Nuova tunisia, nuova visione economica

Al-Zaytuna_csNuova tunisia, nuova visione economica
Questo il tema del forum che si terrà a Tunisi il prossimo 9 e 10 Novembre

Giovedì 9 novembre si apre a Tunisi, presso l’Hotel Mouradi Gammarth,  l’Investiment Forum (TIF 2017) dal titolo: ‘Nuova Tunisia, Nuova visione economica’, questo il tema, ampio, su cui si svilupperà il prossimo forum, giunto alla sua 18ma edizione  e vedrà la presenza di rappresentanti di circa 50 Paesi, personalità di alto livello di organizzazioni, istituzioni economiche e finanziarie locali e internazionali.
Il TIF 2017 sarà rafforzato dalla presenza del Presidente del Governo tunisino e di alti funzionari istituzionali che presenteranno la visione strategica di sviluppo in Tunisia.
L’economia tunisina certamente si riprenderà nei prossimi anni. Il suo ambiente favorevole, associato ad un elevato sviluppo del capitale umano, porterà ad un aumento degli investimenti diretti stranieri, che contribuiranno a stimolare gli investimenti privati, così come la crescita economica del paese. La Tunisia conta sul proseguimento di vantaggiose riforme di mercato in grado di attirare gli investitori stranieri, cercando in particolare di rilanciare la sua crescita e di trovare un impiego per i molti giovani tunisini altamente istruiti.
La nuova legge sugli investimenti emanata nel mese settembre 2016 e la riforma del regime fiscale costituiscono dei segnali positivi per i potenziali investitori, rafforzando in tal modo l’ambiente imprenditoriale. La Tunisia esorta gli investitori stranieri a sfruttare queste peculiarità positive e a contribuire ad aumentare la crescita del Paese negli anni a venire.
L’economia manifatturiera si è spostata da industrie di scarsa competenza, come quella tessile, verso industrie di maggiore competenza, tra cui l’industri automobilistica ed aerospaziale, le industrie per le energie rinnovabili, quelle agro-alimentari e quelle farmaceutiche e sanitarie.
Per lungo tempo riconosciuta come un elemento chiave nella regione mediterranea, la Tunisia dispone di un enorme potenziale per diventare un hub regionale per gli investitori. Il Paese offre numerosi vantaggi operativi strategici, come la prossimità ai mercati europei e africani, la semplificazione della burocrazia, nonché la partecipazione a numerosi accordi di libero scambio, il tutto associato ad un forte spirito imprenditoriale.
TIF 2017, organizzato in partnership con imprenditori locali e internazionali, riunirà CEO (Chief Executive Officers), MD (Managing Directors), esperti e policy-makers di alto livello, nonché  esponenti delle organizzazioni internazionali al fine di esaminare le principali opportunità di business in Tunisia.
I partecipanti avranno occasione di constatare i recenti sviluppi del Paese e di cogliere le molteplici opportunità di business disponibili nei vari settori. Il programma TIF 2017 sarà  caratterizzato da una combinazione di orientamenti di prim’ordine e dibattiti da parte di leader commerciali internazionali, esperti e responsabili politici di alto livello, tutti desiderosi di condividere le loro conoscenze e la loro esperienza.
H di P

Per maggiori informazioni e dettagli è possibile consultare il sito ufficiale  HYPERLINK “http://www.tunisiainvestmentforum.tn/”www.tunisiainvestmentforum.tn  

A Vetralla chiude “Si…V’Olio”

800px-Vetralla_001A Vetralla chiude “Si…V’Olio”

Partecipazione, interesse e prospettive hanno caratterizzato una manifestazione che si è imposta come momento di riflessione per una produzione che rappresenta il volano dell’economia locale
“Una manifestazione andata oltre ogni più lusinghiera aspettativa”. E’ stato questo il commento del Sindaco di Vetralla, Francesco Coppari, in chiusura di “Si ….V’Olio”, dopo tre giorni di degustazioni, dimostrazioni, incontri e dibattiti sull’Olio Extravergine di Oliva DOP della Tuscia, il prodotto di eccellenza dell’economia vetrallese. “Quest’anno tra l’altro, ha continuato il primo cittadino, abbiamo voluto per la prima volta dar vita ad una iniziativa promo commerciale (Visituscia-Si…V’Olio), affidandoci all’esperienza del CAT, Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo, che ha rappresentato un valore aggiunto agli sforzi dell’Amministrazione Comunale che ha organizzato l’evento in collaborazione con la Camera di Commercio di Viterbo, il Consiglio Regionale del Lazio e alla fattiva collaborazione della Pro Loco. Una esperienza che sicuramente ripeteremo per affrontare e cercare di risolvere le problematiche connesse alla coltivazione dell’ulivo sul nostro territorio e alla produzione e vendita del suo prodotto sui mercati nazionali ed esteri.
Alla cerimonia d’inaugurazione, nella Sala Consiliare del Comune, oltre al Presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, era presente anche il Consigliere Regionale Enrico Panunzi, Presidente della Sesta Commissione (Ambiente, Lavori Pubblici, Mobilità, Politiche della Casa e Urbanistica) il quale non ha mancato di ricordare, anche in veste di Vice Presidente della Commissione Agricoltura, l’importanza della coltivazione dell’Ulivo nel territorio della Tuscia.
“Con questa edizione, ha detto Carlo Postiglioni, Assessore all’Agricoltura del Comune, l’Amministrazione e la cittadinanza hanno preso coscienza del valore dell’Olio Extravergine di Oliva nella cultura di Vetralla.  L’economia locale non può prescindere da questo prodotto che deve essere presente in ogni nostro agire. La presenza dei coltivatori ospitati negli stand appositamente allestiti e delle Cooperative, i banchi di assaggio, le dimostrazioni di potatura in piazza, i dibattiti incentrati sulla coltivazione e sulla salvaguardia del prodotto e, soprattutto, il workshop, al quale hanno partecipato numerosi rappresentanti della domanda e dell’offerta provenienti anche dall’estero, hanno dimostrato quanto sia importante la coltura dell’ulivo nel nostro territorio”. All’incontro era infatti presente, tra gli altri, anche il Segretario dell’Ufficio di promozione economica e commerciale dell’Ambasciata di Romania in Italia, dott.ssa Norina Boru.
Alla soddisfazione dell’Assessore Postiglione, si è aggiunta quella dell’Assessore al Turismo, Enrico Pasquinelli, secondo cui la cittadina laziale deve impadronirsi a pieno titolo dell’etichetta di “Città dell’Olio”. “Purtroppo, ha detto, il grande pubblico non ci conosce. Abituati a percorrere la via Cassia, difficilmente gli automobilisti attraversano il nostro bel centro storico. Così come non si soffermano a visitare i nostri frantoi. Anche per questo, quest’anno abbiamo voluto concentrare la manifestazione in 200 metri in modo da realizzare un mini percorso di facile accesso a tutti i turisti e appassionati che sono venuti a trovarci, per far rivivere loro e al nostro centro storico i fasti del passato. Abbiamo riaperto alcune botteghe artigiane e abbiamo allestito alcuni desk per l’assaggio dell’olio extravergine d’oliva e altri prodotti tipici del nostro territorio. Ma occorre fare di più: a breve, in una delle rotonde che recentemente abbiamo realizzato sulla via Cassia, pianteremo un grande ulivo con una scritta che possa comunicare anche agli automobilisti più distratti che Vetralla è davvero la “Città dell’Olio”.   HdiP

Grande successo ha riscosso l’Incontro-Dibattito avente come tema “L’Olio Extravergine d’Oliva: Re del benessere e della Tavola” al quale ha preso parte, tra gli altri, la Prof.ssa Diana De Santis, docente di Industria Agraria e Analisi Sensoriale presso l’Università della Tuscia nonché responsabile del DIBAF (Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali) secondo cui con l’Olio Extravergine di Oliva, siamo in presenza di un alimento non trattabile e perfezionabile. “Il prodotto, ha detto, è quello che ci viene dalla natura e la sua qualità gioca un ruolo primario nella sua commercializzazione. Per questo non possiamo competere con i mercati emergenti che pongono sul mercato prodotti di scarsa qualità e a basso costo. Se c’è un appunto da fare al settore riguarda la valorizzazione del prodotto e la mancanza di figure altamente professionali. Anche per questo, da qualche anno, abbiamo avviato come Dipartimento Corsi Sensoriali per la formazione di competenze specializzate”. Non meno pregnante l’intervento del Prof. Stefano Grego, dell’Università Agraria della Tuscia che ha incentrato il suo intervento sulle relazioni che intercorrono tra “Ambiente e Territorio”. “L’Olivo, ha detto l’ex Docente, è da sempre la pianta guida della regione mediterranea. Ed è tanto vera questa affermazione che per lungo tempo, per botanici e geografi, quello che oggi chiamiamo “clima mediterraneo” era conosciuto come “clima degli ulivi”. Nel corso del suo interessante intervento il Prof. Grego ha ricordato anche come il paesaggio “rappresenti un elemento chiave del benessere individuale e sociale dell’uomo” e che secondo l’Unesco “difenderlo, insieme all’ambiente, rappresenti un gesto etico di rilevante importanza”.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Israele un piccolo Paese dalle grandi risorse turistiche

MassadaIsraele un piccolo Paese dalle grandi risorse turistiche

Volo diretto Napoli – Tel Aviv per arrivare dove tutto ha avuto inizio
Israele è la perla del Medio Oriente soggetta nel tempo alla dominazione di vari Popoli tra cui egizi, assiri, babilonesi, romani e ottomani. Tutti hanno lasciato un segno del loro passaggio su questa terra con una storia millenaria contribuendo al suo immenso fascino. Qui la storia può essere toccata con mano e i racconti biblici e dei Vangeli sono concretizzati in luoghi e cose che tutti possono vedere. Molti vengono per ritrovare le origini cristiane, anche se solo il 45% viene oggi per i pellegrinaggi, altri solo per turismo, pertanto i flussi sono in continua Il Mar Mortocrescita, come ci dichiara Tzvi Lotan, Director Overseas Department Marketing Administration del Ministero del Turismo: “Ogni mese superiamo le previsioni del mese, nel semestre precedente abbiamo registrato un 29% in più di arrivi, vuol dire 70.000 turisti in più rispetto al 2016”. Principalmente si tratta di famiglie con figli e giovani che vanno a Gerusalemme per tutto quanto hanno letto sulla città cosmopolita: divertente ed elegante, ricca di arte, storia, cultura e gastronomia. Ovviamente vengono anche per visitare i principali luoghi Santi delle tre religioni monoteiste come: il Monte del Tempio; il Muro del Pianto, il sito più sacro dell’ebraismo; la Basilica del Santo Sepolcro; la via Dolorosa, con le stazioni della Croce; la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Il Mercato Mahane YehudaGerusalemme Vecchia, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, può essere visitata con i pacchetti speciali denominati “Gerusalemme Mozzafiato”. Molti i voli diretti dall’Italia, fra cui il volo diretto da Napoli per Tel Aviv. Nel museo d’Israele di Gerusalemme sono esposti: il modello dell’antica Gerusalemme del secondo Tempio e la nuova mostra della tomba di Re Erode il Grande. Il Mercato Mahane Yehuda offre un enorme assortimento di prodotti, i clienti e i commercianti rappresentano l’intera società israeliana: askenaziti, sefarditi, religiosi, laici, ricchi e poveri. Al mercato tutti sono uguali, tutti stretti uno all’altro mentre cercano di farsi largo tra le caotiche stradine del mercato. Il paese offre tanto: ad un’ora di auto o di autobus dalla capitale vi è il Mar Morto, il punto più basso della terra con i suoi 422 metri sotto il livello del mare, un lago di acqua salmastra che ha una così alta concentrazione di sale che chi si immerge resta a galla. Anche l’aria circostante ha Cesareaproprietà curative che può aiutare a combattere problemi respiratori e del sistema nervoso. Sulle sue sponde nel tempo sono sorti vari alberghi e ristoranti. Le escursioni nel deserto in Jeep partono da lì, oltre il panorama si andrà alla scoperta dei segreti che il deserto racchiude: la statua della “Moglie di Lot”; il monte di Sodoma; le caverne naturalmente refrigerate e quelle in cui sono stati rinvenuti i Rotoli del Mar Morto, i primi manoscritti biblici conosciuti, esposti nel museo di Gerusalemme. Nei dintorni il luogo di maggiore interesse è la fortezza di Massada, ora patrimonio UNESCO, fatta erigere da Erode il Grande su di un altopiano roccioso con mura alte cinque metri rendendola pressoché inespugnabile.

Nel ’74 fu assediata dai Romani e i 960 ribelli per non farsi prendere vivi preferirono il Il Battesimo nel Giordanosuicidio collettivo, cosa unica nella storia. Prima della costruzione della funivia, si poteva accedere solo dal cosiddetto “sentiero del serpente”. Alla confluenza del fiume Giordano con il lago di Tiberiade è possibile assistere al battesimo collettivo per immersione, seguito da canti religiosi di gruppi di fedeli. Intorno al lago di Tiberiade vi sono: i resti della Sinagoga dove Gesù iniziò la Sua missione; la casa della suocera di Pietro a Cafarnao in cui dormì; la roccia dove moltiplicò i pani e i pesci e quella su cui mangiò con sei Apostoli dopo la Resurrezione; il Monte delle Beatitudini, in cui pronunciò il Discorso sul Monte. A Cesarea Pilato soggiornò prima di essere trasferito a Gerusalemme. Su di uno splendido mare azzurro si affacciano: i ruderi del palazzo di Erode che ospitò Pilato; dell’acquedotto; delle terme e dell’anfiteatro, utilizzato oggi per spettacoli, e in cui fu ritrovata una lapide a conferma della sua esistenza storica. Tel Aviv è la capitale finanziaria di Israele ed è anche detta la città che non dorme mai per le sue tante attrazioni, divertimenti ed eventi culturali. IMG_5160Con le sue spiagge dorate sembra infatti fatta appositamente per i giovani, attratti dalle sue contraddizioni: gli edifici stile Bauhaus, i moderni grattacieli di cristallo e il nuovo treno ad alta velocità che collegherà in 30 minuti Tel Aviv con Gerusalemme e che entrerà in funzione nel 2018. Un segno del dinamismo giovanile è il progetto “Irrigate”, che in collaborazione con l’Università di Udine, ha consentito di creare con i partner israeliani una eccellenza mondiale nel settore dell’irrigazione. Dunque da Israele viene un aiuto concreto all’agricoltura italiana. Nel deserto del Negev, il cui clima non è cambiato per migliaia di anni, il biochimico della pianta Aaron Fait, nato e cresciuto a Bolzano, ricercatore presso l’istituto per l ‘agricoltura e la biotecnologia Blaustein per le Ricerche del Deserto di Sde Boker dell’Università di Ben Gurion è riuscito a far crescere la vite nella regione desertica. Le ricerche sono anche indirizzate per migliorare il valore nutrizionale e la qualità del seme e della frutta: “Riportando il gusto all’interno della frutta – dice Fait – invece di pomparla per aumentare la quantità come spesso succede”. Continua il dr. Fait “Per migliaia di anni l’arte della vinificazione è stata sviluppata in Europa. Ma il clima sta cambiando, quindi i modi tradizionali presto non funzioneranno Tel Avivpiù. Ora Israele è in grado di mostrare come è possibile reinventare la viticoltura per ambienti aridi e condizioni estreme”. Vengono utilizzate moderne tecniche come: i teli di nylon per proteggere il suolo dall’evaporazione; reti colorate sui grappoli per far passare solo la quantità di luce necessaria perché il frutto maturi senza bruciare e un’irrigazione intelligente, goccia a goccia, basata sui bisogni della pianta rilevata da appositi sensori che controllano e minimizzano l’acqua.

Quale che siano le motivazioni che spingono il viaggiatore a visitare Israele una cosa è certa, non resterà deluso e, al suo rientro, non vedrà l’ora di ritornarvi. La sicurezza è al primo posto e i controlli sono frequenti ma discreti oltre che all’aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, anche all’ingresso di centri commerciali e parchi pubblici.
Harry di Prisco

Harry di Prisco
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La Festa dell’Olio Novello di Vetralla

37-si-volio-vetralla-2017La Festa dell’Olio Novello di Vetralla
Definito il programma della Festa dell’Olio Extravergine di Oliva Novello, che si terrà a Vetralla (VT) dal 27 al 29 ottobre prossimi, non resta che attendere l’evento per vivere un weekend fra un alternarsi di conoscenze, emozioni e sapori. La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione Comunale e sostenuta dal Consiglio Regionale del Lazio, dalla Provincia di Viterbo, dal CAT Confesercenti Viterbo, dalla Camera di Commercio di Viterbo e dalla locale Pro Loco, è giunta alla XVI^ edizione e punterà quest’anno su una iniziativa innovativa. Nell’ambito degli eventi programmati figura, infatti, un momento di promo-commercializzazione intitolata “VISITUSCIA SI…V’OLIO” nel corso del quale operatori professionali italiani ed esteri si confronteranno su un tema specifico, al centro del quale c’è un prodotto, l’Olio Extravergine d’Oliva DOP della Tuscia, con tutte le sue problematiche connesse alla produzione e vendita sui mercati nazionali ed esteri. L’iniziativa è accompagnata da un educational tour dedicato alla stampa specializzata e agli operatori di settore provenienti non solo dal Viterbese ma anche da altre regioni italiane. Il Workshop (incontro della domanda e dell’offerta) è curato dal C.A.T. – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese della Confesercenti di Viterbo. L’appuntamento è fissato per sabato 28 ottobre, alle ore 9,00, presso l’ex Palazzo Zelli. Un altro momento significativo della manifestazione è dato dall’Incontro-Dibattito “L’Olio Extravergine di Oliva: Re del Benessere e della Tavola” al quale parteciperanno esperti nutrizionisti, medici, marketing manager e docenti universitari della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia di Viterbo. Scopo di questo incontro è quello di far conoscere il valore nutrizionale dell’olio di oliva come alimento per la salute. A questo incontro, che si terrà nel pomeriggio di venerdì 27 ottobre nella Sala Consiliare del Comune, farà seguito sabato 29 ottobre in Piazza della Rocca, la “Giornata delle tecniche per la raccolta e la potatura dell’ulivo” a cura dello studio Agroforest, con l’intervento del Dott. Giorgio Pannelli. Si tratta di un momento molto importante nel corso del quale si terrà anche una Conferenza dal titolo “Agricoltura: una ricchezza per il territorio, una risorsa per il futuro” con un intervento incentrato sulla “Olivicoltura tradizionale Viterbese, un patrimonio da valorizzare”. Al termine, nella Sala Consiliare del Comune, si svolgerà invece la Conferenza “La lotta biologica alla mosca dell’olivo: i rimedi naturali ed i possibili trattamenti per la difesa dal parassita”. Non mancheranno gli appuntamenti dedicati ai più piccoli nell’intento di trasmettere anche alle nuove generazioni i valori e i significati di una tradizione che a Vetralla e nel Viterbese è antica di millenni. Gli studenti delle scuole elementari e medie parteciperanno al Concorso, indetto da Comune, di poesia e arti visive avente come tema “L’olio nella storia, tra simbologia e benessere alimentare”, mentre i bambini in età scolare e non, si dedicheranno ad un “Laboratorio della pasta”, a loro esclusivamente dedicato. Il ricco programma si completa con visite guidate al centro storico di Vetralla e presso i frantoi locali, l’allestimento di stand per l’esposizione e la vendita dell’Olio Novello, l’assaggio di bruschette e la degustazione di altri prodotti tipici locali

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Spumeggianti na zdraví con la birra Ceca Budweiser Budvar

IMG_6099Spumeggianti na zdraví con la birra Ceca  Budweiser Budvar

Questo l’equivalente del Cin Cin nostrano che i cechi utilizzano per i loro (frequenti !) brindisi con la loro stupenda birra. Non è un modo di dire, infatti non tutti sanno che il Paese detiene il record mondiale di consumo di birra con 160 litri pro capite, per fare un esempio in Italia ne consumiamo “appena” 30 litri.  Di tante bevande e bibite che sono sugli scaffali dei super e pire mercati la scelta è varia mentre il contenuto è dubbio. Nel medioevo era IMG_6007una necessità bere birra poiché l’acqua di fonte, o meglio di pozzo, era spesso inquinata, la gradazione alcolica era inferiore consentendo un largo utilizzo. Non tutti sanno che la Repubblica Ceca è il paese al mondo  che consuma di più di questo nettare biondo con 148,6 litri per anno mentre in Italia il consumo è di 30 litri a testa. Fra le più famose fabbriche di birra della Repubblica Ceca un posto di rilievo l’occupa la Eisenhower Barbuda Browser. L’azienda  è stata fondata nel 1895 sotto il nome di “Browser  stock ceca” mentre la prima birra fu preparata il 7 ottobre 1895. La birra ceca è direttamente collegata alla tradizione storica della birra della cittadina boema  Cessa Bucerotide, risalente al XIII secolo, fino alla fondazione della città. Già alla fine del 1896 la fabbrica preparava 51.100 hl di birra. Fin IMG_5985dalla sua nascita, la “fabbrica di birra ceca” si è concentrata sulla produzione di birra di alta qualità, destinata all’esportazione. Già nel 1897 la birra ricevette una medaglia d’oro alla mostra di Stoccarda e alla fine del XIX secolo la birreria esportò birra a Vienna, Trieste, Venezia, Alessandria  e Robe in Giappone. Nel 1930 è stato registrato un nuovo marchio: “Barbuda” per un nuovo tipo di lager, divenuto sinonimo di birra di alta qualità.  Per questo motivo la birreria è stata rinominata nel 1936  “Barbuda – Birreria Ceca Cessa Bucerotide”. La storia moderna della fabbrica risale al 1967, quando il Ministero dell’Agricoltura della Repubblica Ceca nazionalizzo la “Eisenhower Barbuda”. Oggi è una società moderna che è riuscita a competere  con i giganti delle multinazionali. La Eisenhower Barbuda viene esportata in oltre 70 paesi ed è una delle marche più note della birra prodotta nella Repubblica Ceca. Grazie agli ottimi risultati economici, l’azienda ha investito notevoli risorse per il suo sviluppo. Tutte le modernizzazioni sono state sempre effettuate in modo da mantenere i processi produttivi per ottenere una qualità elevata e, IMG_5948soprattutto, il sapore tradizionale della birra prodotta.  Il centro visitatori  consente di conoscere la storia e i mezzi di produzione durante le visite  alla birreria. Ogni anno lo stabilimento viene visitato da circa 50.000 turisti provenienti da tutto il mondo. La birreria inoltre gestisce diversi ristoranti .Gli ospiti possono gustare specialità gastronomiche della cucina ceca e internazionale oltre ovviamente alla birra spillata direttamente in cantina. La birra tradizionale richiede più tempo, questa filosofia, insieme ad un’accurata selezione delle materie prime e ad una rigorosa adesione alle pratiche tradizionali, assicura l’unicità della birra di Eisenhower Barbuda conosciuta in tutto il mondo. L’indicazione geografica protetta dall’UE, è, per sua stessa natura, riservata ai prodotti  alimentari originati in una determinata regione o luogo, da cui derivano spesso il loro nome. Ogni fase del processo di produzione della birra è altrettanto importante, perché  trascurare anche i più piccoli dettagli possono compromettere la costante qualità di questa bevanda unica che porta avanti il nome della Repubblica Ceca in tutto il mondo. L’unicità e la qualità  della  Eisenhower Barbuda sono il risultato degli ingredienti utilizzati.
L’acqua è captata da una profondità di 300 metri da pozzetti artesiani  situati nell’area dello stabilimento. L’acqua estratta da questi pozzi risale all’era glaciale, cioè a circa 10.000 anni.
Eisenhower Barbuda impiega oltre 650 dipendenti nei settori della produzione, del commercio, del marketing, della logistica, della finanza e della manutenzione.
Quest’anno la Buddistico Barbuda ha preparato una specialità: la birra stagionale da luppolo fresco. Il luppolo fresco aggiunge un quid in più alla birra e conferisce una nota più amara rispetto ai luppoli secchi. “Quest’anno abbiamo preparato birre fresche per il sesto anno – afferma Ing. Petra Koinè, responsabile della  produzione  – anche se abbiamo già qualche esperienza, a questo punto non possiamo stimare con precisione il suo gusto finale. Per i luppoli freschi non c’è il tempo per un’analisi standard di laboratorio, sappiamo solo il valore approssimativo dell’amarezza  e facciamo vari test di dosaggi intuitivi. Ogni anno la materia prima è diversa e possiamo solo guardare avanti a ciò che la natura ha preparato per noi “. La birra speciale da luppolo fresco viene consegnata solo a ristoranti e pub selezionati in barili da 20 litri. La birreria utilizzò il luppolo fresco per  la prima volta nell’agosto 2012. “A quel tempo non c’era nessuno nella nostra birreria che aveva   esperienza personale con il luppolo fresco. Ma il risultato ci ha sorpreso molto e i clienti sono rimasti piacevolmente soddisfatti  e l’intero lotto si è esaurito in pochi giorni ” conclude Petra Koinè. I luppoli freschi devono essere trattati nello stesso giorno in cui sono stati preparati.  Solo tre birrerie ceche utilizzano il luppolo fresco. Le altre birrerie utilizzano estratti di luppolo e pertanto non hanno  bisogno di attrezzature speciali.

Dr. Harry di Prisco
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Festa del Pescatore a Marta: un successo che fa ben sperare

le pietanze di pesceFesta del Pescatore a Marta: un successo che fa ben sperare

“Un successo incredibile per una manifestazione che ha dell’autentico. Il ritorno della Festa del Pescatore se, da un lato, è stata la festa di Marta, dall’altro è stata la festa del Lago di Bolsena, del suo territorio e di tutte le sue tipicità a cominciare dal pesce, unica e vera risorsa”. E’ quanto ha dichiarato Maurizio Lacchini, Sindaco del comune di Marta, all’indomani della chiusura della kermesse che in due giorni ha visto il lungolago del Borgo dei Pescatori -incantevole angolo martano dove si possono ancora ammirare le famose imbarcazioni da pesca di origine “etrusca” tirate a riva e incontrare i pescatori intenti alla manutenzione delle loro reti- essere preso letteralmente d’assalto da un’incredibile folla in attesa di gustare le specialità preparate dagli organizzatori. “Il successo, continua Lacchini, non va solo al Comune, alla Pro Loco o  al “Circolo Culturale Lisoni, ai cui rappresentanti va il mio personale ringraziamento e quello dell’intera amministrazione  per l’intensa e disinteressata opera prestata in questa occasione, ma va soprattutto al protagonista principale che si chiama “pesce di lago”. Anche per questo abbiamo voluto dedicare, fra le attività programmate, un incontro per dibattere le problematiche della pesca sul bacino del Lago di Bolsena e al pesce come il convegno a Martarisorsa per lo sviluppo economico e turistico dell’intero territorio lacuale. La presenza di un folto gruppo di giornalisti provenienti non solo dalla nostra Regione, ma anche dalla Campania, dall’Emilia Romagna e dall’Umbria, cui abbiamo voluto riservare un’incantevole escursione sul lago alla scoperta, da vicino, dell’Isola Martana e della Bisentina, contribuirà a proiettare l’immagine del territorio, le sue bellezze artistiche e ambientali, oltreché enogastronomiche, anche fuori dei confini regionali”.
Il successo della manifestazione significa anche una maggiore propensione al consumo del pesce di lago? E’ presto per dirlo. La tradizione gioca comunque un ruolo decisivo a favore di questo prodotto che, non va dimenticato, è assurto in passato agli onori della più alta letteratura nazionale (l’anguilla fu celebrata da Dante nella “Divina Commedia” e da Pellegrino Artusi, il maggiore gastronomo italiano, nel suo celeberrimo “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”) e delle mense papali (famosa è rimasta la passione di Papa Martino IV per le anguille del Lago di Bolsena). Oggi anche altre tipologie di pescato, come il luccio, la tinca, il coregone, il lattarino e il persico sono entrate a far parte delle preparazioni di molte ricette del territorio. E non si pensi al pesce di lago come ad un prodotto meno gustoso e saporito rispetto a quello di mare. Sono due prodotti diversi che vanno giudicati singolarmente senza comparazioni. La Festa del Pescatore a Marta è nata inconsciamente anche per rispondere a questa esigenza: far gustare un prodotto a chilometro zero, pescato e consumato quotidianamente, con gli ingredienti (olio, pomodorini, spezie, ecc.) che solo il territorio circostante può garantire.

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Esteban Villalta Marzi al PAN di Napoli: C(h)aracter Pop a cura di Gianluca Marziani

rev89900(1)-oriEsteban Villalta Marzi al PAN di Napoli: C(h)aracter Pop a cura di Gianluca Marziani

Dal 7 settembre 2017 il PAN|Palazzo delle Arti di Napoli ospiterà la mostra personale di
Esteban Villalta Marzi, dal titolo “C(h)aracter Pop”, a cura di Gianluca Marziani, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con L’Istituto Cervantes di Napoli.
In anteprima mondiale a Napoli, I’antologica racconta I’universo pittorico di uno tra i massimi esponenti della New Pop Art, la corrente che dagli anni Ottanta sta rigenerando I’estetica della Pop Art per riflettere sulle realtà politiche e sociali del nostro tempo.
In più di quarant’anni dedicati alla pittura, Villalta Marzi ha reinterpretato con originalità le icone e le atmosfere della tradizione spagnola e italiana, usando un linguaggio espressivo che attinge anche alla cultura nordamericana e orientale.
II cinema, il fumetto, le tradizioni e le tendenze generazionali offrono all’artista italo-spagnolo gli spunti per rielaborare immagini da svariati contesti, con tematiche riprese a intermittenza durante la sua carriera.
Attraverso i cicli pittorici che rappresentano il percorso di EVM, acronimo di Esteban 8626 -Villalta Marzi, la mostra al PAN presenta una selezione di opere in cui personaggi come supereroi,ballerine di flamenco e toreri dipinti su originali scenari barocchi rivelano un proprio carattere, da cui il titolo della mostra stessa. Da Hulk raffigurato accanto a una ballerina a Batman che balla il flamenco, i protagonisti dei quadri appaiono, infatti, decontestualizzati e riletti secondo modalità complesse e mai didascaliche, dentro una dimensione in cui emerge la loro forza e personalità. I “Blood Runners”, gli “Ice Guys”, le “EVM Girls” con i loro tacchi altissimi e la loro sensualita da nuovo millennio, saranno visibili al PAN insieme agli altri personaggi che hanno accompagnato I’artista lungo la sua carriera.
Come spiega il curatore della mostra, i personaggi non si limitano a inquadrare un’estetica ma definiscono un contesto storico e una critica sociale, si veda il caso della “Movida madrilena” o del graffitismo urbano, fenomeno anticipatore della Street Art.
La mostra antologica evidenzia un percorso artistico di profonda coerenza estetica che ha definito negli anni un territorio con un forte carattere, il territorio hyperpop di EVM.
INIVITO C(H)ARACTER POP EVMLa New Pop Art e una derivazione successiva della Pop Art, una “Seconda onda artistica Pop”, creata da artisti il cui merito e stato quello di rigenerare I’estetica Pop per riflettere, in chiave rinnovata, sulle realtà politiche e sociali in corso.
II progetto espositivo, oltre 40 anni di pittura dentro e attorno alla figurazione, mostra
I’evoluzione per gradi e tematiche dentro un’estetica esplosiva, con una selezione di opere che delineano personaggi di carattere, universali, impressivi e narrativamente aperti.
La linea curatoriale ha diviso la mostra per epoche e tematiche, con una selezione di opere riprese a intermittenza lungo una carriera in cui hanno vinto la coerenza estetica e I’omogeneità tematica. La cultura Pop e qui espressa nel senso più ampio, le radici spagnole e il carattere italiano si fondono con attento equilibrio, mescolando la carnalità drammaturgica del mondo spagnolo con la teatralità narrativa dell’universo italiano, rappresentato attraverso originali sfondi barocchi. II Barocco, ultimo linguaggio universale prima della cultura Pop, entra cosi in corto circuito con quest’ultimo, creando una metodica complessa come quella della New Pop Art.

Biografia
Esteban Villalta Marzi nasce a Roma il 28 Novembre 1956. Vive e lavora tra Roma, Madrid e Palma di Majorca. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, dal 1978 inizia a esporre in Italia e nelle principali città europee. A New York e stato protagonista al MOMA’S Coffee in occasione dell’opera teatrale di Dario D’Ambrosi tratta da “A Clockwork Orange” di Anthony Burgess. Nei primi Anni Ottanta, da vero antesignano dei graffiti pittorici, crea pitture ambientali sui muri urbani, nelle discoteche, nei negozi, sui set cinematografici. Lo invitano alla prima “Biennale di Arte Mediterranea” a Barcellona insieme ad artisti come Andrea Pazienza, Marco Tamburini, Pedro Almodovar, Alberto Garcia-Alix, Fabio McNamara, Eva Liberty… il ciclo degli esordi ha un titolo profetico: GRAFFITISMI. Sempre negli Anni Ottanta viene premiato per due anni con la borsa di studio del museo Art et Histoire di Ginevra. In
quei giorni dipinge negli spazi della prestigiosa “Halle sud” diretta da Renate Cornu. A
Ginevra realizza una personale presso la galleria Care-off, iniziando poi una collaborazione con il gallerista Erik Frank, il primo a portarlo per diverse edizioni ad Art Basel.
Comincia subito dopo il ciclo ESPRESSIONISMO FEROCE, segnato dalla chiara influenza di Parigi, città in cui I’artista risiede per un breve ma intenso periodo. A meta degli Anni Ottanta torna a Madrid e inizia una collaborazione con la galleria Juana de Aizpuru. Vince anche la borsa di studio della Casa Velasquez.
Tra gli anni Ottanta e Novanta diventa un membro attivo del movimento artistico “Movida Madrilena”, confermandosi come uno dei maggiori esponenti della Pop Art europea. Viene invitato dal Museo Sainsbury Centre For Visual Arts (insieme ad artisti come Eduardo Arroyo, Equipo Cronica, Ouka Lele, Carlos Pazos, Dis Berlin) per la mostra “Spain is Different” (1998).
Da quel momento la critica lo annovera tra i più maturi rappresentanti della cosiddetta “New Pop Art”.
Torna quindi a Roma dove si dedica a diversi cicli pittorici. Uno di questi cicli,
e GESTUALITA POP dove I’artista rappresenta, quasi sempre in close up, gesti quotidiani che hanno come protagoniste le mani. I vari cicli non vengono mai abbandonati dall’artista, al contrario la sua natura onnivora trasforma ogni singolo tema con innesti ed evoluzioni continue. Inizia negli Anni Novanta la serie di toreri cattivi dal titolo TOREROS MALEVOS. E’ la nascita di una lunga collaborazione con il curatore Gianluca Marziani che nel 1997 presenta la sua personale BLOOD RUNNER presso lo studio Soligo di Roma. Di questo periodo sono anche le ballerine di flamenco e i personaggi della cultura spagnola, raccolti assieme nell’installazione “Corrida Notturna”, esposta alla Fundacio Miro per la sua personale del 2001. In seguito presenta I’evoluzione dei suoi graffitismi con la serie SUPEREROI (che appunto erano i personaggi principali degli Anni Ottanta), alternando questo primo ciclo con
i manga delle serie ICE GUYS e BOYS & GIRLS. Attualmente EVM ha ripreso con forza il ciclo
FETISH, essendo questo il tema centrale dei suoi ultimi lavori che rappresentano la sua tappa più intuitiva e personale.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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La Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore

uno scorcio del quartiere anticoLa Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore
Il nuovo look della Medina di Fès

La Medina di Fès ha un nuovo look. Il quartiere storico della città imperiale è infatti nella fase finale di un ampio progetto di ristrutturazione di 27 siti storici e monumentali, un intervento  con investimenti di oltre 55 milioni di euro interamente dedicati alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale della città. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, Fès ha 1.200 anni di storia. L’importante operazione di restauro è nata dall’esigenza  sia per  la rivalorizzazione degli edifici di interesse storico, sia per dare un nuovo slancio economico e sociale alla Medina avvalendosi della produttività delle realtà locali tradizionali, coinvolgendo le maestranze della regione. Ora visitare la città è più facile grazie al nuovo volo diretto dell’Air Arabia Maroc (www.airarabia.com) che collega, con un moderno Airbus A320,  Roma a Fèz il Lunedì (partenza ore 23,40 – arrivo 1,40) e il Giovedì (partenza ore 21,30 volo AIRARABIA 3O407 –  arrivo 23,30 ); da Fèz a Roma il Lunedì (partenza ore 19 – arrivo 22,50) e il Giovedì (partenza ore 16,50 – arrivo  20,40), sempre secondo l’ora locale. In tal modo il collegamento aereo diretto con l’Italia aumenta a sette scali: Bergamo, Venezia, Bologna, Torino-Cuneo, Roma-Fiumicino, Napoli e Catania, tutti a tariffa ridotta, consentendo così un maggior numero di scambi turistici e per affari.
dolci marocchiniLa città di Fès fu il polo commerciale del Marocco, aperto al mondo ed alla diversità culturale e religiosa. Fès non si limita a rappresentare il centro artistico e culturale del Regno, ma è anche custode di musica e cucina. La sua collocazione, inoltre, aggiunge ulteriore fascino al suo prestigio. Fès è situata infatti su una delle punte del triangolo turistico magico il cui perimetro include Meknès, altra città imperiale, le rovine romane di Volubilis e il borgo di Ifrane, nascosto fra i cedri sulle alture del Medio Atlante.
Molto più di una semplice evasione, Fès conduce dolcemente il visitatore di un giorno, o di una vita, in una nuova dimensione spazio-temporale. Per viaggiatori che sanno apprezzare l’arte di vivere e desiderano provare l’esperienza del savoir-faire marocchino. Le ragioni per visitarla sono molteplici, si tratta della più antica città imperiale del Marocco, ricca di storia e di fascino, vera culla della cultura marocchina in cui le lancette dell’orologio sono ferme da secoli. Gli hotel hanno tutti i comfort e vi sono alberghi per ogni esigenza, da quelli in cui il lusso è davvero accentuato, a quelli per tutte le tasche. Per visitare la città sono stati allestiti sei itinerari  per scoprire i vari aspetti del centro, ecco i temi: “Mura e fortificazioni”, “Fès el-Jdid”, “il quartiere andaluso”, “monumenti e souk”, “artigianato”, “giardini e palazzi andalusi”. Durante l’escursione sarà possibile vedere i giardini, come quelli di Jnan Sbil, Riad Moqri, Dar e Batha e i palazzi andalusi: una magnifica testimonianza della ricca storia di Fès, dell’architettura ispano-moresca dei suoi palazzi e dell’eleganza dei giardini ombreggiati.
Fès è suddivisa in tre quartieri: Fès el-Bali (centro storico); Fès el-Jdid (città imperiale) e Fès ville nouvelle (città nuova). Due antiche cittadelle, Borj  Nord e Borj Sud, delimitano la città ed offrono una splendida veduta panoramica dall’alto  da dove si possono ammirare tramonti mozzafiato.
Capitale storica del Marocco, fondata nell’anno 808 da Moulay Idriss II, una città-museo a cielo aperto. Numerosi sono i monumenti religiosi e civili racchiusi tra le sue mura: Bab Boujloud, la principale porta di ingresso alla Medina. Questa magnifica porta, ornata da mattonelle decorative in stile moresco-andaluso, si apre sulla Talaa el Kebira (la Grande Salita), una delle due strade principali del centro storico. La Medina, edificata nel IX secolo, un vero e proprio dedalo di oltre 9.400 stradine e vicoli con souk, moschee, mederse ed edifici storici. In essa si aprono le botteghe degli oltre 30.000 artigiani e 11.000 laboratori artigianali che mantengono viva la loro arte  ancestrale. Le preziose mattonelle smaltate dei vasai, le ceramiche o ancora le maioliche decorate con il celebre blu cobalto, contribuiscono ad accrescere la reputazione di eleganza di cui gode la città. Il vicino Medio Atlante è una riserva di profumi ed essenze che forniscono materie naturali impiegate dagli ebanisti nei loro intarsi ispirati ai palazzi, alle finestre ed  alle sculture. Nel celebre quartiere dei conciatori si producono valigie, babbucce, divanetti, selle e cinture. Una visita è di rigore  ad una conceria. Da una terrazza si potrà ammirare  come gli operai addetti alla tintura delle pelli, lavorino immersi in vasche dove sono sciolti i colori vegetali: il papavero per il rosso; la menta per il verde; lo zafferano e la curcuma per il giallo; l’indaco per il blu; l’antimonio per il nero. Negli ultimi anni le tinture chimiche stanno sostituendo quelle vegetali. Le pelli lavorate vengono trasportate a dorso d’asino nei vicini cimiteri per l’asciugatura. Alcune persone protette a malapena con degli stivali e guanti, sono dediti alla prima fase di lavorazione: il trattamento con calce viva. Sono in corso dei lavori edili per rendere navigabile il fiume che si trova nelle vicinanze della conceria.

Faro di cultura

L’università Quaraouiyine, la più antica università del mondo, è stata edificata nell’anno 859, prima di Bologna (1119) e Oxford (1229). Al suo interno sono conservati numerosi manoscritti rari. In essa vi è anche una moschea, che porta il  medesimo nome, vero e proprio gioiello della Medina, è un simbolo della città di Fès. Secondo la tradizione, l’università fu  fondata da una donna, Fatima El Fihriya. Nel corso del tempo, questo luogo di preghiera è diventato un importante centro di diffusione dei saperi più antichi: teologia, giurisprudenza, filosofia, matematica, astrologia, astronomia sono state studiate e trasmesse dai più grandi nomi dell’epoca, ove insegna attualmente il Prof. Fassi Fihri,  peccato che si può visitare solo dall’esterno. Varie sono le mederse, antiche residenze universitarie destinate all’insegnamento accademico e religioso. La più nota è la medersa Bou Inania, unica nel suo genere per la sua imponenza, con il minareto e l’orologio idraulico. Da vedere anche la medersa Al  Attraine, perla dell’architettura merinide, nonché il museo delle Arti e dei Mestieri del legno, collocato nell’antico caravanserraglio riconvertito Fondouk Nejjarine. La visita darà modo di ammirare il panorama dall’alto del tetto. Altro museo è  quello delle Arti e delle Tradizioni marocchine, l’edificio costeggia i giardini di Boujloud. Questo antico palazzo in stile andaluso racchiude mirabili tesori dell’arte tradizionale di Fès e della sua regione: legno scolpito, ricami, zellij, ferro battuto, gioielli, monete e tappeti. Nello scorso mese di giugno si è tenuto il Festival des Musiques Sacrées du Monde, che è il festival della pace, del dialogo e dell’avvicinamento tra popoli e culture.

Wellness e Hammam

Il savoir-faire marocchino passa anche attraverso il palato. Una raffinata gastronomia ed una varietà di profumi e sapori sono da gustare: Tajiine, couscous, pastilla che combina il sapore del dolce e del salato, sapori unici da assaporare durante il soggiorno in città. Per scoprire rituali e trattamenti di bellezza antichi non c’è nulla di meglio che un Hammam popolare o uno stabilimento termale, ai luoghi più tradizionali si possono anche preferire le SPA degli hotel di lusso o dei sontuosi riad della Medina. In entrambi i casi ci si troverà nelle mani di massaggiatori esperti che utilizzano articoli di origine naturale, prodotti locali come l’olio di Argan, il sapone nero di Fès o come il ghassoul, argilla minerale tipica della regione, che rigenera la pelle. Poco fuori Fès vi sono le terme di Moulay Yacoub, situate in collina, dalle sorgenti termali sgorga un’acqua sulfurea e salata. Le terme di Sidi Harazem, poco distanti, hanno una sorgente di acqua ricca di minerali curativi per le malattie del fegato e dei reni. Sono note fin dal secolo  XVI per le loro virtù terapeutiche.
Ifrane la piccola Svizzera del Marocco

Il villaggio, ad un’ora di macchina da Fès, è un luogo ideale per una fresca gita in montagna nel Medio Atlante. Contornata dalla più grande foresta di cedri al mondo,  in cui vive una comunità di docili macachi che volentieri accettano cibo dai turisti, pronti a mettersi in posa per la foto di rito. Vari laghetti e corsi d’acqua creano delle coreografiche cascate. Nel comprensorio turistico “Le vie dei cedri” è possibile praticare molteplici attività: escursioni, pesca alla trota nelle acque del lago e sci sugli altipiani di Michlifen o Jbel Hebri nei mesi invernali.
Per i più pigri vi è un trenino che condurrà alla scoperta di artigiani  che lavorano manualmente tappeti, cesti di rattan e ceramica. Vi è anche un hotel di lusso che offre servizi di alto livello e i cui prezzi sono certamente non elevati.

Volubilis la Pompei del Sud

E’ il principale sito archeologico del Marocco. Particolarmente interessante sarà la visita agli scavi dell’antica città romana e delle sue imponenti rovine. Verso il 285 d.C., quando i romani lasciarono Volubilis per Tangeri, la città antica, situata in piena campagna vicino all’attuale Meknès, perse progressivamente la sua importanza. Fra i reperti del luogo, classificato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si possono ammirare mosaici particolarmente elaborati che ornavano i pavimenti delle sontuose dimore.

Per maggiori informazioni:

www.visitmorocco.com
www.espertidelmarocco-pro.it
info@turismomarocco.it
https://it-it.facebook.com/EnteNazionaleTurismoMarocco/
Dr. Harry di Prisco
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Estate a Danzica!

il molo Monte CassinoDanzica (7)Estate a Danzica!

La cittadina Baltica della Polonia in estate si veste di luce

La città di Danzica è situata sul bordo orientale della Baia di Danzica, nella parte meridionale del Mar Baltico. Danzica sorge sulle rive del fiume Motlawa un ramo del delta della Vistola, la quale si divide in due canali formando l’isola Spichrzów e l’isola Olowianka. Inoltre è attraversata ad est dalla Vistola Morta.Essa è situata nell’area fluviale di Zulawy mentre le sue estremità orientali si affacciano sulla Laguna della Vistola. La città è circondata da piccoli colli e colline, ricoperti di boschi, che non superano i 100 metri di altezza. Ogni anno – grazie anche all’aumento dei collegamenti diretti low-cost con diverse città italiane – cresce il flusso di il castello dei Templari (3)visitatori italiani che scelgono come meta dei loro viaggi Danzica e la sua regione, la Pomerania. Perfetto per un city break, l’agglomerato urbano chiamato delle tre città (composto da Danzica, Sopot e Gdynia, che insieme contano 750mila abitanti) attrae sempre più turisti da ogni angolo d’Europa per le sue bellezze artistiche e architettoniche (che vanno dal gotico in mattoni al manierismo di ispirazione fiamminga e anseatica, dall’eclettismo del periodo della Belle Epoque al razionalismo di moda fra le due guerre mondiali), per la sua splendida natura (una costa di dune e ampie spiagge di sabbia bianca, lagune, vaste estensioni boschive, ondulate regioni costellate di laghi), per la sua storia tempestosa che ne ha fatto, come disse Napoleone, “la chiave di tutto” (qui il primo settembre del 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale e sempre qui nel 1980 è nata Solidarność, all’origine della caduta del Muro di Berlino), per la sua superba cucina in cui si mescolano sapori antichi e genuini di terra e di mare e per la sua ricca e vivace attività culturale. Una grande varietà di eventi e manifestazioni in ogni campo si svolgono nel corso di tutto l’anno, anche se Danzica e la regione della Pomerania intensificano la loro attività nel campo della cultura e dell’intrattenimento, in grado di soddisfare ogni età e ogni gusto, soprattutto, come è naturale, nella bella stagione. Che sia in cerca di emozioni sportive, di nuove esperienze culinarie o di festini musicali, il visitatore curioso qui troverà qualcosa di stimolante in grado di soddisfare ogni gusto e ogni età, la noia è bandita! Per l’estate ecco alcune proposte scelte tra il fitto calendario di spettacoli, eventi e manifestazioni che questa splendida regione affacciata sul Baltico offre ai viaggiatori in cerca di nuove mete e nuove emozioni.

FETA – Festival internazionale dei teatri all’aperto e di strada
dal 13 al 16 luglio, Danzica
Uno dei più importanti e affascinanti festival dei teatri all’aperto e di strada giunto quest’anno alla ventunesima edizione: decine di gruppi si esibiscono presentando i loro spettacoli gratuiti nella cornice del centro storico di Danzica per un pubblico appassionato che nel 2016 ha raggiunto il tetto delle 30.000 persone.

Fiera di S. Domenico
29 luglio-20 agosto, Danzica
Non esiste estate a Danzica senza la Fiera di S. Domenico. Una delle fiere all’aperto più importanti d’Europa e molto probabilmente la più antica. La manifestazione è il biglietto da visita della città fin dal 1260. Più di mille bancarelle che offrono le specialità e l’artigianato locali, nonché tutte le meraviglie del mondo, e tanti eventi di contorno, come concerti o parate in costume – tutto ciò, unito alla splendida atmosfera che vi regna, rende Danzica un luogo straordinario pulsante di energia positiva. Assolutamente da non mancare.

Festival Internazionale di Musica per Organo
luglio-agosto, Danzica
Oliwa, una volta capitale dell’ordine dei cistercensi, in seguito quartiere residenziale di Danzica – si trova all’interno di un disegno di strade e case nobiliari, dei veri e propri tesori: la cattedrale con gli interni in stile barocco custodisce l’antico organo, uno dei più grandi al mondo, reso particolare dalle immagini poste sulle canne che si muovono al suono dell’organo, ogni giorno vengono eseguiti dei concerti. Nella Cattedrale di Oliwa a luglio/agosto, ormai da 50 anni, si svolge il Festival Internazionale di Musica per Organo, il più antico festival della Polonia dedicato a questa musica così particolare. Il Parco di Oliwa, con i suoi stupendi giardini, è circondata da tesori, come: il Museo Nazionale di arte contemporanea; il Granaio dell’Abbazia con opere etnografiche e il Museo Diocesano che racchiude pregevoli opere di arte orafa. Per maggiori informazioni: www.polonia.travel/it

Harry di Prisco

La Thailandia si presenta

IMG_1301La Thailandia si presenta

Il Paese del sorriso, del wellness e della natura rigogliosa, misterioso e pieno di fascino

La Thailandia offre ai visitatori un mondo ben diverso da quanto siamo soliti vedere nella nostra vecchia Europa, tutti gli abitanti sorridono e sono estremamente cortesi. Tradizioni, culture, religione e tanto altro non somiglia a nessun altro Paese. Il  wellness è qui una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione, proponendo pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta che favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

IMG_1523La Sezione Visti dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok ha rilasciato, prevalentemente per turismo,  nel 2016 oltre 33 mila visti, in aumento dell’ 1,7% rispetto all’anno precedente. Il target è di persone di  ceto medio/alto e con un’alta capacità di spesa. Il turista thailandese raramente organizza di persona il proprio viaggio; preferendo rivolgersi ai tour operator, associando il viaggio alla visita ad altri Paesi europei, per una durata media di 10-15 giorni. Fenomeno più recente ma in forte crescita, è quello dei gruppi “incentive” in visita in Italia. Si tratta di viaggi premio organizzati da grandi società per i propri dipendenti o i propri promotori, che sempre più spesso scelgono l’Italia come destinazione preferita. Anche Il flusso di turisti italiani in Thailandia risulta in crescita. Secondo le statistiche ufficiali nel 2016 i turisti italiani che hanno visitato la Thailandia sono stati circa 265.000. I visitatori italiani rappresentano circa lo 0,8% del numero dei turisti totali (circa 32,5 milioni in totale nel 2016, con forti tassi di crescita).

 La Thailandia risulta quindi meta sempre più gradita dai nostri connazionali. Di questi argomenti si è discusso nel mese scorso a Chiang Mai alla fiera TTM + 2017 presso IMG_1464l’International Exhibition and Convention Centre (CMECC). Si tratta del centro esposizioni e congressi internazionali fra i più grandi centri  fieristici del sud-est asiatico, con uno spazio utile di 60.000 metri quadrati. Fra gli obiettivi della Fiera vi è stato quello di dare visibilità alle PMI che da sole non possono partecipare a grandi eventi globali.

Per raggiungere la destinazione la compagnia Thai Airways effettua collegamenti diretti da Roma e da Milano con moderni vettori (www.thaiairways.com/it) ed ecco che, in meno di dieci ore, si è proiettati in un mondo quasi magico, misterioso e pieno di fascino, basato su  insegnamenti buddisti della convivenza pacifica e il rispetto degli altri, con la compassione per le sofferenze altrui e l’amore verso il prossimo. Questi principi consentono una visione diversa dell’esistenza e del rispetto della natura, con la quale si è a diretto contatto.

La Thailandia, per la sua posizione geografica e dotazione infrastrutturale, nonché nella prospettiva del mercato unico, si pone quale ‘hub’ ideale per insediamenti produttivi che guardano all’intera regione. Trainata dall’aumento dei consumi interni, l’economia thailandese presenta fondamentali macroeconomici in buono stato. I trend sono tornati a crescere nel 2016 (PIL +3.2%) anche se vi è stato un rallentamento delle esportazioni nel 2015. Secondo le previsioni, il PIL nel 2017 aumenterà del 3.8%. La classe media rimane in rapido aumento e, in particolare nella capitale Bangkok ( 8,25 milioni di abitanti), dispone di un reddito pro capite ben più alto rispetto alla media nazionale. Vi è un’ elevata propensione al consumo, soprattutto verso beni provenienti da Paesi come l’Italia, che godono di un’immagine estremamente favorevole in termine di gusto e qualità.

Un esempio di economia autosufficiente è dato dal Baan Na Ton Chan Homestay. Il villaggio di Ban Na Ton Chan è un piccolo villaggio circondato da alberi di Chan, che danno il nome al villaggio. Il borgo è famoso  ed è il centro dell’industria turistica Homestay, il cui progetto  ha dato molte opportunità al popolo locale nel loro sviluppo attraverso l’industrializzazione rurale, che ha consentito un aumento del reddito diffuso tra i suoi abitanti. I visitatori sono sempre i benvenuti. Essi possono assistere alla dimostrazione del processo del tessuto fermentato nel fango e alle antiche tecniche di tessitura, nonché acquistare prodotti fatti a mano presso il negozio situato nel negozio del villaggio. Si può anche pranzare con gli abitanti con i piatti tipici locali cotti alla maniera tradizionale.

Se si vuole davvero iniziare a conoscere la storia e la cultura dei thai bisogna cominciare proprio da Chian Mai  e  Lampang con i suoi parchi protetti dall’UNESCO, dove vi sono i templi edificati nel 1300. La Thailandia del nord offre esperienze culturali e spirituali ed emozioni  uniche, come la visita di Chian Mai  che è la più grande città, anche dal punto di vista culturale, della Thailandia del nord. Si trova a circa 700 km da Bangkok. La Rosa del Nord è percorsa dal fiume Ping e conta più di 300 templi (quasi quanti Bangkok), caratteristica questa che le conferisce un fascino particolare. Qui si possono fare corsi di meditazione e cucina thai. Il regno del wellness si può trovare alla SPA di lusso Rarinjinda, dove dopo il rituale della lavanda dei piedi,  si effettuano i famosi  massaggi tailandesi di vario tipo. Un’escursione di una mattina al Doi Inthanon lascerà un ricordo indelebile. Con i suoi 2.565 metri  è la montagna più alta della Thailandia. Nel parco sono presenti diverse cascate che si raggiungono dopo un agevole percorso di trekking nella boscaglia, ove vivono 362 specie di uccelli. Per andare alla scoperta delle radici dell’antico regno, a cui la storia fa risalire la nascita dell’attuale regno di Thailandia, bisogna visitare i parchi storici di Sri Satchanalai e Sukhothai, magari noleggiando una bici, essi sono poco distanti tra loro e sono stati inseriti dall’UNESCO nel  Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sono due parchi tenuti benissimo ricchi di templi immersi nel verde e con stagni che li lambiscono quasi che danno una sensazione di pace interiore per chi li visita. La città di Lampang è anch’essa ricca di antichi templi. Fu la capitale del regno di Hariphunchai fondato verso il VII secolo. Un crocevia culturale fino all’inizio del XX secolo, quando era un centro importante per il commercio del legno di teak.

Per maggiori informazioni : www.turismothailandese.it

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L’Egitto vi aspetta a braccia aperte Alla riscoperta della Napoli egiziana

il-museo-egizio-Tutankhamon

Il museo egizio Tutankhamon

L’Egitto vi aspetta a braccia aperte Alla riscoperta della Napoli egiziana

Antico Egitto Giza Sfinge

Antico Egitto Giza Sfinge

Napoli è stata sempre legata da epoca remota all’Egitto. Reperti si trovano non solo nel Museo Nazionale, la cui collezione egiziana è stata da poco riaperta al pubblico, ma anche passeggiando per il centro storico. Un esempio notissimo è quello del “Corpo di Napoli”, emblematica statua raffigurante il fiume Nilo – più volte danneggiata e restaurata – poco distante dalla Cappella Sansevero e Piazza San Domenico in cui sono ancora misteriosi i simboli voluti dal Marchese per la Cappella funebre dei suoi avi. Caratteristici poi i luoghi dell’antica Regio Nilensis, quartiere Alessandrino di Neapolis, con le chiese intitolate al Nilo.
Gli Egiziani: un popolo misterioso e glorioso che per millenni ha fatto parlare di sé e continua a farlo in ogni angolo della Terra.
Negli ultimi tempi nel nostro paese si è considerata questa meta come da scartare perché ritenuta non sicura. L’Egitto non è meno sicuro di tante altre destinazioni, che mai hanno avuto rinunce da parte dei turisti e attende con fiducia gli italiani, da sempre considerati i migliori turisti che l’Egitto possa avere. I turisti giapponesi, cinesi, tedeschi, francesi, spagnoli e tanti altri hanno continuato a visitare l’Egitto, anche in numero rilevante.
Proprio per sfatare questa paura, l’Ente del Turismo Egiziano in Italia ha predisposto dal sei al tredici marzo un Fam Trip nell’Egitto Classico, in tutta sicurezza data dai massimi controlli negli hotel, nei musei e in aeroporto, organizzato dal tour operator Interline International Travel, a cui hanno partecipato oltre venti agenti di viaggio del Lazio, della Sardegna, della Sicilia, della Basilicata, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte, in pratica provenienti quasi da ogni dove dello stivale.
Un programma di otto giorni durante il quale i nostri connazionali hanno navigato sul Nilo per 4 notti, scendendo dalla nave per visitare gli splendidi siti di Karnak, Luxor, Edfu, Komombo e rimanere stupiti non soltanto davanti a tutti quegli antichi monumenti ricchi di storia, ma anche di fronte alle bellezze naturali di Assuan, soprattutto quando l’imbarcazione si è diretta da Luxor verso la città dove è sepolto l’Aga Khan con le stupende case nubiane multicolori.
Una escursione al monumento di Ramses II ad Abu Simbel, che fu trasportato in un luogo sicuro per non essere sommerso dalle acque della grande diga.
Il Cairo affascina poi per i tesori che racchiude: le piramidi di Cheope, Kefren e Micerino; la sfinge; la barca solare del faraone Cheope; la piramide a gradoni a Sakkara; la piccola sfinge e la grandiosa statua di Ramses II a Menphis.
Il viaggio non poteva essere completo senza la visita al Museo Egizio, con i suoi cinquemila reperti ritrovati quali corredo funebre del faraone-ragazzo Tutankhamon.
Ma il Cairo è anche una città moderna con palazzi di pregio che quasi nascondono la moschea blu e il vasto mercato del Khan el Khalili, dove è consuetudine offrire ai visitatori il tè alla menta.
L’Ente del Turismo Egiziano in Italia, al fine di promuovere il paese, sta organizzando numerosi eventi che stanno riscuotendo molto interesse da parte degli italiani. Gli agenti di viaggio che hanno partecipato all’educational hanno così potuto vedere con i propri occhi le stupende bellezze che questa terra racchiude e constatare il livello di sicurezza assicurato ai turisti, anche se passeggiando da soli. Certamente vedremo gli italiani tornare alla scoperta di quelle che furono le nostre comuni origini europee in un paese che merita di essere visitato.

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Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
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Napoli e Marrakech : gemelle diverse non più divise

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Napoli e Marrakech : gemelle diverse non più divise
Inaugurato il volo diretto della Royal Air Maroc Napoli Casablanca

Marrakech e Napoli cosa hanno di comune queste città? Hanno una Medina vecchia con stradine strette e tortuose brulicanti di venditori con le loro bancarelle; entrambe sono state capitali di un regno, la prima, città – affascinante e bellissima – fondata nel 1062 presenta forti influenze andaluse nei suoi edifici, come del resto Napoli, costruiti in pietra arenaria dando alla città il soprannome di “città rossa” o “città d’ocra”; hanno poi un aeroporto internazionale. Questo facilita i collegamenti grazie alla compagnia di bandiera del Marocco Royal Air Maroc che, continuando nel suo programma di espansione in Italia, ha aperto nei giorni scorsi il collegamento diretto da Napoli a Casablanca. I voli vengono effettuati il martedì, giovedì e sabato con partenza alle 17,35 e arrivo alle 20, l’offerta lancio a/r è di euro 120 tasse incluse. La coincidenza per Marrakech, attraverso il terzo terminal inaugurato a dicembre 2016 per far fronte alla crescita dei traffici passeggeri, si prende poco dopo l’arrivo dell’aereo e in meno di un’ora si giunge nella stupenda città rossa, la più importante delle quattro città imperiali. Marrakech è una città di profondi contrasti, in cui la modernità è all’insegna della tradizione e nella quale convivono a stretto contatto l’estrema povertà dignitosa dei suoi oltre un milione di abitanti, con l’agiatezza di ricchi e facoltosi turisti che alloggiano in alberghi extra lusso o che frequentano i due campi da Golf. Royal Mansour, La Sultana, Le Méridien N’Fis, Jardins de la Medina, La Mamounia solo per citarne alcuni, nei quali gli standard europei sono ampiamente superati, dotati di ogni confort anche per il turismo d’affari, con un quid in più: la disponibilità di tutto il personale, di ogni livello, a contatto con gli ospiti per soddisfare ogni esigenza prima ancora che venga manifestata. Dagli alberghi ai locali notturni il passo è breve, ci si trova a visitare una città by night che non ci si aspetta di trovare. Il tour non può che iniziare dal Jad Mahal, nel quartiere dei grandi hotel dell’Hivernage, il quale più che un luogo è un’esperienza. Il ristorante è illuminato da tante candele ed è fra i più trendy, glamour, sensuale ed elegante della città: ballerine russe in succinti costumi che richiamano i cosacchi e danzatrici del ventre si esibiscono fra i tavoli per la gioia dei clienti, mentre dei mangiafuoco propongono i loro numeri nella veranda, ma le sorprese non finiscono e gli spettacoli vengono continuamente rinnovati. Al centro della Medina si trova il grande bazar del Souk. Qui si discute il prezzo con trattative spossanti, ma, come dicono in Marocco, un terzo del prezzo iniziale è già un furto! Le strade del mercato hanno come copertura una tettoia fatta di canne intrecciate, allo scopo di filtrare la luce solare. Migliaia i piccoli negozi e le botteghe artigianali che offrono i loro articoli: spezie colorate e profumate; specchi luccicanti; pentole di terracotta per preparare il piatto tipico tajine; babbucce in pelle;oggetti in argento; tappeti fatti a mano; lanterne di ferro battuto; lampade in ottone; mestoli in legno di cedro; supporti per candele; teiere in ottone incise e vassoi da tè utilizzati nel servizio tradizionale. Di veramente tipico è la lavorazione di borse e sandali da parte di esperti artigiani che utilizzano vecchi copertoni di auto. La specialità del luogo è l’originale olio di Argane, che si può acquistare nelle tante erboristerie nei due tipi: per cucinare, ricco di vitamina C e omega 3, o per uso cosmetico da utilizzare per i capelli e per il massaggio del corpo. Nei negozi di erboristeria si possono comprare anche i “grani del paradiso” con effetto – dicono – del nostro viagra. Nel mentre si contratta viene offerto tè alla menta che viene servito già zuccherato, versato da una teiera a becco ricurvo in piccoli bicchieri. Con il tè si accompagnano i dolci shebakia (biscotti con sesamo e spezie, in genere serviti durante il Ramadan), tortine di pasta con frutta secca o torte al formaggio.
La piazza Djemaa El-Fna è il cuore della Medina, il cui nome arabo significherebbe “raduno dei morti”, in ricordo delle esecuzioni capitali che vi avevano luogo. Un vero circo a cielo aperto, di notte è un grande ristorante dove vengono arrostite vari tipi di carne su braci di legno. Di giorno tutto cambia, si incontrano: acrobati, danzatrici, incantatori di serpenti, musicisti, dentisti ambulanti, cantastorie, disegnatrici di tatuaggi con henné e venditori di acqua nei loro caratteristici costumi sgargianti con tanti campanelli e capienti otri. Allora perché non approfittare dei nuovi voli diretti della Royal Air Maroc in partenza da Napoli? E’ possibile andare la mattina in ufficio, passare da casa a prendere la valigia, ed eccoci pronti a partire per l’avventura sognata sin dalla nostra infanzia: a Marrakech si vedranno: strutture architettoniche arabeggianti, danza del ventre, un’esplosione della natura nel palmeto ricco di 180 mila piante e poco distante l’immenso deserto. Fantaviaggi? ma no, al costo di poco più di una gita fuori porta eccoci proiettati in un mondo in cui gli usi e le tradizioni millenarie sono cosi diversi e pur così simili.

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Dr. Harry di Prisco
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Il fascino del Sahara nell’ Oasi di Tozeur

image001 (1)Il fascino del Sahara nell’ Oasi di Tozeur

Un viaggio incantevole nel grande sud tunisino

La Tunisia si sta preparando alla stagione estiva con tante iniziative per rilanciare la destinazione. La nuova Tunisia democratica, nata dopo la “rivoluzione del Gelsomino”, ha come prima regola la sicurezza e il rispetto l’uno dell’altro. La Tunisia si conferma il paese del nord Africa più vicino a noi per le tradizioni del nostro sud e a cui siamo legati da vincoli di antica amicizia. Un Paese tranquillo che fa sognare, dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove si può scoprire l’eccezionale patrimonio culturale e le tradizioni originarie, dove si possono apprezzare i paesaggi inondati di luce e le meraviglie del mare. la Tunisia guarda con fiducia al futuro e i dati forniti dall’Ente del Turismo Tunisino degli arrivi dei turisti sono confortanti: nel 2015 hanno visitato la Tunisia 1.304.253 turisti europei (compresi i russi); nel 2016 il numero è salito a 1.415.334, con un significativo più 8,5%. Il turismo da lavoro ad un milione di persone che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi del comparto.

image004Il Festival delle oasi alle porte del Sahara

Confortanti anche i dati del turismo verso il Grande Sud del paese, nella regione di Tozeur/Gafsa: arrivi 5461 visitatori, grazie all’aeroporto internazionale, dal primo gennaio 2016 al primo gennaio 2017, con un incremento del 41,03%, la durata media del soggiorno è stata di 1,70. Per le strade di Tozeur, cittadina alle porte del deserto, si è svolto in questi giorni il trentottesimo Festival delle Oasi, coinvolgendo gli abitanti e i visitatori che hanno ballato insieme al ritmo di antichi strumenti musicali delle tribù nomadi. Tamburi e pifferi sono stati suonati da gruppi folcloristici in vistosi costumi, provenienti anche da altri paesi africani. Di sera mille luci hanno rischiarato le cupole e i palazzi della tranquilla cittadina che per quattro giorni è stata la capitale della danza, della musica e delle espressioni artistiche più vere, in uno dei luoghi più attraenti del Paese. Il turismo sahariano è fra quelli più suggestivi: si può infatti praticate il quad tra le dune di Onk Jmel; il carro a vela sullo Chott el-Jerid; il trekking a piedi sulle piste dell’Atlas o in cammello di un’ora oppure di otto giorni, tra un’oasi e l’altra; il golf in un impressionante scenario di rocce e di palme; è possibile poi provare l’emozione di sciare sulle dune. La sabbia è come il mare, nasconde tesori e segreti e andarli a scoprire crea emozioni affascinanti.

image005 (1)Il colori della Medina

Una emozione del tutto particolare si prova nel visitare l’antico quartiere “Ouled Hadef” con le sue viuzze strette, gli alti muri, i passaggi a volta che formano un dedalo di ombre e luci. I biondi mattoni di argilla e sabbia sono posizionati con una particolare tecnica per sfruttare una maggior superficie ombrata, formando disegni geometrici davvero bellissimi. Una curiosità: le porte d’ingresso delle case sono a due battenti; quello destro ha due battiporta, uno in alto per gli uomini e uno in basso per i bambini. La porta di sinistra ha un solo battente ed è per le donne. I battiporta hanno dei suoni diversi, in tal modo il padrone di casa potrà sapere chi bussa alla porta.
image002 (2)Museo Dar Cherait

In questo singolare museo privato si possono vedere numerose testimonianze della civiltà tunisina, nonché visitare la galleria d’arte con una collezione di pitture antiche e moderne. Il museo, sicuramente il più interessante di tutto il Sud del paese, ospita una collezione di oggetti d’arte del periodo che va dal XVII sec. al XX sec., provenienti dalla Tunisia e dalle principali regioni dell’impero Ottomano. Inoltre tutte le sere viene presentato uno spettacolo che racconta la storia delle Mille e una Notte.

image003 (2)Le palme da dattero

La visita ai palmeti, fra i più belli della Tunisia, è davvero suggestiva, si può effettuare in calesse o in bici; vi sono centinaia di migliaia di palme da dattero, alcuni dicono siano centomila alberi, altri trecentomila. Per avere dei frutti che raggiungano una dolcezza ottimale, occorre che per la maturazione vi sia una temperatura di circa trenta o quaranta gradi. I datteri freschi sono più salutari e meno calorici. Quelli essiccati hanno una concentrazione zuccherina più elevata e possono essere conservati fino a sei mesi. I datteri sono ricchi di sali minerali e vitamine, nonché di fibre, da sempre vengono utilizzati dalle popolazioni africane per combattere la fatica.

image008Il set di Guerre Stellari

Il set cinematografico dove sono state girate alcune scene di uno degli episodi di Star Wars: “Una nuova speranza”, è poco distante da Tozeur. Il luogo è da anni abbandonato. Sono in tutto circa venti costruzioni su 10mila metri quadrati dove George Lucas ambientò il “porto spaziale” di Mos Espa, dove visse su Tatooine Shmi e Anakin Skywalker, più noto come Dart Fener.

Harry di Prisco

Croazia Ful Of Stars

Croazia Ful Of Stars
Il ristorante Monte di Rovigno in Croazia ottiene la prima stella Michelin

Ottimi vini, squisito tartufo bianco e pregiato olio di oliva, questi gli ingredienti base della straordinaria cucina mediterranea della Croazia che entusiasma buongustai di tutto il mondo grazie alla sua varietà di piatti e la qualità degli ingredienti. L’ottima offerta gastronomica locale ora è stata resa ufficiale, il ristorante Monte a Rovigno, nella foto fornita dall’ Ente Nazionale Croato per il Turismo, è il primo in Croazia ad aver ottenuto una stella dalla prestigiosa Guida Michelin e sicuramente conquisterà ancora di più gli amanti della buona tavola. Inoltre, i visitatori hanno la possibilità di scegliere tra una varietà straordinaria di ristoranti della Croazia che sono elencati nella guida Michelin.
“Siamo orgogliosi che i ristoranti croati sono consigliati ed elencati in questa guida. In particolare, siamo felici che uno dei ristoranti della Croazia riceva la stella Michelin, un prestigioso riconoscimento della nostra proposta gastronomica e della nostra offerta turistica in generale.
Un tale riconoscimento sarà un grande incentivo per tutti nel settore del turismo, in particolare per i ristoratori, perché è il modo migliore per promuovere sulla scena internazionale la gastronomia croata. Il vantaggio dell’offerta gastronomica croata è la disponibilità, durante tutto l’anno, d’ingredienti freschi che offrono l’opportunità per la creazione di menù eccellenti.”
ha detto il Ministro del Turismo croato, Gari Cappelli, congratulandosi con il ristorante per il premio ricevuto. “La prima stella Michelin e l’inserimento di altri ristoranti in questa Guida è un grande riconoscimento per l’intero settore del turismo croato, ed è uno stimolo per incrementare la promozione del turismo enogastronomico e per la Croazia in generale. Siamo particolarmente entusiasti per la prima stella Michelin assegnata al ristorante Monte, con il quale ci congratuliamo sia con i proprietari sia con lo chef. Il criterio per ottenere l’assegnazione della stella Michelin è un processo complesso e il sistema di monitoraggio è tenuto segreto, il che rende tale riconoscimento
ancora più prestigioso. Consideriamo questa una grande opportunità per realizzare e sviluppare ulteriormente lo scenario gastronomico croato e sarà una grande motivazione per tutti gli chef “, ha aggiunto il Direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo, Ratomir Ivicic.

La Croazia distesa lungo il Mare Adriatico, vicina all’Europa Centrale, è un Paese che vanta un ricco patrimonio culturale. Oggi, la storia si combina alla perfezione con uno spirito giovane e un’energia vibrante, che la rendono irresistibile a coloro che cercano un’esperienza di soggiorno diverso. Per tutto l’anno, si può godere di una bellezza naturale mozzafiato, di coste sconfinate, di una gastronomia variegata, di avventura, sport e wellness. Che si esplori il centro storico di Dubrovnik, Sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, si passi da un’isola all’altra nell’arcipelago di Spalato, si vada a caccia di tartufi in Istria, si faccia parapendio intorno ai Laghi di Plitvice, ci si addentri per le stradine e i passaggi nascosti di Zagabria, si faccia birdwatching a Kopacki rit, si faccia festa per tutta la notte sulla spiaggia Zrce di Novalja o si passi del tempo in famiglia sulla spiaggia di Zlatni Rat, la Croazia soddisfa davvero ogni esigenza di vacanza.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito: http://croatia.hr

Harry di Prisco
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Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina

il piatto vincente di Mirko Ricci

Cozza Tarantina

Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina
All’Hotel Dora di Pozzilli la tavolo rotonda “Le Pietanze della Memoria”

La finale del “Festival della cucina italiana con la Cozza Tarantina” si è svolto presso l’Hotel Dora di Pozzilli (Isernia). Tanti chef di tutto lo stivale si sono contesi il trofeo di campione 2016.
Il vincitore è risultato MIRKO RICCI del Park Hotel Ricci di San Giorgio del Sannio (Benevento)che ha vinto con la pietanza “Cavatelli con julienne di zucchine, cozze tarantine e gorgonzola dolce”, seguito da Gaetano Minervini del Ristorante L’Affresco di Isernia con la pietanza “Chicchi di riso mantecati alle cozze tarantine e pachino su vellutata di patate al sentore di zenzero, sfoglia di pane e broccoli” e, al terzo posto, da Gianfranco Anzini della Villa Aristea di Frasso Telesino (Benevento) con la pietanza “Cavatelli, cozze e asparagi”. Il giovane chef Alberto Cozzolino, già concorrente al Festival, ha presentato un piatto fuori concorso mentre lo chef Pino Marino ha offerto un dolce di sua creazione con crema al limoncello. La commissione giudicatrice, composta da giornalisti ed esperti di settore, ha dovuto impegnarsi al massimo per assegnare la palma della vittoria allo chef Ricci, data l’alta preparazione degli altri concorrenti.
il vincitore Mirko RicciIl concorso gastronomico è stato ideato dal Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, con lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. Il Festival è una manifestazione che si svolge in varie città della nostra penisola, imitato da operatori interessati alla promozione di altri prodotti del territorio, e si è affermato come valido mezzo di comunicazione delle specificità del mollusco tarantino, allevato nel Mar Piccolo di Taranto, in aree sottoposte a rigidi controlli da parte delle autorità preposte che ne certificano la provenienza, la qualità e l’igienicità. La protagonista della serata è stata quindi la cozza tarantina, di cui sono state appositamente portate a Pozzilli ben 350 chili, e che è stata utilizzata nell’agguerrita gara dagli chef concorrenti i quali si sono avvalsi di tutta la loro esperienza e fantasia per mettere in risalto le qualità organolettiche proprie del mollusco nelle sei pietanze in gara. La città di Taranto in tal modo si presenta con uno dei suoi prodotti di eccellenza per invogliare sempre più turisti a riscoprire i suoi tesori di arte e paesaggistici. La manifestazione è stata preceduta da una tavola rotonda dal tema: “Le pietanze nella memoria” introdotta dalla relazione del Prof. Gavino Maresu, già docente di gestione delle imprese e degli eventi turisti all’Università degli Studi di Genova. Hanno partecipato: il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli (Is);il sindaco di Scapoli Renato Sparacino;i giornalisti Cristina Latessa, Maria Teresa Lamberti, Luigi Torelli, Anna Goffi; Emilia Vitullo del Rotary Club Isernia, Giovanna May studiosa della cucina di tradizione; il direttore agrario Mario Stasi;l’enogastronomo Pasquale Di Lena e docenti dell’IPSAR Le Streghe di Benevento.Gli chef partecipanti alla finale (vincitori delle varie tappe eliminatorie) sono stati collaborati dai padroni di casa: l’executive chef Adriano Cozzolino e lo chef Pino Marino dell’Hotel Dora di Pozzilli.
Il trentacinquenne vincitore Mirko Ricci è figlio d’arte, il padre è il notissimo chef executiv Nicola, opera nel locale di proprietà Ricci Park Hotel di San Giorgio del Sannio, ove propone una cucina tipica locale, mediterranea, per le intolleranze alimentari, vegetariana nonché vegana. Mirko è anche un bravo pasticciere, famosa la sua delizia allo Strega, la pastiera napoletana, la torta ricotta e pere nonché la crostata al torrone, una vera delizia. Diplomato all’IPSAR di Benevento, ha lavorato presso prestigiosi locali come: Sportinclub di Pampeago e Villa Artimino di Signa (Fi) allievo dello chef stellato Fabio Rossi.

Dr. Harry di Prisco
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Nuovo volo Royal air Maroc Da Napoli per Casablanca

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Le ali del Marocco

Ottime connessioni verso Marocco, Africa Subsahariana, New York e Nairobi

La flotta dell’ Royal Air Maroc ècomposta da cinquantacinque aerei di ultima generazione, gli ultimi due sono arrivati nel 2013. Tecnologia e sicurezza poi sono i fattori chiave nelle strategie della compagnia. I posti a sedere, in pelle, sono particolarmente ampi e ognuno con un monitor da 15,3, anche gli spazi a disposizione dei viaggiatori sono maggiori. Il programma d’intrattenimento è molto curato, tutto in linea con i servizi propri di una Compagnia di linea come la RAM. Particolari attenzioni vengono riservate ai clienti Business che godono di banchi check-in riservati e accesso a sale VIP in tutti gli aeroporti in cui fanno scalo. Dopo aver lanciato nel 2015 i nuovi voli da Torino e Venezia , che si sono aggiunti agli scali già serviti di Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Bologna , Royal Air Maroc, compagnia di bandiera del Marocco, continua nel suo programma di Flotta_flotteDescriptionespansione in Italia inaugurando il 28 marzo 2017, la nuova linea diretta Napoli Casablanca .
Questo nuovo volo collegherà l’aeroporto Napoli Capodichino con Casablanca, hub della compagnia, e sarà operativo con 3 frequenze settimanali nelle giornate di martedì, giovedì e sabato.
Il volo partirà da Casablanca alle ore 12.35 con arrivo a Napoli alle 16.35 e ripartirà alle ore 17.35 con arrivo a Casablanca alle ore 20.00. Grazie a questo ottimo operativo , saranno possibili molteplici collegamenti con le città più importanti del Marocco, tra queste, Marrakech, Agadir, Fez, Ouarzazate e Tangeri ed altre . L’offerta lancio è di € 120 tasse incluse per voli di andata e ritorno da Napoli a Casablanca con un bagaglio di 23 kg in stiva ed un bagaglio di 10 kg in cabina già inclusi nel prezzo.
Delle ottime coincidenze saranno assicurate anche verso le 30 destinazioni dell’Africa Subsahariana servite dalla compagnia, tra cui Dakar, Abidjan, Accra, Lagos, Ouagadougou, Praia e Sal, con tariffe lancio a partire da 390 € tasse incluse. Inoltre, RAM, dopo essersi consolidata come primo vettore per l’Africa occidentale , dallo scorso anno opera verso l’Africa Orientale servendo l ‘aeroporto di Nairobi. Su questa destinazione la compagnia offre una tariffa promozionale a partire da 430 €, tasse incluse. La franchigia bagaglio per l’Africa prevede 2 pezzi da 23kg da imbarcare in stiva più un bagaglio a mano da 10kg, inclusi nel prezzo.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Royal Air Maroc offre un’ottima connessione da Napoli per New York attraverso lo strategico hub di Casablanca con partenza dal Marocco alle 22.30 . La tariffa promozionale parte da 411 € tasse incluse per voli di andata e ritorno. Sono disponibili dall’Italia anche altre possibilità di viaggio, sulle linee Royal Air Maroc, verso le altre destinazioni delle Americhe, tra cui San Paolo, Rio de Janeiro, Washington e Montreal.
I programmi di fidelizzazione hanno vantaggi sempre maggiori: Safar Flyer , Safar Flyer Corporate e Safar Flyer Famiglia validi anche sui nuovi voli da Napoli. Quest’ultimi permettono agli iscritti l’accredito di miglia utili per ottenere premi tra cui biglietti gratuiti , upgrade, bagagli extra e tante altre gradite sorprese. Informazioni disponibili sul sito www.royalairmaroc.com
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Croazia – Il Festival dedicato al mare e ai marinai “Giornate nella Baia”!

rota Palagruzona 240610Croazia – Il Festival dedicato al mare e ai marinai “Giornate nella Baia”!

Dall’8 all’11 settembre 2016 sull’isola di Hvar, nella città di Stari Grad, si terrà
il Festival del mare “Giornate nella Baia”.

La città più antica dell’isola, Stari Grad, fondata dai Greci nel 384 a.C. con il nome di Pharos, compie 2400 anni e li festeggia con il festival del mare e dei marinai.

L’organizzatore del festival invita a partecipare gli equipaggi con le loro imbarcazioni tradizionali.

Spese a carico dell’organizzatore:
– il biglietto del traghetto per la macchina, per il rimorchio, per la barca e per i membri dell’equipaggio a bordo (andata e ritorno), per la tratta Split-Stari Grad-Split.
– il carico e lo scarico delle barche a Stari Grad.
– trattamento di pensione completa per 4 membri dell’equipaggio a bordo, se non ci sono le regata, rota palagruzona 20909condizioni (cabina) per dormire sulle barche.

Se uno dei membri dell’equipaggio o tutti dormono a bordo, in questo caso, saranno assicurati i pasti insieme con gli altri partecipanti.

Se arrivano più navi in un gruppo o più membri di un’associazione, c`è la possibilità di organizzare un programma ad hoc.

Modalità per iscrizioni alla gara: dal 1 agosto fino al 10 settembre all’indirizzo e-mail regata@cronaves.som tel. 00385-21-483 111 www.cronaves.com

Dopo aver partecipato alle regate, alle sfilate d’imbarcazioni tipiche del Mediterraneo (battane, gondole, gozzi ecc.) conoscerete tante altre meraviglie per chi ama la storia, come il Monastero dei Domenicani, le numerose chiese e musei. Fa da cornice l’intera città che ha mantenuto nel tempo un’atmosfera autentica. Scoprirete il castello di Tvrdalj, la residenza estiva del poeta Petar Hektorovic (1487-1572). La piana di Stari Grad, la più grande e la più fertile delle isole adriatiche, si protende su una superficie di 6 Km dall’insenatura di Vrboska fino all’insenatura di Stari Grad, è inserita dal 2008 nella Lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. In questa zona si trovano quasi 120 siti archeologici, risalenti dalla preistoria fino al Medioevo.
http://www.stari-grad-faros.hr/en/
Per gli amanti del gusto assaporate le tipiche pietanze locali e degustate i vini autoctoni.
Famoso: il merletto di agave, originario di Hvar, considerato un bene immateriale sotto l’egida dell’UNESCO.
Per tutte le informazioni turistiche contattare: Ente Nazionale Creato per il Turismo, tel. 02 86454497, www.croazia.hr
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Duro Janeković

Document-page-012 (2)Duro Janeković
Fotografo Croato – Artista Europeo
ex chiesa di San Carpoforo (Accademia delle Belle Arti di Brera) Milano-Via Formentini 10
La mostra, organizzata dal Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Milano, nella persona del Console Generale Iva Pavić e dal Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia MUO – Zagreb, Museo nazionale delle Arti e dell’Artigianato, si potrà visitare dall’1 al 13 agosto, dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 22.00. Lunedì aperitivo di inaugurazione, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni italiane e croate.
“Duro Janeković – Fotografo Croato, Artista Europeo”: dopo il successo di Roma (Refettorio Palazzo di Venezia, dicembre-gennaio 2013-2014) e quello di Bari (sala Bona Sforza del Castello Svevo, luglio-settembre 2014) arriva a Milano una significativa selezione di immagini del fotografo zagrebese, realizzate tra il 1932 e il 1935: una vasta gamma di soggetti, temi, scatti e prospettive che Janeković ferma con il suo obiettivo. Attraverso le fotografie il visitatore approda con lo sguardo dall’altra parte dell’Adriatico e anche più lontano, nella Zagabria dagli anni ’30 del secolo scorso. Questa presentazione JANE_invito-midi un segmento importante dell’eredità fotografica croata, organizzata dal Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Milano, rappresenta un’ulteriore testimonianza del legame di amicizia e reciprocità tra Italia e Croazia. Legame questa volta rinnovato tramite la fotografia, cui la città di Milano, per storia e per intelligenza estetica, è da sempre molto sensibile.
Il contesto ospitante è questa volta la prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Brera, nella fattispecie la sobria ex chiesa di San Carpoforo nel cuore della città, che contribuisce, quale contesto storico prestato alla modernità, ad esaltare l’atmosfera rétro zagrebese, catturata dalle foto di Janeković.
Il lavoro di Duro Janeković (1912-1989) è rimasto fino a pochi anni fa completamente sconosciuto al contesto fotografico tanto croato quanto europeo eppure Janeković è stato, fra gli anni venti e trenta del XX sec., un protagonista della scena artistica zagrebese, testimone dell’influenza del modernismo europeo a Zagabria. Attraverso le sue fotografie Janeković diventa cronista della vita della sua città ad ogni livello, dalle periferie alle strade eleganti, dalle signore alle ballerine, ai miseri e agli outsiders.
Gli anni Venti e Trenta rappresentano per il fotogiornalismo, con il fenomeno dell’urbanizzazione, l’avvento della società dei consumi e la diffusione dello sport e degli svaghi di massa, anni di grande creatività. Seguendo l’esempio della tedesca “Berliner Illustrirte Zeitung” anche a Zagabria si inizia la pubblicazione di riviste illustrate come la Svijet (Il Mondo) e Kulisa (La Scena) che offrono alla fotografia una vetrina importante.
Nel 1933 Janeković diviene uno dei primi fotocronisti professionali della Croazia e le sue numerose fotocronache sono pubblicate proprio sulla rivista “Kulisa”: le sue foto notturne di Zagabria sono uniche, scattate con una esposizione lunga o doppia; le prospettive e i punti di vista fotografici di Janeković sono particolarmente intriganti se si collegano a quelli di Aleksander Rodčenko del quale sono, anche per tempo di nascita, paralleli. Le vedute dall’alto e dal basso e le composizioni diagonali dimostrano nei due autori un’eccezionale affinità e una sensibilità comuni.
In uno stile che ricorda la miglior fotografia tedesca di quel tempo, le sue fotografie sportive si concentrano in prevalenza sul movimento e sull’uso di prospettive trasversali e di angoli di ripresa inusuali. Janeković mostra uno speciale talento per l’azione ed il movimento: cogliendo la palla appena lanciata, il corridore al momento dell’arrivo al traguardo, il saltatore nello stacco. Egli stesso, sportivo appassionato, correva accanto o innanzi al concorrente, ritrovandosi così protagonista e fotografo, con risultati sorprendenti per le possibilità tecniche del tempo.
H di P
Con il Patrocinio di
MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Comune di Milano

Con il sostegno di
Ministero degli Esteri della Repubblica di Croazia
Città di Zagabria
Ente Turismo Croato
Comunità Croata di Milano
Club Amici della Croazia
EA7 Emporio Armani – Pallacanestro Olimpia Milano
BisTAČ
Chapman Taylor

Progetto scientifico di
Marija Tonković

Concept e progetto grafico edizione italiana
Alessandro Boscarino, Marco Miglio

Project Management
Elena Federica Marini

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
via F. Petrarca, 101/B
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Coordinamento
Ante Dindić

Grazie all’amichevole collaborazione di
Jasmin Repeša, coach EA7 Emporio Armani- Pallacanestro Olimpia Milano
Giovanni Iovane, prof. Accademia delle Belle Arti di Brera

Un evento
EXPO in città

L’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

DjerbaL’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

A Djerba scopriamo un paesaggio davvero caratteristico, plasmato nel corso dei secoli da comunità rurali molto legate alle loro tradizioni berbere: oliveti centenari (oltre cinquecentomila piante) si alternano a frutteti coltivati solo in parte, mentre oltre 200 mosche si posso scorgere in ogni dove, le case presentato le tipiche cupole e risplendono al sole nel loro biancore.
Omero racconta che i compagni di Ulisse, una volta giunti nella terra dei Lotofagi (cioè mangiatori di loto) e inebriati dai fiori della pianta offerti loro dagli abitanti dell’attuale Djerba, non vollero abbandonare l’isola per far ritorno alla loro patria. E come tutte le leggende hanno un fondo di verità, anche oggi chi sbarca sulla ridente isola del sud della Tunisia, viene rapito da quel che potremmo definire una forma di “mal d’africa” rendendo difficile il rientro a casa.
Qui il sole brilla tutto l’anno a illuminare tutto-un-altro-mondo, dove è ritmi sono brevi, il paesaggio ricco di verde, la gente grandemente ospite che si fa dimenticare che quel terrorismo che ha colpito così duramente ma anche è stato subito affrontato con forza. Paradosso di oggi è che la Tunisia è più sicura che mai perché i controlli a Djerba sono al Djerba-il Fortemassimo e, non essendo molto grande, e per di più essendo un isola, presenta tutti i requisiti per essere sicura.
La ministra del turismo tunisino Salma Elloumi Rekik, ha recentemente dichiarato: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente». Continua Salma Elloumi: «Certamente la situazione in Libia – spiega – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è in giro per acquistinessun problema di sicurezza in Tunisia, con i tedeschi abbiamo preparato un “manuale” che presto verrà diffuso in tutti gli hotel, i caffè e in tutte le strutture turistiche del Paese, se non verranno rispettate le norme di sicurezza si arriverà alla chiusura dell’esercizio».
Dunque un viaggio in Tunisia nella sua “perla”, Djerba, al centro del Mediterraneo, un vero paradiso ove tuffarsi e lasciarsi andare nelle onde a riappropriarsi dei nostri consueti ritmi che ci permettono di essere-in-pace-con-noi stessi.
Il suo capoluogo è Houmt Souk, che tradotto significherebbe “Città Mercato”, una piccola cittadina caratterizzata da case base con il tetto a cupola tipiche della cultura araba, (Menzel). Ma il pezzo forte di Djerba sono le sue lunghe spiagge, bianchissime e isola-Djerba-mappafinissime, bagnate da un’acqua così cristallina che vien voglia di berla, insomma il luogo giusto per passare rilassate giornate di sole. Inoltre, grazie alle fornite strutture turistiche, per i più attivi sarà possibile fare qualsiasi sport, beach volley, calcetto, tennis e qualsiasi tipo di sport e gioco acquatico.
Per fare qualche esempio il tour operator italiano Blue See Viaggi, fondato nel 2004 dal tunisino Chouat Ade (www.blueseeviaggi.it), propone l’hotel Menix da 490 euro, l’hotel Sunconnect Acqua Resort da 550 euro e l’hotel Sentido Thalasso da 680 euro per chi vuole il confort di un 5 stelle. I prezzi includono il volo a/r, i trasferimenti in out, il soggiorno per 7 notti all inclusive, sedie a sdraio e ombrelloni gratis in piscina e sulla spiaggia. Quindi una serena vacanza a portata di tutte le tasche e così vicina a casa nostra.
Continuando il nostro viaggio nell’entroterra, oltre a trovare i mercatini di Houmt Souk dove l’imperativo deve essere “contrattare”, potremo trovare nel villaggio di Hara Sghira una artigianato di Djerbadelle sinagoghe ebraiche più antiche del mondo, ovvero la Sinagoga di El Ghriba, famosa poiché conserva un’antica copia della Thora nei cosiddetti “cilindri d’argento”. Per quanto riguarda la cultura islamica, nel villaggio di Sidi Brahim potrete vedere due moschee turche e la Zaouia. Infine per i più avventurosi il viaggio nell’isola di Djerba può continuare con le escursioni nel deserto a Tozeur e Douz, o con quella nei villaggi di Hara Kbira e Hara Srira, luoghi ancora arcaici e incontaminati.
Ancora si può proseguire a visitare nell’isola la seconda città per importanza che è Midoun, situata in una regione agricola. Qui si fa notare il costume particolare delle donne, che portano un vestito di cotone con larghe strisce arancioni con un tradizionale cappello di paglia a larghe falde.
Disseminate nell’isola sono i “menzel”, fattorie tipiche di Djerba, case di un bianco immacolato con un frutteto cinte da un muro. La felicità degli abitanti la si può leggere nei loro grandi occhi, non mancano i campi, i granai e le cisterne che forniscono tutto ciò che è necessario ad animali ed uomini. Con lo sviluppo del turismo questa civiltà contadina sta lasciando il posto alle nuove professioni al servizio dei numerosi turisti che da ogni dove la piscina di un Hotelgiungono a Djerba grazie al moderno aeroporto. Nell’isola vi è un’importante attività per la produzione di vasellame di argilla grezza e tradizionali oggetti della vita quotidiana, i cui esempi più antichi sono esposti nel museo di Guellala, una mostra permanente ospitata in un edificio privato. Sono presenti belle collezioni di costumi (berberi, arabi, ecc.) e sposi vestiti da vari villaggi dell’isola (sposa di Houmt Souk, sposo ebreo d’Hara Kebira). Il museo ospita anche strumenti musicali, gioielli (berberi e beduini), vecchi libri e ceramiche smaltate (ciotole e piatti in uso in occasione di matrimoni o vacanze).
La cittadina, al centro di una zona ricca di argilla, si trova sulla costa meridionale dell’isola, essa è celebre per la bravura dei suoi vasai, la cui attività risale ad epoche remote: letteralmente iqellalen significa “vasai”. Fin dall’ingresso nel villaggio si viene colpiti dalla quantità di vasi e oggetti in argilla ammucchiati lungo le strade e accanto alle case ed ai laboratori.
Il Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Houmt Souk vale la visita, sia per le sue collezioni di costumi, gioielli e ceramiche, sia per il quadro che le ospita. Il museo è composto da varie sale che presentano ancor oggi una decorazione notevole. La incantevole stazione balneare di Zarzis è poco distante, qui vi sono lunghe spiagge vicine a lussureggianti palmeti e al pittoresco porto di pescatori, dove accostano barche cariche coccodrillodi spugne.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Lunarossa. il Pomodoro campano risplende sul Golfo di Napoli

pomodorini di CorbaraLunarossa. il Pomodoro campano risplende sul Golfo di Napoli

Polpa, passata, concentrato. Sono tre prodotti della lavorazione del pomodoro che vanno impiegati in modo totalmente diverso con utilizzi differenti. Il pomodoro, l’elemento base della Dieta Mediterranea merita una maggior attenzione dall’acquisto al suo utilizzo in cucina. Occorre quindi creare una “cultura del pomodoro” per una maggiore consapevolezza del suo valore gastronomico, oltre che economico e salutare. Proprio per seguire questi principi, la giornalista enogastronomica Monica Piscitelli e il sommelier Tommaso Luongo hanno dato appuntamento domenica 22 maggio agli operatori ed ai food lovers ad una serata direttamente sul mare dalle ore 18,30 al Circolo Rari Nantes, sulla scogliera di Santa Lucia, per un evento dal poetico nome di “Lunarossa, il pomodoro risplende sul Golfo”. Sarà una serata dedicata al pomodoro eccellente campano in collaborazione con il Salone del vino VitignoItalia in programma al Castel dell’Ovo, dal 22 al 24 maggio. Un evento dedicato al pomodoro campano in una location mozzafiato sul mare del Golfo più bello del Mondo. Gli ideatori dell’evento e promotori del progetto “Sommelier del Pomodoro”, hanno scelto la giornata inaugurale di Vitigno Italia, alla sua XII edizione. L’oro rosso campano sarà il protagonista indiscusso: sua Maestà il Pomodoro. Ad interpretarlo, con lo speciale impasto iposodico all’acqua di mare, il Maestro pizzaiolo pomodorino di CorbaraGuglielmo Vuolo, volto di Eccellenze Campane Mare e ideatore della prima Carta dei pomodori d’Italia all’opera su una delle creazioni del maestro Stefano Ferrara sistemata a cielo aperto. Con lui il panificatore Stefano Pagliuca di Melito che proporrà una Bruschetta d’autore insieme alla cucina del Circolo Rari Nantes che ospita l’evento su invito.
L’oro rosso è quello dei piccoli produttori dell’agro nocerino sarnese che parteciperanno a “Basiliche e Pomodoro” a Cimitile. Durante l’aperitivo sarà illustrato il progetto dedicato al pomodoro campano, rappresentato da uno dei suoi più significativi esponenti: il Pomodorino di Corbara, con Carlo D’Amato che presenterà il succo di pomodoro alla base dei cocktail “Sommelier del Pomodoro” elaborati da un barman professionista della sezione Campania dell’Aibes e che saranno abbinati con il Piedirosso delle aziende vitivinicole del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
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