Quasi una magia……La Bottega Bedeschi

acqua-micellare-setarè-300x300Quasi una magia……La Bottega Bedeschi

Quasi una magia……La Bottega Bedeschi
Le “Botteghe”, si sono sempre chiamate così, fino dal Rinascimento, rappresentavano una vera e propria ‘impresa’ dove l’artista, il maestro artigiano passava agli allievi i segreti del suo sapere. Proprio nella culla del Rinascimento, a Firenze, possiamo ritrovare la magia delle botteghe; raffinati negozi che conservano quell’intelligenza del fare, quell’attitudine alla realizzazione del nuovo che ancora oggi caratterizza i creativi contemporanei nelle loro attività.
Oggi quella stessa passione è stata riletta in chiave contemporanea da Lorenzo Bedeschi che ha creato la sua Bottega Bedeschi. Cresciuto tra i profumi dell’azienda di famiglia, Le saponerie Mario Fissi, dopo anni di lavoro ha coltivato una vera e propria passione verso i prodotti che lui stesso lavorava. E’ nata così in lui l’idea di creare un negozio dove poter far conoscere e apprezzare direttamente al pubblico le loro creazioni.
Camminando nel cuore del centro storico, dopo aver attraversato la maestosa via Tornabuoni entriamo in Via delle Belle Donne, una piccola strada intima e riservata. Tante persone che camminano e si soffermano alle vetrine dei negozi, quasi rapite da quell’atmosfera che profuma di passato. La troviamo lì, incorniciata in un’antica porta di legno, la piccola Bottega Bedeschi.
Curata in ogni minimo dettaglio, il bianco dei mobili decapati, fa risaltare tutti i colori delle confezioni in cui sono incastonati i preziosi saponi. C’è armonia, equilibrio e voglia 22154337_286365265188835_2025486353585297399_ndi perdersi nella composizione dei prodotti, dalle creme corpo, agli shampoo e balsamo biologici, alle preziose confezioni dei saponi antichi. Lorenzo si avvale anche della bravura di diversi artigiani, cerca e trova altre motivazioni, altre mani esperte, che collimano con le sue creando oggetti unici.. il ferro per lumi particolarissimi che caratterizzano e illuminano il locale, i tessuti e la pelle con cui confeziona i beauty case, i porta saponi su misura, ogni pezzo è unico.

Le saponette sono racchiuse in carte pregiate, che sprigionano fragranze di Violetta, Ires di Firenze, Muschio rosa, origano e tante altre ..le immagini sulle scatole dei saponi raccontano un mondo delicato, fatto di poesia, bocci di rose, ricordi delle copertine dei quaderni che i ragazzi di oggi non conoscono, un moderno e attuale concerto “l’esprit du temps”, interpretato ed elaborato “artisticamente”, vere opere d’arte, che vengono dalla memoria.
Non è infatti solo l’olfatto ad essere catturato dalla piccola bottega; anche l’occhio, lo sguardo viene attratto.. dalla meraviglia delle Scatole Antiche di saponi di Alighiero Campostrini, dalla collezione unica delle fragranze per ambiente al dolce Melograno e rosa Neroli, o per chi preferisce note più fresche Acqua di sale e Biancospino. Impossibile poi non rimanere affascinati dai ceselli in argento, gioielli unici perché fatti a mano da Brandimarte, vero maestro d’arte fiorentino.
E si ferma il turista che passa in cerca delle grandi firme italiane, si ferma il gentiluomo per i beauty raffinatissimi, il dandy francese entra nella bottega rapito dall’ unicità dei saponi finissimi, le signore che colgono nei prodotti la qualità vera del Biologico. Non sarà difficile trovare regali unici da fare ai propri cari.
Bottega Bedeschi piena di colori e profumi, parla davvero dell’artigianato di una volta, tutto in perfetto ordine, armonioso, una “bottega” insolita e preziosa nel pieno centro della città, come un gioiello raro incastonato tra le grandi firme. Vi sembrerà di entrare in un piccolo mondo antico, in cui il giovane Lorenzo è riuscito a valorizzare un artigianato che sa fondersi con l’arte del passato, arricchendolo di passione e innovazione per offrire prodotti pregiatissimi non solo da un punto di vista estetico ma anche di qualità. Un locale pieno di luce e di allegria che racconta la storia e la passione di Lorenzo Bedeschi.
La Bottega Bedeschi, un insieme di maestri artigiani riuniti da Lorenzo Bedeschi in un unico progetto: Setarè, linea Eco Bio Cosmetica prodotta artigianalmente in Toscana ispirata agli antichi testi persiani. Beauty case di CONSANI PELLETTERIE DI GIANNINI ROBERTO, per le pochette in pelle di bacchetta. VA.PA.CE. i portasaponi di Filippo Bernacchioni. La Florentina e Alighiero Campostrini i due marchi delle Saponerie Mario Fissi. Asciugamani, lavette, accappatoi di Annamaria Biancheria. Gli origami in carta Eco di Peggy in Florence di Stefania Farnesi. I saponi, le candele e i profumatori d’ambiente di Splendor of Florence. I ceselli dei portachiavi/pendenti degli argenti diBrandimarte.
Bottega Bedeschi
Via delle Belle Donne 11/12 R
www.bottegabedeschi.com
Press: Cristina Vannuzzi

A Roma il ristorante Mansio

Bartender Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido) (1)A Roma il ristorante Mansio

Stiamo attraversando un periodo storico che ci presenta il conto dell’ inadeguatezza spirituale e morale dell’essere umano degli ultimi secoli e il cibo, diventato banco di prova dei nostri tempi, è pronto a carpire “l’esprit du temps”, ricordando che il cibo è ciò che accade intorno a noi, interpretando ed elaborando “artisticamente” ricette e piatti, vere opere d’arte, che vengono dalla memoria, dalle scuole ma anche dalla casa e servono, non solo a sfamarci, ma ad esprimere ciò che siamo o che vorremmo essere – cibo come cultura e non solo nutrimento. E i giovani cuochi, gli chef, sono i primi attori di un sistema che deve aiutare a raggiungere lo scopo lasciando comunque spazio a ciò che si vuole esprimere, dove concetti e sentimenti da esprimere sono infiniti, ed in continua evoluzione, talvolta involuzione.
E Andrea Becattini del Ristorante Mansio del Gruppo Tornatora a Roma è uno di questi, giovane e talentuoso, romano de Roma, nato sul lungomare di Ostia, che impone un imprinting alla sua cucina dandogli la connotazione di una corrente di un nuovo rinascimento, tutta da vivere e da gustare, che si esprime attraverso il linguaggio gentile baccala con salsa di asparagi e cedro della sicilia canditodella natura, quasi un arte floreale, vere e proprie opere d’arte, cibi che si adagiano sui piatti assumendo colori vivi e spudorati, ricette che servono a far sognare, a far sì che l’arte della cucina, che è dunque arte pura, sia un tramite catartico che assurga a diventare elemento di piacere, PICCOLOGUANCIAnon certo un volo pindarico di un attimo, ma cercando di renderti migliore, apprezzando ciò che la natura ci mostra tutti i giorni e che a volte ignoriamo, la sua maestosa bellezza.
La mia è la passione di trasmettere attraverso la mia cucina, ci dice il giovane chef, sono nato sul mare e mi ritengo privilegiato, ma ho anche vissuto sempre il centro di Roma, due posti di grande bellezza, dove vivi la natura in pieno e ne rubi l’ispirazione, ma è bellissima anche la città piena di vita, suoni, rumore, gente, ho capito che per avvicinare le persone e farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano bisogna incontrare il mare, i suoi ritmi, ma anche i contadini, vignaioli, casari, gente autentica. Conoscere le loro storie, il loro lavoro, per poi raccontarlo con il cibo, uno strumento d’inclusione straordinaria.
“La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella”. come diceva Anthelme Brillat-Savarin e, nel vivace calderone della contemporaneità, lo chef ha deciso di tuffare il suo estro in cerca di fragranze diverse, costruisce le sue opere d’arte riuscendo a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni, persino i valori veicolati da piatti e ingredienti, anche attraverso le immagini a cui si accede con un unico senso, la vista.
Emozioni e suggestioni di uno chef creativo…….Andrea Becattini ritrova Piazza di Spagna e le sue “notti romane” nella zuppa di cavolo viola, spuma di mandorle, quinoa soffiata e melograno, si sofferma nei vicoli chiassosi di Trastevere e nel glamour di Via Veneto nella guancia brasata con topinanbur e birra, si tuffa virtualmente nella fontana di Piazza Navona con un assoluto di anatra, castagne e ribes, ritrova nel suo mare di Ostia una ninna nanna cadenzata dal movimento delle onde creando un capolavoro nel tonno scottato con salsa di piselli, purea di carote e pompelmo, rivede le dolci spiagge con i suoi occhi di ragazzo nel dentice con melanzana, arancia e pinoli, ritrova il rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri, nel suo baccalà con salsa di asparagi e cedro della Sicilia candito.
Gli arredi del Ristorante Mansio, restaurati, sono quelli della antica stazione di posta, dove stazionavano dignitari e ufficiali dell’Urbe, oggi, per contrasto, nel nuovo concept della Famiglia Tornatora brilla, oltre allo chef Becattini, anche un’altra perla, Jimmy Andrea Montanari (detto Jimmy il druido), il barman estroso, quasi un funambolo, che gioca con i contrasti e le sue folli – apparenti – invenzioni, coccolando il cliente e creando un processo di fidelizzazione al locale che si incentiva e si rafforza attraverso la creazione di “piccole Mansio Experience by Jimmy”.
RISTORANTE MANSIO
Via Rinaldo D’Ami 1/3
00127 Roma
06 5283 1598
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto

O Munaciello I sapori di Napoli a Miami

pizza neraO Munaciello I sapori di Napoli a Miami

Prosegue a Miami l’enorme successo dei sapori napoletani portati da Firenze e da Napoli del ‘O Munaciello, dove il primo attore è la pizza nera di Carmine Candito, il talentuoso pizzaiolo che dirige la brigata davanti al suo magnifico forno a legna e incanta i tanti turisti che passano le vacanze negli USA.
‘O Munaciello, questo folletto che le credenze napoletane  narrano “gobbo, paffuto e rubicondo, con bel pancione e gambe corte, veste da monaco ma monaco non è, in verità è un famoso sacripante, ladro, bricconcello, pizzicatore di sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama di incallito Don Giovanni si rimpinza di tutto”… Esageratamente “chiaccherone”, colorato, popolare ma al contempo “gagà”, ironico ed autoironico, “O’Munaciello” si staglia Al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami come punto di ritrovo, in un locale pieno di colore vesuviano, dove, per un aperitivo o per un cocktail fino a tardi, si respirano forti gli odori di menta basilico, frutta fresca oltre al profumo di distillati di qualità, proposti con cura dei particolari dagli altri 2 proprietari,  Leonardo Scuriatti e Valentina Borgogni, in un contrasto volutamente esagerato, nel disordine voluto del coloratissimo “O’ Munaciello” il nuovo ristorante nel cuore di Miami, che narra la città del Vesuvio con le sue vecchie botteghe di artigiani e l’umanità che si respira, i panni stesi ad asciugare, pomodori, aglio e cipolle appesi alle pareti, statuine di San Gregorio Armeno. L’atmosfera è quella dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma siamo sul lungomare di Biscayne Boulevard di Miami, all’interno del locale si schiude uno spaccato di Napoli, con i suoi colori, le sue musiche e le sue credenze antiche tra il sacro e il profano. cucina ripropone piatti dalla più tipica tradizione campana con un menù che varia stagionalmente in base alla freschezza e alle tipicità dei prodotti, questi ultimi tutti provenienti direttamente da consorzi e botteghe della Costiera.
Nel menù paccheri al polpo, scialatielli allo scoglio, pastiera e babà fatti in casa, si cena con l’accompagnamento di musica dal vivo, rigorosamente partenopea. Intorno ci sono le statue fatte a mano dai maestri Sciuscià e Ferrigno, come “O Angelo” e il folletto “O Munaciello”, cornetti scacciaguai che scendono dal soffitto, grappoli di “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” appesi al muro, libri che raccontano la storia napoletana sugli scaffali tra le bottiglie……. qui canta Napoli……
sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama diLA PIZZA NERA DI CARMINE CANDITO DA ‘O MUNACIELLO
Napoli, Firenze e Miami
Ingredienti:
Farina 00 miscelata con carbone vegetale,
acqua sale lievito,
impasto diretto lievitato 24 ore,  farlo maturare per altre 24 ore.
‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

Vigan Mustafà, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Brandimarte Salviatino-12 ridottaVigan Mustafà, l’argento Brandimarte e Firenze sullo sfondo…..

Settembre, una notte di stelle, lo scintillare dell’argento di Brandimarte, un insolito ospite, Vigan Mustafà, nel mese di gennaio 2018 lo sfidante ufficiale al titolo italiano categoria mediomassimi, un boxeur con la testa piena di sogni, il cuore rimasto al suo paese, un atleta arrivato da un mondo difficile, ricordi di un mondo così lontano nel contrasto di un luogo fantastico come il Salviatino……..la mia casa, i miei cavalli così lontani, ricordi della mia terra, l’aria gelida e quasi ferma, miliardi di stelle e una gigantesca luna in un mondo magico dove le slitte sono trainate dai cavalli, un altopiano selvaggio al centro della Serbia più profonda, un mare di neve per un salto 21686471_10214466895734959_5684390095914548325_nnel passato, l’enorme distanza tra noi e la natura, sentirsi circondati, assediati, dall’immensità dei boschi di abeti, larici, lecci e betulle che coprono le decine di colline del territorio del Parco Nazionale del Monte Golija dove ancora il lupo regna incontrastato.
E oggi la boxe, la mia vita…….Tre minuti, un minuto, prima di tutto il tempo, la cosa più bella che ti insegnano quando entri in una palestra di pugilato per la prima volta è avere rispetto del tempo, al mio paese il tempo è l’entità che ti permette di rimanere vivo. Il ring: tre minuti di lavoro e un minuto di riposo e poi determinazione, grinta e coraggio, questo sport è capace di tirarti fuori tutte Vigan Mustafà e Bea bernalqueste qualità insieme.
E’ come un cortocircuito quello di Bianca Guscelli Brandimarte, un gioco fra fantasia e realtà, il suo argento, così femminile, in contrasto alla forza maschia del pugilato di Vigan, tratteggia la femminilità della “sua” donna, la vita e il tempo, per Vigan è l’entità per rimanere vivo, per Brandimarte è il leit motiv del suo Brand, coniugando il rigore dell’argento dalle linee minimali al romanticismo, l’imprevisto di una sorpresa per accentuare il bello, il cambiamento per tutto quello che è ordine che diventa disordine….. in armonia. un atleta, Vigan Mustafà, l’argento Brandimarte, Firenze sullo sfondo…..un romanzo perfetto!
https://www.brandimarte.com
press: Cristina Vannuzzi

Filippo Cogliandro e la sua Calabria

22016577_10210090113314356_284436465_nFilippo Cogliandro e la sua Calabria
Palazzo Montecitorio 25 settembre 2017

Palazzo Montecitorio 25 settembre 2017….tantissimi sono i premi e le onoreficenze tributate a Filippo Cogliandro, dal Premio Paolo Borsellino per la sua azione civile e sociale, rivolta prevalentemente agli studenti, alla nomina di Ambasciatore della Ristorazione Antiracket nel mondo – nel 2012 ha creato il progetto de “Le Cene della Legalità” dove la sua cucina diventa pretesto per raccontare, parlare, ricordare la difficile realtà calabra, progetto che viene portato in Italia e all’estero con dedizione, disinteresse personale e altruismo, infatti il simbolo delle Cene è un polpo in un cucchiaio che simboleggia la volontà di come il cucchiaio – la cucina – sia la risposta alla mafia, diventando un messaggio di speranza per la Calabria.
Filippo Cogliandro è stato insignito anche del Melvin Jones Fellowship Award, massima onorificenza Lionistica, e oggi – 25 settembre 2017 – a Palazzo Montecitorio la consegna delle insegne del Collegium Cocorum da parte della FIC, Federazione Italiana Cuochi, un capitolo a parte, un prezioso riconoscimento al suo lavoro, dimostrando di meritare a pieno titolo il riconoscimento alla sua cucina che parla della Calabria.
La “sua” Regione vista dai suoi occhi, infatti Filippo è la Calabria, lo chef ci invita a gustare i suoi piatti che parlano del mare, della natura, a guardarla, a “vedere” un mondo deformato attraverso i sapori della sua cucina ma anche attraverso le suggestioni del cuore. Filippo Cogliandro definisce poesia la sua professione, obbligando noi osservatori dei suoi piatti ad un viaggio dentro di noi, dentro la sua umanità, i suoi sono sguardi posati su spiagge deserte, macchie di pioggia, passi cancellati dal vento, attimi di vita sospesa, il silenzio, le nuvole che si soffermano dai loro misteriosi viaggi, emozioni che ritroviamo in fondo all’anima di una Regione bellissima e affascinante, piena di sapori e colori, ma anche di speranza e di sorrisi, di gioia nei colori spudorati del suo mare, di ragazzi e di giovani aziende che vogliono crescere, un riconoscimento dunque alla sua cucina, che è un pretesto per narrare ai giovani e alle scuole la bellissima storia della sua Calabria.
La cerimonia ha avuto quest’anno il patrocinio della Camera dei Deputati e si è svolta alla presenza di esponenti delle istituzioni e personalità del giornalismo.
www.laccademia.com
press: Cristina Vannuzzi

Show Your Silver L’argento di Brandimarte al Salviatino

bianca guscelli stefano marchettiShow Your Silver L’argento di Brandimarte al Salviatino

Venerdì 22 settembre l’evento “Show Your Silver” al Salviatino organizzato da Marco Milocco, Managing Director dell’Hotel Salviatino, “esperienza al servizio del lusso” come lo definisce Genius People Magazine, che ha creato per gli ospiti, in un processo di “osmosi con la natura”, un evento dove l’arte e l’artigianato di Brandimarte incontrano la grande bellezza del luogo.
E Show Your Silver è stato l’evento di Bianca Guscelli Brandimarte, dove l’argento ha fatto da primo attore, la musica ha avvolto gli spettatori trascinandoli, senza distoglierli, quasi una magia, in un mondo popolato da giovani donne bellissime, protagoniste di storie indossate e narrate da loro stesse, gli argenti La Donna Silver dipinto con l'aceto di vino da Elisabetta RogaiBrandimarte, un totale cortocircuito con la realtà attuale, quella di Bianca Guscelli, la nipote, bella e coraggiosa, diventata imprenditrice per amore, nostalgia, tenerezza……..Un linguaggio, donne che mostrano al collo e ai polsi i bagliori freddi dell’argento, che sembra apparentemente solo effetto ma mostra in realtà segni e codici di un Rinascimento dell’artigianato e del “fatto a mano” che ha fatto sognare Firenze, e che la nipote ripropone, con puntiglioso orgoglio, la libertà di espressione e l’invito a rompere con le regole del pezzo d’argento, prezioso, per dissacrarle ma non annullarle, solo riscrivendole, l’argento di Bianca Guscelli Brandimarte, di oggi, attuale, che sa di tradizione e radici, rimandi e allusioni.
Vigan Mustafà e Bea bernalCome un giocoliere Bianca Guscelli Brandimarte centra anche la comunicazione e il messaggio di questo evento, colpisce nel centro con una immaginaria freccia, scoccata per riproporre sempre, di nuovo, continuamente, il concetto aziendale e la filosofia del nonno Brandimarte e lo fa con garbo, senza sperimentare ma studiando effettivamente la materia, l’argento, nella sua anima, lo scompone e lo seziona, tirando fuori una nuova modernità, pulita, lineare, sobria, gioca con i suoi gioielli fantastici, bagliori freddi e sensuali che sembrano nascondersi fra la natura affascinante del Salviatino, abbandonandosi alle Bea Bernal(1)mille declinazioni del verde, crea una gara con una giuria, facendo sfilare 8 modelle vestite dalla giovane stilista Giulia Bechi per trovare la testimonial de “Il volto Brandimarte”, per la stagione autunno inverno 2017/2018, gara vinta dalla spagnola Bea Bernal.
E Bianca Brandimarte ha voluto presentare inoltre un maestro artigiano che si è esibito con tecniche di cesello e sbalzo, dimostrando la tradizione e l’innovazione di oggi, con i decanter e i bicchieri della “Linea Vino” di Brandimarte abbinata all’immagine della “Donna Silver” di Elisabetta Rogai, un volto femminile dipinto usando per la prima volta l’aceto di vino, ottenendo dunque l’immagine di donne nuove per una evoluzione progettuale che spinge a costruire un legame tra tradizione e innovazione proprio per dare all’espressione Made in Italy non solo i contenuti ma soprattutto i valori dell’esclusivo, della personalizzazione e dell’originalità.
Grazie alla stylist Giulia Bechi FashionDesigner e al trucco d’argento realizzato dall’artista Serenella Chimienti. La vincitrice del “Volto Brandimarte” 2017/2018 è stata selezionata da una giuria composta dall’attore Gaetano Umberto Gennai, il presentatore Alessio Nonfanti Kagliostro, la regista Cinzia TH Torrini, l’artista Elisabetta Rogai, la giornalista Loredana Ficicchia e Bruno Ambra della Manzoni.
www.brandimarte.com
press: Cristina Vannuzzi

Livecode Sicilia compie un anno: Cocktail party party per la presentazione di Sicileasy

PartyLivecode Sicilia compie un anno: Cocktail party party per la presentazione di Sicileasy

È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
(Odissea siciliana – Francine Prose)
In poche righe è riassunto l’immenso concetto di “vita in Sicilia” ……perché la Sicilia bisogna viverla, e il magazine Livenet della Sicilia ne ha fatto il suo mondo , fatto di un lembo di spiaggia in riva al mare che ti cattura i sensi per la bellezza sconfinata, in un habitat fatto di natura, di mare, sabbia, ritmi cadenzati che seguono le onde e poi il vento e il mare in tempesta, ugualmente bello e affascinante.
Ciatu di lu me cori l’amuri miu si tu, il Magazine Livenet sembra cantare, mentre racconta la sua Sicilia, l’enogastronomia e l’artigianato, sole, come in un magnifico e immenso collage di Guttuso, una vucceria, fatta di bancherelle piene di frutta, porticcioli pieni di barche di legno dipinto, e poi la terra, le coffe fatte con la curina, i fichi d’india, il dialetto, i colori, macchie di verde, barche abbandonate, la gente, gli uomini, ritrovando le favole e le storie affascinanti di questa isola meravigliosa.
È passato un anno da quando l’agenzia di marketing digitale e web agency Livecode ha aperto la sua sede siciliana a Scicli (Ragusa). Per festeggiare il primo compleanno, Livecode spegnerà la candelina con un cocktail party ospitando gli imprenditori del Territorio. L’appuntamento è per il 22 settembre alle ore 18:00 a Scicli, per ulteriori informazioni e per la registrazione gratuita è sufficiente collegarsi al sito http://www.sicileasy.it e compilare il form presente nella pagina.
“Abbiamo deciso di investire in Sicilia – spiega Valerio Granato, CEO di Livecode e strategist dell’azienda – perché è un mercato digitale ancora tutto da esplorare e con enormi margini di crescita. Dopo 20 anni di attività in tutta Italia, con base a Napoli, avremmo potuto scegliere di aprire la nostra seconda sede a Milano o Roma, invece abbiamo puntato su Scicli e il Ragusano tutto. Questa terra offre spunti e argomenti straordinari, figli di tradizioni secolari in tantissimi settori, soprattutto l’enogastronomico e l’artigianale. Bisogna saperli raccontare con i nuovi strumenti digitali ed è per questo che in occasione del nostro primo compleanno siculo presenteremo anche la nostra nuova proposta di servizi digitali integrati per la promozione delle imprese del territorio”.
Infatti, in occasione del cocktail party Livecode presenterà Sicileasy, il nuovo pacchetto all-in-one a prezzi concorrenziali pensato appositamente per le piccole e medie imprese siciliane. Con una consulenza della durata minima di un anno ogni piccolo imprenditore potrà accedere a servizi di consulenza digitale e digital marketing: un sito, la gestione dei social etc.etc.
“Un modo – continua Granato – per avvicinare gli imprenditori della zona al mezzo digitale, che non è più un lusso ma un passaggio obbligatorio per stare sul mercato. Molto sinteticamente, quante volte ci è capitato di sentir parlare di un ristorante o un’attività e come prima cosa cercarla su Google o Facebook? Se non ci sei, non esisti: non conta quanto valga il tuo prodotto o la storia della tua azienda. In questo modo permettiamo anche ai meno avvezzi di fare il primo passo nel mondo del digital marketing e al contempo valorizzare il brand Ragusa, il brand Val di Noto e il brand Sicilia nel mondo”.

UFFICIO STAMPA LIVECODE

Enrico Parolisi
(+39)3489335799
enrico.parolisi@livecode.it

Gloria Esposito
(+39)3490810287
gloria.esposito@livecode.it

L’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte Paolo Piacenti

san gimignano shopL’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte Paolo Piacenti

#food #ricettedicasa #arte #Paolo Piacenti  #Formed’ArteFormaggi

Se tra le vigne e le distese di verde del tratto Firenze-Siena si contano nomi importanti della ristorazione, favoriti da una tradizione gastronomica che in Toscana è storica, negli ultimi tempi sia l’Unesco che il turismo del vino hanno “scoperto” settori di nicchia, trasformandoli e aggiungendo una crescita in qualità.
Vini, insaccati, il formaggio, la tavola……un mondo variegato da mille proposte, allettante e pieno di fascino, che merita una nostra esplorazione alla ricerca di quelle cose curiose, 11143254_10152678861946784_8553116377095941798_nstorie, aneddoti, tecniche e abitudini che meritano la nostra attenzione.
Come l’arte, che chi produce  può trovare nelle forme, nelle etichette, nel packaging, nei colori e nei sapori, l’arte si può trovare anche in un pecorino, secondo Paolo Piacenti, “affinatore”…. termine di uso esclusivo ai produttori di formaggio, che significa  colui che aggiunge al prodotto un ingrediente che lo renderà unico e inconfondibile: per affinare il formaggio può servirsi di foglie di noce, cenere, vinacce, pomodoro; può affinare in barrique o utilizzare tanti altri ingredienti.
Forme d’Arte, nata negli anni ’70, è un vero e proprio laboratorio di affinamento dove ogni formaggio segue un preciso percorso, studiato nel dettaglio da Paolo Piacenti, il fondatore, che trasferisce nelle creazioni casearie sapori, delizie non solo per il palato ma anche per gli occhi, colori che incantano, profumi ed esperienze di vita, l’Arte per Piacenti è una vernaccia winecomponente della sua vita, una sensibilità particolare verso il bello in quanto, cresciuto in una casa dove il padre viveva in un contesto d’arte circondandosi di artisti e scultori, ha avuto l’idea – innovativa – di farsi fare delle etichette dei suoi pecorini da artisti, toscani e non, ogni artista una tipologia diversa di formaggio.
Per il Pecorino a latte crudo della Garfagnana, per esempio, in cui si percepiscono tutte le essenze delle erbe pascolate, l’artista giapponese Masato Yoshioka ha realizzato Vento sulla spiaggia, una figura femminile con i capelli scomposti da una folata; il Pecorino a latte crudo di Volterra, invece, rappresenta la facciata della chiesa di Santa Chiara per opera del pittore Nico Paladini. Il Pecorino di Pienza stagionato è opera di Masato lucca via san PaolinoYoshioka che sceglie per etichetta Una notte tranquilla: l’immagine di una donna sullo sfondo di un cielo notturno toscano. Sul Pecorino stagionato in grotta, stagionato su assi di castagno, si riconosce l’immagine di un villaggio bianco. È Sassi, un’etichetta disegnata sempre dal fiorentino Nico Paladini. E poi ancora, opere di Fabio Calvetti, Fabio Romiti, dell’artista americano Edwuard Giobbi e del fiorentino Giovanni Maranghi. Nove artisti hanno lavorato su circa quaranta prodotti differenti, ciascuno unico per sapore e immagini. Infine le etichette color vinaccia lieve, commissionate ad Elisabetta Rogai, l’artista che ha creato per Piacenti etichette dipinte con il vino con immagini di donne, ebbre di vino, passionali e sognanti, scapigliate e sensuali.
Dunque arte, declinata in mille modi, privilegiando le immagini femminili in quanto, come afferma Piacenti, “il tema ricorrente è sempre la donna in quanto, a differenza di altre regioni, in Toscana la prerogativa di fare il formaggio è stata, fin dal Medioevo, prettamente femminile. Erano le donne che si occupavano dei formaggi e i metodi di lavorazione si tramandavano di madre in figlia. Solo le donne possiedono la sensibilità giusta per capire quando lavorare la cagliata”
Paolo Piacenti ha dunque creato un prodotto unico, nato da una intuizione, di qualità ma anche una facile comunicazione, dare una veste colta ad un prodotto toscano, un prodotto della terra, dunque “artista del formaggio”, esperto selezionatore e affinatore appassionato della tradizione casearia toscana, uno che ha lungamente cercato, e ritrovato, i pastori che lavorano il latte come si faceva una volta, ottenendo formaggi di cui avevamo quasi persa ogni traccia.
Pittori toscani che hanno realizzato appositamente le etichette dei formaggi, rendendo così ogni “forma” unica ed inconfondibile, cibo, arte  e bellezza medioevale tra le mura di antiche città toscane, San Gimignano e Lucca.
Forme d’Arte Formaggi
Di Paolo Piacenti
Via San Matteo –  53037 San Gimignano (SI)
Via San Paolino Lucca
Press: Cristina Vannuzzi Landini

New Opening a Roma – Ristorante Cuore e Gusto

Devis PintoNew Opening a Roma – Ristorante Cuore e Gusto

Cuore e Gusto

Cuore e Gusto, Devis Pinto e Gabriel Davide Cucco, un fil rouge che lega con un linguaggio identico la cucina del nuovo Ristorante Cuore e Gusto, basata principalmente sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa che li porta fra le bancarelle del mercato, l’occhio attento ai prodotti della terra, la stagionalità della verdura e il pesce che arriva ogni giorno dalle barche dei pescatori.
Nel locale totalmente white parlano i colori e i sapori, in cucina piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche, tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di devisprodotti di mare e di terra, naturali, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura diventa fondamento di ogni proposta, piatti tradizionali per un vero e proprio percorso di gusto  per una clientela  che desidera  provare consistenze e sapori nuovi.
Gabriel Davide Cucco, il Titolare, che esordisce dicendo:  amicizia, condivisione e buon cibo sono sempre andati di pari passo, ho esperienze diverse in giro per il mondo, per me il cibo è condivisione e creatività, tradizione e ricerca. Cuore e gusto, la cucina si fa con il cuore, coinvolgendo i ricordi, deve raccontare le esperienze di chi cucina ma anche i sogni, le emozioni, ogni piatto deve raccontare la passione e la competenza nella misura in cui è rappresentato come gustoso 21317889_10213171553621796_1625113752450399620_ne invitante. Ho voluto creare Cuore e Gusto dove il cibo profumasse di terra, l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte, ogni volta che entro nel mio locale, trovo sapori antichi, che fanno parte della mia vita, che mi accompagnano in ogni evento cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima e mi accompagnano fra la gente.
E ci presenta il giovane chef Devis Pinto, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi, il filetto di maiale in crosta di sesamo con coulis di melograno e infuso di gingseng, ribes e vaniglia, le sfumature di un calamaro, l’uovo tra sogno o realtà, il baccalà 21271017_10213171555661847_4542546529364761388_nin sous-vide, con i coralli di mare, il Brownie a cui non puoi resistere, lo chef è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di guide e  stampa di settore, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
Ristorante Cuore e Gusto
Via Codigoro 30 – 06/52378038
Roma, zona Vitinia
Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto
www.ilfotografodeglichef.it

Agosto 2017 in Versilia

Mondial-Resort-Spa-photos-Exterior-HotelAgosto 2017 in Versilia

Le opere di Elisabetta Rogai in esposizione all’Hotel Mondial Resort

La Versilia ha sempre avuto un fil rouge privilegiato con l’arte, e oggi abbiamo una importante testimonianza, una esposizione di opere create con la tecnica EnoArte di Elisabetta Rogai all’Hotel Mondial Resort SPA di Marina di Pietrasanta.
L’artista fiorentina, ormai conosciuta e apprezzata a livello  internazionale, ha inaugurato in agosto La Datcha Tinkoff Collection Beach del tycoon russo Tinkoff, l’evento cool mondial-resort-spablindatissimo della stagione 2017 che ha visto un pubblico di vip, nobiltà, imprenditoria e jet set internazionale con  il Prefetto di Lucca, Dssa Laura Simonetti che ha aperto la serata con la presentazione dell’artista fiorentina che ha sorpreso gli ospiti  con una esposizione sulla spiaggia delle sue opere, quelle che oggi ha spostato per tutto il mese di agosto all’Hotel Mondial Resort Spa.
Un abbinamento perfetto, armonioso, quello delle opere della Rogai, fatte con la tecnica EnoArte, il vino al posto del colore a olio, che ben si sposano allo splendido e moderno albergo immerso nel verde della pineta a due passi dal mare, incastonato nella quiete 20431749_10213875902478681_1416544998451227103_nmusicale del paesaggio versiliese.
Le opere fatte con il vino, su cavalletti, sono esposte nella candida hall dell’Albergo che si apre come un collage con centinaia di piante intorno ad una piscina, un giardino incantato che definisce ogni angolo come una poesia, una postazione affascinante come se intraprendessimo un viaggio in tutte le declinazioni del verde e ad ogni passo scoprissimo gli equilibri naturali di un cespuglio di rose, le variazioni su tema di composizioni di  verde e fiori, le mille e una fragranza delle erbe, la musicalità del vento, una sinfonia armoniosa che ben si sposa esteticamente con le opere dell’artista che, con la sua EnoArte,  vive il suo essere artista in simbiosi con la natura usando il vino come strumento d’arte.
Se la passione ridefinisce i sogni, quella dei proprietari del Mondial Resort ha saputo ridare anima, fascinazione, eleganza e incredibile bellezza a que20376117_10213875903598709_8729071323701372801_nsto straordinario luogo, un percorso iniziato con un attento restauro e lentamente, con molto impegno, gusto, con la sensibilità emotiva per carpire il mistero che suggella lo spirito del luogo e del paesaggio, la proprietà ha saputo coniugare lo stile della Versilia con la gioia dell’estetica, enfatizzando il bianco come colore, come creatura viva e pulsante, il piacere del bien vivre e il savoir faire e dell’accoglienza aggiungendo anche una modernissima e attrezzata Spa ai servizi offerti, un mondo di esclusive coccole in Versilia.
L’artista Elisabetta Rogai, con questa esposizione live in una insolita galleria d’arte creata in una location raffinata, riafferma così, come ormai sua tradizione, la sua presenza in Versilia, con questa sua insolita personale che ha il vino come soggetto, usando la  sua tecnica EnoArte, dipingere con il vino al posto del colore tradizionale, il vino, che l’artista considera come il risultato di come la terra incontra la poesia, che è diventata una sua abituale espressione d’arte, lei domina il prodotto, lo usa, nel pieno rispetto della sua storia, per raccontare la terra, creare immagini ed emozioni, per far parlare le sue donne, ebbre di vino, piene di fascino e sensualità.
www.elisabettarogai.it
Hotel Mondial Resort SPA
via Duca dellla Vittoria 129/131,
55044 Marina di Pietrasanta
Telefono: 0584 74591

Il talento di fare il vino

Azienda Agricola Cantarutti alfieriIl talento di fare il vino
Antonella Cantarutti una donna del vino

Donne, tante donne, dieci, cento, mille, di tutte le età, condizione, educazione e cultura, oggi le donne, queste signore gentili e tenaci, hanno capito in anticipo la grande sfida giocata nel successo in azienda, laboratorio, vigna e cantina, studio d’artista, atelier, sfida spinta da diversi fattori in cui le donne sono una delle più grandi opportunità di business del XXI secolo, percependo che il successo di una azienda sta nell’equilibrio dei sessi e nella valorizzazione dei talenti nel rispetto delle diversità.

Donne che rappresentano un primato di passione e di lavoro, ma, principalmente, storia di donne, fragili e forti, donne che riassumono egregiamente come l’imprenditoria femminile si esprime e opera, ed è un vivo esempio di come, negli ultimi cento anni, in maniera non traumatica, si è consumata una rivoluzione pacifica epocale, che ha modificato il ruolo della donna in tutto il mondo e in tutti i settori professionali.
Al secolo XXI spetta infatti la trasformazione delle idee in pratica diffusa: la speranza è in una proiezione per cercare di prevedere come sarà un mondo governato anche dalle donne……

imageIncontro Antonella Cantarutti, produttrice friulana e consigliera nazionale dell’Associazione delle Donne del Vino in quello che è il suo posto di lavoro ideale, le sue magnifiche vigne, la passione che è nel suo DNA, figlia d’arte, e non a caso la cantina ha il nome di suo padre, Cantarutti Alfieri, e, come si dice per un artista, Antonella nel suo lavoro è una artista……Le nostre mani si muovono tra le foglie verdi, tra i tralci, le braccia si uniscono ad altre per un immenso abbraccio, siamo sempre con il naso all’insù, a vedere se piove o se il tempo è bello, soffrendo per le annate difficili, ma si soffre anche per quelle buone, perché allora il risultato è nelle nostre mani…..

Antonella presentati e cominciamo dall’ultimo tuo successo

L’ultima notizia importante nel campo enologico, per presentarmi, è dire che sono una vignaiola, donna del vino – nel Consiglio Nazionale dell’Associazione delle Donne del Vino – e il prestigioso riconoscimento al nostro Poema 2004 Colli Orientali del Friuli DOC, è stata la medaglia d’oro del Premio Sakura in Giappone, la più grande competizione enologica giapponese, una Associazione similare alla nostra delle Donne del Vino.
Antonella parlami di te, della tua Azienda:
Poema 2004, Colli Orientali del Friuli DOC ma anche il nostro Merlot 2005, Sauvignon 2006 e Friulano (Tocai friulano) 2006, della linea d’eccellenza Terre di Rosazzo Scacco al Re.
azienda (1)Questi sono gli ultimi nati in casa Cantarutti Alfieri, tre nuovi vini vinificati in purezza, espressione di un’ importante passo avanti dell’enologia italiana. La medaglia d’oro mi ha riempita di orgoglio ma il nostro successo è frutto di un lavoro di squadra, un progetto che viene da lontano, nato nel 2005 con il supporto e la collaborazione di un’azienda americana, una consulenza enologica importante ma soprattutto ispirato ed attuato da mio marito Fabrizio Ceccotti, che si basa su un metodo di vinificazione che prevede per l’uva vendemmiata e selezionata manualmente, un percorso nel tunnel di raffreddamento mediante l’immissione controllata di azoto liquido, dove la temperatura viene regolata intorno allo zero, in modo che l’uva non venga congelata e che quindi possa essere diraspata senza problemi.
L’uso di questo metodo, ad oggi esclusivo della nostra Azienda, permette di conservare tutte le pecularietà positive del vitigno lavorato, mantenendo ed esaltando dello stesso tutti gli aromi e i sapori. Dopo le successive fasi di vinificazione, particolari per ogni tipo di vino, fatte tutte accuratamente da mani esperte come quelle di mio marito Fabrizio, si passa all’affinamento delle botti in cantina, per un minimo di quindici mesi per il Merlot e dodici per il Friulano e il Sauvignon. Il risultato finale sono dei grandi Vini che hanno impresso le peculiarità dell’uva da cui derivano.
Come mai ti sei trovata in un ambiente decisamente maschile?
Guarda la mia è stata una scelta di cuore, figlia d’arte, come dici te, in realtà figlia di mio padre, Alfieri, che vide con passione la peculiarità di questi posti infatti l’Azienda si trova nei Colli Orientali del Friuli, una fra le Denominazioni d’Origine di pregio del Friuli Venezia Giulia, in una delle più belle zone collinari che abbracciano l’Abbazia di Rosazzo.
Mio padre acquistò i terreni alla fine degli anni ‘60, proprio nell’epoca in cui la viticoltura e l’enologia friulana iniziavano a far parlare di loro e la sua lungimiranza lo portarono a credere ed investire su queste colline diventate nel tempo famose e grazie all’entusiasmo di allora e all’attaccamento delle tradizioni l’azienda vanta ora 54 ettari tutti coltivati a vigneto.
Direi che questa è la prima scelta di cuore, ho preso questo incarico “maschile”, anche se nata e cresciuta in vigna, con l’intento di farla crescere nella tradizione e la mia seconda scelta di cuore è lavorare quotidianamente con mio marito Fabrizio, che conduce l’Azienda con attente e oculate scelte innovative; io seguo l’aspetto commerciale e amministrativo, mentre Fabrizio si impegna nella produzione, nella vendemmia e nella vinificazione.
Abbiamo seguito una filosofia per ottenere vini sempre più personali , rispettando accurate lavorazioni in campagna che, unite a sofisticate tecniche di vinificazione, portano l’Azienda a produrre vini di particolare pregio, oggi la produzione annuale è di circa (130.000) 80- 100.000 bottiglie, apprezzati sui mercati nazionali ed internazionali.

I nomi dei tuoi vini sono molto particolari

Sono nomi ideati da me, ispirazioni del momento su cui rifletto, ci penso e poi decido parlandone con Fabrizio, forse sono nomi che mi ricordano la famiglia, mio padre, favole, ricordi……
Canto – Poema – Terre di Rosazzo Scacco al Re – Carato – Solivo – Prologo – Ronco San Michele

Antonella, anche se giovanissima, lo fai un bilancio come imprenditrice?

Vedi per me questo è il mondo, il mio mondo, un luogo magico, immerso nella natura e nel verde, fatto di parole e pensieri, ma anche di silenzio, io amo il silenzio, di viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, di sogni, quasi impalpabili, nuvole d’aria che definiscono ogni pensiero, come infinite sono le emozioni che siamo in grado di provare davanti al risveglio della natura, nelle sue mille declinazioni.
Il momento che sono con mio padre è il silenzio della cantina, un momento intimo, pieno di nostalgia, ma anche di esempio, dove sento profumi da lontano, conosciuti, familiari, che mi fanno sorridere perché mi trasportano in un batter d’occhio nelle emozioni della mia infanzia, fragranze che rimangono associate per sempre nella mia memoria.

Antonella Cantarutti

Azienda
CANTARUTTI ALFIERI sas
Via Ronchi 9
33048 SAN GIOVANNI AL NATISONE (UD)
Friuli Venezia Giulia
www.cantaruttialfieri.it

‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

20032107_10211235399254926_4398312417824700980_n (1)‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

Gente che va gente che viene…la gente si incontra, si ferma e  prosegue e sono  incontri che non destano emozioni.
Invece, a volte, certi incontri possono creare un percorso, vivere emozioni che si confrontano attraverso gli strumenti della loro professione, ma, soprattutto, attraverso il cuore, motore di scelte e di azioni che, con effetto a macchia d’olio, cerca e trova altri cuori, altre motivazioni che collimano e  così si crea un fiume, un mare di conoscenze, emozioni e amore.
Incontriamo  tre ragazzi, Valentina Borgogni, Carmine Candito, Leonardo Scuriatti al 6425 21032863_340676779719661_6094488401709863295_n (1)di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami, ragazzi con base a Firenze ma giramondo, partiti dalla loro città dove gestiscono ‘O Munaciello e venuti a Miami per portare i loro colori e profumi, le ricette gustose…e come diceva Plutarco, nelle persone belle è bello anche l’autunno…..ma per  Valentina, Leonardo e Carmine le stagioni sono tutte belle perché vivono tra Miami e nell’Oltrarno e vivere a Firenze non è casuale ma è un dono.
Può un posto dare un imprinting ad una cucina?
Quando il creativo è tale e lascia che sia il territorio ad esprimersi, tutto il fascino, la storia, le storie più lontane, i segreti culturali di quella terra possono esprimersi e manifestarsi e dare un tono, un appeal, una connotazione.
carmine e le sue pizzeEd è proprio da tutto quello che li circonda, dove sono nati e cresciuti che i 3 ragazzi del ‘O Munaciello hanno assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la loro cucina è arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei.
E questa magia i 3 ragazzi l’hanno portata da Firenze a Miami, attraverso Napoli…..tutto il fascino dell’Oltrarno fiorentino con le contaminazioni napoletane si riflettono nel locale, semplice ma ruspante, le maglie di Maradona attaccate, il forno a legna, caldo e accogliente per il pane fresco e fatto in casa, il bancone di mescita, come usava una volta, il primo impatto quando si entra,  fascino che stupisce sicuramente, perché, con la qualità, viene coniugato un percorso che unisce la tecnica con il territorio.

‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

CS hypertension day

CS hypertension day

12 ore di prevenzione per scovare l’Ipertensione.
I medici volontari del Sindacato SNAMI, organizzati da Contatto-Archimedica, leader italiano della formazione in Sanità, presenti nei Centri commerciali per
l’AMICO MEDICO day
del 16 settembre 2017

Dodici città scelte in dodici regioni d’Italia dalla  ricerca  di 4 S – Società Scientifica  SNAMI per la Salute (Istituzione di Ricerca del Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici SNAMI) per misurare, a campione  casuale e volontario fra i cittadini, la pressione arteriosa e scoprire il “killer silenzioso” che pian piano avanza facendo ammmalare anche chi apparentemente sembrerebbe sanissimo. Questo è quanto accadrà il prossimo 16 settembre nelle città di Aosta, Biella, Campobasso, Caserta, Fermo, Firenze, Frosinone, Matera, Palermo, Pavia, Piacenza, Treviso.

“Ci sono patologie ampiamente prevedibili e organizzabili che potrebbero evitare di gravare  sulle strutture di emergenza” dichiara il dr. Angelo Testa – Presidente nazionale SNAMI tra i promotori del sabato di prevenzione presso alcuni centri commerciali, luoghi di aggregazione naturale, che hanno aderito all’iniziativa del Medico AMICO.
“Promuoviamo la salute prevenendo e diffondendo un modello di cure territoriali nel rapporto forte MEDICO-CITTADINO che può fare molto per la prevenzione delle malattie come, IPERTENSIONE ARTERIOSA, DIABETE MELLITO , MALATTIE CARDIOVASCOLARI,  ASMA E  BPCO, DOLORE CRONICO e OSTEOPOROSI.
“ Ma l’ipertensione – continua il dr. Testa – è il fattore di rischio morte o invalidità grave più importante e ha superato altri fattori di rischio, come il fumo di tabacco e l’inquinamento atmosferico. Non di rado però viene sottovalutata dai pazienti”.

I risultati della pressione arteriosa saranno rigorosamente anonimi e con l’unico scopo di invitare il paziente a recarsi dal suo medico di famiglia per gli eventuali accertamenti e approfondimenti. Si tratta di “smascherare” una patologia, l’ipertensione, che affligge circa un terzo della nazione, aggiornando una rilevazione statistica con 12 città italiane.
In Italia, l’ipertensione è un problema che riguarda in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne e questo numero è destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione.  “ La cronicità è l’area di analisi della nostra Società Scientifica SNAMI per la Salute – 4 S.” E’ quanto sottolinea il dr. Gianfranco Breccia – segretario Organizzativo nazionale  SNAMI  e Amministratore delegato 4 S ribadendo che:
“ Ottenere dati e sviluppare progettualità, soprattutto sulle patologie croniche, per una educazione sanitaria per tutta la famiglia, è la nostra linea di sviluppo.”

I dati complessivi saranno  raccolti  dalla Contatto-Archimedica di Torino, leader nel campo formativo per la sanità, grazie al sostegno della Menarini e
alla organizzazione strutturata dalla Dr.ssa Cosma Antonia Tullo:
”Non è il primo anno che ci muoviamo con questo stile. Abbiamo già agito con iniziative per la  prevenzione dell’asma e dell’acido urico. Il Presidente Testa ed i dirigenti medici territoriali  4 S e SNAMI sono particolarmente attenti a questi programmi. Noi li accompagnamo con nostro personale formato e accogliente, affinchè la rilevazione pressoria sia proprio tranquilla e senza stress alcuno.
Si tratta di un comodo passaggio nella nostra area preallestita  di  Medico Amico e di due chiacchiere e due rilevazioni pressorie. Tra l’altro la cosa avviene evitando l‘influenza emotiva di un ambiente clinico al quale magari una persona potrebbe essere sensibile. Così invece uno va a fare due passi, una spesa e già che c’è …un controllo. Non si sa mai !”

Hypertension DAY
AMICO MEDICO
Ufficio Stampa
Contatto – Archimedica
Efrem Bovo -3897632923
Franca Giusti 3663011544

EnoArte

Il Falconiere vino e olio 50x70EnoArte
I ritratti di…vino di Elisabetta Rogai

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.
(Pablo Neruda)

Un gioco, quello dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai, un messaggio ironico, sorprendente, fatto nel modo più semplice, quello di EnoArte, la sua tecnica unica di dipingere con il vino al posto dei colori,  rubare i colori del vino alla natura toscana fissandoli sulla tela per fermare un attimo di riflessione di donne e  uomini,  sovvertendo le regole, lascia il colore, come un ricordo indelebile, al tempo, dando modo al vino…di invecchiare.
Crea un collage, Elisabetta Rogai, fatto di  pensieri creati con arte, ma anche sapori, profumi toscani, perché il suo dipinto profuma di vino, ha il cuore e l’anima del vino che usa per i suoi ritratti che  hanno il potere di sospendere il tempo, rendere immortale un’espressione, un modo di porsi, un soffio di vento, il battito di un respiro sospeso costruisce un volto, un corpo, una spalla, le mani, un ricciolo ribelle, tutto avvolto da un senso leggiadro mentre veli  impalpabili di seta accarezzano un corpo, che non ha timore di mostrarsi, si svela quasi a diventare una iconica statua.
I capelli, una cornice leggera, senza peso, per dare regalità ad una donna consapevole del suo fascino, della propria femminilità, il corpo svelato in ogni sua movenza, dalla più eterea smalalla più languida, pronta a donare la sua bellezza al tempo attraverso il ritratto dell’artista, un battito di ciglia per ogni volto che svela infinite emozioni, come infinite sono le sensazioni che ognuno è in grado di provare davanti al cavalletto dell’artista, quasi un mettersi nudo, svelarsi, confessando le proprie emozioni.
Una posa, due pose, tre, mille, ma è solo un istante rivelato, quello che serve all’artista per rubare l’anima al soggetto, lo lascia libero di scoprirsi e riscoprirsi nel proprio intimo, lasciando libera la parte definita anima, mostrandola  al mondo, le mani e gli occhi, l’attimo, il pennello corre veloce, l’abbinamento della pittura ad olio con il vino, l’uso del vino, etichette che raccontano storie come i volti della gente, un viaggio  con la proiezione nei tempi dello stupore, delle illusioni, del dolore ma anche della gioia e dell’amore, l’artista ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, le sue non sono illusioni ma suggestioni…..la  costruzione di un mondo come realmente è visto dall’artista tra realtà, sogno e fantasia, mondi e modi del vivere quotidiano per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, costruendo una identità, dunque  producendo non solo immagini simboliche e desiderabili ma svelando principalmente la sua realtà di artista.
I Ritratti di Elisabetta Rogai, artista fiorentina.
www.elisabettarogai.in

Un viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

polposmalUn viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

Sono migliaia i ristoranti e le trattorie che lavorano a Firenze, città vocata per tradizione al turismo, ma chi ha la sensibilità di capire i colori della Toscana e le antiche ricette ed essere in grado di  conoscere  le antiche storie del cibo della Toscana ha già effettuato un viaggio culturale su una terra famosa per il suo immenso bagaglio di sapori. Normalmente ogni locale assume la tendenza ad avere una sua personalizzazione, avere una identità gastronomica, sia di pesce che di carne, e quello del Cipiglio è soprattutto un viaggio nell’armonia, un filo rosso che lega il cibo, l’arte, il vino e la creatività, la costruzione di un percorso fatto di colori, una road map  di cultura del cibo e del vino.
Siamo ad un passo dal centro storico di Firenze, nella periferia borghese della città, fatta da bellissimi ed eleganti palazzoni primi ‘900, le botteghe ancora piene di gente, non soppiantate dai supermercati, dove ci si conosce tutti e la quotidianità degli incontri riesce a farti compagnia, quasi come un cane fedele al suo vecchio padrone, e, nella zona, c’è ancora un cinemino della Parrocchia vicina; il locale è situato in una piazza fuori dai viali, fuori dal traffico, quasi un oasi perfetta, una grande porta che si apre su un locale fatto di gente, di allegria e di sapori buoni.
Un viaggio  nel nuovo e fresco design del look del nuovo Cipiglio, creato da Marco Rogai padre di Bernardo, dove domina un allegro cicaleccio nelle stanze rinnovate dall’arredo e dai colori, il soft tortora e pelle nera per le sedute, alle pareti un  sofisticato studio sull’estetica del vino, le opere d’arte dell’artista Elisabetta Rogai, recente new entry nella nuova società del ristorante, eseguite con la sua tecnica EnoArte, inventata da lei con l’aiuto dell’Università di Firenze, che raccontano attraversi i suoi dipinti la storia del vino associata al territorio e alle sue tradizioni.
E le antiche scatole di legno, inedito packaging del vino, i nomi delle le cantine che appaiono in maniera irriverente  sulle scatole di legno attaccate al muro come libreria …..o cantinetta? vecchie scatole, rarissime, che non ci sono più, scovate in qualche baule nella cantina della nonna, un tocco di allegria in un mondo serioso come quello delle cantine.
Primo attore le contaminazioni dall’estro della chef  Tiziana Spano, la pizza, forse la più buona di Firenze anche senza battage pubblicitario, qui servita in maniera innovativa con il vino rosè invece della birra, ragazzi che sanno lavorare, con le mani e con il cuore, la chef Tiziana Spano, Tommaso, Bernardo ed Elisabetta con il marito Marco Rogai, che con il loro lavoro, la comunicazione ben gestita e la semplicità del loro progetto parlano con eleganza ai sensi con un menù da mangiare anche con gli occhi e che  dimostra la versatilità della giovane chef, carne e pesce,  ogni tipo di ricetta, dalla più semplice alla più creativa, non importa andare lontano al Cipiglio si parla anche di arte, cultura, ospitalità e bel pubblico.
Aperto la sera per cena presenta piatti toscani, tipici, ricette e sapori di casa, una cucina senza moda, senza personaggi, senza vanità, qui “non va di moda” la moda del momento di chef sempre alla ribalta, ma una cucina curata, ricercata, con proposte di pesce freschissimo, polpo, vongole, spada, branzini, l’impepata di cozze e poi la pappa al pomodoro, la ribollita, le lasagne al forno con il ragù…come va fatto…..lo stinco, la tagliata, la carne migliore di Firenze e ancora……la pizza e i covaccini, oltre al pane fatto in casa su forno a legna, e poi i dolci “fatti in casa”….proposte, ricordi, calore di casa, ricette segrete e ormai dimenticate, di famiglie raccolte intorno al tavolo……
Come dice la chef Tiziana Spano: io amo  i  piatti della tradizione, piatti che non seguono mode e che sono sempre attuali.
Quello che mi sono posta per Il Cipiglio era di usare tutto il know how appreso per il mondo, dare un imprinting al locale, scoprire prodotti giornalieri, ritrovare i sapori di una volta, la pasta fatta in casa, le ricette della tradizione che sono la storia della nostra terra. Un posto particolare al nostro olio e al vino, alla magia e all’emozione che si prova davanti ad un piatto o ad un bicchiere di vino, alle emozioni dei cinque sensi che mettono in moto un “ricordo”   mentale che fa poi parte di noi stessi.
Stanze senza tempo, flash di fiori e piante, fuori il dehor pieno di allegria e ordinato disordine  mentre si sta a tavola……è un viaggio, quello di questi quattro professionisti, in allegria e passione, ma anche grande sacrificio, attraverso la storia, la cultura, l’arte, la sapienza del fare, l’armonia dei colori e della materia, l’artigianalità del buon cibo dunque, quello che all’estero tutti ci invidiano, che fa parte delle cose belle della Toscana e dell’Italia intera, una Regione da vivere con il suo immenso bagaglio di sapori e colori.
TRATTORIA CIPIGLIO
Via Raffaello Lambruschini, 15r
50134 Firenze FI
Telefono: 055 490804
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Erika Moriani

SOS Dislessia

arcieria (1)SOS Dislessia

Fino al 9 settembre 2017

Ultimi giorni per iscriversi chiamando al 3387653970 o scrivendo a campusestivo1@gmail.com. Info su www.sosdislessia.it
Giochi di sopravvivenza e rivisitazioni storiche: nei campus estivi di SOS DISLESSIA l’apprendimento e l’autonomia passa dall’avventura
A luglio e settembre un’esperienza indimenticabile per imparare giocando ad essere protagonisti del proprio agire

Sono i giochi d’avventura come la sopravvivenza nel bosco, l’utilizzo della bussola e lettura di cartine topografiche, la conoscenza di funghi e piante autoctone, la pesca da torrente, l’arcieria e l’orientamento con le stelle, ma anche rivisitazioni storiche e laboratori creativi, la vera novità dei Campus estivi SOS Dislessia. Un’esperienza indimenticabile per imparare giocando ad essere protagonisti del proprio agire. I Campus si svolgeranno da lunedì 10 a venerdì 15 luglio per i ragazzi dalla fine della 4° primaria fino alla 3° secondaria di primo grado e da lunedì 4 a venerdì 9 settembre per i ragazzi che hanno concluso la 3° secondaria di primo grado fino alla 2° secondaria di secondo grado presso l’Agriturismo Piano di Bilù a Berceto in provincia di Parma, un luogo magico e di rara bellezza, immerso nella natura, situato su un altopiano dell’Appennino Tosco-Emiliano, circondato da boschi di castagni e cerri secolari.
Gli obiettivi. Acquisire nuove metodologie e strumenti utili ad uno studio efficace, promuovere la riflessione metacognitiva sul proprio metodo di studio, intraprendere con maggiore consapevolezza il percorso verso l’autonomia, utilizzare con flessibilità le strategie più idonee in relazione al compito richiesto e imparare ad estendere le strategie apprese a situazioni extrascolastiche, sono gli obiettivi dei campus che diverse aree di attività.
Il programma. Ogni momento della giornata è parte di un percorso unico nel quale i ragazzi si sperimentano e si mettono in gioco, per migliorare le loro capacità di apprendimento e vivere un’occasione unica di socializzazione imparando dal loro stare insieme. Si inizia con i Lab (dalle 9.00 alle 13.00) laboratori disciplinari adatti ad ogni età. Nell’aula informatica ogni ragazzo avrà la sua postazione e si lavorerà individualmente e in gruppo. Ogni giorno sarà dedicato ad una tematica diversa, e saranno sperimentati nuovi approcci all’apprendimento di tutte le materie scolastiche. Si prosegue con lo spazio Think (dalle 14.00 alle 16.00), uno spazio di riflessione sulle strategie e processi di apprendimento proposti nella mattinata che saranno poi riproposti nella attività pomeridiane. E infine si conclude la giornata con il modulo Adventure (dalle 16.00 alle 18.00) caratterizzato da giochi di avventura con attività come la sopravvivenza nel bosco, l’utilizzo della bussola e lettura di cartine topografiche, la conoscenza di funghi e piante autoctone, la pesca da torrente, l’arcieria e l’orientamento con le stelle, ma anche rivisitazioni storiche e laboratori creativi a cura della Cooperativa Un Mondo di Avventure. La quota di partecipazione di 650 € – da versare a APS Serenamente al momento dell’iscrizione (IBAN IT80X0630014200CC1440200660) – è comprensiva di assicurazione (per infortuni e responsabilità civile verso i terzi), vitto e alloggio, attività in aula e attività ricreative pomeridiane. Non comprende vitto ed eventuale alloggio dei genitori per gli ultimi giorni del campus (venerdì pomeriggio, sabato). Il viaggio è individuale e a carico dei partecipanti. Iscrizioni: 3387653970 campusestivo1@gmail.com www.sosdislessia.it.

Per contatti stampa
Natascia Maesi
cell + 39 335 1979414
mail: natascia.maesi@gmail.com

Storie e profumi antichi per nuove emozioni

Angelo Puddu con Vigan Mustafà (1)Storie e profumi antichi per nuove emozioni la storia di una famiglia legata al mare
A Firenze La Piccola Corte Di Agnese

Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, 11890916_10206217587032869_4342118183052382899_nuna boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.
La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, fregila di mareprende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia.
Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.

Ristorante La Piccola Corte Di Agnese
Borgo Ognissanti, 124
Firenze
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Andrea Faggi…l’obiettivo di un sognatore

CIT-15Andrea Faggi…l’obiettivo di un sognatore

Un sognatore, Andrea Faggi, un animo vagabondo, pronto a partire lontano con la sua immaginazione, creando immagini e indossando un abito che è desiderio di libertà,  capace di esprimere la propria personalità, catturando emozioni in momenti differenti, con un unica destinazione: un viaggio immaginario per il mondo. Viaggi ma anche emozioni forti che si orientano ad una ricerca  nei confronti di una meta immaginaria che Andrea Faggi trova all’interno dei propri sogni segreti, quei segreti che spesso solo lui ci sa raccontare.
Infatti la sua “penna” è l’obiettivo, usato per rubare l’anima a tutto quello che lo colpisce, fermare l’attimo per suscitare effetti….dunque  visivi, fermare l’emozione con occhi ma soprattutto con il cuore, osservatore estatico di una ricerca che vuole vincere il tempo. Forse il suo è un doppio gioco, quasi impietoso, fra fermare l’immagine e farla vivere ma rimanendo un sognatore e forse i suoi sono gli attimi che vuole celare di più, che sono veramente suoi, fatti di silenzio ma che mostra con pudore, quasi fosse nudo, come se le sue foto lo mostrassero veramente per quello che è, abile prestigiatore dell’anima.
E un giorno d’estate inizia un viaggio, quello che Faggi si accinge a fare, il lungo viale pieno di cipressi che porta ai box, tra i cavalli liberi nei prati, i cavalieri e le amazzoni del  Centro Ippico Toscano, iniziando da Ester Pizzini, una giovanissima donna  e la sua cavallina Patty – Paper Mink – una giovane amazzone, elegante e sottile, affascinante nella sua danza sensuale con la sua Patty, i nastri d’aria della criniera che si mischiano ai suoi capelli biondi, nasce per Faggi un sogno lontano, ricordi della sua esperienza giovanile con i cavalli, il suo cavallo e il lavoro che faceva nel box, con gli stallieri, carezze lontane, mano morbida  di velluto, il suo cavallino e oggi si ritrova fra i cavalli in una nuova e inedita veste, un viaggio affascinante, un condensato di ricordi tutti in un filmato per il CIT.
Sensazioni ed emozioni, osservare, guardare il mondo e  trovare la poesia, abituare lo sguardo ad entrare nella natura delle cose, captarne il sentimento, trovare la vita in cose apparentemente inanimate, la natura, i cavalli, comprendere e trovare il dettaglio della suggestione. Ogni volta che scatta una fotografia un pezzo di anima rimane nell’immagine, chi guarderà quella foto vedrà con i suoi occhi un mondo spesso invisibile, solo perchè nessuno ascolta il silenzio, inquadrare nel mirino il mondo che si ferma, si sospende nel tempo, diventando un attimo meraviglioso.
Viaggio strano ma affascinante, quello di Andrea Faggi, fotografo, che va oltre ad una semplice contemplazione, dando vita alle immagini, non solo nella propria fantasia, ma dando forma quasi solida a personaggi, ambientazioni e situazioni, è quasi possibile interagire con i personaggi delle sue foto, riuscire quasi a toccarli.
Il suo è un modo magico per ricreare le atmosfere delle storie che amiamo, a partire proprio da uno degli aspetti più sfuggenti ed evocativi, il ricordo, che ricrea atmosfere nelle quali tutti noi ci ritroviamo, crea storie, domande, interrogativi. Infatti, pur lavorando con la macchia fotografica, Faggi si muove seguendo una manualità antica, come un maestro o un pittore, ricostruendo con grande cura le scene, i particolari, tra fotografia e film, le sue immagini  rappresentano le sue interpretazioni, evidenziandone i particolari, e facendo nascere qualcosa di concreto, animato, un film, la comunicazione visiva, una sorta di conduzione musicale continua che porta sullo stesso piano cose inanimate e soggetti viventi, in un sottile gioco tra realtà e finzione; nel suo continuo rinnovarsi, propone sempre un deja vu di immagini, sicuramente già viste, ma propone una nuova immagine, inedita, pittorica, della vita.
Testo: Cristina Vannuzzi Landini

Vigan Mustafà incontrare un campione

fratelli di viganVigan Mustafà incontrare un campione

Si aprono le porte a Vigan Mustafà per il campionato italiano mediomassimi

Una notte scintillante di stelle organizzata da Cristiano Mazzoni manager della S.A.F. Boxe Firenze e Massimiliano Masi manager della Best Gloves  all’Arena estiva dell’Atletica Castello via Reginaldo Giuliani a Firenze che ha visto disputare nove incontri dilettantistici sottoclou che hanno anticipato l’incontro professionistico 6 round categoria mediomassimi che ha visto il pugile Kossovaro ormai naturalizzato italiano, il fiorentino Vigan Mustafà contro l’avversario serbo  Slobodam Culum di Novi-Sad (ex Jugoslavia), in un match difficilissimo, concluso con la vittoria del fiorentino Vigan Mistafà per KO tecnico alla 5° ripresa dandogli il diritto di essere il primo sfidante ufficiale al prossimo incontro per il Campionato Italiano Mediomassimi, infatti l’obbiettivo di Vigan era quello di arrivare ad avere l’ufficialità di disputare il titolo italiano, le condizioni sembrano esserci tutte ed il match di ieri sera ha rappresentato un’ulteriore test dopo l’ottima prova disputata in maggio contro il parmense Stefano Failla.
Vigan è un campione, di vita e di pugilato, un grande pugile,  preparato, con ottime tecniche di combattimento, un campione sul ring, ma soprattutto campione nella vita, un ragazzo semplice con un cuore immenso.
Vigan come hai iniziato a praticare pugilato?
Vedi, dobbiamo fare una grande distinzione fra i ragazzi del vostro mondo, italiani, europei, di altri paesi, e noi Serbi del Kosovo, i vostri ragazzi crescono nella serenità, persino nelle famiglie più disagiate voi avete la scuola dell’obbligo, la sanità gratuita e  praticate lo sport fin da piccoli, tennis, nuoto, calcio, pallavolo e altro, per voi lo sport è “normalità”, per voi lo sport vuol dire calcio, siete tutti pazzi per il calcio, da noi lo sport è riscatto, noi abbiamo vissuto nel dolore, nati in guerra e cresciuti in guerra, noi si pensava solo alla difesa, ogni giorno che passava era un giorno di vita, di sopravvivenza e l’unica cosa che ci poteva fare rialzare la testa è lo sport, praticato a livello nazionale, e allora lo sport ti fa diventare un eroe.
Io ho iniziato a boxare grazie al mio fratello maggiore, noi siamo quattro fratelli e il mio fratello maggiore Ilir è stato un grande pugile, un campione, ha terminato per limiti d’età ma ha fatto una cosa fantastica, ci ha chiamato in Italia, proprio per “salvarci”, levarci dalla guerra, proteggerci. Dopo 3 mesi, scaduto il Visto, ho chiesto asilo politico e sono rimasto nella vostra bella Italia, sono diventato Italiano. Appena arrivato in Italia ho conosciuto una palestra a Firenze dove si praticava la boxe, ho visto le esibizioni del mio fratello e mi son detto: devo provare anch’io! Ero molto incuriosito, affascinato da questo sport, io ho un carattere “combattivo e agonistico” ho visto una manifestazione e mi sono iscritto e ho iniziate a boxare, ho fatto la prima gara ed ho vinto e da allora è iniziata la mia avventura.
Cosa vuol dire “agonismo”?

Qui in palestra ci sono ragazzi che praticano la boxe da anni, ma senza grinta, vedo che gli manca un guizzo, una ispirazione, se non sali sul ring non puoi sapere se questo è il tuo sport, ogni giorno devi passare un esame,  il ring, che è l’esame, l’unico metro di giudizio, vedi, dalla sala pesi della palestra che avevo iniziato a frequentare intravedevo il ring. Una volta ho visto un incontro di due ragazzi, quello più piccolo sovrastava un pugile molto più grosso di lui, allora ho pensato che non era necessario diventare grosso, ma avere passione, grinta, agonismo.
Secondo te è giusto che il pugilato sia praticato anche da donne?
E’ in Italia che ho conosciuto una diversa concezione della donna, la dolcezza di mia moglie, la sicurezza della famiglia, i miei figli, un maschio e una ragazza, per me la donna è  un mondo perfetto, al mio paese la donna è difesa, disperazione, una guerriera, purtroppo soccombente. Guarda Irma Testa, 18 anni, poche parole ma tanta grinta, nel mondo dello sport ormai è conosciuta perché è la prima pugile italiana ad essersi qualificata per i Giochi Olimpici, ha rappresentato l’Italia per il pugilato femminile alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro. Ti faccio ridere la mia main sponsor, tra gli altri,  è una giovane donna, Anna Maria Vitellozzi, una valente imprenditrice che si occupa di Firenze Industrie spa, azienda di famiglia, una azienda toscana di famiglia, e lei mi segue con suo marito e il figlio perchè suo padre era tifosissimo di boxe, le riporto alla mente i suoi ricordi più belli, suo padre che parlava sempre di sport e di boxe.
Che cosa ti ha insegnato la boxe?«
Tre minuti, un minuto, prima di tutto il tempo,  la cosa più bella che ti insegnano quando entri in una palestra di pugilato per la prima volta è avere rispetto del tempo, al mio paese il tempo è l’entità che ti permette di rimanere vivo. Il ring: tre minuti di lavoro e un minuto di riposo e poi determinazione, grinta e coraggio, questo sport è capace di tirarti fuori tutte queste qualità insieme.

Come definiresti il pugilato?
Per me è il riscatto, io salgo sul ring per l’Italia, da Italiano e da uomo libero, il pugilato non è un hobby, la pesca, jogging, vela, canottaggio, calcio, una corsetta possono essere considerati un hobby. Mi sento un pugile a tutti gli effetti; il pugilato non è né un hobby né una professione, ma è uno stile di vita. Ho sempre tanto entusiasmo, come se fosse la prima o l’ultima volta,  ogni volta potrebbe essere il mio ultimo match.  Io parlo di pugilato con emozione, le cose che amo di più al mondo sono il pugilato e famiglia, Firenze e l’Italia che ci ha accolto, mia moglie, mia figlia e il mio bambino Edward.
Ma la tua è una scelta di vita difficile? sono tanti  i sacrifici?
Nel periodo che precede la gara i sacrifici sono tanti, non bere, alimentazione corretta, non fare tardi, non fumare, ma ti assicuro che, come dite voi, il gioco vale la candela.
Vigan cosa vuol dire alzare la mano?
Quell’ alzata di mano vuol dire che sono un pugile, è stress, fatica fisica, pianto, sacrificio e….gioia, la gioia di un uomo libero che ha vinto.
Oggi, quali sono i tuoi obiettivi?
Obiettivi adesso: il rientro ufficiale per il titolo Italiano, riconfermarmi al campionato italiano. Poi sogno i mondiali l’anno prossimo.
Vigan, ti ringrazio per la tua intervista, vuoi fare un saluto ai tuoi fan?
Un saluto a tutti i ragazzi Italiani con il consiglio di praticare la boxe, perché quando si sale e si vince sul ring si vince come campione, ma soprattutto nella vita perché ti fa capire i valori e il rispetto, un ringraziamento va ai miei fratelli Ilir e  Sead, al mio team, grazie per avermi inculcato questa filosofia di vita, come pugile e come uomo.
Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Carlo Bressan

Anteprima Nazionale di Calici di Stelle 26 luglio al Casinò di Venezia

CALICI DI STELLE VENEZIA 4Anteprima Nazionale di Calici di Stelle 26 luglio al Casinò di Venezia

Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, ospiterà la serata inaugurale di “Calici di Stelle”.

La rassegna enologica, ideata dall’Associazione no profit Movimento Turismo del Vino, dal 3 al 14 agosto sarà nelle piazze e nelle cantine d’Italia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino partner dell’evento sin dai suoi esordi nel 1996.

Il prossimo 26 luglio 2017, per il terzo anno consecutivo, sarà l’evento veneziano dell’Anteprima nazionale di Calici di Stelle e avrà luogo presso lo storico giardino di Cà Vendramin Calergi, con un esclusivo affaccio sul Canal Grande. Per l’occasione oltre cento etichette di vino, provenienti da tutta l’Italia, selezionate da Veneziaeventi in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, saranno accompagnate da deliziose preparazioni gastronomiche.

L’appuntamento è mercoledì 26 luglio 2017, dalle ore 20.00, a Venezia con l’Anteprima nazionale di “Calici di Stelle”, l’evento che animerà le notti d’agosto in tutta Italia con i migliori vini del nostro magnifico Paese.

Dresscode – Rigorosamente “Total White”, a rendere ancor più magica la serata nello splendido giardino storico del Casinò.

L’evento in breve:
Anteprima Nazionale di Calici di Stelle a Venezia
Mercoledì 26 luglio 2017 – Orario: dalle 20:00 alle 24:00
Costo per persona: 25€, che comprendono la degustazione libera dei vini presenti alla serata, accesso al buffet e sacca porta calice.
Come arrivare: da piazzale Roma, una navetta gratuita messa a disposizione dal Casinò consentirà agli ospiti di raggiungere Ca’ Vendramin Calergi.
Ingresso gratuito alle sale da gioco del Casino’ di Venezia, previa esibizione di un valido documento di identità all’ufficio tessere. (Divieto di gioco per i minori di anni 18. Il gioco può causare dipendenza patologica. Consulta le probabilità di vincita e le altre info sui giochi in sede e sul sito www.casinovenezia.it. Gioca responsabilmente).

Informazioni: Mob. 347 4447717 – mariabotter@veneziaeventi.com – www.veneziaeventi.com – www.casinovenezia.it – Hashtag: #CalicidiStelle2017 #cavendramincalergi

Per info e programmi: www.veneziaeventi.com

www.movimentoturismovino.it  www.cittadelvino.it.

Per informazioni:

Maria Botter – 3474447717, mariabotter@veneziaeventi.com