Si alla libertà di scelta. No all’obbligo vaccinale 8 luglio Pesaro

locandina vaccinoSi alla libertà di scelta.  No all’obbligo vaccinale 8 luglio Pesaro

#SI ALLA LIBERTÀ DI SCELTA
#NO ALL’OBBLIGO VACCINALE

PESARO 8 LUGLIO 2017
PARCO MIRALFIORE
Ore 18:00 apertura manifestazione
Ore 21:00 chiusura

Nel ringraziare sentitamente le autorità della città di Pesaro annunciamo ufficialmente che la giornata dell’8 luglio si svolgerà all’interno del Parco Miralfiore di Pesaro dalle 18 alle 21.
L’8 luglio al parco Miralfiore di Pesaro si onorerà la storia dei danneggiati dai vaccini.
Ricorderemo i nostri piccoli grandi eroi. Pesaro ha i suoi martiri.
Alla giornata partecipano anche personalità provenienti dal mondo della scienza, arte, politica, giornalismo, tv.
Il colore da indossare quel giorno è l’Arancione.
Il bianco dovrà essere unicamente quello dei camici dei nostri MEDICI.
Un immenso prato color arancio con quel meraviglioso cuore bianco che deve fare la differenza.

Il parco è dotato di Area giochi bambini, area cani.
Fontane con emissione di acqua potabile.
Verranno allestite zone di Primo Soccorso e assistenza per i partecipanti e Area Nurserie.
Grazie ad un papà speciale ci sono due defibrillatori donati alla giornata

Alfine di garantire la massima riuscita della giornata chiediamo per motivi di ordine pubblico agli amici che vivono nelle aree limitrofe alla città
– di raggiungere il luogo della manifestazione utilizzando il trasporto ferroviario.
– La stazione dista 200 metri dal parco.

E’ la nostra giornata e collaborando tutti insieme, come sempre, con grande senso di responsabilità la renderemo unica.
Questa e’ la rivoluzione dell’amore,
Chiediamo la massima diffusione.
David Gramiccioli

Ma Press Comunicazione
mapress.comunicazione@gmail.com

Cocktail al CIT per l’A.T.T.

in garaCocktail al CIT per l’A.T.T.
Giovedì 22 Giugno 2017 dalle ore 20.00 il Centro Ippico Toscano (Via de’ Vespucci,5 – Firenze) apre le porte alla Solidarietà con un Cocktail a favore dell’Associazione Tumori Toscana A.T.T.
A fronte di un’offerta minima di 25 Euro sarà possibile trascorrere una bellissima serata all’aperto nell’ampio spazio verde del Centro, alla scoperta di un’oasi di natura nel cuore della città.
Il ricavato sarà utilizzato dall’A.T.T. per ampliare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite offerto ai malati di Firenze, Prato, Pistoia e provincie.
Info e prenotazione obbligatoria: Anna 3358224422

Ufficio stampa A.T.T.
Paola Neri
Associazione Tumori Toscana A.T.T.
Tel 055.24.66.666 Cell. 3356586211
paola.neri@associazionetumoritoscana.it

L’ASSOCIAZIONE TUMORI TOSCANA A.T.T.
Fondata dal Dott. Giuseppe Spinelli nel 1999, l’A.T.T. è una ONLUS iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana che cura gratuitamente e a domicilio i malati oncologici. Dal 2006 è federata alla F.A.V.O., Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.
Nel corso del tempo l’Associazione è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento importante per i malati e anche per gli operatori sanitari; negli anni, infatti, si è verificato un aumento costante delle richieste di assistenza che nel 2016 hanno raggiunto quota 1170.
Attualmente l’A.T.T. opera a Firenze, Prato, Pistoia e rispettive province, assistendo quotidianamente circa 300 pazienti grazie un’équipe polispecialistica composta da medici, psicologi, infermieri professionali ed operatori socio sanitari. Tutti i professionisti che collaborano con l’A.T.T. sono retribuiti dall’Associazione stessa, che si avvale unicamente di donazioni di privati e dei fondi raccolti durante le campagne promozionali.

I NOSTRI VALORI
Il rispetto e la dignità del malato sono fra i valori fondanti della nostra Associazione; anche coloro che versano nelle condizioni più estreme, non devono essere abbandonati, ma presi per mano e aiutati senza chiedere niente in cambio. Perché siamo profondamente convinti che la solidarietà, le capacità umane, le competenze mediche restituiscono qualità e dignità alla vita, creando quella serenità che è il miglior antidoto alla sofferenza.

SERVIZIO DI CURE DOMICILIARI ONCOLOGICHE GRATUITE
Il nostro obiettivo primario è migliorare la qualità di vita dei pazienti attraverso la loro ospedalizzazione domiciliare gratuita.
Il paziente viene curato presso la sua abitazione, gratuitamente, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, festivi inclusi, grazie ad un’équipe polispecialistica composta da medici, psicologi, infermieri professionali ed operatori socio sanitari.
Nei casi di malattia avanza interveniamo con cure palliative specialistiche rivolte a pazienti che passeranno gli ultimi giorni di vita al proprio domicilio.
Il servizio dell’A.T.T. si rivolge non solo ai pazienti in fase avanzata ma anche a quelli che sono in fase attiva, nel senso che stanno ancora ricevendo la chemioterapia e/o radioterapia.
In questo caso l’A.T.T. quindi fornisce servizio di terapie di supporto, garantendo con percorsi personalizzati il controllo dei sintomi e degli effetti provocati dalla malattia e dai trattamenti.
Collaboriamo con tutti i medici di medicina generale e con medici specialisti in oncologia e radioterapia oncologica.
L’A.T.T. garantisce per tutta la durata assistenziale la cura del paziente e della sua famiglia, individuando di volta in volta le criticità e le problematiche da affrontare in questa delicata fase della vita, garantendo presenza continuativa e una qualità di vita che ogni persona dovrebbe avere di diritto.
L’A.T.T. porta gratuitamente a casa dei propri pazienti tutti i presidi sanitari necessari (letti, materassi, sedie a rotelle, aste per flebo, ecc.) oltre che farmaci e terapie specifiche in emergenza.
Dalla prima visita il personale dell’Associazione garantisce continuità assistenziale offrendo cure palliative specialistiche e terapie di supporto a tutti i pazienti oncologici che dall’ospedale si trasferiscono al proprio domicilio e diventando, insieme al medico di famiglia, il punto di riferimento per tutta la durata del percorso.

LE NOSTRE INIZIATIVE
Le spese mensili per portare avanti il servizio offerto dall’A.T.T. sono molto onerose, circa 100.000 euro al mese e per sostenerle l’A.T.T. si avvale unicamente delle donazioni di privati e dei fondi raccolti durante manifestazioni e campagne promozionali.
Ricordiamo tra i principali eventi organizzati ogni anno, la Serata di Gala istituzionale, il Mercatino di Natale, il Concerto Gospel, la Festa d’Estate, il Concerto di Primavera.
Per tutte le attività l’A.T.T. si avvale dell’aiuto di oltre 200 volontari e del sostegno di importanti testimonial schierati al fianco dell’Associazione.
Dal 2015, sono i nuovi testimonial dell’A.T.T. che si aggiungono ai tanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che hanno donato il loro tempo e la loro immagine in favore dell’A.T.T.
Fra questi ricordiamo Giuseppe Rossi (calciatore), Vincenzo Nibali (ciclista) Cesare Prandelli (ex CT della Nazionale Italiana di Calcio), Simone Pianigiani (allenatore della Nazionale Italiana di Basket), Irene Grandi (cantante), Yuri Chechi (ginnasta campione olimpico), Alessandro Benvenuti (attore), Vittoria Puccini (attrice).

Artigianato Italiano

19260685_1056342244500517_7673356687545609496_nArtigianato Italiano

Candidatura per il riconoscimento Unesco

Nell’ambito di Pitti Immagine ’92, che ha visto la presenza di oltre 30 mila visitatori, si è tenuta anche una tavola rotonda sull’artigianato italiano, “un patrimonio per l’umanità”, sostenendo la candidatura dell’artigianato italiano a patrimonio Unesco, fortemente voluta dalla sottosegretaria al Turismo Dorina Bianchi. L’intervento del sottosegretario è stato al centro della tavola rotonda organizzata nell’ambito di Pitti Immagine alla Fortezza da Basso.
Obiettivo comune è quello di sostenere l’eccellenza dell’artigianato italiano al fine di inserirlo in una proposta di candidatura all’Unesco.
Ed è un progetto, a buon diritto, che parte da Firenze, patria di artigiani famosi nel mondo, come Gucci e Ferragamo, le botteghe storiche fiorentine, il motore del turismo e dell’economia, vetrine come punto di riferimento ai turisti. Ed infine, una attenzione particolare ad un brand storico, che ha avuto per la prima volta l’inserimento nel calendario di Pitti Immagine, il marchio Brandimarte, portato avanti con occhio all’innovazione, dalla 19105857_1056342217833853_1626458503879341399_nnipote Bianca Guscelli Brandimarte.
Un cocktail d’argento alla Loggia del Piazzale Michelangelo, il cocktail Renassaince, Rinascimento, servito per tutta la stagione estiva de La Loggia in calici creati per Brandimarte dalla Moleria Locchi, e sullo sfondo, verso una Firenze incantata, la musica del famoso dj Gian Nobilee. Come un direttore d’orchestra Bianca Guscelli Brandimarte ha creato il connubio fra l’innovazione di una deliziosa ballerina/atleta volteggiante davanti al panorama di Firenze abbinata al lavoro al bischetto di un cesellatore della bottega storica del nonno, gli sbalzi e volute, i riccioli d’argento celliniani dei piatti e coppe come tema ripetuti sulla sbarra dalla ragazza, il ripetersi senza tempo di innovazione e tradizione
E’ la prima volta nella storia della kermesse fiorentina che un marchio di argento è il tema di un evento in calendario di Pitti Immagine Uomo, ma oggi Brandimarte è anche questo: l’artigianato di eccellenza, dove Firenze ha fatto scuola nel mondo, che si propone per uscire dai canoni tradizionali dell’argento e diventare innovazione.
E con un arrivederci alla prossima edizione 2018, Pitti Immagine si conferma sempre più una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali del fashion, infatti la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le strade fiorentine, in questo evento cult mondiale, che si conferma come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion e l’artigianato di alto livello siano strumenti alla portata di tutti, trasformandoli in messaggio culturale.
www.brandimarte.com

Centro Ippico Toscano una giornata nella natura

030Centro Ippico Toscano una giornata nella natura

L’arte a Firenze rende tutto magico e offre tante occasioni di incontro, e uno dei lati che sono considerati più seducenti di questa città è senza dubbio il suo essere immediatamente accogliente, tutti pensano subito di conoscerla già, e tutti, una volta arrivati, si sentono come a casa perché riescono a orientarsi in poche ore, per questo andare alla scoperta di certi angoli è una gioia tutta personale, allontanarsi dal centro, dalle strade rumorose e piene di stress e trovarsi, magicamente vicini alla città, al Centro Ippico Toscano, un rettangolo di verde incastonato tra le folli strade della città dalle mille luci e dai mille colori, che non dorme mai, che è protagonista in migliaia di film, un polmone verde, incredibile , sospeso nel tempo e nello spazio, immerso nella natura, la città che scompare camminando tra i vialetti e gli alberi, e camminando, sotto il cielo azzurro e gli alberi fioriti, si ascolta la magia del parco, si vive e si respira questa magia.
Il Centro Ippico Toscano è un’oasi orizzontale nella verticalità della città, quasi uno spazio lasciato vuoto per sbaglio, un tappeto erboso dove aria, luce e vento filtrano tra gli alberi come nastri, dando vita ad un mood magico, quasi fatato, prati verdi come fossero aiuole punteggiati da alberelli di rose. Un luogo magico, immerso nella natura e nel verde, fatto di parole e pensieri, ma anche di silenzio, di viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, a due passi dalla città………di visioni diverse, di bambini, di cani, di fiori, un parco che ricorda il fascino di Bryant Park, una sospensione della città, a due passi dalla grande cultura storica fiorentina.
IL CENTRO IPPICO TOSCANO
Uno dei club ippici più antichi d’Italia, erede dopo 122 anni della Società Fiorentina per il Cavallo da Sella, nata nel 1904 in via degli Orti Oricellari. Dagli anni ’30 fino al ’60 fu trasferita all’Impruneta, nel ’60 l’ente del Turismo comprò il terreno per costruire una struttura per 16 box ma negli anni seguenti, mancando gli spazi per la logistica, incuria e abbandono portarono tutto l’insieme ad uno scheletro privo di ogni attività. Nel 1979 il Centro Ippico Toscano si è trasferito alle Cascine, in via de’ Vespucci, sotto la guida di Oliviero Fani, prima direttore e poi presidente del Circolo, la zona era praticamente una discarica ed è dal suo amore per l’equitazione e dalla sua intraprendenza che sono nate tutte le strutture non in muratura che circondano il nucleo centrale dell’impianto. Oggi la scuola è una realtà vitale, forte del fatto che ha insegnato a 28 mila persone ad andare a cavallo.

LADYHORSE, LA SCOPERTA DEL PROPRIO TALENTO, al C.I.T. Domenica 11 Giugno
Al passo con i tempi veloci e fugaci delle tecnologie digitali, rimangono i valori, indelebili, in un mondo in cui si vive interconnessi, perché il mondo sta cambiando e crescere tra gli animali sta acquisendo, sempre più, nuove e insospettate svolte che sorgono più dalla società civile che dalla comunità scientifica, in particolare negli ambiti di etica animale. La velocità e il cambiamento, in questo senso, vede la figura della donna e del bambino nella sua fase evolutiva, come importanti protagonisti, ma è all’estremità di questa evoluzione possiamo ascrivere la natura e il nuovo modo di concepire il mondo attraverso la scoperta della natura e le sue infinite declinazioni.
Già Ippocrate, padre della medicina, suggeriva il “potere terapeutico” del cavallo per ansia e depressione, e la terapia che si realizza nell’ambiente rilassante del paddock è un vero e proprio intervento terapeutico che può essere utilizzato per diversi disagi psicologici ed è già diffuso da anni nel mondo anglosassone.
Il cavallo possiede un insieme di caratteristiche comportamentali e cognitive tali da costituire una fonte preziosa di risorse per il benessere psicofisico umano. Grazie alle loro attitudini e capacità comunicative possono divenire per l’uomo riferimento delle relazioni di vita. La natura intuitiva del cavallo garantisce una terapia fisica e psicologica, aiutando a gestire le problematiche, abbassando i livelli di ansia e tensione emotiva, inoltre l’attività del montare a cavallo consente una presa di coscienza di sé e del proprio corpo. E poi ci sono gli effetti positivi sull’umore dell’attività fisica per incoraggiare la crescita personale, l’apprendimento e la “ cura” dell’universo umano, in particolare di quello infantile e femminile.
Il Centro Ippico Toscano, oasi di natura e bellezza per antonomasia, propone sabato 11 giugno un corso rivolto all’universo femminile, la donna alle prese con bassa autostima, problematiche sulle decisioni da prendere, i cambiamenti della vita e gli ostacoli imprevisti.
La “cura” cavallo per le donne e le ragazze che vogliono scoprire il proprio ego e ritagliarsi un nuovo ruolo nel branco – inteso come società e famiglia – dove il cavallo diventa lo strumento per spingere a fare delle scelte salutari, per ricostruire la fiducia in se stesse, essere all’altezza dei cambiamenti riconoscendo il proprio valore, un corso per comprendere inequivocabilmente il significato di rispetto reciproco e ripartire verso le stimolanti sfide della vita. Donna uguale cavallo, le donne sono programmate per natura a prendersi cura del proprio nucleo familiare, il loro branco, si sentono a loro agio in ambiente domestico e sono fisiologicamente disponibili a fare sacrifici personali per il benessere dei propri congiunti. Come la cavalla dominante , la donna è incline a cercare cibo e organizzare il ricovero per tutti i suoi cari.
Una giornata al Centro Ippico Toscano per riappropriarsi della propria vita, diventando amica di un cavallo, una giornata dove viene insegnato a comunicare in modo chiaro ed autorevole, a riscoprire il potere dell’ intuito, a controllare lo stato emotivo in ogni circostanza, ad apprezzare talento e risorse, a riacquistare fiducia e a sorridere al prossimo, a migliorare postura e atteggiamento, a superare la timidezza, il sentirsi inadeguata, superare le paure ed essere orgogliosa di sentirsi una “Lady Horse”.
La guida della giornata è di Marco Cavallo, life coach e trainer, il cui progetto Horse Live Coaching propone un diverso modo di svolgere le sessioni di coaching integrando strumenti come la PNL, la Mindfulness e la filosofia dell’Horemanship 2.0 incentrata fra il rapporto consapevole fra umano e cavallo.
L’evento didattico, creato da Marco Cavallo, ha il supporto di Taty Angeletti e Sandra Weverling istruttrici del Centro Ippico, vede come LadyTestimonial l’artista fiorentina Elisabetta Rogai, legata fortemente al mondo dei cavalli in quanto autore del Drappellone del Palio di Siena 2016.
Centro Ippico Toscano
info@centroippicotoscano.it
Press: Cristina Vannuzzi

Silver cocktail Bradimante

ricordi....bianca piccina (1)Silver cocktail Bradimante
Alla Loggia di Piazzale Michelangelo
92esima edizione di Pitti Immagine Uomo
dal 13 al 16 giugno 2017 presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Pitti Immagine Uomo è un punto di riferimento internazionale per la moda e quest’anno il tema guida sarà PITTI BLOOMS che trae ispirazione dalla naturale bellezza dei fiori e dai loro colori che sbocciano come le nuove idee dando luogo alla creatività. Saranno presenti installazioni sotto forma di macro aiuole gonfiabili, sculture abnormi, bouquet volanti e ventagli a forma di fiore.
L’allestimento prevede un full immersion di pattern originali e contrasti cromatici su facciate, spazi e oggetti.
E’ un “nuovo” ritorno al passato quello che propone Brandimarte, brand storico fiorentino, a buon diritto inserito nella storia della città, un cittadino che ha fatto grande Firenze, 18556376_1037818173019591_7004963902863059659_nl’argentiere Guscelli Brandimarte, il cui marchio viene ora riproposto in modo innovativo dalla sua bella nipote, Bianca Guscelli.
E le giornate del Pitti edizione ’92 saranno bagnate dal SILVER COCKTAIL BRANDIMARTE, un cocktail personalizzato per l’evento inserito nel calendario ufficiale di Pitti Immagine, presentato il 15 Giugno in una sede emblematica, la Loggia del Piazzale Michelangelo, una magnifica vista dall’alto su una Firenze che si inchina davanti ad un maestro d’arte del cesello, che darà il via alla presentazioni di nuovi prodotti silver ad un pubblico di vip, autorità, media, clienti, buyers e amici.
Un cocktail d’argento alla Loggia del Piazzale Michelangelo, il cocktail Renassaince, Rinascimento, servito per tutta la stagione estiva de La Loggia in calici creati per Brandimarte dalla Moleria Locchi, e sullo sfondo, verso una Firenze incantata, la musica del famoso dj Gian Nobilee.
18813256_1046244185510323_1217421617158644954_n (1)E’ la prima volta nella storia della kermesse fiorentina che un marchio di argento è il tema di un evento in calendario di Pitti Immagine Uomo, ma oggi Brandimarte e’ anche questo: uscire dai canoni tradizionali dell’argento per diventare innovazione.
E mentre Pitti Immagine si conferma sempre di più una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali del fashion la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le strade fiorentine, in questo evento cult mondiale, che si conferma come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion e l’artigianato di alto livello siano strumenti alla portata di tutti, trasformandoli in messaggio culturale.
www.brandimarte.com
press: cristina vannuzzi

A Pitti Immagine edizione ’92

images2 (1)A Pitti Immagine edizione ’92
Firenze, 13/16 giugno 2017
Un nuovo Rinascimento per l’artigianato di alta gamma
Duccio Venturi Bottier

92esima edizione di Pitti Immagine Uomo- dal 13 al 16 giugno 2017 presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Pitti Immagine Uomo è un punto di riferimento internazionale per la moda maschile e quest’anno il tema guida sarà PITTI BLOOMS che trae ispirazione dalla naturale bellezza dei fiori e del loro colore che sbocciano come le nuove idee dando luogo alla creatività. Saranno presenti installazioni sotto forma di macro aiuole gonfiabili, sculture abnormi, bouquet volanti e ventagli a forma di fiore.
L’allestimento prevede un full immersion di pattern originali e contrasti cromatici su facciate, spazi e oggetti.
1453549_691006550933215_923080127_nPITTI IMMAGINE UOMO EDIZIONE 92 si conferma sempre di più una global platform per importanti aziende e gruppi internazionali della moda e la bellezza di Firenze risiede proprio nell’armonia di contrasti che animano le strade fiorentine, evento cult, seguito dai media nazionali e non che si conferma, 2 volte l’anno, come evento di vera comunicazione per sottolineare come il fashion sia uno strumento alla portata di tutti, trasformandolo in messaggio culturale.
La parte più glamour della kermesse è sicuramente rappresentata dagli accessori che diventano sempre più importanti, sia per dare un tocco determinante all’outfit della donna e uomo sia per l’importante trend delle vendite sui mercati esteri: borse, scarpe e stivali, fatti con pellami impensabili, preziosi e materiali moderni e tecnologici, tacchi vertiginosi e calzari flat, stravaganti, dai colori più pazzi per mixare colore su colore, “interpretare un outfit, giocare con l’accessorio, uscire dall’anonimato, camminare per le strade dando messaggi di gioia.
Bellissime, va in scena la seduzione delle calzature di Duccio Venturi Bottier, presente al Pitti Immagine ‘92, presentando una passerella di passioni, culture artigianali e manufatturiere, usate come rapidi vettori per ridisegnare le forme della moda, in un mondo dove si registra che gli artigiani d’alta gamma sono in via di estinzione, quelli del made to 222measure , del “fatto su misura” alla maniera di tanto tempo fa. Le maison straniere del superlusso, attirate dal nostro know how, sono pronte a venire nel nostro Paese, investendo in aziende produttive pur di aver garantito il nostro artigianato d’alta gamma. Anche grazie a questi sforzi i maestri d’arte, come è Duccio Venturi, artisti in definitiva, quelli che lavorano dietro le quinte, dove nascono i sogni a cinque stelle, restano il presidio più solido dell’industria del lusso.
La moda più bella, fantasiosa, innovativa é fatta da artisti e che, come diceva Picasso, l’artista é un bambino e quel bambino diventa magicamente uno stilista capace di giocare con l’ispirazione rubata alla natura e con le sperimentazioni più contemporanee grazie alla poesia, che genera disegni per prodotti del futuro.
E Duccio Venturi Bottier crea eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di piume, Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli…..crea scarpe gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di una natura viva nei colori, densa di significati, piena di ricordi.
2stampaLe scarpe di Duccio Venturi sono fatte da artigiani italiani, “maestri” nella costruzione delle scarpe, tacchi, tomaie, pellame, tutto di altissima qualità per una donna che segue l’evoluzione della moda, in una continua ricerca del nuovo e del bello, sottolineando dettagli che fanno subito moda e rendono il marchio icona per ogni fashion victim: una passerella di scarpe dai colori inaspettatamente vibranti e bon ton, per la prossima collezione 2018, la bellezza e la femminilità esasperata per immaginare un romanzo d’amore che sottolinea la seduzione con pennellate di verde elettrico, il rosso fuoco, il rosa caramella, l’arancio, passi sottintesi e seducenti, con gli accenti ammiccanti di una moda che è, ormai, diventata……. un must…“Duccio Venturi Bottier” !!!!

Duccio Venturi Bottier per Pitti Immagine edizione ‘92
www.duccioventuri.com
Press: Cristina Vannuzzi

Musica e fashion, Eles Italia per Simonetta Spiri per il suo nuovo singolo “Il Tempo di Reagire”

DigitalCD_cover_simonetta_spiriMusica e fashion, Eles Italia per Simonetta Spiri per il suo nuovo singolo
“Il Tempo di Reagire”

Una scelta vincente per la cantante italiana Simonetta Spiri che ha indossato i sorprendenti looks firmati Eles Italia per la Cover ed il videoclip del suo nuovo singolo “Il Tempo di Reagire”.
La cantante ha presentato la sua nuova canzone ed il video nel quale sfoggia alcuni capi, ricamati a mano con cristalli e gemme, della Gipsy Capsule Collection di Eles Italia: l’accattivante maxi t-shirt bianca con scintillanti stelle e cuori, l’ironica canotta impreziosita da due romantici e colorati pappagalli, il luminoso bracciale color argento, i preziosi shorts e la cintura piena di luci e cristalli sono solo particolari di un outfit per la cantante inseriti in un ampio progetto, infatti il brand Eles Italia, con la ricerca nel design, la sperimentazione del tessile, i preziosi ricami in Swarovsky, i IMG_1275_simonetta_spiricolori, l’uso dei materiali diversi e la cura delle rifiniture, è una azienda giovane ma che ha la meritata attenzione nel campo di contesti culturali.
“E’ stato un grande piacere collaborare con Simonetta Spiri, ci lega anche la comune origine, la Sardegna, che amiamo e che ci ispira. Infatti oggi la moda è tornata ad uno stile naturalistico, etnico, green, si possono utilizzare tanti tessuti diversi, naturali, ricami di cuori e pappagalli, farfalle e fiori, mettendone svariati insieme quasi a creare una composizione, e Simonetta Spiri è un’incredibile artista che ammiriamo molto per il suo approccio alla vita, la sua ironia e il suo stile innato, è vincente la sua inconfondibile voce. Ci siamo incontrate e abbiamo avuto un tema comune, la Sardegna, il nostro Giardino dell’Eden.” – hanno commentato le fashion designers Silvia e Stefania Loriga.

Press Office: LA REVE PR & ADV – Ph. +39 347.4339021, e-mail: infolareve@libero.it

Da Pristina a Firenze Sead Mustafà

incontro del 9Da Pristina a Firenze Sead Mustafà

Chiesanuova, 9 giugno 2017

Si è svolta il 9 giugno un interessante kermesse di pugilato professionisti e dilettanti inserita nel consueto appuntamento all’interno della Sagra del Pinolo di Chiesanuova San Casciano.
Il Ring montato nella suggestiva arena ai piedi del teatro del paese, munita di una grande area attrezzata con punti di ristoro e stand di prodotti tipici, ha fatto da cornice alla serata di Pugilato.
L’incontro professionistico, categoria pesi Medi, è stato disputato tra il fiorentino di adozione Sead Mustafa e il siciliano Ignazio Crivello ed è stato vinto da Sead Mustafa che ha battuto ai punti, con giudizio unanime, il siciliano Ignazio Crivello dopo averlo messo al tappeto con un destro d’incontro alla seconda ripresa. Sead Mustafa, con questa vittoria, conquista il diritto a fare il campionato internazionale.
Terzo fratello più piccolo di una famiglia fuggita dalla Serbia a Firenze, all’età di 12 anni, osservando i fratelli – il fratello maggiore Ilir è stato un grande pugile nel Kosovo dove ha 3 boxeur fratelli Mustafàcombattuto circa 80 match da dilettante, è stato in nazionale più volte e ha combattuto nei giochi del Mediterraneo – inizia ad allenarsi diventando tra i migliori pugili in Italia, diventando campione Toscano nel 2014 e va direttamente ai campionati italiani.
Passa professionista nel 2016 e disputa 3 match 2 vittorie e 1 pareggio e con la vittoria del 9 giugno Sead Mustafà sale in classifica per combattere per il Titolo Italiano.

Il Mondo di Serena

il Ranch di Gigi (2)Il Mondo di Serena
“Proteggiamo i nostri amici animali in Maremma Onlus“
Serena nasce ogni giorno e muore ogni volta che le muore un animale, ogni sguardo di un suo cucciolo per lei è una sorta di amore, lei si lega in un abbraccio magico, il negativo del passato di un animale lei lo rivolta al positivo, la sua forma del lusso è un fattore mentale, si sente una regina in un regno fatto di amore, la libertà che dona ai suoi animali è la sua libertà. Per Serena la vita è vivere malone (1)come gli uccelli, sospesi tra l’azzurro assoluto del cielo e le distese sterminate dei prati, per un racconto incredibile: protagonista il rapporto intenso tra l’uomo e i suoi animali, la simbiosi perfetta dello scegliersi, tra l’uomo e la natura, sempre in bilico tra attese e incontri, la capacità di evocare storie, luoghi e atmosfere dell’infanzia, segni di qualcosa che ci appartiene, che risuona dentro di noi come un ricordo che arriva da lontano e che ritorna di nuovo nostro, portato in superficie, con naturalezza, solo per un languido sguardo di un cavallo, il velluto di una zampa di un cane che ti cerca, le lacrime di una mucca, siamo a Località Grancia, a 2 kilometri da Grosseto, 5 ettari per vivere un sogno.
Come recita Keats: “A thing of beauty is a joy forever”, una cosa bella è una gioia per sempre …e per Serena ogni “cosa bella” che le può capitare, una scrofa incinta, cavalli maltrattati, il pavone e gli asinelli, un toro in catena, polli, mucche, capretti, cani ed è veramente una gioia per sempre, un repentino innamoramento, il cuore che batte all’impazzata in un abbraccio, le sue cure per gli animali malati, che trova, che quasi ruba, togliendoli dal mattatoio, le sue veglie…..……..Serena e il suo compagno Gigi Devicienti ci accolgono nella loro casa che è diventata un grande Ranch, dove hanno creato accoglienza per i cavalli “in pensione”, e, parlano dei vari incontri con gli animali che raccolgono salvandoli da morte certa o dal macello……ci siamo guardate negli occhi e ho visto il dolore e finalmente le risate, il gelo della strada ma anche l’amore, curiosità ma anche certezze. Una zampa calda che mi sfiora, dolcemente, per non farmi male, il corpo tenero avviluppato alle mie braccia, un rifugio, rotondo, ampio, materno, la voglia di giocare e di ridere, perché anche i cani ridono e piangono, ci scrutano, ci leggono il volto ma ci amano per quello che siamo. Dormi mio nuovo amore io ti guardo sorpresa, la tua vita è un miracolo, la tua forza e il coraggio tra mille….ti ho trovato e non ti lascio più, e così ieri ho raccolto la tua sfortuna e oggi ridiamo insieme sulla tua fortuna, il silenzio della casa, finalmente la tua casa, è animato dalla tua gioia, dunque ridiamo insieme, mia creatura dolce, la tua vita sarà bellissima……
E poi il dolore di Serena e Gigi, quando i loro animali li lasciano. La sofferenza è enorme e  spesso non può essere capita da chi non ha mai avuto la fortuna di amare un cane, o un gatto, o un coniglio, o un cavallo, o qualsiasi altro animale.E Serena ci racconta la Leggenda del Ponte Arcobaleno che, si dice, venga tramandata dagli Indiani d’America. E’ dedicata a ogni animale che ha amato gli esseri umani e a ogni persona che ha sofferto e che soffre per la morte di un animale. Dall’altra parte dell’arcobaleno esiste un posto chiamato “Ponte dell’Arcobaleno”. Quando un animale che è stato particolarmente vicino a qualcuno muore, egli va sul Ponte dell’Arcobaleno. Lì ci sono prati e colline per tutti i nostri amici speciali, cosicché essi possono correre e giocare insieme mentre ci aspettano.
Lontano da ogni contaminazione di folla glamour e chiassosa, qui, dove Serena e Gigi si sono costruiti un Ranch dove ospitano gli animali “in pensione”, ci sembra di vivere un sogno a occhi aperti, un Eden perfetto per un insieme di animali che qui abitano stabilmente, un’esperienza che non si può comprendere in termini oggettivi, perché rappresenta una visione di amore totale e di grande rispetto per gli animali. In tutta questa natura, con il verde intenso dei prati e l’azzurro accecante del cielo, luci e ombre, colori forti e spudorati, come solo la Toscana possiede, spazi metafisici accesi di vita e suoni, il guizzare di corpi di tutti i colori, affascinanti, bellissimi, agili e alteri, a volte sorridono, padroni incontrastati dei luoghi, sospesi nel tempo, quasi personaggi primordiali: Stellina e Tiffany, i cinghiali, Malone, anche se in pensione non perde la sua grande eleganza e forza, Chop e Pink i cavallini arrivati dal Centro Ippico Toscano che ormai sono in onorata pensione, la mucca salvata 2 volte dal mattatoio che piangeva dalla disperazione e ora mangia dalla mano di Serena….. la volpe che vive di notte, le galline vagabonde perché non fanno uova, le caprette e i pony fieri e sornioni, il pavone e le oche, i cavallini bianchi quasi lunari, i neri dagli occhi dorati, Pallino il toro dagli occhi socchiusi che ti scrutano, cani dai colori e dalle toppe armoniose, irregolari e fantastiche, disegnate da fate birichine, gatti dai passi lenti e misurati, e poi gli scatti dei cerbiatti, le corse, molle a piè pari, piccoli passi sui grandi prati. E poi le notti, illuminate dalle stelle, sembra di toccarle, e loro, tutta questa miriade di animali, cuccioli o già vecchietti in pensione, lenti ma sereni, felici e amati, arrotolati nel sonno come dolci bignè, per aspettare l’alba, le bocche rosate in lunghi sbadigli, baffi frementi, una nuova giornata nella bellezza.
Ci allontaniamo, nostalgia e rimpianto, vorremmo che il tempo si fermasse, non tornare indietro, prati e distese sempre più lontani, nell’atmosfera rarefatta di questo posto fantastico, per un canto d’amore alla luna… questo sogno è perfetto.
Per info: girasole-75@hotmail.it
Testo: Cristina Vannuzzi

Nuove iniziative per il Centro Ippico Toscano

a cavallo lungo l'ArnoNuove iniziative per il Centro Ippico Toscano

Nuove iniziative per il Centro Ippico Toscano con l’avvicinarsi della bella stagione, infatti la struttura fiorentina si appresta ad inaugurare il Centro Fiorentino di Ippoterapia in quanto il Presidente Marco Papucci ha scelto un percorso assolutamente innovativo, senza precedenti nella città di Firenze, con l’intento di restituire alla città questo magnifico spazio, e promuovendo un centro di eccellenza.
Il Centro di Ippoterapia Fiorentino, inserito nella Scuola di Equitazione di Base del C.I.T. diretta e seguita da Cristina Taty Angeletti istruttrice federale di 2° Livello, sarà un volano di aggregazione, culturale e socio-educativa, luogo di inclusione, avendo sempre sullo sfondo il mondo del cavallo. Un progetto ambizioso, che si ispira ad alcune realtà già sperimentate con successo in Italia, ma inedite per il capoluogo. Lo strumento scelto è quello di creare il centro di eccellenza toscana di Ippoterapia, il cavallo che può anche trasformarsi in un importante “mezzo terapeutico”, un essere vivente in grado di relazionarsi con il bambino con modalità del tutto particolari favorendo la maturazione e l’evoluzione del rapporto con l’altro e con l’ambiente.

scuola cit 2Se la passione ridefinisce i sogni il Centro Ippico Toscano è un intermezzo fiorentino pulsante di bellezza, di relax, di poetica evocazione, lontano dal ritmo frenetico e dall’ovvietà leisure, istanti di sospensione temporale nel landscape disegnato dal respiro del vento, dal verde delle piante, dal profumo dell’erba. Il Centro Ippico Toscano ha saputo ridare anima, fascino, eleganza e incredibile bellezza a questo straordinario luogo dove non si può non cedere al fascino poetico della sensibilità emotiva scatenata dalla natura e dalla struttura, una giornata per immergersi in un mondo fatato, a due passi dalla città, nel verde acceso dell’erba, respirare l’azzurro del cielo ottimizzata anche dalla possibilità di vivere la famiglia tutti insieme….con il primo sole primaverile Charlie Sue Fani ci porta per mano, metaforicamente, con i bimbi del gruppo Pony e i loro genitori, per immergersi nel mondo incantato del cavallo, nel verde acceso dell’erba, respirare l’azzurro del cielo, questo luogo magico che ci vede insieme, grandi e piccini, lentamente, tutti in fila, una passeggiata costeggiando l’Arno….
Il Centro Ippico Toscano – come indica il Presidente del C.I.T. Marco Papucci – ha saputo ridare eleganza e bellezza a questo straordinario luogo che ci ricorda Bryant Park a New York, un polmone di verde nel cuore della città, dove tutti i componenti della famiglia CITpossono vivere la magia dei cavalli e della natura, imparare a cavalcare, il dressage, prendere dimestichezza con i pony per i più piccini, il Pony Team del salto ad ostacoli, ponendo sempre “il Cavallo” al centro, nello specifico di come i cavalli facilitano la presenza di dinamiche socio-cognitive, sia nella coesistenza all’interno di un gruppo sociale e nell’interazione con l’umano, favorendo inoltre altre iniziative nel comparto turistico, eventi legati alla natura coinvolgendo il mondo del food e del fashion, l’effetto che si vuole ottenere è quello di restituire a questi spazi anche una funzione positiva di “cuore pulsante” del tessuto sociale della città.
Ed è proprio, rivolgendosi alle famiglie, che il Centro Ippico Toscano, con il Patrocinio della Regione Toscana, ospita una cena charity organizzata dall’Associazione FenImprese Firenze per “tuttiperdiego.org”, nata per sostenere Diego, un bambino affetto dalla sindrome di Leigh e curato a Houston in uno dei centri di medicina più avanzati al mondo. La cura, che è ancora allo stato di sperimentazione, le difficoltà della vita in un altro paese che non è il loro, le difficoltà quotidiane da affrontare, tutto sembra una montagna invalicabile ma i genitori ritrovano la speranza nella solidarietà che diventa un dono d’amore.
http:// www.centroippicotoscano.it
http://www.tuttiperdiego.org
http://www.fenimprese.com

Girolamo Ciulla L’artista e altri animali di Beppe Sebaste

 

Ciullainvito (2)Girolamo Ciulla L’artista e altri animali di Beppe Sebaste

Mi è venuta voglia di scrivere una poesia usando solo i titoli delle opere di Girolamo Ciulla (tutte, non solo di questa mostra) e nessun’altra parola. Una successione e ripetizione di barca, arca, tempio, sposa, spiga, lepre, coccodrillo, scimmia, civetta, asino, capra, gufo…, ma anche angelo, ariete, Demetra, Cerere, stele, San Giorgio, annunciazione, realizzazione, costruzione (di templi, N.d.R.), e di nuovo spighe, coccodrillo, lepre, angelo, Cerere, grano etc. Molte sue opere, soprattutto tempere, sono “senza titolo”, ma se ne avessero uno basato su ciò che raffigurano ricorrerebbero ancora molte di queste parole. Questa poesia le concatenerebbe tra loro in una “accumulazione” (è il termine tecnico-retorico) grazie a una parolina bellissima che è forse la più frequente nei titoli di Ciulla: la congiunzione con (latino cum), la più relazionale e accogliente delle parole, fondamento di ogni comunità: Demetra con ariete, Ariete con spiga, Sposa con civetta, e così via. Naturalmente, le combinerei tra loro in tutti i modi possibili.

Sarebbe una poesia ritmica e ricca di assonanze interne, anafore, rimandi, ritorni, specularità, con un climax o anticlimax non solo estetico e musicale, ma pieno di rivelazioni, un fraseggio jazz fatto di continue variazioni tra il nuovo e il sempre-uguale. Poi ho pensato: ma non è esattamente questo che Girolamo fa da sempre? Non funziona così la stessa storia dell’arte, per esempio quella generosamente riassunta dalle opere di Ciulla?

 Ecco, dovrei e potrei fermarmi qui, perché tutto il resto non sarà che un’inutile chiosa a quella poesia, che peraltro ancora non esiste. Vi invito allora a vedere e rivedere come ho fatto io le opere di Ciulla, fino alle sue ultime sculture, i bassorilievi, gli “stiacciati” – cioè i segni e i disegni eseguiti direttamente sulla pietra, o sull’amato travertino – , i disegni su carta, fino ai carboncini di questa mostra. Io l’ho fatto, ritrovando il suo dialogo ininterrotto con le sorgenti della nostra cultura non solo visiva, quella dimensione narrativa, cioè mitica, in cui natura e cultura beatamente si confondono. La dea Cerere e il grano, la fertilità e il rinascere, l’umanità e le stagioni, la terra e il sacro, gli animali e i templi, la natura e la sua rappresentazione, che diviene anch’essa natura, e così via. Sculture e disegni, senza che vi sia una gerarchia tra i generi, sono in Ciulla variazioni di una gioiosa celebrazione delle radici del suo e del nostro immaginario.

   Ma Ciulla non è solo un grande artista mitografo. Non si limita a tramandare miti, ma li inventa e li ricrea. Sa che, per usare la bella formula di Gustav Mahler, “tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”. Sarebbe sbagliato ricondurlo nell’alveo nostalgico di un sempre possibile classicismo. Ciulla è piuttosto un artista e scultore barocco (parola che da secoli designa l’irrequietudine dell’avanguardia e della sperimentazione) e anche questo per fedeltà alla propria origine.

Pensate che meraviglia: nato a Caltanissetta, Cielo di cognome – “Ciulla” ne è una variante –, figlio di un padre giostraio, e residente da decenni a Pietrasanta, dove ho avuto anch’io una lunga familiarità quotidiana con la sua ironica figura impolverata di marmo. Il barocco di Ciulla non solo irradia meraviglia e si nutre di stupore, ma spinge sempre più avanti i confini della sua ricerca. Barocco è la maniera sempre nuova di introdurre inquietudini e variazioni non solo formali là dove ci si aspetta una rassicurante conferma. Il suo sovvertimento dei canoni non è che una forma più alta di fedeltà alla tradizione. E forse più profonda, perché Ciulla, oltre che al barocco, alla classicità “greca”, araba e normanna, mi è sempre parso misteriosamente collegato a una tradizione più remota e archeologica, quella che nell’ambito delle lingue è chiamata, a torto o a ragione, “indoeuropeo”, dove le parole “madre” e “materia”, come in sanscrito, risultano sorprendentemente essere sinonimi.

   (E a questo proposito: sarà perché sono tornato da poco da un lungo soggiorno in India alle sorgenti di Madre Ganga, sopra e dentro l’Himalaya, ma mi sono posto la domanda buffa e fascinosa di come sarebbero le opere di Ciulla se lui fosse nato in India; quali variazioni iconiche nell’ambito dell’arte e del sacro avrebbe operato, quanta “nuova” bellezza avrebbe offerto al mondo rappresentando templi, animali, rinascite, divinità e trasmutazioni, cioè avatara. O la stessa Ganga, che più che un fiume è una divinità, e si manifesta seduta su un coccodrillo. La sua amata Cerere, in greco Demetra, sarebbe forse tornata alla matrice più arcaica di Lakshmi, Divinità dell’abbondanza e della grazia, dell’elargizione generosa e naturale?)

 Ciulla, dicevo, ci sorprende sempre, pur essendo ogni volta riconoscibile. Lo fa ora con questi bellissimi disegni su carta, disegni animati e animali. Ora non posso ignorare che mai come in questi anni si dedicano opere e libri al tema degli animali, e intanto la tastiera del mio computer insiste a mutare la parola “animali” in “anomali”. Inconscio della tastiera: gli animali sono anomali e ci turbano perché sono l’alterità per eccellenza, ma nello stesso tempo la loro inermità li rende paradossalmente più umani dell’uomo. È la questione filosofica della “vita nuda”, che sfuma la frontiera artificiale che separa nel vivente “l’umano” e “l’animale”.

Forse anche per questo i disegni animali di Ciulla sono tutti autoritratti, anche se il loro modo di riflettere è anch’esso anomalo: come se fossero non davanti, ma dietro uno specchio, nel senso che il loro mondo è quello dietro lo specchio; così che, riflettendoci in essi, vediamo un altro da noi, o la nostra nudità. Un altro modo, forse, di definire il mondo parallelo del mito. Gli animali ci riguardano, sì, ma non ci guardano. Come insegnava Rilke nella sua sublime Ottava Elegia, loro, a differenza degli umani, sanno guardare in faccia l’infinito: “La creatura, qualsiano gli occhi suoi, vede / l’Aperto. / […] / Quello che c’è di fuori, lo sappiamo soltanto / dal viso animale…”

Gli animali disegnati da Ciulla sono infatti anche animali che sognano, che contemplano, cioè costruiscono templi. Non hanno problemi a farsi vedere in questa loro altolocata funzione. Ogni animale è correlato a un simbolo o un archetipo (il cum, il “con”) quasi un compito fisico o metafisico da assolvere: un ariete che contempla un gufo che cova un tempio sormontato da una spiga, un asino che scruta e annusa un tempio e le sue proiezioni geometriche, una gallina che custodisce una covata di templi, e ancora civette con foglie, lepri con spighe, e così via, in uno spazio bianco e umile in cui aleggia un non so che di divino.

   Non voglio concettualizzare, non apro neppure il dizionario dei simboli. Non voglio sapere. Anche l’uomo disegnato è un animale, la razza è quella degli artisti, che confondono volentieri il fare col sognare. Ma preferisco dirlo con queste parole illuminanti di Walter Benjamin che ricordo a memoria: “Il fare è un mezzo per sognare. Il sognare è un mezzo per rimanere desti”.

1000 anni di terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

1000 anni di terracotta dell’Impruneta
L’Azienda Mital ci racconta la civiltà del cotto dal colore rosso brunito
File di stranieri con il naso all’insù, si intravede un ombrellino indicativo, precauzione della guida turistica in caso di smarrimenti in una città bellissima, piena di zone fatte di arte, storia e fascino ma anche di angoli segreti, stradine che svelano cancelli che si aprono su giardini pieni di fiori, piazze quasi sorprese dalla magnificenza dei monumenti, statue, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo, orgoglioso e massiccio, dal 1419 si staglia con la sua incredibile cupola rossa fatta di terracotta diventando il simbolo della città.
Orci e Brunelleschi, la terracotta dell’Impruneta affonda le sue radici nel periodo Medievale, la “civiltà del cotto“ nata nel XI secolo, questo affascinante mondo color rosso 5brunito, vive ancora grazie alle poche fornaci rimaste, attività delle famiglie patriarcali di una volta tra cui la Mital, 100 anni di vita dell’Azienda della famiglia Mariani.
Impruneta, un paese confinante con Firenze, dove tutto è rosso, il rosso del cotto imprunetino, colore che più di ogni altro evoca la magia dei paesaggi, della campagna e delle tradizioni toscane, dovunque polvere rossa dalle sfumature che vanno dal rosa dei tramonti sull’Arno qui vicino al rosso porpora più carico, un paese dove si conoscono tutti, e si ritrovano, nella grande piazza del Comune, fatta a conchiglia, morbida, quasi una culla, i vecchi, gli uomini e le donne, i bambini, la gente si guarda nel viso, diretta, un oasi sospesa nel tempo, il lavoro li rende unici, in questo borgo millenario, storie di famiglie forgiate sul fuoco delle fornaci, generazioni di uomini che hanno creduto nella terra, l’acqua, il fuoco, la creta, il galestro…..elementi che risalgono addirittura ai lavori del Brunelleschi quando il cotto si produceva all’Impruneta fin dal 1098 e il Brunelleschi scelse gli artigiani dell’Impruneta nel 1419 per le tegole e i mattoni della cupola del Duomo di Firenze.
Oggi l’Azienda Mital sembra un borgo incantato dove arrivi e la sede della fabbrica è piena di fiori sulle finestre, muri a facciavista, e ti incuriosisci per sapere la storia……una bella storia quella della fornace della Famiglia Mariani, il padre Angiolo, un bel signore accanto ai suoi tre figli, Luigi, Franco ed Enrico ed il nipote Marco, una fabbrica che sembra sospesa nel tempo, ottocentesca, ingentilita dal verde squillante dei prati intorno, dai cipressi toscani imponenti e altezzosi e le viti dai grappoli ancora verdi, una Azienda ha visto ben 2 guerre e perché oggi il lavoro è difficile ma rimane sempre una avventura affascinante, nata agli inizi del ‘900, più di cento anni fa, una storia vissuta con gli operai, perché alla Mital si lavora tutti insieme.
Galestro e ossido di ferro, ci spiega Enrico, uno dei 3 figli Mariani, sono gli elementi fondamentali della terracotta dell’Impruneta: il galestro, un particolare è un tipo di tipo di argilla che rende il prodotto incredibilmente resistente al freddo, e l’ossido di ferro, la componente chimica che gli conferisce quella fantastica sfumatura di rosso, non a caso nota come “rosso terracotta”. Il galestro è anche chiamato in gergo “terracotta antigelo“, garantita per temperature fino ai -30°.
Noi siamo gli ultimi artigiani, l’artigiano dell’Impruneta è quello che si dice un artigiano creativo, qui si nasce e si cresce e la passione ci forgia, la nostra generazione non ha avuto scuole, si impara direttamente in fabbrica i diversi tipi di lavorazione, tra cui a modello, a lavoro tondo e a lavoro di fondo. I primi due prevedono l’utilizzo di stampi di vario genere, mentre l’ultimo solo ed esclusivamente a mano libera.
Ovviamente il lavoro di fondo si rivela il più affascinante in assoluto: osservare un mastro vasaio che lavora senza l’aiuto delle forme è come seguire lo sviluppo di una vita nella sua gestazione materna, lenta, precisa, in cerca della perfezione assoluta diventando uno spettacolo della natura.

MITAL Via di Cappello, 31, 50023 Impruneta FI
Tel/Fax +39.055 2011414
info@terrecottemital.it

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A Firenze il centro ippico Toscano è anche questo….

centro-ippico-toscana-bigA Firenze il centro ippico Toscano è anche questo….

Intermezzo fiorentino pulsante di bellezza, di relax, di poetica evocazione, lontano dal ritmo frenetico e dall’ovvietà leisure, istanti di sospensione temporale nel landscape disegnato dal respiro del vento, dal verde delle piante, dal profumo dell’erba. Se la passione ridefinisce i sogni il Centro Ippico Toscano ha saputo ridare anima, fascinazione, eleganza e incredibile bellezza a questo straordinario luogo dove non si può non cedere al fascino poetico della sensibilità emotiva scatenata dalla natura e dalla struttura, una giornata per immergersi in un mondo fatato, a due passi dalla città, nel verde acceso dell’erba, respirare l’azzurro del cielo ottimizzata anche dalla possibilità di vivere la famiglia tutti insieme….oggi, con il primo sole primaverile Charlie Sue Fani ci porta per mano, metaforicamente, con i bimbi del gruppo Pony e i loro genitori, per immergersi nel mondo incantato del cavallo, nel verde acceso dell’erba, respirare l’azzurro del cielo, questo luogo magico che ci vede insieme, grandi e piccini, lentamente, tutti in fila, una passeggiata costeggiando l’Arno….questo è anche il Centro Ippico Toscano.

https://www.centroippicotoscano.it

Da Firenze a Miami passando da Napoli ‘O Munaciello

pizza nera 2Da Firenze a Miami passando da Napoli ‘O Munaciello

‘O Munaciello a Miami Beach e l’avventura di tre ragazzi
Leonardo Scuriatti, Valentina Borgogni e Carmine Candito.
Al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami, qui siamo a Napoli, anche il nome ‘O Munaciello “piccolo monaco” in napoletano, uno spiritello leggendario del folclore napoletano citato nell’800 da Matilde Serao, mostra una appartenenza ad una terra con tutti i suoi colori e la gioia di vivere, schidionate di ferro che reggono corone di aglio, peperoncini e pomodorini piemolo, le profumate mele Annurca, i limoni di Amalfi e Sorrento, i prodotti provenienti dai terreni sotto il Vesuvio, ceste di frutta, il juke box, carrettini pieni di fiori e quello delle granite al limone, il locale è un piacevole caos organizzato, mostra la gerarchia di squadra, la fretta calma, la consapevolezza incosciente, l’ emozione di fare sempre le stesse cose, tutti i giorni, in maniera differente….tovaglie con i numeri della tombola alessandro nestastampatati, un album fotografico di un quartiere spagnolo per la carica seduttiva di un vero e proprio palcoscenico napoletano, ti aspetti da un momento all’altro di vedere apparire Totò, nel cinquantenario della sua scomparsa, aspettiamo di scorgere la sua malafemmena, e troviamo allegri panni tesi al sole di Napoli, Maradona, eroe indimenticabile al cuore dei napoletani, infatti la prima cosa che vedi, entrando, è il magico “numero 10” stampato sulle maglie di Maradona tese, come fossero al sole, tenute dai chiappini di legno.
I ragazzi, Leonardo, Valentina e Carmine ti portano per mano negli affascinanti quartieri spagnoli che hanno riprodotto a Miami, per un viaggio nella storia della migliore cucina del mondo, sapori, profumi e colori, dagli spaghetti, ragù, mozzarella, babà, sfogliatella, carmine e le sue pizzepastiera, caffè, salame di Napoli, struffoli, chiacchiere, zeppole di San Giuseppe, tortano, casatiello, caprese, delizie, cannelloni, lasagna, falanghina, limoncello ed infine l’enorme forno a vista, regno incontrastato di Carmine Candito, un gigante di simpatia per la pizza più buona di Napoli, prima portata a Firenze in Santo Spirito ed infine a Miami, dove le sue pizze ridono, sono opere d’arte, la sua cucina, napoletana, che nasce dal pane, ma si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica e la sua impronta napoletana è marcatamente evidente nelle portate principali, che risentono di un timbro che è connaturato nella storia della Campania, percorsi di terra, i colori della natura che circonda Napoli, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e ritornano in superficie, naturali e spontanei, ricerca di prodotti, di innovazione, di voglia di stupire, ma la terra Campana rimane sullo sfondo.
il numero 10Leonardo spiegaci il perché di questa nuova apertura
Miami Beach vede 2 milioni di turisti italiani ogni anno, ‘O Munaciello a Firenze ormai è arrivato ad un punto di eccellenza, siamo in 3 soci giovani e avevamo voglia di “allargarsi”, la cucina italiana negli Stati Uniti è seguita, amata, ricercata e, come prima base negli USA, ci siamo fermati a Miami Beach, dove, dopo 2 mesi dall’apertura, siamo già in un vortice di gente che fa la fila fuori del locale, gente che ritorna, attori e calciatori italiani che ci vengono a cercare, gli amici italiani, i fiorentini, i napoletani.
Che peso ha la tradizione nella cucina di ‘O Munaciello?
Il tema del nostro brand è la cucina napoletana, la tradizione è parte fondamentale ed integrante della cucina Campana, di quando a Napoli si faceva della condivisione uno stato sociologico, l’abitudine di stare insieme intorno alla tavola…per Napoli la tavola e la cucina sono cultura, storia, un fatto sociale che abbiamo voluto portare qui e i risultati ci stanno dando ragione. E Miami è compatibile allo spirito campano, qui è sempre festa, un estate che non finisce mai, i colori abbaglianti del mare, che si intravede dal nostro locale, basti pensare agli italiani che ormai da tradizione passano le feste di natale qui, la gente che è sempre fuori, la spiaggia sempre piena di ragazzi.

Valentina Borgogni da Firenze a Miami
10 anni di Munaciello a Firenze, un successo e una scommessa vinta in una città che ama la sua cucina toscana, ma la nostra allegria e gioia di vivere è stata vincente, principalmente per i prodotti campani che abbiamo portato, prima da Napoli a Firenze ed ora a Miami, la dolce sensualità dell’olio campano, qui l’ospite che si ferma trova nel piatto, quasi per magia, racconti di lunghe distese di viti, mozzarelle campane, il Vesuvio, cancelli di ferro incoronati dal glicine, la tavolozza infinita di sfumature di rosso, di arancio, i gialli, gli ocra, i viola……suggestioni autunnali, passioni estive, languidezze primaverili, richiami di una terra generosa.
Ed infine Carmine Candito, qui la tua Napoli…
Io penso che non esista al mondo una città amata come Napoli e qui negli Usa ne ho la conferma tutti i giorni, qui ho portato la mia “Pizza nera” fatta con un impasto lievitato dalle 24 alle 48 ore, preparato aggiungendo una piccola quantità di carbone vegetale attivo che le conferisce il colore nero con effetto immediato: il carbone vegetale ha la capacità di trattenere i gas che si sviluppano dalla fermentazione nel processo digestivo, rendendo così l’alimento altamente digeribile senza gonfiare l’addome ed è consigliata a tutte quelle persone che riscontrano intolleranze a pasta, pane e pizza e tutti i prodotti contenenti glutine.
‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali”

Girolamo Ciulla, 2017, _Asino con tempio_ tecn. mista su carta, 100x150 cm,Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali”
sabato 20 maggio 2017, ore 19

La Mostra
la Scimmia con la Spiga
il Coccodrillo
l’Ariete con la Civetta
e l’Artista.
Non c’è gerarchia.
L’immagine con cui l’Artista raffigura se stesso è solo in apparenza ironica e paradossale, quanto possono esserlo i ritratti e gli autoritratti in uno scambio con la natura e che della natura stessa raccontano a chi li osserva.
Animali protagonisti in dialogo, col sacro, il mito, simboli da sempre presenti nella narrazione di Ciulla.
In occasione della mostra sarà edito il catalogo numero 24 della collezione “opere preziose”.

Girolamo Ciulla
Nato a Caltanissetta nel 1953, Girolamo Ciulla inizia a scolpire giovanissimo, ed espone per la prima volta le sue opere, in pietra lavica siciliana, già nel 1970.
A metà degli anni ’80 si trasferisce a Pietrasanta, dove vive tutt’ora, e dove sceglie di lavorare il travertino: un marmo “duro”, faticoso da manipolare, ma che Ciulla, caso raro tra gli scultori contemporanei, scolpisce l’opera dall’inizio alla fine, senza ricorrere all’aiuto degli artigiani.
Nella città versiliese vive dal 1986: qui crea, in prima persona, le sue sculture e i suoi disegni.
Siciliano con forti radici nella sua terra, Ciulla è anche, da 40 anni, uno degli artisti che animano la scena culturale di Pietrasanta e non solo.
Negli anni è stato protagonista di oltre 40 mostre personali, in spazi pubblici come in gallerie private, in Italia e all’estero, oltre ad aver partecipato alle più importanti rassegne e fiere d’arte. Ricordiamo, fra le molte, la partecipazione ad EXPO2015.

Susanna Orlando
dopo Forte dei Marmi ha ora la sua Galleria a Pietrasanta, ma soprattutto uno spirito narrativo che usa l’immagine in un concetto che va oltre l’Opera d’Arte, stabilendo per lei e con lei uno schema armonico fatto di tempo, storia, luce, simboli, spazi.
Da 40 anni vive nell’arte usando un linguaggio tutto personale: mostre, eventi, set up, interni, accompagnata da artisti che lei stessa inserisce in un racconto che si rinnova e non si esaurisce nel suo spazio Galleria di via Stagi.

Girolamo Ciulla
“L’artista e altri animali”
Testo di: Beppe Sebaste
Inaugurazione: sabato 20 maggio 2017, alle ore 19
Periodo espositivo: dal 20 maggio al 5 luglio 2017
Orari Galleria: dal lunedì alla domenica 11-14 / 17-24

Galleria Susanna Orlando
Via Stagio Stagi, 12 Pietrasanta (LU)
T +39 0584 70214
info@galleriasusannaorlando.it
www.galleriasusannaorlando.it

Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali” Inaugurazione sabato 20 maggio 2017

Girolamo Ciulla, 2017, _Asino con tempio_ tecn. mista su carta, 100x150 cm,Girolamo Ciulla “L’artista e altri animali” Inaugurazione sabato 20 maggio 2017, ore 19

La scimmia e il coccodrillo, l’ariete e la civetta, l’asino e la gallina. E l’artista. Non c’è gerarchia, ma dialogo e comunanza tra i soggetti ritratti da Girolamo Ciulla negli ampi disegni che compongono il percorso di “L’artista e altri animali”, la mostra che, il 20 maggio, apre la stagione 2017 della Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta.

Siciliano con forti radici nella sua terra, Ciulla è anche, da 40 anni, uno degli artisti che animano la scena culturale di Pietrasanta. Nella città versiliese vive dal 1986: qui crea, in prima persona, le sue sculture in travertino, e i suoi disegni. Opere su carta, che non hanno più nulla del lavoro preparatorio alla scultura, ma vivono per sé, veri e propri dipinti.
Come quelli raccolti in questa occasione dalla Galleria Susanna Orlando: disegni monocromi, realizzati quasi interamente a carboncino, di grande dimensione.
E se l’immagine con cui l’artista raffigura se stesso, solo in apparenza ironica e Ciullainvito (2)paradossale, attira la curiosità, tutti i soggetti rappresentati hanno pari dignità. Sono ad un tempo ritratti e autoritratti, che dialogano fra loro e con la natura e che della natura parlano a chi li osserva. Ma che dialogano anche, o soprattutto, con il sacro, con il mito che da sempre è protagonista della narrazione artistica di Ciulla. Mito rappresentato, iconicamente, dai templi e dai simboli che punteggiano i disegni: osservati, creati o immaginati dagli animali protagonisti.
“Gli animali disegnati da Ciulla sono (…) anche animali che sognano, che contemplano, cioè costruiscono templi”, commenta nel testo che accompagna il catalogo della mostra, lo scrittore Beppe Sebaste. “Non hanno problemi a farsi vedere in questa loro altolocata funzione. Ogni animale è correlato a un simbolo o un archetipo (il cum, il “con”) quasi un compito fisico o metafisico da assolvere”.
In occasione della mostra sarà edito il catalogo numero 24 della collezione “Opere Preziose”.

Nato a Caltanissetta nel 1953, Girolamo Ciulla inizia a scolpire giovanissimo, ed espone per la prima volta le sue opere, in pietra lavica siciliana, già nel 1970.
A metà degli anni ’80 si trasferisce a Pietrasanta, dove vive tutt’ora, e dove sceglie di lavorare il travertino: un marmo “duro”, faticoso da manipolare, ma che Ciulla, caso raro tra gli scultori contemporanei, scolpisce dall’inizio alla fine con le proprie mani, senza ricorrere all’aiuto degli artigiani.
Negli anni è stato protagonista di oltre 40 mostre personali, in spazi pubblici come in gallerie private, in Italia e all’estero, oltre ad aver partecipato alle più importanti rassegne e fiere d’arte. Ricordiamo, fra le molte, la partecipazione ad EXPO2015.

Girolamo Ciulla
“L’artista e altri animali”
Testo di: Beppe Sebaste
Inaugurazione: sabato 20 maggio 2017, alle ore 19
Periodo espositivo: dal 20 maggio al 5 luglio 2017
Orari Galleria: dal lunedì alla domenica 11-14 / 17-24

con il patrocinio di

Galleria Susanna Orlando
Via Stagio Stagi, 12 Pietrasanta (LU)
T +39 0584 70214
info@galleriasusannaorlando.it
www.galleriasusannaorlando.it

L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”

18268670_811859062310169_3352344849416885550_n (1)L’eleganza si firma con “Ladies and Gentlemen”
“Il valore del made in Italy” valore della tradizione e potere dell’ internazionalizzazione
Roma, Domenica 7, maggio 2017
dalle ore 15:00 alle 21:00

Palazzo Ferrajoli

“Le Salon de la Mode” presenta “Ladies and Gentlemen” nel prestigioso “Palazzo Ferrajoli” domenica 7 Maggio 2017 a Roma in piazza Colonna 355.
Torna l’appuntamento più esclusivo della capitale con moda, arte, musica e cinema; un viaggio nel mondo della tradizione e dello stile: quello unico e inconfondibile del nostro “made in Italy”.

Questa edizione di primavera avrà l’onore di ospitare uno dei più importanti esponenti del 549895_137219113107504_545074722_n (2)fashion system internazionale Mounir Laamari insieme ad una delegazione degli Emirati Arabi e del team di “The Castle”, organizzazione volta a creare Business nel Medio Oriente. Una realtà che oggi rappresenta una grande opportunità di crescita economica per il nostro Paese con la quale la brillante fashion manager Gabriella Chiarappa de Le Salon de la Mode ha stretto un accordo dichiarando:
“è un momento molto importante per le Salon de la Mode ed una grande opportunità per i nostri brand interessati al Business in Medio Oriente”. Un appuntamento unico che evidenzia il valore del made in Italy e il potere dell’internazionalizzazione.
Le meravigliose stanze di palazzo Ferrajoli si apriranno alle ore 15:00 con il Seminario “Il vero business in Medio Oriente” dove verrà presentato il progetto e il team “The Castle” e si parlerà di evoluzione del business della moda, dei mercati in sviluppo, di qualità del made in Italy, di opportunità per molti brand. Ospite d’onore e Partner dell’evento la Maison Sarli New Land con Carlo Alberto Terranova uno dei designer più rappresentativi della moda del carlo_alberto_1_0nostro paese.
Alle ore 18:30 una performance di apertura con il magico mondo dell’istant fashion con Antonio Extempore, segue la presentazione dei brand espositori accuratamente selezionati e rappresentanti dell’eccellenza e dell’artigianalità italiana – Katia Tasselli, Carrara Home Design (oggetti d’arredo di lusso), l’eleganza intramontabile di Aisha e il suo sguardo al futuro, Reciti Luxury bags, mini capsule collection “Tresor”, Bags Clybo,con le sue originali borse ispirate alle coste e al mare Mediterraneo, Angelo Caroli perfume ” emozioni per l’anima” , Galimbertissima sensualità e tradizione, Bruttaspose couture .
Re Legno papillon design di qualità. Anche in questa edizione non potevano mancare i premiati per le diverse sezioni: cinema, musica, giornalismo e moda. Una giuria tecnica con presidente Roberta Ammendola, Pino Ammendola (attore regista), Carlo Alberto Terranova, Marco Eugenio Di Giandomenico arte_katia_tasselli_0 (2)(critico della moda sostenibile). Tra gli ospiti Fabio Perversi dei Matia Bazar e Gino De Stefani compositore di grande successo per Laura Pausini e tanti celebri artisti, Pino Insegno (attore, doppiatore, regista e conduttore televisivo), Bruno Bilotta, Maria Rosaria Omaggio, Maria Letizia Gorga, Antonella Salvucci, Nadia Bengala, Metis Di Meo, Adriana Pannitteri (telegiornalista italiana Rai Uno), Bruno Bilotta, Cinzia Pennesi (direttore d’orchestra). E per finire l’eccellenza musicale di Italia Vogna con le note da sogno in chiave brasilian jazz accompagnate da un elegante cocktail.

Le Salon de la Mode® di Gabriella Chiarappa
telefono 3775059974
e-mail lesalondelamode@gmail.com
Ufficio stampa & Pr. Cristina Attinà
telefono 3926133227
e-mail cristiattina@hotmail.com

La Toscana di Elena Conti

bassaLa Toscana di Elena Conti
2 opere della giornalista/artista in mostra a Dubai
“Italian Vanity Art Exhibition”
4-7 maggio 2017
Gallery of Light- Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates

Elena Conti, di professione giornalista, con una grande passione, l’arte e la pittura, che vive con il cuore, passando dal ticchettio del suo pc alla tela, dal pensiero ragionato all’emozione che le da il pennello che scorre rapido sul canvas, una tela che si riempie di sogni, di ricordi e di emozioni, i suoi occhi pieni di mare con la mente e il cuore verso il suo elemento, il mare, che sogna, lei lo guarda sorpresa, come per la prima volta, scruta l’orizzonte, ci si perde, in sogni e nostalgie fanciullesche, e vive la canzone lenta e inesorabile del suo mare, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
TURQUOISE LANDSCAPEE l’artista Elena Conti vive la sua passione giocandoci, fissandola sulla tela e spingendo chi osserva a sognare con lei, forse a fuggire verso voglia d’evasione, isole incontaminate, tramonti e fughe d’amore, lontano, fino a Dubai…..dove fa scoprire la sua Toscana, con due sue opere selezionate in mostra a Dubai nella prestigiosa “Italian Vanity Art Exhibition” edizione del 2017 dal 4 al 7 maggio, nell’Emirato di Dubai.
E’ una Toscana piena di luce e di colore fissata sulla tela, quella vista con gli occhi dell’eclettica giornalista/artista Elena Conti, una narrazione che nasce dai suoi ricordi della terra toscana, piena di rose, iris, pampini d’uva e pergolati, il gracidare delle cicale, dal mare incontaminato della sua Maremma, e magicamente l’artista porta il visitatore per mano in un viaggio nella sua terra, alla scoperta di spettacolari panorami, terre verdeggianti fatte di silenzio, per scoprire una regione unica, il suo verde, le colline delineate dai cipressi, il cielo azzurro, il succedersi regolare dei filari di vite, i profumi della macchia e della terra umida, il suo mare, il Tirreno mai uguale con il suo profumo di salmastro: Summer in Tuscany – con immagine della campagna maremmana in piena estate dopo il raccolto del grano – e Turquoise Landscape – dove dominano i colori delle sfumature del mare.
La mostra di arti visive “Italian Vanity Art Exhibition” presso la Gallery of Light del Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates, dal 4 al 10 maggio.

Elena Conti
giornalista free lance – cell 338 7437102

Trattoria Le Mossacce a Firenze

Trattoria Le Mossacce.jpgLa Trattoria Le Mossacce è nel pieno centro storico di Firenze, in Via del Proconsolo, angolo  Borgo degli Albizi, all’ombra del Bargello, la Firenze di Pratolini e della Viaccia, quella dei “bischeri”, dei barrocci e dei vinai, dei panini con la  trippa calda mangiata in piedi nelle piazze, la vecchia Firenze, amata o criticata, la “c” perduta per la strada, ma piena di cultura e ironia, dal dileggio facile per tutti, dai fiorentini personaggi buffi, irriverenti e ironici, dalla fede senza se e senza ma nella Fiore, passione che li vede tutti essere CT, dal lunedì al lunedì dopo….praticamente sempre!

Il locale si vede appena, una piccola insegna verde, la solita da 70 anni, un portoncino di vetro e legno preso d’assalto da file di turisti, che aspettano pazientemente l’ora d’entrata, rigorosamente alle 12 e alle 19……e loro, proprietari, cuochi e camerieri sono dentro il locale, non si scomodano per nessuno, finiscono di mangiare, e….quando gli pare….aprono……Stefano, Giovanni, Matteo, Fabio…..personaggi di una cultura dell’ ospitalità manifestata in modo semplice, diretto ma pieno di umanità, affetto, amore per il proprio lavoro….e allora ti senti in famiglia.

foto mossacce.JPGAlle ore prestabilite dall’orario appeso alla porta, non un minuto prima, entra una fiumana di persone, tutte rigorosamente in fila, e tutte collocate, tipo sardine, in tavolacci dove si mangia senza tovaglia, direttamente sul legno e un pezzo di carta gialla, e,  mentre ti apparecchiano, Fabio stappa il fiasco del vino, ti prendono la comanda e si comincia…….si inizia un concerto, fatto di profumi, antichi sapori, aria di casa, ricordi fanciulli, tutto il calore di casa tua, la tua parte più intima che viene fuori dai flash back di ricordi e sensazioni evocate da questi piatti, semplici, genuini, forse dimenticati dai più, piatti non banali nella loro semplicità….i calamai in zimino, l’ossobuco, la ribollita, la finocchiona, i fagioli al fiasco e all’uccelletto, il baccalà, il tiramisu…unico!!!!!, la francesina, la salsa verde sui bolliti, la trippa, il castagnaccio, lo spezzatino di muscolo…..

a sala è piccola, si sta gomito a gomito con gli altri commensali, il servizio è rapido, quasi brusco. Fiaschi impagliati attaccati, file di prosciutti sospesi, attaccati con le corde, i VinSanti e i “brutti buoni” in mostra, le locandine degli spettacoli cittadini attaccati ai muri, il bancone nell’ingresso, sulla sinistra il tavolone dei “capirotti”…….oggi i quotidiani clienti abituè…ma pochi anni fa il posto fisso della Gina, gentile e sola, che trovava alle Mossacce la sua “famiglia” e di Pietro Annigoni, con i suoi allievi, che aveva lo studio a “2 passi”…. come si dice a Firenze. Eppure  la sala è sempre piena,  non prendono prenotazioni ed è difficile che si possa trovar posto, anche perché al telefono non rispondono. Il motivo è semplice: alle Mossacce si mangia in maniera unica perché la cucina è una cucina fatta con il cuore…….Le portate variano a seconda della stagione, il menu è scritto a mano, rapido, essenziale, frutto della fantasia del giovanissimo cuoco, Matteo, che malgrado la giovane età, ha una cucina tradizionale e antica, frutto di ricette tramandate, classiche, caposaldi della cucina fiorentina e toscana.

Nessun piatto d’alta cucina alle Mossacce, nessun decoro, frasi essenziali, la gente che ti guarda in faccia, ti scruta, legge sul tuo viso chi sei: qua si bada alla sostanza, non c’è tempo da perdere in convenevoli. Le materie prime sono freschissime, selezionate e cucinate come la vera tradizione fiorentina comanda: qui i 4 elementi fondamentali della cucina fiorentina, pane, olio, carne e vino del Chianti sono rigorosamente osservati, fanno parte della filosofia del locale, filosofia tramandata dai “babbi” degli attuali proprietari….e anche questa è cultura vera, insieme a Giotto, Cimabue, Emilio Pucci e Ferragamo, il Duomo, il Pinocchio di Lorenzini/Collodi,  le Madonne, lo Scoppio del Carro, tutto il cuore fiorentino che il mondo osserva, guarda, cerca di apprendere e di copiare …..….e, che in fondo, ci invidia!

  Trattoria Le Mossacce

Firenze, Via del Proconsolo, 55R

 Cristina Vannuzzi Landini

PressOffices Comunicazione

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Open your art

pescatori- (2)Open your art
Open your Art invita a immergersi nel linguaggio suggestivo della pittura cruda e accesa del maestro Lorenzo Chinnici e nella natura eterea e femminile dell’artista francese Cristine Bleny.
L’universo intenso e autentico carico dell’immaginario isolano di uno dei più significativi artisti siciliani, contrapposto alla fragile e misteriosa natura femminile della pittrice Bleny. Due interpreti diversi per stili tecniche ed emozionalità, eppure uniti da sottile filo conduttore: la sofferenza. Cruda e indignata l’emozione che traspare dalle opere di Chinnici, sommersa e delicata la sofferenza celata nella pittura dell’artista francese. Alla mostra sarà presentato il dipinto Evasione, opera del maestro Chinnici, che è stato teatro dell’incontro con Cristine Bleny durante la mostra The
Sinergy of Sons – Londra 2005 –
Nel dipinto è presente una macchia di vino che l’artista francese, contestando la pittura dell’artista siciliano, versò con indignazione dopo un accesa discussione tra i due. I due le-lavandaieartisti si ritrovarono due anni più tardi all’inaugurazione della mostra Fuoco nell’acqua e dal conflitto iniziale, causato dal differente linguaggio artistico e dal forte temperamento di entrambi, nacque un dialogo che è oggi un’intensa amicizia e forte desiderio di confronto. Per suggellare l’intesa i due artisti hanno apposto le loro firme sul dipinto.
Giovanni Carfì Urso, curatore della mostra, ha ideato questo titolo proprio elaborando l’impatto che esprimono due elementi potenti, il fuoco e l’acqua, quando trovano un equilibrio e un dialogo suggestivo nel confronto.
Con Open your Art si apre a Milano una nuova stagione del progetto Fuoco nell’acqua, che ha preso vita sulle rive del Lago di Como nell’estate 2016: un ciclo di mostre che toccherà
nel corso dell’anno le città di Positano, Venezia e Taormina. Le opere del maestro Chinnici saranno inoltre presenti alle prestigiose mostre internazionali in programma a New York e Monte Carlo. Open your Art è anche occasione per un confronto tra arte e design, in uno showroom vestito di un elemento d’arredo, la porta, che è archetipo dell’architettura e da sempre oggetto di design raffinato ed esclusivo.
La serata inaugurale verrà presentata dal Critico d’arte Antonio Lombardo, che introdurrà paesaggio-marino-gli artisti e guiderà lo spettatore alla conoscenza delle opere esposte. Nel corso della serata verrà presentata la monografia dell’artista Lorenzo Chinnici a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lasciatevi condurre dalla vostra immaginazione……Lorenzo Chinnici, artista, ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra Chinnici lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori prepotenti e spudorati, un una vita intera la sua cadenzata dall’arte, dai suoi primi approcci fatti di tecnica e pennello con gli insegnamenti di Renato Guttuso e poi avendo per maestro Salvatore La Rosa, la frequentazione della Bottega d’Arte di Salvatore Fiume, l’importanza delle conoscenze con altri grandi artisti come Mario Rossello, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Ugo Nespolo, una vita passata a “raccontare” la sua terra, rubandone i colori, dipingendo con le mani ma soprattutto con il cuore, dal rosso appassionato del fuoco dell’Etna all’azzurro del mare, al bianco della sua neve, alla natura, i cactus, i fiori, il verde.
Artista contemporaneo di fama internazionale, le sue opere sono state ospitate nelle gallerie di tutto il mondo. Costanti della sua espressione artistica sono l’essenzialità, la memoria, nonché la testimonianza di un mondo che affonda fra le cose: una terra promessa carica di concretezze. Continua a vivere e a lavorare in Sicilia. Da tempo è testimonial per le Maculopatie

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