A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

Ulyana KuzykVorremmo appoggiare e dare rilievo a una bella inziativa di beneficenza a Leopoli, in Ucraina hanno bisogno di tutto, ogni condivisione sarà gradita per aiutare la Fondazione, che agisce senza fine di lucro, a realizzare questa attività sociale.

A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

La Ulyana Kuzyk Charitable Foundation viene in soccorso delle persone fragili e vulnerabili. La Fondazione cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno

Alla base di una società realmente inclusiva ci deve essere la piena e buona occupazione di tutti i cittadini, l’inclusione sociale attraverso il lavoro delle persone che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità. I vari piani integrati territoriali, dovrebbero individuare il reale fabbisogno di misure per le persone fragili e vulnerabili, a cui dovrebbero seguire azioni utili all’inserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. L’attuazione delle misure, finanziate dagli enti pubblici, è un compito precipuo degli enti di formazione e dei soggetti privati accreditati per i servizi per il lavoro al fine di consentire l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili. Purtroppo non sempre è possibile realizzare i progetti poiché i fondi messi a disposizione dalle Istituzioni sono sempre minori. Per venire incontro alle esigenze dei più deboli, talvolta vengono in loro soccorso i privati, aziende e fondazioni.
Un valido esempio è in fase di realizzazione in questi giorni in Ucraina, prima iniziativa del genere del Paese, nella città di Leopoli (Lviv in ucraino), l’ultima perla sconosciuta d’Europa, nota anche come la piccola Parigi dell’Est.
La nuova impresa sociale ” Café BASILIK “, fondata dall’organizzazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation”, ente di beneficenza a struttura privata e senza fini di lucro.
Il Café BASILIK, di recente costituzione, sorgerà in una zona accogliente e attraente
della città di Leopoli all’indirizzo: T. Chuprynky, 67-69 General Street e opererà in locali di 168 metri quadrati messi a disposizione dal Municipio della città, che sono totalmente da ristrutturare. L’immobile è nelle vicinanze dell’Amministrazione statale regionale di Frankivsk, NLLTU; del Tribunale distrettuale di Frankivsk di Leopoli e di altre piccole imprese. L’attività principale del caffè BASILIK è la ristorazione, la cui componente sociale fornirà un supporto collettivo per la risoluzione di problemi comuni a categorie vulnerabili di persone, in particolare a vedove e a madri di bambini con bisogni particolari, sarà strutturata come una fornitura di assistenza sociale senza alloggio. Adiacente al caffè sarà attrezzata un’area dove le madri, che prestano la loro opera nel locale, potranno lasciare i loro figli che saranno accuditi da altre madri. Lo scopo della realizzazione dell’impresa sociale “Café BASILIK” è quello di coinvolgere uno specifico gruppo comune, di circa venti persone, in un’assistenza congiunta e reciproca, che torni di utilità agli stessi partecipanti all’impresa. Parte dei profitti del caffè saranno devoluti alla risoluzione di specifici problemi sociali di una determinata categoria di persone vulnerabili. Gli obiettivi che si prefigge il progetto sono quelli di riunire un gruppo sociale specifico di individui per l’imprenditorialità nel campo della fornitura di servizi alimentari. Lo studio preliminare ha evidenziato i principali fattori per il successo dell’iniziativa del bar, che si trova in una posizione centrale e confortevole, quali la vendita di prodotti, come la pasta, preparati in loco con l’utilizzo di soli ingredienti naturali senza utilizzo di semilavorati con una produzione a ciclo completo.
Sarà prevista la cooperazione attiva con i servizi online che forniscono guide turistiche in città; verranno realizzati una serie di eventi ed incontri piacevoli da tenere in un’atmosfera rilassata, mentre i menù sono stati studiati per le esigenze dei vari tipi di clientela.
L’ investimento complessivo è di 1.862.028 UAH (pari a circa 70.000 Euro), è prevista poi una integrazione con fondi propri per 850.000 UAH (pari a circa 32.000 Euro). Il periodo di rimborso del progetto è di 40 mesi, con un periodo di ritorno dell’investimento di 21 mesi, rientro semplice sull’investimento – 30% convenienza – 18%.
Il “Café BASILIK” sarà aperto anche per la colazione del mattino, mentre il ristorante offrirà piatti e bevande della cucina ucraina ed europea, come ad esempio:
ricotta con panna acida, farina d’avena con noci, mele e semi di papavero, uova alla benedettina con salsa al basilico, farina d’avena con noci, salmone affumicato con uovo di quaglia, tiramisù e torte al limone; verranno servite bevande originali come limonata allo zenzero o agli agrumi e al basilico, oppure lampone e zenzero; spremute di arancia, di pompelmo, di carote o mele; vari assortimenti di Tè, tisane, caffè e cioccolata con marmellata.
La Fondazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation” bfucraina@gmail.com cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno. Anche l’invio di prodotti alimentari, attrezzature per ristorante e mobilio dall’Italia sarebbe particolarmente utile, con trasporto a cura delle linee di autobus che collegano l’Italia con Leopoli che si auspica si faranno carico delle spese di trasporto. Ci auguriamo che ci sia chi possa fare una buona azione a favore dei nostri amici ucraini, magari con l’intento dell’inserimento in quel mercato dell’ Est dell’Europa.
«Gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno», è questo uno dei pensieri più significativi di Sandro Pertini il quale auspicava che a prevalere fossero il dialogo sul sopruso, la condivisione sull’egoismo, il bene comune sull’interesse privato.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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Il “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”

IFestival cozza tarantinal “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”
Riparte da Gallipoli con la ventesima edizione

Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del locandina XX edizione Festival cozza tarantinaCentro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat le protagoniste del festival della cozza tarantinaParade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.
E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare cozze di Tarantojonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.
Harry di Prisco

Alla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula

Korčula scorci di panorama marino (2)Alla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula
Un viaggio esperienziale in Croazia per conoscere i monumenti e i centri storici immersi in una natura rigogliosa

Dubrovnik, una suggestiva cittadina del sud della Croazia, è situata tra il Mar Adriatico e le Alpi Dinariche, è una destinazione a prezzi abbordabili facilmente raggiungibile ed è fra le mete più amate e visitate di tutta la regione.
La città è un’inestimabile perla della costa adriatica meridionale, con le sue bellezze naturali che tolgono il fiato, il suo clima perfetto, la sua ricca eredità culturale ed un’offerta turistica variegata. Nella città vecchia è stata girata la serie TV “Il Trono di Spade”, sono in molti a venire alla ricerca dei luoghi in cui sono stati ambientati gli episodi della serie.
«I turisti Italiani sono al settimo posto dopo gli Inglesi – riferisce Sandra Milovcevic, capo del dipartimento comunicazione dell’ufficio turistico di Dubrovnik – durante tutto l’anno l’aeroporto della città croata è collegato con voli diretti da Roma. Varie compagnie di navigazione portano da noi fino a 4.000 croceristi al giorno, i turisti scendono dalla navi, Dubrovnik (1)vedono velocemente la città e poi vanno via».
Dubrovnik fu fondata nel 615 d.C. dagli abitanti di Epidauro che erano stati costretti ad abbandonare la città a seguito dell’invasione degli Avari che devastavano le città dalmate. Originariamente fondata su un’isola rocciosa, fu poi collegata alla terraferma mediante interramento di un sottile braccio di mare. Il luogo da loro scelto, noto in epoca romana come Ragusium, fu questa isola dell’Adriatico. La città, che formalmente era sottoposta all’imperatore di Bisanzio, fu una delle maggiori e prospere repubbliche marinare, ancor oggi i monumenti storici di Ragusa testimoniano gli antichi splendori. Dal 1205 al 1358 fu assoggettata da Venezia, come si può vedere dall’architettura dei palazzi.
A contribuire al successo di questa destinazione vi è il clima mite tutto l’anno, sia in autunno che in inverno. Proprio nel periodo invernale è consigliabile visitare la città per poter ammirare tutte le attrazioni senza stressarsi a causa della grande affluenza turistica dei mesi estivi e senza fare file per accedere ai monumenti.
Il principale motivo che invoglia a visitare Dubrovnik (Ragusa nella nostra lingua) è l’inserimento dal 1979 della città nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, per la sua Korčula la rivierastoria e per i suoi monumenti, come la cinta muraria che con le sue torri è l’emblema della città. Il nome croato deriva dalla foresta di querce che ricoprivano un tempo la montagna. Il corso principale risalente all’XI secolo, “Stradun” il cui vero nome è “Placa”, è lastricato con pietra calcarea che brilla come acqua al sole e attraversa il centro storico pedonale in particolar modo affascinante.
Lo Stradun non è solo la via più amata e suggestiva ma anche un punto di incontro per turisti ed abitanti. Celebre anche come “la perla dell’Adriatico”, Dubrovnik è riuscita a conservare le proprie chiese gotiche, rinascimentali e barocche e tanti conventi, palazzi e fontane tra le quali ve n’è una che parla italiano: la fontana di Onofrio che è stata costruita dall’architetto campano Onofrio della Cava, il quale riuscì a portare l’acqua in città da una sorgente distante dodici chilometri.
In inverno restano aperti quindici alberghi, dei cinquanta presenti in città di cui quindici a cinque stelle, per ogni richiesta dei turisti. Vi sono poi appartamenti privati con prezzi a partire da quaranta euro al giorno, per gli alberghi il costo è da settanta euro per la camera per due persone compresa la colazione. Se si vuole spendere poco e gustare la vera cucina dalmata si può scegliere di andare in una “konoba”, simile alle locande italiane, dove si spendono in media settanta euro per un pranzo per due. Qui il tempo scorre più lentamente, la gente del posto che gestisce il locale con la propria famiglia Dubrovnikprepara i piatti con le ricette dei cibi delle nonne.
Dopo aver visitato le mura sarà suggestivo prendere la funivia che in soli quattro minuti conduce alle due terrazze panoramiche a 418 metri sul monte San Sergio; se rimane tempo una visita all’isola di Lokrum, distante solo 15 minuti dal porto di Dubrovnik, sarà l’occasione per fare una passeggiata nella piccola riserva naturale insieme ai pavoni e ai conigli che qui circolano liberi nei vialetti. L’isola ha tutta l’aria di essere un universo a se, un piccolo mondo parallelo protetto.
Indimenticabile sarà anche visitare Korčula, dove sembra sia nato Marco Polo. Essa sorge su un’isola a 135 chilometri da Dubrovnik raggiungibile in auto con autista dall’aeroporto di Dubrovnik, oppure con un traghetto da Ancona, poi un catamarano da Spalato a Vela Luca, a 47 chilometri da Korčula. L’isola con i suoi 3.400 abitanti è la più popolata dopo Krk. Una lussureggiante vegetazione ricopre il 60% del territorio rendendo quest’isola un vero paradiso ecologico.
Hana Turudić, direttrice dell’Ufficio del Turismo di Korčula fa presente che «gli Italiani che sono arrivati lo scorso anno sono stati 2.693, trascorrendo 14.395 notti, con una media di quattro notti e un incremento dell’8%. I turisti trovano che i prezzi sull’isola non sono cari, dieci anni fa erano certo più bassi, ora sono lievitati ma la qualità dei servizi è di molto aumentata».
Dubrovnik (8)Per le previsioni meteo non occorre internet né la TV: gli abitanti guardano la bandiera se sventola a nord indicando la bora che dicono essere “una donna che pulisce tutto”.
Al centro storico di Korčula si accede mediante una porta che immette in una piazzetta su cui insiste la chiesetta di San Michele con il suo architrave sul quale è collocata una piccola statua del Santo, copia di quella trafugata nello scorso secolo. Le caratteristiche stradine della cittadina con scalini, grazie alla loro forma a lisca di pesce, consentono il libero flusso d’aria ed allo stesso tempo proteggono la città dai venti forti. Nell’isola la religione cattolica è molto sentita e in preparazione della domenica delle Palme si apprestano delle piccole colombe di legno con la parte interna di un ramo di fico. Le colombelle verranno poi poste su di un ramo di ulivo che verrà benedetto a Pasqua. Per la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, i bambini ricevono doni in una calza, come da noi in ole colombelle di Pasquaccasione della Befana, cantando la filastrocca: “Santa Lucia mamma mia porta bomboni in calza mia se la mamma non mi mette restano vuote le calzette con la borsa del papà Santa Lucia porterà!”. La Santa gira di casa in casa consegnando i doni ai bimbi buoni, con un carretto trainato dall’asinello. Santa Lucia viene festeggiata a Korčula nella chiesa fondata nel 1301 della confraternita di Tutti i Santi, il cui attiguo museo contiene antiche icone nonché un dipinto dell’ultima cena, sicuramente attribuibile ad un pittore locale per la presenza sulla tavola di frittelle croate.
Si può prendere poi un Taxi del mare, una barca di colore giallo, per farsi condurre in uno dei venti isolotti disabitati vicini alla costa e trascorrere un giorno fra mare e cielo. Come resistere al fascino di questi luoghi quando le parole non bastano ? Non vi è altro sistema che andare di persona per immergersi nella storia e nella natura rigogliosa.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
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Le opere d’arte realizzate per il progetto “Epifanie” nei Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

EpifanieLe opere d’arte realizzate per il progetto “Epifanie” nei Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

Fede e Cultura lungo la Via Francigena

Il Quasar Institute presenta le opere realizzate con il progetto “Epifanie” nell’ambito dell’iniziativa “Arte sui Cammini” promossa dalla Regione Lazio. Interessati i Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

Nell’ambito dell’iniziativa ”Arte sui Cammini”, promossa dalla Regione Lazio in linea con le indicazioni del Consiglio d’Europa, verranno presentate Venerdì 25 ottobre alle ore 11,30 presso la Sala Consiliare del Comune di San Lorenzo Nuovo (VT), le opere realizzate a seguito del Progetto “Epifanie” di Quasar Institute for Advanced Design, vincitore di uno dei sette progetti (sui 35 presentati) che hanno interessato la Regione Lazio per la realizzazione e l’installazione di opere d’arte contemporanea lungo i Cammini della spiritualità, andando così ad arricchire il lavoro di valorizzazione dei percorsi, avviato già da qualche anno.

L’iniziativa ha coinvolto il mondo degli artisti e degli operatori del settore, chiamati a misurarsi con i valori storici ed artistici, oltreché spirituali, dei diversi Cammini religiosi di cui la Regione è ricca, per la realizzazione di opere d’arte in grado di interagire armoniosamente con il paesaggio naturale ed urbano. Il progetto che si è aggiudicato il Quasar Institute for Advanced Design, riguarda esclusivamente la Via Francigena del nord, che va dal confine con la Toscana a San Lorenzo Nuovo e che si sviluppa lungo un tratto ben preciso della Via Cassia. Il percorso proseguiva poi innestandosi sulla Via Cassia romana, toccando Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Capranica, Sutri, Monterosi e Roma che si raggiungeva però attraverso l’antica Via Triunphalis che arrivava al Vaticano da Monte Mario in quanto, dopo Monterosi, la via Cassia attraversava territori malsani e poco raccomandabili.

Il Progetto “Epifanie” curato dalla Quasar è stato realizzato grazie al coinvolgimento di due grandi artisti, Renzogallo e Andreco i quali hanno dato vita a sei opere d’arte posizionate, una del Comune di Acquapendente, in prossimità della Porta della Ripa, antico accesso alla città, e cinque in quello di San Lorenzo Nuovo. Il percorso intercorrente fra la prima e l’ultima è di circa 20 chilometri e si snoda in parte lungo la via Cassia e in parte su strade secondarie, ma sempre in prossimità di centri abitati. Nel complesso, il tragitto presenta caratteri di grande suggestione culturale ed ambientale (siamo in prossimità del Lago di Bolsena, il più grande bacino lacuale di origine vulcanica d’Europa) e soprattutto, attraversa luoghi storici di grande interesse e antico fascino.

All’incontro Interverranno: il Consigliere della Regione Lazio. Enrico Panunzi, il Sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini; il Sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi; il Direttore scientifico del Quasar Institute for Advanced Design, Prof. Benedetto Todaro, oltre agli artisti Renzogallo e Andreco. Interverranno inoltre Rappresentanti dell’Università della Tuscia, dell’Accademia delle Belle Arti di Roma e di Oikos che ha fornito le speciali tinture ecologiche necessarie alla realizzazione delle opere.

Dr. Harry di Prisco
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VisiTuscia presenta ai buyer il turismo Slow e Silver nella Tuscia

VisitusciaVisiTuscia presenta ai buyer il turismo Slow e Silver nella Tuscia

Il Turismo Lento per promuovere la qualità e l’esperienza e valorizzare le tipicità dei luoghi

Sarà il workshop, su iniziativa Cat Confesercenti Viterbo e Fipac Confesercenti,
fissato per il 19 ottobre presso la Biblioteca Storica del Palazzo Vescovile, all’interno del complesso monumentale del Palazzo dei Papi di Viterbo, a monopolizzare l’attenzione di buyer e seller che si incontreranno per trattare il prodotto “Tuscia”.
“Anche quest’anno – dichiara il patron Vincenzo Peparello – abbiamo voluto focalizzare l’interesse degli operatori su un prodotto specifico. Così come abbiamo fatto a partire dal 2015, quando in occasione dell’Expo, dedicammo ogni attenzione al prodotto agro-alimentare e, negli anni successivi, ai Cammini (2016), ai Borghi (2017) e al Cibo (2018), quest’anno abbiamo pensato al Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero a quel turismo che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”. Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto. Una filosofia insomma, perfettamente in linea con gli intendimenti del MIBACT e che VisiTuscia fa propri nel rispetto di quanto il territorio offre”.
La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, ma comprendente anche parte della provincia di Roma e zone della bassa Toscana (la cosiddetta “Etruria Meridionale”), sembra infatti, poter dare le risposte più significative a questa esigenze. E non solo perché interamente attraversata dalla Via Francigena che la percorre interamente da Proceno a Monterosi, quanto perché in possesso di tutte quelle peculiarità necessarie per la pratica di un turismo lento, nell’accezione che conosciamo: laghi (Bolsena e Vico), monti (Cimini), borghi medievali (l’elenco sarebbe infinito), riserve naturali (Selva del Lamone, Monte Rufeno, Bracciano Martignano), senza dire dei numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, piccoli alberghi, fattorie didattiche (la Tuscia è un territorio ancora a prevalente economia agricola) e alberghi diffusi. Senza dire dell’enogastronomia, una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione.
“Vista la particolarità del segmento e l’accordo siglato con la Fipac Confesercenti – dichiara Sergio Ferrari Presidente Fipac – al workshop quest’anno sono stati invitati operatori che commercializzano questo prodotto ed altri che ben si inseriscono nella filosofia di “VisiTuscia un club di prodotto” quali città d’arte, cultura, ambiente, enogastronomia, sport e terme. Abbiamo quindi puntato più che alla quantità alla qualità, tanto che la durata del workshop si svolgerà nella sola mattinata, ritenendo che fosse sufficiente per soddisfare le loro esigenze ed economizzare il tempo a loro disposizione. Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni pacchetti turistici predisposti da alcuni operatori locali che sicuramente incontreranno il favore dei buyer presenti”.
Sulla bontà delle scelte degli organizzatori, che godono anche del Patrocinio degli Enti locali: Comuni, Regione, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio di Viterbo, Unioncamere Lazio, Associazioni di Categoria del turismo, sono intervenute quest’anno alcune indagini (commissionate dalla Fipac Confesercenti) con cifre di assoluto interesse. Basti solo pensare che il segmento, in forte crescita, raggiungerà nel 2030 in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa.
Nel corso della manifestazione, che durerà tre giorni (dal 18 al 20 ottobre), gli operatori saranno accompagnati in alcune visite guidate alla scoperta di siti archeologici (Gli Etruschi a Tarquinia), luoghi sacri dell’enogastronomia (il Museo MUVIS di Castiglione in Teverina), la Chiesa del Miracolo Eucaristico ed il lungo-lago a Bolsena, la città papale di Viterbo, con il quartiere San Pellegrino, e luoghi della Via Francigena. Potranno inoltre prendere visione e valutare di persona la qualità delle strutture e dei servizi offerti.

H di P

Dopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

locandinaDopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

Ernest Airlines, la compagnia aerea italiana low cost, a tre anni dall’inizio delle operazioni, ha registrato un’estate da record in termini di Load Factor e passeggeri trasportati

Nei mesi di luglio e di agosto Ernest Airlines ha registrato un incremento per numero di passeggeri del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trasportando oltre 300.000 passeggeri e raggiungendo il 90% di Load Factor ad agosto (oltre 700.000 da gennaio ad oggi).
La Compagnia ha inaugurato con la Summer 2019 voli diretti per Kharkiv da Milano Malpensa e Roma Fiumicino e da Roma per Odessa, e nuove rotte anche dall’Italia verso l’Albania, aggiungendo Genova-Tirana e Napoli-Tirana, operando l’estate scorsa 23 rotte da 9 aeroporti italiani.
Ernest è ormai diventato il vettore leader in termini di market share per numero di passeggeri in arrivo e in partenza dall’Aeroporto di Tirana, e unica compagnia aerea ad operare voli diretti da ben 7 aeroporti italiani verso 4 aeroporti ucraini (Kyiv, Leopoli, Kharkiv, Odessa).
Ilza Xhelo, Chief Commercial Officer di Ernest Airlines, ha commentato: «Siamo felici di poter ormai affermare che siamo diventati la compagnia di riferimento per milioni di passeggeri per i viaggi dall’Italia all’Albania e dall’Italia all’Ucraina e viceversa, non solo grazie al crescente numero di voli diretti che offriamo, ma ritengo che un fattore determinante sia anche la combinazione di frequenza e orari dei nostri voli, pensati per soddisfare le esigenze di viaggio dei nostri passeggeri e a prezzi davvero accessibili. Ma ciò che ci rende ancora più unici, è la qualità del nostro servizio a bordo che grazie al personale navigante altamente qualificato e motivato di Ernest, fa sì che i nostri passeggeri continuino a sceglierci e a complimentarsi con noi. A bordo dei nostri voli infatti il nostro modo di essere è al 100% Ernest, ovvero amichevole, rassicurante e accogliente, facendo sentire tutti quanti come parte integrante della recente famiglia di Ernest, che accompagna e guida i suoi passeggeri a destinazione con affetto e sincerità».
Con tariffe a partire da 39 euro, Ernest garantisce un servizio di qualità per un’esperienza di volo confortevole e soddisfacente.
La giovane flotta di cui si è dotata include oggi 4 Airbus, un A 319-100 da 141 posti, e tre A 320-200s da 180 posti, la Compagnia annuncia oggi l’incremento del numero dei velivoli fino a 20 A 320s entro il 2023. Il piano di potenziamento della flotta prevede già per il 2020 l’arrivo di altre 4 unità, la prima prevista in marzo, di velivoli della A 320 family.
«L’espansione della nostra compagnia è in atto e per garantire un servizio efficiente dobbiamo dotarci delle migliori risorse, sia in termini di velivoli di ultima generazione che di personale addestrato e aperto al dialogo con i nostri passeggeri. Dopo aver dato il via alla rivoluzione low cost in Albania, ci stiamo specializzando aggiungendo nuove rotte nei paesi in cui operiamo. A ciò si aggiungono gli sviluppi tecnologici tra cui i continui miglioramenti del nostro sito, l’integrazione con Amazon Pay per i pagamenti, una partnership con Oracle e sistemi di messaggistica evoluti per informare i nostri passeggeri in tempo reale. Siamo inoltre orgogliosi di poter dire che in 3 anni il nostro team è cresciuto (siamo oggi oltre 200 dipendenti solo in Italia), e abbiamo uffici di rappresentanza sia in Albania, dall’anno scorso, che in Ucraina a partire da questo ottobre» ha concluso Ilza Xhelo.
Ernest Airlines è una compagnia aerea italiana low cost con sede a Milano. Fondata nel 2015 da un gruppo di giovani investitori svedesi e italiani, la storia di Ernest Airlines è quella di un’azienda in continua crescita, caratterizzata da entusiasmo, creatività, attenzione ai dettagli, con anni di studio ed esperienza nel settore. Ernest Airlines ha iniziato a operare offrendo voli diretti dall’Italia all’Albania, per poi espandere le rotte nei mercati Italia-Ucraina. La flotta è in costante espansione ed è costituita da aeromobili Airbus A 320 Family.

Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio

locandina(1)Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio
I lavori si terranno a bordo di una nave della Grimaldi Lines in navigazione verso Barcellona

La Fiavet Lazio indica la rotta
“Quando si parla di viaggi, internet diventa la panacea di ogni difficoltà: ricco di informazioni, proposte e tante notizie interessanti, prenotare una vacanza diventa l’attività più semplice e gratificante che ci possa essere. Oggi, tutti sono in grado di combinare un volo più soggiorno e magari aggiungerci escursioni, noleggio auto, ingresso museale e tanto altro. Il pagamento on line è diventato, soprattutto con le carte prepagate, il mezzo più veloce e tutto diventa più facile. Salvo poi lamentarsi per non aver trovato quello che si pensava aver acquistato. E’ ora di finirla con questa favola. Internet è sicuramente una opportunità, ma la professionalità degli addetti al settore, rimane una verità inconfutabile. Questo però, non tutti lo hanno compreso. Probabilmente neppure i diretti interessati”.
Ernesto Mazzi, Presidente di Fiavet Lazio, lancia un appello ai propri associati, ma contestualmente lo fa anche nei confronti di quanti si trovano quotidianamente a vivere queste esperienze con superficialità e poca avvedutezza. E per questo invita tutti ad intervenire al Congresso che si terrà a bordo di una nave della Grimaldi Lines, in navigazione verso Barcellona, dal 9 al 12 novembre prossimi.
“Abbiamo individuato alcuni temi di grande attualità e su questi, vogliamo confrontarci con gli iscritti, ma non solo. In un momento di grandi cambiamenti quali la digitalizzazione, la globalizzazione, l’eccesso di concorrenza, l’abusivismo imperante, l’avvento di nuove presunte figure professionali, normative che si susseguono e talvolta si sovrappongono, adempimenti complessi – prosegue Mazzi- credo sia interesse di tutti capire cosa fare, come comportarsi e soprattutto come continuare a stare sul mercato. Vogliamo in sostanza “Indicare la Rotta” (questo il titolo del Congresso), per difendere gli interessi delle nostre imprese ed evitare di farci travolgere da un sistema sempre più ostile nei confronti di chi, come noi, lavora onestamente per offrire un servizio chiaro, preciso e puntuale”.
Il Congresso si articolerà in quattro sessioni, ognuna delle quali dedicata a differenti tematiche: Normative nazionali ed internazionali e rapporti con le Istituzioni; Abusivismo e nuove figure professionali; Incoming ed, infine, Turismo Scolastico.
Per ognuna di queste interverranno esperti del settore, dell’Associazionismo e delle Istituzioni. E’ inoltre previsto un “question time”, nel corso del quale sarà possibile avanzare richieste di chiarimenti o esporre il proprio punto di vista, così come saranno organizzati tavoli dedicati alla formazione relativi ad argomenti di grande attualità quali la “fatturazione elettronica” e l’utilizzo dei “Social Media” come strumento di aiuto alla vendita e alla creazione di nuovi mercati.
“Una particolare attenzione – continua il Presidente – sarà dedicata all’abusivismo dilagante che invade ormai qualsiasi area del settore: dall’attività dei B&B a quella degli Airbnb, dal noleggio Taxi ed NCC alle Guide turistiche, dai parcheggiatori alle stesse agenzie di viaggio spesso non autorizzate o sprovviste del direttore tecnico o del fondo di garanzia, senza dire delle Associazioni non profit che continuano ad organizzare viaggi senza la necessaria autorizzazione o in spregio alle più elementari norme di sicurezza.
Harry

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

il centro storico di Viterbo (2)Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

La XI edizione di VisiTuscia ha presentato le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”

“Che bella età la mezza età… serenità… tranquillità”, così cominciava la sigla del fortunato varietà televisivo di costume del 1963 di Marcello Marchesi.
Allora la mezza età era quella di chi superava i cinquant’anni, lo direste oggi che un uomo o una donna cinquantenne è una persona che si avvicina alla vecchiaia? Certamente no! Oggi sono manager in carriera impegnati tra riunioni, palestra e viaggi all’estero.
Il 2019 è stato dichiarato l’Anno del Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero quel turismo l'infiorata di Bolsena (1)che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”.
Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto.
È in questo clima che si inserisce la XI edizione di VisiTuscia 2019 in provincia di Viterbo, durante la quale sono state presentate le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”. «Il turismo lento – ha dichiarato Vincenzo Peparello, patron di VisiTuscia – nasce per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale, o meglio dal “turismo di massa”, e rilanciarli in chiave sostenibile, favorendo esperienze di viaggio innovative. La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, sembra poter dare le risposte più significative a queste esigenze. Attraversata dalla Via Francigena è in possesso di tutte quelle peculiarità per un turismo lento: laghi di Bolsena e di Vico; i monti Cimini; borghi medievali; riserve naturali come la Selva del Lamone, Monte l'infiorata di Bolsena (2)Rufeno, Bracciano e Martignano; ferrovie storiche e treni d’epoca; per soggiornare vi sono numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, confortevoli piccoli alberghi e alberghi diffusi, in luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. L’enogastronomia è poi una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione» conclude Peparello. In questa fortunata terra c’è di tutto e molto altro, è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali e non solo per far conoscere la Tuscia. Un turismo esperienziale in modo che i visitatori di un territorio non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici con lo scopo di stabilire una continuità di informazione a due vie tra il territorio e i turisti che dovranno in seguito essere informati degli eventi che si svolgeranno nei luoghi che hanno visitato.
A Peparello fa eco Alessia Scali, manager della rete d’impresa Enjoy Viterbo, che afferma: «la rete d’impresa Enjoy Viterbo ha fortemente creduto in tale iniziativa che coincide pienamente con la strategia di marketing applicata dalla rete nel suo programma di attività, e pertanto ha deciso di aderire e collaborare a pieno titolo al VisiTuscia 2019». Il pregio della “rete” è proprio quello di instaurare una collaborazione tra cittadini, operatori e amministratori pubblici per condividere gli obiettivi comuni contribuendo all’innalzamento della qualità del territorio ed al miglioramento della comunicazione per far conoscere le peculiarità del territorio e gli eventi che sono programmati.
A confortare la scelta degli organizzatori sono intervenute recentemente alcune indagini riguardanti il “Silver Tourism” ovvero quel particolare turismo che riguarda gli “over 65” tra le cui preferenze c’è proprio un turismo più attento ai luoghi e alle modalità del suo svolgersi. Si tratta di un segmento in forte crescita che nel 2030 raggiungerà in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa. Solo quest’anno secondo le analisi della SWG CST e GNAM GLAM, elaborati per conto della il palazzo dei Papi di Viterbo (1)Fipac-Confesercenti, i nostri connazionali, appartenenti a questa categoria, che andranno in vacanza nei mesi estivi saranno 7,5 milioni per un giro di affari di 5,8 miliardi di euro. È anche emerso che l’86% dei turisti si affida ad un tour operator oppure ad un’agenzia di viaggi, pertanto VisiTuscia ha predisposto dei pacchetti di viaggio che verranno veicolati attraverso la stampa di settore e che costituiranno l’oggetto delle trattative che vedranno impegnati, nel corso del Workshop itinerante dal 18 al 20 ottobre prossimo, gli operatori professionali della domanda e dell’offerta che promuovono un turismo particolarmente rivolto agli “over 65”.
Il genere di vacanza desiderato dai silver tourist è: turismo genealogico (ricerca delle radici); viaggi intergenerazionali (condivisione); volunteer tourism (fare del bene); bucket list travel (almeno una volta nella vita); viaggi slow (in treno/crociere); salute e benessere (relax e cura); turismo educativo; viaggi misteriosi; avventure sos; viaggi per single; turismo culturale; turismo enogastronomico.
I progressi della medicina e della farmacologia, insieme ad un migliore tenore e stile di vita, più attento all’alimentazione, magari improntata alla dieta mediterranea, hanno consentito di vivere meglio e non solo di più. Questa mutata condizione di vita ha portato ovviamente non alla scomparsa dei vecchi, ma a farli sempre più integrare nella vita moderna, indispensabili ai figli nonché ai nipoti sotto vari aspetti oltre a quello economico. Dunque dei veri nonni superstar.
La società moderna ha dovuto tener conto delle mutate esigenze di tale larga fetta di popolazione. Sembrerebbe che i termini “vecchiaia” e “anzianità” siano stati relegati nel lessico burocratese dell’INPS per indicare i vari tipi di pensione per i “diversamente giovani”. Si aprono quindi tante possibilità che un tempo non esistevano, a cominciare dalle offerte turistiche pensate proprio per loro.
Gli spot televisivi propongono spesso farmaci per alleviare i dolori, vitamine che danno vigore, bicchieri ricolmi di Meritene per far riacquistare la forma fisica, integratori e creme miracolose che dovrebbero ridare la virilità degli anni verdi. Per Vittorio Ferla, responsabile di Gnam Glam associazione per la promozione della cultura enogastronomica, la terza età è un momento di opportunità: « Noi parliamo di chi è nato negli anni Cinquanta-Sessanta vivendo gli anni del boom economico dell’Occidente. In Europa un terzo è composto dagli over 60. In Italia già il 34% della popolazione è Silver. Invecchiare oggi non è più un tabù. La seconda giovinezza per vivere a pieno la vita della terza età. Il meritato riposo dopo un periodo di lavoro intenso e recuperare il tempo perduto. Piero Angela ultranovantenne ancora conduce trasmissioni televisive. I turisti europei over 60 che hanno viaggiato nel 2013 sono stati il 47,1%. Il turista anziano è un cliente evoluto disponibile a spendere, che cerca prevenzione sanitaria e assicurativa nei luoghi che visita. È un cliente semi-digitale, che quando giunge in un albergo ha necessità di raccontarsi e parlare con gli altri. Il turismo ha bisogno di promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa. Il turista over 60 è diventato un ambasciatore dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia di cui va alla ricerca», ha concluso Ferla.
«La Silver Economy, nel mondo, vale circa 8mila miliardi. Un dato che dimostra come la popolazione più anziana sia sempre più una risorsa, capace di attivare ricchezze. Anche nel turismo, come confermano i dati della nostra indagine», spiega Sergio Ferrari, presidente di Fipac Confesercenti.
Una ricerca dell’ Ipsos-Enit dice che in Italia un turista su due (48%) viaggia per il cibo, la cucina è il primo aspetto che viene associato all’Italia (è citato dal 23% degli intervistati). Dunque un’occasione di sviluppo per il nostro Paese è incrementare l’offerta enogastronomica. L’obiettivo finale è avere il turista anziano al centro dell’attenzione come attivo e partecipe.

Harry di Prisco

“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Kunsthistorisches Museum“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Vienna è la capitale ed anche la più piccola delle nove regioni dell’Austria, adagiata lungo il Danubio, si trova nel cuore dell’Europa.
Percorrere il centro storico della città è come fare un viaggio nel tempo attraverso il suo passato imperiale. Ad ogni angolo si trovano preziosi tesori culturali che ricordano lo splendore dell’impero asburgico. Vienna ha addirittura di due le regge, la Hofburg nel centro, la maggiore residenza della casa asburgica, fu ampliata in diverse fasi tra il 13esimo secolo ed il 1918 quando crollò la monarchia. La reggia di Schönbrunn, situata nell’area occidentale di Vienna, veniva utilizzata dalla corte in estate, è uno dei palazzi con parco più belli al mondo, nel 1996 l’UNESCO ha inserito il complesso nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Nel 2019 l’Ente per il Turismo di Vienna punta i riflettori su i “palcoscenici della città”, che si possono ad esempio trovare all’interno dell’Opera di Stato, ma anche in un insolito caffè, in modo da rendere tutti, viennesi e turisti,  protagonisti della vita cittadina, alla scoperta dei luoghi più nascosti e insoliti.
Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini“Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione” ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell’Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l’anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un’occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.
Visite guidate straordinarie permetteranno di conoscere il Museo del Mobile e l’ufficio statale preposto all’amministrazione dei mobili che un tempo gestiva  gli arredi imperiali. Il dipartimento si occupa anche di collocare i tappeti e di mettere a disposizione i mobili per i ricevimenti di Stato e imbandire le tavole dei ricevimenti ufficiali. Si potrà apprendere perché sia importante la corretta lunghezza dei tappeti rossi e come siano fatti i tavoli sotto le ricche tovaglie.
L’Opera di Stato di Vienna, che nel 2019 festeggia la 150esima ricorrenza della sua inaugurazione, è un luogo perfetto per ascoltare e guardare, non solo sul palcoscenico, ma anche dietro le quinte. I suoni pervadono tutto il palazzo: i camerini degli artisti, dove i cantanti scaldano la voce prima dello spettacolo; la buca dell’orchestra, dove i musicisti monumento a Mozartaccordano i loro strumenti; il palcoscenico di prova per i balletti;  persino la mensa, con il tintinnio delle stoviglie. Le visite guidate permettono di vedere questi luoghi riservati per poter rendersi conto di persona cosa accade nel teatro con il più grande repertorio del  mondo. Il giro dura 40 minuti e fornisce interessanti informazioni sulla storia dell’edificio, sulla sua architettura e sulle opere liriche rappresentate. Partendo dal foyer si sale la grande scalinata per giungere alle sale di rappresentanza e infine all’auditorio, dal quale si può vedere il palcoscenico. Durante la Stagione dei Balli Viennesi l’edificio per una notte si trasforma in una magnifica sala da ballo, il più importante luogo di incontro in Austria per artisti, politici e imprenditori di tutto il mondo.
l’Università di Musica e Arti performative di Vienna, fondata nel 1817,  è una delle maggiori e più note università fra quelle dedicate  alla musica, teatro e cinema. La frequentano in media quasi 3.000 studenti provenienti da oltre 70 nazioni. Attualmente l’Università occupa il primo posto nella classifica mondiale 2019 delle università  (QS-University-Ranking) insieme alla Juilliard School  di New York. Si sono laureati in questa università celebri personaggi tra cui Gustav Mahler, Kurt Schwertsik, Claudio Abbado, Angelika Kirchschlager e Kirill Petrenko. Tutti gli anni si allestiscono oltre 1.300 manifestazioni di carattere culturale e scientifico.
A Vienna la linea D del tram non si prende solo per spostarsi lungo le 35 fermate, segnalate dal suono del caratteristico “gong”,  ma per … meditare! Nei 44 minuti necessari per completare il percorso dal capolinea di Alfred-Adler-Strasse all’ultima fermata di Nussdorf, si passa dalla Berggasse, dove Sigmund Freud aveva il suo studio. Si giunge così in prossimità di numerosi Heuriger dove si potrà pranzare e bere il vino locale con un accompagnamento musicale.
un giro nel centro storicoChi vuole potrà prendere la metropolitana di Vienna, nel tratto tra le fermate Schottenring e Schwedenplatz, guardando nella galleria, fuori del finestrino, si potranno ammirare i coloratissimi graffiti realizzati sui muri che costeggiano il Canale del Danubio.
Per muoversi agevolmente a Vienna basta procurarsi la Vienna City Card, la city card ufficiale, che consente l’utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 h / 48 h / 72 h, al costo di 17  / 25  / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell’anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l’aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l’autobus. Il transfer, valido 7 giorni, può essere utilizzato più volte. Il giro, che può essere effettuato una sola volta, con Vienna City Card TOUR (+ 26 €): Hop-On Hop-Off con la linea Big Bus Vienna (linea rossa e blu) è compreso, come anche la passeggiata guidata in città. La Vienna City Card TRANSFER+TOUR (+ 43 €) comprende il transfer da e verso l’aeroporto e il giro Hop-On Hop-Off. La tessera può essere acquistata in Internet (www.viennacitycard.at), negli hotel, all’ufficio Tourist-Info in piazza Albertinaplatz, alla Stazione centrale, all’aeroporto, presso le biglietterie e i punti d’informazione dei trasporti pubblici Wiener Linien.
Cosa rende Vienna così particolare, qual è l’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica ? questo è quanto si prefigge di far conoscere l’Ente per il Turismo di Vienna con il progetto  “Vienna 2019: sei tu il protagonista” ai numerosi turisti che nel corso di quest’anno visiteranno l’affascinante città danubiana.
Per maggiori informazioni  https://www.wien.info/it

Dr. Harry di Prisco
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A Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo

un calesse davanti alla HofburgA Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo
La città dove si vive meglio al mondo

“Altri preferiscono ricorrere alla guerra, tu, beata Austria, al matrimonio”. In sintesi questa la storia degli Asburgo che hanno creato un Impero. Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche vestigia di quel periodo che viene rappresentato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell’Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell’imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  – dichiara Isabella la Sacher torteRauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna – con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.
La capitale austriaca si è classificata la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer, primo posto che detiene saldamente da dieci anni. Vivere a Vienna, anche solo per qualche giorno, è un’esperienza emozionante: si viene subito colpiti dai palazzi ben tenuti che sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade pulitissime senza caos, tanto verde nei parchi e giardini  e nei ristoranti tutti parlano a bassa voce.
Il venticinque  maggio prossimo si festeggiano  i 150 anni dell’Opera di Stato con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d’opera e balletti. Per gli appassionati vi è  un evento imperdibile il  un piccolo peccato di gola da Demelventi giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. A Vienna la musica è nell’aria, ma è sbagliato considerarla  solo per il valzer, opera e musica classica. A Vienna star mondiali della musica rock e pop sono di casa. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono inesorabilmente alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica. In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa stinco di mailaefu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell’imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell’aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l’assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del la vetrina della pasticceria Demelgrande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui – si dice – furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card”, acquistabile in Internet  con la durata di 24 o di 72 ore,  consente l’accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto. Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell’arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l’antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”,  dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei  e naturalmente anche per bere un buon caffè.

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La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia

laghi di Plitvice (2)La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia
Dai laghi di Plitvice, a Zara, a Pago passando per Nin

Dopo un lungo inverno ed una primavera piovosa ecco all’improvviso è arrivata l’estate. Nel men che non si dica ci troveremo a partire per le vacanze, dunque questo è il momento della scelta della località dove trascorrere qualche giorno o qualche settimana per consentirci di riprendere le nostre attività dopo una pausa estiva. Ma dove andare?
Bisogna considerare che in famiglia c’è chi preferisce andare alla scoperta delle tradizioni culturali di altri popoli, chi predilige rilassarsi al mare, per non parlare delle esigenze dei più piccini. Tutti sono per una cucina genuina possibilmente a base di pesce freschissimo, basata sui sapori mediterranei. Quello che spaventa molti è la riva di Pag (3)affrontare un lungo viaggio oppure spendere una fortuna. Vicino a noi la Croazia, piena di vita, risponde a tutte queste esigenze, mettendo tutti d’accordo. Da Ancona vi sono vari traghetti che consentono di raggiungere agevolmente la costa della Dalmazia settentrionale che ha tanto da offrire con i suoi alberghi per tutte le tasche. Una tappa merita la visita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il parco può essere visitato in parte anche a bordo di battelli elettrici che collegano le sponde del più grande dei laghi, quello di Kozjak. Esistono anche dei trenini elettrici che permettono di godere di alcuni scorci fantastici. I visitatori potranno scegliere uno dei tanti programmi di visita proposti in base al tempo a loro disposizione. Gli itinerari sono tutti agevoli e si snodano all’interno della zona lacustre grazie alla presenza di svariate passerelle in legno che consentono di toccare quasi con mano le oltre novanta cascate. I laghi si sono formati circa 15.000 anni or sono grazie alla presenza di barriere tufacee e a causa di fenomeni carsici che hanno prodotto l’erosione chimica e meccanica.
I 12 laghi superiori hanno sponde più frastagliate rispetto a quelle dei 4 bacini inferiori formatisi in una stretta gola.
Tanti gli animali che popolano i boschi del parco tra cui alcune specie rare e minacciate di estinzione. Le farfalle fanno da padrone con oltre 300 specie tra diurne e notturne.
Dopo aver respirato la natura a pieni polmoni, la nostalgia del mare ci porta nell’isola di Pag.
Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (4)«Non acquistate mai un’auto usata da un residente dell’isola !». Con queste parole ci accoglie Berardo dell’Ufficio del Turismo di Pag. Nell’isola, di recente collegata da un ponte alla terraferma, è frequente il fenomeno della bora che trasporta il sale dalla cresta delle onde del mare fino sulla terraferma e sulle auto ivi parcheggiate, che male tollerano le continue aggressioni della salsedine. Tale fenomeno naturale da un lato crea problemi ai cittadini, dall’altro è anche la loro fortuna. Ciò che dura nel tempo diventa tradizione. Il famoso formaggio pecorino “Sir Pag” a marchio tutelato viene prodotto qui senza necessità di aggiungere sale perché viene utilizzato il latte delle capre che si nutrono di erba salata. Inoltre l’aspetto di Pag è unico e raro in quanto ricorda molto la superficie lunare per la quasi totale assenza di vegetazione. Sempre grazie alla presenza del sale in quantità copiosa, qui da secoli gli abitanti lavorano nelle saline dalle quali viene estratto il “fior di sale”, così pregiato da costare oltre trenta euro al chilo. Si tratta di cristalli raccolti a mano che vengono usati sia nelle diete iposodiche, che per il peeling della pelle, apprezzati dagli chef di tutto il mondo. Un pizzico di sale è indispensabile per la vita stessa, basta usarlo con moderazione.
Altro prodotto artigianale di eccellenza è il merletto inserito dall’Unesco nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Purtroppo a parte qualche lodevole iniziativa, la tradizione si sta andando perdendo. Si possono ammirare alcuni magnifici esemplari nella galleria del merletto nella piazza principale del paesino.
Dopo aver nuotato nel mare cristallino e aver ottenuto una invidiabile tintarella usufruendo di una delle tante spiagge, che di sera si trasformano in discoteche a cielo l'accesso a Nin (2)aperto, val la pena di gustare un buon piatto a base di pesce in uno dei tanti locali presenti e sedersi poi intorno ai tavolini del bar centrale per prendere un caffè con Mate Donadić che sarà ben lieto di raccontare la storia millenaria di Pag, ricca di episodi travagliati che potrebbero essere la trama di un film. La Porsche ha scelto tale location per girare uno spot pubblicitario.
È già ora di partire, Zadar, Zara nella nostra lingua, ci attende con tutto il suo fascino e romanticismo. Si tratta della più grande città fortificata della Serenissima, inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale proprio per il suo maestoso sistema di fortificazioni. Nel 2018 vi è stato un incremento della presenza degli Italiani nella regione. «Vi sono stati mille turisti italiani in più ed anche quest’anno si avverte un notevole interesse», sono parole di Nina Stohera Marnika, Public Relation Senior Associate dell’Ufficio del Turismo della regione di Zadar. Il tour del centro storico di Zara prevede: la Porta di Terraferma, del 1543; il Museo del Vetro Antico; la chiesa del IX secolo di San Donato; la cattedrale di Sant’Anastasia; la chiesa di San Simeone, sull’altare maggiore si trova l’arca di grande valore di San Simone del 1380; la chiesa e il convento di Santa Maria del 1091, con l’esposizione permanente dell’arte sacra dal VIII al XVIII secolo; nonché le piazze del Popolo e dei Cinque Pozzi con la Torre del Capitano e il Foro. La città è da ricordare non solo per il suo lato antico ma anche per quello moderno. Infatti sul lungomare a nord della città, è possibile ammirare l’organo marino e nelle vicinanze “Il Saluto al Sole”, un sistema di luci ad energia solare.
L’organo marino è un complesso sistema di canne e fischietti posti al di sotto di una scalinata in pietra bianca che inizia ad una distanza di circa 10 metri dal mare e le cui fessure producono una musica ogni volta che le onde si infrangono sul molo.
Il “Saluto al Sole” è un disco di vetro multistrato del diametro di 22 metri che protegge 300 pannelli solari fotovoltaici che di giorno assorbono l’energia del sole e di notte si illuminano dando vita a un gioco di luci in armonia con il ritmo delle onde del mare. La città ha 3000 anni di storia tra leggende e storia vera.
Due dei quattro santi co-patroni sono legati alla città, contribuendo a farla conoscere nel mondo: San Simeone e Santa Anastasia. A loro sono dedicate due splendide chiese.
piatto di pesce specialità di ZaraNel XIII sec. un mercante stava ritornando dalla Terra Santa verso Venezia portando il corpo integro di San Simeone, dicendo che era il corpo di suo fratello. A causa del maltempo dovette cercare riparo nel porto di Zara e cercò ospitalità dai monaci, dove seppellì la cassa con il corpo. La cattedrale di Zara è intitolata a Sant’Anastasia che una leggenda parla di una romana, moglie di un patrizio, chiusa in casa dal marito perché voleva rimanere vergine. Secondo la leggenda fu torturata e bruciata sul rogo durante l’esilio di Diocleziano. Le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli e l’imperatore Niceforo le diede nel 804 a Donato, vescovo di Zara, che le custodì in un sarcofago di pietra, tutt’ora visibile, in segno di riconciliazione di Bisanzio con Zara.
Ritornando sulla terra, o meglio nella laguna di Nin, la penisola ad appena 15 chilometri da Zara, che era collegata da due ponti seicenteschi alla terra, recentemente andati distrutti per un’alluvione e che verranno presto ricostruiti al posto di quelli provvisori in legno. Nel 2015 European Best Destinations l’ha inserita tra le 48 destinazioni più romantiche d’Europa. Qui si può visitare la chiesetta del IX secolo, nota come la “la più piccola cattedrale del mondo”, nel solstizio d’estate entra da una finestra un raggio di sole che si ferma a mezzogiorno nel luogo dove un tempo era collocato l’altare.
Nella tesoreria di arte sacra della chiesa parrocchiale di Nin è conservata la moneta d’argento di Giuda, uno di 16 esemplari conosciuti in Europa.
Prima di andare via da Nin non vi dimenticate di toccare il piede della statua di Grgur Ninski, vescovo nel 925, ed esprimere un desiderio ad occhi chiusi da non rivelare.
Nel 925 lo sfortunato vescovo dovette lasciare la città per decisione del Papa, il vostro desiderio sarà forse quello di farci ritorno il più presto possibile ?

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Valencia non finisce più di stupire

DSCF2595(1)Valencia non finisce più di stupire
I primi tre mesi hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani grazie ai 14 voli diretti dall’Italia

Cosa spinge tanti turisti italiani a venire a Valencia? Certamente i numerosi voli diretti low cost, ma non solo. Negli alberghi e nei negozi si incontrano spesso nostri connazionali che hanno scelto di trasferirsi. Pertanto la lingua italiana qui è molto parlata e ciò aiuta certamente chi conosce solo l’italiano. Inoltre anche i più abitudinari, dal punto di vista culinario, in questo luogo si trovano bene in quanto la cucina valenciana è improntata alla dieta mediterranea come la nostra, è simile ed allo stesso tempo diversa a seguito delle influenze arabe. L’impronta lasciata dagli arabi si avverte ancora oggi anche nell’arte e nei metodi di irrigazione. Infatti di quell’epoca rimane ancora oggi il Tribunale delle Acque, la più antica istituzione giuridica in Europa e forse nel mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che controlla il corretto utilizzo delle acque per l’irrigazione. A mezzogiorno di ogni giovedì, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, si svolge una riunione all’aperto presenziata da un cancelliere e da otto giudici, DSCF2741(1)che rappresentano gli otto canali di Valencia. Le sentenze nei confronti degli agricoltori sono senza possibilità di appello.
La favorevole posizione geografica ha sempre favorito la vita dei valenciani che sono lieti di condividerla con chi viene a scoprire le bellezze di una città molto affascinante. Nel 2018 i turisti italiani a Valencia sono stati 208.104, raggiungendo il primato in quanto a numerosità rispetto alle altre nazioni che visitano la città; i pernottamenti in media sono stati di 3,08 notti. «I primi tre mesi del 2019 hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani, questo grazie ai 14 voli diretti dall’Italia» ha commentato Leticia Colomer, Market Manager dell’Ufficio del Turismo di Valencia. Molte spiagge di Valencia, basse e sabbiose, sono state quest’anno insignite della Bandiera Blu: el Cabanyal, el Saler, Árbre del Gos, la Garrofera, la Devesa y Recatí e la Malvarosa, la più frequentata di Valencia, con numerosi ristoranti sulla spiaggia.
Oltre alle spiagge e al limpido mare ad attrarre i visitatori di tutte le età provenienti da tutto DSCF2751(1)il mondo vi sono le bellissime opere architettoniche che testimoniano le varie epoche storiche e ricordano le popolazioni che vissero in questa città. Valencia vive il presente in perfetta sintonia con la sua storia millenaria.
Il centro storico, il quartiere Barrio del Carmen, racchiude i misteri, i segreti e le storie della città i cui monumenti principali sono: la Plaza de la Virgen, Palacio de la Generalitat, Basilica della Vergine degli Abbandonati, Cattedrale, Plaza de la Reina, Santa Catalina, Plaza Redonda, Mercado Central, Lonja de la Seda, Iglesia de San Nicolás, il campanile del Micalet e la Plaza de la Almoina. Il quartiere Barrio del Carmen, il più antico di Valencia, sorse inizialmente tra due mura: quelle della città islamica e quelle della città cristiana. Ciò che lo caratterizza sono le stradine acciottolate fiancheggiate da imponenti edifici medievali.
Il monumento più importante del periodo di maggior splendore della città è certamente la Borsa della Seta, in stile gotico, in cui si tenevano le contrattazioni mercantili. Fu costruita tra il XIV ed il XVI secolo, durante il cosiddetto “secolo d’oro”, all’epoca in cui la città fu uno dei principali centri commerciali d’Europa. Dal 1996 l’edificio, in spagnolo “Lonja de la Seda”, è inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Si compone di tre ambienti interni, che coprono circa 1990 metri quadrati, e di uno esterno: il giardino degli aranci.
ventagli artigianali(1)La visita continua alla Basilica ed alla Cattedrale dove è custodito il Santo Graal, una delle reliquie più importanti della cristianità. I Vescovi hanno smesso di usarlo durante la messa perché un vescovo nel ‘700 lo fece cadere a terra scheggiandolo e costui se ne dispiacque a tal punto che morì di crepacuore. Oggi viene utilizzato solo in caso di visita pontificia, Giovanni Paolo II nel 1982 e successivamente Benedetto XVI nel 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie. Dalla Cappella del Santo Graal si accede al Museo della Cattedrale dove sono conservate croci, ostensori, calici e due opere di Goya.
Dopo aver goduto della visione dei monumenti, gli amanti dell’arte contemporanea non si faranno sfuggire l’occasione di visitare la mostra dedicata a Fernand Léger, l’artista contemporaneo di Picasso considerato un avanguardista e innovatore del cubismo. Fino al 15 settembre presso l’Istituto Valenciano d’Arte Moderna sono esposte centinaia di opere realizzate dall’artista tra il 1918 e il 1955, tra cui dipinti, disegni, tessuti e fotografie. La mostra è un viaggio nel tempo, che ripercorre il Novecento e la storia di Léger tra la tragicità delle guerre e l’esilio in America.
Valencia va vissuta secondo lo stile mediterraneo, quindi all’aperto, nelle tranquille piazze il Santo Graal(1)senza auto del centro storico, nei tanti ristoranti e bar affollati di giovani. La sera i viali si riempiono di persone: c’è chi desidera la movida notturna e chi luoghi dove potersi rilassare magari davanti ad un buon piatto di Paella. Alla Paella Valenciana è dedicata la “Semana de la Paella”, un evento che accende i riflettori su questo piatto storico simbolo della tradizione valenciana. La ricetta prevede tra i suoi ingredienti: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino. Secondo una leggenda sono gli uomini a cucinare di domenica la Paella per far riposare la propria donna, che cucina durante tutta la settimana. Tale mito spiegherebbe l’etimologia del nome di questo piatto: “pa-ella” cioè “per-lei”.
“Viajas, porque al final lo que queda son los recuerdos” vale a dire viaggiate, perché alla fine quello che resta sono i ricordi e il ricordo di Valencia sarà al rientro a casa uno dei più belli da mettere nel cassetto.
Dr. Harry di Prisco
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La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche

FestivalCozza-700x315La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche
I riflettori pronti ad accendersi sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto
Il gran gala conclusivo della XVII edizione 2018 quest’anno si svolgerà  la sera di sabato 6 aprile  nelle ampie sale dell’hotel “COSMOPOLITAN” di Civitanova Marche (Macerata), alla presenza delle massime autorità del territorio e  sarà ospitata dal Cav. Giuseppe GIUSTOZZI, imprenditore conosciutissimo nel maceratese e non solo, poiché, oltre  ad essere un imprenditore alberghiero affermato con al suo attivo tre grandi alberghi, è anche il primo produttore in Italia delle famose olive ascolane.
Divulgare la conoscenza  di un prodotto tipico locale ha un duplice obiettivo: da un lato valorizzare il prodotto  locale, dall’altro  promuovere sia il turismo enogastronomico sia l’immagine complessiva della città di Taranto in cui nasce il prodotto.
E’ stato questo l’intento che, ben  18 anni fa, ha indotto il Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di cultura Renoir, a dare vita ad un Festival itinerante su tutto il territorio nazionale  che è  stato  parzialmente clonato e riproposto dai maggiori networks televisivi.
Una elegante manifestazione nel classico stile  Renoir che ha portato una diversa immagine del prodotto del nostro mare in tante regioni italiane insieme a quella della città, riscuotendo unanimi consensi tanto da ispirare alcune amministrazioni pubbliche locali,  come i comuni di Lerici, Macerata e Cervia,  in tentativi di imitazione con i loro prodotti tipici.
Si riaccendono quindi, ancora una volta, i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto,  oggi allevato in aree sottoposte settimanalmente a serratissimi controlli da parte delle autorità  preposte che ne definiscono qualità e salubrità in maniera costante.
Come nelle precedenti edizioni la manifestazione sarà seguita dalla stampa locale e nazionale, senza dimenticare la presenza costante delle telecamere di Rai 2 con la trasmissione “Eat Parade. Il successo ottenuto dalle edizioni precedenti del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” ne fa ormai una realtà consolidata e tutti gli sforzi fatti in questi anni dal Centro di Cultura Renoir sono stati ben ripagati dal pubblico.
Proprio in questo momento di difficoltà,  Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su energie nuove  che possano contribuire a diversificare il nostro tessuto produttivo.
E’ arrivato dunque il momento di migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione che guardi finalmente all’intero panorama nazionale.
E’ l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività degli chefs che si fronteggiano  nella preparazione delle più fantasiose pietanze.
Gli chefs partecipanti, tutti provenienti da prestigiose strutture ricettive da ogni parte d’Italia, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il prodotto jonico con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la materia prima tarantina, la vera protagonista dell’evento, la “regina del Mar Piccolo”, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuovi pezzi di storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres,  che hanno accolto e conosciuto i  mitili tarantini, diventano a loro volta  attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia  nuove modalità di preparazione pronte per il nuovo pubblico.
Gli Chefs,  che si presenteranno ai nastri di partenza  per aggiudicarsi la palma d’onore di vincitore della XVII edizione del “ Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina”, saranno :  Salvatore ABRUZZESE, Nicola ALTAVILLA, Alessandro ANGIOLA, Francesco ANZINI,  Antonio COLETTA, Donato CRISTOFARO,  Antonio DI BONA, Antonio DE FILIPPO,  Franco DE LUCIA,  Enzo GIRARDI,  Sara LOGLISCI, Francesco RESTIVO, tutti provenienti da strutture alberghiere di  prestigio.
La serata sarà condotta dal giornalista Angelo Caputo, mentre le riprese televisive saranno trasmesse in rete su un gruppo di canali televisivi nazionali.

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Con la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

GoodFranceCon la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

Dal 21 marzo torna Goût de/Good France, la più grande manifestazione del mondo che celebra in  150 nazioni la gastronomia francese. Per la sua quinta edizione e per 4 giorni, oltre 5000 chef dei 5 continenti si apprestano a profondere il proprio impegno nella cucina sostenibile.
Quest’anno la protagonista è la Destinazione Provenza, che viene valorizzata da eventi in Francia ed a livello internazionale.
L’evento è promosso dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri e da Alain Ducasse.
Dopo aver ospitato gli Stati Generali dell’Alimentazione, svoltisi a Parigi nel 2017, quest’anno la Francia guida una mobilitazione mondiale a favore dell’ambiente e della gastronomia francese.
Dal 21 marzo e per quattro giorni gli chef di tutto il mondo stanno proponendo una “cena alla francese” all’insegna della sostenibilità: ogni menù include portate che utilizzano meno grassi, zucchero e sale, nell’obiettivo di far “mangiare bene” e proteggere l’ambiente.
Sempre all’insegna di un maggiore rispetto delle risorse del pianeta, nel 2019 Goût de/Good France ha scelto di stringere un accordo con la fondazione “No More Plastic”, rappresentata da Alexandra Cousteau, che animerà la tavola rotonda “Good Impact” sulle problematiche della tutela dell’ambiente e dell’attenzione alle risorse, alla presenza di cuochi, scienziati e responsabili di aziende. Il 23 marzo l’UNESCO ospiterà un convegno sulla gastronomia e l’alimentazione sostenibile, con grandi protagonisti mondiali.
Goût de/Good France propone quest’anno un programma in versione festival, che interessa l’intero territorio e si rivolge davvero a tutti.
I partecipanti sono invitati sia a cene alla francese sia a nuove esperienze culinarie come: il “  Gran Banchetto provenzale  ” che vede 6 chef provenzali (Gérald Passédat, Michel Portos, Sébastien Richard, Jean-André Charrial, Armand Arnal, Clément Higgins) proporre un menù in 5 tempi sul
tema della cucina sostenibile e mediterranea, nell’ambito del “Village International de la
Gastronomie”, un evento che si inserisce nel programma MPG 2019, Anno della gastronomia in Provenza, lanciato dal Dipartimento Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme; le “  Esperienze del Gusto  ” durante le quali turisti e parigini possono scoprire una trentina di luoghi imperdibili della capitale grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Turismo di Parigi; le “  Cene Complici  ” del
Collège Culinaire de France che vedono i produttori, punto di partenza di ogni cucina di qualità, arrivare nei ristoranti e, in sinergia con gli chef, creare un menù ricco di vitalità, interagendo con il pubblico; il “   Duo di Collezionisti  ” che vede giovani chef e mentori insieme per una cena, per raccontare la trasmissione di gesti, di valori e di savoir-faire; il “  Gran Menù  ” che, come nelle cene d’Epicuro di Escoffier, propone in grandi luoghi della gastronomia francese un menù degustazione da 4 a 10 piatti, in perfetto abbinamento con una selezione di vini e liquori. Fino al 24 marzo sono previsti diversi appuntamenti popolari e di festa per tutta la Francia, coordinati dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze. Banchetti, degustazioni, pic-nic e laboratori permettono ai professionisti del settore di condividere con il pubblico il proprio talento, il proprio savoir-faire e il meglio del proprio territorio. Tutta la programmazione del festival Goût de/Good de France è disponibile sul sito
www.france.fr/fr/campagne/gout-france-good-france
e sull’applicazione
MAPSTR.
Harry di Prisco

Due nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

 Croazia Eno-gastroDue nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

L’offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e  la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante

Ottimi vini, squisito tartufo bianco e pregiato olio di oliva, questi gli ingredienti base della straordinaria cucina mediterranea della Croazia che entusiasma buongustai di tutto il mondo grazie alla sua varietà di piatti e la qualità degli ingredienti. L’ottima offerta gastronomica locale ora è stata ulteriormente riconosciuta con altri due ristoranti che hanno  ottenuto la prestigiosa stella Michelin, al pari dei ristoranti: Pellegrini (Šibenik), 360° (Dubrovnik) e Monte (Rovinj) che già da qualche anno vantano con successo il prestigioso riconoscimento. Si tratta del ristorante Noel di Zagabria, usando ingredienti di alta qualità, piatti con sapori distinti sono accuratamente preparati secondo uno standard costantemente elevato. Un ristorante di tendenza con luci soffuse e arredi alla moda di ispirazione internazionale, gli ospiti possono gustare un’eccellente  e colorata cucina preparata dal proprietario-chef. I deliziosi piatti moderni e creativi sono accompagnati da una selezione di vini croati, francesi e italiani scelti con cura dal socio-sommelier.
L’altro ristorante, ora stellato, è il Draga di Lovrana ( Lovran), lo chef dà la priorità ai prodotti locali in ricette bilanciate e di alta qualità, creando piatti moderni, fantasiosi e  memorabili. Posizione eccellente, con vista mozzafiato dalla sala da pranzo e dalla terrazza all’aperto, immerso tra le lussureggianti colline del Parco Naturale di Učka (Monte Maggiore), a 388 metri sul livello del mare.
La lista Bib Gourmand, che comprende i ristoranti che offrono menù di qualità a prezzi accessibili,     ora comprende in totale otto ristoranti, il doppio rispetto all’anno scorso, mentre da quest’anno ben 51 ristoranti portano il marchio MICHELIN Plate. L’elenco completo dei ristoranti stellati in Croazia è pubblicato sul sito web di Michelin, la guida ai migliori ristoranti più importante e prestigiosa a livello mondiale.
(https://www.viamichelin.co.uk/web/Restaurants/Restaurants-Croatia?page=2)
“Siamo orgogliosi del fatto che ora la Croazia possa contare su ben 5 ristoranti stellati Michelin”. ha affermato il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic  “Dopo Rovinj, Dubrovnik e Šibenik, a godere di questo prestigioso riconoscimento ci sono anche Zagabria e la regione del Quarnaro. Il conferimento di nuove stelle ai ristoranti croati è la prova che la nostra offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e che la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante. Ciò rappresenta anche una forte spinta per un ulteriore sviluppo e promozione di questo specifico settore e sono sicuro che la Croazia, grazie ai suoi eccellenti ristoranti, ne saprà trarre il massimo profitto per un ottimo posizionamento sul mercato”, conclude il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic, rivolgendo le sue più sincere congratulazioni a tutti i ristoranti detentori del prestigioso riconoscimento. Per Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida Michelin “Questa scelta mette in luce il potenziale dell’offerta gastronomica della Croazia arricchita anche dalle molteplici influenze e tradizioni; dai sapori mediterranei presenti in Istria e Dalmazia, ai piatti tipici dell’entroterra originari di Zagabria e della Slavonia, che danno vita a un’unica identità culinaria”.
Inoltre a fregiarsi del marchio Bib Gourmand,  quest’anno sono i ristoranti Batelina (Banjole, Pula); Konoba Vinko (Konjevrate, regione di Šibenik); Agava e TAC entrambi a Zagabria. L’anno scorso hanno ricevuto questo riconoscimento Konoba Mate (Korcula);  Dunav (Ilok, Slavonia);  Vuglec Breg (Krapina, Croazia centrale) e Konoba Fetivi (Split).
A suggellare tali importanti riconoscimenti, il ministro del turismo Gari Cappelli, ha dichiarato:
“Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni a tutti i ristoranti premiati e un ringraziamento per la loro caparbietà, creatività e desiderio di crescere e di presentare il meglio dell’offerta croata. Ben il 93% dei turisti durante il loro soggiorno vive un’esperienza speciale proprio legata alla cucina del nostro Paese. Sono convinto che ciò sarà un motivo in più per puntare a un’offerta enogastronomica riconoscibile in tutta Europa.” L’inserimento dei nuovi ristoranti nella guida Michelin rappresenta un importante trampolino di lancio per un continuo miglioramento dell’offerta gastronomica locale, ma anche una grande promozione della Croazia come destinazione gourmet a livello mondiale.
Il criterio per ottenere l’assegnazione della stella Michelin è un processo complesso e il sistema di monitoraggio è tenuto segreto, il che rende tale riconoscimento ancora più prestigioso.

Harry di Prisco

A Gaeta le giornate della memoria, identità, orgoglio e riscatto meridionale

A Gaeta le giornate della memoria(1)A Gaeta le giornate della memoria, identità, orgoglio e riscatto meridionale

Il Nord attua la “secessione dei ricchi”, il Sud ritrova identità e orgoglio
Presentati i libri pubblicati nel 2018 sulla vera storia delle Due Sicilie

Nei giorni scorsi si è tenuto a Gaeta  il più grande raduno del mondo neoborbonico e neomeridionalista, come un’occasione per analizzare l’attuale situazione del Sud dell’Italia.
Convegni, dibattiti, mostre, visite guidate, concerti e cerimonie religiose per le tre Giornate della Memoria, dell’Orgoglio e del Riscatto a Gaeta, città sacra per chi conosce e ama la storia del Regno delle Due Sicilie, nel tradizionale raduno di decine di gruppi e movimenti e centinaia di persone provenienti da tutta l’Italia e dall’estero.
Sono state analizzate le prospettive future del nostro Meridione, proprio nelle ore nelle quali le regioni del Nord si apprestano a chiudere il loro percorso di “regionalismo differenziato”, un percorso che si configura come una vera e propria “secessione dei ricchi” ad ulteriore e definitivo danno del Sud dopo 150 anni di colonizzazione. La risposta del Sud, per ora, vista l’assenza di classi dirigenti adeguate, non può che essere culturale nella ricostruzione, con un successo crescente, di una memoria storica e di una identità che possa garantire la formazione di classi dirigenti degne di rappresentare quelli che furono gli antichi Popoli delle Due Sicilie.
Da diversi anni (e dal 2016 anche presso la Regione Basilicata e Puglia che approvarono quasi all’unanimità la mozione) si celebra il 13 febbraio come il “Giorno della Memoria delle vittime meridionali dell’unità d’Italia” nel ricordo dell’assedio piemontese proprio a Gaeta: il 13 febbraio 1861 segnò la fine dell’assedio, della storia della dinastia borbonica e della plurisecolare storia del Regno delle Due Sicilie. Da quel momento iniziarono il massacro di migliaia di meridionali, il saccheggio delle risorse del Sud e una questione meridionale tuttora irrisolta e sempre più dimenticata e drammatica soprattutto per i giovani del Sud (unica e vera emergenza nazionale).
Diversi i momenti significativi: la presentazione dei libri sulla (vera) storia del Sud pubblicati nel 2018 (“Libri dalle Due Sicilie”); una seduta aperta del “Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud” (laboratorio e osservatorio meridionale) sul tema “Un movimento per il Sud”; un convegno con la partecipazione, tra gli altri, di Pino Aprile (autore del best-seller “Terroni” e del nuovo “L’Italia è finita”), del prof. David Laven dell’Università di Nottingham (con notizie inedite sui rapporti tra Inghilterra e Due Sicilie), Alessandro Romano e Gennaro De Crescenzo (Movimento Neoborbonico); un concerto con le tammorre di Benedetto Vecchio e MBL; la cerimonia religiosa per ricordare i caduti borbonici militari e civili; l’alzabandiera con il grande vessillo borbonico sui bastioni della Fortezza presso l’Annunziata con i “soldati delle Due Sicilie” (la bandiera “pellegrina” che durante l’anno ha toccato tutte le regioni meridionali).

Dr. Harry di Prisco
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Salento super star alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano

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Salento super star alla  Borsa Internazionale del Turismo di Milano

Il Salento e la Regione Puglia hanno rivestito un ruolo di primo piano alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. “La Puglia turistica nel 2018 ha continuato a crescere, diventa sempre più internazionale e parallelamente si destagionalizza. E questo a coronamento di un triennio tutto da record – ha affermato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone – nel 2017 abbiamo superato i 15 milioni di pernottamenti, posizionandoci nella top ten italiana prima del Piemonte e della  Sicilia e abbiamo raggiunto oltre 4 milioni di arrivi in Puglia nel 2018 (+3,7% rispetto al 2017), di cui un milione dall’estero”. Quali gli obiettivi per l’anno in corso ?: “Puntare sulla qualità insieme agli operatori turistici e ai comuni  per migliorare l’accoglienza e fare promozione mirata per un turismo enogastronomico, turismo culturale, della natura, del paesaggio e del benessere, in tutta la Puglia, tutto l’anno” conclude l’assessore  Loredana Capone.
Dunque il Salento in vetrina alla BIT,  con sei mete proposte dalla giornalista Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge”, conduttrice di una conferenza stampa: Galatina, Giurdignano, Grotte di Leuca, Melendugno, Nardò e Supersano. Il Magazine Spiagge con il comune di Santa Maria di Leuca  ha anche proposto un viaggio emozionale nel Salento. Filo conduttore, “il Salento santo & trasgressivo”. “Vogliamo raccontarvi un Salento diverso, profondamente legato alla spiritualità e alle tradizioni religiose come le Tavole di San Giuseppe a Giurdignano – ha commentato la Mancarella –  ma anche capace di essere divertente come nel Carnevale di Supersano e… perché no, trasgressivo, ma soprattutto  capace di coinvolgere in mille modi il viaggiatore, che, immediatamente viene contagiato dalla gioia di vivere dei salentini”. Peccare sulle spiagge della movida e diventare santi alle “Tavole di San Giuseppe”. Perdersi tra i centri storici barocchi. Ballare la “pizzica” là dove si trova ispirazione. Immergersi nei parchi e nelle riserve naturali, tra scogliere a picco e torri costiere.
Alla presentazione dell’offerta turistica 2019 alla BIT ha  partecipato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, insieme ai vice presidenti dell’Associazione pugliesi di Milano, Giuseppe Selvaggi e Agostino Picicco.
Supersano, il carnevale di alta sartoria
Il nostro viaggio inizia a Supersano dove, tra il due ed il quattro marzo, per il carnevale, metà del paese sfila, l’altra metà è impegnata a cucire i vestiti, curare le musiche e la scenografia. I vestiti, fatti a mano con stoffe pregiate, vengono dalla migliore arte sartoriale, che ha reso il paese famoso per gli abiti da sposa. Ai turisti sarà anche data la possibilità di vestire alcuni abiti del carnevale e di sfilare insieme con gli abitanti.
Giurdignano, le Tavole di San Giuseppe
E’ un rito antico di derivazione “barberesche” (albanesi d’Italia). In occasione della festa del Santo, nel piccolo centro situato a pochi chilometri da Otranto si allestiscono le “Tavole di San Giuseppe” sulle quali vengono predisposte pietanze legate alla simbologia cristiana e pagana: da scoprire e degustare. Una Tavola molto grande viene preparata in piazza a cura della Pro Loco e del Comune.
Nardò, tra uliveti e parchi che sconfinano nel mare
Lasciamo la descrizione all’assessore Giulia Puglia: “quasi 32 mila abitanti, con una costa estesa per oltre 22 chilometri, da Torre Squillace alle Quattro Colonne, quella che fu l’antica Neretum è oggi una destinazione simbolo per gli amanti dei viaggi slow, culturali, a tutto relax. La guida “Routard” l’ha inserita tra i dieci luoghi segreti d’Italia: da scoprire. Una città dove coesistono natura, storia, cultura. Una esplosione di bellezza è il centro storico di Nardò, con le sue chiese barocche e i palazzi gentilizi, aperti anche alla ricettività e trasformati in dimore “de chàrme”.
Galatina, imperdibile Basilica e “pasticciotto”
La storia misteriosa e intrigante della regina Maria d’Enghien e del suo sposo Raimondello del Balzo Orsini ci conduce a Galatina, definita dalla rivista “Forbes” tra le mete più ambite per chi viaggia. “Con il ciclo pittorico di scuola giottesca -ha detto l’assessore Cristina Dittù- , la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria è stata proclamata monumento nazionale. La storia di Raimondello e di Maria  -ha anticipato- diventerà una rievocazione storica. La città, inoltre, è legata alle origini del “tarantismo” cui si deve la famosa pizzica”.
L’ex assessore al turismo della città, Alberto Russi, ha detto che: “Galatina è l’ombelico del mondo”. Si viene a Galatina “per il suo affascinante centro storico, la chiesa dei santi Pietro e Paolo, dove è nato il tarantismo,…ma anche per scoprire il famoso pasticciotto”. “Sì – conferma il presidente dell’associazione pasticcieri salentini, Luigi Derniolo – il pasticciotto è diventato il dolce simbolo del Salento, ma non solo. La provincia di Lecce è la più ricca d’Italia per varietà di dolci e anche per ricette e piatti tipici”.
Melendugno festeggia
“Secondo i dati di Pugliapromozione appena pubblicati, tra tutte le mete pugliesi, Melendugno è la prima, per aver ottenuto il maggior incremento di turisti stranieri (più 41%)”, dice la consigliera delegata al turismo, Angelica Petrachi.
“Sulle meravigliose marine di Melendugno, Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea sventolano le bandiere blu, la bandiera gialla di Legambiente e la bandiera verde dei medici pediatri – continua Petrachi –  che hanno riconosciuto le spiagge a misura di bambino. A San Foca – prosegue – è stato creato il primo lido d’Italia, attrezzato per persone diversamente abili, la Terrazza sul mare. Ben 40 eventi estivi, infine, che fanno parte del Blue Festival, permettono di divertirsi la sera, scegliendo tra eventi culturali e spettacoli di musica e cabaret”.
Le Grotte di Leuca
Tappa imperdibile delle vacanze salentine. Il presidente dell’Associazione “Presepe del Mare”, Isacco Margarito, ha illustrato la vasta gamma di attività che è possibile fare: dal trekking alle escursioni in barca.
Ma se il Salento è un territorio straordinario, altrettanto straordinari si sono dimostrati gli imprenditori salentini, che hanno migliorato sempre più le loro aziende. Valentina De Nuzzo, responsabile eventi del gruppo CDS Hotels, la più grande catena alberghiera di Puglia con oltre 1200 camere,  ha annunciato l’apertura del nuovo cinque stelle “Marenea Suite Hotel”, a Marittima, uno dei luoghi più incontaminati e selvaggiamente belli del Salento, e “Corte di Nettuno”, un esempio di hotel museo, a Otranto.
Per la ricettività, vastissima la scelta. Citiamo, tra le migliori strutture, i residence del gruppo Grimaldi Vacanze,  l’agriturismo “Vigna Corallo” sulla spiaggia Baia dei Turchi a Otranto, il b&b “Ada’s House” a Melendugno, l’hotel degli “Haethey” nel centro di Otranto, il b&b “Parco degli Aranci” a Cutrofiano, il villaggio Hotel “Thalas” a Torre dell’Orso. Vastissima la scelta per i gourmet. Per degustare la cucina tipica salentina rivisitata, consigliamo il ristorante “A chilometro zero” a Supersano, o “Gusto” a Castrignano dei Greci.  Per acquisti e souvenirs: la cantina “Conti Zecca”  a Leverano, “Vaglio Massa” a Carmiano o la “Cantina Petrelli”, la pasticceria di Giuseppe Perrone a Carmiano o “Eros” a Galatina. Per la ceramica, la bottega del maestro Agostino Branca, che propone anche corsi per turisti ed appassionati.
L’ Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Puglia ha messo a disposizione dei Comuni  fondi del  Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-20120 “Attrattori culturali, naturali e turismo” – Asse VI – Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche.
La Puglia e il Salento: una terra che incanta tutto l’anno!

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Un viaggio alla scoperta di Cracovia Cracovia è bellissima in ogni stagione dell’anno

mercatini di Natale (6)Un viaggio alla scoperta di Cracovia

Cracovia è bellissima in ogni stagione dell’anno

“Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi”, così recita l’antico proverbio! Pasqua è ancora lontana e Natale è passato. Certamente è la festa più sentita dell’anno ma anche la più stressante. Occorre scegliere e acquistare i regali per tempo, fare  visita ai parenti, le telefonate (o le mail) di auguri agli amici e che dire degli interminabili cenoni. Dopo le feste arriveranno in libreria le nuove edizioni di Ludovico Ariosto:” L’Orlando Lardoso” e quella di Quasimodo: “E’ subito cena”. Occorre quindi porre rimedio a: ”La panza nel pineto”, dopo “M’ingurgito l’immenso” e fare quindi attività fisica passeggiando a passo veloce. Il giro del nostro isolato non è poi tanto stimolante, meglio salire su di un aereo e, in meno di due ore arrivare a Cracovia, con un volo diretto low cost. La città è bellissima in ogni stagione, non per niente il suo centro storico è stato inserito dall’UNESCO, fin dal 1978, nel Patrimonio dell’Umanità.
La seconda città della Polonia, l’antica capitale, è unica, attraversata dal fiume Vistola è la città dei re polacchi, dei santi e degli eroi nazionali.

il formaggio pecorino affumicato oscypekMercatini di Natale nella piazza più grande d’Europa fino a dopo capodanno

Fino al 6 gennaio rimarranno aperti i Mercatini di Natale, fra i più belli della Polonia,  con tanti spazi e sorprese per i bambini, ma anche specialità gastronomiche regionali e possibilità di fare acquisti per doni con tanti oggetti realizzati da artisti e giovani artigiani. Cracovia e la sua Piazza del Mercato, Rynek Glówny, sono un luogo tradizionale di scambi commerciali sin dal Medioevo: le prime notizie dei mercatini organizzati in questa piazza risalgono alle cronache del 1310. I mercatini di Natale sono fra le ricorrenze annuali più amate sia dagli abitanti che dai turisti, perché grazie alla presenza di graziose casette di legno, nelle quali vengono organizzati gli stand, alle luci che conferiscono un’atmosfera unica e al profumo di dolciumi e di pietanze tradizionali, la piazza medievale più grande d’Europa diventa un luogo accogliente e magico. Vengono poi organizzate tante iniziative e spettacoli di teatro e animazioni per bambini.

Per riscaldarsi zuppe calde e vino brûlé

Nel 2019 Cracovia diventerà Capitale Europea della Cultura Gastronomica, girando per i mercatini si può avere un’idea dei piatti tipici. Per pochi Zloty, la moneta locale, si può gustare una tradizionale zuppa Zurek, preparata facendo cuocere una salsiccia bianca nel brodo vegetale e tanti aromi, oppure  una baguette di pane con formaggio fuso, funghi e quant’altro la fantasia suggerisce. Da non dimenticare il formaggio pecorino affumicato ola cupola di oro della cattedralescypek da gustare caldo. Bona Sforza d’Aragona, la seconda moglie del re Sigismondo I, arrivando in Polonia portò con sé non solamente i suoi cuochi di corte,  ma anche tutta una serie di verdure quali: il prezzemolo, il sedano e i porri. Le frittelle di patate servite con lo zucchero e panna si trovano ovunque. La kremowka, nota come il dolce preferito di Papa San Giovanni Paolo II è da provare, essendo una specialità della regione. I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare. Ad accompagnare questi piatti un bicchiere di vino caldo brûlé non può mancare: il negozietto che lo prepara è nella piazza Mercato, situato in una grande botte di legno dove a volte si forma una lunga fila.

Monumenti e opere d’arte da visitare

Cracovia è ricca di chiese e palazzi storici. Tra i monumenti più famosi: il Castello Reale di Wawel; il Mercato dei Tessuti; l’Università Jagellonica, l’ateneo più antico della Polonia e la Basilica di Santa Maria.
Dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria ogni ora un vigile del fuoco suona con la tromba la melodia più riconoscibile della Polonia: il hejnal, in ricordo del trombettista che fu trafitto da una freccia cercando di salvare gli abitanti della città di Cracovia dall’attacco dei Tatari.
A Cracovia ci sono tanti musei e gallerie d’arte, come il Museo Nazionale di Cracovia nel quale si può ammirare il quadro “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.
tipicità gastronomiche (2)Le mostre d’arte contemporanea, sono ospitate nel Museo MOCAK, ubicato negli edifici della ex fabbrica di Schindler, dove sono state girare alcune scene del film  “Schindler’s List” di Spielberg, nel quartiere Zablocie, vicino l’ex ghetto di Podgorze. Non distante si può visitare la mostra interattiva che guida in questo capitolo doloroso della storia quando settantacinquemila ebrei furono uccisi dai Nazisti.
La cappella della regina Santa Kinga scavata nel sale

Le miniere di sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia, sono inserite nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Gli itinerari turistici percorrono corridoi sotterranei, grandi caverne e addirittura cappelle scavate direttamente nel sale nel corso dei secoli scorsi, come quella maestosa dedicata a Santa  Kinga, dove ogni scultura, altare e lampadario sono fatti di sale. Le cave di salgemma con tortuose gallerie e stranissime formazioni di sale, sono dotate di spazi adatti allo svolgimento di conferenze ed eventi, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Tre chilometri di corridoi nei tre livelli aperti ai turisti, 800 scalini da percorrere in discesa per giungere a 135 metri di profondità. Fino ad oggi la Miniera di Sale è stata visitata da oltre 43 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo. I bambini restano incantati da questo regno sotterraneo dove tutto sembra fatto per attirare la loro curiosità.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia

tipicità gastronomiche (2)A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia
Un viaggio per un esperienza fuori dal comune

Natale, per chi non se ne accorto, è arrivato ! La festa è tutta per i bambini che attendono i regali, è tempo di panettoni e cenoni in famiglia e, fra un augurio ai parenti e a quell’amico che non vedevamo da tempo, la festa è già finita. E allora come recuperare quell’atmosfera che ricorda la nostra infanzia che manca nelle nostre città, vuoi per l’assenza delle luci d’artista e non o per l’alta pressione che ci fa sentire vicini alla primavera invece che al Natale ? Ma è semplice, occorre fare un salto per visitare dove in questo periodo tutto, ma proprio tutto, richiama la festa  religiosa più sentita dell’anno. In Polonia, a Cracovia, basta passeggiare per le strade per ritrovarsi in un ambiente unico, dove la magia del Natale è tangibile.  La seconda città della Polonia non solo è straordinariamente bella, ma è anche unica. La città sul fiume Vistola  dei re polacchi, dei santi e degli eroi nazionali.
Dall’aeroporto di Napoli-Capodichino  le compagnie  low coast  Easyjet e Ryanair effettuano voli diretti e in meno di due ore si è già immersi nel pieno di un mondo così diverso.

mercatini di Natale (6)I Mercatini di Natale nella piazza più grande d’Europa

Fino al 6 gennaio rimarranno aperti i Mercatini di Natale, fra i più belli della Polonia,  con tanti spazi e sorprese per i bambini, ma anche specialità gastronomiche regionali e possibilità di fare acquisti per doni con tanti oggetti realizzati da artisti e giovani artigiani. Cracovia e la sua Piazza del Mercato, Rynek Glówny,  sono un luogo tradizionale di scambi commerciali sin dal Medioevo: le prime notizie dei mercatini organizzati in questa piazza risalgono alle cronache del 1310. I mercatini di Natale sono fra le ricorrenze annuali più amate sia dagli abitanti che dai turisti, perché grazie alla presenza di graziose casette di legno, nelle quali vengono organizzati gli stand, alle luci che conferiscono un’atmosfera unica e al profumo di dolciumi, di vin brûlé e di pietanze tradizionali, la piazza medievale più grande d’Europa diventa un luogo accogliente e magico. Vengono organizzate tante iniziative e spettacoli di teatro e animazioni per bambini, concerti e cori di Natale.

Per riscaldarsi zuppe calde e vino brûlé

Nel 2019 Cracovia diventerà Capitale Europea della Cultura Gastronomica, girando per i la cupola di oro della cattedralemercatini si può avere un’idea dei piatti tipici. Per pochi Zloty, la moneta locale,  si può gustare una tradizionale zuppa Zurek, preparata facendo cuocere una salsiccia bianca nel brodo vegetale e tanti aromi, oppure  una baguette di pane con formaggio fuso, funghi e quant’altro la fantasia suggerisce. Da non dimenticare  il formaggio pecorino affumicato oscypek da gustare caldo. Bona Sforza d’Aragona, la seconda moglie del re Sigismondo I, arrivando in Polonia portò con sé non solamente i suoi cuochi di corte,  ma anche tutta una serie di verdure quali: il prezzemolo, il sedano e i porri. Le frittelle di patate servite con lo zucchero e panna si trovano ovunque. La kremowka, nota come il dolce preferito di San Giovanni Paolo II è da provare, essendo una specialità della regione. I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare. Ad accompagnare questi piatti un bicchiere di vino caldo brûlé non può mancare: il negozietto che lo prepara è nella piazza Mercato, situato in una grande botte di legno dove a volte si forma una lunga fila.

Monumenti e opere d’arte da visitare

Cracovia è dal ’78 è inserita nel Patrimonio UNESCO ed è ricca di chiese e palazzi storici. Tra i monumenti più famosi: il Castello Reale di Wawel; il Mercato dei Tessuti; l’Università Jagellonica, l’ateneo più longevo della Polonia e la Basilica di Santa Maria.
Dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria ogni ora un vigile del fuoco suona con la tromba la melodia più riconoscibile della Polonia: il hejnal,  in ricordo del trombettista che fu trafitto da una freccia cercando di salvare gli abitanti della città di Cracovia dell’attacco dei Tatari.
A Cracovia ci sono tanti musei e gallerie d’arte, nel Museo Nazionale di Cracovia si può vedere il quadro “La dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci.
Le mostre d’arte contemporanea, sono ospitate nel Museo MOCAK, ubicato negli edifici della ex fabbrica di Schindler, dove sono state girare alcune scene del film  “Schindler’s List” di Spielberg, nel quartiere Zablocie, vicino l’ex ghetto di Podgorze.
Vicino si può visitare la mostra interattiva che ci guida in questo capitolo doloroso della storia quando settantacinquemila ebrei furono uccisi dai nazisti.

mercatini di Natale (1)La cappella della regina Santa Kinga scavata nel sale
Le miniere di sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia, sono inserite nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Gli itinerari turistici percorrono corridoi sotterranei, grandi caverne e addirittura cappelle scolpite direttamente nel sale, come quella maestosa dedicata a Santa  Kinga, dove ogni scultura, altare e lampadario sono fatti di sale. Le cave di salgemma con tortuose gallerie e stranissime formazioni di sale, sono dotate di spazi adatti allo svolgimento di conferenze ed eventi. Bellissime camere scolpite direttamente nel sale nel corso dei secoli scorsi, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Tre chilometri di corridoi nei tre livelli aperti ai turisti, 800 scalini da percorrere in discesa per giungere a 135 metri di profondità. Fino ad oggi la Miniera di Sale è stata visitata da oltre 43 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo.

Harry di Prisco

VisiTuscia alla scoperta della Tuscia viterbese

logo VisiTuscia novembre 2018VisiTuscia alla scoperta della Tuscia viterbese

Dal 23 al 25 Novembre VisiTuscia presenta la Tuscia
In programma un convegno sul rilancio del sistema termale viterbese

Le quattro Reti d’Impresa su Strada, cioè quelle libere aggregazioni di attività economiche per raggiungere piani di crescita su uno o più obiettivi, vincitrici del bando della Regione Lazio (Discover Canino, Visit Marta, Naturalmente Capodimonte e Enjoy Viterbo), dopo il primo appuntamento di fine maggio, come era stato già annunciato, ritorna per il secondo step. VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Agroalimentare della provincia di Viterbo, è promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo – in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio, si svolgerà da 23 al 25 novembre e consentirà di conoscere meglio la Tuscia e la provincia di Viterbo. All’evento hanno assicurato il patrocinio la Regione Lazio e l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, oltre alle Associazioni di categoria del Turismo. Nella prima fase l’attenzione è stata concentrata sulla predisposizione di nuovi e più articolati pacchetti turistici per soddisfare le esigenze dei turisti, i quali nella Tuscia trovano molteplici occasioni di svago; questo secondo appuntamento sarà dedicato invece agli operatori di settore. Nel corso della manifestazione si svolgerà un Workshop itinerante che punta a favorire l’incontro di circa 30 buyers nazionali ed esteri con un centinaio di aziende turistiche (catene alberghiere, ristoranti, compagnie di navigazione lacuale, autonoleggio e servizi) e dell’agroalimentare. La Tuscia infatti, vanta produzioni di grande attenzione come l’Olio Extra Vergine d’Oliva DOP Canino e Tuscia, le Castagne e le Nocciole dei Monti Cimini, le numerose DOC e IGT del settore vinicolo e moltissimi altri prodotti di nicchia: dalle patate di Grotte di Casto alle lenticchie di Onano, dai fagioli di Gradoli ai ceci di Valentano. Senza dimenticare i salumi e il pane, le pizze e le focacce. Un aspetto particolare sarà quest’anno riservato alle Terme di cui la Tuscia è particolarmente ricca. Già conosciute dagli Etruschi, quando nel 310 a.C. i romani conquistarono l’Etruria meridionale, sfruttarono le numerose sorgenti di acqua calda edificando ben quattordici terme. Durante il medioevo il complesso termale viterbese attirò numerosi pontefici: da Papa Gregorio IX a Papa Niccolò V e, soprattutto, Papa Bonifacio IX che frequentava queste terme per alleviare i suoi dolori articolari. I centri termali aperti al pubblico sono oggi quelli del Parco del Bullicame, del Bagnaccio e le Piscine Carletti a cui si aggiungono due stabilimenti, moderni e super attrezzati: le “Terme dei Papi” e il “Pianeta Benessere”, entrambi di elevata qualità sotto tutti i punti di vista. Al termalismo e alle problematiche che affliggono il settore è riservato il convegno dal titolo “Il rilancio del sistema termale viterbese”, che si terrà venerdì 23 novembre alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della struttura delle Terme dei Papi in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Viterbo . “Siamo giunti alla X edizione – ha dichiarato Vincenzo Peparello, presidente del CAT e ideatore di VisiTuscia – e il consenso riscosso in questi anni è univoco. L’incrementato delle presenze sul territorio, come confermano le statistiche che danno un aumento del turismo nella Tuscia negli ultimi dieci anni di oltre il 30%, è sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che una parte del merito debba essere ascritto a questa manifestazione che negli anni ha fatto conoscere la Regione ad oltre 150 giornalisti della stampa turistica e ad oltre 300 operatori del settore. I nuovi pacchetti turistici che abbiamo predisposto e veicolato a maggio e quelli che saranno posticipati per il prossimo appuntamento di fine novembre, verranno inviati a 5000 agenzie. Tale attività – conclude Peparello – aggiunta al sorprendente risultato del mese di maggio, conferma la validità e la strategia del VisiTuscia divenuto ormai un evento fondamentale per l’economia del territorio Viterbese”.

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