Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina

il piatto vincente di Mirko Ricci

Cozza Tarantina

Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina
All’Hotel Dora di Pozzilli la tavolo rotonda “Le Pietanze della Memoria”

La finale del “Festival della cucina italiana con la Cozza Tarantina” si è svolto presso l’Hotel Dora di Pozzilli (Isernia). Tanti chef di tutto lo stivale si sono contesi il trofeo di campione 2016.
Il vincitore è risultato MIRKO RICCI del Park Hotel Ricci di San Giorgio del Sannio (Benevento)che ha vinto con la pietanza “Cavatelli con julienne di zucchine, cozze tarantine e gorgonzola dolce”, seguito da Gaetano Minervini del Ristorante L’Affresco di Isernia con la pietanza “Chicchi di riso mantecati alle cozze tarantine e pachino su vellutata di patate al sentore di zenzero, sfoglia di pane e broccoli” e, al terzo posto, da Gianfranco Anzini della Villa Aristea di Frasso Telesino (Benevento) con la pietanza “Cavatelli, cozze e asparagi”. Il giovane chef Alberto Cozzolino, già concorrente al Festival, ha presentato un piatto fuori concorso mentre lo chef Pino Marino ha offerto un dolce di sua creazione con crema al limoncello. La commissione giudicatrice, composta da giornalisti ed esperti di settore, ha dovuto impegnarsi al massimo per assegnare la palma della vittoria allo chef Ricci, data l’alta preparazione degli altri concorrenti.
il vincitore Mirko RicciIl concorso gastronomico è stato ideato dal Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, con lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. Il Festival è una manifestazione che si svolge in varie città della nostra penisola, imitato da operatori interessati alla promozione di altri prodotti del territorio, e si è affermato come valido mezzo di comunicazione delle specificità del mollusco tarantino, allevato nel Mar Piccolo di Taranto, in aree sottoposte a rigidi controlli da parte delle autorità preposte che ne certificano la provenienza, la qualità e l’igienicità. La protagonista della serata è stata quindi la cozza tarantina, di cui sono state appositamente portate a Pozzilli ben 350 chili, e che è stata utilizzata nell’agguerrita gara dagli chef concorrenti i quali si sono avvalsi di tutta la loro esperienza e fantasia per mettere in risalto le qualità organolettiche proprie del mollusco nelle sei pietanze in gara. La città di Taranto in tal modo si presenta con uno dei suoi prodotti di eccellenza per invogliare sempre più turisti a riscoprire i suoi tesori di arte e paesaggistici. La manifestazione è stata preceduta da una tavola rotonda dal tema: “Le pietanze nella memoria” introdotta dalla relazione del Prof. Gavino Maresu, già docente di gestione delle imprese e degli eventi turisti all’Università degli Studi di Genova. Hanno partecipato: il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli (Is);il sindaco di Scapoli Renato Sparacino;i giornalisti Cristina Latessa, Maria Teresa Lamberti, Luigi Torelli, Anna Goffi; Emilia Vitullo del Rotary Club Isernia, Giovanna May studiosa della cucina di tradizione; il direttore agrario Mario Stasi;l’enogastronomo Pasquale Di Lena e docenti dell’IPSAR Le Streghe di Benevento.Gli chef partecipanti alla finale (vincitori delle varie tappe eliminatorie) sono stati collaborati dai padroni di casa: l’executive chef Adriano Cozzolino e lo chef Pino Marino dell’Hotel Dora di Pozzilli.
Il trentacinquenne vincitore Mirko Ricci è figlio d’arte, il padre è il notissimo chef executiv Nicola, opera nel locale di proprietà Ricci Park Hotel di San Giorgio del Sannio, ove propone una cucina tipica locale, mediterranea, per le intolleranze alimentari, vegetariana nonché vegana. Mirko è anche un bravo pasticciere, famosa la sua delizia allo Strega, la pastiera napoletana, la torta ricotta e pere nonché la crostata al torrone, una vera delizia. Diplomato all’IPSAR di Benevento, ha lavorato presso prestigiosi locali come: Sportinclub di Pampeago e Villa Artimino di Signa (Fi) allievo dello chef stellato Fabio Rossi.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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Trattoria Le Mossacce a Firenze

Trattoria Le Mossacce.jpgLa Trattoria Le Mossacce è nel pieno centro storico di Firenze, in Via del Proconsolo, angolo  Borgo degli Albizi, all’ombra del Bargello, la Firenze di Pratolini e della Viaccia, quella dei “bischeri”, dei barrocci e dei vinai, dei panini con la  trippa calda mangiata in piedi nelle piazze, la vecchia Firenze, amata o criticata, la “c” perduta per la strada, ma piena di cultura e ironia, dal dileggio facile per tutti, dai fiorentini personaggi buffi, irriverenti e ironici, dalla fede senza se e senza ma nella Fiore, passione che li vede tutti essere CT, dal lunedì al lunedì dopo….praticamente sempre!

Il locale si vede appena, una piccola insegna verde, la solita da 70 anni, un portoncino di vetro e legno preso d’assalto da file di turisti, che aspettano pazientemente l’ora d’entrata, rigorosamente alle 12 e alle 19……e loro, proprietari, cuochi e camerieri sono dentro il locale, non si scomodano per nessuno, finiscono di mangiare, e….quando gli pare….aprono……Stefano, Giovanni, Matteo, Fabio…..personaggi di una cultura dell’ ospitalità manifestata in modo semplice, diretto ma pieno di umanità, affetto, amore per il proprio lavoro….e allora ti senti in famiglia.

foto mossacce.JPGAlle ore prestabilite dall’orario appeso alla porta, non un minuto prima, entra una fiumana di persone, tutte rigorosamente in fila, e tutte collocate, tipo sardine, in tavolacci dove si mangia senza tovaglia, direttamente sul legno e un pezzo di carta gialla, e,  mentre ti apparecchiano, Fabio stappa il fiasco del vino, ti prendono la comanda e si comincia…….si inizia un concerto, fatto di profumi, antichi sapori, aria di casa, ricordi fanciulli, tutto il calore di casa tua, la tua parte più intima che viene fuori dai flash back di ricordi e sensazioni evocate da questi piatti, semplici, genuini, forse dimenticati dai più, piatti non banali nella loro semplicità….i calamai in zimino, l’ossobuco, la ribollita, la finocchiona, i fagioli al fiasco e all’uccelletto, il baccalà, il tiramisu…unico!!!!!, la francesina, la salsa verde sui bolliti, la trippa, il castagnaccio, lo spezzatino di muscolo…..

a sala è piccola, si sta gomito a gomito con gli altri commensali, il servizio è rapido, quasi brusco. Fiaschi impagliati attaccati, file di prosciutti sospesi, attaccati con le corde, i VinSanti e i “brutti buoni” in mostra, le locandine degli spettacoli cittadini attaccati ai muri, il bancone nell’ingresso, sulla sinistra il tavolone dei “capirotti”…….oggi i quotidiani clienti abituè…ma pochi anni fa il posto fisso della Gina, gentile e sola, che trovava alle Mossacce la sua “famiglia” e di Pietro Annigoni, con i suoi allievi, che aveva lo studio a “2 passi”…. come si dice a Firenze. Eppure  la sala è sempre piena,  non prendono prenotazioni ed è difficile che si possa trovar posto, anche perché al telefono non rispondono. Il motivo è semplice: alle Mossacce si mangia in maniera unica perché la cucina è una cucina fatta con il cuore…….Le portate variano a seconda della stagione, il menu è scritto a mano, rapido, essenziale, frutto della fantasia del giovanissimo cuoco, Matteo, che malgrado la giovane età, ha una cucina tradizionale e antica, frutto di ricette tramandate, classiche, caposaldi della cucina fiorentina e toscana.

Nessun piatto d’alta cucina alle Mossacce, nessun decoro, frasi essenziali, la gente che ti guarda in faccia, ti scruta, legge sul tuo viso chi sei: qua si bada alla sostanza, non c’è tempo da perdere in convenevoli. Le materie prime sono freschissime, selezionate e cucinate come la vera tradizione fiorentina comanda: qui i 4 elementi fondamentali della cucina fiorentina, pane, olio, carne e vino del Chianti sono rigorosamente osservati, fanno parte della filosofia del locale, filosofia tramandata dai “babbi” degli attuali proprietari….e anche questa è cultura vera, insieme a Giotto, Cimabue, Emilio Pucci e Ferragamo, il Duomo, il Pinocchio di Lorenzini/Collodi,  le Madonne, lo Scoppio del Carro, tutto il cuore fiorentino che il mondo osserva, guarda, cerca di apprendere e di copiare …..….e, che in fondo, ci invidia!

  Trattoria Le Mossacce

Firenze, Via del Proconsolo, 55R

 Cristina Vannuzzi Landini

PressOffices Comunicazione

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Pasqua alla fattoria del Colle, tra spiritualità e peccati di gola

cinelliPasqua alla fattoria del Colle, tra spiritualità e peccati di gola

Il programma del fine settimana pasquale in Val d’Orcia nella pace della tenuta di Donatella Cinelli Colombini

Dalle degustazioni itineranti di Chianti Superiore e Orcia DOC ai canti gregoriani dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, dalle verticali di Brunello al trekking nel parco della Fattoria del Colle: questo e molto altro nel programma di Pasqua pensato da Donatella Cinelli Colombini per quanti sceglieranno di trascorrere con lei il ponte primaverile per eccellenza. Un mix tra sacro e profano per una esperienza indimenticabile adatta a tutta la famiglia, quattro zampe compresi.
Un soggiorno che accontenta allo stesso tempo i gourmet, gli enoappassionati e gli amanti del relax nel verde, comprendente tre giorni e due notti a scelta (con possibilità di notte aggiuntiva) dal venerdì 14 aprile al lunedì 17 con colazione a 187€ a persona in camera doppia o 172€ in appartamento con due camere.
Protagonista assoluto del pacchetto è naturalmente il vino, nelle sue migliori espressioni: tra le attività previste infatti, l’esperienza multisensoriale nella Cantina del Casato Prime Donne di Montalcino, ovvero una degustazione itinerante con 4 assaggi di Chianti Superiore, Rosso di Montalcino, Brunello e Passito, accompagnati da spiegazioni e ascolto di brani musicali selezionati appositamente da Igor Vazzaz, oltre alla possibilità di visionare nella nuova tinaia l’installazione artistica di Roberto Turchi The Dove’s Flight.
Ma non solo: Montalcino continua ad essere protagonista altresì in una esclusiva degustazione verticale in programma nella giornata di Pasqua nella cantina storica della Fattoria del Colle: dal 2016 appena nato, Rosso di Montalcino DOC 2015, futuro Brunello riserva 2012, Brunello di Montalcino DOCG 2012, Brunello di Montalcino riserva 2008. Una ulteriore occasione di degustazione itinerante – sempre alla Fattoria del Colle – è in programma anche nel giorno di Pasquetta e a fare la loro parte nel bicchiere saranno in tal caso altri 4 vini ovvero Leone Rosso Orcia Doc, IGT Il Drago e le 8 colombe, Cenerentola Doc Orcia, Brunello riserva.
Tra le attività previste durante il soggiorno, anche una piccola lezione sui pinci – la tipica pasta fresca senese – una visita guidata della villa cinquecentesca, un assaggio di olio nuovo DOP Terre di Siena e la tradizionale scarpinata di Pasquetta lungo i percorsi di trekking segnalati intorno alla Fattoria del Colle, da cui si scorgono suggestivi panorami.
Piatti della tradizione del territorio e assaggi di cucina creativa si propongono nel Pranzo di Pasqua all’Osteria di Donatella (costo a parte 38€ a persona, vini esclusi), preceduto da un aperitivo nella cantina della Fattoria con la tradizionale schiacciata di Pasqua della Valdichiana con uova benedette e rose di capocollo. Tuttavia non sono previsti solo peccati di gola nel lungo week end pasquale alla Fattoria del Colle: assaggi di profonda spiritualità si potranno vivere partecipando alla Santa Messa all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore accompagnata da canti gregoriani (12 km dalla Fattoria) la domenica mattina.
Per chi invece cerca il relax più assoluto, può sempre approfittare del centro benessere della Fattoria del Colle ricavato nei sotterranei settecenteschi della villa e attrezzato con bagno turco, sauna, jacuzzi panoramica, sala massaggi di coppia e vasca in ginepro per la vinoterapia.

Per informazioni e prenotazioni
Fattoria del Colle, Località Colle 53020 Trequanda (SI)
0577662108 info@cinellicolombini.it

Addetta stampa
Marzia Morganti Tempestini Tel 335 6130800
marzia.morganti@gmail.com

La Fattoria del Colle a Trequanda-Siena
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1000 anni di terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

Terracotta dell’Impruneta

1000 anni di terracotta dell’Impruneta
L’Azienda Mital ci racconta la civiltà del cotto dal colore rosso brunito
File di stranieri con il naso all’insù, si intravede un ombrellino indicativo, precauzione della guida turistica in caso di smarrimenti in una città bellissima, piena di zone fatte di arte, storia e fascino ma anche di angoli segreti, stradine che svelano cancelli che si aprono su giardini pieni di fiori, piazze quasi sorprese dalla magnificenza dei monumenti, statue, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo, orgoglioso e massiccio, dal 1419 si staglia con la sua incredibile cupola rossa fatta di terracotta diventando il simbolo della città.
Orci e Brunelleschi, la terracotta dell’Impruneta affonda le sue radici nel periodo Medievale, la “civiltà del cotto“ nata nel XI secolo, questo affascinante mondo color rosso 5brunito, vive ancora grazie alle poche fornaci rimaste, attività delle famiglie patriarcali di una volta tra cui la Mital, 100 anni di vita dell’Azienda della famiglia Mariani.
Impruneta, un paese confinante con Firenze, dove tutto è rosso, il rosso del cotto imprunetino, colore che più di ogni altro evoca la magia dei paesaggi, della campagna e delle tradizioni toscane, dovunque polvere rossa dalle sfumature che vanno dal rosa dei tramonti sull’Arno qui vicino al rosso porpora più carico, un paese dove si conoscono tutti, e si ritrovano, nella grande piazza del Comune, fatta a conchiglia, morbida, quasi una culla, i vecchi, gli uomini e le donne, i bambini, la gente si guarda nel viso, diretta, un oasi sospesa nel tempo, il lavoro li rende unici, in questo borgo millenario, storie di famiglie forgiate sul fuoco delle fornaci, generazioni di uomini che hanno creduto nella terra, l’acqua, il fuoco, la creta, il galestro…..elementi che risalgono addirittura ai lavori del Brunelleschi quando il cotto si produceva all’Impruneta fin dal 1098 e il Brunelleschi scelse gli artigiani dell’Impruneta nel 1419 per le tegole e i mattoni della cupola del Duomo di Firenze.
Oggi l’Azienda Mital sembra un borgo incantato dove arrivi e la sede della fabbrica è piena di fiori sulle finestre, muri a facciavista, e ti incuriosisci per sapere la storia……una bella storia quella della fornace della Famiglia Mariani, il padre Angiolo, un bel signore accanto ai suoi tre figli, Luigi, Franco ed Enrico ed il nipote Marco, una fabbrica che sembra sospesa nel tempo, ottocentesca, ingentilita dal verde squillante dei prati intorno, dai cipressi toscani imponenti e altezzosi e le viti dai grappoli ancora verdi, una Azienda ha visto ben 2 guerre e perché oggi il lavoro è difficile ma rimane sempre una avventura affascinante, nata agli inizi del ‘900, più di cento anni fa, una storia vissuta con gli operai, perché alla Mital si lavora tutti insieme.
Galestro e ossido di ferro, ci spiega Enrico, uno dei 3 figli Mariani, sono gli elementi fondamentali della terracotta dell’Impruneta: il galestro, un particolare è un tipo di tipo di argilla che rende il prodotto incredibilmente resistente al freddo, e l’ossido di ferro, la componente chimica che gli conferisce quella fantastica sfumatura di rosso, non a caso nota come “rosso terracotta”. Il galestro è anche chiamato in gergo “terracotta antigelo“, garantita per temperature fino ai -30°.
Noi siamo gli ultimi artigiani, l’artigiano dell’Impruneta è quello che si dice un artigiano creativo, qui si nasce e si cresce e la passione ci forgia, la nostra generazione non ha avuto scuole, si impara direttamente in fabbrica i diversi tipi di lavorazione, tra cui a modello, a lavoro tondo e a lavoro di fondo. I primi due prevedono l’utilizzo di stampi di vario genere, mentre l’ultimo solo ed esclusivamente a mano libera.
Ovviamente il lavoro di fondo si rivela il più affascinante in assoluto: osservare un mastro vasaio che lavora senza l’aiuto delle forme è come seguire lo sviluppo di una vita nella sua gestazione materna, lenta, precisa, in cerca della perfezione assoluta diventando uno spettacolo della natura.

MITAL Via di Cappello, 31, 50023 Impruneta FI
Tel/Fax +39.055 2011414
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Carpene Malvolti, la scuola enologica e la fondazione ITS ancora insieme al Vinitaly

Carpene Malvolti, la scuola enologica e la fondazione ITS ancora insieme al Vinitaly

Carpenè Malvolti, la Scuola Enologica e la Fondazione ITS a Vinitaly sotto i riflettori per presentare la 1868 Grappa Prosecco

La 1868 Grappa Prosecco sotto i riflettori per rappresentare le due “essenze” della Cantina di Conegliano

Carpene Malvolti, la scuola enologica e la fondazione ITS ancora insieme al Vinitaly

Presentata in anteprima la ricerca sulla grappa dalle origini ai giorni nostri condotta dagli Studenti nell’ambito del progetto ‘Generazioni D.O.C.G’

Verona – Carpenè Malvolti, Scuola Enologica e Fondazione ITS di Conegliano tutti insieme – per il quinto anno consecutivo – coinvolti nel progetto “Generazioni D.O.C.G.”; un percorso che vede la Cantina di Conegliano impegnata a collaborare con gli Studenti nell’intento di creare sinergia tra le Istituzioni scolastiche e le Imprese del Territorio.
Coerentemente con la mission d’Impresa – basata sull’assunto che non si possa prescindere dai fondamentali del passato per le determinazioni del futuro – anno dopo anno, sono stati messi a punto progetti di ricerca al fine di promuovere la cultura enologica e contribuire alla formazione professionale delle nuove Generazioni.
Dopo aver approfondito tematiche di marketing e comunicazione ed esplorato “l’essenza spumeggiante”, quella per cui la Carpenè Malvolti è più conosciuta nel mondo, la quinta edizione del progetto si è focalizzata “sull’essenza meditativa” – che attiene al distillato Grappa – presentandone il restyling della selezione, che rende ancora più coerente l’immagine di marca al relativo posizionamento super premium.
La ricerca “la Grappa dalle origini ad oggi” raccontata dagli Studenti stamane a Verona – alla presenza della Famiglia Carpenè e della Preside dell’Istituto Cerletti e Direttore dei Corsi ITS Damiana Tervilli, introdotta dalla giornalista di Rai Uno Camilla Nata – ha indagato più aspetti del distillato, sin dalle sue origini fino al suo ruolo nell’età contemporanea in cui è divenuta simbolo del made in Italy, per arrivare all’importanza che essa riveste all’interno dell’attività d’Impresa della Carpenè Malvolti, tra le prime alla fine dell’Ottocento a produrla nella distilleria a vapore secondo criteri tecnologici e sempre nel rispetto dell’identità territoriale.
Un richiamo che Rosanna Carpenè, quinta Generazione a guidare l’attività d’Impresa, nonché Presidente della Fondazione ITS, così sottolinea: ‘Tra pochi mesi inizieranno le celebrazioni per i nostri primi 150 anni, un momento ancora più ricco di sfide per dare sempre più valore alle due essenze dell’Impresa; quella spumeggiante e quella più meditativa dei distillati di cui custodiamo una profonda tradizione. Proprio per la responsabilità storica di cui mi faccio carico sono sempre più determinata ad accompagnare gli Studenti della Scuola Enologica e dell’ITS nel percorso di approfondimento dei nostri valori fondanti con la stessa energia impiegata dal mio trisavolo, che andava nelle campagne trevigiane a parlare con i contadini per dar loro indicazioni su come coltivare i vigneti, dando così avvio ad un processo di qualificazione del Territorio che oggi vede le colline del Conegliano e Valdobbiadene prossime a ricevere il riconoscimento Unesco ed il Prosecco uno dei vini più apprezzati nel mondo’.
Intervenendo alla presentazione la Preside Damiana Tervilli ha dichiarato: “L’ITS sorto a Conegliano nel 2010, attualmente con sedi formative anche a Padova e Verona, si occupa delle nuove Tecnologie per il Made in Italy del comparto Agroalimentare e Vitivinicolo e risponde alla domanda delle Imprese di avere a disposizione professionisti con nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche, secondo i modelli internazionali più avanzati, afferma la Preside Damiana Tervilli. La fattiva e pluriennale collaborazione con la Carpenè Malvolti vuole essere di stimolo per tutte le aziende agroalimentari del Territorio che non possono prescindere dal collaborare alla formazione dei tecnici in grado di operare avendo la consapevolezza della complessità del settore in tutte le sue sfaccettature. Consapevolezza che deve porre oggi particolare attenzione alla salvaguardia di un Territorio che si sta preparando a diventare patrimonio dell’UNESCO per la sua unicità non solo ambientale ma anche imprenditoriale”.
La presentazione della ricerca ha altresì rappresentato per Carpenè Malvolti l’occasione per contestualizzare storicamente la presentazione della nuova proposta dei Distillati che si concentrerà su un’unica tipologia di prodotto, la Grappa da Prosecco. L’obiettivo di tale operazione è quello di rafforzare ulteriormente il legame tra il marchio ed il Territorio, attraverso la realizzazione di un unico prodotto: la Grappa Prosecco – come naturale declinazione del DNA di Carpenè – nelle due declinazioni Finissima e Fine Vecchia. Anche il packaging richiamerà la storia e la tradizione che negli anni ’30 spinsero Etile Carpenè ad introdurre per la prima volta la bottiglia a forma di zucca in vetro scuro e con il tutolo per chiudere le bottiglie.

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Dalla Sardegna a Parma, cinque giorni dedicati alle IG nel segno di AICIG

Dalla Sardegna a Parma, cinque giorni dedicati alle IG nel segno di AICIG

Il Segretario Generale Leo Bertozzi incontrerà domani a Macomer consorzi e produttori di formaggio Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo DOP, poi rappresenterà l’Associazione al convegno sulle IG ad ORIGO martedì 11 aprile

Cinque giorni nel segno delle IG: da venerdì 7 a martedì 11 aprile l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche sarà protagonista in veste istituzionale di una serie di eventi in tutta Italia. Il primo appuntamento sarà domani venerdì 7 aprile a Macomer (NU) presso la sede del Consorzio di Tutela del formaggio Pecorino Romano DOP ed interesserà il Segretario di AICIG Leo Bertozzi che in siffatta occasione incontrerà oltre ai rappresentanti dei rispettivi consorzi, 80 produttori provenienti da tutta la Sardegna di formaggi DOP – dal Pecorino Romano DOP al Pecorino Sardo DOP fino al Fiore Sardo DOP. Quello di domani è solo uno di una serie di incontri di formazione sulla difesa delle IG organizzati da AICIG, tuttavia la riunione rappresenta una importante occasione per valutare insieme programmi di promozione e valorizzazione delle IG territoriali.

L’attenzione si sposterà poi a Parma, dove martedì 11 aprile lo stesso Segretario Generale Leo Bertozzi interverrà come relatore al Primo Forum mondiale delle indicazioni geografiche ORIGO, evento nato con l’obiettivo di creare una nuova consapevolezza del valore strategico delle produzioni di qualità sia nel contesto europeo, sia nei mercati internazionali. In particolare, ad ospitare l’intervento di Bertozzi sarà il convegno scientifico dedicato alle sfide e alle opportunità globali del sistema delle Indicazioni Geografiche dell’Unione Europea che si terrà alle 9.30 presso l’Auditorium Paganini nella città ducale e a cui ha altresì anticipato la propria presenza il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. In questo primo grande evento fieristico B2B promosso da Regione Emilia Romagna e Ministero delle Politiche Agricole con il patrocinio della Commissione Europea ed in collaborazione con l’Unione Parmense degli Industriali e Fiere di Parma, il Segretario di AICIG Leo Bertozzi parlerà del ruolo dei Consorzi di Tutela ed in particolare di realtà e prospettive delle IG, venti anni dopo il riconoscimento comunitario delle DOP e IGP. “Oggi la normativa UE – spiega Bertozzi – riconosce finalmente il ruolo dei gruppi di produttori per la gestione, tutela, salvaguardia e valorizzazione delle IG. Tali organismi sono la struttura portante di tutto il sistema perché rappresentano, attraverso i produttori associati, il patrimonio socio-culturale ed economico del territorio. È auspicabile che per ogni Indicazione Geografica ci sia un consorzio e che questi siano stimolati ad aggregare le proprie strutture in modo da contenere i costi ed ottenere sinergie operative. Fondamentale per i Consorzi – chiude – è l’attività di vigilanza per la repressione frodi, in tutte le fasi della produzione fino alla messa in commercio”.

Nei successivi 12 e 13 aprile, in collaborazione con Cibus Connect, l’importante fiera internazionale dell’alimentazione dedicata quest’anno in particolare alla promozione di incontri B2B, uno spazio sarà a disposizione per la promozione di relazioni tra le DOP e IGP europee ed extraeuropee e i top buyers internazionali presenti a Parma.

Origo. è quindi un’opportunità sia per i Consorzi che presiedono ai prodotti di qualità regolamentata, sia per le aziende associate di partecipare agli incontri presso la business-lounge che sarà messa a disposizione, da parte Fiere di Parma, riservata ai soli iscritti alla manifestazione. Si tratta di un “numero 0” per una nuova iniziativa d’incontro internazionale dai tratti fortemente innovativi e che, anche per questo, non poteva che essere ospitata nella città e nella regione, punti di riferimento mondiale per il cibo di qualità.

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L’Istituto Nazionale Grappa e l’arte distillatoria Italia protagonisti a Vinitaly dal 9 al 12 aprile

L’Istituo Nazionale Grappa e l’arte distillatoria italia protagonisti a Vinitaly dal 9 al 12 aprile

A Vinitaly 2017 la Grappa rappresentata da ben 15 Distillerie aderenti all’Istituto Nazionale Grappa

Ci sarà anche l’Istituto Nazionale Grappa, presente con i suoi associati, a Vinitaly 2017. Il Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati che si terrà dal 9 al 12 aprile giunge quest’anno alla sue edizione “50 +1” e si conferma il più importante evento fieristico b2b di rilevanza internazionale per l’intero settore in funzione dell’elevata presenza di buyers e potenziali partner internazionali da incontrare, conoscere e conquistare. Per questo motivo è di fondamentale importanza esserci, per dare fiato e gambe ai molteplici progetti che le distillerie di ING hanno in serbo per i prossimi mesi.
“Come ogni anno saremo presenti a Vinitaly con una importante squadra dei nostri associati – afferma il Presidente di ING Elvio Bonollo – per far conoscere meglio il distillato di bandiera non soltanto a livello italiano ma anche e soprattutto agli operatori internazionali insieme ai quali si dovrà necessariamente sviluppare il futuro del settore, tuttora legato in misura preponderante al mercato interno dal quale negli ultimi anni sono giunti segnali di maturità e rallentamento”. Il fatto di essere considerato un Italian Lifestyle Symbol e per tale motivo essere particolarmente apprezzato dai consumatori di tutto il mondo è da ascrivere soprattutto al suo modo di raccontare non solo un prodotto ma una vera e propria cultura, fatta di territori, persone e storie capaci di attrarre interesse ed appassionare.
Per il mondo della grappa in generale ma soprattutto per le aziende – spesso di piccole dimensioni e a conduzione familiare – che da generazioni lo costituiscono e lo rappresentano, la vetrina di Vinitaly rappresenta una imperdibile occasione per aprirsi una finestra sul mondo: “l’entusiasmo e la partecipazione che ogni anno intravediamo nei nostri associati – aggiunge Bonollo – è la testimonianza concreta di quanto sia importante più della dimensione aziendale la predisposizione e l’apertura ad investire in qualità, valorizzazione del brand e comunicazione. Tutti elementi che anche l’Osservatorio Wine Monitor ha decretato come fattori chiave per rimanere competitivi in un contesto in cui si bilanciano un minor consumo in quantità a un innalzamento qualitativo: il consumatore acquista di meno ma sceglie grappe di sempre più elevato valore sensoriale, grappe premium che frequentemente si collocano ai livelli più elevati della piramide qualitativa”.
In tale frangente, diventa fondamentale presidiare la più importante manifestazione internazionale di settore, anche per compensare come già detto la frenata sul mercato interno. Tuttavia, se per intrecciare e consolidare relazioni con operatori internazionali Vinitaly è la fiera di riferimento, l’Istituto Nazionale Grappa con i suoi associati sta già mettendo in moto la macchina organizzativa di Grapperie Aperte, l’iniziativa promossa dalla stessa ING che ogni anno la prima domenica di ottobre chiama a raccolta nelle distillerie di tutta Italia un numero sempre crescente di visitatori appassionati dell’acquavite di bandiera, alla scoperta dei valori più autentici che ne stanno alla base.

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Il Vinitaly di Carpene Malvolti dal prosecco ai distillati

 Carpene Malvolti

Carpene Malvolti

Il Vinitaly di Carpene Malvolti dal prosecco ai distillati

Dal prosecco ai distillati – Il Vinitaly di Carpene Malvolti attraversi il progetto di ricerca ” Generazione D.O.C.G.”

L’edizione numero “50+1” della più importante manifestazione internazionale di settore è ormai alle porte
Sarà l’edizione che di fatto avvierà il count down verso le celebrazioni del 150° anniversario dalla fondazione dell’attività d’Impresa – che ricorre nell’ormai prossimo 2018 – ed altresì l’occasione per Carpenè Malvolti di accendere i riflettori sulle sue selezioni enologiche.
Al Vinitaly 2017 – che si terrà a Verona dal 9 al 12 Aprile – sta per andare in scena l’ennesima rappresentazione dello spirito pionieristico ed innovatore che da cinque Generazioni contraddistingue il marchio coneglianese.

Basandosi infatti sull’assunto di quanto sia necessario rispettare il passato per determinare il futuro dell’attività d’Impresa, anche quest’anno Carpenè Malvolti sceglie la vetrina del Vinitaly per introdurre un nuovo progetto di marketing strategico e di restyling d’immagine.
E lo fa ospitando in anteprima, Lunedì 10 Aprile alle ore 11.00, la presentazione di un progetto di ricerca – condotto dagli Studenti della Scuola Enologica e della Fondazione ITS Cerletti di Conegliano – dedicato alla Grappa di cui ripercorre l’excursus storico dalle origini sino alle più recenti dinamiche evolutive, intervenute nel processo della distillazione piuttosto che nelle logiche comunicative e marketing.
Ed in questo senso, la stessa Carpenè Malvolti è tra i protagonisti più attivi sin da fine Ottocento, essendo stata anche in tale categoria “antesignana e pioniera” con la storica distilleria a vapore – Licenza U.T.F. n°77 – con sede proprio a Conegliano.
Così come è stata antesignana nel packaging della grappa medesima, introducendo per prima la bottiglia a zucchetta con il tappo a tutolo in sughero ed un pezzo di pannocchia alla sommità, che voleva richiamare la tradizione contadina del Territorio e l’usanza di utilizzare per la conservazione dei “liquidi”, durante la dura attività lavorativa dei Contadini del tempo nei campi, vere e proprie zucche secche svuotate e chiuse con un torsolo di pannocchia di mais.
Come nelle edizioni precedenti, anche siffatto progetto vede la luce, proseguendo nel solco della storia della Famiglia Carpenè, dalla volontà di Rosanna Carpenè – Presidente della Fondazione e Quinta Generazione della Famiglia più longeva della Spumantistica Italiana – di accompagnare e sostenere gli Studenti in un percorso di formazione sempre più sinergico con il mondo delle Imprese, attraverso il continuo approfondimento della cultura enologica e vitivinicola.
Per tutta la durata del Salone Internazionale del vino e dei distillati, lo storico Marchio di Conegliano sarà presente al Padiglione 5 Stand B5 con l’obiettivo di incontrare nuovi operatori ed altresì consolidare le relazioni commerciali già in essere con i Partners storici, al fine di sviluppare ulteriormente la brand awareness ed il core business dell’attività d’Impresa, il cui fulcro rimane sempre la produzione spumantistica del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA
Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com, press-office@carpene-malvolti.com
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Prato, Toscana 59100

#OpenLobby – 10 aprile 2017 – via degli Scialoja 18 – Roma

#OpenLobby – 10 aprile 2017 – via degli Scialoja 18 – Roma

Reti e Running aprono, per il secondo anno, i propri uffici a chi vuole osservare da vicino come lavora un lobbista. I partecipanti avranno l’opportunità di vivere la giornata tipo del lobbista all’interno degli uffici di una delle maggiori società di Public Affairs e Comunicazione in Italia, confrontandosi con tre professionisti di aziende e con i consulenti di Reti e Running.
Troppo spesso il termine lobby viene utilizzato con un’accezione negativa, per indicare una professione oscura e ai limiti della legalità. Nulla di più falso, quello del lobbying è un mondo aperto e trasparente, in cui i rappresentanti di interessi e i loro interlocutori si muovono e lavorano, proprio come tutti gli altri professionisti, all’interno di contesti culturalmente e professionalmente stimolanti. È per questo motivo che abbiamo deciso di aprire i nostri uffici ( Via degli Scialoja 18 – Roma) lunedì 10 aprile alla curiosità degli studenti che si avvicinano per la prima volta a questo mondo.

#OpenLobby rappresenta un momento per imparare e ascoltare direttamente da lobbisti di aziende e dai consulenti di Reti e Running cosa significa rappresentare e comunicare gli interessi particolari di realtà italiane e internazionali.

Chi è interessato a partecipare a #OpenLobby può registrarsi in una delle 3 fasce orarie:

10.00 – 12.15

10.00 – 10.15 – Welcome coffee
10.15 – 10.45 – Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running
10.45 – 11.15 – A tu per tu… Gianluca Ansalone, Responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione – Area Sud Europa British American Tobacco a colloquio con Mario de Pizzo, Giornalista Rainews24
11.15 – 12.15 – Tour degli uffici

12.45 – 15.30
13.00 – 13.30 – A tu per tu… Giuliano Frosini, Public Affairs Director Lottomatica a colloquio con Andrea Picardi, Giornalista Formiche.net
13.30 – 14.30 – Presentazione di Reti e Running e pranzo
14.30 – 15.30 – Tour degli uffici

16.00 – 18.30
16.00 – 16.30 – Welcome coffee
16.30 – 17.00 – Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running
17.00 – 17.30 A tu per tu… Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing (Executive Vice President) del gruppo Atlantia e di Autostrade per l’Italia a colloquio con Carlo Puca, Giornalista – Panorama
17.30 – 18.30 Tour degli uffici

18.45 – 19.45
#LobbyHour: l’aperitivo dei lobbisti (evento aperto ai partecipanti di tutte e tre le fasce orarie)

I posti sono limitati, essendo l’evento a numero chiuso.
E’ necessario registrarsi inviando un’email a Matteo La Stella – m.lastella@retionline.it – con il tuo cv segnalandoci la tua preferenza di orario.

………………………….
Matteo La Stella
m.lastella@retionline.it
Via degli Scialoja, 18
00196 Roma
Ph + 39 06 67545214

Svolta storica nel prosecco ad Asolo,dal bello presenta una verticale

2012Svolta storica nel prosecco ad Asolo,dal bello presenta una verticale

La cantina Dal Bello con 50 anni di storia alla conquista del mondo con CELĔBER. Al Vinitaly una degustazione verticale del Prosecco extra brut premiato al Concours Mondial de Bruxelles. Antonio Dal Bello: “In questa bottiglia troviamo la passione per il nostro lavoro”

E nel cuore di Asolo, terra vocata per la produzione del Prosecco Docg, la famiglia Dal Bello da cinquanta anni produce Vini  di qualità. L’ultimo nato è un tesoro con le bollicine: l’innovativo CELĔBER, il Prosecco in versione extra brut.

Il primo a presentarlo sul mercato, fin dal 2015, è stata appunto l’azienda Dal Bello. “Il nostro vino  nasce da un atto di coraggio, e dal caranto, la terra magra d’Asolo”, dice Mario Dal Bello. Abbiamo avuto l’intuizione di proporre un Asolo Superiore dal basso residuo zuccherino per esaltare il Terroir”. Prodotto a più di 250 metri d’altitudine, sul colle di Sant’Anna, CELĔBER è il primo Prosecco extra brut, ossia la versione più secca del prosecco che tutti conosciamo.

Il fenomeno delle bollicine d’oro chiamato Prosecco ha conquistato il mondo, registrando negli ultimi anni un boom dell’esportazione colossale. E dentro questo ecosistema è sempre più alta l’attenzione degli addetti ai lavori per del Prosecco “segreto” di Asolo.

Stando a dati diffusi da Avepa, l’ente regionale che definisce i numeri sugli imbottigliamenti, nell’ultima vendemmia, l’uva Glera rivendicata ad Asolo Prosecco Docg è stata di 126.000 quintali. Le bottiglie immesse nel mercato sono così passate da poco più di un milione del 2013 alle quasi otto milioni di oggi. La percentuale di crescita rende l’idea del fenomeno: +569 % dal 2013 ad oggi. Numeri che comunque rappresentano una eccellenza “rara” e “segreta” in un mondo, quello del Prosecco, che se analizzato nel suo complesso vende nel mondo circa mezzo miliardo di bottiglie.

“CELĔBER rappresenta un nuovo modo di bere”, incalza Antonio Dal Bello. “Si tratta di un vino sapido e secco, che profuma di sambuco, melo e glicine bianco e che racconta l’amore per un territorio e la sua tradizione”. Un’intuizione rivoluzionaria che ha già conquistato l’Europa e la Svizzera, per approdare poi negli Usa e in Canada. E i premi non mancano, nel 2015 ha ricevuto la medaglia d’argento al Concours Mondial de Bruxelles.

Il Vinitaly si avvicina (Verona dal 9 all’11 di Aprile) e quale migliore occasione per assaggiare (e celebrare) questo nuovo fenomeno? Si terrà infatti una straordinaria degustazione verticale del Prosecco Extra Brut CELĔBER riservata alla stampa lunedì 10 aprile alle ore 11 (Padiglione 5 Stand A1) alla quale parteciperà il sommelier Alessandro Scorsone.

Un’occasione unica che racchiude tre anni di vinificazione, gusto e passione. E 50 anni di storia.

Ufficio Stampa Velvet Media

Alla LUISS a Roma workshop sul Made in Italy “Occorre creare un’identità globale”

c65b22fe-f53b-4819-8eb5-bd0e7cf4df89Alla LUISS a Roma workshop sul Made in Italy “Occorre creare un’identità globale”

Protagonista l’avvocato Federico Desimoni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP “fondamentale veicolare principi, autenticità, origine, gusto e tutela. Per questo è fondamentale il ruolo dei Consorzi DOP E IGP

Roma – Costruire un’identità attraverso la definizione di contenuti, valori e confini per offrire trasparenza, affidabilità e chiarezza: questo il concetto chiave espresso da Federico Desimoni, Direttore Generale del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP nel corso dell’intervento che lo ha visto protagonista al workshop da titolo “Made in Italy, nuove forme di tutela e strategie di promozione” tenutosi sabato 4 marzo alla School of Law dell’Università Luiss di Roma nell’ambito del Master in Food Law.

L’intervento del Direttore del Consorzio ABM si è inserito come History Case di eccellenza nella tutela del Made in Italy e dell’economia del Paese, stigmatizzando in particolare la necessità di costruire un’identità globale basandola sui drivers di autenticità, origine, gusto, tutela e garanzia. “Il Made in Italy è un concetto difficile da tutelare, da comunicare e da promuovere – ha sottolineatoFederico Desimoni – e proprio per questo si rende necessario delineare un’identità più precisa: attraverso il Branding nel caso di marchi privati oppure attraverso l’identificazione di Marchi pubblici e collettivi come le DOP, le IGP e le STG. Nel secondo caso, che io mi pregio di rappresentare in questo contesto, diventa di primaria importanza il fattore comunicazione – con cui si veicolano di fatto definizioni, principi, garanzie e certificazioni – che sta altresì alla base di un altro asset fondamentale ovvero la tutela di un’identità sempre più scaltramente “rubata” da tentativi di contraffazione, evocazione ed imitazione. Il ruolo dei Consorzi di Tutela – ha continuato Desimoni – è quello di vigilare su siffatti crimini, controllare il rispetto delle procedure amministrative, intraprendere azioni legali laddove se ne presenti la necessità e promuovere procedure UE ex officio che permettano, di fronte a un evidente caso di imitazione, evocazione o di contraffazione di un marchio Dop o Igp e dietro la segnalazione del rispettivo Consorzio di tutela, di chiamare ad intervenire le stesse autorità del paese nel quale la contraffazione è stata ravvisata. Detto questo, c’è ancora molto da lavorare – ha concluso il Direttore del Consorzio ABM – in particolare sulla conoscenza del prodotto, sulle diverse tipologie ed usi, sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche e sulla trasparenza del mercato, oltre a trasmettere al consumatore affidabilità e fiducia”.

Più che una lezione accademica dunque, un confronto sullo stato dei lavori in materia di promozione e tutela del Made in Italy agroalimentare, organizzato in due sessioni. La prima, moderata dalla Coordinatrice del Master in Food Law Daniela Corona, dedicata agli scenari internazionali a cui sono intervenuti Cesare Galli dell’Università di Parma a proposito del regime di protezione delle IG all’indomani dell’approvazione del CETA e a livello di scambi internazionali, Mauro Rosati Direttore Generale della Fondazione Qualivita sullo scenario delle DOP e IGP in Italia ed Europa, il Capo Dipartimento delle Politiche competitive e della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del Mipaaf Luca Bianchi che ha dettato le linee per una strategia italiana per la qualità dell’agroalimentare, e il Direttore Generale ISMEA Raffaele Borriello, il quale si è espresso sul posizionamento del Made in Italy agroalimentare all’estero e le nuove sfide della globalizzazione.

La seconda sessione – in cui si è inserito altresì l’intervento di Desimoni – è stata invece moderata dal Coordinatore del Master in Food Law Ercole De Vito e dedicata alle testimonianze dirette, precedute dallo speech del Segretario Generale International Chamber of Commerce Italia Maria Beatrice Deli sull’importanza del dialogo normativo tra pubblico e privato per l’adeguata tutela del Made in Italy e dal focus sul ruolo del servizio pubblico nella promozione dello stesso con l’autore di Linea Verde Rai Marco Luci. A portare la propria testimonianza, anche Carlotta Gori per il Consorzio Chianti Classico e Giulia Rossi del Future Food Institute.
Ufficio Stampa Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

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Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta

#RistoranteTrattoriaNuova #unascopertanelpavese

Trattoria Nuova Magherno è una location unica per una gita fuori porta, un incontro romantico grazie ad una saletta interna romanticamente scaldata da un camino o ad una cena o pranzo in famiglia o con amici.

Il locale recentemente ristrutturato è pronto ad accogliere i vostri ospiti una location alternativa ideale anche per gli eventi, le cerimonie, banchetti, aperitivo cene pranzi aziendali o cene per gruppi.

Trattoria Nuova Magherno immersa nel verde della Pianura Padana (a circa 16 km da Pavia)  è la struttura ideale per il tuo evento immersa nel verde, tra coltivazioni di riso, frumento, granoturco.

Trattoria Nuova Magherno

Trattoria Nuova Magherno

Ottimi piatti della cucina tradizionale lombarda con quel tocco creativo riproposti in chiave creativa con  ingredienti genuini e accuratamente selezionati. Da provare la vera pizza napoletana con ingredienti di alta qualità cotta nel forno a legna.
Un’ampia varietà di antipasti
Da provare la pasta fresca
Eccellenti anche i secondi di pesce e di carne
In ultimo per chiudere in bellezza ottimi dolci rigorosamente fatti in casa.
Specialità della casa sono i risotti (come quello con salsiccia sgranata e crema Montasio) senza glutine le rane provenienti dalle risaie che circondano il paese

Punti di forza : cucina genuina e di qualità, il personale gentile e veloce, location alternativa  e prezzo adeguato

Visitate il sito

FB @Trattorianuova2015

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Open your art

pescatori- (2)Open your art
Open your Art invita a immergersi nel linguaggio suggestivo della pittura cruda e accesa del maestro Lorenzo Chinnici e nella natura eterea e femminile dell’artista francese Cristine Bleny.
L’universo intenso e autentico carico dell’immaginario isolano di uno dei più significativi artisti siciliani, contrapposto alla fragile e misteriosa natura femminile della pittrice Bleny. Due interpreti diversi per stili tecniche ed emozionalità, eppure uniti da sottile filo conduttore: la sofferenza. Cruda e indignata l’emozione che traspare dalle opere di Chinnici, sommersa e delicata la sofferenza celata nella pittura dell’artista francese. Alla mostra sarà presentato il dipinto Evasione, opera del maestro Chinnici, che è stato teatro dell’incontro con Cristine Bleny durante la mostra The
Sinergy of Sons – Londra 2005 –
Nel dipinto è presente una macchia di vino che l’artista francese, contestando la pittura dell’artista siciliano, versò con indignazione dopo un accesa discussione tra i due. I due le-lavandaieartisti si ritrovarono due anni più tardi all’inaugurazione della mostra Fuoco nell’acqua e dal conflitto iniziale, causato dal differente linguaggio artistico e dal forte temperamento di entrambi, nacque un dialogo che è oggi un’intensa amicizia e forte desiderio di confronto. Per suggellare l’intesa i due artisti hanno apposto le loro firme sul dipinto.
Giovanni Carfì Urso, curatore della mostra, ha ideato questo titolo proprio elaborando l’impatto che esprimono due elementi potenti, il fuoco e l’acqua, quando trovano un equilibrio e un dialogo suggestivo nel confronto.
Con Open your Art si apre a Milano una nuova stagione del progetto Fuoco nell’acqua, che ha preso vita sulle rive del Lago di Como nell’estate 2016: un ciclo di mostre che toccherà
nel corso dell’anno le città di Positano, Venezia e Taormina. Le opere del maestro Chinnici saranno inoltre presenti alle prestigiose mostre internazionali in programma a New York e Monte Carlo. Open your Art è anche occasione per un confronto tra arte e design, in uno showroom vestito di un elemento d’arredo, la porta, che è archetipo dell’architettura e da sempre oggetto di design raffinato ed esclusivo.
La serata inaugurale verrà presentata dal Critico d’arte Antonio Lombardo, che introdurrà paesaggio-marino-gli artisti e guiderà lo spettatore alla conoscenza delle opere esposte. Nel corso della serata verrà presentata la monografia dell’artista Lorenzo Chinnici a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lasciatevi condurre dalla vostra immaginazione……Lorenzo Chinnici, artista, ha scoperto, fin da ragazzo, che in Sicilia si vive ad un altro ritmo, estatici guardando il sole d’oro e il mare di cristallo, e questo amore per la sua terra Chinnici lo ha fermato sulla tela, con i suoi i colori prepotenti e spudorati, un una vita intera la sua cadenzata dall’arte, dai suoi primi approcci fatti di tecnica e pennello con gli insegnamenti di Renato Guttuso e poi avendo per maestro Salvatore La Rosa, la frequentazione della Bottega d’Arte di Salvatore Fiume, l’importanza delle conoscenze con altri grandi artisti come Mario Rossello, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Ugo Nespolo, una vita passata a “raccontare” la sua terra, rubandone i colori, dipingendo con le mani ma soprattutto con il cuore, dal rosso appassionato del fuoco dell’Etna all’azzurro del mare, al bianco della sua neve, alla natura, i cactus, i fiori, il verde.
Artista contemporaneo di fama internazionale, le sue opere sono state ospitate nelle gallerie di tutto il mondo. Costanti della sua espressione artistica sono l’essenzialità, la memoria, nonché la testimonianza di un mondo che affonda fra le cose: una terra promessa carica di concretezze. Continua a vivere e a lavorare in Sicilia. Da tempo è testimonial per le Maculopatie

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A Cesena Fiera: Wellness Food Festival 1-2 aprile

A Cesena Fiera: Wellness Food Festival 1-2 aprile

Atto secondo per Wellness Food Festival

in contemporanea a Hobby &Garden

Sabato 1 e domenica 2 Aprile 2017 torna a Cesena Fiera l’appuntamento con il benessere con laboratori, show coocking, Yoga Festival, e tutto sul mondo bio, vegan, fusion

Testimonial della manifestazione Simone Rugiati

Cesena – Ideologia, cultura o etica: non importano le motivazioni, quello che conta è che il popolo di chi sceglie uno stile di vita sempre più green e salutare cresce e si fa sentire.

Non stupisce, dunque, se nella Romagna patria del wellness a crescere sia anche una manifestazione che del benessere si fa promotrice e portavoce.

Stiamo parlando del Wellness Food Festival, la kermesse dedicata al mondo bio, vegan e fusion che, dopo il debutto dello scorso aprile con personaggi del calibro di Carlo Cracco, sabato 1 e domenica 2 aprile 2017 torna a Cesena Fiera per la sua seconda edizione. Sempre in tandem con Hobby & Garden, il Salone degli orti e dei giardini, dedicato agli amanti del pollice verde e della vita all’aria aperta in campagna. E sempre aperta dal Forum sul Benessere Alimentare promosso da Almaverde Bio (sabato ore 10,30).

Porte aperte a sapori, suoni e profumi appartenenti all’universo del well living: dall’alimentazione, alla cura del corpo e della mente, passando per abbigliamento, accessori e attrezzature a basso impatto ambientale. Ad impreziosire una fiera già ricca di proposte, non mancano spettacoli e momenti di informazione e formazione, che fanno della manifestazione un vero e proprio festival, in collaborazione con tre prestigiosi partner: Macrolibrarsi, Almaverde Bio e Wellness Foundation.

Uno spazio della fiera sarà dedicata all’alimentazione con show cooking proposti da veri fuoriclasse della cucina vegana, e area ristorazione dove poter gustare i salutari sapori dei cibi vegani, biologici ed orientali.

Tra i grandi nomi di questa edizione, Simone Rugiati, testimonial della manifestazione, che si esibirà sabato 1 aprile alle ore 13 con uno show cooking in presa diretta su come si cucina un piatto sano e nutriente.

Insieme a lui altre firme del mondo enogastronomico con show cooking e presentazioni al pubblico: Marco Dalboni, barman professionista che realizza BioCocktail composti da succhi freschi estratti a freddo di frutta e verdura, frullati “verdi” con alto contenuto di clorofilla o con yogurt vegetale, frutta, spezie e acque aromatiche; Bettina in cucina, food blogger specializzata in ricette vegetariane, vegane, senza uova e con prodotti biologici e a km 0; Jessica e Lorenzo di Cucinare secondo natura, foodblogger, autori di ricette vegane e seguaci di un modo di cucinare secondo natura che segue i ritmi delle stagioni; Annalisa Calandrini, naturopata, food blogger, sperimentatrice di piatti e ricette salutari che abbina la tradizione romagnola tramandatagli dalla nonna alle nuove realtà: farine integrali senza glutine, frutta secca, ingredienti sani e naturali e soprattutto tante verdure; Emanuele De Biase il pasticcere vegan con la passione del gelato; Monia Amadori fondatrice della Scuola di Cucina Cooking Passion e dell’associazione “CiBici, cibi & bici” che unisce le sue più grandi passioni, il mondo della bicicletta con quello di una cucina salutare e sportiva; Dealma Franceschetti, terapista e cuoca macrobiotica, fondatrice di La Via Macrobiotica” una “sua” macrobiotica totalmente vegana; Roberto Corbara giovane e brillante chef del Ristorante da Giorgio di Cesenatico; Alessandro Conte chef della Forneria Veneziana pasticceria dalle specialità gluten free.

Largo anche a relax e trattamenti con associazioni e centri specializzati che propongono cure tradizionali, complementari, alternative, olistiche e terapie naturali. In fiera sarà possibile provare massaggi tradizionali, orientali, ayurvedici, ma anche riflessologia plantare, trattamenti con i suoni delle “campane tibetane”, rebyrthing evolutivo, lo yoga della risata, agopuntura, musicoterapia, e tanto altro ancora.

E ancora, spazio Yoga Festival con tanti stili proposti, dai più riflessivi ai più dinamici, per tutte le esigenze di praticanti e/o curiosi. Di scena 15 Scuole di Yoga selezionate, tra le più qualificate del territorio, con uno spazio dedicato all’interno dell’Area Yoga per presentare attività e condurre seminari di approfondimento e free class gratuite aperte a tutti.

Ad arricchire ulteriormente la manifestazione, spettacoli musicali, di danza e giochi per una una vera e propria festa del benessere che, come si propongono gli organizzatori, “vuole fare la differenza in un mondo che si sta risvegliando”.

Inoltre, sarà possibile fare acquisti bio-sostenibili: abbigliamento, accessori, oggettistica e attrezzature per la cura del corpo e della mente sono solo alcune delle proposte commerciali di cui i visitatori potranno approfittare.

In contemporanea col Wellness Food Festival si svolgerà Hobby&Garden, la fiera dedicata ai cultori del pollice verde, punto di riferimento per famiglie, scuole, bambini e per tutti coloro che sono accomunati dal desiderio di coltivare un angolo green, divertirsi a contatto con la natura e assaporare prodotti più genuini. Non una semplice mostra-mercato dedicata all’agricoltura e al tempo libero, ma un vero e proprio Salone di conoscenza in cui scoprire, vivendolo in prima persona, le ricchezze del mondo rurale.

Diversi i laboratori per adulti, coordinati da Alimos: si va dalla preparazione di intrecci ornamentali per il giardino alla lavorazione del feltro, senza dimenticare i pratici consigli per ottenere un orto più produttivo, per curare un bonsai oppure per organizzare indimenticabili feste in giardino.

Tantissime anche le attività dedicate ai più piccoli, veri protagonisti della fiera. Tra un percorso sensoriale e una merenda golosa, da non perdere il laboratorio per costruire il proprio giardino delle farfalle o quello per creare coloratissime decorazione a tema. Non mancano nemmeno momenti ludici e di intrattenimento, come lo spettacolo di canzone e teatro “Il pianeta terra e altre cose” oppure le narrazioni animate del Teatro Distracci che trasformerà la fiera in una fiaba in cui gli spettatori diventano protagonisti.

La chiusura della manifestazione è affidata alle parole del poeta-narratore Roberto Mercadini che guida i visitatori in un viaggio nella storia dell’umanità attraverso il cibo: addomesticato, scoperto, temuto, venerato e mangiato, il cibo diventa simbolo di virtù o vizio nell’esilarante monologo del poeta romagnolo.

Info e costi: orario di apertura 10.00-20.00

Ingresso: intero 6 euro ridotto 5 euro.

Parcheggio gratuito. (Quartiere Fieristico, via Dismano, 3845 Cesena)

www.wellnessfoodfestival.it

Ufficio Stampa Cesena Fiera

Agenzia PrimaPagina

Filippo Fabbri – Cristona Zani

Tel. 0547.24284

Palazzo Borghese la location ideale per il vostro evento

salotto-di-mezzoPalazzo Borghese rimane uno degli edifici più rilevanti della città, mantenendo lo splendore ed il fasto di un tempo, per l’unicità della location, la preziosità degli ambienti l’arredamento sfarzoso e un’atmosfera fiabesca nonché la versatilità del Palazzo Storico è il luogo ideale per organizzare eventi  raffinati e di classe,  eventi di prestigio e a presentazioni d’immagine di alto livello la location ideale per qualsiasi tipo di evento cene aziendali o di gala o di auguri, concerti, esposizioni, sfilate, matrimoni, degustazioni, cooking show, gala dinner, congressi, aperitivi, eventi a tema, after dinner,meeting, servizi fotografici,convegni, ..

Palazzo Borghese #palazzoborghesefirenze #weddinglocationfirenze #specialeventsfirenze

Palazzo Borghese è una  perla nascosta nel pieno centro storico di Firenze,a due passi da Piazza del Duomo e Piazza della Signoria è un palazzo in pieno stile neoclassico, gioiello architettonico e artistico, resterete a affascinati dall’imponente scalone d’onore, la “Galleria” o “Salone delle Feste” e la Sala degli Specchi sono meravigliose manel suo complesso sfarzoso tutto affreschi, stucchi, nicchie, statue,colonne e tendaggi,bassorilievi vi lascerà senza parole

allestimento-eventiLe Serate Rinascimentali sono uniche, gli ospiti potranno assaporare l’emozione di una notte rinascimentale nella cornice del palazzo con musiche e costumi tipici dell’ epoca. La cena servita da camerieri in costume,fa riassaporare l’atmosfera tipica degli antichi banchetti fiorentini del XV secolo, la cena seguirà il tema dell’ epoca verrà allietata da musicisti, ballerini ed un divertente giullare coinvolgendo i partecipanti facendoli indossare ad alcuni di loro i tipici costumi e di accompagnarli in piccoli, semplici passi di danza.

Oltre all’esclusività del palazzo e la cura negli allestimenti , il catering interno di eccellente livello offrirà una proposta culinaria ampia e adatta a soddisfare ogni esigenza con materie prime d’eccellenza e la presentazione impeccabile dei piatti da una cucina internazionale di alto livello ma all’occorrenza anche a menù personalizzati

Palazzo Borghese è una location ideale per organizzare un matrimonio esclusivo e
indimenticabile, un matrimonio da favola, incorniciando la promessa d’amore in un contesto unico Ogni evento acquista così un gusto elegante, raffinato, storico grazie alla location caratteristica.

http://storage.vgs-video.it/_Virtual/T022/_tour/tour.html

FB @palazzoborghese

www.palazzoborghese.it

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Filling Empty Rooms e Far finta di essere umani Antonio Colombo Arte Contemporanea

image001Filling Empty Rooms e Far finta di essere umani Antonio Colombo Arte Contemporanea

Luke Pelletier | T.L. Solien _ Filling Empty Rooms
DAST _ Far finta di essere umani

Luke Pelletier | T.L. Solien

Filling Empty Rooms

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare Filling Empty Rooms, la doppia mostra personale degli artisti americani Luke Pelletier e T.L. Solien, a cura di Michela D’Acquisto e Renato Montagner.

image002Il giovane Luke Pelletier espone un corpo di lavori dalla vibrante energia pop, fortemente influenzati dalle culture punk e skate, in una celebrazione che al contempo è denuncia della società consumistica statunitense; sono una fresca contrapposizione alla maturità di T.L. Solien, protagonista dell’arte americana dell’ultimo trentennio, che nelle sue tele fonde con abilità astrattismo e figurazione, nella creazione di un linguaggio pittorico altamente personale attraverso il quale affronta i grandi temi della vita.

Luke Pelletier (California, 1993), vive e lavora a Los Angeles, CA.

T.L. Solien (Fargo (ND), 1949), vive e lavora a Madison, WI.

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Far finta di essere umani

All’interno di Little Circus, lo spazio della galleria dedicato ai progetti speciali, l’artista italiano Dast, pioniere dell’underground nostrano, presenta una serie di lavori che, tramite l’archetipo del robot, esaminano i rapporti interpersonali e la solitudine dell’uomo moderno.

DAST (Vicenza, 1966) vive e lavora a Vicenza.

Le mostre inaugurano giovedì 6 Aprile alle ore 18.30

e resteranno aperte fino al 20 maggio 2017

da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 15.00 alle 19.00
Clara Buoncristiani PR&Communication Studio | viale MonteGrappa, 14 (Milano) – via Zuccari, 14 (Brescia) | studio@clarabuoncristiani.it | clarabuoncristiani.it

‘Pummà’: nuovo corso per gli atelier della pizza di Bologna

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Foto pizza

‘Pummà’: nuovo corso per gli atelier della pizza di Bologna e Milano Marittima. Entro aprile lo sbarco a Ibiza con proposte gourmet rigorosamente made in Italy

Antiche farine macinate a pietra e Lievito Madre per gli impasti, ingredienti eccellenti
per le farciture, collaborazioni al top in cucina e davanti al forno, menù stagionali
con incursioni stellate e un innovativo stile dentro i locali.
Ecco la ricetta che rende Pummà punto di riferimento per i nuovi trend
della pizza gourmet in Emilia Romagna

Forni e bancone come sul palcoscenico. Tutt’attorno un anfiteatro di tavoli… E sua eccellenza le Pizza a fare da prim’attore. Pensati come un ‘teatro del gusto’ dal designer Adriano Cucca che ne ha firmato il recentissimo restyling interno, i due locali a marchio Pumma’ di Bologna (via Murri) e Milano Marittima (viale Romagna) raccontano una nuova storia tutta italiana di pizza d’autore. Antiche farine macinate a pietra e Lievito Madre per gli impasti, ingredienti eccellenti per le farciture, collaborazioni al top in cucina e davanti al forno, menù stagionali con incursioni stellate, sono gli ingredienti di un successo che da Bologna e dalla Romagna la Grifondoro, società titolare di marchio e gestione, è in procinto di esportare in altre regioni d’Italia e all’estero.
Dopo la separazione da ‘O’ Fiore Mio’ di Faenza, c’è tanta adrenalina e aria di nuove aperture. La prima, entro il mese di aprile, nel centro di Ibiza sulla banchina del porto vecchio dove tutto l’anno attraccano gli yatch più esclusivi e fiorisce la movida. La seconda a Milano la cui apertura nel timing della Grifondoro è fissata per l’inizio dell’autunno. Tutti i locali saranno a marchio Pumma’ e gestione diretta, condivideranno cura degli interni, filosofia delle preparazioni, esclusività di ingredienti e fornitori, carta del beverage con birre artigianali, vini e bollicine, formazione del personale, estro e professionalità davanti a forni e fornelli, consulenze e collaborazioni stellate. E naturalmente la ‘gestione del fresco’ tramite spedizioni aeree settimanali. Il tutto grazie a un accordo con la piattaforma ‘Adriatica Logistics’ di Forlì di proprietà di uno dei soci del gruppo Pummà, che garantirà sulle tavole di Ibiza e Milano gli stessi prodotti e la stessa freschezza di quelli serviti a Bologna e Milano Marittima ma soprattutto il Lievito Madre.
A coordinare l’intero progetto Pizza, in Italia e in Europa, dallo scorso 15 marzo è stato chiamato Beniamino Bilali, uno dei più grandi maestri pizzaioli italiani che, partendo da ‘O’ malomm’ di San Patrignano, in dieci anni di rivoluzionario lavoro ha saputo trasformare la qualità della pizza, utilizzando materie prime eccellenti e applicando tecniche innovative di lievitazione e fermentazione naturale. Bilali ha deciso di fermarsi a Bologna e di mettere il suo estro e la sua esperienza a servizio del progetto Pummà, sposandone rigore e filosofia. Insieme a lui a formare la ‘brigata di pizza Pummà’ Giulio Rinaldi, maestro pizzaiolo ‘residente’ del locale di via Murri a Bologna, Marco Baldassarri a Milano Marittima e collaborazioni importanti come il maestro panificatore Giuliano Pediconi, docente in numerosi ed importanti corsi nazionali ed internazionali di specializzazione sugli impasti base, le paste lievitate e l’utilizzo del lievito naturale.

Bologna
Tutto vetri e dehor con 100 coperti all’interno e 50 all’aperto, Pummà Bologna occupa l’intero pianoterra di un bel palazzo fine ottocento che sta proprio al centro del nuovo distretto gourmet della città, a pochi passi dal ristorante dello chef stellato Bruno Barbieri e del prestigioso Acqua Pazza. Nel locale, impasti, creatività e farciture sono affidate al mastro pizzaiolo Giulio Rinaldi che vanta in curriculum esperienze a tre stelle alla mitica Francescana dello chef Bottura e alle Calandre dei fratelli Alajmo. In menù, ad integrare la pizza, anche specialità della tradizione che strizzano l’occhio alla Romagna con le paste fresche fatte in casa del laboratorio artigiano ‘Antichi Sapori’ di Modigliana e i cappelletti in brodo di memoria artusiana in perenne disfida con il bolognesissimo tortellino.
Inaugurato lo scorso giugno al civico 103 di via Murri, il locale eredita una tradizione che si intreccia con la storia della città. Proprio lì al 103 c’erano i tavolini e i bigliardi dello storico Bar Bologna che trentacinque anni fa si trasformò nella panineria di Franco e Beppe, la prima ‘paninoteca’ della città, per poi diventare l’inglesissimo Bobby’s pub dal monumentale bancone. Lo scorso anno la svolta con la completa ristrutturazione che ha trasformato il locale nel santuario bolognese della Pizza gourmet.

Milano Marittima
Aperto in viale Romagna dalla primavera del 2013 Pummà Milano Marittima è stato oggetto nel gennaio scorso di un attento restyling realizzato dal design Adriano Cucca, lo stesso che ha firmato il locale di via Murri a Bologna, riprendendone, anche dal punto di vista strutturale linee e filosofia. Protagonisti, al centro dello spazio, sono banconi e forno a vista, mentre i tavoli organizzati in un centinaio di coperti sono disposti ad anfiteatro, all’interno e nel dehor estivo. In poco tempo accreditato tra i locali più apprezzati e recensiti della modaiola località romagnola per la grande qualità delle pizze, la filosofia degli impasti e delle materie prime usate per le farciture, Pummà Milano Marittima si è imposto anche per la continuità del servizio scommettendo su una proposta di apertura serale tutto l’anno, scelta pressoché unica a Milano Marittima. A firmare le pizze d’autore il maestro Marco Baldassarri, il ‘pizzaiolo-ingegnere’ che a tre esami dalla laura magistrale ha lasciato il libro dei calcoli per abbracciare le severe tecniche di lievitazione e impasto e la filosofia delle farciture. Ma Baldassarri alla corona d’alloro non ci ha voluto rinunciare e la sua ‘laurea’ se l’è presa nel 2015, guadagnandosi il podio come secondo miglior pizzaiolo d’Italia nel concorso milanese ‘Pizza Chef Emergente’

I punti di forza

Venticinque le pizze in carta, 10 della tradizione 15 da degustazione, una spiccata stagionalità nei menù proposti, una carta degli oli extravergine da varie regioni italiane, grande attenzione al bio e al gluten free, con i prodotti del pastificio Verrigni di Roseto degli Abruzzi, una puntuale selezione di vini e bollicine con Champagne, Franciacorta e Lambruschi emiliani, e una carta stagionale delle migliori birre artigianali italiane e del territorio. E, da Pasqua a settembre un bar corner esterno, a Milano Marittima ogni week end e a Bologna, montato su un carrettino vintage, ogni giovedì sera, per gustare all’aperto cocktails e frullati.
Ma quali sono i punti di forza di Pummà? In primis la qualità top dei prodotti utilizzati per le farciture delle pizze, che attingono alle eccellenze gastronomiche del Belpaese con richiami ai presidi slow food appositamente selezionati, come i pomodori pelati di Terra Amore e Fantasie di Sant’Antonio Abate, la mozzarella fior di latte e la bufala campana del Caseificio Casolare di Alvignano, la burrata pugliese del Caseificio Palazzo di Putignano i capperi di Salina, le olive di Gaeta e molti altri Presidi Slow Food. Eccellenze abbinate ai prodotti stagionali del territorio, le verdure freschissime acquistate direttamente nei mercati di Cesena e Bologna, i formaggi della Romagna Toscana della Fattoria Le Guide di Tredozio, il prosciutto di Parma Dop di Casa Graziano, i salumi di Mora Romagnola e la mortadella di Silvio Scapin, una bottega artigiana, un po’ macelleria un po’ norcineria aperta dagli anni settanta all’ombra dei portici bolognesi. Discorso analogo vale per gli impasti, realizzati con farine integrali macinate a pietra di soli grani italiani come quelle del Mulino Paolo Mariani di Barbara in provincia di Ancona; farine utilizzate senza additivi aggiunti per mantenere la presenza del germe di grano e Lievito Madre, realizzato con farina di grano tenero, acqua e diverse antiche varietà di frutta con lievitazione e maturazione prolungata dalle 24 alle 48 ore al fine di ottenere impasti leggeri e facilmente digeribili. Ad accompagnare qualità e innovazione nel piatto la grande cura dell’ospitalità che fra i tavoli dei locali significa comunicazione e racconto dei prodotti e del territorio da parte di un personale in formazione continua. Una filosofia che nei locali Pummà farà scuola anche all’estero.
Arricchiti dal tocco glamour della illustratrice Agnese Baruzzi che cura l’immagine degli interni, dagli elementi della mise en place al packaging, i locali a marchio Pummà offrono anche un corner dedicato allo shopping dei prodotti del food e degli accessori di cucina che li trasformano in bottega artigiana dalle mille opportunità. Istallazioni e mostre d’arte ceramica che si alternano di sei mesi in sei mesi regalano agli ambienti la capacità di rinnovarsi con gusto e originalità.

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Teatro Filodrammatici: la trattativa Stato-mafia con Bebo Storti

Il TestimoneTeatro Filodrammatici: la trattativa Stato-mafia con Bebo Storti

Il giorno domenica 26 marzo si terrà un nuovo imperdibile appuntamento con la Rassegna teatrale “Il Punto in Movimento” organizzata dal Teatro Filodrammatici di Treviglio, per la direzione artistica di Lele Gaballo, dedicato alla memoria dei crimini di mafia.

Si tratta dello spettacolo “Il Testimone” diretto e interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio. Dopo il loro fortunato lavoro teatrale “Suicidi” i due attori continuano il percorso di indagine raccontando un episodio tristemente dimenticato dalla memoria collettiva: l’assassinio di Giacomo Ciaccio Montalto, primo magistrato a indagare i rapporti fra la mafia di Trapani, legata a doppio filo con quella statunitense, e i narcotrafficanti.

Lo spettacolo è stato scritto insieme al giudice Mario Almerighi, ex presidente del tribunale di Civitavecchia, che ha combattuto una battaglia personale per dare giustizia all’uccisione dell’amico magistrato, un’azione che ha condotto alla scoperta di inquietanti rapporti tra pezzi di stato e potere mafioso.

Si tratta di un’occasione importante per meditare su un racconto, a tratti ironico, dedicato alle intromissioni dei vertici più alti delle istituzioni in un processo tramutatosi in un cammino tortuoso verso la verità su un omicidio mafioso.

Già in cartellone al Teatro Franco Parenti di Milano lo scorso anno, “Il Testimone” arriva sul territorio e diventa un appuntamento da non perdere anche in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie del 21 marzo.

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.00 presso Teatro Filodrammatici, Piazza Santuario, 3. Ingresso 20€, ridotto 14€ con un delizioso aperitivo a fine serata nel foyer. E’ possibile prenotare o acquistare il proprio biglietto on-line al link: https://filodrammatici.18tickets.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.teatrofilodrammaticitreviglio.it o scrivere a info@teatrofilodrammaticitreviglio.it

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