Masterchef 2017-18, le selezioni al via anche sulle navi da crociera: partnership con MSC

masterchef2Masterchef 2017-18, le selezioni al via anche sulle navi da crociera: partnership con MSC

Masterchef va..in onda

Il celebre format sale a bordo delle navi MSC CROCIERE per intrattenere i crocieristi. La posta in palio per gli appassionati è straordinaria:
partecipazione al casting ufficiale e cena con le star del programma.

Masterchef torna “in onda”, ma questa volta non in tv: MSC Crociere, la più grande compagnia crocieristica a capitale privato al mondo e leader di mercato in Europa, Sud America e Sud Africa, ha annunciato oggi il lancio di MSC MasterChef At Sea. Grazie alla collaborazione con Endemol Shine Group, nota società di produzione televisiva che produce il popolare programma in 60 Paesi nel mondo, il format d’intrattenimento arriverà a bordo di tutte le navi della flotta entro l’estate in corso. L’iniziativa dimostra l’impegno costante di MSC Crociere nell’offerta sempre più ampia e diversificata di coinvolgenti attività d’intrattenimento, confermando anche l’attenzione e la passione della Compagnia per l’arte del buon cibo.

A bordo delle navi della Compagnia sarà quindi organizzato l’MSC MasterChef At Sea, gara di cucina strutturata sulla falsariga del popolare show televisivo. I crocieristi avranno l’opportunità di mettersi alla prova ai fornelli e di testare la propria abilità sfidandosi tra loro. Questa esperienza coinvolgente è stata progettata con l’intento di portare la magica atmosfera di MasterChef nella quotidianità degli ospiti in viaggio e di incoraggiare al tempo stesso l’esplorazione culinaria (https://www.msccrociere.it/it-it/Partnerships/MSC-Crociere-e-MasterChef.aspx).

Gianni Onorato, Chief Executive Officer di MSC Cruises, ha commentato: “Una delle caratteristiche fondamentali di una vacanza a bordo delle nostre navi è la vasta gamma di opzioni di intrattenimento disponibili sia di giorno che di notte, allo scopo di soddisfare le esigenze degli ospiti di ogni età. Per questo abbiamo aggiunto al già ricco ventaglio di attività la partnership con MasterChef, uno dei marchi più famosi nel mondo del food; lo scopo è quello di aiutare i clienti a vivere un’esperienza che combini la passione per il cibo con una proposta entusiasmante e unica. In fase di ideazione e progettazione abbiamo sfruttato le motivazioni degli spettatori di Masterchef e le abbiamo riportate alla luce con questa nuova offerta – per stimolarli e farli divertire”.

La partnership con MasterChef fa parte di una strategia più ampia messa in atto dalla Compagnia per collaborare con i migliori esperti mondiali in diversi settori, ribadendo l’attenzione e la cura per l’eccellenza. La Compagnia, infatti, è sempre alla ricerca di collaborazioni con leader conosciuti a livello mondiale per qualità nei rispettivi settori, per offrire a chi sceglie una crociera MSC esperienze sempre più uniche e indimenticabili.

Frances Adams, Global Director of Brands and Licensing, Endemol Shine Group, ha dichiarato: “Siamo lieti di collaborare con MSC Crociere per offrire l’esperienza unica ed autentica di MasterChef e intrattenere nuovo pubblico in tutto il mondo. MasterChef è un marchio di grande successo ed universalmente riconosciuto la cui popolarità è in continua crescita, al punto che i fans sono desiderosi di seguirlo anche quando non va  in onda”.

Gli ospiti che parteciperanno durante la vacanza in crociera si affronteranno per realizzare una creazione, ad esempio utilizzando ingredienti misteriosi da una scatola; le coppie di sfidanti saranno giudicate dall’executive chef di bordo in base alla presentazione, al gusto e all’originalità del piatto. Durante ogni viaggio sarà incoronato un nuovo vincitore che riceverà un premio MasterChef. Ognuno dei vincitori sarà anche iscritto a un sorteggio annuale con in palio uno dei due seguenti fantastici premi:

1 – una cena a casa del vincitore o in un locale con una delle star di MasterChef in qualità di chef, una raccolta di 50 esclusive ricette MasterChef, la possibilità di partecipare al processo di casting ufficiale per la partecipazione al programma tv

2 – la possibilità con 3 amici di far parte dello show mentre si cena in uno dei ristoranti ripresi in esterna e una raccolta di 50 esclusive ricette MasterChef

Fabio Miceli
Havas PR Milan

Storie e profumi antichi per nuove emozioni

Angelo Puddu con Vigan Mustafà (1)Storie e profumi antichi per nuove emozioni la storia di una famiglia legata al mare
A Firenze La Piccola Corte Di Agnese

Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, 11890916_10206217587032869_4342118183052382899_nuna boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.
La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, fregila di mareprende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia.
Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.

Ristorante La Piccola Corte Di Agnese
Borgo Ognissanti, 124
Firenze
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Andrea Faggi…l’obiettivo di un sognatore

CIT-15Andrea Faggi…l’obiettivo di un sognatore

Un sognatore, Andrea Faggi, un animo vagabondo, pronto a partire lontano con la sua immaginazione, creando immagini e indossando un abito che è desiderio di libertà,  capace di esprimere la propria personalità, catturando emozioni in momenti differenti, con un unica destinazione: un viaggio immaginario per il mondo. Viaggi ma anche emozioni forti che si orientano ad una ricerca  nei confronti di una meta immaginaria che Andrea Faggi trova all’interno dei propri sogni segreti, quei segreti che spesso solo lui ci sa raccontare.
Infatti la sua “penna” è l’obiettivo, usato per rubare l’anima a tutto quello che lo colpisce, fermare l’attimo per suscitare effetti….dunque  visivi, fermare l’emozione con occhi ma soprattutto con il cuore, osservatore estatico di una ricerca che vuole vincere il tempo. Forse il suo è un doppio gioco, quasi impietoso, fra fermare l’immagine e farla vivere ma rimanendo un sognatore e forse i suoi sono gli attimi che vuole celare di più, che sono veramente suoi, fatti di silenzio ma che mostra con pudore, quasi fosse nudo, come se le sue foto lo mostrassero veramente per quello che è, abile prestigiatore dell’anima.
E un giorno d’estate inizia un viaggio, quello che Faggi si accinge a fare, il lungo viale pieno di cipressi che porta ai box, tra i cavalli liberi nei prati, i cavalieri e le amazzoni del  Centro Ippico Toscano, iniziando da Ester Pizzini, una giovanissima donna  e la sua cavallina Patty – Paper Mink – una giovane amazzone, elegante e sottile, affascinante nella sua danza sensuale con la sua Patty, i nastri d’aria della criniera che si mischiano ai suoi capelli biondi, nasce per Faggi un sogno lontano, ricordi della sua esperienza giovanile con i cavalli, il suo cavallo e il lavoro che faceva nel box, con gli stallieri, carezze lontane, mano morbida  di velluto, il suo cavallino e oggi si ritrova fra i cavalli in una nuova e inedita veste, un viaggio affascinante, un condensato di ricordi tutti in un filmato per il CIT.
Sensazioni ed emozioni, osservare, guardare il mondo e  trovare la poesia, abituare lo sguardo ad entrare nella natura delle cose, captarne il sentimento, trovare la vita in cose apparentemente inanimate, la natura, i cavalli, comprendere e trovare il dettaglio della suggestione. Ogni volta che scatta una fotografia un pezzo di anima rimane nell’immagine, chi guarderà quella foto vedrà con i suoi occhi un mondo spesso invisibile, solo perchè nessuno ascolta il silenzio, inquadrare nel mirino il mondo che si ferma, si sospende nel tempo, diventando un attimo meraviglioso.
Viaggio strano ma affascinante, quello di Andrea Faggi, fotografo, che va oltre ad una semplice contemplazione, dando vita alle immagini, non solo nella propria fantasia, ma dando forma quasi solida a personaggi, ambientazioni e situazioni, è quasi possibile interagire con i personaggi delle sue foto, riuscire quasi a toccarli.
Il suo è un modo magico per ricreare le atmosfere delle storie che amiamo, a partire proprio da uno degli aspetti più sfuggenti ed evocativi, il ricordo, che ricrea atmosfere nelle quali tutti noi ci ritroviamo, crea storie, domande, interrogativi. Infatti, pur lavorando con la macchia fotografica, Faggi si muove seguendo una manualità antica, come un maestro o un pittore, ricostruendo con grande cura le scene, i particolari, tra fotografia e film, le sue immagini  rappresentano le sue interpretazioni, evidenziandone i particolari, e facendo nascere qualcosa di concreto, animato, un film, la comunicazione visiva, una sorta di conduzione musicale continua che porta sullo stesso piano cose inanimate e soggetti viventi, in un sottile gioco tra realtà e finzione; nel suo continuo rinnovarsi, propone sempre un deja vu di immagini, sicuramente già viste, ma propone una nuova immagine, inedita, pittorica, della vita.
Testo: Cristina Vannuzzi Landini

Un viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

peposo silvia meacciUn viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

Sono migliaia i ristoranti e le trattorie che lavorano a Firenze, città vocata per tradizione al turismo, ma chi ha la sensibilità di capire i colori della Toscana e le antiche ricette ed essere in grado di  conoscere  le antiche storie del cibo della Toscana ha già effettuato un viaggio culturale su una terra famosa per il suo immenso bagaglio di sapori.
Normalmente ogni locale assume la tendenza ad avere una sua personalizzazione, avere una identità gastronomica, sia di pesce che di carne, e quello del Cipiglio è soprattutto un viaggio nell’armonia, un filo rosso che lega il cibo, l’arte, il vino e la creatività, la costruzione di un percorso fatto di colori, una road map  di cultura del cibo e del vino.
Un viaggio  nel nuovo e fresco design del look del nuovo Cipiglio, creato da Marco Rogai padre di Bernardo, dove domina un allegro cicaleccio nelle stanze rinnovate dall’arredo e dai colori, il soft tortora e pelle nera per le sedute, alle pareti un  sofisticato studio sull’estetica del vino, le opere d’arte dell’artista Elisabetta Rogai, recente new entry nella nuova società del ristorante, eseguite con la sua tecnica EnoArte, inventata da lei con l’aiuto dell’Università di Firenze, che raccontano attraversi i suoi dipinti la storia del vino associata al territorio e alle sue tradizioni.
E le antiche scatole di legno, inedito packaging del vino, i nomi delle le cantine che appaiono in maniera irriverente  sulle scatole di legno attaccate al muro come libreria …..o cantinetta? vecchie scatole, rarissime, che non ci sono più, scovate in qualche baule nella cantina della nonna, un tocco di allegria in un mondo serioso come quello delle cantine.
Primo attore le contaminazioni dall’estro dello chef  Francklin, la pizza di Tiziana, forse la più buona di Firenze anche senza battage pubblicitario, qui servita in maniera innovativa con il vino rosè invece della birra, ragazzi che sanno lavorare, con le mani e con il cuore, Bernardo, Tiziana, Francklin, Tommaso ed Elisabetta con il marito Marco Rogai, che con il loro lavoro, la comunicazione ben gestita e la semplicità del loro progetto parlano con eleganza ai sensi con un menù da mangiare anche con gli occhi e che  dimostra la versatilità del giovane chef, carne e pesce,  ogni tipo di ricetta, dalla più semplice alla più creativa, ma al Cipiglio si parla anche di arte, di cultura, di ospitalità e bel pubblico.
E poi flash di fiori e piante, stanze senza tempo, fuori il dehor pieno di allegria e ordinato disordine  mentre si sta a tavola……è un viaggio, quello di questi cinque professionisti, in allegria e passione, ma anche grande sacrificio, attraverso la storia, la cultura, l’arte, la sapienza del fare, l’armonia dei colori e della materia, l’artigianalità del buon cibo dunque, quello che all’estero tutti ci invidiano, che fa parte delle cose belle della Toscana e dell’Italia intera, una Regione da vivere con il suo immenso bagaglio di sapori e colori.
TRATTORIA CIPIGLIO
Via Raffaello Lambruschini, 15r
50134 Firenze FI
Telefono: 055 490804
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Silvia Meacci

O Munaciello I sapori di Napoli a Miami

pizza neraO Munaciello I sapori di Napoli a Miami

Prosegue a Miami l’enorme successo dei sapori napoletani portati da Firenze e da Napoli del ‘O Munaciello, dove il primo attore è la pizza nera di Carmine Candito, il talentuoso pizzaiolo che dirige la brigata davanti al suo magnifico forno a legna e incanta i tanti turisti che passano le vacanze negli USA.
‘O Munaciello, questo folletto che le credenze napoletane  narrano “gobbo, paffuto e rubicondo, con bel pancione e gambe corte, veste da monaco ma monaco non è, in verità è un famoso sacripante, ladro, bricconcello, pizzicatore di sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama di incallito Don Giovanni si rimpinza di tutto”… Esageratamente “chiaccherone”, colorato, popolare ma al contempo “gagà”, ironico ed autoironico, “O’Munaciello” si staglia Al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami come punto di ritrovo, in un locale pieno di colore vesuviano, dove, per un aperitivo o per un cocktail fino a tardi, si respirano forti gli odori di menta basilico, frutta fresca oltre al profumo di distillati di qualità, proposti con cura dei particolari dagli altri 2 proprietari,  Leonardo Scuriatti e Valentina Borgogni, in un contrasto volutamente esagerato, nel disordine voluto del coloratissimo “O’ Munaciello” il nuovo ristorante nel cuore di Miami, che narra la città del Vesuvio con le sue vecchie botteghe di artigiani e l’umanità che si respira, i panni stesi ad asciugare, pomodori, aglio e cipolle appesi alle pareti, statuine di San Gregorio Armeno. L’atmosfera è quella dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma siamo sul lungomare di Biscayne Boulevard di Miami, all’interno del locale si schiude uno spaccato di Napoli, con i suoi colori, le sue musiche e le sue credenze antiche tra il sacro e il profano. cucina ripropone piatti dalla più tipica tradizione campana con un menù che varia stagionalmente in base alla freschezza e alle tipicità dei prodotti, questi ultimi tutti provenienti direttamente da consorzi e botteghe della Costiera.
Nel menù paccheri al polpo, scialatielli allo scoglio, pastiera e babà fatti in casa, si cena con l’accompagnamento di musica dal vivo, rigorosamente partenopea. Intorno ci sono le statue fatte a mano dai maestri Sciuscià e Ferrigno, come “O Angelo” e il folletto “O Munaciello”, cornetti scacciaguai che scendono dal soffitto, grappoli di “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” appesi al muro, libri che raccontano la storia napoletana sugli scaffali tra le bottiglie……. qui canta Napoli……
sederi, terrore dei conventi di monache che molesta…indovina i numeri vincenti, vanitoso e tronfio nella sua indiscussa fama diLA PIZZA NERA DI CARMINE CANDITO DA ‘O MUNACIELLO
Napoli, Firenze e Miami
Ingredienti:
Farina 00 miscelata con carbone vegetale,
acqua sale lievito,
impasto diretto lievitato 24 ore,  farlo maturare per altre 24 ore.
‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31
Press: Cristina Vannuzzi

La zampata del giaguaro

IMG-20170718-WA0004 (1)La zampata del giaguaro

Sead Mustafà….un giaguaro del ring

Un vero e proprio animale da ring,  il “giaguaro” Sead Mustafa……. 13 luglio 2017, in  un insolito e affascinante ring all’aperto, montato a Prato, nella suggestiva Piazza San Francesco, munito di una grande area attrezzata con punti di ristoro e stand di prodotti tipici,  ha fatto da cornice alla serata di pugilato dell’incontro professionistico, categoria pesi medi, disputato tra il fiorentino di adozione Sead Mustafa e il pratese Marco Fusai alla presenza entusiasta di oltre un migliaio di persone, in un incontro  di 6 riprese per la classifica italiana organizzato dalla Pugilistica Pratese.
Terzo fratello (il più piccolo) di una famiglia fuggita dalla Serbia a Firenze, all’età di 12 anni, ed è infatti che, osservando i fratelli – il fratello maggiore Ilir  è stato un grande pugile nel Kosovo dove ha combattuto circa 80 match da dilettante,  è stato in nazionale più volte e ha combattuto nei giochi del Mediterraneo –  Sead inizia ad allenarsi diventando uno tra i migliori pugili in Italia, campione Toscano nel 2014 andando direttamente ai campionati italiani; passa professionista nel 2016 e disputa 3 match, con 2 vittorie e 1 pareggio. E con la vittoria del13 luglio  Sead Mustafa sale in classifica per combattere per il titolo Italiano.
A Prato Sead Mustafà combatte un match spettacolare, con una strategia ampiamente studiata, abbinando  una tecnica brillante all’eccellenza del gioco delle gambe e del tronco mettendo in difficoltà, sia per agilità che per il peso dei colpi un avversario di grande livello come  Marco Fusai che, malgrado abbia risposto con coraggio, deve soccombere in un combattimento dove Sead si aggiudica meritatamente il match a punti sulle 6 riprese.
Intervistiamo Sead, il più giovane di questa mitica famiglia di pugili, ormai naturalizzati italiani.
Sead questa è una vittoria importante per te….
Certo! Una altra vittoria nel mio cv dove mi sono aggiudicato un ottimo racking la classifica della scalata per arrivare a un  titolo mazionale,  il mio è un record da imbattuto –   4 vittorie e 1 pareggio –
Voi siete tutti pugili in famiglia?
Certamente, da voi lo sport nazionale è il calcio, siete tutti pazzi per il calcio, da noi c’è la boxe, quasi un riscatto di vita, io vengo da una famiglia di pugili, i miei  due fratelli   sono campioni,  il maggiore Ilir che nel mio paese è un mito e Vigan, il fratello nel mezzo,  che presto combatterà per il titolo Italiano.
E gli allenamenti li fate insieme?
Quando fanno i guanti, cioè si allenano sul ring, si allenano insieme e si preparano  nella palestra Csc Centro Sport Combattimenti Firenze. Ma importanti per noi boxeur sono i Maestri, i miei sono  Stefano Ballini, Marco Carnasciali, il mio fratello Ilir Mustafa e Gianpietro Marceddu, loro mi preparano al meglio nella preparazione agonistica.
Parlami dei tuoi fratelli, una famiglia coraggiosa e bellissima….
Noi 3 fratelli veniamo dalla città di Pristina in Serbia, inizia tutto da Ilir, il più grande,  è stato un grande pugile nel Kosovo, ha combattuto circa 80 match da dilettante è stato in nazionale più volte ha combattuto nei giochi del mediterraneo, avrebbe dovuto partecipare anche alle Olimpiadi ma per via della guerra, nei anni 90, è dovuto scappare non volendo partecipare ed essere inserito nell’esercito, e così venne via in Italia, a Firenze.
Ilir ha fatto arrivare in Italia me e nostro fratello Vigan, un altro grande pugile, anche lui ha combattuto in Serbia circa 200 match da dilettante, è stato nella nazionale jugoslava, oggi è in carica per combattere il campionato italiano di categoria mediomassimi.
Ma la tua vita????è solo boxe?
No, io nella vita sono una persona normale con una famiglia bellissima alle spalle, ho al mio fianco una persona speciale,  la mia compagna Celine, grande donna che mi segue in questo sport, è la mia prima tifosa, mi ha dato due bellissimi bambini Sophie e Samuel. Vedi, noi conosciamo il dolore e la guerra, siamo venuti in Italia per vivere e conoscere una nuova vita e la forza l’abbiamo dalla famiglia, noi 3 fratelli uniti e viviamo con il ricordo e l’esempio che abbiamo avuto dalla nostra mamma, i suoi grandi sacrifici, la fame, la guerra, la paura…….lei sicuramente ci segue tutti!
Testo: Cristina Vannuzzi

Vigan Mustafà incontrare un campione

fratelli di viganVigan Mustafà incontrare un campione

Si aprono le porte a Vigan Mustafà per il campionato italiano mediomassimi

Una notte scintillante di stelle organizzata da Cristiano Mazzoni manager della S.A.F. Boxe Firenze e Massimiliano Masi manager della Best Gloves  all’Arena estiva dell’Atletica Castello via Reginaldo Giuliani a Firenze che ha visto disputare nove incontri dilettantistici sottoclou che hanno anticipato l’incontro professionistico 6 round categoria mediomassimi che ha visto il pugile Kossovaro ormai naturalizzato italiano, il fiorentino Vigan Mustafà contro l’avversario serbo  Slobodam Culum di Novi-Sad (ex Jugoslavia), in un match difficilissimo, concluso con la vittoria del fiorentino Vigan Mistafà per KO tecnico alla 5° ripresa dandogli il diritto di essere il primo sfidante ufficiale al prossimo incontro per il Campionato Italiano Mediomassimi, infatti l’obbiettivo di Vigan era quello di arrivare ad avere l’ufficialità di disputare il titolo italiano, le condizioni sembrano esserci tutte ed il match di ieri sera ha rappresentato un’ulteriore test dopo l’ottima prova disputata in maggio contro il parmense Stefano Failla.
Vigan è un campione, di vita e di pugilato, un grande pugile,  preparato, con ottime tecniche di combattimento, un campione sul ring, ma soprattutto campione nella vita, un ragazzo semplice con un cuore immenso.
Vigan come hai iniziato a praticare pugilato?
Vedi, dobbiamo fare una grande distinzione fra i ragazzi del vostro mondo, italiani, europei, di altri paesi, e noi Serbi del Kosovo, i vostri ragazzi crescono nella serenità, persino nelle famiglie più disagiate voi avete la scuola dell’obbligo, la sanità gratuita e  praticate lo sport fin da piccoli, tennis, nuoto, calcio, pallavolo e altro, per voi lo sport è “normalità”, per voi lo sport vuol dire calcio, siete tutti pazzi per il calcio, da noi lo sport è riscatto, noi abbiamo vissuto nel dolore, nati in guerra e cresciuti in guerra, noi si pensava solo alla difesa, ogni giorno che passava era un giorno di vita, di sopravvivenza e l’unica cosa che ci poteva fare rialzare la testa è lo sport, praticato a livello nazionale, e allora lo sport ti fa diventare un eroe.
Io ho iniziato a boxare grazie al mio fratello maggiore, noi siamo quattro fratelli e il mio fratello maggiore Ilir è stato un grande pugile, un campione, ha terminato per limiti d’età ma ha fatto una cosa fantastica, ci ha chiamato in Italia, proprio per “salvarci”, levarci dalla guerra, proteggerci. Dopo 3 mesi, scaduto il Visto, ho chiesto asilo politico e sono rimasto nella vostra bella Italia, sono diventato Italiano. Appena arrivato in Italia ho conosciuto una palestra a Firenze dove si praticava la boxe, ho visto le esibizioni del mio fratello e mi son detto: devo provare anch’io! Ero molto incuriosito, affascinato da questo sport, io ho un carattere “combattivo e agonistico” ho visto una manifestazione e mi sono iscritto e ho iniziate a boxare, ho fatto la prima gara ed ho vinto e da allora è iniziata la mia avventura.
Cosa vuol dire “agonismo”?

Qui in palestra ci sono ragazzi che praticano la boxe da anni, ma senza grinta, vedo che gli manca un guizzo, una ispirazione, se non sali sul ring non puoi sapere se questo è il tuo sport, ogni giorno devi passare un esame,  il ring, che è l’esame, l’unico metro di giudizio, vedi, dalla sala pesi della palestra che avevo iniziato a frequentare intravedevo il ring. Una volta ho visto un incontro di due ragazzi, quello più piccolo sovrastava un pugile molto più grosso di lui, allora ho pensato che non era necessario diventare grosso, ma avere passione, grinta, agonismo.
Secondo te è giusto che il pugilato sia praticato anche da donne?
E’ in Italia che ho conosciuto una diversa concezione della donna, la dolcezza di mia moglie, la sicurezza della famiglia, i miei figli, un maschio e una ragazza, per me la donna è  un mondo perfetto, al mio paese la donna è difesa, disperazione, una guerriera, purtroppo soccombente. Guarda Irma Testa, 18 anni, poche parole ma tanta grinta, nel mondo dello sport ormai è conosciuta perché è la prima pugile italiana ad essersi qualificata per i Giochi Olimpici, ha rappresentato l’Italia per il pugilato femminile alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro. Ti faccio ridere la mia main sponsor, tra gli altri,  è una giovane donna, Anna Maria Vitellozzi, una valente imprenditrice che si occupa di Firenze Industrie spa, azienda di famiglia, una azienda toscana di famiglia, e lei mi segue con suo marito e il figlio perchè suo padre era tifosissimo di boxe, le riporto alla mente i suoi ricordi più belli, suo padre che parlava sempre di sport e di boxe.
Che cosa ti ha insegnato la boxe?«
Tre minuti, un minuto, prima di tutto il tempo,  la cosa più bella che ti insegnano quando entri in una palestra di pugilato per la prima volta è avere rispetto del tempo, al mio paese il tempo è l’entità che ti permette di rimanere vivo. Il ring: tre minuti di lavoro e un minuto di riposo e poi determinazione, grinta e coraggio, questo sport è capace di tirarti fuori tutte queste qualità insieme.

Come definiresti il pugilato?
Per me è il riscatto, io salgo sul ring per l’Italia, da Italiano e da uomo libero, il pugilato non è un hobby, la pesca, jogging, vela, canottaggio, calcio, una corsetta possono essere considerati un hobby. Mi sento un pugile a tutti gli effetti; il pugilato non è né un hobby né una professione, ma è uno stile di vita. Ho sempre tanto entusiasmo, come se fosse la prima o l’ultima volta,  ogni volta potrebbe essere il mio ultimo match.  Io parlo di pugilato con emozione, le cose che amo di più al mondo sono il pugilato e famiglia, Firenze e l’Italia che ci ha accolto, mia moglie, mia figlia e il mio bambino Edward.
Ma la tua è una scelta di vita difficile? sono tanti  i sacrifici?
Nel periodo che precede la gara i sacrifici sono tanti, non bere, alimentazione corretta, non fare tardi, non fumare, ma ti assicuro che, come dite voi, il gioco vale la candela.
Vigan cosa vuol dire alzare la mano?
Quell’ alzata di mano vuol dire che sono un pugile, è stress, fatica fisica, pianto, sacrificio e….gioia, la gioia di un uomo libero che ha vinto.
Oggi, quali sono i tuoi obiettivi?
Obiettivi adesso: il rientro ufficiale per il titolo Italiano, riconfermarmi al campionato italiano. Poi sogno i mondiali l’anno prossimo.
Vigan, ti ringrazio per la tua intervista, vuoi fare un saluto ai tuoi fan?
Un saluto a tutti i ragazzi Italiani con il consiglio di praticare la boxe, perché quando si sale e si vince sul ring si vince come campione, ma soprattutto nella vita perché ti fa capire i valori e il rispetto, un ringraziamento va ai miei fratelli Ilir e  Sead, al mio team, grazie per avermi inculcato questa filosofia di vita, come pugile e come uomo.
Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Carlo Bressan

La quarta edizione di Mangiacinema a Salsomaggiore Terme

06f910e8-3492-400d-94aa-004ae58d9999La quarta edizione di Mangiacinema a Salsomaggiore Terme
La Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso 2017 dedicata a Federico Fellini
SALSOMAGGIORE TERME – Dal 27 settembre al 4 ottobre 2017 a Salsomaggiore Terme (Parma) si terrà la quarta edizione di Mangiacinema – Festa del cibo d’autore e del cinema goloso. E sarà, come sempre, un’imperdibile e stuzzicante settimana tra degustazioni gratuite, show cooking, proiezioni appetitose e tantissimi incontri con artisti del gusto e dello spettacolo. Oltre quaranta eventi, tutti a ingresso libero per il pubblico, negli otto giorni del Festival più goloso d’Italia. Dopo Ugo Tognazzi nel 2014, Totò nel 2015 e Sordi lo scorso anno, questa edizione della kermesse diretta dal giornalista Gianluigi Negri è dedicata a Federico Fellini.

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I PROTAGONISTI
Mangiacinema si distingue dai vari festival legati al cibo perché il pubblico diventa protagonista assoluto di tanti assaggi diversi ogni giorno, in compagnia di numerosi attori, registi, musicisti, chef e intellettuali. Con questa formula originale e molto coinvolgente, che negli anni è diventata un vero e proprio stile (mutuato da Mangia come scrivi e approdato sul palco di un teatro italiano grazie a Mangiamusica che ha debuttato lo scorso novembre a Fidenza), nella città termale andrà in scena lo spettacolo del gusto. Visitatori e turisti potranno così godere di momenti di intrattenimento e “seduzione”, grazie ai cibi d’autore e alle prelibatezze che verranno loro servite.

GLI EVENTI
Fondamentale, come sempre, è la partecipazione dell’Istituto Alberghiero “Magnaghi”, con i suoi studenti ed il corpo docente: saranno loro a “guidare” le attese degustazioni che il Festival, voluto dal Comune di Salsomaggiore, offrirà al pubblico. Gli eventi si svolgeranno tra le Terme Berzieri, il Cinema Odeon e le Terme Baistrocchi. Ne saranno protagonisti i migliori artisti del gusto del Made in Salso, affiancati da grandi nomi delle Terre Verdiane e della Food Valley. “Gli artisti del gusto con le loro creazioni golose – anticipa il direttore artistico Gianluigi Negri – verranno ‘abbinati’ a importanti personaggi dello spettacolo e della cultura. Mangiacinema si riconferma una festa per gli occhi (con diverse proiezioni) e una vera festa per il palato, unica nel suo genere”.

Tra gli appuntamenti da non perdere, la cena di gala del giovedì dedicata a Fellini (che sarà “guidata” dallo chef di Golosìa e del Ristorante La Porchetta Edoardo Craviari, con altri tre importanti colleghi e quattro show cooking previsti durante la serata), i famosi laboratori “Crea & Gusta” per turisti e appassionati di cucina, un’originale e sorprendente “sfida” tra anolini di Salsomaggiore Terme e anolini di Parma che già ha il sapore di un “classico”. Buona visione e buon appetito? Sempre. O, come dice il pubblico di Mangiacinema, #guardagustagodi.

www.mangiacinema.it

La cena di gala di Mangiacinema 2016 con Andy Luotto, Daniele Persegani, Edoardo Craviari
La cena di gala di Mangiacinema 2016, dedicata a Sordi, con (da sinistra) gli chef Daniele Persegani, Edoardo Craviari e Andy Luotto (Foto di Fabrizio Bertolini)
I PARTNER
Il main partner della quarta edizione di Mangiacinema è Gas Sales. Tra i media partner, Radio 24, Film Tv, InformaCibo, Italia a Tavola e Stadiotardini.it. Hanno riconfermato, fino a questo momento, il loro appoggio alla manifestazione anche Ascom, Cna e, per la prima volta, Confagricoltura.

Contatti:
Ufficio stampa – Tel. 347.6961251
info@mangiacinema.it

A ferragosto la nuova moda è la vacanza colorata con l’Holi

HOLI3A ferragosto la nuova moda è la vacanza colorata con l’Holi

L’ultimo trend tra i giovani è lanciarsi polverine colorate e profumate sulla spiaggia a ritmo di dj: è il festival Holi che sta conquistando i litorali più noti d’Italia. I prossimi eventi sulle spiagge di Jesolo e Caorle e sul lago di Garda

Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Eurostat, il Veneto è la sesta regione turistica d’Europa. Questo importante risultato deriva, secondo quanto affermato dal Presidente della Regione Luca Zaia (www.regione.veneto.it), “dalla vasta e molteplice offerta turistica del nostro territorio, ma anche dalle straordinarie capacità e dalla grande passione degli imprenditori veneti che operano nel settore dell’ospitalità”.

I turisti sono sedotti dalle bellezze del nostro Bel Paese e dai tanti eventi proposti, creativi e originali. Come il caso-fenomeno dell’Holi-il festival dei colori che sta riscuotendo un successo tappa dopo tappa del tour che tocca tutta l’Italia. Il format è stato ideato dalla società Different Colors degli event manager Fabio Lazzari e Marco Bari, i quali sono stati i primi a importare in Italia il party che si ispira alla tradizionale festa indiana di primavera. In soli tre anni, i loro eventi siglati “Holi” hanno registrato oltre 200 mila presenze, con tappe in tutto lo Stivale e con un afflusso ogni anno sempre più  forte di giovani provenienti da fuori confine.

E sono proprio la creatività e i messaggi positivi di questo festival a dettarne il suo successo tra i giovani e tra i turisti che desiderano una vacanza all’insegna del divertimento genuino e spensierato. Lanciare polverine colorate e profumate mentre si HOLI BEACHballa a piedi nudi sulla sabbia a ritmo di scatenati dj set  e fotografarsi è la moda che sta dilagando sui nostri litorali. Ecco quindi i prossimi eventi dell’Holi-il festival dei colori che porteranno una ventata di gioia colorata durante la settimana di Ferragosto. Sabato 12 agosto Holi fa bis di tappe: una sul Lago di Garda, all’Introl Music Festival presso il Teatro Arena Torcolo a Cavaion Veronese, paese circondato da pittoreschi vigneti e uliveti e conosciuto per il suo vino e per l’asparago locale, e l’altra sulla spiaggia libera di Jesolo in Piazza Brescia, capitale della movida, in collaborazione con King’s Club dalle 16 allo scoccare della mezzanotte. Domenica 13, di nuovo tutti al mare, questa volta a Caorle al Double Flavor Music Festival, per inondare di musica e colori la spiaggia della Madonnina dalle 14.30 alle 20. Tutte le informazioni su: www.holiontour.it.

Di seguito le altre date: il 27 agosto ad Asolo (TV) all’Ama Festival, il 2 settembre a Trescore Balneario (BG)  presso il Bum Bum Festival, il 3 a Bologna al Palanord Estate e il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia durante la storica Festareggio.

Ufficio Stampa Holi On Tour – Il Festival dei Colori – comunicazionelive@gmail.com

La Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore

uno scorcio del quartiere anticoLa Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore
Il nuovo look della Medina di Fès

La Medina di Fès ha un nuovo look. Il quartiere storico della città imperiale è infatti nella fase finale di un ampio progetto di ristrutturazione di 27 siti storici e monumentali, un intervento  con investimenti di oltre 55 milioni di euro interamente dedicati alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale della città. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, Fès ha 1.200 anni di storia. L’importante operazione di restauro è nata dall’esigenza  sia per  la rivalorizzazione degli edifici di interesse storico, sia per dare un nuovo slancio economico e sociale alla Medina avvalendosi della produttività delle realtà locali tradizionali, coinvolgendo le maestranze della regione. Ora visitare la città è più facile grazie al nuovo volo diretto dell’Air Arabia Maroc (www.airarabia.com) che collega, con un moderno Airbus A320,  Roma a Fèz il Lunedì (partenza ore 23,40 – arrivo 1,40) e il Giovedì (partenza ore 21,30 volo AIRARABIA 3O407 –  arrivo 23,30 ); da Fèz a Roma il Lunedì (partenza ore 19 – arrivo 22,50) e il Giovedì (partenza ore 16,50 – arrivo  20,40), sempre secondo l’ora locale. In tal modo il collegamento aereo diretto con l’Italia aumenta a sette scali: Bergamo, Venezia, Bologna, Torino-Cuneo, Roma-Fiumicino, Napoli e Catania, tutti a tariffa ridotta, consentendo così un maggior numero di scambi turistici e per affari.
dolci marocchiniLa città di Fès fu il polo commerciale del Marocco, aperto al mondo ed alla diversità culturale e religiosa. Fès non si limita a rappresentare il centro artistico e culturale del Regno, ma è anche custode di musica e cucina. La sua collocazione, inoltre, aggiunge ulteriore fascino al suo prestigio. Fès è situata infatti su una delle punte del triangolo turistico magico il cui perimetro include Meknès, altra città imperiale, le rovine romane di Volubilis e il borgo di Ifrane, nascosto fra i cedri sulle alture del Medio Atlante.
Molto più di una semplice evasione, Fès conduce dolcemente il visitatore di un giorno, o di una vita, in una nuova dimensione spazio-temporale. Per viaggiatori che sanno apprezzare l’arte di vivere e desiderano provare l’esperienza del savoir-faire marocchino. Le ragioni per visitarla sono molteplici, si tratta della più antica città imperiale del Marocco, ricca di storia e di fascino, vera culla della cultura marocchina in cui le lancette dell’orologio sono ferme da secoli. Gli hotel hanno tutti i comfort e vi sono alberghi per ogni esigenza, da quelli in cui il lusso è davvero accentuato, a quelli per tutte le tasche. Per visitare la città sono stati allestiti sei itinerari  per scoprire i vari aspetti del centro, ecco i temi: “Mura e fortificazioni”, “Fès el-Jdid”, “il quartiere andaluso”, “monumenti e souk”, “artigianato”, “giardini e palazzi andalusi”. Durante l’escursione sarà possibile vedere i giardini, come quelli di Jnan Sbil, Riad Moqri, Dar e Batha e i palazzi andalusi: una magnifica testimonianza della ricca storia di Fès, dell’architettura ispano-moresca dei suoi palazzi e dell’eleganza dei giardini ombreggiati.
Fès è suddivisa in tre quartieri: Fès el-Bali (centro storico); Fès el-Jdid (città imperiale) e Fès ville nouvelle (città nuova). Due antiche cittadelle, Borj  Nord e Borj Sud, delimitano la città ed offrono una splendida veduta panoramica dall’alto  da dove si possono ammirare tramonti mozzafiato.
Capitale storica del Marocco, fondata nell’anno 808 da Moulay Idriss II, una città-museo a cielo aperto. Numerosi sono i monumenti religiosi e civili racchiusi tra le sue mura: Bab Boujloud, la principale porta di ingresso alla Medina. Questa magnifica porta, ornata da mattonelle decorative in stile moresco-andaluso, si apre sulla Talaa el Kebira (la Grande Salita), una delle due strade principali del centro storico. La Medina, edificata nel IX secolo, un vero e proprio dedalo di oltre 9.400 stradine e vicoli con souk, moschee, mederse ed edifici storici. In essa si aprono le botteghe degli oltre 30.000 artigiani e 11.000 laboratori artigianali che mantengono viva la loro arte  ancestrale. Le preziose mattonelle smaltate dei vasai, le ceramiche o ancora le maioliche decorate con il celebre blu cobalto, contribuiscono ad accrescere la reputazione di eleganza di cui gode la città. Il vicino Medio Atlante è una riserva di profumi ed essenze che forniscono materie naturali impiegate dagli ebanisti nei loro intarsi ispirati ai palazzi, alle finestre ed  alle sculture. Nel celebre quartiere dei conciatori si producono valigie, babbucce, divanetti, selle e cinture. Una visita è di rigore  ad una conceria. Da una terrazza si potrà ammirare  come gli operai addetti alla tintura delle pelli, lavorino immersi in vasche dove sono sciolti i colori vegetali: il papavero per il rosso; la menta per il verde; lo zafferano e la curcuma per il giallo; l’indaco per il blu; l’antimonio per il nero. Negli ultimi anni le tinture chimiche stanno sostituendo quelle vegetali. Le pelli lavorate vengono trasportate a dorso d’asino nei vicini cimiteri per l’asciugatura. Alcune persone protette a malapena con degli stivali e guanti, sono dediti alla prima fase di lavorazione: il trattamento con calce viva. Sono in corso dei lavori edili per rendere navigabile il fiume che si trova nelle vicinanze della conceria.

Faro di cultura

L’università Quaraouiyine, la più antica università del mondo, è stata edificata nell’anno 859, prima di Bologna (1119) e Oxford (1229). Al suo interno sono conservati numerosi manoscritti rari. In essa vi è anche una moschea, che porta il  medesimo nome, vero e proprio gioiello della Medina, è un simbolo della città di Fès. Secondo la tradizione, l’università fu  fondata da una donna, Fatima El Fihriya. Nel corso del tempo, questo luogo di preghiera è diventato un importante centro di diffusione dei saperi più antichi: teologia, giurisprudenza, filosofia, matematica, astrologia, astronomia sono state studiate e trasmesse dai più grandi nomi dell’epoca, ove insegna attualmente il Prof. Fassi Fihri,  peccato che si può visitare solo dall’esterno. Varie sono le mederse, antiche residenze universitarie destinate all’insegnamento accademico e religioso. La più nota è la medersa Bou Inania, unica nel suo genere per la sua imponenza, con il minareto e l’orologio idraulico. Da vedere anche la medersa Al  Attraine, perla dell’architettura merinide, nonché il museo delle Arti e dei Mestieri del legno, collocato nell’antico caravanserraglio riconvertito Fondouk Nejjarine. La visita darà modo di ammirare il panorama dall’alto del tetto. Altro museo è  quello delle Arti e delle Tradizioni marocchine, l’edificio costeggia i giardini di Boujloud. Questo antico palazzo in stile andaluso racchiude mirabili tesori dell’arte tradizionale di Fès e della sua regione: legno scolpito, ricami, zellij, ferro battuto, gioielli, monete e tappeti. Nello scorso mese di giugno si è tenuto il Festival des Musiques Sacrées du Monde, che è il festival della pace, del dialogo e dell’avvicinamento tra popoli e culture.

Wellness e Hammam

Il savoir-faire marocchino passa anche attraverso il palato. Una raffinata gastronomia ed una varietà di profumi e sapori sono da gustare: Tajiine, couscous, pastilla che combina il sapore del dolce e del salato, sapori unici da assaporare durante il soggiorno in città. Per scoprire rituali e trattamenti di bellezza antichi non c’è nulla di meglio che un Hammam popolare o uno stabilimento termale, ai luoghi più tradizionali si possono anche preferire le SPA degli hotel di lusso o dei sontuosi riad della Medina. In entrambi i casi ci si troverà nelle mani di massaggiatori esperti che utilizzano articoli di origine naturale, prodotti locali come l’olio di Argan, il sapone nero di Fès o come il ghassoul, argilla minerale tipica della regione, che rigenera la pelle. Poco fuori Fès vi sono le terme di Moulay Yacoub, situate in collina, dalle sorgenti termali sgorga un’acqua sulfurea e salata. Le terme di Sidi Harazem, poco distanti, hanno una sorgente di acqua ricca di minerali curativi per le malattie del fegato e dei reni. Sono note fin dal secolo  XVI per le loro virtù terapeutiche.
Ifrane la piccola Svizzera del Marocco

Il villaggio, ad un’ora di macchina da Fès, è un luogo ideale per una fresca gita in montagna nel Medio Atlante. Contornata dalla più grande foresta di cedri al mondo,  in cui vive una comunità di docili macachi che volentieri accettano cibo dai turisti, pronti a mettersi in posa per la foto di rito. Vari laghetti e corsi d’acqua creano delle coreografiche cascate. Nel comprensorio turistico “Le vie dei cedri” è possibile praticare molteplici attività: escursioni, pesca alla trota nelle acque del lago e sci sugli altipiani di Michlifen o Jbel Hebri nei mesi invernali.
Per i più pigri vi è un trenino che condurrà alla scoperta di artigiani  che lavorano manualmente tappeti, cesti di rattan e ceramica. Vi è anche un hotel di lusso che offre servizi di alto livello e i cui prezzi sono certamente non elevati.

Volubilis la Pompei del Sud

E’ il principale sito archeologico del Marocco. Particolarmente interessante sarà la visita agli scavi dell’antica città romana e delle sue imponenti rovine. Verso il 285 d.C., quando i romani lasciarono Volubilis per Tangeri, la città antica, situata in piena campagna vicino all’attuale Meknès, perse progressivamente la sua importanza. Fra i reperti del luogo, classificato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si possono ammirare mosaici particolarmente elaborati che ornavano i pavimenti delle sontuose dimore.

Per maggiori informazioni:

www.visitmorocco.com
www.espertidelmarocco-pro.it
info@turismomarocco.it
https://it-it.facebook.com/EnteNazionaleTurismoMarocco/
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell.       3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Estate a Danzica!

il molo Monte CassinoDanzica (7)Estate a Danzica!

La cittadina Baltica della Polonia in estate si veste di luce

La città di Danzica è situata sul bordo orientale della Baia di Danzica, nella parte meridionale del Mar Baltico. Danzica sorge sulle rive del fiume Motlawa un ramo del delta della Vistola, la quale si divide in due canali formando l’isola Spichrzów e l’isola Olowianka. Inoltre è attraversata ad est dalla Vistola Morta.Essa è situata nell’area fluviale di Zulawy mentre le sue estremità orientali si affacciano sulla Laguna della Vistola. La città è circondata da piccoli colli e colline, ricoperti di boschi, che non superano i 100 metri di altezza. Ogni anno – grazie anche all’aumento dei collegamenti diretti low-cost con diverse città italiane – cresce il flusso di il castello dei Templari (3)visitatori italiani che scelgono come meta dei loro viaggi Danzica e la sua regione, la Pomerania. Perfetto per un city break, l’agglomerato urbano chiamato delle tre città (composto da Danzica, Sopot e Gdynia, che insieme contano 750mila abitanti) attrae sempre più turisti da ogni angolo d’Europa per le sue bellezze artistiche e architettoniche (che vanno dal gotico in mattoni al manierismo di ispirazione fiamminga e anseatica, dall’eclettismo del periodo della Belle Epoque al razionalismo di moda fra le due guerre mondiali), per la sua splendida natura (una costa di dune e ampie spiagge di sabbia bianca, lagune, vaste estensioni boschive, ondulate regioni costellate di laghi), per la sua storia tempestosa che ne ha fatto, come disse Napoleone, “la chiave di tutto” (qui il primo settembre del 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale e sempre qui nel 1980 è nata Solidarność, all’origine della caduta del Muro di Berlino), per la sua superba cucina in cui si mescolano sapori antichi e genuini di terra e di mare e per la sua ricca e vivace attività culturale. Una grande varietà di eventi e manifestazioni in ogni campo si svolgono nel corso di tutto l’anno, anche se Danzica e la regione della Pomerania intensificano la loro attività nel campo della cultura e dell’intrattenimento, in grado di soddisfare ogni età e ogni gusto, soprattutto, come è naturale, nella bella stagione. Che sia in cerca di emozioni sportive, di nuove esperienze culinarie o di festini musicali, il visitatore curioso qui troverà qualcosa di stimolante in grado di soddisfare ogni gusto e ogni età, la noia è bandita! Per l’estate ecco alcune proposte scelte tra il fitto calendario di spettacoli, eventi e manifestazioni che questa splendida regione affacciata sul Baltico offre ai viaggiatori in cerca di nuove mete e nuove emozioni.

FETA – Festival internazionale dei teatri all’aperto e di strada
dal 13 al 16 luglio, Danzica
Uno dei più importanti e affascinanti festival dei teatri all’aperto e di strada giunto quest’anno alla ventunesima edizione: decine di gruppi si esibiscono presentando i loro spettacoli gratuiti nella cornice del centro storico di Danzica per un pubblico appassionato che nel 2016 ha raggiunto il tetto delle 30.000 persone.

Fiera di S. Domenico
29 luglio-20 agosto, Danzica
Non esiste estate a Danzica senza la Fiera di S. Domenico. Una delle fiere all’aperto più importanti d’Europa e molto probabilmente la più antica. La manifestazione è il biglietto da visita della città fin dal 1260. Più di mille bancarelle che offrono le specialità e l’artigianato locali, nonché tutte le meraviglie del mondo, e tanti eventi di contorno, come concerti o parate in costume – tutto ciò, unito alla splendida atmosfera che vi regna, rende Danzica un luogo straordinario pulsante di energia positiva. Assolutamente da non mancare.

Festival Internazionale di Musica per Organo
luglio-agosto, Danzica
Oliwa, una volta capitale dell’ordine dei cistercensi, in seguito quartiere residenziale di Danzica – si trova all’interno di un disegno di strade e case nobiliari, dei veri e propri tesori: la cattedrale con gli interni in stile barocco custodisce l’antico organo, uno dei più grandi al mondo, reso particolare dalle immagini poste sulle canne che si muovono al suono dell’organo, ogni giorno vengono eseguiti dei concerti. Nella Cattedrale di Oliwa a luglio/agosto, ormai da 50 anni, si svolge il Festival Internazionale di Musica per Organo, il più antico festival della Polonia dedicato a questa musica così particolare. Il Parco di Oliwa, con i suoi stupendi giardini, è circondata da tesori, come: il Museo Nazionale di arte contemporanea; il Granaio dell’Abbazia con opere etnografiche e il Museo Diocesano che racchiude pregevoli opere di arte orafa. Per maggiori informazioni: www.polonia.travel/it

Harry di Prisco

Aperte fino al 31 agosto le autocanditure al premio “Kyle Phillips 2017 ” per il giornalista enogastroagroalimentare under 35 più anticonformista dell’anno

logo ASET alta risAperte fino al 31 agosto le autocanditure al premio “Kyle Phillips 2017 ” per il giornalista enogastroagroalimentare under 35 più anticonformista dell’anno

Quarta edizione del riconoscimento istituito in memoria
del giornalista e amico di ASET scomparso nel 2013.
Si rinnova l’attesissimo appuntamento con il PREMIO KYLE PHILLIPS, riconoscimento giunto alla sua IV edizione destinato ogni anno al giovane giornalista enogastroagroalimentare under 35 che si sia distinto per il suo modo brillante ed anticonformista di fare informazione.
Il concorso è aperto a tutti i giornalisti iscritti all’Ordine operanti sul territorio nazionale che, non avendo compiuto il 35° anno al 31 dicembre 2017, si occupino in modo non occasionale di vino, enogastronomia, cibo, alimentazione, agricoltura, agroalimentare e ristorazione.
L’invio delle candidature (con segnalazione da parte dei colleghi della stampa) o delle autocandidature dei soggetti in possesso dei requisiti di cui sopra (che dovranno essere motivate e possibilmente accompagnate da materiale giustificativo e/o curriculum professionale), dovrà avvenire ENTRO IL 31 AGOSTO 2017 all’indirizzo premiokyle@gmail.com
Il vincitore verrà scelto, dopo un’adeguata istruttoria, ad insindacabile giudizio del direttivo di Aset: se toscano verrà cooptato in Aset, se non toscano otterrà la qualifica di socio onorario.
Fortemente voluto da Aset (www.asettoscana.it), il PREMIO KYLE PHILLIPS vuole essere un riconoscimento a quel giovane professionista che, attraverso il proprio lavoro, abbia meglio rappresentato il modo di fare informazione che fu del collega e amico Kyle Phillips, prematuramente scomparso nel 2013: mancanza di pregiudizi, curiosità professionale, serenità di giudizio, voglia di esplorare, franchezza, brillantezza nello scrivere e sobrietà nel comportamento.
ll bando di concorso è visionabile sul sito www.asettoscana.it. Per maggiori informazioni è possibile chiamare il 338.8469801.

Studio Umami
Ufficio Stampa Aset Toscana
347.0613646 – press@asettoscana.it