Festa del Pescatore a Marta: un successo che fa ben sperare

le pietanze di pesceFesta del Pescatore a Marta: un successo che fa ben sperare

“Un successo incredibile per una manifestazione che ha dell’autentico. Il ritorno della Festa del Pescatore se, da un lato, è stata la festa di Marta, dall’altro è stata la festa del Lago di Bolsena, del suo territorio e di tutte le sue tipicità a cominciare dal pesce, unica e vera risorsa”. E’ quanto ha dichiarato Maurizio Lacchini, Sindaco del comune di Marta, all’indomani della chiusura della kermesse che in due giorni ha visto il lungolago del Borgo dei Pescatori -incantevole angolo martano dove si possono ancora ammirare le famose imbarcazioni da pesca di origine “etrusca” tirate a riva e incontrare i pescatori intenti alla manutenzione delle loro reti- essere preso letteralmente d’assalto da un’incredibile folla in attesa di gustare le specialità preparate dagli organizzatori. “Il successo, continua Lacchini, non va solo al Comune, alla Pro Loco o  al “Circolo Culturale Lisoni, ai cui rappresentanti va il mio personale ringraziamento e quello dell’intera amministrazione  per l’intensa e disinteressata opera prestata in questa occasione, ma va soprattutto al protagonista principale che si chiama “pesce di lago”. Anche per questo abbiamo voluto dedicare, fra le attività programmate, un incontro per dibattere le problematiche della pesca sul bacino del Lago di Bolsena e al pesce come il convegno a Martarisorsa per lo sviluppo economico e turistico dell’intero territorio lacuale. La presenza di un folto gruppo di giornalisti provenienti non solo dalla nostra Regione, ma anche dalla Campania, dall’Emilia Romagna e dall’Umbria, cui abbiamo voluto riservare un’incantevole escursione sul lago alla scoperta, da vicino, dell’Isola Martana e della Bisentina, contribuirà a proiettare l’immagine del territorio, le sue bellezze artistiche e ambientali, oltreché enogastronomiche, anche fuori dei confini regionali”.
Il successo della manifestazione significa anche una maggiore propensione al consumo del pesce di lago? E’ presto per dirlo. La tradizione gioca comunque un ruolo decisivo a favore di questo prodotto che, non va dimenticato, è assurto in passato agli onori della più alta letteratura nazionale (l’anguilla fu celebrata da Dante nella “Divina Commedia” e da Pellegrino Artusi, il maggiore gastronomo italiano, nel suo celeberrimo “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”) e delle mense papali (famosa è rimasta la passione di Papa Martino IV per le anguille del Lago di Bolsena). Oggi anche altre tipologie di pescato, come il luccio, la tinca, il coregone, il lattarino e il persico sono entrate a far parte delle preparazioni di molte ricette del territorio. E non si pensi al pesce di lago come ad un prodotto meno gustoso e saporito rispetto a quello di mare. Sono due prodotti diversi che vanno giudicati singolarmente senza comparazioni. La Festa del Pescatore a Marta è nata inconsciamente anche per rispondere a questa esigenza: far gustare un prodotto a chilometro zero, pescato e consumato quotidianamente, con gli ingredienti (olio, pomodorini, spezie, ecc.) che solo il territorio circostante può garantire.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell.       3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Esteban Villalta Marzi al PAN di Napoli: C(h)aracter Pop a cura di Gianluca Marziani

rev89900(1)-oriEsteban Villalta Marzi al PAN di Napoli: C(h)aracter Pop a cura di Gianluca Marziani

Dal 7 settembre 2017 il PAN|Palazzo delle Arti di Napoli ospiterà la mostra personale di
Esteban Villalta Marzi, dal titolo “C(h)aracter Pop”, a cura di Gianluca Marziani, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con L’Istituto Cervantes di Napoli.
In anteprima mondiale a Napoli, I’antologica racconta I’universo pittorico di uno tra i massimi esponenti della New Pop Art, la corrente che dagli anni Ottanta sta rigenerando I’estetica della Pop Art per riflettere sulle realtà politiche e sociali del nostro tempo.
In più di quarant’anni dedicati alla pittura, Villalta Marzi ha reinterpretato con originalità le icone e le atmosfere della tradizione spagnola e italiana, usando un linguaggio espressivo che attinge anche alla cultura nordamericana e orientale.
II cinema, il fumetto, le tradizioni e le tendenze generazionali offrono all’artista italo-spagnolo gli spunti per rielaborare immagini da svariati contesti, con tematiche riprese a intermittenza durante la sua carriera.
Attraverso i cicli pittorici che rappresentano il percorso di EVM, acronimo di Esteban 8626 -Villalta Marzi, la mostra al PAN presenta una selezione di opere in cui personaggi come supereroi,ballerine di flamenco e toreri dipinti su originali scenari barocchi rivelano un proprio carattere, da cui il titolo della mostra stessa. Da Hulk raffigurato accanto a una ballerina a Batman che balla il flamenco, i protagonisti dei quadri appaiono, infatti, decontestualizzati e riletti secondo modalità complesse e mai didascaliche, dentro una dimensione in cui emerge la loro forza e personalità. I “Blood Runners”, gli “Ice Guys”, le “EVM Girls” con i loro tacchi altissimi e la loro sensualita da nuovo millennio, saranno visibili al PAN insieme agli altri personaggi che hanno accompagnato I’artista lungo la sua carriera.
Come spiega il curatore della mostra, i personaggi non si limitano a inquadrare un’estetica ma definiscono un contesto storico e una critica sociale, si veda il caso della “Movida madrilena” o del graffitismo urbano, fenomeno anticipatore della Street Art.
La mostra antologica evidenzia un percorso artistico di profonda coerenza estetica che ha definito negli anni un territorio con un forte carattere, il territorio hyperpop di EVM.
INIVITO C(H)ARACTER POP EVMLa New Pop Art e una derivazione successiva della Pop Art, una “Seconda onda artistica Pop”, creata da artisti il cui merito e stato quello di rigenerare I’estetica Pop per riflettere, in chiave rinnovata, sulle realtà politiche e sociali in corso.
II progetto espositivo, oltre 40 anni di pittura dentro e attorno alla figurazione, mostra
I’evoluzione per gradi e tematiche dentro un’estetica esplosiva, con una selezione di opere che delineano personaggi di carattere, universali, impressivi e narrativamente aperti.
La linea curatoriale ha diviso la mostra per epoche e tematiche, con una selezione di opere riprese a intermittenza lungo una carriera in cui hanno vinto la coerenza estetica e I’omogeneità tematica. La cultura Pop e qui espressa nel senso più ampio, le radici spagnole e il carattere italiano si fondono con attento equilibrio, mescolando la carnalità drammaturgica del mondo spagnolo con la teatralità narrativa dell’universo italiano, rappresentato attraverso originali sfondi barocchi. II Barocco, ultimo linguaggio universale prima della cultura Pop, entra cosi in corto circuito con quest’ultimo, creando una metodica complessa come quella della New Pop Art.

Biografia
Esteban Villalta Marzi nasce a Roma il 28 Novembre 1956. Vive e lavora tra Roma, Madrid e Palma di Majorca. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, dal 1978 inizia a esporre in Italia e nelle principali città europee. A New York e stato protagonista al MOMA’S Coffee in occasione dell’opera teatrale di Dario D’Ambrosi tratta da “A Clockwork Orange” di Anthony Burgess. Nei primi Anni Ottanta, da vero antesignano dei graffiti pittorici, crea pitture ambientali sui muri urbani, nelle discoteche, nei negozi, sui set cinematografici. Lo invitano alla prima “Biennale di Arte Mediterranea” a Barcellona insieme ad artisti come Andrea Pazienza, Marco Tamburini, Pedro Almodovar, Alberto Garcia-Alix, Fabio McNamara, Eva Liberty… il ciclo degli esordi ha un titolo profetico: GRAFFITISMI. Sempre negli Anni Ottanta viene premiato per due anni con la borsa di studio del museo Art et Histoire di Ginevra. In
quei giorni dipinge negli spazi della prestigiosa “Halle sud” diretta da Renate Cornu. A
Ginevra realizza una personale presso la galleria Care-off, iniziando poi una collaborazione con il gallerista Erik Frank, il primo a portarlo per diverse edizioni ad Art Basel.
Comincia subito dopo il ciclo ESPRESSIONISMO FEROCE, segnato dalla chiara influenza di Parigi, città in cui I’artista risiede per un breve ma intenso periodo. A meta degli Anni Ottanta torna a Madrid e inizia una collaborazione con la galleria Juana de Aizpuru. Vince anche la borsa di studio della Casa Velasquez.
Tra gli anni Ottanta e Novanta diventa un membro attivo del movimento artistico “Movida Madrilena”, confermandosi come uno dei maggiori esponenti della Pop Art europea. Viene invitato dal Museo Sainsbury Centre For Visual Arts (insieme ad artisti come Eduardo Arroyo, Equipo Cronica, Ouka Lele, Carlos Pazos, Dis Berlin) per la mostra “Spain is Different” (1998).
Da quel momento la critica lo annovera tra i più maturi rappresentanti della cosiddetta “New Pop Art”.
Torna quindi a Roma dove si dedica a diversi cicli pittorici. Uno di questi cicli,
e GESTUALITA POP dove I’artista rappresenta, quasi sempre in close up, gesti quotidiani che hanno come protagoniste le mani. I vari cicli non vengono mai abbandonati dall’artista, al contrario la sua natura onnivora trasforma ogni singolo tema con innesti ed evoluzioni continue. Inizia negli Anni Novanta la serie di toreri cattivi dal titolo TOREROS MALEVOS. E’ la nascita di una lunga collaborazione con il curatore Gianluca Marziani che nel 1997 presenta la sua personale BLOOD RUNNER presso lo studio Soligo di Roma. Di questo periodo sono anche le ballerine di flamenco e i personaggi della cultura spagnola, raccolti assieme nell’installazione “Corrida Notturna”, esposta alla Fundacio Miro per la sua personale del 2001. In seguito presenta I’evoluzione dei suoi graffitismi con la serie SUPEREROI (che appunto erano i personaggi principali degli Anni Ottanta), alternando questo primo ciclo con
i manga delle serie ICE GUYS e BOYS & GIRLS. Attualmente EVM ha ripreso con forza il ciclo
FETISH, essendo questo il tema centrale dei suoi ultimi lavori che rappresentano la sua tappa più intuitiva e personale.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

La Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore

uno scorcio del quartiere anticoLa Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore
Il nuovo look della Medina di Fès

La Medina di Fès ha un nuovo look. Il quartiere storico della città imperiale è infatti nella fase finale di un ampio progetto di ristrutturazione di 27 siti storici e monumentali, un intervento  con investimenti di oltre 55 milioni di euro interamente dedicati alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale della città. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, Fès ha 1.200 anni di storia. L’importante operazione di restauro è nata dall’esigenza  sia per  la rivalorizzazione degli edifici di interesse storico, sia per dare un nuovo slancio economico e sociale alla Medina avvalendosi della produttività delle realtà locali tradizionali, coinvolgendo le maestranze della regione. Ora visitare la città è più facile grazie al nuovo volo diretto dell’Air Arabia Maroc (www.airarabia.com) che collega, con un moderno Airbus A320,  Roma a Fèz il Lunedì (partenza ore 23,40 – arrivo 1,40) e il Giovedì (partenza ore 21,30 volo AIRARABIA 3O407 –  arrivo 23,30 ); da Fèz a Roma il Lunedì (partenza ore 19 – arrivo 22,50) e il Giovedì (partenza ore 16,50 – arrivo  20,40), sempre secondo l’ora locale. In tal modo il collegamento aereo diretto con l’Italia aumenta a sette scali: Bergamo, Venezia, Bologna, Torino-Cuneo, Roma-Fiumicino, Napoli e Catania, tutti a tariffa ridotta, consentendo così un maggior numero di scambi turistici e per affari.
dolci marocchiniLa città di Fès fu il polo commerciale del Marocco, aperto al mondo ed alla diversità culturale e religiosa. Fès non si limita a rappresentare il centro artistico e culturale del Regno, ma è anche custode di musica e cucina. La sua collocazione, inoltre, aggiunge ulteriore fascino al suo prestigio. Fès è situata infatti su una delle punte del triangolo turistico magico il cui perimetro include Meknès, altra città imperiale, le rovine romane di Volubilis e il borgo di Ifrane, nascosto fra i cedri sulle alture del Medio Atlante.
Molto più di una semplice evasione, Fès conduce dolcemente il visitatore di un giorno, o di una vita, in una nuova dimensione spazio-temporale. Per viaggiatori che sanno apprezzare l’arte di vivere e desiderano provare l’esperienza del savoir-faire marocchino. Le ragioni per visitarla sono molteplici, si tratta della più antica città imperiale del Marocco, ricca di storia e di fascino, vera culla della cultura marocchina in cui le lancette dell’orologio sono ferme da secoli. Gli hotel hanno tutti i comfort e vi sono alberghi per ogni esigenza, da quelli in cui il lusso è davvero accentuato, a quelli per tutte le tasche. Per visitare la città sono stati allestiti sei itinerari  per scoprire i vari aspetti del centro, ecco i temi: “Mura e fortificazioni”, “Fès el-Jdid”, “il quartiere andaluso”, “monumenti e souk”, “artigianato”, “giardini e palazzi andalusi”. Durante l’escursione sarà possibile vedere i giardini, come quelli di Jnan Sbil, Riad Moqri, Dar e Batha e i palazzi andalusi: una magnifica testimonianza della ricca storia di Fès, dell’architettura ispano-moresca dei suoi palazzi e dell’eleganza dei giardini ombreggiati.
Fès è suddivisa in tre quartieri: Fès el-Bali (centro storico); Fès el-Jdid (città imperiale) e Fès ville nouvelle (città nuova). Due antiche cittadelle, Borj  Nord e Borj Sud, delimitano la città ed offrono una splendida veduta panoramica dall’alto  da dove si possono ammirare tramonti mozzafiato.
Capitale storica del Marocco, fondata nell’anno 808 da Moulay Idriss II, una città-museo a cielo aperto. Numerosi sono i monumenti religiosi e civili racchiusi tra le sue mura: Bab Boujloud, la principale porta di ingresso alla Medina. Questa magnifica porta, ornata da mattonelle decorative in stile moresco-andaluso, si apre sulla Talaa el Kebira (la Grande Salita), una delle due strade principali del centro storico. La Medina, edificata nel IX secolo, un vero e proprio dedalo di oltre 9.400 stradine e vicoli con souk, moschee, mederse ed edifici storici. In essa si aprono le botteghe degli oltre 30.000 artigiani e 11.000 laboratori artigianali che mantengono viva la loro arte  ancestrale. Le preziose mattonelle smaltate dei vasai, le ceramiche o ancora le maioliche decorate con il celebre blu cobalto, contribuiscono ad accrescere la reputazione di eleganza di cui gode la città. Il vicino Medio Atlante è una riserva di profumi ed essenze che forniscono materie naturali impiegate dagli ebanisti nei loro intarsi ispirati ai palazzi, alle finestre ed  alle sculture. Nel celebre quartiere dei conciatori si producono valigie, babbucce, divanetti, selle e cinture. Una visita è di rigore  ad una conceria. Da una terrazza si potrà ammirare  come gli operai addetti alla tintura delle pelli, lavorino immersi in vasche dove sono sciolti i colori vegetali: il papavero per il rosso; la menta per il verde; lo zafferano e la curcuma per il giallo; l’indaco per il blu; l’antimonio per il nero. Negli ultimi anni le tinture chimiche stanno sostituendo quelle vegetali. Le pelli lavorate vengono trasportate a dorso d’asino nei vicini cimiteri per l’asciugatura. Alcune persone protette a malapena con degli stivali e guanti, sono dediti alla prima fase di lavorazione: il trattamento con calce viva. Sono in corso dei lavori edili per rendere navigabile il fiume che si trova nelle vicinanze della conceria.

Faro di cultura

L’università Quaraouiyine, la più antica università del mondo, è stata edificata nell’anno 859, prima di Bologna (1119) e Oxford (1229). Al suo interno sono conservati numerosi manoscritti rari. In essa vi è anche una moschea, che porta il  medesimo nome, vero e proprio gioiello della Medina, è un simbolo della città di Fès. Secondo la tradizione, l’università fu  fondata da una donna, Fatima El Fihriya. Nel corso del tempo, questo luogo di preghiera è diventato un importante centro di diffusione dei saperi più antichi: teologia, giurisprudenza, filosofia, matematica, astrologia, astronomia sono state studiate e trasmesse dai più grandi nomi dell’epoca, ove insegna attualmente il Prof. Fassi Fihri,  peccato che si può visitare solo dall’esterno. Varie sono le mederse, antiche residenze universitarie destinate all’insegnamento accademico e religioso. La più nota è la medersa Bou Inania, unica nel suo genere per la sua imponenza, con il minareto e l’orologio idraulico. Da vedere anche la medersa Al  Attraine, perla dell’architettura merinide, nonché il museo delle Arti e dei Mestieri del legno, collocato nell’antico caravanserraglio riconvertito Fondouk Nejjarine. La visita darà modo di ammirare il panorama dall’alto del tetto. Altro museo è  quello delle Arti e delle Tradizioni marocchine, l’edificio costeggia i giardini di Boujloud. Questo antico palazzo in stile andaluso racchiude mirabili tesori dell’arte tradizionale di Fès e della sua regione: legno scolpito, ricami, zellij, ferro battuto, gioielli, monete e tappeti. Nello scorso mese di giugno si è tenuto il Festival des Musiques Sacrées du Monde, che è il festival della pace, del dialogo e dell’avvicinamento tra popoli e culture.

Wellness e Hammam

Il savoir-faire marocchino passa anche attraverso il palato. Una raffinata gastronomia ed una varietà di profumi e sapori sono da gustare: Tajiine, couscous, pastilla che combina il sapore del dolce e del salato, sapori unici da assaporare durante il soggiorno in città. Per scoprire rituali e trattamenti di bellezza antichi non c’è nulla di meglio che un Hammam popolare o uno stabilimento termale, ai luoghi più tradizionali si possono anche preferire le SPA degli hotel di lusso o dei sontuosi riad della Medina. In entrambi i casi ci si troverà nelle mani di massaggiatori esperti che utilizzano articoli di origine naturale, prodotti locali come l’olio di Argan, il sapone nero di Fès o come il ghassoul, argilla minerale tipica della regione, che rigenera la pelle. Poco fuori Fès vi sono le terme di Moulay Yacoub, situate in collina, dalle sorgenti termali sgorga un’acqua sulfurea e salata. Le terme di Sidi Harazem, poco distanti, hanno una sorgente di acqua ricca di minerali curativi per le malattie del fegato e dei reni. Sono note fin dal secolo  XVI per le loro virtù terapeutiche.
Ifrane la piccola Svizzera del Marocco

Il villaggio, ad un’ora di macchina da Fès, è un luogo ideale per una fresca gita in montagna nel Medio Atlante. Contornata dalla più grande foresta di cedri al mondo,  in cui vive una comunità di docili macachi che volentieri accettano cibo dai turisti, pronti a mettersi in posa per la foto di rito. Vari laghetti e corsi d’acqua creano delle coreografiche cascate. Nel comprensorio turistico “Le vie dei cedri” è possibile praticare molteplici attività: escursioni, pesca alla trota nelle acque del lago e sci sugli altipiani di Michlifen o Jbel Hebri nei mesi invernali.
Per i più pigri vi è un trenino che condurrà alla scoperta di artigiani  che lavorano manualmente tappeti, cesti di rattan e ceramica. Vi è anche un hotel di lusso che offre servizi di alto livello e i cui prezzi sono certamente non elevati.

Volubilis la Pompei del Sud

E’ il principale sito archeologico del Marocco. Particolarmente interessante sarà la visita agli scavi dell’antica città romana e delle sue imponenti rovine. Verso il 285 d.C., quando i romani lasciarono Volubilis per Tangeri, la città antica, situata in piena campagna vicino all’attuale Meknès, perse progressivamente la sua importanza. Fra i reperti del luogo, classificato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si possono ammirare mosaici particolarmente elaborati che ornavano i pavimenti delle sontuose dimore.

Per maggiori informazioni:

www.visitmorocco.com
www.espertidelmarocco-pro.it
info@turismomarocco.it
https://it-it.facebook.com/EnteNazionaleTurismoMarocco/
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell.       3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Estate a Danzica!

il molo Monte CassinoDanzica (7)Estate a Danzica!

La cittadina Baltica della Polonia in estate si veste di luce

La città di Danzica è situata sul bordo orientale della Baia di Danzica, nella parte meridionale del Mar Baltico. Danzica sorge sulle rive del fiume Motlawa un ramo del delta della Vistola, la quale si divide in due canali formando l’isola Spichrzów e l’isola Olowianka. Inoltre è attraversata ad est dalla Vistola Morta.Essa è situata nell’area fluviale di Zulawy mentre le sue estremità orientali si affacciano sulla Laguna della Vistola. La città è circondata da piccoli colli e colline, ricoperti di boschi, che non superano i 100 metri di altezza. Ogni anno – grazie anche all’aumento dei collegamenti diretti low-cost con diverse città italiane – cresce il flusso di il castello dei Templari (3)visitatori italiani che scelgono come meta dei loro viaggi Danzica e la sua regione, la Pomerania. Perfetto per un city break, l’agglomerato urbano chiamato delle tre città (composto da Danzica, Sopot e Gdynia, che insieme contano 750mila abitanti) attrae sempre più turisti da ogni angolo d’Europa per le sue bellezze artistiche e architettoniche (che vanno dal gotico in mattoni al manierismo di ispirazione fiamminga e anseatica, dall’eclettismo del periodo della Belle Epoque al razionalismo di moda fra le due guerre mondiali), per la sua splendida natura (una costa di dune e ampie spiagge di sabbia bianca, lagune, vaste estensioni boschive, ondulate regioni costellate di laghi), per la sua storia tempestosa che ne ha fatto, come disse Napoleone, “la chiave di tutto” (qui il primo settembre del 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale e sempre qui nel 1980 è nata Solidarność, all’origine della caduta del Muro di Berlino), per la sua superba cucina in cui si mescolano sapori antichi e genuini di terra e di mare e per la sua ricca e vivace attività culturale. Una grande varietà di eventi e manifestazioni in ogni campo si svolgono nel corso di tutto l’anno, anche se Danzica e la regione della Pomerania intensificano la loro attività nel campo della cultura e dell’intrattenimento, in grado di soddisfare ogni età e ogni gusto, soprattutto, come è naturale, nella bella stagione. Che sia in cerca di emozioni sportive, di nuove esperienze culinarie o di festini musicali, il visitatore curioso qui troverà qualcosa di stimolante in grado di soddisfare ogni gusto e ogni età, la noia è bandita! Per l’estate ecco alcune proposte scelte tra il fitto calendario di spettacoli, eventi e manifestazioni che questa splendida regione affacciata sul Baltico offre ai viaggiatori in cerca di nuove mete e nuove emozioni.

FETA – Festival internazionale dei teatri all’aperto e di strada
dal 13 al 16 luglio, Danzica
Uno dei più importanti e affascinanti festival dei teatri all’aperto e di strada giunto quest’anno alla ventunesima edizione: decine di gruppi si esibiscono presentando i loro spettacoli gratuiti nella cornice del centro storico di Danzica per un pubblico appassionato che nel 2016 ha raggiunto il tetto delle 30.000 persone.

Fiera di S. Domenico
29 luglio-20 agosto, Danzica
Non esiste estate a Danzica senza la Fiera di S. Domenico. Una delle fiere all’aperto più importanti d’Europa e molto probabilmente la più antica. La manifestazione è il biglietto da visita della città fin dal 1260. Più di mille bancarelle che offrono le specialità e l’artigianato locali, nonché tutte le meraviglie del mondo, e tanti eventi di contorno, come concerti o parate in costume – tutto ciò, unito alla splendida atmosfera che vi regna, rende Danzica un luogo straordinario pulsante di energia positiva. Assolutamente da non mancare.

Festival Internazionale di Musica per Organo
luglio-agosto, Danzica
Oliwa, una volta capitale dell’ordine dei cistercensi, in seguito quartiere residenziale di Danzica – si trova all’interno di un disegno di strade e case nobiliari, dei veri e propri tesori: la cattedrale con gli interni in stile barocco custodisce l’antico organo, uno dei più grandi al mondo, reso particolare dalle immagini poste sulle canne che si muovono al suono dell’organo, ogni giorno vengono eseguiti dei concerti. Nella Cattedrale di Oliwa a luglio/agosto, ormai da 50 anni, si svolge il Festival Internazionale di Musica per Organo, il più antico festival della Polonia dedicato a questa musica così particolare. Il Parco di Oliwa, con i suoi stupendi giardini, è circondata da tesori, come: il Museo Nazionale di arte contemporanea; il Granaio dell’Abbazia con opere etnografiche e il Museo Diocesano che racchiude pregevoli opere di arte orafa. Per maggiori informazioni: www.polonia.travel/it

Harry di Prisco

La Thailandia si presenta

IMG_1301La Thailandia si presenta

Il Paese del sorriso, del wellness e della natura rigogliosa, misterioso e pieno di fascino

La Thailandia offre ai visitatori un mondo ben diverso da quanto siamo soliti vedere nella nostra vecchia Europa, tutti gli abitanti sorridono e sono estremamente cortesi. Tradizioni, culture, religione e tanto altro non somiglia a nessun altro Paese. Il  wellness è qui una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione, proponendo pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta che favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

IMG_1523La Sezione Visti dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok ha rilasciato, prevalentemente per turismo,  nel 2016 oltre 33 mila visti, in aumento dell’ 1,7% rispetto all’anno precedente. Il target è di persone di  ceto medio/alto e con un’alta capacità di spesa. Il turista thailandese raramente organizza di persona il proprio viaggio; preferendo rivolgersi ai tour operator, associando il viaggio alla visita ad altri Paesi europei, per una durata media di 10-15 giorni. Fenomeno più recente ma in forte crescita, è quello dei gruppi “incentive” in visita in Italia. Si tratta di viaggi premio organizzati da grandi società per i propri dipendenti o i propri promotori, che sempre più spesso scelgono l’Italia come destinazione preferita. Anche Il flusso di turisti italiani in Thailandia risulta in crescita. Secondo le statistiche ufficiali nel 2016 i turisti italiani che hanno visitato la Thailandia sono stati circa 265.000. I visitatori italiani rappresentano circa lo 0,8% del numero dei turisti totali (circa 32,5 milioni in totale nel 2016, con forti tassi di crescita).

 La Thailandia risulta quindi meta sempre più gradita dai nostri connazionali. Di questi argomenti si è discusso nel mese scorso a Chiang Mai alla fiera TTM + 2017 presso IMG_1464l’International Exhibition and Convention Centre (CMECC). Si tratta del centro esposizioni e congressi internazionali fra i più grandi centri  fieristici del sud-est asiatico, con uno spazio utile di 60.000 metri quadrati. Fra gli obiettivi della Fiera vi è stato quello di dare visibilità alle PMI che da sole non possono partecipare a grandi eventi globali.

Per raggiungere la destinazione la compagnia Thai Airways effettua collegamenti diretti da Roma e da Milano con moderni vettori (www.thaiairways.com/it) ed ecco che, in meno di dieci ore, si è proiettati in un mondo quasi magico, misterioso e pieno di fascino, basato su  insegnamenti buddisti della convivenza pacifica e il rispetto degli altri, con la compassione per le sofferenze altrui e l’amore verso il prossimo. Questi principi consentono una visione diversa dell’esistenza e del rispetto della natura, con la quale si è a diretto contatto.

La Thailandia, per la sua posizione geografica e dotazione infrastrutturale, nonché nella prospettiva del mercato unico, si pone quale ‘hub’ ideale per insediamenti produttivi che guardano all’intera regione. Trainata dall’aumento dei consumi interni, l’economia thailandese presenta fondamentali macroeconomici in buono stato. I trend sono tornati a crescere nel 2016 (PIL +3.2%) anche se vi è stato un rallentamento delle esportazioni nel 2015. Secondo le previsioni, il PIL nel 2017 aumenterà del 3.8%. La classe media rimane in rapido aumento e, in particolare nella capitale Bangkok ( 8,25 milioni di abitanti), dispone di un reddito pro capite ben più alto rispetto alla media nazionale. Vi è un’ elevata propensione al consumo, soprattutto verso beni provenienti da Paesi come l’Italia, che godono di un’immagine estremamente favorevole in termine di gusto e qualità.

Un esempio di economia autosufficiente è dato dal Baan Na Ton Chan Homestay. Il villaggio di Ban Na Ton Chan è un piccolo villaggio circondato da alberi di Chan, che danno il nome al villaggio. Il borgo è famoso  ed è il centro dell’industria turistica Homestay, il cui progetto  ha dato molte opportunità al popolo locale nel loro sviluppo attraverso l’industrializzazione rurale, che ha consentito un aumento del reddito diffuso tra i suoi abitanti. I visitatori sono sempre i benvenuti. Essi possono assistere alla dimostrazione del processo del tessuto fermentato nel fango e alle antiche tecniche di tessitura, nonché acquistare prodotti fatti a mano presso il negozio situato nel negozio del villaggio. Si può anche pranzare con gli abitanti con i piatti tipici locali cotti alla maniera tradizionale.

Se si vuole davvero iniziare a conoscere la storia e la cultura dei thai bisogna cominciare proprio da Chian Mai  e  Lampang con i suoi parchi protetti dall’UNESCO, dove vi sono i templi edificati nel 1300. La Thailandia del nord offre esperienze culturali e spirituali ed emozioni  uniche, come la visita di Chian Mai  che è la più grande città, anche dal punto di vista culturale, della Thailandia del nord. Si trova a circa 700 km da Bangkok. La Rosa del Nord è percorsa dal fiume Ping e conta più di 300 templi (quasi quanti Bangkok), caratteristica questa che le conferisce un fascino particolare. Qui si possono fare corsi di meditazione e cucina thai. Il regno del wellness si può trovare alla SPA di lusso Rarinjinda, dove dopo il rituale della lavanda dei piedi,  si effettuano i famosi  massaggi tailandesi di vario tipo. Un’escursione di una mattina al Doi Inthanon lascerà un ricordo indelebile. Con i suoi 2.565 metri  è la montagna più alta della Thailandia. Nel parco sono presenti diverse cascate che si raggiungono dopo un agevole percorso di trekking nella boscaglia, ove vivono 362 specie di uccelli. Per andare alla scoperta delle radici dell’antico regno, a cui la storia fa risalire la nascita dell’attuale regno di Thailandia, bisogna visitare i parchi storici di Sri Satchanalai e Sukhothai, magari noleggiando una bici, essi sono poco distanti tra loro e sono stati inseriti dall’UNESCO nel  Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sono due parchi tenuti benissimo ricchi di templi immersi nel verde e con stagni che li lambiscono quasi che danno una sensazione di pace interiore per chi li visita. La città di Lampang è anch’essa ricca di antichi templi. Fu la capitale del regno di Hariphunchai fondato verso il VII secolo. Un crocevia culturale fino all’inizio del XX secolo, quando era un centro importante per il commercio del legno di teak.

Per maggiori informazioni : www.turismothailandese.it

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell.       3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

L’Egitto vi aspetta a braccia aperte Alla riscoperta della Napoli egiziana

il-museo-egizio-Tutankhamon

Il museo egizio Tutankhamon

L’Egitto vi aspetta a braccia aperte Alla riscoperta della Napoli egiziana

Antico Egitto Giza Sfinge

Antico Egitto Giza Sfinge

Napoli è stata sempre legata da epoca remota all’Egitto. Reperti si trovano non solo nel Museo Nazionale, la cui collezione egiziana è stata da poco riaperta al pubblico, ma anche passeggiando per il centro storico. Un esempio notissimo è quello del “Corpo di Napoli”, emblematica statua raffigurante il fiume Nilo – più volte danneggiata e restaurata – poco distante dalla Cappella Sansevero e Piazza San Domenico in cui sono ancora misteriosi i simboli voluti dal Marchese per la Cappella funebre dei suoi avi. Caratteristici poi i luoghi dell’antica Regio Nilensis, quartiere Alessandrino di Neapolis, con le chiese intitolate al Nilo.
Gli Egiziani: un popolo misterioso e glorioso che per millenni ha fatto parlare di sé e continua a farlo in ogni angolo della Terra.
Negli ultimi tempi nel nostro paese si è considerata questa meta come da scartare perché ritenuta non sicura. L’Egitto non è meno sicuro di tante altre destinazioni, che mai hanno avuto rinunce da parte dei turisti e attende con fiducia gli italiani, da sempre considerati i migliori turisti che l’Egitto possa avere. I turisti giapponesi, cinesi, tedeschi, francesi, spagnoli e tanti altri hanno continuato a visitare l’Egitto, anche in numero rilevante.
Proprio per sfatare questa paura, l’Ente del Turismo Egiziano in Italia ha predisposto dal sei al tredici marzo un Fam Trip nell’Egitto Classico, in tutta sicurezza data dai massimi controlli negli hotel, nei musei e in aeroporto, organizzato dal tour operator Interline International Travel, a cui hanno partecipato oltre venti agenti di viaggio del Lazio, della Sardegna, della Sicilia, della Basilicata, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte, in pratica provenienti quasi da ogni dove dello stivale.
Un programma di otto giorni durante il quale i nostri connazionali hanno navigato sul Nilo per 4 notti, scendendo dalla nave per visitare gli splendidi siti di Karnak, Luxor, Edfu, Komombo e rimanere stupiti non soltanto davanti a tutti quegli antichi monumenti ricchi di storia, ma anche di fronte alle bellezze naturali di Assuan, soprattutto quando l’imbarcazione si è diretta da Luxor verso la città dove è sepolto l’Aga Khan con le stupende case nubiane multicolori.
Una escursione al monumento di Ramses II ad Abu Simbel, che fu trasportato in un luogo sicuro per non essere sommerso dalle acque della grande diga.
Il Cairo affascina poi per i tesori che racchiude: le piramidi di Cheope, Kefren e Micerino; la sfinge; la barca solare del faraone Cheope; la piramide a gradoni a Sakkara; la piccola sfinge e la grandiosa statua di Ramses II a Menphis.
Il viaggio non poteva essere completo senza la visita al Museo Egizio, con i suoi cinquemila reperti ritrovati quali corredo funebre del faraone-ragazzo Tutankhamon.
Ma il Cairo è anche una città moderna con palazzi di pregio che quasi nascondono la moschea blu e il vasto mercato del Khan el Khalili, dove è consuetudine offrire ai visitatori il tè alla menta.
L’Ente del Turismo Egiziano in Italia, al fine di promuovere il paese, sta organizzando numerosi eventi che stanno riscuotendo molto interesse da parte degli italiani. Gli agenti di viaggio che hanno partecipato all’educational hanno così potuto vedere con i propri occhi le stupende bellezze che questa terra racchiude e constatare il livello di sicurezza assicurato ai turisti, anche se passeggiando da soli. Certamente vedremo gli italiani tornare alla scoperta di quelle che furono le nostre comuni origini europee in un paese che merita di essere visitato.

Guarda gli altri articoli di Harry di Prisco

Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Napoli e Marrakech : gemelle diverse non più divise

DSCF0144

Napoli e Marrakech : gemelle diverse non più divise
Inaugurato il volo diretto della Royal Air Maroc Napoli Casablanca

Marrakech e Napoli cosa hanno di comune queste città? Hanno una Medina vecchia con stradine strette e tortuose brulicanti di venditori con le loro bancarelle; entrambe sono state capitali di un regno, la prima, città – affascinante e bellissima – fondata nel 1062 presenta forti influenze andaluse nei suoi edifici, come del resto Napoli, costruiti in pietra arenaria dando alla città il soprannome di “città rossa” o “città d’ocra”; hanno poi un aeroporto internazionale. Questo facilita i collegamenti grazie alla compagnia di bandiera del Marocco Royal Air Maroc che, continuando nel suo programma di espansione in Italia, ha aperto nei giorni scorsi il collegamento diretto da Napoli a Casablanca. I voli vengono effettuati il martedì, giovedì e sabato con partenza alle 17,35 e arrivo alle 20, l’offerta lancio a/r è di euro 120 tasse incluse. La coincidenza per Marrakech, attraverso il terzo terminal inaugurato a dicembre 2016 per far fronte alla crescita dei traffici passeggeri, si prende poco dopo l’arrivo dell’aereo e in meno di un’ora si giunge nella stupenda città rossa, la più importante delle quattro città imperiali. Marrakech è una città di profondi contrasti, in cui la modernità è all’insegna della tradizione e nella quale convivono a stretto contatto l’estrema povertà dignitosa dei suoi oltre un milione di abitanti, con l’agiatezza di ricchi e facoltosi turisti che alloggiano in alberghi extra lusso o che frequentano i due campi da Golf. Royal Mansour, La Sultana, Le Méridien N’Fis, Jardins de la Medina, La Mamounia solo per citarne alcuni, nei quali gli standard europei sono ampiamente superati, dotati di ogni confort anche per il turismo d’affari, con un quid in più: la disponibilità di tutto il personale, di ogni livello, a contatto con gli ospiti per soddisfare ogni esigenza prima ancora che venga manifestata. Dagli alberghi ai locali notturni il passo è breve, ci si trova a visitare una città by night che non ci si aspetta di trovare. Il tour non può che iniziare dal Jad Mahal, nel quartiere dei grandi hotel dell’Hivernage, il quale più che un luogo è un’esperienza. Il ristorante è illuminato da tante candele ed è fra i più trendy, glamour, sensuale ed elegante della città: ballerine russe in succinti costumi che richiamano i cosacchi e danzatrici del ventre si esibiscono fra i tavoli per la gioia dei clienti, mentre dei mangiafuoco propongono i loro numeri nella veranda, ma le sorprese non finiscono e gli spettacoli vengono continuamente rinnovati. Al centro della Medina si trova il grande bazar del Souk. Qui si discute il prezzo con trattative spossanti, ma, come dicono in Marocco, un terzo del prezzo iniziale è già un furto! Le strade del mercato hanno come copertura una tettoia fatta di canne intrecciate, allo scopo di filtrare la luce solare. Migliaia i piccoli negozi e le botteghe artigianali che offrono i loro articoli: spezie colorate e profumate; specchi luccicanti; pentole di terracotta per preparare il piatto tipico tajine; babbucce in pelle;oggetti in argento; tappeti fatti a mano; lanterne di ferro battuto; lampade in ottone; mestoli in legno di cedro; supporti per candele; teiere in ottone incise e vassoi da tè utilizzati nel servizio tradizionale. Di veramente tipico è la lavorazione di borse e sandali da parte di esperti artigiani che utilizzano vecchi copertoni di auto. La specialità del luogo è l’originale olio di Argane, che si può acquistare nelle tante erboristerie nei due tipi: per cucinare, ricco di vitamina C e omega 3, o per uso cosmetico da utilizzare per i capelli e per il massaggio del corpo. Nei negozi di erboristeria si possono comprare anche i “grani del paradiso” con effetto – dicono – del nostro viagra. Nel mentre si contratta viene offerto tè alla menta che viene servito già zuccherato, versato da una teiera a becco ricurvo in piccoli bicchieri. Con il tè si accompagnano i dolci shebakia (biscotti con sesamo e spezie, in genere serviti durante il Ramadan), tortine di pasta con frutta secca o torte al formaggio.
La piazza Djemaa El-Fna è il cuore della Medina, il cui nome arabo significherebbe “raduno dei morti”, in ricordo delle esecuzioni capitali che vi avevano luogo. Un vero circo a cielo aperto, di notte è un grande ristorante dove vengono arrostite vari tipi di carne su braci di legno. Di giorno tutto cambia, si incontrano: acrobati, danzatrici, incantatori di serpenti, musicisti, dentisti ambulanti, cantastorie, disegnatrici di tatuaggi con henné e venditori di acqua nei loro caratteristici costumi sgargianti con tanti campanelli e capienti otri. Allora perché non approfittare dei nuovi voli diretti della Royal Air Maroc in partenza da Napoli? E’ possibile andare la mattina in ufficio, passare da casa a prendere la valigia, ed eccoci pronti a partire per l’avventura sognata sin dalla nostra infanzia: a Marrakech si vedranno: strutture architettoniche arabeggianti, danza del ventre, un’esplosione della natura nel palmeto ricco di 180 mila piante e poco distante l’immenso deserto. Fantaviaggi? ma no, al costo di poco più di una gita fuori porta eccoci proiettati in un mondo in cui gli usi e le tradizioni millenarie sono cosi diversi e pur così simili.

Guarda gli altri articoli di  Harry di Prisco

visita i siti
www.royalairmaroc.com
www.visitmorocco.com
 www.marrakech.travel

email info@turismomarocco.it

Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Il fascino del Sahara nell’ Oasi di Tozeur

image001 (1)Il fascino del Sahara nell’ Oasi di Tozeur

Un viaggio incantevole nel grande sud tunisino

La Tunisia si sta preparando alla stagione estiva con tante iniziative per rilanciare la destinazione. La nuova Tunisia democratica, nata dopo la “rivoluzione del Gelsomino”, ha come prima regola la sicurezza e il rispetto l’uno dell’altro. La Tunisia si conferma il paese del nord Africa più vicino a noi per le tradizioni del nostro sud e a cui siamo legati da vincoli di antica amicizia. Un Paese tranquillo che fa sognare, dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove si può scoprire l’eccezionale patrimonio culturale e le tradizioni originarie, dove si possono apprezzare i paesaggi inondati di luce e le meraviglie del mare. la Tunisia guarda con fiducia al futuro e i dati forniti dall’Ente del Turismo Tunisino degli arrivi dei turisti sono confortanti: nel 2015 hanno visitato la Tunisia 1.304.253 turisti europei (compresi i russi); nel 2016 il numero è salito a 1.415.334, con un significativo più 8,5%. Il turismo da lavoro ad un milione di persone che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi del comparto.

image004Il Festival delle oasi alle porte del Sahara

Confortanti anche i dati del turismo verso il Grande Sud del paese, nella regione di Tozeur/Gafsa: arrivi 5461 visitatori, grazie all’aeroporto internazionale, dal primo gennaio 2016 al primo gennaio 2017, con un incremento del 41,03%, la durata media del soggiorno è stata di 1,70. Per le strade di Tozeur, cittadina alle porte del deserto, si è svolto in questi giorni il trentottesimo Festival delle Oasi, coinvolgendo gli abitanti e i visitatori che hanno ballato insieme al ritmo di antichi strumenti musicali delle tribù nomadi. Tamburi e pifferi sono stati suonati da gruppi folcloristici in vistosi costumi, provenienti anche da altri paesi africani. Di sera mille luci hanno rischiarato le cupole e i palazzi della tranquilla cittadina che per quattro giorni è stata la capitale della danza, della musica e delle espressioni artistiche più vere, in uno dei luoghi più attraenti del Paese. Il turismo sahariano è fra quelli più suggestivi: si può infatti praticate il quad tra le dune di Onk Jmel; il carro a vela sullo Chott el-Jerid; il trekking a piedi sulle piste dell’Atlas o in cammello di un’ora oppure di otto giorni, tra un’oasi e l’altra; il golf in un impressionante scenario di rocce e di palme; è possibile poi provare l’emozione di sciare sulle dune. La sabbia è come il mare, nasconde tesori e segreti e andarli a scoprire crea emozioni affascinanti.

image005 (1)Il colori della Medina

Una emozione del tutto particolare si prova nel visitare l’antico quartiere “Ouled Hadef” con le sue viuzze strette, gli alti muri, i passaggi a volta che formano un dedalo di ombre e luci. I biondi mattoni di argilla e sabbia sono posizionati con una particolare tecnica per sfruttare una maggior superficie ombrata, formando disegni geometrici davvero bellissimi. Una curiosità: le porte d’ingresso delle case sono a due battenti; quello destro ha due battiporta, uno in alto per gli uomini e uno in basso per i bambini. La porta di sinistra ha un solo battente ed è per le donne. I battiporta hanno dei suoni diversi, in tal modo il padrone di casa potrà sapere chi bussa alla porta.
image002 (2)Museo Dar Cherait

In questo singolare museo privato si possono vedere numerose testimonianze della civiltà tunisina, nonché visitare la galleria d’arte con una collezione di pitture antiche e moderne. Il museo, sicuramente il più interessante di tutto il Sud del paese, ospita una collezione di oggetti d’arte del periodo che va dal XVII sec. al XX sec., provenienti dalla Tunisia e dalle principali regioni dell’impero Ottomano. Inoltre tutte le sere viene presentato uno spettacolo che racconta la storia delle Mille e una Notte.

image003 (2)Le palme da dattero

La visita ai palmeti, fra i più belli della Tunisia, è davvero suggestiva, si può effettuare in calesse o in bici; vi sono centinaia di migliaia di palme da dattero, alcuni dicono siano centomila alberi, altri trecentomila. Per avere dei frutti che raggiungano una dolcezza ottimale, occorre che per la maturazione vi sia una temperatura di circa trenta o quaranta gradi. I datteri freschi sono più salutari e meno calorici. Quelli essiccati hanno una concentrazione zuccherina più elevata e possono essere conservati fino a sei mesi. I datteri sono ricchi di sali minerali e vitamine, nonché di fibre, da sempre vengono utilizzati dalle popolazioni africane per combattere la fatica.

image008Il set di Guerre Stellari

Il set cinematografico dove sono state girate alcune scene di uno degli episodi di Star Wars: “Una nuova speranza”, è poco distante da Tozeur. Il luogo è da anni abbandonato. Sono in tutto circa venti costruzioni su 10mila metri quadrati dove George Lucas ambientò il “porto spaziale” di Mos Espa, dove visse su Tatooine Shmi e Anakin Skywalker, più noto come Dart Fener.

Harry di Prisco

Croazia Ful Of Stars

Croazia Ful Of Stars
Il ristorante Monte di Rovigno in Croazia ottiene la prima stella Michelin

Ottimi vini, squisito tartufo bianco e pregiato olio di oliva, questi gli ingredienti base della straordinaria cucina mediterranea della Croazia che entusiasma buongustai di tutto il mondo grazie alla sua varietà di piatti e la qualità degli ingredienti. L’ottima offerta gastronomica locale ora è stata resa ufficiale, il ristorante Monte a Rovigno, nella foto fornita dall’ Ente Nazionale Croato per il Turismo, è il primo in Croazia ad aver ottenuto una stella dalla prestigiosa Guida Michelin e sicuramente conquisterà ancora di più gli amanti della buona tavola. Inoltre, i visitatori hanno la possibilità di scegliere tra una varietà straordinaria di ristoranti della Croazia che sono elencati nella guida Michelin.
“Siamo orgogliosi che i ristoranti croati sono consigliati ed elencati in questa guida. In particolare, siamo felici che uno dei ristoranti della Croazia riceva la stella Michelin, un prestigioso riconoscimento della nostra proposta gastronomica e della nostra offerta turistica in generale.
Un tale riconoscimento sarà un grande incentivo per tutti nel settore del turismo, in particolare per i ristoratori, perché è il modo migliore per promuovere sulla scena internazionale la gastronomia croata. Il vantaggio dell’offerta gastronomica croata è la disponibilità, durante tutto l’anno, d’ingredienti freschi che offrono l’opportunità per la creazione di menù eccellenti.”
ha detto il Ministro del Turismo croato, Gari Cappelli, congratulandosi con il ristorante per il premio ricevuto. “La prima stella Michelin e l’inserimento di altri ristoranti in questa Guida è un grande riconoscimento per l’intero settore del turismo croato, ed è uno stimolo per incrementare la promozione del turismo enogastronomico e per la Croazia in generale. Siamo particolarmente entusiasti per la prima stella Michelin assegnata al ristorante Monte, con il quale ci congratuliamo sia con i proprietari sia con lo chef. Il criterio per ottenere l’assegnazione della stella Michelin è un processo complesso e il sistema di monitoraggio è tenuto segreto, il che rende tale riconoscimento
ancora più prestigioso. Consideriamo questa una grande opportunità per realizzare e sviluppare ulteriormente lo scenario gastronomico croato e sarà una grande motivazione per tutti gli chef “, ha aggiunto il Direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo, Ratomir Ivicic.

La Croazia distesa lungo il Mare Adriatico, vicina all’Europa Centrale, è un Paese che vanta un ricco patrimonio culturale. Oggi, la storia si combina alla perfezione con uno spirito giovane e un’energia vibrante, che la rendono irresistibile a coloro che cercano un’esperienza di soggiorno diverso. Per tutto l’anno, si può godere di una bellezza naturale mozzafiato, di coste sconfinate, di una gastronomia variegata, di avventura, sport e wellness. Che si esplori il centro storico di Dubrovnik, Sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, si passi da un’isola all’altra nell’arcipelago di Spalato, si vada a caccia di tartufi in Istria, si faccia parapendio intorno ai Laghi di Plitvice, ci si addentri per le stradine e i passaggi nascosti di Zagabria, si faccia birdwatching a Kopacki rit, si faccia festa per tutta la notte sulla spiaggia Zrce di Novalja o si passi del tempo in famiglia sulla spiaggia di Zlatni Rat, la Croazia soddisfa davvero ogni esigenza di vacanza.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito: http://croatia.hr

Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina

il piatto vincente di Mirko Ricci

Cozza Tarantina

Lo chef Mirko Ricci vince l’XI concorso del Festival della Cozza Tarantina
All’Hotel Dora di Pozzilli la tavolo rotonda “Le Pietanze della Memoria”

La finale del “Festival della cucina italiana con la Cozza Tarantina” si è svolto presso l’Hotel Dora di Pozzilli (Isernia). Tanti chef di tutto lo stivale si sono contesi il trofeo di campione 2016.
Il vincitore è risultato MIRKO RICCI del Park Hotel Ricci di San Giorgio del Sannio (Benevento)che ha vinto con la pietanza “Cavatelli con julienne di zucchine, cozze tarantine e gorgonzola dolce”, seguito da Gaetano Minervini del Ristorante L’Affresco di Isernia con la pietanza “Chicchi di riso mantecati alle cozze tarantine e pachino su vellutata di patate al sentore di zenzero, sfoglia di pane e broccoli” e, al terzo posto, da Gianfranco Anzini della Villa Aristea di Frasso Telesino (Benevento) con la pietanza “Cavatelli, cozze e asparagi”. Il giovane chef Alberto Cozzolino, già concorrente al Festival, ha presentato un piatto fuori concorso mentre lo chef Pino Marino ha offerto un dolce di sua creazione con crema al limoncello. La commissione giudicatrice, composta da giornalisti ed esperti di settore, ha dovuto impegnarsi al massimo per assegnare la palma della vittoria allo chef Ricci, data l’alta preparazione degli altri concorrenti.
il vincitore Mirko RicciIl concorso gastronomico è stato ideato dal Cav. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, con lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. Il Festival è una manifestazione che si svolge in varie città della nostra penisola, imitato da operatori interessati alla promozione di altri prodotti del territorio, e si è affermato come valido mezzo di comunicazione delle specificità del mollusco tarantino, allevato nel Mar Piccolo di Taranto, in aree sottoposte a rigidi controlli da parte delle autorità preposte che ne certificano la provenienza, la qualità e l’igienicità. La protagonista della serata è stata quindi la cozza tarantina, di cui sono state appositamente portate a Pozzilli ben 350 chili, e che è stata utilizzata nell’agguerrita gara dagli chef concorrenti i quali si sono avvalsi di tutta la loro esperienza e fantasia per mettere in risalto le qualità organolettiche proprie del mollusco nelle sei pietanze in gara. La città di Taranto in tal modo si presenta con uno dei suoi prodotti di eccellenza per invogliare sempre più turisti a riscoprire i suoi tesori di arte e paesaggistici. La manifestazione è stata preceduta da una tavola rotonda dal tema: “Le pietanze nella memoria” introdotta dalla relazione del Prof. Gavino Maresu, già docente di gestione delle imprese e degli eventi turisti all’Università degli Studi di Genova. Hanno partecipato: il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli (Is);il sindaco di Scapoli Renato Sparacino;i giornalisti Cristina Latessa, Maria Teresa Lamberti, Luigi Torelli, Anna Goffi; Emilia Vitullo del Rotary Club Isernia, Giovanna May studiosa della cucina di tradizione; il direttore agrario Mario Stasi;l’enogastronomo Pasquale Di Lena e docenti dell’IPSAR Le Streghe di Benevento.Gli chef partecipanti alla finale (vincitori delle varie tappe eliminatorie) sono stati collaborati dai padroni di casa: l’executive chef Adriano Cozzolino e lo chef Pino Marino dell’Hotel Dora di Pozzilli.
Il trentacinquenne vincitore Mirko Ricci è figlio d’arte, il padre è il notissimo chef executiv Nicola, opera nel locale di proprietà Ricci Park Hotel di San Giorgio del Sannio, ove propone una cucina tipica locale, mediterranea, per le intolleranze alimentari, vegetariana nonché vegana. Mirko è anche un bravo pasticciere, famosa la sua delizia allo Strega, la pastiera napoletana, la torta ricotta e pere nonché la crostata al torrone, una vera delizia. Diplomato all’IPSAR di Benevento, ha lavorato presso prestigiosi locali come: Sportinclub di Pampeago e Villa Artimino di Signa (Fi) allievo dello chef stellato Fabio Rossi.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Nuovo volo Royal air Maroc Da Napoli per Casablanca

boing 747-400 Royal Air MarocNuovo volo Royal air Maroc Da Napoli per Casablanca

Le ali del Marocco

Ottime connessioni verso Marocco, Africa Subsahariana, New York e Nairobi

La flotta dell’ Royal Air Maroc ècomposta da cinquantacinque aerei di ultima generazione, gli ultimi due sono arrivati nel 2013. Tecnologia e sicurezza poi sono i fattori chiave nelle strategie della compagnia. I posti a sedere, in pelle, sono particolarmente ampi e ognuno con un monitor da 15,3, anche gli spazi a disposizione dei viaggiatori sono maggiori. Il programma d’intrattenimento è molto curato, tutto in linea con i servizi propri di una Compagnia di linea come la RAM. Particolari attenzioni vengono riservate ai clienti Business che godono di banchi check-in riservati e accesso a sale VIP in tutti gli aeroporti in cui fanno scalo. Dopo aver lanciato nel 2015 i nuovi voli da Torino e Venezia , che si sono aggiunti agli scali già serviti di Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Bologna , Royal Air Maroc, compagnia di bandiera del Marocco, continua nel suo programma di Flotta_flotteDescriptionespansione in Italia inaugurando il 28 marzo 2017, la nuova linea diretta Napoli Casablanca .
Questo nuovo volo collegherà l’aeroporto Napoli Capodichino con Casablanca, hub della compagnia, e sarà operativo con 3 frequenze settimanali nelle giornate di martedì, giovedì e sabato.
Il volo partirà da Casablanca alle ore 12.35 con arrivo a Napoli alle 16.35 e ripartirà alle ore 17.35 con arrivo a Casablanca alle ore 20.00. Grazie a questo ottimo operativo , saranno possibili molteplici collegamenti con le città più importanti del Marocco, tra queste, Marrakech, Agadir, Fez, Ouarzazate e Tangeri ed altre . L’offerta lancio è di € 120 tasse incluse per voli di andata e ritorno da Napoli a Casablanca con un bagaglio di 23 kg in stiva ed un bagaglio di 10 kg in cabina già inclusi nel prezzo.
Delle ottime coincidenze saranno assicurate anche verso le 30 destinazioni dell’Africa Subsahariana servite dalla compagnia, tra cui Dakar, Abidjan, Accra, Lagos, Ouagadougou, Praia e Sal, con tariffe lancio a partire da 390 € tasse incluse. Inoltre, RAM, dopo essersi consolidata come primo vettore per l’Africa occidentale , dallo scorso anno opera verso l’Africa Orientale servendo l ‘aeroporto di Nairobi. Su questa destinazione la compagnia offre una tariffa promozionale a partire da 430 €, tasse incluse. La franchigia bagaglio per l’Africa prevede 2 pezzi da 23kg da imbarcare in stiva più un bagaglio a mano da 10kg, inclusi nel prezzo.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Royal Air Maroc offre un’ottima connessione da Napoli per New York attraverso lo strategico hub di Casablanca con partenza dal Marocco alle 22.30 . La tariffa promozionale parte da 411 € tasse incluse per voli di andata e ritorno. Sono disponibili dall’Italia anche altre possibilità di viaggio, sulle linee Royal Air Maroc, verso le altre destinazioni delle Americhe, tra cui San Paolo, Rio de Janeiro, Washington e Montreal.
I programmi di fidelizzazione hanno vantaggi sempre maggiori: Safar Flyer , Safar Flyer Corporate e Safar Flyer Famiglia validi anche sui nuovi voli da Napoli. Quest’ultimi permettono agli iscritti l’accredito di miglia utili per ottenere premi tra cui biglietti gratuiti , upgrade, bagagli extra e tante altre gradite sorprese. Informazioni disponibili sul sito www.royalairmaroc.com
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Croazia – Il Festival dedicato al mare e ai marinai “Giornate nella Baia”!

rota Palagruzona 240610Croazia – Il Festival dedicato al mare e ai marinai “Giornate nella Baia”!

Dall’8 all’11 settembre 2016 sull’isola di Hvar, nella città di Stari Grad, si terrà
il Festival del mare “Giornate nella Baia”.

La città più antica dell’isola, Stari Grad, fondata dai Greci nel 384 a.C. con il nome di Pharos, compie 2400 anni e li festeggia con il festival del mare e dei marinai.

L’organizzatore del festival invita a partecipare gli equipaggi con le loro imbarcazioni tradizionali.

Spese a carico dell’organizzatore:
– il biglietto del traghetto per la macchina, per il rimorchio, per la barca e per i membri dell’equipaggio a bordo (andata e ritorno), per la tratta Split-Stari Grad-Split.
– il carico e lo scarico delle barche a Stari Grad.
– trattamento di pensione completa per 4 membri dell’equipaggio a bordo, se non ci sono le regata, rota palagruzona 20909condizioni (cabina) per dormire sulle barche.

Se uno dei membri dell’equipaggio o tutti dormono a bordo, in questo caso, saranno assicurati i pasti insieme con gli altri partecipanti.

Se arrivano più navi in un gruppo o più membri di un’associazione, c`è la possibilità di organizzare un programma ad hoc.

Modalità per iscrizioni alla gara: dal 1 agosto fino al 10 settembre all’indirizzo e-mail regata@cronaves.som tel. 00385-21-483 111 www.cronaves.com

Dopo aver partecipato alle regate, alle sfilate d’imbarcazioni tipiche del Mediterraneo (battane, gondole, gozzi ecc.) conoscerete tante altre meraviglie per chi ama la storia, come il Monastero dei Domenicani, le numerose chiese e musei. Fa da cornice l’intera città che ha mantenuto nel tempo un’atmosfera autentica. Scoprirete il castello di Tvrdalj, la residenza estiva del poeta Petar Hektorovic (1487-1572). La piana di Stari Grad, la più grande e la più fertile delle isole adriatiche, si protende su una superficie di 6 Km dall’insenatura di Vrboska fino all’insenatura di Stari Grad, è inserita dal 2008 nella Lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. In questa zona si trovano quasi 120 siti archeologici, risalenti dalla preistoria fino al Medioevo.
http://www.stari-grad-faros.hr/en/
Per gli amanti del gusto assaporate le tipiche pietanze locali e degustate i vini autoctoni.
Famoso: il merletto di agave, originario di Hvar, considerato un bene immateriale sotto l’egida dell’UNESCO.
Per tutte le informazioni turistiche contattare: Ente Nazionale Creato per il Turismo, tel. 02 86454497, www.croazia.hr
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Duro Janeković

Document-page-012 (2)Duro Janeković
Fotografo Croato – Artista Europeo
ex chiesa di San Carpoforo (Accademia delle Belle Arti di Brera) Milano-Via Formentini 10
La mostra, organizzata dal Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Milano, nella persona del Console Generale Iva Pavić e dal Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia MUO – Zagreb, Museo nazionale delle Arti e dell’Artigianato, si potrà visitare dall’1 al 13 agosto, dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 22.00. Lunedì aperitivo di inaugurazione, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni italiane e croate.
“Duro Janeković – Fotografo Croato, Artista Europeo”: dopo il successo di Roma (Refettorio Palazzo di Venezia, dicembre-gennaio 2013-2014) e quello di Bari (sala Bona Sforza del Castello Svevo, luglio-settembre 2014) arriva a Milano una significativa selezione di immagini del fotografo zagrebese, realizzate tra il 1932 e il 1935: una vasta gamma di soggetti, temi, scatti e prospettive che Janeković ferma con il suo obiettivo. Attraverso le fotografie il visitatore approda con lo sguardo dall’altra parte dell’Adriatico e anche più lontano, nella Zagabria dagli anni ’30 del secolo scorso. Questa presentazione JANE_invito-midi un segmento importante dell’eredità fotografica croata, organizzata dal Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Milano, rappresenta un’ulteriore testimonianza del legame di amicizia e reciprocità tra Italia e Croazia. Legame questa volta rinnovato tramite la fotografia, cui la città di Milano, per storia e per intelligenza estetica, è da sempre molto sensibile.
Il contesto ospitante è questa volta la prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Brera, nella fattispecie la sobria ex chiesa di San Carpoforo nel cuore della città, che contribuisce, quale contesto storico prestato alla modernità, ad esaltare l’atmosfera rétro zagrebese, catturata dalle foto di Janeković.
Il lavoro di Duro Janeković (1912-1989) è rimasto fino a pochi anni fa completamente sconosciuto al contesto fotografico tanto croato quanto europeo eppure Janeković è stato, fra gli anni venti e trenta del XX sec., un protagonista della scena artistica zagrebese, testimone dell’influenza del modernismo europeo a Zagabria. Attraverso le sue fotografie Janeković diventa cronista della vita della sua città ad ogni livello, dalle periferie alle strade eleganti, dalle signore alle ballerine, ai miseri e agli outsiders.
Gli anni Venti e Trenta rappresentano per il fotogiornalismo, con il fenomeno dell’urbanizzazione, l’avvento della società dei consumi e la diffusione dello sport e degli svaghi di massa, anni di grande creatività. Seguendo l’esempio della tedesca “Berliner Illustrirte Zeitung” anche a Zagabria si inizia la pubblicazione di riviste illustrate come la Svijet (Il Mondo) e Kulisa (La Scena) che offrono alla fotografia una vetrina importante.
Nel 1933 Janeković diviene uno dei primi fotocronisti professionali della Croazia e le sue numerose fotocronache sono pubblicate proprio sulla rivista “Kulisa”: le sue foto notturne di Zagabria sono uniche, scattate con una esposizione lunga o doppia; le prospettive e i punti di vista fotografici di Janeković sono particolarmente intriganti se si collegano a quelli di Aleksander Rodčenko del quale sono, anche per tempo di nascita, paralleli. Le vedute dall’alto e dal basso e le composizioni diagonali dimostrano nei due autori un’eccezionale affinità e una sensibilità comuni.
In uno stile che ricorda la miglior fotografia tedesca di quel tempo, le sue fotografie sportive si concentrano in prevalenza sul movimento e sull’uso di prospettive trasversali e di angoli di ripresa inusuali. Janeković mostra uno speciale talento per l’azione ed il movimento: cogliendo la palla appena lanciata, il corridore al momento dell’arrivo al traguardo, il saltatore nello stacco. Egli stesso, sportivo appassionato, correva accanto o innanzi al concorrente, ritrovandosi così protagonista e fotografo, con risultati sorprendenti per le possibilità tecniche del tempo.
H di P
Con il Patrocinio di
MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Comune di Milano

Con il sostegno di
Ministero degli Esteri della Repubblica di Croazia
Città di Zagabria
Ente Turismo Croato
Comunità Croata di Milano
Club Amici della Croazia
EA7 Emporio Armani – Pallacanestro Olimpia Milano
BisTAČ
Chapman Taylor

Progetto scientifico di
Marija Tonković

Concept e progetto grafico edizione italiana
Alessandro Boscarino, Marco Miglio

Project Management
Elena Federica Marini

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI

Coordinamento
Ante Dindić

Grazie all’amichevole collaborazione di
Jasmin Repeša, coach EA7 Emporio Armani- Pallacanestro Olimpia Milano
Giovanni Iovane, prof. Accademia delle Belle Arti di Brera

Un evento
EXPO in città

L’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

DjerbaL’incantevole Djerba !nella terra dei Lotofagi

A Djerba scopriamo un paesaggio davvero caratteristico, plasmato nel corso dei secoli da comunità rurali molto legate alle loro tradizioni berbere: oliveti centenari (oltre cinquecentomila piante) si alternano a frutteti coltivati solo in parte, mentre oltre 200 mosche si posso scorgere in ogni dove, le case presentato le tipiche cupole e risplendono al sole nel loro biancore.
Omero racconta che i compagni di Ulisse, una volta giunti nella terra dei Lotofagi (cioè mangiatori di loto) e inebriati dai fiori della pianta offerti loro dagli abitanti dell’attuale Djerba, non vollero abbandonare l’isola per far ritorno alla loro patria. E come tutte le leggende hanno un fondo di verità, anche oggi chi sbarca sulla ridente isola del sud della Tunisia, viene rapito da quel che potremmo definire una forma di “mal d’africa” rendendo difficile il rientro a casa.
Qui il sole brilla tutto l’anno a illuminare tutto-un-altro-mondo, dove è ritmi sono brevi, il paesaggio ricco di verde, la gente grandemente ospite che si fa dimenticare che quel terrorismo che ha colpito così duramente ma anche è stato subito affrontato con forza. Paradosso di oggi è che la Tunisia è più sicura che mai perché i controlli a Djerba sono al Djerba-il Fortemassimo e, non essendo molto grande, e per di più essendo un isola, presenta tutti i requisiti per essere sicura.
La ministra del turismo tunisino Salma Elloumi Rekik, ha recentemente dichiarato: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente». Continua Salma Elloumi: «Certamente la situazione in Libia – spiega – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è in giro per acquistinessun problema di sicurezza in Tunisia, con i tedeschi abbiamo preparato un “manuale” che presto verrà diffuso in tutti gli hotel, i caffè e in tutte le strutture turistiche del Paese, se non verranno rispettate le norme di sicurezza si arriverà alla chiusura dell’esercizio».
Dunque un viaggio in Tunisia nella sua “perla”, Djerba, al centro del Mediterraneo, un vero paradiso ove tuffarsi e lasciarsi andare nelle onde a riappropriarsi dei nostri consueti ritmi che ci permettono di essere-in-pace-con-noi stessi.
Il suo capoluogo è Houmt Souk, che tradotto significherebbe “Città Mercato”, una piccola cittadina caratterizzata da case base con il tetto a cupola tipiche della cultura araba, (Menzel). Ma il pezzo forte di Djerba sono le sue lunghe spiagge, bianchissime e isola-Djerba-mappafinissime, bagnate da un’acqua così cristallina che vien voglia di berla, insomma il luogo giusto per passare rilassate giornate di sole. Inoltre, grazie alle fornite strutture turistiche, per i più attivi sarà possibile fare qualsiasi sport, beach volley, calcetto, tennis e qualsiasi tipo di sport e gioco acquatico.
Per fare qualche esempio il tour operator italiano Blue See Viaggi, fondato nel 2004 dal tunisino Chouat Ade (www.blueseeviaggi.it), propone l’hotel Menix da 490 euro, l’hotel Sunconnect Acqua Resort da 550 euro e l’hotel Sentido Thalasso da 680 euro per chi vuole il confort di un 5 stelle. I prezzi includono il volo a/r, i trasferimenti in out, il soggiorno per 7 notti all inclusive, sedie a sdraio e ombrelloni gratis in piscina e sulla spiaggia. Quindi una serena vacanza a portata di tutte le tasche e così vicina a casa nostra.
Continuando il nostro viaggio nell’entroterra, oltre a trovare i mercatini di Houmt Souk dove l’imperativo deve essere “contrattare”, potremo trovare nel villaggio di Hara Sghira una artigianato di Djerbadelle sinagoghe ebraiche più antiche del mondo, ovvero la Sinagoga di El Ghriba, famosa poiché conserva un’antica copia della Thora nei cosiddetti “cilindri d’argento”. Per quanto riguarda la cultura islamica, nel villaggio di Sidi Brahim potrete vedere due moschee turche e la Zaouia. Infine per i più avventurosi il viaggio nell’isola di Djerba può continuare con le escursioni nel deserto a Tozeur e Douz, o con quella nei villaggi di Hara Kbira e Hara Srira, luoghi ancora arcaici e incontaminati.
Ancora si può proseguire a visitare nell’isola la seconda città per importanza che è Midoun, situata in una regione agricola. Qui si fa notare il costume particolare delle donne, che portano un vestito di cotone con larghe strisce arancioni con un tradizionale cappello di paglia a larghe falde.
Disseminate nell’isola sono i “menzel”, fattorie tipiche di Djerba, case di un bianco immacolato con un frutteto cinte da un muro. La felicità degli abitanti la si può leggere nei loro grandi occhi, non mancano i campi, i granai e le cisterne che forniscono tutto ciò che è necessario ad animali ed uomini. Con lo sviluppo del turismo questa civiltà contadina sta lasciando il posto alle nuove professioni al servizio dei numerosi turisti che da ogni dove la piscina di un Hotelgiungono a Djerba grazie al moderno aeroporto. Nell’isola vi è un’importante attività per la produzione di vasellame di argilla grezza e tradizionali oggetti della vita quotidiana, i cui esempi più antichi sono esposti nel museo di Guellala, una mostra permanente ospitata in un edificio privato. Sono presenti belle collezioni di costumi (berberi, arabi, ecc.) e sposi vestiti da vari villaggi dell’isola (sposa di Houmt Souk, sposo ebreo d’Hara Kebira). Il museo ospita anche strumenti musicali, gioielli (berberi e beduini), vecchi libri e ceramiche smaltate (ciotole e piatti in uso in occasione di matrimoni o vacanze).
La cittadina, al centro di una zona ricca di argilla, si trova sulla costa meridionale dell’isola, essa è celebre per la bravura dei suoi vasai, la cui attività risale ad epoche remote: letteralmente iqellalen significa “vasai”. Fin dall’ingresso nel villaggio si viene colpiti dalla quantità di vasi e oggetti in argilla ammucchiati lungo le strade e accanto alle case ed ai laboratori.
Il Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Houmt Souk vale la visita, sia per le sue collezioni di costumi, gioielli e ceramiche, sia per il quadro che le ospita. Il museo è composto da varie sale che presentano ancor oggi una decorazione notevole. La incantevole stazione balneare di Zarzis è poco distante, qui vi sono lunghe spiagge vicine a lussureggianti palmeti e al pittoresco porto di pescatori, dove accostano barche cariche coccodrillodi spugne.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Lunarossa. il Pomodoro campano risplende sul Golfo di Napoli

pomodorini di CorbaraLunarossa. il Pomodoro campano risplende sul Golfo di Napoli

Polpa, passata, concentrato. Sono tre prodotti della lavorazione del pomodoro che vanno impiegati in modo totalmente diverso con utilizzi differenti. Il pomodoro, l’elemento base della Dieta Mediterranea merita una maggior attenzione dall’acquisto al suo utilizzo in cucina. Occorre quindi creare una “cultura del pomodoro” per una maggiore consapevolezza del suo valore gastronomico, oltre che economico e salutare. Proprio per seguire questi principi, la giornalista enogastronomica Monica Piscitelli e il sommelier Tommaso Luongo hanno dato appuntamento domenica 22 maggio agli operatori ed ai food lovers ad una serata direttamente sul mare dalle ore 18,30 al Circolo Rari Nantes, sulla scogliera di Santa Lucia, per un evento dal poetico nome di “Lunarossa, il pomodoro risplende sul Golfo”. Sarà una serata dedicata al pomodoro eccellente campano in collaborazione con il Salone del vino VitignoItalia in programma al Castel dell’Ovo, dal 22 al 24 maggio. Un evento dedicato al pomodoro campano in una location mozzafiato sul mare del Golfo più bello del Mondo. Gli ideatori dell’evento e promotori del progetto “Sommelier del Pomodoro”, hanno scelto la giornata inaugurale di Vitigno Italia, alla sua XII edizione. L’oro rosso campano sarà il protagonista indiscusso: sua Maestà il Pomodoro. Ad interpretarlo, con lo speciale impasto iposodico all’acqua di mare, il Maestro pizzaiolo pomodorino di CorbaraGuglielmo Vuolo, volto di Eccellenze Campane Mare e ideatore della prima Carta dei pomodori d’Italia all’opera su una delle creazioni del maestro Stefano Ferrara sistemata a cielo aperto. Con lui il panificatore Stefano Pagliuca di Melito che proporrà una Bruschetta d’autore insieme alla cucina del Circolo Rari Nantes che ospita l’evento su invito.
L’oro rosso è quello dei piccoli produttori dell’agro nocerino sarnese che parteciperanno a “Basiliche e Pomodoro” a Cimitile. Durante l’aperitivo sarà illustrato il progetto dedicato al pomodoro campano, rappresentato da uno dei suoi più significativi esponenti: il Pomodorino di Corbara, con Carlo D’Amato che presenterà il succo di pomodoro alla base dei cocktail “Sommelier del Pomodoro” elaborati da un barman professionista della sezione Campania dell’Aibes e che saranno abbinati con il Piedirosso delle aziende vitivinicole del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

L’enoturismo in Tunisia sulle orme di Magon

L’enoturismo in Tunisia sulle orme di Magon

La Tunisia dalle cento sfaccettature: come da una sfera di cristallo manda la sua luce nel mondo.
Si è giunti oggi a poter dire tutto questo ammirando l’impegno del Paese amico nel presentarsi ai suoi visitatori. Lo abbiamo constatato or è poco nel mega educational di Tunisi che apre le porte ospitali attraverso la cultura, il turismo, gli sport, l’enogastronomia.
In primo luogo a testimoniare la validità – delle – attese, si parte dalla Medina della Capitale con i suoi 260 ettari di estensione in cui risiedono 100.000 persone circa che, vivendola giornalmente, consentono di preservarla; al Museo Nazionale del Bardo, collocato nel sobborgo di Lo Bardo a quattro chilometri circa ad ovest del centro. Il recente restyling ha consentito la sua completa fruibilità con sei nuovi padiglioni. Si tratta del museo archeologico più antico dell’Africa e conta sulla più importante collezione del mondo di mosaici romani. Le opere d’arte delle quattro religioni che si sono susseguite in questo Paese fanno sì che il Museo non sia solo noto per i mosaici quanto per i reperti archeologici che narrano la storia millenaria della Tunisia.
Nell’ambito del turismo, poi, viene potenziata la balneazione, il benessere, la talassoterapia e lo sport golfistico.
Il turista che sceglie il nord della Tunisia non ha che l’imbarazzo della scelta, potendo optare tanto per i siti archeologici come Cartagine, Dougga, El Diem, Baulla Regia, Sveitla, Utica e andare alla ricerca delle strutture migliori per rigenerare il corpo con la talassoterapia nelle SPA degli alberghi. In quanto alle delizie culinarie offerte ai visitatori, ricordiamo il tradizionale Bric. Si tratta di un foglio di pasta sottilissima che contiene un ripieno di carne secca, pepe e zafferano, completato con un uovo crudo messo come variante al tonno e uova.
Dal momento che stiamo dando uno sguardo alle bontà culinarie, ci vien fatto di parlare della passione tunisina per la viticultura e per l’enoturismo.
La viticoltura tunisina ha origini molto antiche, le prime attestazioni si hanno intorno all’ 815 a. C. con la civiltà fenicia grazie al trattato dell’agronomo Magon. Questo tipo di coltivazione ebbe un grande sviluppo durante il periodo cartaginese e romano. Nella penisola di Cap Bon, vicino Tunisi, gli arabi producevano un vino dolce molto rinomato. Nelle isole di Gerba e Kerkenna veniva prodotto invece un vino chiamato hasir, con la qualità d’uva detta asli, con punte di gradazione alcolica dai 16 ai 17 gradi. A Bizerta poi si preparava un vino denominato “mghelli” (bollito), che prende il nome dalla macerazione e poi bollitura dell’uva. Fu agli inizi del diciannovesimo secolo che un nutrito gruppo di coloni francesi, maltesi e italiani decisero di coltivare le proprie viti in Tunisia, a seguito dell’invasione della fillossera che imperversava in Europa.
Ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi ci sono molte joint venture per produrre e mettere in vendita il vino nei circuiti esteri, come anche sono sorte una serie di cantine-modello, per lo più dislocate nella penisola di Cap Bon, che usano impianti e tecnologie in prevalenza italiane. Utilizzando vitigni sperimentali come il Carignan, il Pinot, il Syrah, il Merlot, lo Chardonnay, il Cabernet, il Sauvignon si stanno producendo in Tunisia da qualche anno anche grandi cru.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

A Sibenik in Croazia “Taste the Mediterranean – Degusta il Mediterraneo”

`ibenik_vista dal ponte di_Krka,_CroatieSibenik

A Sibenik in Croazia “Taste the Mediterranean – Degusta il Mediterraneo”

Dal 26 al 29 maggio la città di Šibenik ospita il 3° Festival Internazionale Taste the Mediterranean/Degusta il Mediterraneo. Quest’evento speciale, vuol dire condividere buon cibo e buon vino, esso unisce gastronomia e cultura, ed è dedicato alla Dieta Mediterranea ovvero al cibo, alla cultura, alle tradizioni, ai prodotti e allo stile di vita che si sono sviluppati durante i secoli lungo le coste mediterranee.

Il ricco programma del Festival prevede: cooking show, corsi di cucina, degustazioni di vino, master class dei grandi chef internazionali, varie cene con feste e la musica tipica della regione. In tale occasione si potranno effettuare gite al Parco Nazionale della Krka e … molto altro ancora.
Tra i numerosi chef che parteciperanno, per citarne solo alcuni: Marco Stabile, chef la cattedrale di Sibenikstellato del ristorante Ora di Aria di Firenze; Lionel Levy, chef stellato del ristorante Alcyone di Marsiglia; Issam Rhachi, uno dei migliori chef marocchini, che dirige la ristorazione del Mandarin Oriental Hotel a Marrakech; Rudi Štefan, chef del ristorante Pelegrini di Šibenik, che ha appena riconquistato il titolo come migliore ristorante della Croazia e tanti altri.
Per il programma completo del Festival si può visitare il sito: www.tastethemediterranean.eu

La città fortificata di Sibenik, la più antica città della costa croata, fu costruita dai Croati attorno al IX secolo. Crebbe in contemporanea con lo sviluppo dello stato croato medievale, ed è menzionata per la prima volta nell’atto di donazione di Re Petar Krešimir IV. Non molto dopo, numerosi Stati si scontrarono per entrare in possesso della città, dagli Austroungarici agli Ottomani e ai Veneziani. La città prosperò, si estese e si sviluppò dal punto di vista culturale, artistico, marittimo, commerciale ed economico. Sotto il dominio di Venezia, durato per 400 lunghi anni, furono costruiti i più importanti monumenti storici e culturali, nonché le principali attrazioni della città odierna. Una di queste, simbolo della città, è la Cattedrale di S. Giacomo.

http://www.sibenikregion.com/it/ H. di P.

I venti anni di Roche Bobois

il 20 anni di Roche Bobois (6)

I venti anni di Roche Bobois
in collaborazione con Atout France

Un marchio francese che è sinonimo di stile e design contemporaneo. Un gusto che si è affermato anche in Italia. Un mobile Roche Bobois è la magia di un mobile dalla personalità unica fatta di tanti apporti a cominciare dal designer che lo ha ideato, agli artigiani di altissimo livello che lo hanno realizzato. Questi concetti ci sono stati esposti dall’architetto Imma Esposito: ” Vendiamo si degli eleganti mobili di uno stile del tutto particolare, ma in effetti vendiamo dei sogni, i nostri clienti amano la loro casa e le cose belle, noi non vendiamo il singolo mobile ma l’intero allestimento, facciamo il nostro lavoro con molta passione” conclude Esposito. L’occasione dell’incontro ci è stata data nel negozio di Via Jannelli a Napoli di Roche Bobois.
Il titolare, Enzo Varriale ci precisa: ”Ho trasmesso il mio entusiasmo di un lavoro di il 20 anni di Roche Bobois (3) (2)quaranta anni ad i miei figli, Salvatore e Giuseppe, che hanno aperto un analogo negozio a Firenze e che oggi festeggiano insieme a noi, anche se lontani”. I loro arredi sono al di fuori dei soliti schemi, un mobile non è ”solo” un mobile perchè esso è una cosa viva in quanto ci appartiene e ci rappresenta, in ultima analisi è parte integrante di noi. Le chiediamo quale sia allora il loro compito:” il nostro compito è quello di aiutare il cliente a capire ciò che intimamente desidera senza imporre il nostro gusto”.
Un appuntamento esclusivo, dunque, organizzato in collaborazione con Atout France Italia, Ente per lo sviluppo del Turismo Francese in Italia, pensato proprio come un itinerario immaginario attraverso le eccellenze e le bellezze di Francia, di cui ogni il 20 anni di Roche Bobois (7)showroom Roche Bobois degli otto negozi italiani, ha allestito per l’occasione un corner speciale dedicato alla Francia e ai suoi colori.
Negozi “di Francia vestiti” e un cocktail per brindare alla storia di un successo che fa parlare di sé in tutto il mondo.
In particolare, a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, Roche Bobois e Atout France hanno presentato un aperitivo con vini francesi di una regione della Francia – dalla Bretagna alla Valle della Loira, dalla Provenza alla Costa Azzurra, fino all’Alsazia, in abbinamento ai formaggi francesi – accompagnata dalla lettura di poesie e testi letterari che parlano tanto di Francia quanto di ‘comfort’, che è poi il motivo che spinge i clienti all’acquisto di mobili. Sullo sfondo, un filmato dedicato alla regione protagonista e al design Roche Bobois, ma anche foto d’autore della mostra “Route du Gôut en France”, promossa da Atout France e curata da Donatella Luccarini. Un cocktail detto “à la française” abbinato ad un esclusivo percorso olfattivo firmato dalla Maison Fragonard di Grasse, la celebre cittadina nota per i suoi laboratori di profumi.
l'ingresso del negozio di NapoliNell’occasione è stata presentata in anteprima l’edizione 2016 del magazine Rendez-vous en France, che quest’anno ha dedicato ampio spazio all’arte di vivere e al design, con un’intervista esclusiva a Nicolas Roche, direttore delle collezioni di Roche Bobois.
Si è potuto quindi assaporare a Napoli immagini e profumi di Francia e raccogliere informazioni sulle destinazioni d’Oltralpe, mete delle prossime vacanze estive, per scoprire l’anima e l’eleganza della French Art de Vivre.

Dr. Harry di Prisco
giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

 

Iberotel Apulia capitale mondiale dell’antistress

Iberotel Apulia-parco degli uliviIberotel Apulia capitale mondiale dell’antistress

Tra il 14 maggio e il 4 giugno e tra il 10 e il 30 settembre 2016 tutti i suoi ospiti potranno usufruire di trattamenti benessere gratuiti e all inclusive.
L’obiettivo? Benessere fisico e serenità mentale per ricaricarsi prima di affrontare il cambio di stagione. Niente di meglio che una pausa dedicata interamente a se stessi in un contesto naturale unico. Il resort infatti sorge nel cuore del Parco regionale litorale di Ugento e, costruito in pietra leccese dura, il carparo (da distinguersi dalle pietra morbida del barocco), interpreta l’anima del Salento: tutte le camere che vanno dalla standard alla suite si affacciano sulla tipica corte salentina dove una volta si faceva vita di vicinato e sono immerse nel silenzio di una pineta lussureggiante, che fa da chioma al mare limpido e cristallino.
Iberotel Apulia (www.iberotelapulia.com) è anche un ecoresort: prodotti a chilometro zero, riutilizzo delle acque, riduzione di immissioni di anidride carbonica nell’aria, raccolta differenziata e azzeramento dell’uso della plastica. Fattori che gli hanno fatto meritare il titolo di Campione ambientale Tui (Tui Umwelt Champion) e Gold TraveLife Award.
Basterà già una passeggiata sulla spiaggia per rigenerarsi: al tramonto con il sole che si tuffa nel mare oppure di buon’ ora, all’alba, tra le gocce di rugiada e la natura che si risveglia. Straordinario poi il parco piscine con acqua riscaldata, idromassaggi e gli scivoli per il divertimento di tutti, grandi e piccini.
wibero-cameraMa per i palati più esigenti, mentre i bambini e gli adolescenti si divertono al mini-club o all’anfiteatro, ecco ogni giorno a scelta corsi di yoga, pilates, meditazione, fitness e lifting gym®, la ginnastica facciale che viene considerata alternativa al bisturi. E in una terra che viene definita il luogo di incontro tra Oriente e Occidente non potevano mancare le discipline orientali: il qi gong, che, ispirandosi alla medicina cinese e  alle arti marziali, punta al potenziamento dell’energia interna con pratiche  di meditazione,   concentrazione mentale e controllo della respirazione. Lezioni anche di Tai Chi, la boxe cinese, che viene praticata in Occidente come medicina preventiva.
Ma ci si può divertire anche con il nordic walking, la camminata con i bastoni simili a quelli da sci, lezioni di golf con la ginnastica a corpo libero e con attrezzi (la easy line) e infine con smovey, una tecnica di profondo rilassamento  e divertimento che utilizza musica e gli anelli vibranti per armonizzare gli emisferi cerebrali.
Nella Spa, inoltre, si potrà godere dei trattamenti benessere, su richiesta (non inclusi), mirati a soddisfare ogni singola esigenza.
A tavola piatti biologici e vegetariani, centrifugati e spremute di frutta fresca per tutta la giornata.
Iberotel Apulia-parcoIl 22 maggio i massimi esperti mondiali del benessere, guidati dall’antistress coach Simon Elliot, si daranno convegno per confrontarsi e sperimentare le nuove tecniche del relax per migliorare sempre di più l’offerta ai propri clienti.
Iberotel infatti è sede permanente dell’Antistress Academy, cui fanno riferimento altri  14 resort tutti cinque  stelle che, al mondo, hanno scelto la filosofia dell’antistress: dall’Indonesia alla Grecia, da Cuba alle isole Fiji, dalla Polinesia francese all’Indonesia passando per Ucraina, Riviera francese, Austria, Cuba, Marocco, Cina, Malesia e Messico (www.antistressresorts.com). Tutti i 14 resort hanno come riferimento l’Antistress Academy dell’Iberotel Apulia per aggiornarsi e offrire sempre il meglio ai propri ospiti.

Tra il 14 maggio e il 4 giugno 2016 e tra il 10 e il 30 settembre 2016: promozioni speciali all inclusive

Iberotel Apulia Antistress Resort ****
Via vicinale Fontanelle
Casella Postale 106
73059 Marina di Ugento (LE)
tel +39 0833 93 10 02
fax. +39 0832 93 36 46
www.iberotelapulia.com
info@iberotelapulia.com

Harry di Prisco

Alberobello e la cultura dei Trulli

Grotte di Castellana-percorso disabiliAlberobello e la cultura dei Trulli
Castellana Grotte e le sue meraviglie celate

Tra le sei top destinazione Puglia, nelle prossime vacanze primaverili non si può non visitare Alberobello e Castellana Grotte. Il nostro viaggio parte da Alberobello, nella Valle d’Itria, patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Alberobello è conosciuta universalmente per i suoi trulli: costruzioni architettoniche uniche al mondo e straordinario esempio di come le strutture apparentemente più semplici, si rivelano anche le più ingegnose. Le sue caratteristiche peculiari, unitamente al fatto che gli edifici sono tuttora abitati, rendono unico il sito, che rappresenta un vestigio eccezionale di tecniche costruttive antiche, in un paese riconosciuto come una delle più importanti regioni del mondo in relazione all’architettura di pregio e all’urbanistica. Ma la cultura di un luogo non si manifesta solo negli aspetti materiali ma anche negli aspetti immateriali, che si Castellanagrotte-fanovetrasmettono di generazione in generazione attraverso la lingua, la musica, il teatro, i comportamenti, la gestualità, le pratiche i costumi e molte altre forme sociali e culturali. Alberobello risulta per questo, essere iscritta anche nella prestigiosa World Heritage List per gli aspetti immateriali della sua cultura locale. Alberobello è quindi testimonianza dell’eccezionalità di un passato sopravvissuto intatto, con le sue tradizioni culturali e architettoniche, nel mondo moderno.
Raccontare Alberobello attraverso un video “Alberobello Unesco World Heritage Site” e sognare di essere in questo paese da favola. Tutti gli eventi sono riportati sulla pagina Facebook Ufficiale del Comune:
“C’è grande voglia di fare sistema, costruire un’immagine comune e condivisa del nostro paese da presentare agli operatori e ai tour operator nazionali ed internazionali – ha dichiarato l’assessore al Turismo e vice Sindaco di Alberobello Daniela Salamida. Alla Bit abbiamo proposto Alberobello come destinazione turistica, come paese capace di accogliere il visitatore e coinvolgerlo in eventi, proposte e iniziative a sostegno di un turismo esperienziale. La Bit – conclude Daniela Salamida – abbiamo presentato il costituendo Polo Culturale Esperienziale che sorgerà nel rione Aia Piccola”.

Sant'AndreaIl Museo vivente del Trullo

Un passato che si vuole far rivivere attraverso il “Museo Vivente del Trullo” da realizzare nel Rione Aia Piccola. Il progetto della Associazione Alberobellese Arteca. Un museo vivente aperto al pubblico, un itinerario turistico culturale in cui la gente, gli alberobellesi ma soprattutto i visitatori, potranno ammirare gli abitanti di oggi vestiti come quelli di due secoli fa e immergersi nella vita e nelle attività del’epoca. Un percorso nella storia, in cui il pubblico ammira i trulli che per il “Museo Vivente” tornano ad essere botteghe e ambienti domestici, corredati da utensili e attrezzi originali. Il Rione Aia Piccola è il luogo perfetto per far rivivere l’antica atmosfera della vita quotidiana degli inizi dell’Ottocento. Guide e attori diventano gli artigiani, i contadini, le donne, i bambini, i venditori del tempo che con gesti e costumi tipici, introducono il visitatore nella storia e nel contesto ambientale di allora. Il percorso museale riproduce alcuni mestieri e scene di vita quotidiana tipici della tradizione, per ricreare un’atmosfera e una dimensione ormai lontane e dimenticate ma fortemente riflesse ancora oggi nel modo di vivere quotidiano dei pugliesi.
www.artecalberobello.it

Le Grotte di Castellana-la graveCastellana grotte emozioni sempre nuove
A pochi chilometri da Alberobello, si trovano le Grotte di Castellana, situate alle porte della Valle d’Itria. Si aprono nelle Murge sud orientali a circa 1,5 km dal Comune di Castellana Grotte.
Le Grotte di Castellana custodiscono da più di 90 milioni di anni un luogo incantato dove la natura ha generato scenari di inimmaginabile bellezza. Opere uniche, modellate dalla forza dell’acqua e celate nel buio grembo della Terra. Stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme più insolite e dalle suggestive sfumature di colore, si alternano in una continua danza ritmata dallo stillicidio che, ancora oggi, continua a nutrire tanto splendore.

Torre_Sant'Andrea-Melendugno (1)Da 77 anni, oltre 15 milioni di visitatori hanno potuto ammirare i tre chilometri di percorso sotterraneo che terminano con la meravigliosa Grotta Bianca, un’ampia caverna unica al mondo per il totale candore.
Le Grotte di Castellana sono aperte tutto l’anno e offrono visite accompagnate da guide professioniste anche in lingua inglese, tedesca e francese, oltre all’italiano. La visita completa ha un costo di 15€ e sono previste riduzioni per gruppi e convenzionati.
Le Grotte di Castellana sono state, inoltre, riconosciute le uniche grotte accessibili d’Italia grazie al progetto C. A. S. A., un’equipe di operatori specializzati, formati appositamente per far vivere a tutti i visitatori che presentano forme di disabilità le emozioni sensoriali dell’ambiente ipogeo, garantendo la massima sicurezza.
Unica anche la possibilità di esplorare le Grotte di Castellana vivendo le emozioni dei primi scopritori grazie a Speleonight, una visita sensoriale su prenotazione che si effettua al buio, equipaggiati di caschetto e luce frontale. Un’esperienza mozzafiato per ammirare le grotte guidati dall’esperienza di veri speleologi.

vendemmiaLe Grotte di Castellana offrono anche la possibilità di vivere emozioni uniche grazie ai grandi eventi che vengono organizzati ciclicamente all’interno dell’ampia Caverna della Grave; uno scenario di incomparabile bellezza che ha già fatto da sfondo a concerti musicali con artisti del calibro di Vinicio Capossela, Gino Paoli, Nada, Ron, Servillo, oltre ad eventi culturali di grande spessore, tra cui Stefano Benni e Luca Bianchini. Da alcuni anni, inoltre, le Grotte di Castellana ospitano “Hell in the Cave”, il più grande spettacolo sotterraneo al mondo arricchito da stupefacenti danze aeree e fantastiche scenografie. Ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri, è sold out ad ogni replica. Ha riscosso inoltre grande successo l’evento Presepi in Grotta e la rassegna “Natale nelle Grotte” con la direzione artistica di Eugenio Finardi. Grandi artisti della musica e del teatro si sono esibiti in Grotta. Unica la rappresentazione di Medea, che recitata al buio, aiuta i visitatori a sentire le grotte come un organismo vivente, provando emozioni uniche.

Vivere le Grotte di Castellana significa immergersi in una esperienza capace di coinvolgere ogni senso, significa ritrovare profonde emozioni legate a memorie ancestrali, significa riscoprire l’essenza della bellezza, incontaminata e pura. E non solo.
Oggi, le Grotte di Castellana, sono un mondo da scoprire e riscoprire ogni giorno dell’anno.

Viste le Grotte, vale la pena fare un giro nel centro storico di Castellana, borgo medioevale dominato da una cattedrale romanica e che in pieno inverno, l’11 gennaio, si illumina con i fuochi delle Fanove: quasi cento falò vengono accesi contemporaneamente per ricordare il miracolo della Madonna della Vetrana, che salvò i cittadini di Castellana dalla peste.
Dr. Harry di Prisco
giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it