Monaco fra arte e fashion

Monaco fra arte e fashion

Montecarlo, il contenitore più glamour al mondo di eventi, spettacoli, sport e personaggi del jet set, entra in uno spumeggiante 2017 con Lorena Baricalla, iconica testimonial che unisce l’arte con il glamour, canto e danza con il fashion, lo sport con i vip che arrivano da tutto il mondo in questo fantastico “paese dei sogni”, una perfetta padrona di casa che ci porta per mano in una Montecarlo che non dorme mai e Lorena passa, leggera ed elegante, tra gli eventi di arte, moda ed incontri, per vivere avvenimenti lifestyle che hanno dato inizio al nuovo anno 2017.

Naturalmente Lorena, vera icona di stile dalla ineguagliabile allure ha presenziato ogni evento con look diversi prestando la sua eleganza agli stilisti che la vestono con entusiasmo, infatti la Baricalla, famosa etoile della danza, cantante, attrice e master of ceremonies per grandi eventi è molto richiesta dagli stilisti di tutto il mondo per indossare i loro brands.
Il Tribute to David Bowie, un evento dedicato alla grande icona pop si è svolto presso la Carré Doré Gallery con un’esposizione realizzata con più artisti fra arte, design, moda, fotografia e musica.

Molti gli intervenuti, e chiediamo a Lorena Baricalla come si è svolta la serata.
“Ho apprezzato molto la scultura del volto di David Bowie, creata da Marcos Marin, un caro amico, artista internazionale noto per i suoi ritratti di persone celebri. Sono stata molto lieta di conoscere il nuovo Ambasciatore d’Italia a Monaco, Cristiano Gallo, molto interessato alla danza ed allo sport, nonché di dialogare con l’organizzatrice della Fashion Week di Monaco. Sicuramente vi parteciperò con piacere anche quest’anno, molti sono i designers di talento che fanno sfilare qui le loro collezioni. Non ultima la simpatia del DJ Maurizio di Maggio di Radio Monte Carlo col quale spesso mi incontro per Monaco. Oltre a quadri e sculture erano esposti anche abiti fra i quali un completo di Gianni Versace indossato proprio da David Bowie e che fa parte della Tony Caravano Private Collection.”

Per questa serata Lorena Baricalla ha indossato un abito da sera con cintura gioiello di Eles Italia disegnato da Silvia e Stefania Loriga, perfetto per quest’evento, outfit già collaudato per la prima edizione dell’Oscar dello Sport. E l’hair stylist Daniele Rao, che ha ideato una acconciatura ispirata agli anni ’40, ha completato il look.
Il secondo evento, istituzionale, ha coinvolto i membri monegaschi dello Skal International per un elegante cocktail in uno dei luoghi storici del Principato, l’Hotel Hermitage, in stile Belle Epoque, e Lorena Baricalla ha indossato un abito della stilista brasiliana basata in Costa Azzurra Genesia Walle, bianco con applicazioni fatte a mano di ricami e strass, completa l’outfit una borsa vintage anni ‘60 uno chignon creato da Daniele Rao Parrucchieri inspirato agli anni ’60 con calzature realizzate per lei dallo shoes designer Duccio Venturi per conferire l’ultimo tocco fashion.

“I membri dello Skal International di Monaco, di cui faccio parte, – ci spiega Lorena Baricalla – sono a capo delle istituzioni monegasche, dei grandi alberghi, degli spazi e delle società legate al turismo ed alla cultura. Abbiamo appena organizzato il congresso mondiale proprio qui a Monaco con la partecipazione di 600 membri provenienti dai 5 continenti. Il Gala si è svolto allo Sporting di Monte-Carlo. Lo Skal ha più di 60,000 membri nel mondo.”
Infine il terzo evento la personale dell’artista Marcos Marin promosso dalla Societé Génerale Private Banking ed intitolato “Optical Art Experience”.
“Per questo evento – ci racconta Lorena Baricalla – ho voluto indossare un abito realizzato dalla mia costumista teatrale su mio disegno. Infatti durante i miei viaggi mi piace molto comprare dei tessuti particolari e questo l’avevo preso a Marrakech nel vecchio quartiere ebraico dove sono riuniti i venditori di tessuti. Qui si trovano cose veramente fantastiche! E naturalmente ho calzato le scarpe di Duccio Venturi, sempre così glamour e stilose ed una pettinatura studiata per l’abito ha ultimato lo styling”.
Il Vernissage ha riunito ritratti pittorici e scultorei di personaggi noti da Elvis Presley, al Principe Alberto I di Monaco, dal Davide di Michelangelo, a George Michael, altro grande cantante scomparso nel 2016. Le opere di Marin, molto visive, si caratterizzano per le loro “lamelle” che giocano con la percezione dell’occhio.

“Mi sono piaciuti molto i ritratti di Tchaikowsky, Mozart, Verdi in quanto spesso ho danzato sulle loro musiche, quello di Pavarotti, di Josephine Baker e di Nureyev col quale ho ballato ad inizio carriera….Peraltro, – prosegue Lorena – è stato proprio Marcos Marin a realizzare la statuetta per l’Oscar dello Sport, il Monaco World Sports Legends Award, che ho presentato come Master of Ceremonies e che è prodotto dalla Promo Art Monte-Carlo Production, la nostra società di produzione. Sono state premiate le più grandi star dello sport da Mika Hakkinen a Giacomo Agostini, una serata che sembrava riportare Monaco ai fasti di tanti anni fa!”

Lorena Baricalla, artista dai molteplici talenti, ha infatti creato da anni la propria società di produzione che realizza spettacoli, eventi e progetti di entertainement in tutta Europa, negli Emirati, in America.

“Ho voluto diventare anche produttrice, sul modello americano, e questo per poter realizzare i miei propri show, per dare ed avere opportunità diverse da quelle che mi venivano offerte. Ho tanti progetti in cantiere, l’unico problema è trovare il tempo di realizzarli.”

PROMO ART MONTE-CARLO PRODUCTION
www.promoart-montecarlo.com

Hotel Tyrol San Valentino in baita

Tyrol_08_167Hotel Tyrol San Valentino in baita
Due cuori e una baita

Per la settimana di San Valentino, lo storico hotel Tyrol di Selva di Val Gardena apre le porte della propria baita in quota, un luogo fuori dal mondo, immerso nella neve, dove si sono fermate le lancette dell’orologio. La baita Juac è affacciata su un panorama invernale fiabesco, con vista sulle Dolomiti: il Sassolungo, il Sassopiatto e lo Sciliar dominano con le loro intriganti forme lo sfondo di questo paesaggio che sembra una cartolina.

Per la settimana degli innamorati, la baita apre le sue porte anche d’inverno, ospitando le coppie che vogliono vivere un’esperienza fuori dal comune, circondati da boschi incantanti, abbracciati da un’atmosfera da favola.
Per raggiungere la baita dall’hotel Tyrol si cammina con le ciaspole per circa 90 minuti. Un
itinerario che si snoda tra boschi centenari d abeti rossi e cirmoli. La splendida camminata anticipa la magia di questo luogo. Una lenta passeggiata durante la quale si assapora l’intimità della montagna, la purezza della natura e l’autenticità della baita. Per chi preferisce arrivare alla baita con gli sci, può fare un breve e semplice fuori pista e arrivare alle soglie del piccolo rifugio di legno e pietre direttamente con gli sci ai piedi.
image001All’interno, il fuoco acceso nella stufa accoglie l’ospite in una accogliente e piccola stube;
l’intima camera da letto è un esclusivo nido di montagna.
La cena romantica è naturalmente a lume di candela, curata appositamente dallo chef Alessandro Martellini, che prepara per l’occasione esclusivamente piatti tradizionali come ci si aspetta di gustare in una baita tipica alto atesina: tirtelen con crauti al cumino e mele della val Venosta; canederlo pressato al formaggio grigio di malga Vallin su insalata di cavolo cappuccio; salmerino della Val Passiria con patate schiacciate e chips di Schüttelbrot; kaiserschmarren con pinoli, cannella, uvetta e salsa ai mirtilli.
Al termine della cena, stellata finale da assaporare come unici veri abitanti dell’Alpe Juac. E se nevica? Ci si addormenta dolcemente, guardando attraverso le tipiche finestre i fiocchi di neve che imbiancano ancora di più il paesaggio.
Al mattino viene servita la colazione con torta appena sfornata e pane caldo, yogurt di
malga e una spremuta dal sapore alpino. La discesa verso l’Hotel Tyrol al mattino sarà a piedi – oppure con gli sci.
Il pacchetto speciale, esclusivamente preparato per la settimana di San Valentino, prevede altre sei notti in hotel: il Tyrol sa regalare anch’esso atmosfere uniche, grazie all’attenzione per i dettagli dei patroni di casa, Bibiana Dirler e Maurizio Micheli che sanno illuminare il soggiorno degli ospiti con il loro sorriso, aprendo la propria (ormai storica) casa e svelandone gli aneddoti e la filosofia che rende questo hotel un luogo famigliare dal mood alpino.
La raffinata cucina gourmet, la spa di ultima generazione con una piscina in pietra, saune e hammam, una sauna esterna, in giardino, circondata dalla neve, il ricco menu dei trattamenti benessere, un eccellente servizio mantengono viva la tradizione di una casa di montagna arricchendola e migliorandola con i comfort contemporanei.

image003 (1)LA ZONA WELLNESS

L’hotel offre agli ospiti una zona wellness con piscina coperta, riscaldata sempre a 30 ° con il pavimento in lastre di marmo e circondata da pannelli e soffitti di stucco e roccia solcati da travature di antico legno massiccio. Le grandi vetrate regalano luminosità naturale a tutto l’ambiente. Per rilassarsi in acqua ci sono due idromassaggi: uno interno, accogliente e confortevole, e uno esterno, particolarmente suggestivo durante le nevicate della stagione invernale. Accanto all’idromassaggio, in giardino, c’è la “sauna in baita”: il segreto, soprattutto in inverno? Dopo la sauna, una doccia fresca, un giro in giardino, per raffreddare il corpo e un tuffo di relax nell’idromassaggio. Di sera, in inverno, lo spettacolo del cielo stellato è incredibile. L’area wellness dispone di varie saune e un grande, originale bagnoturco. Numerosi trattamenti rendono il soggiorno un piacevole momento di relax.

image005RISTORANTE
Ai fornelli del ristorante c’è lo chef Alessandro Martellini, toscano di Orbetello, che dà un’impronta personale ai piatti serviti nella piacevole sala del ristorante dell’hotel Tyrol; eccellente interprete della gastronomia e delle tradizioni locali, con un accento originale. A parte il pesce, che arriva freschissimo dal mare toscano e dal mar Adriatico, i prodotti sono per lo più locali.
La passione di Alessandro Martellini è la natura: una manifestazione di arte spontanea – ogni giorno ed in ogni prodotto. Un’arte che attraverso l’uomo viene trasformata in gastronomia utilizzandola nella sua perfezione nel colore – odore – forma – sapore. Così commenta: “Il mio impegno: realizzare delle pietanze eccezionali e interpretare la cultura e lo stile ladino a tavola”. Dai piatti di Alessandro Martellini sboccia la creatività e l’abilità di chi alla tecnica unisce anche la passione. L’esplorazione di nuovi abbinamenti e la ricerca della qualità da presentare in tavola rendono il lavoro dello chef Alessandro Martellini e del suo team un importante impegno quotidiano, per stupire gli ospiti.
La cura per i dettagli, per le intolleranze alimentari, per la scelta e la ricerca della filiera dei prodotti svolge un ruolo importante, che fa parte della quotidianità del lavoro in cucina.

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Highlight invernale dell’hotel Tyrol è la vicinanza allo skilift: pochi metri lo separano dalla skiroom dell’hotel. In meno di un minuto si è letteralmente in pista. Grazie al collegamento con Dolomiti Superski – il più grande carosello sciistico al mondo – e la vicina Alpe di Siusi, è un eldorado per gli sportivi invernali.
Qui inizia il celebre Sellaronda, sogno degli amanti dello sci. Altra comodità è l’acquisto dello ski pass direttamente in hotel e la prenotazione di corsi di sci a prezzi agevolati.
Oltre allo sci, si possono provare le ciaspole: con le esperte guide alpine gli ospiti dell’hotel Tyrol possono scoprire i suggestivi panorami invernali o seguire le tracce fresche di un capriolo o di un cervo.
La magica Vallunga a Selva Gardena offre agli appassionati dello sci di fondo un circuito meraviglioso circondato da un panorama dolomitico ineguagliabile. 12 km di piste disegnate tra boschi, colline e prati innevati da vivere appieno praticando questo sport antico, divertente e impegnativo.
I più sportivi possono provare l’arrampicata sportiva su pareti ghiacciate e su cascate di ghiaccio, un’esperienza elettrizzante e coinvolgente.

Pacchetto speciale Tyrol Experience Valentines Day 2017
Il Tyrol vi invita in un ambiente ricco di elementi caratteristici tra le più belle montagne del mondo Patrimonio Unesco. Un paesaggio da far innamorare!
A partire da € 2050 a persona (in camera Tyrol Special – arrivo 11.02 e partenza 18.02 – soggiorno di 7 notti)
⦁ Sei notti in camera Tyrol Special
⦁ Una notte immersi nella NATURA AUTENTICA della nostra baita in Alpe Juac (cena esclusiva a lume di candela e prima colazione con straordinaria vista UNESCO)…un rifugio per innamorati
⦁ Prima colazione a buffet con ricchezza di tipicità ogni mattina
⦁ All’arrivo regalo di benvenuto in camera
⦁ Un’escursione in compagnia della nostra guida alla scoperta della fauna e delle sue impronte
⦁ Cena gourmet ogni sera

HOTEL TYROL
Strada Puez, 12
Selva di Val Gardena
BZ
Tel. +39 0471 774 100
www.tyrolhotel.it
info@tyrolhotel.it
INFORMAZIONI PER LA STAMPA:
Ufficio Stampa Pizzinini Scolari ComunicAzione
www.pizzininiscolari.com
Alessandra Fuse – e-mail: alessandra.fuse@pizzininiscolari.com Cell. 340/2457631
Christian Pizzinini – e-mail christian.pizzinini@pizzininiscolari.com Cell. 338/8543309

Il Gourmettino a Firenze

14568236_10210391592497112_3285609128034114806_nIl Gourmettino a Firenze
“Cento metri a perpendicolo sul mare”
dal meraviglioso mare della Puglia all’Arte di Firenze….
nasce l’osteria contemporanea
“Il Gourmettino”

Fuori tanta gente che passa, curiosa, mille botteghe, quasi una musica di sottofondo, siamo nel centro storico fiorentino, ma entrando lasci tutto, i rumori della strada si affievoliscono….. noti subito un giardino d’inverno pieno di colori e profumi, un maestoso arancio nel centro di una corte, 14708129_1297108443641678_8265744103068311688_ninsolita e preziosa nel pieno centro della città, un angolo di Puglia, incastonato nel pieno centro, una sorta di insolita gemma, dove Domenico Cilenti, lo chef venuto dalla Puglia….dal suo locale Porta di Basso a Peschici …..a cento metri a perpendicolo sul mare…. ha fissato la sua base fiorentina, un locale pieno di luce e di allegria, dove ti accolgono tanti ragazzi, belli e sorridenti, davanti alla cucina a vista, una scatola di cristallo dove nascono mille sapori, i colori di un muro fatto di mattonelle pugliesi, qui 14718749_1529733727053075_5377079407276549576_nDomenico racconta la sua storia.
Il locale, magnifico nella sua rigorosa semplicità, unisce tutti gli elementi caratteristici della Puglia, il bancone all’ingresso ornato da una lastra di mattonelle di mille colori, parla della sua gente gentile, ma anche dei sapori e profumi antichi della sua terra, con la cucina, il vino, l’accoglienza discreta,
il locale è strutturato nei locali di una antica bottega fiorentina, per cui offre un ambiente raffinato, caldo, in un impatto di materiali fatti da pietra a vista, il color tortora mixato al grigio tenue, le volte a crociera, calde luci soffuse, tavoli di legno biondo con le gambe ottocentesche di ferro nero, una lunga panca in muratura piena di cuscini dai colori soft, una parete dove la sagoma del Duomo di Firenze è sottolineata da luci dando un tocco divertente alle rigorose volte a crociera, un sottofondo sound appena percepito…..e poi la gemma di verde che attira la vista, un arancio orgoglioso, piante, fiori, allegria. Ottimo e professionale il servizio, tutti pugliesi, giovanissimi e professionali, ed un’eccellente carta dei vini, calore dell’accoglienza in una 14125667_10210552716844355_9132364899390635184_olocation di grande raffinatezza.
E poi il “primo attore” Domenico Cilenti, la sua cucina parla della sua terra “a perpendicolo sul mare”, dove l’intensità e la varietà della tradizione del sud incontra la creatività con straordinarie materie prime del territorio, di terra e di mare, lo stile dell’osteria mixato alla contemporaneità, con piatti che richiamano alla mente sapori familiari, ancestrali, la burrata, il pallone di Gravina e il canestrato pugliese, la paparina con le olive, i lampascioni, la scapace, la giuncata, la stracciatella, e poi l’olio salentino……..una cucina basata nell’estro di questo giovane chef, già famoso, che merita grande attenzione, che scava nella memoria collettiva e ne tira fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, 14671230_10153862698862115_8723199993695549847_nil suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema….oggi, con Domenico Cilenti, nasce un locale a perpendicolo su Firenze.
Il Gourmettino
via Palmieri 31R
50122, Firenze – Italy
T. +39 055 2001237
firenze@ilgourmettino.com
GIARDINO Interno

Pitti Uomo 2017 edizione ‘91 Cappellificio Tesi, dalle Trecce dell’800…

Tesi-Donna-13 (1)Cappellificio Tesi, dalle Trecce dell’800…

Pitti Uomo 2017 edizione ‘91
Le tendenze della moda internazionale al salone fiorentino: le griffe puntano sugli accessori, in particolare sui cappelli e sul classico impermeabile ma con materiali innovativi, dal dandy all’uomo che veste all’avanguardia, è il cappello, super personalizzato ed eccentrico, il capo immancabile nel guardaroba maschile secondo le griffe internazionali in scena in questi giorni a Pitti Uomo a Firenze.
Grande attenzione dei buyers per il cappellificio toscano Tesi, che dalla metà dell’800 insegna a fare cappelli partendo dalle trecce e dai cappelli di paglia, dall’eccellenza dei maestri artigiani di una volta alla classica forma Borsalino di oggi in feltro di lapin rasato, reinterpretata nei colori del nero, grigio, oceano, naturale, cammello e bruciato.
Piccoli borghi e paesi toscani, le trecciaiole sull’uscio di casa, mani che si muovono, rapide, svelte, a capo chino, una storia di artigianato che parte da metà dell’800 e continua oggi, nella produzione artigianale che tutto il mondo ci invidia e porta a dei fatturati importanti, portando il comparto del cappello, in Toscana, a fatturare oltre i cento milioni annui.
Le origini della Ditta Tesi risalgono alla metà del 1800, quando fu fondata a Signa una piccola compagnia specializzata nella produzione e nel commercio di trecce e cappelli di paglia.
La fine del XIX secolo vide un periodo di grande prosperità del settore e la Ditta Tesi conquistò una posizione preminente sui mercati europei e americani.
All’inizio del XX secolo furono fatti significativi investimenti per ingrandire e modernizzare la fabbrica e le sue attrezzature. Questo era il periodo d’oro dei cappelli “a canotto” e dei cappelli di paglia in generale, con grande attenzione all’uso di paglie Italiane ed orientali. Il mercato era in grande crescita e la Ditta Tesi anticipava la domanda dei clienti innovando e introducendo nuovi modelli. In questo clima di novità la Ditta Tesi introdusse sul mercato un nuovo materiale: il panama. Durante quegli anni, consolidò ulteriormente il suo prestigio internazionale e stabilì contatti con il Centro e Nord America per il commercio dei materiali grezzi e lavorati. Dopo la seconda guerra mondiale lo sviluppo continuò, nonostante il cappello avesse perduto lo status di elemento indispensabile nell’abbigliamento. Il boom economico post bellico provocò un cambio radicale nello stile di vita; i ritmi e le abitudini divennero frenetici. Il cappello continuò ad essere percepito come un importante accessorio, ma la moda del cappello di paglia cominciò a declinare, raggiungendo il suo periodo peggiore alla fine degli anni ’60. La solida reputazione dell’Azienda e la sua capacità di rinnovamento consentirono di superare i momenti di crisi dell’epoca, introducendo nuove linee in feltro e tessuto per uomo e donna.
L’esperienza e la capacità di innovazione sono la chiave del successo attuale della Ditta Tesi e la quinta generazione della famiglia è oggi alla guida della Società.
La Ditta Tesi ha contribuito alla fondazione del “Museo della Paglia Domenico Michelacci”, a Signa, la capitale del cappello nei pressi di Firenze.

PITTI UOMO Ed ‘91
January 10th-13th, 2017
Pad. Centrale- Piano Attico Central Pavill.- First Floor
Hall 3 – STAND- BOOT G11 FIRENZE

Duccio Venturi Bottier in punta di piedi mi conquisto Firenze

IMG_6739okDuccio Venturi Bottier in punta di piedi mi conquisto Firenze

Le tendenze della moda internazionale al salone fiorentino: le griffe puntano sugli accessori, in particolare sugli accessori, borse, scarpe, cappelli ma con materiali innovativi, dal dandy all’uomo che veste all’avanguardia, alle nuove tendenze per la donna, secondo le griffe internazionali in scena in questi giorni a Pitti Uomo a Firenze. E in questo contenitore meraviglioso escono, come fosse il cilindro di un prestigiatore, i talenti più veri, nuovi, tra qui nel settore Woman, le calzature di un vero talento del made in Italy, Duccio Venturi Bottier, che incanta Pitti con il suo arcobaleno di colori.
Per Duccio Venturi imparare a leggere la moda …… con i suoi codici, i simbolismi, le sue dietrologie, proprio come se fosse un libro da sfogliare e in cui immergersi per ritrovarsi arricchiti, icona di approfondimento culturale per suggerire il concetto di una moda che, in questi tempi, non è mai stata meno superficiale. Lo si intuisce certo dalla selezione di brand presenti in questa Edizione ’91 di Pitti Immagine 2017 negli spazi della Fortezza da Basso, stagione dopo stagione sempre più ricchi di novità italiane e straniere con un focus sull’artigianalità che combatte l’idea di un abbigliamento omologato e di poca qualità.
_MG_3667 as Smart Object-1v tag_1Ricerca, creatività, artigianalità, eccellenza….è nella creatività in cui Duccio Venturi ha sempre creduto e cercato, nato da una famiglia di imprenditori della calzatura e poi un percorso di intense collaborazioni con le più note maison di moda ed haute couture italiane e non come Cadette, Franco Moschino, Thierry Mugler e Sergio Rossi, e poi i primi passi con un proprio brand, Duccio Venturi Bottier, affiancato in unione sinergica dalla figlia Aliai, in quanto Venturi ha perfettamente compreso che, anche se l’abito può essere low cost o meno appariscente, sono proprio le scarpe che rimangono il vero accessorio fashion, la donna che si riappropria della propria femminilità, “ritorna sui tacchi” e torna ad essere l’oggetto del desiderio che fino dal Medio Evo è sempre stata.

Senza l’emozione nessun indumento vive, nessuna tendenza è reale, desiderabile, glamour, contagiosa……e così le scarpe di Duccio Venturi fatte da artigiani italiani, “maestri” nella costruzione delle scarpe, tacchi, tomaie, pellame, tutto di altissima qualità per una donna che segue l’evoluzione della moda, entra nel mondo delle fashion victim, con il suo passo felino e deciso, continuando a ricercare il nuovo e il bello, sottolineando ridottadettagli che fanno subito moda e rendono il marchio una icona: una passerella di scarpe dai colori inaspettatamente vibranti e bon ton, la bellezza e la femminilità esasperata per immaginare un romanzo d’amore che sottolinea la seduzione con pennellate di verde elettrico, il rosso fuoco, il rosa caramella, l’arancio, passi sottintesi e seducenti, con gli accenti ammiccanti di una moda che è, ormai, diventata……. un must…“Duccio Venturi Bottier!!!!”
www.duccioventuri.com

crediti ph: Edoardo Tranchese I Fotografi

Text: Cristina Vannuzzi Landini

Mangia come scrivi Parma

locandina-parmaMangia come scrivi Parma
undicesimo Anno
Rassegna gastro-letteraria-artistica
1 cena, 3 scrittori x 3 minuti (di reading), 9 opere d’artista

In collaborazione con
Associazione culturale Mangia come scrivi
Libreria Ubik di Salsomaggiore Terme
Stadiotardini.it

INIZIO SERATE
ALLE ORE 20.30

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
ALLO 031-704915

COSTO CENA: 35 EURO
(4 piatti d’autore dall’antipasto al dolce,
3/4 vini selezionati)

Presenta
Gianluigi Negri

www.gianluiginegri.it
info@gianluiginegri.it
www.mangiacomescrivi.it
info@mangiacomescrivi.it

MANGIA COME SCRIVI
undicesimo Anno
Rassegna gastronomica-letteraria-artistica
1 cena, 3 scrittori x 3 minuti (di reading), 9 opere d’artista

Stagione di Parma 2017
GENNAIO – MAGGIO

Antica Tenuta Santa Teresa – Ristorazione per eventi
Parma – Strada Beneceto, 26
Tel. 0521-462578 o 348-2491140
www.anticatenutasantateresa.it

Programma

VENERDÌ 27 GENNAIO
Disegni Ortolani

OSPITI
Stefano Disegni, Leo Ortolani, I Masa

La satira nel Cuore (e nella matita): il vignettista più pungente d’Italia con Tanta roba. Per un’indigestione di satira esilarante (Rizzoli Lizard). Il papà di Rat-Man alle prese con una fatidica domanda nel nuovo The Walking Rat (Panini Comics): c’è umorismo, dopo la morte? E il duo comico-musicale più irriverente e innovativo della provincia di Parma.

VENERDÌ 24 FEBBRAIO
Il banchetto di nozze e altri sapori

OSPITI
Carmine Abate, Camillo Bacchini, Elissa Piccinini

Il vincitore del Campiello e dello Stresa rende il cibo motore del racconto nel nuovo Il banchetto di nozze e altri sapori (Mondadori). Con un piatto, tra i tanti, che è la sintesi perfetta tra Nord e Sud: polenta con la ‘nduja. I due critici letterari parmigiani con Ricette da fiaba (Elliot) portano i lettori alla scoperta delle più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari.
VENERDÌ 17 MARZO
Bacci Pagano, Enrico Radeschi, Ardelia Spinola

OSPITI
Bruno Morchio, Paolo Roversi, Cristina Rava

Bollicine noir: serata Franciacorta. L’investigatore dei carruggi creato da Morchio ritorna in Fragili verità (Garzanti). Il giornalista hacker di Roversi in La confraternita delle ossa (Marsilio). L’anatomopatologa della Rava in Quando finiscono le ombre (Garzanti).
VENERDÌ 7 APRILE
Poesie catartiche e poesie surrealiste

OSPITI
Flavio Oreglio, Antonio Tacete

L’attore comico, cabarettista e musicista che ha appena celebrato il suo anno catartico e il poeta-scrittore surrealista parmigiano con il nuovo provocatorio libro Le lucciole nella lane delle pecore (Guaraldi).
VENERDÌ 12 MAGGIO
La nostra Cuba

OSPITI
Davide Barilli, Paolo Simonazzi, El Rubio Loco

Tre mestieri diversi, tre grandissime passioni, un primato da condividere: lo scrittore, il fotografo e il cantautore italiani più famosi a Cuba. Barilli e Simonazzi con il progetto Mantua, Cuba. El Rubio Loco con le sue nuove hit per l’estate.

MANGIA COME SCRIVI
undicesimo Anno
Rassegna gastro-letteraria-artistica
1 cena, 3 scrittori x 3 minuti (di reading), 9 opere d’artista

In collaborazione con
Associazione culturale Mangia come scrivi
Il Bere Alto
Libreria Ubik di Salsomaggiore Terme
Stadiotardini.it
Pasticceria Battistini

INIZIO SERATE
ALLE ORE 21.00

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
ALLO 0521-462578

COSTO CENA: 35 EURO
(4 piatti d’autore dall’antipasto al dolce,
4 vini selezionati da “Il Bere Alto” di Claudio Ricci
e presentati dal sommelier Giampaolo Ferrari,
il dolce firmato dall’artista pasticciere Alessandro Battistini)

Presenta
Gianluigi Negri

www.gianluiginegri.it
info@gianluiginegri.it
www.mangiacomescrivi.it
info@mangiacomescrivi.it

Mangia come scrivi – Cantù

locandina-cantuMangia come scrivi – Cantù
undicesimo Anno
Rassegna gastronomica-letteraria-artistica
1 cena, 3 scrittori x 3 minuti (di reading), 9 opere d’artista

Stagione di Cantù 2017
GENNAIO – MAGGIO

Ristorante Il Garibaldi
Cantù (Como) – Piazza Garibaldi, 13
Tel. 031-704915
www.ilgaribaldi.it

Programma

GIOVEDÌ 19 GENNAIO
Ti devo un ritorno

OSPITI
Niccolò Agliardi, Edwyn Roberts, Enzo Gentile

Di nuovo insieme, dopo aver tenuto a battesimo Mangiamusica lo scorso novembre. L’autore della colonna sonora di “Braccialetti rossi”, accompagnato al piano da Edwyn Roberts (che insieme a lui ha firmato “Simili” per la Pausini), presenta il nuovo romanzo Ti devo un ritorno (Salani). Gentile presenta, invece, Time After Time (Hoepli): dove, quando e perché nella storia del pop-rock, anno per anno, dal 1954 a oggi.
GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO
Troppe zeta nel cognome

OSPITE D’ONORE
Mario Luzzatto Fegiz

Il decano dei critici musicali italiani vuota il sacco senza fare sconti a nessuno, soprattutto a se stesso… E presenta a Mangia come scrivi il nuovo libro Troppe zeta nel cognome – Vizi pubblici e private virtù di un critico musicale (Hoepli) a poche settimane dai festeggiamenti per il suo 70° compleanno.
GIOVEDÌ 16 MARZO
Nebbie e delitti

OSPITI
Valerio Varesi, Tiziano Marelli, Patrice Avella

Varesi presenta il nuovissimo Il commissario Soneri e la legge del Corano (Frassinelli), Marelli il noir di formazione Troppa nebbia nel cuore (Edizioni dEste), il francese Avella il romanzo Piazza Fontana (Edizioni Il Foglio).
GIOVEDÌ 6 APRILE
Good Vibrations

OSPITI
Roberta Maiorano, Aldo Pedron, The Crashmen (Ed Seagraves & Mark Dale) e un ospite a sorpresa

Gli autori (due grandi firme del giornalismo musicale italiano) di Good Vibrations – La storia dei Beach Boys (Arcana) accompagnati dal gruppo surf The Crashmen. Con l’aggiunta di un ospite a sorpresa.

GIOVEDÌ 11 MAGGIO
Segni (e) Particolari

OSPITE D’ONORE
Alberto Patrucco

L’omaggio di un grande del Cabaret italiano alle parole e alla musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso, un artista unico, dotato di genialità e ironia senza eguali.

Pink life magazineIl New Deal della rivista che raccoglie le eccellenze del Made in Campania

modugno-cover-pink-life-orizzontaleParty a Palazzo San Teodoro con la top model Raffaella Modugno

Compie quattro anni Pink Life Magazine e si propone in una veste grafica completamente rinnovata e accattivante, e con un mood che sfida la crisi in cui, ormai da tempo, è caduto il mondo della carta stampata. Gli editori Girolamo Alvino e Linda Suarez, che è anche direttore responsabile Pink Life Magazine, hanno dato vita, per mesi, a incontri per coinvolgere alcune tra le più prestigiose realtà della Campania, travolte dall’energia esplosiva di Linda Suarez, che per l’occasione vestiva uno splendido abito bianco e nero. Dal Cilento Outlet Village, proiettato verso una crescita esponenziale con l’inaugurazione di nuovi store di prestigio entro la fine del 2017, a marchi famosi che ormai compaiono nella storia più importante del Made in Italy: Bruno Caruso Privé, Alessandro Legora, Mara Carol. Di questa nuova avventura fanno parte anche Ortensia Tropeano, Alessandro Gaglione, Pecorella Marmi, Il Fregio Luxury Home, Luisstyle, Grizzly Security, Village Aperitif, Albano Shoes, More Man, QBR Jeans, Starlet, Alamè Jewels, Desiree Liquori, Jhey Roger, Helena P.

Gli editoriali moda della rivista sono affidati al fotografo Giorgio Attanasio, ormai braccio destro degli editori e art director di Pink Life Magazine.

Un press afternoon dal tocco decisamente milanese. Un pomeriggio aperto dall’incontro con la stampa e proseguito nell’atelier di Bruno Caruso Privé, in via Carlo Poerio n. 12, che ha proposto una preview della collezione primavera/estate 2017, già anticipata nell’editoriale moda di Pink Life Magazine in distribuzione da qualche giorno. Testimonial di Bruno Caruso Privé la top model Raffaella Modugno, tra le candidate a valletta del prossimo Festival di Sanremo, presente in atelier e al party con cui si è brindato al new deal della rivista a Palazzo San Teodoro, nel cuore di Chiaia. Dj set Gaetano Gaudiero. Live Set Marika Cecere.

Tra i presenti, immortalati dagli scatti di Pasquale Garofalo, Anna Capasso, Francesco Albanese, Ciro Giustiniani, Marianna e Angela Fontana, Salvio Simeoli, Alessandra Clemente, Luca Riemma, Marco Maddaloni, Romina Giamminelli, Claudia letizia, Alessandro Cannavale, Antonio Ciccone, Nino Lettieri, Alessandro Legora, Pasqualina Sanna, Ramona Amodeo, Pasquale Legora de Feo, Veneranda Pascale, Felicita Merlino, Francesco Furino, Arturo Pierro, Nicola Pecorella, Roberto D’Angelo, Ciro Prato, Alessia Avolio, Cinzia D’Onofrio, Ortensia Tropeano, Alessandro Gaglione, Luisa e Annalisa Viscardi, Leo Nigrelli, Lorenzo Crea, Enzo Agliardi, Lorena Sivo, Alessandro Sansoni.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista-GIST Gruppo Italiano Stampa Turistica
Ispettore On. Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
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Mangia come scrivi: ecco i grandi nomi delle due nuove stagioni

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E’ qui la festa: il 2017 della rassegna più golosa d’Italia
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Invito alla nuova stagione di Mangia come scrivi con Leo Ortolani, Stefano Disegni, Carmine Abate, Flavio Oreglio, Niccolò Agliardi, Mario Luzzatto Fegiz, Valerio Varesi, Alberto Patrucco
Mangia come scrivi:
ecco i grandi nomi delle due nuove stagioni

Dieci imperdibili appuntamenti da gennaio a maggio con prestigiosi ospiti tra Parma e Cantù: Stefano Disegni, Leo Ortolani, Carmine Abate, Flavio Oreglio, Niccolò Agliardi, Mario Luzzatto Fegiz, Valerio Varesi, Alberto Patrucco
Ventotto ospiti, dieci appuntamenti da non perdere: Mangia come scrivi ha appena concluso le celebrazioni del decennale e ora guarda avanti, nel suo undicesimo anno, con un cartellone ricco di nomi, novità e sorprese. Da gennaio a maggio riprenderanno le due stagioni – emiliana e lombarda – della rassegna ideata e diretta dal giornalista Gianluigi Negri, nata nel novembre 2006 in provincia di Parma: le cene-spettacolo si svolgeranno a Cantù (Como) un giovedì al mese al Ristorante Il Garibaldi e a Parma un venerdì al mese all’Antica Tenuta Santa Teresa.

Dalla presenza di grandi nomi dello spettacolo (Niccolò Agliardi, Flavio Oreglio, Alberto Patrucco) all’attesissima serata con Stefano Disegni e Leo Ortolani per la prima volta insieme (il vignettista satirico e il fumettista più amati d’Italia), dai maestri del giallo come Valerio Varesi e Bruno Morchio al vincitore del Campiello Carmine Abate, dal decano dei critici musicali Mario Luzzatto Fegiz alla gran chiusura della stagione parmigiana con una serata dedicata a Cuba: cinque mesi di cene tutte diverse tra loro e originali. Con la rinnovata e prestigiosa collaborazione con il maestro pasticciere Alessandro Battistini in quel di Parma. E sempre con la voglia di stupire, di coinvolgere il pubblico e di portare avanti un discorso (mai interrotto) sulla cultura del gusto e sul gusto della cultura, con quell’inconfondibile mix di intrattenimento e spettacolo che, in oltre dieci anni, ha consentito a Mangia come scrivi di mettere a tavola 390 scrittori e 130 artisti.

La stagione di Cantù
LA STAGIONE DI CANTÙ (Como)
Ristorante Il Garibaldi
(Piazza Garibaldi, 13)

GIOVEDÌ 19 GENNAIO
Ti devo un ritorno
OSPITI
Niccolò Agliardi, Edwyn Roberts, Enzo Gentile

GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO
Troppe zeta nel cognome
OSPITE D’ONORE
Mario Luzzatto Fegiz
GIOVEDÌ 16 MARZO
Nebbie e delitti
OSPITI
Valerio Varesi, Tiziano Marelli, Patrice Avella
GIOVEDÌ 6 APRILE
Good Vibrations
OSPITI
Roberta Maiorano, Aldo Pedron, The Crashmen (Ed Seagraves & Mark Dale) e un ospite a sorpresa

GIOVEDÌ 11 MAGGIO
Segni (e) Particolari
OSPITE D’ONORE
Alberto Patrucco

Inizio serate: ore 20.30
Info e prenotazioni: 031-704915
Vai al Programma completo di Cantù
Scarica il programma in word
La stagione di Parma
LA STAGIONE DI PARMA
Antica Tenuta Santa Teresa
(Strada per Beneceto, 26)

VENERDÌ 27 GENNAIO
Disegni Ortolani
OSPITI
Stefano Disegni, Leo Ortolani, I Masa
VENERDÌ 24 FEBBRAIO
Il banchetto di nozze e altri sapori
OSPITI
Carmine Abate, Camillo Bacchini, Elissa Piccinini

VENERDÌ 17 MARZO
Bacci Pagano, Enrico Radeschi, Ardelia Spinola
OSPITI
Bruno Morchio, Paolo Roversi, Cristina Rava

VENERDÌ 7 APRILE
Poesie catartiche e poesie surrealiste
OSPITI
Flavio Oreglio, Antonio Tacete
VENERDÌ 12 MAGGIO
La nostra Cuba
OSPITI
Davide Barilli, Paolo Simonazzi, El Rubio Loco

Inizio serate: ore 21.00
Info e prenotazioni: 0521-462578

Contatti:
info@mangiacomescrivi.it

La Gioconda di Latta e altre 441 scatolette di latta

Del Tongo - La Gioconda di Latte 03La Gioconda di Latta e altre 441 scatolette di latta
Una mostra curiosa
Da Del Tongo
Dal 1° dicembre al 14 gennaio 2017

442 scatolette di latta saranno esposte dal 1 dicembre al 14 gennaio nello spazio Del Tongo in via Solferino 22. Fanno parte della collezione di Paolo Stefanato, giornalista, che nell’arco di trent’anni le ha raccolte in tutto il mondo. Egli spiega: “Le scatolette alimentari sigillate, a differenza di quelle con il coperchio, sono fabbricate per essere distrutte. Sono un semplice imballaggio che si getta e non si conserva, simboli inconsapevoli della vita quotidiana e dei consumi minuti. Invece, osservandole, si può apprezzare quanto siano belle, curiose, sorprendenti e come rappresentino un mondo d’arte a sé, non lontano dalla Pop art e dal pensiero creativo di Andy Wharol”.

Del Tongo - La Gioconda di Latte 02Provengono da tutto il mondo, hanno protetto e custodito cibi di ogni tipo: sardine, tonno, pomodori, verdure, frutta, pesce e carni. Non portano etichetta, ma sono litografate sul metallo, e questo le rende brillanti. Hanno grafiche inusuali e bizzarre, sono colorate e decorate con le immagini più diverse: fiori, pescatori, fabbriche, barche, figure e volti. Persino il ritratto della Gioconda. Vengono, dicevamo, da tutto il mondo, dall’Europa all’Argentina, dall’Italia alla Corea, passando dall’Africa e dall’Australia. Un racconto per ridare dignità a un oggetto dalla vita breve, che nasce per una vita effimera al servizio del prodotto che contiene.

La loro storia, come ha ricostruito Paolo Stefanato, ha più di 200 anni. “Nel 1810 le scatolette furono brevettate dall’inglese Pierre Durand che seguì le sperimentazioni del francese Nicolas Appert per la conservazione dei cibi in contenitori di vetro: Durand ostituì il vetro con lattine in metallo cilindriche. Il brevetto fu poi acquistato dagli inglesi Bryan Donkin e John Hall e l’industria che si sviluppò ebbe come primo cliente l’esercito inglese. Nel tempo, la leggerezza, la duttilità, la resistenza della latta, la qualità assicurata dai pDel Tongo - La Gioconda di Latte 01rocessi di conservazione, lo snellimento dei processi di lavorazione, fecero sì che la scatoletta iniziasse a diffondersi sul mercato fino a diventare, ai nostri giorni, un oggetto consueto nella vita quotidiana di tutti”. “Le scatole di latta – avverte Stefanato – appartengono a due grandi famiglie. Quelle con il coperchio, quindi riutilizzabili, che hanno sempre alimentato un collezionismo fiorente e molto decorativo. E quelle sigillate, che invece vengono gettate dopo aver protetto il loro contenuto. Più umili, poco considerate, pronte a diventare un semplice rifiuto. Questa collezione vuol essere un po’ il loro riscatto: se nessuno le conservasse, di esse non rimarrebbe traccia”.

Tra tutte quelle esposte nella mostra, due spiccano pin modo particolare. Una fabbricata in Francia di marchio “Le dieux” su cui è disegnato un banchetto in cui Giove, Nettuno, Marte e Mercurio mangiano sardine: l’immagine è accompagnata da un falso verso dell’Iliade. L’altra, fabbricata in Italia, è quella delle “Alici in salsa piccante vera marca Rizzoli, Parma” in cui tre gnomi con barba e cappello tricolore sono sovrastati dal motto latino “Ante Lucrum Nomen”, prima il prestigio del nome e poi il guadagno. Valori solenni che sorprende trovare impressi su una semplice scatoletta di acciughe, fabbricata per essere distrutta.

Fa da cornice alle 442 scatolette il monomarca Del Tongo di Milano, uno spazio vivo di circa 300mq apparentemente allo stato grezzo, dove le cucine trovano rappresentazione per esprime qualità, design, e tecnologia. Da sempre valori dell’azienda. Una visione espositiva aperta, un collage di emozioni racchiuse in immagini reali per ridefinire gli spazi tradizionali in zone funzionali, non sono visioni di abitazioni ma scorci reali di cucine con idee diverse.

Questo da scoprire da Del Tongo dal 1° dicembre al 14 gennaio 2017, in Via Solferino 22 a Milano.
Il lunedì dalle 15.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00
www.gruppodeltongo.com
Per ulteriori informazioni: 347 6907030

 

La storia delle scatolette di latta,fabbricate per essere distrutte

Paolo Stefanato

Le scatolette di latta, oggetti presenti nella vita di tutti noi, hanno una storia lunga più di 200 anni. Il primo a metterle a punto fu un inglese, Pierre Durand, che nel 1810 ottenne dal re Giorgio III d’Inghilterra il brevetto per la conservazione di cibi “in vetro, ceramica, alluminio e altri metalli”. Il brevetto di Durand era basato sui 15 anni di sperimentazioni del francese Nicolas Appert, che sviluppò l’idea di conservare il cibo in bottiglie. Durand prese l’idea di Appert e fece un ulteriore passo avanti, sostituendo le fragili bottiglie di vetro con lattine cilindriche in metallo. Egli intuì le potenzialità della sua scoperta ma preferì monetizzarla subito: e solo un anno dopo, nel 1811, la vendette a due industriali, Bryan Donkin e John Hall, di Bermondsey, presso Londra, che diedero vita a un’industria di conserve e nel 1813 produssero i primi cibi in scatola per l’esercito inglese.

L’idea di Durand aveva dunque paternità francese. Il governo di Parigi, durante le guerre napoleoniche, aveva bandito un premio di 12mila franchi per colui che avesse proposto un metodo efficace ed economico per conservare grandi quantità di cibo, perchè gli approvvigionamenti alimentari erano uno degli aspetti di maggior vulnerabilità degli eserciti: chi avesse escogitato un modo per nutrire le truppe regolarmente e con una qualità standardizzata, avrebbe avuto un’arma in più contro i nemici. Fu un cuoco e pasticcere di sessant’anni che nel 1809 si aggiudicò quel denaro: Nicolas Appert, appunto, nato a Chalon-en-champagne nel 1749, il quale ebbe la sua intuizione constatando che il calore eliminava o rallentava i processi di decomposizione del cibo. E mise a punto il suo metodo di conservazione, secondo il quale era necessario che un contenitore fosse sigillato ermeticamente e poi immerso nell’acqua bollente, per tempi variabili secondo il tipo di alimento (esattamente quello che tuttora si fa con le conserve di casa). Applicò il processo a dei recipienti di vetro e adottò, cinquant’anni prima di Pasteur, il metodo della sterilizzazione dei cibi. Appert pubblicò l’anno successivo un libro che è tuttora il capostipite riconosciuto della scienza della conservazione: “L’art de conserver les substances animales et vegetales”. Ebbe qualche fortuna anche con la sua piccola fabbrica, costruita con i fondi del premio, ma – quasi per una curiosa vendetta della storia: lui che aveva sfamato gli eserciti – questa fu rasa al suolo nel 1814 dall’esercito degli austro-prussiani, invasori della Francia, ed egli poi morì in miseria, a 92 anni.

Pierre Durand, che era nato nel 1766, non fece altro che sostituire i contenitori in vetro con la latta e adattare il metodo Appert alle scatole. La latta (o banda stagnata), un sandwich sottilissimo di acciaio e stagno che esisteva da secoli, presentava molti vantaggi: era un materiale più leggero, più duttile, meno fragile e più economico del vetro. Fondamentali restavano la chiusura ermetica e il passaggio delle scatole, una volta chiuse, ad alta temperatura per eliminare batteri e tossine. Inizialmente il processo di inscatolamento era laborioso perché doveva essere fatto a mano; le prime scatolette erano costose per la gente comune, con il risultato che divennero una sorta di status symbol. Ma progressivamente il successo crebbe, e con esso si allargò il mercato. Il cliente principale nel primo periodo fu la Marina di Sua Maestà e nel 1817 la Donkin&Hall in sei mesi vendette carne in scatola per 3mila sterline. , un’enormità per l’epoca. Nel 1820 l’esploratore Edward Parry, nella sua ricerca di un “passaggio a Nord Ovest” per l’India attraverso l’Artico, portò con sé scatolette di carne e di zuppa di piselli, e lo stesso fece nel 1829 l’ammiraglio John Ross in una spedizione analoga. L’unico, serio problema di quei tempi era l’avvelenamento provocato dal piombo che veniva usato per sigillare le scatole.

L’automazione dei processi di inscatolamento, il superamento dei problemi di salubrità del contenitore e l’aumento della gamma di cibi inscatolati (frutta, verdura, carni, persino ostriche, e poi tonno, sardine, pomodoro, zuppe) provocò un progresso della domanda che cominciò a essere sempre più diffusa grazie anche al contenuto “di servizio” delle scatolette, che permetteva di utilizzare il cibo nel tempo, tenendolo nella dispensa per l’occorrenza, diradando le visite al mercato; oppure di accompagnare viaggi e spedizioni. In Italia fu Francesco Cirio ad aprire la prima fabbrica di piselli in scatola nel 1856, a Torino, cui seguì, nel 1875, il primo impianto campano per la lavorazione industriale dei pomodori. Un fatto curioso: l’apriscatole fu creato trent’anni dopo le scatolette che avrebbe dovuto aprire. Fino a quel momento la gente si arrangiò come meglio poteva, con martelli, scalpelli, baionette, persino battendo la scatola sulla pietra.

Il successo dell’industria delle scatolette di latta e i progressi delle stampa litografica, che dava al metallo un’allegra brillantezza multicolore, diede origine a una variante più aristocratica: la scatola di latta contenente prodotti alimentari meno deperibili (biscotti, caramelle, cioccolato) oppure tabacco, puntine di grammofono, sigari e sigarette. Se per le scatolette ermetiche la confezione aveva un’essenziale funzione di conservazione dei cibi, le scatole non sigillate, cioè con il coperchio, assumevano una ragione più decorativa e voluttuaria, erano spesso oggetti da regalo o da ricorrenza, e rispecchiavano la certezza che, una volta terminata la loro funzione originaria, non sarebbero state gettate: avrebbero anzi continuato a servire le donne di casa o i ragazzi per contenere bottoni, utensili, cartoline e mille altre minutaglie casalinghe. Alcune fabbriche si specializzarono in scatole-giocattolo, regalo “doppio” per bambini fortunati, o in fantasiosi decori a tema o d’occasione (anni Santi, celebrazioni storiche, ecc.).

Da qui si può ben intendere come la grande famiglia delle scatole di latta, alle quali oggi è dedicato un fiorente collezionismo, sia in realtà divisa in due ampie categorie. Quelle “povere”, sigillate, che per svolgere la loro funzione devono essere aperte e distrutte, e quelle “aristocratiche” per le quali il contenuto è quasi un pretesto e che, anzi, appena vuotate acquistano una più orgogliosa vita propria. E’ facilmente intuibile che il collezionismo riguarda quest’ultimo tipo di scatole, che hanno espresso il loro massimo splendore tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, e che spesso furono addirittura firmate dalle griffe della pubblicità dell’epoca, da Dudovich a Cappiello: in Italia esistono almeno una decina di grandi collezioni, a cominciare da quella raffinatissima di Marina Durand de la Penne, visitabile a Gerano (Roma) e dedicata esclusivamente a scatole italiane; e da quella di Marco Gusmeroli, di Arona (Varese), considerato “il guru italiano nel collezionismo di materiale pubblicitario”. Le collezioni minori non si contano.

Le scatole “povere”, quelle di sardine, di tonno, di salse, di pelati, di carne, vengono normalmente gettate dopo l’uso e – tranne rarissime raccolte, presenti soprattutto in Francia – non lasciano traccia. Intendiamoci: nel 2010 il “compleanno” è stato tutto loro, non di quelle di biscotti. Anch’esse – quelle povere – , comunque, possiedono un più ingenuo ma riconoscibile intento decorativo, legato all’elementare marketing di prodotti di poco valore. A differenza delle scatole con il coperchio, che una volta vuotate mantengono intatte le proprie caratteristiche, le scatolette sigillate per essere conservate devono essere svuotate del contenuto; e questo, anche se fatto con accorgimenti esteticamente delicati, implica una violazione della loro integrità. Ovviamente non c’è alternativa.

Prendiamo le scatole di sardine, per esempio, che fanno quasi storia a sé. Vengono prevalentemente da Paesi mediterranei quali Tunisia, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia e sono a lungo “rimaste indietro” rispetto alle confezioni di altri prodotti, perpetuando anche in anni recenti sembianze ottocentesche e caratteristiche da archeologia industriale. Limitandoci alle scatolette litografate (e tralasciando quindi quelle con le etichette di carta, meno brillanti e dai colori più deperibili) va osservata la prevalenza di colori quali il rosso e il giallo (più naturali e più affini ai cibi naturali) e una netta minoranza di scatole stampate in verde, blu o nero. I disegni più frequenti si riferiscono al contenuto, e quindi pesci, pescatori, barche, velieri; ma ci si può imbattere nell’illustrazione della fabbrica, nell’intento forse di stupire il consumatore con le dimensioni e la solennità degli edifici; oppure in figure di fantasia – bambini, ragazze, principesse, ma anche antichi romani o personaggi letterari – per entrare in sintonia con qualche desiderio subliminale delle massaie, e per comunicare qualità e affidabilità.

Due esempi formidabili valgono per tutti. Una scatoletta di sardine sott’olio, fabbricata in Francia, “preparation à l’ancienne, depuis 1903” porta il marchio “Le dieux”, gli dei, illustrato con un banchetto dove tra gli altri si riconoscono Giove, con la corona, Nettuno, con il tridente, Marte, con elmo e lancia, Mercurio, con il caduceo. Davanti a ciascuno, un piatto con tre sardine. Una scritta recita, in francese: “Gli dei si nutrivano di sardine e d’ambrosia, Iliade, canto 25mo”. Una citazione di Omero? Macchè, l’Iliade si compone di 24 canti. Evidentemente quell’imprenditore decise che per conquistare le donne al mercato il metodo più efficace doveva essere un apocrifo del poeta greco. Quale incredibile macchinazione intellettuale!

L’altro esempio è italiano e tutti lo possono tuttora verificare negli scaffali dei supermercati. Si tratta delle “Alici in salsa piccante vera marca Rizzoli, Parma”, la cui scritta su fondo oro è uguale a sé stessa dal 1906, prima della Prima guerra mondiale (alcune scatolette furono trovate anni fa in una trincea); tre gnomi con la barba e i cappelli tricolori reggono un cartiglio blu con scritto: “Mangiar bene”. Piccolo, quasi invisibile, in alto, un motto latino: “Ante lucrum nomen”, prima il prestigio del nome e poi il guadagno. Tre parole che raccontano che cosa fossero un tempo l’onore, la nobiltà d’animo, il senso delle cose, il primato dei valori: con la solennità di un’iscrizione in un Pantheon. Invece è una semplice, dignitosa, modesta scatoletta di acciughe. Fabbricata per essere distrutta.

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Il Natale che non ti aspetti è fatto a mano in mostra il genio dell’artigianalità

Mombaroccio nataleIl Natale che non ti aspetti è fatto a mano in mostra il genio dell’artigianalità

Le creazioni dei maestri italiani dell’oggettistica rendono unici i mercatini nella provincia di Pesaro e Urbino fino all’8 gennaio 2017‘
Il Natale che non ti aspetti è fatto a mano in mostra il genio dell’artigianalità Antiche tecniche di lavorazioni per riscopre la tradizione più affascinante del vero tesoro italiano
“Il Natale che non ti aspetti”, è fatto a mano e si scopre visitando i mercatini concertati dal Comitato UNPLI sezione Provinciale Pesaro e Urbino in collaborazione con la Regione Marche, la Provincia Pesaro Urbino e in accordo con Christkindlmarkt Mercatino di Natale Bolzano Bozen. Molti gli stand dedicati all’artigianato tipico e alle performance di maestri del ‘fatto a mano’ per mostrare ai visitatori come si realizzano gli oggetti in legno, ferro, pietra, vimini, vetro o con lana, tessuti e cera d’api. Un settore di tradizione e talento che in Italia è una forma d’arte capace d’ incantare e venire apprezzata in tutto il Mondo. Tanti sono anche gli appuntamenti organizzati dalle varie Pro Loco, da Pesaro a Urbino passando per Candelara, Mombaroccio, Gradara, Fano, Frontone, Pergola, Fossombrone fino a Urbania, per insegnare come si realizzano ad esempio le candele o come si può preparare un regalo di Natale economico ma fantasioso. Tecniche diversificate a seconda dei materiali, saperi secolari tramandati e gelosamente custoditi per generazioni come quello della lavorazione della cera d’api a Candelara per ‘Candela a Candelara’ (fino all’11 dicembre), evento che dà la possibilità a chiunque voglia intervenire di osservare da vicino come si realizzano con tecniche medievali le più scenografiche candele “hand made”. Colorate, profumate e modellate in versioni che hanno dell’inverosimile. A Mombaroccio (fino all’11 dicembre) gli artigiani selezionati che espongono nelle casette di legno propongono solo oggetto fatti a mano, come ad esempio anche gli oggetti ricamati dalle donne ed esposti nel Museo del Ricamo. Nel “Castello di Babbo Natale” di Frontone, (fino al 18 Dicembre), i bambini e non solo potranno lasciarsi ispirare direttamente da elfi e renne, imparando qualche piccolo trucco per una letterina più caratteristica: in programma deliziosi laboratori ideali per liberare la fantasia e progettare disegni, decorazioni e addirittura giocattoli in legno e composizioni floreali di Natale. Sfilate, cortei e musica animeranno le vie della città di Urbino durante la “Festa del Duca d’Inverno” in programma dall’8 al 10 Dicembre. Nel fitto programma un’attenzione particolare è dedicata alla tradizione artigiana di queste zone che si esprimerà pienamente nel Mercato Storico di Via Barocci: tra costumi dell’epoca e tamburi ci sarà infatti spazio per un laboratorio dedicato alla creazione e realizzazione di statuine e accessori presepiali, un’arte complessa e delicata. A Urbino si inaugura anche la sedicesima edizione della rassegna “Le Vie dei Presepi”: una mostra diffusa, unica nel suo genere in quanto distribuita in decine di punti espositivi sparsi tra le vie e i vicoli della città con quattro punti principali e un percorso interno che conta un totale di oltre trecento presepi tutti fatti a mano. Nel borgo medievale di Pergola (fino all’11 dicembre) sono invece previsti golosi laboratori di cioccolato e visciole, le tipiche ciliegie da confettura del luogo: autentici maestri del gusto sveleranno i loro piccoli segreti per trattare materie prime di grande qualità e gusto e realizzare una deliziosa pasticceria natalizia. I vicoli di Fossombrone (dall’8 dicembre all’8 gennaio) saranno invasi dalle luci e dall’entusiasmo del “Fossombrone Magic Christmas”: un vero e proprio villaggio del Natale dove Babbo Natale arriva in canoa al parco Fluviale del fiume Metauro, per immergersi in un dicembre luccicante, romantico e anche un po’ fiabesco con anche la mostra dei Presepi fatti interamente a mano. Qui si praticano sport invernali, e i bambini potranno realizzare oggetti nel laboratorio creativo. Nel cuore di Urbania (dal 4 all’8 gennaio 2017) durante i giorni dell’Epifania, spazio all’arte e al colore con workshop di ceramica, una tecnica che ha reso questa cittadina celebre anche fuori dai confini italiani. Per gli appassionati di cucina sono previsti anche laboratori dedicati alle specialità tipiche del luogo e una sfida decisamente stimolante: ferri da maglia e tanta buona lena per sferruzzare la “Sciarpa dell’Amicizia”, un progetto da Guinness dei Primati. “Il Natale che non ti aspetti” si trasforma quindi in un’occasione importante per conoscere meglio i secolari saperi del nostro Paese, metodologie di lavorazione di materiali come legno e pietra dai quali realizzare riproduzioni artistiche di grande pregio: un percorso d’inestimabile valore che rende ancora più preziosa questa iniziativa diffusa sul territorio della provincia di Pesaro e Urbino, che si concluderà l’8 gennaio 2017. Il programma completo delle iniziative è su eventi.turismo.marche.it, numero verde 800 563 800; Contatti stampa: Marte Comunicazione cell. 335 6130800

Romano Levi in 100 etichette

Romano Levi in 100 etichette
Sempre nelle sale del museo continua fino all’8 gennaio 2017 l’esposizione “Romano Levi in 100 etichette”, mentre dall’8 maggio sarà nuovamente allestita la mostra dal titolo “Profumo di cavatappi – l’aristocrazia del cavatappi, tra profumi e medicinali”, con preziosi esemplari di cavatappi in miniatura realizzati in materiali preziosi.

Museo dei Cavatappi
Piazza Castello, 4 – 12060 BAROLO (CN) ITALY
Tel. +39 0173 560539 – Fax: +39 0173 560539
E-mail: info@museodeicavatappi.it
Sito internet: www.museodeicavatappi.it
Facebook: www.facebook.com/museodeicavatappi

” Il Natale che non ti aspetti” un mese di eventi nella realtà più importante del centro Italia per mercatini e presepi

Candele a candelara” Il Natale che non ti aspetti” un mese di eventi nella realtà più importante del centro Italia per mercatini e presepi
Presentata ieri a Pesaro l’edizione 2016

Dal 26 novembre all’8 gennaio la Provincia di Pesaro e Urbino sarà protagonista delle natalogie più suggestive d’Italia

Molti gli eventi coordinati tra loro da UNPLI per i quali sono attesi circa 200.000 visitatori
Grandi aspettative per l’edizione 2016 della campagna “Il Natale che non ti aspetti”, la lunga serie di eventi unici nel suo genere, riuniti e sapientemente collegati tra loro grazie all’organizzazione concertata del Comitato UNPLI sezione Provinciale Pesaro e Urbino in collaborazione con la Regione Marche, la Provincia Pesaro Urbino e in accordo con Christkindlmarkt Mercatino di Natale Bolzano Bozen. Il calendario delle iniziative in programma per le prossime festività natalizie è stato presentato ieri in una conferenza stampa tenutasi presso la Provincia di Pesaro e Urbino alla quale sono intervenuti il Presidente provinciale UNPLI Damiano Bartocetti, il presidente della Provincia Daniele Tagliolini e numerosi rappresentanti delle pro loco interessate.

“Questo progetto – ha affermato Bartocetti evidenziando come tale rassegna di eventi possa rappresentare un’importante occasione per creare lavoro sul territorio – mette insieme 20 pro loco attorno alle quali gravita un imponente numero di volontari, circa 5000, che prestano gratuitamente il proprio servizio al territorio riuscendo a mobilitare in tutto il periodo natalizio circa 200mila persone. Queste iniziative producono ricchezza all’economia locale perché portano lavoro ad alberghi, ristoranti, b&b e a tutto l’indotto”.

Obiettivo della campagna 2016 de “Il Natale che non ti aspetti” – inserita dalla Regione Marche nel “Piano triennale di promozione turistica 2016-2018 – è quello di valorizzare le peculiarità di ogni territorio, puntando sull’artigianato artistico e sulle tipicità enogastronomiche, da affiancare alle bellezze storiche, artistiche, culturali e architettoniche di cui la provincia è ricca. Una serie di eventi unici nel loro genere – distribuiti tra il 26 novembre e l’8 gennaio – che fanno della provincia di Pesaro e Urbino la realtà del centro Italia più organizzata sul versante dei mercatini e delle iniziative natalizie.
Si inizia dunque il 26 novembre con la XIII edizione di Candele a Candelara fino all’11dicembre e, negli stessi giorni con “E’ Natale, Mombaroccio in festa”, ovvero mercatini di artigianato artistico e prodotti tipici tra le mura del castello medievale. A Gradara dal 26 novembre all’8 gennaio si aprirà il ‘Castello di Natale’ mentre dal 27 novembre al 7 gennaio sarà la volta de ‘Il Natale più’ della città di Fano. Idee regalo per tutti e un’atmosfera suggestiva a Frontone dal 27 novembre al 18 dicembre, con la XV edizione di “Nel Castello di Babbo Natale” e dal 26 novembre al 6 gennaio a Pesaro, dove si tiene ‘Pesaro nel Cuore, Natale… very (n)ice’. Il ponte dell’Immacolata accoglie ad Urbino la ‘Festa del Duca d’Inverno’ con il presepe rinascimentale l’8, 9 e 10 dicembre e, dall’8 dicembre all’8 gennaio, la XVI edizione de ‘Le Vie dei Presepi’. Sempre dall’8 all’11 dicembre, ma a Pergola, da non perdere ‘Cioccovisciola di Natale’ mentre a Fossombrone, dall’8 dicembre all’8 gennaio va in scena “Fossombrone Magic Christmas”, con una preziosa mostra all’interno della Grotta Sant’Agostino nei giorni 6, 7 e 8 gennaio dedicata a “Gli scalpellini di Sant’Ippolito”, inaugurata da un’interessante conversazione dello storico Renzo Savelli il 6 gennaio alle 17.30. A chiudere la lunga carrellata di iniziative, sarà la tradizionale “Festa Nazionale della Befana” di Urbania, dal 4 al 7 gennaio 2017.

Di seguito il calendario dettagliato degli eventi. Il programma completo delle iniziative è su eventi.turismo.marche.it, numero verde 800 563 800
CANDELARA – CANDELE A CANDELARA, 26 – 27 novembre; 3 – 4 – 8 – 9 – 10 – 11 dicembre

MOMBAROCCIO – E’ NATALE, MOMBAROCCIO IN FESTA, 26 – 27 novembre; 3 – 4 – 8 – 9 – 10 – 11 dicembre

GRADARA – CASTELLO DI NATALE, dal 26 novembre all’8 gennaio

PESARO – PESARO NEL CUORE. CHRISTMAS… VERY (n) ICE, dal 26 novembre all’8 gennaio

FANO – IL NATALE PIU’, dal 27 novembre all’8 gennaio;
PRESEPE DI SAN MARCO Dal 25 dicembre al 6 gennaio
FRONTONE – NEL CASTELLO DI BABBO NATALE, 27 novembre; 4 – 8 – 11 – 18 dicembre

URBINO – FESTA DEL DUCA D’INVERNO, PRESEPE RINASCIMENTALE 8 – 9 – 10 dicembre;
LE VIE DEI PRESEPI dall’8 dicembre all’8 gennaio

PERGOLA – CIOCCOVISCIOLA DI NATALE, 8 – 9 – 10 – 11 dicembre

FOSSOMBRONE – FOSSOMBRONE MAGIC CHRISTMAS, dall’8 dicembre all’8 gennaio;
MOSTRA: GLI SCALPELLINI DI SANT’IPPOLITO, 6 – 7 – 8 gennaio 2017

URBANIA – FESTA NAZIONALE DELLA BEFANA, dal 4 al 7 gennaio 2017
Contatti stampa
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Email marzia.morganti@gmail.com

Donatella Cinelli Colombini svela i segreti dell’accoglienza in cantina

immagineDonatella Cinelli Colombini svela i segreti dell’accoglienza in cantina

Un manuale pratico per chi vuole accogliere visitatori nella propria azienda enologica e per chi vuole diventare un professionista dell’incoming turistico del vino.

Il libro di Donatella Cinelli Colombini – presidente nazionale delle Donne del Vino e titolare delle cantine con organico interamente femminile Casato Prime Donne a Montalcino, dove produce Brunello, e Fattoria del Colle a Trequanda, dove imbottiglia Chianti e Orcia – contiene informazioni su come organizzare il punto vendita e le degustazioni turistiche, trovare agenzie che organizzano wine tour e proporsi in modo convincente. Spiega perché alcuni luoghi rimangono sempre nel cuore e nella mente dei visitatori e altri no e perché il linguaggio verbale e non verbale di chi li accompagna è determinante per ottenere il risultato positivo. Su diversi argomenti della pratica aziendale scende molto nel dettaglio spiegando, ad esempio, come partecipare efficacemente a una fiera o a un workshop.

Alcuni contenuti generali servono a dare uno scenario all’accoglienza dei turisti in cantina e a rendere consapevoli della concorrenza mondiale in uno dei segmenti più performanti dell’intero comparto turistico. Sono tuttavia le linee guida sul modo di progettare, gestire e portare al successo l’incoming enoturistico la forza di un manuale di buone pratiche in cui Donatella Cinelli Colombini ha trasferito tutte le sue conoscenze. Un bagaglio professionale composto di studi e letture assidue, di una profonda conoscenza dell’offerta di turismo del vino in Italia e all’estero, ma soprattutto delle esperienze delle sue due cantine che erano come tantissime altre ma in pochi anni sono diventate destination.

Il libro fa parte della collana “Idee e strumenti per il marketing” di Agra Editrice che comprende anche un altro libro di Donatella Cinelli Colombini, “Il marketing del turismo del vino”, pubblicato nel 2007.

Il libro (144 pagine, 18 euro) può essere richiesto ad Agra Editrice, tel. 06/44254205, e-mail info@agraeditrice.com
L’AUTRICE

Donatella Cinelli Colombini discende da uno dei casati storici del Brunello di Montalcino. È nata a Siena nel 1953, città dove si è laureata in Storia dell’arte con il massimo dei voti.

Per prima ha intuito il potenziale turistico dei luoghi del vino e, nel 1993, ha inventato “Cantine aperte”, la giornata che in pochi anni ha portato al successo l’enoturismo in Italia. Oggi insegna turismo del vino nei Master post laurea.

Nel 1998 ha lasciato l’azienda di famiglia per crearne una sua composta dal Casato Prime Donne a Montalcino, dove produce Brunello, e dalla Fattoria del Colle a Trequanda con cantina di Chianti e Orcia, nonché centro agrituristico. Le sue sono le prime cantine in Italia con un organico interamente femminile.

Nel 2003 ha vinto l’Oscar di miglior produttore italiano e ha pubblicato il “Manuale del turismo del vino”. Nel 2007 è uscito il suo secondo libro “Il marketing del turismo del vino”.

Dal 2001 al 2011 è stata Assessore al Turismo del Comune di Siena e in quel periodo ha ideato il “trekking urbano”, nuova forma di turismo sostenibile e salutare.

Nel 2012 le è stato assegnato il “Premio Internazionale Vinitaly” e nel 2014 il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Dal 2016 è presidente nazionale delle Donne del Vino.

Il marketing delle cantine aperte

Istruzioni pratiche per portare al successo le cantine turistiche

Autrice:

Donatella Cinelli Colombini

Pagine: 144

Prezzo: 18,00 euro

ISBN: 978-88-6140-209-6

Collana: Idee e strumenti per il marketing
A richiesta sono a disposizione copia del libro per recensione e copertina in alta risoluzione

Ufficio Stampa Donatella Cinelli Colombini

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Il Natale che non ti aspetti …tra i mercatini e vie dei presepi nella provincia di Pesaro e Urbino

Natale a MombaroccioIl Natale che non ti aspetti …tra i mercatini e vie dei presepi nella provincia di Pesaro e Urbino

Mercatini, presepi e luminarie ad effetto, riuniti in un calendario di eventi che dal 26 novembre accompagnerà grandi e piccini fino alla Festa nazionale della Befana a Urbania, il 6 gennaio. Siamo nelle Marche, e per il Natale 2016 la Provincia di Pesaro e Urbino con Comuni e Pro Loco, si sono riuniti per valorizzare le peculiarità di ogni territorio, puntando sull’ artigianato artistico e tipicità gastronomiche offrendo ai turisti una vera e propria rete di eventi sapientemente collegati tra loro.

Si parte il 26 novembre con la XIII edizione di Candele a Candelara nell’antico borgo medievale dove ogni sera la luce artificiale viene spenta per lasciare posto a migliaia di fiammelle accese, con spettacoli e animazioni per bambini, la preparazione dal vivo di candele con cera d’api e l’esposizione di sculture in ferro battuto che illuminandosi diventano personaggi del Presepe fino al 11 dicembre (per le date www.candelara.com). Negli stessi giorni “E’ Natale, Mombaroccio in festa” con mercatini di artigianato artistico e prodotti tipici tra le mura del castello medievale, nevicate artificiali al tramonto e suggestive musiche di zampognari ad accompagnare il Presepe Vivente (per le date www.nataleamombaroccio.it). A Gradara dal 26 novembre fino all’8 gennaio nel castello di Paolo Francesca si aprirà la ‘Casa di Babbo Natale’ con animazioni, musica, degustazioni e visite guidate (www.gradara.org) . Dal 27 novembre fino al 7 gennaio, ‘Il Natale più’ della città di Fano, con l’albero artistico, le luminarie nel centro storico accompagnate da musica diffusa, mercatini e il Presepe meccanico di San Marco con più di cinquecento statue e raffigurazioni dipinte, tra i più belli del Centro Italia (www.prolocofano.it). Idee regalo per tutti e un’atmosfera suggestiva a Frontone dal 27 novembre al 18 dicembre, con la XV edizione di “Nel Castello di Babbo Natale”, mercatino con espositori di qualità allestito all’interno del Castello risalente all’XI secolo (per le date www.comune.frontone.pu.it). Dal 26 novembre al 6 gennaio a Pesaro si tiene ‘Pesaro nel Cuore, Christmas … very (n)ice’, con mercatini di artigianato artistico e natalizio, shopping, aperture straordinarie di musei, monumenti e biblioteche, animazione per i più piccoli, canti di Natale e cene a lume di candele per degustare l’eccellenza enogastronomica del territorio (www.turismopesaro.it). Particolarmente ricco sarà poi il calendario delle natalogie a Urbino: la ‘Festa del Duca d’Inverno’ nei giorni 8, 9 e 10 dicembre con presepe vivente rinascimentale, mercato storico con banchi riprodotti fedelmente da miniature del ‘400 e sfilate storiche. Nello stesso week end prenderà il via anche la XVI edizione de ‘Le Vie dei Presepi’, mostra con punti espositivi in piazze e vicoli della città di presepi a tema diverso provenienti da tutto il mondo, realizzati con materiali di ogni tipo, che si protrarrà fino all’8 gennaio (per il calendario www.urbinonews.it). Dall’8 all’11 dicembre a Pergola, da non perdere ‘Cioccovisciola di Natale’, la festa per grandi e piccini dove il cioccolato si unisce alla pasticceria natalizia, ai mercatini, alle tradizioni, agli artisti, alle idee regalo e ai prodotti tipici (www.comune.pergola.pu.it). Per tutto il periodo natalizio a Fossombrone è ‘Magic Christmas’, ovvero spettacoli di luci, suoni, fuochi e neve artificiale che accompagnano l’acquisto di regali nel centro storico addobbato, mentre quella che tutte le feste si porta via è la Festa Nazionale della Befana a Urbania, dal 4 al 7 gennaio 2017, con divertimento, sfilate, spettacoli e la discesa acrobatica finale della Befana dalla torre campanaria del Comune (www.festadellabefana.com).

Marte Comunicazione snc. Di Marzia Morganti Tempestini & C.

Email marzia.morganti@gmail.com

La Gioconda di latta

11image004 (1)La Gioconda di latta

e altre 441 scatolette alimentari sigillate

dalla collezione di Paolo Stefanato

 

 

image003MOSTRA INSOLITA

allestita nello show-room Del Tongo

via Solferino 22, Milano

visitabile dal 30 novembre 2016 al 2 gennaio 2017

 

Vi invitiamo all’inaugurazione

mercoledì 30 novembre alle ore 18.00

Introduzione Emanuela Cavalca

Il Natale che non ti aspetti “: tutto il gusto e i sapori della tradizione

Il Natale che non ti aspetti Pesaro UrbinoIl Natale che non ti aspetti “: tutto il gusto e i sapori della tradizione

Tante le proposte enogastronomiche fino all’ 8 Gennaio 2017

Mercatini e luminarie accendono i borghi medievali più suggestivi delle Marche e si inondano di profumi e sapori con gli artigiani del gusto

Pesaro, 30 Novembre 2016.- Un calendario ricco di eventi, ma anche di profumi e sapori del territorio, ‘Il Natale che non ti aspetti’iniziato già a fine novembre e che per oltre un mese (fino all’8 gennaio) renderà ancor più unica e magica l’atmosfera natalizia dei borghi più antichi delle Marche è una imperdibile kermesse anche di prodotti tipici e ricette della tradizione, dalla Casciotta d’Urbino DOP alle semplici frittelle di mele, fino alle aristocratiche succulente lasagne alla tradizionale visciolata. Venti Pro Loco unite con il Comitato UNPLI sezione Provinciale Pesaro Urbino, per promuovere attraverso la manifestazione diffusa il turismo e la conoscenza del loro territorio, in collaborazione con la Regione Marche, la Provincia Pesaro Urbino e in accordo con Christkindlmarkt Mercatino di Natale Bolzano Bozen. Un’edizione questa che ha un sapore ancora più speciale poiché nei borghi e nelle città da Candelara a Mombaroccio, da Gradara a Pesaro fino a Fano e Frontone, Urbino e Pergola a Fossombrone e Urbania, si moltiplicano le offerte per valorizzare e far conoscere le bellezze artistiche ed anche la tradizione enogastronomica di grande valore della Regione Marche e nei giorni de ‘Il Natale che non ti aspetti’ potranno essere acquistati prodotti tipici ai mercatini o piatti consumati nei ristoranti. Come la pasticciata, ovvero fettine di vitello aromatizzate con erbe cotte, i cannelloni alla Rossini, in onore del grande compositore Gioachino Rossini nato a Pesaro, i passatelli panna funghi e salsiccia, millefoglie tipiche con ragù e besciamella, carré di maialino km zero e sostanziose bontà tra le quali spiccano anche pietanze di pesce come il baccalà con patate brodetto preparato con pesce fresco pescato in Adriatico. Nei mercatini sarà possibile acquistare i prelibati tartufi di Acqualagna e le olive fritte e amarene di Cantiano e il pesce fritto dell’Adriatico, gustare taglieri di salumi e formaggio pecorino, bruschette con olio DOP, e dolcetti secchi e birre artigianali, la cicerchiata, e la famosa visciolata di Pergola ed anche la Moretta fanese, un gustoso mix di caffè, liquore all’anice, rum e brandy, aromatizzata con scorza di limone e zucchero. Non mancherà la crescia di Frontone cotta sulla graticola, e le tagliatelle ai porcini o più semplicemente si può trovare, più adatta alla via dei Presepi, la Casciotta d’Urbino già conosciuta nel 1545, di cui pare ne fosse ghiotto Michelangelo Buonarroti, il crostolo di Urbania, specialità della tradizione durantina, tipico prodotto della panificazione locale elaborato con uova, latte, farina e strutto di maiale, ancora cotto alla brace che gli dona un sapore unico e inimitabile. Non solo luci, candele, musiche, folklore ma anche i sapori della tradizione: questo è ‘Il Natale che non ti aspetti’ nella provincia di Pesaro e Urbino.

Il programma completo delle iniziative è su eventi.turismo.marche.it, numero verde 800 563 800

Contatti stampa: Marte Comunicazione cell. 335 6130800 Email:marzia.morganti@gmail.com