L’amore e la follia con Max Tortora – Bologna

L’amore e la follia con Max Tortora – Bologna

Dal 28 Febbraio al 1 Marzo 2014
Teatro delle celebrazioni
Via Saragozza 234
Quartiere Saragozza
Bologna

Gabriele Cirilli in tour

Gabriele Cirilli in tour

Lui e lei
22 febbraio 2014
Teatro Della Concordia – Venaria Reale (TO)

One Man Show
6 marzo 2014
Teatro Toselli – Cuneo (CN)

Lui e Lei
7 marzo 20143
Nuovo Teatro Verdi Montecatini-terme (PT)

Lui e Lei
8 marzo 2014
Palazzetto Dello Sport – Formigine (MO)
Lui e Lei
21 marzo 2014
Cineteatro La Fenice – Senigallia (AN)

http://www.vivaticket.it

Compagnia Il Giglio / La Mandragola

Domenica 27 ottobre 2013

Ore 16,30

Compagnia il Giglio – La Mandragola

con Mario Altemura, Gianna Sammarco, Elisa Arzilli, Lorenzo Augier, Silvia Carrai, Filippo Dispensieri, Francesco Marzocchini, Nicla Pacella, Samuele Picchi, Nicola, Tani, Mirko Terrosi, Sara Zannelli

La Mandragola fu composta (presumibilmente) nel gennaio-febbraio del 1518 e rappresentata la prima volta per le nozze di Lorenzo (detto Lorenzino) con Margherita de La Tour d’Auvergne. La fortuna della Mandragola fu rapida e di grande impatto sul pubblico.

 Le rappresentazioni più importanti avvennero nel 1520 e durante il carnevale di Venezia nel 1522 allorchè  la prima recita fu sospesa per troppo affollamento del teatro.

 

Per info e prenotazioni

Via Volterrana, 4b – Firenze – Tel.: 055. 2321754 – info@teatroeverest.it | www.teatroeverest.it

Festa di innaugurazione Scuola Teatri possibili Open Day

Sabato 28 Settembre 2013

 Festa di inaugurazione dei nuovi corsi Teatri Possibili, per bere qualcosa insieme e brindare all’anno in partenza, con un po’ di musica e un ricco buffet.

 Per l’occasione, la Scuola organizza un Open Day in cui tutti i curiosi potranno finalmente conoscere gli insegnanti, la struttura e soprattutto sperimentare un assaggio di quelle che sono delle vere e proprie lezioni teatrali: momenti di training, esercizi sulla percezione dello spazio, sulla respirazione, esercizi di concentrazione, improvvisazioni, giochi di gruppo….

 Per dare finalmente concretezza a una curiosità, perchè il teatro non si studia sui libri ma soprattutto si guarda, si tocca, si ascolta, si agisce… si gioca!  

E perchè ognuno possa finalmente avere risposte alle tante curiosità che il teatro ispira, la festa prevede anche uno Speed Date: un gioco a tempo in cui ognuno a turno potrà fare una veloce e intensa chiacchierata con ognuno degli insegnanti.

 Per avvicinarsi al teatro con lo stupore e la meraviglia con cui i bambini si accingono a giocare, mettendosi alla prova, buttandosi senza paura in un mondo che non si conosce ma che promette nuove sfide. Con fantasia e creatività sempre aperti all’ascolto di se e degli altri…

  

E ricordati di prenotare le tue lezioni di prova gratuita al più presto!!!

 

 

Scuola Teatri Possibili – Via Savona, 10 – 20144 Milano – tel. 02.8323182

Carpenè Malvolti e il Festiva Verdi – Ufficio stampa Carpenè Malvolti

Busseto - Teatro Verdi - Prosecco DOCG Carpenè Malvolti(1).JPG12 ottobre 2013

La storica azienda di Conegliano Sponsor dell’evento organizzato dal Teatro Regio di Parma per il bicentenario della nascita del compositore di Busseto

Carpenè Malvolti e il Festival Verdi, insieme per celebrare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, il grande compositore di Busseto. La storica Casa Spumantistica – da sempre impegnata a sostegno di attività culturali e artistiche – ha avviato una significativa collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, debuttando appunto con la sponsorizzazione del Festival Verdi, che avrà il suo baricentro nel cuore delle città di Parma e di Busseto, a partire dal prossimo 30 Settembre e per l’intero mese di Ottobre.

 

Coerentemente all’innovativa strategia di comunicazione e di immagine introdotta di recente, Carpenè Malvolti vuole proiettarsi al futuro, intensificando il proprio contributo alla Cultura e all’Arte e accompagnando eventi culturali di grande respiro, tra cui proprio il sopracitato Festival Verdi, contestualmente celebrato in prestigiosi siti teatrali e musicali su scala internazionale. Un percorso comunicativo che ben si sposa, peraltro, con l’impegno che la Famiglia Carpenè si è storicamente assunta, da sempre attenta alla valorizzazione delle proprie profonde radici storiche e sensibilmente coinvolta nel tramandare siffatti valori alle nuove generazioni.

“Il privilegio di gestire l’attività di Impresa sull’esempio di chi ci ha preceduti impone una “Responsabilità Storica” – afferma Rosanna Carpenè quinta generazione della dinastia più longeva della spumantistica italiana – nel preservare le scelte del passato e introdurne di nuove su un ampio orizzonte temporale: dal 1868 all’avvenire. Il continuum storico – continua Rosanna Carpenè – che esige di aggiungere un tassello di innovazione alla storia dell’Azienda, poggiata sulla centralità dei nostri valori storici e fondanti, ci ha esortato ad intervenire sulle determinazioni strategiche degli anni in corso, attualizzando in primis le prospettive comunicative con un  respiro ancor più storico-culturale. Ecco che il Festival Verdi, in occasione del Bicentenario organizzato dal Teatro Regio di Parma, concede a noi l’occasione prima per esordire in questo nuovo percorso, onorati di poter accompagnare un evento di tale significato e rilevanza internazionale”.

Un connubio ideale quello tra Carpené Malvolti, il Teatro Regio di Parma e il Teatro Verdi di Busseto, con cui in particolare si condivide l’anno di fondazione, il 1868 appunto. “Tutto questo – continua Rosanna Carpenè – si fa testimone di quello che fu un periodo storico particolarmente prolifico e brillante per la Cultura e le Arti del nostro Paese che, ieri come oggi, ci invita a far rivivere quei significativi momenti storici ed a reinterpretarli volgendo uno sguardo al futuro”. 

Proprio in quel piccolo gioiello di Busseto – realizzato, nella città che al grande compositore Giuseppe Verdi diede i natali, dall’architetto Pier Luigi Mantechini su commissione del Podestà Corbellini – il Teatro Regio di Parma grazie al sostegno del Comune di Parma, del Comune di Busseto e del Comitato promotore delle celebrazioni verdiane, presenta il Falstaff una delle più importanti opere verdiane.

 

La presentazione ufficiale è avvenuta ieri nel corso della conferenza stampa, tenutasi nel Salone Consiliare del Comune di Busseto alla presenza del Sindaco di Busseto Maria Giovanna Gambazza, del direttore Artistico del Teatro Regio di Parma Paolo Arcà, del Maestro Fabrizio Cassi – Responsabile di tutti gli eventi celebrativi del Comune di Busseto – e degli Sponsor sostenitori del Festival Verdi.

 

Il calendario del Festival Verdi prevede che la Prima del Falstaff vada in scena il prossimo 12 Ottobre, a cui faranno seguito le repliche nei giorni 17,19,24 e 26 di Ottobre, con le musiche della Filarmonica del Teatro Regio di Parma e come interprete Renato Bruson, che firma anche la regia con Marina Bianchi, e che sarà il protagonista dell’opera nelle prime due recite in cartellone. Falstaff sarà presentato nell’allestimento storico del Teatro Verdi di Busseto, realizzato dal Teatro alla Scala, con i costumi di Massimo Carlotto e le luci di Andrea Borelli, in un progetto artistico ideato in collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

Il maestro parmigiano Sebastiano Rolli dirige la Filarmonica e il Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. In scena Piero Terranova (Falstaff, nelle recite del 19, 24, 26), Vincenzo Taormina (Ford), Leonardo Cortellazzi (Fenton), Jihan Shin (Dott. Cajus), Marco Voleri (Bardolfo), Evgeniy Stanimirov (Pistola), Alice Quintavalla (Mrs. Alice Ford), Linda Jung (Nannetta), Kleopatra Papatheologu (Mrs. Quickly), Valeria Tornatore (Mrs Meg Page).

 

Conegliano, 6 settembre 2013

 

 

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com

www.carpene-malvolti.com – www.martecomunicazione.com

Boccate questo spettacolo (Progetto sul Femminicidio) – Roma (RM)

Martedì 2 aprile 2013
 
BLOCCATE QUESTO SPETTACOLO!
(124 donne morte ammazzate.
Un marchio “MADE IN ITALY” anno 2012”!)
 
– Ex moglie si innamora “da morire” di ex moglie –
(allegra barbarie)
 
Testo/Inchiesta di BETTA CIANCHINI
 
Con FRANCESCA ROMANA MICELI PICARDI
 
Regia LAURA JACOBBI
 
Al Teatro Lo Spazio (Roma)
dal 2 al 6 Aprile
 
Con il Patrocinio della Cooperativa Sociale Befree
 
(contro la violenza sulle donne) Con il patrocino del Digayproject e Imma Battaglia
 
Questo monologo sarà il primo di una lunga serie… una serie che prevede 365 storie.
Storie di donne uccise. Una al giorno. Un perfido Memento. Storie che verranno rappresentate da tante attrici diverse e tante registe diverse. 365 storie che trarranno spunto dalla cronaca italiana. Un made in Italy di origine macabra e non controllata.
 
Io sottoscritta Betta Cianchini mi impegno a scrivere i 365 monologhi ed a chiedere ad attrici e registe di metterle in scena…
FINCHE’ VERRA’ UCCISA – IN UN ANNO – ANCHE UNA SOLA DONNA IN TUTTA ITALIA.
 
IL PRIMO ANNO CHE VEDRA’ IL “SUO” 365° GIORNO SCEVRO DA CASI DI FEMMINICIDO FINALMENTE SARA’ L’ULTIMO ANNO DI SPETTACOLO. SPETTACOLO CHE VERRA’ FINALMENTE BLOCCATO.
 
Queste 365 storie prenderanno spunto, anima e corpo dal progetto 365d. 365d è un libro fotografico, un’antologia di 365 racconti, 365 ritratti fotografici: un progetto che ha coinvolto 365 donne. Nato dall’idea di Marzia Messina il libro porta un racconto collettivo dell’universo femminile fatto dalle loro immagini e dalle loro parole (www.365d.it).
 
Un conto alla rovescia, una beffarda provocazione, il primo spettacolo destinato alla morte. La sua – si spera. Una speranza che non sarà “l’ultima a morire”. Una scommessa con l’assassino. Quello che il Teatro non vorrebbe mai – quindi la fine del suo mandato – verrà agognato e sperato fino all’ultimo.
 
Che il destino si prenda delle storie su di un palcoscenico e ci lasci quella donna a rischio. Che abita in Emilia o a Napoli, in carne e ossa, con passi pesanti a terra e lacrime ancor più pesanti nei pensieri, ma almeno ce la lasci viva. E noi sospireremo di gioia. La sua.
 
Un Progetto che già vanta la collaborazione di tante associazioni e di tanta parte della società civile che aderisce caparbia e a macchia d’olio. Un progetto “folle” per contrastare una “follia ancor più grande e pericolosa”.
Più se ne parlerà, più diventerà pane quotidiano da masticare e digerire, più la prevaricazione e la violenza troveranno meno spazio e ancor meno ragione.
 
Vi chiediamo di BLOCCARE QUESTO SPETTACOLO… NON VOGLIAMO METTERE IN SCENA LA MORTE DELLE DONNE ITALIANE, MA LA LORO VITA.
 
Collaborano e sostengono il Progetto
 
RadioRock / Genitoriprecari.it
 
Vitadidonna Onlus e Fonderia delle Arti
 
L’arma bianca della parola può sconfiggere la “pericolosità” di alcuni atteggiamenti che non sembrano affatto migliorare, anzi sembrano crescere ed autoalimentarsi.
Qual è il problema di fondo? Forse la paura di una società che deve cambiare perché ha già mutato pelle e cuore, ma non tutti sono pronti. Non finché il mondo omosessuale riuscirà a confrontarsi ed unirsi con il mondo etero e divenire un “unicum”.
 
Giù gli schemi, i preconcetti, i “distinguo”, le appartenenze, via le paure.
Se l’urgenza di parlare di una donna omosessuale è vivamente sentita da una donna etero, allora una rete “diversa che mira all’unione” è possibile.
Se l’urgenza non è più di chi subisce e non è solo di chi “sente quotidianamente la violenza psicologica” ma è l’urgenza viva e scalpitante di chi vive questa vita con la consapevolezza che la dignità deve essere appannaggio di tutte e tutti allora qualcosa sta cambiando.
E’ la società tutta, la società civile, noi uomini e donne che siamo mamme, non mamme, mogli, mariti, insomma noi donne e uomini etero che dobbiamo “sentire VIVA sulla nostra pelle” l’onta della vergogna per certe brutte storie di cronaca…
 
Non nel mio nome, non con il mio benestare,
non col mio silenzio/assenso.
 
Questa è l’urgenza che ha dato vita a questo testo/inchiesta.
Si parte dalla scoperta dell’omosessualità di una ex moglie per arrivare al femminicidio. Perché? Perché in Italia essere una donna lesbica non è facile, ma è ancor più difficile se la decisione è avvenuta dopo un matrimonio.
Ed ecco che l’uomo di questo Spettacolo – un maschio italiano – non solo si sente “cornuto” ma l’idea che la propria moglie se la faccia con un’altra donna ed abbia trovato la SUA FELICITA’ provoca in lui un “fastidio costante e frustrante”.
 
Un tarlo continuo nella sua mente. Ed un pensiero maligno e beffardo lo scuote. “Con una donna no. Non è nella casistica, non è nella norma del tradimento… non può essere”.
 
E così un monologo ironico e divertente, quasi un “one woman show” che ci farà sorridere di una etero alle prese con la scoperta del mondo femminile a lei così vicino ma che ora le sembra improvvisamente sensuale ed entusiasmante… diventa un noir. Una ex moglie si innamora di una ex moglie.
Le due si incontrano, si scoprono, si inanmorano e diventano una nuova coppia. Sono felici.
 
Ma l’ex marito di Maria non ci sta. Inizia a diventare sempre più pesante, da stalker diventa carnefice.
Il cornuto – la felicità della sua ex – non la vuole vedere “nemmeno su cartolina”.
Tanta ironia e alla fine tanto disorientamento.
 
Perché così è la vita bastarda di tante “femmine” uccise.
 
Alcune di loro vivevano una vita normale. Alcune erano felici.
 
“Per la prima volta avevo sentito un caldo nel cuore ed il pensiero che la mattina dopo mi sarei svegliata accanto ad una donna che come me aveva i piedi freddi e doveva fare subito la pipì,… mi faceva addormentare con la consapevolezza che quel tenero abbraccio della sera sarebbe diventato – la mattina seguente – una divertente lotta a chi arrivava prima al bagno e così notte dopo notte mi addormentavo con un sorriso sconosciuto fino ad allora.
 
Abituarsi alla felicità è l’occupazione più sorprendente e difficile della vita”. (Maria)
 
Note di Regia:
Quando ho avuto fra le mani questo copione l’ho accarezzato.
 
Credo di averlo letto in apnea; era come se avessi perso l’abitudine di respirare.
 
Ho capito subito che parlava d’Amore, di quell’Amore che le Donne diffondono a pieni mani, a profusione, di quell’Amore che stendi ad asciugare quando si bagna di lacrime,di quell’Amore morbido che sa di buono e ha un profumo antico e consolante.
 
Ho capito poi che parlava anche di quell’altro amore : quello che lascia le donne sole a districare i fili del quotidiano fluire, quello che le lascia mute perché la voce si perde se nessuno ti ascolta, quello che le ferisce, le umilia,le calpesta, le snatura e infine le uccide.
 
Ho immaginato una scena piena di fili,una matassa che intrecciasse la gioia e il dolore, la solitudine e la pienezza, la violenza e la tenerezza,il vuoto e il pieno, che raccontasse la “piccola” eppur “ meravigliosa” anima di Maria , che faccia vivere semplicemente questa storia cosi’ straordinaria…
 
Ma dolorosamente, atrocemente, ordinaria.
 
Laura Jacobbi
 
Teatro Lo Spazio, Roma, Via Locri 42
Via Locri, 42, 00183 Roma

Giornata mondiale del teatro

27 marzo 2013
 
A chi è in biglietteria, a chi lo pulisce, a chi lo cura, a chi sale in scena, a chi dirige, a chi cura le luci e chi suoni. A voi che andando partecipate al sacro rituale. A tutti. Auguri a noi insieme. 27 marzo Giornata mondiale del teatro.
 

Teatro Prova – Bergamo (BG)

Giovedi 7 febbraio 2013 

Teatro San Giorgio

Bergamo

 

All’interno della rassegna di Teatro Prova

TEATRO FORUM
Progetto SENZA GRAVITA’- TEATRI CIVILI
Kilodrammipresenta
SOMARI

“La scuola era pronta ad assicurargli un futuro, se solo fossero stati gli studenti che si aspettava”.