In viaggio tra gli olivi monumentali del Mediterraneo – Ufficio Stampa Associazione Nazionale Città dell’Olio

Uno degli olivi monumentali della Valle dei Templi di Agrigento.jpgIn attesa che Re.C.O.Med  cosnegni all’Unesco la lista dei siti simbolo da tutelare a Cerreto Sannita (BN) Si parla di pesaggio come strumento di marketing per il territorio 

Intanto, sulla scia dell’approvazione del DDL sul consumo del suolo voluta dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, si continua a parlare del paesaggio olivicolo e del suo ruolo nel marketing territoriale. Domattina a Cerreto Sannita, un convegno sul tema organizzato in occasione del Girolio d’Italia

A pochi giorni dalla conclusione del Forum Dieta Mediterranea di Imperia, durante il quale si è parlato ampiamente con i rappresentanti delle Città dell’Olio di 13 paesi affacciati sul Mediterraneo del paesaggio olivicolo, del suo ruolo tra gli strumenti di marketing territoriale, di fonte di reddito per gli agricoltori e come sentinella dei terreni per prevenire il rischio di dissesto idrogeologico, l’attenzione è ancora alta sul tema.

E’ infatti cosa di poche ore fa, l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del DDL per la valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, fortemente voluto dal Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania, il quale ha ribadito l’urgenza di tale provvedimento anche alla luce dei recenti disastri derivanti dal dissesto idrogeologico, auspicando un completamento dell’iter entro la fine dell’attuale legislatura. Consentire all’agricoltura di continuare a presidiare i territori è stato il monito del Ministro che ha riassunto il contenuto del provvedimento come divieto di mutamento di destinazione per almeno 5 anni per le superfici agricole che hanno ricevuto aiuti di Stato o comunitari”, e come strumento di valorizzazione e promozione della superficie agricola per impedire che il suolo venga eccessivamente “eroso” dall’urbanizzazione favorendo il recupero di nuclei abitati rurali.

Occhi ancora puntati sul paesaggio rurale e olivicolo in particolare dunque, anche in vista della redazione da parte di Re.C.O.Med, la Rete delle Città dell’Olio del Mediterraneo, di una lista condivisa di siti paesaggistici da tutelare e da presentare all’Unesco per ottenere il riconoscimento dello status di Patrimonio dell’Umanità proprio a quegli olivi monumentali che hanno scritto nel loro tronco, modellato dal vento, dal sole e dalla pioggia, ma soprattutto dal tempo, una storia lunga secoli e in alcuni casi addirittura millenni. Ci sono olivi semplici e lineari, dal tronco grande ma non eccessivamente scolpito come l’Olivo della Strega a Magliano in Toscana, iscritto a pieno titolo tra i “patriarchi arborei” con i suoi 3500 anni che la rendono una delle piante più vecchie al mondo, addirittura già esistente prima degli olivi del Getsèmani datati 3000 anni fa. E ci sono olivi che ritraggono veri e propri soggetti, modellati dalla natura e dagli agenti atmosferici nel corso dei secoli, come gli olivi monumentali che ad Agrigento, in Sicilia, vegliano sulla Valle dei Templi e sui Giardini della Kolymbetra: sul Tempio di Ercole, infatti, si proietta un esemplare che morfologicamente ha assunto le sembianze di due mani, stretta l’una nell’altra. Ha invece le sembianze di una casa dei folletti, ricordando vagamente il motivo di una delle celebri guglie della Sagrada Famiglia di Barcellona, l’olivo monumentale che si inserisce nei Paduli pugliesi, in provincia di Lecce, mentre ricalca il profilo di un cervo in corsa uno dei tanti olivi monumentali che si ergono nella piana di Ostuni, e la fatica di un uomo che porta sulla schiena il peso della sua vita in una pianura nel brindisino. Numerosi gli esempi, disseminati per lo più in Puglia, Campania, Calabria e Basilicata che richiamano per la loro forma enormi “torchon” e accoglienti grotte in cui ripararsi o semplicemente fermarsi a riposare: giganti della natura con tronchi che a volte misurano molti metri di diametro.

Di olivi monumentali e di paesaggio olivicolo in generale, si continuerà poi a parlare anche domattina a Palazzo del Genio a Cerreto Sannita (BN), dove si terrà il convegno “Il paesaggio olivicolo come strumento di marketing territoriale: la tutela ambientale, il turismo dell’olio, la promozione del prodotto e la pianificazione del territorio”, organizzato in occasione del passaggio di tappa in Campania di Girolio d’Italia 2012, la staffetta del gusto organizzata dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in collaborazione con i coordinamenti regionali per celebrare l’olio nuovo e appunto il paesaggio olivicolo italiano.

Ma i grandi “patriarchi arborei” non si trovano soltanto nei “nostri” uliveti: particolarmente suggestivi sono infatti gli esemplari di olivo monumentale censiti in Spagna, Grecia, Albania e nell’Isola di Malta, anche se il “padre di tutti gli alberi di olivo” sembra essere quello che si trova ad Arraba, in Galilea, che la leggenda narra essere un luogo sacro per aver ospitato tra le sue fronde addirittura Gesù di Nazareth. La sua età è datata in circa 3750 anni.

 Ufficio Stampa Associazione Nazionale Città dell’Olio

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In viaggio tra gli olivi monumentali del Mediterraneo – Ufficio Stampa Associazione Nazionale Città dell’Olioultima modifica: 2012-11-24T16:03:37+01:00da viaggiesvaghi
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