Visit Teverina

Castiglione Teverina museo del vino (1) Visit Teverina

«L’approccio a questa manifestazione è stato quello di concentrarsi sulla definizione “cuore della vacanza”, ossia l’integrità ambientale, la coerenza paesaggistica, la ricchezza del patrimonio storico e artistico, senza tralasciare la qualità dei servizi. »
È quanto ha dichiarato Vincenzo Peparello, Vice Presidente del GAL in Teverina, a chiusura del workshop tenutosi nei giorni scorsi presso il MUVIS – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari di Castiglione in Teverina. L’evento promosso in occasione di “Visit Teverina”, nell’ambito del progetto europeo di animazione territoriale del GAL, ha inteso puntare alla creazione di una rete di sinergie tra gli attori dello sviluppo locale, capace di confrontarsi in modo propositivo sullo sviluppo di un processo di riqualificazione integrata e sostenibile dell’offerta agroalimentare del territorio, che per varietà e qualità dell’offerta si candida a divenire un “laboratorio per lo sviluppo sostenibile”. Un progetto e un obiettivo che il GAL in Teverina intende proporre e sperimentare per lo sviluppo di un modello di crescita alternativo a quello delle grandi città.
Il risultato è stato ampiamente raggiunto come ha dimostrato il grado di soddisfazione espresso al termine dei lavori dai 14 buyers, quasi tutti esteri, provenienti in maggior parte dai paesi dell’Europa dell’Est, i quali nei due giorni di permanenza nel viterbese hanno potuto apprezzare quanto di buono la regione può offrire dal punto di vista paesaggistico e agroalimentare. A cominciare dall’olio e dal vino, che rappresentano i prodotti di punta, per finire alle altre eccellenze come i prodotti da forno, i salumi e i formaggi grazie al fiorente allevamento ovino della zona. Alla manifestazione hanno preso parte oltre 25 aziende, i cui rappresentati hanno poi potuto far degustare le specialità proposte.
«Il workshop e l’educational – ha detto il vicepresidente del Gal – hanno visto protagonisti la natura, i paesaggi, le colture e le tradizioni più autentiche di queste terre, dando luogo a esperienze create per rispondere alle diverse esigenze dei segmenti di prodotto e dei rispettivi mercati di riferimento. »
Il Gruppo di Azione Locale in Teverina raggruppa sei Comuni (Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano) le cui caratteristiche a livello di produzioni agroalimentare sono sostanzialmente omogenee perché dovute principalmente alla qualità del suolo, argilloso e vulcanico, alla conformazione orografica, al contesto ambientale e al terreno prevalentemente collinare. Specificità queste che favoriscono in modo particolare la coltivazione della vite, storicamente attestata in epoca etrusca e romana e poi ancora durante il Medioevo fino all’età moderna. È in questo contesto che si snoda la Strada del Vino della Teverina, un itinerario turistico di grande fascino e bellezza.
«Questa iniziativa – ha dichiarato Stefano Landi, presidente di SL&A, società coordinatrice dell’intera manifestazione – è stata realizzata nell’ambito di una profonda attività di animazione territoriale che già da qualche tempo abbiamo intrapreso, attraverso il coinvolgimento partecipativo di diverse realtà presenti sul territorio. Siamo, infatti, profondamente convinti che il raggiungimento di certi obiettivi sia possibile solo attraverso un’operazione sinergica che coinvolga tutti gli operatori.» Non a caso è stato costituito RTR – Rete Turistica Rurale: un gruppo di lavoro che mette insieme gli attori del GAL, i GAC e gli esperti del turismo uniti in vista della nuova programmazione comunitaria.

Harry di Prisco

Alla scoperta dell’alto Jonio cosentino

VillapianaAlla scoperta dell’alto Jonio cosentino
Solcavano i mari sulle loro navi diretti verso le coste dello Jonio, per saccheggiare,
uccidere donne e bambini. I Saraceni nel corso dei secoli assediarono molte città,
che per difendersi innalzarono lungo le coste torri di avvistamento.
Nell’alto Jonio molte sono ancora in piedi, mute sentinelle a scrutare il mare in attesa
de “lo nero periglio”, ormai scomparso.
Per gustare un territorio come l’Alto Jonio Cosentino, ancora tutto da scoprire, ma certamente per vivere esperienze indimenticabili in autunno, è stato organizzato in settembre l’educational per tour operator dal direttore della rivista di turismo e cultura del canna la  piazzaMediterraneo “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it), Carmen Mancarella. È il Gal Alto Jonio Federico II che ha inteso far conoscere queste zone. «La mia terra è straordinaria – dice il direttore del Gal Federico II, Franco Durso – rimasta autentica ed incontaminata. Dai paesi di collina lo sguardo si perde tra le valli del Metapontino e la piana di Sibari per arrivare fino al mare. Noi del Gal vogliamo far conoscere questo territorio ad un pubblico sempre più vasto, le sue tradizioni autentiche, il forte senso di ospitalità dei suoi abitanti». Si può dormire in hotel di lusso come il quattro stelle Miramare Palace hotel, diretto da Ugo Vulnera, affacciato sul mare di Trebisacce. L’hotel ha anche la Spa e organizza per i suoi ospiti escursioni alle Gole del Raganello. Interessante è anche la proposta del B&B La Testuggine che a Roseto si affaccia sul mare di Capo Spulico. Spiega Francesca Mafia: «originariamente la struttura è nata come residence da affittare per tutta la stagione, ma quando abbiamo visto che i soggiorni diventavano sempre più brevi, ci siamo adattati alle esigenze dei nostri clienti e l’abbiamo trasformata». Una proposta tutta da vivere è il B&B La Piazzetta nel centro storico di Roseto a Capo Spulico. «Abbiamo acquistato alcune casette del centro storico, proprio sulla piazzetta – spiega Rocco Nigro – e le abbiamo trasformate in ampie camere dotate di tutti i comfort».
i murales di montegiordanoLocation esclusive invitano a sognare e per dare una mano all’ambiente circostante hanno contribuito le riprese cinematografiche. Ed è il paese di Rocca Imperiale, che ha ispirato il regista Pupi Avati. In gennaio si potrà vedere su Rai Uno il film interamente girato nel romantico paesino dell’Alto Jonio Cosentino, famoso per i limoni igp e per il suo castello voluto da Federico II. «Il film – spiega Ernesto Truncellito, location manager dei fratelli Pupi Avati – è ambientato nei limoneti di Rocca Imperiale dove arriva un immigrato che si innamora della figlia del proprietario. E’ una storia d’amore e d’accoglienza che rompe gli schemi e fa luce sul vero significato della fede. Io, essendo della zona, ho fatto scoprire Rocca Imperiale e i suoi antichi limoneti». Si è avverato un sogno. «Siamo sicuri che il film sarà uno straordinario veicolo di promozione non solo per Rocca ma per tutto l’Alto Jonio Cosentino», afferma l’assessore al turismo Antonio Favoino.
A pochi chilometri da Rocca Imperiale si trova poi Canna, famosa per i suoi mulini ad acqua molti dei quali sono stati restaurati e per i suoi palazzi gentilizi. «Il mio desiderio è di restare qui a Canna – spiega la consigliera con delega alla cultura, Maria Truncellito – per vivere la bellezza della mia terra, inventandomi un lavoro”. Canna è un imperdibile tappa per gli appassionati di archeologia industriale, ma anche di buona tavola. Consigliamo infatti una sosta golosa nelle trattorie dove le cucine calabra e lucana si abbracciano in un tripudio di sapori. A Nocara il palazzo comunale ospita un piccolo museo della civiltà contadina con gli attrezzi ancora intatti e i ritratti di un’artista americana, che si innamorò dei volti dei suoi abitanti di oltre mezzo secolo fa e li impresse su tela. Vi sono inoltre sculture moderne realizzate da artisti argentini e donate da emigranti nocaresi. Il sindaco di Nocara, Francesco Trebisacce, presenta il fiore all’occhiello della cittadina: il Convento degli Antropici, aperto oggi all’ospitalità e alla ristorazione. E’una location esclusiva, un luogo dell’anima da respirare e vivere, tra gli esemplari unici di castagni e lecci. Sulle pareti di Montegiordano un’emozione in più è leggere le storie impresse sui murales. Qui il pittore Francesco Lateana ha riprodotto alcune lettere che gli emigranti scrivevano alle loro mogli e ai parenti dagli Stati Uniti. Vi sono il viale degli innamorati, la scaletta dell’amore, la piazzetta dei colti, il ritratto di Domenico Modugno. Per gli assessori: Franco De Santis, Anna Pina Acciardi e Damiano Liguori i murales sono importanti perché oltre che a raccontare la storia di questa terra, concorrono ad incrementare il flusso turistico dalle coste al centro storico. A mille metri di altezza, tra i boschi di montagna ancora intatti, si erge Plataci. I suoi abitanti parlano ancora, anche a scuola, la lingua degli antenati: l’arbresh. Si tratta di uno dei paesi della Calabria che ha mantenuto intatti gli usi e i costumi dei primi coloni che arrivarono sul finire del ‘400 sull’onda dei successi militari del grande condottiero Giorgio Castriota Scanderberg, l’unico che riuscì a porre un argine all’avanzata turca in Occidente. Gli arbresh oltre che a parlare tra di loro la lingua antica, molto simile all’albanese moderno, vestono, in occasione delle festività, gli abiti tipici e assistono alla messa in rito greco ortodosso con i papas. Gli altari delle chiese madri sono decorati infatti con le tipiche icone bizantine in oro. «Plataci è famosa anche per gli itinerari gramsciani – spiega il sindaco Francesco Tursi – perché il bisnonno Nicola e il nonno Gennaro erano di qui. Inoltre abbiamo integrato l’offerta turistica con un viaggio avventura che si può fare a Plataciland: vari percorsi con diversi livelli di difficoltà nel nostro bosco a mille metri di altezza».
Il Matrimonio di Castroregio rappresenta poi uno degli eventi più importanti per la cultura arbresh. Il rito è un inno alla gioia e alla fierezza della cultura locale. Sin dall’arrivo dello sposo dinanzi alla casa della sposa è tutto un danzare al ritmo di zampogne e tamburelli. Il portabandiera tiene alto il vessillo, accompagnato dalle donne vestite nei tipici e pregiati abiti, tutto un ricamo di fili d’oro e pizzi: sulle gonne le stelle dorate, simbolo della Madonna di Costantinopoli, che protesse durante la traversata in mare i primi coloni albanesi. La messa viene celebrata in rito greco ortodosso e il momento più emozionante è quando il sacerdote incrocia le coroncine fiorite sulla testa degli sposi, inviandoli a bere il vino nello stesso bicchiere, che viene poi rotto per buon augurio. Da mille metri di altezza si arriva poi in meno di mezz’ora sulla splendida spiaggia di Villapiana, un immenso litorale sabbioso che si caratterizza nelle sue tre diverse tipologie, come spiega l’assessore al turismo Stefania Celeste: «La nostra lunghissima spiaggia è selvaggia e con i ciotoli a Nord: è adatta quindi agli sportivi e agli amanti della natura. E’ sabbiosa ed ha i fondali molto bassi al centro, ideale per le famiglie. Le nostre spiagge non hanno nulla da invidiare per qualità dei servizi e bellezza della natura ad altre più note località turistiche». Per il sindaco, Paolo Montalti l’obiettivo è di far conoscere sempre di più la bellezza dei luoghi e l’affascinante centro storico. Per l’Enit a Roseto Capo Spulico si può parlare sì di turismo di destinazione ma soprattutto i viaggiatori preferiscono il turismo di motivazione. L’idea è di prolungare la stagione estiva con la pesca al tonno che, per tutto settembre, arriva fin quasi sotto costa come racconta Vincenzo Farina, titolare del Lido Tamarix: «A metà settembre e per due settimane, abbiamo dato ai nostri clienti la possibilità di partecipare alle battute di pesca al tonno e alla sua conservazione sott’olio». Il paese vi prenderà per la gola per i suoi sei prodotti deco (denominazione di origine comunale) custodi della tradizione e della bontà della zona: le ciliegie, l’olio extravergine di oliva e i salumi, la soppressata, la salsiccia, il filettuccio e la pitta liscia, un pane a forma di ruota che veniva utilizzato dalle donne solo per provare la temperatura del forno. Impedibile sosta golosa e rigenerante è l’agriturismo della famiglia La Volpe tra fichi d’india e ulivi secolari. «Roseto punta sulla valorizzazione della sua identità – dice il sindaco Rosanna Mazzia – Abbiamo avuto una stagione estiva da tutto esaurito e noi amministratori abbiamo puntato sull’incremento del turismo attraverso l’organizzazione di eventi, anche e soprattutto in bassa stagione». Un presepe che incornicia la collina è Oriolo, un borgo medioevale, dominato dal castello e dall’antico teatro naturale dove si sono svolte grandi stagioni teatrali. I suoi abitanti vengono detti “coppoloni” perché sono famosi per la loro ospitalità. «Si calavano la coppola sugli occhi e ospitavano tutti i viandanti nelle loro case senza guardare se fossero ricchi o poveri, buoni o cattivi. Punta sugli sport estremi il Comune di Albidona. Ad anticipare le novità che aspettano il paese è il sindaco Salvatore Aurelio. Entro dicembre sarà infatti realizzato un impianto per il volo dell’angelo e piste per percorsi in bici avventura. Da vedere la maestosa statua lignea dell’Arcangelo Michele nella chiesa madre e il crocefisso dallo sguardo intenso. Nelle case le donne friggono le crespelle, mentre affascina un giro in barca a vela all’ombra del castello di Roseto Capo Spulico.

Harry di Prisco

Le offerte enogastronomiche del viterbese in una guida

Palazzo dei Papi ViterboLe offerte enogastronomiche del viterbese in una guida

I riconoscimenti italiani ed europei conquistati da molti prodotti, vini ed olii in particolare, annoverano la Tuscia fra le regioni a più alto richiamo turistico nel settore dell’enogastronomia nazionale. Per presentare la produzione e la ricchezza agroalimentare di questa parte dell’Alto Lazio, il CAT-Confesercenti di Viterbo e VisiTuscia-Un Club di Prodotto, in collaborazione con la CCIA di Viterbo e il Patrocinio della Regione Lazio e del Padiglione Italia EXPO 2015, hanno pubblicato una Guida (“A Tavola con gli Etruschi”) che rappresenta una “summa” di tutto quanto qui viene prodotto. «La cucina, afferma Vincenzo Peparello, fondatore di VisTuscia e Presidente della Confesercenti di Viterbo, è uno dei pilastri per la promozione del nostro territorio. Le più recenti analisi della domanda di settore, confermano come i turisti, al di là della loro provenienza, siano sempre più “assetati” di unicità, di nuove scoperte e di nuovi sapori. E noi, non potevamo non sfruttare l’internazionalità di Expo 2015, per far conoscere quali sono le nostre potenzialità dal momento che la manifestazione milanese porterà in Italia più di tre milioni di turisti extra-Ue che vorranno vivere questa grande esperienza e, certamente, non vorranno neppure perdere, fra le tante offerte, l’occasione di fare shopping e assaggiare la nostra cucina». La Guida, quindi, si pone l’obiettivo di promuovere, valorizzare e incentivare la commercializzazione dei prodotti tipici di questo territorio, nonché di esaltare le professionalità maturate nella ristorazione tradizionale proprio attraverso l’utilizzo di questi prodotti. Prodotti diversificati tra loro, ma che insieme costituiscono un paniere da presentare sotto forma di offerta unica di qualità, sia sui mercati nazionali che esteri. A tale scopo, la Guida è stata tradotta anche in inglese e cinese. «Il turismo gastronomico – ha sottolineato dal canto suo Domenico Merlani, Presidente della Camera di Commercio di Viterbo – ha in Italia una forte attrattiva. Per questo occorre creare e rafforzare quel fondamentale legame che unisce produttori ed operatori turistici, per la creazione di pacchetti turistici che, accanto agli attrattori culturali e naturalistici, sappiano valorizzare l’enogastronomia». Lo sforzo che la Guida fa in questo senso è straordinario. In essa, infatti, vengono presentati cinque itinerari turistici che si identificano con le principale aree di attrazione turistica: “Sulle sponde del Lago di Bolsena”, “In gita tra borghi e sagre viterbesi”, “Emozioni in Maremma”, “I Cimini nel segno dei Farnese” e, infine, “Nella Teverina per i brindisi di eccellenza”. Cinque itinerari che raccontano i saperi e i sapori di una produzione di eccellenza che non vuole essere solo raccontata, ma trasmessa a quanti, italiani e stranieri, vorranno visitare questa regione. Particolare non trascurabile, la Guida indica anche dove questi prodotti possono essere trovati, degustati e acquistati. Promuovere i prodotti della Tuscia significa, quindi, promuovere soprattutto i territori, perché ogni singola tipicità è indissolubilmente legata ad un ambiente di produzione. Il prodotto diventa allora esso stesso mezzo di divulgazione attraverso il quale presentare e far conoscere le caratteristiche culturali, storiche e paesaggistiche del Viterbese.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
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I mille colori del Parco Sigurtà

il laghetto del Parco Sigurtà (1)I mille colori del Parco Sigurtà
Seicento anni di storia fanno sì che tanti siano i personaggi e gli eventi che si sono avvicendati tra le bellezze della natura nei 600.000 metri quadrati di prati e boschi del Parco Giardino Sigurtà, sito a Valeggio sul Mincio, a 25 chilometri da Verona e da Mantova. Scipione Maffei, ad esempio, si recava spesso sotto la Grande Quercia, uno tra gli alberi più antichi del Parco, a comporre quello che è il simbolo del teatro drammatico, la “Merope”. I 400 anni d’età di questo albero con la sua fiorente chioma fu definita da Carlo Sigurtà una cattedrale, sostenuta da un solo possente pilastro. Ed è sulla sommità della collina dove si adagia il Grande Tappeto Erboso che si erge maestoso il monumento in bronzo dello scultore Dante Carpigiani, dedicato a lui che, insieme al nipote Enzo, ha reso fruibile a tutt’oggi questa meraviglia della natura. Una tappa obbligata per gli appassionati di storia è poi il Poggio degli Imperatori: durante la Labirinto del Parco Sigurtà (1)Seconda Guerra di Indipendenza da questa altura gli imperatori Francesco Giuseppe I d’Austria e Napoleone III osservarono il campo di battaglia decisivo degli scontri di Solferino e San Martino, che causarono 40.000 vittime. A fine aprile un milione di tulipani con giacinti, muscari e narcisi, sono sbocciati in oltre 300 varietà. Tulipanomania 2015 ha presentato nei giorni scorsi nuove varietà di questi affascinanti fiori, tra cui quelli provenienti dalla Turchia, collocati in numerose aiuole, regalando ai visitatori giochi cromatici unici. A completare la fioritura più importante di casa nostra e la più ricca dell’Europa meridionale si possono ammirare il Narciso Sigurtà (registrato con il nome della famiglia Sigurtà), il Tulipano Nero ed un’incredibile passeggiata fiorita, caratterizzata da decine di migliaia di Tulipani e lunga oltre 400 metri. Prossimi appuntamenti con i fiori sono domenica 17 maggio quando sbocceranno nel parco 30.000 rose e torneranno le “roselline”, giovani ragazze che, con colori e allegria, per tutto il giorno regaleranno un make up speciale ai volti dei visitatori Viale delle Roseall’insegna del “Rosatrucco”. Dal 23 maggio al 14 giugno al via “Florart”, il progetto nato grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia “Santa Giulia”, che ha coinvolto 40 studenti nella realizzazione di elaborati creativi.  Domenica 31 si svolgerà “Magic in a Magik Park”, performance di magia e di illusionismo. Per domenica 7 giugno acqua, sapone e fantasia del Clown Ferux saranno gli ingredienti per magiche Bolle Giganti che voleranno nel cielo del Parco.
Appuntamento imperdibile con Capitan Bretella, per la prima volta al Parco domenica 14 giugno. I ragazzi (tra i 6 e i 13 anni) potranno partecipare a uno dei sei laboratori ludico-creativi per conoscere alcune tecniche della divertente arte della giocoleria. Domenica 28 giugno il pomeriggio è dedicato alla musica con il Conservatorio di Mantova. I giovani artisti Horus Percussion Ensemble della classe di strumenti a percussioni del Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova si esibiranno in motivi, che spazieranno dall’etnico al contemporaneo, guidati dal Maestro Loris Stefanuto. Dal 20 giugno al 12 luglio appuntamento nelle sale della Fattoria Didattica con Stefania Pocchi e Bruna Zavattiero, che mostreranno ai visitatori i loro meravigliosi scatti fotografici. Tema dell’esposizione “Photosintesi” sono gli alberi e le loro foglie, colti nell’affascinante susseguirsi delle stagioni del Parco. Per il primo giorno di estate, domenica 21 giugno, le pecore cambiano look! Appuntamento vicino alla Fattoria Didattica dove le abili mani del tosatore libereranno questi animali dal vello, donando loro un nuovo aspetto e maggior benessere, per meglio affrontare il caldo estivo.
Intanto in giro per il parco sul Belvedere di Giulietta e Romeo si incontra la Meridiana Orizzontale, orologio solare dedicato a Galileo Galilei. Ideata nel 1990, la Meridiana è stata realizzata dall’ingegnere Dante Tognin e ha superato verifiche sperimentali per tre anni, oltre ad un controllo finale da parte dell’Osservatorio Astronomico di Asiago. Nascosto in un angolo di pace e tranquillità si trova, invece, l’Eremo di Laura, suggestivo tempietto in stile neogotico. Realizzato nel 1792 per volere di Antonio Maffei, questo piccolo edificio si caratterizza per la facciata ornata da una bifora e al suo interno ospita una statua raffigurante la Madonna ed è da qui che si apre una fantastica veduta del Grande Tappeto Erboso. Lungo il percorso di visita si incontra il Castelletto, che nel passato era adibito a sala d’armi, oggi invece è il luogo dove sono conservate le memorie storiche, letterarie e scientifiche della famiglia Sigurtà. Il punto più attrattivo del Parco è il Labirinto. Alla fine del Viale delle Rose, infatti, sorge questo straordinario percorso che mette alla prova i nuovi Teseo. 1500 esemplari di tasso accompagnano i visitatori lungo un coinvolgente itinerario che si snoda su una superficie di 2500 metri quadrati. Un’opera nata dal progetto di Giuseppe Inga Sigurtà in collaborazione con Adrian Fisher, il più noto disegnatore di labirinti al mondo. Oggi al centro del Labirinto si erge una torre: ispirata a quella del parco di Bois de Boulogne di Parigi, questa costruzione presenta una cupola e due scale contrapposte. Una volta raggiunta la sua sommità si comprende l’andamento del percorso e da qui si delineano i profili delle geometrie dell’intricato percorso e si possono ammirare da un differente punto di vista il Viale delle Rose, la Grande Quercia e i Giardini Acquatici. Due sono le alternative per arrivare alla soluzione: una più semplice, che consiste nel raggiungere direttamente la torre e l’altra, più impegnativa, che prima fa percorrere i due ponti – scala e poi seguendo la strada si giunge alla meta. Curiosamente questo Labirinto negli ultimi anni ha fatto da cornice scenografica ad uno spot pubblicitario per il profumo della casa di moda MOSCHINO. Quella attuale è solo la prima fase di sviluppo, dal momento che in futuro sono previsti l’apertura del tunnel sotterraneo, che sarà collegato alla torre centrale e nel quale sarà allestito il museo dei fossili collezionati da Enzo Inga Sigurtà e la realizzazione di due fontane con relative cascate.
All’interno del Parco 18 specchi d’acqua e il gioco di prospettive del castello scaligero di Valeggio sul Mincio del 1300, che si riflette nelle acque dei Giardini Acquatici completa l’effetto meraviglioso di un parco tutto-da-vivere.
Per godersi il parco in tutta la sua maestosità si può effettuare un tour a bordo del trenino panoramico o a bordo delle auto elettriche “golf-cart” per scoprire i punti più interessanti dove poi ritornare a piedi.
È possibile anche effettuare una visita guidata sullo shuttle elettrico per conoscere la lunga storia del Giardino e, per i più sportivi, godersi le bellezze naturalistiche in bicicletta.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
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La storia del caffè viennese protagonista a Napoli

Cafe MuseumLa storia del caffè viennese protagonista a Napoli

Per chi visita Vienna il caffè viennese è un’attrazione, per i viennesi un salotto, per gli artisti e letterati un’istituzione. Dal 2011 la Cultura della Caffetteria di Vienna è Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. “Pronunciandola con l’accento sulla prima sillaba, la parola “Kaffee” indica a Vienna e in Austria una bevanda. Pronunciate con l’accento sulla seconda sillaba, le parole “Café” e “Kaffeehaus” significano tutto uno stile di vita”, scrisse Hans Weigel nel 1978. Questa frase è sicuramente valida ancora oggi. Il primo caffè viennese citato ufficialmente in un documento fu aperto nel 1685 grazie ad un privilegio imperiale emanato da Leopoldo I dall’armeno Johann Diodato all’odierno indirizzo Rotenturmstrasse 14, nel centro storico di Vienna. Oggigiorno è qui situato il locale trendy Daniel Moser. A Vienna ci sono 830 caffè, senza contare i numerosi caffè-bar, caffè-ristorante e caffè-pasticceria. Fra questi, circa 150 sono caffè viennesi classici dove si trovano ancora i camerieri vestiti in bianco e nero e dove l’arredamento è rimasto come “ai bei vecchi tempi”: pavimento in legno, tavolini in marmo, sedie semplici e divani in felpa. Lo sapevate che gli statali che lavorano nei vari ministeri, ad esempio, frequentano il Café Ministerium in piazza Georg-Coch-Platz? Gli studenti dell’Accademia di Arti Applicate vanno invece al Prückel, vicino allo Stubenring, i politici vanno al Landtmann lungo l’Universitätsring. Al caffè si va per filosofeggiare, meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare e via dicendo e, naturalmente, anche per bere un caffè e mangiare un dolce. Vienna, riconosciuta anche come “un’antica città romana volta verso il Mediterraneo”, accoglie nei caffè viennesi quel silenzio meditativo e quel modo di far passare il tempo senza uno scopo ben preciso che chiunque sia entrato in un caffè orientale o turco avrà senz’altro notato. Nei caffè più frequentati della città, tuttavia, questo aspetto non si nota molto come ad esempio al Café Central in Herrengasse o al Griensteidl, in piazza Michaelerplatz. Il Griensteidl, un tempo punto d’incontro di letterati e riaperto dal 1990 in un nuovo edificio, sempre nella stessa piazza, si trova esattamente in mezzo ad un itinerario molto frequentato dai turisti: Hofburg-Kohlmarkt-Graben-Stephansplatz. Per chi visita Vienna una sosta al “caffè”, il nostro bar, è molto salutare per ritemprarsi. A Vienna, a prescindere dall’apprezzata e viva tradizione dei caffè, c’è anche posto per nuove idee. Attualmente le formule alternative di caffè si sono moltiplicate. Ne è un esempio il ritrovo Kaffeefabrik lungo la via Favoritenstrasse, nel Cafe Sperlquarto distretto. Nel piccolo locale dall’arredamento improvvisato si vendono caffè di tutto il mondo torrefatti in proprio, ed espresso & co si possono acquistare anche come “coffee to go”. Anche nell’elegante Akrap Espressobar, in via Königsklostergasse, la torrefazione viene fatta in proprio e del prodotto finale esistono poi diverse varianti, tra cui anche il forte caffè Triple-Shot. People On Caffeine si è stabilito in un posto alquanto insolito, e precisamente nel tratto a fianco di una chiesa nell’ottavo distretto. Sotto le belle volte il caffè non si prepara soltanto con la macchina espresso, ma anche con il filtro, il metodo tradizionale austriaco che ultimamente conosce un revival. In una romantica stradina, nel nono distretto, si trova il Caffè a Casa, che vende anche prodotti torrefatti in proprio. L’Espressomobil invece si basa su una formula commerciale completamente diversa: qui il caffè con tanto di macchina espresso si trova su dei Vespacar che la mattina sostano in luoghi molto frequentati di Vienna e vendono “coffee to go” fino all’ora di pranzo. Ad introdurci in questo mondo del caffè è stato giovedì scorso, presso lo Spazio Nea di Piazza Bellini a Napoli, Robert Gruber, esperto viennese, che ha svelato i molti segreti della bevanda così cara a noi napoletani. A volere la manifestazione è stato il Forum Austriaco di Cultura di Roma, diretto da Christoph Meran ed in collaborazione con il Goethe Institut di Napoli, diretto da Maria Carmen Morese a cui è intervenuta la responsabile per il Centro Sud Italia di Austria Turismo, Brigitte Wilhelmer.
Dr. Harry di Prisco
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Altavilla Milicia e Capaci si presentano

il simbolo della SiciliaAltavilla Milicia e Capaci si presentano

Il Gal Golfo di Castellammare dal 25 al 31 maggio è stato protagonista degli eventi realizzati dalla Regione siciliana per l’Expo Milano “Cluster della Biodiversità Mediterranea”. In programma show cooking a cura di Luisa Navarra, Vito Sorrentino, Giuseppe Costa (chef stellato), il pasticciere che si è opposto alla mafia, Santi Palazzolo, Chiara Ferrarella, Ignazio Bonura, Giuseppe Russo che elaboreranno per gli ospiti piatti simbolo del GAL Golfo di Castellammare. Nel corso delle giornate ci sarà la presentazione del volume “I colori del Golfo”. Viaggio fotografico alla scoperta della bellezza rurale dei territori del Golfo di Castellammare”, curato da Andrea Ferrarella e Gianni Toia, nonchè spettacoli di controdanza, “il gioco dell’oca”, il laboratorio sul miele, mostra di gioielli dal tema “La bellezza salverà il mondo” e l’aperitivo con pane nero di Sicilia ed olio extra vergine di oliva a cura di Luigi Amato. Intanto sta sempre più affermandosi nelle varie fiere nazionali e internazionali il progetto dell’Associazione Terra Damare, frutto di una sinergia tra vari enti: “Country Side Tour (www.countrysydetour.it) – Valorizzazione e Promozione dei Territori Rurali dei Comuni di Altavilla Milicia e Capaci della Provincia di Palermo”. Il programma rientra nelle direttive del Piano di Sviluppo Regionale Sicilia 2007-2013 in relazione agli incentivi per i servizi per la fruizione di itinerari turistici. «L’intervento, – ha detto il presidente di Terra Damare, Anna Maria Ulisse – ha come finalità principale la promozione territtoriale dei paesi in provincia di Palermo: Altavilla Milicia e Capaci, attraverso la creazione di itinerari turistici che associno la tradizione e la qualità dei prodotti tipici ai luoghi di produzione e alle attrattive naturali e storico-culturali del territorio di grande interesse paesaggistico, religioso ed artistico». L’intento dell’Associazione Terra Damare è di coinvolgere tutto il ciclo produttivo, facendo “rete” tra di loro, oltre ad investire in formazione. «Da tener presente – dice Annamaria Ulisse – che le strutture esistenti nei due comuni sono a gestione familiare e le associazioni, come la nostra, operanti sul territorio devono far conoscere la cultura dell’accoglienza, puntando sulla qualità che si può Piazza della memoria a Capaciosservare sia nell’artigianato che nei punti vendita commerciali della zona. Ne sono un esempio ad Altavilla Milicia la macelleria di Gian Battista Romano, che produce la tipica salsiccia milicia e le ceramiche di Francesca Guagliardo, lavorate artigianalmente, ma con estrema professionalità. Per Luigi Amato, responsabile del monitoraggio del Gal Golfo di Castellammare (www.galgolfodicastellammare.it), che è tra i partner del progetto, le due località Altavilla Milicia e Capaci, che sono rimaste fuori dal Gal e dal programma “Leader”, hanno tutte le carte in regola per presentarsi ad una clientela esigente amante del mare, dei prodotti enogastronomici locali e della pesca grazie ad una storia comune che le vede entrambe nel Seicento feudi della famiglia bolognese Beccadelli. Il primo impianto urbano fu curato dall’ architetto e scultore, Mariano Smiriglio, autore dell’urna di Santa Rosalia e dell’apparato scultoreo dei Quattro Canti di Palermo. A proposito di Palermo, per gli amanti della buona tavola una sosta golosa vale la pena farla alla Boutique enogastronomica “da Cosimo” in Via Marchese di Roccaforte dove Francesca e Cosimo da buoni padroni di casa accolgono con esperienza e cortesia i clienti che poi, non è un caso, che diventino loro amici. Intanto ritorniamo alla patrona della la stele in ricordo della strage di Capacicittà, Santa Rosalia, chiamata affettuosamente dai suoi fedeli, la Santuzza, che al tempo della pestilenza ha soppiantato le altre sante patrone, Ninfa, Cristina, Oliva e Agata. La giovane Rosalia Sinibaldi, che era sempre vissuta in ricchezza, decise di vivere la sua vita spirituale prima nel monastero delle Basiliane a Palermo e poi presso alcune grotte dove aveva vissuto da fanciulla, scegliendo successivamente di trasferirsi in un rifugio silenzioso sul Monte Pellegrino a Palermo. Un itinerario di carattere prettamente ambientale e archeologico è rappresentato anche dalla località “La Portella” nel comune di Capaci, che comprende in particolare la Montagnola della Santa con il suo omonimo Santuario ed il Pianoro soprastante. L’intero percorso offre una stupenda panoramica sui golfi di Carini e di Isola delle Femmine e la possibilità di una passeggiata fra suggestive cavità rocciose coperte di vegetazione. La “Montagnola Santa Rosalia”, oltre a rappresentare il riferimento di un tradizionale pellegrinaggio religioso annuale del 4 settembre, costituisce il punto ideale di accesso al pianoro soprastante che conduce a diversi siti d’interesse ambientale ed archeologico. Il Santuario è tuttora oggetto di culto molto radicato nella popolazione poichè, secondo la tradizione la Santa ebbe a dimorarvi per qualche tempo. Ritornando all’attualità Luigi Amato ci ricorda che è stato stipulato anche un protocollo d’intesa tra il Gal e l’Associazione Terra Damare per dare forte impulso all’economia dei due territori. Da non dimenticare che Capaci, città d’arte, la cui Luigi Amatoidentità risale agli inizi del Cinquecento, ma il cui centro abitato si sviluppa lungo un asse stradale molto antico, che risale all’epoca romana, è tristemente nota per l’attentato del 1992 nel quale persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone e la sua scorta, ricordato anche quest’anno nel giorno dell’attentato del 23 maggio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio di Isola delle Femmine), uscendo dall’aeroporto e imboccando l’autostrada direzione Palermo, sono visibili due stele in marmo rosso erette per ricordare la terribile strage. Capaci è uno degli 82 comuni della provincia di Palermo, con una popolazione residente di undicimila abitanti che diventano molti di più in estate, essendo meta turistica marittima. Il principale complesso di monumenti si trova nel centro storico, in Piazza Matrice, attorno alla quale sorgono la Chiesa Madre, La Fontana con lapide ed il Palazzo Pilo da poco restaurato, che rappresenta il riferimento più importante del la cassata sicilianapatrimonio artistico e culturale del paese. A Capaci una sosta golosa occorre fare al ristorante Torre Alta di Girolamo Mannino che, dopo essere tornato da New York, ha rilevato una antica struttura in rovina del Conte Pilo. C’era all’interno una vecchia macchina a carbone per pompare l’acqua nei campi, che rappresentava un importante esempio di archeologia industriale. È ancora oggi visibile un pozzo arabo che porta alla falda acquifera, ma ci sono anche altri reperti interessanti come una grossa anfora che serviva per l’invecchiamento del vino che, udite… udite…, è stata salvata dalla demolizione e portata da Girolamo da Barcellona a Capaci. Oggi è un suggestivo ristorante che offre tutte le delizie della cucina siciliana di mare rivisitati dallo chef. Altavilla Milicia dal canto suo ha una struttura urbanistica a scacchiera, che si è formata nel tempo sul calco dell’originario progetto dello Smiriglio. Il Belvedere e il Santuario mariano costituiscono le attrattive principali del paese. Il Belvedere è costituito da due piazze contigue poste all’estremità settentrionale dell’altura su cui sorge il centro abitato, proprio di fronte al mare. Il panorama che si ammira va da Capo Zafferano a Cefalù, sino alle isole Eolie. Il Santuario Mariano Diocesano, fondato nel XVII secolo, ospita il Quadro della Madonna, opera di un artista, attento alle tematiche giottesche. La pittura raffigura una Madonna incoronata in trono con Gesù Bambino in piedi sulle sue ginocchia e San Francesco che con la mano destra indica una figura inginocchiata ai suoi piedi. È molto probabile che il quadro sia giunto ad Altavilla attraverso scambi commerciali, anche se la tradizione popolare vuole una miracolosa provenienza dal mare. Il Santuario è meta di pellegrinaggio, soprattutto durante la festa patronale dei giorni 6, 7 e 8 settembre. Tipiche del paesaggio la piccola marineriaaltavillese sono anche le tre torri costiere di guardia spesso impropriamente considerate normanne: le fortificazioni di questo tipo in realtà risalgono a periodi più tardi, aragonese le due della Milicia e del Capo Grosso e probabilmente del periodo viceregio la Torre Colonna. Un progetto di interventi che preveda la salvaguardia delle grotte, la sistemazione delle aree antistanti e l’insediamento di una azienda agrituristica in una delle due strutture, (un baglio é in corso di restauro da parte di privati), potrebbe contribuire a rilanciare una nuova immagine turistica della Città e costituire una nuova fonte di risorsa economica non indifferente.
Dr. Harry di Prisco
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I napoletani a giugno alla scoperta di

OpatijaI napoletani a giugno alla scoperta di

Napoli ha ospitato per tre giorni i professionisti del turismo alla Mostra d’Oltremare di Napoli per la XIX edizione della Borsa Mediterranea del Turismo. L’appuntamento ha riunito in città tutti i principali tour operator italiani e circa 300 buyers internazionali interessati al prodotto Italia. La BMT si conferma quale unico appuntamento professionale di rilievo in Italia. «La folta partecipazione di pubblico, ed in particolare delle agenzie di viaggi, è il segnale di un settore in fermento e della voglia di ripresa che si sente nell’aria.  Il vero segreto della partecipazione alle fiere di settore sta proprio nel saper riuscire a coinvolgere i propri interlocutori per interessarli alle iniziative ed ai propri prodotti» ha dichiarato il Presidente della BMT, Angioletto de Negri.
Palazzo di Diocleziano a SpalatoIn questa voglia di riprendere a viaggiare low cost, da giugno easyJet collegherà con due voli settimanali Napoli con la città  croata di Spalato, famosa per il suo grandioso Palazzo di Diocleziano e a poca distanza dal Parco Nazionale Krka, ricco di cascate e torrenti . Per la compagnia è il 25° collegamento dal capoluogo campano che si riconferma quale base principale per l’Italia.  Nei primi dieci mesi del 2014, le attività collegate al turismo in Croazia hanno generato un fatturato di 6,77 miliardi di euro, 168 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2013 (+2,5%) e hanno fatto salire la percentuale di prodotto interno lordo generata dal turismo al 20,9%. Solo tra luglio e settembre dello scorso anno, la crescita del comparto è stata del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2013 e superiore anche anche ai dati dell’anno-record 2008. Numeri che da soli fanno intuire che  il settore turistico  della Croazia cresce  Adriana Bajic responsabile media Ente Turismo Croatoconfermando che il Paese è una meta sempre più competitiva, mettendo al primo posto il mercato tedesco, al secondo quello sloveno, al terzo quello austriaco e al quarto posto il mercato italiano. «La Croazia è infatti una destinazione che attrae i turisti italiani soprattutto in agosto – ha  detto Branko Curic, direttore dell’Ente turismo croato (http://croatia.hr/it-IT/Homepage) in un nostro incontro avuto in fiera – facendo registrare nell’estate 2014 un milione di presenze (3% in più rispetto al 2013), considerando un minimo di un pernottamento. Grazie ad easyJet il Paese ora sarà più vicino anche a Napoli e quello che il turista ha sempre sognato sarà a portata di mano dall’Istria alla Dalmazia. La Croazia, che offre attrattive per tutti i 365 giorni all’anno, ha ampliato le infrastrutture tese a soddisfare le esigenze tanto dei turisti in cerca d’avventura, quanto di chi pretende un alto livello di comfort. Il Paese è impegnato sia a sviluppare il turismo fuori stagione (benessere, enogastronomia e cicloturismo) che a conseguire il massimo equilibrio possibile tra i prezzi proposti e l’alta qualità dell’offerta».  Si intendono creare le premesse per uno sviluppo sostenibile e condizioni tali che possano soddisfare le attese tanto dell’ospite, le cui tendenze ed esigenze, nonché attese e motivazioni cambiano continuamente, quanto degli operatori turistici.  La Croazia è un palcoscenico naturale e storico per tanti festival, mostre, concerti ed incontri artistici, come il “Festival estivo di Dubrovnik”, “L’estate Spalatina”, la “Fiera di Rab”, i festival cinematografici di Pola e Montona o lo “Špancirfest” di Varaždin. Il Festival del caffè ad Abbazia (per informazioni www.opatija-tourism.hr/it/)  propone  dal 3 al 5 aprile il caffè in cento varianti diverse che verrà offerto agli ospiti insieme ai dolci della tradizione locale.
Branko Curic Direttore Ente Nazionale Croato per il TurismoCon l’arrivo della primavera e delle vacanze pasquali le strade di Zagabria si animano di tutta una serie d’eventi che riportano la città al suo lontano passato. Per le vie del Gornji grad (la città alta) si potranno incrociare personaggi della storia cittadina: cantanti di vecchie canzoni tipiche zagabresi, bohémien, o le tipiche comari di Šestine, mentre dal padiglione del parco Zrinjevac riecheggeranno, come un tempo, le note del valzer e del tango. Nata sui resti di due castelli medievali sorti su due colli vicini, Gradec e Kaptol, con il suo passato documentato sin dal 1904, Zagabria è stata da sempre una vera metropoli culturale croata. Con le sue attrazioni come il teatro nazionale croato, il padiglione dell’arte, l’accademia delle scienze e delle arti, la biblioteca universitaria, numerosi musei e gallerie e i meravigliosi parchi e giardini, Zagabria è stata sempre un vero centro culturale dell’Europa centrale, del cui valore al meglio testimoniano i venti teatri, gli altrettanti musei, oltre ad una trentina di gallerie e numerose collezioni d’arte.

Harry di Prisco

Alla Borsa del Turismo sono di scena Altavilla Milicia e Capaci

altavilla miliciaAlla Borsa del Turismo sono di scena Altavilla Milicia e Capaci
Il Gruppo di Azione Locale Golfo di Castellammare, presieduto da Pietro Puccio, che comprende i comuni siciliani di: Alcamo, Balestrate, Borgetto, Cinisi, Partinico, Terrasini e Trappeto (www.galgolfodicastellammare.it) e l’Associazione Terra Damare, presieduta da Anna Maria Ulisse, ci anticipa presenteranno giovedì 26 alle 11,30 nella Sala Tirreno della Borsa Mediterranea del Turismo, in svolgimento a Napoli alla Mostra D’Oltremare fino al 28 marzo, il piano di sviluppo locale del GAL e il progetto “Country Side Tour – Valorizzazione e Promozione dei Territori Rurali dei Comuni di Altavilla Milicia e Capaci della Provincia di Palermo”. L’obiettivo di Country Side Tour (www.countrysydetour.it) è di promuovere i sentieri rurali ed il patrimonio paesaggistico e naturalistico dei territori al fine di inserire nella mappa turistica regionale Altavilla Milicia e Capaci, due località fino ad ora poco conosciute sotto l’aspetto turistico ma di grande interesse culturale, paesaggistico, religioso ed artistico al fine di allungare la stagione turistica e creare posti di lavoro. Sono questi tra gli interventi finanziati dalla Regione Sicilia attraverso i fondi europei, finalizzati alla valorizzazione del turismo rurale e alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali. Per Luigi Amato, consigliere del GAL Golfo di Castellammare, queste due località, che sono rimaste fuori dal GAL e dal programma “Leader”, hanno tutte le carte in regola per presentarsi ad una clientela esigente amante del mare, dei prodotti enogastronomici locali e della pesca, grazie ad una storia comune che le vede entrambe nel Seicento feudi della famiglia bolognese Beccadelli. Da non dimenticare che Capaci, città d’arte, è tristemente nota per l’attentato del 1992 nel quale persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone e la sua scorta. Il GAL tra i suoi scopi ha il compito di attuare il Piano di Sviluppo Locale, finanziato dalla Regione nell´ambito del PSR Sicilia 2007/2013, che prevede tre linee d´intervento: mettere a sistema e promuovere l´offerta rurale in chiave turistica; far partecipare all´economia turistica tutto il territorio, avvalendosi della realizzazione di piccole infrastrutture e d´itinerari idonei a sviluppare una domanda di turismo rurale e sostenere le imprese agricole, favorendo la distribuzione dei prodotti tipici attraverso le filiere corte e la diversificazione dalle attività tradizionali. Il GAL e L’Associazione Terra Damare, presenti alla BMT nel padiglione 3 con un proprio stand, intendono far conoscere le località, l’artigianato, l’enogastronomia della zona, il patrimonio religioso, le tradizioni di questa parte rilevante del territorio siciliano.

Dr. Harry di Prisco
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Da 150 anni sulle nevi bianche svizzere

4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at SunneggaDa 150 anni sulle nevi bianche svizzere
Presentato il volo diretto Napoli – Zurigo
Buone notizie arrivano dalla Svizzera per i prossimi collegamenti aerei da Napoli. La compagnia di bandiera, la Swiss International Air Lines (www.swiss.com), che fa parte del Gruppo Lufthansa, collegherà da aprile 2015 Napoli con Zurigo. Ad annunciarlo è stato il direttore per l’Italia della Compagnia, Stefan Zwicky, nel corso dell’incontro con la stampa a Roma per festeggiare i 150 anni del turismo invernale in Svizzera. « I nuovi voli diretti da Napoli e da Bari – egli ci ha detto – saranno operativi cinque volte alla settimana per tutto l’anno. Le tariffe per il volo di andata e ritorno sono estremamente convenienti e partiranno da 94 euro, tutto compreso.
La leggenda narra che l’ albergatore Johannes Badrutt, proprietario della pensione Faller di St.Moritz, fece una scommessa con i suoi ospiti inglesi che avrebbe pagato soggiorno e spese di viaggio se gli stessi, ritornati in inverno, non avessero trovato un clima mite e soleggiato. I clienti tornarono a dicembre, attraverso il Passo dello Julier, per ripartire a Pasqua abbronzati e soddisfatti anche se avevano perso la scommessa. Ciò avveniva nel 1864 a St. Moritz che divenne, con tutta lʼEngadina, protagonista dello sviluppo del turismo invernale. La Svizzera iniziò sempre nell’Ottocento ad affermarsi anche come destinazione benessere. «A pochi chilometri di distanza – racconta il Direttore Italia di Svizzera Turismo, Armando SWITZERLAND WINTERTroncana – unʼaltra località dei Grigioni muoveva i primi passi nellʼospitalità questa volta grazie a un medico tedesco, Alexander Spengler, che intuì le potenzialità dellʼaria di montagna per curare le malattie polmonari. Insieme allʼolandese Willem Jan Holsboer, che fu tra i fondatori anche della Ferrovia retica, fu aperto il primo sanatorio di Davos». In quell’epoca fu anche inventato lo sci da un parroco albergatore che per dare l’estrema unzione ad un suo fedele a valle, non indugiò di scendere dalla canonica con un paio di rudimentali assi ai piedi. I festeggiamenti più calorosi naturalmente spetteranno a St. Moritz dal 5 al Switzerland Winter7 dicembre quando si stapperà lo spumante. Si darà così l’avvio a numerosi eventi per la stagione invernale, lo “Snow Sports Opening”, che prevede tra l’altro la St.Moritz City Race, che porterà all’interno della splendida cittadina svizzera una pista da sci. Fino ad aprile prossimo sono previste aperture di nuove piste sciistiche come la “Georgy Run”, la seconda pista che sarà inaugurata sul ghiacciaio del Corvatsch. Tutto intorno al lago di St. Moritz non mancano gli eventi di prestigio come lo Snow Polo World Cup, la spettacolare corsa in bob e skeleton dell’Europacup, il St.Moritz Gourmet Festival, che avrà come motivo conduttore i 150 anni e la corsa di cavalli White Turf sul lago ghiacciato. Lo sviluppo turistico di queste località di montagna va di pari passo con la diffusione degli sport invernali. Gli sport sul ghiaccio furono i primi ad essere introdotti nelle Alpi, infatti tra il 1870 a il 1890 fecero la loro 4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at Sunneggacomparsa il pattinaggio, lo slittino, il curling e lʼhockey. Gli inglesi fondarono a Davos il primo Club di Pattinaggio e venti anni dopo il primo Club di Curling della Svizzera. La località grigionese fece costruire la più grande pista di pattinaggio d’Europa di 16.000 mq , divenendo alla fine del XIX secolo il centro europeo degli sport su ghiaccio. Anche lo slittino, da secoli impiegato come mezzo di trasporto, diventò uno sport grazie alla prima slitta in legno fabbricata a Davos. Fino agli anni ʼ20 lo sport invernale era una pratica dʼelitè. Fu solo lo sci a trasformarlo in un fenomeno di massa e le Olimpiadi invernali del 1928, disputate a St. Moritz, diedero il loro contributo decisivo. Fu nel secondo dopo guerra che St. Moritz, Davos, Zermatt e Gstaad divennero note in tutto il mondo e la Svizzera si era guadagnata così il titolo di destinazione invernale per antonomasia. «Nel Vallese – ci ricorda Natalie Kenmeughni Schmid, responsabile del Valais Wallis – la neve è garantita tutto l’anno per le 45 montagne alte oltre quattromila metri. La maggioranza delle zone sciistiche è situata infatti tra i 1.500 e i 3.000 metri. In particolare nel comprensorio di Crans Montana per la stagione invernale entrerà in servizio la nuova seggiovia a sei posti “cabane de bois” con una capacità massima oraria di 2.400 persone». Anche il trekking fa parte del paradiso invernale valligiano con i suoi mille chilometri di sentieri invernali. A partire da quest’inverno gli impianti dell’Aletsc Arena offrono il Winter-Wanderpass Aletsch. 72 chilometri di sentieri, tra poco ricoperti di SWITZERLAND WINTERcandida neve, attendono i visitatori in questo comprensorio in cui è vietata la circolazione delle auto e per questo ideale per le famiglie. L’ Aletsch Arena può essere visitata anche di notte. Accompagnati da una guida si potrà salire al chiaro di luna, indossando racchette da neve di un tempo per arrivare alla celebre Battmer-Hitta. Nel rifugio di montagna l’atmosfera sarà completata dal racconto delle leggende di montagna e da una gustosa fonduta. Dal 20 dicembre al 28 febbraio prossimo verrà allestita ad Interlaken l’ “Ice Magic”, la cittadella di ghiaccio di 2.000 metri quadri con piste di pattinaggio collegate tra loro e con stand per la ristorazione. Per maggiori informazioni sulla Svizzera ci si può rivolgere al numero verde 0080010020030 o accedere al sito www.svizzera.it o info@myswitzerland.com. A proposito di trasporti pubblici lo Swiss Pass dal 1 gennaio 2015 cambierà nome e prenderà quello di “Swiss Travel Pass”. «I servizi offerti – ha precisato Matteo Spiller, rappresentante per l’Italia dello Swiss Travel System 4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at Sunnegga(www.swisstravelsystem.com) – saranno pressoché invariati come la libera circolazione su treni, autobus e battelli e l’ingresso gratuito a più di 480 musei, usufruendo del 50% di sconto per le ferrovie di montagna e per gli impianti di risalita. Per raggiungere più facilmente le località svizzere da Milano ci sarà una nuova offerta di collegamenti diretti con il treno a partire 25 euro, per la prima volta i regali arrivano prima di Natale! » Intanto le città svizzere si stanno preparando all’ Avvento per conquistare i turisti con gli incantevoli mercatini. Tra i più noti quelli delle città di Zurigo, Lucerna, Berna e Basilea che possono essere tutte comodamente raggiungibili con i mezzi pubblici elvetici.

Dr. Harry di Prisco
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DiVino Natale a Cava de’ Tirreni

diVino NataleDiVino Natale a Cava de’ Tirreni
Si terrà da sabato 13 a lunedì 15 dicembre prossimi alla Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni (Corso Umberto I, 137) la settima edizione di diVino Natale, una rassegna di prodotti enogastronomici di eccellenza delle diverse regioni d’Italia, organizzata dall’Associazione Giffoni in Fiera.
Tante le iniziative in programma sia per appassionati che per operatori del settore ai quali sarà particolarmente dedicata la giornata conclusiva di lunedì: banchi di assaggio di vini di 68 cantine provenienti da tutta la Penisola e dei gioielli realizzati da artigiani dell’agroalimentare di qualità, degustazioni guidate di vino a cura dell’AIS Salerno, cooking show e laboratori del gusto con chef che racconteranno, illustreranno e faranno degustare i piatti preparati con alcune straordinarie materie prime del territorio. Una sezione speciale sarà dedicata al mondo della birra artigianale. Modalità di partecipazione: il ticket di ingresso alla manifestazione è di 15,00€. Sarà possibile assaggiare tutti i prodotti in degustazione ai banchi (sia vini che gastronomici). Per ciascun Socio AIS o Slow Food, e un eventuale accompagnatore, il ticket di ingresso è di 10,00€.
Chi desidera partecipare per più di un giorno può usufruire di una particolare agevolazione. Cava_de'_Tirreni_-_Piazza_Duomo_a_NataleLunedì 15 dicembre l’ingresso è gratuito per gli operatori del settore previa registrazione sul sito www.divinonatale.it o richiesta da effettuarsi via e-mail a info@divinonatale.it. Per tutte le attività specifiche riportate in programma, fatta eccezione per i banchi di assaggio liberi, i posti sono limitati per cui è necessario prenotarsi attraverso gli appositi form sul sito www.divinonatale.it o inviando una e-mail a info@divinonatale.it. Info: Daniele Carpinelli 338.2070178.
Programma
Sabato 13 dicembre ore 17.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 19.00 Verticale di Fontalloro Toscana igt di Fèlsina di Castelnuovo Berardenga (Si) annate 1999, 2003, 2006, 2009, 2011 Ticket €10; ore 20.30 Verticale di Five Roses Anniversario Rosato Salento igt di Leone de Castris di Salice Salentino (Le) annate 2011, 2012, 2013 Ticket 5 €; ore 21.30 Verticale di Diamant Pas Dosè Millesimato di Villa Franciacorta di Monticelli Brusati (Bs) annate 1999, 2001, 2003 Ticket 5 € ; ore 24.00 chiusura della manifestazione.
Domenica 14 dicembre ore 16.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 16.30 Verticale di Le Cupole Rosso Toscana igt di Tenuta di Trinoro di Sarteano (Si) annate 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 Ticket €10; ore 18.00 Pascalò racconta il tonno. Lo chef Pasquale Vitale parlerà di uno dei prodotti su cui si basano alcuni dei piatti che propone nel suo ristorante Pascalò a Vietri sul Mare Ingresso gratuito; ore 19.00 Incontri di sapore. Lo chef Natale a Cava de 'Tirreni (1)Carmine Sedino di Casa Rispoli di Cava de’ Tirreni presenterà “Sotto il Bosco”, piatto composto da crema di patate e porcini, tartufo, pioppini, spugne di prezzemolo e germogli misti sotto una cialda di parmigiano e polenta Ingresso gratuito; ore 20.30 Il baccalà si racconta. Lo chef Gaetano Morese del ristorante Il Morese di Mercato San Severino presenterà la sua personale interpretazione di Sua Maestà “il baccalà” Ingresso gratuito; ore 21.30 Seminario sulla colatura di alici. Lo staff del ristorante Acqua Pazza di Cetara, capeggiata dallo chef Gennaro Marciante, offrirà una variegata interpretazione sugli usi della colatura di alici Ingresso gratuito; ore 23.00 Chiusura della manifestazione. Lunedì 15 dicembre ore 10.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 11.00 Evù in tavola, a cura di Michele de Martino e Riccardo Faggiano del ristorante Evù di Vietri sul Mare – Ingresso gratuito; ore 12.00 Cetaria Show Cooking show a cura di Salvatore Avallone e dello chef Marco Cerrato del Ristobar Cetaria di Baronissi -ingresso gratuito; ore 13.00 Incontro al buio a cura della Vineria Buio di Nocera Inferiore – Ingresso gratuito; ore 14.00 Seminario “La birra artigianale di qualità”: la svolta biologica Degustazione a cura del Birrificio San Gimignano – Ingresso gratuito; ore 15.00 verticale di Quartara Fiano Colli di Salerno igt di Lunarossa di Giffoni Valle Piana (Sa) Annate 2008, 2009, 2010, 2011 – Ticket € 5; ore 16.00 Amici per le Padelle. Lo chef Marco Laudato presenterà “Caprese d’inverno”, zuppa di mozzarella di bufala, pomodori San Marzano scottati, pesto al basilico e crumble all’origano – Ingresso gratuito; ore 17.00 “Il 2007 si racconta” – degustazione dell’annata 2007 di quattro grandi dell’enologia italiana Borgomastro Aglianico Colli di Salerno igt di Lunarossa di Giffoni Valle Piana (Sa), Vigna Sant’Angelo Montepulciano d’Abruzzo doc di Sant’Omero (Te), Il Poggio Chianti Classico Riserva docg di Castello di Monsanto di Barberino Val D’Elsa (Fi), Amarone della Valpolicella doc Classico di Santa Sofia di Pedemonte di Valpolicella (Vr) Ticket €5.

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Meridiana presenta a Napoli i nuovi voli da ottobre

Andrea AdornoMeridiana presenta a Napoli i nuovi voli da ottobre

Meridiana (www.meridiana.com) crea un vero e proprio hub del Mediterraneo puntando su Napoli – Capodichino come base operativa per i suoi quattro aeromobili e per il numero di destinazioni nazionali e internazionali, servite direttamente.
Le tratte nazionali previste, con un prezzo di lancio di 29 euro bagaglio incluso, sono: Napoli-Bologna (doppio volo giornaliero); Napoli-Genova (collegamento quotidiano dal lunedì al venerdì); Napoli-Milano Malpensa (sei volte la settimana); i collegamenti internazionali sono: Napoli-Ginevra (a partire dal 7 dicembre due volte la settimana il giovedì e la domenica prezzo lancio 48 euro): Napoli-Leopoli (dal 16 dicembre tutti i martedì al prezzo lancio di 52 euro); Napoli-Madrid (dal 26 ottobre collegamento 4 volte la settimana a partire da 48 euro); Napoli-Sharm El Sheikh (da domenica 21 dicembre tutte le domeniche con il prezzo lancio di 69 euro).
Le sette nuove destinazioni si andranno ad aggiungere alle sei destinazioni nazionali già in essere (Milano Linate, Torino,Verona,Cagliari, Catania e Venezia) e a quelle internazionali già collaudate positivamente quest’ estate (Londra, Atene, Mosca e Kiev). I biglietti aerei sono già disponibili sul sito, presso le agenzie di viaggio o chiamando il centro prenotazioni al numero 892928 e attraverso le nuove applicazioni per iPhone ed Android. «Nel periodo novembre 2014 maggio 2015 l’offerta totale da Napoli sarà di 1,2 milioni di Brunini ed Adornoposti verso le 17 destinazioni dirette, ad esclusione di cinque (Madrid, Atene, Mosca, Verona e Sharm el Sheik), non connesse in modo diretto, ma tramite altre compagnie», così ha precisato Andrea Andorno, chief Commercial Officer di Meridiana nel corso del recente incontro con la stampa al Trip di Napoli. «Meridiana è una delle compagnie che sta crescendo di più sul nostro scalo – ha detto l’amministratore delegato di Gesac Spa (società di gestione dell’aeroporto di Napoli), Armando Brunini – sia riempiendo i vuoti lasciati sulle rotte domestiche da altri vettori, sia compiendo alcune scelte coraggiose sui collegamenti internazionali . Il loro management è da sempre molto attento a recepire le nostre sollecitazioni e ne è un esempio l’introduzione della rotta per Mosca quest’estate e quella per Madrid in autunno». Il mercato premierà certamente i notevoli investimenti che si stanno facendo sull’aeroporto. Non a caso Capodichino ha registrato nel mese di agosto un trend in crescita, raggiungendo il record storico di ben settecentotremila passeggeri in transito. Relativamente al traffico internazionale la crescita è stata pari ad un +30.5% in più rispetto al 2013 ed un traffico complessivo che si assesta al +16.2%. Per Brunini i lusinghieri risultati che si sono registrati in estate sono frutto del lavoro svolto quest’anno con le compagnie aeree presenti a Napoli per il potenziamento del network di collegamenti internazionali. I dati registrati rappresentano un grosso segnale della ripresa turistica della Campania ed è auspicabile un passo decisivo da parte degli enti competenti e degli attori della filiera turistica di puntare su una forte strategia di marketing territoriale.

Harry di Prisco

Dr. Harry di Prisco
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Investiamo nel vostro futuro: il Salento tra sacro e profano

Giurdignano - dolmen StabileInvestiamo nel vostro futuro: il Salento tra sacro e profano

Puglia mille e una emozione

E la festa continui! Su questa affermazione beneaugurante per i carnevali futuri, all’insegna del bel vivere quotidiano, è calato il sipario sulla 26° edizione del Carnevale di Aradeo e già si pensa a quello dell’anno prossimo.

Nell’immaginario collettivo si ritiene che le origini della festa siano religiose, infatti il Carnevale è direttamente collegato alla Pasqua, ma in realtà il Carnevale ha un’origine più antica, che affonda le sue radici nei Saturnali della Libertà, una festa pagana che risale agli antichi romani. Nei riti del Carnevale confluiscono anche antiche tradizioni contadine, riti di purificazione e di propiziazione all’inizio del ciclo stagionale, ispirati al bisogno di rinnovamento, con l’espulsione dei mali accumulati durante il corso dell’anno, come le malattie e i peccati.

E poi, “A Carnevale ogni scherzo vale”: dice il proverbio. Non è certo uno scherzo organizzare un educational per tour operator ai giornalisti al fine di far conoscere nuovi aspetti del Salento. E vari protagonisti salentini sono scesi in campo per il tour, organizzato da Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it), per conto della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e dell’agenzia regionale del turismo “Promozione Puglia”, attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali europei.

Nardò - PortoselvaggioInvestiamo nel vostro futuro: Puglia, mille e una emozione”: questo il tema che ha visto collaborare insieme per promozionare la Puglia, i comuni di: Aradeo, Nardò, Giurdignano, Oria e Castellana Grotte.

In primavera aumenta la voglia di festeggiare: dal Carnevale tipico di Aradeo dove sacro e profano si intrecciano alle spettacolarità della natura circostante, alle tavole di San Giuseppe del 19 marzo di Giurdignano che preparano alla Pasqua. In attesa dell’estate, perché non vivere a pieno i weekend lunghi di primavera, facendo base ad Aradeo?

Il Carnevale aradeino

Da Aradeo facilmente si raggiungono i due mari del Salento, lo Jonio e l’Adriatico, nonché si può partire alla scoperta del meglio della Puglia. Le origini della città sono tanto antiche quanto contraddittorie: dopo le dominazioni greca e poi romana i saraceni distrussero numerosi casali nei pressi delle cittadine di Nardò e Galatina. Gli esuli arrivati nel vicino territorio salentino, libero dagli invasori, eressero un altare e questa potrebbe essere l’origine del nome Aradeo dal termine latino “ara”, ma il nome potrebbe rifarsi anche all’abbondanza di acqua per un terreno fertile solcato da torrenti. Per il sindaco di Aradeo, Daniele Perulli, la cittadina ha scelto di presentarsi come capofila per il Bando Ospitalità dei fondi europei, attivato dalla Regione Puglia, per mostrare il suo aspetto migliore in occasione del Carnevale. «Intanto stiamo lavorando – ha detto il sindaco – anche per Carnevale aradeinofavorire i progetti culturali, rendere sempre più attraenti le stagioni teatrali nel nostro teatro comunale, intitolato a Domenico Modugno che qui si esibì». È da 28 anni che tra il 2 e il 4 marzo si svolge la gran festa, momento di aggregazione e di pura allegria che fa rivivere a pieno la tradizione carnevalesca, voluta da un gruppo di amici, riuniti poi in associazione, che decisero di unire i “festini privati” al fine di poter coinvolgere l’intera cittadinanza. L’associazione oggi porta il nome del primo presidente, Oscar Tramacere, che decise negli anni Ottanta di dar vita ad una sfilata di tantissimi “masci”, le maschere carnevalesche che dovevano percorrere le vie del paese su carri allegorici realizzati con carta, cartone, colla, fil di ferro, colori e tanta tanta fantasia. L’Associazione è presieduta oggi da Ettore Greco coadiuvato dalla vicepresidente Maria Rosaria Bruno. C’è anche, come si conviene, una mascotte del Carnevale che è lo Shacudhruzzi, un folletto dispettoso della famiglia dei Lauri, che dà il via alla sfilata lanciandosi da un edificio del centro storico in uno spettacolare “volo dell’angelo”. Ad avere il privilegio di questo tuffo beneaugurante è stata quest’anno la giornalista milanese, Martina Fragale, che ha avuto ben 15.000 spettatori trepidanti. L’ospitalità è di casa nell’agriturismo Tenuta Mezzana di Cutrufiano, a pochi passi da Aradeo, dove tutta la giovane famiglia è impegnata: da Maria Casto, che si occupa della tenuta e della migliore accoglienza degli ospiti, al marito l’agronomo Giacomo Stifani, che ha deciso di ristrutturare una sua vecchia abitazione rurale, circondata da uliveti e viti. Il ristorante è a chilometro zero e si avvale della competenza dello chef Claudio Amato che, ispirandosi alla cucina mediterranea, prepara tante prelibatezze: dalle pittule di borragine, al maialino con le cicorie creste, alla pasta d’orzo con i ceci, alla carbonara di zucchine.

Grotte di CastellanaLa storia “milionaria” delle Grotte di Castellana

Prima di giungere nel Salento una visita è d’obbligo alle Grotte di Castellana (www.grottedicastellana.it), in provincia di Bari, che regalano un crescendo di emozioni. In un tempo che percepiamo quasi infinito, la natura ha generato scenari di inimmaginabile bellezza. Sono opere uniche, modellate dalla forza dell’acqua e celate nelle grotte. Stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme più insolite e dalle suggestive sfumature di colore si alternano e, ancora oggi, continuano a mostrare tanto splendore. I dati parlano chiaro: settantasei anni sono passati dalla scoperta delle Grotte, che risalgono a 90 milioni di anni fa, tre chilometri è il percorso sotterraneo lungo e un chilometro è l’itinerario breve. Vivere le Grotte di Castellana significa immergersi in un’esperienza capace di coinvolgere ogni senso, significa ritrovare profonde emozioni legate a memorie ancestrali, significa riscoprire l’essenza della bellezza, incontaminata e pura. Oggi la società Grotte di Castellana, con socio unico il Comune e presieduta da Domi Ciliberti, dà la possibilità di assistere a concerti, eventi culturali, performance teatrali per amalgamare alla creatività dell’uomo la spettacolare unicità di un luogo senza tempo. A scoprirle fu Franco Anelli, oggi ad accompagnare i turisti sono gli speleologi del Gruppo Puglia Grotte, che, come da tradizione, il 23 gennaio scendono nella caverna della Grave, calandosi dall’alto come un tempo, dall’ingoiatoio di 70 metri, chiamato anche “bocca dell’inferno”. Gli ambienti interni si succedono uno dopo l’altro, prendendo i nomi fantasiosi che furono dati dai primi esploratori: la Lupa, i Monumenti, la Civetta, la Madonnina, l’Altare, il Precipizio, il Corridoio del deserto, la Colonna rovesciata, il Corridoio Rosso, la Cupola. Si arriva poi all’ultima e più bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, scoperta da Vito Matarrese, che più che speleologo era spinto a recuperare il busto in bronzo del sindaco di Putignano, scaraventato lì da una squadra di fascisti. La grotta, uno scrigno di alabastro, definita bianca per il biancore che la contraddistingue, ha meritato la definizione di “più splendente del mondo”. È previsto anche un percorso attrezzato per i disabili che ha fatto sì che Castellana, con il suo sindaco Francesco Tricase, fosse premiata a Bruxelles come destinazione italiana di eccellenza per il Progetto Eden 2013 riguardante il turismo accessibile.

NOria - piazzettaella città d’arte di Nardò trionfa la pietra leccese

Dal romanico al barocco, il tour ha portato a Nardò, città d’arte della provincia di Lecce, le cui discendenze risalgono ai Messapi. Qui è un vero trionfo della tipica pietra leccese, scolpita dai maestri scalpellini. Un esempio sono le chiese che impreziosiscono il centro storico come quella di S. Giuseppe dalla facciata a tamburo in cui è riscontrabile il barocco del Borromini e nella quale è conservata in una grande teca la statua del Santo, che può essere prenotata dai cittadini devoti affinché sosti per tre giorni nella propria abitazione. Dall’ariosa piazza Salandra, dominata dalla colonna dell’Immacolata, che viene adornata di fiori l’8 dicembre e che ricorda quella di Piazza del Gesù a Napoli, si dipanano le vie del centro storico, nelle vicinanze è presente la fontana del toro che fuggì dalla campagna e raspando il terreno trovò una falda acquifera, origine stessa del nome della città. Ma Nardò è da visitare anche per i panorami mozzafiato di Portoselvaggio, un parco regionale affacciato sul mare, a soli sei chilometri dal centro. «È anche città dell’accoglienza – ha ricordato l’Assessore al turismo di Nardò, Maurizio Leuzzi – per la qual cosa è stata insignita della medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica Ciampi per aver accolto più di 800mila ebrei, che erano stati liberati dai campi di concentramento dalle Forze Alleate e che vennero in quel tempo ospitati nelle case del paese prima di raggiungere Israele».

Le tavole di San Giuseppe a Giurdignano

Giurdignano - tavola di San Giuseppe in piazzaLe tradizioni gastronomiche sono un punto di forza nel Salento. Tra il 18 e il 19 marzo gli abitanti di Giurdignano, terra di antiche dimore e di incantevoli borghi, sito a soli cinque chilometri da Otranto, allestiscono nelle proprie case le Tavole di San Giuseppe. Si tratta di grandi mense, ricoperte con tovaglie ricamate dove spiccano pani a forma di ruota e ben tredici pietanze: il pesce, simbolo del miracolo della moltiplicazione; i ciceri e tria, pasta fatta in casa metà bollita e metà fritta con i ceci, che indica l’arrivo della Primavera; le ncartiddhate, dolci fritti a forma di rosa e conditi con il miele, che ricordano le fasce di Gesù bambino. «Questa tradizione – hanno spiegato il Sindaco Monica Laura Gravante e il Vicesindaco, Gabriella Vilei – è molto sentita nel Salento. Infatti le Tavole di San Giuseppe sono nate a Giurdignano e si sono poi diffuse in altri paesi come Minervino e Uggiano». Anche qui il territorio circostante è ricco di storia e si può passeggiare nel giardino dei megaliti più grande d’Europa, dove si possono vedere ben 23 menhir (pietre stiliformi) e 28 dolmen (tombe o forse altari) che risalgono a 16mila anni fa.

image008I riti della Pasqua ad Oria

Anche Oria, in provincia di Brindisi, con il suo quartiere ebraico ed il castello di Federico II val bene una visita. Infatti questo borgo medioevale, che affascina per le sue viuzze arrampicate sulla rocca, dove sorge il maestoso castello federiciano, ha dato i natali a un medico farmacista così famoso che a lui è stato dedicato il modernissimo ospedale di Tel Aviv, Donnolo. Federico II scelse la città per attendere la sua sposa, Jolanda di Brienne, in viaggio dall’Oriente. I due si unirono in matrimonio nel 1225 nel Duomo di Brindisi, poco distante da Oria. Il castello domina i Due Mari essendo costruito su uno dei tre colli di Oria. Per ingannare il tempo l’imperatore indisse anche il Torneamento dei Rioni, che gli abitanti festeggiano ancora oggi il secondo weekend di agosto con uno spettacolare corteo storico e il Palio in abiti medioevali che ricordano l’arrivo di Federico II. Il castello, di proprietà privata è visitabile grazie agli alunni dell’Istituto per il turismo della città ed ai volontari dell’associazione Legambiente (iter.oria@libero.it). Nella Settimana Santa la Statua di Cristo Morto, custodita nella chiesa delle suore benedettine, viene portata in spalla dagli arciconfratelli della Morte vestiti di nero, in una breve ma intensa processione che termina con l’ingresso di Gesù nella Cattedrale, poco distante. Il rito si ripete tutti i giovedì di marzo fino al Giovedì Santo. La domenica delle Palme i volontari del Gruppo di promozione umana portano in scena la Passione vivente. Di turismo religioso parla dal canto suo lo storico Pino Malva, entusiasta cultore delle tradizioni della sua terra, messapica, medioevale e seicentesca al tempo stesso. Ne è un esempio la grande festa arricchita da luminarie che si rinnova ogni quinto giovedì dopo Pasqua e che vede sfilare in processione migliaia di fedeli provenienti da tutta la Puglia, che seguono con devozione le statue dei Santi Medici orientali: Cosma, Damiano, Antimo, Leonzio ed Euprepio e del Patrono di Oria S. Barsanofio.

Harry di Prisco

 

Le eccellenze del territorio di Parma e Piacenza

fortezza di BardiLe eccellenze del territorio di Parma e Piacenza

«Scoprire castelli e parchi non significa soltanto venire a contatto con la natura, ma anche creare grandi opportunità in senso turistico ed occupazionale” – ha detto Agostino Maggiali, Presidente dei Parchi del Ducato di Parma e Piacenza, nel corso dell’incontro avuto con rappresentanti istituzionali, stakeholders e giornalisti per presentare il progetto di comunicazione e promozione turistica finanziato dall’Asse 4 del POR FESR Emilia-Romagna 2007/2013 e dalle Province e dalle Camere di Commercio di Parma e Piacenza. “I parchi del Ducato, ha proseguito Maggiali, nascono da una legge regionale e rappresentano una rete di aree protette che si pone come un esempio straordinario di biodiversità.

rocca D'Olgisio

Tanta natura ma anche tanta cultura, storia ed enogastronomia. Si tratta indubbiamente di un territorio ricco di eccellenze che va tutelato ma anche sviluppato con la creazione di nuovi progetti che mìrino all’educazione ambientale, alla conservazione del paesaggio, alla creazione di sentieri e ciclopiste. Occorre insomma dare un’organizzazione turistica all’intera area per accogliere nel migliore dei modi quanti ci vengono a far visita». L’intero territorio dei Parchi e dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza ha avuto la possibilità di presentare alcune delle sue enormi potenzialità: dai due Musei della Pasta e del Pomodoro a Collecchio, parte del più ampio sistema dei Musei del Cibo: straordinari esempi del valore storico-culturale che queste realtà rappresentano per la nostra gastronomia. Dalla Rocca Sanvitale di Sala Baganza al Castello di Fontanellato nelle cui sale sembrano ancora aleggiare gli spiriti di alcuni personaggi appartenenti alle più blasonate famiglie dell’aristocrazia italiana. Il circuito coordina oggi 23 Castelli, tutti situati in quella che viene considerata la Food Valley, estesa dall’Appennino al fiume Po, 14 Alloggi di Charme per un complesso di 388 posti letto con possibilità di dormire in suite uniche e indimenticabili. Per Stefano Landi, Presidente della SL&A, i castelli sono oggi poche migliaia, quasi tutti costruiti in Europa fra l’XI e il XVI secoli. L’Italia ne possiede circa 750, ma anziché rappresentare una risorsa, vengono spesso considerati un problema per gli alti costi di manutenzione, pur in presenza di una richiesta molto sofisticata soprattutto dall’estero. «E’ giunto il momento – ha detto Landi – di mettere a reddito queste strutture che non sono solo generatrici di costi ma anche di castello di Montechiarugoloricavi». All’incontro hanno preso parte anche alcuni giovani che, dopo aver partecipato al Premio Nazionale “Talento Italiano” 2014 con progetti innovativi di promozione turistica, hanno dato dimostrazione pratica dell’applicabilità delle loro idee anche al territorio dei Parchi e dei Castelli di Parma e Piacenza. Di particolare interesse il progetto Astronomitaly di Fabrizio Marra, la cui idea è quella di creare una rete di strutture e luoghi privilegiati per l’osservazione del cielo stellato dando così il via a quello che potrebbe rappresentare una nuova area di mercato: il “turismo astronomico”. E poi il progetto Aiyihaoyi di Erica Giopp e Fabio Giardina che vogliono gettare un ponte fra Italia e Cina, partendo dal presupposto che soltanto il nostro Paese è in grado di far vivere certe emozioni, ma che serve un facilitatore madrelingua che le possa mettere in luce e Tourango di Marialba Pandolfini, un marketplace online (Tourango) per la prenotazione di visite guidate effettuate direttamente da chi nei luoghi vive e abita. Con l’Associazione TassoBarbasso si potrà poi vivere l’esperienza di viaggi nella natura “camminando con la testa”. «Il nostro territorio, ha il Castello di Agazzanoconcluso Paolo Bianchi, Sindaco di Collecchio, può essere considerato il più grande distretto di macchine alimentari del mondo, dove si produce e si trasforma con la stessa intensità. Ma non si pensi solo ad un territorio agricolo-industriale perché qui ci sono variabili molto diverse a cominciare dall’informatica per finire al turismo. Così come non deve essere valutata soltanto la produzione di massa a discapito di quella di qualità. Com’è noto, infatti, siamo depositari di alcune eccellenze introvabili altrove, malgrado i ripetuti tentativi, a volte grotteschi, di copiare ciò che soltanto nel nostro territorio è possibile produrre. »

Dr. Harry di Prisco
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Le sette perle del GAL Golfo di Castellammare

Castellammare del GolfoLe sette perle del GAL Golfo di Castellammare
Da Palermo ad Alcamo un viaggio tutto d’un fiato

Si respira un’aria nuova a Palermo, passeggiando per le sue strade e le sue piazze ricche di monumenti principalmente normanni, magari a bordo di una delle 25 motocarrozzette “Ape”, servizio realizzato per evitare il caotico traffico cittadino da una cooperativa di giovani intraprendenti, che si sono inventati un lavoro.
L’influenza della civiltà normanna è visibile negli edifici più importanti, come ad esempio la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio nota come Martorana dove fu incoronato Ruggero II e la chiesa di San Cataldo, capolavori dell’architettura e della decorazione di quel tempo insieme alla Cappella Palatina. Essa rappresenta per il Palazzo dei Normanni «il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano», come narrò Guy de Maupassant. All’interno spiccano i mosaici bizantini: un trionfo di oro e di colori con le scene della Bibbia. Anche di incomparabile bellezza è il Duomo di Monreale, realizzato quaranta anni dopo, con il bellissimo chiostro e lo stupendo mosaico raffigurante il Cristo Pantocratore, che dall’alto sembra seguire tutti con il suo sguardo. Dal duomo nei giorni scorsi è stata trasmessa la Santa Messa in diretta su RAI 1.
pupo sicilianoIl centro della città di Palermo è rappresentato dalla piazza ottagonale dei Quattro Canti, definita Teatro del Sole per la posizione centrale da dove si riesce ad osservare il cammino del sole dall’alba al tramonto. Nella piazza si tenevano feste dell’effimero e della forca, feste da ballo, banchetti e tornei e ancor oggi è scelta come scenario per il “festino” di Santa Rosalia, che sconfisse la peste nera, sostituendosi alle antiche sante patrone della città: Ninfa, Cristina, Oliva e Agata. La festa della “Santuzza” è una delle più belle del folklore siciliano e nell’occasione vengono utilizzati maestosi carri barocchi allegorici, che attualmente sono posizionati in giro per la città in attesa di essere riutilizzati il prossimo 15 luglio. Il consigliere del comune palermitano, Giulio Cusumano, ci apre poi tutte le porte del Palazzo delle Aquile di Federico II di Svevia, oggi sede del Municipio e già sede del Senato. Il palazzo si affaccia su Piazza Pretoria, detta anche Piazza della Vergogna, per via della nudità delle statue, che sono collocate intorno alla grande fontana, ma anche per il suo costo astronomico e per lo scandalo che suscitava nelle monache di clausura che si affacciavano proprio sulla piazza. Nella sala del consiglio comunale, nota come Sala delle Lapidi, sono ricordati gli uomini illustri che hanno fatto la storia della città e i tanti eroi che hanno perso tragicamente la vita. «Nei giorni scorsi è stato presentato – ci dice Cusumano – il progetto “Palermo Pass: Tutto su una APP” per dispositivi smartphone e tablet, inteso a sviluppare il turismo grazie ad una la Trinacriaguida completa della città, scaricabile gratuitamente». In particolare sono previste le indicazioni sui monumenti, sullo shopping e sui locali più di tendenza del momento, come il ristorante “Ballarò”, che prende il nome dal vicino mercato e dove si possono gustare i cibi di strada comprese le arancine rese famose dalla fiction di Montalbano. Palermo “Panormus”, che in greco vuol dire “tutto porto”, è da sempre considerata una metropoli di mare e oggi è il più importante porto della Sicilia e una mappa è dedicata ai crocieristi, si tratta della “Voyager`s card”, pensata per chi giornalmente sbarca a Palermo e si muove per poche ore nel centro cittadino. Dopo aver visitato Palermo, attraverso l’autostrada si arriva dopo una quarantina di chilometri sulla costa meridionale e occidentale del Golfo di Castellammare nella parte più agricola e meno montana. Alcamo, nota per il castello dei conti di Modica, conserva rilevanti strutture di un passato monumentale, come il vasto complesso architettonico del Collegio dei Gesuiti, la cui costruzione fu iniziata nei primi anni della seconda metà del Seicento per la diffusione della fede e per la formazione spirituale dei giovani. La conservazione dei monumenti è solo un esempio del lavoro fatto dal GAL Golfo di Castellammare «che – come ci ha confermato Luigi Amato funzionario dell’ente – intende dare una identità culturale al territorio anche alla luce dell’aspetto religioso, che ha rivestito per la Sicilia sempre un ruolo importante». Il Gruppo di Azione Locale Golfo di Castellammare, il più giovane tra i i dolci di Monreale17 GAL siciliani, ha la sua sede operativa proprio ad Alcamo dove di recente è pervenuta, su invito della regione, una delegazione di funzionari croati. Scopo dell’incontro è stato quello di mostrare le azioni previste nel Piano di Sviluppo, che si basano sugli interventi infrastrutturali rurali, come la promozione finalizzata all’incremento del turismo, alla valorizzazione delle emergenze naturalistiche, storico-culturali e architettoniche, alla crescita di adeguati canali di commercializzazione dei prodotti locali ed alla promozione delle produzioni tipiche. Grazie al finanziamento del GAL Golfo di Castellammare è stata realizzata da poco una pubblicazione, in italiano e in inglese, sugli itinerari tematici proposti dall’associazione culturale “Wine farm and Tourist” per scoprire: i bagli, tipiche costruzioni fortificate che venivano un tempo utilizzate come magazzini, ad esempio quello bellissimo della città di Scopello (famosa anche per i suoi faraglioni e la sua tonnara); le cantine; i musei e i maggiori vigneti siti a cavallo delle due province di Trapani e Palermo. Tra i percorsi quello che combina natura, agricoltura e religione e quello che coniuga “Vino e architettura rurale” che, partendo dalle Dune di Calatubo sul versante tirrenico, permettono di vedere i ruderi del castello e la millenaria vicina fontana araba della “Cuba delle Rose”, recentemente restaurata dal GAL che ha finanziato anche: carretto sicilianoi “Mercati del contadino”; la riqualificazione dei “Bevai di monte e di valle”; il rifacimento dei muretti a secco dell’area esterna del Santuario della Madonna del Furi di Cinisi; la ricostruzione della chiesa di San Cataldo a cavallo tra i territori di Trappeto e Terrasini ed i restauri dei “ponti federiciani” della Madonna del Ponte di Partinico. Voluti dall’Unione Europea questi enti hanno il compito di coinvolgere nello sviluppo del territorio tutti gli attori. In quello del Golfo di Castellammare ben si coniugano le tradizioni produttive di qualità, il vicino aeroporto internazionale di Palermo, ferrovia e autostrade. Del GAL Golfo di Castellammare fanno parte aziende e associazioni private ed enti pubblici, tra questi i comuni di: Terrasini, Cinisi, Partinico, Balestrate, Trappeto e Scopello in provincia di Palermo e solo Alcamo in provincia di Trapani. Nella restaurata Real Cantina Borbonica di Partinico, poco distante da Alcamo, è collocata la sede del Museo delle tradizioni storiche, culturali ed agricole. Ed è qui che troviamo i “Pupi di Partinico”, rappresentati dagli ultimi pupari: Nino Canino, che alla veneranda età di 86 anni ancora va in scena con la sua possente voce, coadiuvato dalla figlia Laura e Vincenzo Garifo che, formato alla scuola dei Canino e vissuto senza padre dall’età di due anni, con le lacrime agli occhi ci dice che «la sua famiglia sono i Pupi» e intanto ci mostra una parte della sua stupenda collezione, da Beatrice ad Orlando ad Angelica a Carlo Magno. Canino e Garifo tengono spettacoli all’interno della struttura, per la gioia delle scolaresche e dei turisti, guidati dal loro amore per le storie cavalleresche. Il Teatro dell’Opera dei Pupi nel 2001 è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio immateriale dell’Umanità. «La mission Il Cristo Pantocratore (1)del GAL Golfo di Castellammare è puntare su tre aspetti: enogastronomia, turismo rurale e conservazione del paesaggio, migliorando la qualità della vita in queste aree dove abbiamo avviato una fase di ascolto che coinvolge in primis le scuole per far conoscere il volto migliore dell’Europa, un’Europa che investe», sono queste parole del Presidente del GAL Pietro Puccio. Gli fa eco Andrea Ferrarella, Responsabile di Piano, che conferma gli obiettivi raggiunti, spendendo tutte le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. «Le aree rurali devono essere rivalutate – dice Santi D’Alessandro, responsabile per la Regione Sicilia della gestione dei GAL isolani e dell’animazione sul territorio – dando la possibilità alle piccole aziende e agli artigiani, che operano in loco, di investire come è stato il caso delle due sorelle che si sono inventate un’attività nel messinese con la lavorazione di un arbusto per creare souvenir e hanno richiesto un finanziamento al GAL territoriale per realizzare un laboratorio». La forza delle idee, dunque, crea redditività e i giovani ne sono consapevoli dopo il tramonto del sogno del posto fisso.

Dr. Harry di Prisco
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In giro per gli stand della BMTA di Paestum

In giro per gli stand della BMTA di Paestum
Si è da poco conclusa a Paestum la Borsa Mediterranea del Turismo e straordinaria è stata la partecipazione di visitatori che hanno incontrato i 130 espositori tra cui 25 Paesi Esteri. Paese Ospite Ufficiale per il 2014 è stato l’Azerbaigian proprio per sottolineare la cooperazione tra i popoli attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze. Il Premio Paestum Archeologia di quest’anno è stato conferito a Rai Cultura, al Dipartimento di Antichità Greche, Etrusche e Romane del Museo del Louvre e a Franck Goddio, archeologo subacqueo e fondatore dell’Istituto Europeo di Archeologia Subacquea. Nella Basilica Paleocristiana si è svolta la Conferenza di apertura, a cui hanno partecipato: Italo Voza, Sindaco di Capaccio Paestum; Gregorio Angelini, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania; Adele Campanelli, Soprintendente per i Beni Archeologici di Sa, Av, Bn, Ce e Giuseppe Canfora Presidente della Provincia di Salerno. Ad aprire i lavori Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato al MiBACT a cui sono seguiti gli interventi di Mounir Bouchenaki, Consigliere speciale del Direttore Generale UNESCO e Direttore Arab Regional Centre for World Heritage; Abulfas Garayev, Ministro della Cultura e del Turismo Repubblica dell’Azerbaigian; Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del MiBACT e Pasquale Sommese Assessore Regionale al Turismo ed ai Beni Culturali. A moderare il direttore della BMTA, Ugo Picarelli. Tra i Paesi partecipanti la Croazia presente con l’Ente nazionale croato per il turismo, diretto da Branko Curic, che ha presentato nell’occasione l’ agenzia turistica “Ventula Travel” e le tre regioni Zara, Sibenik e Spalato ed il Parco Nazionale Krka dove l’archeologia è di casa. Nel territorio intorno al fiume Krka si svolsero le battaglie all’epoca della Guerra Civile tra Cesare e Pompeo e a Burnum «dove passarono gli uomini più importanti del mondo romano – ci racconta il prof emerito Nenad Cambi – riecheggiano ancora gli echi delle battaglie, che fanno parte integrante del patrimonio archeologico di questo sito. Il valore eccezionale delle bellezze naturali e culturali del territorio croato è stato riconosciuto nel 1979 patrimonio mondiale dell’umanità dall’ UNESCO con la Città vecchia di Dubrovnik, i Laghi di Plitvice e il palazzo dell’imperatore romano Diocleziano attorno al quale si è sviluppata la città medievale di Spalato, tuttora simboli turistici più famosi della Croazia. Anche il centro storico romanico della città di Trogir, costruita sulle fondamenta di insediamenti greci del III secolo a.C. è stata inserita nel ’97 nel patrimonio UNESCO. C’è molto fermento di iniziative da quando la Croazia KrkCroazia è entrata nell’ Unione Europea e sarà Salona ad ospitare dal 25 al 28 febbraio prossimo il Congresso internazionale delle città antiche. In un territorio relativamente piccolo, ma ricco di uno straordinario patrimonio naturale, influenzato soprattutto dalla cultura Austro-Ungarica, Veneta e Turca risiede oggi un ricchissimo patrimonio culturale. In Croazia si possono trovare monumenti della cultura ellenica e dell’antica Roma, ma anche testimonianze di origine preistorica come, ad esempio, il sito archeologico dell’uomo di Neanderthal rinvenuto a Krapina, i reperti della civiltà neolitica di Vucedol, nei pressi di Vukovar, i ruderi illirici del periodo pre-romano e tanto altro ancora. In giro per gli stand abbiamo incontrato il direttore dell’Ente Nazionale per il Turismo della Romania, Joana Romania cluj-napocaPodosu, che è anche Presidente dell’ADUTEI, che ci ha chiarito come la Romania continui a puntare sui suoi prodotti di forza: cultura e natura facendo leva sui variegati itinerari alla scoperta della Transilvania, della Bucovina e sulla natura incontaminata che si respira nel Paese. Oltre alle città medievali ed ai castelli grande interesse viene riservato alle fortezze della Transilvania, ai villaggi sassoni inseriti nella lista del Patrimonio Unesco, alle riserve ed ai parchi naturali, alle miniere di sale ed ai fenomeni carsici.
Joana ha parlato del prodotto city break per i viaggi brevi, che vedono focalizzare l’attenzione sulla capitale Bucarest, Cluj-Napoca, città centro della Transilvania, Timişoara nell’ovest e Iaşi sita a nord-est del Paese, queste ultime tre sono in gara per ricevere il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2020.
Capitale europea della cultura per il 2019 insieme alla nostra Matera sarà la città di Plovdiv Bulgaria Plovdiv_di nottein Bulgaria, che è anche la città più vecchia in Europa, nella quale la vita non è mai cessata e, secondo il Daily Telegrapf, è classificata al sesto posto nel mondo. La sua origine risale al sesto millennio a.C. alla metà della nuova era della pietra. La città di Plovdiv, definita da Luciano di Samosata, “la città più grande e più bella di tutte – La sua bellezza splende da lontano”, ha il suo teatro antico visibile ancor oggi nella parte vecchia, lo stadio romano, il foro e l’odeon di Philippopol, l’acquedotto romano, l’edificio della tarda antichità detto la casa di “Eirene” e la piccola basilica dell’inizio dell’epoca cristiana, situata nella periferia est della città antica. Alla BMTA presente anche Cipro con Amalia Pedandola, che lavora a Milano a stretto contatto con il direttore dell’Ente del Turismo di Cipro, Christos Tsiakas.
CiproL’ isola è un museo a cielo aperto dove si possono visitare insediamenti preistorici, templi greci, teatri e ville romane con stupendi mosaici, basiliche paleocristiane, chiese bizantine e monasteri, castelli, cattedrali gotiche, fortificazioni veneziane, moschee musulmane. Le vestigia del passato sono una delle più importanti ricchezze di Cipro le cui leggende sembrano trovare conferma nei reperti archeologici provenienti dalle antiche civiltà. Affascinanti sono i luoghi, dove i coloni greco-micenei hanno costruito templi in onore delle loro divinità, prima fra tutte Afrodite, la Dea dell’amore e della bellezza. A Cipro si possono ammirate i favolosi pavimenti a mosaico, che un tempo decoravano le ville dei Patrizi, all’epoca in cui l’isola era un lontano avamposto dell’Impero Romano. I mosaici, raffiguranti principalmente scene tratte dalla mitologia greca, furono scoperti per caso nel 1962, da un agricoltore che stava arando il suo campo. In particolare quelli della Casa di Dioniso ritraggono il dio del vino, mentre la Casa di Teseo prende il nome proprio da un mosaico, che raffigura l’antico eroe greco mentre brandisce un randello contro il Minotauro. Tra fitte foreste di pini si può andare alla scoperta delle chiese affrescate di Cipro, dieci delle quali sono state dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Culturale dell’Umanità, insieme alla città portuale di Pafo ed al sito archeologico di Choirokoitia, che risale al neolitico. Kourion è poi uno dei siti archeologici più spettacolari dell’isola, importante città-stato nell’antichità, nota in particolare per il suo magnifico Teatro Greco-Romano, che vede tra i suoi tesori, anche alcune ville patrizie con raffinati pavimenti a mosaico ed una basilica paleocristiana.
Israele è poi crocevia della storia da millenni e non poteva mancare la sua autorevole presenza alla BMTA con il direttore ufficio stampa e p.r. dell’ Ufficio Nazionale Israeliano Israele-strada romanadel Turismo, Mariagrazia Falcone. Israele è sì un paese piccolo, ma per quanto riguarda i siti archeologici è enorme ed è dalla metà del XIX secolo che gli archeologi in cerca di testimonianze bibliche scavano e studiano antichi “tesori” del passato. Le civilizzazioni hanno lasciato nel vero senso della parola i loro segni nelle rovine di centinaia di splendidi siti. Grazie all’archeologia sono tornati alla luce alcuni resti, formati da enormi porte e mura di protezione, da misteriose iscrizioni, da lunghe cave, nascondigli e acquedotti. È privilegio e passione degli archeologi israeliani scoprire, conservare e mostrare i ritrovamenti che spiegano il passato multiculturale e la ricca storia delle tre fedi monoteiste presenti qui. La magia archeologica israeliana inizia con la preistoria e con le tracce ritrovate sul monte Carmelo e nelle montagne di Nazaret. Proprio sulle colline del Carmelo e lungo i fianchi della vallata di Wadi Ara, la via di comunicazione tra la piana costiera presso Haifa e la depressione del lago di Tiberiade, è stata trovata una città fatta di strutture simili ai nuraghi. A Gerusalemme si può vedere un’iscrizione di duemila anni fa in onore dell’imperatore romano Adriano, famoso per aver attuato dure politiche anti-ebraiche tra cui disposizioni che mettevano fuori legge il rispetto del Sabato e vietavano agli ebrei di pregare e di praticare la circoncisione. Si tratta di un monumentale frammento di pietra portato alla luce dagli archeologi della Israel Antiquities Authority nel corso di scavi effettuati a Gerusalemme.

Harry di Prisco

Le spiagge del Salento a rischio cementificazione per la TAP

ledune che saranno sbancate dalla tapLe spiagge del Salento a rischio cementificazione per la TAP

Alla settantottesima Fiera del Levante, inaugurata nei giorni scorsi a Bari dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, 40 sindaci del Salento, con il sindaco di Melendugno Marco Potì in testa, hanno manifestato il loro dissenso all’installazione del gasdotto della TAP, applaudendo quando il presidente della Regione Nichi Vendola ha ribadito che la Puglia non è la pattumiera degli altri. Per il Presidente Renzi si può ancora discutere sull’approdo, ma il ministro dell’Ambiente Galletti, che ha da poco approvato il rapporto di Valutazione impatto ambientale della TAP, insiste sul fatto che l’approdo è ormai stato deciso con 58 prescrizioni. Di diverso parere è il ministero dei Beni culturali che è contrario al deturpare le coste salentine. Il gasdotto dovrebbe approdare su un’incantevole spiaggia la Caciulara San Basilio, a San Foca, una delle cinque marine di Melendugno, sul Mare Adriatico, insignita per ben quattro volte della Bandiera blu e delle cinque Vele di Legambiente, distante appena un chilometro e mezzo dalla riserva naturale di interesse internazionale, 4spiaggia-sanbasilioLe Cesine. «Siamo in una zona ad alta intensità turistica – ha detto Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge” – dove i giovani si sono inventati un lavoro puntando sul turismo e sulla tutela delle risorse naturali, tra numerosi siti di interesse comunitario e un sito archeologico di straordinaria bellezza, Roca Vecchia, la Micene del Salento. Su appena 500 metri di arenile, che viene puntualmente segnalato dalle riviste di turismo tra le spiagge più belle della Puglia, ci sono tre stabilimenti balneari e un albergo. Tra le dune depongono le uova le ormai rare tartarughe di mare, caretta caretta. E la storia di questo gasdotto sta diventando una storia infinita.
La TAP AG ha progettato l’approdo di un gasdotto che parte dall’Azerbajian, risparmia le coste della Grecia, attraversa le montagne, per arrivare in Albania dalla cui costa dovrebbe immettersi in mare, poggiandosi per 111 chilometri sui fondali del Canale d’Otranto, un mare particolarmente esposto alle correnti e a forte rischio sismico. Il gasdotto approda poi su una delle marine di Melendugno.
Il tubo di acciaio ricoperto da cemento armato si immergerà sotto le dune di sabbia con un micro tunnel a una profondità di 18 metri. La voragine scavata nei fondali per ottenere l’immersione del gasdotto sarà ricoperta da cemento armato e malta.
6spiaggia-lacaciularaÈ dal novembre dello scorso anno, che è stato presentato un contro rapporto al Ministero dell’Ambiente, curato da ben 25 esperti, coordinati dal professore del Politecnico di Bari Guido Borri. «Abbiamo convocato gli esperti – ha precisato il sindaco di Melendugno, Marco Potì – perché potessero liberare il Comitato No Tap e il territorio dall’accusa di campanilismo o sindrome Nimby. C’è un lavoro serio dietro le osservazioni presentate, non potranno dire che siamo degli estremisti incompetenti, ci sono dei grandi professionisti per svelare tutti i punti più controversi del progetto». Lo scempio sarà evidente perché il gasdotto dopo essere riemerso in pineta, che sarà praticamente rasa al suolo per due ettari, si snoderà via terra. Per consentirne il passaggio e creare le zone di sicurezza e la viabilità di emergenza intorno, saranno divelti 1900 ulivi secolari, in un paese che vanta di detenere il 4 per cento della produzione di olio, a livello regionale. A Melendugno, poi, in località Masseria del Capitano dove ci sono i dolmen preistorici Placa e Gurgulante sarà realizzata la centrale di depressurizzazione, con camini alti dieci metri per smaltire i fumi. Intorno il deserto: 12 ettari di terreno, vasto quasi quanto 24 campi di calcio, dove non sarà ammessa alcuna attività. I Consigli comunali dei Comuni interessati hanno peraltro deliberato inidoneo il luogo destinato ad ospitare la centrale di depressurizzazione perché si trova molto vicina ai centri abitati di Melendugno, Vernole e Calimera e perché sorge in una zona non industrializzata, fatta di masserie e uliveti che caratterizzano il tipico paesaggio salentino. Non si indica nel progetto dove si andrebbe ad attingere l’acqua necessaria a far funzionare l’impianto con il grave rischio di prosciugare il già delicato equilibrio delle falde freatiche salentine. Intanto il cammino del gasdotto non finisce qui perché attraverserà anche i vigneti di Negroamaro del Nord Salento per arrivare ad immettere il gas nella centrale di Mesagne. Ironia della vicenda è che questa opera sarà dismessa tra 50 anni e i tubi di acciaio, ricoperti di cemento armato per un diametro di tre metri, saranno abbandonati in balia delle correnti marine e lentamente corrosi.

H.di P.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
email: harrydiprisco@libero.it

Festival du vent Calvi

Festival du vent Calvi

22 al 26 ottobre 2014

Dedicato agli aquiloni che quest’anno si svolgerà dal 22 al 26 ottobre. Su

www.lefestivalduvent.com

Harry di Prisco

 

Villa Castelli a cavallo di due province e di due mari

piazza MunicipiVilla Castelli a cavallo di due province e di due mari

“Olio, vino e mandorla, paesaggi e sapori della Dieta Mediterranea e Grandi Feste di tradizione”, questo l’itinerario alla scoperta dei colori autunnali e degli antichi sapori di Villa Castelli. Il Sindaco Vitantonio Caliandro è un vulcano di idee e di iniziative, «sul territorio c’è un “mare verde” – egli dice – fatto di alberi di ulivo, di vigneti a filari e frutteti, che invitano al relax e alla meditazione, in sintonia con i ritmi della terra». La cittadina salentina si estende in una zona collinare e buona parte del centro abitato poggia su un orlo di una scarpata, tra i colli: Fellone, Scotano e Vaso esposto nel museo municipaleCastello. Il corso d’acqua più importante, nasce dalla sorgente del Canale Reale sita in contrada Antoglia, detta Fonte Strabone, ma nota nella documentazione antica come Fonte dei Grani. La vegetazione si compone di oliveti e querceti alternati a tratti di macchia mediterranea. La gravina, facente parte del parco naturale regionale “Terra delle Gravine”, costituisce il giardino botanico comunale. Negli anni Trenta la gravina venne superata da un ponte a nove arcate in pietra, realizzato da maestranze locali con l’obiettivo di aprire un nuovo fronte di urbanizzazione alla città. Il sito archeologico più studiato è quello in località Pezza Petrosa, corrispondente al toponimo di Pezza Le Monache, dove è stata rinvenuta a seguito di lavori di trasformazione agraria, una necropoli con oltre trenta tombe, datata al IV-III secolo a.C., con corredi funerari, costituiti da 200 reperti di ceramica decorata, statuette della dea dell’agricoltura Demetra, oggetti in bronzo, che sono collocati presso il museo civico comunale. Gli scavi hanno identificato nei pressi del sito, resti di un abitato, con possibili tracce di mura difensive in blocchi, datati a dopo la metà del IV secolo a.C. che potrebbe riferirsi ad un villaggio dei Messapi divenuto, dopo la conquista da parte di Taranto, un pasta realeavamposto militare. È in età normanna che compare per la prima volta negli atti notarili il nome di “Castellum Caeje”, indicante un territorio fortificato tra Oria e Ostuni, l’attuale Ceglie Messapica, che comprendeva anche gran parte di Villa Castelli. Fu nel diciassettesimo secolo che emerge il toponimo Monte Castelli e poi nel diciottesimo secolo Castelli, a cui si è aggiunta la parola Villa, nel senso di borgo, già prima dell’indipendenza da Francavilla Fontana. L’economia del borgo si fondava in quegli anni prevalentemente sulla pastorizia e sull’agricoltura e ruotava intorno a masserie fortificate. Fenomeno importante per le attività commerciali era la transumanza, con lo spostamento di greggi e mandrie dalla Valle d’Itria al Salento attraverso le Murge. In occasione del passaggio dei mandriani si organizzavano fiere annuali e nel territorio sono ancora presenti una serie di antichi tratturi.

harry2Siamo in una terra che reca impressi i segni di importanti presenze, in un continuo alternarsi di domini e popolazioni che con le loro culture, le espressioni artistiche ed architettoniche hanno arricchito i luoghi di un patrimonio di incommensurabile valore, segnando lo spirito e il carattere degli abitanti, custodi di culture e tradizioni.

Sulla scia della tradizione contadina si organizzano anche oggi varie fiere. La Festa Grande di Villa Castelli, istituita come Comune nel 1926 con la consegna dello stemma araldico, ha avuto luogo tra il primo e il 4 ottobre in onore della Madonna della Fontana e il Cuore di Gesù, tra bande, luminarie, fuochi d’artificio e dolci tipici. La Festa (detta “ grappolo uva del salentoLa festa Bona”) segna la fine della vendemmia e l’inizio della raccolta delle olive. Bancarelle colorate si sono snodate ai lati delle vie del paese, presentando le ultime novità degli attrezzi agricoli, ma anche abbigliamento, oggetti per la casa. In serata largo alle luminarie tra la piazza e il corso principale e si è ballata la pizzica, mentre agli angoli dei bar e dei ristoranti si accendevano i tipici fornelli per arrostire sulla legna: salsicce, agnello, bombette (gustosi involtini di carne di maiale e fegatini), chiamati anche in altre zone del Salento turcinieddhi o gnomarieddhi, preparati con le interiora di agnello, condite con prezzemolo e limone. A Villa Castelli si possono degustare pietanze e prodotti tipici, che fanno della località salentina, il cuore della Dieta Mediterranea. Nella pasticceria “La Sfornata” di Anna Sarcinella viene prodotta la pasta La processionereale e la cupeta, il torrone salentino. La giornata “clou” della Festa Grande si è svolta il 2 ottobre con la tradizionale processione. Accompagnati dalla banda per tutte le vie del paese gli abitanti di Villa Castelli e di alcuni paesi limitrofi, con i propri sindaci, hanno seguito in processione le statue dei protettori della cittadina: la Madonna della Fontana e il Cuore di Gesù. Con una cerimonia, carica di significato, il Sindaco Caliandro ha consegnato, come è consuetudine, alla fine della processione, le chiavi della Città ai protettori. Per la terza sera di scena è stato il grande concerto di Edoardo Bennato, che si è esibito davanti a una piazza gremita. La scelta non a caso è caduta sul cantante napoletano quasi in ricordo del Regno di Napoli quando la parte più consistente dell’odierna Villa Castelli era territorio di pertinenza di Francavilla Fontana, mentre Monte Fellone restava frazione di Martina Franca e Monte Scotano di Ceglie Villa CastelliMessapica. La storia è fatta anche di coraggio e fu il 12 gennaio 1818 proprio nel territorio dei “Castelli” che il prete brigante Ciro Annicchiarico, anche noto come Papa Ciro, fu promotore di una “Repubblica Salentina” e fondatore della “setta dei decisi”, una società armata in veste repubblicana e massonica, che disarmò i fucilieri reali che si recavano ad Ostuni. A Villa Castelli c’è anche l’associazione “Settimana dei Briganti – l’altrastoria”, presieduta da Rocco Biondi, con sede nella strada privata intitolata al brigante Pasquale Romano, che ha inteso essere un luogo di dibattiti mirati alla rivalutazione storico-politica del brigantaggio nell’Italia meridionale. Era questo un la lavorazione della pasta di mandorlafenomeno di massa, che soprattutto nel decennio 1860/1870 ha coinvolto la stragrande maggioranza degli abitanti dei territori appartenuti all’ex Regno delle Due Sicilie. I briganti di quell’epoca, uomini e donne hanno lottato in difesa della loro terra, delle loro famiglie, della loro dignità. Le forze militari messe in campo contro di loro li condannarono alla sconfitta.

Per restare in tema di dieta mediterranea una passeggiata tra le campagne, tra ulivi millenari e vigneti, è stata organizzata da Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge”. Alla ricerca delle tipicità troviamo l’Azienda Melillo, che si sta sempre più affermando nel settore enologico con i vini Tagliavanti e Licabetto sui mercati nazionali e internazionali. Da Villa Castelli-municipioRocco Caliandro, esperto agronomo, si potrà scoprire l’iter di produzione dell’olio extravergine di oliva, Prima Pietra (dal gusto deciso) e Filo di Seta (dal sapore più delicato), prodotto dall’azienda Tratturi Reali, insieme al vino prodotto con il vitigno susumaniello coltivato tra i loro vigneti. L’oleificio Giovanni Cassese dal canto suo è ben posizionato sui mercati esteri con il suo olio extravergine di oliva, lavorato con macchinari ultramoderni, che garantiscono l’estrazione a freddo. Rappresenta un fiore all’occhiello in Italia per tecnologia e qualità dell’olio prodotto anche l’azienda Domenico Cassese, che si è dotata da poco più di un anno di macchinari di ultima generazione per la lavorazione delle olive, che grazie al festa patronalesistema di computerizzazione permettono al frantoio di gestire con estrema accuratezza tutte le fasi della lavorazione. All’insegna della Dieta Mediterranea, inserita nel 2010 dall’Unesco nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, operano i ristoranti locali: Il Parco degli Ulivi, Nero a metà, La Pizzeria Belvedere, La Locanda Montefolle, gli Antichi Sapori di Ciro Schiena. Nel territorio si trovano numerose masserie, alcune delle quali fortificate: “Antoglia”, torre medievale del XIV secolo; “Fallacchia”, che conserva tracce delle originarie strutture difensive, qui venne ambientata l’opera teatrale Niccu Furcedda dello scrittore settecentesco Girolamo Bax; “Sciaiani Piccola”, risalente al XVIII secolo e trasformata in agriturismo da Lorenzo Marco Elia, che ha dato vita anche alla Fattoria didattica, vero cuore pulsante del territorio rurale che riassume la storia della gente di Puglia. Nella masseria vi sono alcuni trulli che raccontano il duro lavoro dei contadini, che può essere un modello da seguire per riscoprire l’importanza delle tradizioni. Inserite nell’ambiente sono anche la piscina “BioNoca”, che ha la funzione di un lago naturale, dal momento che in un laghetto accanto sono state messe a dimora delle piante che aiutano la purificazione dell’acqua che viene effettuata in vasche di rigenerazione separata.

Harry di Prisco

Varsavia una città che guarda al futuro

la Sirena di VarsaviaVarsavia una città che guarda al futuro

La Polonia, situata nel cuore dell’Europa, è stata in passato un luogo di unione e di divisione tra l’Europa dell’est e dell’ovest e la sua capitale Varsavia, detta nel diciottesimo secolo la Parigi dell’est anche per le tante testimonianze lasciate dagli artisti italiani, è da sempre una città esuberante, movimentata, piena di vita. Il suo spirito giovane la rende una città unica, che meglio risponde alle aspettative del turista. Il brillante connubio tra antico e moderno, riscontrabile Cambio della guardia a Varsavianella mentalità e nell’architettura, si realizza nel pieno rispetto delle tradizioni, assecondando la spinta naturale verso l’evoluzione. Su questa linea si presenterà la Polonia all’Expo Milano 2015 con un padiglione, che sarà completamente seminato a frutteto con filari di alberi di mele, di cui il Paese è leader in Europa. I visitatori potranno così raccogliere personalmente i frutti dagli alberi. Le pareti interne saranno rivestite da specchi per creare l’illusone amplificata di un frutteto che si estende all’orizzonte. Varsavia, grazie all’aeroporto “Warsaw Chopin”, è un punto di snodo per i trasporti nazionali e internazionali del Paese. L’aeroporto è situato a soli 13 chilometri dal centro cittadino e si collega alla capitale con un efficiente servizio ferroviario metropolitano. La stazione principale “Centralina” si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, eretto in soli tre anni quale dono dell’Unione Sovietica e per questo non molto amato, mentre la stazione degli autobus è poco distante. Per le informazioni turistiche di Varsavia è attivo il sito www.warsawtour.pl dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia, che conta otto milioni di visitatori all’anno, si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale Polacco per il Turismo: Varsavia monumento a Chopinwww.polonia.travel/it. Situata nel cuore della pianura della Masovia ha avuto vicende travagliate, da cui ne è uscita sempre a testa alta. Per comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco è stato realizzato nel 2004 “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia”, per ricordare alle giovani generazioni gli orrori della guerra. A tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori. Su di una superficie di tremila metri quadrati si possono vedere oltre mille reperti ed un filmato in 3D, che mostra la città distrutta al 90% dalla furia nazista. Una leggenda racconta che due sorelle sirene, nuotando nel Baltico presero strade diverse, una approdò a Copenaghen e l’altra risalì il fiume Vistola, fermandosi per riposarsi in un luogo che oggi è la città vecchia, dove fu catturata e liberata, poi, dal figlio di un pescatore a cui avrebbe promesso aiuto in caso di difficoltà. Certo è che di statue della sirena a Varsavia ce ne sono ben tre. Ma naturalmente ce ne sono molte altre piccole sculture in giro per la città che nessuno è il Castello Reale di Varsaviariuscito a contare. Varsavia è un fiorente centro culturale, con concerti autunnali di musica contemporanea e di jazz. Fryderyk Chopin, che ad otto anni dette i suo primo concerto, fu educato a Varsavia e tanti sono i posti che lo ricordano. Molti sono i concerti che propongono le composizioni chopiniane, come quelli che si tengono ogni domenica, fino alla fine di settembre nel parco reale di Lazienki, nel giardino delle rose, sotto il monumento che lo ritrae come “poeta del pianoforte”. Nel parco ci si può sedere su panchine multimediali, uniche nel loro genere, installate nel 2010 nel duecentesimo anniversario della nascita, che permettono a tutti, premendo un pulsante, di poter ascoltare la sua musica. Il Parco Lazienki, di 76 ettari, dove si possono avvicinare pavoni e graziosi scoiattoli e si può fare anche un giro in gondola, è una delle mete preferite delle passeggiate dei cittadini di Varsavia. Incantevoli sono gli edifici storici al suo interno, realizzati dall’ultimo re della il Palazzo sull'Acqua di VarsaviaPolonia, Stanislaw Poniatowski, grande amante delle arti, che andando a caccia nel parco, decise di far costruire il Palazzo sull’Acqua, che si riflette con il suo colore bianco nelle acque del laghetto artificiale e altre strutture monumentali come l’Orangerie vecchia, al cui interno c’è il bellissimo teatro di corte Stanislawoski; l’Anfiteatro estivo; il collegio militare e il palazzo Mysliewicki. La strada reale, che termina con il Palazzo del Belvedere, fino al 1994, residenza del capo dello Stato, collega i vari palazzi reali con il castello totalmente ricostruito. L’utilizzo di quadri, fotografie e ricordi della gente servì come base per un grandioso progetto architettonico di ricostruzione del centro storico completato nel ’62 e che l’Unesco nel 1980 ha premiato per la bellezza e la perseveranza dei suoi abitanti, proclamandolo patrimonio di tutta l’Umanità. Il verde è punto di forza di Varsavia e ne è un esempio il giardino pensile della Biblioteca dell’Università con i suoi originali 2000 metri quadrati di verde attrezzato sul tetto, unito da passerelle, ponti e pergolati. Per scoprire la vera “cultura” della vodka, si può scegliere un tour di degustazione di tre ore che propone la visita di almeno tre diversi locali caratteristici panorama_Varsaviaper assaggiare sei diversi tipi di vodka, ascoltando le storie e gli aneddoti sulla città e su questa bevanda tipica polacca, infatti, secondo molti, è nata proprio in questo Paese. La vodka si sa è tipica dei paesi freddi del nord Europa, ma c’è un altro liquore squisito da provare ma di gradazione inferiore. Si tratta dell’idromele, un liquore dolce ottenuto dalla fermentazione di una soluzione di acqua, miele e lieviti, che la leggenda vuole fosse la bevanda preferita da Odino, re dei Vichinghi, nonché l’ambrosia degli dei. Il termine “Luna di miele”, potrebbe nascere dall’usanza di consumare idromele nella settimana successiva al matrimonio per aumentare la probabilità di nascita di un erede maschio.

Harry di Prisco

Torun risplende nel buio della notte

La statua di Copernico a TorunTorun risplende nel buio della notte

È stato il salentino Luciano Mariano a curare di recente gli effetti di luce del “matrimonio del secolo” di Ritika e Rohan, celebrato in Puglia e costato circa 10 milioni di dollari per l’allestimento, gli alberghi e i resort, le guardie del corpo, gli abiti e gli inviti in oro massiccio, e la scenografia magnifica. Intanto l’artista delle luci Luciano Mariano lo abbiamo incontrato a fine agosto nella cittadina polacca di Torun dove personalmente e solo con l’aiuto di cinque la posta di Toruncollaboratori ha fatto sì che le luminarie sono diventate opere d’arte. « La Galaxy Gallery con il suo fascino barocco – ci ha detto l’artista salentino – ha illuminato il buio della notte con l’arte delle luminarie grazie ad un allestimento che ricorda la nostra tradizione salentina». I visitatori sono stati invitati ad entrare nella galleria di luci, che ha interpretato la teoria copernicana, attraverso un gigantesco portale, che ha voluto rappresentare la navata centrale di una chiesa, guidati dalla voce inconfondibile del grande Luciano Pavarotti in un applauditissimo “Buongiorno a te” come “buongiorno alla vita”. Si è concluso a fine agosto la VI edizione del Festival internazionale Bella Skyway, dal tema panorama di Torunstimolante: “Toccare l’orizzonte, per sperimentare l’infinito”, che ha trasformato Torun, che si affaccia sul fiume Vistola, attraverso giochi di luce, in un enorme laboratorio sperimentale, basato su scienza e astronomia, con l’obiettivo di comunicare con i visitatori in modo insolito e stimolante attraverso l’esperienza della bellezza. Gli impianti presentati sono diventate vere e proprie macchine del tempo, così da accompagnare i trecentomila visitatori in un viaggio temporale. Per cinque giorni alcune costruzioni effimere sono diventate parte del paesaggio urbano, mentre alcune facciate degli edifici si sono trasformate in schermi cinematografici 3D.
La Galaxy Gallery  di Torun di Luciano Mariano«Il turismo è in crescita – ha detto il direttore dell’Agenzia Informazione Turistica di Torun (www.it.torun.pl), Szymon Wisniewski – e la città attira oltre un milione e seicentomila visitatori all’anno di cui l’ 80% è polacco, anche se attualmente solo il 20% proviene dall’ estero e per la maggior parte dalla Germania». Situata a circa 200 chilometri a nord di Varsavia, la cittadina polacca è collegata con diversi treni alla capitale. È un luogo magico da visitare che affascina quanti cercano una Polonia vivace al passo con i tempi pur sempre legata al suo importante passato. Qui si possono incontrare tanti giovani che frequentano l’Università Nicolò Copernico, erede della ricca tradizione dell’Università Stefan Batory di Vilna. Torun, da non dimenticare, è il luogo di nascita del geniale astronomo padre della teoria eliocentrica. E naturalmente non poteva mancare nella piazza del Mercato il monumento a lui dedicato, tutto realizzato in bronzo come anche merita una visita la casa-museo, ricco di cimeli astronomici e documenti appartenuti allo scienziato e di arredi medievali. Il complesso urbano di Torun è costituito dalla Città vecchia e dalla Città nuova e dovunque si avvertono i segni del glorioso passato fatto di arte e cultura, inserito dall’Unesco nel 1997 nella lista bandiera_polaccadel patrimonio mondiale dell’umanità. Grazie ai suoi numerosi monumenti è una delle città più belle ed artistiche della Polonia, fondata nel 1233 sulla riva destra della Vistola. La cittadina visse un periodo di forte sviluppo con l’Ordine dei Cavalieri Teutonici e successivamente fece parte della Lega Anseatica, divenendo uno dei più grandi centri commerciali dell’Europa dell’est, costituendo la principale rotta di comunicazione sia per la navigazione fluviale, che in parte per quella marittima, nel tratto che va dal Baltico a Torun.
Harry di Prisco