive, ma guardando anche al futuro con investimenti negli ultimi tre anni di oltre 10 milioni di euro in tecnologia e macchinari. Simona Caselli, Assessore all’Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna, intervenuta alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Palazzina Vigarani a Modena, ha sottolineato come “Villani rappresenta una punta di diamante per l’internazionalizzazione della salumeria emiliana, con una crescita nei valori delle esportazioni a doppia cifra (+13%) nell’ultimo triennio. La mia presenza qui oggi è proprio per testimoniare l’appoggio della regione a questa storica impresa che incarna una eccellenza del nostro territorio”.
Questi i numeri di Villani Salumi, che dal 1 maggio al 31 ottobre rappresenta una eccellenza italiana a Expo 2015 nello spazio di Cascina Triulza, il padiglione della Società Civile. “Un impegno importante – sottolinea il Direttore Generale Corradino Marconi – che ci porta nel terzo padiglione più grande dell’Esposizione e ci permette di presentare al VILLANI_LOGOmondo i nostri prodotti e la maestria dei salumieri di Castelnuovo Rangone. Quello che vogliamo lanciare da Expo è un messaggio di positività e fiducia nel futuro – aggiunge Marconi – e la prova tangibile di questo nostro intento è che dall’inizio del 2014 anziché diminuire il personale come avviene in molte realtà produttive del paese, abbiamo ampliato il nostro organico di ben 25 unità: ciò significa che nonostante la recessione economica vogliamo assicurare un futuro ai giovani traendo motivazione dall’energia, la passione e la maestria del passato”
Molti dei dipendenti della Villani – come la Famiglia stessa che porta avanti l’attività da cinque generazioni – si sono tramandati il mestiere di padre in figlio, e questo non fa che accreditare i valori perpetrati in sintonia con la filosofia aziendale. Una realtà piccola se paragonata ai big di Expo 2015, ma grande per la sua storia fatta dunque di passione artigiana e radicamento sul territorio: Villani Salumi è la dimostrazione che si può stare tra i grandi nell’esposizione universale anche con una azienda nata come attività familiare, nella fattispecie la più antica realtà salumiera emiliana e tra le più longeve imprese alimentari del nostro paese.
La partnership con Cascina Triulza, il Padiglione della Società Civile – luogo di forte identità, unico all’interno di Expo – sembra essere la collocazione naturale di questa azienda da sempre sensibile ai valori etici legati alla genuinità e artigianalità dei prodotti e alla sostenibilità e al benessere dell’animale.
Alla valorizzazione di questi intenti e alle attività in programma a Expo, è dedicata la conferenza che Villani Salumi ha organizzato questa mattina a Modena presso la Palazzina Vigarani all’interno del Giardino Ducale – ovvero quella che sarà “la casa dei modenesi” per tutta la durata dell’Esposizione Universale – e da cui è partito un messaggio ampiamente positivo di crescita sia in addetti che in fatturato, che l’azienda ha voluto accompagnare – oltre che con la propria presenza a Cascina Triulza – aderendo per l’intero periodo dell’Expo con il MuSa – Museo della Salumeria Villani, al Discover Ferrari & Pavarotti Land, un servizio dedicato ai turisti che potranno scoprire da vicino le eccellenze del territorio direttamente nei luoghi di origine.
Al messaggio incoraggiante sostenuto dai numeri della Villani, la storica azienda salumiera affianca anche quello che la vuole testimonial di una storicità sempre vissuta da protagonista.
“Sul Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Modena la Villani Salumi appare come la più antica del settore in Emilia Romagna e la sesta azienda alimentare più longeva in assoluto nel settore della salumeria – spiega Giuseppe Villani, Amministratore Delegato della Villani SpA – e per noi questa longevità rappresenta un importante asset aziendale: l’impresa che sa valorizzare il proprio patrimonio di conoscenze, relazioni e valori per creare prodotti è foriera di una immagine di affidabilità consolidata nel tempo. Un valore che, unito alla fiducia del consumatore nel brand aziendale, è capace di sostenere efficacemente l’identità dell’impresa. Il percorso storico compiuto dalla Villani mostra come l’azienda sia rimasta profondamente radicata non solo al territorio ma anche all’economia reale del momento, non soffermandosi sulle conquiste del passato e cercando di fare sempre meglio muovendosi tra modernismo e tradizione. Se sapremo affrontare il futuro, questo sarà grazie al continuo impegno nella ricerca dell’eccellenza e al saper ascoltare le persone che lavorano con noi. Ogni nostra scelta tiene in grande considerazione il loro benessere e le loro aspettative, ed è per questo che vogliamo condividere con loro – dopo il grande Albero della Vita realizzato nelle scorse settimane – anche un importante evento che li porterà ad essere accanto a noi, tutti insieme, a Expo il prossimo 16 giugno”.
All’incontro di questa mattina, moderato dalla giornalista del Gruppo Sole 24 Ore Natascia Ronchetti, che si è aperto con il saluto del Sindaco e Presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli, del Presidente della Camera di Commercio di Modena Maurizio Torreggiani, e del Presidente di Palatipico Pierluigi Sciolette, sono intervenuti tra gli altri il Sindaco di Castelnuovo Rangone Carlo Bruzzi, il Direttore Generale della Fondazione Triulza e Direttore del Padiglione della Società Civile di Expo 2015 Chiara Pennasi, la coordinatrice del Museo MuSa Paola Nava e il Presidente di Terre di Castelli Mauro Smeraldi. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna Simona Caselli, a cui sono state affidate le conclusioni ha altresì affermato: “Siamo la Regione che vanta il record europeo di Dop e Igp, ben 41. Un primato che ci rende orgogliosi e che dice molto di questa terra e dei suoi cittadini. Grande perizia artigianale, voglia di intraprendere, capacità di innovare: sono queste le caratteristiche che ieri come oggi hanno fatto grande la nostra agricoltura e il nostro agroalimentare. Presentando il nuovo Psr, che l’8 maggio ha avuto il via libera da Bruxelles con la comfort letter della Direzione agricoltura, ho parlato di qualità. Sarà questo l’obiettivo di fondo dei prossimi sette anni di programmazione: qualità dei prodotti e dei modi di produrre. Qualità per competere e per fare reddito. A disposizione come è noto ci sono quasi 1,2 miliardi di euro. Il salumificio Villani è un’azienda famigliare che esemplifica questo modo di fare impresa: crescere, aprirsi ai mercati, ma mantenendo saldo il legame con il territorio. Expo può essere una grande opportunità per raccontare questo modo di fare agricoltura e per confrontarci sui grandi temi di uno sviluppo sostenibile e giusto. La Regione ci sarà con un investimento importante e con il meglio della sua progettualità”.

Ufficio Stampa Conferenza Villani ad Expo 2015
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