L’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

DjerbaL’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

A Djerba scopriamo un paesaggio davvero caratteristico, plasmato nel corso dei secoli da comunità rurali molto legate alle loro tradizioni berbere: oliveti centenari (oltre cinquecentomila piante) si alternano a frutteti coltivati solo in parte, mentre oltre 200 mosche si posso scorgere in ogni dove, le case presentato le tipiche cupole e risplendono al sole nel loro biancore.
Omero racconta che i compagni di Ulisse, una volta giunti nella terra dei Lotofagi (cioè mangiatori di loto) e inebriati dai fiori della pianta offerti loro dagli abitanti dell’attuale Djerba, non vollero abbandonare l’isola per far ritorno alla loro patria. E come tutte le leggende hanno un fondo di verità, anche oggi chi sbarca sulla ridente isola del sud della Tunisia, viene rapito da quel che potremmo definire una forma di “mal d’africa” rendendo difficile il rientro a casa.
Qui il sole brilla tutto l’anno a illuminare tutto-un-altro-mondo, dove è ritmi sono brevi, il paesaggio ricco di verde, la gente grandemente ospite che si fa dimenticare che quel terrorismo che ha colpito così duramente ma anche è stato subito affrontato con forza. Paradosso di oggi è che la Tunisia è più sicura che mai perché i controlli a Djerba sono al Djerba-il Fortemassimo e, non essendo molto grande, e per di più essendo un isola, presenta tutti i requisiti per essere sicura.
La ministra del turismo tunisino Salma Elloumi Rekik, ha recentemente dichiarato: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente». Continua Salma Elloumi: «Certamente la situazione in Libia – spiega – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è in giro per acquistinessun problema di sicurezza in Tunisia, con i tedeschi abbiamo preparato un “manuale” che presto verrà diffuso in tutti gli hotel, i caffè e in tutte le strutture turistiche del Paese, se non verranno rispettate le norme di sicurezza si arriverà alla chiusura dell’esercizio».
Dunque un viaggio in Tunisia nella sua “perla”, Djerba, al centro del Mediterraneo, un vero paradiso ove tuffarsi e lasciarsi andare nelle onde a riappropriarsi dei nostri consueti ritmi che ci permettono di essere-in-pace-con-noi stessi.
Il suo capoluogo è Houmt Souk, che tradotto significherebbe “Città Mercato”, una piccola cittadina caratterizzata da case base con il tetto a cupola tipiche della cultura araba, (Menzel). Ma il pezzo forte di Djerba sono le sue lunghe spiagge, bianchissime e isola-Djerba-mappafinissime, bagnate da un’acqua così cristallina che vien voglia di berla, insomma il luogo giusto per passare rilassate giornate di sole. Inoltre, grazie alle fornite strutture turistiche, per i più attivi sarà possibile fare qualsiasi sport, beach volley, calcetto, tennis e qualsiasi tipo di sport e gioco acquatico.
Per fare qualche esempio il tour operator italiano Blue See Viaggi, fondato nel 2004 dal tunisino Chouat Ade (www.blueseeviaggi.it), propone l’hotel Menix da 490 euro, l’hotel Sunconnect Acqua Resort da 550 euro e l’hotel Sentido Thalasso da 680 euro per chi vuole il confort di un 5 stelle. I prezzi includono il volo a/r, i trasferimenti in out, il soggiorno per 7 notti all inclusive, sedie a sdraio e ombrelloni gratis in piscina e sulla spiaggia. Quindi una serena vacanza a portata di tutte le tasche e così vicina a casa nostra.
Continuando il nostro viaggio nell’entroterra, oltre a trovare i mercatini di Houmt Souk dove l’imperativo deve essere “contrattare”, potremo trovare nel villaggio di Hara Sghira una artigianato di Djerbadelle sinagoghe ebraiche più antiche del mondo, ovvero la Sinagoga di El Ghriba, famosa poiché conserva un’antica copia della Thora nei cosiddetti “cilindri d’argento”. Per quanto riguarda la cultura islamica, nel villaggio di Sidi Brahim potrete vedere due moschee turche e la Zaouia. Infine per i più avventurosi il viaggio nell’isola di Djerba può continuare con le escursioni nel deserto a Tozeur e Douz, o con quella nei villaggi di Hara Kbira e Hara Srira, luoghi ancora arcaici e incontaminati.
Ancora si può proseguire a visitare nell’isola la seconda città per importanza che è Midoun, situata in una regione agricola. Qui si fa notare il costume particolare delle donne, che portano un vestito di cotone con larghe strisce arancioni con un tradizionale cappello di paglia a larghe falde.
Disseminate nell’isola sono i “menzel”, fattorie tipiche di Djerba, case di un bianco immacolato con un frutteto cinte da un muro. La felicità degli abitanti la si può leggere nei loro grandi occhi, non mancano i campi, i granai e le cisterne che forniscono tutto ciò che è necessario ad animali ed uomini. Con lo sviluppo del turismo questa civiltà contadina sta lasciando il posto alle nuove professioni al servizio dei numerosi turisti che da ogni dove la piscina di un Hotelgiungono a Djerba grazie al moderno aeroporto. Nell’isola vi è un’importante attività per la produzione di vasellame di argilla grezza e tradizionali oggetti della vita quotidiana, i cui esempi più antichi sono esposti nel museo di Guellala, una mostra permanente ospitata in un edificio privato. Sono presenti belle collezioni di costumi (berberi, arabi, ecc.) e sposi vestiti da vari villaggi dell’isola (sposa di Houmt Souk, sposo ebreo d’Hara Kebira). Il museo ospita anche strumenti musicali, gioielli (berberi e beduini), vecchi libri e ceramiche smaltate (ciotole e piatti in uso in occasione di matrimoni o vacanze).
La cittadina, al centro di una zona ricca di argilla, si trova sulla costa meridionale dell’isola, essa è celebre per la bravura dei suoi vasai, la cui attività risale ad epoche remote: letteralmente iqellalen significa “vasai”. Fin dall’ingresso nel villaggio si viene colpiti dalla quantità di vasi e oggetti in argilla ammucchiati lungo le strade e accanto alle case ed ai laboratori.
Il Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Houmt Souk vale la visita, sia per le sue collezioni di costumi, gioielli e ceramiche, sia per il quadro che le ospita. Il museo è composto da varie sale che presentano ancor oggi una decorazione notevole. La incantevole stazione balneare di Zarzis è poco distante, qui vi sono lunghe spiagge vicine a lussureggianti palmeti e al pittoresco porto di pescatori, dove accostano barche cariche coccodrillodi spugne.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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L’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagiultima modifica: 2016-06-29T10:44:27+00:00da viaggiesvaghi
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