Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioi di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

Primo Vercilli Premio Nazionale Galvanina alla Cultura

Primo Vercilli Premio Nazionale Galvanina alla Cultura

Il Premio va a un dietologo nutrigenetico,grande divulgatore sui temi dell’alimentazione

La consegna domenica 17 giugno a Pesaro  nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana

 In un’epoca di cibo parlato e mangiato in quantità, sempre più centrale è il ruolo di chi educa, insegnando a mangiare correttamente, nelle giuste proporzioni e con gusto. Una missione che si è dato Primo Vercilli, tra i principali divulgatori delle tematiche sull’alimentazione, inventore del Metodo della Nutrizione Immuno Geno Funzionale. Volto noto nei canali Rai e autore di innumerevoli pubblicazioni in materia, al Festival della Cucina Italiana (Pesaro 14-17 giugno) riceverà il Premio Galvanina sezione Cultura.

Tra i riconoscimenti di prestigio del panorama enogastronomico, il Premio Nazionale Galvanina alla Cultura nelle edizione passate è stato assegnato a personaggi dello spessore di Tonino Guerra (2011), Vittorio Sgarbi (2012), Pier Luigi Celli (2013), Gualtiero Marchesi (2014), Alessandro Regoli (2015), Corrado Piccinetti (2016), Antonio Attorre (2017).

A Vercilli il premio viene assegnato per la “grande e appassionata opera di divulgazione di un percorso alimentare educativo finalizzato al benessere della persona”.

Chi è Primo Vercilli

Laureato a Bologna nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, da quando ha iniziato la sua attività professionale, ha sempre cercato di dividere il suo tempo tra la pratica clinica e la divulgazione delle tematiche inerenti l’alimentazione. Ciò che da sempre è stato oggetto del suo interesse consiste nella ricerca dei meccanismi di proposizione alimentare che abbiano una valenza educativa e non meramente prescrittiva.

Il suo metodo aiuta a mettere in pratica un sistema alimentare che supera il concetto di pesare gli alimenti, ma cerca di modulare gusti e abitudini delle persone, proponendo combinazioni e rotazioni di tutti i cibi. Questo anche grazie all’aiuto del test del DNA, che effettua nelle sue visite e che permette di personalizzare ancora di più la propria alimentazione grazie alla Mappa Alimentare. Da subito la Nutrizione Immuno Geno Funzionale si è rivelata uno strumento ottimale per definire piani alimentari personalizzati sia per atleti, sia per persone alla ricerca dell’equilibrio e del benessere.

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioi di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

Ufficio Stampa La Madia / PrimaPagina
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Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

cernilli1-260x300 (1)Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

Il Premio va a uno dei pionieri del racconto del cibo e del vino

La consegna domenica 17 giugno a Pesaro nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana

Da aspirante filosofo a “teoretico” del vino. Percorso decisamente ante litteram per Daniele Cernilli, Premio Galvanina al Giornalismo, tributo che gli sarà consegnato al Festival della Cucina Italiana a Pesaro (14-17 giungo). Il suo percorso affonda le radici nell’anno di grazia del 1986, quando insieme a un altro visionario, Stefano Bonilli, decide di fondare il Gambero Rosso. È l’inizio di un tourbillon di iniziative sul mondo del cibo e del vino che ancora oggi lo vedono protagonista, tra guide, libri, riviste sino ad arrivare alla testata doctorWine.it di cui è direttore.

Il Premio al Giornalismo 2018 gli viene assegnato per “l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino”.

Il Premio Nazionale Galvanina è uno dei riconoscimenti più rilevanti nel panorama enogastronomico nazionale. Suddiviso in sei sezioni (Cultura, Cucina, Vino, Giornalismo, Imprenditoria, Cuore), negli anni passati è stato assegnato a personalità dello spessore, per citare alcuni nomi, di Tonino Guerra, Gualtiero Marchesi, Vittorio Sgarbi, Pierluigi Celli, Carlo Cracco e tanti altri.

Nella sezione al giornalismo a Luigi Cremona (2010), Bruno Gambacorta (2011), Anna Scafuri (2012), Gioacchino Bonsignore (2013), Fede e Tinto (2014), Andrea Scanzi (2015), Carlo Cambi (2016), Davide Paolini (2017).

Chi è Daniele Cernilli

È il direttore responsabile di DoctorWine nonché il direttore-curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia by DoctorWine. Laureato in Filosofia, ha insegnato storia e letteratura per poi trasformare il suo amore per cibo e vino nella sua professione. Giornalista professionista, collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche oltre ad aver pubblicato libri tecnici di divulgazione, di degustazione e analisi dei vini. È autore, tra gli altri, del libro Memorie di un degustatore di vino (Einaudi 2006), cronistoria dei suoi primi 25 anni di degustazioni con giudizi sui vini italiani e stranieri, e più recentemente di Vitigni del mondo (La Conchiglia 2012) in collaborazione con Dario Cappelloni, il catalogo di uve da vino più ampio mai realizzato finora in Italia. Nel 2014 hanno visto la luce due ulteriori pubblicazioni: il libro, uscito in libreria ad Aprile 2014, I racconti (e i consigli) di DoctorWine, edito da Einaudi, e la Guida essenziale ai vini d’Italia, edita da Mondadori, realizzata con la collaborazione dei degustatori di DoctorWine.

Nel suo passato, è stato cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, curatore della Guida dei Vini d’Italia per 24 edizioni, direttore del magazine Gambero Rosso, personaggio televisivo alla guida del Gambero Rosso Channel, docente ai corsi professionali alla Città del Gusto di Roma nonché ai corsi di degustazione e analisi sensoriale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Ha vinto diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica tra cui la targa d’Oro dell’Associazione Enotecnici nel 1999 ed è stato incluso nella classifica di Decanter tra le 50 persone più influenti nel mondo del vino (2007-2008-2009).

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioachino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

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Mangia come scrivi torna in Appennino.

1442c456-e2e2-49cb-89fc-9438de99be2c-300x200Mangia come scrivi torna in Appennino.

Con un invito che non si può rifiutare: Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!
Venerdì 22 giugno all’Agriturismo Il Cielo di Strela (Compiano) il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici e gli scrittori Antonio Tacete e Pietro Furlotti

STRELA DI COMPIANO (Parma) – Per il quarto anno consecutivo, Mangia come scrivi torna sull’Appennino parmense per una serata speciale: la festa d’inizio estate. Venerdì 22 giugno, alle 20.30 (con aperitivo in terrazza servito già alle 20), l’Agriturismo Il Cielo di Strela ospiterà la serata “Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!”, evento extra degli happening artistici e gastronomici diretti e presentati dal giornalista Gianluigi Negri, con la partecipazione di due musicisti e due scrittori: il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici, lo scrittore surrealista Antonio Tacete e il giallista Pietro Furlotti.

LA LOCATION E IL MENU IN TAVOLA
Dopo essere stato assessore alla Cultura a Parma, da sei stagioni a questa parte Mario Marini si dedica alle sue altre passioni: l’agricoltura (è anche presidente di Confagricoltura Parma) e la cucina. Nel 2012 ha fondato l’Azienda agricola biologica Ritorno al futuro e, due anni dopo, l’annesso Agriturismo Il Cielo di Strela (www.ilcielodistrela.it). La splendida struttura di Strela di Compiano accoglierà il pubblico con la sua straordinaria vista sul Monte Pelpi e con un menu firmato dallo chef Marini, che valorizza scelte biologiche: dai salumi di produzione propria alle fragranti verdure bio, per arrivare a una nuova “sfida” che lancia Mangia come scrivi (il tortello di pianura e il tortello di montagna) e all’immancabile e gustosissimo cinghiale con polenta (piatto che da queste parti si mangia tutto l’anno), chiudendo con il sorprendente e fresco gelato al gusto “Il Cielo di Strela”. Il tutto innaffiato da Bianco frizzante rifermentato in bottiglia, Lambrusco Maestri e Malvasia Dolce Amadei (cantina di Parma premiata a Vinitaly), sempre con la formula Mangia come scrivi (quattro portate dall’antipasto al dolce e tre vini in abbinamento). Info e prenotazioni al 348 2885159, con possibilità di pernottamento per chi arriva da lontano e per chi volesse fare le ore piccole sotto il cielo stellato di Strela.

IL MENU MUSICALE-LETTERARIO
Con l’immancabile allegria e coinvolgimento del pubblico, si parlerà tra una portata e l’altra del cd di Antonio Benassi (accompagnato dal suo produttore e bassista Andrea Clerici) “Putòst che stär in ca” (che ha superato nelle vendite l’ormai mitico “Parma parallela”), del nuovo lavoro di Antonio Tacete “Le gite allo stadio San Siro” e del giallo di Pietro Furlotti “Il caso di via Petrarca”, record di vendite in provincia di Parma.

LE DUE NUOVE STAGIONI A SETTEMBRE E LA QUINTA EDIZIONE DI MANGIACINEMA
Dopo questo “speciale” estivo, le due stagioni di Mangia come scrivi, riprenderanno a fine settembre. Quella lombarda sempre al Garibaldi di Cantù (Como), quella emiliana, a Parma, in un locale nuovo: la trattoria I Du Matt (via San Leonardo) di Mariano Chiarelli e Maura Gigatti. Negri, nel frattempo, è già al lavoro sulla quinta edizione di Mangiacinema – Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso, che si terrà a Salsomaggiore Terme dal 26 settembre al 3 ottobre.

Inaugurazione Hidron Disco -Summer La notte Dolceamara

biglietto-prima-serata4Inaugurazione Hidron Disco -Summer La notte Dolceamara Mercoledì 20 Giugno  presso HIDRON Disco Summer Campi Bisenzio Via Gramignano Firenze .

Serata rivolta ad un pubblico over 30 Consigliata la prenotazione :

Cena seduta con servizio al tavolo sotto le mille luci colorate in atmosfera di festa in piazza. Music Live La CasaCantoniera con grandi successi con David & Anna Butteri .

La serata proseguirà con i migliori, due piste da ballo con Leonardo Sardi e Dj Set”C’era Una Volta disco 80’90” Dalle 21.15 Dinner show su prenotazione euro 20

Dalle 22.00 : Ingresso solo ballo

Felici della nostra iniziativa Vi aspettiamo. – info e prenotazioni ai seguenti contatti :

dolceaamara@gmail.com Tel 339 1197715 055 890946

A cena…con i gatti (speciali)

A cena…con i gatti (speciali)

il 21 giugno c’è una cena speciale: la Cena 44 Gatti dello Zecchino d’Oro.

Ecco due motivi per cui non puoi mancare:

Ci saranno tutti i bimbi Piccolo Coro dell’Antoniano che canteranno per te 44 Gatti. Proprio quest’anno la canzone compie 50 anni dalla vittoria dello Zecchino d’Oro. Lo sapevi?
La tua partecipazione vale un aiuto per una famiglia in difficoltà. Infatti, il costo della cena sosterrà il progetto famiglie di Antoniano onlus.

La cena 44 Gatti si terrà al ristorante Ca’ la Ghironda alle ore 19.30. Clicca sul bottone qui  QUA  per prenotare.

Affrettati, c’è tempo fino al 15 giugno.

Non preoccuparti… non ti chiederemo di stare in fila per sei…

 

Un viaggio intorno al mondo della Tuscia

IMG_9584Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo si presentano con le loro eccellenze

Si è da poco conclusa la prima fase della X edizione di “VisiTuscia” che ha visto protagonisti i comuni di Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo, vincitori del bando della Regione Lazio sulle “Reti d’Impresa su Strada” per i progetti: Discover Canino, Visit Marta, Naturalmente Capodimonte e Enjoy Viterbo.
Viterbo (2)La manifestazione è stata promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo, presieduta da Vincenzo Peparello, in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio.
Appuntamento a fine ottobre per la seconda fase durante la quale un gran numero di Buyer nazionali ed esteri incontreranno gli operatori delle aziende turistiche (Hotel, Agriturismi, Terme, Agenzie di Viaggio, Ristoranti) e dell’agroalimentare per le contrattazioni sui nuovi pacchetti turistici.
IMG_9905La Tuscia Viterbese, una terra incantevole, dove le bellezze di un ambiente naturale ancora incontaminato, si fondono con il ricco patrimonio storico, artistico, archeologico e religioso. Boschi secolari, sorgenti termali e laghi vulcanici, fanno da cornice a necropoli etrusche, palazzi nobiliari, musei, antiche chiese e castelli medievali. Situata lungo l’antica “Via Francigena”, Viterbo, la città dei Papi, rappresenta oggi una felice sintesi tra le stupende ricchezze storiche ed il fermento di una cittadina a misura d’uomo.
CaninoLa città di Canino è situata nell’Alto Lazio in una zona rinomata per la produzione di olio di alta qualità. Da qui si snoda un itinerario enogastronomico, la “Strada dell’Olio”, realizzato per l’accoglienza turistica in una zona storicamente vocata all’olivicoltura di qualità, ma anche di grande interesse culturale, storico ed archeologico. L’olio di questa terra è classificato fra i migliori prodotti italiani. Il riconoscimento della DOP risale al 2006. A Canino è possibile visitare il Museo ospitato nel castello dell’Abbadia di Vulci e la vicina Tomba scoperta da Francois, senza dubbio una delle più importanti testimonianze che ci sono state tramandate dagli Etruschi, in quanto è l’unica pagina di storia etrusca narrata da loro stessi mediante gli splendidi affreschi che in origine si trovavano sulle pareti dell’ipogeo.
IMG_9996Su di un pittoresco promontorio a 334 metri s.l.m., sulla riva sud del lago di Bolsena, si erge Capodimonte, un incantevole centro turistico dominato dalla cinquecentesca e imponente “Rocca” Farnese a pianta ottagonale.
Fa parte del comune anche la meravigliosa isola Bisentina, ora di proprietà privata, con le sue sette chiese che furono edificate dai Frati Minori sul perimetro dell’isola, a imitazione delle sette chiese di Roma. Ciascuna chiesetta sorge rivolta ad uno dei sette paesi rivieraschi del lago, uno dei più puliti d’Europa e totalmente balneabile. Il turismo, che per Marta l'isola Bisentina (2)Capodimonte rappresenta il settore trainante dell’economia, è in costante sviluppo, favorito dall’amenità ambientale e dalle numerose attrattive storiche, come il Museo della Navigazione che custodisce la “Piroga dell’Isola Bisentina” di origine preistorica, la prima imbarcazione monossile (cioè scavata in un tronco d’albero) scoperta nel lago di Bolsena. Un’analoga piroga è ancora nei fondali del lago in attesa di recupero.
Dietro il promontorio di Capodimonte sorge la cittadina di Marta con il suo pittoresco Borgo dei Pescatori. A pochi chilometri si erge la Cannara, nata per la pesca delle anguille, è un’abitazione antica, risalente all’epoca dei romani. Qui scorre il fiume Marta che dirigendosi dal lago di Bolsena verso il mare, passa per la Cannara, che si presenta come una casa-ponte dove un sistema di griglie, anticamente realizzate con le canne (da cui Cannaia o Cannara), veniva usato per catturare le anguille. Oggi è possibile soggiornarvi grazie all’Hotel di Charme con il suo stupendo giardino botanico che si estende per circa 1 ha realizzato da Mirella, moglie del proprietario.
Il monumento simbolo di Marta è la Torre dell’Orologio dove da poco si è concluso l’evento “Marta tra le Stelle”, che ha consentito l’osservazione della volta celeste tramite IMG_0228gli strumenti dei soci del Gruppo Astrofili Galileo Galilei in collaborazione con la Rete di Impresa Visit Marta.
Dalle stelle di Marta a quelle sopra Viterbo che è possibile ammirare durante un bagno notturno nei famosi centri termali con annesso hotel. L’epicentro delle sorgenti e dei fanghi naturali si trova nella fonte del Bullicame, descritta da Dante nel Canto XIV dell’Inferno. Viterbo è definita da secoli la città dei Papi, in ricordo del periodo in cui la sede papale fu spostata in questa città che ancora porta i segni di quel fasto. Dopo il tuffo nelle acque ritempranti, è possibile tuffarsi in 2000 anni di storia, tra cunicoli e viuzze che si snodano buie nelle viscere della città di Viterbo. La porta d’ingresso alla città sotterranea si apre a Piazza della Morte, nel quartiere medievale di San Pellegrino, luogo abitato già nel periodo etrusco. Anche se al momento è possibile percorrere solo poche centinaia di metri, i lavori continuano senza interruzione, al fine di arricchire questo tesoro di Viterbo, invisibile ma pieno di fascino.
Il principale monumento di Viterbo è il Palazzo dei Papi, sul Colle del Duomo, con la sua Sala del Conclave, dove si svolse il primo conclave della storia, nonché la più lunga elezione di un Papa, per un totale di 1006 giorni, tra il 1268 e il 1271.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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80122 NAPOLI
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A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Tenuta-Villa-Rovere-2-300x199A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Ai tre classici internazionali si accosta da quest’anno un sangiovese in purezza che arricchisce un progetto enologico nato nel 2004 nella tenuta di famiglia dell’imprenditore Alessandro Annibali, noto per aver creato la filiera delle ‘Noci di Romagna’

Un progetto contemporaneo che nasce dal rispetto e dall’ascolto della terra e delle uve. A quindici anni dalla nascita del vigneto sulle terre di Villa Rovere, è già tempo di maturità. Tre vini prodotti fin dagli esordi, Tito, Pirro e Nanì. Rispettivamente un Merlot in purezza, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, un Sauvignon Blanc. E una new entry, Iliano, un sangiovese 100% che integra e ‘contamina’ la scelta ‘internazionale’ fatta a suo tempo. Una scelta maturata con il desiderio di distinguersi dal panorama enologico territoriale, che ha saputo però creare vini contemporanei con un grado alcolico non sostenuto, una beva sciolta, facile, che intriga al sorso successivo.

A guidare la Tenuta l’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione. Il progetto Villa Rovere vede la luce nel 2004 attraverso il recupero di una tenuta di famiglia adagiata fra Forlì e Terra del Sole su cui sono impiantati 6 ettari di vigna per una produzione di 20.00 bottiglie esclusivamente distribuite nei canali super Ho.re.ca.

A sovrintendere all’impresa il responsabile commerciale della Tenuta, Andrea Arlotti e l’enologo Tommaso Bindi, che ha raccolto l’eredità di lavoro della collega Marisa Fontana oggi impegnata a curare la parte agronomica dell’azienda. Mentre l’enologo Francesco Bordini, attraverso un accordo di collaborazione con la Tenuta Pandolfa, ha firmato Iliano, l’ultimo nato, mutuando le uve sangiovese dal territorio di Predappio.

Il progetto complessivo di Tenuta Villa Rovere racconta qualità, unicità e rispetto. A partire dai suoli, quelli dove crescono le vigne, che rappresentano una eccezione per la zona. Sono infatti di tessitura sabbio-limosa e abbracciano un laghetto, mentre tutta la vigna è delimitata da due corsi d’acqua: il Montone ed il Canale dei mulini. Suoli poveri, per certi versi difficili, dove la vite deve crescere con la schiena dritta, senza fronzoli e l’acqua ha un ruolo predominante. Per continuare, come sottolinea l’enologo Tommaso Bindi, con l’attenzione e il rispetto delle uve, che significa selezione e raccolta dei soli grappoli integri per ridurre al minimo le ossidazioni; con la scelta dei tempi di raccolta, intervenendo cioè quando il grado alcolico dell’uva non è ancora esasperato, portando così in dote ai vini acidità e freschezza che sono sinonimo di contemporaneità.

Specchio di queste scelte sono le caratteristiche dei vini della tenuta: il Nanì sauvignon blanc in purezza che all’olfatto ha un varietale per nulla invadente, dai profumi quasi sussurrati e che si esprime deciso, diretto, teso.

E poi Pirro e Tito le due facce della stessa medaglia, merlot in purezza il primo, uvaggio a base di cabernet sauvignon il secondo, ambedue affinati in parte in botti di rovere.

Tutti e tre i vini sono tenuti assieme da un filo conduttore preciso: l’essenzialità e la contemporaneità. Sono vini che sanno osare e sperimentare, che si prestano a una beva sciolta, abbassando anche le temperature di servizio per essere proposti in ogni stagione anche su piatti variegati e non convenzionali.

Ufficio Stampa PrimaPagina

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Dallo champagne a Reggio Emilia, il viaggio dell’aceto balsamico di Modena IGP prosegue con una degustazione sille frecce di Treitalia

b10a1ccc-d31e-44d8-bbb1-5b8ee6dba503Dallo champagne a Reggio Emilia, il viaggio dell’aceto balsamico di Modena IGP prosegue con una degustazione sille frecce di Treitalia

Nelle scorse settimane il Consorzio di Tutela ha incontrato il Comité Champagne per discutere di tutela delle denominazioni e ha partecipato all’assemblea annuale di AICIG con un intervento sul sistema europeo delle DOP e IGP

Aceto Balsamico di Modena IGP ancora in primo piano: dopo l’impegnativo lavoro delle scorse settimane per partecipare ad incontri in territorio nazionale e all’estero sulla tutela della denominazione, il Consorzio torna in pista con una nuova azione promozionale volta a portare a conoscenza un vasto pubblico delle peculiarità di questa produzione di eccellenza del Made in Italy enogastronomico. Lo fa portandolo in degustazione dal 4 all’8 giugno, unitamente al Parmigiano Reggiano DOP, nella carrozza ristorante delle Frecce di Trenitalia. La degustazione avverrà sui treni interessati dalla tratta Roma – Milano e viceversa, ovvero AV9520 Roma – Milano in partenza dalla capitale alle 10.20 con arrivo a Milano alle 13.40 e AV9537 delle ore 14.20 da Milano con arrivo a Roma alle 17.40, con il supporto di personale altamente qualificato che accompagnerà ogni evento con il racconto di come nascono questi prodotti di eccellenza del Made in Italy, come percepire e riconoscere le caratteristiche organolettiche e quali abbinamenti sono in grado di esaltarle al massimo. In tale occasione saranno distribuite anche brochure informative contenenti una scheda tecnica di ciascun prodotto e sarà effettuata un’indagine sul consumatore.

Intanto nelle scorse settimane è iniziata la campagna europea del Consorzio dell’ABM per l’approfondimento del tema della tutela delle indicazioni geografiche in Europa e nel mondo, la cui prima tappa è stata in Francia con il sistema dell’AOC Champagne, una delle denominazioni più conosciute e imitate in tutto il globo. Il Consorzio ha incontrato in tale sede alcuni rappresentati del sistema produttivo e il CIVC, il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne, per meglio comprendere le scelte e le strategie commerciali delle singole aziende e la politica di gestione collettiva del comparto, in particolare le strategie di tutela e di comunicazione della denominazione. Soprattutto quest’ultimo incontro, è stato finalizzato a condividere informazioni, riflessioni e problematiche, e a pensare insieme un sistema sempre più efficace di tutela e di difesa dei prodotti DOP e IGP, oltre che gettare le basi per creare una rete più strettamente connessa dei soggetti che operano in questo campo. Dal confronto sono infatti emerse sensibilità, esigenze e strategie comuni. Tra le altre cose, colpisce lo sforzo condiviso di promuovere una giurisprudenza comunitaria sempre più dettagliata e precisa sul tema dell’evocazione delle denominazioni e la volontà, anche a questo livello, di fare rete per aumentare l’efficacia delle singole azioni.

“Il Comité Champagne – ha affermato il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli – è per noi un riferimento e siamo venuti qui ad Epernay per imparare, per ispirarci alla loro esperienza e per farci aiutare a percorrere la stessa strada sia dal punto di vista della valorizzazione del prodotto che per la tutela della denominazione e le nostre aspettative sono state pienamente corrisposte”. “Incontro importantissimo – ha evidenziato il Direttore Federico Desimoni– che ci mostra la strada maestra da seguire. In particolare, colpisce la visione del Comité, le strategie adottate e la perseveranza con cui in questi ultimi decenni hanno condotto azioni di tutela della loro denominazione”.

Ma i due Consorzi non hanno parlato solo di tutela e difesa di prodotti e denominazioni; la condivisione si è allargata alle strategie di comunicazione ed anche su questo tema si è riscontrata una comunanza di visione. Entrambi i Consorzi, infatti, ritengono che la priorità attuale sia quella dell’educazione, della formazione e dell’informazione diretta sia al mondo della comunicazione, ed in primis agli opinion makers, che a quello delle giovani generazioni (studenti, giovani chef, ecc.). Non da ultimo, è stata poi evidenziata l’importanza di utilizzare strumenti di comunicazione per tutelarsi nei confronti dei prodotti “fake”.

“Sul tema della comunicazione – riprende il Direttore del Consorzio –  è ispirante l’esperienza che lo Champagne sta facendo negli Stati Uniti focalizzata sull’idea di comunicare direttamente al consumatore l’esistenza sul mercato di un prodotto autentico e di altri prodotti che sono semplici imitazioni. Partendo dal concetto che anche se una pratica commerciale è considerata legale, questo non vuol dire che la stessa sia corretta e leale -ribadisce Desimoni, – e questo confronto con il Comité è solo l’inizio di una relazione che speriamo possa approfondirsi sempre più e a diversi livelli nei prossimi mesi e anni”.

Terminata l’esperienza in terra di Champagne, il Consorzio è tornato al lavoro all’interno dei confini nazionali partecipando al seminario organizzato da AICIG venerdì 24 maggio a Reggio Emilia, in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione. Il tema della mattinata di lavori è stato “L’evoluzione dell’attività di vigilanza nel corso degli ultimi 20 anni: esperienze e proposte di evoluzione normativa”, a cui il Consorzio ha contribuito attivamente portando una specifica relazione sulle azioni di tutela in corso in Germania e presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea  per la tutela del termine “balsamico”. Si è parlato di tutela delle denominazioni e gestione delle criticità del sistema europeo dei prodotti DOP e IGP: “Ho cercato di trasmettere a tutti i colleghi dei Consorzi di Tutela la fiducia nel nostro sistema e la necessità di perseverare – ha concluso il Direttore Desimoni – come sistema ed ognuno per la sua parte, nelle azioni di tutela sia in Italia che all’estero, per rafforzare sempre e ulteriormente quanto già più volte riconosciuto dalla Corte di Giustizia dell’Unione, in tema di evocazione dei prodotti DOP e IGP”,.

Un periodo impegnativo e significativo dunque per il Consorzio, pronto a inaugurare il lavoro preparatorio del contenzioso che prenderà avvio nei prossimi mesi presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea a seguito della decisione della Suprema Corte Federale tedesca, e che nei prossimi mesi si estenderà ad altri Stati membri e alla Commissione Europea.

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“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Cioria-300x245“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Afro Lombardi, Francesco Cioria, Verdiana Gordini, Sandro Piovani

Lunedì 4 giugno al Teatro Verdi a Cesena

Se è vero che la cucina non è fatta solo di cuochi ma è costellata di tante altre figure di eguale importanza (Marchesi docet), ecco un premio che allarga gli orizzonti. È “Dire Fare Sognare”, riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino dell’Emilia Romagna, promosso da Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

Sette le edizioni di questo riconoscimento, ante litteram a tutti gli effetti, che assegna quattro premi speciali ad altrettanti personaggi dell’universo enogastronomico. Quest’anno a un direttore di sala, Afro Lombardi le Querce Forlì; un sommelier in una delle cantine più prestigiose d’Italia, Francesco Cioria al San Domenico Imola; una custode della tradizione artusiana, Verdiana Gordini Associazione delle Mariette; una penna da anni “intinta nelle padelle”, Sandro Piovani la Gazzetta di Parma. La giornata di premiazione avverrà a Cesena, al Teatro Verdi, lunedì 4 giungo, ore 11:00.

A scegliere i nomi dei premiati, sono tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini, Elsa Mazzolini e Alessandra Meldolesi.

Nomi dunque, quelli dei vincitori che escono dagli schemi classici. Come nel caso di Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì. E cosa dire di Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo. Affonda nella storia della gastronomia italiana l’operato di Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana. Infine, Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense, in una rubrica di lungo corso sul quotidiano La Gazzetta di Parma (In gusto).

Ma “Dire Fare Sognare” non si limita solo ai quattro premi Speciali. Nel corso della giornata a Cesena assegna il riconoscimento a un operatore per ogni provincia emiliano romagnola, da Piacenza a Rimini, scelto tra ristoratori, baristi ed enotecari.

Partesa è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.
Con 29 anni d’esperienza e 45.000 clienti, Partesa ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un attento portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica. Un’azienda in movimento che cresce con le esigenze del mercato, in grado di offrire un’innovativa politica commerciale con un’immagine distintiva e unica. La struttura, che impiega circa 1.000 persone, conta 46 depositi e un’ampia flotta di veicoli; fornisce un valido supporto tecnico e commerciale nello sviluppo di attività di marketing, acquisti, logistica, risorse umane, formazione e amministrazione. Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

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150 anni in Conegliano: Gratitudine e riconoscenza della famiglia Carpenè alla città

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La Città di Conegliano – Domenica 27 Maggio – ha  inaugurato la “Cantina 1868” della Carpenè Malvolti in occasione del 150° Anniversario

Un corteo storico – guidato dal Governatore Luca Zaia e partecipato dalle Istituzioni cittadine e dalla Dama Castellana – hanno introdotto il taglio del nastro  nella restaurata sede storica della Cantina 1868

L’omaggio della Città di Conegliano alla storica Cantina Carpenè Malvolti, nel 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa.

Le Istituzioni Ecclesiastiche e Cittadine, gli Studenti e la Cittadinanza intera, Tutti insieme per rendere omaggio alla figura di Antonio Carpenè ed all’Impresa Carpenè Malvolti che già da trenta lustri si pregia di contribuire allo sviluppo socio-economico e culturale del Territorio.

L’occasione è stata rappresentata dall’evento “Storie di Vite da 150 anni in Conegliano”, ovvero la testimonianza storica dello stretto legame che unisce la Città, la Scuola Enologica e la Famiglia Carpenè, che proprio recentemente ha scelto di restaurare il sito storico – mantenendo il cuore della produzione nel centro di Conegliano – per sottolineare e consolidare ulteriormente il rapporto simbiotico con il Territorio di origine.

Il taglio del nastro è avvenuto Domenica 27 Maggio, al termine del corteo che ha preso avvio davanti al busto di Antonio Carpenè nel cortile della Scuola Enologica e si è concluso al cospetto della Cantina 1868 della Carpenè Malvolti. A guidare la sfilata, il Governatore del Veneto Luca Zaia, già Allievo della medesima Scuola Enologica, seguito dalle Autorità cittadine, Ecclesiastiche, Civili, Militari nonchè accompagnato dalla Dama Castellana e dagli Sbandieratori

“Il Territorio deve molto a questa Impresa. Carpenè Malvolti è stata la prima nella storia in assoluto a presentare sul mercato il Prosecco Spumante – ha stigmatizzato il Governatore Luca Zaia – e se oggi esiste tale fenomeno da 540 milioni di bottiglie, lo dobbiamo a questa realtà che ci ha creduto. Il Fondatore Antonio a suo tempo, ha dato vita non solo all’Impresa ma anche alla Scuola Enologica, testimonianza storica del suo impegno sulla ricerca, sullo sviluppo della viticoltura e dell’enologia. Impegno di cui oggi ne vediamo i risultati, con un vino leader in tutti i mercati internazionali ed anche un fenomeno turistico che ogni anno espande sempre di più le proprie potenzialità”.

Il Governatore e la Famiglia Carpenè hanno poi proceduto al taglio del nastro, a cui è seguito un simbolico scambio di doni tra la Regione del Veneto, il Comune di Conegliano e la medesima Cantina, che ha ricambiato consegnando al Sindaco ed idealmente alla Città di Conegliano, la bottiglia celebrativa “Magnum 150°” riportante la dedica personale di Etile Carpenè quale Presidente della Carpenè Malvolti nonché testimone storico della Famiglia Carpenè.

“La scelta della Famiglia Carpenè – ha ribadito il Sindaco di Conegliano Fabio Chies – di investire in modo importante nel centro cittadino, anziché delocalizzare la produzione in altra zona che ne avrebbe reso più semplice il processo, è un gesto di grande attaccamento alle sue origini. Che rafforza il già stretto connubio tra Conegliano e l’Impresa. Il passato e il presente della nostra città si incrocia fortemente con la Carpenè Malvolti e possiamo continuare insieme a costruire un solido futuro. Per farlo è necessario relazionarsi con le nostre radici e analizzare il percorso compiuto sin qui”.

Tale evento è stato altresì il naturale contesto per  l’inaugurazione della restaurata sede storica di Via Carpenè 1, della Cantina 1868 e del percorso storico, attraverso cui la città intera ha potuto approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.

“Un sogno – sottolinea Etile Carpenè – che avevo in testa da tempo e che oggi grazie a tutta la mia Famiglia, in coincidenza con il nostro anniversario imprenditoriale siamo riusciti a realizzare. La giornata di festa che abbiamo condiviso con la città di Conegliano ha rappresentato il contesto più coerente per rendere merito ai miei predecessori che hanno creduto nella potenzialità della viticoltura e dell’enologia della Regione e dalla nostra Provincia. Ed altresì per esprimere gratitudine a Tutti coloro che con dedizione, professionalità e collaborazione, ci hanno permesso di essere qui oggi a raccontare e celebrare il nostro passato e su cui siamo certi di poter contare per costruire il futuro delle nuove Generazioni”.

In seguito alla cerimonia inaugurale, la Cantina 1868 è rimasta aperta al pubblico per l’intera giornata ed ha anche ospitato gli Studenti della Fondazione ITS di Conegliano, a cui il dirigene Scolastico Damiana Tervilli e Rosanna Carpenè – quale Presidente della Fondazione medesima – hanno consegnato i Diplomi di merito.

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Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

La Cantina Carpenè Malvolti celebra l’Anniversario con i Cittadini Coneglianesi ed apre al pubblico la restaurata sede storica

Sarà una grande festa, quella che si terrà a Conegliano domenica 27 Maggio, quando la Città intera parteciperà alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”. Una cerimonia di ringraziamento della Città al suo illustre concittadino Antonio Carpenè, Fondatore della Casa Spumantistica, ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo che  continua a rivestire, già da trenta lustri, nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio. L’occasione è rappresentata dall’apertura, nella restaurata sede storica di  Via Carpenè 1, della Cantina 1868 attraverso cui Cittadini potranno approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.
La giornata, che rientra tra gli eventi istituzionali per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa, sarà dedicata a “ Storie di Vite da 150 anni in Conegliano” e coinvolgerà nelle attività in programma le Istituzioni, i Cittadini nonchè gli Studenti delle Scuole di Conegliano. Tutti insieme sfileranno in un corteo in partenza alle 10.45 dalla Scuola Enologica alla volta della Carpenè Malvolti, dove sarà accolto dalla Filarmonica Coneglianese, da uno spettacolo degli Sbandierator e dalla  Dama Castellana.
L’arrivo del corteo alla Cantina  1868 della Carpenè Malvolti è previsto per le 12 e, dopo il taglio del nastro alla presenza del Governatore del Veneto Luca Zaia e delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, sarà possibile partecipare alla visita.

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Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

open food (17)Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

La delegazione dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani Fivi organizza, il 26 e 27 maggio dalle 10.00 alle 19.00, il Mercato dei Vini dei Vignaioli nello splendido spazio dell’ex Pagnossin, area di archeologia industriale a Treviso. I produttori presenti al banco di assaggio saranno a disposizione di chiunque abbia interesse ad ascoltare le loro storie e degustare i vini cogliendo tutta la passione e l’emozione che un viticoltore sa trasmettere.

All’evento, oltre ai vignaioli trevigiani, saranno presenti anche altre piccole aziende provenienti dall’intero stivale. “Il Mercato dei Vini dei Vignaioli è un momento di incontro e condivisione anche per i produttori stessi che in questo modo possono condividere i loro dubbi, le incertezze ma anche le grandi soddisfazioni che derivano da un lavoro come quello del vignaiolo”, spiegano. “Un sogno a mente aperta che coinvolge ed emoziona”. Per accedere all’Area Fivi è previsto l’acquisto di un bicchiere con tasca al costo di cinque euro.

L’evento nel quale è inserito il mercato della Fivi è “Food Market, le emozioni del gusto”, un viaggio culinario di sapori unici e genuini durante il quale il pubblico potrà gustare e acquistare prodotti esclusivi. All’interno, previsto un ricco programma di laboratori didattici per adulti e bambini, tavole rotonde e degustazioni guidate con i maggiori esperti del settore. Protagonisti, oltre ai vignaioli, una cinquantina di espositori legati alle eccellenze del cibo che forniranno ai food truck presenti i loro prodotti, accompagnati dalle produzioni di alcuni birrifici artigianali. Per dettagli e ulteriori informazioni: www.opendreamfoodmarket.it.

Di seguito la lista delle aziende che saranno presenti all’evento:

Fratelli Collavo Valdobbiadene TV

Bele Casel Caerano San Marco Asolo TV

Case Paolin Volpago del Montello TV

Ceotto Vini Colfosco TV

De Bacco Pietro Seren del Grappa BL

Soc. Agr. Al Ponte Montebelluna TV

Terre Boscaratto Susegana TV

Bresolin Bio Maser TV

Caneva da Nani Guia TV

Col del Lupo Vidor TV

Col del Sas Colbertaldo di Vidor TV

Col Miotin Pieve di Soligo TV

Az. Crodi Miane TV

Bellese Vini Roncadelle TV

Ca’ del Faggio Valdobbiadene TV

Follador Francesco Valdobbiadene TV

Malibran Susegana TV

Martignago Sant’Andrea Maser TV

Mattiazzo Leo Valdobbiadene TV

Miotto Valter Vidor TV

Rosanatale Vidor TV

Siro Merotto Farra di Soligo TV

Tanoré Valdobbiadene TV

Valdellovo Susegana TV

Vettori San Pietro di Feletto TV

Cantina Pozzobon Volpago Montello TV

Vitivinicola Manera Castelfranco Veneto TV

Cesconi Trentino – Pressano TN

Le Fraghe Bardolino VR

Corte Fusia Franciacorta – Coccaglio – BS

La Dama Valpolicella – San Vito di Negrar VR

Ferlat Silvano Friuli – Cormons GO

Matrone Boscotrecase sul Vesuvio – NA

Emilio Vada Piemonte – Coazzolo AT

La Salceta di Ettore Ciancico Toscana – Loro Ciufenna AT

Podere Il Saliceto Emilia – Campogalliano MOD

Ferretti Emilia – Campegine RE

Davide Vignato Gambellara VI

Cantina 29 – Pradipozzo di Portogruaro VE

Calalta – Mussolente TV

Ufficio Stampa Velvet Media / press@velvetmedia.it

CHI E’ LA FIVI? La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’associazione nata nel 2008 per rappresentare il vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La Fivi è un’associazione nazionale che raduna piccole realtà che allevano la vite e producono vino direttamente e che difende gli interessi dei propri aderenti in ambito morale, tecnico, sociale economico e amministrativo. Oltre a ciò si impegna a promuovere e tutelare la cultura del territorio. Attualmente sono più di 1.100 i produttori associati per un totale di oltre 11.000 ettari di vigneto. Quasi 80 milioni le bottiglie commercializzate per un fatturato da 0,7 miliardi di euro e un export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono per il 51% in regime biologico o biodinamico e per il 49% con la lotta integrata.

La città in festa per Carpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

La città in festa per Carpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

Una cerimonia solenne coinvolgerà le Istituzioni, le Scuole ed i Cittadini del Territorio

Una Città in festa per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa della Carpenè Malvolti. Il 27 Maggio sarà infatti la giornata in cui a Conegliano le Istituzioni, le Scuole e la Cittadinanza intera parteciperanno alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”, nella sede storica di Via Carpenè 1.
Il programma della giornata – attraverso cui la Città di Conegliano intende tributare un ringraziamento al suo illustre concittadino Antonio Carpenè ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo di rilevanza storica, che il Fondatore e la medesima Cantina rivestono ormai da trenta lustri nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio – è stato illustrato ieri mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Sala del Consiglio del Comune di Conegliano, alla presenza del Sindaco Fabio Chies e della Famiglia Carpenè, rappresentata in siffatta occasione da Etile Carpenè, attuale Presidente e testimone storico della Famiglia.
“Oggi festeggiamo il 150^ anniversario dalla fondazione dell’attività della Carpenè Malvolti – ha affermato il Sindaco Fabio Chies – una realtà imprenditoriale di prim’ordine, divenuta celebre in tutto il mondo grazie all’eccellenza dei suoi prodotti. Insieme alla celebrazione di questo importante traguardo, si inaugura anche la restaurata “Cantina 1868”, storica sede, nel cuore della città, in cui è nata la Carpenè Malvolti. Il Comune di Conegliano con orgoglio parteciperà alla cerimonia in segno di ringraziamento nei confronti della Famiglia Carpenè, che allora con Antonio e oggi con Etile ha dato lustro al territorio, dando un notevole impulso al settore viti-vinicolo, portando il nome di Conegliano nel mondo come illustre ambasciatore della nostra città”.

Le celebrazioni prevedono la sfilata di un corteo che prenderà avvio dalla Scuola Enologica e che coinvolgerà le Istituzioni, i Cittadini, gli Studenti di Conegliano nonché i figuranti della Dama Castellana, che sfileranno alla volta di Piazza Cima, dove è fissato un cerimoniale con scambio di doni tra il Comune e la Famiglia Carpenè, per poi proseguire sino alla sede della Carpenè Malvolti.
“Con la restaurazione della Cantina 1868 nella nostra sede storica di Conegliano – ha affermato il Presidente Etile Carpenè – abbiamo inteso consolidare ulteriormente il profondo legame che unisce il Territorio Coneglianese e la nostra l’Impresa. Si è trattato di un intervento tanto rilevante quanto necessario per poter mantenere le nostre radici in questa Città e poter contestualmente apportare quelle innovazioni strutturali, che ci permetteranno di poter creare ancora sviluppo imprenditoriale nel medio-lungo termine e di poter quindi traguardare ulteriori tappe storiche. Da Conegliano è partita l’avventura del Prosecco Superiore e da qui intendiamo continuare a tramandare i nostri valori fondanti anche per le incipienti Generazioni, come ha fatto il mio bisnonno Antonio, a cui si devono le basi di una incessante opera di divulgazione valoriale della Viticoltura e della Enologia nonché in particolare del Prosecco, quale fondamentale motore culturale ed economico del Veneto e del Paese intero”.
Al termine della cerimonia in Piazza Cima, che sarà accompagnata dalla Filarmonica Coneglianese e da uno spettacolo degli Sbandieratori della Dama Castellana, il corteo si avvierà verso la Cantina 1868 della Carpenè Malvolti dove, con il taglio del nastro, alla presenza delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, si inaugurerà ufficialmente la restaurata “Cantina 1868”.

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Cantine Aperte sta per arrivare

TENUTE_BANNER_SITO_NEWS_CANTINE-APERTE_870x350+PARTNER-870x350Cantine Aperte sta per arrivare! L’evento più atteso della primavera dedicato al mondo delle Cantine e del vino è in arrivo domenica 27 maggio. A partire dalle ore 10:00 vi aspettiamo per una giornata dedicata a tutta la famiglia.

PROGRAMMA

INGRESSO GRATUITO
ACQUISTO CALICE € 5,00 (il ricavato sarà devoluto al Cro di Aviano)

Degustazione gratuita di tutti i nostri vini, guidata da due esperte sommelier A.I.S. e F.I.S.A.R.
Buon cibo grazie ai nostri partner Green Bar di Portobuffolè, Caseificio dalle Celant di Polcenigo, Il Gelatone di Sacile, La Dispensa di Alessio Brusadin
Attività per i più piccoli in collaborazione con Baby Ranch di San Stino di Livenza
Possibilità di fare pic-nic nel parco (con noleggio di coperta e cestino)
Risottata per tutti
Visita guidata alla Cantina
Visita ai vigneti in Ape Car

Non serve prenotazione, vi aspettiamo!

Omaggio a Marchesini

marchesi.jpgOmaggio a Marchesini

Cinque grandi cuochi a Rimini (22 maggio) eccezionalmente insieme

per ricordare il grande Maestro della cucina italiana

Il Padre della cucina italiana. Cinque suoi allievi oggi famosi. Lui è il grande Gualtiero Marchesi, scomparso nel dicembre scorso. Loro sono cinque firme della cucina italiana, ognuno con in dote qualcosa del Maestro: Gino Angelini, Vincenzo Cammerucci, Marcello Fabbri, Luigi Sartini, Silver Succi, tutti accomunati da un “debito culturale” nei confronti del Maestro, che hanno deciso di ricambiare con uno speciale “Omaggio a Marchesi” in programma martedì 22 maggio (ore 20.30) al ristorante Quartopiano di Rimini. Una serata speciale con la presenza di Enrico Dandolo, segretario generale della Fondazione Gualtiero Marchesi, al cui sostegno sarà devoluta una parte dell’incasso della serata.

I cinque ex allievi saranno alle prese con una specifica creazione ispirata alla filosofia del Maestro, realizzata “live” in una postazione propria. Protagonista assoluto e piatto principale della cena, il celebre Riso, oro e zafferano, il piatto icona conosciuto e riconoscibile in tutto il mondo. La ricetta sarà realizzato dalla Fondazione (solo gli allievi che hanno lavorato in cucina con Marchesi la possono riproporre ed è oggetto di studio per la definizione del diritto d’autore del piatto) utilizzando le materie prime e le dosi codificate: nulla è lasciato al caso anche nella presentazione, infatti Marchesi considerava il contenitore – in questo caso il piatto con la banda nera e il filo d’oro – parte integrante dell’opera e per il Riso, oro e zafferano ha disegnato il cucchiaio dorato, che anche il 22 maggio lo accompagnerà.

Per comprendere quale sia stato il “peso” del Maestro nella formazione dei suoi epigoni, è bene ricordare chi sono i cinque allievi protagonisti della serata al Quartopiano. Partiamo da Gino Angelini, chef di fama internazionale: da circa un ventennio ha conquistato il palato dei vip di Hollywood nel suo ristorante a Los Angeles. Vincenzo Cammerucci, tra i più schivi e riservati protagonisti in una cucina sempre più sotto i riflettori mediatici, oggi a capo del ristorante CaMì, nel ravennate. Marcello Fabbri, cresciuto in Italia sotto l’ala di veri e propri luminari della cucina, dal 2003 è Stella Michelin all’Hotel Elephant in Germania. Luigi Sartini, chef del Ristorante Righi a San Marino, è stella Michelin dal 2008. Infine, il padrone di casa, Silver Succi: lo caratterizzano ricerca ed esperienza a fianco di alcuni protagonisti del panorama gastronomico italiano come Gualtiero Marchesi, Mauro Uliassi, Gino Angelini e Vincenzo Cammerucci.

Rimini, dunque, da capoluogo del turismo diventa per un giorno capitale della cultura gastronomica italiana. Perché come diceva il grande Marchesi: “La cucina non è un fine, è un mezzo. È uno dei linguaggi con cui parlare a se stessi e al mondo, e per raggiungere questa dimensione, bisogna passare dalla condizione, imprescindibile, di esecutore a quella più indefinibile e profonda di compositore”.

E così nell’elegante e luminosa sala del Quartopiano i cinque artisti eseguiranno una sinfonia dedicata e in qualche modo diretta da quel mirabile direttore d’orchestra che è stato Gualtiero Marchesi.

Per partecipare:

Ristorante Quartopiano – Tel. 0541 393238

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Una settimana con l’aceto balsamico di Modena IGP, tra Stati Uniti e Francia

fbdd5912-3830-4bb8-9711-337aa0ef34a6Una settimana con l’aceto balsamico di Modena IGP, tra Stati Uniti e Francia

Il Consorzio di Tutela incontra a Modena le grandi maison francesi (21 maggio) e sette influencer statunitensi (dal 22 al 26 maggio)

Una settimana nel segno della comunicazione istituzionale per l’Aceto Balsamico di Modena IGP. Dal 21 al 26 maggio, due importanti iniziative sono infatti in programma a Modena per promuovere il prezioso condimento all over the world: la prima insieme ad importanti produttori vitivinicoli di Loira, Alsazia e Nord della Francia (21 maggio) e l’altra all’interno del Progetto di comunicazione Balsamic Vinegar of Modena, the Original. Una iniziativa, quest’ultima, volta a sensibilizzare il mercato USA, attraverso il quale il Consorzio intende ribadire l’originalità del prodotto e al contempo insegnare a professionisti e consumatori come riconoscere il solo e autentico Aceto Balsamico di Modena IGP.

Lo fa ospitando, dal 22 al 26 maggio nella terra di origine del prezioso condimento, una squadra di sette fra i più importanti foodbloggers d’oltreoceano che avranno l’onore e l’onere di acquisire un mix di nozioni tra storia, tradizione e gusto e farsi ambasciatori dell’autenticità del prodotto negli States.

“Questa attività di incoming è parte integrante della strategia con cui abbiamo scelto di approcciare il mercato USA – spiega Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP – privilegiando il rapporto one-to-one, gli eventi mirati per addetti ai lavori, i meeting e le conferenze rivolte esattamente ai target oggi più autorevoli. I numeri dei consumatori USA sono altissimi e attraverso una formazione mirata di blogger e influencer che con i loro canali arrivano ad ampie fasce di pubblico, può diventare possibile ottenere quel cambiamento culturale che auspichiamo, sconfiggendo una volta per tutte la pirateria agroalimentare”.

Tuttavia, prima dell’arrivo dei selezionati influencer nella città della Ghirlandina, l’Aceto Balsamico di Modena IGP ed il Consorzio di Tutela saranno protagonisti già nella giornata di lunedì 21 maggio, partecipando alla prima edizione di Loira&Co, esclusivo evento enologico organizzato da Club Excellence, Associazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori di vini e distillati d’eccellenza. L’evento, in programma a Modenafiere, è dedicato in particolare ai prodotti provenienti dalla Loira, Alsazia e Francia del Nord e si rivolge essenzialmente ad operatori del settore Horeca, giornalisti ed agenti con degustazioni mirate, Master Class ed incontri B2B.

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Degustazione orizzontale e verticale di Merlot

2_TENUTE-TOMASELLA_banner-sito-news-VINO-MERLOT-870x350-870x350Degustazione orizzontale e verticale di Merlot

Dopo il successo di “Sfumature di Friulano”, l’evento di degustazione dedicato al vino friulano tenutosi lo scorso anno, Tenute Tomasella organizza anche quest’anno un evento simile ma dedicato interamente al Merlot.

Un’occasione per assaggiare Merlot prodotti da Tenute Tomasella e altre cantine, provenienti da diverse zone di produzione.

La degustazione sarà guidata da Paolo Ianna, coordinatore regionale della Guida “Vini Buoni d’Italia” che proporrà un prima parte orizzontale, presentando quindi vini Merlot prodotti da varie Cantine del territorio, e una seconda parte verticale che avrà come protagonista il nostro Le Bastìe Rosso di diverse annate.

INFORMAZIONI

Data: 15 maggio
Luogo: Tenute Tomasella
Orario: a partire dalle ore 18:30
Costo: € 22,00

Per info e prenotazioni: 0422.850043 o mail a cantina@tomasella.it

Il presidente di AICIG Baldrighi e il commissario Europeo Phil Hogan si incontrano a Origo

Il presidente di AICIG Baldrighi e il commissario Europeo Phil Hogan si incontrano a Origo

Si è tenuta stamani a Parma la seconda edizione del Global Forum delle Indicazioni Geografiche
“L’innovazione in un contesto che conta circa 3400 prodotti europei a IG – uniti dalla condivizione degli elementi di tradizione e qualità – rappresentativi del 15% circa delle esportazioni europee, è un fattore imprescindibile. Ma non basta: per il futuro delle IG dobbiamo guardare alla sostenibilità, elemento che dovrà necessariamente essere inserito nella nuova PAC, in cui verrà dato maggiore spazio ad obiettivi di sviluppo, coinvolgendo sempre di più gli agricoltori che intendono uniformarsi alle regole. Dobbiamo abbracciare il contesto internazionale se vogliamo garantire un futuro alle IG e in tale processo gli agricoltori devono essere i veri protagonisti: buon cibo prodotto in modo sostenibile vuol dire più business. Unire criteri di sostenibilità con un reddito equo per gli agricoltori, favorisce le IG”. Queste le parole con cui Phil Hogan, Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, si è presentato alla seconda edizione di ORIGO, Geographical Indications’ Global Forum che si è tenuto oggi 8 maggio a Palazzo Soragna. A rafforzare le parole del Commissario Europeo, anche lo speech della Presidente di AREFLH e Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli, la quale ha sottolineato come la parola chiave emersa in tutti gli interventi istituzionali sia stata coesione: “Se i consorzi collaborano tra loro possono cambiare la vita delle persone: l’innovazione è quella praticata dai produttori partendo dal suolo secondo le esigenze della Comunità. Un sistema con un enorme potenziale che certamente dovrà essere meglio focalizzato nella prossima PAC, così come il tema della sostenibilità di DOP e IGP”.

Obiettivo di tale incontro, avvenuto alla presenza dei principali attori internazionali in campo agroalimentare, è il rafforzamento delle relazioni tra diversi stakeholders nella grande sfida globale del sistema delle Indicazioni Geografiche dell’Unione Europea e ad un appuntamento di siffatta importanza non è mancata l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG, rappresentata in tale sede dal Presidente Cesare Baldrighi. Egli ha espresso – nella sessione di lavoro dedicata alla coniugazione di tradizione e innovazione come elemento di sfida, bisogno od opportunità – sincero apprezzamento per il lavoro portato avanti dall’UE con gli accordi bilaterali, ribadendo tuttavia come la gestione delle IG sia un lavoro complesso, in una scena su cui intervengono operatori con anime ed interessi diversi, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai commercianti. Molti sono infatti i topics su cui secondo il Presidente di AICIG l’Unione Europea dovrebbe soffermarsi, dall’abbattimento delle barriere – tariffarie e non tariffarie – al difficile ed articolato riconoscimento dei marchi per cui, sottolinea Baldrighi, “auspico un maggior coinvolgimento e confronto con i Consorzi per supportare la Commissione nel difficile lavoro negoziale”.
AICIG, con spirito assolutamente costruttivo manifesta dunque la necessità di spingere per il riconoscimento di Indicazioni Geografiche non registrate escludendo dalla trattativa quelle che già godono di registrazione privatistica, auspicando in tal modo una facilitazione in sede di colloqui. Allo stesso modo, auspica una campagna informativa per il consumatore sul valore e sul significato dei simboli DOP e IGP, non ancora completamente compresi da molti consumatori nel loro autentico significato. Ma soprattutto, spiega Baldrighi, c’è bisogno di “lavorare sull’iter di modifica dei disciplinari. Pur essendo l’obiettivo comune di tutti gli stakeholders lo sviluppo del prodotto, ci troviamo di fronte allo scontro tra interessi diversi. In particolare, sul tema della combinazione fra tradizione ed innovazione dobbiamo essere pronti a mutamenti importanti e per tale motivo si rende necessaria una maggiore flessibilità nel poter modificare i disciplinari. Le procedure in essere che prevedono la doppia lettura, Stato Membro e Commissione, determina tempi troppo lunghi affinché le diverse IG possano essere al passo con i tempi e le esigenze dei cittadini e del mercato che evolvono con grande rapidità. Riteniamo che si possa considerare la possibilità per le modifiche minori di responsabilizzare solamente lo Stato Membro lasciando alla Commissione la sola verifica di eventuali opposizioni. Questa prima ipotesi può essere l’inizio di un confronto con gli uffici competenti per un concreto e significativo adeguamento della procedura”.

L’intervento del Presidente di AICIG si inserisce nel contesto della prima sessione di lavoro, moderata dal Direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati, preceduta dai saluti istituzionali del Direttore dell’Associazione Industriali di Parma Cesare Azzali, del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e del rappresentante per il MiPAAF Luigi Polizzi. Nella stessa sessione in cui si è inserito l’intervento di Baldrighi, hanno partecipato altresì il Vice Governatore di Creta e Presidente di AREPO Theano Vrentzou Skordalaki, il Presidente di ASSICA Nicola Levoni, la Presidente di AREFLH Simona Caselli e il Vice Presidente del Consiglio Regionale di Nouvelle Aquitaine con delega all’agricoltura Jean Pierre Raynaud.

Ufficio stampa Aicig
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I relatori della prima sessione di incontri ad ORIGO
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Michele Miglionico veste il festival “Tulipani di seta nera”

Foto Metis Di Meo.1 ph. Alessandro BachiorriMichele Miglionico veste il festival “Tulipani di seta nera”

Durante la cerimonia di premiazione del Festival “Tulipani di Seta Nera” la conduttrice televisiva e attrice Metis Di Meo ha indossato un abito Michele Miglionico Alta Moda

In occasione dell’XI edizione del Festival Internazionale Film Corto “Tulipani di Seta Nera”, dedicata ai riconoscimenti dei cortometraggi, che si è tenuta presso il Teatro Olimpico di Roma la conduttrice Metis Di Meo, affiancata da Franco Di Maio, ha scelto di indossare un abito di Alta Moda della collezione “Madonne Lucane” a firma dello stilista Michele Miglionico.

“Tulipani di Seta Nera” è una rassegna di cortometraggi ideata da Paola Tassone con la partnership di Rai Cinema Channel. Il Festival è nato con l’obiettivo di promuovere il Foto abito Michele Miglionicolavoro di giovani autori che con le proprie opere e immagini narrano “non il semplice racconto di una diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare”.

Le foto sono state realizzate dai photographers Alessandro Bachiorri e Giancarlo Sirolesi.

Michele Miglionico Couture

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