Milano Fashion Week giugno 2018Excellence con il Salon de la Mode

tango di apertura della serataMilano Fashion Week giugno 2018 Excellence con il  Salon de la Mode

A Milano torna protagonista la Fashion Week per le collezioni moda uomo primavera/estate 2019 in programma nel mese di giugno 2018. Un ricco il calendario di sfilate vedrà la presenza, come sempre, di grandi nomi del fashion system internazionale.
Ai brand storici si alterneranno griffe emergenti sulle passerelle in suggestive location cittadine, richiamando decine di migliaia fra giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo, fashion blogger e numerose celebrities.
Evento top Excellence” che si è tenuto nello storico Palazzo Visconti in via Cino Del Duca 8, a Milano. Evento di “Le Salon de la Mode”, organizzazione della fashion brachettimanager Gabriella Chiarappa.

Appuntamento esclusivo sull’eccellenza italiana e sulle nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina che punta sulle strategie di internazionalizzazione. “Excellence” è patrocinato dalla Camera di Cooperazione Italo-Araba, dalla CC-ICRD, dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, dalla A.O. Fatebenefratelli e oftalmico di Milano e da Italian Industry & Commerce Office in the UAE.

La prima parte della serata ha sorpreso gli ospiti con una performance di tango, un passo a due con Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa cake design (1)Maria – Gotan Project, successivamente la serata è proseguita con esposizioni ed allestimenti che hanno animato le splendide sale del palazzo catturando l’attenzione degli invitati; presenti anche angoli dedicati all’arte contemporanea con le creazioni di Andrea Prandi reduce dal successo dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, al libro con Scarpediem (storie di scarpe straordinarie) di Pino Ammendola.

Tra i premiati il grande attore trasformista di fama internazionale Arturo Brachetti, il direttore di Radio Italia Antonio Vandoni per i suoi 30 di carriera musicale, lo stilista Alviero Martini, il regista Roberto Piana, la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile Angela Bellomo.

atelier-angela-bellomoSerata che si è conclusa fra “le dolcezze” infatti i cake design di Alice’ Noglù hanno incantato la folla dei partecipanti, media, buyers e clienti, dal laboratorio nel cuore della sua città nativa (Pedaso – FM) fino a Milano l’atelier delle dolcezze ha raccontato- come, con i dolci, si possa dare libero sfogo alla fantasia: “se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney”.

Excellence Le Salon de La Mode
Palazzo Visconti – via Cino Del Duca 8, Milano.

O Live Jazz fest 2018 3° edizione

abatelll.O Live Jazz fest 2018 3° edizione

L’evento si terrà all’ora, data e località seguenti:

Venerdì 29 giugno 2018 alle 19:00
– a –
Domenica 1 luglio 2018 alle 23:30 (CEST)

Torna O LIVE JAZZ FEST 2018 a Cavaion sul Lago di Garda, con tre serate all’insegna della Musica Jazz, dei Sapori tipici e della Solidarietà. Un Music Food Solidarity Festival nella cinquecentesca Corte Torcolo, in cui si fondono la bella atmosfera del Lago di Garda, i Vini e i Sapori dell’entroterra, le Proposte di alcuni tra i più interessanti Talenti del jazz italiano ed internazionale. Ed inoltre, con attenzione ai temi dell’Accessibilità, dell’Inclusione e della Sostenibilità.

Per saperne di più vai su http://www.olivejazzfest.com

– PROGRAMMA COMPLETO –

* VENERDì 29 GIUGNO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:15

MARCELLO ABATE 5Tet | “Ellington tribute”
Abate

Marcello Abate, guitar

Violino, Contrabbasso, Trombone e Batteria

Il Festival si apre con Marcello Abate, grande talento della chitarra Jazz, vincitore del Premio nazionale Luciano Zorzella 2018, XI Edizione. Mantovano, classe 1990, tra i più interessanti giovani talenti del Jazz italiano, a Cavaion, si presenta con un progetto originale dedicato al grande Duke Ellington, accompagnato da Violino, Contrabbasso, Trombone e Batteria.

h 22:30

DONATELLO D’ATTOMA Trio | “Oneness”
Dattoma

Donatello D’Attoma, pianoEnrico Morello, drumsAlberto Fidone, d bass

Il Festival prosegue con Donatello D’Attoma, talentuoso pianista e compositore pugliese, già vincitore del “Conad Jazz Contest” 2012. Dopo la pubblicazione di tre dischi a suo nome, presenta il nuovo album in trio dal titolo “ONENESS”, prima del tour europeo che lo porterà a Mosca, San Pietroburgo, Amburgo e Copenaghen.

* SABATO 30 GIUGNO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:30

WOLK, MARCELLI, ROBINSON Trio
Marcelli

Ekkeard Wölk, pianoAndrea Marcelli, drumsJonathan Robinson, d bassLa seconda serata vede protagonista un forte trio basato a Berlino (D). In particolare, Ekkehard Wölk, tedesco al piano, e Andrea Marcelli, italiano da decenni in Germania alla batteria, collaborano da 14 anni e sono già al loro quinto album insieme. Al loro fianco Jonathan Robinson al contrabasso, americano, anch’egli da anni in Germania.

*DOMENICA 1 LUGLIO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:30

* SCOTT HAMILTON Italian 4Tet *
Hamilton

Scott Hamilton, saxLuca Mannutza, pianoLorenzo Conte, d bassAlfred Kramer, drums

Il Festival si chiude con un grande del Jazz Mainstream: il sax di Scott Hamilton. Nato nel 1954 negli Stati Uniti, è emerso negli anni Settanta grazie al suono che richiamava i grandi protagonisti dello swing e del jazz agli albori del bop. Tra i tanti con cui ha suonato ci sono Gerry Mulligan, Junior Mance, Eddie Vinson, Lou Donaldson… Jazz classico per una grande serata.

AREA ENOGASTRONOMICA –

A Corte Torcolo troverete vari Stand dove assaggiare un buon piatto di Pasta ai sapori del Garda, Taglieri di salumi e formaggi tipici, Bruschette all’Olio Garda Dop, la tipica Fogasa, Torte “solidali” fatte in casa e buoni Vini Doc. Per chi volesse qualche cosa in più, la bella Enoteca ed i Ristoranti Partner sono a disposizione.

Teatro Arena Torcolo
1 Via Vittorio Veneto
37010 Cavaion Veronese
Italia

335 6317228 | olivejazzfest@gmail.com | www.olivejazzfest.com – INGRESSI E BIGLIETTI –

Area EnoGastronomica: ingresso libero

Area Concerti: ingresso a pagamento

il 29.06 e il 30.06: Biglietto intero € 10,00

l’1.07: Biglietto intero € 17,00

Abbonamento 3 Concerti/serate: € 32,00 con posto riservato in Platea

Ridotto: minori 15-17 anni € 5,00 a tutti i concertiGratuito: minori fino a 14 anni e Persone con disabilità certificata 100% e accompagnatore, previa telefonata di avviso e preotazione

Eventbrite, Inc. | 155 5th St, 7th Floor | San Francisco, CA 94103

Cristina Bowerman Premio Nazionale Galvanina Miglior Chef 2018

_30A1208Cristina Bowerman Premio Nazionale Galvanina Miglior Chef 2018
La consegna domenica 17 giugno a Pesaro nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana
– Sembrava destinata a leggi, codicilli e giurisprudenza, ha finito per sovvertire regole già scritte e imporsi per la sua geniale estrosità. Unica donna stellata nell’anno di grazia 2010, così come unica donna Chef Ambassador di Expo, Cristina Bowerman è un consistente copione dalla trama mai scontata, un po’ come la sua vita alla continua ricerca di nuove esperienze in cucina.

Il suo già ricco “curriculum” si amplia di un nuovo riconoscimento: il Premio Galvanina come Miglior chef 2018. Le sarà assegnato nell’ambito della diciottesima edizione del Festival della Cucina Italiana in programma a Pesaro dal 14 al 17 giugno prossimo.

Il Premio le viene assegnato per la sua “sorprendente cucina giramondo, basata su una instancabile ricerca, ricca di una femminilità intelligente, curiosa e intensa come lei”.

Il Premio Nazionale Galvanina è uno dei riconoscimenti più rilevanti nel panorama enogastronomico nazionale. Suddiviso in sei sezioni (Cultura, Cucina, Vino, Giornalismo, Imprenditoria, Cuore), negli anni passati nella sezione cucina è stato assegnato a Gianfranco Vissani (2010), Gino Angelini (2011), Pino Cuttaia (2012), Niko Romito (2013), Carlo Cracco (2014), Gino Fabbri (2015), Moreno Cedroni (2016), Davide Oldani (2017).

Chi è Cristina Bowerman

Chef stella Michelin, è nata a Cerignola, in provincia di Foggia. Dopo la laurea in Giurisprudenza, nel 1992 lascia la Puglia per gli Stati Uniti. In California alterna gli studi forensi e quelli in graphic design, al lavoro da Higher Grounds, coffee house di San Francisco. Nel 1998 si trasferisce ad Austin, dove consegue la laurea in Culinary Arts.

Nel 2005 torna in Italia con l’idea di rimanerci poco. Approda prima al Convivio Troiani a Roma, poi da Glass Hostaria. Qui Cristina Bowerman inizia a delineare la sua cucina decisamente originale. Il pubblico della Capitale e quello internazionale sono conquistati totalmente dalla sua cucina e, nel 2010, le viene assegnata la stella Michelin. La sua storia e quella del ristorante Glass sono diventate un case study all’Università Bocconi nel programma 2010. Nel novembre 2012 Cristina e il suo socio Fabio Spada danno vita a Romeo Chef&Baker, un contenitore poliedrico che spazia dai food truck allo stand molto pop del mercato di Testaccio passando per pane artigianale, pizza, gelati e cocktail. Da maggio 2017 cura anche il ristorante Linea presso il Museo Maxxi di Roma.

Tanti i riconoscimenti che le sono stati assegnati. Per citarne alcuni: Chef Donna dell’Anno a Identità Golose (2013), unica donna Chef Ambassador di Expo (2015), primo Presidente dell’Associazione Nazionale Ambasciatori del Gusto di cui é anche membro fondatore (2016), nel marzo 2018 uno dei 12 membri del Comitato Tecnico di Coordinamento creato dal Ministro Franceschini in occasione del 2018 Anno del Cibo.

Tante le iniziative nel sociale: Premio Aila Progetto Donna dalla Fondazione Italiana per la Lotta contro l’artrosi e l’osteoporosi (2015), nel febbraio 2018 è nominata Ambasciatrice del Telefono Rosa

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioachino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

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Festa Artusiana XXII Edizione Premio Artusi 2018

Festa Artusiana XXII Edizione Premio Artusi 2018

José Graziano da Silva

Direttore Generale della Fao

 Il Premio Artusi 2018 viene assegnato a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Anche nel 2018, dichiarato anno del cibo italiano, la città di Forlimpopoli propone una riflessione a tutto campo sul rapporto fra uomo e cibo, secondo lo spirito che da sempre anima il Premio Artusi. Due dati a riguardo parlano chiaro per gli anni a venire: la Fao stima che il fabbisogno alimentare previsto per il 2050 richieda un aumento nella produzione agricola del 70%; nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi, oltre il 50% delle quali concentrate in nove Paesi. Due temi chiave, dunque, per l’umanità.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).

Secondo consuetudine il Premio Artusi viene annunciato in occasione della Festa, ma consegnato in corso d’anno. In occasione della kermesse Artusiana (23 giugno – 1 luglio) saranno consegnati i Premi Marietta ad honorem assegnati quest’anno alla Stamperia Pascucci e alla giornalista Stefania Barzini.

Chi è José Graziano da Silva

José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.

Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.

José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).

Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).

Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

Informazioni

Ufficio Cultura tel. 0543-749237-4 (orario 10-13; durante la Festa 16-21).

Mail: info@festartusiana.it promozione@comune.forlimpopoli.fc.it

Siti: www.festartusiana.it www.forlimpopolicittartusiana.it

Ufficio Stampa – Agenzia PrimaPagina

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Filippo Fabbri – Alice Magnani

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Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioi di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

Primo Vercilli Premio Nazionale Galvanina alla Cultura

Primo Vercilli Premio Nazionale Galvanina alla Cultura

Il Premio va a un dietologo nutrigenetico,grande divulgatore sui temi dell’alimentazione

La consegna domenica 17 giugno a Pesaro  nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana

 In un’epoca di cibo parlato e mangiato in quantità, sempre più centrale è il ruolo di chi educa, insegnando a mangiare correttamente, nelle giuste proporzioni e con gusto. Una missione che si è dato Primo Vercilli, tra i principali divulgatori delle tematiche sull’alimentazione, inventore del Metodo della Nutrizione Immuno Geno Funzionale. Volto noto nei canali Rai e autore di innumerevoli pubblicazioni in materia, al Festival della Cucina Italiana (Pesaro 14-17 giugno) riceverà il Premio Galvanina sezione Cultura.

Tra i riconoscimenti di prestigio del panorama enogastronomico, il Premio Nazionale Galvanina alla Cultura nelle edizione passate è stato assegnato a personaggi dello spessore di Tonino Guerra (2011), Vittorio Sgarbi (2012), Pier Luigi Celli (2013), Gualtiero Marchesi (2014), Alessandro Regoli (2015), Corrado Piccinetti (2016), Antonio Attorre (2017).

A Vercilli il premio viene assegnato per la “grande e appassionata opera di divulgazione di un percorso alimentare educativo finalizzato al benessere della persona”.

Chi è Primo Vercilli

Laureato a Bologna nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, da quando ha iniziato la sua attività professionale, ha sempre cercato di dividere il suo tempo tra la pratica clinica e la divulgazione delle tematiche inerenti l’alimentazione. Ciò che da sempre è stato oggetto del suo interesse consiste nella ricerca dei meccanismi di proposizione alimentare che abbiano una valenza educativa e non meramente prescrittiva.

Il suo metodo aiuta a mettere in pratica un sistema alimentare che supera il concetto di pesare gli alimenti, ma cerca di modulare gusti e abitudini delle persone, proponendo combinazioni e rotazioni di tutti i cibi. Questo anche grazie all’aiuto del test del DNA, che effettua nelle sue visite e che permette di personalizzare ancora di più la propria alimentazione grazie alla Mappa Alimentare. Da subito la Nutrizione Immuno Geno Funzionale si è rivelata uno strumento ottimale per definire piani alimentari personalizzati sia per atleti, sia per persone alla ricerca dell’equilibrio e del benessere.

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioi di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

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Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

cernilli1-260x300 (1)Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

Il Premio va a uno dei pionieri del racconto del cibo e del vino

La consegna domenica 17 giugno a Pesaro nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana

Da aspirante filosofo a “teoretico” del vino. Percorso decisamente ante litteram per Daniele Cernilli, Premio Galvanina al Giornalismo, tributo che gli sarà consegnato al Festival della Cucina Italiana a Pesaro (14-17 giungo). Il suo percorso affonda le radici nell’anno di grazia del 1986, quando insieme a un altro visionario, Stefano Bonilli, decide di fondare il Gambero Rosso. È l’inizio di un tourbillon di iniziative sul mondo del cibo e del vino che ancora oggi lo vedono protagonista, tra guide, libri, riviste sino ad arrivare alla testata doctorWine.it di cui è direttore.

Il Premio al Giornalismo 2018 gli viene assegnato per “l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino”.

Il Premio Nazionale Galvanina è uno dei riconoscimenti più rilevanti nel panorama enogastronomico nazionale. Suddiviso in sei sezioni (Cultura, Cucina, Vino, Giornalismo, Imprenditoria, Cuore), negli anni passati è stato assegnato a personalità dello spessore, per citare alcuni nomi, di Tonino Guerra, Gualtiero Marchesi, Vittorio Sgarbi, Pierluigi Celli, Carlo Cracco e tanti altri.

Nella sezione al giornalismo a Luigi Cremona (2010), Bruno Gambacorta (2011), Anna Scafuri (2012), Gioacchino Bonsignore (2013), Fede e Tinto (2014), Andrea Scanzi (2015), Carlo Cambi (2016), Davide Paolini (2017).

Chi è Daniele Cernilli

È il direttore responsabile di DoctorWine nonché il direttore-curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia by DoctorWine. Laureato in Filosofia, ha insegnato storia e letteratura per poi trasformare il suo amore per cibo e vino nella sua professione. Giornalista professionista, collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche oltre ad aver pubblicato libri tecnici di divulgazione, di degustazione e analisi dei vini. È autore, tra gli altri, del libro Memorie di un degustatore di vino (Einaudi 2006), cronistoria dei suoi primi 25 anni di degustazioni con giudizi sui vini italiani e stranieri, e più recentemente di Vitigni del mondo (La Conchiglia 2012) in collaborazione con Dario Cappelloni, il catalogo di uve da vino più ampio mai realizzato finora in Italia. Nel 2014 hanno visto la luce due ulteriori pubblicazioni: il libro, uscito in libreria ad Aprile 2014, I racconti (e i consigli) di DoctorWine, edito da Einaudi, e la Guida essenziale ai vini d’Italia, edita da Mondadori, realizzata con la collaborazione dei degustatori di DoctorWine.

Nel suo passato, è stato cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, curatore della Guida dei Vini d’Italia per 24 edizioni, direttore del magazine Gambero Rosso, personaggio televisivo alla guida del Gambero Rosso Channel, docente ai corsi professionali alla Città del Gusto di Roma nonché ai corsi di degustazione e analisi sensoriale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Ha vinto diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica tra cui la targa d’Oro dell’Associazione Enotecnici nel 1999 ed è stato incluso nella classifica di Decanter tra le 50 persone più influenti nel mondo del vino (2007-2008-2009).

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioachino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

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Mangia come scrivi torna in Appennino.

1442c456-e2e2-49cb-89fc-9438de99be2c-300x200Mangia come scrivi torna in Appennino.

Con un invito che non si può rifiutare: Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!
Venerdì 22 giugno all’Agriturismo Il Cielo di Strela (Compiano) il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici e gli scrittori Antonio Tacete e Pietro Furlotti

STRELA DI COMPIANO (Parma) – Per il quarto anno consecutivo, Mangia come scrivi torna sull’Appennino parmense per una serata speciale: la festa d’inizio estate. Venerdì 22 giugno, alle 20.30 (con aperitivo in terrazza servito già alle 20), l’Agriturismo Il Cielo di Strela ospiterà la serata “Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!”, evento extra degli happening artistici e gastronomici diretti e presentati dal giornalista Gianluigi Negri, con la partecipazione di due musicisti e due scrittori: il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici, lo scrittore surrealista Antonio Tacete e il giallista Pietro Furlotti.

LA LOCATION E IL MENU IN TAVOLA
Dopo essere stato assessore alla Cultura a Parma, da sei stagioni a questa parte Mario Marini si dedica alle sue altre passioni: l’agricoltura (è anche presidente di Confagricoltura Parma) e la cucina. Nel 2012 ha fondato l’Azienda agricola biologica Ritorno al futuro e, due anni dopo, l’annesso Agriturismo Il Cielo di Strela (www.ilcielodistrela.it). La splendida struttura di Strela di Compiano accoglierà il pubblico con la sua straordinaria vista sul Monte Pelpi e con un menu firmato dallo chef Marini, che valorizza scelte biologiche: dai salumi di produzione propria alle fragranti verdure bio, per arrivare a una nuova “sfida” che lancia Mangia come scrivi (il tortello di pianura e il tortello di montagna) e all’immancabile e gustosissimo cinghiale con polenta (piatto che da queste parti si mangia tutto l’anno), chiudendo con il sorprendente e fresco gelato al gusto “Il Cielo di Strela”. Il tutto innaffiato da Bianco frizzante rifermentato in bottiglia, Lambrusco Maestri e Malvasia Dolce Amadei (cantina di Parma premiata a Vinitaly), sempre con la formula Mangia come scrivi (quattro portate dall’antipasto al dolce e tre vini in abbinamento). Info e prenotazioni al 348 2885159, con possibilità di pernottamento per chi arriva da lontano e per chi volesse fare le ore piccole sotto il cielo stellato di Strela.

IL MENU MUSICALE-LETTERARIO
Con l’immancabile allegria e coinvolgimento del pubblico, si parlerà tra una portata e l’altra del cd di Antonio Benassi (accompagnato dal suo produttore e bassista Andrea Clerici) “Putòst che stär in ca” (che ha superato nelle vendite l’ormai mitico “Parma parallela”), del nuovo lavoro di Antonio Tacete “Le gite allo stadio San Siro” e del giallo di Pietro Furlotti “Il caso di via Petrarca”, record di vendite in provincia di Parma.

LE DUE NUOVE STAGIONI A SETTEMBRE E LA QUINTA EDIZIONE DI MANGIACINEMA
Dopo questo “speciale” estivo, le due stagioni di Mangia come scrivi, riprenderanno a fine settembre. Quella lombarda sempre al Garibaldi di Cantù (Como), quella emiliana, a Parma, in un locale nuovo: la trattoria I Du Matt (via San Leonardo) di Mariano Chiarelli e Maura Gigatti. Negri, nel frattempo, è già al lavoro sulla quinta edizione di Mangiacinema – Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso, che si terrà a Salsomaggiore Terme dal 26 settembre al 3 ottobre.

Mostra Franco Dellerba. Percorsi Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

locandinaBari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

19 maggio – 30 settembre 2018

Mostra Franco Dellerba. Percorsi

La mostra, che sarà inaugurata sabato 19 maggio alle ore 18.30, offrirà un illuminante spaccato dell’opera di Franco Dellerba, uno dei più significativi artisti contemporanei pugliesi, la cui notorietà, grazie al vasto apprezzamento conquistato attraverso numerose esposizioni collettive e monografiche, ha valicato ampiamente i confini italiani ed europei. L’originalità dell’esposizione consisterà nel confronto diretto tra una selezione delle opere di Dellerba, legate da tematiche o percorsi artistici comuni, e le collezioni medievali e rinascimentali della Pinacoteca barese: una formula che il museo ha sperimentato con grande successo negli ultimi anni, accogliendo mostre site specific dedicate a Mimmo Paladino, Carlo Guarienti, Sandro Chia, ma che si rinnova nel caso di Franco Dellerba assumendo un significato particolare e arricchendosi del grande scimmia con scimmietta angelo custodeforte legame antropologico che lega l’artista alla sua terra d’origine.

Fulcro dell’esposizione è una grande installazione realizzata con centinaia di cartamodelli di tomaie di scarpe, recuperati dall’artista nel laboratorio di un noto calzolaio barese del primo Novecento, e tra lui trasformati in un’originalissima, sorprendente opera personale.

Il titolo della mostra, Percorsi, copre un ampio raggio di significati, da quello di “cammino”, “avanzamento” vero e proprio, cui si collega la descritta installazione e altre opere ad essa collegate, a quello del “procedere” metaforico nell’arte dello stesso Dellerba, che attinge spesso agli elementi che sin da bambino più l’hanno affascinato, come le giostre e le luminarie delle feste patronali, gli spiritelli, il caldo sole di Puglia. Ma tutti questi soggetti vengono reinterpretati in modo da renderli astratti e traslati, oggetti privi di ogni funzionalità e destinati a creare un mondo giocoso e divertente.

Una mostra eccentrica e giocosa, dunque, che sottolinea come ludus, estro, linguaggio assolutamente personale costituiscono la cifra espressiva di un artista fra i più originali della sua generazione, in non pochi casi pioniere inconsapevole rispetto ad artisti più noti e celebrati.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, con un’intervista a Dellerba e contributi di Achille Bonito Oliva, Lorenzo Madaro, la stessa Gelao e testimonianze di galleristi come Franco Toselli e Valentina Bonomo, dell’ambasciatore italiano a Manila Giorgio Guglielmino, di amici ed estimatori dell’artista. Interamente a colori, il catalogo conterrà le foto di tutte le opere in mostra e dell’allestimento di alcune di esse in Pinacoteca nonché una vasta documentazione fotografica dello straordinario studio dell’artista.

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

Via Spalato, 19/Lungomare Nazario Sauro, 27 (IV piano) 70121 Bari

Telef. 080/ 5412420-2-4-6-7

www.pinacotecabari.it

infotel: 080/5412420-2-4-6-7

Ufficio Stampa Pinacoteca: Tel. 080/5412427

pincorradogiaquinto@gmail.com

pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all’ex Palazzo della Provincia.

Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

Giorni e orari di apertura:
dal martedì al sabato 09,00 – 19.00

(ultimo ingresso consentito ore 18:30)
domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30)
lunedì e festività infrasettimanali chiuso

Biglietto intero € 3,00

Biglietto ridotto € 0,50

Gratuito:

– minori di 18 anni e maggiori di 65 anni;
– disabili e loro accompagnatori;

– studenti universitari* e di istituti AFAM* (Acc. Belle Arti e Conservatori Musicali);

– insegnanti* accompagnatori di gruppi scolastici;

– guide turistiche* di gruppi con più di tre persone;

– giornalisti*;

– per tutti prima domenica di ogni mese.

* muniti di relativa tessera di iscrizione alla categoria o altro documento equivalente

Ingresso libero per tutti:

– la prima domenica di ogni mese (D. M. MIBACT 27-6-2014 n. 94)

– in occasione di eventi, quando espressamente indicati in sede e

su locandine e inviti.

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura.

La visita alle mostre in corso è inclusa nel biglietto d’ingresso.

Inaugurazione Hidron Disco -Summer La notte Dolceamara

biglietto-prima-serata4Inaugurazione Hidron Disco -Summer La notte Dolceamara Mercoledì 20 Giugno  presso HIDRON Disco Summer Campi Bisenzio Via Gramignano Firenze .

Serata rivolta ad un pubblico over 30 Consigliata la prenotazione :

Cena seduta con servizio al tavolo sotto le mille luci colorate in atmosfera di festa in piazza. Music Live La CasaCantoniera con grandi successi con David & Anna Butteri .

La serata proseguirà con i migliori, due piste da ballo con Leonardo Sardi e Dj Set”C’era Una Volta disco 80’90” Dalle 21.15 Dinner show su prenotazione euro 20

Dalle 22.00 : Ingresso solo ballo

Felici della nostra iniziativa Vi aspettiamo. – info e prenotazioni ai seguenti contatti :

dolceaamara@gmail.com Tel 339 1197715 055 890946

A cena…con i gatti (speciali)

A cena…con i gatti (speciali)

il 21 giugno c’è una cena speciale: la Cena 44 Gatti dello Zecchino d’Oro.

Ecco due motivi per cui non puoi mancare:

Ci saranno tutti i bimbi Piccolo Coro dell’Antoniano che canteranno per te 44 Gatti. Proprio quest’anno la canzone compie 50 anni dalla vittoria dello Zecchino d’Oro. Lo sapevi?
La tua partecipazione vale un aiuto per una famiglia in difficoltà. Infatti, il costo della cena sosterrà il progetto famiglie di Antoniano onlus.

La cena 44 Gatti si terrà al ristorante Ca’ la Ghironda alle ore 19.30. Clicca sul bottone qui  QUA  per prenotare.

Affrettati, c’è tempo fino al 15 giugno.

Non preoccuparti… non ti chiederemo di stare in fila per sei…

 

Un viaggio intorno al mondo della Tuscia

IMG_9584Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo si presentano con le loro eccellenze

Si è da poco conclusa la prima fase della X edizione di “VisiTuscia” che ha visto protagonisti i comuni di Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo, vincitori del bando della Regione Lazio sulle “Reti d’Impresa su Strada” per i progetti: Discover Canino, Visit Marta, Naturalmente Capodimonte e Enjoy Viterbo.
Viterbo (2)La manifestazione è stata promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo, presieduta da Vincenzo Peparello, in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio.
Appuntamento a fine ottobre per la seconda fase durante la quale un gran numero di Buyer nazionali ed esteri incontreranno gli operatori delle aziende turistiche (Hotel, Agriturismi, Terme, Agenzie di Viaggio, Ristoranti) e dell’agroalimentare per le contrattazioni sui nuovi pacchetti turistici.
IMG_9905La Tuscia Viterbese, una terra incantevole, dove le bellezze di un ambiente naturale ancora incontaminato, si fondono con il ricco patrimonio storico, artistico, archeologico e religioso. Boschi secolari, sorgenti termali e laghi vulcanici, fanno da cornice a necropoli etrusche, palazzi nobiliari, musei, antiche chiese e castelli medievali. Situata lungo l’antica “Via Francigena”, Viterbo, la città dei Papi, rappresenta oggi una felice sintesi tra le stupende ricchezze storiche ed il fermento di una cittadina a misura d’uomo.
CaninoLa città di Canino è situata nell’Alto Lazio in una zona rinomata per la produzione di olio di alta qualità. Da qui si snoda un itinerario enogastronomico, la “Strada dell’Olio”, realizzato per l’accoglienza turistica in una zona storicamente vocata all’olivicoltura di qualità, ma anche di grande interesse culturale, storico ed archeologico. L’olio di questa terra è classificato fra i migliori prodotti italiani. Il riconoscimento della DOP risale al 2006. A Canino è possibile visitare il Museo ospitato nel castello dell’Abbadia di Vulci e la vicina Tomba scoperta da Francois, senza dubbio una delle più importanti testimonianze che ci sono state tramandate dagli Etruschi, in quanto è l’unica pagina di storia etrusca narrata da loro stessi mediante gli splendidi affreschi che in origine si trovavano sulle pareti dell’ipogeo.
IMG_9996Su di un pittoresco promontorio a 334 metri s.l.m., sulla riva sud del lago di Bolsena, si erge Capodimonte, un incantevole centro turistico dominato dalla cinquecentesca e imponente “Rocca” Farnese a pianta ottagonale.
Fa parte del comune anche la meravigliosa isola Bisentina, ora di proprietà privata, con le sue sette chiese che furono edificate dai Frati Minori sul perimetro dell’isola, a imitazione delle sette chiese di Roma. Ciascuna chiesetta sorge rivolta ad uno dei sette paesi rivieraschi del lago, uno dei più puliti d’Europa e totalmente balneabile. Il turismo, che per Marta l'isola Bisentina (2)Capodimonte rappresenta il settore trainante dell’economia, è in costante sviluppo, favorito dall’amenità ambientale e dalle numerose attrattive storiche, come il Museo della Navigazione che custodisce la “Piroga dell’Isola Bisentina” di origine preistorica, la prima imbarcazione monossile (cioè scavata in un tronco d’albero) scoperta nel lago di Bolsena. Un’analoga piroga è ancora nei fondali del lago in attesa di recupero.
Dietro il promontorio di Capodimonte sorge la cittadina di Marta con il suo pittoresco Borgo dei Pescatori. A pochi chilometri si erge la Cannara, nata per la pesca delle anguille, è un’abitazione antica, risalente all’epoca dei romani. Qui scorre il fiume Marta che dirigendosi dal lago di Bolsena verso il mare, passa per la Cannara, che si presenta come una casa-ponte dove un sistema di griglie, anticamente realizzate con le canne (da cui Cannaia o Cannara), veniva usato per catturare le anguille. Oggi è possibile soggiornarvi grazie all’Hotel di Charme con il suo stupendo giardino botanico che si estende per circa 1 ha realizzato da Mirella, moglie del proprietario.
Il monumento simbolo di Marta è la Torre dell’Orologio dove da poco si è concluso l’evento “Marta tra le Stelle”, che ha consentito l’osservazione della volta celeste tramite IMG_0228gli strumenti dei soci del Gruppo Astrofili Galileo Galilei in collaborazione con la Rete di Impresa Visit Marta.
Dalle stelle di Marta a quelle sopra Viterbo che è possibile ammirare durante un bagno notturno nei famosi centri termali con annesso hotel. L’epicentro delle sorgenti e dei fanghi naturali si trova nella fonte del Bullicame, descritta da Dante nel Canto XIV dell’Inferno. Viterbo è definita da secoli la città dei Papi, in ricordo del periodo in cui la sede papale fu spostata in questa città che ancora porta i segni di quel fasto. Dopo il tuffo nelle acque ritempranti, è possibile tuffarsi in 2000 anni di storia, tra cunicoli e viuzze che si snodano buie nelle viscere della città di Viterbo. La porta d’ingresso alla città sotterranea si apre a Piazza della Morte, nel quartiere medievale di San Pellegrino, luogo abitato già nel periodo etrusco. Anche se al momento è possibile percorrere solo poche centinaia di metri, i lavori continuano senza interruzione, al fine di arricchire questo tesoro di Viterbo, invisibile ma pieno di fascino.
Il principale monumento di Viterbo è il Palazzo dei Papi, sul Colle del Duomo, con la sua Sala del Conclave, dove si svolse il primo conclave della storia, nonché la più lunga elezione di un Papa, per un totale di 1006 giorni, tra il 1268 e il 1271.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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cell. 3355804462
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A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Tenuta-Villa-Rovere-2-300x199A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Ai tre classici internazionali si accosta da quest’anno un sangiovese in purezza che arricchisce un progetto enologico nato nel 2004 nella tenuta di famiglia dell’imprenditore Alessandro Annibali, noto per aver creato la filiera delle ‘Noci di Romagna’

Un progetto contemporaneo che nasce dal rispetto e dall’ascolto della terra e delle uve. A quindici anni dalla nascita del vigneto sulle terre di Villa Rovere, è già tempo di maturità. Tre vini prodotti fin dagli esordi, Tito, Pirro e Nanì. Rispettivamente un Merlot in purezza, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, un Sauvignon Blanc. E una new entry, Iliano, un sangiovese 100% che integra e ‘contamina’ la scelta ‘internazionale’ fatta a suo tempo. Una scelta maturata con il desiderio di distinguersi dal panorama enologico territoriale, che ha saputo però creare vini contemporanei con un grado alcolico non sostenuto, una beva sciolta, facile, che intriga al sorso successivo.

A guidare la Tenuta l’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione. Il progetto Villa Rovere vede la luce nel 2004 attraverso il recupero di una tenuta di famiglia adagiata fra Forlì e Terra del Sole su cui sono impiantati 6 ettari di vigna per una produzione di 20.00 bottiglie esclusivamente distribuite nei canali super Ho.re.ca.

A sovrintendere all’impresa il responsabile commerciale della Tenuta, Andrea Arlotti e l’enologo Tommaso Bindi, che ha raccolto l’eredità di lavoro della collega Marisa Fontana oggi impegnata a curare la parte agronomica dell’azienda. Mentre l’enologo Francesco Bordini, attraverso un accordo di collaborazione con la Tenuta Pandolfa, ha firmato Iliano, l’ultimo nato, mutuando le uve sangiovese dal territorio di Predappio.

Il progetto complessivo di Tenuta Villa Rovere racconta qualità, unicità e rispetto. A partire dai suoli, quelli dove crescono le vigne, che rappresentano una eccezione per la zona. Sono infatti di tessitura sabbio-limosa e abbracciano un laghetto, mentre tutta la vigna è delimitata da due corsi d’acqua: il Montone ed il Canale dei mulini. Suoli poveri, per certi versi difficili, dove la vite deve crescere con la schiena dritta, senza fronzoli e l’acqua ha un ruolo predominante. Per continuare, come sottolinea l’enologo Tommaso Bindi, con l’attenzione e il rispetto delle uve, che significa selezione e raccolta dei soli grappoli integri per ridurre al minimo le ossidazioni; con la scelta dei tempi di raccolta, intervenendo cioè quando il grado alcolico dell’uva non è ancora esasperato, portando così in dote ai vini acidità e freschezza che sono sinonimo di contemporaneità.

Specchio di queste scelte sono le caratteristiche dei vini della tenuta: il Nanì sauvignon blanc in purezza che all’olfatto ha un varietale per nulla invadente, dai profumi quasi sussurrati e che si esprime deciso, diretto, teso.

E poi Pirro e Tito le due facce della stessa medaglia, merlot in purezza il primo, uvaggio a base di cabernet sauvignon il secondo, ambedue affinati in parte in botti di rovere.

Tutti e tre i vini sono tenuti assieme da un filo conduttore preciso: l’essenzialità e la contemporaneità. Sono vini che sanno osare e sperimentare, che si prestano a una beva sciolta, abbassando anche le temperature di servizio per essere proposti in ogni stagione anche su piatti variegati e non convenzionali.

Ufficio Stampa PrimaPagina

Maurizio Magni – Filippo Fabbri
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Dallo champagne a Reggio Emilia, il viaggio dell’aceto balsamico di Modena IGP prosegue con una degustazione sille frecce di Treitalia

b10a1ccc-d31e-44d8-bbb1-5b8ee6dba503Dallo champagne a Reggio Emilia, il viaggio dell’aceto balsamico di Modena IGP prosegue con una degustazione sille frecce di Treitalia

Nelle scorse settimane il Consorzio di Tutela ha incontrato il Comité Champagne per discutere di tutela delle denominazioni e ha partecipato all’assemblea annuale di AICIG con un intervento sul sistema europeo delle DOP e IGP

Aceto Balsamico di Modena IGP ancora in primo piano: dopo l’impegnativo lavoro delle scorse settimane per partecipare ad incontri in territorio nazionale e all’estero sulla tutela della denominazione, il Consorzio torna in pista con una nuova azione promozionale volta a portare a conoscenza un vasto pubblico delle peculiarità di questa produzione di eccellenza del Made in Italy enogastronomico. Lo fa portandolo in degustazione dal 4 all’8 giugno, unitamente al Parmigiano Reggiano DOP, nella carrozza ristorante delle Frecce di Trenitalia. La degustazione avverrà sui treni interessati dalla tratta Roma – Milano e viceversa, ovvero AV9520 Roma – Milano in partenza dalla capitale alle 10.20 con arrivo a Milano alle 13.40 e AV9537 delle ore 14.20 da Milano con arrivo a Roma alle 17.40, con il supporto di personale altamente qualificato che accompagnerà ogni evento con il racconto di come nascono questi prodotti di eccellenza del Made in Italy, come percepire e riconoscere le caratteristiche organolettiche e quali abbinamenti sono in grado di esaltarle al massimo. In tale occasione saranno distribuite anche brochure informative contenenti una scheda tecnica di ciascun prodotto e sarà effettuata un’indagine sul consumatore.

Intanto nelle scorse settimane è iniziata la campagna europea del Consorzio dell’ABM per l’approfondimento del tema della tutela delle indicazioni geografiche in Europa e nel mondo, la cui prima tappa è stata in Francia con il sistema dell’AOC Champagne, una delle denominazioni più conosciute e imitate in tutto il globo. Il Consorzio ha incontrato in tale sede alcuni rappresentati del sistema produttivo e il CIVC, il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne, per meglio comprendere le scelte e le strategie commerciali delle singole aziende e la politica di gestione collettiva del comparto, in particolare le strategie di tutela e di comunicazione della denominazione. Soprattutto quest’ultimo incontro, è stato finalizzato a condividere informazioni, riflessioni e problematiche, e a pensare insieme un sistema sempre più efficace di tutela e di difesa dei prodotti DOP e IGP, oltre che gettare le basi per creare una rete più strettamente connessa dei soggetti che operano in questo campo. Dal confronto sono infatti emerse sensibilità, esigenze e strategie comuni. Tra le altre cose, colpisce lo sforzo condiviso di promuovere una giurisprudenza comunitaria sempre più dettagliata e precisa sul tema dell’evocazione delle denominazioni e la volontà, anche a questo livello, di fare rete per aumentare l’efficacia delle singole azioni.

“Il Comité Champagne – ha affermato il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli – è per noi un riferimento e siamo venuti qui ad Epernay per imparare, per ispirarci alla loro esperienza e per farci aiutare a percorrere la stessa strada sia dal punto di vista della valorizzazione del prodotto che per la tutela della denominazione e le nostre aspettative sono state pienamente corrisposte”. “Incontro importantissimo – ha evidenziato il Direttore Federico Desimoni– che ci mostra la strada maestra da seguire. In particolare, colpisce la visione del Comité, le strategie adottate e la perseveranza con cui in questi ultimi decenni hanno condotto azioni di tutela della loro denominazione”.

Ma i due Consorzi non hanno parlato solo di tutela e difesa di prodotti e denominazioni; la condivisione si è allargata alle strategie di comunicazione ed anche su questo tema si è riscontrata una comunanza di visione. Entrambi i Consorzi, infatti, ritengono che la priorità attuale sia quella dell’educazione, della formazione e dell’informazione diretta sia al mondo della comunicazione, ed in primis agli opinion makers, che a quello delle giovani generazioni (studenti, giovani chef, ecc.). Non da ultimo, è stata poi evidenziata l’importanza di utilizzare strumenti di comunicazione per tutelarsi nei confronti dei prodotti “fake”.

“Sul tema della comunicazione – riprende il Direttore del Consorzio –  è ispirante l’esperienza che lo Champagne sta facendo negli Stati Uniti focalizzata sull’idea di comunicare direttamente al consumatore l’esistenza sul mercato di un prodotto autentico e di altri prodotti che sono semplici imitazioni. Partendo dal concetto che anche se una pratica commerciale è considerata legale, questo non vuol dire che la stessa sia corretta e leale -ribadisce Desimoni, – e questo confronto con il Comité è solo l’inizio di una relazione che speriamo possa approfondirsi sempre più e a diversi livelli nei prossimi mesi e anni”.

Terminata l’esperienza in terra di Champagne, il Consorzio è tornato al lavoro all’interno dei confini nazionali partecipando al seminario organizzato da AICIG venerdì 24 maggio a Reggio Emilia, in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione. Il tema della mattinata di lavori è stato “L’evoluzione dell’attività di vigilanza nel corso degli ultimi 20 anni: esperienze e proposte di evoluzione normativa”, a cui il Consorzio ha contribuito attivamente portando una specifica relazione sulle azioni di tutela in corso in Germania e presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea  per la tutela del termine “balsamico”. Si è parlato di tutela delle denominazioni e gestione delle criticità del sistema europeo dei prodotti DOP e IGP: “Ho cercato di trasmettere a tutti i colleghi dei Consorzi di Tutela la fiducia nel nostro sistema e la necessità di perseverare – ha concluso il Direttore Desimoni – come sistema ed ognuno per la sua parte, nelle azioni di tutela sia in Italia che all’estero, per rafforzare sempre e ulteriormente quanto già più volte riconosciuto dalla Corte di Giustizia dell’Unione, in tema di evocazione dei prodotti DOP e IGP”,.

Un periodo impegnativo e significativo dunque per il Consorzio, pronto a inaugurare il lavoro preparatorio del contenzioso che prenderà avvio nei prossimi mesi presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea a seguito della decisione della Suprema Corte Federale tedesca, e che nei prossimi mesi si estenderà ad altri Stati membri e alla Commissione Europea.

Ufficio Stampa Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
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Le botti di Aceto Balsamico di Modena IGP
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“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Cioria-300x245“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Afro Lombardi, Francesco Cioria, Verdiana Gordini, Sandro Piovani

Lunedì 4 giugno al Teatro Verdi a Cesena

Se è vero che la cucina non è fatta solo di cuochi ma è costellata di tante altre figure di eguale importanza (Marchesi docet), ecco un premio che allarga gli orizzonti. È “Dire Fare Sognare”, riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino dell’Emilia Romagna, promosso da Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

Sette le edizioni di questo riconoscimento, ante litteram a tutti gli effetti, che assegna quattro premi speciali ad altrettanti personaggi dell’universo enogastronomico. Quest’anno a un direttore di sala, Afro Lombardi le Querce Forlì; un sommelier in una delle cantine più prestigiose d’Italia, Francesco Cioria al San Domenico Imola; una custode della tradizione artusiana, Verdiana Gordini Associazione delle Mariette; una penna da anni “intinta nelle padelle”, Sandro Piovani la Gazzetta di Parma. La giornata di premiazione avverrà a Cesena, al Teatro Verdi, lunedì 4 giungo, ore 11:00.

A scegliere i nomi dei premiati, sono tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini, Elsa Mazzolini e Alessandra Meldolesi.

Nomi dunque, quelli dei vincitori che escono dagli schemi classici. Come nel caso di Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì. E cosa dire di Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo. Affonda nella storia della gastronomia italiana l’operato di Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana. Infine, Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense, in una rubrica di lungo corso sul quotidiano La Gazzetta di Parma (In gusto).

Ma “Dire Fare Sognare” non si limita solo ai quattro premi Speciali. Nel corso della giornata a Cesena assegna il riconoscimento a un operatore per ogni provincia emiliano romagnola, da Piacenza a Rimini, scelto tra ristoratori, baristi ed enotecari.

Partesa è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.
Con 29 anni d’esperienza e 45.000 clienti, Partesa ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un attento portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica. Un’azienda in movimento che cresce con le esigenze del mercato, in grado di offrire un’innovativa politica commerciale con un’immagine distintiva e unica. La struttura, che impiega circa 1.000 persone, conta 46 depositi e un’ampia flotta di veicoli; fornisce un valido supporto tecnico e commerciale nello sviluppo di attività di marketing, acquisti, logistica, risorse umane, formazione e amministrazione. Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

Ufficio Stampa Dire fare Sognare

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150 anni in Conegliano: Gratitudine e riconoscenza della famiglia Carpenè alla città

e8ce57b0-c4e0-42f1-9984-96758fc4e1c2150 anni in Conegliano: Gratitudine e riconoscenza della famiglia Carpenè alla città

La Città di Conegliano – Domenica 27 Maggio – ha  inaugurato la “Cantina 1868” della Carpenè Malvolti in occasione del 150° Anniversario

Un corteo storico – guidato dal Governatore Luca Zaia e partecipato dalle Istituzioni cittadine e dalla Dama Castellana – hanno introdotto il taglio del nastro  nella restaurata sede storica della Cantina 1868

L’omaggio della Città di Conegliano alla storica Cantina Carpenè Malvolti, nel 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa.

Le Istituzioni Ecclesiastiche e Cittadine, gli Studenti e la Cittadinanza intera, Tutti insieme per rendere omaggio alla figura di Antonio Carpenè ed all’Impresa Carpenè Malvolti che già da trenta lustri si pregia di contribuire allo sviluppo socio-economico e culturale del Territorio.

L’occasione è stata rappresentata dall’evento “Storie di Vite da 150 anni in Conegliano”, ovvero la testimonianza storica dello stretto legame che unisce la Città, la Scuola Enologica e la Famiglia Carpenè, che proprio recentemente ha scelto di restaurare il sito storico – mantenendo il cuore della produzione nel centro di Conegliano – per sottolineare e consolidare ulteriormente il rapporto simbiotico con il Territorio di origine.

Il taglio del nastro è avvenuto Domenica 27 Maggio, al termine del corteo che ha preso avvio davanti al busto di Antonio Carpenè nel cortile della Scuola Enologica e si è concluso al cospetto della Cantina 1868 della Carpenè Malvolti. A guidare la sfilata, il Governatore del Veneto Luca Zaia, già Allievo della medesima Scuola Enologica, seguito dalle Autorità cittadine, Ecclesiastiche, Civili, Militari nonchè accompagnato dalla Dama Castellana e dagli Sbandieratori

“Il Territorio deve molto a questa Impresa. Carpenè Malvolti è stata la prima nella storia in assoluto a presentare sul mercato il Prosecco Spumante – ha stigmatizzato il Governatore Luca Zaia – e se oggi esiste tale fenomeno da 540 milioni di bottiglie, lo dobbiamo a questa realtà che ci ha creduto. Il Fondatore Antonio a suo tempo, ha dato vita non solo all’Impresa ma anche alla Scuola Enologica, testimonianza storica del suo impegno sulla ricerca, sullo sviluppo della viticoltura e dell’enologia. Impegno di cui oggi ne vediamo i risultati, con un vino leader in tutti i mercati internazionali ed anche un fenomeno turistico che ogni anno espande sempre di più le proprie potenzialità”.

Il Governatore e la Famiglia Carpenè hanno poi proceduto al taglio del nastro, a cui è seguito un simbolico scambio di doni tra la Regione del Veneto, il Comune di Conegliano e la medesima Cantina, che ha ricambiato consegnando al Sindaco ed idealmente alla Città di Conegliano, la bottiglia celebrativa “Magnum 150°” riportante la dedica personale di Etile Carpenè quale Presidente della Carpenè Malvolti nonché testimone storico della Famiglia Carpenè.

“La scelta della Famiglia Carpenè – ha ribadito il Sindaco di Conegliano Fabio Chies – di investire in modo importante nel centro cittadino, anziché delocalizzare la produzione in altra zona che ne avrebbe reso più semplice il processo, è un gesto di grande attaccamento alle sue origini. Che rafforza il già stretto connubio tra Conegliano e l’Impresa. Il passato e il presente della nostra città si incrocia fortemente con la Carpenè Malvolti e possiamo continuare insieme a costruire un solido futuro. Per farlo è necessario relazionarsi con le nostre radici e analizzare il percorso compiuto sin qui”.

Tale evento è stato altresì il naturale contesto per  l’inaugurazione della restaurata sede storica di Via Carpenè 1, della Cantina 1868 e del percorso storico, attraverso cui la città intera ha potuto approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.

“Un sogno – sottolinea Etile Carpenè – che avevo in testa da tempo e che oggi grazie a tutta la mia Famiglia, in coincidenza con il nostro anniversario imprenditoriale siamo riusciti a realizzare. La giornata di festa che abbiamo condiviso con la città di Conegliano ha rappresentato il contesto più coerente per rendere merito ai miei predecessori che hanno creduto nella potenzialità della viticoltura e dell’enologia della Regione e dalla nostra Provincia. Ed altresì per esprimere gratitudine a Tutti coloro che con dedizione, professionalità e collaborazione, ci hanno permesso di essere qui oggi a raccontare e celebrare il nostro passato e su cui siamo certi di poter contare per costruire il futuro delle nuove Generazioni”.

In seguito alla cerimonia inaugurale, la Cantina 1868 è rimasta aperta al pubblico per l’intera giornata ed ha anche ospitato gli Studenti della Fondazione ITS di Conegliano, a cui il dirigene Scolastico Damiana Tervilli e Rosanna Carpenè – quale Presidente della Fondazione medesima – hanno consegnato i Diplomi di merito.

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Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

La Cantina Carpenè Malvolti celebra l’Anniversario con i Cittadini Coneglianesi ed apre al pubblico la restaurata sede storica

Sarà una grande festa, quella che si terrà a Conegliano domenica 27 Maggio, quando la Città intera parteciperà alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”. Una cerimonia di ringraziamento della Città al suo illustre concittadino Antonio Carpenè, Fondatore della Casa Spumantistica, ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo che  continua a rivestire, già da trenta lustri, nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio. L’occasione è rappresentata dall’apertura, nella restaurata sede storica di  Via Carpenè 1, della Cantina 1868 attraverso cui Cittadini potranno approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.
La giornata, che rientra tra gli eventi istituzionali per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa, sarà dedicata a “ Storie di Vite da 150 anni in Conegliano” e coinvolgerà nelle attività in programma le Istituzioni, i Cittadini nonchè gli Studenti delle Scuole di Conegliano. Tutti insieme sfileranno in un corteo in partenza alle 10.45 dalla Scuola Enologica alla volta della Carpenè Malvolti, dove sarà accolto dalla Filarmonica Coneglianese, da uno spettacolo degli Sbandierator e dalla  Dama Castellana.
L’arrivo del corteo alla Cantina  1868 della Carpenè Malvolti è previsto per le 12 e, dopo il taglio del nastro alla presenza del Governatore del Veneto Luca Zaia e delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, sarà possibile partecipare alla visita.

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Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

open food (17)Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

La delegazione dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani Fivi organizza, il 26 e 27 maggio dalle 10.00 alle 19.00, il Mercato dei Vini dei Vignaioli nello splendido spazio dell’ex Pagnossin, area di archeologia industriale a Treviso. I produttori presenti al banco di assaggio saranno a disposizione di chiunque abbia interesse ad ascoltare le loro storie e degustare i vini cogliendo tutta la passione e l’emozione che un viticoltore sa trasmettere.

All’evento, oltre ai vignaioli trevigiani, saranno presenti anche altre piccole aziende provenienti dall’intero stivale. “Il Mercato dei Vini dei Vignaioli è un momento di incontro e condivisione anche per i produttori stessi che in questo modo possono condividere i loro dubbi, le incertezze ma anche le grandi soddisfazioni che derivano da un lavoro come quello del vignaiolo”, spiegano. “Un sogno a mente aperta che coinvolge ed emoziona”. Per accedere all’Area Fivi è previsto l’acquisto di un bicchiere con tasca al costo di cinque euro.

L’evento nel quale è inserito il mercato della Fivi è “Food Market, le emozioni del gusto”, un viaggio culinario di sapori unici e genuini durante il quale il pubblico potrà gustare e acquistare prodotti esclusivi. All’interno, previsto un ricco programma di laboratori didattici per adulti e bambini, tavole rotonde e degustazioni guidate con i maggiori esperti del settore. Protagonisti, oltre ai vignaioli, una cinquantina di espositori legati alle eccellenze del cibo che forniranno ai food truck presenti i loro prodotti, accompagnati dalle produzioni di alcuni birrifici artigianali. Per dettagli e ulteriori informazioni: www.opendreamfoodmarket.it.

Di seguito la lista delle aziende che saranno presenti all’evento:

Fratelli Collavo Valdobbiadene TV

Bele Casel Caerano San Marco Asolo TV

Case Paolin Volpago del Montello TV

Ceotto Vini Colfosco TV

De Bacco Pietro Seren del Grappa BL

Soc. Agr. Al Ponte Montebelluna TV

Terre Boscaratto Susegana TV

Bresolin Bio Maser TV

Caneva da Nani Guia TV

Col del Lupo Vidor TV

Col del Sas Colbertaldo di Vidor TV

Col Miotin Pieve di Soligo TV

Az. Crodi Miane TV

Bellese Vini Roncadelle TV

Ca’ del Faggio Valdobbiadene TV

Follador Francesco Valdobbiadene TV

Malibran Susegana TV

Martignago Sant’Andrea Maser TV

Mattiazzo Leo Valdobbiadene TV

Miotto Valter Vidor TV

Rosanatale Vidor TV

Siro Merotto Farra di Soligo TV

Tanoré Valdobbiadene TV

Valdellovo Susegana TV

Vettori San Pietro di Feletto TV

Cantina Pozzobon Volpago Montello TV

Vitivinicola Manera Castelfranco Veneto TV

Cesconi Trentino – Pressano TN

Le Fraghe Bardolino VR

Corte Fusia Franciacorta – Coccaglio – BS

La Dama Valpolicella – San Vito di Negrar VR

Ferlat Silvano Friuli – Cormons GO

Matrone Boscotrecase sul Vesuvio – NA

Emilio Vada Piemonte – Coazzolo AT

La Salceta di Ettore Ciancico Toscana – Loro Ciufenna AT

Podere Il Saliceto Emilia – Campogalliano MOD

Ferretti Emilia – Campegine RE

Davide Vignato Gambellara VI

Cantina 29 – Pradipozzo di Portogruaro VE

Calalta – Mussolente TV

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CHI E’ LA FIVI? La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’associazione nata nel 2008 per rappresentare il vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La Fivi è un’associazione nazionale che raduna piccole realtà che allevano la vite e producono vino direttamente e che difende gli interessi dei propri aderenti in ambito morale, tecnico, sociale economico e amministrativo. Oltre a ciò si impegna a promuovere e tutelare la cultura del territorio. Attualmente sono più di 1.100 i produttori associati per un totale di oltre 11.000 ettari di vigneto. Quasi 80 milioni le bottiglie commercializzate per un fatturato da 0,7 miliardi di euro e un export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono per il 51% in regime biologico o biodinamico e per il 49% con la lotta integrata.

La città in festa per Carpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

La città in festa per Carpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

Una cerimonia solenne coinvolgerà le Istituzioni, le Scuole ed i Cittadini del Territorio

Una Città in festa per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa della Carpenè Malvolti. Il 27 Maggio sarà infatti la giornata in cui a Conegliano le Istituzioni, le Scuole e la Cittadinanza intera parteciperanno alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”, nella sede storica di Via Carpenè 1.
Il programma della giornata – attraverso cui la Città di Conegliano intende tributare un ringraziamento al suo illustre concittadino Antonio Carpenè ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo di rilevanza storica, che il Fondatore e la medesima Cantina rivestono ormai da trenta lustri nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio – è stato illustrato ieri mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Sala del Consiglio del Comune di Conegliano, alla presenza del Sindaco Fabio Chies e della Famiglia Carpenè, rappresentata in siffatta occasione da Etile Carpenè, attuale Presidente e testimone storico della Famiglia.
“Oggi festeggiamo il 150^ anniversario dalla fondazione dell’attività della Carpenè Malvolti – ha affermato il Sindaco Fabio Chies – una realtà imprenditoriale di prim’ordine, divenuta celebre in tutto il mondo grazie all’eccellenza dei suoi prodotti. Insieme alla celebrazione di questo importante traguardo, si inaugura anche la restaurata “Cantina 1868”, storica sede, nel cuore della città, in cui è nata la Carpenè Malvolti. Il Comune di Conegliano con orgoglio parteciperà alla cerimonia in segno di ringraziamento nei confronti della Famiglia Carpenè, che allora con Antonio e oggi con Etile ha dato lustro al territorio, dando un notevole impulso al settore viti-vinicolo, portando il nome di Conegliano nel mondo come illustre ambasciatore della nostra città”.

Le celebrazioni prevedono la sfilata di un corteo che prenderà avvio dalla Scuola Enologica e che coinvolgerà le Istituzioni, i Cittadini, gli Studenti di Conegliano nonché i figuranti della Dama Castellana, che sfileranno alla volta di Piazza Cima, dove è fissato un cerimoniale con scambio di doni tra il Comune e la Famiglia Carpenè, per poi proseguire sino alla sede della Carpenè Malvolti.
“Con la restaurazione della Cantina 1868 nella nostra sede storica di Conegliano – ha affermato il Presidente Etile Carpenè – abbiamo inteso consolidare ulteriormente il profondo legame che unisce il Territorio Coneglianese e la nostra l’Impresa. Si è trattato di un intervento tanto rilevante quanto necessario per poter mantenere le nostre radici in questa Città e poter contestualmente apportare quelle innovazioni strutturali, che ci permetteranno di poter creare ancora sviluppo imprenditoriale nel medio-lungo termine e di poter quindi traguardare ulteriori tappe storiche. Da Conegliano è partita l’avventura del Prosecco Superiore e da qui intendiamo continuare a tramandare i nostri valori fondanti anche per le incipienti Generazioni, come ha fatto il mio bisnonno Antonio, a cui si devono le basi di una incessante opera di divulgazione valoriale della Viticoltura e della Enologia nonché in particolare del Prosecco, quale fondamentale motore culturale ed economico del Veneto e del Paese intero”.
Al termine della cerimonia in Piazza Cima, che sarà accompagnata dalla Filarmonica Coneglianese e da uno spettacolo degli Sbandieratori della Dama Castellana, il corteo si avvierà verso la Cantina 1868 della Carpenè Malvolti dove, con il taglio del nastro, alla presenza delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, si inaugurerà ufficialmente la restaurata “Cantina 1868”.

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In vetrina a VisiTuscia le eccellenze del territorio

ViterboIn vetrina a VisiTuscia le eccellenze del territorio

Dal prossimo 25 maggio sino al domenica 27 i riflettori punteranno sulla Tuscia che fu la denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco. Il nome indicava in origine un territorio assai vasto che comprendeva tutta l’Etruria storica, la Toscana, l’Umbria occidentale e il Lazio settentrionale, in particolare la Tuscia romana corrisponde al Lazio settentrionale. Tutta la zona è ricca di eccellenze storiche ed enogastronomiche, per promuovere e commercializzare le potenzialità della provincia di Viterbo, il CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo in partenariato con la Provincia di Viterbo e la 659x250_fill_4locale Camera di Commercio, ha invitato un gruppo di operatori del settore per poter presentare un territorio ricco sotto ogni aspetto: dalla cultura, al termalismo, dalla natura al turismo religioso della Via Francigena, nonché l’enogastronomia propria dellla zona, nota in tutto il mondo.
La manifestazione, denominata VisiTuscia, è giunta alla sua decima edizione e gode del sostegno dell’Enit-Agenzia, della Regione Lazio e dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, che hanno dato il loro patrocinio.
Gli appuntamenti quest’anno saranno due: il primo a fine maggio, rivolto principalmente all’offerta turistica (cultura, ambiente, sport e termalismo) e il secondo a fine ottobre, IMG_0507-768x576-1inizio novembre, rivolto alle eccellenze enogastronomiche che vedrà impegnati in un B2B, Business To Business per uno scambio commerciale di prodotti e servizi tra aziende e operatori della domanda e dell’offerta. Il 2018 è stato proclamato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e del Turismo “Anno Italiano del Cibo”pertanto anche il prossimo appuntamento di maggio non mancherà di promuovere l’industria enogastronomica del territorio che vanta produzioni agro-alimentari di grande rilievo come l’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Canino e Tuscia, le Castagne e le Nocciole dei Monti Cimini, le numerose DOC e IGT del settore vinicolo e moltissimi altri prodotti di eccellenza quali: patate, lenticchie, fagioli, salumi e tanti altri che solo visitando la Tuscia si potranno conoscere ed apprezzare.
Quest’anno vi sarà un focus per evidenziare le specificità delle cittadine di: Canino, Marta, Capodimonte, Vetralla e il capoluogo Viterbo, località risultate vincitrici del bando Palazzo_dei_Papi_Viterbodella Regione Lazio sulle “Reti d’Impresa su Strada”. Nel corso dell’evento di fine mese verranno presentati i nuovi ed interessanti pacchetti turistici che saranno promossi attraverso i principali canali della comunicazione e attraverso la stampa di settore. L’obiettivo è quello di far conoscere il territorio e tutte le sue potenziali ricchezze, continuando il discorso iniziato con le precedenti fortunate edizioni. “Non a caso le precedenti edizioni di VisiTuscia hanno generato una ricaduta del 30% di crescita sulla programmazione dei tour operator ed un rilevante vantaggio in termini economici per le aziende che vi hanno partecipato”, ha precisato il Presidente del CAT, Vincenzo Peparello.

Harry di Prisco