L’onda pop di Hokusai

L’onda pop di Hokusai

Dal 22 settembre e fino al 29 gennaio 2017
Palazzo Reale di Milano ospiterà più di duecento incisioni su legno, anche dette xilografie, di Hokusai e di altri grandi artisti del Sol Levane.

Il boom dell’arte pop italiana

Il boom dell’arte pop italiana

Fino all’11 dicembre 2016
Schifano, Baj, Manzoni, Pistoletto, Fomez, Rotella, Adami, Mauri, Angeli, Mambor, Baruchello, Fioroni, Ceroli…..
Presso la Fondazione Magnani Rocca a Parma

Giovedì 03/11 18h30 | FLASH BACK_SOUND Special Event | Duo Trillium Live| RSVP

Flash_Back_okGiovedì 03/11 18h30 | FLASH BACK_SOUND Special Event | Duo Trillium Live| RSVP

ingresso e intrattenimento musicale gentilmente offerto, solo in lista

RSVP: flashback@souait.com

a seguire aperitivo.

FLASHBACK e’ la manifestazione dedicata all’arte antica e moderna che si svolge a Torino

nel mese di novembre all’insegna dell’imperativo: L’arte e’ tutta Contemporanea.

FLASHBACK presenta le migliori gallerie di settore, che, selezionate sulla base dell’importanza

delle opere e sulla loro presentazione, rappresentano cambiamento, trasformazione e originalita’.

FLASHBACK: PalaAlpitour ingresso da Via Filadelfia 82 Torino

Trillium nasce dall’incontro di due musicisti interessati a diversi linguaggi musicali: dalla classica alla contemporanea, dal jazz al free jazz, dal rock al prog al metal. Era fatale che si incontrassero sulla musica di Anthony Braxton, il grande compositore e multistrumentista al confine tra Jazz e Contemporanea che da sempre cerca di superare le barriere tra i linguaggi.

«Suoniamo Mozart e Jimi Hendrix: l’importante non è il genere, ma il mood del momento»

Federico Marchesano da vent’anni alterna basso e contrabbasso suonando jazz, rock e classica: «I musicisti dovrebbero mettersi in gioco di più, suonando in location inconsuete, e i direttori artistici dovrebbero creare stagioni più accattivanti»

Ha partecipato a più di cinquanta dischi, Federico Marchesano: è uno dei contrabbassisti più attivi degli ultimi anni e vanta collaborazioni tra le più disparate, da Louis Sclavis a Gianluigi Trovesi, da Fabrizio Bosso a Saba Anglana, passando per 3quietmen, Butch Morris, Mau Mau, Domenico Caliri, Roy Paci, Gian Maria Testa, Marco Minnemann e moltissimi altri. La peculiarità di Marchesano è il suo eclettismo: diplomato al Conservatorio G. Verdi di Torino, perfezionatosi con Franco Petracchi, è stato professore d’orchestra ma anche un vorace ascoltatore di generi lontani come il jazz e il metal, che rielabora ed esegue con modalità sui generis (arco, pizzicato, distorsori ed effetti).

 

Edmondo Tedesco ricopre il ruolo di clarinetto basso nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino.
Si è dedicato all’esplorazione di diversi aspetti della musica contemporanea collaborando con una varietà di gruppi, dall’Ensemble Europeo Antidogma Musica (con il quale ha partecipato a festival internazionali in tutta Europa e in Giappone, Australia, Messico) al Toujours Ensemble fondato da Nicola Campogrande.
Il compositore portoghese Emmanuel Nunes gli ha affidato l’esecuzione delle sue opere per clarinetto all’Accademia Chigiana di Siena, a Parigi, in Spagna e Portogallo.
Ha registrato per Stradivarius alcune delle opere più significative per clarinetto di Franco Donatoni e Goffredo Petrassi.
Ha inoltre partecipato al Sonic Genome di Anthony Braxton nell’edizione 2015, già considerata storica, che si è tenuta al Museo Egizio di Torino per l’inaugurazione del Torino Jazz Festival.

 

Derek Fordjour

Derek_fordjour_FBDerek Fordjour

Agency & Regulation

Opening 7 Ottobre, ore 18.30
7 Ottobre – 2 Novembre 2016
Il lavoro di Fordjour parte dall’esplorazione del “game-ification” nelle strutture sociali, ovvero l’identificarsi nel gioco o nello sport, e l’inerente vulnerabilità dell’individuo in questo contesto. Fordjour è cresciuto all’interno delle segregazioni razziali legalizzate a Memphis, Tennesse, e vede nello sport la possibilità di riscatto per chi ha dovuto subire ingiustizie, ma anche una struttura e dei codici troppo rigidi di cui alla fine l’atleta paga il peso.

In molti casi, l’atleta, protagonista dei suoi quadri e spesso in uniforme, che appare forte ed invincibile, viene buttato nell’arena dove lotta di fronte al pubblico oltre le sue forze; egli è vulnerabile ed apre le proprie ferite allo sviluppo del gioco stesso, diventando egli stesso sostituibile, posseduto dall’estabilishment della squadra e responsabile di fronte a loro.

L’esperienza ed il confronto di queste idee aprono il lavoro di Fordjour ad una più ampia possibilità di ricordo delle sue personali ansie, come artista, come uomo Afro-Americano, soggetto esposto a varie forme di ostilità ed incertezze. In questo momento, quasi di cristallizzazione, la memoria dell’artista torna al tempo in cui in giovinezza ha compreso le ingiustizie delle disparità razziali compiendo una semplice analogia con le regole dello sport, per cui se le stesse non sono corrette, per quanto l’atleta possa giocare bene ed impegnarsi, egli non potrà mai vincere, come un bambino nero- Derek Fordjour – nell’eterna battaglia contro i segni dell’inferiorità. Questo simbolo di ingiustizia implica complessi problemi sociali in una narrativa artistico-allegorica.

Lo spazio sociale occupato sia dal “gioco” che dall’arte all’interno della cultura, costituiscono un fertile punto di discussione e critica sociale. Gli sport e le arti sono entrambi universi culturali. Non è immaginabile una cultura, passata o presente, che possa escludere entrambi. Quale sia la loro relazione è dunque punto di partenza per il lavoro dell’artista.
Per Fordjour lo sport dovrebbe senza dubbio essere riconosciuto come forma d’arte – sport ed arte hanno quel genere di relazione che Johann Wolfgang Von Goethe descriveva come affinità elettive- . Essi non hanno scopi pratici ed entrambi sono nati per quello che il filosofo Johan Huizinga ha chiamato “l’istinto del gioco”, oltre a relazionarsi tra loro in modo sibillino, sono compresi nell’estesa famiglia della “cultura”.

La nozione della “iper-aspettativa” suggerisce nuovamente ansietà nell’artista, come elemento riscontrato attraverso il completamento dell’educazione. In tal senso l’artista introduce nei suoi lavori la presenza delle medaglie e dei trofei, come simbolo negativo, che diviene punto di domanda nella scala dei valori dell’affermarsi attraverso un premio, ma anche potere dinamico distruttivo dei talenti neri attraverso la proprietà dei bianchi, ovvero una cronico onere psicologico per gli atleti di colore, che devono costantemente dimostrare la propria forza disconnettendosi dalla propria comunità.

Il primo incontro dell’artista con la scultura e l’oggetto sono stati gli intagli nel Ghana, al tempo stesso decorativi ed utili. Egli ricorda da bambino i regali del padre al ritorno dalla terra d’origine, come le palle di legno, o i busti neri che ricordavano le statue dei campioni dello sport.

Influenzato dalla narrativa figurativa dell’artista tedesco Christophe Ruckhaberle, come dai suoi elementi teatrali, le distorsioni dello spazio circostante, il movimento della scena, in modo che il pavimento diventi tutt’uno con il piano del quadro, Fordjour individua il soggetto quasi come una scultura racchiusa in e piccole nicchie che ricava all’interno del dipinto, confondendole con lo sfondo usato nella composizione, concettualizzando spazio e figura.
Mentre i pattern contenuti sui muri od i pavimenti hanno un significato simbolico, funzionando da strumento visuale, incrementano l’effetto ottico consentendo una ricca interrelazione tra immaginario e spazio reale all’interno fella struttura portante del dipinto. L’interesse per una prospettiva piatta sono referenziali di Wayne Thiebaud e di quell’intento di catturare l’opulenza e l’ atmosfera di quella classe Americana medio-alta.

Influenzato da Kerry James Marshall e dalla sua convinzione che la figura nera ostenti un apologetico ruolo nei canoni della storia dell’arte, il lavoro di Derek Fordjour si relaziona principalmente in un’inchiesta sulle disparità economiche e politiche che si manifestano nelle varietà dei sistemi sociali, ponendo l’accento su certe inguaribili iniquità correlate ad una cultura ossessionata dal desiderio di vincere ad ogni costo, sia individualmente che collettivamente.

Derek Fordjour, classe1974, vive e lavora a New York, NY.
Tra le mostre personali ricordiamo Upper Room, Robert Blumenthal Gallery, New York, NY; Meritocracy, Jack Bell Gallery, London, UK;The Big Game, Storefront Ten Eyck Gallery, Brooklyn, NY e Derek Fordjour : Eight Paintings, Papillion Art, Los Angeles, CA.
Tra le mostre collettive ricordiamo March Madness, curata da Hank Willis Thomas & Adam Shopkorn, Fort Gansevoort, New York, NY; Summer Fling, Johannes Vogt, East Heampton, NY; And There is an End, Roberts & Tilton Gallery, Los Angeles, CA; Mixed Doubles, Sometimes Gallery, New York, NY; No Such Place, Edward Tyler Nahem Gallery, New York, NY.

 

LUCE GALLERY
Corso San Maurizio 25
10124 Torino, Italia
T. +39 0118141011
www.lucegallery.com // info@lucegallery.com
Orari galleria: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30

 

Ufficio stampa Emanuela Bernascone
011 19714998 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

 

 
Agency & Regulation

Opening 7 Ottobre, ore 18.30
7 Ottobre – 2 Novembre 2016
Il lavoro di Fordjour parte dall’esplorazione del “game-ification” nelle strutture sociali, ovvero l’identificarsi nel gioco o nello sport, e l’inerente vulnerabilità dell’individuo in questo contesto. Fordjour è cresciuto all’interno delle segregazioni razziali legalizzate a Memphis, Tennesse, e vede nello sport la possibilità di riscatto per chi ha dovuto subire ingiustizie, ma anche una struttura e dei codici troppo rigidi di cui alla fine l’atleta paga il peso.

In molti casi, l’atleta, protagonista dei suoi quadri e spesso in uniforme, che appare forte ed invincibile, viene buttato nell’arena dove lotta di fronte al pubblico oltre le sue forze; egli è vulnerabile ed apre le proprie ferite allo sviluppo del gioco stesso, diventando egli stesso sostituibile, posseduto dall’estabilishment della squadra e responsabile di fronte a loro.

L’esperienza ed il confronto di queste idee aprono il lavoro di Fordjour ad una più ampia possibilità di ricordo delle sue personali ansie, come artista, come uomo Afro-Americano, soggetto esposto a varie forme di ostilità ed incertezze. In questo momento, quasi di cristallizzazione, la memoria dell’artista torna al tempo in cui in giovinezza ha compreso le ingiustizie delle disparità razziali compiendo una semplice analogia con le regole dello sport, per cui se le stesse non sono corrette, per quanto l’atleta possa giocare bene ed impegnarsi, egli non potrà mai vincere, come un bambino nero- Derek Fordjour – nell’eterna battaglia contro i segni dell’inferiorità. Questo simbolo di ingiustizia implica complessi problemi sociali in una narrativa artistico-allegorica.

Lo spazio sociale occupato sia dal “gioco” che dall’arte all’interno della cultura, costituiscono un fertile punto di discussione e critica sociale. Gli sport e le arti sono entrambi universi culturali. Non è immaginabile una cultura, passata o presente, che possa escludere entrambi. Quale sia la loro relazione è dunque punto di partenza per il lavoro dell’artista.
Per Fordjour lo sport dovrebbe senza dubbio essere riconosciuto come forma d’arte – sport ed arte hanno quel genere di relazione che Johann Wolfgang Von Goethe descriveva come affinità elettive- . Essi non hanno scopi pratici ed entrambi sono nati per quello che il filosofo Johan Huizinga ha chiamato “l’istinto del gioco”, oltre a relazionarsi tra loro in modo sibillino, sono compresi nell’estesa famiglia della “cultura”.

La nozione della “iper-aspettativa” suggerisce nuovamente ansietà nell’artista, come elemento riscontrato attraverso il completamento dell’educazione. In tal senso l’artista introduce nei suoi lavori la presenza delle medaglie e dei trofei, come simbolo negativo, che diviene punto di domanda nella scala dei valori dell’affermarsi attraverso un premio, ma anche potere dinamico distruttivo dei talenti neri attraverso la proprietà dei bianchi, ovvero una cronico onere psicologico per gli atleti di colore, che devono costantemente dimostrare la propria forza disconnettendosi dalla propria comunità.

Il primo incontro dell’artista con la scultura e l’oggetto sono stati gli intagli nel Ghana, al tempo stesso decorativi ed utili. Egli ricorda da bambino i regali del padre al ritorno dalla terra d’origine, come le palle di legno, o i busti neri che ricordavano le statue dei campioni dello sport.

Influenzato dalla narrativa figurativa dell’artista tedesco Christophe Ruckhaberle, come dai suoi elementi teatrali, le distorsioni dello spazio circostante, il movimento della scena, in modo che il pavimento diventi tutt’uno con il piano del quadro, Fordjour individua il soggetto quasi come una scultura racchiusa in e piccole nicchie che ricava all’interno del dipinto, confondendole con lo sfondo usato nella composizione, concettualizzando spazio e figura.
Mentre i pattern contenuti sui muri od i pavimenti hanno un significato simbolico, funzionando da strumento visuale, incrementano l’effetto ottico consentendo una ricca interrelazione tra immaginario e spazio reale all’interno fella struttura portante del dipinto. L’interesse per una prospettiva piatta sono referenziali di Wayne Thiebaud e di quell’intento di catturare l’opulenza e l’ atmosfera di quella classe Americana medio-alta.

Influenzato da Kerry James Marshall e dalla sua convinzione che la figura nera ostenti un apologetico ruolo nei canoni della storia dell’arte, il lavoro di Derek Fordjour si relaziona principalmente in un’inchiesta sulle disparità economiche e politiche che si manifestano nelle varietà dei sistemi sociali, ponendo l’accento su certe inguaribili iniquità correlate ad una cultura ossessionata dal desiderio di vincere ad ogni costo, sia individualmente che collettivamente.

Derek Fordjour, classe1974, vive e lavora a New York, NY.
Tra le mostre personali ricordiamo Upper Room, Robert Blumenthal Gallery, New York, NY; Meritocracy, Jack Bell Gallery, London, UK;The Big Game, Storefront Ten Eyck Gallery, Brooklyn, NY e Derek Fordjour : Eight Paintings, Papillion Art, Los Angeles, CA.
Tra le mostre collettive ricordiamo March Madness, curata da Hank Willis Thomas & Adam Shopkorn, Fort Gansevoort, New York, NY; Summer Fling, Johannes Vogt, East Heampton, NY; And There is an End, Roberts & Tilton Gallery, Los Angeles, CA; Mixed Doubles, Sometimes Gallery, New York, NY; No Such Place, Edward Tyler Nahem Gallery, New York, NY.

 

LUCE GALLERY
Corso San Maurizio 25
10124 Torino, Italia
T. +39 0118141011
www.lucegallery.com // info@lucegallery.com
Orari galleria: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30

 

Ufficio stampa Emanuela Bernascone
011 19714998 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

 

 

 

Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” comunicazione GEP 2016

veduta dalla IV sala (sala Bellini) Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” comunicazione GEP 2016

Anche quest’anno la Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto” aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), sabato 24 e domenica 25 settembre 2016.
In programma sabato 24 settembre, oltre al consueto orario di apertura giornaliero dalle 9:00 alle 19:00, c’è anche l’apertura straordinaria, dalle 20:00 alle 23:00.
Domenica 25 settembre aperto dalle 9:00 alle 13:00.
Per tutto il week-end delle GEP c’è ingresso libero. Buona visita!

 

Con ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016

cartolina OnAirCon ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016

Domenica 25 settembre alla Rocca di Staggia. Solo su prenotazione: 3664792092 info@laroccadistaggia.it www.laroccadistaggia.it
Con ON AIR inaugura Fenice Contemporanea 2016
Percorsi d’ arte architettura e design con trekking sulla via dei pellegrini, musica dal vivo, degustazioni di eccellenze eno-grastronomiche toscane, proiezioni di luci

foto 06Con “On Air”, progetto dell’Associazione Ottovolante per la Fondazione La Rocca di Staggia, suggestivo percorso espositivo ambientato nel cuore della Rocca, apre l’edizione 2016 di Fenice Contemporanea – il progetto di promozione dell’arte contemporanea e dei suoi molteplici linguaggi promosso dal Comune di Poggibonsi e dal Comune di San Gimignano in collaborazione con Fondazione Monte dei Paschi di Siena – Vernice Progetti Culturali con il sostegno della Regione Toscana nell’ambito di ToscanainContemporanea2016.
Domenica 25 settembre dalle 17 alle 20 la Rocca di Staggia si trasformerà in teatro di vita dove sarà possibile vivere percorsi originali che uniscono arte, architettura, design e gusto. (Solo su prenotazione: 366 4792092 info@laroccadistaggia.it www.laroccadistaggia.it).
Il primo itinerario è “On Air. La sedia nello spazio” – un progetto espositivo a cura di Donatella Bagnoli realizzato grazie al coinvolgimento attivo di SEGIS (compasso d’oro), azienda leader nella produzione di sedie di design – che vedrà collocate sedute d’autore in spazi esterni ed interni del Castello e in punti panoramici della cinta muraria creando finestre sull’orizzonte e corrispondenze  inedite che trasformano lo spazio architettonico in spazio immaginario.
Il secondo itinerario dal titolo “Sedute in Scena”, è invece dedicato della valorizzazione dell’opera di Remo Chiti futurista a Staggia avanguardia del ‘900, con la reinterpretazione della Scena n°9 della sceneggiatura del film “Vita Futurista” di cui fu autore: “Balla si innamora e sposa una seggiola, nasce un panchetto”. In questo caso sono gli artisti contemporanei: Francesco Bruni, Massimo Cantara, Gianni Gronchi, Manuela Mancioppi, Fabio Calvetti, Duccio Nacci, Cecco Ragni, Marcello Salvestrini e Donatella Bagnoli ad proporci la loro elaborazione del concetto di sedia. Le sedie storiche, realizzate da importanti design frutto di ricerca o casualità, diventano assenze-presenze che cambiano la percezione che abbiamo dello spazio. Sedute in scena avrà anche una sua declinazione urbana con la ricollocazione di alcune opere in spazi pubblici o ambienti naturali con il progetto “Insediare”. Le sedute saranno oggetto di animazioni teatrali, scenografie interattive, performance, foto dinamiche, improvvisazioni di danza e pittura, realizzate con la complicità degli studenti delle scuole che parteciperanno ai laboratori.
Ma On Air non è solo arte. Sarà anche una esperienza a tutto tondo di conoscenza e valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche. Alle 16.00 è prevista infatti la “Camminata con guida” alla scoperta delle vie dei pellegrini nella valle di Staggia a seguire il percorso “Arte e Gusto” con degustazioni inedite abbinate alle installazioni artistiche che coinvolgeranno  il visitatore in assaggi, azioni teatrali, performance. Protagonisti: Forme d’arte, formaggi di PAOLO PIACENTI, e salumi fatti ad arte dell’azienda RENIERI, rivisitati in chiave contemporanea dallo chef Stefano Bencini di CUCO; i dolci e i pani di CIACCI & FARAONI che nel granaio della Rocca si sposano con il Vermentino della BADIOLA circondati da una “fontana di luce” il cui riflesso si fa etichetta sulla bottiglia. Sarà inoltre possibile degustare la Vernaccia di MONTALPRUNO E POGGIO ALLORO e “Lo spirito trascendentale” di Remo Chiti racchiuso in una bottiglia di grappa, creata ad hoc per la Rocca da ALBONI. Tra le altre golosità anche la “BIS-CHERATA”, il gelato nato dalla maestria di Sergio Dondoli e le specialità degli chef ospiti della serata:  Enrico Orlandini da I’NOSTRANO con la sua  Zuppa di Cipolle e e Stefano Bencini di CUCO che propone una Terrina di fegatelli alla scorza d’arancia in insalata di frutta e fiori. Non mancherà la musica a sorpresa: una voce suadente, una sedia a forma di rosa un cantante straordinario che rivelerà la sua identità intonando “Besame mucho” nella stanza del Capitano, mentre all’alto della torre  giungono le note di “Volare”. Gran finale poi con la ragnatela di luce e la proiezione di immagini e suoni a cura di Duccio Nacci che trasformano la Rondella in una ragnatela di luce.

Seguiteci su FB – Fenice Contemporanea

Ufficio Stampa Fenice Contemporanea 2016
Natascia Maesi
Giornalismo&Comunicazione

natascia.maesi@gmail.com

Galleria Antonio Colombo | 22 settembre ore 18.30 | California Sun

Galleria Antonio Colombo | 22 settembre ore 18.30 | California Sunù

Antonio Colombo arte cCalifornia-Sun_webinvitationontemporanea
Mike Giant | Joshua Jefferson | Russ Pope
CALIFORNIA SUN
a cura di Luca Beatrice

Well I’m going out west where I belong
Where the days are short and the nights are long
….
Where they’re out there having fun in the warm California sun
“California Sun”, Ramones
Mike Giant Joshua Jefferson Russ Pope

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare California Sun, una mostra dedicata a Mike Giant, Josh Jefferson e Russ Pope, a cura di Luca Beatrice.
Se l’arte contemporanea internazionale, nella sua versione più patinata, si celebra e Mike Giant, Untitled, 2016, ink on paper, 80x80 cmconsuma nelle gallerie di Chelsea a New York, dall’altra parte, sulla costa occidentale, è la strada, l’universo sotterraneo e alternativo degli skateboarding e dei surfisti a farla da padrona, affermando non solo uno stile di vita ma anche una filosofia estetica e culturale. E’ a questa dimensione che già da anni Antonio Colombo Arte Contemporanea rivolge la sua attenzione, esponendo in Italia, molto spesso segnando un primato, le opere degli artisti più rilevanti di questo genere.
La stagione autunnale 2016 della galleria milanese inaugura i suoi spazi portando a Milano il sole della California. California Sun, questo il titolo della mostra curata da Luca Beatrice, presenta i nuovi lavori degli americani Joshua Jefferson, Russ Pope e Mike Giant. Provenienti da parti diverse del continente a stelle e strisce e connotati da linguaggi assolutamente eterogenei, i tre sono legati – chi per formazione (il passato di Pope da professionista dello skate lo lega alla costa ovest, Josh Jefferson è cresciuto a Santa Cruz), chi per una scelta di vita (Giant ha vissuto per anni tra San Francisco e Los Angeles) – da un comune denominatore: la radice culturale della West Coast.
Josh Jefferson, Head of Milton Hogoboom, 2016, mixed media on canvas, 51x41 cm_lowLontana dalle forme di accademismo ufficiale e pretenzioso, tipico dell’art system, il panorama artistico made in California è custode di un multiculturalismo underground, un mix estetico che si muove tra visionarietà psichedelica e narrazione punk, esprimendosi attraverso molteplici codici espressivi: dall’illustrazione al fumetto, dall’Urban art alla pittura, dal collage al tatuaggio.
Un’arte che viene dal basso, che prende avvio dal quotidiano, dal contatto con la gente e a essa si rivolge; fedele a una visione collettiva, contaminata e dinamica del linguaggio artistico che non manca di guardare al passato e alla storia dell’arte.
Se Mike Giant mette in pieni uno stile basato sulla perizia tecnica del tratto, only black&white, declinando soggetti – donne sensualissime, teschi, rapper – su supporti diversi come carta, skateboard, tatuaggi, dall’altra in maniera opposta lavora Josh Jefferson che dedicandosi alla pittura e al collage sviluppa un linguaggio gestuale e istintivo, rivolto a semplificare le forme e i profili tanto da trasformare i soggetti in immagini al limite dell’astratto. Apparentemente rapida, ma forte e incisiva, è la linea di Russ Pope che nei suoi ritratti quasi caricaturali traduce il quotidiano in fotogrammi di un racconto di vita che, se non vissuta, è certamente osservata e reinterpretata attraverso una pennellata energica e vitale.
Russ Pope_lowLa mostra presenterà opere di diverse dimensioni: dai piccoli A4 realizzati a collage di Jefferson ai dipinti su tela di medio formato di Pope fino all’eccezionalmente grande, rispetto la sua consueta produzione, lavoro su carta di Giant (180×180 cm). Oltre trenta le opere esposte e realizzate appositamente per Antonio Colombo Arte Contemporanea.
Nel catalogo testo critico di Luca Beatrice.

La mostra inaugura giovedì 22 settembre alle ore 18.30
e resterà aperta fino al 4 novembre 2016
da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 15.00 alle 19.00

 

Mike Giant nato in Upstate, NY nel 1971. Vive e lavora a Boulder, Colorado.
Principali mostre personali: 2015, Solo show, Blackbook Gallery, Denver, CO; Solo Show, FFDG, San Francisco, CA. 2014, Blackbook Gallery, Denver; FFDG, San Francisco, 2013, Manos de Oro Gallery, Oakland, California, 2010, Welcome to Frisco, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, 2007, Mike Giant solo show, Galerie Magda Danysz, Parigi.
Principali mostre collettive: 2015, Nothing is Real, MAO, Torino. 2010, Christmas Rodeo, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano; Orde di segnatori, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano. 2007, Fecal Face 7.5 Year Anniversary, 111 Minna Gallery, San Francisco. 2006, Skulls, Wheels, and Ink, Outre Gallery, Melbourne, Australia; New Works by Mike Giant and Mike Davis, White Walls Gallery, San Francisco; Fecal Face, 111 Minna Gallery, San Francisco

Josh Jefferson nato nel 1977 in Florida. Vive e lavora a Boston.
Principali mostre personali: 2016, Steven Zevitas Gallery, Boston. 2015-2016, Head Into the Trees, Gallery 16, San Francisco. 2015, Head First, TURN Gallery, New York.
Principali mostre collettive: 2015, This is Boston Not LA, Zevitas Marcus Gallery, Los Angeles; The Guston Effect, Steven Zevitas Gallery, Boston; Collagist/ish, Essex Flowers Gallery, New York.

Russ Pope nato a Los Angeles nel 1970. Vive e lavora in Massachusetts.
Principali mostre personali: 2014, Come on Pilgrim Orchard Extension Gallery, Boston, Massachusetts. Life Lines Needles and Pens San Francisco, California; 2013, Tax Included AR4T Laguna Beach; 2012 North American Anti-Social Gallery Vancouver, British Columbia.
Principali mostre collettive: 2015, From Cali with Love, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano. OC Weekly Best Artists Max Bloom Gallery Fullerton, California. 2014, Automatic Clips Hawaii Honolulu, Hawaii. Air Mail Beames Tokyo, Giappone. Living in Transitino Ian Ross Gallery, San Francisco, California. Chilled Air Think Tank Gallery Los Angeles, California. Baggage Claim AR4T Laguna Beach, California Laguna Beach, CA

ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA & C. S.a.s. – VIA SOLFERINO 44 – 20121 MILANO TEL/FAX 02.29060171 – www.colomboarte.com – E-mail: info@colomboarte.com – P.IVA /C.F. 12748100158

Clara Buoncristiani PR&Communication Studio | Milano, Viale Monte Grappa 14 • Brescia, Via Zuccari 14 (Italy) | www.clarabuoncristiani.it

Quando la cantina diventa una galleria d’arte: La Colomba di Roberto Turchi volta tra i tini del Casato Prime Donne a Montalcino

The Dove's Flight di Roberto Turchi per il Casato Prime DonneQuando la cantina diventa una galleria d’arte: La Colomba di Roberto Turchi volta tra i tini del Casato Prime Donne a Montalcino

L’opera del montalcinese Roberto Turchi inaugurata domenica nella tinaia

Per la prima volta, una performance di immagini digitali che trasformano la tinaia in uno spazio artistico multimediale

Si chiama The Dove’s Flight, il volo della colomba, e la sua naturale collocazione sarà non una galleria d’arte tradizionale ma una cantina, quella di Donatella Cinelli Colombini al Casato Prime Donne di Montalcino. Un’opera permanente realizzata da Roberto Turchi, pittore, esperto di vino, oste e interior designer montalcinese DOC, che ha reinterpretato uno spazio industriale con straordinaria sensibilità dimostrando una capacità narrativa eccezionale ma anche un’adattabilità non comune nell’uso delle moderne tecnologie. “Ho scommesso sulla sensibilità di Roberto nel reinterpretare gli spazi affidandogli il compito di dare un contenuto artistico a uno spazio industriale – ha detto Donatella Cinelli Colombini – sapevo di metterlo in difficoltà ma solo chi conosce il mondo del Brunello e ha un’autentica vena artistica, poteva riuscirci e lui c’è riuscito creando qualcosa di nuovo e straordinario”.

L’installazione artistica di Roberto Turchi – messa a punto con la collaborazione di Giuseppe Sanfilippo, Tommaso di Ronato e MCM Service – di fatto apre le porte a un nuovo modo di farsi portatori di un messaggio di arte e cultura, scegliendo un luogo a tutt’altro scopo delegato: la vera innovazione sta proprio in questo, portare fuori dalle sale dei musei quell’arte che in tali ambienti si contestualizza e trasmette un messaggio più forte ed emozionale.
The Dove’s Flight è una storia dipinta, che un sofisticato sistema tecnologico fa apparire sui tini come un’opera dinamica e coinvolgente per 3 minuti e porta i visitatori in un mondo in cui si mescolano immagini dipinte e reali, colori e suoni, emozioni e leggerezza. Un’esperienza, questa di Montalcino che nessuno aveva mai fatto prima: tinte intensissime e giustapposte, tratti distintivi di una poetica molto personale e contemporanea che tuttavia affonda le sue radici nel Quattrocento senese di Sassetta e Sano di Pietro. In questa innovativa opera d’arte le immagini di Montalcino si scompongono in un gioco cubista e a volte metafisico per poi diventare un racconto fatto di particolari di notevole forza evocativa: ironia, sogno e scene reali in un racconto con riferimenti storici importanti per la città del Brunello e per Donatella Cinelli Colombini in prima persona. Il volo della colomba inizia nella Fortezza di Montalcino – baluardo dell’ultimo libero comune italiano fino al 1559 e luogo che Giovanni Colombini nonno di Donatella e allora primo cittadino, fece restaurare riportandola all’antico splendore – e continua verso il palazzo pubblico di Montalcino cuore della vita pubblica e privata della gente del Brunello da oltre settecento anni, prima di uscire dall’abitato sfiorando il Duomo e giungere al Casato Prime Donne in tempo di vendemmia. Chi ama il Brunello e la sua terra troverà in questa installazione una magia capace di rinnovarne il sentimento. Anche perché, il suo “vernissage” coincide con l’inaugurazione della nuova tinaia studiata per salvaguardare il naturale perfetto equilibrio delle uve di Sangiovese della tenuta: tre uova e otto tini troncoconici a cappello aperto in cemento nudo firmati Nomblot e simili a quelli dei più famosi chateau di Borgogna.

L’occasione che ha portato al Casato Prime Donne l’arte di Roberto Turchi è stata la consegna dell’annuale Premio Prime Donne che quest’anno è stato attribuito a Chaimaa Fatihi, giovane musulmana che ripudia il terrorismo auspicando la pace universale, di cui la colomba di Turchi è simbolo per eccellenza.

The Dove’s Flight tuttavia non è l’unico esempio di arte “diffusa” promosso dalla cantina tutta al femminile di Donatella Cinelli Colombini: ogni anno, in occasione del Premio Prime Donne, una installazione realizzata da artisti del territorio viene infatti collocata nei vigneti e tra i sentieri che circondano la tenuta, accompagnati dalle dediche lasciate dalle vincitrici e incisa su cippi di travertino.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Casato Prime Donne, Montalcino – Fattoria del Colle, Trequanda SI 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

Addetta stampa Marzia Morganti Tempestini 3356130800
marzia.morganti@gmail.com

 

 

FestivalFlorio di Favignana Isole Egadi: show dell’arte

FestivalFlorio di Favignana Isole Egadi: show dell’arte

Dal 17 al 26 giugno 2016

5° edizione
Uno dei Festival d’Arte di maggior rilievo dell’Estate Siciliana.

L’acqua sarà il tema della XXII edizione

Artigianato e Palazzo  photo by Susanna StiglerL’acqua sarà il tema della XXII edizione
90 artigiani riuniti al Giardino Corsini
“Mostra Principe” dedicata alle creazioni in vetro di Laguna B
con dimostrazioni dal vivo di un maestro soffiatore di Murano

Questa mattina, sotto la Loggia del Buontalenti di Giardino Corsini è stata presentata la XXII edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO, alla presenza di Cristina Giachi Vicesindaca Comune di Firenze, Giorgiana Corsini Presidente Associazione Giardino Corsini, Pierluigi Rossi Ferrini Vicepresidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Maria Pilar Lebole Responsabile Progetto OmA – Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Guido de Vecchi Vicedirettore Generale Banca CR Firenze, Leonardo Ferragamo Vicepresidente Neri Torrigiani e Giorgiana Corsini Artigianato e PalazzoFondazione Ferragamo, Elisabetta Fabri Presidente e Amministratore Delegato Starhotels, Marcantonio Brandolini d’Adda Presidente e Direttore Creativo Laguna B, Anna Maria Tossani Giornalista gastronomica e curatrice dell’iniziativa “Ricette di Famiglia”, Neri Torrigiani Ideatore ed organizzatore di Artigianato e Palazzo.
Da giovedì 12 a domenica 15 maggio 2016 si rinnova l’appuntamento con la manifestazione dedicata all’artigianato di qualità che la Vicesindaca di Firenze Cristina Giachi ha definito “una realtà in grado di onorare la tradizione e di renderla viva nel presente, che riesce anno dopo anno a far parlare dell’artigianato come celebrazione del saper fare e del saper interagire con la bellezza”.
Per commemorare il cinquantesimo anniversario della Grande Alluvione di Firenze del Artigianato e Palazzo1966, gli ideatori e promotori di ARTIGIANATO E PALAZZO Giorgiana Corsini e Neri Torrigian hanno scelto di proporre una riflessione creativa sull’acqua, causa di distruzione e dolore ma da sempre simbolo di creazione e rinascita e di offrire un tema agli espositori: intorno all’acqua sarà infatti costruito il percorso espositivo della Mostra, con dei dischi turchesi che faranno da filo conduttore nella visita. Ispirandosi all’acqua, alla sua limpidezza e versatilità ma anche ai riflessi di luce generati dal suo scorrere flessuoso, gli artigiani potranno allestire i loro stand, creare manufatti unici e organizzare dimostrazioni dal vivo di come utilizzano l’acqua nei vari processi di lavorazione. Cornice unica e magistrale le limonaie e gli angoli verdi del seicentesco Giardino Corsini, aperto al pubblico per l’occasione, che si trasformeranno in vere e proprie botteghe artigiane.

La “Mostra Principe” dal titolo “Informe, senza forme, come l’acqua” sarà dedicata all’arte vetraria muranese e al brand veneziano Laguna B, art director Marcantonio Brandolini d’Adda, che con il suo gusto estetico fresco e cosmopolita, insieme all’amico Alvise Maria Paolo Penko oreficeriade Mezzo, ha saputo arricchire la collezione di oggetti da tavola in vetro di Murano, ideata dalla madre Marie e ispirata alla tradizione millenaria dei “goti de fornase”, bicchieri-patchwork che i maestri vetrai assemblavano con i frammenti di vetro rimasti per brindare a fine giornata.
Un esperto maestro vetraio muranese, coadiuvato dallo stesso Marcantonio, soffierà il vetro di fronte agli sguardi attenti dei visitatori in uno spazio a loro interamente dedicato nell’Orto delle Monache. Inoltre saranno in mostra i materiali utilizzati per comporre il vetro e le collezioni di Laguna B, otto linee di oggetti da tavola realizzate con antiche lavorazioni rese contemporanee grazie ad attrezzature, materiali e design innovativi.
Tra gli altri 90 artigiani italiani e stranieri che compongono la nuova selezione di maestri che sveleranno i segreti dei loro mestieri, alcune novità come il Castello di Potentino con il nuovo marchio di design “21st Century Castle”, lanciato da Charlotte Horton Greene e dal fratello Alexander Greene in collaborazione con artisti e designer di indubbio talento, tra cui spiccano i nomi di Nigel Coates, Jono Nussbaum, Clare Frost, Gerry De Bastiano: una linea di oggetti, complementi d’arredo e prodotti tessili realizzati grazie alle 8693f778-871c-400e-be0f-35059ddf6d92competenze di artigiani maremmani, utilizzando materiali locali, attingendo alla tradizione e all’estetica tipica dei paesaggi del Monte Amiata e ridefinendo il ruolo del Castello in un contesto moderno; la ditta artigianale Moscon d’Oro che produce vetrate artistiche e oggetti in vetrofusione e tecnica Tiffany; Dea Sandals Capri azienda di sandali gioiello su misura che si ispira all’antica arte del ciabattino dell’isola di Capri; Eva Munarin che plasma sculture dalle molteplici sfumature ottenute con argille toscane, smalti e “ingobbi”, terre essiccate e colorate con pigmenti naturali; Il Merlo Bags marchio di pelletteria artigiana fondato dalla giapponese Kyoko Morita che cuce interamente a mano le sue borse; Ditta Bernabei Tommaso, antica bottega di forgiatura del ferro battuto del Chianti fiorentino; Edizioni Clichy, casa editrice indipendente nata nel 2012, che offre un’ampia scelta di collane dedicate alla narrativa il giardino Corsinifrancese e americana contemporanea, a classici, saggi o ai libri per bambini, distribuite in tutta Italia da RCS libri e vendute nella libreria di via Maggio a Firenze. Insieme a loro alcuni espositori affezionati alla manifestazione che ogni anno confermano la loro presenza, tra cui Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, i raffinati prodotti in carta di Fabriano, l’argentiere Paolo Pagliai, il decoratore Tommaso De Carlo, la Moleria Locchi, il Consorzio il Cappello di Firenze, l’orafo Paolo Penko, i talentuosi allievi della scuola di oreficeria LAO – Le Arti Orafe tra cui Marco Belloli, Matteo Carbone e Alina Maya Lutz, che hanno recentemente presentato le loro opere alla fiera internazionale di gioielleria Inhorgenta a Monaco di Baviera.

Artigianato e Palazzo photo by Susanna StiglerArtigianato e Palazzo 2015 Tommaso Candria borse intrecciate a mano e Consorzio “Il Cappello di Firenze”
photo by Susanna Stigler
Per la terza edizione di “BLOGS&CRAFTS”, concorso dedicato ad artigiani under 35 e a blogger, realizzato con il sostegno di Fondazione Ferragamo e Starhotels e in collaborazione con Source, Italian Stories, Lungarno e BodyCare, sono stati selezionati 10 giovani artigiani, che esporranno gratuitamente in un’area a loro dedicata all’interno del Giardino Corsini, per un’opportunità di crescita dedicata alle nuove generazioni e un dialogo sempre più produttivo tra tradizione e nuove forme di comunicazione. Tra di loro il Forcolaio Matto Pietro Dri, tra i pochissimi al mondo a tramandare l’antica arte del maestro remèr, il liutaio Tommaso Pedani, Luca Turelli che realizza imponenti opere in vetro e Olivia Monteforte che crea scarpe su misura. Per descrivere, filmare e ritrarre il loro lavoro arriveranno a Firenze i migliori
Confermate inoltre le iniziative più apprezzate, come “Ricette di Famiglia”, presentazioni di libri gastronomici con degustazioni a cura della giornalista Annamaria Tossani, che, tutti i giorni alle 18,00 nel Giardinetto delle Rose, coinvolgerà scrittori e chef, tra cui il maestro Gualtiero Marchesi, Giovanna Esposito con Orçun Malkoclar, Luisanna Messeri insieme a Zeffiro Ciuffoletti e Licia Montagnani affiancata dallo chef stellato Luciano Zazzeri, che vede riconfermata la preziosa collaborazione con Richard Ginori che presenterà una nuova linea di piatti ispirati alla manifestazione ed accoglie per la prima volta la partecipazione di Riccardo Barthel.
Nello spazio “H2OmA Education” tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30 moltissimi laboratori artigianali dedicati ai più piccoli, per apprendere il ruolo fondamentale dell’acqua nelle lavorazioni artigianali e artistiche. I bambini dai 6 ai 12 anni potranno partecipare a corsi di decorazione e lavorazione della carta, doratura del legno, sbalzo, creazione di accessori e profumi, realizzati con la collaborazione del servizio didattico del Museo Horne, del progetto Let’s Work Artisans! Junior, di Atelier degli Artigianelli e delle aziende artigiane Maselli bottega d’arte, Giusto Manetti Firenze, Mazzanti Piume, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, Penko Bottega Orafa.
In programma anche l’incontro “Acqua da vivere e da rispettare” a cura del Comitato Alluvione Progetto Firenze 2016 giovedì 12 alle 17,00 e “La grande occasione? Produzione artigianale e generazione di contenuti nell’era digitale” venerdì 13 alle 16,00, entrambi sotto la Loggia del Buontalenti, oltre ai laboratori di intreccio di vimini a cura di Giotto Scaramelli (sabato 14 e domenica 15 orario 14,00/18,00) e le dimostrazioni di irrigazione e potatura di Mondorose (sabato 14 e domenica 15 ore 12,00).
Inoltre mercoledì 12 alle 11,00 sarà assegnato il “Premio del Comitato Promotore allo stand più bello” mentre domenica 15 alle 19,00 in occasione del brindisi di chiusura della Mostra sarà assegnato il “Premio Perseo – Banca CR Firenze” all’espositore più apprezzato e votato dai visitatori.

Maggiori informazioni sul sito www.artigianatoepalazzo.it

Si ringraziano i gentili sostenitori della manifestazione:
Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Associazione OmA Osservatorio dei Mestieri d’Arte, Banca CR Firenze, Fondazione Ferragamo,
Starhotels, Richard Ginori.
Si ringrazia la Fondazione Studio Marangoni con i suoi allievi
per le fotografie della XXII edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO.

ARTIGIANATO E PALAZZO
Giardino Corsini
XXII edizione
12/13/14/15 maggio 2016

Per maggiori informazioni
www.artigianatoepalazzo.it

Comitato Promotore Internazionale
Stefano Aluffi Pentini, Barbara Berlingieri, Fausto Calderai, Fabrizia Caracciolo, Matteo Corvino, Michel de Grèce, Maria de’ Peverelli Luschi, Giovanna Folonari, Bona Frescobaldi, Anna Gastel, Mario Augusto Lolli Ghetti, Fabrizia Lanza, Ginevra Marchi, Raffaello Napoleone, Carlo Orsi, Alvar Gonzales Palacios, Beatrice Paolozzi Strozzi, Natalie Rucellai, Luigi Settembrini, James Stourton, Simone Todorow, Christian Witt-Dörring.

ARTIGIANATO E PALAZZO
Per informazioni
Tel. +39 055 2654589 – fax +39 055 2654590
info@artigianatoepalazzo.it  www.artigianatoepalazzo.it
Facebook: artigianatoepalazzo
Twitter: @MostraAeP
YouTube: artigianatoepalazzo
Instagram: artigianatoepalazzo
# artigianatoepalazzo

www.studioesterdileo.it
ufficiostampa@studioesterdileo.it
+39 055 223907 cel. +39 348 3366205Tel.
Studio Ester Di LeoUfficio stampa

Biancovostamare Elena Conti giornalista e artista

13112406_10207945176141708_1192649590_o

13090783_10207945176261711_613232193_o

Biancovostamare Elena Conti giornalista e artista

A Siena Galleria Beaux Arts e Boutique Mamo, 5 maggio 2016

E’ un doppiogioco, quello di Elena Conti, professione giornalista, ma con una grande passione, l’arte e la pittura nel cuore, il suo gioco doppio, quello che compie ogni giorno, con i suoi occhi pieni di mare e la mente e il cuore verso il suo elemento, il mare, che sogna, guarda sorpresa, come per la prima volta, scruta l’orizzonte, ci si perde, in sogni e nostalgie fanciullesche, e vive la canzone lenta e inesorabile del suo mare, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle 13090886_10207945175981704_774587906_oonde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo.
E l’artista Elena Conti vive la sua passione giocandoci, fissandola sulla tela e andando oltre…….crea una sua Personale alla Galleria Beaux Arts in via Montani a Siena e raddoppia l’emozione portando il “suo mare” in città, per le strade del centro di Siena, scendendo in strada, “osa” creando un museo, addirittura in strada, esponendo l’arte in vetrina, alla Boutique Mamo, rubando la scena alla Galleria….un doppio gioco dunque, facendo una scelta innovativa, che esce dai soliti 13078383_10207945175061681_177791806_oschemi di “fare vetrina” una esposizione sulla strada dove il sogno del glamour diventa una realtà in una boutique del gusto, dove tutto è trendy e modaiolo, dove si è cercato di determinare il look per la stagione estiva enfatizzando il colore dell’estate, il bianco.
In una sofisticata boutique del centro di Siena, la stampa dei suoi quadri su trendissime Tshirt e sensuali parei ma anche dipinti fissati al muro come quinta, in un candore immacolato di bianco, un non colore che quasi sgomenta, per spingere il passante a sognare, forse a fuggire verso voglie d’evasioni, isole 13101498_10207959075009171_268719816_nincontaminate, tramonti e fughe d’amore, atmosfere dei grandi loft internazionali…..tutto è design, ricerca, glam, per Elena Conti tutto è….avanti!!!!!.

per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.

 

Le sentinelle della duchessa. I testimoni di Paladino al bastione di Santa Scolastica presso Pinacoteca Matropolitana “Corrado Giaquinto” Bari

locandina Testimoni PALADINOLe sentinelle della duchessa. I testimoni di Paladino al bastione di Santa Scolastica presso Pinacoteca Matropolitana “Corrado Giaquinto” Bari

Sabato 30 aprile ore 17:30

presso il bastione di Santa Scolastica a Bari, sarà inaugurata la mostra

Le sentinelle della duchessa

I Testimoni di Paladino al bastione di Santa Scolastica a Bari

Uno dei fenomeni, ormai abbastanza diffuso nel mondo dell’arte, è quello della mise-en-scène simultanea di antico e contemporaneo, con risultati spesso sorprendenti: è come se l’antico acquistasse nuova forza e vitalità dal contemporaneo, e quest’ultimo, a sua volta, mettesse a nudo le sedimentazioni culturali che l’hanno nutrito, con un indiscutibile beneficio reciproco.

L’arte di Mimmo Paladino, al tempo stesso coltissima e popolare, classica e contemporanea, è una di quelle che meglio riescono a dialogare, con una sottile, straordinaria intensità, con le opere antiche intese in senso lato e/o con gli ambienti carichi di storia in cui vengano inserite e a dare loro una personale, inconfondibile impronta.

In questa piccola, affascinante mostra, curata da Clara Gelao ed Enzo Di Martino e allestita nel bastione di Santa Scolastica a Bari, maestoso avamposto dell’omonimo complesso monumentale dove fervono i lavori di restauro finalizzati alla riapertura del Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari, le opere di Paladino, due esemplari della serie in tufo dei “Testimoni”, sono inserite in un contesto ambientale che è difficile immaginare più ricco di storia, venendo ad assolvere inconsapevolmente alla metafunzione che viene spontaneo attribuire loro, quella di “sentinelle della duchessa”, ovvero di particolarissime “guardie” al servizio di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari, che quel bastione fece costruire.

Due presenze imponenti in cui sembra di cogliere echi neanche troppo lontani dei canopi etruschi, delle steli daune e, come nota acutamente Enzo Di Martino nel saggio in catalogo, delle celebri madri di Capua, eppure assolutamente contemporanee; che, con i loro sguardi persi nel nulla, sembrano dominare, oltre che l’ambiente, la vastità della storia e, nello stesso tempo, proseguirla senza soluzione di continuità.

 

Museo Archeologico Santa Scolastica

“Il Bastione”

Area Archeologica di San Pietro

 

Orari

Lunedi e da mercoledi a sabato: 10.00-17.00 (16.15 partenza ultima visita)

Domenica e festivi: 10.00 -14.00 (13.15 partenza ultima visita)

Chiuso il martedì

 

Ingresso con percorso multimediale e visita guidata

Intero 5,00 euro

Ridotto 3,00 euro (previa esibizione di documento attestante una delle seguenti condizioni): visitatori dai 6 ai 25 anni e oltre i 65 anni; personale dell’ex Provincia di Bari; personale del MiBACT; membri ICOM e ICCROM; guide turistiche abilitate; docenti e studenti iscritti alle Accademie delle Belle Arti o a corrispondenti Istituti dell’Unione Europea; docenti e studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica, perfezionamento post-universitario e dottorato di ricerca delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; docenti di storia dell’arte degli istituti d’istruzione secondaria superiore.

 

Ridotto scolaresche: 2,50 euro

 

Gratuito: minori di 6 anni, disabili e accompagnatori, insegnanti che accompagnano le classi in visita, giornalisti in possesso del tesserino, guide turistiche abilitate nell’esercizio della propria attività professionale.

 

Orari visite guidate

Feriali: 10.15, 11.15, 12.15, 13.15, 14.15, 15.15, 16.15

Festivi: 10.15, 11.15, 12.15, 13.15

 

Gli orari delle visite guidate possono subire variazioni

 

Contatti

Info: museoarcheologico@provincia.ba.it

Ticket: castarcheologia@gmail.com

Prenotazioni, visite guidate e attività didattiche: info@associazionearta.it

Tel. +39 349 2959757 – +39 349 7509656

Da Terra di Bari a Città Metropolitana

clip_image002Immagini del territorio dalle collezioni della Pinacoteca Metropolitana di Bari 1860-1960

Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” ogni domenica visita guidata alla mostra in corso

La mostra Da Terra di Bari a Città Metropolitana Immagini del territorio dalle collezioni della Pinacoteca Metropolitana di Bari 1860-1960, inaugurata il 12 dicembre scorso resterà aperta sino al 30 aprile.

Ogni domenica sarà tenuta una visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso.
Le visite guidate, condotte da personale specializzato, avranno inizio alle ore 10:45

“… questa non è solo una mostra dedicata ai paesaggi, alle
marine e alle vedute urbane del territorio di Terra di Bari, solo
in parte coincidente con l’attuale Città Metropolitana, che
ne rappresenta la progressiva, e non sappiamo se definitiva,
riduzione.
L’attenzione, infatti, non è esclusivamente dedicata allo specifico
pittorico, cioè agli artisti che ne hanno dato la rappresentazione,
all’esame del loro linguaggio e a quanto quest’ultimo
fosse più o meno simile, e, infine, a quanto questo stesso
linguaggio sia andato modificandosi nel corso dei cento
anni (1860-1960) che costituiscono l’ambito cronologico entro
cui si è scelto di muoversi. In realtà si tratta anche di una
mostra “storica” sui generis, volta ad illustrare, attraverso le
immagini del territorio riflesse nella pittura, i cambiamenti
che lo hanno interessato”.
Clara Gelao

Pinacoteca metropolitana “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 – Bari – Tel. 080/ 5412420-2-3-4-5-7
www.pinacotecabari.it

Per informazioni: Tel: 080/5412421-2-3-4

Ufficio Stampa Pinacoteca: Tel. 080/5412427 pincorradogiaquinto@tiscali.it; pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all ‘ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

ORARIO: dal martedì al sabato ore: 9.00 – 19.00
domenica ore: 9.00 – 13.00
lunedì e festività settimanali: chiuso
(La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura).

PREZZI D’INGRESSO: INTERO € 2,58

RIDOTTO € 0,52:
– soci COOP – muniti di tessera di iscrizione;
– soci TOURING – muniti di tessera di iscrizione;
– possessori coupon QUI!CULTURA.

GRATUITO:
-studenti universitari e di istituti AFAM (Accademie di Belle Arti e Conservatori Musicali) – muniti di libretto di iscrizione;
-giornalisti – muniti di tesserino;
-minori di 18 anni e maggiori di 65 anni;
-tesserarti ICOM;
– la prima domenica di ogni mese.

Ingresso libero in occasione di inaugurazioni, cerimonie e particolari iniziative in programma

Refettorio Ambrosiano / Fuori Salone 2016 / Casa Valentina Sponsor Tecnico

image001 (1)Refettorio Ambrosiano / Fuori Salone 2016 / Casa Valentina Sponsor Tecnico
FUORI SALONE 2016 / Refettorio Ambrosiano

UT UNUM

Installazione site-specific di Anna Barbara

Refettorio Ambrosiano, Piazza Greco, 11 Milano

www.refettorioambrosiano.it

Dal 12 al 16 Aprile 2016

“Il Bello e il Buono per i bisognosi. Tutti siamo poveri di Bellezza”

Refettorio Ambrosiano presenta in occasione della Milano Design Week 2016 “UT UNUM” un progetto site-specific ideato dall’architetto designer Anna Barbara e prodotto Caritas Ambrosiana.

L’installazione, allestita sulla parete sud all’interno del refettorio, vuole offrire non solo una riflessione sul valore della luce intesa come elemento simbolico, ma anche garantire un’ulteriore spunto per continuare a diffondere i valori di Refettorio Ambrosiano.

Refettorio Ambrosiano è infatti un progetto che riunisce per la prima volta i mondi dell’alta cucina, dell’arte e del design e della solidarietà. Nasce nel 2015 in occasione di EXPO MILANO come iniziativa ideata da Massimo Bottura e Davide Rampello con l’obbiettivo di coniugare l’atto di offrire cibo a chi ne ha bisogno, con i valori dell’arte e della cultura.

Refettorio Ambrosiano prende infatti forma dalla ristrutturazione di un teatro abbandonato nel quartiere periferico di Greco alla quale hanno partecipato con entusiasmo molti designer e artisti di valore assoluto e che hanno, tutti insieme, generosamente contribuito alla realizzazione di un luogo unico di bellezza e solidarietà.

 

L’apertura straordinaria in occasione della Milano Design Week, permetterà così di ammirare da vicino la collezione di tavoli esclusiva, appositamente disegnata e prodotta per Refettorio Ambrosiano da Pietro Lissoni, Italo Rota, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Origoni Steiner Architetti Associati, Mario Bellini, Pierluigi Cerri, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Terry Dwan, Giulio Iachetti, Matteo Thun e Patricia Urquiola. Inoltre Si potranno inoltre ammirare anche opere d’arte dei maestri Enzo Cucchi, Maurizio Nannucci, Mimmo Paladino, Carlo Benvenuto e Gaetano Pesce che hanno realizzato delle opere per gli spazi di Refettorio Ambrosiano.

Anteprima Stampa:

Giovedì 7 Aprile 2016 dalle ore 9.30 alle 11.30

 

Conferenza Stampa:

Giovedì 7 Aprile 2016 dalle ore 11.30

Partner Tecnici della Manifestazione: Cascine Bellaria, Casa Valentina, Alessandrosimoni, Charming Italian Chef

Apertura straordinaria per il pubblico:

da Martedì 12 Aprile a Sabato 16 Aprile 2016

 

Orari visite:

tutti i giorni dalle ore 15.00 alle 18.00

oppure su appuntamento chiamando lo 02 76 03 77

o scrivendo a eventi@refettorioambrosiano.it

Per maggiori informazioni contattare:

Francesco Chiavarini Ufficio Comunicazioni Sociali

Arcidiocesi di Milano Piazza Fontana 2 20122 Milano

M +39 347 420 50 85 T +39 02 85 56 316

Arduino Cantafora, Alessandro Mendini – Cose, Case, Città 6 aprile 2016

0313a44d-b320-4196-b8a4-2eedb817e2fdARDUINO CANTAFORA – ALESSANDRO MENDINI
Cose, Case, Città

a cura di Ivan Quaroni
Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare Cose, Case, Città, doppia personale di Arduino Cantafora e Alessandro Mendini, a cura di Ivan Quaroni.

La mostra raccoglie opere di vari periodi, che incarnano aspetti diversi, e perfino contrapposti, della cultura visiva postmoderna al confine tra arte e architettura.
Entrambi architetti, artisti e scrittori, ma anche raffinati intellettuali, Alessandro Mendini e Arduino Cantafora si cimentano, attraverso le loro opere, in un serrato confronto di stili, linguaggi e ossessioni antitetiche.
Due anime del Postmoderno, quella post-avanguardista, neofuturista di Mendini e quella anacronista, retrospettiva, classica di Cantafora, il primo guarda avanti, inventa i concetti b04c9345-4515-4347-b4e0-65182af2db32di “Cosmesi Universale” e il “Design Pittorico”, il secondo torna al mestiere, al rapporto con la realtà ottica. Due anime, la neomoderna e la classica che hanno convissuto nel Postmodernismo, così come fecero la Transavanguardia, gli Anacronisti, i Citazionisti e i Nuovi Nuovi, incarnando i vari aspetti di una medesima attitudine verso il ripescaggio e il ripensamento della storia dell’arte.

In mostra, di Arduino Cantafora saranno esposti alcuni dipinti di vedute di città silenti della serie Domenica Pomeriggio accanto alle composizioni complesse dei Teatri di Città, e ad una selezione di opere più piccole dedicate a scorci di interni. Alessandro Mendini, invece, esporrà opere su tavola e tela, dipinte con una speciale vernice alla nitro, alcuni oggetti e prototipi oltre che una serie di disegni degli ultimi anni.
Le sue opere saranno inserite in un wallpainting policromo site specific.

Allievo e collaboratore di Aldo Rossi fino al 1978, ma con un background che affonda le radici nell’interesse scientifico per una lucida e razionale riproduzione realistica, Arduino Cantafora ha dipinto opere in cui non solo l’architettura urbana, ma anche gli interni domestici, gli oggetti e i luoghi sono descritti con un impressionante rigore e una straordinaria acribia tecnica.
Architetto, insegnante e scrittore – tra i suoi scritti vale la pena ricordare almeno Quindici stanze per una casa, pubblicato da Einaudi – Arduino Cantafora è autore di una pittura pulita, otticamente esatta, spesso imbevuta di umori mercuriali e malinconici. I suoi dipinti, che spaziano dalle vedute urbane alle allegorie architettoniche, dagli interni borghesi alle vecchie locomotive a vapore, mostrano che alla base del suo modus pingendi c’è sempre un profondo interesse umanistico per lo studio morfologico delle forme.
Influenzato da Caravaggio e dalla pittura lombarda del Cinque e Seicento, ma anche dal 4da9ada1-5ab3-41c4-a8a6-e388a5aec456Divisionismo, dal Purismo e dalla Metafisica, il linguaggio figurativo di Arduino Cantafora si configura come l’esito di un personalissimo percorso memoriale, che parte da una sentita adesione al dato ottico per ricostruire l’identità storica individuale e collettiva. Un’attitudine, questa, che ha poi tradotto in una pratica didattica al Politecnico di Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio, dove ha affrontato i diversi temi legati al problema della rappresentazione. “Ho sempre sperato, durante gli anni di insegnamento”, ha confessato l’artista, “di riuscire a contribuire al piacere di vedere le cose, allo stupore della visione come fattore di libertà inalienabile individuale, che nel sapere cogliere lungo l’arco del giorno e delle stagioni il rincorrersi della luce, possa incontrare la sempre identica a se stessa gioia dell’essere”.

Architetto, designer, teorico e scrittore, Alessandro Mendini ha passato l’infanzia in una casa borghese disegnata da Piero Portaluppi, circondato dalle opere dei maggiori artisti italiani del Novecento collezionate dai suoi parenti. A questo imprinting visivo, fondamentale per la sua formazione, si è unita poi una vivace passione per il disegno. Dopo la laurea in architettura, inizia a lavorare allo Studio Nizzoli, ma nel 1970 lascia la progettazione per dirigere le riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”, attraverso cui diffonde le sue idee di rinnovamento nel design. Alla fine degli anni Settanta entra nello Studio Alchimia, il gruppo di design radicale che negli anni Ottanta riscrive le regole della progettazione in senso anti-funzionalista, puntando sulla produzione di oggetti di puro piacere, prototipi, mobili, ambienti, installazioni e arredi ispirati all’estetica kitsch e all’arte popolare.
Nel design come nell’architettura, Mendini affronta il progetto come arte e l’arte come progetto, creando curiose contaminazioni tra pittura e architettura e inventando concetti provocatori come “Design Pittorico”, “Artigianato Informatico” e “Architettura Ermafrodita”.
Seguendo una logica paradossale, infatti, Mendini trasferisce in pittura l’approccio ideativo del design e dell’architettura, mentre infonde in questi ultimi l’impulso emozionale dell’arte. “Data l’insufficienza del progetto a fronteggiare il mondo”, scrive nel 1986, “esso viene sostituito dal dipinto, che diventa un’opera senza principio, senza fine e senza giustificazione, una formalistica rete di stilemi e riferimenti visivi, simile al frangersi di un’onda”.
I suoi oggetti, così come i suoi dipinti sono contrassegnati dall’invenzione di un personale alfabeto di forme astratte, modellate sulla reinterpretazione dei linguaggi delle avanguardie moderniste e futuriste. Nei disegni, affiora, invece, l’anima più ironica e poetica di Mendini, incline alla creazione di racconti visivi sospesi tra il bozzetto e il progetto, eternamente in bilico tra il bisogno di costruire e il desiderio di sognare.
La mostra inaugura mercoledì 6 aprile alle ore 18.30
e resterà aperta fino al 19 maggio 2016
da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 15.00 alle 19.00
aperture speciali per la settimana del Salone del Mobile:
da martedì 12 aprile a venerdì 15 aprile dalle 11.00 alle 20.00,
sabato 16 e domenica 17 aprile dalle 13.00 alle 19.00

giovedì 21 aprile alle ore 18.30
conversazione con gli artisti, Franco Raggi e il curatore Ivan Quaroni

ARDUINO CANTAFORA, nato a Milano nel 1945. Vive e lavora a Losanna, Svizzera.
Architetto, professore di architettura alla Scuola Politecnica Federale di Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio è uno tra i pochi italiani a essere stati invitati come “Visiting Professor” alla Yale University.
La carriera di Cantafora ha pochi paragoni per l’eccellenza dei risultati conseguiti.
Un elenco solo parziale comprende mostre personali alla Triennale di Milano, nel 1973 con il grande pannello “Città analoga”, che divenne il manifesto di una nuova tendenza che recuperava gli elementi del razionalismo e dell’architettura europea del Novecento, e nuovamente nelle edizioni del 1980 e 1984. Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia, sia nella sezione Architettura che in quella di Arti Visive, nel 1982 all’Alcazar di Siviglia, nel 1984 alla Martin Gropius Bau di Berlino, nel 1990 a Palazzo Reale di Milano e nel 1994 al Centro Pompidou di Parigi.
L’attività di Cantafora comprende anche numerose scenografie per la Scala e per altri prestigiosi teatri, una serie di pubblicazioni sul tema dell’architettura e dell’insegnamento e alcuni scritti di pura narrativa pubblicati da Einaudi.
Nel 2003 ha vinto il premio di pittura Michetti.
Il riconoscimento internazionale della qualità del suo lavoro è anche ben testimoniato dalla recente acquisizione da parte del Museo Nazionale d’Arte Moderna (MNAM) del Centre Pompidou di Parigi di una sessantina di opere per la collezione permanente.

ALESSANDRO MENDINI, è nato nel 1931 a Milano, dove vive e lavora.
Laureatosi architetto, è stato fatto membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Gli è stato attribuito il Compasso d’oro per il design (1979 – 1981 – 2014), è “Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia, ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano e all’École Normale Supérieure de Cachan in Francia. E’ professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou Academy of fine Arts in Cina. Nel 2015 gli è stato conferito l’European Prize for Architecture 2014 a Chicago, la Laurea Honoris Causa dall’Accademia di Belle Arti di Wroclaw in Polonia e dall’Università KMU- Kookmin University di Seoul in Corea, ed è divenuto Mestre de Design al FAD di Barcellona in Spagna. E’ tra i fondatori di Domus Academy.
Ha diretto in successione le riviste “Casabella” (1970-1976), “Modo” (1977-1981) e “Domus”(1980- 1985; 2010- 2011).
Collabora con compagnie come Alessi, Bisazza, Hermés, Philips, Kartell, Swatch, Venini, Cartier, ed è consulente di varie industrie in Corea, come Ramun International, Cha Hospital, SPC Group, Samsung, Prouna. In Cina, nella provincia di Guangdong, è consulente per l’immagine di Elegant Living Corporation.
I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private nel mondo.
Nel 1989 ha aperto assieme al fratello, architetto Francesco Mendini, l’Atelier Mendini a Milano. L’Atelier ha progettato le Fabbriche e gli uffici Alessi e il Museo del Casalingo a Omegna; la nuova piscina olimpionica a Trieste; il restauro della Villa Comunale a Napoli; i nuovi uffici di Trend Group a Vicenza; il recupero di una zona industriale con edifici destinati a spazi commerciali e residenziali nel quartiere Bovisa a Milano; una torre ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania. in estremo oriente la nuova sede della Triennale di Milano a Incheon, gli edifici residenziali Posco a Seoul, la Torre Osservatorio nella città di Suncheon, il Terminal dell’alta velocità a Gwangju. L’Atelier Mendini ha ricevuto la Medaglia d’oro all’architettura italiana 2003 alla Triennale di Milano per il progetto delle stazioni Metropolitana di Napoli e il Villegiature Awards 2006 a Parigi per il Byblos Art Hotel di Verona, come “Best Hotel Architecture and Interior Design in Europe”.
ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
Via Solferino 44 – 20121 Milano
+39 02.29060171
www.colomboarte.com – info@colomboarte.com