Sommelier come ambasciatori della cultura del vino: oggi al castello di Brolio La giornata Ais dedicata ad enoturismo e contraffazione

Sommelier come ambasciatori della cultura del vino: oggi al castello di Brolio La giornata Ais dedicata ad enoturismo e contraffazione

Wine tours e incoming in cantina le attività destinate a coinvolgere questa figura professionale ad alto livello di preparazione

Intervenuta anche la Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana, in merito all’approvazione del Decreto Ministeriale che regola le attività enoturistiche

Con un patrimonio enologico di 2,85 milioni di ettolitri prodotti nel solo 2018, equivalenti ad un valore di quasi 3 miliardi di euro con una quota export che lambisce i 980 milioni di euro, la Toscana conferma nel settore vitivinicolo uno dei pilastri più importanti della propria economia agricola. Un asset che già da solo sarebbe sufficiente a conferire a questa regione un primato assoluto, ma che tuttavia negli ultimi anni ha fornito tutti gli elementi affinché su siffatta ricchezza si continuasse a crearne di nuova, attraverso nuove forme di turismo esperienziale orientato alla conoscenza e alla scoperta dell’enologia del territorio. Oltre 14 milioni di enoturisti che hanno prodotto un ritorno economico di circa 2,5 miliardi di euro in valore. Nel mondo il turismo, il vino vale 80 miliardi, su 1.300 miliardi di valore prodotto dal turismo nel senso più ampio del termine e la spesa dei turisti per prodotti enogastronomici nel 2017 è stata di 12 miliardi. Un volano capace di dare nuove opportunità di sviluppo – con investimenti e posti di lavoro – ai territori di riferimento.

Ed è proprio sull’evoluzione di tale fenomeno che si è sviluppato questa mattina l’incontro organizzato dalla Sezione Toscana dell’Associazione Italiana Sommelier – con il patrocinio del Mipaaft, del Miur e del Mibac, Partner Istituzionali dell’iniziativa – presso il Castello di Brolio a Gaiole in Chianti, in occasione della Giornata della Cultura del Vino e dell’Olio AIS 2019.

Tale appuntamento, ormai consolidato nel calendario delle attività istituzionali di AIS Toscana, ha rappresentato inequivocabilmente una occasione di confronto su una tematica che con la professione del sommelier ha molti punti di contatto.

“Con piacere anche quest’anno ci siamo pregiati di organizzare in una location storica dall’alto valore artistico e culturale la Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio AIS – ha premesso il Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini – il cui significato all’interno delle nostre attività assume connotati di enorme importanza. In Italia siamo oltre 40.000, di cui 4.300 solo in Toscana e il sommelier è una professione in continua crescita, con una richiesta sempre più massiccia sul mercato del lavoro. Il nostro lavoro è infatti essenzialmente basato sulla comunicazione e conferisce un contributo fondamentale alla creazione in ogni consumatore di una vera cultura del bere consapevole. Che non significa limitare il consumo, ma avere coscienza di cosa si beve e di quanta storia nonché cultura si nasconde dietro ogni etichetta di vino. La figura del sommelier – ha aggiunto Cini – è sempre più affine a quella di un vero e proprio ambasciatore dell’eccellenza enologica, tanto sul territorio quanto nel resto del mondo; in cantina come nel ristorante di altissimo livello dall’altra parte del mondo il suo ruolo è quello di coinvolgere il consumatore a 360 gradi, invogliandolo – ha concluso – a visitare i territori di origine per meglio comprendere il valore intrinseco di ciascuna bottiglia”.

Una figura dunque fondamentale nella diffusione della conoscenza che ha acquisito una sempre maggiore centralità anche nei contesti di enoturismo, un nuovo modo di viaggiare che muove annualmente milioni di turisti portando ingenti risorse sui singoli territori.

E proprio sull’enoturismo e sulla normativa da poco divenuta legge che regola questo nuovo approccio al viaggio esperienziale è intervenuto Gennaro Giliberti della Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana: “le linee guida del decreto che classifica e regolamenta le attività enoturistiche rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, hanno dato finalmente un inquadramento legislativo a un fenomeno in costante crescita. Con il decreto, il turismo in cantina viene equiparato all’attività agrituristica sia da un punto di vista fiscale sia in termini di standard minimi di qualità del servizio e questo permetterà alle aziende vitivinicole di regolamentare le proprie attività di accoglienza, divulgazione e degustazione, offrendo nuove opportunità anche dal punto di vista occupazionale oltre che di valorizzazione del territorio. La Regione Toscana ha salutato con grande interesse l’approvazione del Decreto Ministeriale, perché possiamo dire di essere stati antesignani di questa pratica, mettendo a disposizione non solo il pregio dei vini ma anche la conoscenza. Il Ministero ha fatto il primo passo, adesso tocca a noi regioni e al sistema delle aziende vitivinicole dare il meglio affinché si possano produrre effetti positivi”.

Tra gli standard minimi di qualità citati nel decreto sull’enoturismo, anche la presenza nel canale digitale e l’accessibilità alle informazioni più funzionali all’organizzazione di un soggiorno o di una attività presso le varie strutture. Dell’approccio al mito del vino toscano fra cultura materiale e digitale si è espresso il Direttore della Fondazione Sistema Toscana Paolo Chiappini, anch’esso intervenuto all’incontro tenutosi al Castello di Brolio. “Il Mito del vino toscano nasce da una combinazione di fattori materiali e immateriali; da una parte la terra, dall’altra la storia, la cultura, la poetica e l’estetica che ruotano intorno a questo ecosistema millenario. In tale contesto il web può rappresentare una minaccia e allo stesso tempo anche un’opportunità. Per minaccia si intende il rischio di omologazione e appiattimento, pensare che si possa fare tutti le stesse cose in ogni parte del mondo. A fare la differenza è il nostro valore, il nostro distinguersi in una dimensione universale. L’opportunità è invece legata alla reputazione dei vini toscani che cresce sul web, la quale deve necessariamente essere accompagnata dalla custodia, dall’amore, dalla conservazione, dallo studio e dalle testimonianze, che da tremila anni a questa parte fanno della Toscana la regione con il più ampio archivio al mondo sull’enologia”.

Moderato dal giornalista David Taddei, il convegno ha annoverato tra i propri relatori il padrone di casa il Barone Francesco Ricasoli Presidente della Ricasoli 1141, che ha affidato all’emozione il racconto della Case History del Castello di Brolio: “Oggi l’enoturismo sta assumendo un ruolo molto importante anche perché la gente viaggia sempre di più. A Brolio, in questo frangente siamo un punto di riferimento, perché ci siamo dedicati a questo con professionalità e qualità. Chi viene da noi, poi si porta dietro l’immagine empatica della qualità dei vini, del territorio, della cultura e del paesaggio, unico nel suo genere. La nostra realtà quasi millenaria affonda le radici nella tradizione, ma se non ci si innova non si va da nessuna parte. Ciò che ci proietta nel futuro sono gli elementi di identità, autorevolezza e credibilità che ci contraddistinguono”.

Ha portato in tale contesto il proprio contributo anche la Presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini – artefice tra l’altro in prima persona della nascita nel 1993 e del successivo sviluppo del Movimento Turismo del Vino – intervenuta sul ruolo della Toscana capofila dell’enoturismo italiano fra opportunità e rischi. “Nel contesto enoturistico – ha affermato – la figura professionale del sommelier potrà essere impiegata in due attività in particolare, i wine tour che accompagnano i turisti alla scoperta del territorio attraverso le cantine, i sapori tipici, gli elementi di artigianato e le attività di incoming nelle cantine. Se nel primo caso la loro funzione è quella di far amare ai turisti un territorio a prescindere da tutto, nel secondo caso ciò che si richiede al sommelier è di raccontare non il processo produttivo di un vino ma la storia unica che lo rende diverso da tutti gli altri: quel luogo, quella cantina, racconta qualcosa di unico e per trasmettere detti concetti attraverso un coinvolgimento emozionale servono appunto professionisti, con una preparazione adeguata in materia”.

Presente anche l’ICQRF, sezione Toscana e Umbria, con Fabrizio Lupi, che ha portato testimonianza dello stato dei lavori compiuti sulla contraffazione dei prodotti di qualità sul web, partendo proprio dalla necessità di disporre di una cultura di base per poter riconoscere prodotti autentici dalle imitazioni. Avvicinarsi ai prodotti andando direttamente nei territori di origine è infatti considerato il modo più efficace per creare una cultura nel consumatore e insegnargli a riconoscere le caratteristiche del prodotto autentico per evitare raggiri on line o acquisti errati.

L’incontro si è poi concluso con una degustazione finale dedicata al vitigno principe del territorio, il Sangiovese, nelle 3 Cru appartenenti al Progetto Raritas di Brolio guidata dallo stesso Barone e del Direttore tecnico Massimiliano Biagi.

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Donatella Cinelli Colombini vi presenta il nuovo chef della Fattoria del Colle scelto fra 80 candidati: Giovanni Rallo con l’invito ad assaggiare i suoi piatti

51977560-85ba-47d2-89ec-b9f5a16c7fd9 Donatella Cinelli Colombini vi presenta il nuovo chef della Fattoria del Colle scelto fra 80 candidati: Giovanni Rallo con l’invito ad assaggiare i suoi piatti

Il ristorante della Fattoria del Colle ha fama di destinazione golosa per i piatti sapientemente elaborati sulla tradizione toscana e abbinati a grandissimi Brunello, Chianti e Doc Orcia. Per questo, quando la chef Roberta Archetti decise di interrompere l’attività a causa dei suoi problemi di salute, Donatella Cinelli Colombini insieme al maître Nicola Minunno hanno passato mesi, nella ricerca di uno chef con altrettanto talento. 80 candidati e finalmente la scelta è caduta su Giovanni Rallo.

35 anni, originario di Marsala dove la madre Maria gli ha trasmesso l’amore per la buona cucina. Dopo il diploma dalla scuola alberghiera di Erice -Trapani ha iniziato un viaggio professionale nelle cucine toscane rimanendo per sempre in questa regione che è diventata la sua terra del cuore.
Una sola esperienza all’estro in Costa Azzurra e poi, a soli 22 anni, è diventato chef del ristorante del prestigioso Castello di Leonina nei pressi di Siena. Una sfida vinta che ha spinto Giovanni a intraprendere un percorso di formazione tutto suo usando libri, internet e investendo in pranzi nei ristoranti stellati <<avrò speso 10.000€>> commenta senza alcun rimpianto <<e intanto lavoravo, anzi, a volte dopo aver chiuso la cucina, andavo, di nascosto, da uno chef stellato, che è stato il mio vero maestro, perché solo guardandolo e dandogli un piccolo aiuto, ho imparato moltissimo>>.

Una voglia di migliorare che non ha mai perso così come quella di riscoprire le sue radici siciliane. Da qui una predilezione per la pasticceria, molto ricca in Sicilia e molto più limitata in Toscana, dove tuttavia abbondano residenti e turisti stranieri capaci di apprezzare le creazioni anche molto ardite di Giovanni Rallo.  Un processo creativo, il suo, che parte da cose reali da reinventare: un fungo, una pietra, un cappuccino … poi inizia la ricerca di ingredienti e lo studio di esecuzioni fatte con precisione cronometrica. Ecco che la passione infantile per il “Kinder fetta al latte” diventa un doppio strato di plumcake al cacao con dentro una mousse al cioccolato bianco e sopra fiorellini di mousse di zucca adatti al periodo di novembre in cui il dolce è stato creato.

I suoi piatti favoriti sono tuttavia a base di carne, persino nei primi piatti dove recupera i sapori intensi degli arrosti toscani. Da questa predilezione nasce l’idea del tortello ripieno di faraona su una vellutata di patate ed erba cipollina.
Nei secondi la sua attenzione si concentra sulle temperature di cottura per rispettare le proteine delle differenti carni. Ecco che ogni piatto viene ristudiato perché la tradizione si esalti attraverso una tecnica impeccabile come l’anatra, tipica carne della Valdichiana, che diventa un’anatra al Vin Santo su una purea di sedano rapa.

Giovanni Rana ha una moglie pugliese, di Grottaglie, arrivata a Siena per studiare biologia. Dopo aver mangiato nel ristorante di Giovanni ha deciso che il suo futuro sarebbe stato la cucina.  << Le dissi, io mi posso innamorare solo di una donna che fa il mio stesso lavoro>> racconta Giovanni <<e lei ha imparato a cucinare>>. Ora sono sposati hanno la loro casa a Cortona e una bambina di tre anni che si chiama Vittoria.

Questo è Giovanni Rallo il nuovo chef del ristorante della Fattoria del Colle che vi aspetta per farvi sognare con dei piatti toscani che profumano di Sicilia.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Casato Prime Donne, Montalcino – Fattoria del Colle, Trequanda SI  0577 662108 pr@cinellicolombini.it
Marzia Morganti 335-6130800 marzia.morganti@gmail.com

Valencia non finisce più di stupire

DSCF2595(1)Valencia non finisce più di stupire
I primi tre mesi hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani grazie ai 14 voli diretti dall’Italia

Cosa spinge tanti turisti italiani a venire a Valencia? Certamente i numerosi voli diretti low cost, ma non solo. Negli alberghi e nei negozi si incontrano spesso nostri connazionali che hanno scelto di trasferirsi. Pertanto la lingua italiana qui è molto parlata e ciò aiuta certamente chi conosce solo l’italiano. Inoltre anche i più abitudinari, dal punto di vista culinario, in questo luogo si trovano bene in quanto la cucina valenciana è improntata alla dieta mediterranea come la nostra, è simile ed allo stesso tempo diversa a seguito delle influenze arabe. L’impronta lasciata dagli arabi si avverte ancora oggi anche nell’arte e nei metodi di irrigazione. Infatti di quell’epoca rimane ancora oggi il Tribunale delle Acque, la più antica istituzione giuridica in Europa e forse nel mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che controlla il corretto utilizzo delle acque per l’irrigazione. A mezzogiorno di ogni giovedì, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, si svolge una riunione all’aperto presenziata da un cancelliere e da otto giudici, DSCF2741(1)che rappresentano gli otto canali di Valencia. Le sentenze nei confronti degli agricoltori sono senza possibilità di appello.
La favorevole posizione geografica ha sempre favorito la vita dei valenciani che sono lieti di condividerla con chi viene a scoprire le bellezze di una città molto affascinante. Nel 2018 i turisti italiani a Valencia sono stati 208.104, raggiungendo il primato in quanto a numerosità rispetto alle altre nazioni che visitano la città; i pernottamenti in media sono stati di 3,08 notti. «I primi tre mesi del 2019 hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani, questo grazie ai 14 voli diretti dall’Italia» ha commentato Leticia Colomer, Market Manager dell’Ufficio del Turismo di Valencia. Molte spiagge di Valencia, basse e sabbiose, sono state quest’anno insignite della Bandiera Blu: el Cabanyal, el Saler, Árbre del Gos, la Garrofera, la Devesa y Recatí e la Malvarosa, la più frequentata di Valencia, con numerosi ristoranti sulla spiaggia.
Oltre alle spiagge e al limpido mare ad attrarre i visitatori di tutte le età provenienti da tutto DSCF2751(1)il mondo vi sono le bellissime opere architettoniche che testimoniano le varie epoche storiche e ricordano le popolazioni che vissero in questa città. Valencia vive il presente in perfetta sintonia con la sua storia millenaria.
Il centro storico, il quartiere Barrio del Carmen, racchiude i misteri, i segreti e le storie della città i cui monumenti principali sono: la Plaza de la Virgen, Palacio de la Generalitat, Basilica della Vergine degli Abbandonati, Cattedrale, Plaza de la Reina, Santa Catalina, Plaza Redonda, Mercado Central, Lonja de la Seda, Iglesia de San Nicolás, il campanile del Micalet e la Plaza de la Almoina. Il quartiere Barrio del Carmen, il più antico di Valencia, sorse inizialmente tra due mura: quelle della città islamica e quelle della città cristiana. Ciò che lo caratterizza sono le stradine acciottolate fiancheggiate da imponenti edifici medievali.
Il monumento più importante del periodo di maggior splendore della città è certamente la Borsa della Seta, in stile gotico, in cui si tenevano le contrattazioni mercantili. Fu costruita tra il XIV ed il XVI secolo, durante il cosiddetto “secolo d’oro”, all’epoca in cui la città fu uno dei principali centri commerciali d’Europa. Dal 1996 l’edificio, in spagnolo “Lonja de la Seda”, è inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Si compone di tre ambienti interni, che coprono circa 1990 metri quadrati, e di uno esterno: il giardino degli aranci.
ventagli artigianali(1)La visita continua alla Basilica ed alla Cattedrale dove è custodito il Santo Graal, una delle reliquie più importanti della cristianità. I Vescovi hanno smesso di usarlo durante la messa perché un vescovo nel ‘700 lo fece cadere a terra scheggiandolo e costui se ne dispiacque a tal punto che morì di crepacuore. Oggi viene utilizzato solo in caso di visita pontificia, Giovanni Paolo II nel 1982 e successivamente Benedetto XVI nel 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie. Dalla Cappella del Santo Graal si accede al Museo della Cattedrale dove sono conservate croci, ostensori, calici e due opere di Goya.
Dopo aver goduto della visione dei monumenti, gli amanti dell’arte contemporanea non si faranno sfuggire l’occasione di visitare la mostra dedicata a Fernand Léger, l’artista contemporaneo di Picasso considerato un avanguardista e innovatore del cubismo. Fino al 15 settembre presso l’Istituto Valenciano d’Arte Moderna sono esposte centinaia di opere realizzate dall’artista tra il 1918 e il 1955, tra cui dipinti, disegni, tessuti e fotografie. La mostra è un viaggio nel tempo, che ripercorre il Novecento e la storia di Léger tra la tragicità delle guerre e l’esilio in America.
Valencia va vissuta secondo lo stile mediterraneo, quindi all’aperto, nelle tranquille piazze il Santo Graal(1)senza auto del centro storico, nei tanti ristoranti e bar affollati di giovani. La sera i viali si riempiono di persone: c’è chi desidera la movida notturna e chi luoghi dove potersi rilassare magari davanti ad un buon piatto di Paella. Alla Paella Valenciana è dedicata la “Semana de la Paella”, un evento che accende i riflettori su questo piatto storico simbolo della tradizione valenciana. La ricetta prevede tra i suoi ingredienti: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino. Secondo una leggenda sono gli uomini a cucinare di domenica la Paella per far riposare la propria donna, che cucina durante tutta la settimana. Tale mito spiegherebbe l’etimologia del nome di questo piatto: “pa-ella” cioè “per-lei”.
“Viajas, porque al final lo que queda son los recuerdos” vale a dire viaggiate, perché alla fine quello che resta sono i ricordi e il ricordo di Valencia sarà al rientro a casa uno dei più belli da mettere nel cassetto.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
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Incanto partenopeo Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

Guido Di Renzo nel suo studio(1)Incanto partenopeo Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

25 maggio – 1° dicembre 2019

Guido Di Renzo, Giuseppe Casciaro e la comunità artistica del Vomero nella prima metà del Novecento
Mostra a cura di Giacomo Lanzilotta

L’iniziativa fa seguito alla importante donazione acquisita dalla Pinacoteca di Bari lo scorso 2016, consistente in 172 opere del pittore Guido Di Renzo (Chieti 1886 – Napoli 1956), abruzzese di origine e napoletano per adozione e formazione artistica. Amico e allievo nel capoluogo partenopeo del salentino Giuseppe Casciaro, Di Renzo prese parte attiva alle principali rassegne artistiche del panorama nazionale nella prima metà del Novecento, riscuotendo in parecchie occasioni importanti riconoscimenti (tra questi, l’acquisto di suoi lavori da parte del re Vittorio Emanuele III e del Comune di Napoli).
La mostra – oltre centocinquanta opere tra dipinti e sculture – metterà a confronto le opere del Di Renzo con quelle del maestro e in seguito fraterno amico Casciaro, assieme a una scelta antologia dei rappresentanti della comunità artistica del Vomero, dai pittori Vincenzo Ciardo, Attilio Pratella, Luca Postiglione, Giuseppe Aprea,  Francesco Galante e molti altri, agli scultori Tello Torelli, Filippo Cifariello e Francesco De Matteis, attraverso la ricostruzione evocativa di quei contesti espositivi affermatisi nella vita culturale napoletana della prima metà del Novecento.

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Via Spalato, 19/Lungomare Nazario Sauro, 27   (IV piano)   70121  Bari
Telef. 080/ 5412422-4-6-7
www.pinacotecabari.it

infotel: 080/5412420
pincorradogiaquinto@gmail.com
pinacoteca@cittametropolitana.ba.it
Giorni e orari di apertura:
dal martedì al sabato 09,00 – 19.00 (ultimo ingresso consentito ore 18:30)
domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30)
lunedì e festività infrasettimanali chiuso
Prezzi di ingresso:
Intero € 3,00
Ridotto € 0,50

Ingresso libero per tutti: la prima domenica di ogni mese (D. M. MIBACT 27-6-2014 n. 94) e in occasione di eventi, quando espressamente indicati in sede e su locandine e inviti.

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura
La visita alle mostre in corso è inclusa nel biglietto d’ingresso

Alla Pinacoteca  metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all’ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano,  ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

Il Duca torna a casa: Francesco Maria I della Rovere di Tiziano

Il Duca torna a casa: Francesco Maria I della Rovere di Tiziano

Dal 14 aprile al 14 luglio un’imponente mostra espositiva sulle “Collezioni roveresche nel Palazzo Ducale di Casteldurante”

URBANIA (Pesaro e Urbino) – Torna a casa dopo 400 anni il Duca  Francesco Maria I della Rovere, ritratto su tela di Tiziano Vecellio. E’ il cuore della mostra aperta lo scorso 14 aprile nelle sale del piano nobile del Palazzo Ducale di Urbania.
L’esposizione vuole ripercorrere le “Collezioni dei Della Rovere” racchiuse tra la fine del 1400 e i primi decenni del 1600 nelle sale del Palazzo Ducale di Casteldurante, l’odierna Urbania. Il Duca Francesco Maria I Della Rovere vissuto negli anni del pieno Rinascimento (1490 -1538) diceva spesso di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante. L’occasione della mostra sembra buona per poter dire, a ragione, che il “Duca torna a casa”. Passati quasi quattro secoli dal trasferimento delle collezioni artistiche al Granducato di Toscana – dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel 1631- c’è la possibilità di rivedere, nel palazzo dove era originariamente conservato, uno tra i più significativi capolavori della pittura rinascimentale.
Il quadro del Tiziano sarà anche un prezioso spunto per realizzare una “mostra dossier”: verranno ricostruiti i principali aspetti delle raccolte artistiche ducali e l’influenza esercitata dal mecenatismo dei Della Rovere sia nell’ambito delle botteghe dei vasai locali sia negli interventi archi- tettonici che hanno interessato edifici sacri e civili. Oltre alla tela del Tiziano, altre opere saranno in mostra a raccontare alcuni aspetti del collezionismo che animavano la dinastia roveresca, contestualizzando la stessa nell’ambito degli importanti avvenimenti storici riguardanti la penisola italiana che coinvolgevano, anche in prima persona, Francesco Maria I Della Rovere sia come Duca di Urbino sia come Capitano Generale della Serenissima Repubblica di Venezia. Così, lungo il percorso sarà possibile ammirare: il “Corteo Trionfale di Carlo V a Bologna”, un’acquaforte di Hogenberg Nicolaus datata 1530, dall’altezza di 36 cm. e lunga circa 12 metri; la Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo Mercatore; senza tralasciare quadri, libri, ceramiche, disegni, oggettistica, carte, lettere e atti storici.

Un sezione della rassegna è dedicata alle ceramiche e rappresentano i vari stili, decori e colori che caratterizzarono e resero famosa Casteldurante tra il ‘400 e il ‘500 in tutto il mondo. Il gruppo di maioliche in esposizione fanno parte del ricco patrimonio artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che le ha prestate per l’occasione ad Urbania.
L’itinerario espositivo si svilupperà anche al di fuori del piano nobile del Palazzo Ducale di Urbania. Complementare e integrata alla mostra è la visita alla diverse sale, che consente al visitatore di scoprire la sede dell’antica corte con la sala maggiore, la passeggiata scenografica sul fiume Metauro realizzata dall’architetto Gerolamo Genga che ha lavorato nelle sale più belle del palazzo durantino. Oltre alla visita esterna dell’imponente opera architettonica che si sviluppa in più piani nel centro storico della cittadina, altra tappa prevista è alla chiesa del Corpus Domini di Urbania, per gli affreschi e dipinti dell’artista Raffaelino del Colle.
Il progetto di mostra arriva a coronare le ricerche e gli studi compiuti a partire dal 1990 sulle collezioni, sul patrimonio e sull’eredità culturale dei Della Rovere nell’antico ducato di Urbino. Negli ultimi anni infatti sono state condotte ricerche e studi su vari aspetti della cultura roveresca attraverso convegni, esposizioni, restauri e una collana editoriale. Da questo complesso di attività viene ad assumere un rilievo particolare sia la quadreria dei Della Rovere sia la libreria a stampa di Casteldurante (Urbania dal 1636) entrambe collocate nel Palazzo Ducale durantino dove ha avuto sede la corte dei Della Rovere fino al 1631.
La mostra arriva in occasione dei restauri dei due cortili del Palazzo Ducale, un progetto finanziato dalla Regione Marche con fondi europei destinati alla valorizzazione del Rinascimento “Le arti e la storia nell’età di Francesco Maria I Della Rovere a Casteldurante”.
La rassegna, voluta dal Comune di Urbania e Biblioteca e Musei del Palazzo Ducale, è in collaborazione con la Galleria degli Uffizi di Firenze, con il Polo Museale delle Marche, la Regione Marche, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e l’Unione Montana Alta Valle del Metauro. Il Comitato scientifico della mostra è composto da illustri studiosi, coordinati da John Spike e da Fausta Navarro.
“Francesco Maria I della Rovere di Tiziano” sarà inaugurata il 14 aprile alle ore 11 al Teatro Bramante, per chiudere il 14 luglio. La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato per le edizioni QuattroVenti dell’Università di Urbino.

NOTE TECNICHE

Titolo della mostra:
“Francesco Maria I della Rovere di Tiziano”
Collezioni roveresche nel Palazzo di Casteldurante

Urbania, Palazzo Ducale
14 aprile – 14 luglio 2019
Orari:10-13 / 15-18
Ingresso: 6 euro

Infolinee: Museo Civico Urbania 0722.313151
Ufficio Turismo Urbania 0722.313140

Ufficio stampa:
Samuele Sabatini 328.6958008
Francesco Maria I Della Rovere
Palazzo Ducale Urbania
La Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo Mercatore
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1000 euro, partecipazione gratuita: Premio Marietta ispirato a Pellegrino Artusi | Scadenza 3 giugno

5 piatti finalisti 20181000 euro, partecipazione gratuita: Premio Marietta ispirato a Pellegrino Artusi | Scadenza 3 giugno

PREMIO MARIETTA 2019
Concorso per cuochi dilettanti: 1000 euro in palio, partecipazione gratuita, riflettori nazionali nella scuola di cucina di Casa Artusi, padre della cucina italiana. Scadenza 3 giugno.

Mille euro in palio, partecipazione gratuita e soprattutto i riflettori nazionali artusiani. Sono i tre ingredienti del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti, ispirato alla celebre governante di Pellegrino Artusi, Marietta Sabatini. Promosso nell’ambito della Festa Artusiana (22-30 giugno), il concorso si rivolge alle Mariette d’oggi, appassionati di cucina a cui viene richiesto di realizzare un primo piatto di pasta ispirato al celere manuale, “La scienza in cucina”. La scadenza per inviare la ricetta è il 3 giugno prossimo. I mille euro in palio sono offerti da Conad Superstore Giardino.

Come partecipare al Premio Marietta

Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 3 giugno 2019: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2019” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail (in formato .pdf) all’indirizzo: protocollo@comune.forlimpopoli.fc.it

Per partecipare occorre inviare una ricetta originale di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso). Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.

La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi maggiorenni e dilettanti, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.

Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella mattinata di domenica 23 giugno nel corso della Festa Artusiana, in calendario dal 22 al 30 giugno a Forlimpopoli.

Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad Superstore Giardino. La giuria è presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette.

Chi era Marietta Sabatini

La ‘fedele Marietta’ a cui è dedicato questo concorso, è sempre stata una figura centrale nell’opera di Artusi. In ombra se l’angolo di visuale è la ribalta letteraria, in primo piano se si guarda alla sostanza gastronomica e alla solidità del successo de ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’.

Pellegrino Artusi sapeva di dovere molto a Marietta, tanto che si sentì in dovere di lasciarle in eredità, oltre al lascito di ben Lire 8000 (cifra considerevole nel 1911), i diritti di autore sul manuale, assieme al cuoco Ruffilli Francesco, in quanto aveva coadiuvato al buon esito del libro.

Alla fedele Marietta, Pellegrino Artusi dedicò anche la ricetta del panettone che si trova nel manuale perché “è brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparato da lei”.

E’ proprio alle Mariette d’oggi, quelle persone che custodiscono l’amore e l’abilità del sapere artusiano, che la città di Forlimpopoli omaggia con questo concorso.

Info Premio Marietta: tel. 0543 749235, scuola@comune.forlimpopoli.fc.itwww.festartusiana.it  www.casartusi.it

Forlimpopoli, maggio 2019

 

Ufficio Stampa –  Agenzia PrimaPagina

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Filippo Fabbri – Anna Frabotta

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A.d.1238 Federico II e l’assedio di Brescia XV Edizione

50127078_2309350715962927_253716134925172736_oA.d.1238 Federico II e l’assedio di Brescia XV Edizione

Dal 3 maggio al 2 giugno

Castello di Brescia
9 Via Castello, 25121 Brescia

Rievocazione storica Medievale sull’assedio dell’Imperatore Federico Ii al libero Comune di Brescia. Campi medievali, area artigianale, spettacoli con duelli, banchi antichi mestieri, fiaccolate, lezione scherma per bambini , presentazioni di libri e convegni, mostre tematiche medievali. Ingresso Gratuito
http://confraternitadelleon.wixsite.com/confr1

Premio Marietta Honorem 2019 Maurizio Camilletti

Maurizio Camilletti e Rossella RealiPremio Marietta Honorem 2019 Maurizio Camilletti

Per l’arte delle teglie a Montetiffi: una tradizione conosciuta in tutto il mondo. La consegna il 23 giugno 2019 a Forlimpopoli alla Festa Artusiana.

Dici Montetiffi a Sogliano al Rubicone e subito il pensiero corre alle teglie. Un prodotto dalla lunga storia, la cui tradizione oggi è tenuta in vita da due coniugi: Maurizio Camilletti e Rossella Reali. Ultimi superstiti di una manualità con secoli di storia alle spalle, a loro la Festa Artusiana assegna uno dei prestigiosi Premi Marietta ad Honorem, riconoscimento attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”.

Come nel caso, appunto, di Camilletti a cui il Marietta ad Honorem viene consegnato “per avere saputo mantenere, assieme alla moglie Rosella, un lavoro artigianale di grande tradizione nella nostra terra”, così nella motivazione. Il Premio viene assegnato a una personalità del “territorio artusiano”, insieme a una figura al di fuori dei confini della Romagna che sarà svelata nei prossimi giorni.

La consegna ci sarà domenica 23 giugno a Casa Artusi, nella serata che vedrà anche la proclamazione dei vincitori del premio Marietta per cuochi dilettanti.

La storia di Maurizio e Rossella

La storia di Maurizio e Rossella inizia nei primi anni ’90, quando Leone Reali, storico tegliaio del territorio, chiude la sua bottega. A Montetiffi rimane solo Pierino Piscaglia, ultimo di quattro generazioni, a continuare un mestiere che è un’arte. Nella seconda metà degli anni ’90 anche Pierino lascia per motivi di salute. E così, quella che era una delle grandi professioni di bottega nella Valle dell’Uso, rischia di scomparire per sempre.

Poi succede qualcosa. Il destino ci mette la sua mano e vuole che un giorno Rosella e Maurizio, vadano in visita da Pierino. E qui avviene il miracolo, scatta la scintilla: i coniugi Camilletti prendono accordi per apprendere l’arte di far teglie.

“Era da diverso tempo – dice Maurizio – che il lavoro da impiegato, non mi soddisfaceva più e mi ero veramente stancato stare dietro ad una scrivania. Così l’incontro è stata la scintilla che mi ha fatto scattare la voglia di realizzare qualcosa di bello. Già da piccolo queste terre le frequentavo. Per sei mesi ho svolto i due lavori. Poi c’è stata la decisione di andare ad abitare a Ville di Montetiffi”.

L’entusiasmo di Maurizio viene sostenuto e rafforzato dalla moglie Rossella che con determinazione riprende a far girare il trespolo e a trasformare, con le mani, con i piedi, col cuore, una palla di terra in teglia.

“Dentro di noi ci sono radici così profonde che non sappiamo dove arrivino – prosegue Maurizio – forse dagli antenati di Rossella (tutti tegliai) che hanno risvegliato in lei l’orgoglio di appartenere a generazioni di artigiani, che da sempre hanno manifestato amore e rispetto per il proprio territorio”.

Le teglie che vengono prodotte presentano un timbro che ne certifica l’originalità, vere “Teglie di Montetiffi” e che garantisce la fedeltà alla tradizione: stesse materie prime, fabbricazione, stagionatura e cottura.

Oggi il loro laboratorio è aperto a tutti: ai turisti che dal mare vogliono risalire le valli, alle scolaresche, alle persone che hanno semplicemente bisogno di una teglia per cuocere la piada.

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Premio Marietta Honorem 2019
Maurizio Camilletti

Per l’arte delle teglie a Montetiffi: una tradizione conosciuta in tutto il mondo. La consegna il 23 giugno 2019 a Forlimpopoli alla Festa Artusiana.

Dici Montetiffi a Sogliano al Rubicone e subito il pensiero corre alle teglie. Un prodotto dalla lunga storia, la cui tradizione oggi è tenuta in vita da due coniugi: Maurizio Camilletti e Rossella Reali. Ultimi superstiti di una manualità con secoli di storia alle spalle, a loro la Festa Artusiana assegna uno dei prestigiosi Premi Marietta ad Honorem, riconoscimento attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”.

Come nel caso, appunto, di Camilletti a cui il Marietta ad Honorem viene consegnato “per avere saputo mantenere, assieme alla moglie Rosella, un lavoro artigianale di grande tradizione nella nostra terra”, così nella motivazione. Il Premio viene assegnato a una personalità del “territorio artusiano”, insieme a una figura al di fuori dei confini della Romagna che sarà svelata nei prossimi giorni.

La consegna ci sarà domenica 23 giugno a Casa Artusi, nella serata che vedrà anche la proclamazione dei vincitori del premio Marietta per cuochi dilettanti.

La storia di Maurizio e Rossella

La storia di Maurizio e Rossella inizia nei primi anni ’90, quando Leone Reali, storico tegliaio del territorio, chiude la sua bottega. A Montetiffi rimane solo Pierino Piscaglia, ultimo di quattro generazioni, a continuare un mestiere che è un’arte. Nella seconda metà degli anni ’90 anche Pierino lascia per motivi di salute. E così, quella che era una delle grandi professioni di bottega nella Valle dell’Uso, rischia di scomparire per sempre.

Poi succede qualcosa. Il destino ci mette la sua mano e vuole che un giorno Rosella e Maurizio, vadano in visita da Pierino. E qui avviene il miracolo, scatta la scintilla: i coniugi Camilletti prendono accordi per apprendere l’arte di far teglie.

“Era da diverso tempo – dice Maurizio – che il lavoro da impiegato, non mi soddisfaceva più e mi ero veramente stancato stare dietro ad una scrivania. Così l’incontro è stata la scintilla che mi ha fatto scattare la voglia di realizzare qualcosa di bello. Già da piccolo queste terre le frequentavo. Per sei mesi ho svolto i due lavori. Poi c’è stata la decisione di andare ad abitare a Ville di Montetiffi”.

L’entusiasmo di Maurizio viene sostenuto e rafforzato dalla moglie Rossella che con determinazione riprende a far girare il trespolo e a trasformare, con le mani, con i piedi, col cuore, una palla di terra in teglia.

“Dentro di noi ci sono radici così profonde che non sappiamo dove arrivino – prosegue Maurizio – forse dagli antenati di Rossella (tutti tegliai) che hanno risvegliato in lei l’orgoglio di appartenere a generazioni di artigiani, che da sempre hanno manifestato amore e rispetto per il proprio territorio”.

Le teglie che vengono prodotte presentano un timbro che ne certifica l’originalità, vere “Teglie di Montetiffi” e che garantisce la fedeltà alla tradizione: stesse materie prime, fabbricazione, stagionatura e cottura.

Oggi il loro laboratorio è aperto a tutti: ai turisti che dal mare vogliono risalire le valli, alle scolaresche, alle persone che hanno semplicemente bisogno di una teglia per cuocere la piada.

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Rievocazione storica della Battaglia di Solferino e San Martino

Rievocazione storica della Battaglia di Solferino e San Martino
Domenica 23 giugno 2019

160° Anniversario della Battaglia di Solferino e San Martino

Complesso monumentale di San Martino della Battaglia – Desenzano del Garda (BS)

Amici dei Musei di Solferino e San Martino
Via Torre, 2, 25015 Desenzano del Garda

Biglietti · Biglietti in vendita: 23 giugno alle ore 10:00
www.solferinoesanmartino.it

Truck’n’Food a Crema

50970777_305977650121608_8352143229440753664_oTruck’n’Food a Crema

Dal 14 al 16 Giugno 2019

Giardini di Porta Serio

Torna a Crema il #TrucknFood

Da Venerdì 14 a Domenica 16 Giugno

+ truckfood + street food + birra +

A Crema tornano i coloratissimi furgoncini dello Street festival, la manifestazione organizzata da  SGP Events. Dal 14 al 16 Giugno una ventina di trucks saranno di stanza a Crema, per una tre giorni di festa e divertimento all’insegna di cibo da strada di qualità, birra e ottima musica. Nati negli anni ’70 negli Stati Uniti dall’esigenza di consumare un pasto veloce per strada nella pausa lavorativa, i food truck si sono diffusi nell’Europa del Nord, per poi diventare una moda seguita da tutto il mondo. Camioncini personalizzati nascondono all’interno vere e proprie cucine attrezzate, capaci di creare capolavori gourmet di alta cucina. Il concetto di cibo da strada infatti viene portato all’estremo, con l’uso di prodotti di elevata qualità, a km 0 o di grande pregio. Anche a Crema sarà possibile assaggiare specialità provenienti da diverse regioni d’Italia, per un tour dello Stivale tutto da gustare, con interessanti incursioni nelle cucine di Paesi stranieri. Gourmet e appassionati di cucina vivranno un’esperienza multisensoriale unica: sarà appagato non solo il gusto, ma anche la vista, grazie alla scenografia creata dai truck e alla presentazione dei piatti, l’olfatto, grazie ai profumi che si sprigioneranno dalle cucine itineranti.

Cantine Aperte 2019 Tenute Tomasella

img-topCantine Aperte 2019 Tenute Tomasella

Domenica 26 maggio 2019

Apriremo le porte della nostra Cantina e vi accoglieremo per una domenica ricca di attività per grandi e piccoli.
Vi aspettiamo per trascorrere una giornata di divertimento ricca di iniziative. Siete curiosi? Ecco alcune attività della giornata:

Le attività di degustazione durante Cantine Aperte
Degustazioni guidate dai nostri sommelier esperti, visite alla Cantina »

Giro in calesse nei vigneti, attività con i pony »
Le iniziative per i più piccoli durante Cantine Aperte

Specialità alimentari durante Cantine Aperte

Gonfiabili per i bimbi, gelato e specialità dei nostri partner »

Vi aspettiamo numerosi domenica 26 maggio dalle ore 10:00.

I nostri recapiti:
Azienda agricola Tomasella di Tomasella Luigi & C. Via Ungaresca, 14
Brugnera, PN 33070 Italy

Angelo ribelle, cane sciolto, Zio Rock: Omar Pedrini protagonista a Mangiamusica – La Stagione evento

1f632e0f-2576-4720-bbe6-c5ce2471a2acAngelo ribelle, cane sciolto, Zio Rock: Omar Pedrini protagonista a Mangiamusica – La Stagione evento
Venerdì 24 maggio all’Hostaria Tre Ville di Parma

PARMA – È Omar Pedrini il grande protagonista dell’appuntamento di maggio della Stagione Evento di Mangiamusica a Parma. Sarà un appuntamento extra (molto atteso) della rassegna diretta dal giornalista Gianluigi Negri che, per l’occasione, ha scelto come locale il Ristorante Antica Hostaria Tre Ville di strada Benedetta, dopo il successo della stagione ufficiale (gennaio-aprile) svoltasi all’Antica Tenuta Santa Teresa. Venerdì 24 maggio il cantautore bresciano sarà l’ospite d’onore della cena “Angelo ribelle o cane sciolto: lo Zio Rock si racconta” alle Tre Ville.

CANE SCIOLTO E ANGELO RIBELLE
La cena avrà inizio alle 21 (info e prenotazioni: 0521-272524 oppure info@mangiacomescrivi.it). Sarà l’occasione per presentare i due recenti libri di Omar Pedrini, “Cane sciolto” (Chinaski) e “Angelo ribelle” (La Nave di Teseo). Lo Zio Rock, attualmente impegnato nel tour italiano “Timoria – Viaggio senza vento (e dintorni)”, racconterà così al pubblico, tra parole e musica, la sua straordinaria carriera ultratrentennale, intervistato da Negri.
Lo storico leader e fondatore dei Timoria – pionieri del rock italiano anni Novanta – si soffermerà su quello che la musica gli ha regalato: incontri, canzoni, occasioni e luoghi che hanno messo in discussione la sua vita (e in pericolo, con tre delicati interventi al cuore), salvandola, tra rivoluzioni, precipizi e svolte. Come nei due libri, parlerà del film della sua vita, a conti fatti un vero e personalissimo concept album. Il pubblico potrà così conoscere meglio l’uomo e l’artista che, dal mondo contadino ai concerti rock, dal cinema al festival di Sanremo, vive la vita assaporandone ogni istante fino in fondo. Per dirla con uno dei suoi album di maggiore successo: “Come se non ci fosse un domani”.

IL MENU DEGLI CHEF FRANCESCO E BARBARA DALL’ARGINE E IL DOLCE D’AUTORE FIRMATO BATTISTINI
Gli chef delle Tre Ville Francesco e Barbara Dall’Argine (con il fratello Luca a fare da oste, come sempre) presenteranno nel menu il loro classico e pantagruelico buffet “all you can eat” alla parmigiana, con ampia scelta di vini e bevande (incluse nel costo della cena). Il gran finale sarà riservato al dolce del maestro pasticciere Alessandro Battistini della Pasticceria Battistini di Parma, che stavolta proporrà la Torta Eleonora (dedicata alla figlia), una delizia al lampone sempre richiestissima nel suo laboratorio di via Montebello.

IL SECONDO APPUNTAMENTO EXTRA DELLA STAGIONE EVENTO DI MANGIAMUSICA AL CIELO DI STRELA
La Stagione evento di Mangiamusica avrà un anche un secondo appuntamento extra venerdì 21 giugno. “In quella data – anticipa Gianluigi Negri – faremo la nostra tradizionale Festa d’inizio estate, giunta al quinto anno, all’Agriturismo Il Cielo di Strela (Compiano) dello chef Mario Marini. Il protagonista della cena “Stay Sereno!” sarà Paolo Sereno, il più grande chitarrista fingerstyle italiano, definito “Italy’s grooviest guitar player!” da Don Ross”.

La Notte Rosa: a cena con Mattia Vezzola

0001-3La Notte Rosa: a cena con Mattia Vezzola

 Abbiamo un amico alto alto e molto simpatico che produce ottimi vini rosati.

Siamo felici di invitarvi alle Notte Rosa con vini di Mattia Vezzola della Cantina Costaripa abbinati a piatti realizzati da Daniela.

Prenotazioni aperte allo 0376525270 oppure a info@cosebuoneweb.com

Daniela e Davide … la vie en rose!

Padernello Cose Mai Viste 2019

51010686_763906433988895_5033466066186010624_oPadernello Cose Mai Viste 2019

Sabato 25 e domenica 26 maggio 2019

Vi aspettiamo sabato 25 e domenica 26 maggio nel magico Castello di Padernello per la nuova edizione di Cose Mai Viste.. artigiani, designer e giovani stilisti che, dalle sale alle verande, dalle logge al cortile del castello fino al grande Prato verde della Magnolia, presenteranno, tra musica e buon cibo, le proprie autoproduzioni. Abbigliamento, accessori, oggettistica, bijoux, design, mobili e laboratori nella due giorni che celebra il nuovo artigianato e l’economia circolare.

Padernello Cose Mai Viste

Borgo San Giacomo

padernellocosemaiviste@gmail.com

Cena di gala di FMS ONLUS

Cena di gala di FMS ONLUS

16 maggio 2019

è il live motive della cena annuale di Fondazione Malattie del Sangue Onlus, quest’anno nella cornice del Novotel Milano Milano Nord Ca’ Granda, insieme agli amici, ai sostenitori ed ai medici, infermieri e collaboratori della Struttura Ematologica di Niguarda.

Un appuntamento ormai consolidato da anni, una festa per ringraziare quanti in questi anni, attraverso la vicinanza ed il sostegno economico, hanno permesso all’Ematologia di Niguarda importanti traguardi.
Durante l’evento, racconteremo le novità ed i progetti che ci vedono coinvolti l’ancor più forte legame stretto con l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda che quest’anno festeggia il suo 80esimo anno. I fondi raccolti durante la serata, saranno destinati ai progetti di FMS Onlus.

Il contributo solidale per la partecipazione parte da € 70 a persona.

Per confermare l’adesione o per maggior informazioni vi invito a contattare la segreteria di FMS Onlus entro giovedì 9 maggio come di seguito indicato:
internet: CLICCANDO QUI e compilanto il modulo di partecipazione con i tuoi dati
email all’indirizzo: segreteria@malattiedelsangue.org
oppure telefonando alla sede di FMS dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 – 15.00 al numero 02 64 25 891.

E’ possibile anticipare il contributo tramite bonifico, bollettino postale o pagamento online, specificando nella causale “contributo liberale – Galà FMS Onlus 2019″ e il proprio nominativo.

IBAN: IT 96 T 05034 01726 0000000 43254
c/c postale n. 42497206
intestato a: fondazione Malattie del Sangue Onlus

La contabile bancaria o la ricevuta del bollettino postale è il documento utile per la deduzione fiscale – Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 15 aprile 2011.

Pranzo del “Duca”: tra ricette antiche e “omaggio” in ceramica

2bb75617-d901-4d51-8853-4660fae416d8Pranzo del “Duca”: tra ricette antiche e “omaggio” in ceramica

Domenica 12 maggio alle ore 12 nel Cortile di Palazzo Ducale di Urbania menù cinquecentesco servito in maioliche di Casteldurante in rosso Tiziano e visita guidata alla mostra in onore di Francesco Maria I Della Rovere

URBANIA (Pesaro e Urbino) – Insalata di Costanzo Felici con pane allo zenzero, pasticcio d’erbe, budino di ricotta con salsa speziata, sono solo alcuni dei piatti che saranno serviti domenica 12 maggio nel Cortile quattrocentesco di Palazzo Ducale di Urbania. L’occasione viene data dall’iniziativa “A pranzo con il Duca”, in onore della mostra evento allestita nel piano nobile del Palazzo e che vede protagonista il ritratto di Francesco Maria I Della Rovere, opera di Tiziano Vecellio.

Un’occasione più unica che rara, grazie alla riproposizione di antiche ricette rinascimentali rispolverate dal gruppo “Mac Caron” di Urbania, associazione che ha come scopo quello di tenere in vita le antiche ricette del territorio dell’Alta Val Metauro, tramandarne la tradizione attraverso corsi per tutti, diffondendo una consapevolezza del buon cibo e della cucina locale.

“Dopo gli antipasti, si prosegue con le lumachelle della Duchessa con “grisilli” (le interiora), antichissima pasta fatto a mano con spezie e formaggio, cotta in brodo assieme alle interiora di animali di bassa corte –spiega Francesca Guerra, presidente “Mac Caron”- un piatto ricco di proteine, per questo storicamente destinato alla puerpere che dovevano riprendersi dal parto. A realizzarlo erano le suore di clausura, perché il processo di preparazione era lunghissimo. In un secondo momento, anche se si parla sempre del ‘500, presero il nome di lumachelle della Duchessa, in onore di Battista Sforza, seconda moglie di Federico da Montefeltro, che era un’ottima cuoca, ma soprattutto diede alla luce numerosi figli e per questo mangiava spesso questa minestra”.

Il menù prevede inoltre: cappone marinato ai mille savor, sfogliata di vitella con gelatina di mele al rosmarino. Il tutto annaffiato da Bell’Antonio e Fogliola rosso della Tenuta San Giacomo e Filippo di Urbino. Gran finale con torta zuccherata con crema di bisbetica e vino santo.

Altra particolarità del pranzo: i commensali degusteranno i vari cibi in piatti di ceramica di Casteldurante, realizzati per l’occasione dal foggiatore Orazio Bindelli e dai maestri maiolicari dell’Associazione Amici della Ceramica. Piatti e bicchieri di forma cinquecentesca con l’utilizzo di colori legati a Tiziano, come il rosso che lo rese celebre nel campo della pittura, saranno omaggiati ai partecipanti.

A fine pranzo è prevista la visita guidata alla mostra “Il Duca torna a casa”, allestita nelle sale di Palazzo Ducale. Oltre al dipinto di Maria Francesco I della Rovere a firma di Tiziano, esposte numerose opere come il “Corteo Trionfale di Carlo V a Bologna”, un’acquaforte di Hogenberg Nicolaus datata 1530, dall’altezza di 36 cm. e lunga circa 12 metri; la Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo Mercatore; senza tralasciare quadri, libri, ceramiche, disegni, oggettistica, carte, lettere e atti storici.

Un sezione della rassegna è dedicata alle ceramiche e rappresentano i vari stili, forme, decori e colori che caratterizzarono e resero famosa Casteldurante tra il ‘400 e il ‘500 in tutto il mondo. Il gruppo di maioliche in esposizione fanno parte del ricco patrimonio artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che le ha prestate per l’occasione ad Urbania.

Costo dell’intera giornata 35 euro che comprende: pranzo, omaggio in ceramica e visita guidata. In caso di maltempo la manifestazione si terrà ugualmente, all’interno della Sala Volponi di Palazzo Ducale.
La prenotazione è obbligatoria allo 0722.313140

NOTE TECNICHE

Titolo della mostra:
“Francesco Maria I della Rovere di Tiziano”
Collezioni roveresche nel Palazzo di Casteldurante

Urbania, Palazzo Ducale
14 aprile – 14 luglio 2019
Orari:10-13 / 15-18
Ingresso: 6 euro

Infolinee: Museo Civico Urbania 0722.313151
Ufficio Turismo Urbania 0722.313140

Ufficio stampa:
Samuele Sabatini 328.6958008

Parma Street Food Festival 2019

52684457_2558623154178906_6672145563061846016_nParma Street Food Festival 2019

Dal 10 al 12 maggio 2019

Organizzato da Parma Street Food Festival e altre 2 persone

Parma Street Food Festival
Piazzale della Pilotta, 43100 Parma

PARMA STREET FOOD FESTIVAL 2019

>>> INGRESSO GRATUITO <<<

COSA:
Tre giorni di eventi, cibo di strada, cooking show, giochi di luci, intrattenimenti musicali e tanto altro.
Pranzi / Merende / Aperitivi /Spettacoli / Concerti / DJ set.
Tutto questo nel cuore della città, nel Centro Storico di Parma.

>> il programma delle tre giornate potrebbe subire delle variazioni <<

QUANDO:
10.11.12 Maggio
Dalle 11:00 di mattina sino a notte.

DOVE:
Parma Centro

CHI:
25 spettacolari truck food proporranno il miglior street food in circolazione da tutta Italia.

Seguite l’evento per rimanere aggiornati sulle novità o visita i nostri canali:
Sito internet: www.parmastreetfood.it
Profilo Facebook: www.facebook.com/parmastreetfood
Profilo Instagram: www.instagram.com/parmastreetfood

Vernisssage at Luce Gallery

Seb_Fierro_1_Mondo_remoto_lowSebastian Fierro
Collection of what is not

21 marzo – 11 maggio 2019

Luce Gallery è lieta di annunciare la mostra personale dell’artista colombiano Sebastian Fierro.
In Collection of what is not l’artista espone per la prima volta in Europa una serie di nuovi dipinti frutto del lavoro di circa un anno mezzo, svolto nel suo studio in Bogotà dove vive e lavora.

L’artista afferma che dipingendo è possibile introdurre un elemento di remoto o insostenibile dentro ad una piccola cornice. La visione del dipinto come contenitore permette quindi all’artista possibilità istintive nella costruzione dei paesaggi o delle nature morte, portandoli in un singolo sistema autobiografico costruito dalla memoria personale.
L’ agglomerato di tratti di pittura arricchiscono le informazioni ed ogni elemento nel dipinto rappresenta un fenomeno fisico che caratterizza l’esistenza del dipinto.

“Mosso da fame onnivora, ora fermo.
Da questo punto di vista, uno sguardo dal nulla.
In un universo incalcolabile, spargo fango colorato su superfici piatte,
solo per soppesare quanto più vasto quel non si vede sia rispetto a quello che si vede.
Poi, nessuna riduzione della forma è necessaria, dacché il silenzio è presente quando si incarna rumorosamente.
Qui, voglio esplorare un’idea di rappresentazione non terminale, ma consapevole della morte, che possa essere aggiunta all’essenza della pittura.
Prima di tutto, suppongo che un compito legittimo della pittura sia quello di indagare i propri limiti espandendo la nostra percezione. Questo è il teatro nel teatro dove tutti possiamo condividere un concetto di natura.
In secondo luogo, la mia idea di rappresentazione è un’oscillazione tra la spensierata fattualità del mondo naturale e la cosiddetta addomesticazione civilizzata dello stesso. Un sistema di interazioni fluttuante, un rapporto tra ordine e disordine. Un motore termico non-lineare.
In questo, introduco il sé. Come per tentare di ritrarre una percezione, di ritrarre uno stato mentale permettendo all’altro di interrogarsi e scambiare esperienze di pensiero.
Se non c’è mai un momento in cui io mi possa cogliere senza una percezione, e se non c’è mai altro che io possa osservare se non la percezione, allora la mia ricerca è certa.
Il sé e la superficie piatta sono ambedue contemporaneamente soggetto e oggetto. La coscienza incarnata.
Né eroi, né miti. Né storie da nascondere.
Rigurgitato e gradito, ogni discorso visivo opera con i linguaggi della figurazione, il colore e la composizione, per affrontare questioni di carattere epistemologico.
Qui, solo le apparenze sono vere. Pensiero e azione in uno.”

Sebastian Fierro è nato nel 1988 a Bogotà, Colombia.
Tra le sue mostre personali ricordiamo: From afar, Chamber of Commerce, Medellín; Mercury before the sun, Instituto de Visión, Bogotá; A fragment from Constable, La Central Art Gallery, Bogotà.
Tra le sue mostre collettive ricordiamo: An uncanny order, Jessica Silverman Gallery, San Francisco; Within and across geographies, MAMM, Medellin; New Apertures, Colsubsidio Art Museum, Bogotá; One Year Collective, Salon Communal, Bogotá; Languages on Paper, El Museo Gallery, Bogotá; After all, Bank of the Republic Art Museum, Bogotà.

LUCE GALLERY
Largo Montebello 40
10124 Torino, Italia
www.lucegallery.com // info@lucegallery.com
Orari di apertura: dal martedì al venerdì 15.30/180.30