L’enoturismo in Tunisia sulle orme di Magon

L’enoturismo in Tunisia sulle orme di Magon

La Tunisia dalle cento sfaccettature: come da una sfera di cristallo manda la sua luce nel mondo.
Si è giunti oggi a poter dire tutto questo ammirando l’impegno del Paese amico nel presentarsi ai suoi visitatori. Lo abbiamo constatato or è poco nel mega educational di Tunisi che apre le porte ospitali attraverso la cultura, il turismo, gli sport, l’enogastronomia.
In primo luogo a testimoniare la validità – delle – attese, si parte dalla Medina della Capitale con i suoi 260 ettari di estensione in cui risiedono 100.000 persone circa che, vivendola giornalmente, consentono di preservarla; al Museo Nazionale del Bardo, collocato nel sobborgo di Lo Bardo a quattro chilometri circa ad ovest del centro. Il recente restyling ha consentito la sua completa fruibilità con sei nuovi padiglioni. Si tratta del museo archeologico più antico dell’Africa e conta sulla più importante collezione del mondo di mosaici romani. Le opere d’arte delle quattro religioni che si sono susseguite in questo Paese fanno sì che il Museo non sia solo noto per i mosaici quanto per i reperti archeologici che narrano la storia millenaria della Tunisia.
Nell’ambito del turismo, poi, viene potenziata la balneazione, il benessere, la talassoterapia e lo sport golfistico.
Il turista che sceglie il nord della Tunisia non ha che l’imbarazzo della scelta, potendo optare tanto per i siti archeologici come Cartagine, Dougga, El Diem, Baulla Regia, Sveitla, Utica e andare alla ricerca delle strutture migliori per rigenerare il corpo con la talassoterapia nelle SPA degli alberghi. In quanto alle delizie culinarie offerte ai visitatori, ricordiamo il tradizionale Bric. Si tratta di un foglio di pasta sottilissima che contiene un ripieno di carne secca, pepe e zafferano, completato con un uovo crudo messo come variante al tonno e uova.
Dal momento che stiamo dando uno sguardo alle bontà culinarie, ci vien fatto di parlare della passione tunisina per la viticultura e per l’enoturismo.
La viticoltura tunisina ha origini molto antiche, le prime attestazioni si hanno intorno all’ 815 a. C. con la civiltà fenicia grazie al trattato dell’agronomo Magon. Questo tipo di coltivazione ebbe un grande sviluppo durante il periodo cartaginese e romano. Nella penisola di Cap Bon, vicino Tunisi, gli arabi producevano un vino dolce molto rinomato. Nelle isole di Gerba e Kerkenna veniva prodotto invece un vino chiamato hasir, con la qualità d’uva detta asli, con punte di gradazione alcolica dai 16 ai 17 gradi. A Bizerta poi si preparava un vino denominato “mghelli” (bollito), che prende il nome dalla macerazione e poi bollitura dell’uva. Fu agli inizi del diciannovesimo secolo che un nutrito gruppo di coloni francesi, maltesi e italiani decisero di coltivare le proprie viti in Tunisia, a seguito dell’invasione della fillossera che imperversava in Europa.
Ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi ci sono molte joint venture per produrre e mettere in vendita il vino nei circuiti esteri, come anche sono sorte una serie di cantine-modello, per lo più dislocate nella penisola di Cap Bon, che usano impianti e tecnologie in prevalenza italiane. Utilizzando vitigni sperimentali come il Carignan, il Pinot, il Syrah, il Merlot, lo Chardonnay, il Cabernet, il Sauvignon si stanno producendo in Tunisia da qualche anno anche grandi cru.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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email: harrydiprisco@libero.it

A Sibenik in Croazia “Taste the Mediterranean – Degusta il Mediterraneo”

`ibenik_vista dal ponte di_Krka,_CroatieSibenik

A Sibenik in Croazia “Taste the Mediterranean – Degusta il Mediterraneo”

Dal 26 al 29 maggio la città di Šibenik ospita il 3° Festival Internazionale Taste the Mediterranean/Degusta il Mediterraneo. Quest’evento speciale, vuol dire condividere buon cibo e buon vino, esso unisce gastronomia e cultura, ed è dedicato alla Dieta Mediterranea ovvero al cibo, alla cultura, alle tradizioni, ai prodotti e allo stile di vita che si sono sviluppati durante i secoli lungo le coste mediterranee.

Il ricco programma del Festival prevede: cooking show, corsi di cucina, degustazioni di vino, master class dei grandi chef internazionali, varie cene con feste e la musica tipica della regione. In tale occasione si potranno effettuare gite al Parco Nazionale della Krka e … molto altro ancora.
Tra i numerosi chef che parteciperanno, per citarne solo alcuni: Marco Stabile, chef la cattedrale di Sibenikstellato del ristorante Ora di Aria di Firenze; Lionel Levy, chef stellato del ristorante Alcyone di Marsiglia; Issam Rhachi, uno dei migliori chef marocchini, che dirige la ristorazione del Mandarin Oriental Hotel a Marrakech; Rudi Štefan, chef del ristorante Pelegrini di Šibenik, che ha appena riconquistato il titolo come migliore ristorante della Croazia e tanti altri.
Per il programma completo del Festival si può visitare il sito: www.tastethemediterranean.eu

La città fortificata di Sibenik, la più antica città della costa croata, fu costruita dai Croati attorno al IX secolo. Crebbe in contemporanea con lo sviluppo dello stato croato medievale, ed è menzionata per la prima volta nell’atto di donazione di Re Petar Krešimir IV. Non molto dopo, numerosi Stati si scontrarono per entrare in possesso della città, dagli Austroungarici agli Ottomani e ai Veneziani. La città prosperò, si estese e si sviluppò dal punto di vista culturale, artistico, marittimo, commerciale ed economico. Sotto il dominio di Venezia, durato per 400 lunghi anni, furono costruiti i più importanti monumenti storici e culturali, nonché le principali attrazioni della città odierna. Una di queste, simbolo della città, è la Cattedrale di S. Giacomo.

http://www.sibenikregion.com/it/ H. di P.

I venti anni di Roche Bobois

il 20 anni di Roche Bobois (6)

I venti anni di Roche Bobois
in collaborazione con Atout France

Un marchio francese che è sinonimo di stile e design contemporaneo. Un gusto che si è affermato anche in Italia. Un mobile Roche Bobois è la magia di un mobile dalla personalità unica fatta di tanti apporti a cominciare dal designer che lo ha ideato, agli artigiani di altissimo livello che lo hanno realizzato. Questi concetti ci sono stati esposti dall’architetto Imma Esposito: ” Vendiamo si degli eleganti mobili di uno stile del tutto particolare, ma in effetti vendiamo dei sogni, i nostri clienti amano la loro casa e le cose belle, noi non vendiamo il singolo mobile ma l’intero allestimento, facciamo il nostro lavoro con molta passione” conclude Esposito. L’occasione dell’incontro ci è stata data nel negozio di Via Jannelli a Napoli di Roche Bobois.
Il titolare, Enzo Varriale ci precisa: ”Ho trasmesso il mio entusiasmo di un lavoro di il 20 anni di Roche Bobois (3) (2)quaranta anni ad i miei figli, Salvatore e Giuseppe, che hanno aperto un analogo negozio a Firenze e che oggi festeggiano insieme a noi, anche se lontani”. I loro arredi sono al di fuori dei soliti schemi, un mobile non è ”solo” un mobile perchè esso è una cosa viva in quanto ci appartiene e ci rappresenta, in ultima analisi è parte integrante di noi. Le chiediamo quale sia allora il loro compito:” il nostro compito è quello di aiutare il cliente a capire ciò che intimamente desidera senza imporre il nostro gusto”.
Un appuntamento esclusivo, dunque, organizzato in collaborazione con Atout France Italia, Ente per lo sviluppo del Turismo Francese in Italia, pensato proprio come un itinerario immaginario attraverso le eccellenze e le bellezze di Francia, di cui ogni il 20 anni di Roche Bobois (7)showroom Roche Bobois degli otto negozi italiani, ha allestito per l’occasione un corner speciale dedicato alla Francia e ai suoi colori.
Negozi “di Francia vestiti” e un cocktail per brindare alla storia di un successo che fa parlare di sé in tutto il mondo.
In particolare, a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, Roche Bobois e Atout France hanno presentato un aperitivo con vini francesi di una regione della Francia – dalla Bretagna alla Valle della Loira, dalla Provenza alla Costa Azzurra, fino all’Alsazia, in abbinamento ai formaggi francesi – accompagnata dalla lettura di poesie e testi letterari che parlano tanto di Francia quanto di ‘comfort’, che è poi il motivo che spinge i clienti all’acquisto di mobili. Sullo sfondo, un filmato dedicato alla regione protagonista e al design Roche Bobois, ma anche foto d’autore della mostra “Route du Gôut en France”, promossa da Atout France e curata da Donatella Luccarini. Un cocktail detto “à la française” abbinato ad un esclusivo percorso olfattivo firmato dalla Maison Fragonard di Grasse, la celebre cittadina nota per i suoi laboratori di profumi.
l'ingresso del negozio di NapoliNell’occasione è stata presentata in anteprima l’edizione 2016 del magazine Rendez-vous en France, che quest’anno ha dedicato ampio spazio all’arte di vivere e al design, con un’intervista esclusiva a Nicolas Roche, direttore delle collezioni di Roche Bobois.
Si è potuto quindi assaporare a Napoli immagini e profumi di Francia e raccogliere informazioni sulle destinazioni d’Oltralpe, mete delle prossime vacanze estive, per scoprire l’anima e l’eleganza della French Art de Vivre.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
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Iberotel Apulia capitale mondiale dell’antistress

Iberotel Apulia-parco degli uliviIberotel Apulia capitale mondiale dell’antistress

Tra il 14 maggio e il 4 giugno e tra il 10 e il 30 settembre 2016 tutti i suoi ospiti potranno usufruire di trattamenti benessere gratuiti e all inclusive.
L’obiettivo? Benessere fisico e serenità mentale per ricaricarsi prima di affrontare il cambio di stagione. Niente di meglio che una pausa dedicata interamente a se stessi in un contesto naturale unico. Il resort infatti sorge nel cuore del Parco regionale litorale di Ugento e, costruito in pietra leccese dura, il carparo (da distinguersi dalle pietra morbida del barocco), interpreta l’anima del Salento: tutte le camere che vanno dalla standard alla suite si affacciano sulla tipica corte salentina dove una volta si faceva vita di vicinato e sono immerse nel silenzio di una pineta lussureggiante, che fa da chioma al mare limpido e cristallino.
Iberotel Apulia (www.iberotelapulia.com) è anche un ecoresort: prodotti a chilometro zero, riutilizzo delle acque, riduzione di immissioni di anidride carbonica nell’aria, raccolta differenziata e azzeramento dell’uso della plastica. Fattori che gli hanno fatto meritare il titolo di Campione ambientale Tui (Tui Umwelt Champion) e Gold TraveLife Award.
Basterà già una passeggiata sulla spiaggia per rigenerarsi: al tramonto con il sole che si tuffa nel mare oppure di buon’ ora, all’alba, tra le gocce di rugiada e la natura che si risveglia. Straordinario poi il parco piscine con acqua riscaldata, idromassaggi e gli scivoli per il divertimento di tutti, grandi e piccini.
wibero-cameraMa per i palati più esigenti, mentre i bambini e gli adolescenti si divertono al mini-club o all’anfiteatro, ecco ogni giorno a scelta corsi di yoga, pilates, meditazione, fitness e lifting gym®, la ginnastica facciale che viene considerata alternativa al bisturi. E in una terra che viene definita il luogo di incontro tra Oriente e Occidente non potevano mancare le discipline orientali: il qi gong, che, ispirandosi alla medicina cinese e  alle arti marziali, punta al potenziamento dell’energia interna con pratiche  di meditazione,   concentrazione mentale e controllo della respirazione. Lezioni anche di Tai Chi, la boxe cinese, che viene praticata in Occidente come medicina preventiva.
Ma ci si può divertire anche con il nordic walking, la camminata con i bastoni simili a quelli da sci, lezioni di golf con la ginnastica a corpo libero e con attrezzi (la easy line) e infine con smovey, una tecnica di profondo rilassamento  e divertimento che utilizza musica e gli anelli vibranti per armonizzare gli emisferi cerebrali.
Nella Spa, inoltre, si potrà godere dei trattamenti benessere, su richiesta (non inclusi), mirati a soddisfare ogni singola esigenza.
A tavola piatti biologici e vegetariani, centrifugati e spremute di frutta fresca per tutta la giornata.
Iberotel Apulia-parcoIl 22 maggio i massimi esperti mondiali del benessere, guidati dall’antistress coach Simon Elliot, si daranno convegno per confrontarsi e sperimentare le nuove tecniche del relax per migliorare sempre di più l’offerta ai propri clienti.
Iberotel infatti è sede permanente dell’Antistress Academy, cui fanno riferimento altri  14 resort tutti cinque  stelle che, al mondo, hanno scelto la filosofia dell’antistress: dall’Indonesia alla Grecia, da Cuba alle isole Fiji, dalla Polinesia francese all’Indonesia passando per Ucraina, Riviera francese, Austria, Cuba, Marocco, Cina, Malesia e Messico (www.antistressresorts.com). Tutti i 14 resort hanno come riferimento l’Antistress Academy dell’Iberotel Apulia per aggiornarsi e offrire sempre il meglio ai propri ospiti.

Tra il 14 maggio e il 4 giugno 2016 e tra il 10 e il 30 settembre 2016: promozioni speciali all inclusive

Iberotel Apulia Antistress Resort ****
Via vicinale Fontanelle
Casella Postale 106
73059 Marina di Ugento (LE)
tel +39 0833 93 10 02
fax. +39 0832 93 36 46
www.iberotelapulia.com
info@iberotelapulia.com

Harry di Prisco

Alberobello e la cultura dei Trulli

Grotte di Castellana-percorso disabiliAlberobello e la cultura dei Trulli
Castellana Grotte e le sue meraviglie celate

Tra le sei top destinazione Puglia, nelle prossime vacanze primaverili non si può non visitare Alberobello e Castellana Grotte. Il nostro viaggio parte da Alberobello, nella Valle d’Itria, patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Alberobello è conosciuta universalmente per i suoi trulli: costruzioni architettoniche uniche al mondo e straordinario esempio di come le strutture apparentemente più semplici, si rivelano anche le più ingegnose. Le sue caratteristiche peculiari, unitamente al fatto che gli edifici sono tuttora abitati, rendono unico il sito, che rappresenta un vestigio eccezionale di tecniche costruttive antiche, in un paese riconosciuto come una delle più importanti regioni del mondo in relazione all’architettura di pregio e all’urbanistica. Ma la cultura di un luogo non si manifesta solo negli aspetti materiali ma anche negli aspetti immateriali, che si Castellanagrotte-fanovetrasmettono di generazione in generazione attraverso la lingua, la musica, il teatro, i comportamenti, la gestualità, le pratiche i costumi e molte altre forme sociali e culturali. Alberobello risulta per questo, essere iscritta anche nella prestigiosa World Heritage List per gli aspetti immateriali della sua cultura locale. Alberobello è quindi testimonianza dell’eccezionalità di un passato sopravvissuto intatto, con le sue tradizioni culturali e architettoniche, nel mondo moderno.
Raccontare Alberobello attraverso un video “Alberobello Unesco World Heritage Site” e sognare di essere in questo paese da favola. Tutti gli eventi sono riportati sulla pagina Facebook Ufficiale del Comune:
“C’è grande voglia di fare sistema, costruire un’immagine comune e condivisa del nostro paese da presentare agli operatori e ai tour operator nazionali ed internazionali – ha dichiarato l’assessore al Turismo e vice Sindaco di Alberobello Daniela Salamida. Alla Bit abbiamo proposto Alberobello come destinazione turistica, come paese capace di accogliere il visitatore e coinvolgerlo in eventi, proposte e iniziative a sostegno di un turismo esperienziale. La Bit – conclude Daniela Salamida – abbiamo presentato il costituendo Polo Culturale Esperienziale che sorgerà nel rione Aia Piccola”.

Sant'AndreaIl Museo vivente del Trullo

Un passato che si vuole far rivivere attraverso il “Museo Vivente del Trullo” da realizzare nel Rione Aia Piccola. Il progetto della Associazione Alberobellese Arteca. Un museo vivente aperto al pubblico, un itinerario turistico culturale in cui la gente, gli alberobellesi ma soprattutto i visitatori, potranno ammirare gli abitanti di oggi vestiti come quelli di due secoli fa e immergersi nella vita e nelle attività del’epoca. Un percorso nella storia, in cui il pubblico ammira i trulli che per il “Museo Vivente” tornano ad essere botteghe e ambienti domestici, corredati da utensili e attrezzi originali. Il Rione Aia Piccola è il luogo perfetto per far rivivere l’antica atmosfera della vita quotidiana degli inizi dell’Ottocento. Guide e attori diventano gli artigiani, i contadini, le donne, i bambini, i venditori del tempo che con gesti e costumi tipici, introducono il visitatore nella storia e nel contesto ambientale di allora. Il percorso museale riproduce alcuni mestieri e scene di vita quotidiana tipici della tradizione, per ricreare un’atmosfera e una dimensione ormai lontane e dimenticate ma fortemente riflesse ancora oggi nel modo di vivere quotidiano dei pugliesi.
www.artecalberobello.it

Le Grotte di Castellana-la graveCastellana grotte emozioni sempre nuove
A pochi chilometri da Alberobello, si trovano le Grotte di Castellana, situate alle porte della Valle d’Itria. Si aprono nelle Murge sud orientali a circa 1,5 km dal Comune di Castellana Grotte.
Le Grotte di Castellana custodiscono da più di 90 milioni di anni un luogo incantato dove la natura ha generato scenari di inimmaginabile bellezza. Opere uniche, modellate dalla forza dell’acqua e celate nel buio grembo della Terra. Stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme più insolite e dalle suggestive sfumature di colore, si alternano in una continua danza ritmata dallo stillicidio che, ancora oggi, continua a nutrire tanto splendore.

Torre_Sant'Andrea-Melendugno (1)Da 77 anni, oltre 15 milioni di visitatori hanno potuto ammirare i tre chilometri di percorso sotterraneo che terminano con la meravigliosa Grotta Bianca, un’ampia caverna unica al mondo per il totale candore.
Le Grotte di Castellana sono aperte tutto l’anno e offrono visite accompagnate da guide professioniste anche in lingua inglese, tedesca e francese, oltre all’italiano. La visita completa ha un costo di 15€ e sono previste riduzioni per gruppi e convenzionati.
Le Grotte di Castellana sono state, inoltre, riconosciute le uniche grotte accessibili d’Italia grazie al progetto C. A. S. A., un’equipe di operatori specializzati, formati appositamente per far vivere a tutti i visitatori che presentano forme di disabilità le emozioni sensoriali dell’ambiente ipogeo, garantendo la massima sicurezza.
Unica anche la possibilità di esplorare le Grotte di Castellana vivendo le emozioni dei primi scopritori grazie a Speleonight, una visita sensoriale su prenotazione che si effettua al buio, equipaggiati di caschetto e luce frontale. Un’esperienza mozzafiato per ammirare le grotte guidati dall’esperienza di veri speleologi.

vendemmiaLe Grotte di Castellana offrono anche la possibilità di vivere emozioni uniche grazie ai grandi eventi che vengono organizzati ciclicamente all’interno dell’ampia Caverna della Grave; uno scenario di incomparabile bellezza che ha già fatto da sfondo a concerti musicali con artisti del calibro di Vinicio Capossela, Gino Paoli, Nada, Ron, Servillo, oltre ad eventi culturali di grande spessore, tra cui Stefano Benni e Luca Bianchini. Da alcuni anni, inoltre, le Grotte di Castellana ospitano “Hell in the Cave”, il più grande spettacolo sotterraneo al mondo arricchito da stupefacenti danze aeree e fantastiche scenografie. Ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri, è sold out ad ogni replica. Ha riscosso inoltre grande successo l’evento Presepi in Grotta e la rassegna “Natale nelle Grotte” con la direzione artistica di Eugenio Finardi. Grandi artisti della musica e del teatro si sono esibiti in Grotta. Unica la rappresentazione di Medea, che recitata al buio, aiuta i visitatori a sentire le grotte come un organismo vivente, provando emozioni uniche.

Vivere le Grotte di Castellana significa immergersi in una esperienza capace di coinvolgere ogni senso, significa ritrovare profonde emozioni legate a memorie ancestrali, significa riscoprire l’essenza della bellezza, incontaminata e pura. E non solo.
Oggi, le Grotte di Castellana, sono un mondo da scoprire e riscoprire ogni giorno dell’anno.

Viste le Grotte, vale la pena fare un giro nel centro storico di Castellana, borgo medioevale dominato da una cattedrale romanica e che in pieno inverno, l’11 gennaio, si illumina con i fuochi delle Fanove: quasi cento falò vengono accesi contemporaneamente per ricordare il miracolo della Madonna della Vetrana, che salvò i cittadini di Castellana dalla peste.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
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La processione Dietro la Croce di Hvar una delle più antiche della Dalmazia

La processione Dietro la Croce di Hvar una delle più antiche della Dalmazia

Ogni anno durante la settimana santa gli abitanti dei paesi del centro dell’isola di Hvar (Dalmazia) celebrano Pasqua da più di 500 anni, la processione Pod krizem (la processione Dietro la croce). La processione è dal 2008 sulla lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Si tratta di una tradizione religiosa che appaga con la sua spiritualità chiunque vi partecipa. Non è un caso che ogni anno anche siano presenti anche tanti forestieri, richiamati dalla notorietà della processione degli abitanti di Jelsa, Pitve, Vrisnik, Svirce, Vrbanj e Vrboska. Da ciascuno di questi sei paesi isolani parte un corteo di fedeli: la particolarità sta nel fatto che le processioni partono contemporaneamente da sei luoghi distinti e procedono parallelamente verso la medesima direzione, senza mai incontrarsi.
http://www.tzjelsa.hr/it/eventi/permanenti/processione-dietro-la-santa-croce/
La processione sull’isola di Hvar inizia il Giovedì Santo alle ore 22,00 e dura fino le 08,00 del mattino, e lunga 22 chilometri e passa per sei parrocchie; Jelsa, Pitve, Vrisnik, Svirce, Vrbanj i Vrboska. Si parte da Jelsa, una bellissima località dell’isola di Hvar. I vigneti e gli oliveti di quel luogo sono rimasti “praticamente inalterati nel tempo”, presentandosi oggi così com’erano al tempo dalle prime colonizzazioni degli antichi greci. Essi sono, inoltre, una rara testimonianza del sistema geometrico di divisione del terreno utilizzato nell’Antichità. La piana Starogradsko polje oggi rappresenta il paesaggio greco antico meglio conservato dell’intero bacino del Mediterraneo. Sull’isola di Hvar ci sono tante spiagge, le più conosciute Bonj Viola, argento e blu sono i colori di Hvar (Lesina, in italiano), isola ruvida e sensuale, rinomata per le sue piante, in particolare la lavanda. Non a caso si dice che Hvar sia la più soleggiata fra le isole croate. Per informazioni: Ente per la promozione turistica della Contea di Split e della Dalmazia
www.dalmatia.hr

Hvar è l’isola della cultura/storia/artigianato, nota per la lavorazione del merletto di agava e per l’ottimo vino. Sull’isola si arriva dal porto di Spalato (da Roma ci sono voli diretti per Spalato ogni giorno della Croatia airlines). Il traghetto sbarca a Stari Grad.

 

Stari Grad
I Greci, provenienti dall’isola Paros hanno fondato la più antica città della Croazia nel 384 a. C., nello stesso anno in cui nacque a Stagira, città della Tracia, il filosofo greco Aristotele. Fu fondata sul punto in cui la profonda insenatura si insinua nel fertile campo isolano, coltivato a vigneti e uliveti dall’Antichità. Per secoli fu il riparo sicuro dei marinai, mentre oggi è un posto ideale per lunghe passeggiate e i piacevoli bagni nello stabilimento Lanterna. Il Museo, il Monastero dei Dominicani e numerose chiese sono soltanto una piccola parte di tutto ciò che assolutamente va visitato a Stari Grad. Il più importante monumento cittadino è il castello Tvrdalj, dimora estiva rinascimentale del poeta croato, il nobile Petar Hektorović della prima metà del Cinquecento. Il castello dispone del romantico parco e la peschiera.
La piana di Stari Grad (Chora Pharou), il più grande e il più fertile delle isole adriatiche, si protende su una superficie di 6 Km dall’insenatura di Vrboska fino all’insenatura di Stari Grad. La lottizzazione del campo è uno dei capolavori della cultura greca del Mediterraneo, che nonostante i tumultuosi eventi storici e le successive numerose lottizzazioni, è rimasto quasi invariato fino ai nostri giorni. Questo paesaggio è rimasto inalterato con il suo sistema di vie e di grandi lotti, dal periodo dell’antica Faros greca (IV secolo a. C.). Nella zona della piana di Stari Grad si trovano quasi 120 siti archeologici, dalla preistoria fino al Medioevo.http://www.stari-grad-faros.hr/en/

Hvar – il capoluogo dell’isola
Tra i punti d’interesse della città di Hvar spicca Pjaca detta Trg Sv. Stjepana (la piazza S. Stefano). È una delle più grandi e più belle piazze cittadine della Dalmazia. Sul lato settentrionale della Pjaca svetta la Cattedrale di Hvar, dedicata a S. Stefano, papa e martire, santo protettore della Diocesi e della città di Hvar. L’Arsenale (il cantiere e il rimessaggio per i velieri), costruito nel Cinquecento, è uno dei più belli e meglio preservati sul Mediterraneo.

Il Monastero delle Benedettine con il Museo fu fondato nel Seicento. Gode di fama mondiale grazie alla lavorazione del merletto dal 19 secolo con i fili ottenuti dall’agava, la tradizione tramandata da diversi secoli. I merletti sono oggi prodotti dalle suore del convento di San Benedetto, nel cuore della città. La lavorazione inizia con la raccolta delle foglie delle piante di almeno 3 anni dalle quali si ricavano fili lunghi 1 m che vengono lavorati all’uncinetto. http://www.nard.hr/samostan-Hvar.aspx
I merletti di Agave sono stati inseriti nel 2009 nella lista del Patrimonio culturale immateriale Unesco. Le mura cittadine risalenti a cavallo tra il Duecento e il Trecento cingono la parte più antica della città protendendosi fino alla fortezza, chiamata dai locali “Fortica”, costruita nella metà del Cinquecento al posto della rocca medievale.
Nel 1612 fu costruito uno dei teatri pubblici più antichi d’Europa.
Ivan Vucetic (Juan Vucetich), ufficiale di polizia nativo di Hvar, fu il primo al mondo a perfezionare la dattiloscopia, metodo di identificazione con le impronte digitali.

Jelsa
E’ un importante centro con ricca offerta turistica, situato sul versante settentrionale della parte centrale dell’isola. Jelsa, conosciuta per i vini eccellenti dall’Antichità, offre agli ospiti una recettività di ottima qualità, programmi culturali e di svago, nonché numerosi servizi sportivi e ricreativi. Tra i punti d’interesse spicca la chiesetta di S. Giovanni risalente alla fine del Seicento, la chiesa di S. Maria del primo periodo gotico, la pjaca (piazza) e il lungomare, alle cui spalle nel 1870 è stato creato, prosciugando la palude, uno dei maggiori e più bei parchi della Dalmazia.
Vrboska http://www.vrboska.info/it/1/home/
Il paesino si trova nella profonda insenatura sinuosa che dalla sua forma richiama un fiordo. L’insenatura finisce in un canale con l’isolotto collegato da diversi ponti, motivo per cui Vrboska è soprannominata “la Piccola Venezia”. Vi si trova una delle più singolari chiese della Dalmazia a forma di fortezza, il simbolo del paesino: la chiesa della Madonna della Pietà, nonché il Museo della pesca che illustra la retrospettiva della ricca tradizione del villaggio che ha dato il maggior numero di pescatori sull’isola. http://www.dalmatia-pictures.com/vrboska-ribarski-muzej/
H di P
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Anna Elisa Prete presenta alla ITB di Berlino le Marine di Melendugno

Anna  Elisa PreteAnna Elisa Prete presenta alla ITB di Berlino le Marine di Melendugno

“Siamo convinti – dice l’assessore al turismo del comune di Melendugno, Anna Elisa Prete – che è arrivato il momento di presentare la bellezza delle nostre marine a livello internazionale”
Dopo il successo alla Bit di Milano 2016, il Salento con le Marine di Melendugno approda a Berlino per presentarsi come meta alternativa e sicura del Mediterraneo: mare, cultura e divertimento.
“ Il nostro territorio- continua l’assessore Prete – ha tutte le carte in regola per attrarre sempre più turisti internazionali, tra morbide e bianche spiagge, siti archeologici – come Roca Vecchia e la Grotta della Poesia, definita dal National Geographic tra le dieci piscine naturali più belle al mondo – e uliveti millenari. Il centro Europa poi è un mercato molto interessante con particolare riferimento all’area di lingua tedesca, parlata da oltre 110 milioni di persone solo in Europa. In questa vasta area le vacanze sono scaglionate e l’incremento di turisti stranieri ci permetterebbe di destagionalizzare”.
L’occasione è data dalla fiera internazionale del turismo, la ITB, tra le più grandi al mondo, che si svolgerà prossimamente nel quartiere fieristico della capitale tedesca.
Ristorante- Casa   ItaliaL’assessore al turismo del Comune di Melendugno, Anna Elisa Prete, presenterà il suo territorio ai giornalisti e tour operator internazionali nel corso di una conferenza stampa, organizzata da Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it). Seguirà un party dal titolo “Mediterranean Italy Salento my love Party” con prodotti tipici e vino negroamaro. Ad allietare gli ospiti la cantante e pianista Carla Petrachi la quale interpreterà alcuni brani della pizzica salentina accompagnandosi con un tamburello.
Nel corso dell’evento saranno proiettati i video che illustrano la bellezza delle marine di Melendugno, per mostrare le bellezze mozzafiato di cui è ricca la cittadina salentina con le sue stupende coste ai giornalisti e ai tour operator presenti a Berlino.

Lido la sorgentehttps://www.youtube.com/watch?v=MBHKjWJCkqY

Nel Salento la vacanza è all’insegna del vero relax, non solo per la bellezza del territorio, ma anche per la varietà delle offerte delle numerose strutture, per ogni tasca. Per fare un esempio si può dormire presso l’Hotel “Iberotel Apulia” (www.iberotelapulia.com) che ha puntato sulla filosofia dell’antistress con trattamenti benessere in pacchetti all inclusive tra il 14 maggio e il 4 giugno 2016 e tra il 10 e il 30 maggio 2016.
Per chi ama un tuffo nella storia la scelta migliore è presso la Masseria Chiccorizzo (www.masseriachiccorizzo.it), una tipica masseria del ‘500 con le camere disposte a corte, immersa negli uliveti e con una grande piscina.
Per chi, invece, preferisce l’autonomia che solo un appartamento può dare, il posto giusto è a Lido Le Canne di Gallipoli, immersi in una grande pineta confinante con la spiaggia (www.lidolecanne.it)
Per degustare piatti tipici della Dieta Mediterranea e fare il bagno su una delle spiagge più belle del Salento, la scelta migliore è il Lido La Sorgente di Torre dell’Orso (www.lidolasorgente.it) che unisce alla bellezza della spiaggia attrezzata l’ottima cucina di mare.
Cantina SandonaciPer i palati più raffinati ecco il ristorante La Grotta del Conte, dove si può degustare pesce fresco sulla scogliera a picco sul mare di Castro (www.grottadelconte.it).
Imperdibili poi i famosi vini del Salento, quali i vini della Cantina San Donaci (www.cantinasandonaci.eu), pluripremiata per il suo Anticaia e il Wine Trophy; nonché gli spumanti di negroamaro della giovane Tenuta Marano, con le etichette: Carlo V, dolce, brut, ed extra dry (www.tenutamarano.it).
Cinque marine con morbide e bianche spiagge si susseguono lungo la costa adriatica a 20 chilometri a sud da Lecce. Sono le marine di Melendugno: Torre Specchia, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Sant’Andrea. La spiaggia più bella e rinomata è Torre dell’Orso, ma negli ultimi anni si sta molto rivalutando la spiaggia di San Foca San Basilio-Mora Mora, nei pressi della piscina naturale di Roca Vecchia è stato ritrovato un antico santuario di età pre-romana dove i naviganti della Terra d’Otranto pregavano le Divinità. Spettacolari i faraglioni di Sant’Andrea con archi naturali e insenature. A San Foca è sorto il primo lido in Italia per disabili e malati di SLA, un camminamento attrezzato che permette di fare il bagno in autonomia.
Per Berlino la giornalista Carmen Mancarella ha realizzato un’edizione speciale della rivista “Spiagge” in formato pocket, in tedesco e inglese (www.mediterraneantourism.it).
Dr. Harry di Prisco
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Oria – Melendugno – Casto nardo ecco le città da visitare alla scoperta del Salento

Castro-acropoliOria – Melendugno – Casto nardo ecco le città da visitare alla scoperta del Salento

ORIA FESTEGGIA I PRIMI 50 ANNI DEL TORNEO DEI RIONI.

Il Medio Evo in Puglia: il suo fascino si può testimoniare visitando Oria che festeggia quest’anno i primi 50 anni del torneo dei rioni. Nel cuore della Puglia, Oria con il suo centro storico medioevale affascina da sempre i visitatori. La città che sorge su tre colli è dominata dal castello federiciano, racchiuso in un borgo medioevale dalla incomparabile bellezza. Unico è il quartiere ebraico da cui si accede attraverso la Porta degli Ebrei con le sue viuzze. Qui nacque un grande della Farmacologia, il medico Shabbataj Donnolo cui è dedicato uno dei due ospedali di Tel Aviv.
Ogni estate e quest’anno eccezionalmente anche il 15 maggio Oria ricorda l’arrivo di Federico II di Svevia, avvenuto realmente nel 1225. L’imperatore attese infatti a Oria la sua sposa che arrivava dall’Oriente, Jolanda di Brienne, che avrebbe poi sposato nel Duomo di Brindisi nel novembre dello stesso anno. Nell’attesa Federico II, che amava cacciare nella grande foresta oritana, bandì il torneo dei rioni con giochi e combattimenti: un evento che quasi 800 figuranti ricordano ancora oggi con lo spettacolare Torneo dei Rioni. Per festeggiare il 50enario della manifestazione l’appuntamento è tra il 14 e il 15 maggio, quando Oria si trasformerà in una città medioevale con cavalieri, dame e duelli nella Notte Bianca. Poi sarà celebrato il Torneo come ogni anno il primo week end di agosto.

San Foca-lido San BasilioMELENDUGNO PERLA DELLA COSTA ADRIATICA

Ad appena 20 chilometri da Lecce e venti da Otranto, si trova Melendugno, bagnata dal mare. Morbide e bianche spiagge caratterizzano il suo territorio con le sue cinque marine Bandiera Blu e Cinque Vele di Legambiente: Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca Vecchia, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea. Tutte dominate da una torre di guardia, volute dall’imperatore Carlo V su tutte le coste pugliesi per difendere il territorio dall’attacco dei turchi, le spiagge sono punteggiate da alte dune, ricoperte di gigli selvatici e protette dalle pinete.
La spiaggia più bella, affollatissima d’estate, è quella di Torre dell’Orso, sempre placida e con acque trasparentissime: una baia di poco più di un chilometro le cui alte dune sono ricoperte da una pineta, come se fossero una chioma verde.
Racconta l’antica storia dei Messapi, il popolo dei due mari che abitava il Salento, prima dell’arrivo dei Romani, il sito archeologico di Roca Vecchia, dove è stata rinvenuta nella grotta della Poesia Piccola il Santuario del Dio Taotor messapico, Turor latino e Tahotor greco, cui i naviganti della Terra d’Otranto rivolgevano preghiere prima di attraversare il Canale d’Otranto.
Poco distante c’è la Grotta della Poesia Grande, che il National Geographic ha decretato essere tra le prime dieci piscine naturali più belle al mondo.
Un colpo d’occhio poi sono i faraglioni di Sant’Andrea, che con le loro mille forme Castro-dea minervadominano il mare limpido e cristallino: la Sfinge nel piccolo villaggio dei pescatori, l’Italia con la tipica forma di Stivale e Lu Pepe un arco, sotto cui è bello passare a nuoto. A Melendugno esiste la prima spiaggia attrezzata per i disabili.
Inaugurato l’estate scorsa ecco il primo lido appositamente attrezzato per i disabili. A realizzarlo l’Associazione Io Posso sulla spiaggia principale di San Foca Le Fontanelle con il contributo del Comune di Melendugno e di partner privati. Un progetto straordinario, primo in Italia, che con passerelle adeguate, dà la possibilità alle persone malate di Sla e diversamente abili di fare il bagno in libertà.


CASTRO, LA GROTTA ZINZULUSA, IL BORGO MEDIOEVALE E LA STRAORDINARIA SCOPERTA DELLA STATUA ATENA ILIACA

Castro è così bella che viene definita la Perla del Salento. Si affaccia su un mare limpido e cristallino e i servizi sono così avanzati e rispettosi dell’ambiente da aver ottenuto per ben cinque anni consecutivi l’importante riconoscimento della Bandiera Blu dal Fondo europeo per lo sviluppo e per l’ambiente.
Se Castro Marina si caratterizza per il suo mare limpido e cristallino, Castro Alta è un borgo medioevale dall’incomparabile bellezza arroccato su un’altura-balconata da cui si domina il mare.

Nardò-piazza Salandra (1)E’ qui sull’acropoli che quest’estate è avvenuto un importante ritrovamento: la Statua della Dea Athena Iliaca del IV secolo avanti Cristo, di cui nel 2008 era stata rinvenuta una piccola statuina in bronzo.

In quel luogo si trovava il suo tempio e dove avvenivano gli scambi commerciali nel mondo antico.
Secondo il professore Francesco D’Andria che ha guidato la campagna di scavi, Castro era infatti un importante emporio, dove tutti i commercianti del Mediterraneo si ritrovavano riconoscendosi sotto una civiltà e una fede comune.
Il ritrovamento della statua ha fatto aumentare a Castro il numero di visitatori. Sono infatti aumentate sia le visite della Grotta Zinzulusa, fiore all’occhiello della marina, che le visite nel centro storico, dove è possibile fare sosta nel museo archeologico all’interno del castello aragonese che verrà inaugurato in primavera.
L’amministrazione comunale ha ideato il biglietto unico. Che permetterà di visitare la Grotta Zinzulusa e il centro storico guidati da guide esperte del luogo.

Castro-panorama della costaA Castro ci si diverte. Sono infatti tantissimi gli eventi che l’amministrazione comunale organizza per intrattenere i numerosi ospiti nelle sere d’estate.
Tra tutti il Premio Castrum Minervae conferito ogni anno a personalità illustri che hanno legato il proprio nome al Salento, il Wine Fest, il Castro in jazz e la Notte Bianca, quando tutto il borgo antico si anima di musica, buoni sapori e divertimento.
www.castropromozione.it – pagina FB Castro

la scoperta della Statua della Dea Minerva


Oria-torneo dei rioni (1)NARDO’ CON IL CENTRO STORICO BAROCCO E LA NATURA SELVAGGIA SONO IL SET PERFETTO PER GRANDI FILM
Dopo il successo del film “Sei mai stato sulla luna” con Raul Bova, Nardò si conferma la città più cinematografica del Salento. Il suo centro storico barocco, le ville gentilizie e la natura selvaggia fanno da set naturale ai tantissimi film che puntualmente si girano qui.
Vaste distese di ulivi secolari, fanno della città salentina, la città dell’olio per eccellenza, e del vino negroamaro con interessanti realtà che si stato affermando sempre di più sui mercati internazionali. Il centro storico, dalle chiese barocche, i palazzi gentilizi e le case contadine a corte, tipiche del Salento, sta vivendo un momento di forte rinascita e rilancio. Sempre più viaggiatori infatti hanno deciso di acquistare a Nardò la loro seconda casa: inglesi, francesi e tanti settentrionali.
Nardò ha ricevuto dal presidente della Repubblica la medaglia d’oro al valor civile perché immediatamente dopo la seconda Guerra mondiale accolse gli ebrei nelle ville della marina di Santa Maria al Bagno. Nacquero storie di amore e di amicizia, raccontate oggi nel Museo dell’accoglienza di Santa Maria al Bagno, una casa utilizzata dagli ebrei liberati dai campi di concentramento e caratterizzata dai graffiti dove essi raccontavano il Sogno di ritornare nella Terra Promessa.
Oria-torneo dei rioni con l'attore max belli e l'attrice eleonora sergiPoco più a Nord, da visitare c’è Santa Caterina con Portoselvaggio e l’area marina protetta, la Palude del Capitano, che si estende fino a Porto Cesareo.
E’ la Rassegna di musica, danza e cultura ad avere sempre più successo a Nardò. Una rassegna che fa di Nardò e di tutto il Salento un luogo di incontri e culture nel Mare Magnum: il Mediterraneo.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
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ALCUNI SUGGERIMENTI PER IL VOSTRO VIAGGIO
Dove dormire:

“Iberotel Apulia” Antistress Resort ****
Via vicinale Fontanelle
Casella Postale 106
73059 Marina di Ugento (Lecce)
tel +39 0833 93 10 02
fax. +39 0832 93 36 46
www.iberotelapulia.com
info@iberotelapulia.com


Artigianato:

Maria Teresa Gigante
Bottega d’Arte Lecce L’Arca di Noè
Via Acaya 7
73100 Lecce
tel 347 60 36 262
mariateresagigante2@gmail.com

Azienda vitivinicola :

Tenuta Marano
Via Provinciale 158
73 010 Guagnano (Lecce)
tel 0832 177 19 88
www.tenutamarano.it

Tour operator:

Semar Viaggi
Baglivi Tours
Piazza d’Italia 66
73 100 Lecce
Tel 0832 33 15 33
www.semar-viaggi.it

 

Le sei top destination della Puglia

la spa dell'Iberotel Apulia (1)Le sei top destination della Puglia
Un viaggio lento e senza tempo nel Salento dei due mari

I giornalisti e gli opinion leader internazionali e nazionali esperti di moda e turismo eleggono Alberobello, Castellana Grotte, Oria, Melendugno, Castro e Nardò le 6 TOP DESTINATION DELLA PUGLIA da non perdere per le prossime vacanze primavera estate 2016 in un viaggio lento e senza tempo dalla Valle d’Itria al Salento dal titolo “Puglia, il sapore della vita”.
A promuovere la bellezza di questi luoghi alla BIT di Milano 2016, sono stati il sindaco di Castellana Grotte, Franco Tricase e il presidente di Castellana Grotte Srl, Domi Ciliberti, i iberotel-relax-ulivi (1)vicesindaci di Oria e Alberobello, Egidio Conte e Daniela Salamida con il presidente dell’Associazione Arteca, Carmelo Sumerano per il Museo vivente del trullo, gli assessori al turismo di Melendugno e Nardò, Anna Elisa Prete e Maurizio Leuzzi, il consigliere delegato al turismo di Castro Pasquale Rizzo con la presidente della Pro Loco Maria Coluccia. A fare gli onori di casa il vicepresidente dell’Associazione regionale pugliesi, Giuseppe Selvaggi.
Tre le esperienze da fare: una vacanza a “Iberotel Apulia” (www.iberotel-apulia.com) presentato dalla responsabile marketing, Mariangela Giannuzzi, che fa del benessere a tutto tondo la sua mission aziendale. Un bicchiere di vino o di spumante di negroamaro della Tenuta Marano di Guagnano, di cui hanno parlato il responsabile commerciale, Iberotel -mare caraibicoNicola Pulpo e la presidente, Rosa Marano (www.tenutamarano.it).Sono state inoltre presentate le famose ceramiche di Maria Teresa Gigante della bottega d’arte l’Arca di Noè in via Acaya a Lecce. Partner il tour operator “Semar Viaggi” di Lecce (www.semar-viaggi.it).
Gli amministratori hanno esposto la bellezza dei loro territori nel corso di due conferenze stampa, organizzate e moderate dalla giornalista Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it) che ha svolto in soli otto anni, con l’aiuto di Comuni, Assessorato al turismo della Regione Puglia, Pugliapromozione, Gal e partner privati, ben 35 educational per giornalisti, ospitandone oltre 700 (con una media di circa 20 a press tour).
Iberotel-lidoAffollatissime le conferenza stampa. Al Circolo della Stampa nella sala Tobagi c’erano 200 giornalisti. Tutte esaurite le cartelle stampa. A fare da testimonial alla conferenza stampa è stato, a sorpresa, il cantautore Eugenio Finardi che ha raccontato quanto sia innamorato della Puglia, dopo aver firmato da direttore artistico l’evento “Natale nelle Grotte” per conto di Castellana Grotte Srl.
Ma entriamo subito nel vivo del viaggio ed andiamo nel Salento dei due mari.
FRIZZANTE COME IL MAR ADRIATICO; FERMO COME IL MAR JONIO. Per conoscere il vino negroamaro che, per l’appunto, è frizzante come il Mare Adriatico, sempre mosso dai venti e fermo come il mare Jonio, andiamo a Guagnano dove è presente la Tenuta Marano, voluta dall’imprenditore Salvatore Marano, che ha investito nel Salento e in particolar modo a Guagnano: zona di grandi cantine che esportano vino in tutto il mondo (ben sette su appena 6mila abitanti!) e che sorgono nel mare verde dei Iberotel-piscinevigneti (www.tenutamarano.it). Tenuta Marano produce vini di grande pregio come il rosso Raritas, Salice salentino dop, il None, rosato Igp, il primitivo Ameno, rosso Igp e i tre spumanti di negroamaro: Carlo V, extra brut, extra dry e dolce ed è in procinto di aprire il primo spumantificio del Salento. E se le bollicine sono frizzanti come il mar Adriatico sempre scosso dai venti, i vini rossi e rosato sono fermi come il Mar Jonio, quasi sempre placido con cinque gradi di temperatura in più.
IBEROTEL: LA FILOSOFIA DELL’ANTISTRESS

E per dormire la scelta non può che cadere sull’albergo “Iberotel Apulia” ad Ugento Iberotel-camera(www.iberotel-apulia.com) un ecoresort lambito da una spiaggia dai colori azzurro intenso a lido San Giovanni, marina di Ugento, divenuta capitale mondiale dell’antistress perché è riferimento di altri 14 resort sparsi in tutto il mondo per l’aggiornamento nel campo del benessere. Presso “Iberotel Apulia” ha sede l’Antistress Accademy. Tra il 14 maggio e il 4 giugno e tra il 10 e il 30 settembre arriveranno all’ Iberotel Apulia i maggiori esperti del benessere e dell’antistress, mentre tutti i trattamenti benessere e le attività sportive saranno all inclusive per chi deciderà di prenotare in quelle date.

www.iberotel-apulia.com

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L’arte della seta torna al Liceo artistico di San Leucio con un corso professionale

Il Liceo Artistico di San Leucio (3)L’arte della  seta torna al Liceo artistico di San Leucio con un corso professionale

Ritorna l’arte serica a San Leucio grazie all’omonimo Liceo Artistico Statale. Parte, infatti, dal prossimo anno scolastico, un indirizzo professionale dedicato alle produzioni tessili-sartoriali legato alle creazioni artigianali del territorio. «Con orgoglio comunico che ritorna l’arte serica a San Leucio, grazie ad un corso che ci è stato riconosciuto quale Istituto Professionale. Un’opportunità per i giovani del territorio e per il territorio stesso. A partire da settembre 2016 – spiega il preside Antonio Fusco – si affiancheranno al percorso liceale due indirizzi dell’iter professionale. Il progetto formativo vuole rivedere il rapporto della scuola con le tradizioni artigianali leuciane, legate Il Liceo Artistico di San Leucio (4)alla cultura della seta e al sito monumentale del Belvedere, ma in un’ottica moderna che coniughi tradizione e innovazione, arte e tecnologia».

IL PROFILO FORMATIVO

Il profilo formativo è finalizzato a conservare e a valorizzare gli stili, le forme, le tecniche proprie della storia artigianale e locale degli indirizzi professionali con l’opzione per le produzioni tessili-sartoriali e per le produzioni artigianali Il fine ultimo e quello di salvaguardare competenze professionali specifiche del settore produttivo tessile – sartoriale e dell’arredamento, con riferimento all’arredo storico e al restauro del tessuto e del mobile. Il titolo di studio Il Liceo Artistico di San Leucio (5)conseguito e le competenze acquisite consentiranno ai giovani di affacciarsi al mondo del lavoro oppure di continuare gli studi universitari in particolare di architettura e di design industriale, o presso l’Accademia delle Belle Arti. Il percorso professionale sarà affiancato dai sette indirizzi di studio del liceo che coprono tutti i settori della formazione artistica: design e arredo, design moda, scenografia, grafica, arti figurative, architettura e ambiente, audiovisivo e multimediale.

ARTE DEL TESSUTO DELLA MODA E DEL COSTUME

La moda è un fenomeno complesso che rispecchia le trame e gli sviluppi di una società. E’ possibile, vedere attraverso la moda, il progresso degli usi e dei costumi di un popolo, la Il Liceo Artistico di San Leuciovicenda dei suoi gusti, dei suoi pudori, delle sue gioie dei suoi pregiudizi, ma anche la storia del suo stile, della sua morale, della sua condizione sociale.
Il percorso didattico, che la sezione “Arte del tessuto della Moda e del Costume” si propone, è quello di stimolare l’estro creativo degli allievi verso il design e la progettazione nel settore, inseguendo l’innovazione e la continua evoluzione economico – sociale – tecnologica della moda stessa, sia in ambito nazionale, con particolare riferimento al territorio di appartenenza, sia nel mondo. La ricerca e l’analisi dell’evoluzione della moda di ieri e di oggi, le sue tendenze con le sue varianti costituiscono la base per sperimentare nuovi design e nuovi materiali. Le tecniche artigianali tradizionali, opportunamente rielaborate, trovano nuove collocazioni nel campo dell’abbigliamento. Sviluppando tali Il Liceo Artistico di San Leucio (2)presupposti, l’obiettivo finale è la progettazione e la realizzazione di una collezione di capi femminili, ma anche l’elaborazione di costumi storici con temi specifici legati all’arte, alla natura o ad eventi sociali.
La sezione moda contribuisce in modo significativo alla dinamicità del Liceo Artistico di San Leucio, con un profondo rapporto con il territorio collaborando con Enti e Associazioni per sfilate a tema, rappresentazioni culturali in costume storico, eventi teatrali e a saggi di danza.
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Visit Teverina

Castiglione Teverina museo del vino (1) Visit Teverina

«L’approccio a questa manifestazione è stato quello di concentrarsi sulla definizione “cuore della vacanza”, ossia l’integrità ambientale, la coerenza paesaggistica, la ricchezza del patrimonio storico e artistico, senza tralasciare la qualità dei servizi. »
È quanto ha dichiarato Vincenzo Peparello, Vice Presidente del GAL in Teverina, a chiusura del workshop tenutosi nei giorni scorsi presso il MUVIS – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari di Castiglione in Teverina. L’evento promosso in occasione di “Visit Teverina”, nell’ambito del progetto europeo di animazione territoriale del GAL, ha inteso puntare alla creazione di una rete di sinergie tra gli attori dello sviluppo locale, capace di confrontarsi in modo propositivo sullo sviluppo di un processo di riqualificazione integrata e sostenibile dell’offerta agroalimentare del territorio, che per varietà e qualità dell’offerta si candida a divenire un “laboratorio per lo sviluppo sostenibile”. Un progetto e un obiettivo che il GAL in Teverina intende proporre e sperimentare per lo sviluppo di un modello di crescita alternativo a quello delle grandi città.
Il risultato è stato ampiamente raggiunto come ha dimostrato il grado di soddisfazione espresso al termine dei lavori dai 14 buyers, quasi tutti esteri, provenienti in maggior parte dai paesi dell’Europa dell’Est, i quali nei due giorni di permanenza nel viterbese hanno potuto apprezzare quanto di buono la regione può offrire dal punto di vista paesaggistico e agroalimentare. A cominciare dall’olio e dal vino, che rappresentano i prodotti di punta, per finire alle altre eccellenze come i prodotti da forno, i salumi e i formaggi grazie al fiorente allevamento ovino della zona. Alla manifestazione hanno preso parte oltre 25 aziende, i cui rappresentati hanno poi potuto far degustare le specialità proposte.
«Il workshop e l’educational – ha detto il vicepresidente del Gal – hanno visto protagonisti la natura, i paesaggi, le colture e le tradizioni più autentiche di queste terre, dando luogo a esperienze create per rispondere alle diverse esigenze dei segmenti di prodotto e dei rispettivi mercati di riferimento. »
Il Gruppo di Azione Locale in Teverina raggruppa sei Comuni (Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano) le cui caratteristiche a livello di produzioni agroalimentare sono sostanzialmente omogenee perché dovute principalmente alla qualità del suolo, argilloso e vulcanico, alla conformazione orografica, al contesto ambientale e al terreno prevalentemente collinare. Specificità queste che favoriscono in modo particolare la coltivazione della vite, storicamente attestata in epoca etrusca e romana e poi ancora durante il Medioevo fino all’età moderna. È in questo contesto che si snoda la Strada del Vino della Teverina, un itinerario turistico di grande fascino e bellezza.
«Questa iniziativa – ha dichiarato Stefano Landi, presidente di SL&A, società coordinatrice dell’intera manifestazione – è stata realizzata nell’ambito di una profonda attività di animazione territoriale che già da qualche tempo abbiamo intrapreso, attraverso il coinvolgimento partecipativo di diverse realtà presenti sul territorio. Siamo, infatti, profondamente convinti che il raggiungimento di certi obiettivi sia possibile solo attraverso un’operazione sinergica che coinvolga tutti gli operatori.» Non a caso è stato costituito RTR – Rete Turistica Rurale: un gruppo di lavoro che mette insieme gli attori del GAL, i GAC e gli esperti del turismo uniti in vista della nuova programmazione comunitaria.

Harry di Prisco

Alla scoperta dell’alto Jonio cosentino

VillapianaAlla scoperta dell’alto Jonio cosentino
Solcavano i mari sulle loro navi diretti verso le coste dello Jonio, per saccheggiare,
uccidere donne e bambini. I Saraceni nel corso dei secoli assediarono molte città,
che per difendersi innalzarono lungo le coste torri di avvistamento.
Nell’alto Jonio molte sono ancora in piedi, mute sentinelle a scrutare il mare in attesa
de “lo nero periglio”, ormai scomparso.
Per gustare un territorio come l’Alto Jonio Cosentino, ancora tutto da scoprire, ma certamente per vivere esperienze indimenticabili in autunno, è stato organizzato in settembre l’educational per tour operator dal direttore della rivista di turismo e cultura del canna la  piazzaMediterraneo “Spiagge” (www.mediterraneantourism.it), Carmen Mancarella. È il Gal Alto Jonio Federico II che ha inteso far conoscere queste zone. «La mia terra è straordinaria – dice il direttore del Gal Federico II, Franco Durso – rimasta autentica ed incontaminata. Dai paesi di collina lo sguardo si perde tra le valli del Metapontino e la piana di Sibari per arrivare fino al mare. Noi del Gal vogliamo far conoscere questo territorio ad un pubblico sempre più vasto, le sue tradizioni autentiche, il forte senso di ospitalità dei suoi abitanti». Si può dormire in hotel di lusso come il quattro stelle Miramare Palace hotel, diretto da Ugo Vulnera, affacciato sul mare di Trebisacce. L’hotel ha anche la Spa e organizza per i suoi ospiti escursioni alle Gole del Raganello. Interessante è anche la proposta del B&B La Testuggine che a Roseto si affaccia sul mare di Capo Spulico. Spiega Francesca Mafia: «originariamente la struttura è nata come residence da affittare per tutta la stagione, ma quando abbiamo visto che i soggiorni diventavano sempre più brevi, ci siamo adattati alle esigenze dei nostri clienti e l’abbiamo trasformata». Una proposta tutta da vivere è il B&B La Piazzetta nel centro storico di Roseto a Capo Spulico. «Abbiamo acquistato alcune casette del centro storico, proprio sulla piazzetta – spiega Rocco Nigro – e le abbiamo trasformate in ampie camere dotate di tutti i comfort».
i murales di montegiordanoLocation esclusive invitano a sognare e per dare una mano all’ambiente circostante hanno contribuito le riprese cinematografiche. Ed è il paese di Rocca Imperiale, che ha ispirato il regista Pupi Avati. In gennaio si potrà vedere su Rai Uno il film interamente girato nel romantico paesino dell’Alto Jonio Cosentino, famoso per i limoni igp e per il suo castello voluto da Federico II. «Il film – spiega Ernesto Truncellito, location manager dei fratelli Pupi Avati – è ambientato nei limoneti di Rocca Imperiale dove arriva un immigrato che si innamora della figlia del proprietario. E’ una storia d’amore e d’accoglienza che rompe gli schemi e fa luce sul vero significato della fede. Io, essendo della zona, ho fatto scoprire Rocca Imperiale e i suoi antichi limoneti». Si è avverato un sogno. «Siamo sicuri che il film sarà uno straordinario veicolo di promozione non solo per Rocca ma per tutto l’Alto Jonio Cosentino», afferma l’assessore al turismo Antonio Favoino.
A pochi chilometri da Rocca Imperiale si trova poi Canna, famosa per i suoi mulini ad acqua molti dei quali sono stati restaurati e per i suoi palazzi gentilizi. «Il mio desiderio è di restare qui a Canna – spiega la consigliera con delega alla cultura, Maria Truncellito – per vivere la bellezza della mia terra, inventandomi un lavoro”. Canna è un imperdibile tappa per gli appassionati di archeologia industriale, ma anche di buona tavola. Consigliamo infatti una sosta golosa nelle trattorie dove le cucine calabra e lucana si abbracciano in un tripudio di sapori. A Nocara il palazzo comunale ospita un piccolo museo della civiltà contadina con gli attrezzi ancora intatti e i ritratti di un’artista americana, che si innamorò dei volti dei suoi abitanti di oltre mezzo secolo fa e li impresse su tela. Vi sono inoltre sculture moderne realizzate da artisti argentini e donate da emigranti nocaresi. Il sindaco di Nocara, Francesco Trebisacce, presenta il fiore all’occhiello della cittadina: il Convento degli Antropici, aperto oggi all’ospitalità e alla ristorazione. E’una location esclusiva, un luogo dell’anima da respirare e vivere, tra gli esemplari unici di castagni e lecci. Sulle pareti di Montegiordano un’emozione in più è leggere le storie impresse sui murales. Qui il pittore Francesco Lateana ha riprodotto alcune lettere che gli emigranti scrivevano alle loro mogli e ai parenti dagli Stati Uniti. Vi sono il viale degli innamorati, la scaletta dell’amore, la piazzetta dei colti, il ritratto di Domenico Modugno. Per gli assessori: Franco De Santis, Anna Pina Acciardi e Damiano Liguori i murales sono importanti perché oltre che a raccontare la storia di questa terra, concorrono ad incrementare il flusso turistico dalle coste al centro storico. A mille metri di altezza, tra i boschi di montagna ancora intatti, si erge Plataci. I suoi abitanti parlano ancora, anche a scuola, la lingua degli antenati: l’arbresh. Si tratta di uno dei paesi della Calabria che ha mantenuto intatti gli usi e i costumi dei primi coloni che arrivarono sul finire del ‘400 sull’onda dei successi militari del grande condottiero Giorgio Castriota Scanderberg, l’unico che riuscì a porre un argine all’avanzata turca in Occidente. Gli arbresh oltre che a parlare tra di loro la lingua antica, molto simile all’albanese moderno, vestono, in occasione delle festività, gli abiti tipici e assistono alla messa in rito greco ortodosso con i papas. Gli altari delle chiese madri sono decorati infatti con le tipiche icone bizantine in oro. «Plataci è famosa anche per gli itinerari gramsciani – spiega il sindaco Francesco Tursi – perché il bisnonno Nicola e il nonno Gennaro erano di qui. Inoltre abbiamo integrato l’offerta turistica con un viaggio avventura che si può fare a Plataciland: vari percorsi con diversi livelli di difficoltà nel nostro bosco a mille metri di altezza».
Il Matrimonio di Castroregio rappresenta poi uno degli eventi più importanti per la cultura arbresh. Il rito è un inno alla gioia e alla fierezza della cultura locale. Sin dall’arrivo dello sposo dinanzi alla casa della sposa è tutto un danzare al ritmo di zampogne e tamburelli. Il portabandiera tiene alto il vessillo, accompagnato dalle donne vestite nei tipici e pregiati abiti, tutto un ricamo di fili d’oro e pizzi: sulle gonne le stelle dorate, simbolo della Madonna di Costantinopoli, che protesse durante la traversata in mare i primi coloni albanesi. La messa viene celebrata in rito greco ortodosso e il momento più emozionante è quando il sacerdote incrocia le coroncine fiorite sulla testa degli sposi, inviandoli a bere il vino nello stesso bicchiere, che viene poi rotto per buon augurio. Da mille metri di altezza si arriva poi in meno di mezz’ora sulla splendida spiaggia di Villapiana, un immenso litorale sabbioso che si caratterizza nelle sue tre diverse tipologie, come spiega l’assessore al turismo Stefania Celeste: «La nostra lunghissima spiaggia è selvaggia e con i ciotoli a Nord: è adatta quindi agli sportivi e agli amanti della natura. E’ sabbiosa ed ha i fondali molto bassi al centro, ideale per le famiglie. Le nostre spiagge non hanno nulla da invidiare per qualità dei servizi e bellezza della natura ad altre più note località turistiche». Per il sindaco, Paolo Montalti l’obiettivo è di far conoscere sempre di più la bellezza dei luoghi e l’affascinante centro storico. Per l’Enit a Roseto Capo Spulico si può parlare sì di turismo di destinazione ma soprattutto i viaggiatori preferiscono il turismo di motivazione. L’idea è di prolungare la stagione estiva con la pesca al tonno che, per tutto settembre, arriva fin quasi sotto costa come racconta Vincenzo Farina, titolare del Lido Tamarix: «A metà settembre e per due settimane, abbiamo dato ai nostri clienti la possibilità di partecipare alle battute di pesca al tonno e alla sua conservazione sott’olio». Il paese vi prenderà per la gola per i suoi sei prodotti deco (denominazione di origine comunale) custodi della tradizione e della bontà della zona: le ciliegie, l’olio extravergine di oliva e i salumi, la soppressata, la salsiccia, il filettuccio e la pitta liscia, un pane a forma di ruota che veniva utilizzato dalle donne solo per provare la temperatura del forno. Impedibile sosta golosa e rigenerante è l’agriturismo della famiglia La Volpe tra fichi d’india e ulivi secolari. «Roseto punta sulla valorizzazione della sua identità – dice il sindaco Rosanna Mazzia – Abbiamo avuto una stagione estiva da tutto esaurito e noi amministratori abbiamo puntato sull’incremento del turismo attraverso l’organizzazione di eventi, anche e soprattutto in bassa stagione». Un presepe che incornicia la collina è Oriolo, un borgo medioevale, dominato dal castello e dall’antico teatro naturale dove si sono svolte grandi stagioni teatrali. I suoi abitanti vengono detti “coppoloni” perché sono famosi per la loro ospitalità. «Si calavano la coppola sugli occhi e ospitavano tutti i viandanti nelle loro case senza guardare se fossero ricchi o poveri, buoni o cattivi. Punta sugli sport estremi il Comune di Albidona. Ad anticipare le novità che aspettano il paese è il sindaco Salvatore Aurelio. Entro dicembre sarà infatti realizzato un impianto per il volo dell’angelo e piste per percorsi in bici avventura. Da vedere la maestosa statua lignea dell’Arcangelo Michele nella chiesa madre e il crocefisso dallo sguardo intenso. Nelle case le donne friggono le crespelle, mentre affascina un giro in barca a vela all’ombra del castello di Roseto Capo Spulico.

Harry di Prisco

Le offerte enogastronomiche del viterbese in una guida

Palazzo dei Papi ViterboLe offerte enogastronomiche del viterbese in una guida

I riconoscimenti italiani ed europei conquistati da molti prodotti, vini ed olii in particolare, annoverano la Tuscia fra le regioni a più alto richiamo turistico nel settore dell’enogastronomia nazionale. Per presentare la produzione e la ricchezza agroalimentare di questa parte dell’Alto Lazio, il CAT-Confesercenti di Viterbo e VisiTuscia-Un Club di Prodotto, in collaborazione con la CCIA di Viterbo e il Patrocinio della Regione Lazio e del Padiglione Italia EXPO 2015, hanno pubblicato una Guida (“A Tavola con gli Etruschi”) che rappresenta una “summa” di tutto quanto qui viene prodotto. «La cucina, afferma Vincenzo Peparello, fondatore di VisTuscia e Presidente della Confesercenti di Viterbo, è uno dei pilastri per la promozione del nostro territorio. Le più recenti analisi della domanda di settore, confermano come i turisti, al di là della loro provenienza, siano sempre più “assetati” di unicità, di nuove scoperte e di nuovi sapori. E noi, non potevamo non sfruttare l’internazionalità di Expo 2015, per far conoscere quali sono le nostre potenzialità dal momento che la manifestazione milanese porterà in Italia più di tre milioni di turisti extra-Ue che vorranno vivere questa grande esperienza e, certamente, non vorranno neppure perdere, fra le tante offerte, l’occasione di fare shopping e assaggiare la nostra cucina». La Guida, quindi, si pone l’obiettivo di promuovere, valorizzare e incentivare la commercializzazione dei prodotti tipici di questo territorio, nonché di esaltare le professionalità maturate nella ristorazione tradizionale proprio attraverso l’utilizzo di questi prodotti. Prodotti diversificati tra loro, ma che insieme costituiscono un paniere da presentare sotto forma di offerta unica di qualità, sia sui mercati nazionali che esteri. A tale scopo, la Guida è stata tradotta anche in inglese e cinese. «Il turismo gastronomico – ha sottolineato dal canto suo Domenico Merlani, Presidente della Camera di Commercio di Viterbo – ha in Italia una forte attrattiva. Per questo occorre creare e rafforzare quel fondamentale legame che unisce produttori ed operatori turistici, per la creazione di pacchetti turistici che, accanto agli attrattori culturali e naturalistici, sappiano valorizzare l’enogastronomia». Lo sforzo che la Guida fa in questo senso è straordinario. In essa, infatti, vengono presentati cinque itinerari turistici che si identificano con le principale aree di attrazione turistica: “Sulle sponde del Lago di Bolsena”, “In gita tra borghi e sagre viterbesi”, “Emozioni in Maremma”, “I Cimini nel segno dei Farnese” e, infine, “Nella Teverina per i brindisi di eccellenza”. Cinque itinerari che raccontano i saperi e i sapori di una produzione di eccellenza che non vuole essere solo raccontata, ma trasmessa a quanti, italiani e stranieri, vorranno visitare questa regione. Particolare non trascurabile, la Guida indica anche dove questi prodotti possono essere trovati, degustati e acquistati. Promuovere i prodotti della Tuscia significa, quindi, promuovere soprattutto i territori, perché ogni singola tipicità è indissolubilmente legata ad un ambiente di produzione. Il prodotto diventa allora esso stesso mezzo di divulgazione attraverso il quale presentare e far conoscere le caratteristiche culturali, storiche e paesaggistiche del Viterbese.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
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I mille colori del Parco Sigurtà

il laghetto del Parco Sigurtà (1)I mille colori del Parco Sigurtà
Seicento anni di storia fanno sì che tanti siano i personaggi e gli eventi che si sono avvicendati tra le bellezze della natura nei 600.000 metri quadrati di prati e boschi del Parco Giardino Sigurtà, sito a Valeggio sul Mincio, a 25 chilometri da Verona e da Mantova. Scipione Maffei, ad esempio, si recava spesso sotto la Grande Quercia, uno tra gli alberi più antichi del Parco, a comporre quello che è il simbolo del teatro drammatico, la “Merope”. I 400 anni d’età di questo albero con la sua fiorente chioma fu definita da Carlo Sigurtà una cattedrale, sostenuta da un solo possente pilastro. Ed è sulla sommità della collina dove si adagia il Grande Tappeto Erboso che si erge maestoso il monumento in bronzo dello scultore Dante Carpigiani, dedicato a lui che, insieme al nipote Enzo, ha reso fruibile a tutt’oggi questa meraviglia della natura. Una tappa obbligata per gli appassionati di storia è poi il Poggio degli Imperatori: durante la Labirinto del Parco Sigurtà (1)Seconda Guerra di Indipendenza da questa altura gli imperatori Francesco Giuseppe I d’Austria e Napoleone III osservarono il campo di battaglia decisivo degli scontri di Solferino e San Martino, che causarono 40.000 vittime. A fine aprile un milione di tulipani con giacinti, muscari e narcisi, sono sbocciati in oltre 300 varietà. Tulipanomania 2015 ha presentato nei giorni scorsi nuove varietà di questi affascinanti fiori, tra cui quelli provenienti dalla Turchia, collocati in numerose aiuole, regalando ai visitatori giochi cromatici unici. A completare la fioritura più importante di casa nostra e la più ricca dell’Europa meridionale si possono ammirare il Narciso Sigurtà (registrato con il nome della famiglia Sigurtà), il Tulipano Nero ed un’incredibile passeggiata fiorita, caratterizzata da decine di migliaia di Tulipani e lunga oltre 400 metri. Prossimi appuntamenti con i fiori sono domenica 17 maggio quando sbocceranno nel parco 30.000 rose e torneranno le “roselline”, giovani ragazze che, con colori e allegria, per tutto il giorno regaleranno un make up speciale ai volti dei visitatori Viale delle Roseall’insegna del “Rosatrucco”. Dal 23 maggio al 14 giugno al via “Florart”, il progetto nato grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia “Santa Giulia”, che ha coinvolto 40 studenti nella realizzazione di elaborati creativi.  Domenica 31 si svolgerà “Magic in a Magik Park”, performance di magia e di illusionismo. Per domenica 7 giugno acqua, sapone e fantasia del Clown Ferux saranno gli ingredienti per magiche Bolle Giganti che voleranno nel cielo del Parco.
Appuntamento imperdibile con Capitan Bretella, per la prima volta al Parco domenica 14 giugno. I ragazzi (tra i 6 e i 13 anni) potranno partecipare a uno dei sei laboratori ludico-creativi per conoscere alcune tecniche della divertente arte della giocoleria. Domenica 28 giugno il pomeriggio è dedicato alla musica con il Conservatorio di Mantova. I giovani artisti Horus Percussion Ensemble della classe di strumenti a percussioni del Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova si esibiranno in motivi, che spazieranno dall’etnico al contemporaneo, guidati dal Maestro Loris Stefanuto. Dal 20 giugno al 12 luglio appuntamento nelle sale della Fattoria Didattica con Stefania Pocchi e Bruna Zavattiero, che mostreranno ai visitatori i loro meravigliosi scatti fotografici. Tema dell’esposizione “Photosintesi” sono gli alberi e le loro foglie, colti nell’affascinante susseguirsi delle stagioni del Parco. Per il primo giorno di estate, domenica 21 giugno, le pecore cambiano look! Appuntamento vicino alla Fattoria Didattica dove le abili mani del tosatore libereranno questi animali dal vello, donando loro un nuovo aspetto e maggior benessere, per meglio affrontare il caldo estivo.
Intanto in giro per il parco sul Belvedere di Giulietta e Romeo si incontra la Meridiana Orizzontale, orologio solare dedicato a Galileo Galilei. Ideata nel 1990, la Meridiana è stata realizzata dall’ingegnere Dante Tognin e ha superato verifiche sperimentali per tre anni, oltre ad un controllo finale da parte dell’Osservatorio Astronomico di Asiago. Nascosto in un angolo di pace e tranquillità si trova, invece, l’Eremo di Laura, suggestivo tempietto in stile neogotico. Realizzato nel 1792 per volere di Antonio Maffei, questo piccolo edificio si caratterizza per la facciata ornata da una bifora e al suo interno ospita una statua raffigurante la Madonna ed è da qui che si apre una fantastica veduta del Grande Tappeto Erboso. Lungo il percorso di visita si incontra il Castelletto, che nel passato era adibito a sala d’armi, oggi invece è il luogo dove sono conservate le memorie storiche, letterarie e scientifiche della famiglia Sigurtà. Il punto più attrattivo del Parco è il Labirinto. Alla fine del Viale delle Rose, infatti, sorge questo straordinario percorso che mette alla prova i nuovi Teseo. 1500 esemplari di tasso accompagnano i visitatori lungo un coinvolgente itinerario che si snoda su una superficie di 2500 metri quadrati. Un’opera nata dal progetto di Giuseppe Inga Sigurtà in collaborazione con Adrian Fisher, il più noto disegnatore di labirinti al mondo. Oggi al centro del Labirinto si erge una torre: ispirata a quella del parco di Bois de Boulogne di Parigi, questa costruzione presenta una cupola e due scale contrapposte. Una volta raggiunta la sua sommità si comprende l’andamento del percorso e da qui si delineano i profili delle geometrie dell’intricato percorso e si possono ammirare da un differente punto di vista il Viale delle Rose, la Grande Quercia e i Giardini Acquatici. Due sono le alternative per arrivare alla soluzione: una più semplice, che consiste nel raggiungere direttamente la torre e l’altra, più impegnativa, che prima fa percorrere i due ponti – scala e poi seguendo la strada si giunge alla meta. Curiosamente questo Labirinto negli ultimi anni ha fatto da cornice scenografica ad uno spot pubblicitario per il profumo della casa di moda MOSCHINO. Quella attuale è solo la prima fase di sviluppo, dal momento che in futuro sono previsti l’apertura del tunnel sotterraneo, che sarà collegato alla torre centrale e nel quale sarà allestito il museo dei fossili collezionati da Enzo Inga Sigurtà e la realizzazione di due fontane con relative cascate.
All’interno del Parco 18 specchi d’acqua e il gioco di prospettive del castello scaligero di Valeggio sul Mincio del 1300, che si riflette nelle acque dei Giardini Acquatici completa l’effetto meraviglioso di un parco tutto-da-vivere.
Per godersi il parco in tutta la sua maestosità si può effettuare un tour a bordo del trenino panoramico o a bordo delle auto elettriche “golf-cart” per scoprire i punti più interessanti dove poi ritornare a piedi.
È possibile anche effettuare una visita guidata sullo shuttle elettrico per conoscere la lunga storia del Giardino e, per i più sportivi, godersi le bellezze naturalistiche in bicicletta.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
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La storia del caffè viennese protagonista a Napoli

Cafe MuseumLa storia del caffè viennese protagonista a Napoli

Per chi visita Vienna il caffè viennese è un’attrazione, per i viennesi un salotto, per gli artisti e letterati un’istituzione. Dal 2011 la Cultura della Caffetteria di Vienna è Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. “Pronunciandola con l’accento sulla prima sillaba, la parola “Kaffee” indica a Vienna e in Austria una bevanda. Pronunciate con l’accento sulla seconda sillaba, le parole “Café” e “Kaffeehaus” significano tutto uno stile di vita”, scrisse Hans Weigel nel 1978. Questa frase è sicuramente valida ancora oggi. Il primo caffè viennese citato ufficialmente in un documento fu aperto nel 1685 grazie ad un privilegio imperiale emanato da Leopoldo I dall’armeno Johann Diodato all’odierno indirizzo Rotenturmstrasse 14, nel centro storico di Vienna. Oggigiorno è qui situato il locale trendy Daniel Moser. A Vienna ci sono 830 caffè, senza contare i numerosi caffè-bar, caffè-ristorante e caffè-pasticceria. Fra questi, circa 150 sono caffè viennesi classici dove si trovano ancora i camerieri vestiti in bianco e nero e dove l’arredamento è rimasto come “ai bei vecchi tempi”: pavimento in legno, tavolini in marmo, sedie semplici e divani in felpa. Lo sapevate che gli statali che lavorano nei vari ministeri, ad esempio, frequentano il Café Ministerium in piazza Georg-Coch-Platz? Gli studenti dell’Accademia di Arti Applicate vanno invece al Prückel, vicino allo Stubenring, i politici vanno al Landtmann lungo l’Universitätsring. Al caffè si va per filosofeggiare, meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare e via dicendo e, naturalmente, anche per bere un caffè e mangiare un dolce. Vienna, riconosciuta anche come “un’antica città romana volta verso il Mediterraneo”, accoglie nei caffè viennesi quel silenzio meditativo e quel modo di far passare il tempo senza uno scopo ben preciso che chiunque sia entrato in un caffè orientale o turco avrà senz’altro notato. Nei caffè più frequentati della città, tuttavia, questo aspetto non si nota molto come ad esempio al Café Central in Herrengasse o al Griensteidl, in piazza Michaelerplatz. Il Griensteidl, un tempo punto d’incontro di letterati e riaperto dal 1990 in un nuovo edificio, sempre nella stessa piazza, si trova esattamente in mezzo ad un itinerario molto frequentato dai turisti: Hofburg-Kohlmarkt-Graben-Stephansplatz. Per chi visita Vienna una sosta al “caffè”, il nostro bar, è molto salutare per ritemprarsi. A Vienna, a prescindere dall’apprezzata e viva tradizione dei caffè, c’è anche posto per nuove idee. Attualmente le formule alternative di caffè si sono moltiplicate. Ne è un esempio il ritrovo Kaffeefabrik lungo la via Favoritenstrasse, nel Cafe Sperlquarto distretto. Nel piccolo locale dall’arredamento improvvisato si vendono caffè di tutto il mondo torrefatti in proprio, ed espresso & co si possono acquistare anche come “coffee to go”. Anche nell’elegante Akrap Espressobar, in via Königsklostergasse, la torrefazione viene fatta in proprio e del prodotto finale esistono poi diverse varianti, tra cui anche il forte caffè Triple-Shot. People On Caffeine si è stabilito in un posto alquanto insolito, e precisamente nel tratto a fianco di una chiesa nell’ottavo distretto. Sotto le belle volte il caffè non si prepara soltanto con la macchina espresso, ma anche con il filtro, il metodo tradizionale austriaco che ultimamente conosce un revival. In una romantica stradina, nel nono distretto, si trova il Caffè a Casa, che vende anche prodotti torrefatti in proprio. L’Espressomobil invece si basa su una formula commerciale completamente diversa: qui il caffè con tanto di macchina espresso si trova su dei Vespacar che la mattina sostano in luoghi molto frequentati di Vienna e vendono “coffee to go” fino all’ora di pranzo. Ad introdurci in questo mondo del caffè è stato giovedì scorso, presso lo Spazio Nea di Piazza Bellini a Napoli, Robert Gruber, esperto viennese, che ha svelato i molti segreti della bevanda così cara a noi napoletani. A volere la manifestazione è stato il Forum Austriaco di Cultura di Roma, diretto da Christoph Meran ed in collaborazione con il Goethe Institut di Napoli, diretto da Maria Carmen Morese a cui è intervenuta la responsabile per il Centro Sud Italia di Austria Turismo, Brigitte Wilhelmer.
Dr. Harry di Prisco
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Altavilla Milicia e Capaci si presentano

il simbolo della SiciliaAltavilla Milicia e Capaci si presentano

Il Gal Golfo di Castellammare dal 25 al 31 maggio è stato protagonista degli eventi realizzati dalla Regione siciliana per l’Expo Milano “Cluster della Biodiversità Mediterranea”. In programma show cooking a cura di Luisa Navarra, Vito Sorrentino, Giuseppe Costa (chef stellato), il pasticciere che si è opposto alla mafia, Santi Palazzolo, Chiara Ferrarella, Ignazio Bonura, Giuseppe Russo che elaboreranno per gli ospiti piatti simbolo del GAL Golfo di Castellammare. Nel corso delle giornate ci sarà la presentazione del volume “I colori del Golfo”. Viaggio fotografico alla scoperta della bellezza rurale dei territori del Golfo di Castellammare”, curato da Andrea Ferrarella e Gianni Toia, nonchè spettacoli di controdanza, “il gioco dell’oca”, il laboratorio sul miele, mostra di gioielli dal tema “La bellezza salverà il mondo” e l’aperitivo con pane nero di Sicilia ed olio extra vergine di oliva a cura di Luigi Amato. Intanto sta sempre più affermandosi nelle varie fiere nazionali e internazionali il progetto dell’Associazione Terra Damare, frutto di una sinergia tra vari enti: “Country Side Tour (www.countrysydetour.it) – Valorizzazione e Promozione dei Territori Rurali dei Comuni di Altavilla Milicia e Capaci della Provincia di Palermo”. Il programma rientra nelle direttive del Piano di Sviluppo Regionale Sicilia 2007-2013 in relazione agli incentivi per i servizi per la fruizione di itinerari turistici. «L’intervento, – ha detto il presidente di Terra Damare, Anna Maria Ulisse – ha come finalità principale la promozione territtoriale dei paesi in provincia di Palermo: Altavilla Milicia e Capaci, attraverso la creazione di itinerari turistici che associno la tradizione e la qualità dei prodotti tipici ai luoghi di produzione e alle attrattive naturali e storico-culturali del territorio di grande interesse paesaggistico, religioso ed artistico». L’intento dell’Associazione Terra Damare è di coinvolgere tutto il ciclo produttivo, facendo “rete” tra di loro, oltre ad investire in formazione. «Da tener presente – dice Annamaria Ulisse – che le strutture esistenti nei due comuni sono a gestione familiare e le associazioni, come la nostra, operanti sul territorio devono far conoscere la cultura dell’accoglienza, puntando sulla qualità che si può Piazza della memoria a Capaciosservare sia nell’artigianato che nei punti vendita commerciali della zona. Ne sono un esempio ad Altavilla Milicia la macelleria di Gian Battista Romano, che produce la tipica salsiccia milicia e le ceramiche di Francesca Guagliardo, lavorate artigianalmente, ma con estrema professionalità. Per Luigi Amato, responsabile del monitoraggio del Gal Golfo di Castellammare (www.galgolfodicastellammare.it), che è tra i partner del progetto, le due località Altavilla Milicia e Capaci, che sono rimaste fuori dal Gal e dal programma “Leader”, hanno tutte le carte in regola per presentarsi ad una clientela esigente amante del mare, dei prodotti enogastronomici locali e della pesca grazie ad una storia comune che le vede entrambe nel Seicento feudi della famiglia bolognese Beccadelli. Il primo impianto urbano fu curato dall’ architetto e scultore, Mariano Smiriglio, autore dell’urna di Santa Rosalia e dell’apparato scultoreo dei Quattro Canti di Palermo. A proposito di Palermo, per gli amanti della buona tavola una sosta golosa vale la pena farla alla Boutique enogastronomica “da Cosimo” in Via Marchese di Roccaforte dove Francesca e Cosimo da buoni padroni di casa accolgono con esperienza e cortesia i clienti che poi, non è un caso, che diventino loro amici. Intanto ritorniamo alla patrona della la stele in ricordo della strage di Capacicittà, Santa Rosalia, chiamata affettuosamente dai suoi fedeli, la Santuzza, che al tempo della pestilenza ha soppiantato le altre sante patrone, Ninfa, Cristina, Oliva e Agata. La giovane Rosalia Sinibaldi, che era sempre vissuta in ricchezza, decise di vivere la sua vita spirituale prima nel monastero delle Basiliane a Palermo e poi presso alcune grotte dove aveva vissuto da fanciulla, scegliendo successivamente di trasferirsi in un rifugio silenzioso sul Monte Pellegrino a Palermo. Un itinerario di carattere prettamente ambientale e archeologico è rappresentato anche dalla località “La Portella” nel comune di Capaci, che comprende in particolare la Montagnola della Santa con il suo omonimo Santuario ed il Pianoro soprastante. L’intero percorso offre una stupenda panoramica sui golfi di Carini e di Isola delle Femmine e la possibilità di una passeggiata fra suggestive cavità rocciose coperte di vegetazione. La “Montagnola Santa Rosalia”, oltre a rappresentare il riferimento di un tradizionale pellegrinaggio religioso annuale del 4 settembre, costituisce il punto ideale di accesso al pianoro soprastante che conduce a diversi siti d’interesse ambientale ed archeologico. Il Santuario è tuttora oggetto di culto molto radicato nella popolazione poichè, secondo la tradizione la Santa ebbe a dimorarvi per qualche tempo. Ritornando all’attualità Luigi Amato ci ricorda che è stato stipulato anche un protocollo d’intesa tra il Gal e l’Associazione Terra Damare per dare forte impulso all’economia dei due territori. Da non dimenticare che Capaci, città d’arte, la cui Luigi Amatoidentità risale agli inizi del Cinquecento, ma il cui centro abitato si sviluppa lungo un asse stradale molto antico, che risale all’epoca romana, è tristemente nota per l’attentato del 1992 nel quale persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone e la sua scorta, ricordato anche quest’anno nel giorno dell’attentato del 23 maggio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio di Isola delle Femmine), uscendo dall’aeroporto e imboccando l’autostrada direzione Palermo, sono visibili due stele in marmo rosso erette per ricordare la terribile strage. Capaci è uno degli 82 comuni della provincia di Palermo, con una popolazione residente di undicimila abitanti che diventano molti di più in estate, essendo meta turistica marittima. Il principale complesso di monumenti si trova nel centro storico, in Piazza Matrice, attorno alla quale sorgono la Chiesa Madre, La Fontana con lapide ed il Palazzo Pilo da poco restaurato, che rappresenta il riferimento più importante del la cassata sicilianapatrimonio artistico e culturale del paese. A Capaci una sosta golosa occorre fare al ristorante Torre Alta di Girolamo Mannino che, dopo essere tornato da New York, ha rilevato una antica struttura in rovina del Conte Pilo. C’era all’interno una vecchia macchina a carbone per pompare l’acqua nei campi, che rappresentava un importante esempio di archeologia industriale. È ancora oggi visibile un pozzo arabo che porta alla falda acquifera, ma ci sono anche altri reperti interessanti come una grossa anfora che serviva per l’invecchiamento del vino che, udite… udite…, è stata salvata dalla demolizione e portata da Girolamo da Barcellona a Capaci. Oggi è un suggestivo ristorante che offre tutte le delizie della cucina siciliana di mare rivisitati dallo chef. Altavilla Milicia dal canto suo ha una struttura urbanistica a scacchiera, che si è formata nel tempo sul calco dell’originario progetto dello Smiriglio. Il Belvedere e il Santuario mariano costituiscono le attrattive principali del paese. Il Belvedere è costituito da due piazze contigue poste all’estremità settentrionale dell’altura su cui sorge il centro abitato, proprio di fronte al mare. Il panorama che si ammira va da Capo Zafferano a Cefalù, sino alle isole Eolie. Il Santuario Mariano Diocesano, fondato nel XVII secolo, ospita il Quadro della Madonna, opera di un artista, attento alle tematiche giottesche. La pittura raffigura una Madonna incoronata in trono con Gesù Bambino in piedi sulle sue ginocchia e San Francesco che con la mano destra indica una figura inginocchiata ai suoi piedi. È molto probabile che il quadro sia giunto ad Altavilla attraverso scambi commerciali, anche se la tradizione popolare vuole una miracolosa provenienza dal mare. Il Santuario è meta di pellegrinaggio, soprattutto durante la festa patronale dei giorni 6, 7 e 8 settembre. Tipiche del paesaggio la piccola marineriaaltavillese sono anche le tre torri costiere di guardia spesso impropriamente considerate normanne: le fortificazioni di questo tipo in realtà risalgono a periodi più tardi, aragonese le due della Milicia e del Capo Grosso e probabilmente del periodo viceregio la Torre Colonna. Un progetto di interventi che preveda la salvaguardia delle grotte, la sistemazione delle aree antistanti e l’insediamento di una azienda agrituristica in una delle due strutture, (un baglio é in corso di restauro da parte di privati), potrebbe contribuire a rilanciare una nuova immagine turistica della Città e costituire una nuova fonte di risorsa economica non indifferente.
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I napoletani a giugno alla scoperta di

OpatijaI napoletani a giugno alla scoperta di

Napoli ha ospitato per tre giorni i professionisti del turismo alla Mostra d’Oltremare di Napoli per la XIX edizione della Borsa Mediterranea del Turismo. L’appuntamento ha riunito in città tutti i principali tour operator italiani e circa 300 buyers internazionali interessati al prodotto Italia. La BMT si conferma quale unico appuntamento professionale di rilievo in Italia. «La folta partecipazione di pubblico, ed in particolare delle agenzie di viaggi, è il segnale di un settore in fermento e della voglia di ripresa che si sente nell’aria.  Il vero segreto della partecipazione alle fiere di settore sta proprio nel saper riuscire a coinvolgere i propri interlocutori per interessarli alle iniziative ed ai propri prodotti» ha dichiarato il Presidente della BMT, Angioletto de Negri.
Palazzo di Diocleziano a SpalatoIn questa voglia di riprendere a viaggiare low cost, da giugno easyJet collegherà con due voli settimanali Napoli con la città  croata di Spalato, famosa per il suo grandioso Palazzo di Diocleziano e a poca distanza dal Parco Nazionale Krka, ricco di cascate e torrenti . Per la compagnia è il 25° collegamento dal capoluogo campano che si riconferma quale base principale per l’Italia.  Nei primi dieci mesi del 2014, le attività collegate al turismo in Croazia hanno generato un fatturato di 6,77 miliardi di euro, 168 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2013 (+2,5%) e hanno fatto salire la percentuale di prodotto interno lordo generata dal turismo al 20,9%. Solo tra luglio e settembre dello scorso anno, la crescita del comparto è stata del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2013 e superiore anche anche ai dati dell’anno-record 2008. Numeri che da soli fanno intuire che  il settore turistico  della Croazia cresce  Adriana Bajic responsabile media Ente Turismo Croatoconfermando che il Paese è una meta sempre più competitiva, mettendo al primo posto il mercato tedesco, al secondo quello sloveno, al terzo quello austriaco e al quarto posto il mercato italiano. «La Croazia è infatti una destinazione che attrae i turisti italiani soprattutto in agosto – ha  detto Branko Curic, direttore dell’Ente turismo croato (http://croatia.hr/it-IT/Homepage) in un nostro incontro avuto in fiera – facendo registrare nell’estate 2014 un milione di presenze (3% in più rispetto al 2013), considerando un minimo di un pernottamento. Grazie ad easyJet il Paese ora sarà più vicino anche a Napoli e quello che il turista ha sempre sognato sarà a portata di mano dall’Istria alla Dalmazia. La Croazia, che offre attrattive per tutti i 365 giorni all’anno, ha ampliato le infrastrutture tese a soddisfare le esigenze tanto dei turisti in cerca d’avventura, quanto di chi pretende un alto livello di comfort. Il Paese è impegnato sia a sviluppare il turismo fuori stagione (benessere, enogastronomia e cicloturismo) che a conseguire il massimo equilibrio possibile tra i prezzi proposti e l’alta qualità dell’offerta».  Si intendono creare le premesse per uno sviluppo sostenibile e condizioni tali che possano soddisfare le attese tanto dell’ospite, le cui tendenze ed esigenze, nonché attese e motivazioni cambiano continuamente, quanto degli operatori turistici.  La Croazia è un palcoscenico naturale e storico per tanti festival, mostre, concerti ed incontri artistici, come il “Festival estivo di Dubrovnik”, “L’estate Spalatina”, la “Fiera di Rab”, i festival cinematografici di Pola e Montona o lo “Špancirfest” di Varaždin. Il Festival del caffè ad Abbazia (per informazioni www.opatija-tourism.hr/it/)  propone  dal 3 al 5 aprile il caffè in cento varianti diverse che verrà offerto agli ospiti insieme ai dolci della tradizione locale.
Branko Curic Direttore Ente Nazionale Croato per il TurismoCon l’arrivo della primavera e delle vacanze pasquali le strade di Zagabria si animano di tutta una serie d’eventi che riportano la città al suo lontano passato. Per le vie del Gornji grad (la città alta) si potranno incrociare personaggi della storia cittadina: cantanti di vecchie canzoni tipiche zagabresi, bohémien, o le tipiche comari di Šestine, mentre dal padiglione del parco Zrinjevac riecheggeranno, come un tempo, le note del valzer e del tango. Nata sui resti di due castelli medievali sorti su due colli vicini, Gradec e Kaptol, con il suo passato documentato sin dal 1904, Zagabria è stata da sempre una vera metropoli culturale croata. Con le sue attrazioni come il teatro nazionale croato, il padiglione dell’arte, l’accademia delle scienze e delle arti, la biblioteca universitaria, numerosi musei e gallerie e i meravigliosi parchi e giardini, Zagabria è stata sempre un vero centro culturale dell’Europa centrale, del cui valore al meglio testimoniano i venti teatri, gli altrettanti musei, oltre ad una trentina di gallerie e numerose collezioni d’arte.

Harry di Prisco

Alla Borsa del Turismo sono di scena Altavilla Milicia e Capaci

altavilla miliciaAlla Borsa del Turismo sono di scena Altavilla Milicia e Capaci
Il Gruppo di Azione Locale Golfo di Castellammare, presieduto da Pietro Puccio, che comprende i comuni siciliani di: Alcamo, Balestrate, Borgetto, Cinisi, Partinico, Terrasini e Trappeto (www.galgolfodicastellammare.it) e l’Associazione Terra Damare, presieduta da Anna Maria Ulisse, ci anticipa presenteranno giovedì 26 alle 11,30 nella Sala Tirreno della Borsa Mediterranea del Turismo, in svolgimento a Napoli alla Mostra D’Oltremare fino al 28 marzo, il piano di sviluppo locale del GAL e il progetto “Country Side Tour – Valorizzazione e Promozione dei Territori Rurali dei Comuni di Altavilla Milicia e Capaci della Provincia di Palermo”. L’obiettivo di Country Side Tour (www.countrysydetour.it) è di promuovere i sentieri rurali ed il patrimonio paesaggistico e naturalistico dei territori al fine di inserire nella mappa turistica regionale Altavilla Milicia e Capaci, due località fino ad ora poco conosciute sotto l’aspetto turistico ma di grande interesse culturale, paesaggistico, religioso ed artistico al fine di allungare la stagione turistica e creare posti di lavoro. Sono questi tra gli interventi finanziati dalla Regione Sicilia attraverso i fondi europei, finalizzati alla valorizzazione del turismo rurale e alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali. Per Luigi Amato, consigliere del GAL Golfo di Castellammare, queste due località, che sono rimaste fuori dal GAL e dal programma “Leader”, hanno tutte le carte in regola per presentarsi ad una clientela esigente amante del mare, dei prodotti enogastronomici locali e della pesca, grazie ad una storia comune che le vede entrambe nel Seicento feudi della famiglia bolognese Beccadelli. Da non dimenticare che Capaci, città d’arte, è tristemente nota per l’attentato del 1992 nel quale persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone e la sua scorta. Il GAL tra i suoi scopi ha il compito di attuare il Piano di Sviluppo Locale, finanziato dalla Regione nell´ambito del PSR Sicilia 2007/2013, che prevede tre linee d´intervento: mettere a sistema e promuovere l´offerta rurale in chiave turistica; far partecipare all´economia turistica tutto il territorio, avvalendosi della realizzazione di piccole infrastrutture e d´itinerari idonei a sviluppare una domanda di turismo rurale e sostenere le imprese agricole, favorendo la distribuzione dei prodotti tipici attraverso le filiere corte e la diversificazione dalle attività tradizionali. Il GAL e L’Associazione Terra Damare, presenti alla BMT nel padiglione 3 con un proprio stand, intendono far conoscere le località, l’artigianato, l’enogastronomia della zona, il patrimonio religioso, le tradizioni di questa parte rilevante del territorio siciliano.

Dr. Harry di Prisco
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Da 150 anni sulle nevi bianche svizzere

4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at SunneggaDa 150 anni sulle nevi bianche svizzere
Presentato il volo diretto Napoli – Zurigo
Buone notizie arrivano dalla Svizzera per i prossimi collegamenti aerei da Napoli. La compagnia di bandiera, la Swiss International Air Lines (www.swiss.com), che fa parte del Gruppo Lufthansa, collegherà da aprile 2015 Napoli con Zurigo. Ad annunciarlo è stato il direttore per l’Italia della Compagnia, Stefan Zwicky, nel corso dell’incontro con la stampa a Roma per festeggiare i 150 anni del turismo invernale in Svizzera. « I nuovi voli diretti da Napoli e da Bari – egli ci ha detto – saranno operativi cinque volte alla settimana per tutto l’anno. Le tariffe per il volo di andata e ritorno sono estremamente convenienti e partiranno da 94 euro, tutto compreso.
La leggenda narra che l’ albergatore Johannes Badrutt, proprietario della pensione Faller di St.Moritz, fece una scommessa con i suoi ospiti inglesi che avrebbe pagato soggiorno e spese di viaggio se gli stessi, ritornati in inverno, non avessero trovato un clima mite e soleggiato. I clienti tornarono a dicembre, attraverso il Passo dello Julier, per ripartire a Pasqua abbronzati e soddisfatti anche se avevano perso la scommessa. Ciò avveniva nel 1864 a St. Moritz che divenne, con tutta lʼEngadina, protagonista dello sviluppo del turismo invernale. La Svizzera iniziò sempre nell’Ottocento ad affermarsi anche come destinazione benessere. «A pochi chilometri di distanza – racconta il Direttore Italia di Svizzera Turismo, Armando SWITZERLAND WINTERTroncana – unʼaltra località dei Grigioni muoveva i primi passi nellʼospitalità questa volta grazie a un medico tedesco, Alexander Spengler, che intuì le potenzialità dellʼaria di montagna per curare le malattie polmonari. Insieme allʼolandese Willem Jan Holsboer, che fu tra i fondatori anche della Ferrovia retica, fu aperto il primo sanatorio di Davos». In quell’epoca fu anche inventato lo sci da un parroco albergatore che per dare l’estrema unzione ad un suo fedele a valle, non indugiò di scendere dalla canonica con un paio di rudimentali assi ai piedi. I festeggiamenti più calorosi naturalmente spetteranno a St. Moritz dal 5 al Switzerland Winter7 dicembre quando si stapperà lo spumante. Si darà così l’avvio a numerosi eventi per la stagione invernale, lo “Snow Sports Opening”, che prevede tra l’altro la St.Moritz City Race, che porterà all’interno della splendida cittadina svizzera una pista da sci. Fino ad aprile prossimo sono previste aperture di nuove piste sciistiche come la “Georgy Run”, la seconda pista che sarà inaugurata sul ghiacciaio del Corvatsch. Tutto intorno al lago di St. Moritz non mancano gli eventi di prestigio come lo Snow Polo World Cup, la spettacolare corsa in bob e skeleton dell’Europacup, il St.Moritz Gourmet Festival, che avrà come motivo conduttore i 150 anni e la corsa di cavalli White Turf sul lago ghiacciato. Lo sviluppo turistico di queste località di montagna va di pari passo con la diffusione degli sport invernali. Gli sport sul ghiaccio furono i primi ad essere introdotti nelle Alpi, infatti tra il 1870 a il 1890 fecero la loro 4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at Sunneggacomparsa il pattinaggio, lo slittino, il curling e lʼhockey. Gli inglesi fondarono a Davos il primo Club di Pattinaggio e venti anni dopo il primo Club di Curling della Svizzera. La località grigionese fece costruire la più grande pista di pattinaggio d’Europa di 16.000 mq , divenendo alla fine del XIX secolo il centro europeo degli sport su ghiaccio. Anche lo slittino, da secoli impiegato come mezzo di trasporto, diventò uno sport grazie alla prima slitta in legno fabbricata a Davos. Fino agli anni ʼ20 lo sport invernale era una pratica dʼelitè. Fu solo lo sci a trasformarlo in un fenomeno di massa e le Olimpiadi invernali del 1928, disputate a St. Moritz, diedero il loro contributo decisivo. Fu nel secondo dopo guerra che St. Moritz, Davos, Zermatt e Gstaad divennero note in tutto il mondo e la Svizzera si era guadagnata così il titolo di destinazione invernale per antonomasia. «Nel Vallese – ci ricorda Natalie Kenmeughni Schmid, responsabile del Valais Wallis – la neve è garantita tutto l’anno per le 45 montagne alte oltre quattromila metri. La maggioranza delle zone sciistiche è situata infatti tra i 1.500 e i 3.000 metri. In particolare nel comprensorio di Crans Montana per la stagione invernale entrerà in servizio la nuova seggiovia a sei posti “cabane de bois” con una capacità massima oraria di 2.400 persone». Anche il trekking fa parte del paradiso invernale valligiano con i suoi mille chilometri di sentieri invernali. A partire da quest’inverno gli impianti dell’Aletsc Arena offrono il Winter-Wanderpass Aletsch. 72 chilometri di sentieri, tra poco ricoperti di SWITZERLAND WINTERcandida neve, attendono i visitatori in questo comprensorio in cui è vietata la circolazione delle auto e per questo ideale per le famiglie. L’ Aletsch Arena può essere visitata anche di notte. Accompagnati da una guida si potrà salire al chiaro di luna, indossando racchette da neve di un tempo per arrivare alla celebre Battmer-Hitta. Nel rifugio di montagna l’atmosfera sarà completata dal racconto delle leggende di montagna e da una gustosa fonduta. Dal 20 dicembre al 28 febbraio prossimo verrà allestita ad Interlaken l’ “Ice Magic”, la cittadella di ghiaccio di 2.000 metri quadri con piste di pattinaggio collegate tra loro e con stand per la ristorazione. Per maggiori informazioni sulla Svizzera ci si può rivolgere al numero verde 0080010020030 o accedere al sito www.svizzera.it o info@myswitzerland.com. A proposito di trasporti pubblici lo Swiss Pass dal 1 gennaio 2015 cambierà nome e prenderà quello di “Swiss Travel Pass”. «I servizi offerti – ha precisato Matteo Spiller, rappresentante per l’Italia dello Swiss Travel System 4. Switzerland Meeting Trophy: Fondue Dinner at Sunnegga(www.swisstravelsystem.com) – saranno pressoché invariati come la libera circolazione su treni, autobus e battelli e l’ingresso gratuito a più di 480 musei, usufruendo del 50% di sconto per le ferrovie di montagna e per gli impianti di risalita. Per raggiungere più facilmente le località svizzere da Milano ci sarà una nuova offerta di collegamenti diretti con il treno a partire 25 euro, per la prima volta i regali arrivano prima di Natale! » Intanto le città svizzere si stanno preparando all’ Avvento per conquistare i turisti con gli incantevoli mercatini. Tra i più noti quelli delle città di Zurigo, Lucerna, Berna e Basilea che possono essere tutte comodamente raggiungibili con i mezzi pubblici elvetici.

Dr. Harry di Prisco
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DiVino Natale a Cava de’ Tirreni

diVino NataleDiVino Natale a Cava de’ Tirreni
Si terrà da sabato 13 a lunedì 15 dicembre prossimi alla Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni (Corso Umberto I, 137) la settima edizione di diVino Natale, una rassegna di prodotti enogastronomici di eccellenza delle diverse regioni d’Italia, organizzata dall’Associazione Giffoni in Fiera.
Tante le iniziative in programma sia per appassionati che per operatori del settore ai quali sarà particolarmente dedicata la giornata conclusiva di lunedì: banchi di assaggio di vini di 68 cantine provenienti da tutta la Penisola e dei gioielli realizzati da artigiani dell’agroalimentare di qualità, degustazioni guidate di vino a cura dell’AIS Salerno, cooking show e laboratori del gusto con chef che racconteranno, illustreranno e faranno degustare i piatti preparati con alcune straordinarie materie prime del territorio. Una sezione speciale sarà dedicata al mondo della birra artigianale. Modalità di partecipazione: il ticket di ingresso alla manifestazione è di 15,00€. Sarà possibile assaggiare tutti i prodotti in degustazione ai banchi (sia vini che gastronomici). Per ciascun Socio AIS o Slow Food, e un eventuale accompagnatore, il ticket di ingresso è di 10,00€.
Chi desidera partecipare per più di un giorno può usufruire di una particolare agevolazione. Cava_de'_Tirreni_-_Piazza_Duomo_a_NataleLunedì 15 dicembre l’ingresso è gratuito per gli operatori del settore previa registrazione sul sito www.divinonatale.it o richiesta da effettuarsi via e-mail a info@divinonatale.it. Per tutte le attività specifiche riportate in programma, fatta eccezione per i banchi di assaggio liberi, i posti sono limitati per cui è necessario prenotarsi attraverso gli appositi form sul sito www.divinonatale.it o inviando una e-mail a info@divinonatale.it. Info: Daniele Carpinelli 338.2070178.
Programma
Sabato 13 dicembre ore 17.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 19.00 Verticale di Fontalloro Toscana igt di Fèlsina di Castelnuovo Berardenga (Si) annate 1999, 2003, 2006, 2009, 2011 Ticket €10; ore 20.30 Verticale di Five Roses Anniversario Rosato Salento igt di Leone de Castris di Salice Salentino (Le) annate 2011, 2012, 2013 Ticket 5 €; ore 21.30 Verticale di Diamant Pas Dosè Millesimato di Villa Franciacorta di Monticelli Brusati (Bs) annate 1999, 2001, 2003 Ticket 5 € ; ore 24.00 chiusura della manifestazione.
Domenica 14 dicembre ore 16.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 16.30 Verticale di Le Cupole Rosso Toscana igt di Tenuta di Trinoro di Sarteano (Si) annate 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 Ticket €10; ore 18.00 Pascalò racconta il tonno. Lo chef Pasquale Vitale parlerà di uno dei prodotti su cui si basano alcuni dei piatti che propone nel suo ristorante Pascalò a Vietri sul Mare Ingresso gratuito; ore 19.00 Incontri di sapore. Lo chef Natale a Cava de 'Tirreni (1)Carmine Sedino di Casa Rispoli di Cava de’ Tirreni presenterà “Sotto il Bosco”, piatto composto da crema di patate e porcini, tartufo, pioppini, spugne di prezzemolo e germogli misti sotto una cialda di parmigiano e polenta Ingresso gratuito; ore 20.30 Il baccalà si racconta. Lo chef Gaetano Morese del ristorante Il Morese di Mercato San Severino presenterà la sua personale interpretazione di Sua Maestà “il baccalà” Ingresso gratuito; ore 21.30 Seminario sulla colatura di alici. Lo staff del ristorante Acqua Pazza di Cetara, capeggiata dallo chef Gennaro Marciante, offrirà una variegata interpretazione sugli usi della colatura di alici Ingresso gratuito; ore 23.00 Chiusura della manifestazione. Lunedì 15 dicembre ore 10.00 Apertura dei banchi di assaggio; ore 11.00 Evù in tavola, a cura di Michele de Martino e Riccardo Faggiano del ristorante Evù di Vietri sul Mare – Ingresso gratuito; ore 12.00 Cetaria Show Cooking show a cura di Salvatore Avallone e dello chef Marco Cerrato del Ristobar Cetaria di Baronissi -ingresso gratuito; ore 13.00 Incontro al buio a cura della Vineria Buio di Nocera Inferiore – Ingresso gratuito; ore 14.00 Seminario “La birra artigianale di qualità”: la svolta biologica Degustazione a cura del Birrificio San Gimignano – Ingresso gratuito; ore 15.00 verticale di Quartara Fiano Colli di Salerno igt di Lunarossa di Giffoni Valle Piana (Sa) Annate 2008, 2009, 2010, 2011 – Ticket € 5; ore 16.00 Amici per le Padelle. Lo chef Marco Laudato presenterà “Caprese d’inverno”, zuppa di mozzarella di bufala, pomodori San Marzano scottati, pesto al basilico e crumble all’origano – Ingresso gratuito; ore 17.00 “Il 2007 si racconta” – degustazione dell’annata 2007 di quattro grandi dell’enologia italiana Borgomastro Aglianico Colli di Salerno igt di Lunarossa di Giffoni Valle Piana (Sa), Vigna Sant’Angelo Montepulciano d’Abruzzo doc di Sant’Omero (Te), Il Poggio Chianti Classico Riserva docg di Castello di Monsanto di Barberino Val D’Elsa (Fi), Amarone della Valpolicella doc Classico di Santa Sofia di Pedemonte di Valpolicella (Vr) Ticket €5.

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