A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

Ulyana KuzykVorremmo appoggiare e dare rilievo a una bella inziativa di beneficenza a Leopoli, in Ucraina hanno bisogno di tutto, ogni condivisione sarà gradita per aiutare la Fondazione, che agisce senza fine di lucro, a realizzare questa attività sociale.

A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

La Ulyana Kuzyk Charitable Foundation viene in soccorso delle persone fragili e vulnerabili. La Fondazione cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno

Alla base di una società realmente inclusiva ci deve essere la piena e buona occupazione di tutti i cittadini, l’inclusione sociale attraverso il lavoro delle persone che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità. I vari piani integrati territoriali, dovrebbero individuare il reale fabbisogno di misure per le persone fragili e vulnerabili, a cui dovrebbero seguire azioni utili all’inserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. L’attuazione delle misure, finanziate dagli enti pubblici, è un compito precipuo degli enti di formazione e dei soggetti privati accreditati per i servizi per il lavoro al fine di consentire l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili. Purtroppo non sempre è possibile realizzare i progetti poiché i fondi messi a disposizione dalle Istituzioni sono sempre minori. Per venire incontro alle esigenze dei più deboli, talvolta vengono in loro soccorso i privati, aziende e fondazioni.
Un valido esempio è in fase di realizzazione in questi giorni in Ucraina, prima iniziativa del genere del Paese, nella città di Leopoli (Lviv in ucraino), l’ultima perla sconosciuta d’Europa, nota anche come la piccola Parigi dell’Est.
La nuova impresa sociale ” Café BASILIK “, fondata dall’organizzazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation”, ente di beneficenza a struttura privata e senza fini di lucro.
Il Café BASILIK, di recente costituzione, sorgerà in una zona accogliente e attraente
della città di Leopoli all’indirizzo: T. Chuprynky, 67-69 General Street e opererà in locali di 168 metri quadrati messi a disposizione dal Municipio della città, che sono totalmente da ristrutturare. L’immobile è nelle vicinanze dell’Amministrazione statale regionale di Frankivsk, NLLTU; del Tribunale distrettuale di Frankivsk di Leopoli e di altre piccole imprese. L’attività principale del caffè BASILIK è la ristorazione, la cui componente sociale fornirà un supporto collettivo per la risoluzione di problemi comuni a categorie vulnerabili di persone, in particolare a vedove e a madri di bambini con bisogni particolari, sarà strutturata come una fornitura di assistenza sociale senza alloggio. Adiacente al caffè sarà attrezzata un’area dove le madri, che prestano la loro opera nel locale, potranno lasciare i loro figli che saranno accuditi da altre madri. Lo scopo della realizzazione dell’impresa sociale “Café BASILIK” è quello di coinvolgere uno specifico gruppo comune, di circa venti persone, in un’assistenza congiunta e reciproca, che torni di utilità agli stessi partecipanti all’impresa. Parte dei profitti del caffè saranno devoluti alla risoluzione di specifici problemi sociali di una determinata categoria di persone vulnerabili. Gli obiettivi che si prefigge il progetto sono quelli di riunire un gruppo sociale specifico di individui per l’imprenditorialità nel campo della fornitura di servizi alimentari. Lo studio preliminare ha evidenziato i principali fattori per il successo dell’iniziativa del bar, che si trova in una posizione centrale e confortevole, quali la vendita di prodotti, come la pasta, preparati in loco con l’utilizzo di soli ingredienti naturali senza utilizzo di semilavorati con una produzione a ciclo completo.
Sarà prevista la cooperazione attiva con i servizi online che forniscono guide turistiche in città; verranno realizzati una serie di eventi ed incontri piacevoli da tenere in un’atmosfera rilassata, mentre i menù sono stati studiati per le esigenze dei vari tipi di clientela.
L’ investimento complessivo è di 1.862.028 UAH (pari a circa 70.000 Euro), è prevista poi una integrazione con fondi propri per 850.000 UAH (pari a circa 32.000 Euro). Il periodo di rimborso del progetto è di 40 mesi, con un periodo di ritorno dell’investimento di 21 mesi, rientro semplice sull’investimento – 30% convenienza – 18%.
Il “Café BASILIK” sarà aperto anche per la colazione del mattino, mentre il ristorante offrirà piatti e bevande della cucina ucraina ed europea, come ad esempio:
ricotta con panna acida, farina d’avena con noci, mele e semi di papavero, uova alla benedettina con salsa al basilico, farina d’avena con noci, salmone affumicato con uovo di quaglia, tiramisù e torte al limone; verranno servite bevande originali come limonata allo zenzero o agli agrumi e al basilico, oppure lampone e zenzero; spremute di arancia, di pompelmo, di carote o mele; vari assortimenti di Tè, tisane, caffè e cioccolata con marmellata.
La Fondazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation” bfucraina@gmail.com cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno. Anche l’invio di prodotti alimentari, attrezzature per ristorante e mobilio dall’Italia sarebbe particolarmente utile, con trasporto a cura delle linee di autobus che collegano l’Italia con Leopoli che si auspica si faranno carico delle spese di trasporto. Ci auguriamo che ci sia chi possa fare una buona azione a favore dei nostri amici ucraini, magari con l’intento dell’inserimento in quel mercato dell’ Est dell’Europa.
«Gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno», è questo uno dei pensieri più significativi di Sandro Pertini il quale auspicava che a prevalere fossero il dialogo sul sopruso, la condivisione sull’egoismo, il bene comune sull’interesse privato.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Partono in Campania i test sierologici anche nei laboratori privati

Mebios SrlPartono in Campania i test sierologici anche nei laboratori privati
Si potrà sapere se si è avuto il coronavirus

Dal 4 maggio in Campania, dopo l’autorizzazione della Regione Campania, si possono effettuare i test sierologici nei laboratori privati di analisi autorizzati ed accreditati dalla stessa Regione, che ha accolto le richieste di Federlab la quale proponeva la possibilità per i cittadini di effettuare volontariamente e privatamente i test sierologici. «Ovviamente anche per aziende che vogliano testare i loro dipendenti, ma non saranno rimborsabili», ha dichiarato il Governatore Vincenzo De Luca. Il Governatore, rilanciava nel suo comunicato stampa, riferendosi alla possibilità per tutti i laboratori di analisi (autorizzati ed accreditati dalla Regione) di poter eseguire le analisi sierologiche su anticorpi IgM e IgG per il SARS-CoV-2 con metodiche immunoenzimatiche. A tal proposito, l’azienda EUROLAB Srl, presente sul mercato della grande distribuzione di soluzioni automatiche e semi-automatiche per la diagnostica di laboratorio da oltre vent’anni, si è impegnata (grazie alla partnership con l’azienda padovana ALIFAX) a portare sul territorio campano in esclusiva assoluta, un nuovo kit assolutamente innovativo per la diagnosi del COVID-19. Il kit, che in azienda viene detto “tampone rapido”, è prodotto dall’azienda belga CORIS BIOCONCEPT ed è a tutti gli effetti composto da un tampone, per il prelievo delle secrezioni faringee, ed un test rapido su strip che, al contrario di un comune kit rapido su siero, va ad identificare gli antigeni virali (le proteine di cui è composto parte del virus) dando prova pressoché certa della presenza del SARS-CoV-2. Mentre per i comuni kit rapidi sul siero vi è la necessità di attendere la risposta immunitaria data
dagli anticorpi (IgM e IgG), con questo “tampone rapido” si potrà identificare il virus prima ancora della comparsa dei sintomi e nel tempo di 15 minuti dal prelievo delle secrezioni. L’azienda EUROLAB si è impegnata in modo costante durante tutta questa emergenza per portare in Campania, in esclusiva, prodotti di altissima qualità e di comprovata innovazione. Si attende ora dalla Regione Campania il via libera ai laboratori accreditati per l’utilizzo di questo sistema, come è avvenuto il 4 Maggio per i kit sul siero.
Fondata nel 1998, EUROLAB Srl, è specializzata nella distribuzione di sistemi diagnostici, dispositivi medici e sistemi di microbiologia sia per il mercato pubblico che per quello privato. Nel corso degli anni, l’azienda ha acquisito le competenze e le conoscenze per garantire la qualità del servizio. L’azienda è in grado di proporre e sviluppare soluzioni globali che tengano conto delle piattaforme tecnologiche, dei volumi, dei metodi e dei protocolli diagnostici esistenti.
«Finalmente la Regione Campania ha riconosciuto il diritto dei laboratori privati autorizzati ed accreditati di poter effettuare i test sierologici finalizzati alla ricerca degli anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi dell’infezione da SARS-CoV-2» ha riferito Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, tra le principali associazioni di categoria del comparto della laboratoristica e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN, con oltre 700 strutture associate presenti solo in Campania.
Fra i primi laboratori pronti a partire per i test sierologici, la Mebios Srl di Via Solfata 39 a Pozzuoli che ha raccolto già un gran numero di prenotazioni.
I privati cittadini e le aziende, piccole e grandi, potranno quindi richiedere le analisi sierologiche su anticorpi IgM e IgG per il SARS-CoV-2 per la realizzazione della fase 2 e del graduale ritorno delle prime attività produttive per conoscere lo stato immunologico dei loro dipendenti.
Sarà così possibile contribuire a ridurre le ansie che il periodo di lock down ha causato.

Harry di Prisco

A Valencia tra arte, sport, cultura …

paella valencianaA Valencia tra arte, sport, cultura …
Esplorate. Sognate. Scoprite. Valencia vi attente !

Accogliente, vivace e dinamica, Valencia si prepara ad accogliere nuovi visitatori  con una serie di novità, nuove aperture e appuntamenti per tutti i gusti: dagli amanti dell’arte agli appassionati di ottima cucina fino agli sportivi, oppure per coloro che cercano una meta non troppo lontana ma con tante attrazioni e attività per trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del divertimento e del relax.
Città mediterranea dal clima sempre mite con i suoi trecento giorni di sole all’anno, Valencia è la destinazione perfetta in ogni periodo dell’anno e per ogni tipo di viaggiatore. Ecco quindi alcuni motivi per visitare Valencia.

Un nuovo hotel di lusso nel centro della città: Palazzo Vallier
Un antico palazzo risalente alla metà del XIX secolo ospita il nuovo hotel a cinque stelle della città: Palazzo Vallier. 31 camere che combinano un design di ispirazione barocca la Città delle Arti e delle Scienzecon l’Art Déco per un risultato formidabile, soprattutto nella Suite Lladró, caratterizzata da arredi di porcellana dell’omonimo brand valenciano, che con i suoi 52 mq può essere trasformata in uno spazio per piccoli eventi. La partnership con Lladrò è visibile anche nell’imponente scultura di farfalle che sovrasta la scala del palazzo, e nella Lladrò lounge, un ambiente raffinato in stile american bar dove gustare cocktail davvero speciali. Prodotti freschi provenienti dal vicino Mercado Central e dal mercato del pesce del porto, sono combinati in un menu tipicamente valenciano all’interno del ristorante La Perfumería, chiamato così poiché è situato dove sono stati trovati i resti di un’antica profumeria romana del terzo secolo.

Due nuove stelle Michelin nel firmamento gastronomico valenciano
Il ristorante El Poblet di Quique Dacosta ha ottenuto la seconda stella Michelin e salgono così a quota cinque le stelle ottenute dai suoi ristoranti, compresi quelli a Denia e Alicante. Dacosta vanta altre tre location a Valencia: il Mercatbar, il Llisa Negra e il Vuelve Carolina.
Si aggiudica la sua prima stella Michelin, invece, la Chef Begoña Rodrigo del ristorante La Salita, un locale che mira a promuovere la cucina locale e i prodotti del territorio. Per gustare la sua cucina è possibile fare tappa al Nomada Urban Mood  che propone piatti esotici che combinano tacos, bao e riso, nel quartiere di Ensanche.

la Virgen de los Desamparados nella BasilicaL’anno giubilare del Santo Calice
Il 2020 è l’anno ideale per conoscere l’affascinante storia del Santo Graal perché Valencia celebra l’anno giubilare del Santo Calice, che inizia il 24 ottobre. Questa celebrazione, concessa alla città da Papa Francesco I, ha luogo solo ogni cinque anni e comporta l’indulgenza plenaria, che sarà concessa in alcune chiese della città. Un anno ideale per compiere il Cammino del Santo Graal, un pellegrinaggio ricco di cultura che va dal Monastero di San Juan de la Peña (Huesca) alla Cattedrale di Valencia, dove si conserva il Santo Calice.

Nuovi appuntamenti che fondono arte, moda e gastronomia
La gastronomia sarà la protagonista dell’anno. La visita guidata della mostra di Picasso presso la Fondazione Bancaja sarà completata da un cocktail a cura della chef stellata Begoña Rodrigo. Ma si può anche cenare in perfetto stile medievale nella cappella del Convento del Carmen, con un menù degustazione a cura dello chef Miguel Ángel Mayor. Oppure ancora conoscere il Berklee College of Music, tra le migliori scuole di musica al mondo e ascoltare dal vivo il suo miglior repertorio gustando cocktail analcolici. Grandi chef, sommelier e produttori artigianali valenciani parteciperanno alla quarta edizione del Valencia Culinary Festival, dal 24 febbraio all’8 marzo. Per l’edizione 2020 saranno previsti 18 ristoranti, tra cui chef stellati locali e internazionali, che daranno prova della loro creatività in esclusivi menù a quattro mani. Il festival comprende anche incontri, degustazioni, laboratori di cucina, cinema gastronomico e un evento clou: la grande “Notte della Gastronomia” all’interno dell’iconico edificio Veles e Vents nella Marina de València il 1° marzo.

Valencia capitale mondiale del disegn per il 2022
A Valencia si respira aria di design. L’Organizzazione Mondiale del Design, infatti, l’ha nominata Capitale Mondiale del Design nel 2022, mettendo in evidenza sia la maturità del design valenciano, sia le attrazioni della città. Per questo motivo non è necessario attendere il 2022 per vivere, sentire e sperimentare il design nella sua architettura, nella cultura, e nelle strade della città. L’architettura di Santiago Calatrava nella Città delle Arti e delle Scienze o i secolari edifici modernisti del Mercado Central e di Colón, sono alcuni degli esempi di come la città coesiste con il design. A Valencia il design non è solo una questione visiva, si sente e si vive anche nei quartieri come Ruzafa o El Cabañal, ricchi di gallerie d’arte in spazi innovativi. Il design è tangibile anche nell’offerta gastronomica, una fusione di tradizione e avanguardia, nei ristoranti e nei bar arredati con elementi di design sorprendenti; o nella disposizione stessa delle sue strade e piazze, con soluzioni ingegnose, belle ed efficienti progettate per una mobilità sostenibile. Inoltre, gli European Design Awards saranno consegnati a giugno a Valencia, rafforzando la città come sede della creatività.
Valencia festeggia il 40° anniversario della maratona
Il 6 dicembre 2020 sarà una data importante per la città di Valencia che celebrerà il 40° anniversario dalla prima Maratona di Valencia. L’ultima edizione, la sesta più veloce al mondo, ha riunito corridori provenienti da 101 paesi, generando un’occupazione alberghiera del 94%. Per la prima volta, la Maratona non coinciderà con la gara 10 k così da avere più posti per la competizione celebrativa. Il test per il 40° anniversario potrà contenere 30.000 partecipanti, numero che verrà raggiunto molto presto visto che i primi 10.000 posti sono stati esauriti nell’arco di 48 ore. Stessa cosa per la Mezza Maratona, che nel 2020 si svolgerà il 25 ottobre e verrà integrata per la prima volta nel circuito di Superhalfs vicino a Lisbona, Praga, Copenaghen e Cardiff.

La Huerta di Valencia nominata Patrimonio Mondiale Agricolo della FAO
Valencia è circondata da oltre 10.000 ettari di frutteti dove vengono coltivati molti dei prodotti freschi e genuini che fanno parte dei menù dei ristoranti della città. Bagnata dal fiume Turia, la Huerta di Valencia è un progetto di ingegneria caratterizzato da un perfetto sistema di irrigazione progettato nell’VIII secolo dagli arabi. Sostentamento degli agricoltori e dei pescatori locali, la Huerta accoglie una grande varietà di uccelli, pesci e piante, molti dei quali classificati come rari, endemici o in via di estinzione. Grazie a queste sue peculiari caratteristiche la Huerta è stata appena inclusa dalle Nazioni Unite nell’elenco del Patrimonio Agricolo Mondiale della FAO. Grazie alla sua vicinanza al centro di Valencia è possibile visitare questa bellissima area noleggiando una bicicletta e pedalando lungo la pista ciclabile che attraversa l’intero giardino dalla città.

Le Fallas saranno accompagnate dall’arte urbana di Escif
Tradizione artistica e trasgressione si uniranno in occasione delle prossime Fallas 2020. Gli artisti falleri Manolo Martin e José Ramón Espuig, insieme all’artista urbano Escif, progetteranno il monumento del comune.
Considerato come uno dei riferimenti più rilevanti della street art mondiale, le opere di Escif trattano temi come lotte attuali, movimenti di resistenza e problemi ambientali attraverso disegni nitidi, linee chiare e colori sobri. Escif ha realizzato numerosi progetti in contesti urbani di tutto il mondo, esposti all’IVAM di Valencia, al Power Station di Shanghai, al Palais de Tokyo di Parigi e alla Biennale di Arte Africana Contemporanea. Un riassunto del suo lavoro può essere visto al Centre del Carme in una mostra che precederà le Fallas.

Mercato di San Vincente, il nuovo tempio gastronomico della città
Per la prossima primavera, il Mercato di San Vicente aspira a diventare il primo mercato gastronomico della città. Dal prosciutto iberico ai frutti di mare, passando per il riso mediterraneo, i dolci tradizionali, l’horchata e i formaggi accompagnati dagli ottimi vini valenciani, il Mercado de San Vicente proporrà a locali e visitatori un’offerta gastronomica a 360°.
Questo spazio gastronomico ospiterà 19 stand distribuiti su 2000 mq e, oltre alla grande offerta culinaria, il mercato proporrà spettacoli dal vivo, mostre culturali e attività parallele per offrire intrattenimenti per tutti i gusti.

Webit: la manifestazione che porta il futuro a Valencia
Robot con intelligenza artificiale avanzata, scarpe che permettono di camminare in una realtà virtuale e tante altre straordinarie esperienze attendono i visitatori al Webit Festival Europe, un mix di congressi ed esposizioni per professionisti e non solo.
Dal 17 al 20 giugno, la Marina di Valencia sarà il fulcro della tecnologia e dell’innovazione; il Webit infatti riunirà 1500 start-up e leader globali di diversi settori tecnologici in una grande manifestazione digitale per tuffarsi nel futuro e rimanere a bocca aperta di fronte alle ultime novità e creazioni. Ogni notte, la Webit Night Fiesta, unirà tecnologia e divertimento con musica, flash mob, cocktail e dibattiti informali lungo le strade di Valencia.

H  di  P

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Presentate a Napoli le novità dell’offerta turistica della Francia per il 2020

foto4Una Francia sempre più verde nelle novità dell’offerta turistica 2020
Presentate a Napoli da Atout France alcune destinazioni francesi

La Francia si è confermata il primo paese più visitato al mondo, con oltre 90 milioni di turisti, con cifre in costante aumento.
Milano, Bologna, Roma e Napoli hanno accolto l’edizione 2020 del Mediatour Francia, che ha visto una grande partecipazione di città e regioni e ha riscosso un notevole interesse della stampa. Quest’anno un fil vert è stato il filo conduttore dell’evento, come ha sottolineato il direttore di Atout France Frédéric Meyer: «L’offerta turistica che vi presentiamo è un viaggio attraverso tutto il Paese, con una ricchezza unica di proposte e idee nel segno del rispetto della natura, del verde, della sostenibilità. Un tema sempre più attuale, con cui tutti dobbiamo fare i conti, e che fa da fil vert delle varie proposte di una Francia sempre più attenta all’ambiente».
Nutrita l’offerta turistica sia per un weekend, una vacanza al mare, in campagna o in città. Ma vediamo da vicino novità e proposte.
In Alsazia l’arte di vivere è di casa. Da scoprire l’«alta moda della gastronomia», come lfoto1a definisce Mireille Oster, star del pan di spezie, che apre a Strasburgo un nuovo spazio di gusto e animazione, mentre al Museo Lalique si ammira una mostra sulle arti della tavola e a Villa Lalique si alloggia « 5 stelle » e si cena al ristorante gastronomico 2 stelle Michelin dello chef Klein. Notizia verde: un nuovo hotel di capanne di legno vicino a Colmar. www.visitalsace.com
L’Alvernia-Rodano-Alpi è una regione verde per definizione, con lo straordinario Parco dei Vulcani. Novità 2020 tante proposte eco-friendly per alloggiare attorno ai vulcani, il lancio della Valle della Gastronomia, e numerose esperienze e attività nella natura, da Sylatorium, il primo sentiero silvestre di Francia a Le Mont Dore al tree-climbing . www.fr.auvergnerhonealpes.com
Grandi appuntamenti 2020 in Normandia, scenario quest’anno della 4a edizione del grande Festival Normandia Impressionista, sul tema « Il colore giorno per giorno »: un ricco calendario di eventi e mostre dal 3 aprile al 6 settembre. Da non perdere anche la Festa del mare di Fécamp, 1-5 luglio, e la novità green del Nomad Hotel a Le Havre. www.normandie-tourisme.fr/it
Le Havre-Etretat propone la nuova edizione di Un Eté au Havre, un’estate a Le Havre, grande appuntamento dal 27 giugno al 4 ottobre, con un nuovo percorso di scoperta fra installazioni d’arte, architetture innovative e tanti eventi. Insieme alle scoperte naturali della costa di Etretat e al nuovo hotel green, l’Oscar Hotel.www.lehavretourisme.com
Nantes nel 2019 è stata insignita del titolo di Capitale Europea dell’Innovazione, punta al verde e alla sostenibilità, con il suo 101° parco e giardino: il Jardin Extraordinaire e lo spettacolare belvedere di Tadashi Kawamata sulla collina. Imperdibile il grande evento estivo del Voyage à Nantes dal 4 luglio al 30 agosto, che trasforma la città nel segno dell’arte e dell’innovazione. www.nantes-tourisme.com
Il Centro-Valle della Loira dopo l’enorme successo dei 500 anni di Leonardo e del foto2Rinascimento propone gli eventi di «Nouvelles Renaissances», che si declinerà su tre anni. Tema del 2020 la gastronomia, in occasione dei 10 anni della proclamazione del pranzo gourmet francese Patrimonio dell’Unesco. Altro anniversario importante i 20 anni della Valle della Loira Patrimonio Unesco: perfetta idea green scoprirla seguendo l’itinerario della Loira in bicicletta. www.valledellaloira-francia.it
Troyes, città-gioiello di case a graticcio, votata allo champagne, annuncia numerose riaperture di musei: il Museo Saint Loup di Belle Arti, il Museo d’arte moderna, l’Antica Farmacia dell’Hotel-Dieu, la Cité du Vetrail, senza dimenticare lo shopping al centro outlet McArthurGlen. E nel verde la Strada Turistica dello Champagne, in festa il 1° e 2 agosto. www.troyeslachampagne.com
Il Centre des Monuments Nationaux invita a Parigi per due eventi top: l’apertura al pubblico da luglio, 7 giorni su 7, del Musée de la Marine e l’Arco di Trionfo «impacchettato» da Christo dal 19 settembre al 4 ottobre, imperdibile. www.monuments-nationaux.fr
Bordeaux nel 2020 festeggia il vino, con il più grande evento enoturistico d’Europa, dal 18 al 21 giugno, fra degustazioni e velieri storici da ammirare. Novità il centro d’arte digitale Les Bassins de Lumières, nell’ex base sottomarina, e la scoperta della natura in città con la prima Grande Randonnée metropolitana di Francia. www.bordeaux-turismo.it
L’Occitania ha molti eventi green in serbo per il 2020, legati ad anniversari importanti: i 50 anni del Parco delle Cévennes, i 20 anni dell’apertura al pubblico del Pic du Midi e del suo planetario, i 30 anni del Festival di Astronomia di Fleurance e i 10 anni del riconoscimento Unesco ad Albi, splendida città d’arte. www.turismo-occitanie.it
Grandi eventi anche a Montpellier, che celebra quest’anno gli 800 anni della Facoltà di Medicina, la più antica del mondo ancora in attività. Al museo Fabre una collezione imperdibile di opere di Pierre Soulages, che ha appena compiuto 100 anni! Architetture innovative, arte di vivere – al Marché di Lez, al Jardin des Sens prestigioso ristorante che riapre a breve – e percorsi verdi fra la città e il mare. www.montpellier-tourisme.fr
Marsiglia punta all’ecologia e al turismo sostenibile e ospita quest’anno il Forum Mondiale della Natura (11/19 giugno) e Manifesta, la grande biennale europea dell’arte contemporanea, dal 7 giugno al 1° novembre. Grandi mostre al Mucem (sui Viaggi, i Faraoni) e celebrazioni tutto l’anno per i 150 anni del Palais Longchamp, sede del Museo di Belle Arti. www.marseille-tourisme.com
Green e gusto nel Vaucluse, con una nuova spa interamente ecologica al Castello di Massillan, il Jardin Singulier nella zona del Mont Ventoux, l’apertura al pubblico della Centrale Elettrica di Bolléne. Da segnalare la ciliegia del Vaucluse IGP e la frutta candita di Apt, inserita nel Patrimonio Immateriale dell’Unesco, mentre la città è “Sito Notevole del Gusto”. www.provenceguide.com
Avignone è la città ideale per un city break, con il grandioso complesso del Palazzo dei Papi, Patrimonio Unesco. Una città ricca di eventi (famoso il Festival di Avignone, dal 3 al 23 luglio) e verde: una scoperta l’isola Barthelasse sul Rodano la più grande isola fluviale d’Europa, con un circuito green di 13km. www.avignon-tourisme.com
Il Luberon Coeur de Provence è una destinazione perfetta da scoprire a piedi e in bicicletta, fra villaggi di charme e i paesaggi del Parco Naturale Regionale. Novità l’itinerario segnalato verso la città degli antiquari, Isle sur la Sorgue e diversi percorsi-trail. Per il 2020 un nuovo museo dell’olio d’oliva, le proprietà vinicole aperte al pubblico con degustazioni ed eventi e la prima edizione del festival dedicato a Camus a Lourmarin (25-28 giugno). www.louberoncoeurdeprovence.com
Hyères propone per il 2020 un nuovo itinerario di scoperta del centro storico, il Percorso delle Arti, e organizza il grande festival Design Parade, le cui opere rimangono esposte a Villa Noailles fino a settembre. Imperdibile la nuova mostra a Villa Carmignac sull’isola di Porquerolles: “Il mare immaginario” e i trial sportivi e gli itinerari nel verde alle Iles d’Or. www.hyeres-tourisme.com
Saint Tropez punta a diventare la prima destinazione veg-glamour di Francia e “green attitude”. I più famosi ristoranti propongono piatti vegetali, dai palace – Château de la Messardière e il suo ristorante “L’acacia” e il ristorante “La Cucina”, dell’hotel le Byblos – alla brasserie Sénéquier, all’iconico Hotel de la Ponche. www.sainttropeztourisme.com
Trattamenti tutta natura al Thalazur Mediterranée di Antibes, con tutto il meglio della talassoterapia e la novità di trattamenti esclusivi per due problemi molto sentiti: i dolori cervicali e l’emicrania, con un innovativo trattamento di 6 giorni di idroterapia, massaggi in acqua, fanghi e alghe, sofrologia e agopuntura e un menù su misura. www.thalazur.fr
Biot punta a natura e benessere con 5 itinerari escursionistici attorno al borgo, fra pinete e macchia mediterranea, nel Parco della Brague alla scoperta di magnifici paesaggi. Poi golf, tennis e la novità ecologica del Mercato degli Agricoltori locali da sabato 15 giugno sulla Place des Arcades: alimentazione bio, cosmetici e artigianato. www.biot-tourisme.com
Passeggiate verdi anche a Mougins lungo il Canale della Siagne, alla Val de Mougins, a Mougins le Haut, costeggiando il famoso Stagno di Fontmerle con la più grande colonia di piante di loto d’Europa, oltre a molti uccelli migratori. Appuntamento top il 5 e 6 giugno con il Festival Internazionale della Gastronomia “Les Etoiles de Mougins”. www.mougins-tourisme.fr
Cannes si trasforma nel segno della sostenibilità, con l’ampiamento della mitica Croisette, nuove aperture di hotel e l’impegno nella dinamica delle “Destinazioni responsabili”, per ottenere la certificazione Iso 20121. Eccezionale l’ambiente naturale, dalle Isole di Lérins candidate al Patrimonio dell’Unesco, al parco forestale naturale della Croix-des-Gardes. E’ una capitale dello sport all’aria aperta. www.cannes-destination.fr
Proprio a Cannes, l’Hotel Barrière Le Majestic Cannes, 349 Suite e Camere (e quest’anno una nuova Signature Suite), il Fouquet’s Cannes con menù dello chef stellato Pierre Gagnaire, il BFire, il ristorante sulla spiaggia del miglior chef del mondo, Mauro Colagreco, i cocktail alle piante di Emanuele Balestra e da marzo un nuovo indirizzo di gastronomia italiana rivisitata da Pierre Gagnaire e Nicole Rubi, più spa d’eccellenza e spazio fitness. Dal 1° marzo 2020 apre a Saint-Barth l’Hotel Barrière Le Carl Gustaf stessa eccellenza alla francese ai Caraibi. www.hotelsbarriere.com
Nizza amplia le proposte e diventa Metropole Nice Côte d’Azur con tante nuove scoperte. Idee green il Sentiero del Litorale verso Villefranche e il sentiero costiero da Cap d’Ail. E grandi eventi: il Carnevale Re della Moda (15-29 Febbraio), i 30 anni del MAMAC, nuovi ristoranti veg e bio e nuovi hotel e la prima GR delle Alpi Marittime, una grande randonnée urbana di 42 km dalle colline alla Promenade des Anglais. www.nicetourisme.com
Mentone mette insieme la Riviera e l’interno, fino alla famosa Valle delle Meraviglie in un ricco programma 2020. Dalla Festa del Limone (15/2-3/3), con randonnée in tema all’ Outdoor Festival (30/4 – 3/5) nei comuni delle Alpi Marittime, gli eventi sportivi a Breil, passando per un must della gastronomia: Mauro Colagreco, eletto Miglior Chef del mondo, tre stelle Michelin al Mirazur, miglior Ristorante del Mondo secondo The World’s 50 Best Restaurant. www.menton-riviera-merveilles.fr
Un 2020 di grandi novità a Serre-Chevalier, con 4 nuovi ristoranti e un hotel di charme, lo Chalet Hogan, la novità dello Snooc, che unisce lo sci-randonnée e lo slittino, il Cani-Quadbike, unico al mondo, una mountain bike a 4 ruote trainata da cani. Evento della primavera: Il Gran Premio di Serre Chevalier del 14 marzo e da segnalare l’uso di energie rinnovabili sul Comprensorio Sciistico. www.serre-chevalier.com
Natura in tutte le forme a Les 2 Alpes, con il ghiacciaio per sci anche in estate (il più grande ghiacciaio sciabile d’Europa) e tante attività, dalle escursioni in montagna alle passeggiate insolite, alle degustazioni di prodotti tipici. Evento top la Vtt Ulti-mate Challenge, la più dura sfida in bici del mondo (25-26 luglio) ed esperienza indimenticabile il Belvedere degli Ecrins, 3400 metri, con la passerella sospesa nel vuoto. www.les2alpes.com
Novità con Thello la compagnia ferroviaria che propone collegamenti diretti tra l’Italia e la Francia, senza cambi al confine. Il collegamento diurno Milano-Marsiglia diventa quotidiano, 365 giorni all’anno (da 27€), e va ad aggiungersi ai due collegamenti al giorno per Nizza (da 12€). Comodo il treno di notte Venezia-Milano-Parigi con cabine letto Standard per 2 e 3 persone, e cuccette per 4/6 persone (da 29€ in su). www.thello.com
Fra le novità di Air France-KLM l’aumento della frequenza destinazioni per la stagione estiva, con 4 rotte per Parigi incrementate in luglio e agosto:11 voli settimanali da Bari, 1 volo al giorno da Palermo, 2 voli al giorno da Cagliari e 1 al giorno da Olbia. Il Gruppo Air France-KLM quest’estate collegherà ben 14 aeroporti italiani con Parigi e da lì con il resto del mondo. www.airfrance.it
Per informazioni: www.france.fr
Facebook: France.fr; Twitter: @atoutfranceIT; #ExploreFrance
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Lo chef napoletano Gianfranco Anzini vince a Gallipoli la XX edizione del Festival Italiano della Cucina con la Cozza tarantina

il piatto primo classificatoLo chef napoletano Gianfranco Anzini vince a Gallipoli la XX edizione del Festival Italiano della Cucina con la Cozza tarantina

Il concorso gastronomico ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina e valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico della città di Taranto

Si è conclusa nei giorni scorsi la prima serata della XX Edizione itinerante del Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina presso il l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli (LE). Sono giunti a Gallipoli in trasferta cinque grandi chefs appositamente per presentare la cozza tarantina i quali si si sono avvalsi di tutta la loro esperienza e fantasia per mettere in risalto le qualità organolettiche proprie del mollusco nelle cinque pietanze in gara.
La città di Taranto in tal modo si presenta con uno dei suoi prodotti di eccellenza per invogliare sempre più turisti a riscoprire i suoi tesori d’arte e paesaggistici. Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, e valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico.
Lo chef napoletano Gianfranco Anzini con il suo piatto: “Chicchi di zucca all’amaretto con cozze tarantine, crema di basilico e noci” si è aggiudicato il primo posto totalizzando 282 voti della giuria popolare, composta da clienti abituali di ristoranti e amanti della buona cucina. Al secondo posto della prima manche di eliminatorie di Gallipoli si è classificato lo chef Alessandro Angiola di Bari, con la pietanza dal titolo: “Crema di patate allo zafferano con panzanelle alle cozze e crema di stracciatella” che ha avuto 270 punti. Al terzo posto con 257 punti si è qualificato lo chef Hafid Bahil di origini marocchine – che lavora in Italia da molto tempo – con il piatto: “Passatina di fagioli con l’olio di Zollino con pesce spada croccante e cozze tarantine”. Hafil fa parte della brigata di cucina dell’Hotel Caroli di Gallipoli, coordinata dallo chef executive Onofrio Terrafino che sotto il suo occhio vigile e attento porta avanti un discorso di qualità che contraddistingue gli alberghi della catena Caroli. Il Festival è stato ideato e organizzato dal Cav. Uff. Cosimo Lardiello Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, che ha condotto la kermesse gastronomica. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, composto da: Pino Magaldi, Emanuele De Vittorio, Antonio Palmisano e Franco Bello, con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, ha eseguito brani del loro repertorio. Il cabarettista Elio Angelini ha contribuito a rendere la serata particolarmente lieta, intervenendo fra una portata e l’altra.
Si è quindi chiusa la prima tornata inaugurale della XX Edizione del Festival in attesa degli incontri in Italia ed all’estero che si svolgeranno nel corso dell’intero anno.
Tra gli appuntamenti più attesi, il Gran Premio “Pizze e Cozze” che si svolgerà nei giorni 24 e 25 marzo prossimi presso il ristorante-pizzeria “Benvenuti al Sud da Donna Luisella” di Lusciano (Aversa-CE) dei gemelli Mirco e Danilo Fusco. Sarà un concorso organizzato per la prima volta nell’ambito del “Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina” volendo abbinare il prezioso frutto del mare di Taranto con le eccellenti pizze partenopee. Le principali associazioni di pizzaioli partenopei collaboreranno con l’organizzazione del Festival, schierando al concorso le loro squadre affiliate. La giuria sarà composta, come nella tradizione del Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina, da addetti ai lavori che affiancheranno il pubblico di cultori della pizza e della buona cucina.

Harry di Prisco

Il “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”

IFestival cozza tarantinal “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”
Riparte da Gallipoli con la ventesima edizione

Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del locandina XX edizione Festival cozza tarantinaCentro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat le protagoniste del festival della cozza tarantinaParade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.
E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare cozze di Tarantojonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.
Harry di Prisco

Alla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula

Korčula scorci di panorama marino (2)Alla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula
Un viaggio esperienziale in Croazia per conoscere i monumenti e i centri storici immersi in una natura rigogliosa

Dubrovnik, una suggestiva cittadina del sud della Croazia, è situata tra il Mar Adriatico e le Alpi Dinariche, è una destinazione a prezzi abbordabili facilmente raggiungibile ed è fra le mete più amate e visitate di tutta la regione.
La città è un’inestimabile perla della costa adriatica meridionale, con le sue bellezze naturali che tolgono il fiato, il suo clima perfetto, la sua ricca eredità culturale ed un’offerta turistica variegata. Nella città vecchia è stata girata la serie TV “Il Trono di Spade”, sono in molti a venire alla ricerca dei luoghi in cui sono stati ambientati gli episodi della serie.
«I turisti Italiani sono al settimo posto dopo gli Inglesi – riferisce Sandra Milovcevic, capo del dipartimento comunicazione dell’ufficio turistico di Dubrovnik – durante tutto l’anno l’aeroporto della città croata è collegato con voli diretti da Roma. Varie compagnie di navigazione portano da noi fino a 4.000 croceristi al giorno, i turisti scendono dalla navi, Dubrovnik (1)vedono velocemente la città e poi vanno via».
Dubrovnik fu fondata nel 615 d.C. dagli abitanti di Epidauro che erano stati costretti ad abbandonare la città a seguito dell’invasione degli Avari che devastavano le città dalmate. Originariamente fondata su un’isola rocciosa, fu poi collegata alla terraferma mediante interramento di un sottile braccio di mare. Il luogo da loro scelto, noto in epoca romana come Ragusium, fu questa isola dell’Adriatico. La città, che formalmente era sottoposta all’imperatore di Bisanzio, fu una delle maggiori e prospere repubbliche marinare, ancor oggi i monumenti storici di Ragusa testimoniano gli antichi splendori. Dal 1205 al 1358 fu assoggettata da Venezia, come si può vedere dall’architettura dei palazzi.
A contribuire al successo di questa destinazione vi è il clima mite tutto l’anno, sia in autunno che in inverno. Proprio nel periodo invernale è consigliabile visitare la città per poter ammirare tutte le attrazioni senza stressarsi a causa della grande affluenza turistica dei mesi estivi e senza fare file per accedere ai monumenti.
Il principale motivo che invoglia a visitare Dubrovnik (Ragusa nella nostra lingua) è l’inserimento dal 1979 della città nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, per la sua Korčula la rivierastoria e per i suoi monumenti, come la cinta muraria che con le sue torri è l’emblema della città. Il nome croato deriva dalla foresta di querce che ricoprivano un tempo la montagna. Il corso principale risalente all’XI secolo, “Stradun” il cui vero nome è “Placa”, è lastricato con pietra calcarea che brilla come acqua al sole e attraversa il centro storico pedonale in particolar modo affascinante.
Lo Stradun non è solo la via più amata e suggestiva ma anche un punto di incontro per turisti ed abitanti. Celebre anche come “la perla dell’Adriatico”, Dubrovnik è riuscita a conservare le proprie chiese gotiche, rinascimentali e barocche e tanti conventi, palazzi e fontane tra le quali ve n’è una che parla italiano: la fontana di Onofrio che è stata costruita dall’architetto campano Onofrio della Cava, il quale riuscì a portare l’acqua in città da una sorgente distante dodici chilometri.
In inverno restano aperti quindici alberghi, dei cinquanta presenti in città di cui quindici a cinque stelle, per ogni richiesta dei turisti. Vi sono poi appartamenti privati con prezzi a partire da quaranta euro al giorno, per gli alberghi il costo è da settanta euro per la camera per due persone compresa la colazione. Se si vuole spendere poco e gustare la vera cucina dalmata si può scegliere di andare in una “konoba”, simile alle locande italiane, dove si spendono in media settanta euro per un pranzo per due. Qui il tempo scorre più lentamente, la gente del posto che gestisce il locale con la propria famiglia Dubrovnikprepara i piatti con le ricette dei cibi delle nonne.
Dopo aver visitato le mura sarà suggestivo prendere la funivia che in soli quattro minuti conduce alle due terrazze panoramiche a 418 metri sul monte San Sergio; se rimane tempo una visita all’isola di Lokrum, distante solo 15 minuti dal porto di Dubrovnik, sarà l’occasione per fare una passeggiata nella piccola riserva naturale insieme ai pavoni e ai conigli che qui circolano liberi nei vialetti. L’isola ha tutta l’aria di essere un universo a se, un piccolo mondo parallelo protetto.
Indimenticabile sarà anche visitare Korčula, dove sembra sia nato Marco Polo. Essa sorge su un’isola a 135 chilometri da Dubrovnik raggiungibile in auto con autista dall’aeroporto di Dubrovnik, oppure con un traghetto da Ancona, poi un catamarano da Spalato a Vela Luca, a 47 chilometri da Korčula. L’isola con i suoi 3.400 abitanti è la più popolata dopo Krk. Una lussureggiante vegetazione ricopre il 60% del territorio rendendo quest’isola un vero paradiso ecologico.
Hana Turudić, direttrice dell’Ufficio del Turismo di Korčula fa presente che «gli Italiani che sono arrivati lo scorso anno sono stati 2.693, trascorrendo 14.395 notti, con una media di quattro notti e un incremento dell’8%. I turisti trovano che i prezzi sull’isola non sono cari, dieci anni fa erano certo più bassi, ora sono lievitati ma la qualità dei servizi è di molto aumentata».
Dubrovnik (8)Per le previsioni meteo non occorre internet né la TV: gli abitanti guardano la bandiera se sventola a nord indicando la bora che dicono essere “una donna che pulisce tutto”.
Al centro storico di Korčula si accede mediante una porta che immette in una piazzetta su cui insiste la chiesetta di San Michele con il suo architrave sul quale è collocata una piccola statua del Santo, copia di quella trafugata nello scorso secolo. Le caratteristiche stradine della cittadina con scalini, grazie alla loro forma a lisca di pesce, consentono il libero flusso d’aria ed allo stesso tempo proteggono la città dai venti forti. Nell’isola la religione cattolica è molto sentita e in preparazione della domenica delle Palme si apprestano delle piccole colombe di legno con la parte interna di un ramo di fico. Le colombelle verranno poi poste su di un ramo di ulivo che verrà benedetto a Pasqua. Per la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, i bambini ricevono doni in una calza, come da noi in ole colombelle di Pasquaccasione della Befana, cantando la filastrocca: “Santa Lucia mamma mia porta bomboni in calza mia se la mamma non mi mette restano vuote le calzette con la borsa del papà Santa Lucia porterà!”. La Santa gira di casa in casa consegnando i doni ai bimbi buoni, con un carretto trainato dall’asinello. Santa Lucia viene festeggiata a Korčula nella chiesa fondata nel 1301 della confraternita di Tutti i Santi, il cui attiguo museo contiene antiche icone nonché un dipinto dell’ultima cena, sicuramente attribuibile ad un pittore locale per la presenza sulla tavola di frittelle croate.
Si può prendere poi un Taxi del mare, una barca di colore giallo, per farsi condurre in uno dei venti isolotti disabitati vicini alla costa e trascorrere un giorno fra mare e cielo. Come resistere al fascino di questi luoghi quando le parole non bastano ? Non vi è altro sistema che andare di persona per immergersi nella storia e nella natura rigogliosa.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Le opere d’arte realizzate per il progetto “Epifanie” nei Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

EpifanieLe opere d’arte realizzate per il progetto “Epifanie” nei Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

Fede e Cultura lungo la Via Francigena

Il Quasar Institute presenta le opere realizzate con il progetto “Epifanie” nell’ambito dell’iniziativa “Arte sui Cammini” promossa dalla Regione Lazio. Interessati i Comuni di San Lorenzo Nuovo ed Acquapendente

Nell’ambito dell’iniziativa ”Arte sui Cammini”, promossa dalla Regione Lazio in linea con le indicazioni del Consiglio d’Europa, verranno presentate Venerdì 25 ottobre alle ore 11,30 presso la Sala Consiliare del Comune di San Lorenzo Nuovo (VT), le opere realizzate a seguito del Progetto “Epifanie” di Quasar Institute for Advanced Design, vincitore di uno dei sette progetti (sui 35 presentati) che hanno interessato la Regione Lazio per la realizzazione e l’installazione di opere d’arte contemporanea lungo i Cammini della spiritualità, andando così ad arricchire il lavoro di valorizzazione dei percorsi, avviato già da qualche anno.

L’iniziativa ha coinvolto il mondo degli artisti e degli operatori del settore, chiamati a misurarsi con i valori storici ed artistici, oltreché spirituali, dei diversi Cammini religiosi di cui la Regione è ricca, per la realizzazione di opere d’arte in grado di interagire armoniosamente con il paesaggio naturale ed urbano. Il progetto che si è aggiudicato il Quasar Institute for Advanced Design, riguarda esclusivamente la Via Francigena del nord, che va dal confine con la Toscana a San Lorenzo Nuovo e che si sviluppa lungo un tratto ben preciso della Via Cassia. Il percorso proseguiva poi innestandosi sulla Via Cassia romana, toccando Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Capranica, Sutri, Monterosi e Roma che si raggiungeva però attraverso l’antica Via Triunphalis che arrivava al Vaticano da Monte Mario in quanto, dopo Monterosi, la via Cassia attraversava territori malsani e poco raccomandabili.

Il Progetto “Epifanie” curato dalla Quasar è stato realizzato grazie al coinvolgimento di due grandi artisti, Renzogallo e Andreco i quali hanno dato vita a sei opere d’arte posizionate, una del Comune di Acquapendente, in prossimità della Porta della Ripa, antico accesso alla città, e cinque in quello di San Lorenzo Nuovo. Il percorso intercorrente fra la prima e l’ultima è di circa 20 chilometri e si snoda in parte lungo la via Cassia e in parte su strade secondarie, ma sempre in prossimità di centri abitati. Nel complesso, il tragitto presenta caratteri di grande suggestione culturale ed ambientale (siamo in prossimità del Lago di Bolsena, il più grande bacino lacuale di origine vulcanica d’Europa) e soprattutto, attraversa luoghi storici di grande interesse e antico fascino.

All’incontro Interverranno: il Consigliere della Regione Lazio. Enrico Panunzi, il Sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini; il Sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi; il Direttore scientifico del Quasar Institute for Advanced Design, Prof. Benedetto Todaro, oltre agli artisti Renzogallo e Andreco. Interverranno inoltre Rappresentanti dell’Università della Tuscia, dell’Accademia delle Belle Arti di Roma e di Oikos che ha fornito le speciali tinture ecologiche necessarie alla realizzazione delle opere.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

VisiTuscia presenta ai buyer il turismo Slow e Silver nella Tuscia

VisitusciaVisiTuscia presenta ai buyer il turismo Slow e Silver nella Tuscia

Il Turismo Lento per promuovere la qualità e l’esperienza e valorizzare le tipicità dei luoghi

Sarà il workshop, su iniziativa Cat Confesercenti Viterbo e Fipac Confesercenti,
fissato per il 19 ottobre presso la Biblioteca Storica del Palazzo Vescovile, all’interno del complesso monumentale del Palazzo dei Papi di Viterbo, a monopolizzare l’attenzione di buyer e seller che si incontreranno per trattare il prodotto “Tuscia”.
“Anche quest’anno – dichiara il patron Vincenzo Peparello – abbiamo voluto focalizzare l’interesse degli operatori su un prodotto specifico. Così come abbiamo fatto a partire dal 2015, quando in occasione dell’Expo, dedicammo ogni attenzione al prodotto agro-alimentare e, negli anni successivi, ai Cammini (2016), ai Borghi (2017) e al Cibo (2018), quest’anno abbiamo pensato al Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero a quel turismo che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”. Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto. Una filosofia insomma, perfettamente in linea con gli intendimenti del MIBACT e che VisiTuscia fa propri nel rispetto di quanto il territorio offre”.
La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, ma comprendente anche parte della provincia di Roma e zone della bassa Toscana (la cosiddetta “Etruria Meridionale”), sembra infatti, poter dare le risposte più significative a questa esigenze. E non solo perché interamente attraversata dalla Via Francigena che la percorre interamente da Proceno a Monterosi, quanto perché in possesso di tutte quelle peculiarità necessarie per la pratica di un turismo lento, nell’accezione che conosciamo: laghi (Bolsena e Vico), monti (Cimini), borghi medievali (l’elenco sarebbe infinito), riserve naturali (Selva del Lamone, Monte Rufeno, Bracciano Martignano), senza dire dei numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, piccoli alberghi, fattorie didattiche (la Tuscia è un territorio ancora a prevalente economia agricola) e alberghi diffusi. Senza dire dell’enogastronomia, una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione.
“Vista la particolarità del segmento e l’accordo siglato con la Fipac Confesercenti – dichiara Sergio Ferrari Presidente Fipac – al workshop quest’anno sono stati invitati operatori che commercializzano questo prodotto ed altri che ben si inseriscono nella filosofia di “VisiTuscia un club di prodotto” quali città d’arte, cultura, ambiente, enogastronomia, sport e terme. Abbiamo quindi puntato più che alla quantità alla qualità, tanto che la durata del workshop si svolgerà nella sola mattinata, ritenendo che fosse sufficiente per soddisfare le loro esigenze ed economizzare il tempo a loro disposizione. Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni pacchetti turistici predisposti da alcuni operatori locali che sicuramente incontreranno il favore dei buyer presenti”.
Sulla bontà delle scelte degli organizzatori, che godono anche del Patrocinio degli Enti locali: Comuni, Regione, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio di Viterbo, Unioncamere Lazio, Associazioni di Categoria del turismo, sono intervenute quest’anno alcune indagini (commissionate dalla Fipac Confesercenti) con cifre di assoluto interesse. Basti solo pensare che il segmento, in forte crescita, raggiungerà nel 2030 in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa.
Nel corso della manifestazione, che durerà tre giorni (dal 18 al 20 ottobre), gli operatori saranno accompagnati in alcune visite guidate alla scoperta di siti archeologici (Gli Etruschi a Tarquinia), luoghi sacri dell’enogastronomia (il Museo MUVIS di Castiglione in Teverina), la Chiesa del Miracolo Eucaristico ed il lungo-lago a Bolsena, la città papale di Viterbo, con il quartiere San Pellegrino, e luoghi della Via Francigena. Potranno inoltre prendere visione e valutare di persona la qualità delle strutture e dei servizi offerti.

H di P

Dopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

locandinaDopo un’estate da record Ernest Airlines si prepara alla Summer 1920 senza rinunciare alle novità della Winter Season 2019-2020

Ernest Airlines, la compagnia aerea italiana low cost, a tre anni dall’inizio delle operazioni, ha registrato un’estate da record in termini di Load Factor e passeggeri trasportati

Nei mesi di luglio e di agosto Ernest Airlines ha registrato un incremento per numero di passeggeri del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trasportando oltre 300.000 passeggeri e raggiungendo il 90% di Load Factor ad agosto (oltre 700.000 da gennaio ad oggi).
La Compagnia ha inaugurato con la Summer 2019 voli diretti per Kharkiv da Milano Malpensa e Roma Fiumicino e da Roma per Odessa, e nuove rotte anche dall’Italia verso l’Albania, aggiungendo Genova-Tirana e Napoli-Tirana, operando l’estate scorsa 23 rotte da 9 aeroporti italiani.
Ernest è ormai diventato il vettore leader in termini di market share per numero di passeggeri in arrivo e in partenza dall’Aeroporto di Tirana, e unica compagnia aerea ad operare voli diretti da ben 7 aeroporti italiani verso 4 aeroporti ucraini (Kyiv, Leopoli, Kharkiv, Odessa).
Ilza Xhelo, Chief Commercial Officer di Ernest Airlines, ha commentato: «Siamo felici di poter ormai affermare che siamo diventati la compagnia di riferimento per milioni di passeggeri per i viaggi dall’Italia all’Albania e dall’Italia all’Ucraina e viceversa, non solo grazie al crescente numero di voli diretti che offriamo, ma ritengo che un fattore determinante sia anche la combinazione di frequenza e orari dei nostri voli, pensati per soddisfare le esigenze di viaggio dei nostri passeggeri e a prezzi davvero accessibili. Ma ciò che ci rende ancora più unici, è la qualità del nostro servizio a bordo che grazie al personale navigante altamente qualificato e motivato di Ernest, fa sì che i nostri passeggeri continuino a sceglierci e a complimentarsi con noi. A bordo dei nostri voli infatti il nostro modo di essere è al 100% Ernest, ovvero amichevole, rassicurante e accogliente, facendo sentire tutti quanti come parte integrante della recente famiglia di Ernest, che accompagna e guida i suoi passeggeri a destinazione con affetto e sincerità».
Con tariffe a partire da 39 euro, Ernest garantisce un servizio di qualità per un’esperienza di volo confortevole e soddisfacente.
La giovane flotta di cui si è dotata include oggi 4 Airbus, un A 319-100 da 141 posti, e tre A 320-200s da 180 posti, la Compagnia annuncia oggi l’incremento del numero dei velivoli fino a 20 A 320s entro il 2023. Il piano di potenziamento della flotta prevede già per il 2020 l’arrivo di altre 4 unità, la prima prevista in marzo, di velivoli della A 320 family.
«L’espansione della nostra compagnia è in atto e per garantire un servizio efficiente dobbiamo dotarci delle migliori risorse, sia in termini di velivoli di ultima generazione che di personale addestrato e aperto al dialogo con i nostri passeggeri. Dopo aver dato il via alla rivoluzione low cost in Albania, ci stiamo specializzando aggiungendo nuove rotte nei paesi in cui operiamo. A ciò si aggiungono gli sviluppi tecnologici tra cui i continui miglioramenti del nostro sito, l’integrazione con Amazon Pay per i pagamenti, una partnership con Oracle e sistemi di messaggistica evoluti per informare i nostri passeggeri in tempo reale. Siamo inoltre orgogliosi di poter dire che in 3 anni il nostro team è cresciuto (siamo oggi oltre 200 dipendenti solo in Italia), e abbiamo uffici di rappresentanza sia in Albania, dall’anno scorso, che in Ucraina a partire da questo ottobre» ha concluso Ilza Xhelo.
Ernest Airlines è una compagnia aerea italiana low cost con sede a Milano. Fondata nel 2015 da un gruppo di giovani investitori svedesi e italiani, la storia di Ernest Airlines è quella di un’azienda in continua crescita, caratterizzata da entusiasmo, creatività, attenzione ai dettagli, con anni di studio ed esperienza nel settore. Ernest Airlines ha iniziato a operare offrendo voli diretti dall’Italia all’Albania, per poi espandere le rotte nei mercati Italia-Ucraina. La flotta è in costante espansione ed è costituita da aeromobili Airbus A 320 Family.

Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio

locandina(1)Gli Agenti di Viaggio in crociera per il Congresso della Fiavet Lazio
I lavori si terranno a bordo di una nave della Grimaldi Lines in navigazione verso Barcellona

La Fiavet Lazio indica la rotta
“Quando si parla di viaggi, internet diventa la panacea di ogni difficoltà: ricco di informazioni, proposte e tante notizie interessanti, prenotare una vacanza diventa l’attività più semplice e gratificante che ci possa essere. Oggi, tutti sono in grado di combinare un volo più soggiorno e magari aggiungerci escursioni, noleggio auto, ingresso museale e tanto altro. Il pagamento on line è diventato, soprattutto con le carte prepagate, il mezzo più veloce e tutto diventa più facile. Salvo poi lamentarsi per non aver trovato quello che si pensava aver acquistato. E’ ora di finirla con questa favola. Internet è sicuramente una opportunità, ma la professionalità degli addetti al settore, rimane una verità inconfutabile. Questo però, non tutti lo hanno compreso. Probabilmente neppure i diretti interessati”.
Ernesto Mazzi, Presidente di Fiavet Lazio, lancia un appello ai propri associati, ma contestualmente lo fa anche nei confronti di quanti si trovano quotidianamente a vivere queste esperienze con superficialità e poca avvedutezza. E per questo invita tutti ad intervenire al Congresso che si terrà a bordo di una nave della Grimaldi Lines, in navigazione verso Barcellona, dal 9 al 12 novembre prossimi.
“Abbiamo individuato alcuni temi di grande attualità e su questi, vogliamo confrontarci con gli iscritti, ma non solo. In un momento di grandi cambiamenti quali la digitalizzazione, la globalizzazione, l’eccesso di concorrenza, l’abusivismo imperante, l’avvento di nuove presunte figure professionali, normative che si susseguono e talvolta si sovrappongono, adempimenti complessi – prosegue Mazzi- credo sia interesse di tutti capire cosa fare, come comportarsi e soprattutto come continuare a stare sul mercato. Vogliamo in sostanza “Indicare la Rotta” (questo il titolo del Congresso), per difendere gli interessi delle nostre imprese ed evitare di farci travolgere da un sistema sempre più ostile nei confronti di chi, come noi, lavora onestamente per offrire un servizio chiaro, preciso e puntuale”.
Il Congresso si articolerà in quattro sessioni, ognuna delle quali dedicata a differenti tematiche: Normative nazionali ed internazionali e rapporti con le Istituzioni; Abusivismo e nuove figure professionali; Incoming ed, infine, Turismo Scolastico.
Per ognuna di queste interverranno esperti del settore, dell’Associazionismo e delle Istituzioni. E’ inoltre previsto un “question time”, nel corso del quale sarà possibile avanzare richieste di chiarimenti o esporre il proprio punto di vista, così come saranno organizzati tavoli dedicati alla formazione relativi ad argomenti di grande attualità quali la “fatturazione elettronica” e l’utilizzo dei “Social Media” come strumento di aiuto alla vendita e alla creazione di nuovi mercati.
“Una particolare attenzione – continua il Presidente – sarà dedicata all’abusivismo dilagante che invade ormai qualsiasi area del settore: dall’attività dei B&B a quella degli Airbnb, dal noleggio Taxi ed NCC alle Guide turistiche, dai parcheggiatori alle stesse agenzie di viaggio spesso non autorizzate o sprovviste del direttore tecnico o del fondo di garanzia, senza dire delle Associazioni non profit che continuano ad organizzare viaggi senza la necessaria autorizzazione o in spregio alle più elementari norme di sicurezza.
Harry

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Paris Region ricompensa la distribuzione italiana a Napoli

Arco di TrionfoParis Region ricompensa la distribuzione italiana a Napoli

Grande successo a Napoli nella cornice spettacolare di Villa Belvedere Carafa per la presentazione di Paris Région al trade e alla stampa.

Paris Région ricompensa la distribuzione italiana nella zona di Napoli in collaborazione con Atout France e Albatravel Group.

Una serata organizzata da Atout France , dal Comitato Regionale per il Turismo Paris Région e da Air France in collaborazione con Albatravel Group, operatore molto attivo sulla destinazione Parigi.

Alla presenza del Console Generale di Francia, Laurent Burin des Roziers, del Direttore Generale del CRT Paris Région Christophe Decloux, di Jean-Luc Lecomte, Area Manager sud di Air France e Luca Riminucci, Direttore vendite di Albatravel, Frédéric Meyer, Direttore di Atout France Italia, ha sottolineato l’importanza sempre maggiore della destinazione Parigi e la sua Regione sul mercato italiano.
Erano presenti Aldo Fabris, Presidente Albatravel Group e Roberto Pagnotta , Area Manager Albatravel per il Sud Italia.

I dati lo confermano : nel 2018 la Francia ha raggiunto un nuovo record di Parigi Champ de_Marsfrequentazione, con 89,4 milioni di turisti internazionali e un incremento dell’ordine del +3%. Questi eccellenti risultati- ha sottolineato il direttore Meyer- si devono in gran parte a Parigi e alla sua regione, che è la prima destinazione turistica della Francia con una clientela internazionale in forte crescita, dell’8,7%, e naturalmente in particolare alla clientela italiana, presente sia del settore affari che leisure, che si attesta con la maggiore crescita turistica fra i mercati europei, con un +27,5%.

L’attrattività di Parigi e della sua Regione spazia da siti turistici unici, a eventi sportivi e culturali di livello internazionale, un dinamismo culturale unico, un’atmosfera speciale, luoghi insoliti da scoprire…Ed è come la dinamica positiva portata avanti da Parigi e della sua Regione e dal paese intero, che la Francia punta a raggiungere i 100 milioni di visitatori per 2020.
Anche quest’ anno e per la stagione estiva Parigi e la sua Regione offrono il massimo. Fra le novità da non perdere la mostra immersiva su Van Gogh all’Atelier des Lumières, la grande mostra su Tutankhamon alla Villette, la riapertura del rinnovato Museo Carnavalet, la grande mostra d’autunno su Leonardo in occasione del Cinquecentenario dalla morte, al Louvre.
Un’offerta sempre ricca e ottimizzata dal Paris Region Pass che dà accesso a 60 Musei di Parigi, agli open tour e agli splendidi castelli appena fuori Parigi, a cominciare da Versailles.

Una scelta non casuale quella di Napoli: il capoluogo campano e Parigi sono unite da profondi legami culturali e storici, e Napoli costituisce un bacino di grande importanza per Parigi e la sua Regione : è al 3° posto per arrivi turistici, e offre collegamenti aerei Air France in continuo incremento, con 78 voli diretti alla settimana verso la Francia, di cui il 60% a destinazione degli aeroporti Roissy Charles de Gaulle e Paris Orly.

La serata è stata così l’occasione anche per premiare i professionisti italiani che hanno maggiormente promosso la destinazione Parigi e la sua Regione : operatori turistici, agenti di viaggio, media.

Sono stati premiati da Christophe Decloux , Direttore Generale Paris Règion e Frederic Meyer, Direttore Atout France Italia, come miglior agente di viaggio Patrizia Granato, come migliore Agenzia Rogiro Vacanze con Giosy Costigliola, per il miglior network con il TO Albatravel, Welcome Travel Group con la presenza di Adriano Apicella, Amministratore Delegato, Cristian Esposito per il Business Travel di Aladino Viaggi e Serena Bernardo di Viggi Channel che ha realizzato 3 reportages su Parigi , come premio per la stampa.

Davvero per una sera Napoli è diventata un po’ Parigi…Perché Parigi ama Napoli e Napoli ama Parigi !
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

il centro storico di Viterbo (2)Il turista Silver alla scoperta della Tuscia Viterbese

La XI edizione di VisiTuscia ha presentato le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”

“Che bella età la mezza età… serenità… tranquillità”, così cominciava la sigla del fortunato varietà televisivo di costume del 1963 di Marcello Marchesi.
Allora la mezza età era quella di chi superava i cinquant’anni, lo direste oggi che un uomo o una donna cinquantenne è una persona che si avvicina alla vecchiaia? Certamente no! Oggi sono manager in carriera impegnati tra riunioni, palestra e viaggi all’estero.
Il 2019 è stato dichiarato l’Anno del Turismo Lento o “Turismo slow” ovvero quel turismo l'infiorata di Bolsena (1)che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”.
Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell’ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell’ospitalità, ai mezzi di trasporto.
È in questo clima che si inserisce la XI edizione di VisiTuscia 2019 in provincia di Viterbo, durante la quale sono state presentate le analisi della SWG CST e GNAM GLAM elaborati per conto della Fipac-Confesercenti per un turismo rivolto agli “over 65”. «Il turismo lento – ha dichiarato Vincenzo Peparello, patron di VisiTuscia – nasce per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale, o meglio dal “turismo di massa”, e rilanciarli in chiave sostenibile, favorendo esperienze di viaggio innovative. La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, sembra poter dare le risposte più significative a queste esigenze. Attraversata dalla Via Francigena è in possesso di tutte quelle peculiarità per un turismo lento: laghi di Bolsena e di Vico; i monti Cimini; borghi medievali; riserve naturali come la Selva del Lamone, Monte l'infiorata di Bolsena (2)Rufeno, Bracciano e Martignano; ferrovie storiche e treni d’epoca; per soggiornare vi sono numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, confortevoli piccoli alberghi e alberghi diffusi, in luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. L’enogastronomia è poi una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione» conclude Peparello. In questa fortunata terra c’è di tutto e molto altro, è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali e non solo per far conoscere la Tuscia. Un turismo esperienziale in modo che i visitatori di un territorio non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici con lo scopo di stabilire una continuità di informazione a due vie tra il territorio e i turisti che dovranno in seguito essere informati degli eventi che si svolgeranno nei luoghi che hanno visitato.
A Peparello fa eco Alessia Scali, manager della rete d’impresa Enjoy Viterbo, che afferma: «la rete d’impresa Enjoy Viterbo ha fortemente creduto in tale iniziativa che coincide pienamente con la strategia di marketing applicata dalla rete nel suo programma di attività, e pertanto ha deciso di aderire e collaborare a pieno titolo al VisiTuscia 2019». Il pregio della “rete” è proprio quello di instaurare una collaborazione tra cittadini, operatori e amministratori pubblici per condividere gli obiettivi comuni contribuendo all’innalzamento della qualità del territorio ed al miglioramento della comunicazione per far conoscere le peculiarità del territorio e gli eventi che sono programmati.
A confortare la scelta degli organizzatori sono intervenute recentemente alcune indagini riguardanti il “Silver Tourism” ovvero quel particolare turismo che riguarda gli “over 65” tra le cui preferenze c’è proprio un turismo più attento ai luoghi e alle modalità del suo svolgersi. Si tratta di un segmento in forte crescita che nel 2030 raggiungerà in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa. Solo quest’anno secondo le analisi della SWG CST e GNAM GLAM, elaborati per conto della il palazzo dei Papi di Viterbo (1)Fipac-Confesercenti, i nostri connazionali, appartenenti a questa categoria, che andranno in vacanza nei mesi estivi saranno 7,5 milioni per un giro di affari di 5,8 miliardi di euro. È anche emerso che l’86% dei turisti si affida ad un tour operator oppure ad un’agenzia di viaggi, pertanto VisiTuscia ha predisposto dei pacchetti di viaggio che verranno veicolati attraverso la stampa di settore e che costituiranno l’oggetto delle trattative che vedranno impegnati, nel corso del Workshop itinerante dal 18 al 20 ottobre prossimo, gli operatori professionali della domanda e dell’offerta che promuovono un turismo particolarmente rivolto agli “over 65”.
Il genere di vacanza desiderato dai silver tourist è: turismo genealogico (ricerca delle radici); viaggi intergenerazionali (condivisione); volunteer tourism (fare del bene); bucket list travel (almeno una volta nella vita); viaggi slow (in treno/crociere); salute e benessere (relax e cura); turismo educativo; viaggi misteriosi; avventure sos; viaggi per single; turismo culturale; turismo enogastronomico.
I progressi della medicina e della farmacologia, insieme ad un migliore tenore e stile di vita, più attento all’alimentazione, magari improntata alla dieta mediterranea, hanno consentito di vivere meglio e non solo di più. Questa mutata condizione di vita ha portato ovviamente non alla scomparsa dei vecchi, ma a farli sempre più integrare nella vita moderna, indispensabili ai figli nonché ai nipoti sotto vari aspetti oltre a quello economico. Dunque dei veri nonni superstar.
La società moderna ha dovuto tener conto delle mutate esigenze di tale larga fetta di popolazione. Sembrerebbe che i termini “vecchiaia” e “anzianità” siano stati relegati nel lessico burocratese dell’INPS per indicare i vari tipi di pensione per i “diversamente giovani”. Si aprono quindi tante possibilità che un tempo non esistevano, a cominciare dalle offerte turistiche pensate proprio per loro.
Gli spot televisivi propongono spesso farmaci per alleviare i dolori, vitamine che danno vigore, bicchieri ricolmi di Meritene per far riacquistare la forma fisica, integratori e creme miracolose che dovrebbero ridare la virilità degli anni verdi. Per Vittorio Ferla, responsabile di Gnam Glam associazione per la promozione della cultura enogastronomica, la terza età è un momento di opportunità: « Noi parliamo di chi è nato negli anni Cinquanta-Sessanta vivendo gli anni del boom economico dell’Occidente. In Europa un terzo è composto dagli over 60. In Italia già il 34% della popolazione è Silver. Invecchiare oggi non è più un tabù. La seconda giovinezza per vivere a pieno la vita della terza età. Il meritato riposo dopo un periodo di lavoro intenso e recuperare il tempo perduto. Piero Angela ultranovantenne ancora conduce trasmissioni televisive. I turisti europei over 60 che hanno viaggiato nel 2013 sono stati il 47,1%. Il turista anziano è un cliente evoluto disponibile a spendere, che cerca prevenzione sanitaria e assicurativa nei luoghi che visita. È un cliente semi-digitale, che quando giunge in un albergo ha necessità di raccontarsi e parlare con gli altri. Il turismo ha bisogno di promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa. Il turista over 60 è diventato un ambasciatore dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia di cui va alla ricerca», ha concluso Ferla.
«La Silver Economy, nel mondo, vale circa 8mila miliardi. Un dato che dimostra come la popolazione più anziana sia sempre più una risorsa, capace di attivare ricchezze. Anche nel turismo, come confermano i dati della nostra indagine», spiega Sergio Ferrari, presidente di Fipac Confesercenti.
Una ricerca dell’ Ipsos-Enit dice che in Italia un turista su due (48%) viaggia per il cibo, la cucina è il primo aspetto che viene associato all’Italia (è citato dal 23% degli intervistati). Dunque un’occasione di sviluppo per il nostro Paese è incrementare l’offerta enogastronomica. L’obiettivo finale è avere il turista anziano al centro dell’attenzione come attivo e partecipe.

Harry di Prisco

“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Kunsthistorisches Museum“Vienna 2019: sei tu il protagonista” Alla ricerca dell’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica

Vienna è la capitale ed anche la più piccola delle nove regioni dell’Austria, adagiata lungo il Danubio, si trova nel cuore dell’Europa.
Percorrere il centro storico della città è come fare un viaggio nel tempo attraverso il suo passato imperiale. Ad ogni angolo si trovano preziosi tesori culturali che ricordano lo splendore dell’impero asburgico. Vienna ha addirittura di due le regge, la Hofburg nel centro, la maggiore residenza della casa asburgica, fu ampliata in diverse fasi tra il 13esimo secolo ed il 1918 quando crollò la monarchia. La reggia di Schönbrunn, situata nell’area occidentale di Vienna, veniva utilizzata dalla corte in estate, è uno dei palazzi con parco più belli al mondo, nel 1996 l’UNESCO ha inserito il complesso nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Nel 2019 l’Ente per il Turismo di Vienna punta i riflettori su i “palcoscenici della città”, che si possono ad esempio trovare all’interno dell’Opera di Stato, ma anche in un insolito caffè, in modo da rendere tutti, viennesi e turisti,  protagonisti della vita cittadina, alla scoperta dei luoghi più nascosti e insoliti.
Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini“Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione” ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell’Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l’anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un’occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.
Visite guidate straordinarie permetteranno di conoscere il Museo del Mobile e l’ufficio statale preposto all’amministrazione dei mobili che un tempo gestiva  gli arredi imperiali. Il dipartimento si occupa anche di collocare i tappeti e di mettere a disposizione i mobili per i ricevimenti di Stato e imbandire le tavole dei ricevimenti ufficiali. Si potrà apprendere perché sia importante la corretta lunghezza dei tappeti rossi e come siano fatti i tavoli sotto le ricche tovaglie.
L’Opera di Stato di Vienna, che nel 2019 festeggia la 150esima ricorrenza della sua inaugurazione, è un luogo perfetto per ascoltare e guardare, non solo sul palcoscenico, ma anche dietro le quinte. I suoni pervadono tutto il palazzo: i camerini degli artisti, dove i cantanti scaldano la voce prima dello spettacolo; la buca dell’orchestra, dove i musicisti monumento a Mozartaccordano i loro strumenti; il palcoscenico di prova per i balletti;  persino la mensa, con il tintinnio delle stoviglie. Le visite guidate permettono di vedere questi luoghi riservati per poter rendersi conto di persona cosa accade nel teatro con il più grande repertorio del  mondo. Il giro dura 40 minuti e fornisce interessanti informazioni sulla storia dell’edificio, sulla sua architettura e sulle opere liriche rappresentate. Partendo dal foyer si sale la grande scalinata per giungere alle sale di rappresentanza e infine all’auditorio, dal quale si può vedere il palcoscenico. Durante la Stagione dei Balli Viennesi l’edificio per una notte si trasforma in una magnifica sala da ballo, il più importante luogo di incontro in Austria per artisti, politici e imprenditori di tutto il mondo.
l’Università di Musica e Arti performative di Vienna, fondata nel 1817,  è una delle maggiori e più note università fra quelle dedicate  alla musica, teatro e cinema. La frequentano in media quasi 3.000 studenti provenienti da oltre 70 nazioni. Attualmente l’Università occupa il primo posto nella classifica mondiale 2019 delle università  (QS-University-Ranking) insieme alla Juilliard School  di New York. Si sono laureati in questa università celebri personaggi tra cui Gustav Mahler, Kurt Schwertsik, Claudio Abbado, Angelika Kirchschlager e Kirill Petrenko. Tutti gli anni si allestiscono oltre 1.300 manifestazioni di carattere culturale e scientifico.
A Vienna la linea D del tram non si prende solo per spostarsi lungo le 35 fermate, segnalate dal suono del caratteristico “gong”,  ma per … meditare! Nei 44 minuti necessari per completare il percorso dal capolinea di Alfred-Adler-Strasse all’ultima fermata di Nussdorf, si passa dalla Berggasse, dove Sigmund Freud aveva il suo studio. Si giunge così in prossimità di numerosi Heuriger dove si potrà pranzare e bere il vino locale con un accompagnamento musicale.
un giro nel centro storicoChi vuole potrà prendere la metropolitana di Vienna, nel tratto tra le fermate Schottenring e Schwedenplatz, guardando nella galleria, fuori del finestrino, si potranno ammirare i coloratissimi graffiti realizzati sui muri che costeggiano il Canale del Danubio.
Per muoversi agevolmente a Vienna basta procurarsi la Vienna City Card, la city card ufficiale, che consente l’utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 h / 48 h / 72 h, al costo di 17  / 25  / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell’anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l’aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l’autobus. Il transfer, valido 7 giorni, può essere utilizzato più volte. Il giro, che può essere effettuato una sola volta, con Vienna City Card TOUR (+ 26 €): Hop-On Hop-Off con la linea Big Bus Vienna (linea rossa e blu) è compreso, come anche la passeggiata guidata in città. La Vienna City Card TRANSFER+TOUR (+ 43 €) comprende il transfer da e verso l’aeroporto e il giro Hop-On Hop-Off. La tessera può essere acquistata in Internet (www.viennacitycard.at), negli hotel, all’ufficio Tourist-Info in piazza Albertinaplatz, alla Stazione centrale, all’aeroporto, presso le biglietterie e i punti d’informazione dei trasporti pubblici Wiener Linien.
Cosa rende Vienna così particolare, qual è l’essenza di questa metropoli dell’arte e della musica ? questo è quanto si prefigge di far conoscere l’Ente per il Turismo di Vienna con il progetto  “Vienna 2019: sei tu il protagonista” ai numerosi turisti che nel corso di quest’anno visiteranno l’affascinante città danubiana.
Per maggiori informazioni  https://www.wien.info/it

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

A Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo

un calesse davanti alla HofburgA Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo
La città dove si vive meglio al mondo

“Altri preferiscono ricorrere alla guerra, tu, beata Austria, al matrimonio”. In sintesi questa la storia degli Asburgo che hanno creato un Impero. Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche vestigia di quel periodo che viene rappresentato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell’Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell’imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  – dichiara Isabella la Sacher torteRauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna – con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.
La capitale austriaca si è classificata la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer, primo posto che detiene saldamente da dieci anni. Vivere a Vienna, anche solo per qualche giorno, è un’esperienza emozionante: si viene subito colpiti dai palazzi ben tenuti che sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade pulitissime senza caos, tanto verde nei parchi e giardini  e nei ristoranti tutti parlano a bassa voce.
Il venticinque  maggio prossimo si festeggiano  i 150 anni dell’Opera di Stato con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d’opera e balletti. Per gli appassionati vi è  un evento imperdibile il  un piccolo peccato di gola da Demelventi giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. A Vienna la musica è nell’aria, ma è sbagliato considerarla  solo per il valzer, opera e musica classica. A Vienna star mondiali della musica rock e pop sono di casa. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono inesorabilmente alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica. In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa stinco di mailaefu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell’imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell’aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l’assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del la vetrina della pasticceria Demelgrande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui – si dice – furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card”, acquistabile in Internet  con la durata di 24 o di 72 ore,  consente l’accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto. Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell’arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l’antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”,  dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei  e naturalmente anche per bere un buon caffè.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia

laghi di Plitvice (2)La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia
Dai laghi di Plitvice, a Zara, a Pago passando per Nin

Dopo un lungo inverno ed una primavera piovosa ecco all’improvviso è arrivata l’estate. Nel men che non si dica ci troveremo a partire per le vacanze, dunque questo è il momento della scelta della località dove trascorrere qualche giorno o qualche settimana per consentirci di riprendere le nostre attività dopo una pausa estiva. Ma dove andare?
Bisogna considerare che in famiglia c’è chi preferisce andare alla scoperta delle tradizioni culturali di altri popoli, chi predilige rilassarsi al mare, per non parlare delle esigenze dei più piccini. Tutti sono per una cucina genuina possibilmente a base di pesce freschissimo, basata sui sapori mediterranei. Quello che spaventa molti è la riva di Pag (3)affrontare un lungo viaggio oppure spendere una fortuna. Vicino a noi la Croazia, piena di vita, risponde a tutte queste esigenze, mettendo tutti d’accordo. Da Ancona vi sono vari traghetti che consentono di raggiungere agevolmente la costa della Dalmazia settentrionale che ha tanto da offrire con i suoi alberghi per tutte le tasche. Una tappa merita la visita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il parco può essere visitato in parte anche a bordo di battelli elettrici che collegano le sponde del più grande dei laghi, quello di Kozjak. Esistono anche dei trenini elettrici che permettono di godere di alcuni scorci fantastici. I visitatori potranno scegliere uno dei tanti programmi di visita proposti in base al tempo a loro disposizione. Gli itinerari sono tutti agevoli e si snodano all’interno della zona lacustre grazie alla presenza di svariate passerelle in legno che consentono di toccare quasi con mano le oltre novanta cascate. I laghi si sono formati circa 15.000 anni or sono grazie alla presenza di barriere tufacee e a causa di fenomeni carsici che hanno prodotto l’erosione chimica e meccanica.
I 12 laghi superiori hanno sponde più frastagliate rispetto a quelle dei 4 bacini inferiori formatisi in una stretta gola.
Tanti gli animali che popolano i boschi del parco tra cui alcune specie rare e minacciate di estinzione. Le farfalle fanno da padrone con oltre 300 specie tra diurne e notturne.
Dopo aver respirato la natura a pieni polmoni, la nostalgia del mare ci porta nell’isola di Pag.
Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (4)«Non acquistate mai un’auto usata da un residente dell’isola !». Con queste parole ci accoglie Berardo dell’Ufficio del Turismo di Pag. Nell’isola, di recente collegata da un ponte alla terraferma, è frequente il fenomeno della bora che trasporta il sale dalla cresta delle onde del mare fino sulla terraferma e sulle auto ivi parcheggiate, che male tollerano le continue aggressioni della salsedine. Tale fenomeno naturale da un lato crea problemi ai cittadini, dall’altro è anche la loro fortuna. Ciò che dura nel tempo diventa tradizione. Il famoso formaggio pecorino “Sir Pag” a marchio tutelato viene prodotto qui senza necessità di aggiungere sale perché viene utilizzato il latte delle capre che si nutrono di erba salata. Inoltre l’aspetto di Pag è unico e raro in quanto ricorda molto la superficie lunare per la quasi totale assenza di vegetazione. Sempre grazie alla presenza del sale in quantità copiosa, qui da secoli gli abitanti lavorano nelle saline dalle quali viene estratto il “fior di sale”, così pregiato da costare oltre trenta euro al chilo. Si tratta di cristalli raccolti a mano che vengono usati sia nelle diete iposodiche, che per il peeling della pelle, apprezzati dagli chef di tutto il mondo. Un pizzico di sale è indispensabile per la vita stessa, basta usarlo con moderazione.
Altro prodotto artigianale di eccellenza è il merletto inserito dall’Unesco nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Purtroppo a parte qualche lodevole iniziativa, la tradizione si sta andando perdendo. Si possono ammirare alcuni magnifici esemplari nella galleria del merletto nella piazza principale del paesino.
Dopo aver nuotato nel mare cristallino e aver ottenuto una invidiabile tintarella usufruendo di una delle tante spiagge, che di sera si trasformano in discoteche a cielo l'accesso a Nin (2)aperto, val la pena di gustare un buon piatto a base di pesce in uno dei tanti locali presenti e sedersi poi intorno ai tavolini del bar centrale per prendere un caffè con Mate Donadić che sarà ben lieto di raccontare la storia millenaria di Pag, ricca di episodi travagliati che potrebbero essere la trama di un film. La Porsche ha scelto tale location per girare uno spot pubblicitario.
È già ora di partire, Zadar, Zara nella nostra lingua, ci attende con tutto il suo fascino e romanticismo. Si tratta della più grande città fortificata della Serenissima, inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale proprio per il suo maestoso sistema di fortificazioni. Nel 2018 vi è stato un incremento della presenza degli Italiani nella regione. «Vi sono stati mille turisti italiani in più ed anche quest’anno si avverte un notevole interesse», sono parole di Nina Stohera Marnika, Public Relation Senior Associate dell’Ufficio del Turismo della regione di Zadar. Il tour del centro storico di Zara prevede: la Porta di Terraferma, del 1543; il Museo del Vetro Antico; la chiesa del IX secolo di San Donato; la cattedrale di Sant’Anastasia; la chiesa di San Simeone, sull’altare maggiore si trova l’arca di grande valore di San Simone del 1380; la chiesa e il convento di Santa Maria del 1091, con l’esposizione permanente dell’arte sacra dal VIII al XVIII secolo; nonché le piazze del Popolo e dei Cinque Pozzi con la Torre del Capitano e il Foro. La città è da ricordare non solo per il suo lato antico ma anche per quello moderno. Infatti sul lungomare a nord della città, è possibile ammirare l’organo marino e nelle vicinanze “Il Saluto al Sole”, un sistema di luci ad energia solare.
L’organo marino è un complesso sistema di canne e fischietti posti al di sotto di una scalinata in pietra bianca che inizia ad una distanza di circa 10 metri dal mare e le cui fessure producono una musica ogni volta che le onde si infrangono sul molo.
Il “Saluto al Sole” è un disco di vetro multistrato del diametro di 22 metri che protegge 300 pannelli solari fotovoltaici che di giorno assorbono l’energia del sole e di notte si illuminano dando vita a un gioco di luci in armonia con il ritmo delle onde del mare. La città ha 3000 anni di storia tra leggende e storia vera.
Due dei quattro santi co-patroni sono legati alla città, contribuendo a farla conoscere nel mondo: San Simeone e Santa Anastasia. A loro sono dedicate due splendide chiese.
piatto di pesce specialità di ZaraNel XIII sec. un mercante stava ritornando dalla Terra Santa verso Venezia portando il corpo integro di San Simeone, dicendo che era il corpo di suo fratello. A causa del maltempo dovette cercare riparo nel porto di Zara e cercò ospitalità dai monaci, dove seppellì la cassa con il corpo. La cattedrale di Zara è intitolata a Sant’Anastasia che una leggenda parla di una romana, moglie di un patrizio, chiusa in casa dal marito perché voleva rimanere vergine. Secondo la leggenda fu torturata e bruciata sul rogo durante l’esilio di Diocleziano. Le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli e l’imperatore Niceforo le diede nel 804 a Donato, vescovo di Zara, che le custodì in un sarcofago di pietra, tutt’ora visibile, in segno di riconciliazione di Bisanzio con Zara.
Ritornando sulla terra, o meglio nella laguna di Nin, la penisola ad appena 15 chilometri da Zara, che era collegata da due ponti seicenteschi alla terra, recentemente andati distrutti per un’alluvione e che verranno presto ricostruiti al posto di quelli provvisori in legno. Nel 2015 European Best Destinations l’ha inserita tra le 48 destinazioni più romantiche d’Europa. Qui si può visitare la chiesetta del IX secolo, nota come la “la più piccola cattedrale del mondo”, nel solstizio d’estate entra da una finestra un raggio di sole che si ferma a mezzogiorno nel luogo dove un tempo era collocato l’altare.
Nella tesoreria di arte sacra della chiesa parrocchiale di Nin è conservata la moneta d’argento di Giuda, uno di 16 esemplari conosciuti in Europa.
Prima di andare via da Nin non vi dimenticate di toccare il piede della statua di Grgur Ninski, vescovo nel 925, ed esprimere un desiderio ad occhi chiusi da non rivelare.
Nel 925 lo sfortunato vescovo dovette lasciare la città per decisione del Papa, il vostro desiderio sarà forse quello di farci ritorno il più presto possibile ?

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Valencia non finisce più di stupire

DSCF2595(1)Valencia non finisce più di stupire
I primi tre mesi hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani grazie ai 14 voli diretti dall’Italia

Cosa spinge tanti turisti italiani a venire a Valencia? Certamente i numerosi voli diretti low cost, ma non solo. Negli alberghi e nei negozi si incontrano spesso nostri connazionali che hanno scelto di trasferirsi. Pertanto la lingua italiana qui è molto parlata e ciò aiuta certamente chi conosce solo l’italiano. Inoltre anche i più abitudinari, dal punto di vista culinario, in questo luogo si trovano bene in quanto la cucina valenciana è improntata alla dieta mediterranea come la nostra, è simile ed allo stesso tempo diversa a seguito delle influenze arabe. L’impronta lasciata dagli arabi si avverte ancora oggi anche nell’arte e nei metodi di irrigazione. Infatti di quell’epoca rimane ancora oggi il Tribunale delle Acque, la più antica istituzione giuridica in Europa e forse nel mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che controlla il corretto utilizzo delle acque per l’irrigazione. A mezzogiorno di ogni giovedì, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, si svolge una riunione all’aperto presenziata da un cancelliere e da otto giudici, DSCF2741(1)che rappresentano gli otto canali di Valencia. Le sentenze nei confronti degli agricoltori sono senza possibilità di appello.
La favorevole posizione geografica ha sempre favorito la vita dei valenciani che sono lieti di condividerla con chi viene a scoprire le bellezze di una città molto affascinante. Nel 2018 i turisti italiani a Valencia sono stati 208.104, raggiungendo il primato in quanto a numerosità rispetto alle altre nazioni che visitano la città; i pernottamenti in media sono stati di 3,08 notti. «I primi tre mesi del 2019 hanno registrato una crescita dell’11,05% dei turisti italiani, questo grazie ai 14 voli diretti dall’Italia» ha commentato Leticia Colomer, Market Manager dell’Ufficio del Turismo di Valencia. Molte spiagge di Valencia, basse e sabbiose, sono state quest’anno insignite della Bandiera Blu: el Cabanyal, el Saler, Árbre del Gos, la Garrofera, la Devesa y Recatí e la Malvarosa, la più frequentata di Valencia, con numerosi ristoranti sulla spiaggia.
Oltre alle spiagge e al limpido mare ad attrarre i visitatori di tutte le età provenienti da tutto DSCF2751(1)il mondo vi sono le bellissime opere architettoniche che testimoniano le varie epoche storiche e ricordano le popolazioni che vissero in questa città. Valencia vive il presente in perfetta sintonia con la sua storia millenaria.
Il centro storico, il quartiere Barrio del Carmen, racchiude i misteri, i segreti e le storie della città i cui monumenti principali sono: la Plaza de la Virgen, Palacio de la Generalitat, Basilica della Vergine degli Abbandonati, Cattedrale, Plaza de la Reina, Santa Catalina, Plaza Redonda, Mercado Central, Lonja de la Seda, Iglesia de San Nicolás, il campanile del Micalet e la Plaza de la Almoina. Il quartiere Barrio del Carmen, il più antico di Valencia, sorse inizialmente tra due mura: quelle della città islamica e quelle della città cristiana. Ciò che lo caratterizza sono le stradine acciottolate fiancheggiate da imponenti edifici medievali.
Il monumento più importante del periodo di maggior splendore della città è certamente la Borsa della Seta, in stile gotico, in cui si tenevano le contrattazioni mercantili. Fu costruita tra il XIV ed il XVI secolo, durante il cosiddetto “secolo d’oro”, all’epoca in cui la città fu uno dei principali centri commerciali d’Europa. Dal 1996 l’edificio, in spagnolo “Lonja de la Seda”, è inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Si compone di tre ambienti interni, che coprono circa 1990 metri quadrati, e di uno esterno: il giardino degli aranci.
ventagli artigianali(1)La visita continua alla Basilica ed alla Cattedrale dove è custodito il Santo Graal, una delle reliquie più importanti della cristianità. I Vescovi hanno smesso di usarlo durante la messa perché un vescovo nel ‘700 lo fece cadere a terra scheggiandolo e costui se ne dispiacque a tal punto che morì di crepacuore. Oggi viene utilizzato solo in caso di visita pontificia, Giovanni Paolo II nel 1982 e successivamente Benedetto XVI nel 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie. Dalla Cappella del Santo Graal si accede al Museo della Cattedrale dove sono conservate croci, ostensori, calici e due opere di Goya.
Dopo aver goduto della visione dei monumenti, gli amanti dell’arte contemporanea non si faranno sfuggire l’occasione di visitare la mostra dedicata a Fernand Léger, l’artista contemporaneo di Picasso considerato un avanguardista e innovatore del cubismo. Fino al 15 settembre presso l’Istituto Valenciano d’Arte Moderna sono esposte centinaia di opere realizzate dall’artista tra il 1918 e il 1955, tra cui dipinti, disegni, tessuti e fotografie. La mostra è un viaggio nel tempo, che ripercorre il Novecento e la storia di Léger tra la tragicità delle guerre e l’esilio in America.
Valencia va vissuta secondo lo stile mediterraneo, quindi all’aperto, nelle tranquille piazze il Santo Graal(1)senza auto del centro storico, nei tanti ristoranti e bar affollati di giovani. La sera i viali si riempiono di persone: c’è chi desidera la movida notturna e chi luoghi dove potersi rilassare magari davanti ad un buon piatto di Paella. Alla Paella Valenciana è dedicata la “Semana de la Paella”, un evento che accende i riflettori su questo piatto storico simbolo della tradizione valenciana. La ricetta prevede tra i suoi ingredienti: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino. Secondo una leggenda sono gli uomini a cucinare di domenica la Paella per far riposare la propria donna, che cucina durante tutta la settimana. Tale mito spiegherebbe l’etimologia del nome di questo piatto: “pa-ella” cioè “per-lei”.
“Viajas, porque al final lo que queda son los recuerdos” vale a dire viaggiate, perché alla fine quello che resta sono i ricordi e il ricordo di Valencia sarà al rientro a casa uno dei più belli da mettere nel cassetto.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche

FestivalCozza-700x315La finale della XVII edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina all’ Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche
I riflettori pronti ad accendersi sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto
Il gran gala conclusivo della XVII edizione 2018 quest’anno si svolgerà  la sera di sabato 6 aprile  nelle ampie sale dell’hotel “COSMOPOLITAN” di Civitanova Marche (Macerata), alla presenza delle massime autorità del territorio e  sarà ospitata dal Cav. Giuseppe GIUSTOZZI, imprenditore conosciutissimo nel maceratese e non solo, poiché, oltre  ad essere un imprenditore alberghiero affermato con al suo attivo tre grandi alberghi, è anche il primo produttore in Italia delle famose olive ascolane.
Divulgare la conoscenza  di un prodotto tipico locale ha un duplice obiettivo: da un lato valorizzare il prodotto  locale, dall’altro  promuovere sia il turismo enogastronomico sia l’immagine complessiva della città di Taranto in cui nasce il prodotto.
E’ stato questo l’intento che, ben  18 anni fa, ha indotto il Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di cultura Renoir, a dare vita ad un Festival itinerante su tutto il territorio nazionale  che è  stato  parzialmente clonato e riproposto dai maggiori networks televisivi.
Una elegante manifestazione nel classico stile  Renoir che ha portato una diversa immagine del prodotto del nostro mare in tante regioni italiane insieme a quella della città, riscuotendo unanimi consensi tanto da ispirare alcune amministrazioni pubbliche locali,  come i comuni di Lerici, Macerata e Cervia,  in tentativi di imitazione con i loro prodotti tipici.
Si riaccendono quindi, ancora una volta, i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto,  oggi allevato in aree sottoposte settimanalmente a serratissimi controlli da parte delle autorità  preposte che ne definiscono qualità e salubrità in maniera costante.
Come nelle precedenti edizioni la manifestazione sarà seguita dalla stampa locale e nazionale, senza dimenticare la presenza costante delle telecamere di Rai 2 con la trasmissione “Eat Parade. Il successo ottenuto dalle edizioni precedenti del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” ne fa ormai una realtà consolidata e tutti gli sforzi fatti in questi anni dal Centro di Cultura Renoir sono stati ben ripagati dal pubblico.
Proprio in questo momento di difficoltà,  Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su energie nuove  che possano contribuire a diversificare il nostro tessuto produttivo.
E’ arrivato dunque il momento di migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione che guardi finalmente all’intero panorama nazionale.
E’ l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività degli chefs che si fronteggiano  nella preparazione delle più fantasiose pietanze.
Gli chefs partecipanti, tutti provenienti da prestigiose strutture ricettive da ogni parte d’Italia, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il prodotto jonico con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la materia prima tarantina, la vera protagonista dell’evento, la “regina del Mar Piccolo”, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuovi pezzi di storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres,  che hanno accolto e conosciuto i  mitili tarantini, diventano a loro volta  attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia  nuove modalità di preparazione pronte per il nuovo pubblico.
Gli Chefs,  che si presenteranno ai nastri di partenza  per aggiudicarsi la palma d’onore di vincitore della XVII edizione del “ Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina”, saranno :  Salvatore ABRUZZESE, Nicola ALTAVILLA, Alessandro ANGIOLA, Francesco ANZINI,  Antonio COLETTA, Donato CRISTOFARO,  Antonio DI BONA, Antonio DE FILIPPO,  Franco DE LUCIA,  Enzo GIRARDI,  Sara LOGLISCI, Francesco RESTIVO, tutti provenienti da strutture alberghiere di  prestigio.
La serata sarà condotta dal giornalista Angelo Caputo, mentre le riprese televisive saranno trasmesse in rete su un gruppo di canali televisivi nazionali.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Con la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

GoodFranceCon la primavera torna Goût de/Good France 5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

Dal 21 marzo torna Goût de/Good France, la più grande manifestazione del mondo che celebra in  150 nazioni la gastronomia francese. Per la sua quinta edizione e per 4 giorni, oltre 5000 chef dei 5 continenti si apprestano a profondere il proprio impegno nella cucina sostenibile.
Quest’anno la protagonista è la Destinazione Provenza, che viene valorizzata da eventi in Francia ed a livello internazionale.
L’evento è promosso dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri e da Alain Ducasse.
Dopo aver ospitato gli Stati Generali dell’Alimentazione, svoltisi a Parigi nel 2017, quest’anno la Francia guida una mobilitazione mondiale a favore dell’ambiente e della gastronomia francese.
Dal 21 marzo e per quattro giorni gli chef di tutto il mondo stanno proponendo una “cena alla francese” all’insegna della sostenibilità: ogni menù include portate che utilizzano meno grassi, zucchero e sale, nell’obiettivo di far “mangiare bene” e proteggere l’ambiente.
Sempre all’insegna di un maggiore rispetto delle risorse del pianeta, nel 2019 Goût de/Good France ha scelto di stringere un accordo con la fondazione “No More Plastic”, rappresentata da Alexandra Cousteau, che animerà la tavola rotonda “Good Impact” sulle problematiche della tutela dell’ambiente e dell’attenzione alle risorse, alla presenza di cuochi, scienziati e responsabili di aziende. Il 23 marzo l’UNESCO ospiterà un convegno sulla gastronomia e l’alimentazione sostenibile, con grandi protagonisti mondiali.
Goût de/Good France propone quest’anno un programma in versione festival, che interessa l’intero territorio e si rivolge davvero a tutti.
I partecipanti sono invitati sia a cene alla francese sia a nuove esperienze culinarie come: il “  Gran Banchetto provenzale  ” che vede 6 chef provenzali (Gérald Passédat, Michel Portos, Sébastien Richard, Jean-André Charrial, Armand Arnal, Clément Higgins) proporre un menù in 5 tempi sul
tema della cucina sostenibile e mediterranea, nell’ambito del “Village International de la
Gastronomie”, un evento che si inserisce nel programma MPG 2019, Anno della gastronomia in Provenza, lanciato dal Dipartimento Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme; le “  Esperienze del Gusto  ” durante le quali turisti e parigini possono scoprire una trentina di luoghi imperdibili della capitale grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Turismo di Parigi; le “  Cene Complici  ” del
Collège Culinaire de France che vedono i produttori, punto di partenza di ogni cucina di qualità, arrivare nei ristoranti e, in sinergia con gli chef, creare un menù ricco di vitalità, interagendo con il pubblico; il “   Duo di Collezionisti  ” che vede giovani chef e mentori insieme per una cena, per raccontare la trasmissione di gesti, di valori e di savoir-faire; il “  Gran Menù  ” che, come nelle cene d’Epicuro di Escoffier, propone in grandi luoghi della gastronomia francese un menù degustazione da 4 a 10 piatti, in perfetto abbinamento con una selezione di vini e liquori. Fino al 24 marzo sono previsti diversi appuntamenti popolari e di festa per tutta la Francia, coordinati dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze. Banchetti, degustazioni, pic-nic e laboratori permettono ai professionisti del settore di condividere con il pubblico il proprio talento, il proprio savoir-faire e il meglio del proprio territorio. Tutta la programmazione del festival Goût de/Good de France è disponibile sul sito
www.france.fr/fr/campagne/gout-france-good-france
e sull’applicazione
MAPSTR.
Harry di Prisco

Due nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

 Croazia Eno-gastroDue nuove stelle brillano nel cielo della Croazia

L’offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e  la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante

Ottimi vini, squisito tartufo bianco e pregiato olio di oliva, questi gli ingredienti base della straordinaria cucina mediterranea della Croazia che entusiasma buongustai di tutto il mondo grazie alla sua varietà di piatti e la qualità degli ingredienti. L’ottima offerta gastronomica locale ora è stata ulteriormente riconosciuta con altri due ristoranti che hanno  ottenuto la prestigiosa stella Michelin, al pari dei ristoranti: Pellegrini (Šibenik), 360° (Dubrovnik) e Monte (Rovinj) che già da qualche anno vantano con successo il prestigioso riconoscimento. Si tratta del ristorante Noel di Zagabria, usando ingredienti di alta qualità, piatti con sapori distinti sono accuratamente preparati secondo uno standard costantemente elevato. Un ristorante di tendenza con luci soffuse e arredi alla moda di ispirazione internazionale, gli ospiti possono gustare un’eccellente  e colorata cucina preparata dal proprietario-chef. I deliziosi piatti moderni e creativi sono accompagnati da una selezione di vini croati, francesi e italiani scelti con cura dal socio-sommelier.
L’altro ristorante, ora stellato, è il Draga di Lovrana ( Lovran), lo chef dà la priorità ai prodotti locali in ricette bilanciate e di alta qualità, creando piatti moderni, fantasiosi e  memorabili. Posizione eccellente, con vista mozzafiato dalla sala da pranzo e dalla terrazza all’aperto, immerso tra le lussureggianti colline del Parco Naturale di Učka (Monte Maggiore), a 388 metri sul livello del mare.
La lista Bib Gourmand, che comprende i ristoranti che offrono menù di qualità a prezzi accessibili,     ora comprende in totale otto ristoranti, il doppio rispetto all’anno scorso, mentre da quest’anno ben 51 ristoranti portano il marchio MICHELIN Plate. L’elenco completo dei ristoranti stellati in Croazia è pubblicato sul sito web di Michelin, la guida ai migliori ristoranti più importante e prestigiosa a livello mondiale.
(https://www.viamichelin.co.uk/web/Restaurants/Restaurants-Croatia?page=2)
“Siamo orgogliosi del fatto che ora la Croazia possa contare su ben 5 ristoranti stellati Michelin”. ha affermato il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic  “Dopo Rovinj, Dubrovnik e Šibenik, a godere di questo prestigioso riconoscimento ci sono anche Zagabria e la regione del Quarnaro. Il conferimento di nuove stelle ai ristoranti croati è la prova che la nostra offerta gastronomica soddisfa i criteri internazionali di qualità e che la cucina croata sta conquistando un posto sempre più rilevante. Ciò rappresenta anche una forte spinta per un ulteriore sviluppo e promozione di questo specifico settore e sono sicuro che la Croazia, grazie ai suoi eccellenti ristoranti, ne saprà trarre il massimo profitto per un ottimo posizionamento sul mercato”, conclude il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Kristjan Stanicic, rivolgendo le sue più sincere congratulazioni a tutti i ristoranti detentori del prestigioso riconoscimento. Per Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida Michelin “Questa scelta mette in luce il potenziale dell’offerta gastronomica della Croazia arricchita anche dalle molteplici influenze e tradizioni; dai sapori mediterranei presenti in Istria e Dalmazia, ai piatti tipici dell’entroterra originari di Zagabria e della Slavonia, che danno vita a un’unica identità culinaria”.
Inoltre a fregiarsi del marchio Bib Gourmand,  quest’anno sono i ristoranti Batelina (Banjole, Pula); Konoba Vinko (Konjevrate, regione di Šibenik); Agava e TAC entrambi a Zagabria. L’anno scorso hanno ricevuto questo riconoscimento Konoba Mate (Korcula);  Dunav (Ilok, Slavonia);  Vuglec Breg (Krapina, Croazia centrale) e Konoba Fetivi (Split).
A suggellare tali importanti riconoscimenti, il ministro del turismo Gari Cappelli, ha dichiarato:
“Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni a tutti i ristoranti premiati e un ringraziamento per la loro caparbietà, creatività e desiderio di crescere e di presentare il meglio dell’offerta croata. Ben il 93% dei turisti durante il loro soggiorno vive un’esperienza speciale proprio legata alla cucina del nostro Paese. Sono convinto che ciò sarà un motivo in più per puntare a un’offerta enogastronomica riconoscibile in tutta Europa.” L’inserimento dei nuovi ristoranti nella guida Michelin rappresenta un importante trampolino di lancio per un continuo miglioramento dell’offerta gastronomica locale, ma anche una grande promozione della Croazia come destinazione gourmet a livello mondiale.
Il criterio per ottenere l’assegnazione della stella Michelin è un processo complesso e il sistema di monitoraggio è tenuto segreto, il che rende tale riconoscimento ancora più prestigioso.

Harry di Prisco