VisiTuscia presenta ai buyer il turismo Slow e Silver nella Tuscia

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Il Turismo Lento per promuovere la qualità e l’esperienza e valorizzare le tipicità dei luoghi

Sarà il workshop, su iniziativa Cat Confesercenti Viterbo e Fipac Confesercenti,
fissato per il 19 ottobre presso la Biblioteca Storica del Palazzo Vescovile, all’interno del complesso monumentale del Palazzo dei Papi di Viterbo, a monopolizzare l’attenzione di buyer e seller che si incontreranno per trattare il prodotto “Tuscia”.
“Anche quest’anno – dichiara il patron Vincenzo Peparello – abbiamo voluto focalizzare l’interesse degli operatori su un prodotto specifico. Così come abbiamo fatto a partire dal 2015, quando in occasione dell’Expo, dedicammo ogni attenzione al prodotto agro-alimentare e, negli anni successivi, ai Cammini (2016), ai Borghi (2017) e al Cibo (2018), quest’anno abbiamo pensato al Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero a quel turismo che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”. Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto. Una filosofia insomma, perfettamente in linea con gli intendimenti del MIBACT e che VisiTuscia fa propri nel rispetto di quanto il territorio offre”.
La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, ma comprendente anche parte della provincia di Roma e zone della bassa Toscana (la cosiddetta “Etruria Meridionale”), sembra infatti, poter dare le risposte più significative a questa esigenze. E non solo perché interamente attraversata dalla Via Francigena che la percorre interamente da Proceno a Monterosi, quanto perché in possesso di tutte quelle peculiarità necessarie per la pratica di un turismo lento, nell’accezione che conosciamo: laghi (Bolsena e Vico), monti (Cimini), borghi medievali (l’elenco sarebbe infinito), riserve naturali (Selva del Lamone, Monte Rufeno, Bracciano Martignano), senza dire dei numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, piccoli alberghi, fattorie didattiche (la Tuscia è un territorio ancora a prevalente economia agricola) e alberghi diffusi. Senza dire dell’enogastronomia, una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione.
“Vista la particolarità del segmento e l’accordo siglato con la Fipac Confesercenti – dichiara Sergio Ferrari Presidente Fipac – al workshop quest’anno sono stati invitati operatori che commercializzano questo prodotto ed altri che ben si inseriscono nella filosofia di “VisiTuscia un club di prodotto” quali città d’arte, cultura, ambiente, enogastronomia, sport e terme. Abbiamo quindi puntato più che alla quantità alla qualità, tanto che la durata del workshop si svolgerà nella sola mattinata, ritenendo che fosse sufficiente per soddisfare le loro esigenze ed economizzare il tempo a loro disposizione. Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni pacchetti turistici predisposti da alcuni operatori locali che sicuramente incontreranno il favore dei buyer presenti”.
Sulla bontà delle scelte degli organizzatori, che godono anche del Patrocinio degli Enti locali: Comuni, Regione, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio di Viterbo, Unioncamere Lazio, Associazioni di Categoria del turismo, sono intervenute quest’anno alcune indagini (commissionate dalla Fipac Confesercenti) con cifre di assoluto interesse. Basti solo pensare che il segmento, in forte crescita, raggiungerà nel 2030 in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa.
Nel corso della manifestazione, che durerà tre giorni (dal 18 al 20 ottobre), gli operatori saranno accompagnati in alcune visite guidate alla scoperta di siti archeologici (Gli Etruschi a Tarquinia), luoghi sacri dell’enogastronomia (il Museo MUVIS di Castiglione in Teverina), la Chiesa del Miracolo Eucaristico ed il lungo-lago a Bolsena, la città papale di Viterbo, con il quartiere San Pellegrino, e luoghi della Via Francigena. Potranno inoltre prendere visione e valutare di persona la qualità delle strutture e dei servizi offerti.

H di P

Dopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

locandinaDopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

Ernest Airlines, la compagnia aerea italiana low cost, a tre anni dall’inizio delle operazioni, ha registrato un’estate da record in termini di Load Factor e passeggeri trasportati

Nei mesi di luglio e di agosto Ernest Airlines ha registrato un incremento per numero di passeggeri del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trasportando oltre 300.000 passeggeri e raggiungendo il 90% di Load Factor ad agosto (oltre 700.000 da gennaio ad oggi).
La Compagnia ha inaugurato con la Summer 2019 voli diretti per Kharkiv da Milano Malpensa e Roma Fiumicino e da Roma per Odessa, e nuove rotte anche dall’Italia verso l’Albania, aggiungendo Genova-Tirana e Napoli-Tirana, operando l’estate scorsa 23 rotte da 9 aeroporti italiani.
Ernest è ormai diventato il vettore leader in termini di market share per numero di passeggeri in arrivo e in partenza dall’Aeroporto di Tirana, e unica compagnia aerea ad operare voli diretti da ben 7 aeroporti italiani verso 4 aeroporti ucraini (Kyiv, Leopoli, Kharkiv, Odessa).
Ilza Xhelo, Chief Commercial Officer di Ernest Airlines, ha commentato: «Siamo felici di poter ormai affermare che siamo diventati la compagnia di riferimento per milioni di passeggeri per i viaggi dall’Italia all’Albania e dall’Italia all’Ucraina e viceversa, non solo grazie al crescente numero di voli diretti che offriamo, ma ritengo che un fattore determinante sia anche la combinazione di frequenza e orari dei nostri voli, pensati per soddisfare le esigenze di viaggio dei nostri passeggeri e a prezzi davvero accessibili. Ma ciò che ci rende ancora più unici, è la qualità del nostro servizio a bordo che grazie al personale navigante altamente qualificato e motivato di Ernest, fa sì che i nostri passeggeri continuino a sceglierci e a complimentarsi con noi. A bordo dei nostri voli infatti il nostro modo di essere è al 100% Ernest, ovvero amichevole, rassicurante e accogliente, facendo sentire tutti quanti come parte integrante della recente famiglia di Ernest, che accompagna e guida i suoi passeggeri a destinazione con affetto e sincerità».
Con tariffe a partire da 39 euro, Ernest garantisce un servizio di qualità per un’esperienza di volo confortevole e soddisfacente.
La giovane flotta di cui si è dotata include oggi 4 Airbus, un A 319-100 da 141 posti, e tre A 320-200s da 180 posti, la Compagnia annuncia oggi l’incremento del numero dei velivoli fino a 20 A 320s entro il 2023. Il piano di potenziamento della flotta prevede già per il 2020 l’arrivo di altre 4 unità, la prima prevista in marzo, di velivoli della A 320 family.
«L’espansione della nostra compagnia è in atto e per garantire un servizio efficiente dobbiamo dotarci delle migliori risorse, sia in termini di velivoli di ultima generazione che di personale addestrato e aperto al dialogo con i nostri passeggeri. Dopo aver dato il via alla rivoluzione low cost in Albania, ci stiamo specializzando aggiungendo nuove rotte nei paesi in cui operiamo. A ciò si aggiungono gli sviluppi tecnologici tra cui i continui miglioramenti del nostro sito, l’integrazione con Amazon Pay per i pagamenti, una partnership con Oracle e sistemi di messaggistica evoluti per informare i nostri passeggeri in tempo reale. Siamo inoltre orgogliosi di poter dire che in 3 anni il nostro team è cresciuto (siamo oggi oltre 200 dipendenti solo in Italia), e abbiamo uffici di rappresentanza sia in Albania, dall’anno scorso, che in Ucraina a partire da questo ottobre» ha concluso Ilza Xhelo.
Ernest Airlines è una compagnia aerea italiana low cost con sede a Milano. Fondata nel 2015 da un gruppo di giovani investitori svedesi e italiani, la storia di Ernest Airlines è quella di un’azienda in continua crescita, caratterizzata da entusiasmo, creatività, attenzione ai dettagli, con anni di studio ed esperienza nel settore. Ernest Airlines ha iniziato a operare offrendo voli diretti dall’Italia all’Albania, per poi espandere le rotte nei mercati Italia-Ucraina. La flotta è in costante espansione ed è costituita da aeromobili Airbus A 320 Family.

Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio

locandina(1)Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio
I lavori si terranno a bordo di una nave della Grimaldi Lines in navigazione verso Barcellona

La Fiavet Lazio indica la rotta
“Quando si parla di viaggi, internet diventa la panacea di ogni difficoltà: ricco di informazioni, proposte e tante notizie interessanti, prenotare una vacanza diventa l’attività più semplice e gratificante che ci possa essere. Oggi, tutti sono in grado di combinare un volo più soggiorno e magari aggiungerci escursioni, noleggio auto, ingresso museale e tanto altro. Il pagamento on line è diventato, soprattutto con le carte prepagate, il mezzo più veloce e tutto diventa più facile. Salvo poi lamentarsi per non aver trovato quello che si pensava aver acquistato. E’ ora di finirla con questa favola. Internet è sicuramente una opportunità, ma la professionalità degli addetti al settore, rimane una verità inconfutabile. Questo però, non tutti lo hanno compreso. Probabilmente neppure i diretti interessati”.
Ernesto Mazzi, Presidente di Fiavet Lazio, lancia un appello ai propri associati, ma contestualmente lo fa anche nei confronti di quanti si trovano quotidianamente a vivere queste esperienze con superficialità e poca avvedutezza. E per questo invita tutti ad intervenire al Congresso che si terrà a bordo di una nave della Grimaldi Lines, in navigazione verso Barcellona, dal 9 al 12 novembre prossimi.
“Abbiamo individuato alcuni temi di grande attualità e su questi, vogliamo confrontarci con gli iscritti, ma non solo. In un momento di grandi cambiamenti quali la digitalizzazione, la globalizzazione, l’eccesso di concorrenza, l’abusivismo imperante, l’avvento di nuove presunte figure professionali, normative che si susseguono e talvolta si sovrappongono, adempimenti complessi – prosegue Mazzi- credo sia interesse di tutti capire cosa fare, come comportarsi e soprattutto come continuare a stare sul mercato. Vogliamo in sostanza “Indicare la Rotta” (questo il titolo del Congresso), per difendere gli interessi delle nostre imprese ed evitare di farci travolgere da un sistema sempre più ostile nei confronti di chi, come noi, lavora onestamente per offrire un servizio chiaro, preciso e puntuale”.
Il Congresso si articolerà in quattro sessioni, ognuna delle quali dedicata a differenti tematiche: Normative nazionali ed internazionali e rapporti con le Istituzioni; Abusivismo e nuove figure professionali; Incoming ed, infine, Turismo Scolastico.
Per ognuna di queste interverranno esperti del settore, dell’Associazionismo e delle Istituzioni. E’ inoltre previsto un “question time”, nel corso del quale sarà possibile avanzare richieste di chiarimenti o esporre il proprio punto di vista, così come saranno organizzati tavoli dedicati alla formazione relativi ad argomenti di grande attualità quali la “fatturazione elettronica” e l’utilizzo dei “Social Media” come strumento di aiuto alla vendita e alla creazione di nuovi mercati.
“Una particolare attenzione – continua il Presidente – sarà dedicata all’abusivismo dilagante che invade ormai qualsiasi area del settore: dall’attività dei B&B a quella degli Airbnb, dal noleggio Taxi ed NCC alle Guide turistiche, dai parcheggiatori alle stesse agenzie di viaggio spesso non autorizzate o sprovviste del direttore tecnico o del fondo di garanzia, senza dire delle Associazioni non profit che continuano ad organizzare viaggi senza la necessaria autorizzazione o in spregio alle più elementari norme di sicurezza.
Harry

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

il centro storico di Viterbo (2)Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

La XI edizione di VisiTuscia ha presentato le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”

“Che bella età la mezza età… serenità… tranquillità”, così cominciava la sigla del fortunato varietà televisivo di costume del 1963 di Marcello Marchesi.
Allora la mezza età era quella di chi superava i cinquant’anni, lo direste oggi che un uomo o una donna cinquantenne è una persona che si avvicina alla vecchiaia? Certamente no! Oggi sono manager in carriera impegnati tra riunioni, palestra e viaggi all’estero.
Il 2019 è stato dichiarato l’Anno del Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero quel turismo l'infiorata di Bolsena (1)che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”.
Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto.
È in questo clima che si inserisce la XI edizione di VisiTuscia 2019 in provincia di Viterbo, durante la quale sono state presentate le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”. «Il turismo lento – ha dichiarato Vincenzo Peparello, patron di VisiTuscia – nasce per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale, o meglio dal “turismo di massa”, e rilanciarli in chiave sostenibile, favorendo esperienze di viaggio innovative. La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, sembra poter dare le risposte più significative a queste esigenze. Attraversata dalla Via Francigena è in possesso di tutte quelle peculiarità per un turismo lento: laghi di Bolsena e di Vico; i monti Cimini; borghi medievali; riserve naturali come la Selva del Lamone, Monte l'infiorata di Bolsena (2)Rufeno, Bracciano e Martignano; ferrovie storiche e treni d’epoca; per soggiornare vi sono numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, confortevoli piccoli alberghi e alberghi diffusi, in luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. L’enogastronomia è poi una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione» conclude Peparello. In questa fortunata terra c’è di tutto e molto altro, è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali e non solo per far conoscere la Tuscia. Un turismo esperienziale in modo che i visitatori di un territorio non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici con lo scopo di stabilire una continuità di informazione a due vie tra il territorio e i turisti che dovranno in seguito essere informati degli eventi che si svolgeranno nei luoghi che hanno visitato.
A Peparello fa eco Alessia Scali, manager della rete d’impresa Enjoy Viterbo, che afferma: «la rete d’impresa Enjoy Viterbo ha fortemente creduto in tale iniziativa che coincide pienamente con la strategia di marketing applicata dalla rete nel suo programma di attività, e pertanto ha deciso di aderire e collaborare a pieno titolo al VisiTuscia 2019». Il pregio della “rete” è proprio quello di instaurare una collaborazione tra cittadini, operatori e amministratori pubblici per condividere gli obiettivi comuni contribuendo all’innalzamento della qualità del territorio ed al miglioramento della comunicazione per far conoscere le peculiarità del territorio e gli eventi che sono programmati.
A confortare la scelta degli organizzatori sono intervenute recentemente alcune indagini riguardanti il “Silver Tourism” ovvero quel particolare turismo che riguarda gli “over 65” tra le cui preferenze c’è proprio un turismo più attento ai luoghi e alle modalità del suo svolgersi. Si tratta di un segmento in forte crescita che nel 2030 raggiungerà in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa. Solo quest’anno secondo le analisi della SWG CST e GNAM GLAM, elaborati per conto della il palazzo dei Papi di Viterbo (1)Fipac-Confesercenti, i nostri connazionali, appartenenti a questa categoria, che andranno in vacanza nei mesi estivi saranno 7,5 milioni per un giro di affari di 5,8 miliardi di euro. È anche emerso che l’86% dei turisti si affida ad un tour operator oppure ad un’agenzia di viaggi, pertanto VisiTuscia ha predisposto dei pacchetti di viaggio che verranno veicolati attraverso la stampa di settore e che costituiranno l’oggetto delle trattative che vedranno impegnati, nel corso del Workshop itinerante dal 18 al 20 ottobre prossimo, gli operatori professionali della domanda e dell’offerta che promuovono un turismo particolarmente rivolto agli “over 65”.
Il genere di vacanza desiderato dai silver tourist è: turismo genealogico (ricerca delle radici); viaggi intergenerazionali (condivisione); volunteer tourism (fare del bene); bucket list travel (almeno una volta nella vita); viaggi slow (in treno/crociere); salute e benessere (relax e cura); turismo educativo; viaggi misteriosi; avventure sos; viaggi per single; turismo culturale; turismo enogastronomico.
I progressi della medicina e della farmacologia, insieme ad un migliore tenore e stile di vita, più attento all’alimentazione, magari improntata alla dieta mediterranea, hanno consentito di vivere meglio e non solo di più. Questa mutata condizione di vita ha portato ovviamente non alla scomparsa dei vecchi, ma a farli sempre più integrare nella vita moderna, indispensabili ai figli nonché ai nipoti sotto vari aspetti oltre a quello economico. Dunque dei veri nonni superstar.
La società moderna ha dovuto tener conto delle mutate esigenze di tale larga fetta di popolazione. Sembrerebbe che i termini “vecchiaia” e “anzianità” siano stati relegati nel lessico burocratese dell’INPS per indicare i vari tipi di pensione per i “diversamente giovani”. Si aprono quindi tante possibilità che un tempo non esistevano, a cominciare dalle offerte turistiche pensate proprio per loro.
Gli spot televisivi propongono spesso farmaci per alleviare i dolori, vitamine che danno vigore, bicchieri ricolmi di Meritene per far riacquistare la forma fisica, integratori e creme miracolose che dovrebbero ridare la virilità degli anni verdi. Per Vittorio Ferla, responsabile di Gnam Glam associazione per la promozione della cultura enogastronomica, la terza età è un momento di opportunità: « Noi parliamo di chi è nato negli anni Cinquanta-Sessanta vivendo gli anni del boom economico dell’Occidente. In Europa un terzo è composto dagli over 60. In Italia già il 34% della popolazione è Silver. Invecchiare oggi non è più un tabù. La seconda giovinezza per vivere a pieno la vita della terza età. Il meritato riposo dopo un periodo di lavoro intenso e recuperare il tempo perduto. Piero Angela ultranovantenne ancora conduce trasmissioni televisive. I turisti europei over 60 che hanno viaggiato nel 2013 sono stati il 47,1%. Il turista anziano è un cliente evoluto disponibile a spendere, che cerca prevenzione sanitaria e assicurativa nei luoghi che visita. È un cliente semi-digitale, che quando giunge in un albergo ha necessità di raccontarsi e parlare con gli altri. Il turismo ha bisogno di promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa. Il turista over 60 è diventato un ambasciatore dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia di cui va alla ricerca», ha concluso Ferla.
«La Silver Economy, nel mondo, vale circa 8mila miliardi. Un dato che dimostra come la popolazione più anziana sia sempre più una risorsa, capace di attivare ricchezze. Anche nel turismo, come confermano i dati della nostra indagine», spiega Sergio Ferrari, presidente di Fipac Confesercenti.
Una ricerca dell’ Ipsos-Enit dice che in Italia un turista su due (48%) viaggia per il cibo, la cucina è il primo aspetto che viene associato all’Italia (è citato dal 23% degli intervistati). Dunque un’occasione di sviluppo per il nostro Paese è incrementare l’offerta enogastronomica. L’obiettivo finale è avere il turista anziano al centro dell’attenzione come attivo e partecipe.

Harry di Prisco

“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Kunsthistorisches Museum“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Vienna è la capitale ed anche la più piccola delle nove regioni dell’Austria, adagiata lungo il Danubio, si trova nel cuore dell’Europa.
Percorrere il centro storico della città è come fare un viaggio nel tempo attraverso il suo passato imperiale. Ad ogni angolo si trovano preziosi tesori culturali che ricordano lo splendore dell’impero asburgico. Vienna ha addirittura di due le regge, la Hofburg nel centro, la maggiore residenza della casa asburgica, fu ampliata in diverse fasi tra il 13esimo secolo ed il 1918 quando crollò la monarchia. La reggia di Schönbrunn, situata nell’area occidentale di Vienna, veniva utilizzata dalla corte in estate, è uno dei palazzi con parco più belli al mondo, nel 1996 l’UNESCO ha inserito il complesso nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Nel 2019 l’Ente per il Turismo di Vienna punta i riflettori su i “palcoscenici della città”, che si possono ad esempio trovare all’interno dell’Opera di Stato, ma anche in un insolito caffè, in modo da rendere tutti, viennesi e turisti,  protagonisti della vita cittadina, alla scoperta dei luoghi più nascosti e insoliti.
Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini“Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione” ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell’Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l’anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un’occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.
Visite guidate straordinarie permetteranno di conoscere il Museo del Mobile e l’ufficio statale preposto all’amministrazione dei mobili che un tempo gestiva  gli arredi imperiali. Il dipartimento si occupa anche di collocare i tappeti e di mettere a disposizione i mobili per i ricevimenti di Stato e imbandire le tavole dei ricevimenti ufficiali. Si potrà apprendere perché sia importante la corretta lunghezza dei tappeti rossi e come siano fatti i tavoli sotto le ricche tovaglie.
L’Opera di Stato di Vienna, che nel 2019 festeggia la 150esima ricorrenza della sua inaugurazione, è un luogo perfetto per ascoltare e guardare, non solo sul palcoscenico, ma anche dietro le quinte. I suoni pervadono tutto il palazzo: i camerini degli artisti, dove i cantanti scaldano la voce prima dello spettacolo; la buca dell’orchestra, dove i musicisti monumento a Mozartaccordano i loro strumenti; il palcoscenico di prova per i balletti;  persino la mensa, con il tintinnio delle stoviglie. Le visite guidate permettono di vedere questi luoghi riservati per poter rendersi conto di persona cosa accade nel teatro con il più grande repertorio del  mondo. Il giro dura 40 minuti e fornisce interessanti informazioni sulla storia dell’edificio, sulla sua architettura e sulle opere liriche rappresentate. Partendo dal foyer si sale la grande scalinata per giungere alle sale di rappresentanza e infine all’auditorio, dal quale si può vedere il palcoscenico. Durante la Stagione dei Balli Viennesi l’edificio per una notte si trasforma in una magnifica sala da ballo, il più importante luogo di incontro in Austria per artisti, politici e imprenditori di tutto il mondo.
l’Università di Musica e Arti performative di Vienna, fondata nel 1817,  è una delle maggiori e più note università fra quelle dedicate  alla musica, teatro e cinema. La frequentano in media quasi 3.000 studenti provenienti da oltre 70 nazioni. Attualmente l’Università occupa il primo posto nella classifica mondiale 2019 delle università  (QS-University-Ranking) insieme alla Juilliard School  di New York. Si sono laureati in questa università celebri personaggi tra cui Gustav Mahler, Kurt Schwertsik, Claudio Abbado, Angelika Kirchschlager e Kirill Petrenko. Tutti gli anni si allestiscono oltre 1.300 manifestazioni di carattere culturale e scientifico.
A Vienna la linea D del tram non si prende solo per spostarsi lungo le 35 fermate, segnalate dal suono del caratteristico “gong”,  ma per … meditare! Nei 44 minuti necessari per completare il percorso dal capolinea di Alfred-Adler-Strasse all’ultima fermata di Nussdorf, si passa dalla Berggasse, dove Sigmund Freud aveva il suo studio. Si giunge così in prossimità di numerosi Heuriger dove si potrà pranzare e bere il vino locale con un accompagnamento musicale.
un giro nel centro storicoChi vuole potrà prendere la metropolitana di Vienna, nel tratto tra le fermate Schottenring e Schwedenplatz, guardando nella galleria, fuori del finestrino, si potranno ammirare i coloratissimi graffiti realizzati sui muri che costeggiano il Canale del Danubio.
Per muoversi agevolmente a Vienna basta procurarsi la Vienna City Card, la city card ufficiale, che consente l’utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 h / 48 h / 72 h, al costo di 17  / 25  / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell’anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l’aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l’autobus. Il transfer, valido 7 giorni, può essere utilizzato più volte. Il giro, che può essere effettuato una sola volta, con Vienna City Card TOUR (+ 26 €): Hop-On Hop-Off con la linea Big Bus Vienna (linea rossa e blu) è compreso, come anche la passeggiata guidata in città. La Vienna City Card TRANSFER+TOUR (+ 43 €) comprende il transfer da e verso l’aeroporto e il giro Hop-On Hop-Off. La tessera può essere acquistata in Internet (www.viennacitycard.at), negli hotel, all’ufficio Tourist-Info in piazza Albertinaplatz, alla Stazione centrale, all’aeroporto, presso le biglietterie e i punti d’informazione dei trasporti pubblici Wiener Linien.
Cosa rende Vienna così particolare, qual è l’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica ? questo è quanto si prefigge di far conoscere l’Ente per il Turismo di Vienna con il progetto  “Vienna 2019: sei tu il protagonista” ai numerosi turisti che nel corso di quest’anno visiteranno l’affascinante città danubiana.
Per maggiori informazioni  https://www.wien.info/it

Dr. Harry di Prisco
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A Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo

un calesse davanti alla HofburgA Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo
La città dove si vive meglio al mondo

“Altri preferiscono ricorrere alla guerra, tu, beata Austria, al matrimonio”. In sintesi questa la storia degli Asburgo che hanno creato un Impero. Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche vestigia di quel periodo che viene rappresentato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell’Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell’imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  – dichiara Isabella la Sacher torteRauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna – con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.
La capitale austriaca si è classificata la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer, primo posto che detiene saldamente da dieci anni. Vivere a Vienna, anche solo per qualche giorno, è un’esperienza emozionante: si viene subito colpiti dai palazzi ben tenuti che sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade pulitissime senza caos, tanto verde nei parchi e giardini  e nei ristoranti tutti parlano a bassa voce.
Il venticinque  maggio prossimo si festeggiano  i 150 anni dell’Opera di Stato con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d’opera e balletti. Per gli appassionati vi è  un evento imperdibile il  un piccolo peccato di gola da Demelventi giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. A Vienna la musica è nell’aria, ma è sbagliato considerarla  solo per il valzer, opera e musica classica. A Vienna star mondiali della musica rock e pop sono di casa. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono inesorabilmente alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica. In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa stinco di mailaefu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell’imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell’aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l’assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del la vetrina della pasticceria Demelgrande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui – si dice – furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card”, acquistabile in Internet  con la durata di 24 o di 72 ore,  consente l’accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto. Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell’arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l’antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”,  dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei  e naturalmente anche per bere un buon caffè.

Dr. Harry di Prisco
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La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia

laghi di Plitvice (2)La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia
Dai laghi di Plitvice, a Zara, a Pago passando per Nin

Dopo un lungo inverno ed una primavera piovosa ecco all’improvviso è arrivata l’estate. Nel men che non si dica ci troveremo a partire per le vacanze, dunque questo è il momento della scelta della località dove trascorrere qualche giorno o qualche settimana per consentirci di riprendere le nostre attività dopo una pausa estiva. Ma dove andare?
Bisogna considerare che in famiglia c’è chi preferisce andare alla scoperta delle tradizioni culturali di altri popoli, chi predilige rilassarsi al mare, per non parlare delle esigenze dei più piccini. Tutti sono per una cucina genuina possibilmente a base di pesce freschissimo, basata sui sapori mediterranei. Quello che spaventa molti è la riva di Pag (3)affrontare un lungo viaggio oppure spendere una fortuna. Vicino a noi la Croazia, piena di vita, risponde a tutte queste esigenze, mettendo tutti d’accordo. Da Ancona vi sono vari traghetti che consentono di raggiungere agevolmente la costa della Dalmazia settentrionale che ha tanto da offrire con i suoi alberghi per tutte le tasche. Una tappa merita la visita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il parco può essere visitato in parte anche a bordo di battelli elettrici che collegano le sponde del più grande dei laghi, quello di Kozjak. Esistono anche dei trenini elettrici che permettono di godere di alcuni scorci fantastici. I visitatori potranno scegliere uno dei tanti programmi di visita proposti in base al tempo a loro disposizione. Gli itinerari sono tutti agevoli e si snodano all’interno della zona lacustre grazie alla presenza di svariate passerelle in legno che consentono di toccare quasi con mano le oltre novanta cascate. I laghi si sono formati circa 15.000 anni or sono grazie alla presenza di barriere tufacee e a causa di fenomeni carsici che hanno prodotto l’erosione chimica e meccanica.
I 12 laghi superiori hanno sponde più frastagliate rispetto a quelle dei 4 bacini inferiori formatisi in una stretta gola.
Tanti gli animali che popolano i boschi del parco tra cui alcune specie rare e minacciate di estinzione. Le farfalle fanno da padrone con oltre 300 specie tra diurne e notturne.
Dopo aver respirato la natura a pieni polmoni, la nostalgia del mare ci porta nell’isola di Pag.
Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (4)«Non acquistate mai un’auto usata da un residente dell’isola !». Con queste parole ci accoglie Berardo dell’Ufficio del Turismo di Pag. Nell’isola, di recente collegata da un ponte alla terraferma, è frequente il fenomeno della bora che trasporta il sale dalla cresta delle onde del mare fino sulla terraferma e sulle auto ivi parcheggiate, che male tollerano le continue aggressioni della salsedine. Tale fenomeno naturale da un lato crea problemi ai cittadini, dall’altro è anche la loro fortuna. Ciò che dura nel tempo diventa tradizione. Il famoso formaggio pecorino “Sir Pag” a marchio tutelato viene prodotto qui senza necessità di aggiungere sale perché viene utilizzato il latte delle capre che si nutrono di erba salata. Inoltre l’aspetto di Pag è unico e raro in quanto ricorda molto la superficie lunare per la quasi totale assenza di vegetazione. Sempre grazie alla presenza del sale in quantità copiosa, qui da secoli gli abitanti lavorano nelle saline dalle quali viene estratto il “fior di sale”, così pregiato da costare oltre trenta euro al chilo. Si tratta di cristalli raccolti a mano che vengono usati sia nelle diete iposodiche, che per il peeling della pelle, apprezzati dagli chef di tutto il mondo. Un pizzico di sale è indispensabile per la vita stessa, basta usarlo con moderazione.
Altro prodotto artigianale di eccellenza è il merletto inserito dall’Unesco nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Purtroppo a parte qualche lodevole iniziativa, la tradizione si sta andando perdendo. Si possono ammirare alcuni magnifici esemplari nella galleria del merletto nella piazza principale del paesino.
Dopo aver nuotato nel mare cristallino e aver ottenuto una invidiabile tintarella usufruendo di una delle tante spiagge, che di sera si trasformano in discoteche a cielo l'accesso a Nin (2)aperto, val la pena di gustare un buon piatto a base di pesce in uno dei tanti locali presenti e sedersi poi intorno ai tavolini del bar centrale per prendere un caffè con Mate Donadić che sarà ben lieto di raccontare la storia millenaria di Pag, ricca di episodi travagliati che potrebbero essere la trama di un film. La Porsche ha scelto tale location per girare uno spot pubblicitario.
È già ora di partire, Zadar, Zara nella nostra lingua, ci attende con tutto il suo fascino e romanticismo. Si tratta della più grande città fortificata della Serenissima, inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale proprio per il suo maestoso sistema di fortificazioni. Nel 2018 vi è stato un incremento della presenza degli Italiani nella regione. «Vi sono stati mille turisti italiani in più ed anche quest’anno si avverte un notevole interesse», sono parole di Nina Stohera Marnika, Public Relation Senior Associate dell’Ufficio del Turismo della regione di Zadar. Il tour del centro storico di Zara prevede: la Porta di Terraferma, del 1543; il Museo del Vetro Antico; la chiesa del IX secolo di San Donato; la cattedrale di Sant’Anastasia; la chiesa di San Simeone, sull’altare maggiore si trova l’arca di grande valore di San Simone del 1380; la chiesa e il convento di Santa Maria del 1091, con l’esposizione permanente dell’arte sacra dal VIII al XVIII secolo; nonché le piazze del Popolo e dei Cinque Pozzi con la Torre del Capitano e il Foro. La città è da ricordare non solo per il suo lato antico ma anche per quello moderno. Infatti sul lungomare a nord della città, è possibile ammirare l’organo marino e nelle vicinanze “Il Saluto al Sole”, un sistema di luci ad energia solare.
L’organo marino è un complesso sistema di canne e fischietti posti al di sotto di una scalinata in pietra bianca che inizia ad una distanza di circa 10 metri dal mare e le cui fessure producono una musica ogni volta che le onde si infrangono sul molo.
Il “Saluto al Sole” è un disco di vetro multistrato del diametro di 22 metri che protegge 300 pannelli solari fotovoltaici che di giorno assorbono l’energia del sole e di notte si illuminano dando vita a un gioco di luci in armonia con il ritmo delle onde del mare. La città ha 3000 anni di storia tra leggende e storia vera.
Due dei quattro santi co-patroni sono legati alla città, contribuendo a farla conoscere nel mondo: San Simeone e Santa Anastasia. A loro sono dedicate due splendide chiese.
piatto di pesce specialità di ZaraNel XIII sec. un mercante stava ritornando dalla Terra Santa verso Venezia portando il corpo integro di San Simeone, dicendo che era il corpo di suo fratello. A causa del maltempo dovette cercare riparo nel porto di Zara e cercò ospitalità dai monaci, dove seppellì la cassa con il corpo. La cattedrale di Zara è intitolata a Sant’Anastasia che una leggenda parla di una romana, moglie di un patrizio, chiusa in casa dal marito perché voleva rimanere vergine. Secondo la leggenda fu torturata e bruciata sul rogo durante l’esilio di Diocleziano. Le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli e l’imperatore Niceforo le diede nel 804 a Donato, vescovo di Zara, che le custodì in un sarcofago di pietra, tutt’ora visibile, in segno di riconciliazione di Bisanzio con Zara.
Ritornando sulla terra, o meglio nella laguna di Nin, la penisola ad appena 15 chilometri da Zara, che era collegata da due ponti seicenteschi alla terra, recentemente andati distrutti per un’alluvione e che verranno presto ricostruiti al posto di quelli provvisori in legno. Nel 2015 European Best Destinations l’ha inserita tra le 48 destinazioni più romantiche d’Europa. Qui si può visitare la chiesetta del IX secolo, nota come la “la più piccola cattedrale del mondo”, nel solstizio d’estate entra da una finestra un raggio di sole che si ferma a mezzogiorno nel luogo dove un tempo era collocato l’altare.
Nella tesoreria di arte sacra della chiesa parrocchiale di Nin è conservata la moneta d’argento di Giuda, uno di 16 esemplari conosciuti in Europa.
Prima di andare via da Nin non vi dimenticate di toccare il piede della statua di Grgur Ninski, vescovo nel 925, ed esprimere un desiderio ad occhi chiusi da non rivelare.
Nel 925 lo sfortunato vescovo dovette lasciare la città per decisione del Papa, il vostro desiderio sarà forse quello di farci ritorno il più presto possibile ?

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Valencia non finisce più di stupire

DSCF2595(1)Valencia non finisce più di stupire
I primi tre mesi hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani grazie ai 14 voli diretti dall’Italia

Cosa spinge tanti turisti italiani a venire a Valencia? Certamente i numerosi voli diretti low cost, ma non solo. Negli alberghi e nei negozi si incontrano spesso nostri connazionali che hanno scelto di trasferirsi. Pertanto la lingua italiana qui è molto parlata e ciò aiuta certamente chi conosce solo l’italiano. Inoltre anche i più abitudinari, dal punto di vista culinario, in questo luogo si trovano bene in quanto la cucina valenciana è improntata alla dieta mediterranea come la nostra, è simile ed allo stesso tempo diversa a seguito delle influenze arabe. L’impronta lasciata dagli arabi si avverte ancora oggi anche nell’arte e nei metodi di irrigazione. Infatti di quell’epoca rimane ancora oggi il Tribunale delle Acque, la più antica istituzione giuridica in Europa e forse nel mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che controlla il corretto utilizzo delle acque per l’irrigazione. A mezzogiorno di ogni giovedì, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, si svolge una riunione all’aperto presenziata da un cancelliere e da otto giudici, DSCF2741(1)che rappresentano gli otto canali di Valencia. Le sentenze nei confronti degli agricoltori sono senza possibilità di appello.
La favorevole posizione geografica ha sempre favorito la vita dei valenciani che sono lieti di condividerla con chi viene a scoprire le bellezze di una città molto affascinante. Nel 2018 i turisti italiani a Valencia sono stati 208.104, raggiungendo il primato in quanto a numerosità rispetto alle altre nazioni che visitano la città; i pernottamenti in media sono stati di 3,08 notti. «I primi tre mesi del 2019 hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani, questo grazie ai 14 voli diretti dall’Italia» ha commentato Leticia Colomer, Market Manager dell’Ufficio del Turismo di Valencia. Molte spiagge di Valencia, basse e sabbiose, sono state quest’anno insignite della Bandiera Blu: el Cabanyal, el Saler, Árbre del Gos, la Garrofera, la Devesa y Recatí e la Malvarosa, la più frequentata di Valencia, con numerosi ristoranti sulla spiaggia.
Oltre alle spiagge e al limpido mare ad attrarre i visitatori di tutte le età provenienti da tutto DSCF2751(1)il mondo vi sono le bellissime opere architettoniche che testimoniano le varie epoche storiche e ricordano le popolazioni che vissero in questa città. Valencia vive il presente in perfetta sintonia con la sua storia millenaria.
Il centro storico, il quartiere Barrio del Carmen, racchiude i misteri, i segreti e le storie della città i cui monumenti principali sono: la Plaza de la Virgen, Palacio de la Generalitat, Basilica della Vergine degli Abbandonati, Cattedrale, Plaza de la Reina, Santa Catalina, Plaza Redonda, Mercado Central, Lonja de la Seda, Iglesia de San Nicolás, il campanile del Micalet e la Plaza de la Almoina. Il quartiere Barrio del Carmen, il più antico di Valencia, sorse inizialmente tra due mura: quelle della città islamica e quelle della città cristiana. Ciò che lo caratterizza sono le stradine acciottolate fiancheggiate da imponenti edifici medievali.
Il monumento più importante del periodo di maggior splendore della città è certamente la Borsa della Seta, in stile gotico, in cui si tenevano le contrattazioni mercantili. Fu costruita tra il XIV ed il XVI secolo, durante il cosiddetto “secolo d’oro”, all’epoca in cui la città fu uno dei principali centri commerciali d’Europa. Dal 1996 l’edificio, in spagnolo “Lonja de la Seda”, è inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Si compone di tre ambienti interni, che coprono circa 1990 metri quadrati, e di uno esterno: il giardino degli aranci.
ventagli artigianali(1)La visita continua alla Basilica ed alla Cattedrale dove è custodito il Santo Graal, una delle reliquie più importanti della cristianità. I Vescovi hanno smesso di usarlo durante la messa perché un vescovo nel ‘700 lo fece cadere a terra scheggiandolo e costui se ne dispiacque a tal punto che morì di crepacuore. Oggi viene utilizzato solo in caso di visita pontificia, Giovanni Paolo II nel 1982 e successivamente Benedetto XVI nel 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie. Dalla Cappella del Santo Graal si accede al Museo della Cattedrale dove sono conservate croci, ostensori, calici e due opere di Goya.
Dopo aver goduto della visione dei monumenti, gli amanti dell’arte contemporanea non si faranno sfuggire l’occasione di visitare la mostra dedicata a Fernand Léger, l’artista contemporaneo di Picasso considerato un avanguardista e innovatore del cubismo. Fino al 15 settembre presso l’Istituto Valenciano d’Arte Moderna sono esposte centinaia di opere realizzate dall’artista tra il 1918 e il 1955, tra cui dipinti, disegni, tessuti e fotografie. La mostra è un viaggio nel tempo, che ripercorre il Novecento e la storia di Léger tra la tragicità delle guerre e l’esilio in America.
Valencia va vissuta secondo lo stile mediterraneo, quindi all’aperto, nelle tranquille piazze il Santo Graal(1)senza auto del centro storico, nei tanti ristoranti e bar affollati di giovani. La sera i viali si riempiono di persone: c’è chi desidera la movida notturna e chi luoghi dove potersi rilassare magari davanti ad un buon piatto di Paella. Alla Paella Valenciana è dedicata la “Semana de la Paella”, un evento che accende i riflettori su questo piatto storico simbolo della tradizione valenciana. La ricetta prevede tra i suoi ingredienti: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino. Secondo una leggenda sono gli uomini a cucinare di domenica la Paella per far riposare la propria donna, che cucina durante tutta la settimana. Tale mito spiegherebbe l’etimologia del nome di questo piatto: “pa-ella” cioè “per-lei”.
“Viajas, porque al final lo que queda son los recuerdos” vale a dire viaggiate, perché alla fine quello che resta sono i ricordi e il ricordo di Valencia sarà al rientro a casa uno dei più belli da mettere nel cassetto.
Dr. Harry di Prisco
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La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche

FestivalCozza-700x315La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche
I riflettori pronti ad accendersi sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto
Il gran gala conclusivo della XVII edizione 2018 quest’anno si svolgerà  la sera di sabato 6 aprile  nelle ampie sale dell’hotel “COSMOPOLITAN” di Civitanova Marche (Macerata), alla presenza delle massime autorità del territorio e  sarà ospitata dal Cav. Giuseppe GIUSTOZZI, imprenditore conosciutissimo nel maceratese e non solo, poiché, oltre  ad essere un imprenditore alberghiero affermato con al suo attivo tre grandi alberghi, è anche il primo produttore in Italia delle famose olive ascolane.
Divulgare la conoscenza  di un prodotto tipico locale ha un duplice obiettivo: da un lato valorizzare il prodotto  locale, dall’altro  promuovere sia il turismo enogastronomico sia l’immagine complessiva della città di Taranto in cui nasce il prodotto.
E’ stato questo l’intento che, ben  18 anni fa, ha indotto il Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di cultura Renoir, a dare vita ad un Festival itinerante su tutto il territorio nazionale  che è  stato  parzialmente clonato e riproposto dai maggiori networks televisivi.
Una elegante manifestazione nel classico stile  Renoir che ha portato una diversa immagine del prodotto del nostro mare in tante regioni italiane insieme a quella della città, riscuotendo unanimi consensi tanto da ispirare alcune amministrazioni pubbliche locali,  come i comuni di Lerici, Macerata e Cervia,  in tentativi di imitazione con i loro prodotti tipici.
Si riaccendono quindi, ancora una volta, i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto,  oggi allevato in aree sottoposte settimanalmente a serratissimi controlli da parte delle autorità  preposte che ne definiscono qualità e salubrità in maniera costante.
Come nelle precedenti edizioni la manifestazione sarà seguita dalla stampa locale e nazionale, senza dimenticare la presenza costante delle telecamere di Rai 2 con la trasmissione “Eat Parade. Il successo ottenuto dalle edizioni precedenti del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” ne fa ormai una realtà consolidata e tutti gli sforzi fatti in questi anni dal Centro di Cultura Renoir sono stati ben ripagati dal pubblico.
Proprio in questo momento di difficoltà,  Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su energie nuove  che possano contribuire a diversificare il nostro tessuto produttivo.
E’ arrivato dunque il momento di migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione che guardi finalmente all’intero panorama nazionale.
E’ l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività degli chefs che si fronteggiano  nella preparazione delle più fantasiose pietanze.
Gli chefs partecipanti, tutti provenienti da prestigiose strutture ricettive da ogni parte d’Italia, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il prodotto jonico con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la materia prima tarantina, la vera protagonista dell’evento, la “regina del Mar Piccolo”, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuovi pezzi di storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres,  che hanno accolto e conosciuto i  mitili tarantini, diventano a loro volta  attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia  nuove modalità di preparazione pronte per il nuovo pubblico.
Gli Chefs,  che si presenteranno ai nastri di partenza  per aggiudicarsi la palma d’onore di vincitore della XVII edizione del “ Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina”, saranno :  Salvatore ABRUZZESE, Nicola ALTAVILLA, Alessandro ANGIOLA, Francesco ANZINI,  Antonio COLETTA, Donato CRISTOFARO,  Antonio DI BONA, Antonio DE FILIPPO,  Franco DE LUCIA,  Enzo GIRARDI,  Sara LOGLISCI, Francesco RESTIVO, tutti provenienti da strutture alberghiere di  prestigio.
La serata sarà condotta dal giornalista Angelo Caputo, mentre le riprese televisive saranno trasmesse in rete su un gruppo di canali televisivi nazionali.

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Con la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

GoodFranceCon la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

Dal 21 marzo torna Goût de/Good France, la più grande manifestazione del mondo che celebra in  150 nazioni la gastronomia francese. Per la sua quinta edizione e per 4 giorni, oltre 5000 chef dei 5 continenti si apprestano a profondere il proprio impegno nella cucina sostenibile.
Quest’anno la protagonista è la Destinazione Provenza, che viene valorizzata da eventi in Francia ed a livello internazionale.
L’evento è promosso dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri e da Alain Ducasse.
Dopo aver ospitato gli Stati Generali dell’Alimentazione, svoltisi a Parigi nel 2017, quest’anno la Francia guida una mobilitazione mondiale a favore dell’ambiente e della gastronomia francese.
Dal 21 marzo e per quattro giorni gli chef di tutto il mondo stanno proponendo una “cena alla francese” all’insegna della sostenibilità: ogni menù include portate che utilizzano meno grassi, zucchero e sale, nell’obiettivo di far “mangiare bene” e proteggere l’ambiente.
Sempre all’insegna di un maggiore rispetto delle risorse del pianeta, nel 2019 Goût de/Good France ha scelto di stringere un accordo con la fondazione “No More Plastic”, rappresentata da Alexandra Cousteau, che animerà la tavola rotonda “Good Impact” sulle problematiche della tutela dell’ambiente e dell’attenzione alle risorse, alla presenza di cuochi, scienziati e responsabili di aziende. Il 23 marzo l’UNESCO ospiterà un convegno sulla gastronomia e l’alimentazione sostenibile, con grandi protagonisti mondiali.
Goût de/Good France propone quest’anno un programma in versione festival, che interessa l’intero territorio e si rivolge davvero a tutti.
I partecipanti sono invitati sia a cene alla francese sia a nuove esperienze culinarie come: il “  Gran Banchetto provenzale  ” che vede 6 chef provenzali (Gérald Passédat, Michel Portos, Sébastien Richard, Jean-André Charrial, Armand Arnal, Clément Higgins) proporre un menù in 5 tempi sul
tema della cucina sostenibile e mediterranea, nell’ambito del “Village International de la
Gastronomie”, un evento che si inserisce nel programma MPG 2019, Anno della gastronomia in Provenza, lanciato dal Dipartimento Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme; le “  Esperienze del Gusto  ” durante le quali turisti e parigini possono scoprire una trentina di luoghi imperdibili della capitale grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Turismo di Parigi; le “  Cene Complici  ” del
Collège Culinaire de France che vedono i produttori, punto di partenza di ogni cucina di qualità, arrivare nei ristoranti e, in sinergia con gli chef, creare un menù ricco di vitalità, interagendo con il pubblico; il “   Duo di Collezionisti  ” che vede giovani chef e mentori insieme per una cena, per raccontare la trasmissione di gesti, di valori e di savoir-faire; il “  Gran Menù  ” che, come nelle cene d’Epicuro di Escoffier, propone in grandi luoghi della gastronomia francese un menù degustazione da 4 a 10 piatti, in perfetto abbinamento con una selezione di vini e liquori. Fino al 24 marzo sono previsti diversi appuntamenti popolari e di festa per tutta la Francia, coordinati dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze. Banchetti, degustazioni, pic-nic e laboratori permettono ai professionisti del settore di condividere con il pubblico il proprio talento, il proprio savoir-faire e il meglio del proprio territorio. Tutta la programmazione del festival Goût de/Good de France è disponibile sul sito
www.france.fr/fr/campagne/gout-france-good-france
e sull’applicazione
MAPSTR.
Harry di Prisco

Due nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

 Croazia Eno-gastroDue nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

L’offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e  la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante

Ottimi vini, squisito tartufo bianco e pregiato olio di oliva, questi gli ingredienti base della straordinaria cucina mediterranea della Croazia che entusiasma buongustai di tutto il mondo grazie alla sua varietà di piatti e la qualità degli ingredienti. L’ottima offerta gastronomica locale ora è stata ulteriormente riconosciuta con altri due ristoranti che hanno  ottenuto la prestigiosa stella Michelin, al pari dei ristoranti: Pellegrini (Šibenik), 360° (Dubrovnik) e Monte (Rovinj) che già da qualche anno vantano con successo il prestigioso riconoscimento. Si tratta del ristorante Noel di Zagabria, usando ingredienti di alta qualità, piatti con sapori distinti sono accuratamente preparati secondo uno standard costantemente elevato. Un ristorante di tendenza con luci soffuse e arredi alla moda di ispirazione internazionale, gli ospiti possono gustare un’eccellente  e colorata cucina preparata dal proprietario-chef. I deliziosi piatti moderni e creativi sono accompagnati da una selezione di vini croati, francesi e italiani scelti con cura dal socio-sommelier.
L’altro ristorante, ora stellato, è il Draga di Lovrana ( Lovran), lo chef dà la priorità ai prodotti locali in ricette bilanciate e di alta qualità, creando piatti moderni, fantasiosi e  memorabili. Posizione eccellente, con vista mozzafiato dalla sala da pranzo e dalla terrazza all’aperto, immerso tra le lussureggianti colline del Parco Naturale di Učka (Monte Maggiore), a 388 metri sul livello del mare.
La lista Bib Gourmand, che comprende i ristoranti che offrono menù di qualità a prezzi accessibili,     ora comprende in totale otto ristoranti, il doppio rispetto all’anno scorso, mentre da quest’anno ben 51 ristoranti portano il marchio MICHELIN Plate. L’elenco completo dei ristoranti stellati in Croazia è pubblicato sul sito web di Michelin, la guida ai migliori ristoranti più importante e prestigiosa a livello mondiale.
(https://www.viamichelin.co.uk/web/Restaurants/Restaurants-Croatia?page=2)
“Siamo orgogliosi del fatto che ora la Croazia possa contare su ben 5 ristoranti stellati Michelin”. ha affermato il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic  “Dopo Rovinj, Dubrovnik e Šibenik, a godere di questo prestigioso riconoscimento ci sono anche Zagabria e la regione del Quarnaro. Il conferimento di nuove stelle ai ristoranti croati è la prova che la nostra offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e che la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante. Ciò rappresenta anche una forte spinta per un ulteriore sviluppo e promozione di questo specifico settore e sono sicuro che la Croazia, grazie ai suoi eccellenti ristoranti, ne saprà trarre il massimo profitto per un ottimo posizionamento sul mercato”, conclude il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic, rivolgendo le sue più sincere congratulazioni a tutti i ristoranti detentori del prestigioso riconoscimento. Per Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida Michelin “Questa scelta mette in luce il potenziale dell’offerta gastronomica della Croazia arricchita anche dalle molteplici influenze e tradizioni; dai sapori mediterranei presenti in Istria e Dalmazia, ai piatti tipici dell’entroterra originari di Zagabria e della Slavonia, che danno vita a un’unica identità culinaria”.
Inoltre a fregiarsi del marchio Bib Gourmand,  quest’anno sono i ristoranti Batelina (Banjole, Pula); Konoba Vinko (Konjevrate, regione di Šibenik); Agava e TAC entrambi a Zagabria. L’anno scorso hanno ricevuto questo riconoscimento Konoba Mate (Korcula);  Dunav (Ilok, Slavonia);  Vuglec Breg (Krapina, Croazia centrale) e Konoba Fetivi (Split).
A suggellare tali importanti riconoscimenti, il ministro del turismo Gari Cappelli, ha dichiarato:
“Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni a tutti i ristoranti premiati e un ringraziamento per la loro caparbietà, creatività e desiderio di crescere e di presentare il meglio dell’offerta croata. Ben il 93% dei turisti durante il loro soggiorno vive un’esperienza speciale proprio legata alla cucina del nostro Paese. Sono convinto che ciò sarà un motivo in più per puntare a un’offerta enogastronomica riconoscibile in tutta Europa.” L’inserimento dei nuovi ristoranti nella guida Michelin rappresenta un importante trampolino di lancio per un continuo miglioramento dell’offerta gastronomica locale, ma anche una grande promozione della Croazia come destinazione gourmet a livello mondiale.
Il criterio per ottenere l’assegnazione della stella Michelin è un processo complesso e il sistema di monitoraggio è tenuto segreto, il che rende tale riconoscimento ancora più prestigioso.

Harry di Prisco

A Gaeta le giornate della memoria, identità, orgoglio e riscatto meridionale

A Gaeta le giornate della memoria(1)A Gaeta le giornate della memoria, identità, orgoglio e riscatto meridionale

Il Nord attua la “secessione dei ricchi”, il Sud ritrova identità e orgoglio
Presentati i libri pubblicati nel 2018 sulla vera storia delle Due Sicilie

Nei giorni scorsi si è tenuto a Gaeta  il più grande raduno del mondo neoborbonico e neomeridionalista, come un’occasione per analizzare l’attuale situazione del Sud dell’Italia.
Convegni, dibattiti, mostre, visite guidate, concerti e cerimonie religiose per le tre Giornate della Memoria, dell’Orgoglio e del Riscatto a Gaeta, città sacra per chi conosce e ama la storia del Regno delle Due Sicilie, nel tradizionale raduno di decine di gruppi e movimenti e centinaia di persone provenienti da tutta l’Italia e dall’estero.
Sono state analizzate le prospettive future del nostro Meridione, proprio nelle ore nelle quali le regioni del Nord si apprestano a chiudere il loro percorso di “regionalismo differenziato”, un percorso che si configura come una vera e propria “secessione dei ricchi” ad ulteriore e definitivo danno del Sud dopo 150 anni di colonizzazione. La risposta del Sud, per ora, vista l’assenza di classi dirigenti adeguate, non può che essere culturale nella ricostruzione, con un successo crescente, di una memoria storica e di una identità che possa garantire la formazione di classi dirigenti degne di rappresentare quelli che furono gli antichi Popoli delle Due Sicilie.
Da diversi anni (e dal 2016 anche presso la Regione Basilicata e Puglia che approvarono quasi all’unanimità la mozione) si celebra il 13 febbraio come il “Giorno della Memoria delle vittime meridionali dell’unità d’Italia” nel ricordo dell’assedio piemontese proprio a Gaeta: il 13 febbraio 1861 segnò la fine dell’assedio, della storia della dinastia borbonica e della plurisecolare storia del Regno delle Due Sicilie. Da quel momento iniziarono il massacro di migliaia di meridionali, il saccheggio delle risorse del Sud e una questione meridionale tuttora irrisolta e sempre più dimenticata e drammatica soprattutto per i giovani del Sud (unica e vera emergenza nazionale).
Diversi i momenti significativi: la presentazione dei libri sulla (vera) storia del Sud pubblicati nel 2018 (“Libri dalle Due Sicilie”); una seduta aperta del “Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud” (laboratorio e osservatorio meridionale) sul tema “Un movimento per il Sud”; un convegno con la partecipazione, tra gli altri, di Pino Aprile (autore del best-seller “Terroni” e del nuovo “L’Italia è finita”), del prof. David Laven dell’Università di Nottingham (con notizie inedite sui rapporti tra Inghilterra e Due Sicilie), Alessandro Romano e Gennaro De Crescenzo (Movimento Neoborbonico); un concerto con le tammorre di Benedetto Vecchio e MBL; la cerimonia religiosa per ricordare i caduti borbonici militari e civili; l’alzabandiera con il grande vessillo borbonico sui bastioni della Fortezza presso l’Annunziata con i “soldati delle Due Sicilie” (la bandiera “pellegrina” che durante l’anno ha toccato tutte le regioni meridionali).

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Salento super star alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano

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Salento super star alla  Borsa Internazionale del Turismo di Milano

Il Salento e la Regione Puglia hanno rivestito un ruolo di primo piano alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. “La Puglia turistica nel 2018 ha continuato a crescere, diventa sempre più internazionale e parallelamente si destagionalizza. E questo a coronamento di un triennio tutto da record – ha affermato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone – nel 2017 abbiamo superato i 15 milioni di pernottamenti, posizionandoci nella top ten italiana prima del Piemonte e della  Sicilia e abbiamo raggiunto oltre 4 milioni di arrivi in Puglia nel 2018 (+3,7% rispetto al 2017), di cui un milione dall’estero”. Quali gli obiettivi per l’anno in corso ?: “Puntare sulla qualità insieme agli operatori turistici e ai comuni  per migliorare l’accoglienza e fare promozione mirata per un turismo enogastronomico, turismo culturale, della natura, del paesaggio e del benessere, in tutta la Puglia, tutto l’anno” conclude l’assessore  Loredana Capone.
Dunque il Salento in vetrina alla BIT,  con sei mete proposte dalla giornalista Carmen Mancarella, direttore della rivista “Spiagge”, conduttrice di una conferenza stampa: Galatina, Giurdignano, Grotte di Leuca, Melendugno, Nardò e Supersano. Il Magazine Spiagge con il comune di Santa Maria di Leuca  ha anche proposto un viaggio emozionale nel Salento. Filo conduttore, “il Salento santo & trasgressivo”. “Vogliamo raccontarvi un Salento diverso, profondamente legato alla spiritualità e alle tradizioni religiose come le Tavole di San Giuseppe a Giurdignano – ha commentato la Mancarella –  ma anche capace di essere divertente come nel Carnevale di Supersano e… perché no, trasgressivo, ma soprattutto  capace di coinvolgere in mille modi il viaggiatore, che, immediatamente viene contagiato dalla gioia di vivere dei salentini”. Peccare sulle spiagge della movida e diventare santi alle “Tavole di San Giuseppe”. Perdersi tra i centri storici barocchi. Ballare la “pizzica” là dove si trova ispirazione. Immergersi nei parchi e nelle riserve naturali, tra scogliere a picco e torri costiere.
Alla presentazione dell’offerta turistica 2019 alla BIT ha  partecipato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, insieme ai vice presidenti dell’Associazione pugliesi di Milano, Giuseppe Selvaggi e Agostino Picicco.
Supersano, il carnevale di alta sartoria
Il nostro viaggio inizia a Supersano dove, tra il due ed il quattro marzo, per il carnevale, metà del paese sfila, l’altra metà è impegnata a cucire i vestiti, curare le musiche e la scenografia. I vestiti, fatti a mano con stoffe pregiate, vengono dalla migliore arte sartoriale, che ha reso il paese famoso per gli abiti da sposa. Ai turisti sarà anche data la possibilità di vestire alcuni abiti del carnevale e di sfilare insieme con gli abitanti.
Giurdignano, le Tavole di San Giuseppe
E’ un rito antico di derivazione “barberesche” (albanesi d’Italia). In occasione della festa del Santo, nel piccolo centro situato a pochi chilometri da Otranto si allestiscono le “Tavole di San Giuseppe” sulle quali vengono predisposte pietanze legate alla simbologia cristiana e pagana: da scoprire e degustare. Una Tavola molto grande viene preparata in piazza a cura della Pro Loco e del Comune.
Nardò, tra uliveti e parchi che sconfinano nel mare
Lasciamo la descrizione all’assessore Giulia Puglia: “quasi 32 mila abitanti, con una costa estesa per oltre 22 chilometri, da Torre Squillace alle Quattro Colonne, quella che fu l’antica Neretum è oggi una destinazione simbolo per gli amanti dei viaggi slow, culturali, a tutto relax. La guida “Routard” l’ha inserita tra i dieci luoghi segreti d’Italia: da scoprire. Una città dove coesistono natura, storia, cultura. Una esplosione di bellezza è il centro storico di Nardò, con le sue chiese barocche e i palazzi gentilizi, aperti anche alla ricettività e trasformati in dimore “de chàrme”.
Galatina, imperdibile Basilica e “pasticciotto”
La storia misteriosa e intrigante della regina Maria d’Enghien e del suo sposo Raimondello del Balzo Orsini ci conduce a Galatina, definita dalla rivista “Forbes” tra le mete più ambite per chi viaggia. “Con il ciclo pittorico di scuola giottesca -ha detto l’assessore Cristina Dittù- , la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria è stata proclamata monumento nazionale. La storia di Raimondello e di Maria  -ha anticipato- diventerà una rievocazione storica. La città, inoltre, è legata alle origini del “tarantismo” cui si deve la famosa pizzica”.
L’ex assessore al turismo della città, Alberto Russi, ha detto che: “Galatina è l’ombelico del mondo”. Si viene a Galatina “per il suo affascinante centro storico, la chiesa dei santi Pietro e Paolo, dove è nato il tarantismo,…ma anche per scoprire il famoso pasticciotto”. “Sì – conferma il presidente dell’associazione pasticcieri salentini, Luigi Derniolo – il pasticciotto è diventato il dolce simbolo del Salento, ma non solo. La provincia di Lecce è la più ricca d’Italia per varietà di dolci e anche per ricette e piatti tipici”.
Melendugno festeggia
“Secondo i dati di Pugliapromozione appena pubblicati, tra tutte le mete pugliesi, Melendugno è la prima, per aver ottenuto il maggior incremento di turisti stranieri (più 41%)”, dice la consigliera delegata al turismo, Angelica Petrachi.
“Sulle meravigliose marine di Melendugno, Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea sventolano le bandiere blu, la bandiera gialla di Legambiente e la bandiera verde dei medici pediatri – continua Petrachi –  che hanno riconosciuto le spiagge a misura di bambino. A San Foca – prosegue – è stato creato il primo lido d’Italia, attrezzato per persone diversamente abili, la Terrazza sul mare. Ben 40 eventi estivi, infine, che fanno parte del Blue Festival, permettono di divertirsi la sera, scegliendo tra eventi culturali e spettacoli di musica e cabaret”.
Le Grotte di Leuca
Tappa imperdibile delle vacanze salentine. Il presidente dell’Associazione “Presepe del Mare”, Isacco Margarito, ha illustrato la vasta gamma di attività che è possibile fare: dal trekking alle escursioni in barca.
Ma se il Salento è un territorio straordinario, altrettanto straordinari si sono dimostrati gli imprenditori salentini, che hanno migliorato sempre più le loro aziende. Valentina De Nuzzo, responsabile eventi del gruppo CDS Hotels, la più grande catena alberghiera di Puglia con oltre 1200 camere,  ha annunciato l’apertura del nuovo cinque stelle “Marenea Suite Hotel”, a Marittima, uno dei luoghi più incontaminati e selvaggiamente belli del Salento, e “Corte di Nettuno”, un esempio di hotel museo, a Otranto.
Per la ricettività, vastissima la scelta. Citiamo, tra le migliori strutture, i residence del gruppo Grimaldi Vacanze,  l’agriturismo “Vigna Corallo” sulla spiaggia Baia dei Turchi a Otranto, il b&b “Ada’s House” a Melendugno, l’hotel degli “Haethey” nel centro di Otranto, il b&b “Parco degli Aranci” a Cutrofiano, il villaggio Hotel “Thalas” a Torre dell’Orso. Vastissima la scelta per i gourmet. Per degustare la cucina tipica salentina rivisitata, consigliamo il ristorante “A chilometro zero” a Supersano, o “Gusto” a Castrignano dei Greci.  Per acquisti e souvenirs: la cantina “Conti Zecca”  a Leverano, “Vaglio Massa” a Carmiano o la “Cantina Petrelli”, la pasticceria di Giuseppe Perrone a Carmiano o “Eros” a Galatina. Per la ceramica, la bottega del maestro Agostino Branca, che propone anche corsi per turisti ed appassionati.
L’ Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Puglia ha messo a disposizione dei Comuni  fondi del  Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-20120 “Attrattori culturali, naturali e turismo” – Asse VI – Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche.
La Puglia e il Salento: una terra che incanta tutto l’anno!

Dr. Harry di Prisco
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Un viaggio alla scoperta di Cracovia Cracovia è bellissima in ogni stagione dell’anno

mercatini di Natale (6)Un viaggio alla scoperta di Cracovia

Cracovia è bellissima in ogni stagione dell’anno

“Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi”, così recita l’antico proverbio! Pasqua è ancora lontana e Natale è passato. Certamente è la festa più sentita dell’anno ma anche la più stressante. Occorre scegliere e acquistare i regali per tempo, fare  visita ai parenti, le telefonate (o le mail) di auguri agli amici e che dire degli interminabili cenoni. Dopo le feste arriveranno in libreria le nuove edizioni di Ludovico Ariosto:” L’Orlando Lardoso” e quella di Quasimodo: “E’ subito cena”. Occorre quindi porre rimedio a: ”La panza nel pineto”, dopo “M’ingurgito l’immenso” e fare quindi attività fisica passeggiando a passo veloce. Il giro del nostro isolato non è poi tanto stimolante, meglio salire su di un aereo e, in meno di due ore arrivare a Cracovia, con un volo diretto low cost. La città è bellissima in ogni stagione, non per niente il suo centro storico è stato inserito dall’UNESCO, fin dal 1978, nel Patrimonio dell’Umanità.
La seconda città della Polonia, l’antica capitale, è unica, attraversata dal fiume Vistola è la città dei re polacchi, dei santi e degli eroi nazionali.

il formaggio pecorino affumicato oscypekMercatini di Natale nella piazza più grande d’Europa fino a dopo capodanno

Fino al 6 gennaio rimarranno aperti i Mercatini di Natale, fra i più belli della Polonia,  con tanti spazi e sorprese per i bambini, ma anche specialità gastronomiche regionali e possibilità di fare acquisti per doni con tanti oggetti realizzati da artisti e giovani artigiani. Cracovia e la sua Piazza del Mercato, Rynek Glówny, sono un luogo tradizionale di scambi commerciali sin dal Medioevo: le prime notizie dei mercatini organizzati in questa piazza risalgono alle cronache del 1310. I mercatini di Natale sono fra le ricorrenze annuali più amate sia dagli abitanti che dai turisti, perché grazie alla presenza di graziose casette di legno, nelle quali vengono organizzati gli stand, alle luci che conferiscono un’atmosfera unica e al profumo di dolciumi e di pietanze tradizionali, la piazza medievale più grande d’Europa diventa un luogo accogliente e magico. Vengono poi organizzate tante iniziative e spettacoli di teatro e animazioni per bambini.

Per riscaldarsi zuppe calde e vino brûlé

Nel 2019 Cracovia diventerà Capitale Europea della Cultura Gastronomica, girando per i mercatini si può avere un’idea dei piatti tipici. Per pochi Zloty, la moneta locale, si può gustare una tradizionale zuppa Zurek, preparata facendo cuocere una salsiccia bianca nel brodo vegetale e tanti aromi, oppure  una baguette di pane con formaggio fuso, funghi e quant’altro la fantasia suggerisce. Da non dimenticare il formaggio pecorino affumicato ola cupola di oro della cattedralescypek da gustare caldo. Bona Sforza d’Aragona, la seconda moglie del re Sigismondo I, arrivando in Polonia portò con sé non solamente i suoi cuochi di corte,  ma anche tutta una serie di verdure quali: il prezzemolo, il sedano e i porri. Le frittelle di patate servite con lo zucchero e panna si trovano ovunque. La kremowka, nota come il dolce preferito di Papa San Giovanni Paolo II è da provare, essendo una specialità della regione. I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare. Ad accompagnare questi piatti un bicchiere di vino caldo brûlé non può mancare: il negozietto che lo prepara è nella piazza Mercato, situato in una grande botte di legno dove a volte si forma una lunga fila.

Monumenti e opere d’arte da visitare

Cracovia è ricca di chiese e palazzi storici. Tra i monumenti più famosi: il Castello Reale di Wawel; il Mercato dei Tessuti; l’Università Jagellonica, l’ateneo più antico della Polonia e la Basilica di Santa Maria.
Dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria ogni ora un vigile del fuoco suona con la tromba la melodia più riconoscibile della Polonia: il hejnal, in ricordo del trombettista che fu trafitto da una freccia cercando di salvare gli abitanti della città di Cracovia dall’attacco dei Tatari.
A Cracovia ci sono tanti musei e gallerie d’arte, come il Museo Nazionale di Cracovia nel quale si può ammirare il quadro “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.
tipicità gastronomiche (2)Le mostre d’arte contemporanea, sono ospitate nel Museo MOCAK, ubicato negli edifici della ex fabbrica di Schindler, dove sono state girare alcune scene del film  “Schindler’s List” di Spielberg, nel quartiere Zablocie, vicino l’ex ghetto di Podgorze. Non distante si può visitare la mostra interattiva che guida in questo capitolo doloroso della storia quando settantacinquemila ebrei furono uccisi dai Nazisti.
La cappella della regina Santa Kinga scavata nel sale

Le miniere di sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia, sono inserite nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Gli itinerari turistici percorrono corridoi sotterranei, grandi caverne e addirittura cappelle scavate direttamente nel sale nel corso dei secoli scorsi, come quella maestosa dedicata a Santa  Kinga, dove ogni scultura, altare e lampadario sono fatti di sale. Le cave di salgemma con tortuose gallerie e stranissime formazioni di sale, sono dotate di spazi adatti allo svolgimento di conferenze ed eventi, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Tre chilometri di corridoi nei tre livelli aperti ai turisti, 800 scalini da percorrere in discesa per giungere a 135 metri di profondità. Fino ad oggi la Miniera di Sale è stata visitata da oltre 43 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo. I bambini restano incantati da questo regno sotterraneo dove tutto sembra fatto per attirare la loro curiosità.
Dr. Harry di Prisco
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A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia

tipicità gastronomiche (2)A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia
Un viaggio per un esperienza fuori dal comune

Natale, per chi non se ne accorto, è arrivato ! La festa è tutta per i bambini che attendono i regali, è tempo di panettoni e cenoni in famiglia e, fra un augurio ai parenti e a quell’amico che non vedevamo da tempo, la festa è già finita. E allora come recuperare quell’atmosfera che ricorda la nostra infanzia che manca nelle nostre città, vuoi per l’assenza delle luci d’artista e non o per l’alta pressione che ci fa sentire vicini alla primavera invece che al Natale ? Ma è semplice, occorre fare un salto per visitare dove in questo periodo tutto, ma proprio tutto, richiama la festa  religiosa più sentita dell’anno. In Polonia, a Cracovia, basta passeggiare per le strade per ritrovarsi in un ambiente unico, dove la magia del Natale è tangibile.  La seconda città della Polonia non solo è straordinariamente bella, ma è anche unica. La città sul fiume Vistola  dei re polacchi, dei santi e degli eroi nazionali.
Dall’aeroporto di Napoli-Capodichino  le compagnie  low coast  Easyjet e Ryanair effettuano voli diretti e in meno di due ore si è già immersi nel pieno di un mondo così diverso.

mercatini di Natale (6)I Mercatini di Natale nella piazza più grande d’Europa

Fino al 6 gennaio rimarranno aperti i Mercatini di Natale, fra i più belli della Polonia,  con tanti spazi e sorprese per i bambini, ma anche specialità gastronomiche regionali e possibilità di fare acquisti per doni con tanti oggetti realizzati da artisti e giovani artigiani. Cracovia e la sua Piazza del Mercato, Rynek Glówny,  sono un luogo tradizionale di scambi commerciali sin dal Medioevo: le prime notizie dei mercatini organizzati in questa piazza risalgono alle cronache del 1310. I mercatini di Natale sono fra le ricorrenze annuali più amate sia dagli abitanti che dai turisti, perché grazie alla presenza di graziose casette di legno, nelle quali vengono organizzati gli stand, alle luci che conferiscono un’atmosfera unica e al profumo di dolciumi, di vin brûlé e di pietanze tradizionali, la piazza medievale più grande d’Europa diventa un luogo accogliente e magico. Vengono organizzate tante iniziative e spettacoli di teatro e animazioni per bambini, concerti e cori di Natale.

Per riscaldarsi zuppe calde e vino brûlé

Nel 2019 Cracovia diventerà Capitale Europea della Cultura Gastronomica, girando per i la cupola di oro della cattedralemercatini si può avere un’idea dei piatti tipici. Per pochi Zloty, la moneta locale,  si può gustare una tradizionale zuppa Zurek, preparata facendo cuocere una salsiccia bianca nel brodo vegetale e tanti aromi, oppure  una baguette di pane con formaggio fuso, funghi e quant’altro la fantasia suggerisce. Da non dimenticare  il formaggio pecorino affumicato oscypek da gustare caldo. Bona Sforza d’Aragona, la seconda moglie del re Sigismondo I, arrivando in Polonia portò con sé non solamente i suoi cuochi di corte,  ma anche tutta una serie di verdure quali: il prezzemolo, il sedano e i porri. Le frittelle di patate servite con lo zucchero e panna si trovano ovunque. La kremowka, nota come il dolce preferito di San Giovanni Paolo II è da provare, essendo una specialità della regione. I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare. Ad accompagnare questi piatti un bicchiere di vino caldo brûlé non può mancare: il negozietto che lo prepara è nella piazza Mercato, situato in una grande botte di legno dove a volte si forma una lunga fila.

Monumenti e opere d’arte da visitare

Cracovia è dal ’78 è inserita nel Patrimonio UNESCO ed è ricca di chiese e palazzi storici. Tra i monumenti più famosi: il Castello Reale di Wawel; il Mercato dei Tessuti; l’Università Jagellonica, l’ateneo più longevo della Polonia e la Basilica di Santa Maria.
Dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria ogni ora un vigile del fuoco suona con la tromba la melodia più riconoscibile della Polonia: il hejnal,  in ricordo del trombettista che fu trafitto da una freccia cercando di salvare gli abitanti della città di Cracovia dell’attacco dei Tatari.
A Cracovia ci sono tanti musei e gallerie d’arte, nel Museo Nazionale di Cracovia si può vedere il quadro “La dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci.
Le mostre d’arte contemporanea, sono ospitate nel Museo MOCAK, ubicato negli edifici della ex fabbrica di Schindler, dove sono state girare alcune scene del film  “Schindler’s List” di Spielberg, nel quartiere Zablocie, vicino l’ex ghetto di Podgorze.
Vicino si può visitare la mostra interattiva che ci guida in questo capitolo doloroso della storia quando settantacinquemila ebrei furono uccisi dai nazisti.

mercatini di Natale (1)La cappella della regina Santa Kinga scavata nel sale
Le miniere di sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia, sono inserite nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Gli itinerari turistici percorrono corridoi sotterranei, grandi caverne e addirittura cappelle scolpite direttamente nel sale, come quella maestosa dedicata a Santa  Kinga, dove ogni scultura, altare e lampadario sono fatti di sale. Le cave di salgemma con tortuose gallerie e stranissime formazioni di sale, sono dotate di spazi adatti allo svolgimento di conferenze ed eventi. Bellissime camere scolpite direttamente nel sale nel corso dei secoli scorsi, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Tre chilometri di corridoi nei tre livelli aperti ai turisti, 800 scalini da percorrere in discesa per giungere a 135 metri di profondità. Fino ad oggi la Miniera di Sale è stata visitata da oltre 43 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo.

Harry di Prisco

VisiTuscia alla scoperta della Tuscia viterbese

logo VisiTuscia novembre 2018VisiTuscia alla scoperta della Tuscia viterbese

Dal 23 al 25 Novembre VisiTuscia presenta la Tuscia
In programma un convegno sul rilancio del sistema termale viterbese

Le quattro Reti d’Impresa su Strada, cioè quelle libere aggregazioni di attività economiche per raggiungere piani di crescita su uno o più obiettivi, vincitrici del bando della Regione Lazio (Discover Canino, Visit Marta, Naturalmente Capodimonte e Enjoy Viterbo), dopo il primo appuntamento di fine maggio, come era stato già annunciato, ritorna per il secondo step. VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Agroalimentare della provincia di Viterbo, è promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo – in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio, si svolgerà da 23 al 25 novembre e consentirà di conoscere meglio la Tuscia e la provincia di Viterbo. All’evento hanno assicurato il patrocinio la Regione Lazio e l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, oltre alle Associazioni di categoria del Turismo. Nella prima fase l’attenzione è stata concentrata sulla predisposizione di nuovi e più articolati pacchetti turistici per soddisfare le esigenze dei turisti, i quali nella Tuscia trovano molteplici occasioni di svago; questo secondo appuntamento sarà dedicato invece agli operatori di settore. Nel corso della manifestazione si svolgerà un Workshop itinerante che punta a favorire l’incontro di circa 30 buyers nazionali ed esteri con un centinaio di aziende turistiche (catene alberghiere, ristoranti, compagnie di navigazione lacuale, autonoleggio e servizi) e dell’agroalimentare. La Tuscia infatti, vanta produzioni di grande attenzione come l’Olio Extra Vergine d’Oliva DOP Canino e Tuscia, le Castagne e le Nocciole dei Monti Cimini, le numerose DOC e IGT del settore vinicolo e moltissimi altri prodotti di nicchia: dalle patate di Grotte di Casto alle lenticchie di Onano, dai fagioli di Gradoli ai ceci di Valentano. Senza dimenticare i salumi e il pane, le pizze e le focacce. Un aspetto particolare sarà quest’anno riservato alle Terme di cui la Tuscia è particolarmente ricca. Già conosciute dagli Etruschi, quando nel 310 a.C. i romani conquistarono l’Etruria meridionale, sfruttarono le numerose sorgenti di acqua calda edificando ben quattordici terme. Durante il medioevo il complesso termale viterbese attirò numerosi pontefici: da Papa Gregorio IX a Papa Niccolò V e, soprattutto, Papa Bonifacio IX che frequentava queste terme per alleviare i suoi dolori articolari. I centri termali aperti al pubblico sono oggi quelli del Parco del Bullicame, del Bagnaccio e le Piscine Carletti a cui si aggiungono due stabilimenti, moderni e super attrezzati: le “Terme dei Papi” e il “Pianeta Benessere”, entrambi di elevata qualità sotto tutti i punti di vista. Al termalismo e alle problematiche che affliggono il settore è riservato il convegno dal titolo “Il rilancio del sistema termale viterbese”, che si terrà venerdì 23 novembre alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della struttura delle Terme dei Papi in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Viterbo . “Siamo giunti alla X edizione – ha dichiarato Vincenzo Peparello, presidente del CAT e ideatore di VisiTuscia – e il consenso riscosso in questi anni è univoco. L’incrementato delle presenze sul territorio, come confermano le statistiche che danno un aumento del turismo nella Tuscia negli ultimi dieci anni di oltre il 30%, è sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che una parte del merito debba essere ascritto a questa manifestazione che negli anni ha fatto conoscere la Regione ad oltre 150 giornalisti della stampa turistica e ad oltre 300 operatori del settore. I nuovi pacchetti turistici che abbiamo predisposto e veicolato a maggio e quelli che saranno posticipati per il prossimo appuntamento di fine novembre, verranno inviati a 5000 agenzie. Tale attività – conclude Peparello – aggiunta al sorprendente risultato del mese di maggio, conferma la validità e la strategia del VisiTuscia divenuto ormai un evento fondamentale per l’economia del territorio Viterbese”.

https://www.confesercentiviterbo.it/category/visituscia/
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Madonna di Campiglio: presentato a Roma il nuovo inverno

Madonna di CampiglioMadonna di Campiglio: presentato a Roma il nuovo inverno

Prendendo spunto da un ospite speciale, il trofeo di cristallo della Coppa del Mondo di Sci alpino che sta facendo il giro d’Italia abbinato alla presentazione della 3Tre, la prova mondiale di slalom che si terrà il 22 dicembre nella “Perla delle Dolomiti”, Madonna di Campiglio ha presentato oggi presso la sede dell’Enit/Agenzia Nazionale per il Turismo il nuovo inverno 2018/19. Gli eventi, le novità nella Skiarea da 150 km di piste, la volontà di passare dal marketing turistico a quello territoriale, gli argomenti sotto la lente di ingrandimento.

3Tre questo è il nome della competizione: non solo un evento mondiale per gli appassionati di sci ma anche una grande festa e una felice combinazione: si disputerà di sabato ed un weekend di neve è la cosa migliore che ci si possa regalare per il Natale.
Così, partendo dalla 3Tre Audi Fis Ski World Cup night slalom attesa a Madonna di Campiglio il 22 dicembre prossimo, sono state presentate le novità stagionali.
Prestigiosa la location di incontro con i giornalisti che ha visto anche la presenza del padrone di casa: il direttore dell’ENIT/Agenzia Nazionale per il Turismo, Gianni Bastianelli.
“Lo slalom di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio è un evento che identifica subito il territorio al quale appartiene – ha detto Bastianelli – ed è quindi un esempio di come eventi e territori si possano presentare insieme e rafforzarsi gli uni con gli altri molto di più di quanto avvenga oggi in Italia. ENIT – ha poi affermato – sta cercando di fare di più per il turismo montano rispetto al passato ed è disponibile a promuovere all’estero questo evento e tutte le altre iniziative del Trentino”.
Francesca Maffei, albergatrice campigliana e componente del Comitato esecutivo di Azienda per il Turismo, ha invece spostato l’attenzione sull’ospitalità alberghiera caratterizzata da alcune recenti ristrutturazioni importanti che hanno confermato, anzi rafforzato, a Campiglio, la presenza della più alta concentrazione di hotel 4 stelle e 4 stelle superior del Trentino. I 5 stelle hanno invece raggiunto il numero di 4. Maffei ha anche ricordato che proprio i turisti provenienti dalla città e dalla provincia di Roma sono, per Campiglio. tra i più numerosi del mercato nazionale.
Il direttore generale delle Funivie di Madonna di Campiglio, Francesco Bosco, ha invece annunciato la novità più importante dell’inverno 2018/19 nella Skiarea Campiglio, la pista nera “Amazzonia”, tra le più note della destinazione, completamente rinnovata e ampliata: “Le Funivie di Campiglio  sono la più grande azienda funiviaria d’Italia e dal 1947, quando sono nate, chiudono ogni anno sempre in attivo, distribuendo anche utili agli azionisti,  stiamo aspettando il freddo – ha concluso – per cominciare a produrre neve programmata che, con l’aggiunta di una nevicata, speriamo ci permetta di aprire impianti e piste a novembre, come negli ultimi anni”. La chiusura è invece fissata al 28 aprile 2019. Una lunga stagione, un lungo inverno che si preannuncia con i migliori auspici.
Infine, dopo aver aperto la conferenza, Michela Valentini, da poche settimane  Direttrice operativa dell’Area Comunicazione e Commerciale dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, ha sottolineato come “Campiglio punti ad eventi in grado di diventare un’attrattiva turistica e a impostare, insieme alle aziende, operazioni di co-marketing passando dal marketing turistico a quello territoriale”.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
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email: harrydiprisco@libero.it

Autunno, stagione di appuntamenti gastronomici nello splendido Carso sloveno

Autunno, stagione di appuntamenti gastronomici nello splendido Carso sloveno

Dal 5 ottobre al 4 novembre torna il Mese della cucina del Carso, un evento giunto ormai alla 22esima edizione, perfetto per scoprire una delle regioni più belle della Slovenia e le  prelibatezze della sua tradizione enogastronomica. A fare da filo  conduttore dell’evento saranno i funghi, l’ingrediente autunnale per eccellenza. Il Mese della cucina del Carso sarà inaugurato sabato 6 ottobre nello scenario suggestivo del Castello di Stanjel; la sera di venerdì 5 ottobre, a Lipizza, si terrà la prima cena di degustazione.
Le castagne, uno stufato caldo, un buon vino rosso, la natura che si tinge di mille colori.
L’autunno è una stagione di piccole, semplici gioie, ed è anche il momento perfetto per scoprire
posti nuovi e nuovi sapori. Ed è proprio questo che si potrà fare in uno splendido angolo di Slovenia dal 5 ottobre al 4 novembre, grazie al Mese della cucina del Carso.
Giunto alla 22esima edizione, questo evento è un richiamo irresistibile per gli amanti dei
viaggi e della cucina semplice e gustosa, preparata con genuini ingredienti di stagione. Ed è anche l’occasione per scoprire le meraviglie del Carso, una delle regioni più magiche della Slovenia. Al Mese della cucina del Carso, infatti, parteciperanno ristoranti, trattorie e agriturismi di vari borghi e cittadine, che elaboreranno succulenti menù autunnali accompagnati dai migliori vini della zona.
Il primo evento è previsto per la serata di venerdì 5 ottobre, al ristorante Okusi Krasa di
Lipizza, che preparerà un menù di degustazione speciale articolato in cinque portate, e un assaggio degli spumanti targati Ivo Kobal, rinomato enologo e viticoltore sloveno. La giornata seguente invece vedrà l’inaugurazione ufficiale del Mese della cucina del Carso.
Sabato 6 ottobre il suggestivo cortile del Castello di Stanjel accoglierà tutti i ristoratori che parteciperanno all’edizione di quest’anno; sarà così possibile gustare in anteprima alcune fantastiche prelibatezze. Il filo conduttore della giornata inaugurale, e di tutto il Mese della cucina del Carso, saranno i funghi, l’ingrediente autunnale per eccellenza.
Grazie al mercatino, la giornata di sabato permetterà anche di conoscere l’artigianato e i prodotti tipici del Carso, oltre ovviamente alla ricca offerta vinicola della regione e di tutta la Slovenia. Non mancheranno gli eventi di animazione, come la visita guidata al Castello e al magnifico giardino Ferrari, oppure il laboratorio di cucina dal vivo condotto da uno chef sloveno.
Altro evento in programma è la serata enogastronomica di giovedì 25 ottobre alla Trattoria Skok di Štorje. I protagonisti saranno gli ottimi vini della cantina Štoka e Siniša Vasiljević, finalista di Masterchef Slovenia. Venerdì 26 ottobre invece sarà il turno del ristorante Hiša Krasna di Lokev, dove oltre alla cena si potrà anche vedere uno spettacolo teatrale.
Ma le occasioni per conoscere le delizie del Carso non si esauriranno con la fine del Mese della cucina del Carso. Il 10 novembre, in occasione della Festa del Vino novello, il Castello di Stanjel accoglierà oltre 20 cantine della regione, che presenteranno i loro vini migliori insieme ai piatti tipici e ai famosi salumi del Carso. Ma anche nei vicini paesi di Sežana e Dutovlje in Pliskovica si potrà assaggiare il meglio della tradizione enogastronomica del Carso, e persino partecipare a degli eventi sportivi. Da Sežana, infatti, partiranno delle mini-maratone da 10 e 5 chilometri attraverso il percorso ematico “il Museo vivente del Carso”, ricco di fenomeni naturali e paesaggi meravigliosi da scoprire.
Per partecipare alle cene del 5, 25 e 26 ottobre è obbligatoria la prenotazione. Per info utili e contatti si visiti questo sito:
https://www.visitkras.info/it/
Festa a Dutovlje, archivio TIC Sežana
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Un viaggio lento e senza tempo nel Salento dei due mari

mappa del SalentoUn viaggio lento e senza tempo nel Salento dei due mari

Per scoprire l’arte, la storia, la cultura, l’autenticità di luoghi e persone, l’enogastronomia e il turismo slow e  vivere una vacanza ecosostenibile

Un soggiorno nel Salento permette di riconciliarsi con se stessi dal momento che sono a disposizione spiagge quasi deserte e mare  cristallino a perdita d’occhio. In questa terra fortunata baciata dal sole si può passeggiare tra gli ulivi secolari, alcuni dei quali risalenti all’epoca romana, o scegliere come itinerario le città d’arte e le Grandi Feste di tradizione che chiudono la stagione estiva. Sono proprio questi i contenuti di un’offerta turistica  per l’autunno nel Salento presentata nei giorni scorsi nel corso di un educational dal  tema:  “Settembre nel Salento, Grandi Feste di tradizione e vendemmia del Negroamaro” organizzato dalla giornalista Carmen Mancarella, direttrice della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, la cui parte operativa è stata curata dall’agenzia Losurdo Viaggi di Rutigliano, grazie ad un finanziamento dell’assessorato alle Industrie turistiche e culturali, diretto da Loredana Capone attraverso PugliaPromozione, nell’ambito del Programma operativo regionale Fesr-Fse 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”.
I riti nel Salento, con le statue dei Santi portate in processione e le luminarie, vestono di colori le piazze. La fede si San Cesareotraduce in momenti intensi e spettacolari, nel silenzio della sera le città conservano la loro teatralità. Seguire gli abitanti di tutto il paese  e assistere alle lente processioni,  non può che commuovere alla vista di tanta fede.
A Melendugno – che vuol dire portatore di dolcezza -la processione è per il Protettore,  San Niceta, un Santo arrivato dall’Oriente, martire del IV secolo che si rifiutò di tornare al paganesimo e il cui culto venne “importato” dai mercanti Veneziani, che intessevano intensi scambi commerciali con il Salento e la Puglia.
Il comune è una ridente cittadina che con il suo vasto territorio si distende lungo la costa salentina dove sventola la Bandiera Blu. Importanti per l’economia turistica sono le marine di Torre dell’Orso, San Foca, Roca Vecchia e Sant’Andrea. Nel centro storico, caratteristiche sono le case a corte di origine medievale mentre numerosi sono i frantoi ipogei, a testimonianza della floridità dell’economia agricola. A Copertino, a pochi chilometri di distanza, la festa è in onore di San Giuseppe da Copertino, che quanto era in estasi si sollevava da terra,  nato in una stalla proprio di fronte alla chiesa, viene venerato in tutto il mondo quale Protettore dell’aviazione e degli studenti. Il Santo, al secolo Giuseppe Maria Desa, mai avrebbe potuto pensare in vita che avrebbe assunto tale ruolo, lui che venne rifiutato da alcuni Ordini per «la sua poca letteratura» (aveva dovuto abbandonare la scuola per povertà e malattia), venne accettato dai TorreCappuccini e poi dimesso per «inettitudine». Qui la notte è stata vinta dalle luminarie di Marianolight che hanno rischiarato a giorno Copertino costringendo grandi e bambini a tenere il naso all’insù per lo stupore creato da  milioni di lampadine multicolori. Le  luminarie pugliesi sono esportate in tutto il mondo, come la danza della pizzica salentina, portando un pezzetto di Salento nei grandi eventi e facendo  diventare l’illuminazione un’arte  trasformando  le grandi feste di tradizione in eventi collettivi.
Per quanti vorranno  concedersi un meritato riposo, una passeggiata in riva al mare a Porto Cesareo e quello che ci vuole. Si potrà fare un giro in barca fino all’isola dei conigli dove è stata istituita l’area marina protetta che arriva fino a Nardò, una delle poche che ha realizzato la mappatura dei fondali. La città è famosa per la via delle pescherie, definita unica al mondo. Come tutte le terre del sud anche il Salento con la sua vocazione vitivinicola ha una sua personalità da rispettare e da interpretare, da capire e da valorizzare. E nel Salento l’enoturista in autunno può prendere parte alla vendemmia o andare alla scoperta dei grandi vini, degustandoli direttamente in cantina.
La Cantina Conti Zecca di Leverano, in provincia di Lecce, e fra le aziende più antiche che meglio raccontano l’eccellenza della terra salentina con i colori, i profumi e i sapori di una delle tradizioni agricole più importanti e ricche del territorio nazionale. La storia della famiglia Zecca risale ad oltre cinquecento anni, provenienti da Napoli, si dedicarono alla produzione viticola, accrescendo le proprietà e sviluppando il commercio in circuiti sempre più ampi, oggi anche verso il Giappone. Una storia di qualità fondata sui vitigni autoctoni Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Bianca coltivati con cura nelle quattro tenute di famiglia: Cantalupi, Donna Marzia, Saraceno e Santo Stefano. Nel Salento, da sempre una terra magica,  il sole vi bacia tutto l’anno, il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera accolgono il turista in un paesaggio da sogno, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta.
” Abbiamo stimolato le imprese turistiche pugliesi a elaborare itinerari e percorsi che ruotano intorno al cibo e al paesaggio rurale, declinati con le bellezze naturali e le produzioni locali tipiche, l’archeologia e le arti creative (teatro, fotografia, musica) – commenta l’Assessore alle Industrie turistiche e culturali della Regione, Loredana Capone – le proposte sono tante e tutte molto interessanti, innovative e creative e promuovono il life style pugliese. In questo modo abbiamo animato il territorio della Puglia con una offerta turistica di qualità fondata su cultura, cibo e sport, garantendo una buona accoglienza ai turisti che abbiamo invogliato a venire anche fuori dalla stagione balneare”.
Il Salento fa dunque perno sui valori dell’accoglienza, dell’ospitalità e della qualità, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, durevole e integrato.

Harry di Prisco

Gli incantevoli vicoli del Borgo Pianello di Muro Lucano si presentano

logoGli incantevoli vicoli del Borgo Pianello di Muro Lucano si presentano

Il Lucano Folk Festival per valorizzare con la musica e l’arte le tradizioni popolari di Basilicata, Campania e Puglia

È iniziato il conto alla rovescia per la 6° edizione di Borgo inVita – Lucano Folk Festival, uno degli eventi di punta dell’estate lucana in programma i prossimi 10-11-12 agosto. Un percorso enogastronomico, artigianale e culturale che si tiene in un vero e proprio teatro naturale, quel Borgo Pianello che con i suoi affascinanti vicoli e le sue stradine misteriose è da annoverarsi senza dubbio come uno dei più belli d’Italia. La suggestione di questo luogo è anche nella sua storia: primo nucleo abitativo della città e quartiere natio di San Gerardo Majella, protettore delle mamme gestanti e dei bambini, nonché Santo Patrono della Basilicata.

Borgo InVita, ormai alle porte, presenta la grande novità del “Lucano Folk Festival”. Si tratta di una kermesse che in questa edizione ha come obiettivo quello di valorizzare attraverso la musica e l’arte le tradizioni popolari di Basilicata, Campania e Puglia. Nel corso delle tre serate si alterneranno sul palco tre prestigiosi gruppi, ognuno dei quali rappresenterà una regione. Venerdì 10 agosto appuntamento con gli Ars Nova: da Napoli con l’ amore per il repertorio popolare campano, portano per i primi anni il proprio lavoro in strada, facendo delle vie del centro storico della città il loro palco naturale. Si tratta di un gruppo aperto alle molteplici sonorità del Sud Italia e non solo, tra cui ovviamente i classici napoletani. Sabato 11 invece la scena sarà degli Agotrance, una volta conosciuti come i Tarantolati di Tricarico e orfani da pochi mesi dell’indimenticabile maestro Antonio Infantino. Autentici interpreti della Taranta Lucana, già negli anni ’70 sono stati pionieri di uno stile creativo unico, caratterizzato da ritmiche trascinanti nella ripetizione evocativa dei versi della tradizione. La serata conclusiva guarderà alla Puglia con i Tarantula Garganica, un nome che evoca subito il suono e il ritmo della Tarantella, della chitarra battente e delle castagnole, cioè di una magia musicale ancora vivissima e fonte inesauribile di canti, balli, poesie.

Le novità del Lucano Folk Festival riguardano anche un gruppo di artisti lucani aggregati intorno al progetto Intramoenia (Potenza, 2017), da sempre impegnato nell’osservazione delle mutazioni negli immaginari territoriali legati alla Basilicata. Lungo le vie del Borgo si articoleranno interventi artistici e verrà proiettato il Docufilm “Mal d’Agri”, di Mimmo Nardozza e Salvatore Laurenzana.
Tra gli incantevoli e suggestivi vicoli del borgo si articolerà un percorso in cui domineranno i prodotti tipici somministrati dai produttori della zona nel solco di una tradizione gastronomica sempre viva da queste parti. Tra le viuzze è sempre più consolidata la presenza di artigiani locali che rievocano antichi mestieri, quali la lavorazione del vimini e la produzione di oggetti attraverso il riciclo di materiali. Lungo le vie del borgo e nelle affascinanti case-grotta, spazio per pietanze dal sapore autentico: dagli arrosticini di carne al provolone impiccato passando per prodotti a base di tartufo e primi piatti ispirati alla tradizione, come gli strascinati mollicati con i peperoni cruschi. Prodotti genuini provenienti dalle aziende del territorio. Sarà possibile degustare l’ottima Birra Morena, brand della Famiglia Tarricone, che è un’altra eccellenza lucana, soprattutto nella sua versione Craft Beer, che riscuote sempre più successo anche grazie ai prestigiosi riconoscimenti ottenuti in ambito europeo e mondiale. Per gli amanti del vino, un percorso di degustazione di uve del Sud Italia. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per vivere una grande edizione.

Per la prima volta l’evento godrà di una Direzione Artistica, affidata per l’occasione a Sandro Sigilli, musicista, artista e ideatore del Lucano Folk Festival, che racconta il percorso di avvicinamento a questa 6° edizione: “sarà un’esperienza sensoriale indimenticabile per tutti i visitatori. L’obiettivo è rendere Borgo inVita-Lucano Folk Festival un appuntamento di respiro nazionale e internazionale. L’abbraccio musicale tra Basilicata, Puglia e Campania è un primo grande passo in quella direzione”.
A far da eco alle parole di Sigilli, il Presidente dell’Associazione Muro inVita, Jordano Nardiello: “Gli sforzi come sempre sono enormi ma vengono ripagati abbondantemente dalle presenze che registriamo, molte delle quali da fuori regione. È il segnale che abbiamo lavorato bene. L’obiettivo però è sempre quello di migliorarsi, lo dobbiamo ad una comunità e ad un territorio che portiamo nel cuore”.
Insomma, Borgo inVita è un contenitore di successo che per 3 giorni diventa una straordinaria vetrina per le eccellenze lucane. L’Associazione Muro inVita, che opera senza scopo di lucro, ha pensato proprio a tutto. Per turisti e visitatori ci sarà la possibilità, già dal pomeriggio, di usufruire di visite guidate gratuite nei luoghi di San Gerardo Majella con la casa del Santo che sarà aperta al pubblico fino alla mezzanotte. Il programma e tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.muroinvita.it. – https://www.youtube.com/watch?v=7Wq55AhVwx8
L’evento è organizzato da Associazione Muro inVita con il patrocinio del Comune di Muro Lucano, Regione Basilicata e Fondazione Matera 2019.
Come arrivare a Muro Lucano:

-L’aeroporto più vicino è quello di Napoli Capodichino;
-In treno la stazione di Potenza Centrale (anche AV) o in alternativa Salerno;
-La stazione, per i treni non ad alta velocità, è quella di Bella – Muro, che dista 10 km dal centro città;
-In auto l’uscita di riferimento sulla Salerno-Reggio Calabria è quella di Sicignano e successivamente Balvano

Dr. Harry di Prisco
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