Con i dolci puoi dare libero sfogo alla fantasia: “se puoi sognarlo, puoi farlo”

34395332_1024945861001487_5421852747513200640_n (1)Fashion week giugno 2018
Milano – Palazzo Visconti
con i dolci puoi dare libero sfogo alla fantasia:  “se puoi sognarlo, puoi farlo”
Walt Disney

Alice Mincone ( il suo nome professionale Alice’s Noglù), avvocato con una grande passione per il cake design, crea il suo laboratorio nel cuore della sua città nativa (Pedaso – FM) e in quella adottiva (San Bartolomeo in Galdo – BN), un laboratorio che lei stessa definisce un atelier delle dolcezze; dolcezze che variano dalle torte decorate a quelle per cerimonie, eventi, dai cookies decorati in pasta di zucchero fino all’alta pasticceria 34035720_2001988269813921_4353160718426570752_n (1)per arrivare ad organizzare eventi, un atelier delle dolcezze nato dalla passione per tutto ciò che è elegante, raffinato, creativo, e innovativo.
Oggi Alice è a Milano in un importante evento che celebra il made in Italy del fashion – Le Salon de La Mode al Fashion Week – e,- come Alice’s Noglù racconta citando Walt Disney, con i dolci puoi dare libero sfogo alla fantasia: “se puoi sognarlo, puoi farlo.

Excellence Le Salon de La Mode
Palazzo Visconti – via Cino Del Duca 8, Milano.

Pitti Immagine Uomo edizione ‘94 SALON OF EXCELLENCE

Bulkababes 2Pitti Immagine Uomo edizione ‘94
SALON OF EXCELLENCE
DeGorsi Luxury Consulting e Fashion Frames
Quest’anno DeGorsi Luxury Consulting (www.degorsi.com), ente organizzatore, propone un “Salon of Excellence” che si arricchisce di due importanti eventi che ne sottolineano l’importanza ed il ruolo heritage con iniziative ideate per promuovere i talenti alta sartoria e dell’artigianato (Nuovo Filo Sartoriale e Masters of Craftmanship), unitamente allo “scouting” di Cristina Vittoria Egger alla ricerca di nuovi talenti nel DE GORSI EXCELLENCEpanorama moda femminile Made in Italy (Fashion Frames).
Alex Dordevic e Cris Egger, fondatori dell’evento , hanno introdotto la Tavola Rotonda “Bespoke tailoring and eco-sustainability of fashion” un simposio moderato da Fabiana Giacomotti, docente della moda presso La Sapienza di Roma, durante la quale importanti esponenti della Moda, quali Francesco Pignatelli della maison Carlo Pignatelli, Bernhard Roetzel noto autore tedesco, e Umberto Pacotto del Lanificio Cerruti, hanno esposto le proprie visioni sul futuro della moda con sguardo alle radici della sartoria “su misura”, partner dalla prima edizione di Fashion Frames e Salon of Excellence la Camera Nazionale Buyer Moda nella persona di Mario Dell Oglio .
Indiscusso momento emozionante della serata è stato “l’evento ABADI FRAGRANZE,Pignatelli” i festeggiamenti dei 50 anni della maison, un sogno ininterrotto dall’apertura di una bottega di 4 metri quadri a Torino nel 1968 ad oggi, lo sguardo non solo rivolto solo al passato, ma “progetti per il futuro”, come il perfezionamento del guardaroba maschile per la cerimonia e continuare a far sognare gli sposi, con la presentazione della nuova collezione da cerimonia della linea donna.
Durante la serata il Salon of Excellence ha presentato il concorso sartoriale del lanificio Cerruti, oltre ai giovani e grandi firme della sartoria “su misura” come Chiaia di Napoli, Cuomo di Napoli, la raffinata camiceria milanese Siniscalchi, le eleganti Calzature Ducal che hanno presentato la scarpa in raffia.
Cristina Vittoria Egger, instancabile cool hunter e fondatrice di Fashion Frames, ha fatto fare un viaggio meraviglioso agli intervenuti, che hanno potuto osservare interessanti brand esteri provenienti da Belgrado come Hippy Garden e Bulka Bulka, pezzi unici di caftani hand made, Berg gioielli, che ha presentato importanti pezzi unici, la vera pignatelli 2eccellenza per i preziosi made in Italy, novità invece assoluta nel salone della profumeria dove la linea fragranze di Abadi ha trasportato buyers e stampa nel mondo meraviglioso delle Mille e una Notte
L evento e stato supportato dal partner storico HM make UP di Luciano Carino, CPM, azienda di carburante, Tranchese Fotografi, partner il il food curato da Anna Rubino che ha proposto un viaggio fantastico nelle vere eccellenze di Napoli con i suoi colori e sapori, dalle sfogliatelle fatte a mano della ditta SfogliaLab, le ciliegine e le provole di bufala di Battipaglia, l’Angolo del pane con i pani con noci, al sesamo e con cicoli, e poi la provola di Agerola e i pomodorini di Corbara, le cipolle di Tropea e i pomodorini Pachino…..il tutto “bagnato” dai Vini di Michele Setaro .ed infine i drink molecolari della ditta DRINK ME, la grande sorpresa della serata.
Arrivata alla decima edizione il Fashion Frames insieme al Salon of Excellence, nella fantastica sede di Palazzo Capponi Vettori, sono diventati tappa obbligatoria per la stampa, buyers e i fashion bloggers influencers che amano il made in Italy e la sartoria internazionale, una location dove tutti sono ben consapevoli di incontrare gusto ed eleganza .

Milano Fashion Week giugno 2018Excellence con il Salon de la Mode

tango di apertura della serataMilano Fashion Week giugno 2018 Excellence con il  Salon de la Mode

A Milano torna protagonista la Fashion Week per le collezioni moda uomo primavera/estate 2019 in programma nel mese di giugno 2018. Un ricco il calendario di sfilate vedrà la presenza, come sempre, di grandi nomi del fashion system internazionale.
Ai brand storici si alterneranno griffe emergenti sulle passerelle in suggestive location cittadine, richiamando decine di migliaia fra giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo, fashion blogger e numerose celebrities.
Evento top Excellence” che si è tenuto nello storico Palazzo Visconti in via Cino Del Duca 8, a Milano. Evento di “Le Salon de la Mode”, organizzazione della fashion brachettimanager Gabriella Chiarappa.

Appuntamento esclusivo sull’eccellenza italiana e sulle nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina che punta sulle strategie di internazionalizzazione. “Excellence” è patrocinato dalla Camera di Cooperazione Italo-Araba, dalla CC-ICRD, dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, dalla A.O. Fatebenefratelli e oftalmico di Milano e da Italian Industry & Commerce Office in the UAE.

La prima parte della serata ha sorpreso gli ospiti con una performance di tango, un passo a due con Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa cake design (1)Maria – Gotan Project, successivamente la serata è proseguita con esposizioni ed allestimenti che hanno animato le splendide sale del palazzo catturando l’attenzione degli invitati; presenti anche angoli dedicati all’arte contemporanea con le creazioni di Andrea Prandi reduce dal successo dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, al libro con Scarpediem (storie di scarpe straordinarie) di Pino Ammendola.

Tra i premiati il grande attore trasformista di fama internazionale Arturo Brachetti, il direttore di Radio Italia Antonio Vandoni per i suoi 30 di carriera musicale, lo stilista Alviero Martini, il regista Roberto Piana, la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile Angela Bellomo.

atelier-angela-bellomoSerata che si è conclusa fra “le dolcezze” infatti i cake design di Alice’ Noglù hanno incantato la folla dei partecipanti, media, buyers e clienti, dal laboratorio nel cuore della sua città nativa (Pedaso – FM) fino a Milano l’atelier delle dolcezze ha raccontato- come, con i dolci, si possa dare libero sfogo alla fantasia: “se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney”.

Excellence Le Salon de La Mode
Palazzo Visconti – via Cino Del Duca 8, Milano.

Sanremo 2018 come gli Oscar

213141516-61411927-6e6a-4b2b-a999-454cd5770336(1)Sanremo 2018 come gli Oscar

A Sanremo il modello italiano e il nostro sistema che hanno qualcosa di inimitabile: il connubio tra creatività e tecnologia che gli altri mercati non posseggono fanno sì che l’italian style sia diventato nel mondo sinonimo di fashion and luxury.
E SanRemo è una dimostrazione, quest’anno si punta sull’eleganza da red carpet con smoking ricamati e abiti di Michelle che la rendono una fata gentile, facendosi guidare dall’idea del sogno di questa chance 12573814_1102084079811326_2278947271935569067_n(1)artistica e dunque abiti elegantissimi, da favola creati appositamente per lei, rigorosamente e volutamente made in Italy.
Look da red carpet con un tributo speciale a Giorgio Armani, per l’outfit della prima sera, appuntato sulla spalla il fiore bianco (i fiorai di Sanremo hanno registrato il tutto simbolo della lotta contro la violenza alle donne. Claudio Baglioni in Scervino, una affascinante Vanoni in Antonio Riva.
Tra i giovani che saliranno sul palco Leonardo Monteiro, vestito da Marta Jane Alesiani, che canterà “Bianca”, una dolcissima canzone che metterà in evidenza le sue doti Cover Bianca Leonardo Monteirocanore. Il suo outfit lo completa “Maledetti Toscane”, calzature fatte a mano. Ai piedi di Doriana Koumanova, l’unica direttrice d’orchestra donna sul palco dell’Ariston, scarpe di O’Jour di Giorgia Caovilla.
Quest’anno Novità la VIP Lounge di Casa SanRemo presenta tante novità, come la location dedicata alle interviste e relax dei cantanti e personaggi di questo Festival, l’angolo trucco curato dalla HM di Luciano Carino,
nel corner Beauty presenti le O’Jour shoes e Aleph Bags, e, a coronamento di una postazione glamour, Berg Gioielli, per essere fate in una notte incantata…..come dice Jovanotti…”Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte, far ballare la gente”

Scouting Cristina Vittoria Egger ..

Sanremo 2018

IMG_4359Sanremo 2018

La musica il fashion e i fiori
L’Ariston come il Dolby Theatre

Come dice Jovanotti…”Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte, far ballare la gente”…….a Sanremo il modello italiano e il nostro sistema che hanno qualcosa di inimitabile: il connubio tra creatività e tecnologia che gli altri mercati non posseggono fanno sì che l’italian style sia diventato nel mondo sinonimo di fashion and luxury. E SanRemo è una dimostrazione, quest’anno si punta, oltre alla musica, anche sull’eleganza da red carpet con smoking ricamati e abiti di Michelle che la rendono una fata gentile, facendosi guidare dall’idea del sogno di questa chance artistica e dunque abiti elegantissimi, da favola creati appositamente per lei, rigorosamente e volutamente made in Italy.
Look da red carpet con un tributo speciale a Giorgio Armani, una pioggia di stelle filanti IMG_4401per l’outfit della prima sera, appuntato sulla spalla il fiore bianco, emblematico (i fiorai di Sanremo hanno registrato il tutto esaurito per i ranuncoli) il fiore come simbolo della lotta contro la violenza alle donne.
Claudio Baglioni in Scervino, una affascinante Vanoni in Antonio Riva, tra i giovani Leonardo Monteiro, vestito da Marta Jane Alesiani, con la sua splendida “Bianca”, una dolcissima canzone che metterà in evidenza le sue doti canore. Il suo outfit lo completa “Maledetti Toscani”, calzature fatte a mano. Ai piedi di Doriana Koumanova, l’unica direttrice d’orchestra donna sul palco dell’Ariston, scarpe di O’Jour di Giorgia Caovilla.
Quest’anno ottimi cambiamenti per la VIP Lounge di Casa San Remo che presenta tante novità, come la location dedicata alle interviste e relax dei cantanti e personaggi di IMG_4400questo Festival, l’angolo trucco curato dalla HM di Luciano Carino, nel corner Beauty presenti le O’Jour shoes e Aleph Bags, e, a coronamento di una postazione glamour, Berg Gioielli, per essere fate in una notte incantata…..
E in una città che diventa un contenitore di cantanti, telecamere, giornalisti, un allestimento molto particolare nel storico negozio Spinnaker a pochi passi dal Ariston, Claudio Betti , vicepresidente della Camera Buyer Nazionale Italia, ha voluto le vetrine con le illustrazioni di copertine dischi di Crepax, create negli anni ‘80.
Il fashion a San Remo, dopo i grandi brand ecco i nuovi talenti, fra tutti Marta Jane Alesiani che ha creato gli outfit per Leonardo Monteiro, la sua “Bianca” è la proposta più attesa delle nuove proposte.

La ringraziamo per l’intervista che ci ha concesso, con le foto di Gabriele Vinciguerra.

La sua particolare solarità interiore riflette anche nelle sue creazioni, in modo così incisivo che i suoi capi sembrano avere un’Anima. Può confermare questa teoria e spiegarla?

27657088_1945268348849167_3315443894161202463_nCredo profondamente che ogni creazione abbia un’Anima, per questo quando creo mi entusiasmo e cerco sempre di trasmettere la mia energia positiva . Ogni volta che disegno, ogni volta che insieme all’ago e al filo si viene a creare un’armonia vincente , trasferisco alle mie creazioni una propria identità .Lavoro con molta dedizione e serietà unendo alla professionalità la mia passione per la Vita e per le mie Origini. Gli abiti, come suggerisce

A SanRemo aspettando “Bianca”

cred ph Gabriele Vinciguerra.(1)A SanRemo aspettando “Bianca”

Lo Stile di Marta Jane Alesiani incanta Leonardo Monteiro

La sua particolare solarità interiore riflette anche nelle sue creazioni, in modo così incisivo che i suoi capi sembrano avere un’Anima. Può confermare questa teoria e spiegarla?

Credo profondamente che ogni creazione abbia un’Anima, per questo quando creo mi entusiasmo e cerco sempre di trasmettere la mia energia positiva . Ogni volta che disegno, ogni volta che insieme all’ago e al filo si viene a creare un’armonia vincente , trasferisco alle mie creazioni una propria identità .Lavoro con molta dedizione e serietà unendo alla professionalità la mia passione per la Vita e per le mie Origini. Gli abiti, come suggerisce la parola stessa, sono abitazioni. Quello che indossi è la casa che decidi di portare con te per tutto il giorno , è proprio per questo motivo che la mia dedizione è ancora più attenta. Il mio scopo non è mettere il mio nome su quel capo , ma far si che quel capo trasmetta l’energia positiva che lo ha creato , affinché venga percepita da chi lo indossa. Vivere nei colori e sentire le loro vibrazioni ci rende diversi, migliori, perché ogni sfumatura cromatica ha la capacità di influenzare il nostro umore. Il mio intento è realizzare sogni..non solo abiti .

Lei ama i colori e ama anche la Musica, in questo caso più che mai , visto che si ritrova a vestire una delle giovani promesse di Sanremo , che ne pensa di questa manifestazione?

Il Festival di Sanremo è sempre stato un fiore all’occhiello per il panorama musicale Italiano, e non solo. E’ da più di 60 anni che rappresenta la maggiore competizione canora riconosciuta a livello mondiale. Considerandolo dal punto di vista canoro, ho spesso seguito il Festival, attratta dalla curiosità di ascoltare brani innovativi e ammetto anche per sbirciare le scelte stilistiche di conduttrici e big.

Com’è nato l’incontro con Leonardo Monteiro ?

L’incontro con Monteiro nasce grazie al mio Ufficio Stampa, la brillante Gabriella Chiarappa, che contattando la sua Manager Dariana Koumanova , è riuscita ad organizzare un meeting a Milano per poterci conoscere e per far vedere loro le mie creazioni. Ci siamo presentati all’incontro Io, Gabriella e il fotografo internazionale Gabriele Vinciguerra, ricordo che avevo una valigia gigantesca piena di proposte. Il primo impatto è stato incredibile, Leonardo ti travolge con la sua gioia di vivere , è li che ho capito che non solo volevo assolutamente creare dei capi per lui, ma che Leonardo sposava esattamente il mio intento, quello di divulgare con le Nostre Arti la Positività.

Lo stile rappresenta il modo di pensare di uno stilista , in che modo entra in sinergia con quella di un’artista?

Tutto è arte, rientra in questo mondo ogni cosa che genera emozioni , lo stile rappresenta spesso la voce della creatività. Ogni volta che ci fermiamo ad ascoltare le nostre sensazioni e il nostro mondo interiore esce allo scoperto, si genera una scintilla che ci rende unici agli occhi di chi ci guarda. Bisogna essere autentici, senza temere i giudizi, senza cercare di somigliare a qualcuno , senza forzature, trasmettendo attraverso l’abbigliamento o attraverso la propria arte, la forza della creatività, dell’umore, della fantasia ,in totale libertà. Lo Stile si genera con la personalità , la personalità con il coraggio di essere se stessi .

La positività interiore è una caratteristica che accomuna sia Lei che Monteiro , questa è la motivazione che l’ha spinta a vestirlo per questa grande occasione?

Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino persone straordinarie che hanno aggiunto un grande valore alla mia Vita , cerco sempre di circondarmi di personalità positive. Sono cresciuta in una Famiglia che mi ha educata con grandi valori ma soprattutto con grande allegria e rispetto reciproco , ed è esattamente questo che cerco nelle persone che attiro. Leonardo è un grande Artista , ma soprattutto ha un’animo pulito e non ha filtri. Abbiamo molto in comune, Siamo artisti del Cuore . E’ proprio per questo che sono felice di collaborare con Lui! C’è una grande similitudine nel nostro lavoro ; Io creo con il cuore e chi indossa una mia creazione lo sente… cosi’ come la musica di Leonardo, quando è il cuore a dettare le parole e le note ..chi ascolta lo percepisce…e ne resta rapito.

Può descriverci i capi che indosserà Monteiro e a quale collezione appartengono?

Non svelo nulla, top secret. Posso soltanto dire che indosserà capi creati su misura per lui, ci saranno articoli della collezione invernale e articoli della nuova collezione estiva.

Quanto è importante il look di un Artista e quanto può influenzare i media ?

Viviamo in contesti dove l’occhio arriva prima del resto, non ci sono colpevoli per questo, l’evoluzione ci ha introdotto ad una realtà fatta di copia e incolla, di selfie , di piu’ profitto e meno contenuto , proprio per questo bisogna cercare di fare la differenza. Va comunque riconosciuta l’importanza dei social, la cosa importante è farne un buon uso senza diventarne dipendenti. Il look? si conta, devo ammetterlo, anche se credo che il look sia composto da tanti fattori , una tra tutti l’autenticità. Nel corso del tempo restano le personalità che hanno reso il loro look il proprio biglietto da visita ,senza maschere e in totale armonia.

Negli anni molti artisti hanno fatto del loro look un segno distintivo che li ha contraddistinti nel tempo , quali ricorda?

Ci sono tante personalità che ammiro , elencarle tutte sarebbe quasi impossibile . Tra tanti Artisti posso citare la bellissima Beatrix Ost , la sensualità di Dita Von Teese, la follia artistica di Iris Apfel , il rigoroso karl lagerfeld , lo stile inconfondibile di Steven Tyler , l’eleganza di Hedy Lamarr . E parlando di artisti nostrani , la Nostra Anna Piaggi , il rock style di Piero Pelù e ammetto di avere un debole per i divertenti accostamenti stilistici di Jovanotti. Mi piacciono gli artisti che sanno trasmettere , io sono sempre in ascolto e quando vengo colpita dalle loro frequenze li ringrazio, spesso hanno contribuito a visionarie ispirazioni.

Leonardo in questa nuova edizione di Sanremo Giovani è tra i concorrenti preferiti , cosa ne pensa a riguardo?

Credo che Leonardo abbia un talento rarissimo e la sua umiltà lo rende ancor più raro. Non mi stupisce che sia tra i concorrenti favoriti. Il brano è bellissimo e la sua interpretazione è da brivido. E’ un Artista completo, Canta come un professionista, è un grande ballerino e sorride sempre , ti contagia!

Scegliere di vestire un artista giovane ma altrettanto carismatico per una circostanza così importante come Sanremo cosa rappresenta per Lei?

Onorata, ecco come mi sento. Sono davvero felice . Lui ha osato nella sua Vita e questo ha fatto la differenza. Ha talento e coraggio perché crede in quello che fa e nelle sue passioni .
Quando si ha un talento come il suo bisogna Crederci..a rinunciare ci riescono tutti.

Se dovesse vestire una figura femminile chi sceglierebbe di vestire e perché?

Non riesco a fare nomi femminili o maschili che siano, credo nella fatalità. Credo che le persone mi trovino come io trovo loro.

Se dovesse definire Leonardo con tre aggettivi quali sceglierebbe?

CAPARBIO, SOGNATORE , CONTAGIOSO

Tre aggettivi che la rappresentano?

ECLETTICA , AUTENTICA E GRATA. La vita è un sogno in divenire e mi reputo fortunata, perché faccio il lavoro che amo, ovviamente non è facile, ci sono innumerevoli sacrifici da fare ogni giorno ma tante soddisfazioni, per questo non smetto mai di dire e dirmi GRAZIE !

Shop Online Limited Edition Marta Jane Alesiani : www.martajanealesiani.com

Una sera….al Ristorante Corsini aspettando la notte della grande boxe al Mandela Forum

23795190_165574457517674_7625324122931084469_n-1-300x300Una sera….al Ristorante Corsini aspettando la notte della grande boxe al Mandela Forum

Feste, cene, shopping, auguri veri o falsi, di cuore o di comodo, il mondo si ferma dietro al Natale, ai messaggio, ai cenoni ma ci sono anche i professionisti che guardano solo al loro lavoro, medici negli ospedali, la cura degli anziani, gli chef……ogni nostra gioia a tavola è cadenzata dal lavoro del personale e degli chef.
E Raffaele Petrucci, lo chef del “nuovo” Ristorante Corsini, contrariamente alle ormai innumerevoli ondate fusion, vegane, etc dimostra che il vero cool è tornare alle origini, mixare dettagli di cucina gourmet in una atmosfera calda e accogliente.

25348658_177331243008662_7762495997530984425_n (1)Di giorno il ristorante, con l’affaccio sull’Arno, è chiaro e luminoso, la sera invece lascia spazio all’intimità delle luci soffuse e lo chef, viaggiando tra risotti e cappellacci, filetti e pecorino, tartufo e crème brûlée crea una cucina che da vita ad una proposta gastronomica che attinge al dna, alla storia, bellissima, di una fetta di territorio nostrano, infatti lo chef pone sempre un prodotto dominante al centro del piatto a definirne l’identità, più due, massimo tre complementi vegetali-aromatici ad arricchirne, senza snaturarli, i sapori, di per sé esaltati da cotture essenziali.

E in questi giorni di grandi cenoni ecco che lo chef Raffaele Petrucci incontra un altro professionista che lavora, anche lui per le feste di Natale, il pugile kossovaro Vigan Mustafà che si allena quotidianamente per l’evento della notte de La Grande Boxe a Firenze al Mandela Forum, il prossimo 2 febbraio per i cento anni dalla nascita di Nelson Mandela.

Facendo una sosta gourmet al Ristorante Corsini Vigan Mustafà racconta la sua terra, la neve e i suoi cavalli così lontani, i ricordi dell’aria gelida e quasi ferma, miliardi di stelle e una gigantesca luna in un mondo magico dove le slitte ancora sono trainate dai cavalli, un altopiano selvaggio al centro della Serbia più profonda, un mare di neve per un salto nel passato, l’enorme distanza tra l’uomo e la natura, sentirsi circondati, assediati, dall’immensità dei boschi di abeti, larici, lecci e betulle che coprono le decine di colline del territorio del Parco Nazionale del Monte Golija dove ancora il lupo regna incontrastato.

Ristorante Corsini, Firenze – Lungarno Corsini, 36
Press: www.styleagency.net

Cosa è …cucinare

foto ridottaCosa è …cucinare

Il Ristorante Corsini

Chi viene dal Lungarno lo vede all’improvviso, un palazzone tutto bianco, e allora la ricerca svanisce d’un colpo. E poi, una volta entrati nell’ingresso ci sembra di essere in uno scrigno che dalla porta d’accesso si allunga fino al cuore dell’ospitalità del Ristorante Corsini, con il valore aggiunto di un gioiello gastronomico tutto da scoprire.
Il Ristorante Corsini è nuovo, aperto da pochi mesi, all’interno una sinfonia armoniosa di nuances dove prevalgono le tonalità del bianco, tortora e beige con eleganti arredi di tavola e dipinti alle pareti. Mentre la corte merita una menzione speciale, incastonato come un gioiello è il Secret Garden del Corsini, un giardino segreto fatto di verde lussureggiante, in verticale, di piante profumate usabili anche per cucinare e l’ inaugurazione sarà oggetto di una straordinaria performance live di EnoArte dell’artista fiorentina internazionale Elisabetta Rogai con un vino che arricchisce la ben fornita cantina.
26166914_183336345741485_3851504874486927098_n (1)Il Ristorante Corsini presenta uno chef di tutto rispetto, Raffaele Petrucci, campano, giramondo, con esperienze in Spagna, a Madrid, e poi Forte dei Marmi, al Grand Hotel di Gardone, a Palazzo Petrucci, nelle cucine più glamour del mondo, che ha fatto delle sue esperienze la cifra della sua professione, e, contrariamente alle ormai innumerevoli ondate fusion, vegane, dimostra che il vero cool è tornare alle origini, mixare dettagli di cucina gourmet in una atmosfera calda e accogliente, usare il verde, le foglie, la natura, che gli fa da base per i suoi piatti, dove esprime con talento la sua fantasia.
Giovane, curioso, professionalmente perfetto, una cucina basata sull’estro, questo giovane chef, già famoso, merita grande attenzione, scavando nella memoria e tirandone fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, il suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema.
Come ci dice Raffaele Petrucci accogliendoci….. Io tengo sempre presente un grande detto di Gualtiero Marchesi “Bisogna esaltare la materia, non sé stessi” e per me 23622356_162842904457496_4342317429504899904_ncucinare è come scrivere una musica, nota dietro nota per comporre una sinfonia, mi sento come un direttore d’orchestra, un artista, un pittore che unisce i colori e crea un dipinto, per me questo lavoro è vita, passione, fatica, creatività, inventiva, studio delle origini, la chiave di lettura della storia della cucina e la ricetta per ridonarle la centralità che merita nella vita civile, la forma d’arte per eccellenza. Senza dimenticarne un importantissimo risvolto: il rapporto fra le due funzioni complementari di chi cucina, il «desiderio di capire» e la «passione di trasmettere».
Infatti la mia cucina sa di terra, di natura, ed è proprio la natura che dona un imprinting alla mia cucina nella bellezza impenetrabile dei boschi, dei castagneti, in uno splendore di gialli e rossi con le loro sfumature e ancora i verdi e viola e arancioni che vanno incontro al lilla e all’ocra, un mondo di colori e di profumi, dalla terra al piatto.
Il Corsini-6La mia cucina è anche fantasia, viaggi straordinari in paesi sconosciuti, racconti………con i miei piatti di pesce io racconto di mari lontani, la burrata cremosa è come l’abbraccio di una mamma, racconto la fragranza sensuale del cioccolato in un vaso da fiori del mio giardino, le foglie profumate mi fanno da corona, incoronano il cibo che si presenta regale nel piatto, nuvole velate di tartufo stuzzicano il ricordo di sere stellate.
Basta lasciarsi andare al gusto e ci si ritrova altrove perché, come ci dice Proust, “il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
Crediti ph: Martino Dini
Ristorante Corsini
Lungarno Corsini, 36
50123 Firenze

The extraordinary Italian style esaltato dalla Chaine Bailliage Francigena Toscana a Villa Artimino

villa artiminoThe extraordinary Italian style  esaltato dalla Chaine Bailliage Francigena Toscana
a Villa Artimino

Una emozionata ma orgogliosa Presidente della neonata Bailliage Francigena Toscana, l’Avvocato Giovanna Elettra Livreri, ha aperto la serata inaugurale Chaine des Rotisseurs nella splendida Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio dell’Unesco, ospitata da Annabella Pascale, AD della Artimino spa, per spiegare il tema della serata che si riassume in un nuovo Umanesimo delle arti, della cultura della convivialità e della tavola, dunque dell’amicizia.

Giovanna Elettra Livreri, avvocato e direttore generale della prestigiosa camera estera calzature FabiCC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), presidente della neonata Chaine Francigena Toscana, ha voluto presentare il neonato Balliage della storica internazionale Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs in questo mondo fatato, interpretando in maniera moderna la filosofia della Chaine per ricomporre un nuovo Rinascimento, mixando come un giocoliere il mondo del food con quello del fashion, proposto da Cristina Vittoria Egger, l’arte degli artisti Fabrizio Savi e dello scultore Madelin Cuca al cioccolato artigianale di Pura Delizia, lo spettacolo della Compagnia Teatrale dell’Accademia Creativa alle calzature Fabi ed infine la “rinascita” tramp 2di un glorioso brand di orologi, LONVILLE 1873 Orologi, una proposta della scoperta della Toscana, lo straordinario style Italiano, la natura unica e ancora incontaminata dei luoghi, lontana dai ritmi della città, dove il primo attore è il Castello di Artimino e la sua storia, armonioso, imponente, testimone di un nuovo turismo, la strada per conservare un patrimonio storico di grandissimo valore mantenendo l’equilibrio tra la tutela del posto e la necessità di renderlo vivo e fruibile al turista, evidenziandone le peculiarità.

Avaro Figlio (2)Ed ecco poesia e sinergia di immagini e gusto con una cena placee creata da Michela Bottasso la professionista che vive in armonia il suo essere chef in simbiosi con la natura la circonda usando la sua cucina come strumento di arte, due mondi e modi del vivere quotidiano. Michela Bottasso è la chef del “Biagio Pignatta” il Ristorante del complesso di Artimino dove la natura stessa contraddistingue le immagini, e, seguendo la filosofia green, usa e cucina le verdure in un terreno attiguo di 5mila mq, creando una cucina semplice ma non banale. Per lei la cucina interroga il territorio, la natura e il paesaggio, e nelle sue mani la sua cucina diventa anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come l’arte.
E poi il fashion…….attraversano le sale piene di storia i romantici accenni di una sfilata femminilissima per la quale Dario Biglino creativo della maison Avaro Figlio ha immaginato un giardino di donne-petalo, dagli abiti senza orlo, che sbocciano in un risveglio di sensualità che si evince nei dettagli, nelle mani sapienti che accompagnano i gesti durante la sfilata, un sincronismo armonioso del movimento, come un fiore che sboccia, assecondato dalla linee e dal tessuto. Hanno sfilato le calzature di Fabi, eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed berg gioielli 2emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di Swarovski, lacci, seta, pietre, metalli…..infine la presentazione di Virage, il primo orologio del brand Lonville che rinasce dopo 50 anni di silenzio. E con la presentazione del libro “In viaggio con Leonardo” della Contessa Melzi d’Eril sullo sfondo opere del pittore Fabrizio Savi e dello scultore Mădălin Ciucă cala il sipario su Artimino e la neonata Chaine Bailliage Francigena Toscana, un romanzo incantato sullo sfondo di un castello di fiaba.

NOTA: Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel 1950, una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.

Partners e Sponsor dell’Evento
CHAINE ROUGE 2017 DEL 9 DICEMBRE 2017 della Chaine Bailliage Toscana avaro figlio, Virage byLonville Berg gioielli Fabi calzatureFrancigena
CHAINE DES ROTISSEURS D’ITALIE
AMITES SANS FRONTIERES MONACO – FIRENZE
PURA DELIZIA CICCOLATO ARTIGIANALE
TENUTA DI ARTIMINO
AVARO FIGLIO STILISTA
COMUNICAZIONE E STAMPA “LE SALON DE LA MODE” – Gabriella Chiarappa
LONVILLE 1873 OROLOGI
FABI SHOES
BERG TU DIVA GIOELLI
EDOARDO TRANCHESE – I TRANCHESE FOTOGRAFI

VILLA ARTIMINO RESORT
Viale Papa Giovanni XXIII,1
59015 Artimino Prato (PO)
www.artimino.it

Ascoltare la fragranza del cioccolato ….

Manuela BottassoAscoltare la fragranza del cioccolato ….

Pura Delizia Cioccolato Artigianale alla Chaine Francigena Toscana

Dolce, amaro, nero come la notte, bianco come il vestito di una sposa, un sapore fragrante, una tentazione maliziosa e sensuale……va in scena Pura Delizia Cioccolato Artigianale ad Artimino “La Chaîne Toscana Francigena”, in un evento che abbina la cucina italiana con l’arte, lo spettacolo e il fashion, un evento organizzato dal neonato Bailliage “Chaîne Toscana Francigena”, un appuntamento per introdurre la missione del Bailliage per coniugare e unire il buono e il bello delle eccellenze del made in Italy e tutto quello che il mondo ci invidia: the extraordinary Italian style, il cibo, l’arte e la moda, mondi e modi del vivere quotidiano.

Pura Delizia Cioccolato Artigianale, ascoltare la fragranza del cioccolato….

Giovanna Elettra LivreriE fra queste, in una notte di stelle, aleggia fra le volte del Castello di Artimino una domanda…..quale è il segreto del cioccolato? La sua dolcezza amara è una tentazione, maliziosa e sensuale, ma rimane il mistero di un gusto prelibato, eccellente e straordinario che stuzzicando le papille gustative riesce a risvegliare tutti i sensi. Una magnifica tentazione alla quale è difficile resistere, il viaggio di un attimo, nel quale diventa fondamentale riuscire a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, persino i valori veicolati del prodotto che si sta gustando, anche attraverso l’immagine, unico mezzo la vista.

Il Presidente del nuovo Club della “Chaine des Roitisseur” l’Avvocato Giovanna Elettra Livreri, direttore generale della camera estera CC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), parla dell’evento ad Artimino come una sintonia – “accordo di toni” dal greco – tra l’arte, la moda, lo spettacolo e il food, dove spicca il sapore del cioccolato…….come piccolaci dice, che sa di casa, profuma di terra, l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte ogni volta che torno a casa, sapori che fanno parte della vita, che mi accompagnano in ogni evento cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima, mi accompagnano fra la gente.

Come tiene ad affermare l’Avvocato Livreri….

Questa edizione della Chaine che io presiedo è una nuova poesia e sinergia di immagini e gusto. Ma anche un nuovo stile di vita. Se si parla di benessere in rapporto al cibo, si può e si deve parlare di benessere rispetto alla moda. Come il cibo interroga il corpo, il territorio, la natura e il paesaggio, altrettanto lo fa la moda e soprattutto gli abiti che scegliamo e indossiamo per le nostre interazioni sociali.
Il cibo è anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come la moda, anche se le loro esecuzioni sono espresse in maniere diverse.
La Chaine Francigena Toscana deve trasmettere la passione e la qualità che ci sono dietro le mani dell’artigiano che lavora la moda e dello chef, mostrare l’abilità e le loro storie, il primo attore che sono le mani, e poi l’estro, gli accostamenti di colori, tessuti, e poi i sapori, la cultura visiva del cibo, ma ad ampio respiro, far riflettere chi osserva, farlo immedesimare in una condivisione creativa, ribaltare la forma di nutrimento in un riflesso per gli occhi, per parlare di una cultura del cibo di ampio respiro, sperimentazione e contaminazione fra linguaggi ed esperienze diverse.

La Chaine Toscana Francigena è grata a tutti Partners e gli Sponsor che hanno aderito all’Evento CHAINE ROUGE 2017 DEL 9 DICEMBRE 2017 della Chaine Toscana Francigena
GRATI A:
CHAINE DES ROTISSEURS D’ITALIE
AMITES SANS FRONTIERES MONACO – FIRENZE
PURA DELIZIA CIOCCOLATO ARTIGIANALE
TENUTA DI ARTIMINO
AVARO FIGLIO STILISTA
PRESS E COMUNICAZIONE “LE SALON DE LA MODE” – Gabriella Chiarappa
LONVILLE 1873 OROLOGI
FABI SHOES
BERG TU DIVA GIOELLI
EDOARDO TRANCHESE – I TRANCHESE FOTOGRAFI

Artimino e “La Chaîne Toscana Francigena”

LONVILLEArtimino e “La Chaîne Toscana Francigena”
una location da sogno che celebra il connubio
tra food, fashion e arte
the extraordinary Italian style

Presentato da un affascinante Beppe Convertini va in scena ad Artimino “La Chaîne Toscana Francigena”, un evento che abbina la cucina italiana, la moda, l’arte e lo spettacolo, organizzato dal neonato Bailliage “Chaîne Toscana Francigena”, per coniugare e unire “the extraordinary Italian style”.

beppe-convertiniConfrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel 1950, una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.

Alla presenza del Presidente Nazionale Chaine des Rotisseurs d’Italia, Dr Roberto Zanghi, l’organizzazione dell’evento della Presidente Giovanna Elettra Livreri, di Cristina Vittoria Egger e della Madrina del 47b934_a55d230fcfa64872b48369c82c563d96_mv2_d_2136_3201_s_2neonato Bailliage Anna Accalai, vede l’abilità di abbinare la cultura del buon cibo ad un insieme di brand – Avaro Figlio, le luxury shoes Fabi, i gioielli Berg, l’orologio Virage il primo modello di Lonville dopo 50 anni – con il sottofondo musicale di Alessandro Martire, una performance tra sogno e realtà con giocolieri, mangiafuoco e trampolieri della Compagnia Teatrale dell’Accademia Creativa.
Attraversano le sale piene di storia i romantici accenni di una sfilata femminilissima per la quale Avaro Figlio ha immaginato un giardino di donne-petalo, dagli abiti senza orlo, che sbocciano in un risveglio di sensualità che si evince nei dettagli, nelle mani sapienti che accompagnano i gesti durante la sfilata, un sincronismo armonioso del movimento, come un fiore che sboccia, assecondato dalla linee e dal tessuto. Sfilano le calzature di Fabi, eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli…..Fabi crea Fabi shoesscarpe gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di un castello fiabesco…..una realtà importante la presentazione del modello di orologio Virage “exceptional watches in limited series for watch enthusiast”, il nome del primo orologio del brand Lonville che rinasce dopo 50 anni di silenzio. E con la presentazione del libro “In viaggio con Leonardo” della Contessa Melzi d’Eril sullo sfondo opere del pittore Fabrizio Savi e dello scultore Mădălin Ciucă.
Crediti
Press e comunicazione Le Salon de la Mode
PH: Edoardo Tranchese – I Tranchese Fotografi
Make up: HM di Luciano Carino

Artimino e “La Chaîne Toscana Francigena” una location da sogno che celebra il connubio tra food, fashion e arte the extraordinary Italian style

23794880_1834951933214143_6695554807307116106_nArtimino e  “La Chaîne Toscana Francigena” una location da sogno che celebra  il connubio  tra food, fashion e arte the extraordinary Italian style

Va in scena ad Artimino “La Chaîne Toscana Francigena”, un evento che abbina la cucina italiana e il fashion ricordandoci che food e fashion sono due pilastri della cultura e dell’economia del Bel Paese, un evento organizzato dal neonato Bailliage “Chaîne Toscana Francigena”, vuole essere un appuntamento per introdurre la missione del Bailliage al Presidente Nazionale Chaine des Rotisseurs d’Italia, Dr Roberto Zanghi, per coniugare e unire il buono e il bello delle eccellenze del made in Italy e tutto quello che il mondo ci invidia: the extraordinary Italian style, due industrie culturali, il cibo e la moda, due mondi e modi del vivere quotidiano.

Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs, La Confraternita della Chaine è una società gastronomica internazionale fondata a Parigi nel 1248 e rifondata successivamente nel Anatra-all'arancia-ristorante-Biagio-Pignatta1950, una realtà che opera per la diffusione della cultura della gastronomia promuovendo i valori gastronomici e l’essenza stessa della Confrèrie, il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.
Il nuovo Club della “Chaine des Roitisseurs ” vede in prima linea il Presidente Giovanna Elettra Livreri, avvocato e direttore generale della prestigiosa camera estera CC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), come organizzazione e direzione artistica Cristina Vittoria Egger Charge des Missions e “Gran Dama della Real Casa Savoia” e la madrina del neonato Bailliage Anna Accalai, designer e Charge des Missions D’Italie, tutto per garantire un incontro esclusivo dove gastronomia, moda, arte e cultura sono mixati alla perfezione. E in questo evento vengono abbinati elementi come vivere, mangiare e vestirsi per abitare il mondo, si codificano i linguaggi e i comportamenti, si costruisce l’identità, non solo personale ma anche collettiva, dunque la maniera di mangiare e di vestire contraddistingue le immagini e identità di popoli e nazioni ma anche le industrie, l’economia e il lavoro.
E Artimino si propone come poesia e sinergia di immagini e gusto con una cena placee creata da Michela Bottasso la professionista che vive in armonia il suo essere chef in simbiosi con la natura la circonda usando la sua cucina come strumento di arte, due mondi e modi del vivere quotidiano. Michela Bottasso è la chef del “Biagio Pignatta” il Ristorante del complesso di Artimino dove la natura stessa contraddistingue le immagini, e, seguendo la filosofia green, usa e cucina le verdure in un terreno attiguo di 5mila mq, creando una cucina semplice ma non banale. Per lei la cucina interroga il territorio, la natura e il paesaggio, e nelle sue mani la sua cucina diventa anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come l’arte.

ARTIMINO
9 dicembre 2017 ore 20,00
Viale Papa Giovanni XXIII,1
59015 Artimino Prato (PO)
www.artimino.it

“Love on the skin”Arte, moda e dialoghi dal mondo

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Mostra/Convegno Curata da Helene Blignaut & Marina Corazziari

Lunedì 30 ottobre 2017

La Mostra proseguirà sino al 7 novembre 2017 h. 10.00-18.00

“Parole che superano la percezione superficiale e vanno in fondo all’anima. La parola “pelle” è coinvolgente, sensoriale. E credo che il gioiello e l’abito siano infatti un momento d’amore che ha bisogno del calore della pelle” Helene Blignaut
Apertura ufficiale del suo show room a Bari con una storia fantastica, quella della stilista di 22814284_10210382800749386_7732604589045106740_ngioielli Marina Corazziari, che è sempre stata pioniere del suo tempo e coerente con il suo passato, un ponte continuo fra i gioielli vissuti e quelli futuri da disegnare.
In mostra le preziose creazioni di Marina Corazziari, scenografa e designer di gioielli scultura conosciuta a livello internazionale che faranno da trait d’union con gli abiti sognanti di haute couture dello stilista Jamal Taslaq di origine palestinese, definito il sarto delle Principesse, che veste tra le altre anche la regina Rania di Giordania. Gli abiti dello stilista Massimo Crivelli, tra i più apprezzati creatori di moda contemporanei italiani. E da Parigi arriveranno le creazioni della stilista Maria Laura Joamatana, di origini del Madagascar , con i suoi fantastici abiti ispirati al Mediterraneo.
Le ‘ Fotografie dal mondo’ sono di Oronzo Scelzi. I dipinti ‘ Religions for Beginners’ di Guido Corazziari .
Un seminario di spessore internazionale , una mostra itinerante di arte, di moda e non solo che resterà aperta dal 30 ottobre al 7 novembre nel Salone degli Affreschi per poi partire alla volta di Lecce, Roma Milano, Bolzano, Parigi e Durban.
L’evento ha il patrocinio di Uniba- Universtià degli Studi di Bari, Comune di Bari- Municipio I, Fidapa nazionale BPW Italy, Commissione Pari Opportunità Regione Puglia, Confindustria Bari- Bat-, Stati Generali delle Donne, Casa delle Donne del Mediterraneo , Lilt for Women, Onps ( Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza).

SALONE DEGLI AFFRESCHI – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI
LUNEDI’ 30 OTTOBRE 2017 ORE 11.00-13.00

I cavalli di Elisabetta Rogai Performance live con la tecnica EnoArte

22852116_10215212327568107_353228783202187923_nI cavalli di Elisabetta Rogai   Performance live con la tecnica EnoArte

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.
(Pablo Neruda)

Un gioco, quello dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai, un messaggio ironico, sorprendente, fatto nel modo più semplice, quello di dipingere un cavallo con EnoArte, la sua tecnica unica di dipingere con il vino al posto dei colori,  rubare i colori del vino alla natura  fissandoli sulla tela per fermare un attimo di riflessione di uomini e animali,  sovvertendo le regole, lascia il colore, come un ricordo indelebile, al tempo, dando modo al vino…di invecchiare.
Crea un collage, Elisabetta Rogai, fatto di  pensieri creati con arte, ma anche sapori, profumi, perché il suo dipinto profuma di vino, ha il cuore e l’anima del vino che usa per le sue opere che  hanno il potere di sospendere il tempo, rendere immortale un’espressione, un modo di porsi, un soffio di vento, il battito di un respiro sospeso costruisce un volto, un 22886133_10203715814572014_3910151055674690653_nmuso di cavallo, il volo di un’aquila, un corpo, una donna bellissima,  la sua spalla, le mani, un ricciolo ribelle, tutto avvolto da una interpretazione  leggiadra dell’arte.
Cavalli, la criniera spazzata dal vento, le narici vibranti, i nervi e la pelle, il coraggio e la forza di una creatura fremente nell’impeto della corsa, ma è solo un istante rivelato, quello che serve all’artista per rubare l’anima al soggetto, sia uomo o donna, un bambino o un cavallo ricordo di un  lontano Palio di Siena, lasciando libera la parte definita anima, lo svela mostrandolo  al mondo, le narici, il muso, le zampe, oggi a Firenze, ospite nell’ex  Palazzo del Banco di Roma, nella sua performance live il primo attore è un cavallo bellissimo, il vino usato è quello di Giordano Vini, il dipinto per  Var Group Spa del Gruppo SeSa Spa di Empoli, il gruppo leader in Italia nella distribuzione di soluzioni IT per le imprese.
L’artista Elisabetta Rogai racconta un viaggio  con la proiezione nei tempi dello stupore ma anche della gioia, l’artista ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, le sue non sono illusioni ma suggestioni…..la pazza corsa di un cavallo, il mistero della direzione del suo correre, la  costruzione di un mondo come realmente è visto dall’artista tra realtà, sogno e fantasia, mondi e modi del vivere quotidiani per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, costruendo una identità, dunque  producendo non solo immagini simboliche e desiderabili ma svelando principalmente la sua realtà di artista.
EnoArte di Elisabetta Rogai, artista fiorentina.
www.elisabettarogai.in
press: Cristina Vannuzzi

A Roma il Ristorante Mansio, località Torrino Mezzocammino, chef Andrea Becattini, Bartender Jmmy Andrea Montanari – detto Jimmy il druido.

dentice marinato in rapa rossa con salsa di melograno e cavolo violaA Roma il Ristorante Mansio, località Torrino Mezzocammino, chef Andrea Becattini, Bartender Jmmy Andrea Montanari – detto Jimmy il druido.

La mia è la passione di trasmettere attraverso la mia cucina,  ci dice il giovane chef Andrea Becattini, sono nato sul mare e mi ritengo privilegiato, ma ho anche vissuto sempre il centro di Roma, due posti di grande bellezza, dove vivi la natura in pieno e ne rubi l’ispirazione, ma è bellissima anche la città piena di vita, suoni, rumore, gente, ho capito che per avvicinare le persone e farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano bisogna incontrare il mare, i suoi ritmi, ma anche i contadini, vignaioli, casari, gente autentica. Conoscere le loro storie, il loro lavoro, per poi raccontarlo con il cibo, uno strumento d’inclusione straordinaria.
Gli arredi del Ristorante Mansio, in località  Torrino Mezzocammino, restaurati, sono quelli della antica stazione di posta, dove stazionavano dignitari e ufficiali dell’Urbe, oggi, per contrasto, nel nuovo concept della Famiglia Tornatora brilla,  oltre allo chef Becattini, anche un’altra perla, Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido), il barman estroso, quasi un funambolo, che gioca con i contrasti e le sue folli – apparenti –  invenzioni, coccolando il cliente e creando un processo di fidelizzazione al locale che si incentiva e si rafforza attraverso la creazione di “piccole Mansio Experience by Jimmy”.

RISTORANTE MANSIO
Via Rinaldo D’Ami 1/3
00127 Roma
Località Torrino Mezzocammino
06 5283 1598
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto

“Love on the skin” Mostra/Convegno Curata da Helene Blignaut & Marina Corazziari

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Mostra/Convegno Curata da Helene Blignaut & Marina Corazziari

Lunedì 30 ottobre 2017

“Parole che superano la percezione superficiale e vanno in fondo all’anima. La parola “pelle” è coinvolgente, sensoriale. E credo che il gioiello e l’abito siano infatti un momento d’amore che ha bisogno del calore della pelle”
Helene Blignaut
Come sempre, e per l’ennesima volta, Marina Corazziari sorprende, suscita stupore, incanta con l’apertura ufficiale del suo show room a Bari raccontando una storia fantastica attraverso una mostra evento itinerante di arte e  moda, un seminario di spessore internazionale, che parte dalla sua Bari, e che resterà aperta dal 30 ottobre al 7 novembre nel Salone degli Affreschi per poi partire alla volta di Lecce, Roma, Milano, Bolzano, Parigi e Durban.
Marina Corazziari, che è sempre stata pioniere del suo tempo e coerente con il suo passato, si fa “direttore d’orchestra” di una sinfonia, ponte continuo fra i gioielli vissuti e quelli futuri da disegnare, arte pura, un trait d’union con gli abiti sognanti di haute couture dello stilista Jamal Taslaq di origine palestinese, gli abiti dello stilista Massimo Crivelli e  le creazioni della stilista Maria Laura Joamatana, originaria del Madagascar, con i suoi fantastici abiti ispirati al Mediterraneo arrivati direttamente da Parigi.
Coerentemente, seguendo le parole di Helene Blignaut, abbina il gioiello all’abito, e non solo come estetica di un outfit, ma come concetto per dare una sensazione di piacere alla pelle, una sorta di sensuale sirena che partendo  dal mare  ritorna al mare…..è come se volesse perdersi tra le onde, dove il suo mare della Puglia bacia il cielo, tra gli stridi rauchi dei gabbi21270964_793023584202348_4115713908191754724_nani, il lento dondolio delle onde del mare, inesorabile ed eterno, cercando materia e sogni, trovando colori e alghe, incontrando sirene e fantasia, Marina Corazziari usa la sua creatività per vivere in un sogno dove il mare è il suo elemento, da cui prende ispirazioni fino a vivere  il suo  romanzo d’amore con la natura,  l’elemento che diventa la sua ispirazione, che diventa arte superando il concetto di opera fatta manualmente, lo scenario ideale per opere che dalla natura, e in questo caso dal mare, traggono ispirazione e al mare ritornano, per evocazione e suggestioni,  gioielli contemporanei fatti di luce e materia, come le stelle marine dalle sfumature dal blu cobalto al verde acquamarina, e su tutto il suo nome ripetuto nel vento, Marina, ma anche il suo mare,  il Mediterraneo, crocevia di culture e lingue diverse.
Abbinati all’eleganza di Jamal Taslaq, di Crivelli e di Laura Joamatana i suoi gioielli sono sculture design, per adornare una moderna principessa, usa pietre scaramazze, arte pura come lo spirito di quest’artista, corallo e topazi, turchesi, avori e madreperla, per affascinanti regine di antichi regni adornate da gioielli interpretati da tecniche moderne.
“Un evento, ma anche e soprattutto un progetto”. Così il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Uricchio, nel corso della confer20638216_780687682102605_8132212702394550977_nenza stampa di presentazione dell’evento che si è tenuto in mattinata a Bari, ha definito la mostra-convegno “Love on the skin“ ‘Nuove connessioni tra stili e culture dal mondo’ curata da Helena Blignaut (antropologa, scrittrice e docente esperta di moda che lavora per il governo del Sud Africa e per l’Assessorato allo Sviluppo e Impresa di Durban) e dall’artista barese Marina Corazziari. La mostra che si terrà nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo barese dal 30 ottobre al 7 novembre, ha come obiettivo il confronto e la simbiosi di culture diverse attraverso l’arte, i gioielli, l’alta moda, il glamour, la letteratura, i viaggi e il paesaggio. In mostra le preziose creazioni di Marina Corazziari, scenografa e designer di gioielli scultura conosciuta a livello internazionale che faranno da trait d’union con gli abiti sognanti di haute couture dello stilista Jamal Taslaq di origine palestinese, definito il sarto delle Principesse, che veste tra le altre anche la regina Rania di Giordania. Gli abiti dello stilista Massimo Crivelli, tra i più apprezzati creatori di moda contemporanei italiani. E da Parigi arrivano le creazioni della stilista Maria Laura Joamatana, di origini del Madagascar, con i suoi fantastici abiti ispirati al Mediterraneo. Ci saranno anche le ‘Fotografie dal mondo’ di Oronzo Scelzi e i dipinti ‘Religions for Beginners’ di Guido Corazziari. Un seminario di spessore internazionale, una mostra di arte, di moda e non solo, che dopo 21192895_790792917758748_8353274713126594963_nBari, toccherà Lecce, Roma Milano, Bolzano, Parigi e Durban. “Un evento – ha detto Uricchio – di valorizzazione di un’esperienza che nasce dal nostro territorio, che si coniuga a tantissime professionalità presenti anche di altre aree del Paese, ma anche con degli obiettivi che vogliamo perseguire. La Puglia – ha continuato – credo che possa dire molto anche sul terreno della creatività, della moda e della moda che si coniuga alla cultura.

Un evento significativo – ha ribadito – che possa generare una serie di attività, sia di carattere formativo sia nel campo della ricerca, ovviamente mettendo in campo le competenze che l’Università di Bari è in grado di offrire”.
L’evento ha il patrocinio di Uniba- Universtià degli Studi di Bari, Comune di Bari- Municipio I, Fidapa nazionale BPW Italy, Commissione Pari Opportunità Regione Puglia, Confindustria Bari- Bat-, Stati Generali delle Donne, Casa delle Donne del Mediterraneo, Lilt for Women, Onps (Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza).

La Mostra proseguirà sino al 7 novembre 2017 h. 10.00-18.00

Staff operativo “ OA2 “ Ass. Culturale
Anna Caradonna Assistente di Direzione ( info tel. 3349569698 )
Arch. Guido Corazziari Progetto grafico
Marina Corazziari Presidente OA2 Ass. Culturale Design Styling & Image
Info tel. 347.844.6967
Via Sparano 32/b Bari 70100
www.marinacorazziari.com
mcorazziari@libero.it

L’arte, il vino e gli orci di terracotta per un passato lungo 8 mila anni.

MITALMital Impruneta Azienda Agricola La Querce e EnoArte di Elisabetta Rogai
L’arte, il vino e gli orci di terracotta  per un passato lungo 8 mila anni.
Nell’occasione della V Edizione di Food&book, Mital e l’Azienda Agricola La Querce hanno voluto raccontare una storia che ha un passato lungo 8 mila anni……. terracotta e vino, presentando il vino toscano dell’Azienda Agricola La Querce fermentato e conservato in un orcio di terracotta di Mital dell’Impruneta, il paese della terracotta, il “paese dal colore rosso”, dove la storia legata agli orci e a Brunelleschi affonda le sue radici nel periodo Medievale, la “civiltà del cotto“ nata nel XI secolo, che racconta di questo affascinante mondo color rosso brunito, dove vivono ancora grazie alle poche fornaci rimaste, le attività delle famiglie patriarcali di una volta. Terracotta e rogai cogliandro mariani ferrettiVino, la terra toscana, una terra eccellente e di altissima qualità, il Galestro Imprunetino. Quella del vino fermentato nella terracotta è un mercato di nicchia, ma si riscontra un grande interesse da parte di nomi importanti dell’enologia italiana e mondiale che porta a pensare ad un trend generale in ascesa
La terracotta dell’Impruneta ha caratteristiche ideali per la vinificazione e la maturazione del vino, fornisce inoltre un ottimo isolamento termico e quindi ha la capacità preservare il vino da pericolosi sbalzi di temperatura, mentre la sua porosità consente allo stesso di conservare una giusta ossigenazione e tutto ciò, poiché la terracotta è un materiale inerte, avviene senza trasmettere alcun tipo di sapore, cosa Bottiglia La Querce okche invece non accade quando il vino è conservato nel legno. Altra caratteristica della terracotta è quella di conservare l’integrità dell’uva, il vino si presenta con un colore rosso porpora intenso, deciso e profondo, il profumo dona sensazioni di confettura di frutti rossi in primo piano accompagnate da note leggermente tostate, speziate e di pepe oltreché un sentore minerale dovuto alla terracotta. In bocca una certa morbidezza è resa vitale da una buona vena di freschezza e tannicità.
E la storia affascinante si è presentata durante la Cena della Legalità, format oramai consolidato dallo Chef calabrese Filippo Cogliandro che della propria arte culinaria ha creato un pretesto per parlare della “sua” terra connessa alla legalità, presso il Grand Hotel Croce di Malta, a Montecatini. L’occasione propizia per “ gustare un territorio” e conoscerlo attraverso i prodotti, i sapori, i profumi ed i colori: nel rispetto delle sue origini e della passione di quello che oramai per Cogliandro è diventato un “rito” tout court. Come è noto, nei piatti di Filippo Cogliandro si ritrova tutto il gusto del territorio, che inizia dalle filierie “pulite” dell’agroalimentare, selezionando aziende virtuose a km O, i presidi Slow Food, le aziende che fanno capo a Goel Bio, cooperativa sociale agricola che raccoglie i produttori calabresi che si oppongono alla ‘ndrangheta. E anche per questa occasione filippo cogliandro (2)sono state scelte materie prime e “legali” che continuano a supportare l’idealistico (e oramai concreto) progetto di Cogliandro, il quale ha già ottenuto significativi riconoscimenti tra cui il premio Paolo Borsellino 2016, contrastando – con la sua azione civile e sociale rivolta prevalentemente agli studenti – la ‘ndrangheta, dopo le numerose minacce subite.
Come preludio alla Cena della Legalità ha avuto luogo una eccezionale performance live dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai, che con la sua esclusiva tecnica di EnoArte, già da anni brevettata su materiali quali tela, jeans e marmo, ha dipinto con il Sangiovese dell’Azienda Agricola La Querce, interagendo con gli ospiti, una nuova creatura artistica ispirata alla Terra, dal titolo “Oltre le tenebre”. Il vino-pittura utilizzato è stato un toscano fermentato e conservato in un gigantesco orcio di terracotta di Mital dell’Impruneta, il paese della terracotta, che è stato appositamente collocato in sala per il processo di creazione dell’opera. Un particolare omaggio al “paese dal colore rosso”, dove la storia legata a orci e Brunelleschi affonda le sue radici nel periodo Medievale, ma è stato anche un momento unico e raro per vedere in azione le inesplorate interpolazioni tra arte e vino realizzate dall’originale artista che vive, tramite la sua fervida e virtuosa attività, una perfetta simbiosi con la natura.

www.elisabettarogai.it
www.laquerce.com
www.terrecottemital.it

www.laccademia.it

press: Cristina Vannuzzi

Quasi una magia……La Bottega Bedeschi

acqua-micellare-setarè-300x300Quasi una magia……La Bottega Bedeschi

Quasi una magia……La Bottega Bedeschi
Le “Botteghe”, si sono sempre chiamate così, fino dal Rinascimento, rappresentavano una vera e propria ‘impresa’ dove l’artista, il maestro artigiano passava agli allievi i segreti del suo sapere. Proprio nella culla del Rinascimento, a Firenze, possiamo ritrovare la magia delle botteghe; raffinati negozi che conservano quell’intelligenza del fare, quell’attitudine alla realizzazione del nuovo che ancora oggi caratterizza i creativi contemporanei nelle loro attività.
Oggi quella stessa passione è stata riletta in chiave contemporanea da Lorenzo Bedeschi che ha creato la sua Bottega Bedeschi. Cresciuto tra i profumi dell’azienda di famiglia, Le saponerie Mario Fissi, dopo anni di lavoro ha coltivato una vera e propria passione verso i prodotti che lui stesso lavorava. E’ nata così in lui l’idea di creare un negozio dove poter far conoscere e apprezzare direttamente al pubblico le loro creazioni.
Camminando nel cuore del centro storico, dopo aver attraversato la maestosa via Tornabuoni entriamo in Via delle Belle Donne, una piccola strada intima e riservata. Tante persone che camminano e si soffermano alle vetrine dei negozi, quasi rapite da quell’atmosfera che profuma di passato. La troviamo lì, incorniciata in un’antica porta di legno, la piccola Bottega Bedeschi.
Curata in ogni minimo dettaglio, il bianco dei mobili decapati, fa risaltare tutti i colori delle confezioni in cui sono incastonati i preziosi saponi. C’è armonia, equilibrio e voglia 22154337_286365265188835_2025486353585297399_ndi perdersi nella composizione dei prodotti, dalle creme corpo, agli shampoo e balsamo biologici, alle preziose confezioni dei saponi antichi. Lorenzo si avvale anche della bravura di diversi artigiani, cerca e trova altre motivazioni, altre mani esperte, che collimano con le sue creando oggetti unici.. il ferro per lumi particolarissimi che caratterizzano e illuminano il locale, i tessuti e la pelle con cui confeziona i beauty case, i porta saponi su misura, ogni pezzo è unico.

Le saponette sono racchiuse in carte pregiate, che sprigionano fragranze di Violetta, Ires di Firenze, Muschio rosa, origano e tante altre ..le immagini sulle scatole dei saponi raccontano un mondo delicato, fatto di poesia, bocci di rose, ricordi delle copertine dei quaderni che i ragazzi di oggi non conoscono, un moderno e attuale concerto “l’esprit du temps”, interpretato ed elaborato “artisticamente”, vere opere d’arte, che vengono dalla memoria.
Non è infatti solo l’olfatto ad essere catturato dalla piccola bottega; anche l’occhio, lo sguardo viene attratto.. dalla meraviglia delle Scatole Antiche di saponi di Alighiero Campostrini, dalla collezione unica delle fragranze per ambiente al dolce Melograno e rosa Neroli, o per chi preferisce note più fresche Acqua di sale e Biancospino. Impossibile poi non rimanere affascinati dai ceselli in argento, gioielli unici perché fatti a mano da Brandimarte, vero maestro d’arte fiorentino.
E si ferma il turista che passa in cerca delle grandi firme italiane, si ferma il gentiluomo per i beauty raffinatissimi, il dandy francese entra nella bottega rapito dall’ unicità dei saponi finissimi, le signore che colgono nei prodotti la qualità vera del Biologico. Non sarà difficile trovare regali unici da fare ai propri cari.
Bottega Bedeschi piena di colori e profumi, parla davvero dell’artigianato di una volta, tutto in perfetto ordine, armonioso, una “bottega” insolita e preziosa nel pieno centro della città, come un gioiello raro incastonato tra le grandi firme. Vi sembrerà di entrare in un piccolo mondo antico, in cui il giovane Lorenzo è riuscito a valorizzare un artigianato che sa fondersi con l’arte del passato, arricchendolo di passione e innovazione per offrire prodotti pregiatissimi non solo da un punto di vista estetico ma anche di qualità. Un locale pieno di luce e di allegria che racconta la storia e la passione di Lorenzo Bedeschi.
La Bottega Bedeschi, un insieme di maestri artigiani riuniti da Lorenzo Bedeschi in un unico progetto: Setarè, linea Eco Bio Cosmetica prodotta artigianalmente in Toscana ispirata agli antichi testi persiani. Beauty case di CONSANI PELLETTERIE DI GIANNINI ROBERTO, per le pochette in pelle di bacchetta. VA.PA.CE. i portasaponi di Filippo Bernacchioni. La Florentina e Alighiero Campostrini i due marchi delle Saponerie Mario Fissi. Asciugamani, lavette, accappatoi di Annamaria Biancheria. Gli origami in carta Eco di Peggy in Florence di Stefania Farnesi. I saponi, le candele e i profumatori d’ambiente di Splendor of Florence. I ceselli dei portachiavi/pendenti degli argenti diBrandimarte.
Bottega Bedeschi
Via delle Belle Donne 11/12 R
www.bottegabedeschi.com
Press: Cristina Vannuzzi

A Roma il ristorante Mansio

Bartender Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido) (1)A Roma il ristorante Mansio

Stiamo attraversando un periodo storico che ci presenta il conto dell’ inadeguatezza spirituale e morale dell’essere umano degli ultimi secoli e il cibo, diventato banco di prova dei nostri tempi, è pronto a carpire “l’esprit du temps”, ricordando che il cibo è ciò che accade intorno a noi, interpretando ed elaborando “artisticamente” ricette e piatti, vere opere d’arte, che vengono dalla memoria, dalle scuole ma anche dalla casa e servono, non solo a sfamarci, ma ad esprimere ciò che siamo o che vorremmo essere – cibo come cultura e non solo nutrimento. E i giovani cuochi, gli chef, sono i primi attori di un sistema che deve aiutare a raggiungere lo scopo lasciando comunque spazio a ciò che si vuole esprimere, dove concetti e sentimenti da esprimere sono infiniti, ed in continua evoluzione, talvolta involuzione.
E Andrea Becattini del Ristorante Mansio del Gruppo Tornatora a Roma è uno di questi, giovane e talentuoso, romano de Roma, nato sul lungomare di Ostia, che impone un imprinting alla sua cucina dandogli la connotazione di una corrente di un nuovo rinascimento, tutta da vivere e da gustare, che si esprime attraverso il linguaggio gentile baccala con salsa di asparagi e cedro della sicilia canditodella natura, quasi un arte floreale, vere e proprie opere d’arte, cibi che si adagiano sui piatti assumendo colori vivi e spudorati, ricette che servono a far sognare, a far sì che l’arte della cucina, che è dunque arte pura, sia un tramite catartico che assurga a diventare elemento di piacere, PICCOLOGUANCIAnon certo un volo pindarico di un attimo, ma cercando di renderti migliore, apprezzando ciò che la natura ci mostra tutti i giorni e che a volte ignoriamo, la sua maestosa bellezza.
La mia è la passione di trasmettere attraverso la mia cucina, ci dice il giovane chef, sono nato sul mare e mi ritengo privilegiato, ma ho anche vissuto sempre il centro di Roma, due posti di grande bellezza, dove vivi la natura in pieno e ne rubi l’ispirazione, ma è bellissima anche la città piena di vita, suoni, rumore, gente, ho capito che per avvicinare le persone e farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano bisogna incontrare il mare, i suoi ritmi, ma anche i contadini, vignaioli, casari, gente autentica. Conoscere le loro storie, il loro lavoro, per poi raccontarlo con il cibo, uno strumento d’inclusione straordinaria.
“La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella”. come diceva Anthelme Brillat-Savarin e, nel vivace calderone della contemporaneità, lo chef ha deciso di tuffare il suo estro in cerca di fragranze diverse, costruisce le sue opere d’arte riuscendo a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, persino i valori veicolati da piatti e ingredienti, anche attraverso le immagini a cui si accede con un unico senso, la vista.
Emozioni e suggestioni di uno chef creativo…….Andrea Becattini ritrova Piazza di Spagna e le sue “notti romane” nella zuppa di cavolo viola, spuma di mandorle, quinoa soffiata e melograno, si sofferma nei vicoli chiassosi di Trastevere e nel glamour di Via Veneto nella guancia brasata con topinanbur e birra, si tuffa virtualmente nella fontana di Piazza Navona con un assoluto di anatra, castagne e ribes, ritrova nel suo mare di Ostia una ninna nanna cadenzata dal movimento delle onde creando un capolavoro nel tonno scottato con salsa di piselli, purea di carote e pompelmo, rivede le dolci spiagge con i suoi occhi di ragazzo nel dentice con melanzana, arancia e pinoli, ritrova il rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri, nel suo baccalà con salsa di asparagi e cedro della Sicilia candito.
Gli arredi del Ristorante Mansio, restaurati, sono quelli della antica stazione di posta, dove stazionavano dignitari e ufficiali dell’Urbe, oggi, per contrasto, nel nuovo concept della Famiglia Tornatora brilla, oltre allo chef Becattini, anche un’altra perla, Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido), il barman estroso, quasi un funambolo, che gioca con i contrasti e le sue folli – apparenti – invenzioni, coccolando il cliente e creando un processo di fidelizzazione al locale che si incentiva e si rafforza attraverso la creazione di “piccole Mansio Experience by Jimmy”.
RISTORANTE MANSIO
Via Rinaldo D’Ami 1/3
00127 Roma
06 5283 1598
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto

O Munaciello I sapori di Napoli a Miami

pizza neraO Munaciello I sapori di Napoli a Miami

Prosegue a Miami l’enorme successo dei sapori napoletani portati da Firenze e da Napoli del ‘O Munaciello, dove il primo attore è la pizza nera di Carmine Candito, il talentuoso pizzaiolo che dirige la brigata davanti al suo magnifico forno a legna e incanta i tanti turisti che passano le vacanze negli USA.
‘O Munaciello, questo folletto che le credenze napoletane  narrano “gobbo, paffuto e rubicondo, con bel pancione e gambe corte, veste da monaco ma monaco non è, in verità è un famoso sacripante, ladro, bricconcello, pizzicatore di sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama di incallito Don Giovanni si rimpinza di tutto”… Esageratamente “chiaccherone”, colorato, popolare ma al contempo “gagà”, ironico ed autoironico, “O’Munaciello” si staglia Al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami come punto di ritrovo, in un locale pieno di colore vesuviano, dove, per un aperitivo o per un cocktail fino a tardi, si respirano forti gli odori di menta basilico, frutta fresca oltre al profumo di distillati di qualità, proposti con cura dei particolari dagli altri 2 proprietari,  Leonardo Scuriatti e Valentina Borgogni, in un contrasto volutamente esagerato, nel disordine voluto del coloratissimo “O’ Munaciello” il nuovo ristorante nel cuore di Miami, che narra la città del Vesuvio con le sue vecchie botteghe di artigiani e l’umanità che si respira, i panni stesi ad asciugare, pomodori, aglio e cipolle appesi alle pareti, statuine di San Gregorio Armeno. L’atmosfera è quella dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma siamo sul lungomare di Biscayne Boulevard di Miami, all’interno del locale si schiude uno spaccato di Napoli, con i suoi colori, le sue musiche e le sue credenze antiche tra il sacro e il profano. cucina ripropone piatti dalla più tipica tradizione campana con un menù che varia stagionalmente in base alla freschezza e alle tipicità dei prodotti, questi ultimi tutti provenienti direttamente da consorzi e botteghe della Costiera.
Nel menù paccheri al polpo, scialatielli allo scoglio, pastiera e babà fatti in casa, si cena con l’accompagnamento di musica dal vivo, rigorosamente partenopea. Intorno ci sono le statue fatte a mano dai maestri Sciuscià e Ferrigno, come “O Angelo” e il folletto “O Munaciello”, cornetti scacciaguai che scendono dal soffitto, grappoli di “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” appesi al muro, libri che raccontano la storia napoletana sugli scaffali tra le bottiglie……. qui canta Napoli……
sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama diLA PIZZA NERA DI CARMINE CANDITO DA ‘O MUNACIELLO
Napoli, Firenze e Miami
Ingredienti:
Farina 00 miscelata con carbone vegetale,
acqua sale lievito,
impasto diretto lievitato 24 ore,  farlo maturare per altre 24 ore.
‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi